15.12.2015 Visualizzazioni

Poesia e Luce

“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica. Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.

“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica.
Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.

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E nelle molte formule<br />

del rovescio<br />

la guancia rimane guancia<br />

e il midollo<br />

midollo ma<br />

tracciato in devozione<br />

al fossile del sole<br />

l’alba<br />

alba che trabocca<br />

contro<br />

la piccola stimmate della<br />

pupilla<br />

la veglia<br />

veglia<br />

che la pista di salsedine<br />

compone sotto la tenera<br />

memoria dei capelli<br />

e il sangue<br />

sangue che<br />

erudito<br />

torna a ricacciarsi<br />

in vena<br />

o comunque<br />

cade la luce<br />

sull’abitudine quasi embrionale dell’ulcera<br />

sulla trasparenza non visitata del vetro<br />

che torniamo a frequentare<br />

come una nebbia<br />

di sbadataggini<br />

nella parte non erosa del lenzuolo<br />

oppure l’argomento è altro<br />

una ferita senza madrepatria<br />

o Valuska di Bela Tarr

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