GEOmedia 5 2015

mediageo

Rivista bimestrale - anno XIX - Numero 5/2015 - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma

TERRITORIO CARTOGRAFIA

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RILIEVO TOPOGRAFIA

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SMART CITY

AMBIENTE

NETWORKS

BENI CULTURALI

LBS

LiDAR

Set/Ott 2015 anno XIX N°5

La prima rivista italiana di geomatica e geografia intelligente

GALILEO una

costellazione

di orologi

ultra stabili

nel cielo

GEOmedia

a INTERGEO

2015

Edificato residenziale

e pericolosità sismica

Passare al BIM

2 a Conferenza Utenti

Leica Laser Scanner


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Geospatial 4.0, il GNSS Galileo e Einstein

Geospatial 4.0 è il termine usato quest’anno per identificare gli sviluppi del nostro settore.

Un momento di profonda trasformazione che ci induce a stare molto attenti per non perdere

il treno dell’innovazione che ci sta passando davanti. La geomatica, pur essendo relativamente

giovane, sta soffrendo di una forte obsolescenza proprio nel momento in cui è entrata a

far parte della nostra vita quotidiana. In Italia specialmente si soffre per la poca importanza

che le Istituzioni, non sensibilizzate ovviamente, dedicano al corretto sviluppo e promozione

della ricerca. Gran parte della produzione della ricerca geomatica è stata ormai assimilata nel

nostro quotidiano e non ci rendiamo neanche conto di quanto la usiamo per le nostre normali

operazioni quotidiane come quelle che vanno dall’uso di un navigatore per arrivare ad

una destinazione prestabilita, oppure quelle che ci portano alla ricerca del nostro immobile

ideale attraverso un sistema informativo geografico. Eppure ci sono cose, come ad esempio

le transazioni bancarie e la misura precisa del tempo, che si poggiano sulla ricerca geomatica,

senza neanche accorgersene.

Purtroppo c’è carenza nella mancanza di divulgazione e cooperazione nella ricerca stessa, con

gruppi di settori diversi che utilizzano la geomatica e cercano di ridefinirne i termini solo per

mancata conoscenza della attività svolte dagli altri esperti del settore che, spesso preda di autoreferenzialismo

dovuto alla selezione del sistema della ricerca universitaria, non divulgano

più il loro operato.

In effetti i ricercatori si chiedono perché andare a divulgare i risultati della ricerca ad un

Convegno che non da i crediti per l’avanzamento della carriera? Chi ha stabilito che un

ricercatore vale più di un altro solo perché citato da altri in un sistema talmente chiuso che

non consente neanche l’accesso libero alla lettura?

La rivoluzione apportata da Google Map è una testimonianza incredibile se pensiamo oggi

che mentre si ricercava l’assurda precisione avvalorata dai confronti ineludibili di scarti quadratici

medi di ambiziosi risultati geodetici e topografici, un sistema geografico che non

garantisce alcuna precisione ha conquistato il mondo intero.

Dobbiamo ora, anche in considerazione di ciò, prepararci alla nuova rivoluzione, in considerazione

che la rete intelligente di sensori, dati e servizi sta ridefinendo gli sviluppi tecnologici

e strategici del settore. Nell’ambito del Geospatial 4.0 annunciato nello scorso Intergeo, si è

parlato dell’ormai prossima sostituzione delle tradizionali cartografie analogiche con metodi

cutting edge di trasmissione delle informazioni con la crescente integrazione di realtà aumentata.

La mappa del futuro potrebbe non essere più disponibile su carta, ma in digitale 3D o

4D su dispositivi mobili.

Nell’anniversario della scoperta della Teoria della Relatività, per i nessi ovvi collegati alla

misurazione del tempo, viene spontaneo pensare che i sistemi di posizionamento Global

Navigation Satellite System che hanno rivoluzionato la geomatica come il GPS, GLONASS,

Galileo e Beidou, costituiscono insieme una infrastruttura interoperabile e coordinata che

sta supportando in un modo vitale i più importanti aspetti industriali ed economici della nostra

società. La misura del tempo è ancora una volta uno degli aspetti strategici ed essenziali

dei servizi offerti dai GNSS, elementi di vitale importanza per tutte le infrastrutture critiche

della nostra società.

Buona lettura,

Renzo Carlucci


In questo

numero...

FOCUS

REPORTS

La Teoria della

Relatività ed il

sistema di navigazione

satellitare europeo

Galileo

di Marco Lisi

6

LE RUBRICHE

26 IMMAGINE ESA

36 SCHEDA PRODOTTO

38 MERCATO

Evoluzione

dell'edificato

residenziale in

rapporto alla

pericolosità sismica

di Juri Corradi, Gianluigi

Salvucci e Valerio Vitale

10

46 OPPORTUNITIES

48 RECENSIONE

50 AGENDA

In copertina il nucleo di lavoro di

Galileo, il sistema di navigazione

satellitare indipendente in Europa,

già posizionato ed attivo.

La completa costellazione Galileo

sarà composta da 30 satelliti lungo

tre piani orbitali in orbita terrestre

media (tra cui due di riserva per

ogni orbita). Il risultato sarà la più

grande flotta europea di satelliti.

18

INTERGEO 2015

l'evoluzione/

rivoluzione del

settore geospaziale

di Fulvio Bernardini

(Credits: ESA)

www.rivistageomedia.it

GEOmedia, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.

Da quasi 20 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei

processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,

in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.

In questo settore GEOmedia affronta temi culturali e tecnologici

per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi

geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,

della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e

spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.


A proposito

24

de "La buona

Scuola"

di Carlo Monti

e Attilio Selvini

28

PASSARE AL BIM

10 regole per

avere successo

di Marco Parisi

INSERZIONISTI

Aerrobotix 16

Codevintec 2

Epsilon 38

Esri Italia 17

Flytop 42

Geogrà 46

Geomax 52

Gistam 39

Hexagon S&I 37

Menci 49

Me.s.a 41

Planetek 45

Progesoft 40

Sinergis 51

Sistemi Territoriali 44

Teorema 50

Topcon 47

Trimble 43

32

Il Caso di Veio

Nuove scoperte

archeologiche

con APR

di Zaira Baglione

Innovazione

e tecnologie

avanzate alla 2a

Conferenza

degli utenti Laser

Scanner Leica

Geosystems

a cura della redazionee

34

una pubblicazione

Science & Technology Communication

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Rivista fondata da Domenico Santarsiero.

Numero chiuso in redazione il 30 Novembre 2015.


FOCUS

La Teoria della Relatività ed

il sistema di navigazione

satellitare europeo Galileo

di Marco Lisi

Ricorrono in questo anno 2015 i

centodieci anni dalla pubblicazione

della teoria della Relatività Ristretta

ed i cento anni da quella della teoria

della Relatività Generale di Einstein.

Fig. 1 - Albert Einstein e la sua

famosa formula di equivalenza

tra massa ed energia.

Un famoso mensile di

informatica e tecnologia

ha giustamente titolato:

“Cento anni di relatività generale

(e non sentirli)”.

Sì perché sebbene, almeno di

nome, le due teorie siano note a

tutti (insieme ad alcune formule,

come E=mc 2 ), assai poco digeriti

sono i loro contenuti e poco percepiti

i loro effetti nella nostra

vita di tutti i giorni.

D’altra parte, abbiamo appena

finito di digerire, dopo quasi

quattrocento anni, la prima

grande rivoluzione scientifica,

quella di Copernico, Keplero,

Galileo e Newton e quindi a

soli cento anni dalla Teoria della

Relatività siamo ancora all’antipasto.

Eppure quelle di Einstein non

sono astratte teorie, degne

dell’attenzione di pochi scienziati

ed addetti ai lavori. Come vedremo,

le loro ricadute nella vita

pratica sono magari poco note,

ma molto tangibili.

Un minimo di storia

e di teoria

La teoria della relatività ristretta,

anche detta “speciale”, fu pubblicata

da Einstein nel 1905 proprio

per conciliare il principio di relatività

galileiano con le equazioni

delle onde elettromagnetiche, o di

Maxwell, che ci sono particolarmente

care essendo la base delle

trasmissioni radio. Nel concepire

la relatività ristretta, Einstein

immaginò un esperimento puramente

concettuale, nel quale egli

viaggiava nello spazio cavalcando

un raggio di luce. Le conseguenze

della teoria sono semplici, ma alquanto

sconvolgenti:

1. la velocità della luce nel

vuoto ha lo stesso valore in

tutti i sistemi di riferimento

inerziali, indipendentemente

dalla velocità dell’osservatore

o dalla velocità della sorgente

di luce (in parole semplici, la

velocità della luce è una costante

ed è invalicabile);

2. massa ed energia possono

trasformarsi l’una nell’altra,

secondo la famosa legge E =

mc 2, che trovò la sua conferma

nella realizzazione della

prima pila atomica da parte

di Fermi (e, purtroppo, nella

realizzazione della bomba

atomica e della bomba H).

L’equivalenza massa-energia

ci ha anche permesso di capire

le reazioni che alimentano

il nostro Sole e tutte le stelle;

3. il nostro universo è uno spazio

a quattro dimensioni, la

quarta essendo il tempo, il

quale dipende dal sistema di

riferimento ed in particolare

rallenta all’aumentare della

velocità.

Molto noto, anche per alcune

recenti interpretazioni cinematografiche

(il film di fantascienza

“Interstellar”), è il cosiddetto

“paradosso dei gemelli” (fig. 2).

Di due gemelli, uno parte a bordo

di un astronave che viaggia a

6 GEOmedia n°5-2015


FOCUS

Fig. 2 - Il paradosso dei

gemelli.

velocità prossime a quella della

luce e rimane per molto tempo

nello spazio, l’altro rimane sulla

Terra. Al ritorno del primo dal

suo viaggio spaziale, ritroverà il

gemello molto invecchiato perché

il tempo, a bordo dell’astronave,

è trascorso più lentamente

che a Terra.

Anche per la relatività generale,

pubblicata dieci anni dopo, nel

1915, Einstein immaginò un

esperimento ideale: cadere dal

tetto di un alto edificio.

Le conseguenze della teoria sono

innumerevoli e necessiterebbero

di una matematica complicatissima

per essere dimostrate. Si possono

tuttavia riassumere in un

concetto abbastanza semplice: la

gravità (quella che ci tiene con

i piedi per terra e che fa ruotare

i pianeti intorno al Sole) non è

altro che una deformazione dello

“spazio-tempo” causata dalla

massa (o dall’energia, visto che le

due sono equivalenti).

Per spiegare il meccanismo, i fisici

si aiutano spesso con la metafora

del foglio di gomma (fig. 3).

Lo spazio-tempo si può immaginare,

per l’appunto, come una

superficie morbida che viene

curvata dalle masse che vi sono

appoggiate. La forza di gravità

che avvertiamo, per esempio,

sulla superficie della Terra è il risultato

della curvatura del foglio

di gomma quadridimensionale

causata dalla massa della Terra

stessa. Un’analoga deformazione,

causata questa volta dal Sole,

spiega la forza esercitata da questo

sui pianeti e la rotazione di

essi intorno al Sole.

Prove sperimentali delle

due teorie della relatività

Negli ultimi cento e passa anni,

gli scienziati di tutto il mondo

si sono affannati per dimostrare

con i loro esperimenti le due

teorie della relatività di Einstein,

con le loro implicazioni e conseguenze.

Pochi tuttavia forse

sanno che una delle più complete

dimostrazioni delle due teorie

deriva proprio da quei sistemi satellitari

globali per la navigazione

(“Global Navigation Satellite

Systems”, GNSS), quali l’americano

GPS o l’europeo Galileo,

che vengono ormai utilizzati in

tutte le nostre autovetture, ma

anche nella gran parte dei nostri

telefoni cellulari (“smartphone”).

Fig. 3 - La gravità è una

deformazione dello spazio-tempo

dovuta alla massa.

Volendo essere sintetici e radicali,

potremmo affermare che, senza

la conoscenza delle due teorie

della relatività (speciale e generale)

di Einstein, i navigatori satellitari

non potrebbero funzionare.

Cerchiamo di capire perché.

Ricordiamo innanzi tutto che

il principio di funzionamento

dei GNSS consiste nella misura

molto accurata (accurata nell’ordine

dei nanosecondi, cioè dei

miliardesimi di secondo) del

ritardo temporale fra la trasmissione

di un segnale radio da un

satellite e la sua ricezione da parte

del ricevitore dell’utente. Da

questa misura si ricava la distanza

fra il satellite stesso (di cui posizione

ed orbita sono ben note)

e l’utente. Essendo la velocità

delle onde radio nel vuoto pari a

300˙000 chilometri al secondo,

un errore pari ad un nanosecondo

corrisponde a 0,3 metri (30

centimetri) nella determinazione

della distanza (e quindi della

posizione).

Questo è il motivo per il quale

si utilizzano a bordo dei satelliti

per la navigazione orologi atomici

estremamente stabili. A bordo

dei satelliti Galileo, ad esempio,

si sta facendo volare il “Passive

Hydrogen Maser” (PHM), che,

con una stabilità di frequenza

equivalente ad uno scarto di 1

secondo ogni 3 milioni di anni,

è il più stabile orologio mai realizzato

per applicazioni spaziali

(fig. 4).

Gli effetti relativistici sul funzionamento

delle costellazioni di

satelliti per la navigazione sono

molteplici, anche se non tutti

della stessa entità.

Ci limiteremo ad analizzarne

due, derivanti rispettivamente

dalla teoria ristretta e da quella

generale:

GEOmedia n°5-2015 7


FOCUS

4Relatività Ristretta: i satelliti

si muovono rispetto al ricevitore,

e il loro orologio va più

piano;

4Relatività Generale: i campi

gravitazionali cambiano sia

la velocità degli orologi, sia

la propagazione dei segnali

radio.

I satelliti GNSS ruotano intorno

alla Terra su orbite circolari ad

un’altezza di circa 20000 chilometri.

A questa quota, la loro

velocità di rotazione rispetto al

suolo è di circa 3,8 km/s.

Dalle trasformate di Lorentz

(quelle che discendono dalla teoria

della relatività ristretta) si ricava

la contrazione del tempo che

l’orologio a bordo subisce rispetto

ad un orologio a terra, pari a 7,1

microsecondi al giorno.

Questo significa che dopo un

giorno l’errore in termini di

determinazione della distanza

diventa pari a 2,2 chilometri

(7,1 microsecondi per la velocità

della luce).

Ricordiamoci che l’obiettivo di

sistemi come GPS o Galileo è

quello di fornire un’accuratezza

sulla posizione di pochi metri.

L’effetto della teoria della relatività

generale è ancora più

drammatico. In questo caso

l’effetto dipende dall’intensità

dell’attrazione gravitazionale ed è

di segno opposto.

La forza di gravità modifica lo

spazio-tempo rallentando gli

orologi. Quindi gli orologi in

volo a 20˙000 chilometri di

altezza, sperimentando un’attrazione

gravitazionale più bassa,

marciano più velocemente di

quelli a terra.

La deviazione è pari a 47,5 microsecondi

al giorno, pari a circa

14 chilometri di errore sulla distanza,

che vengono solo in parte

compensati dai 7,1 microsecondi

precedentemente considerati.

In conclusione, la combinazione

di questi due effetti relativistici

implica che gli orologi (i sofisticati

e costosi orologi atomici) a

bordo dei satelliti GPS marciano

più velocemente di orologi identici

a terra di circa 38 microsecondi

(45-7=38)!

Poca cosa, potreste pensare, ma

l’altissima precisione richiesta dal

sistema è basata su un’accuratezza

nell’ordine dei nanosecondi,

e 38 microsecondi sono ben

38˙000 nanosecondi.

Per essere ancora più espliciti se

gli effetti delle teorie di Einstein,

apparentemente astruse e poco

utili in pratica, non fossero tenuti

in conto, ci ritroveremmo a

guidare le nostre auto al centro

di Roma o Milano con un’incertezza

sulla nostra posizione

di qualche decina di chilometri.

Non molto utile, davvero!

L’importanza dei

riferimenti di tempo

nella nostra società

La determinazione e la misurazione

accurata del tempo sono

alla base della nostra civiltà tecnologica.

I maggiori progressi

in questo campo si sono avuti

nel secolo scorso, con l’invenzione

dell’oscillatore a cristallo

di quarzo nel 1920 e dei primi

orologi atomici negli anni ’40.

Oggigiorno la misura del tempo

è di gran lunga la più accurata

fra le misure delle altre grandezze

fisiche fondamentali. La stessa

unità di misura delle lunghezze,

una volta basata sul mitico metro

campione di Platino-Iridio

conservato a Parigi, è stata

internazionalmente ridefinita

nel 1983 come “la lunghezza di

percorso coperta dalla luce nel

vuoto durante un intervallo di

tempo pari ad 1/299792458 di

secondo”.

Il secondo (simbolo s) è l’unità

di misura ufficiale del tempo nel

Sistema Internazionale di Unità

(SI). Il suo nome deriva semplicemente

dall’essere la seconda divisione

dell’ora, mentre il minuto

ne è la prima. Il secondo era

originariamente definito come

la 86400-esima parte del giorno

solare medio, cioè della media

sulla base di un anno del giorno

solare, inteso come intervallo

di tempo che intercorre tra due

successivi passaggi del Sole sullo

stesso meridiano.

Nel 1884 fu ufficialmente stabilito

come standard di tempo a livello

internazionale il Greenwich

Mean Time (GMT), definito

come il tempo solare medio al

meridiano che passa per l’Osservatorio

Reale di Greenwich

(Inghilterra).

Nel 1967 è stata proposta una

nuova definizione del secondo,

basato sul moto di precessione

dell’isotopo 133 del cesio. Il

secondo è ora definito come

l’intervallo di tempo pari a

9192631770 cicli della vibrazione

dell’atomo di cesio 133.

Questa definizione permette agli

scienziati ovunque nel mondo di

ricostruire la durata del secondo

con uguale precisione e su di essa

è basato il concetto di Tempo

Atomico Internazionale o TAI.

Fig. 4 - Il

“Passive

Hydrogen

Maser” della

Selex Galileo

(Finmeccanica).

8 GEOmedia n°5-2015


FOCUS

Il tempo UTC (“Universal

Coordinated Time”), definito

dallo storico Bureau

International des Poids et

Mesures (BIPM) di Sevres

(Parigi), è dal 1972 la base legale

della misura del tempo a livello

mondiale, sostituendo in modo

definitivo il vecchio GMT. Esso

viene derivato dal TAI, dal quale

differisce solamente per un numero

intero di secondi (al momento

36). Il TAI è a sua volta

calcolato dal BIPM a partire dai

dati di più di 200 orologi atomici

situati negli istituti di metrologia

di più di 30 paesi (uno

di essi, in Italia, è il prestigioso

Istituto Elettrotecnico Nazionale

Galileo Ferraris di Torino).

Un riferimento del tempo UTC

estremamente accurato è oggigiorno

fornito su scala mondiale

dai sistemi di navigazione satellitare

(GNSS), come il GPS

(Global Positioning System)

e, presto, il sistema europeo

Galileo. Entrambi sono sistemi

di satelliti orbitanti intorno alla

Terra, ciascuno recante a bordo

degli orologi atomici tra loro sincronizzati.

E’ possibile ricavare dal segnale

GPS, attraverso una serie di correzioni

basate su dati forniti dal

segnale stesso, il tempo UTC,

secondo la stima effettuata dallo

United States Naval Observatory

(USNO). L’accuratezza ottenibile,

anche con ricevitori commerciali

molto economici (alcuni

ricevitori GPS sono ormai venduti

per meno di venti euro), è

di circa un microsecondo.

Il sistema GPS viene anche usato

per comparare i vari orologi atomici

che, come già detto, costituiscono

il sistema mondiale di

riferimento del tempo. I laboratori

campione che si trovano nella

stessa area geografica misurano

la differenza temporale esistente

fra se stessi ed un singolo satellite

GPS nel medesimo istante.

Tenendo conto dei ritardi del

segnale dovuti alla propagazione

nello spazio, queste misure possono

essere usate per calcolare la

differenza temporale fra i laboratori

con un’accuratezza di circa

+/- 3 nanosecondi.

Ma perché è tanto importante

avere un’accurata ed univoca definizione

del tempo?

Non è una questione solo per

scienziati ed addetti ai lavori. Un

riferimento di tempo universalmente

riconosciuto e molto

accurato è di fatto alla base della

maggior parte delle infrastrutture

della nostra società.

Tutte le reti cellulari e wireless,

ad esempio, sono basate

su un’accurata sincronizzazione

dei loro network ottenuta

ricevendo segnali GNSS. Lo

stesso è vero per le reti di distribuzione

dell’energia elettrica.

Sorprendentemente, anche le

transazioni finanziarie e bancarie

e tutti i mercati azionari dipendono

da un accurato riferimento

di tempo, data l’estrema volatilità

di azioni e valute, i cui prezzi

variano ormai nel giro di pochi

microsecondi.

Un orologio atomico nel

nostro smartphone: un

sogno irraggiungibile?

Sarebbe bello, penserà qualcuno,

avere nel nostro smartphone un

orologio atomico che ci fornisca

un preciso riferimento di tempo

e frequenza.

Come precedentemente descritto,

tutto questo è già abbastanza

facilmente ottenibile attraverso

la ricezione dei segnali GNSS.

Ma c’è di più. Sono da poco

tempo disponibili in commercio

oscillatori atomici miniaturizzati,

delle dimensioni di un circuito

integrato.

Il circuito in figura 5 è grande

quanto un francobollo ed è

alimentato a 5 volt, fornendo

un’onda quadra di riferimento a

10 MHz basata su un oscillatore

atomico al rubidio.

Fig. 5 – Oscillatore atomico miniaturizzato.

La deviazione complessiva (parzialmente

compensabile) nell’arco

di una giornata è di alcuni

microsecondi, ma su intervalli

di tempo brevi l’accuratezza è di

pochi nanosecondi.

Il prezzo del dispositivo è al

momento ancora un po’ alto

(intorno ai duemila euro), ma è

prevedibile che nel breve termine

dispositivi simili, anche in forma

di chip, si diffonderanno a prezzi

tanto bassi da essere integrati in

tutti i nostri telefoni cellulari

Le possibili applicazioni pratiche

di questi orologi atomici miniaturizzati

sono in parte immaginabili

e molto interessanti, ma

molte altre dipenderanno anche

dalla nostra creatività ed immaginazione.

ABSTRACT

The Article concerns the theories of the

Special Relativity and of the General Relativity

developed by Albert Einstein in the last

century and how they influence our society.

The relations of these theories with global

satellite navigation systems and, more generally,

with all applications based on exact

time references are explained.

PAROLE CHIAVE

Gnss; sistema di navigazione galileo;

GPS; Teoria della relatività

AUTORE

Dott. Ing. Marco Lisi

European Space Agency

marco.lisi@esa.int

GEOmedia n°5-2015 9


FOCUS

Evoluzione dell'edificato residenziale

in rapporto alla pericolosità sismica

di Juri Corradi,

Gianluigi Salvucci

e Valerio Vitale

Un'analisi storica, da fonti

censuarie, quantitativa e

Fig. 1 - Distribuzione del tasso di variazione

dell'edificato italiano rispetto alle classi di

pericolosità sismica - elaborazione su dati

Istat e Ingv.

qualitativa dello sviluppo

urbano in relazione alle

caratteristiche sismiche

del territorio italiano.

Il rischio sismico e il ruolo

delle indagini statistiche

In un lavoro precedente (Corradi,

Salvucci, Vitale; 2014a) è

stata analizzata la vulnerabilità

dell’edificato urbano, desumibile

dalle variabili (epoca di

costruzione, tipologia strutturale,

numero di piani fuori

terra e stato di conservazione

di ciascun fabbricato) ricavati

dall’indagine Istat sulla Rilevazione

dei Numeri Civici (Rnc),

associando tali informazioni

alla pericolosità sismica di base

del suolo, desunte dai dati

dell’Ingv. Lo studio ha permesso

l’individuazione di edifici a

maggior criticità, ossia quelli del

raggruppamento più vulnerabile

(rappresentato dal fabbricato

in muratura costruito nell’immediato

dopoguerra), situati

nelle aree con un’accelerazione

sismica di base del terreno (Pga)

superiore al 25% dell’accelerazione

gravitazionale.

Ulteriori approfondimenti

(Corradi, Salvucci, Vitale;

2014b), possibili grazie alla diffusione

dei primi dati censuari

della Popolazione del 2011, ci

hanno consentito anche una valutazione

sull’esposizione della

popolazione all’evento sismico

qualora questo si manifestasse,

tenendo conto della distribuzione

della componente dipendente

(bambini 0-14 e anziani over

64) nelle aree di maggior vulnerabilità

e ad elevata pericolosità.

Al momento della stesura

del presente lavoro non sono

ancora disponibili i dati sul

censimento degli edifici al

2011; tuttavia, sfruttando le

informazioni provenienti dal

Censimento degli edifici del

2001, è possibile individuare gli

stessi indicatori di vulnerabilità

della Rnc con lo svantaggio che

10 GEOmedia n°5-2015


FOCUS

Epoca di

Muratura

Calcestruzzo Calcestruzzo

costruzione

portante

armato a piano armato a piano

Altro

Totale

terra chiuso terra aperto

Prima del 1919 18,05% 0,00% 0,00% 1,10% 19,15%

Dal 1919 al 1945 10,55% 0,71% 0,04% 1,04% 12,33%

Dal 1946 al 1961 10,39% 2,46% 0,11% 1,83% 14,78%

Dal 1962 al 1971 9,41% 5,03% 0,24% 2,85% 17,53%

Dal 1972 al 1981 7,34% 6,67% 0,36% 3,30% 17,67%

Dal 1982 al 1991 3,73% 5,24% 0,29% 2,23% 11,50%

Dopo il 1991 2,04% 3,34% 0,18% 1,50% 7,05%

Totale 61,50% 23,45% 1,21% 13,85% 100,00%

Tab. 1 - Distribuzione bivariata degli edifici al 2001 tra epoca di costruzione e materiale della struttura portante - Elaborazione su dati Istat 2001.

Numero

piani

Prima del

1919

Dal 1919 al

1945

Dal 1946 al

1961

Dal 1962 al

1971

Dal 1972 al

1981

Dal 1982 al

1991

Dopo il

1991

Totale

1 3,01% 2,75% 3,62% 4,03% 4,48% 3,09% 1,60% 22,57%

2 10,73% 6,83% 7,69% 9,15% 9,13% 5,79% 3,63% 52,95%

3 4,41% 2,11% 2,20% 2,63% 2,74% 1,86% 1,32% 17,28%

4 0,75% 0,39% 0,63% 0,82% 0,79% 0,47% 0,32% 4,18%

5 0,17% 0,13% 0,29% 0,37% 0,26% 0,15% 0,10% 1,46%

6 0,06% 0,07% 0,16% 0,23% 0,13% 0,07% 0,04% 0,77%

7 0,02% 0,03% 0,08% 0,14% 0,07% 0,03% 0,02% 0,39%

8 0,00% 0,01% 0,05% 0,08% 0,03% 0,02% 0,01% 0,21%

9 0,00% 0,00% 0,03% 0,04% 0,02% 0,01% 0,00% 0,10%

10 0,00% 0,00% 0,01% 0,02% 0,01% 0,00% 0,00% 0,05%

11 0,00% 0,00% 0,00% 0,01% 0,00% 0,00% 0,00% 0,02%

Oltre 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,01%

Tab. 2 - Distribuzione bivariata degli edifici al 2001 tra epoca di costruzione e numero dei piani - Elaborazione su dati Istat 2001.

non possono essere georeferiti

al singolo edificio, ma possono

essere sintetizzati per l’intera

sezione di censimento.

Ciò consente comunque una

valutazione nazionale sulle caratteristiche

degli edifici e sulla

loro evoluzione temporale, che

aiuta a comprendere l’entità del

miglioramento nel tempo della

vulnerabilità dell’edificato; inoltre

si rende possibile, all’interno

di sezioni censuarie a maggiore

pericolosità sismica, un’analisi

sulle dinamiche edificatorie tra

una classe e l’altra di epoca di

costruzione, interessante per

comprendere come sia variata

nel tempo la percezione del rischio

sismico nel territorio italiano

e quale è stata la reazione

in termini di quantità e qualità

insediativa.

L’edificato italiano: caratteristiche

e vulnerabilità

Passando in rassegna i dati rilevati

dal precedente censimento

del 2001 emerge un quadro

critico, costituito da un edificato

piuttosto vetusto, costruito

prevalentemente a cavallo degli

anni ’60 e ’70; tuttavia, come

avremo modo di affrontare in

seguito, quello dell’epoca di

costruzione non sarebbe l’unico

aspetto da considerare ai fini

della valutazione della vulnerabilità

dell’edificio.

Alcune considerazioni devono

essere inevitabilmente effettuate

circa lo stile edificatorio, evoluto

nel tempo, grazie al miglioramento

delle tecniche costruttive

(come ad esempio la simmetria

ed ortogonalità in pianta o la

messa in posa contemporanea

degli elementi strutturali oppure,

più recentemente, l’isolamento

sismico tra le fondazioni

e la parte superiore dell’edificio),

alle innovazioni sui materiali

utilizzati per la costruzione

(si pensi al calcestruzzo precompresso

oppure ai laterizi rettificati)

e alle normative succedutesi

dalla legge 2 febbraio 1974 n.

64 in poi; è normale infatti che

il progresso tecnologico, con il

relativo abbattimento di tempi

e costi di edificazione, incida

sulla scelta di una modalità

realizzativa (cemento armato)

rispetto all’altra (muratura),

sebbene quest’ultima continui

ad essere predominante. Incrociando

i dati relativi all’epoca

di costruzione con la tipologia

strutturale (Tabella 1) si ottiene

immediatamente una prima

sintesi dell’edificato italiano: il

dato relativo al 2001, evidenzia

Fig. 2 – Immagini di alcuni sistemi MMS commerciali.

GEOmedia n°5-2015 11


FOCUS

una predominanza di edifici

costruiti in muratura portante

piuttosto datati, dal momento

che l’epoca di costruzione mediana

dell’edificato si attesta

intorno al 1963. In un’analisi

retrospettiva, nell’ipotesi che

gli edifici demoliti e ricostruiti

siano infinitesimali rispetto a

quelli esistenti nel 2001, dei

5.193.903 edifici costruiti prima

del 1961 ben l’84% è stato

costruito in muratura portante.

Lo stato di conservazione

dell’edificato è sostanzialmente

buono, giacché oltre il 70% dei

fabbricati manifesta tale modalità

od ottima. La situazione

è particolarmente critica per i

manufatti più antichi, considerato

che delle 2.150.259 unità

costruite prima del 1919, ben

il 15% ha manifestato al 2001

una condizione ottima e il 47%

buona, trattandosi evidentemente

di edifici architettonicamente

pregiati, che vanno a

comporre i centri storici delle

nostre città e che, dato il loro

valore commerciale, si prestano

ad una frequente manutenzione.

Per questo motivo, lo stato

di conservazione rilevato dai

censimenti non garantisce di

per sé una garanzia di invulnerabilità,

né di adeguatezza delle

strutture alla normativa vigente.

Fig. 3 - Abruzzo, particolare della Figura 1. Distribuzione del tasso di variazione dell'edificato

italiano rispetto alle classi di pericolosità sismica - elaborazione su dati Istat e Ingv.

Evoluzione dell’edificato

urbano rispetto alle zone

di pericolosità sismica

I dati censuari a livello di

sezione, come mostrato nel

precedente paragrafo, consentono

di comprendere alcune

caratteristiche essenziali dell’edificato

residenziale; in particolare

l’epoca di costruzione, se

si trascura l’esiguità di edifici

demoliti e ricostruiti, fornisce

una dimensione dell’espansione

urbana nel tempo, la cui sostenibilità

rispetto ai fenomeni

naturali, quali gli eventi sismici,

può essere valutata attraverso il

confronto con altre fonti informative

(dati sulla pericolosità

sismica di base del terreno,

elaborati dall’Ingv). A partire

dall’esame dei microdati, è stato

individuato, per ogni sezione, il

tasso di incremento dell’edificato

rispetto a quello esistente nel

1919, rappresentato in Figura

1, limitandoci a visualizzare i

soli valori superiori a quattro

volte quelli iniziali. Dall’esame

comparato emerge in maniera

abbastanza netta un proliferare

di fabbricati sul versante adriatico

molto più intenso di quanto

avvenga nel resto del paese, soprattutto

per l’Emilia Romagna

e l’Abruzzo.

Utilizzando i numeri indici a

base fissa 1919 per individuare

Epoca di Ottimo stato di Buono stato di Mediocre stato di Pessimo stato di

costruzione conservazione conservazione conservazione conservazione

Totale

Prima del 1919 2,86% 8,98% 6,20% 1,11% 19,15%

Dal 1919 al 1945 1,60% 6,06% 4,10% 0,56% 12,33%

Dal 1946 al 1961 2,34% 8,19% 3,93% 0,34% 14,78%

Dal 1962 al 1971 3,75% 10,59% 3,03% 0,16% 17,53%

Dal 1972 al 1981 5,18% 10,38% 2,01% 0,09% 17,67%

Dal 1982 al 1991 4,83% 5,82% 0,80% 0,04% 11,50%

Dopo il 1991 5,05% 1,78% 0,21% 0,01% 7,05%

Totale 25,61% 51,81% 20,29% 2,30% 100,00%

Tab. 3 - Distribuzione bivariata degli edifici al 2001 tra epoca di costruzione e numero dei piani - Elaborazione su dati Istat 2001.

Epoca di

Classi di pericolosità sismica

Numero indice

costruzione

1 2 3 4

nazionale

1919 1 1 1 1 1

1945 2,05 2,28 2,49 2,66 2,39

1961 2,82 3,16 3,38 3,59 3,27

1971 3,54 4,18 4,5 4,69 4,32

1981 4,35 5,39 5,86 5,95 5,57

1991 5,22 6,64 7,22 7,01 6,82

2001 5,99 7,45 8,05 7,62 7,62

Tab. 4 - Comparazione del numero indice dell'edificato per classe di pericolosità sismica - Elaborazione su dati Istat 2001 e Ingv

12 GEOmedia n°5-2015


FOCUS

le dinamiche edificatorie nel

territorio italiano, si evidenzia

come, a fronte di un incremento

superiore a sette volte rispetto

alla base iniziale, esso si sia

concentrato nelle zone a bassa

pericolosità sismica. Sebbene

questo dato appaia confortante,

non nasconde una realtà in cui,

nella classe di pericolosità più

elevata (classe 1), nel 2001 si

sia arrivati ad un edificato pari

a sei volte quello iniziale, dato

inferiore a quello nazionale,

comunque notevole e degno di

attenzione. Si è lungi dal ritenere

che si possano dislocare intere

popolazioni in zone più sicure

del paese, tuttavia occorre riflettere

sull’adeguatezza delle scelte

costruttive effettuate in passato,

compensabili nel presente e nel

futuro prossimo, solo con una

diminuzione della vulnerabilità

dei fabbricati, aumentando la

sicurezza della popolazione residente.

La distribuzione

dell’indicatore di

vulnerabilità nel 2001

Con le dovute modifiche relative

al numero delle modalità

delle epoche di costruzione,

rappresentate da sette classi nel

2001 contro le nove del 2011,

si è proceduto a calcolare l’indice

sintetico di vulnerabilità

sismica degli edifici, adottando

il microdato per singola unità

rilevata durante il Censimento

del 2001 e rappresentandolo

cartograficamente a livello di

sezione censuaria. Nella fattispecie,

per sintetizzare a livello

nazionale l’indicatore di vulnerabilità

sismica dell’edificato

è stata utilizzata la mediana

Fig. 4 - Distribuzione della mediana dell’indice

di vulnerabilità sismica per sezione di censimento

- Elaborazione su dati Istat 2001.

dei valori calcolati per i singoli

fabbricati; essa risulta, infatti,

più robusta della media, trascurando

l’effetto dei valori estremi

della distribuzione. Inoltre la

scelta dell’indicatore di sintesi

deve comunque tener conto

della funzione associativa con la

quale viene sintetizzato il carattere

a livello locale che, nel caso

in ispecie, non ha alcun senso,

se effettuato attraverso la somma,

perché esso non è trasferibile.

Come noto in questi casi si

preferisce utilizzare la mediana.

Al momento non si è in grado

di stabilire, sulla base dell’indicatore

proposto, le classi di

vulnerabilità che individuino

eventuali situazioni a rischio;

pertanto si è preferito rappresentarlo

in classi di quantili,

all’interno delle quali si ripartiscono

le sezioni di censimento

del 2001. Questa classificazione

risente naturalmente della distribuzione

dell’indicatore, e

Fig. 5 - Comune de L'Aquila, sovrapposizione della sezioni ricadenti in zona di interdizione

con la mediana per sezione dell'indicatore di vulnerabilità - Elaborazione su dati Istat - Comune

de L'Aquila.

GEOmedia n°5-2015 13


FOCUS

non potrà essere utilizzata come

limite teorico per le distribuzioni

successive. Se si guarda

contemporaneamente la diffusione

delle sezioni con maggiore

vulnerabilità rispetto alla

classificazione della pericolosità

sismica, si può verificare che le

aree a pericolosità più elevata

(Italia meridionale) rilevano

la mediana dell’indicatore per

sezione, nella parte bassa della

distribuzione ovvero hanno edifici

“più sicuri”. Si tratta di un

fenomeno positivo in quanto

avere una bassa vulnerabilità

nelle aree più pericolose è sintomo

di una particolare cautela

nel costruire e nel manutenere

gli edifici residenziali.

Pur considerando l’impossibilità

pratica di realizzare compiutamente

una tavola di mortalità

degli edifici attraverso la quale

poter verificare quali siano

effettivamente le cause di danneggiamento

degli stessi in relazione

agli eventi sismici, a causa

della mancanza di informazioni

puntuali in merito, si propone

Fig. 6 - Comune de l’Aquila, densità degli edifici storici in zona di interdizione - Elaborazione

su dati Istat 2001.

Fig. 7 - Comune di Camposanto, distribuzione della mediana dell'indicatore di vulnerabilità

per sezione - Elaborazione su dati Istat 2001.

una verifica empirica sovrapponendo

le aree danneggiate del

comune de L’Aquila, successive

al terremoto del 2009, con le

risultanze dell’indicatore di vulnerabilità.

Utilizzando la perimetrazione

della zona di interdizione del

Comune, denominata “zona

rossa” (Ordinanze del Comune

de L’Aquila n.6 del 09/04/2009

e n.73 del 29/04/2009 e ss.mm.

ii.), sono state considerate tutte

le sezioni la cui superficie ricade

in tale tracciato per almeno il

70% dell’area totale.

La zona delimitata dal retinato

blu in Figura 5 evidenzia valori

dell’indicatore di vulnerabilità

abbastanza elevati. Ricadono

nella classe più bassa solo 2 sezioni

delle 178 coinvolte, mentre

un valore “critico” dell’indice

superiore a 0.7 individua

le aree che possono destare una

particolare attenzione.

Come si evince dalla Figura 6,

la concentrazione di edifici storici

ha contribuito ad innalzare

notevolmente la vulnerabilità

delle aree che qualche anno più

tardi sono state seriamente danneggiate.

Altra conferma viene dagli

eventi sismici che hanno

colpito di recente l’Emilia

Romagna: nel comune di

Camposanto, ad esempio,

i danni maggiori si sono

rilevati nelle aree storiche

del paese.

Per comprendere meglio

il fenomeno si osservi

la distribuzione percentuale

degli edifici storici

nel comune, notando

come ci sia un’evidente

correlazione tra i risultati

dell’indicatore e l’epoca di

costruzione.

Ciò non significa che l’età del

fabbricato sia la dimensione

prevalente dell’indicatore e che

si possano trascurare le altre

caratteristiche.

14 GEOmedia n°5-2015


FOCUS

Il fatto che negli anni ci sia stata

un’evoluzione tecnica, dei materiali

e legislativa, contribuisce a

diminuire ulteriormente la vulnerabilità

rispetto alla minore

azione dell’usura temporale.

Popolazione e rischio nei

comuni italiani

Lo studio vuole stimolare la

consapevolezza di una situazione

particolarmente gravosa

per il paese. Considerare la

diffusione della popolazione

in questo contesto può agevolare

le strategie urbanistiche.

Difficilmente si può pensare

di stabilire a priori delle soglie

di indicatori che possano in

qualche modo garantire l’efficacia

degli interventi. Da questa

riflessione deriva l’esigenza di

un indicatore di vulnerabilità

dell’edificato da confrontare con

le caratteristiche demografiche

della popolazione residente. In

queste situazioni i risultati possono

essere aleatori a seconda di

come cambi sia la costruzione

dell’indicatore, sia la risoluzione

dei dati geografici considerati.

Ai fini conoscitivi della consapevolezza

del rischio, la miglior

risoluzione geografica sarebbe

quella comunale, in quanto

proprio il Comune è l’ente territoriale

che materialmente può

intervenire con provvedimenti

di gestione delle emergenze.

Sono stati, quindi, analizzati

i comuni in base alle superfici

ricadenti nelle classi di pericolosità

sismica, considerando “pericolosi”

quelli che hanno una

superficie superiore al 70% con

valori di Pga maggiori del 15%

dell’accelerazione gravitazionale.

Successivamente è stata valutata

la distribuzione dell’indicatore

di vulnerabilità dell’edificato, ricalcolato

sui microdati del censimento

edifici del 2001. Infine

è stata calcolata la popolazione

residente nelle sezioni con un

edificato particolarmente vulne-

Fig. 8 - Comune di Camposanto, distribuzione percentuale degli edifici storici (epoca di

costruzione ante 1919) - Elaborazione su dati Istat 2001.

Popolazione

residente

Popolazione in sezioni

ad alta vulnerabilità

dell’edificato

Procom

Comune

(A)

(B).

(B/A)x100

63049 Napoli 1.003.495 755.780 75.31%

82053 Palermo 685.704 427.089 62.28%

37006 Bologna 370.684 305.536 82.42%

87015 Catania 312.887 199.344 63.71%

23091 Verona 252.590 159.245 63.04%

83048 Messina 251.852 129.550 51.44%

36023 Modena 175.236 113.417 64.72%

39014 Ravenna 134.602 77.409 57.51%

54039 Perugia 149.060 71.883 48.22%

80063 Reggio di Calabria 180.246 66.917 37.13%

99014 Rimini 128.629 66.465 51.67%

35033 Reggio nell’Emilia 141.743 64.770 45.70%

40012 Forli’ 108.139 63.616 58.83%

47014 Pistoia 84.254 59.529 70.65%

55032 Terni 105.006 58.940 56.13%

63084 Torre del Greco 90.570 58.353 64.43%

40007 Cesena 90.916 55.993 61.59%

63059 Portici 60.203 53.412 88.72%

51002 Arezzo 91.553 48.555 53.03%

78045 Cosenza 72.771 48.333 66.42%

89017 Siracusa 123.599 47.554 38.47%

30129 Udine 94.949 47.189 49.70%

42002 Ancona 100.279 45.742 45.61%

41044 Pesaro 90.859 43.237 47.59%

79023 Catanzaro 95.251 38.760 40.69%

62008 Benevento 61.756 38.199 61.85%

63067 San Giorgio a Cremano 50.730 37.483 73.89%

63002 Afragola 62.303 35.809 57.48%

37032 Imola 64.055 35.136 54.85%

63023 Casoria 81.888 32.976 40.27%

39010 Faenza 53.597 32.368 60.39%

66049 L’Aquila 68.198 31.197 45.74%

8055 San Remo 50.266 29.996 59.67%

63064 Ercolano 56.738 29.733 52.40%

72005 Andria 95.636 29.431 30.77%

67041 Teramo 51.023 28.330 55.52%

101010 Crotone 60.003 28.239 47.06%

71051 San Severo 55.861 27.542 49.30%

44007 Ascoli Piceno 51.258 25.999 50.72%

54051 Spoleto 37.752 25.882 68.56%

69022 Chieti 52.256 25.772 49.32%

54018 Foligno 51.030 25.510 49.99%

39012 Lugo 31.603 25.400 80.37%

76063 Potenza 68.321 25.050 36.67%

79160 Lamezia Terme 70.501 24.327 34.51%

31007 Gorizia 35.667 24.139 67.68%

63001 Acerra 45.686 23.496 51.43%

36040 Sassuolo 39.785 23.061 57.96%

38004 Cento 29.266 22.881 78.18%

88006 Modica 52.639 22.276 42.32%

44066 San Benedetto del Tronto 45.041 22.229 49.35%

93033 Pordenone 49.085 21.984 44.79%

26092 Vittorio Veneto 29.170 21.906 75.10%

63041 Marano di Napoli 57.448 21.710 37.79%

89002 Avola 31.288 21.585 68.99%

57059 Rieti 43.767 21.104 48.22%

58111 Velletri 48.220 20.927 43.40%

42021 Jesi 39.224 20.782 52.98%

64008 Avellino 52.698 20.760 39.39%

70006 Campobasso 50.659 20.628 40.72%

63060 Pozzuoli 78.347 20.608 26.30%

43023 Macerata 40.872 20.513 50.19%

Tab. 5 - Comuni a maggior densità di rischio sismico - Elaborazione su dati Istat 2001.

%

GEOmedia n°5-2015 15


FOCUS

rabile, individuate dalla mediana

della distribuzione dell’indice di

vulnerabilità, con valori superiori

alla soglia di 0,7 su una scala

0-1. Nella Tabella 5 sono elencati

i comuni con almeno 20.000

residenti in zone a pericolosità e

vulnerabilità appena individuate,

che rappresentano territori ad

alto rischio sismico, nei quali

porre particolare attenzione in

un’ottica di uno sviluppo sostenibile

urbano.

La tabella non deve assolutamente

portare ad una visione

apocalittica del territorio. Il

lavoro proposto vuole esser un

momento di incontro tra diverse

discipline, al fine di favorire

l’utilizzo di dati censuari sempre

più particolareggiati ed in grado

di descrivere al meglio le realtà

territoriali. È auspicabile che

questi vengano sempre più utilizzati

e condivisi al fine di aumentare

il livello di sorveglianza

e protezione.

Ringraziamenti

Si ringrazia il Dott. Andrea

Mancini per i preziosi suggerimenti

che hanno portato allo

sviluppo del presente lavoro

allargando la metodologia precedentemente

proposta all’intero

territorio nazionale.

Si ringrazia il Dott. Francesco Di

Pede per la messa a disposizione

dei dati e l’attenta lettura critica

del contributo.

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per Lo Studio Della Resilienza Urbana.”

In III Giornata Di Studio in Geografia Economica

“Oltre La Globalizzazione” - Resilienza/

Resilience. Memorie Geografiche, n.12/2014.

Società di Studi Geografici. Firenze.

Corradi Juri, Gianluigi Salvucci, and Valerio

Vitale. 2014a. “Valutazione Puntuale della

Vulnerabilità Sismica dell’edificato urbano.”

Atti della 15° Conferenza italiana utenti

Esri, 9-10 Aprile 2014 - In GEOmedia, n.2.

MediaGEO soc. coop.

Corradi Juri, Gianluigi Salvucci, and Valerio

Vitale. 2014b. “Popolazione e vulnerabilità

sismica.” In Giornate della ricerca in Istat, 10-

11 novembre 2014. Roma: in press.

Dolce M., and A. Martinelli. 2005. Inventario

E Vulnerabilità Degli Edifici Pubblici E

Strategici dell’Italia Centro-Meridionale - Vol.

II - Analisi Di Vulnerabilità E Rischio Sismico.

L’Aquila: Ingv/GNDT.

Grünthal G. 1998. CONSEIL DE L ’

EUROPE Cahiers Du Centre Européen de

Géodynamique et de Séismologie European

Macroseismic Scale 1998. Edited by Council

of Europe. Vol. 15. Luxembourg.

Meletti C., and V. Montaldo. 2007. “Stime

Di Pericolosità Sismica per Diverse Probabilità

Di Superamento in 50 Anni: Valori Di

Ag. Progetto DPC-Ingv S1, Deliverable D2.”

Milano. http://esse1.mi.ingv.it/d2.html.

Pedeferri Pietro. 2000. La Durabilità Del

Calcestruzzo Armato. Milano: McGraw-Hill

Libri Italia.

Terzi Silvia, and Luca Moroni. 2005. “Graduatorie

Della Qualità Della Vita E Loro

Sensibilità Al Pre-Trattamento Delle Variabili

Che La Definiscono: Alcune Critiche Al

Dossier de Il Sole 24 Ore.” Quaderni Di

Statistica 6: 105–127.

Leti Giuseppe. 1983. Statistica descrittiva. Il

Mulino.

ABSTRACT

Census data at the enumeration area level can

help us to understand some essential aspects

about residential building, in particular, in a

Country where the portion of buildings demolished

and rebuilt is almost nothing, the variable

time of construction provides the dimension of

the urban sprawl. This information was compared

with national seismic hazard map, developed

by National Institute of Geophysics and Volcanology

(INGV), to assess the evolution of the residential

building compared to natural phenomena

such as seismic events.

The comparison between various types of information

was carry out using GIS software, in particular

"overlay" functions allows us to assign to

each enumeration area the level of seismic hazard.

Moreover, the use of microdata at the enumeration

area level, it allows the calculation of the

vulnerability indicators, grouped by time of construction

and by population density, in seismic

hazard classes at the municipal level.

NOTE

Contributo presentato in occasione della 15a

Conferenza Italiana Utenti Esri (9 e 10 Aprile

2015).

PAROLE CHIAVE

vulnerabilità; edificio; censimento

AUTORE

Juri Corradi

jucorradi@Istat.it

Valerio Vitale

vitale@Istat.it

Gianluigi Salvucci

salvucci@Istat.it

• Rilievi batimetrici automatizzati

• Fotogrammetria delle sponde

• Acquisizione dati e immagini

• Mappatura parametri ambientali

• Attività di ricerca

Vendita – Noleggio - Servizi chiavi in mano, anche con strumentazione cliente

16 GEOmedia n°5-2015


FOCUS

GEOmedia n°5-2015 17


REPORTS

INTERGEO 2015

l'evoluzione/rivoluzione

del settore geospaziale

a cura di Fulvio Bernardini

Intergeo si conferma ancora una

volta evento di riferimento per il

settore geospaziale. L’edizione 2015

ha portato all’attenzione degli oltre

16.000 visitatori nuove soluzioni,

campi applicativi ed un tema che

affascina: quello del Geospatial 4.0.

Non è bastato il tempo

poco clemente di

Stoccarda per scoraggiare

le migliaia di visitatori

che anche quest'anno hanno

affollato Intergeo, il più importante

evento a livello globale

dedicato ai settori della geodesia,

della geoinformazione e

della gestione del territorio. I

numeri – comunica l’organizzazione

(impeccabile) – parlano

di un incremento nel numero

degli espositori del 15% e di

un totale di 16.500 presenze.

Distribuite all’interno dei 3

padiglioni della funzionale fiera

di Stoccarda, le 545 aziende

provenienti da 30 paesi hanno

presentato soluzioni dedicate a

diversi settori applicativi: cartografia,

GIS, strumenti topografici,

droni (APR), BIM, smart

city, software per la gestione

delle informazioni geografiche,

geomarketing, gestione degli

asset, ambiente, ecc. L’interesse

del pubblico si è concentrato

soprattutto nei confronti delle

soluzioni e delle strumentazioni

per la topografia e, a seguire,

verso il GIS la gestione dei dati

e i servizi correlati. Circa un

terzo delle presenze era in qualche

modo legato alle istituzioni,

mentre la parte restante era

composta da ingegneri, professionisti

del settore, studenti e

ovviamente curiosi.

L'APR ad ala fissa di

Trimble UX5, dotato oggi

di fotocamera da 36 Mpx.

Sopra, la strumentazione

Leica Geosystems all'opera.

Geospatial 4.0, evoluzione

o rivoluzione?

Che l’edizione 2015 di Intergeo

sarebbe stata da ricordare lo si

era già capito dalle anticipazioni:

il settore geospaziale è

in costante crescita, sopratutto

per quanto riguarda le persone

coinvolte nella produzione,

gestione e sfruttamento delle

18 GEOmedia n°5-2015


Lo stand Topcon Positioning.

REPORTS

Uno dei dispositivi mobile proposto

dalla italiana Stonex.

informazioni geografiche. Per

questo, forse, nella sessione plenaria

si è voluto dare risalto al

presente e al futuro del settore

ma anche al suo passato o, meglio,

alla tradizione.

Tradizione incarnata da

Georg Gartner, presidente

dell’Associazione Cartografica

Internazionale ed esperto-visionario

per quanto riguarda le

mappe, con il quale si è tornati

alle basi: si è discusso cioè del

ruolo delle mappe nelle nostra

società. Basti pensare a come

esse vengano ormai impiegate

nell’era dei dispositivi smart

e del webmapping. Le mappe

sono tra gli strumenti più efficienti

per veicolare informazioni

e l’evoluzione in mappe

responsive, ovvero tagliate sulle

esigenze degli utenti, è la chiave

del loro futuro sfruttamento nel

contesto del Geospatial 4.0.

Ma cosa s’intende per

‘Geospatial 4.0’, un termine che

a più di qualcuno è suonato del

tutto nuovo? Ha fatto chiarezza

in questo senso Karl-Friedrich

Thöne, presidente della società

organizzatrice di Intergeo:

con il Geospatial 4.0 siamo

agli albori di una nuova era

digitale e al quarto stadio della

rivoluzione nel settore della

geoinformazione. Il primo cambiamento

epocale avvenne tra

gli anni Sessanta e Ottanta, con

la creazione delle prime carte

tematiche digitali, i prodromi

del GIS. Il secondo avvenne in

corrispondenza della diffusione

dei primi personal computer

tra gli anni Ottanta e Novanta:

i sistemi informativi geografici

diventano uno strumento di

decisione e gestione in mano

agli esperti. Il terzo stadio della

rivoluzione è datato 2005, anno

in cui nasce Google Earth: le

informazioni geografiche, il loro

accesso, lo sfruttamento e la

condivisione entrano a far parte

della vita degli utenti di internet

e strumenti che prima erano alla

portata dei soli esperti, sono ora

alla base di molte interazioni

online.

Il quarto stadio di questa rivoluzione

è oggi: la diffusione

di dispositivi tecnologici in

GEOmedia n°5-2015 19


REPORTS

Un momento della conferenza

stampa ufficiale dell'evento.

grado di fornire informazioni

di tipo spaziale è capillare. La

rete di sensori, dati e servizi

pone l’utente finale al centro

di tutto, in tutti i settori,

compreso quello geospaziale.

L’integrazione di tecnologie e

dati diversi permette oggi la

creazione di soluzioni orientate

alle esigenze specifiche degli

utenti. Si tratta di un’evoluzione,

certo, ma è vero che siamo

anche all’apice di una rivoluzione.

Rimanendo nel contesto

dello sfruttamento delle informazioni

spaziali, molti saranno

i settori ad approfittare di questa

dinamica, basti pensare alle

smart city, alla gestione delle

risorse energetiche, al monitoraggio

ambientale in 3D, al

settore edile e alla digitalizzazione

dei relativi processi, alla

gestione consapevole dell’agricoltura

o – argomento oggi in

voga – allo sviluppo di veicoli

autonomi.

Se è vero che ogni evento ha

bisogno di un tema chiave

al fine di strutturare l’offerta

espositiva e le relative conferenze,

è altrettanto vero che il momento

che stiamo vivendo è topico

ed insistere su un concetto

come quello di Geospatial 4.0

non è puro esercizio retorico.

Come anche Chris Cappelli di

Esri ha sottolineato (sempre

nel contesto della plenaria),

dalla raccolta e l’analisi dei

dati, ci stiamo muovendo verso

un sistema in cui i processi di

condivisione durante la fase di

creazione delle geinformazioni

porteranno alla nascita di

soluzioni dinamiche, utili per

risolvere problemi sempre più

complessi. In poche parole, il

futuro.

La parte espositiva

Disposte all’interno dei 3

enormi padiglioni della fiera di

Stoccarda, le 545 aziende

espositrici hanno portato all’attenzione

del pubblico prodotti,

soluzioni e servizi in linea con le

esigenze di un mercato sempre

più esigente in termini di precisione,

velocità di esecuzione e

performance. Leit motiv della

parte espositiva – come ormai

accade da molti anni – era l’integrazione:

le tecnologie di base

vengono fatte lavorare assieme

per risolvere problemi sempre

più specifici e complessi. Oltre

ai grandi nomi del settore geospaziale,

si è notata la presenza

di una pletora di aziende minori

dedite alla fornitura di servizi.

Sempre più importante la presenza

cinese, sebbene relegata –

a parte alcune aziende maggiori

– ai margini dell’area.

Le aziende italiane, non molto

numerose, hanno portato in

dote soluzioni già affermate ma

comunque forti dell’etichetta

‘made in Italy’. In grandissimo

spolvero l’offerta dedicata agli

APR (Aeromobili a Pilotaggio

Remoto): tanti i velivoli esposti,

anche se molto simili in

termini di performance. I settori

applicativi di riferimento

per i produttori e i fornitori di

servizi con APR erano l’aerofotogrammetria,

l’agricoltura di

precisione e la documentazione

dei Beni Culturali ma i velivoli,

a parità di classe, difficilmente

hanno introdotto novità tecniche

degne di nota. Gli APR più

tecnicamente performanti e di

classe superiore, in ogni caso,

non sono sembrati possano

avere attualmente mercato data

la chiusura dei regolamenti vigente

in molti paesi. L’indotto

generato dal settore degli APR è

comunque notevole ed il comparto

che è sembrato più vivace

è sembrato quello dei sensori e

dei relativi hardware/software

necessari affinché i sensori vengano

integrati a bordo di APR

sempre più piccoli, affidabili e

maneggevoli.

Di seguito, un breve elenco delle

aziende che più si sono fatte

notare durante l’edizione 2015

di Intergeo, con un occhio di

riguardo a quelle di casa nostra.

3D-One

Le soluzioni per APR della

olandese 3D-One colpiscono

per le performance e le dimensioni

ridotte. Allo stand è stato

possibile scoprire soluzioni in

grado di combinare colori RGB

con immagini ad infrarosso.

Interessante la soluzione che integra

sensori iperspettrali multipli

con GNSS e IMU esterni

e informazioni d’irraggiamento

per la posizione, l’orientamento,

la normalizzazione e le informazioni

sul momento di acquisizione

dei dati.

Applanix

Introdotte due nuove soluzioni

al portfolio POS LV (Position

and Orientation for Land vehicles).

Con esse Applanix punta

ad offrire risposte per un ampio

20 GEOmedia n°5-2015


REPORTS

ventaglio di applicazioni territoriali

come ad esempio la mappatura

dinamica di grandi flotte

di veicoli, la guida automatica

di veicoli e l’impiego di robot

sul campo. POS LV 125 viene

usato per il posizionamento,

nelle applicazioni robotiche e

come sistema di mobile mapping

entry level. Si basa sul

modulo GNSS Trimble BD982

e sull’unità inerziale recentemente

sviluppata da Applanix e

Trimble, l’AIMU-M5. POS LV

125 è pienamente compatibile

con il software POSPac MMS.

POS LVX è invece un modulo

piccolo e leggero che si integra

con molti tipi di sensori compresi

quelli ottici, infrarossi e lidar

fornendo dati di posizionamento

IARTK (Inertially-Aided

Real-Time Kinematic). Può

essere facilmente incorporato in

veicoli dalle ridotte dimensioni

o su piattaforme autonome.

Ascending Technologies

Si tratta di un’azienda tedesca

leader nella produzione

di APR per uso professionale.

Il suo AscTec Falcon 8 è un

APR multi-rotore dalla foggia

particolare e dal peso di 2,3 kg

pensato per operare nel contesto

delle ispezioni industriali e per

applicazioni di documentazione

e rilievo del territorio. L’azienda

ha sfruttato la vetrina offerta da

Intergeo 2015 per presentare

una versione del Falcon 8 potenziata

con tecnologia RealSense

per l’elusione automatica delle

collisioni. Falcon 8 è stato scelto

da uno dei più importanti player

internazionali del settore geospaziale

come complemento multirotore

alla sua offerta di APR per

l’aerofotogrammetria.

Bentley Systems

Bentley si riaffaccia ad Intergeo

dopo 8 anni di assenza con

l’intento di avvicinarsi maggiormente

ai sui utenti che,

per l’80%, sono internazionali.

Con la sua presenza Bentley ha

confermato il ruolo di player

chiave nel settore della modellazione

3D e, forte della recente

acquisizione della Acute3D,

ha presentato il software

ContextCapture, che permette

di ottenere sofisticati modelli

tridimensionali partendo da

semplici fotografie. Sarà quindi

possibile creare, in maniera facile

e veloce, contesti reali 3D

da sfruttare durante le fasi di

progettazione, costruzione e decision

making di un progetto.

e-GEOS

Stand condiviso con i partner

all’interno del quale sono state

presentate le attività nel settore

geospaziale di e-GEOS - la produzione

di dati ottici e radar ad

alta risoluzione da satellite. È

stato anche possibile indagare il

portfolio di servizi e applicazioni

basato sulla costellazione di

satelliti COSMO-SkyMed, grazie

ai quali e-GEOS è in grado

di fornire, anche in tempo reale,

dati utili per il monitoraggio

ambientale, il supporto durante

calamità naturali, prodotti per

la difesa, l’intelligence e la sorveglianza

marittima, oltre che

dati per la produzione di cartografia

tematica.

Faro

Sono state presentate le ultime

novità relative ai prodotti per

la documentazione 3D. È stato

possibile approfondire sul posto

i benefici derivanti dell’integrazione

tra le soluzioni Faro ed

i software della Kubit, ultima

acquisizione dell’azienda.

Foif

Tra le aziende cinesi presenti ad

Intergeo, Foif ha sicuramente

giocato un ruolo di primo piano.

Allo stand è stato possibile

ammirare il nuovo ricevitore

RTK A50, compatto, leggero

e dotato di nuove funzionalità

quali la connettività wi-fi,

USB on-the-go ed un sensore

di inclinazione. Inoltre, è stata

presentata la stazione totale

RTS160: leggera e facile da

trasportare, facilita il lavoro sul

campo. È equipaggiata con un

display a 6 linee in modo da visualizzare

più informazioni. La

RTS010, invece, offre una distanza

di 1500 metri senza prisma,

angoli di misura di 1 pollice

e precisione di 1mm+1ppm.

Geomax

Forte del rapporto tra qualità

e prezzo che la contraddistingue,

GeoMax ha sfruttato il

suo stand a Intergeo per dare

visibilità alla gamma di prodotti

dedicati alla topografia, all’edilizia,

al GIS e al machine control,

ovvero: la stazione totale robotica

Zoom90, il micro robot

per il rilievo 3D degli interni

Zoom3D, l’antenna GNSS

GEOmedia n°5-2015 21


REPORTS

Zenith35 e PicPoint, una fotocamera

calibrata abbinabile per

il rilievo di punti inaccessibili o

di facciate.

Gexcel

In vetrina l’intero portfolio di

prodotti per il trattamento dei

dati provenienti da laser scanner.

JRC 3D Reconstructor è il

software Gexcel per la gestione

delle nuvole di punti e delle immagini.

La nuova versione 3.2

presenta la funzione LineUp

Pro (grazie alla quale è possibile

eseguire la registrazione

automatica di progetti di ampie

dimensioni e minimizzare gli

errori globali di registrazione),

importare formati (IFC), creare

modelli mesh e gestire e aggiungere

livelli di colore. JRC

3D Reconstructor è in grado

di combinare dati acquisiti da

sensori a terra, in movimento o

montati su APR.

Leica Geosystems

Lo stand Leica ha permesso ai

visitatori di vedere e toccare

con mano i prodotti chiave

dell’azienda svizzera. Tra le novità

è stato possibile vedere in

azione le ultimissime soluzioni

per l’acquisizione 3D appartenenti

alla famiglia ScanStation

e il software con interfaccia

touch Leica Captivate, in grado

di creare rendering tridimensionali

altamente realistici. E

ancora: la Nova MultiStation

MS60, il field controller

CS20, il tablet Leica CS35 e il

DISTO S910.

Mavinci

E’ un’azienda tedesca attiva

nella produzione di APR per

il mapping e la topografia.

L’esperienza nei settori hardware

e software permette a

Mavinci di soddisfare un’ampia

gamma di esigenze diverse.

L’APR ad ala fissa Sirius è facile

da usare, specialmente in aree

ampie che richiedono attenzione

per via degli ostacoli. L’APR

opera anche in condizioni meteo

sfavorevoli.

Menci Software

In linea con la tendenza generale

della fiera e con il core

business aziendale, Menci ha

sfruttato la vetrina di Intergeo

per proporre la propria gamma

di prodotti dedicata alla post

elaborazione delle informazioni

acquisite da APR. APS è

una suite per il mapping 3D

da APR in grado di produrre

mappe 3D e 2D, modelli

nuvola di punti, modelli del

terreno (DTM) e della superficie

(DSM), curve di

livello, ortomosaici

idonei al rilievo cartografico,

topografico,

l’agricoltura di

precisione, il GIS e

la stereoscopia. Oggi

la suite si arricchisce

del supporto RTK

e della possibilità di

gestire sensori multipli.

StereoCAD è

invece un software

pensato per rendere

agile la fruizione

stereoscopica delle

immagini da APR.

La nuova versione

permette l’ispezione delle sole

immagini stereoscopiche, la

possibilità di aggiungere note,

importare informazioni termiche

su RGB e un ambiente

CAD ancora più versatile.

Microsoft UltraCam

La business unit UltraCam di

Microsoft nasce nel 2006 dopo

l’acquisizione dell’azienda di

Redmond della Vexcel Imaging.

Ad Intergo è stato possibile scoprire

le novità relativa ai sistemi

UltraCam così come la nuova

versione del software UltraMap.

Oltre alla gamma di prodotti

UltraCam – composta dalle

camere Osprey (una camera

digitale aerotrasportata nadirale/obliqua),

Eagle, Falcon e

Hawk – è stato possibile vedere

all’opera il sistema di gestione

del volo e di georeferenziazione

diretta UltraNav ed il software

UltraMap, che da oggi viene rilasciato

anche su abbonamento.

Riegl

Presentato a Intergeo l’intero

portfolio di prodotti compresi

gli ultimissimi sensori lidar:

la serie di sensori ad alto rendimento

VUX-1 per il laser

scanning cinematico, il nuovo

sistema ultra-compatto VP-1

– che integra il sensore VUX-

1LR, fotocamera e IMU/GNSS

per il rilevamento in volo –, ed

il sistema laser scanner mobile

VMQ-450 dotato di singola

testa, per eseguire mappature in

movimento con budget ridotti.

Sierrasoft

Allo stand è stato possibile

visionare il software per la progettazione

stradale Roads in cui

sono stati migliorati l’ambiente di

lavoro, il CAD, il tracciamento

degli assi, l’inserimento di profili

e sezioni e la progettazione di intersezioni.

Sarà possibile dividere

il progetto in più finestre, più

pagine, più monitor.

22 GEOmedia n°5-2015


REPORTS

Tutti i dati e le viste sono sincronizzati

in tempo reale, lo

spazio in memoria occupato

dal progetto viene ottimizzato

ed è possibile progettare entro

il contesto normativo di riferimento.

Siteco

L’azienda italiana ha sviluppato

un sistema di mobile mapping

scalabile e ad alto rendimento

in grado di integrare in maniera

intercambiabile scanner Faro,

Z+F e Riegl. Quest’anno è

stato introdotto il nuovo Road-

Scanner “Compact”, leggero e

di piccolo ingombro. Il modello

base è disponibile con una

MEMS-based IMU e può essere

aggiornato con giroscopi meccanici

o in fibra ottica per maggiori

prestazioni. Equipaggiato

con uno o due sensori laser, è

la soluzione ideale per i rilievi

ferroviari e dei tunnel.

South

Presentati ad Intergeo il nuovissimo

ricevitore GNSS della

serie Galaxy e l’Aeromobile

a Pilotaggio Remoto AS120;

oltre agli aggiornamenti alla

stazione totale NTS-360R6

e le nuove funzionalità delle

stazioni totali NTS-380R10 e

NTS-391R10 che oggi permettono

misurazioni a 1000 metri

senza prisma.

Stonex

La società brianzola ha mostrato

a Intergeo le sue ultime

novità in campo topografico,

del 3D scanning e del GIS

attraverso un ampio stand

suddiviso per settori. La principale

novità è consistita nella

presentazione della sezione

dedicata ai Progetti Speciali

composta da STX-DRILL

(un sistema di guida GPS

per le opera di jet grouting),

STX-Agri Map (sistema GPS

portatile per la misura ed il

rilievo di punti, aree e perimetri

di appezzamenti agricoli di

qualsiasi forma e dimensione),

STX-SUITE (sistema per la

progettazione di impianti

fotovoltaici a terra e la guida

della macchina piantapalo sulla

posizione progettuale).

Topcon

Grande stand per Topcon,

che ha annunciato alcune

importanti novità relative al

suo portfolio strumenti: sono

state infatti introdotte le nuove

versioni del laser scanner GLS

2000, la ‘S’, la ‘M’ e la ‘L’ che,

rispettivamente, sono ottimizzate

per operare su brevi, medie

e lunghe distanze. Grazie alla

tecnologia Precise Scan questi

modelli di scanner emettono segnali

tre volte più veloci rispetto

ai precedenti sistemi GLS.

In bella mostra anche l’APR ad

ala fissa Sirius Pro e il nuovo

Falcon 8 nelle versioni geoEX-

PERT per il mapping e rilievi

su piccole porzioni di terreno

e inspectionPRO per lavori di

monitoraggio e ispezione.

Trimble

Forte di uno stand gigantesco,

che ha attratto moltissime di

persone, ha presentato il suo intero

portfolio di soluzioni per la

topografia, il mapping, il GIS,

la fotogrammetria e il telerilevamento.

Grande risalto per il

lancio dell’APR multi-rotore

ZX5 dotato di fotocamera a

16Mp e per l’upgrade dell’APR

ad ala fissa UX5, ora equipaggiato

con una fotocamera a

36Mp – per una risoluzione a

terra senza precedenti – e ricevitore

GNSS Trimble. Ha trovato

poi spazio la nuova gamma

di stazioni totali e il ricevitore

GNSS R2, compatto e dal

peso di solo 1kg. Il ricevitore

supporta le costellazioni GPS,

GLONASS, Galileo, BeiDou,

QZSS oltre che i sistemi SBAS.

Il nuovo APR multi-rotore

ella Trimble, lo ZX5.

L’R2 è progettato per il lavoro

GIS sul campo e le attività di

rilievo topografico.

Verso Amburgo 2016

Nel 2016 Intergeo muoverà a

nord, ad Amburgo per la precisione.

Il 90% delle aziende

che hanno esposto all’edizione

2015 ha già confermato la sua

presenza per il 2016 e ciò basta

a dare un’idea delle dimensioni

dell’evento. Il tema per il

prossimo anno è già stato individuato:

tutto girerà attorno ai

concetti di smart city e al BIM,

ovvero all’integrazione tra tecnologie

e fonti di dati spaziali

diverse, con l’obiettivo di trovare

soluzioni ai piccoli grandi

problemi con i quali hanno a

che fare i professionisti e i normali

utenti nella vita di tutti i

giorni. In parole povere, si parlerà

ancora di Geospatial 4.0.

PAROLE CHIAVE

Intergeo; Geomatica; Geospatial 4.0;

APR;

ABSTRACT

Intergeo proves once again to be the most

important geospatial event globallyimportant

event of the geospatial industry. 2015

edition has been held in Stuttgart from the

15th to the 17th of september 2015. With

more than 16.000 attendees and 545 exhibitors

Intergeo's edition will be remembered

for the introduction of the concept

of Geospatial 4.0.

AUTORE

Fulvio Bernardini

fbernardini@rivistageomedia.it

GEOmedia n°5-2015 23


REPORTS

A PROPOSITO DE “LA BUONA SCUOLA”

di Carlo Monti e

Attilio Selvini

Alcune “sbadataggini” grammaticali e

terminologiche circa la “Seconda prova

scritta o scritto-grafica” elaborata dal

MIUR per candidarsi alla professione

di topografo. Cosa ne penserà la

Federazione Internazionale dei Geometri?

Fig. 1 - Estratto dal tema d’esame.

Con il titolo ”Al peggio

non c’è mai fine”, il

secondo dei presenti

autori criticava, sul numero

4/2014 de “Il Seprio”, rivista del

Collegio dei Geometri di Varese,

i temi ministeriali per l’esame

di stato di quell’anno. Non si

può che ricordare e sottolineare

quello stesso titolo, recensendo

il secondo tema della sessione

2015. Non resta che confermare

quanto allora scritto, alla luce

del documento qui unito, che

riguarda la “Seconda prova scritta

o scritto-grafica” di questo anno,

come si vede nell’allegato del

MIUR, posto in fondo a questo

articolo.

Mentre il primo tema, quello

di progettazione, era a nostro

avviso pienamente calibrato sui

programmi (e sulle possibilità

operative) dei geometri, leggendo

il secondo non credevamo

ai nostri occhi. A parte le manchevolezze,

anche grammaticali,

era il tema stesso che sembrava

scritto da un insegnante di seconda

od al più di terza media:

altro che lavoro per candidati

alla onorevole professione di

topografo!

Incominciamo dalle prime

mende: non si forniscono coordinate

purchessia, senza indicare

il sistema di misura corrispondente.

Quelle scritte nel foglio

ministeriale, erano da intendersi

certamente in metri, ma perché

non mettere, accanto ai numeri,

le “marche” corrispondenti? E,

signori del MIUR, un segmento

che divide una qualunque

superficie, in buon italiano si

chiama “dividente”, come si trova

per esempio sul Vocabolario

dell’Accademia della Crusca, 3°

edizione 1961, vol. 1 pag. 345.

Il gerundio dividenda (ripetuto

due volte!) riguarda invece in

genere una massa ereditaria, in

questo caso semmai la superficie

da ripartire! In uno qualunque

dei molti testi di topografia per

geometri, si parla correttamente

di “dividenti” soddisfacenti a

particolari condizioni (parallele

a …, perpendicolari a …. passanti

per … eccetera). Ci si trova

male, pensando che in un atto

ufficiale non si usino i termini

corretti, utilizzando invece approssimazioni

che sanno tanto di

derivazioni dialettali. E veniamo

alla sostanza topografica. Il tema

chiede ai candidati quanto riportato

in fig.1, estrapolato dall’allegato

foglio ministeriale.

Con non poco stupore, viste

le coordinate (in qualunque

sistema di misura, ma come già

detto presumibilmente in metri)

si nota che non di un generico

quadrilatero si tratta, bensì di

un rettangolo; la elementare figura

sottostante (fig.2), ricavata

semplicemente con AutoCad,

non fidandoci (perché, ripetiamo,

non ci sembrava di credere

ai nostri occhi!) del disegno a

matita e con righello, ne dà la

conferma.

E allora è chiaro che le lunghezze

dei lati, per sola sottrazione,

e senza calcoli trigonometrici,

sono le seguenti:

AB = CD = 50 m

BC = AD = 40 m

Per cui l’area (sola moltiplicazione,

quarta classe elementare) vale

(50 x 40) = 2000 m 2.

Fig. 2 - Il rettangolo

con la dividente.

24 GEOmedia n°5-2015


REPORTS

Come si vede, sono bastate le

classiche quattro operazioni

aritmetiche per risolvere il problema:

cosa per l’appunto da

licenza di scuola primaria, e con

l’impiego di tempo pari a non

più di cinque minuti. Possiamo

aggiungere che non ci piace per

nulla quel verbo ministeriale

“determinare”? Noi avremmo

scritto “calcolare”, perché tale è

l’operazione richiesta. Il verbo

“determinare” ha molti e diversi

significati, come si apprende dai

vocabolari: quello di “calcolare” è

solo secondario.

Comunque, da indagini discrete

sembra che ci siano stati non

pochi sprovveduti che si sono

calcolata l’area del rettangolo per

coordinate, utilizzando la ben

nota formula di Gauss, che ricordiamo

è la seguente:

E quindi:

2S = 6(13-53) + 56(53-13) +

56(53-13) + 6(13-53 ) = 4000 .

Quindi, S = 2000 m 2 come già

sopra calcolato in modo semplice,

corretto ed elementare.

Come si vede, sarebbe come

dire che per andare da Milano

a Piacenza non si è presa l’autostrada

del Sole alla barriera di

Melegnano, preferendo il circuito

Milano – Verona - Modena

- Parma. Anche questo può succedere!

Secondo i dati ulteriori del tema

(si veda il testo completo in allegato),

a una abitazione di 450

m 3 corrisponde una superficie di

562,50 m 2 (450 : 0.8).

La risposta al secondo quesito è

quindi, vista la disposizione del

rettangolo e per semplice equazione

di primo grado, roba da

terza media:

(40 · x ) = 562,50; ne deriva: x =

562,5/40 = 14,06 m

Per cui, “illico et immediate”, le

coordinate dei vertici della dividente

risultano essere le seguenti,

pur sempre per sottrazione:

E (41,94 ; 53) m

F (41,94 ; 13) m

“Sic et simpliciter”, alla faccia

delle otto ore messe a disposizione

dei candidati, e dell’impiego

delle “calcolatrici non programmabili”

che il predetto MIUR

si ostina a prescrivere in epoca

digitale. Sono bastate, ripetiamo,

le quattro operazioni aritmetiche

per risolvere il problema posto a

dei candidati, che bene o male

hanno studiato trigonometria e

algebra.

Ma a questo punto ci si imbatte

in un altro guaio, e grosso: come

farà l’acquirente della parte staccata

dal lotto rettangolare, a costruire

una abitazione di 450 m 3 ?

Tale parte è larga 14,06 metri:

ricordando che le norme vigenti

dei PGT (Piani di Governo del

Territorio) prescrivono dovunque

una distanza dai confini di

5 metri, resterebbero costruibili

4,06 metri in larghezza dell’ipotetico

fabbricato: nemmeno adatti

ad un “corpo semplice”, tolti gli

spessori dei muri! E’ mai possibile

che l’estensore del tema non ci

abbia pensato?

Facciamo grazia del terzo quesito,

di tipo estimativo, che si risolve

in non più di dieci minuti,

pur sempre con l’impiego delle

quattro operazioni sopraddette.

A questo punto ci sorge il classico

dubbio amletico: l’estensore

del tema è stato forse tradito dalla

fretta e dalla sbadataggine, per

non aver controllato la forma del

vantato “quadrilatero”? Oppure

l’impiegato che ha battuto il

testo al computer gli ha giocato

un brutto scherzo? Sarebbe bastato

che una ordinata, quella di

C o di B fosse stata diversa, e il

rettangolo si sarebbe trasformato

in un trapezio; e allora il calcolo

della posizione della dividente

avrebbe richiesto quanto meno

qualche modico sforzo in più

da parte dei candidati. Resta il

fatto, a nostro parere gravissimo,

di un tema d’Esame di Stato che

non solo avrà stupito commissari

e candidati (nessuno di noi

due era quest’anno presidente di

commissione e quindi non ne

siamo testimoni); ma che letto

al di fuori dei confini italiani

(cosa sicuramente avvenuta

nell’ambito della Federazione

Internazionale Geometri (FIG)

non getta certamente buona luce

sulla serietà di questi esami.

PAROLE CHIAVE

esame di stato; dividente; quadrilatero

ABSTRACT

The article relates some grammatical errors and terminology

that were found in the second written test prepared by the

Ministry of Education to perform the profession of surveyors.

The opinion that the International Federation of Surveyors

will make on the reliability and competence of the Ministry of

Education and, not only on those who composed the theme

but also on those who have graduated, surely innocent, but

without having faced a written test worth to be called such, it

may not be the best.

AUTORE

Attilio Selvini

Attilio.selvini@polimi.it

Carlo Monti

Carlo.monti@polimi.it

Già professori di ruolo, gruppo ICAR06

nel Politecnico di Milano

GEOmedia n°5-2015 25


Il Cratere Manicouagan

Un’immagine a falsi colori acquisita dal satellite

Sentinel-1A il 21 Marzo scorso e che mostra il

Cratere Manicouagan. Questo cratere si trova in Quebec

(Canada) ed è stato originato dall’impatto di un asteroide avvenuto

circa 214 milioni di anni fa: è noto per essere uno dei più antichi

e più grandi crateri da impatto esistenti sul nostro pianeta. Gli scienziati

ritengono che al processo di erosione che ha caratterizzato la storia del cratere

abbiano sensibilmente contribuito i ghiacciai. La sua struttura concentrica è

dovuta all’effetto delle onde d’urto generate al momento dell’impatto. Il suo aspetto

ricorda gli anelli che si formano quando un sassolino viene gettato in uno specchio

d’acqua. Essendo così grande e riconoscibile, il cratere può essere facilmente individuato

dallo spazio. La sua struttura ad anelli multipli ha complessivamente un diametro di

circa 100 km, mentre l’anello più interno – quello maggiormente prominente – misura

un diametro di 70 km. Il lago Manicouagan, a forma di anello, si estende per oltre 550

km dalla sorgente del suo più lungo fiume immissario. L’immagine è stata acquisita da

Sentinel-1A illuminando lo scenario con impulsi radar in polarizzazione sia verticale

che orizzontale, motivo per il quale l’immagine è composita a colori artificiali. Colori

diversi mettono in evidenza diversità nella copertura del suolo. Le differenti tonalità

di uno stesso colore indicano differenze nelle caratteristiche del terreno. Per cui,

mentre le tonalità blu indicano superfici di ghiaccio o di acqua, le tonalità giallo

ed arancione denotano l’invecchiamento di vegetazioni di tipi differenti,

mescolate con presenze di ghiaccio ed acqua. Il satellite Sentinel-1A è stato

immesso in orbita il 3 Aprile 2014 su un’orbita polare. Si tratta di una

missione orientata all’acquisizione di immagini radar per servizi

sul territorio e sugli oceani ed è in grado di operare in ogni

condizione meteorologica, sia di notte che di giorno.

(Credits: ESA, traduzione G. Pititto)


REPORTS

PASSARE AL BIM

10 regole per avere successo

di Marco Parisi

Tanti hanno comprato

software BIM. Molti non hanno

ancora iniziato ad usarlo

mentre alcuni hanno provato

ma si sono arenati. Vediamo

dunque 10 regole da seguire

per far sì che il passaggio dal

CAD al BIM di un ufficio di

progettazione possa avvenire

con successo.

BIM è un processo, una

metodologia, non un software.

Per questo motivo

non basta comprare qualche

licenza, fare un corso di formazione

e “smanettare” un po’ per

passare al BIM.

Nonostante ciò tante aziende

hanno negli ultimi tempi acquistato

licenze di programmi

BIM (spesso sull’onda di offerte

speciali) e sono in procinto di

cimentarsi con questa nuova

tecnologia. Altre hanno anche

fatto corsi di formazione ma

non riescono a “decollare”.

Qualche tempo fa ho fatto una

chiacchierata con un architetto,

responsabile della progettazione

di una società di ingegneria,

in cui mi ha raccontato delle

loro difficoltà ad introdurre

l’uso del BIM dopo aver fatto il

loro bravo corso. Questo articolo

nasce da quell’incontro.

Di tutte le attività legate alla

vita di un edificio, abbracciate

dalla metodologia BIM, ci soffermiamo

oggi su quelle legate

alla progettazione ben sapendo

che ciò non esaurisce quello

che bisogna sapere del BIM e i

vantaggi che da esso ne possono

derivare.

Andare avanti per step

L’uso del BIM migliora ogni

disciplina in cui viene adottato

ciò nonostante anche se lo

inseriamo in una sola attività

potremo avere dei vantaggi.

Questo ci permette di introdurlo

nel nostro lavoro per gradi.

Normalmente conviene iniziare

dalla progettazione architettonica

per poi passare a quella

strutturale, impiantistica, e così

28 GEOmedia n°5-2015


REPORTS

via fino, volendo, ad abbracciare

l’intero ciclo di vita dell’edificio,

dalla ideazione fino alla demolizione

e allo smaltimento.

Scegliere i settori più utili

all’azienda

Data la vastità del mondo BIM

c’è il rischio di perdersi. Gli

addetti ai lavori giustamente

ragionano già sulle attività di

domani, sulle frontiere dell’applicazione

del metodo, ma

chi deve iniziare è bene che si

concentri il più possibile su un

solo argomento. In linea con il

punto precedente, sceglieremo

di utilizzare il BIM nei settori in

cui siamo più attivi, dagli studi

di fattibilità ai progetti esecutivi,

dai rendering ai computi

metrici, dal project management

alla Direzione Lavori, dal

facility management alle manutenzioni.

Scegliere la squadra

e motivarla

Un punto molto delicato

per partire con il piede giusto

è la scelta della squadra.

Tipicamente, in un ufficio con

diversi progettisti che seguono

più lavori contemporaneamente,

si forma una piccola squadra

che si dedica alle nuove metodologie.

È importante scegliere

persone inclini alla

sperimentazione,

curiose delle novità,

non scettiche

ne spaventate

dall’uso dell’informatica.

Inoltre

queste persone

vanno motivate

spiegando l’importanza

della loro

sperimentazione

per il successivo

travaso al resto

dell’ufficio. Per

questo non guasta

una buona capacità

didattica.

I nuovi workflow

Entrando nel vivo dell’attività

è indispensabile capire che il

BIM richiede di modificare i

workflow abituali dell’azienda.

Non possiamo più applicare lo

schema classico del progettista

architettonico che passa il lavoro

finito agli strutturisti e agli

impiantisti i quali poi passano il

lavoro finito ai computisti. Nel

BIM le attività avvengono, per

così dire, in contemporanea e

lo scambio di informazioni, che

per la maggior parte passa attraverso

il modello progettuale,

segue nuove logiche che vanno

assimilate e accettate. Il risultato

sarà quello di avere il progetto

completo e coerente in tempi

molto più rapidi.

Coordinatore

Per poter disciplinare quanto

detto al punto precedente è

necessario stabilire un coordinatore

il cui compito è quello di

favorire lo scambio di informazioni

fra i vari progettisti stabilendo

di volta in volta regole di

precedenza fra le varie discipline.

Questo a maggior ragione

se una parte della progettazione

viene svolta al di fuori dell’azienda

magari da studi non

organizzati con metodologia

BIM. In questo caso direi che

è indispensabile una figura che

capisca le necessità interne del

proprio metodo e dialoghi con i

consulenti esterni per farsi dare

dei prodotti utilizzabili all’interno

del proprio ciclo progettuale.

Regole per le modifiche

Nello sviluppo di un progetto

BIM, vuoi per approfondimenti

progettuali, vuoi per nuove

richieste del cliente, sorgerà la

necessità di apportare modifiche

a parti del progetto già sviluppate

da diversi progettisti e che

quindi coinvolgeranno diverse

discipline. Questo è un momento

cruciale per il processo

BIM. Non si può più modificare

liberamente il proprio progetto

perché si rischia di renderlo

incoerente con quello degli altri.

È indispensabile che il coordinatore

definisca regole chiare

per le modifiche e organizzi

riunioni apposite per trovare

soluzioni condivise. In genere

è compito del coordinatore vigilare

sull’integrità del modello

comune; ovvero sincerarsi che

ciascun progettista segua le regole

stabilite per il progetto.

GEOmedia n°5-2015 29


REPORTS

Dataset

Una questione che per logica

viene solo ora ma che cronologicamente

viene per prima è quella

relativa al “Dataset”. Ovvero

quell’insieme di impostazioni

del software che servono a “personalizzarlo”

e impostarlo su

misura per il proprio lavoro.

Di solito uno studio di progettazione

ha degli standard grafici

consolidati e un proprio “stile”

di redazione di un progetto.

Quando si inizia ad utilizzare

un software BIM si chiede

come prima cosa che si riesca

a produrre i disegni secondo il

proprio “stile”.

Questa è una cosa semplice che

si può realizzare con qualunque

programma BIM, bisogna però

avere la pazienza di fare lo sforzo

iniziale di impostare il proprio

dataset secondo le proprie

esigenze.

Psicologicamente tutti i membri

dell’ufficio non guarderanno

con simpatia al nuovo metodo

se i risultati avranno un aspetto

diverso da quello abituale.

Hardware adeguato

Un paragrafo apposito va speso

per l’hardware. I programmi

attuali “girano” su computer

standard ma per lavorare tutto il

giorno vale la pena di spendere

qualche euro in più per avere

un PC performante che non rallenti

il lavoro. Per prima cosa è

utile avere abbondante RAM; 8

o meglio, 16 GB. Il BIM utilizza

modelli tridimensionali che

diventano rapidamente molto

grandi per cui avere molta RAM

è utile per riuscire a gestirli.

Io personalmente trovo poi

molto comodo utilizzare due

schermi. Più area visibile si ha

a disposizione più informazioni

si riescono a gestire. Per ultima,

ma non meno importante, è

un’infrastruttura di rete adeguata.

Già in un ufficio con più di

3-4 progettisti è indispensabile

un server di rete su cui tenere i

progetti, i dataset, le librerie.

Per strutture appena un po’ più

grandi può convenire anche

l’utilizzo di un software di gestione

documentale che diventa

quasi indispensabile se vogliamo

distribuire geograficamente il

nostro BIM, ovvero se vogliamo

che sullo stesso progetto possano

lavorare uffici dislocati al di

fuori della nostra rete LAN.

Elementi parametrici

Nell’ambito del discorso sulla

personalizzazione un capitolo a

parte spetta agli elementi da catalogo,

parametrici e non.

Negli attuali programmi di progettazione

sono presenti delle

tecnologie che permettono di

realizzare elementi geometrici

dalle caratteristiche modificabili

al momento dell’utilizzo.

Con questi strumenti vengono

normalmente realizzate le porte

e le finestre ma ci si può fare

qualunque cosa: scale, ringhiere,

scale mobili, arredi, elementi

impiantistici.

Tutti questi elementi, parametrici

o dalle dimensioni fisse che

siano, vengono archiviati in cataloghi

da cui attinge il progettista

per inserirli nel modello.

Vari di questi cataloghi vengono

forniti con il software e molti

altri si trovano su internet ma

durante il lavoro capita spesso

che si abbia bisogno di un elemento

nuovo, magari simile ad

uno già esistente, ma non proprio

uguale.

Per questo c’è bisogno di una

persona che si specializzi nella

realizzazione di questi elementi

di catalogo personalizzati. In alternativa

ci si può accordare con

un consulente esterno che, su

chiamata, possa farlo per noi.

Preferire software integrati

Un ultimo suggerimento che

voglio dare riguarda l’interoperabilità

dei dati. Alla base della

metodologia BIM c’è

proprio la capacità di

rendere disponibili i

dati di ciascuna disciplina

alle altre tramite

modelli geometrici

connessi con database

alfanumerici. Questa

interoperabilità può

avvenire tramite

formati pubblici di

interscambio di dati

e procedure condivise

all’interno del gruppo

di progetto ma può

avvenire anche in

tutto o in parte attraverso

l’utilizzo di sof-

30 GEOmedia n°5-2015


REPORTS

tware integrati che

utilizzano lo stesso

formato per gestire

diverse discipline.

Questa seconda

possibilità, in base

alla mia esperienza,

facilita il lavoro

e contribuisce

all’affermarsi della

metodologia BIM.

Considerando però

che ogni software

house si è specializzata

più su un

aspetto che su un

altro, vale la pena

analizzare con attenzione

le proprie

esigenze prima di

scegliere su quale

programma basarsi.

Questi suggerimenti

non esauriscono

certamente le cose che

conviene sapere per avviare un

processo BIM ma credo che

possano servire ad evitare la

maggior parte degli errori che

comunemente si fanno all’inizio

del cammino. Sono consigli pratici,

forse per qualcuno possono

sembrare scontati, ma si basano

sull’esperienza che ho fatto in

quasi dodici anni di attività

BIM all’interno di una grande

azienda del settore immobiliare

che si occupa di edifici pubblici

non convenzionali.

Ho parlato in questo articolo

solo di un piccolo aspetto legato

al mondo BIM, ma credo che

in questo momento in Italia sia

un argomento molto attuale

proprio perché, come ho scritto

all’inizio, sono in molti ad aver

acquistato ultimamente licenze

BIM o in procinto di farlo.

Ci saranno altre occasioni per

poter approfondire altri temi

altrettanto importanti per il miglior

utilizzo della metodologia.

Per concludere vorrei raccontarvi

un aneddoto che mi da lo

spunto per un’ultima riflessione.

Tempo fa ho incontrato un

amico ingegnere, socio di una

società di ingegneria che lavora

sia in Italia che all’estero, e gli

ho chiesto: ”Voi utilizzate il

BIM nei vostri progetti?”. E lui

mi ha risposto: “Se i clienti ce

lo chiedono lo facciamo, ma

non possono pensare che gli

diamo un progetto BIM allo

stesso prezzo di un progetto

normale. Se vogliono qualcosa

di più devono pagare di più.”.

Questo fa capire che non c’è

stato l’approccio giusto. Il BIM

non può venire “dopo” un progetto

normale, dev’essere fatto

“invece” di un progetto normale.

Il processo BIM si attua non

perché ce lo chiede il cliente,

ne per avere una certificazione

in più, un bollino da attaccare

sui disegni. Il processo BIM si

utilizza perché conviene. Perché

ci fa risparmiare tempo e ci fa

produrre lavori di miglior qualità.

Se non raggiungiamo questa

convenienza vuol dire che nel

nostro processo BIM c’è qualcosa

da rivedere.

PAROLE CHIAVE

BIM; Avviamento BIM; Progettazione

integrata; Tips and tricks

ABSTRACT

Many companies are beginning to use

BIM software or have already started but

have stalled.

We see 10 rules to follow to ensure that the

transition from CAD to BIM of a project

department can be successful.

Of all the activities related to the life of a

building, embraced by BIM methodology,

we focus today on those related to the

design.

Proceed by steps, to dedicate a small team,

well-chosen and motivated, understand

right away the new workflow, are some of

the tips of the article.

These tips do not cover all the things you

need to know to start a BIM process but

I believe they can help to avoid the most

common mistakes that you make at the

beginning of the journey.

We use the BIM process because it gives us

benefits. Because it saves time and makes

us produce work of the highest quality. If

we do not reach this convenience means

that in our process BIM's about to change.

AUTORE

Ing. Marco Parisi

Bim.marcoparisi@gmail.com

GEOmedia n°5-2015 31


REPORTS

Il Caso di Veio

Nuove scoperte archeologiche con APR

di Zaira Baglione

Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento e Gabriele

Santiccioli di FlyTop riferiscono l’esito della missione nel Parco

di Veio a riprova dell’affidabilità della tecnologia UAV per la

documentazione dei siti archeologici.

Negli ultimi anni è cresciuta

significativamente

l’applicazione delle

tecnologie APR (Aeromobili a

Pilotaggio Remoto) nel settore

dei beni culturali. Le declinazioni

del connubio droni e

archeologia sono molteplici, in

continua espansione e riguardano

non soltanto il monitoraggio

e la documentazione ma anche

l’attività di scoperta. Proprio di

quest’ultimo aspetto ci riporta

un’importante testimonianza

il Prof. Giuseppe Ceraudo,

docente di Topografia antica

presso l’Università del Salento,

che ha svolto in collaborazione

con FlyTop una ricognizione

archeologica nella zona del Parco

di Veio. A pochi chilometri

da Roma, in un’area compresa

tra i comuni di Formello e Isola

Farnese, mediante l’utilizzo

dell’APR ad ala fissa

FlyGeo24Mpx, è stato

possibile individuare

l’esistenza di antichi

insediamenti etruschi

e romani, in particolare

resti di strutture di

edifici e strade.

“Questa scoperta nasce da un

progetto di ricerca che l’Università

del Salento conduce da

oltre dieci anni – dichiara Ceraudo

– e la base di partenza è

stato proprio uno studio di un

gruppo di archeologi del laboratorio

di Topografia antica e Fotogrammetria

del Dipartimento

dei Beni Culturali. La missione

si è svolta la scorsa primavera e

ha permesso di confermare la

probabile presenza di un impianto

urbano di epoca etrusca

e romana. Abbiamo esaminato

un territorio di circa quaranta

ettari, un’ampia

superficie che è stata

sorvolata con un drone

FlyTop equipaggiato

con una fotocamera digitale

Sony Alpha 6000

a 24Mpx con obiettivo

a focale fissa. L’operazione

ha interessato

la località Archi di

Pontecchio ed è stata

effettuata nel rispetto

delle specifiche Enac. Il

volo ci ha consentito di

ottenere immagini di

altissima qualità: quasi duecento

foto con una risoluzione di

1,7 cm per pixel, georefenziate

e complete di 3 parametri di

traslazione e altrettanti di rotazione.

Attraverso i fotogrammi

acquisiti c’è stata la convalida

di quelle che finora erano solo

delle ipotesi; osservando dall’alto

la crescita differenziata della

vegetazione, infatti, abbiamo

riconosciuto distintamente parti

dell’antica città etrusca di Veio”.

Per spiegare come viene garantita

l’eccellente precisione dei dati

aerofotogrammetrici interviene

il Geom. Gabriele Santiccioli,

Presidente di FlyTop: “La nostra

azienda è da sempre impegnata

nel coniugare innovazione e integrazione,

per questo abbiamo

utilizzato tutti gli strumenti che

il topografo possiede, giungendo

in poche ore alla produzione

di cartografie di elevata qualità

tecnica”.

Il rilievo aerofotogrammetrico

di prossimità con l’uso degli

APR rappresenta un panorama

interessante dell’indagine archeologica,

nonché un concreto e

32 GEOmedia n°5-2015


REPORTS

accessibile sistema per l’approfondimento

di ricerche preliminari.

“Il caso di Veio – prosegue

il Professore – è la dimostrazione

delle straordinarie potenzialità

delle tecnologie APR che, a

mio avviso, non possono essere

limitate alla realizzazione di

foto e video degli scavi in corso

d’opera, ma vanno quanto più

sfruttate per sorvolare aree di

interesse archeologico e riconoscere

l’eventuale presenza di

strutture sepolte. Dalle immagini

digitali elaborate abbiamo

ricavato una nuvola di punti,

un modello 3D, il DTM e il

DSM che ci hanno consentito

di conoscere meglio la morfologia

del terreno. In seguito,

con successivi accertamenti e

attività di scavo, sarà possibile

stabilire con maggiore esattezza

l’epoca di riferimento e altre

informazioni di maggior dettaglio.

Considerati gli scenari futuribili,

non escludo che a breve

prenda piede anche nel settore

archeologico l’applicazione di

sensori termici e multispettrali.

Per il momento lo sviluppo

della sensoristica ha riguardato

prevalentemente il comparto

dell’agricoltura, ma è chiaro che

si apre sempre più lo spazio per

utilizzi diversi”.

Il brillante risultato di Veio dimostra

come il telerilevamento

di prossimità attraverso SAPR

sia vantaggioso in termini di

tempi e costi, soprattutto per

le ispezioni di zone particolarmente

vaste o non facilmente

raggiungibili e per ottimizzare

l’avvio mirato di scavi archeologici.

PAROLE CHIAVE

Archeologia aerea; APR; modelli 3D;

Veio; aerofotogrammetria; topografia;

cartografia

ABSTRACT

Etruscan settlements outside Rome identified

by the use of fixed wing UAV FlyGeo24Mpx.

Prof. Giuseppe Ceraudo from University

of Salento and Gabriele Santiccioli of Fly-

Top explain the results of the mission in

the Veio Park as proof of the reliability of

the UAV technology at the service of the

archeology.

AUTORE

Zaira Baglione

zaira@flytop.it

GEOmedia n°5-2015 33


REPORTS

Innovazione e tecnologie avanzate alla 2 a Conferenza

degli utenti Laser Scanner Leica Geosystems

a cura della redazione

Anche quest’anno la 2° User Conference HDS di Leica Geosystems, tenutasi

il 19 Novembre a Roma presso lo Sheraton Golf al Parco dei Medici, ha

alimentato l’interesse dei professionisti e degli emergenti del settore

divulgando e mettendo in mostra le nuove tecnologie e strumentazioni.

Fig. 1 - Apertura della 2 a Conferenza degli utenti Laser

Scanner Leica Geosystems.

Come abbiamo già introdotto

negli highlights

della conferenza (consultabili

sul nostro sito web

www.geoforall.it/k3yrk) l’evento

organizzato dalla Leica Geosystems

Italia, ha incrementato la

volontà del singolo professionista

a lavorare in team utilizzando

nuovi software. É stata

anche molto utile per foraggiare

l’interesse dei giovani, dandogli

la possibilità di rendersi conto

che, il settore, non soltanto è

ancora in via di sviluppo, ma

restituisce tanto alla scienza e

quanto all’uomo grazie anche

alle molteplici ricadute tecnologiche

che si diffondono su tutta

la conoscenza umana.

Fig. 2 - Le categorie delle nuove soluzioni.

Sergio Padovani insieme a Simone

Oppici hanno moderato

l’evento, quest’ultimo ha mostrato

una presentazione introduttiva

che ha posto subito in

rilievo le soluzioni innovative

della conferenza: Terrestrial

Laser Scanning, Multistation,

Mobile Mapping e il Braccio

Portatile.

Le soluzioni innovative

Fra le soluzioni di maggior rilievo

utilizzate dai professionisti del

settore spiccano quelle inerenti

i lavori di rilievo circa il Nodo

ferroviario di Torino, il Cyclone

9.1, i Data-fusion dell’azienda

Prisma in ambito costiero/

portuale e l’applicazione scan to

BIM per la creazione del modello

3D della Chiesa degli Eremitani

di Padova.

Il Nodo Ferroviario di Torino,

collegamento della linea Torino-

Ceres con la rete RFI (passante

Ferroviario) lungo la direttrice di

corso Grosseto, concerne la variante

della linea ferroviaria proveniente

dalle valli di Lanzo che

consentirà il collegamento diretto

con la rete RFI e la metropolitana.

Sostanzialmente il rilievo

ha assistito le fasi di costruzione

di una nuova stazione interrata,

la demolizione del cavalcavia esistente,

la costruzione di un nuovo

sottopasso e di una rotatoria

tra le più grandi d’Europa.

Fig. 3 - Modello virtuale del collegamento della

linea Torino-Ceres.

Questo rilievo topografico

finalizzato alla progettazione

esecutiva è stato commissionato

alla S.T.A. ed è stato eseguito

tramite un laser scanner per

quanto riguarda il rilievo del

cavalcavia, delle aree circostanti

e di due porzioni di galleria ferroviaria;

4 squadre con stazione

totale e uno Strumento Leica

P20 sono scese in campo per la

misurazione della restante parte

e di tutti i chiusini.

L’intervento di Valentina Albano

(architetto di Leica) ha sottolineato

le nuove potenzialità

del Cyclone 9.1, richiamando

l’attenzione su 4 punti chiave:

Serie ScanStation P16/P30/

P40, CloudWorx per Navisworks,

JetStream e Truview Global.

Il JetStream è una piattaforma

software che fornisce un formato

dati più leggero, con una

tecnologia derivata dal Gaming

34 GEOmedia n°5-2015


REPORTS

Fig. 4 - Schema della presentazione di Valentina Albano.

per le nuvole di punti, denominata

Fly through. Permette

di processare le nuvole di punti

in CloudWorx ad una velocità

tre volte superiore e facilita la

gestione di Dataset complessi

accrescendo la produttività degli

utenti CloudWorx. I vantaggi –

più che evidenti – vanno dal risparmio

di tempo, al risparmio

di spazio fino ad arrivare alle

prestazioni di visualizzazione.

Il Truview Global, un software

disponibile per tutti i tipi di

browser, primo visualizzatore

di rilievi 3D basato su web

browser, introdotto 10 anni fa,

è oggi compatibile con tutti

i tipi di dispositivi e browser;

ed oltre ad avere una completa

compatibilità con tutti i

Truview creati in modo tradizionale

non richiede installazione

di plug-in (Link video:

https://www.youtube.com/

watch?v=zEja9_DsV9U)

L’azienda Prisma ha presentato

un forte contributo al mondo

della geomatica nel corso della

conferenza divulgando una relazione

sul Data-Fusion in ambiente

costiero e portuale.

Per quanto riguarda l’ambiente

Fig. 5 - Slide dimostrativa della fase a mare e delle

soluzioni adottate nella fase a terra. Alcuni numeri

sul rilievo: 6 comuni coinvolti, 33 Km di spiaggia

rilevati, impiegata una squadra composta da 20

rilevatori e l’estensione dell’area rilevata a mare è

stata di circa 50 Km 2

costiero (Grande Progetto

di Salerno), il

processo d’integrazione

dei dati è stato svolto

con differenti sensori.

Le operazioni possono

riassumersi in una

prima fase di rilievi sul

campo (Topografia,

Batimetria, Laser Scanner

Prelievo Campioni, Rilievi SSS,

Rilievi MB, Rilievi SBP, Rilievi

Magnetometrici, Mappatura

delle Biocenosi), una seconda

fase di elaborazione dei dati, ed

una terza di realizzazione del

GIS con i dati acquisiti.

Invece per l’ambiente portuale

è stato effettuato il rilievo

della Gru semi-sommersa del

IV sporgente ILVA nel Porto

di Taranto (incidente dell’11

dicembre 2014). La migliore

soluzione possibile prevedeva

l’integrazione di 3 tipologie

di rilievo: Multi-Beam, Laser

Scanner e Fotogrammetrico.

Il dato finale è stato composto

attraverso la fusione metrica

dei 3 rilievi in data-fusion. Nel

data-fusion rappresentativo assume

un forte valore l’impiego

del Truview. Due sono i punti

di forza: semplicità di realizzazione

e possibilità per il cliente

di usufruire di uno strumento

intuitivo e valido. Lo strumento

è risultato un ottimo software

d’integrazione su SR. La versatilità

d’importazione consente

di ottenere una gran quantità di

formati.

L’ultimo intervento ha trovato

l’applicazione Scan to

BIM come protagonista del

rilievo e del modello 3D della

Chiesa degli Eremitani di

Padova. Il lavoro è stato suddiviso

in 5 fasi principali che

hanno portato allo sviluppo

del modello 3D, l’ispezione

generale e la realizzazione

della documentazione fotografica,

il rilevamento fotogrammetrico,

il rilevamento

elettro-ottico e il rilevamento di

completamento per gli elementi

di dettaglio (al fine di una loro

visualizzazione su device). L’elaborazione

finale dei modelli laser

scanner e fotogrammetrici è

stata conclusa con l’archiviazione

di tutti i dati preposti (Link

video: https://www.youtube.com/

watch?v=cLH5wK8YCo4).

Fig. 6 - Riproduzione dell’ambiente portuale di

Taranto in dissesto.

Le soluzioni innovative presentate

quest’anno alla 2° User Conference

HDS di Leica Geosystems, sono state

molteplici e di varia natura. Nel prossimo

numero di GEOmedia si continuerà

l’esposizione relativa alla seconda

parte della Conferenza dedicata

alla soluzioni di ultima generazione.

PAROLE CHIAVE

laser scanner; rilievo; conferenza

utenti leica geosystem; nuvole di

punti

ABSTRACT

This year the 2nd Leica Geosystems HDS

User Conference, held on November 19

in Rome at the Sheraton Golf, located at

the Parco dei Medici, has fueled the interest

of professionals and emerging industry

by disseminating and showcasing the new

techniques and new instruments.

AUTORE

Redazione GEOmedia

GEOmedia n°5-2015 35


SCHEDA MERCATO TECNICA

Le Soluzioni ME.S.A

ME.S.A. S.R.L.

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ME.S.A. leader nella

vendita di strumenti

di misura e rilievo

tridimensionale per il

territorio, l’architettura,

i Beni Culturali, la geologia,

offre una gamma

di prodotti per la scansione

3D, oltre a Bracci

di misura e Laser Trackers

per acquisizioni ad

altissima precisione. L’azienda

è partner esclusivo

in Italia di operatori

primari del settore come

FARO, TRIMBLE, GE-

OSLAM, GEXCEL.

ME.S.A. supporta il

professionista e l’azienda

con disponibilità, competenza,

flessibilità e formazione,

punti di forza

che la distinguono dal

resto del mercato della

distribuzione.

La distribuzione dello

strumento portatile Freestyle3D

della FARO

persegue il concetto per

cui in ogni strumento

si trova il prezioso aiuto

per svolgere in modo

veloce e preciso l’attività

di MISURAZIONE. Il

Freestyle3D infatti è uno

scanner manuale ad alta

precisione e di eccellente

qualità, che documenta

in modo rapido e affidabile

ambienti, strutture e

oggetti tridimensionali

creando nuvole di punti

ad alta definizione. Grazie

alla sua imbattibile

precisione può essere

utilizzato ogniqualvolta

sia richiesta una misurazione

rapida di installazioni

da diverse prospettive.

Il suo utilizzo estremamente

flessibile consente

l’acquisizione di

informazioni metriche

in diversi settori, dall’edilizia

alla produzione

industriale, dall’interior

design al settore forense.

Il corpo leggero in fibra

di carbonio e il peso inferiore

al chilogrammo

lo rendono infatti estremamente

maneggevole

e mobile. Lo strumento

è caratterizzato da notevoli

vantaggi quali il

rapporto qualità/prezzo,

la determinazione di dati

3D digitali in tempo reale,

la possibilità di lavorare

in modo flessibile

senza target artificiali,

la perfetta integrazione

con i dati del laser scanner

terrestre Focus3D,

un software di scansione

intuitivo utilizzabile

tramite tablet e l’alimentazione

esterna non necessaria.

Tutte queste caratteristiche

permettono

di ottimizzare la produttività

grazie alla rapida

fase di acquisizione dei

dati e il loro trattamento

all’interno software

Scene. Facile da usare, il

Freestyle3D è un laser di

Classe 1 con un raggio di

misurazione incluso tra i

0,5-3m, una risoluzione

laterale di 0,2-1mm e in

profondità di 0,2mm a

una distanza di 0,5m e

una precisione dei punti

3D inferiore a 1,5mm.

Dotato di fotocamera

RGB, permette di ottenere

scansioni texturizzate.

FateVi incuriosire dalle

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36 GEOmedia n°5-2015


MERCATO

GEOmedia n°5-2015 37


MERCATO

Laser Scanner Leica HDS,

attenzione ai dettagli e facilità d'uso

Per i progetti di rilievo c'è bisogno di strumenti

di scansione precisi. Sia che occorra una

rappresentazione dettagliata di una facciata costruita,

una planimetria in 2D o dati 3D per

l’integrazione nella modellazione BIM (Building

Information Modeling), ricostruire una

scena del crimine, acquisire la geometria 3D di

strade, gallerie e ponti.

Teorema srl Milano, distributore per Lombardia

e Piacenza degli Strumenti Topografici

Leica presenta le ultime novità dei Laser Scanner HDS, la scelta giusta

quando i dettagli sono importanti:

• Leica ScanStation P16 - Scansioni laser precise con un solo tasto

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Leica ScanStation P16. L'elevata qualità, le prestazioni e la massima robustezza,

rendono Leica ScanStation P16 lo strumento ideale nel mondo

della scansione laser 3D. Il suo interessante rapporto prezzo-prestazioni e

l'interfaccia semplice, garantiscono una soluzione interessante per tutte le

applicazioni con una portata fino a 40 metri.

Leica ScanStation P16 dispone di un’interfaccia touchscreen pratica ed

intuitiva. Il pulsante di scansione «one-touch» e il software in modalità

procedura guidata garantiscono un flusso di lavoro semplice ed un controllo

rapido dei dati sul campo. Combinato al comando a distanza WLAN, il

sistema Leica ScanStation P16 può essere utilizzato da qualsiasi dispositivo

palmare.

Leica ScanStation P30 è uno scanner ad alta versatilità adatto per una vasta

gamma di tipiche soluzioni di scansione. Con il suo mix ottimale di velocità,

autonomia e precisione ed una robustezza senza pari, è la soluzione

all-in-one per una ampia gamma completa di applicazioni.

Leica ScanStation P40 offre massima versatilità, ottima portata, elevata velocità

di scansione ed eccellente qualità dei dati quando e dove necessario.

E' la soluzione perfetta per qualsiasi attività di scansione laser 3D.

Per maggiori informazioni potete contattare Teorema ai seguenti riferimenti:

Teorema srl Via Romilli 20/8 20139 MILANO Tel 02/5398739

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(Fonte:Teorema)

T-50P: nuovo multibeam portatile

ad altissima risoluzione da Reson

“Mai visto dati così” commentano i tecnici. Il nuovo SeaBat T50-P ha

nel nome la P di portatile e nel cuore la tecnologia dei più precisi e performanti

Multibeam Reson, come l’icona 7125.

• Altissima risoluzione

• 512 beam da 0.5°x1°

• 165° di area investigata

• oltre 500 m di range

• frequenza selezionabile on-the-fly da

190 a 420 kHz

• possibilità di distribuire a piacimento

i beam

• possibilità di mantenerne costante

la spaziatura dei beam al variare della

profondità

• visualizzazione della colonna d’acqua

• modulazione FM Chirp per dati incredibilmente puliti…

• e molto altro…

Il tutto in un processore portatile con tutte le connessioni pronte e i cavi

ridotti al minimo per essere rapidamente installato e operativo.

Tutto questo in uno strumento “mai visto prima”, ad un prezzo lancio

fino a fine novembre.

Sul canale YouTube di Codevintec il video di presentazione

https://youtu.be/btxYWmHM_Z0

Codevintec è rappresentante in esclusiva di Teledyne Reson per l’Italia.

(Fonte: Codevintec)

38 GEOmedia n°5-2015


MERCATO

GEOmedia n°5-2015 39


MERCATO

ENVI 5.3 passa al 3D

Il software ENVI è noto per i

suoi potenti strumenti di analisi

delle immagini geospaziali.

Tuttavia la nuova versione

aggiunge ora funzionalità significative

di analisi e visualizzazione

delle nuvole di punti

LiDAR, precedentemente

disponibili solo nel pacchetto

software ENVI LiDAR.

ENVI, nuovo e migliorato, offre

agli utenti una singola interfaccia software per lavorare con

dati iperspettrali, multispettrali, pancromatici e LiDAR.

"Il software ENVI base offre ora funzionalità significative

subito disponibili per la visualizzazione delle nuvole di punti

3D, la generazione di prodotti di terreni derivati (p. es. DEM)

e l'analisi LiDAR, come l'analisi di visibilità", afferma Adam

O'Connor, Product Manager ENVI e IDL presso Harris. "In

caso di richiesta di nuvole di punti o prodotti derivati in un'area

in cui la raccolta LiDAR risulta impraticabile o troppo costosa,

l'ENVI Photogrammetry Module è in grado di generare

nuvole di punti 3D sintetiche partendo da immagini ottiche

stereo, in modo da sfruttare gli archivi di immagini esistenti",

aggiunge O'Connor.

L'8 ottobre si è svolto a Roma l'evento "ENVI e SARscape

User Group 2015" promosso da EXELIS (Visual Information

Solutions), azienda produttrice di strumenti e sistemi software

con elevati standard di qualità, che permettono di visualizzare,

analizzare e condividere qualsiasi tipo di dati e immagini sia

nell'ambito di applicazioni civili, sia in ambito di sicurezza e

difesa.

Si tratta del primo evento "user group" promosso dall'azienda

dopo l'acquisizione dell'85% di Exelis da parte di Harris Corporation,

azienda americana leader nell'offerta di soluzione

tecnologiche avanzate, con un organico di oltre 23 mila dipendenti,

di cui 9000 tra ingegnerie ricercatori e clienti in oltre

125 paesi nel mondo.

Come sappiamo oggi i dati telerilevati vengono utilizzati per

prendere decisioni strategiche, fare scoperte e comprendere più

a fondo il mondo che ci circonda. Diversi tipi di dati acquisiti

da piattaforme aeree e satellitari, ottici oppure di altra natura

(come LiDAR e SAR), sono disponibili e utilizzati in maniera

crescente. Utilizzati da soli o integrati insieme per una visione

più completa di una zona geografica, i dati telerilevati consentono

ai professionisti di tutti i settori di prendere decisioni in

maniera più consapevole. Fiore all'occhiello di EXELIS sono

i prodotti ENVI, che consentono di estrarre facilmente le informazioni

dalle immagini geospaziali. Tra i prodotti ENVI

di particolare importanza è certamente ENVI SARscape,

che consente di leggere facilmente e di processare dati SAR,

in modo da poter trasformare un dato difficile da interpretare

in informazioni contestuali significative. Il dato SAR è un

tipo di dato sofisticato che può essere utilizzato per analizzare

una zona di interesse durante il giorno o di notte, indipendentemente

dalle condizioni atmosferiche. E' utile ricordare

che l'impiego dei sensori SAR negli ultimi anni è diventato

sempre più pervasivo, in quanto in grado di offrire ad un vasto

40 GEOmedia n°5-2015


MERCATO

ZEB 1 | SURVEY IN MOTION

ventaglio di professionisti un valido approvvio misurabile

ed analitico nella acquisizione di informazioni su un'area

geografica di interesse.

L'evento svoltosi a Roma è stato dedicato alle innovazioni

introdotte nell'ultima evoluzione dei prodotti ENVI (5.3),

nell'ambito dei quali ha fatto il suo ingresso anche l'impiego

del concetto di applicazione basata su cloud (ENVI

Service Engine). ENVI e SARscape User Group è stata

così una occasione preziosa - come tutte le precedenti edizioni-

per la presentazione di alcune esperienze sul campo

utilmente condotte da utilizzatori di dati satellitari e dei

prodotti EXELIS.

Il primo contributo è stato portato da Livio Rossi di e-

GEOS, società Telespazio/ASI leader nell'offerta di prodotti

e servizi nell'ambito della Earth Observation. Rossi ha

parlato diffusamente dell'uso degli strumenti ENVI nella

gestione delle attività legate al programma europeo Copernicus,

con particolare riferimento al ruolo di Copernicus

come supporto alle emergenze nazionali ed internazionali.

Si tratta del "Copernicus Emergency Management Service-

Rapid Mapping", il servizio operativo che fornisce mappe

a richiesta in caso si disastri ad ogni Protezione Civile di

stati membri dell'EU, oppure ad istituzioni internazionali

autorizzate. E' stata analizzata tutta la catena di eventi che

determina il coinvolgimento delle risorse di Copernicus in

un evento di emergenza, come il rilevamento ed il monitoraggio

di una massiccia perdita di petrolio in mare, incendi,

emergenze sanitarie, alluvioni,emergenze umanitarie, etc.

All'interno di questo processo assume ruolo ovviamente

fondamentale la scelta dei dati da acquisire (di tipo radar

oppure ottico, estensione territoriale dell'area di interesse,

risoluzione, etc.), che vengono stabiliti in parte su base di

automatismi, in parte per l'intervento di decisori umani attivi

H24.

E' interessante sapere che il primo mapping utile per l'intervento

viene realizzato entro 3 ore dall'arrivo dei primi

dati dai sensori e cotestualmente viene realizzata (entro 6

ore dall'allarme) anche una mappa "pre"-evento (per gli opportuni

utili confronti) con i dati esistenti in archivio. Per la

produzione delle mappe vengono impiegati oltre ai dati dei

sensori anche tutti i dati "open" disponibili ed ultimamente

anche i cosiddetti "social data" (da fonti come Twitter o

Flicker). I satelliti delle serie Sentinel-1 e Sentinel-2 sono

particolarmente impiegati su questo servizio.

Ad oggi si sono avute 130 attivazioni e circa 500 mappe

prodotte per circa 40 paesi a livello internazionale.

A margine, un dato inaspettato e sorprendente: parlando di

emergenze, la maggior parte del mondo della cooperazione

internazionale (ed italiana) pare non utilizzi o utilizzi scarsamente

la geoinformazione. Dunque è probabile che l'uso di

questi strumenti abbia grandi opportunità di diffusione in

tale ambito nel prossimo futuro.

Il secondo contributo è stato dedicato alla presentazione di

un sistema, basato su dati SAR, per la mappatura di aree

allagate: intervento a cura di Luca Pulvirenti del CIMA Reserch

Foundation di Savona (Centro di Competenza della

Protezione Civile per il Rischio Idrogeologico). Ancora un

esempio di "rapid mapping" focalizzato su una particolare

situazione emergenziale di tipo ambientale, in cui il telerilevamento

di tipo radar assume un ruolo privilegiato, grazie

alla sua sostanziale indipendenza dalla illuminazione sola-

Arriva in Italia il primo laser scanner

handheld per il mobile mapping.

Basato su tecnologia SLAM,

rappresenta la soluzione ideale

per il rilievo 3D rapido e accurato

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Italia della Faro Technologies e della

GeoSLAM UK, rinforza la gamma di

tecnologie d'avanguardia presenti a

livello mondiale nel campo

dell'architettura del survey e della

metrologia. ME.S.A. srl si propone sul

mercato nazionale con uno sguardo

all'Europa come supporto

d'eccellenza a tutte quelle aziende

che, resistenti agli anni della crisi,

fanno dell'innovazione il loro cavallo

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GEOmedia n°5-2015 41


MERCATO

re e dalle condizioni meteo. In questo caso i prodotti ENVI

sono stati presentati soprattutto nella accezione di "ambiente

di sviluppo" per applicazioni specifiche. E' stata illustrata la realizzazione

in ambiente ENVI-IDL ed ENVI-SARscape di un

modulo software per la generazione di mappe ad alta risoluzione

(provviste di indice di affidabilità) di aree allagate estratte da

immagini SAR provenienti da Cosmo-SkyMed. Lo strumento

realizzato è stato mostrato all'opera nel caso reale dell' alluvione

di fiume Secchia (Emilia Romagna) del 21 Gennaio 2014.

Dopo il tradizionale coffe-break ha avuto luogo la terza sessione

a cura di Alessio Cantone di Sarmap (azienda svizzera

che si occupa della realizzazione di prodotti software avanzati

per il telerilevamento). L'intervento è stato dedicato ad una

presentazione di dettaglio della nuova release di SARScape: la

5.2 rilasciata da poco. Inoltre sono stati presentati alcuni risultati

basati su dati Sentinel-1 e PALSAR-2. Particolare enfasi

è stata posta sui nuovi sensori supportati da SARScape 5.2,

tra cui: Sentinel-1,Kompsat-5,RiSAT-1, ALOS-2 e COSMO-

SkyMed (II Gen.). Molto interessante l'aggiunta nella versione

5.2 di tutti i processamenti di fase, nonchè la possibilità di

effettuare il download automatico all'interno di SARScape dei

dati Sentinel di una particolare area.

Peristono però, a quanto pare, alcuni vecchi problemi di calibrazione

radiometrica dei dati Sentinel e si riscontrano anche

rilevanti effetti atmosferici. Altro aspetto sviluppato nell'intervento

è stato il tema dell'aggiornamento degli algoritmi: molti

componenti sono stati aggiornati, in particolare completamente

rinnovati gli algoritmi di coregistrazione ed interferometria

per poter sviluppare nuovi sensori, con miglioramento di robustezza,

precisione e velocità. Le conclusioni dell'intervento

sono state dedicate ad una carrellata sui temi della ricerca e

dello sviluppo che Sarmap ha in laboratorio sull'elaborazione

delle immagini satellitari.

Il successivo intervento ha aperto una finestra sul mondo militare,

con l'intervento di Sergio De Ceglie, Ufficiale della Marina

Militare ed esperto di optoelettronica del CISAM (Centro

Interforze Studi Applicazioni Militari), dedicato alla elaborazione

di immagini iperspettrali in ambito militare. In questo

caso non si è parlato immagini satellitari, ma telerilevate da

mezzi aerei (sensori SIMGA e SPHYDER).

Gli obiettivi di queste applicazioni sono state: la classificazione

delle aree e la loro sorveglianza, la scoperta di potenziali

minacce e la individuazione di bersagli (algoritmi di Anomaly

Detection, Change Detection e Spectral Matching).

L'impiego di ENVI e del linguaggio IDL di sviluppo in questo

contesto è risultato utile per la relativa facilità nella gestione

delle immagini di grandi dimensioni, nella estrazione di informazioni

di interesse, nella georeferenziazione e coregistrazione

e nella individuazione dei bersagli tramite la loro firma spettrale.

Quest'ultima circostanza non va considerata un'esigenza

strettamente legata ad un teatro bellico: nella individuazione di

un bersaglio ricade anche la necessità di individuare un uomo

in mare (naufrago), tema di grande attualità di questi tempi in

relazione ai processi di migrazione di esseri umani via mare nel

Mar Mediterraneo. E' in atto in questo senso una sperimentazione

che per l'acquisizione delle immagini grezze fa uso di

elicotteri. Dall'esperienza militare scaturisce un suggerimento

per gli sviluppi futuri di ENVI: una integrazione di dati provenienti

da sensori eterogenei in tecnologia e piattaforma.

Penultimo intervento prima della chiusura della interessante

giornata di lavori: quello di Magdalena Stefanova Vassileva di

Ithaca (altro industrial provider del "Copernicus Emergency

Management Service-Rapid Mapping"), con un intervento

dedicato alla gestione delle aree alluvionate in immagini SAR,

nel quale sono stati ripercorsi sostanzialmente i temi del primo

intervento di Livio Rossi di e-GEOS. Infine, a conclusione

l'ultimo affascinante intervento di Chris Stewart (ESA Esrin,

Frascati) dedicato alla elaborazione di dati SAR con ENVI e

SARScape per la Ricerca Archeologica. Stewart ha raccontato

la propria esperienza di una settimana di training presso Sarmap,

in Svizzera, dedicato a studi di prospezione archeologica

utilizzando dati di COSMO SkyMed, ALOS e Radarsat-2 per

il rilevamento di strutture (sepolte o meno) in zone desertiche

e segni di vegetazione archeologica. I test sono stati condotti

su un'area del nord del Sinai (in Egitto),sul Porto di Traiano e

su Torre Angela (in Italia). Le nuove funzionalità di SARScape

hanno consentito di effettuare interessanti test su Analisi di

Artefatti ed analisi di Serie Temporali, con risultati incoraggianti

e di sicuro interesse per approfondimenti futuri.

(Fonte: Redazionale)

42 GEOmedia n°5-2015


MERCATO

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GEOmedia n°5-2015 43


MERCATO

Mobile mapping:

presentato il nuovo

MLS-16 mobile

laser scanner 3D

economico, compatto

e leggero

Microgeo ha annunciato

il sistema mobile laser

scanner 3D più economico,

contenuto e leggero

sul mercato. L’esprienza maturata nel settore “mobile

mapping” tramite un network tra aziende del settore,

ha permesso la progettazione e realizzazione del sistema

MLS-16.

Il sistema MLS-16 nasce dalla capacità di Microgeo di poter

realizzare un sistema di rilievo dinamico 3D adatto ad

ogni cliente, potendo installare diversi tipi di hardware,

che consentono una massima personalizzazione.

MLS-16 sposa perfettamente le richieste di un ampio

pubblico, che necessita di raggiungere elevati livelli di produttività

nel mondo del rilievo 3D, mantenendo un ottimo

rapporto qualità prezzo. Progetto, svolto interamente

in Italia, nell’ingegnerizzazione Hardware e nello sviluppo

della parte software, per la massima ottimizzazione del

funzionamento del sistema in fase di acquisizione ed in

elaborazione dati.

SOFTWARE:

3Dcapture: Software dedicato al controllo del corretto funzionamento

dei componenti hardware interni e alla parametrizzazione

dei valori di acquisizione. E’ possibile osservare

la navigazione del tragitto di scansione in tempo reale.

3Dpos: Software per la correlazione tra dati laser scanner,

dati di traiettoria / GPS e dati fotografici.

3Dimage: Software per l’analisi delle immagini acquisite

con possibilità di misura diretta.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Velocita’ di acquisizione: 300.000 pti/sec

Campo di vista: 360°

Multi-Eco: Si

Fotocamera: 30 Megapixel formato sferico

Odometro: Si

Sistema di navigazione INS/GNSS: Novatel; Applanix; ecc.

(scelta personalizzabile da parte del cliente)

PC on board: Si

Sistema di controllo: PC Tablet

Dimensioni: 65x55x45 cm

Peso: inferiore a 8kg

Per maggiori informazioni contattate:

Info@microgeo.it 0558954766

(Fonte: Microgeo)

44 GEOmedia n°5-2015


MERCATO OPPORTUNITIES IN EUROPE

13 Progetti Galileo

finanziati in ambito

Horizon 2020 di cui 4

a leadership italiana

Horizon

L'Agenzia europea GNSS

(GSA) ha annunciato i

risultati della valutazione

della seconda call 2020

per applicazioni di Galileo,

con 13 progetti finanziati,

che riceveranno una

sovvenzione cumulativa di

euro 24.894.169. Quattro

di questi sono a leadership

italiana. La seconda call

in oggetto ha ricevuto 91

proposte. Dopo le valutazioni

che hanno avuto

luogo tra il 27 maggio e il

11 giugno scorso, il finanziamento

è andato a quelle

13 proposte che meglio

hanno mostrato un focus

significativo sull’impatto

verso i mercati globali con

una forte innovazione e

l'inserimento di nuove conoscenze.

Delle 91 proposte, 45 nel

tema European GNSS

applications, 31 nel tema

Small and Medium Enterprise

(SME) Based European

GNSS applications e

15 sotto il tema releasing

the potential of European

GNSS applications through

international cooperation.

Il finanziamento per

i 13 progetti scelti con

successo sarà assegnato a

95 diversi partecipanti.

Sotto il primo tema di

applicazioni di E-GNSS,

il finanziamento è stato

assegnato a otto progetti,

che coprono i trasporti,

geodetici, servizi basati

sulla localizzazione (LBS),

agricoltura, servizi di

emergenza e altre applicazioni

professionali. Il contributo

totale raccomandato

dalla UE per questo

argomento è stato pari a

20.357.180.

Per il secondo tema di

applicazioni di e-GNSS

based per Piccole e Medie

Imprese (PMI), tre progetti

sono stati approvati

per il finanziamento, che

coprono applicazioni nei

mercati di nicchia e modelli

di business, mercato

di massa per prodotti

LBS, test di mercato, ecc.

Il contributo totale per

questo argomento è di

euro 2.918.619.

Nell'ambito del terzo e

ultimo argomento di liberare

il potenziale delle

applicazioni E-GNSS

attraverso la cooperazione

internazionale, a due

progetti sono stati assegnati

i finanziamenti, che

riguardano lo sviluppo di

applicazioni internazionali

innovative che porterà

i servizi E-GNSS alla ribalta

della consapevolezza

globale. Il finanziamento

totale raccomandato per

questo argomento è stato

di euro 2.693.639.

Oltre a questi progetti in

lista principale per il finanziamento,

ci sono altri 14

progetti in lista di riserva.

Il contributo finanziamento

totale raccomandato

dell'UE per questi progetti

di riserva viene a euro

30.740.370.

(Fonte GSA)

46 GEOmedia n°5-2015


MERCATO

Pinpoint Accuracy

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GEOmedia n°5-2015 47


MERCATO RECENSIONE

GIS Open Source per

geologia e ambiente

Analisi e gestione dei

dati territoriali con QGIS

AUTORE DEL LIBRO:

VALERIO NOTI

EDITORE:

DARIO FLACCOVIO EDITORE

PAGINE: 352

PREZZO: 38€

ISBN: 9788857903392

Fra i professionisti del territorio,

i geologi sono sicuramente

quelli che hanno

maggiore necessità nell'uso di

strumenti GIS e di dati geografici.

Non è un uso di sola

rappresentazione perché, più

di altri, i geologi analizzano il

territorio attraverso modelli e

elaborazioni sofisticate.

Pensate a ciò che succede in

Italia, ormai con periodicità

definita, in fatto di dissesto

idrogeologico. Proprio questo

ci consente di capire l'importanza

del lavoro dei geologi

in fatto di analisi e programmazione

di interventi per prevenire

i disastri derivanti dai

fenomeni naturali e dalla disattenzione

umana.

Quindi direi che Valerio Noti

con il suo libro "GIS Open

Source per geologia e ambiente",

pubblicato da Dario

Flaccovio Editore, ha centrato

l'obiettivo. La necessità di avere

un testo guida che consentisse

di imparare ad usare un

desktopGIS, non solo nelle sue

funzioni di base ma in tutte

le estensioni che consentono

elaborazioni utili all'analisi del

territorio, del suolo e del sottosuolo.

L'occhio agli aspetti utili

e necessari ai geologi è evidente

in molti dei capitoli del libro,

che in 350 pagine offre vari

livelli di studio ed approfondimento.

Il primo capitolo aiuta il lettore

nella comprensione dei

concetti fondamentali dei sistemi

informativi geografici,

di fresca memoria per chi si è

laureato nell'ultimo decennio.

Una piacevole lettura che introduce

con chiarezza anche

aspetti legati all'uso in Italia

dei GIS, come ad esempio: i sistemi

nazionali di coordinate, i

codici EPSG, la conversione di

coordinate usando il Geoportale

Nazionale, i metadati ed il

Repertorio Nazionale dei Dati

Territoriali.

Quasi 150 pagine sono poi dedicate

all'uso del noto software

open source QGIS, disponibile

gratuitamente per Windows,

Linux e Mac. Questo

desktopGIS, precedentemente

denominato Quantum GIS,

nasce da GRASS, uno dei

software GIS storici, nato nel

1982 in ambito militare americano.

A parte gli argomenti da

manuale pratico del software,

si evidenzia un capitolo dedicato

all'uso delle Carte Tecniche

Regionali e dei servizi web

di interoperabilità a standard

OGC.

Seguono quasi 150 pagine dedicate

al geoprocessing. Qui

troviamo un'ampia descrizione

pratica delle tantissime funzionalità

di analisi spaziale dei

plugin GRASS richiamabili da

QGIS. E' questo il vero pane

per il geologo (e non solo!) da

masticare e digerire. La trattazione

passa dalle tecniche

di geoprocessing vettoriale a

quelle raster, evidenziando le

potenzialità delle due tecniche

e le possibili integrazioni.

E per chi analizza il suolo non

poteva mancare un capitolo

dedicato ai modelli digitali di

elevazione nelle loro varie forme

e formati, ed alle funzioni

che consentono di derivarne

informazioni utili per l'analisi

del territorio (analisi di visibilità,

calcolo volumetrico,

estrazione di profili, pendenze,

esposizione dei versanti, ecc.).

Con mia piacevole sorpresa

troviamo anche un capitolo

dedicato al Geoprocessing che

introduce a questo ostico ma

molto utile approccio di studio,

fondamentale per le analisi

spaziali nel campo delle Scienze

della Terra, che fanno uso di

parametri ambientali rilevati in

campo.

Il testo si conclude con tre

esempi concreti di applicazioni

dedicate a temi geologici:

studio della morfologia dei

bacini idrografici, zonizzazione

della suscettività da frana,

individuazione di aree potenzialmente

interessate ai fenomeni

di esondazione dei corsi

d'acqua. In questi tre esempi

troviamo spiegati, con dovizia

di particolari, gli usi concreti

di dati geografici di vario tipo e

natura e di funzioni specifiche

di elaborazione ed analisi.

Quindi, in sostanza, un libro

completo, manuale ideale per

il geologo, ma anche per altre

tipologie di professionisti del

territorio come ingegneri ambientali,

pianificatori, urbanisti,

agronomi, ecc. L'autore

esalta giustamente l'uso avanzato

del GIS, attraverso l'applicazione

concreta delle funzioni

di analisi spaziale. Un testo da

non perdere, ma soprattutto da

consumare. Disponibile anche

in e-book.

A cura di Giovanni Biallo

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AGENDA

3 Dicembre 2015

Convegno Open data

cartografici

Milano

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3-4 Dicembre 2015

Copernicus Marine Service

User & Training

La Spezia

www.geoforall.it/k3y8r

10-11 Dicembre 2015

GeoBIM Europe 2015

Amsterdam

www.geoforall.it/k3yap

2-4 Febbraio 2016

Scatterometer Science

Conference 2016

Noordwijk

www.geoforall.it/k3y63

10-12 Febbraio 2016

Amsterdam

GIM International Summit

www.geoforall.it/k38cy

15-17 Marzo 2016

Santa Cruz de Tenerife (Spain) -

2016 Conference on Big Data

from Space

www.geoforall.it/k3ypx

28 Aprile 2016

Castel Gandolfo (RM)

FORUM

TECHNOLOGYforALL

Field Workshop

Web: www.technologyforall.it

17-18 Maggio 2016

Rome

FORUM

TECHNOLOGYforALL

Conference

Web: www.technologyforall.it

20-24 Giugno 2016

36th EARSeL Symposium

Bonn

www.geoforall.it/k3ypr

12-19 Luglio 2016

23rd ISPRS Congress

Praga

www.geoforall.it/k3fcd

27-28 Gennaio 2016

SkyTech Event 2016

London

www.geoforall.it/k3y3a

26-27 Aprile 2016

GISTAM 2016

Roma

www.geoforall.it/k3hd4

3-5 Maggio 2016

Big Data 2016

Alicante

www.geoforall.it/k3y6r

2-4 Febbraio 2016

TUSExpo 2016

The Hague

www.geoforall.it/k3y3x

24-25 Maggio 2016

Geo Business 2016

London

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