15.12.2015 Visualizzazioni

Poesia e Luce

“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica. Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.

“La poesia unisce i distanti”: è con questa idea che i versi tratti "Il trillo" di Mario Luzi, come un filo luminoso, si snodano per calli e campielli, donando stupore. Marco Nereo Rotelli ha scelto questa poesia dedicata a Venezia per portare una “nuova luce” alla città, per guardare con occhi nuovi e mente fresca, grazie alla parola poetica.
Ed ecco allora giungere poesie da tutto il mondo: sono coinvolti 83 poeti contemporanei, 83 come gli anni di Giovanni Bellini di cui la città si appresta a celebrare l’anniversario della morte e a cui sono dedicati i colori dell’installazione luminosa, il blu e l’oro del Trittico dei Frari.

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VENEZIA E CHI?<br />

PAOLO FABRIZIO IACUZZI<br />

Italia<br />

Venezia e chi? Lei e noi. L’Oriente<br />

e l’Amore portato via dall’acqua.<br />

Mentre il pittore di Giudecca sciacqua<br />

i pennelli nel canale. A noi di luce<br />

resta la sola scia dei rifiuti lanciata<br />

da una crociera in transito. L’ultima<br />

possibilità di alzare un altare per Amore.<br />

Di mascherare il volto vero se intatto.<br />

Di prepararsi al Carnevale. Poi niente<br />

prima di amare non esiste Amore.<br />

A niente servono i tentativi di stare<br />

in maschera dentro la trasparenza.<br />

Il vetro soffiato nella bolla. Venezia<br />

fondamenta marce e limpide al suono<br />

dell’acqua. Appanna al vetro il vaporetto.<br />

L’esodo quotidiano in barca a motore.<br />

Giunge a Canal Grande. Torna a Stazione.<br />

Noi non siamo Amore. Estranei alla Vergine<br />

dei Frari il manto blu sospende. E qui persi<br />

commensali al banchetto di Veronese<br />

non sappiamo più essere attori o comparse<br />

di Amore. Prima di amare se il gelido<br />

vetro di gennaio si accende. Salutano i turisti<br />

dalla nave. Passano. Ci lasciano la deriva.

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