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GEOmedia 5 2015

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Rivista bimestrale - anno XIX - Numero 5/<strong>2015</strong> - Sped. in abb. postale 70% - Filiale di Roma<br />

TERRITORIO CARTOGRAFIA<br />

GIS<br />

CATASTO<br />

INFORMAZIONE GEOGRAFICA<br />

FOTOGRAMMETRIA<br />

URBANISTICA<br />

3D<br />

GNSS<br />

BIM<br />

RILIEVO TOPOGRAFIA<br />

CAD<br />

REMOTE SENSING SPAZIO<br />

EDILIZIA<br />

WEBGIS<br />

UAV<br />

SMART CITY<br />

AMBIENTE<br />

NETWORKS<br />

BENI CULTURALI<br />

LBS<br />

LiDAR<br />

Set/Ott <strong>2015</strong> anno XIX N°5<br />

La prima rivista italiana di geomatica e geografia intelligente<br />

GALILEO una<br />

costellazione<br />

di orologi<br />

ultra stabili<br />

nel cielo<br />

<strong>GEOmedia</strong><br />

a INTERGEO<br />

<strong>2015</strong><br />

Edificato residenziale<br />

e pericolosità sismica<br />

Passare al BIM<br />

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georadar, sismica, geoelettrica,<br />

logger da foro.<br />

> Rappresentazione<br />

dei fondali e delle coste<br />

Multibeam, SideScanSonar,<br />

SubBottom Profiler.<br />

> Monitoraggio ambientale<br />

e Ingegneria civile<br />

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Geospatial 4.0, il GNSS Galileo e Einstein<br />

Geospatial 4.0 è il termine usato quest’anno per identificare gli sviluppi del nostro settore.<br />

Un momento di profonda trasformazione che ci induce a stare molto attenti per non perdere<br />

il treno dell’innovazione che ci sta passando davanti. La geomatica, pur essendo relativamente<br />

giovane, sta soffrendo di una forte obsolescenza proprio nel momento in cui è entrata a<br />

far parte della nostra vita quotidiana. In Italia specialmente si soffre per la poca importanza<br />

che le Istituzioni, non sensibilizzate ovviamente, dedicano al corretto sviluppo e promozione<br />

della ricerca. Gran parte della produzione della ricerca geomatica è stata ormai assimilata nel<br />

nostro quotidiano e non ci rendiamo neanche conto di quanto la usiamo per le nostre normali<br />

operazioni quotidiane come quelle che vanno dall’uso di un navigatore per arrivare ad<br />

una destinazione prestabilita, oppure quelle che ci portano alla ricerca del nostro immobile<br />

ideale attraverso un sistema informativo geografico. Eppure ci sono cose, come ad esempio<br />

le transazioni bancarie e la misura precisa del tempo, che si poggiano sulla ricerca geomatica,<br />

senza neanche accorgersene.<br />

Purtroppo c’è carenza nella mancanza di divulgazione e cooperazione nella ricerca stessa, con<br />

gruppi di settori diversi che utilizzano la geomatica e cercano di ridefinirne i termini solo per<br />

mancata conoscenza della attività svolte dagli altri esperti del settore che, spesso preda di autoreferenzialismo<br />

dovuto alla selezione del sistema della ricerca universitaria, non divulgano<br />

più il loro operato.<br />

In effetti i ricercatori si chiedono perché andare a divulgare i risultati della ricerca ad un<br />

Convegno che non da i crediti per l’avanzamento della carriera? Chi ha stabilito che un<br />

ricercatore vale più di un altro solo perché citato da altri in un sistema talmente chiuso che<br />

non consente neanche l’accesso libero alla lettura?<br />

La rivoluzione apportata da Google Map è una testimonianza incredibile se pensiamo oggi<br />

che mentre si ricercava l’assurda precisione avvalorata dai confronti ineludibili di scarti quadratici<br />

medi di ambiziosi risultati geodetici e topografici, un sistema geografico che non<br />

garantisce alcuna precisione ha conquistato il mondo intero.<br />

Dobbiamo ora, anche in considerazione di ciò, prepararci alla nuova rivoluzione, in considerazione<br />

che la rete intelligente di sensori, dati e servizi sta ridefinendo gli sviluppi tecnologici<br />

e strategici del settore. Nell’ambito del Geospatial 4.0 annunciato nello scorso Intergeo, si è<br />

parlato dell’ormai prossima sostituzione delle tradizionali cartografie analogiche con metodi<br />

cutting edge di trasmissione delle informazioni con la crescente integrazione di realtà aumentata.<br />

La mappa del futuro potrebbe non essere più disponibile su carta, ma in digitale 3D o<br />

4D su dispositivi mobili.<br />

Nell’anniversario della scoperta della Teoria della Relatività, per i nessi ovvi collegati alla<br />

misurazione del tempo, viene spontaneo pensare che i sistemi di posizionamento Global<br />

Navigation Satellite System che hanno rivoluzionato la geomatica come il GPS, GLONASS,<br />

Galileo e Beidou, costituiscono insieme una infrastruttura interoperabile e coordinata che<br />

sta supportando in un modo vitale i più importanti aspetti industriali ed economici della nostra<br />

società. La misura del tempo è ancora una volta uno degli aspetti strategici ed essenziali<br />

dei servizi offerti dai GNSS, elementi di vitale importanza per tutte le infrastrutture critiche<br />

della nostra società.<br />

Buona lettura,<br />

Renzo Carlucci


In questo<br />

numero...<br />

FOCUS<br />

REPORTS<br />

La Teoria della<br />

Relatività ed il<br />

sistema di navigazione<br />

satellitare europeo<br />

Galileo<br />

di Marco Lisi<br />

6<br />

LE RUBRICHE<br />

26 IMMAGINE ESA<br />

36 SCHEDA PRODOTTO<br />

38 MERCATO<br />

Evoluzione<br />

dell'edificato<br />

residenziale in<br />

rapporto alla<br />

pericolosità sismica<br />

di Juri Corradi, Gianluigi<br />

Salvucci e Valerio Vitale<br />

10<br />

46 OPPORTUNITIES<br />

48 RECENSIONE<br />

50 AGENDA<br />

In copertina il nucleo di lavoro di<br />

Galileo, il sistema di navigazione<br />

satellitare indipendente in Europa,<br />

già posizionato ed attivo.<br />

La completa costellazione Galileo<br />

sarà composta da 30 satelliti lungo<br />

tre piani orbitali in orbita terrestre<br />

media (tra cui due di riserva per<br />

ogni orbita). Il risultato sarà la più<br />

grande flotta europea di satelliti.<br />

18<br />

INTERGEO <strong>2015</strong><br />

l'evoluzione/<br />

rivoluzione del<br />

settore geospaziale<br />

di Fulvio Bernardini<br />

(Credits: ESA)<br />

www.rivistageomedia.it<br />

<strong>GEOmedia</strong>, bimestrale, è la prima rivista italiana di geomatica.<br />

Da quasi 20 anni pubblica argomenti collegati alle tecnologie dei<br />

processi di acquisizione, analisi e interpretazione dei dati,<br />

in particolare strumentali, relativi alla superficie terrestre.<br />

In questo settore <strong>GEOmedia</strong> affronta temi culturali e tecnologici<br />

per l’operatività degli addetti ai settori dei sistemi informativi<br />

geografici e del catasto, della fotogrammetria e cartografia,<br />

della geodesia e topografia, del telerilevamento aereo e<br />

spaziale, con un approccio tecnico-scientifico e divulgativo.


A proposito<br />

24<br />

de "La buona<br />

Scuola"<br />

di Carlo Monti<br />

e Attilio Selvini<br />

28<br />

PASSARE AL BIM<br />

10 regole per<br />

avere successo<br />

di Marco Parisi<br />

INSERZIONISTI<br />

Aerrobotix 16<br />

Codevintec 2<br />

Epsilon 38<br />

Esri Italia 17<br />

Flytop 42<br />

Geogrà 46<br />

Geomax 52<br />

Gistam 39<br />

Hexagon S&I 37<br />

Menci 49<br />

Me.s.a 41<br />

Planetek 45<br />

Progesoft 40<br />

Sinergis 51<br />

Sistemi Territoriali 44<br />

Teorema 50<br />

Topcon 47<br />

Trimble 43<br />

32<br />

Il Caso di Veio<br />

Nuove scoperte<br />

archeologiche<br />

con APR<br />

di Zaira Baglione<br />

Innovazione<br />

e tecnologie<br />

avanzate alla 2a<br />

Conferenza<br />

degli utenti Laser<br />

Scanner Leica<br />

Geosystems<br />

a cura della redazionee<br />

34<br />

una pubblicazione<br />

Science & Technology Communication<br />

Direttore<br />

RENZO CARLUCCI, direttore@rivistageomedia.it<br />

Comitato editoriale<br />

Fabrizio Bernardini, Luigi Colombo, Mattia Crespi,<br />

Luigi Di Prinzio, Michele Dussi, Michele Fasolo, Flavio<br />

Lupia, Beniamino Murgante, Aldo Riggio, Mauro Salvemini,<br />

Domenico Santarsiero, Attilio Selvini, Donato Tufillaro<br />

Direttore Responsabile<br />

FULVIO BERNARDINI, fbernardini@rivistageomedia.it<br />

Redazione<br />

VALERIO CARLUCCI, GIANLUCA PITITTO,<br />

redazione@rivistageomedia.it<br />

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TATIANA IASILLO, diffusione@rivistageomedia.it<br />

Comunicazione e marketing<br />

ALFONSO QUAGLIONE, marketing@rivistageomedia.it<br />

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DANIELE CARLUCCI, dcarlucci@rivistageomedia.it<br />

MediaGEO soc. coop.<br />

Via Palestro, 95 00185 Roma<br />

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ISSN 1128-8132<br />

Reg. Trib. di Roma N° 243/2003 del 14.05.03<br />

Stampa: SPADAMEDIA srl<br />

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Editore: mediaGEO soc. coop.<br />

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Science<br />

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qualsiasi forma e con qualsiasi procedimento elettronico o meccanico, ivi inclusi i<br />

sistemi di archiviazione e prelievo dati, senza il consenso scritto dell’editore.<br />

Rivista fondata da Domenico Santarsiero.<br />

Numero chiuso in redazione il 30 Novembre <strong>2015</strong>.


FOCUS<br />

La Teoria della Relatività ed<br />

il sistema di navigazione<br />

satellitare europeo Galileo<br />

di Marco Lisi<br />

Ricorrono in questo anno <strong>2015</strong> i<br />

centodieci anni dalla pubblicazione<br />

della teoria della Relatività Ristretta<br />

ed i cento anni da quella della teoria<br />

della Relatività Generale di Einstein.<br />

Fig. 1 - Albert Einstein e la sua<br />

famosa formula di equivalenza<br />

tra massa ed energia.<br />

Un famoso mensile di<br />

informatica e tecnologia<br />

ha giustamente titolato:<br />

“Cento anni di relatività generale<br />

(e non sentirli)”.<br />

Sì perché sebbene, almeno di<br />

nome, le due teorie siano note a<br />

tutti (insieme ad alcune formule,<br />

come E=mc 2 ), assai poco digeriti<br />

sono i loro contenuti e poco percepiti<br />

i loro effetti nella nostra<br />

vita di tutti i giorni.<br />

D’altra parte, abbiamo appena<br />

finito di digerire, dopo quasi<br />

quattrocento anni, la prima<br />

grande rivoluzione scientifica,<br />

quella di Copernico, Keplero,<br />

Galileo e Newton e quindi a<br />

soli cento anni dalla Teoria della<br />

Relatività siamo ancora all’antipasto.<br />

Eppure quelle di Einstein non<br />

sono astratte teorie, degne<br />

dell’attenzione di pochi scienziati<br />

ed addetti ai lavori. Come vedremo,<br />

le loro ricadute nella vita<br />

pratica sono magari poco note,<br />

ma molto tangibili.<br />

Un minimo di storia<br />

e di teoria<br />

La teoria della relatività ristretta,<br />

anche detta “speciale”, fu pubblicata<br />

da Einstein nel 1905 proprio<br />

per conciliare il principio di relatività<br />

galileiano con le equazioni<br />

delle onde elettromagnetiche, o di<br />

Maxwell, che ci sono particolarmente<br />

care essendo la base delle<br />

trasmissioni radio. Nel concepire<br />

la relatività ristretta, Einstein<br />

immaginò un esperimento puramente<br />

concettuale, nel quale egli<br />

viaggiava nello spazio cavalcando<br />

un raggio di luce. Le conseguenze<br />

della teoria sono semplici, ma alquanto<br />

sconvolgenti:<br />

1. la velocità della luce nel<br />

vuoto ha lo stesso valore in<br />

tutti i sistemi di riferimento<br />

inerziali, indipendentemente<br />

dalla velocità dell’osservatore<br />

o dalla velocità della sorgente<br />

di luce (in parole semplici, la<br />

velocità della luce è una costante<br />

ed è invalicabile);<br />

2. massa ed energia possono<br />

trasformarsi l’una nell’altra,<br />

secondo la famosa legge E =<br />

mc 2, che trovò la sua conferma<br />

nella realizzazione della<br />

prima pila atomica da parte<br />

di Fermi (e, purtroppo, nella<br />

realizzazione della bomba<br />

atomica e della bomba H).<br />

L’equivalenza massa-energia<br />

ci ha anche permesso di capire<br />

le reazioni che alimentano<br />

il nostro Sole e tutte le stelle;<br />

3. il nostro universo è uno spazio<br />

a quattro dimensioni, la<br />

quarta essendo il tempo, il<br />

quale dipende dal sistema di<br />

riferimento ed in particolare<br />

rallenta all’aumentare della<br />

velocità.<br />

Molto noto, anche per alcune<br />

recenti interpretazioni cinematografiche<br />

(il film di fantascienza<br />

“Interstellar”), è il cosiddetto<br />

“paradosso dei gemelli” (fig. 2).<br />

Di due gemelli, uno parte a bordo<br />

di un astronave che viaggia a<br />

6 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


FOCUS<br />

Fig. 2 - Il paradosso dei<br />

gemelli.<br />

velocità prossime a quella della<br />

luce e rimane per molto tempo<br />

nello spazio, l’altro rimane sulla<br />

Terra. Al ritorno del primo dal<br />

suo viaggio spaziale, ritroverà il<br />

gemello molto invecchiato perché<br />

il tempo, a bordo dell’astronave,<br />

è trascorso più lentamente<br />

che a Terra.<br />

Anche per la relatività generale,<br />

pubblicata dieci anni dopo, nel<br />

1915, Einstein immaginò un<br />

esperimento ideale: cadere dal<br />

tetto di un alto edificio.<br />

Le conseguenze della teoria sono<br />

innumerevoli e necessiterebbero<br />

di una matematica complicatissima<br />

per essere dimostrate. Si possono<br />

tuttavia riassumere in un<br />

concetto abbastanza semplice: la<br />

gravità (quella che ci tiene con<br />

i piedi per terra e che fa ruotare<br />

i pianeti intorno al Sole) non è<br />

altro che una deformazione dello<br />

“spazio-tempo” causata dalla<br />

massa (o dall’energia, visto che le<br />

due sono equivalenti).<br />

Per spiegare il meccanismo, i fisici<br />

si aiutano spesso con la metafora<br />

del foglio di gomma (fig. 3).<br />

Lo spazio-tempo si può immaginare,<br />

per l’appunto, come una<br />

superficie morbida che viene<br />

curvata dalle masse che vi sono<br />

appoggiate. La forza di gravità<br />

che avvertiamo, per esempio,<br />

sulla superficie della Terra è il risultato<br />

della curvatura del foglio<br />

di gomma quadridimensionale<br />

causata dalla massa della Terra<br />

stessa. Un’analoga deformazione,<br />

causata questa volta dal Sole,<br />

spiega la forza esercitata da questo<br />

sui pianeti e la rotazione di<br />

essi intorno al Sole.<br />

Prove sperimentali delle<br />

due teorie della relatività<br />

Negli ultimi cento e passa anni,<br />

gli scienziati di tutto il mondo<br />

si sono affannati per dimostrare<br />

con i loro esperimenti le due<br />

teorie della relatività di Einstein,<br />

con le loro implicazioni e conseguenze.<br />

Pochi tuttavia forse<br />

sanno che una delle più complete<br />

dimostrazioni delle due teorie<br />

deriva proprio da quei sistemi satellitari<br />

globali per la navigazione<br />

(“Global Navigation Satellite<br />

Systems”, GNSS), quali l’americano<br />

GPS o l’europeo Galileo,<br />

che vengono ormai utilizzati in<br />

tutte le nostre autovetture, ma<br />

anche nella gran parte dei nostri<br />

telefoni cellulari (“smartphone”).<br />

Fig. 3 - La gravità è una<br />

deformazione dello spazio-tempo<br />

dovuta alla massa.<br />

Volendo essere sintetici e radicali,<br />

potremmo affermare che, senza<br />

la conoscenza delle due teorie<br />

della relatività (speciale e generale)<br />

di Einstein, i navigatori satellitari<br />

non potrebbero funzionare.<br />

Cerchiamo di capire perché.<br />

Ricordiamo innanzi tutto che<br />

il principio di funzionamento<br />

dei GNSS consiste nella misura<br />

molto accurata (accurata nell’ordine<br />

dei nanosecondi, cioè dei<br />

miliardesimi di secondo) del<br />

ritardo temporale fra la trasmissione<br />

di un segnale radio da un<br />

satellite e la sua ricezione da parte<br />

del ricevitore dell’utente. Da<br />

questa misura si ricava la distanza<br />

fra il satellite stesso (di cui posizione<br />

ed orbita sono ben note)<br />

e l’utente. Essendo la velocità<br />

delle onde radio nel vuoto pari a<br />

300˙000 chilometri al secondo,<br />

un errore pari ad un nanosecondo<br />

corrisponde a 0,3 metri (30<br />

centimetri) nella determinazione<br />

della distanza (e quindi della<br />

posizione).<br />

Questo è il motivo per il quale<br />

si utilizzano a bordo dei satelliti<br />

per la navigazione orologi atomici<br />

estremamente stabili. A bordo<br />

dei satelliti Galileo, ad esempio,<br />

si sta facendo volare il “Passive<br />

Hydrogen Maser” (PHM), che,<br />

con una stabilità di frequenza<br />

equivalente ad uno scarto di 1<br />

secondo ogni 3 milioni di anni,<br />

è il più stabile orologio mai realizzato<br />

per applicazioni spaziali<br />

(fig. 4).<br />

Gli effetti relativistici sul funzionamento<br />

delle costellazioni di<br />

satelliti per la navigazione sono<br />

molteplici, anche se non tutti<br />

della stessa entità.<br />

Ci limiteremo ad analizzarne<br />

due, derivanti rispettivamente<br />

dalla teoria ristretta e da quella<br />

generale:<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 7


FOCUS<br />

4Relatività Ristretta: i satelliti<br />

si muovono rispetto al ricevitore,<br />

e il loro orologio va più<br />

piano;<br />

4Relatività Generale: i campi<br />

gravitazionali cambiano sia<br />

la velocità degli orologi, sia<br />

la propagazione dei segnali<br />

radio.<br />

I satelliti GNSS ruotano intorno<br />

alla Terra su orbite circolari ad<br />

un’altezza di circa 20000 chilometri.<br />

A questa quota, la loro<br />

velocità di rotazione rispetto al<br />

suolo è di circa 3,8 km/s.<br />

Dalle trasformate di Lorentz<br />

(quelle che discendono dalla teoria<br />

della relatività ristretta) si ricava<br />

la contrazione del tempo che<br />

l’orologio a bordo subisce rispetto<br />

ad un orologio a terra, pari a 7,1<br />

microsecondi al giorno.<br />

Questo significa che dopo un<br />

giorno l’errore in termini di<br />

determinazione della distanza<br />

diventa pari a 2,2 chilometri<br />

(7,1 microsecondi per la velocità<br />

della luce).<br />

Ricordiamoci che l’obiettivo di<br />

sistemi come GPS o Galileo è<br />

quello di fornire un’accuratezza<br />

sulla posizione di pochi metri.<br />

L’effetto della teoria della relatività<br />

generale è ancora più<br />

drammatico. In questo caso<br />

l’effetto dipende dall’intensità<br />

dell’attrazione gravitazionale ed è<br />

di segno opposto.<br />

La forza di gravità modifica lo<br />

spazio-tempo rallentando gli<br />

orologi. Quindi gli orologi in<br />

volo a 20˙000 chilometri di<br />

altezza, sperimentando un’attrazione<br />

gravitazionale più bassa,<br />

marciano più velocemente di<br />

quelli a terra.<br />

La deviazione è pari a 47,5 microsecondi<br />

al giorno, pari a circa<br />

14 chilometri di errore sulla distanza,<br />

che vengono solo in parte<br />

compensati dai 7,1 microsecondi<br />

precedentemente considerati.<br />

In conclusione, la combinazione<br />

di questi due effetti relativistici<br />

implica che gli orologi (i sofisticati<br />

e costosi orologi atomici) a<br />

bordo dei satelliti GPS marciano<br />

più velocemente di orologi identici<br />

a terra di circa 38 microsecondi<br />

(45-7=38)!<br />

Poca cosa, potreste pensare, ma<br />

l’altissima precisione richiesta dal<br />

sistema è basata su un’accuratezza<br />

nell’ordine dei nanosecondi,<br />

e 38 microsecondi sono ben<br />

38˙000 nanosecondi.<br />

Per essere ancora più espliciti se<br />

gli effetti delle teorie di Einstein,<br />

apparentemente astruse e poco<br />

utili in pratica, non fossero tenuti<br />

in conto, ci ritroveremmo a<br />

guidare le nostre auto al centro<br />

di Roma o Milano con un’incertezza<br />

sulla nostra posizione<br />

di qualche decina di chilometri.<br />

Non molto utile, davvero!<br />

L’importanza dei<br />

riferimenti di tempo<br />

nella nostra società<br />

La determinazione e la misurazione<br />

accurata del tempo sono<br />

alla base della nostra civiltà tecnologica.<br />

I maggiori progressi<br />

in questo campo si sono avuti<br />

nel secolo scorso, con l’invenzione<br />

dell’oscillatore a cristallo<br />

di quarzo nel 1920 e dei primi<br />

orologi atomici negli anni ’40.<br />

Oggigiorno la misura del tempo<br />

è di gran lunga la più accurata<br />

fra le misure delle altre grandezze<br />

fisiche fondamentali. La stessa<br />

unità di misura delle lunghezze,<br />

una volta basata sul mitico metro<br />

campione di Platino-Iridio<br />

conservato a Parigi, è stata<br />

internazionalmente ridefinita<br />

nel 1983 come “la lunghezza di<br />

percorso coperta dalla luce nel<br />

vuoto durante un intervallo di<br />

tempo pari ad 1/299792458 di<br />

secondo”.<br />

Il secondo (simbolo s) è l’unità<br />

di misura ufficiale del tempo nel<br />

Sistema Internazionale di Unità<br />

(SI). Il suo nome deriva semplicemente<br />

dall’essere la seconda divisione<br />

dell’ora, mentre il minuto<br />

ne è la prima. Il secondo era<br />

originariamente definito come<br />

la 86400-esima parte del giorno<br />

solare medio, cioè della media<br />

sulla base di un anno del giorno<br />

solare, inteso come intervallo<br />

di tempo che intercorre tra due<br />

successivi passaggi del Sole sullo<br />

stesso meridiano.<br />

Nel 1884 fu ufficialmente stabilito<br />

come standard di tempo a livello<br />

internazionale il Greenwich<br />

Mean Time (GMT), definito<br />

come il tempo solare medio al<br />

meridiano che passa per l’Osservatorio<br />

Reale di Greenwich<br />

(Inghilterra).<br />

Nel 1967 è stata proposta una<br />

nuova definizione del secondo,<br />

basato sul moto di precessione<br />

dell’isotopo 133 del cesio. Il<br />

secondo è ora definito come<br />

l’intervallo di tempo pari a<br />

9192631770 cicli della vibrazione<br />

dell’atomo di cesio 133.<br />

Questa definizione permette agli<br />

scienziati ovunque nel mondo di<br />

ricostruire la durata del secondo<br />

con uguale precisione e su di essa<br />

è basato il concetto di Tempo<br />

Atomico Internazionale o TAI.<br />

Fig. 4 - Il<br />

“Passive<br />

Hydrogen<br />

Maser” della<br />

Selex Galileo<br />

(Finmeccanica).<br />

8 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


FOCUS<br />

Il tempo UTC (“Universal<br />

Coordinated Time”), definito<br />

dallo storico Bureau<br />

International des Poids et<br />

Mesures (BIPM) di Sevres<br />

(Parigi), è dal 1972 la base legale<br />

della misura del tempo a livello<br />

mondiale, sostituendo in modo<br />

definitivo il vecchio GMT. Esso<br />

viene derivato dal TAI, dal quale<br />

differisce solamente per un numero<br />

intero di secondi (al momento<br />

36). Il TAI è a sua volta<br />

calcolato dal BIPM a partire dai<br />

dati di più di 200 orologi atomici<br />

situati negli istituti di metrologia<br />

di più di 30 paesi (uno<br />

di essi, in Italia, è il prestigioso<br />

Istituto Elettrotecnico Nazionale<br />

Galileo Ferraris di Torino).<br />

Un riferimento del tempo UTC<br />

estremamente accurato è oggigiorno<br />

fornito su scala mondiale<br />

dai sistemi di navigazione satellitare<br />

(GNSS), come il GPS<br />

(Global Positioning System)<br />

e, presto, il sistema europeo<br />

Galileo. Entrambi sono sistemi<br />

di satelliti orbitanti intorno alla<br />

Terra, ciascuno recante a bordo<br />

degli orologi atomici tra loro sincronizzati.<br />

E’ possibile ricavare dal segnale<br />

GPS, attraverso una serie di correzioni<br />

basate su dati forniti dal<br />

segnale stesso, il tempo UTC,<br />

secondo la stima effettuata dallo<br />

United States Naval Observatory<br />

(USNO). L’accuratezza ottenibile,<br />

anche con ricevitori commerciali<br />

molto economici (alcuni<br />

ricevitori GPS sono ormai venduti<br />

per meno di venti euro), è<br />

di circa un microsecondo.<br />

Il sistema GPS viene anche usato<br />

per comparare i vari orologi atomici<br />

che, come già detto, costituiscono<br />

il sistema mondiale di<br />

riferimento del tempo. I laboratori<br />

campione che si trovano nella<br />

stessa area geografica misurano<br />

la differenza temporale esistente<br />

fra se stessi ed un singolo satellite<br />

GPS nel medesimo istante.<br />

Tenendo conto dei ritardi del<br />

segnale dovuti alla propagazione<br />

nello spazio, queste misure possono<br />

essere usate per calcolare la<br />

differenza temporale fra i laboratori<br />

con un’accuratezza di circa<br />

+/- 3 nanosecondi.<br />

Ma perché è tanto importante<br />

avere un’accurata ed univoca definizione<br />

del tempo?<br />

Non è una questione solo per<br />

scienziati ed addetti ai lavori. Un<br />

riferimento di tempo universalmente<br />

riconosciuto e molto<br />

accurato è di fatto alla base della<br />

maggior parte delle infrastrutture<br />

della nostra società.<br />

Tutte le reti cellulari e wireless,<br />

ad esempio, sono basate<br />

su un’accurata sincronizzazione<br />

dei loro network ottenuta<br />

ricevendo segnali GNSS. Lo<br />

stesso è vero per le reti di distribuzione<br />

dell’energia elettrica.<br />

Sorprendentemente, anche le<br />

transazioni finanziarie e bancarie<br />

e tutti i mercati azionari dipendono<br />

da un accurato riferimento<br />

di tempo, data l’estrema volatilità<br />

di azioni e valute, i cui prezzi<br />

variano ormai nel giro di pochi<br />

microsecondi.<br />

Un orologio atomico nel<br />

nostro smartphone: un<br />

sogno irraggiungibile?<br />

Sarebbe bello, penserà qualcuno,<br />

avere nel nostro smartphone un<br />

orologio atomico che ci fornisca<br />

un preciso riferimento di tempo<br />

e frequenza.<br />

Come precedentemente descritto,<br />

tutto questo è già abbastanza<br />

facilmente ottenibile attraverso<br />

la ricezione dei segnali GNSS.<br />

Ma c’è di più. Sono da poco<br />

tempo disponibili in commercio<br />

oscillatori atomici miniaturizzati,<br />

delle dimensioni di un circuito<br />

integrato.<br />

Il circuito in figura 5 è grande<br />

quanto un francobollo ed è<br />

alimentato a 5 volt, fornendo<br />

un’onda quadra di riferimento a<br />

10 MHz basata su un oscillatore<br />

atomico al rubidio.<br />

Fig. 5 – Oscillatore atomico miniaturizzato.<br />

La deviazione complessiva (parzialmente<br />

compensabile) nell’arco<br />

di una giornata è di alcuni<br />

microsecondi, ma su intervalli<br />

di tempo brevi l’accuratezza è di<br />

pochi nanosecondi.<br />

Il prezzo del dispositivo è al<br />

momento ancora un po’ alto<br />

(intorno ai duemila euro), ma è<br />

prevedibile che nel breve termine<br />

dispositivi simili, anche in forma<br />

di chip, si diffonderanno a prezzi<br />

tanto bassi da essere integrati in<br />

tutti i nostri telefoni cellulari<br />

Le possibili applicazioni pratiche<br />

di questi orologi atomici miniaturizzati<br />

sono in parte immaginabili<br />

e molto interessanti, ma<br />

molte altre dipenderanno anche<br />

dalla nostra creatività ed immaginazione.<br />

ABSTRACT<br />

The Article concerns the theories of the<br />

Special Relativity and of the General Relativity<br />

developed by Albert Einstein in the last<br />

century and how they influence our society.<br />

The relations of these theories with global<br />

satellite navigation systems and, more generally,<br />

with all applications based on exact<br />

time references are explained.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

Gnss; sistema di navigazione galileo;<br />

GPS; Teoria della relatività<br />

AUTORE<br />

Dott. Ing. Marco Lisi<br />

European Space Agency<br />

marco.lisi@esa.int<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 9


FOCUS<br />

Evoluzione dell'edificato residenziale<br />

in rapporto alla pericolosità sismica<br />

di Juri Corradi,<br />

Gianluigi Salvucci<br />

e Valerio Vitale<br />

Un'analisi storica, da fonti<br />

censuarie, quantitativa e<br />

Fig. 1 - Distribuzione del tasso di variazione<br />

dell'edificato italiano rispetto alle classi di<br />

pericolosità sismica - elaborazione su dati<br />

Istat e Ingv.<br />

qualitativa dello sviluppo<br />

urbano in relazione alle<br />

caratteristiche sismiche<br />

del territorio italiano.<br />

Il rischio sismico e il ruolo<br />

delle indagini statistiche<br />

In un lavoro precedente (Corradi,<br />

Salvucci, Vitale; 2014a) è<br />

stata analizzata la vulnerabilità<br />

dell’edificato urbano, desumibile<br />

dalle variabili (epoca di<br />

costruzione, tipologia strutturale,<br />

numero di piani fuori<br />

terra e stato di conservazione<br />

di ciascun fabbricato) ricavati<br />

dall’indagine Istat sulla Rilevazione<br />

dei Numeri Civici (Rnc),<br />

associando tali informazioni<br />

alla pericolosità sismica di base<br />

del suolo, desunte dai dati<br />

dell’Ingv. Lo studio ha permesso<br />

l’individuazione di edifici a<br />

maggior criticità, ossia quelli del<br />

raggruppamento più vulnerabile<br />

(rappresentato dal fabbricato<br />

in muratura costruito nell’immediato<br />

dopoguerra), situati<br />

nelle aree con un’accelerazione<br />

sismica di base del terreno (Pga)<br />

superiore al 25% dell’accelerazione<br />

gravitazionale.<br />

Ulteriori approfondimenti<br />

(Corradi, Salvucci, Vitale;<br />

2014b), possibili grazie alla diffusione<br />

dei primi dati censuari<br />

della Popolazione del 2011, ci<br />

hanno consentito anche una valutazione<br />

sull’esposizione della<br />

popolazione all’evento sismico<br />

qualora questo si manifestasse,<br />

tenendo conto della distribuzione<br />

della componente dipendente<br />

(bambini 0-14 e anziani over<br />

64) nelle aree di maggior vulnerabilità<br />

e ad elevata pericolosità.<br />

Al momento della stesura<br />

del presente lavoro non sono<br />

ancora disponibili i dati sul<br />

censimento degli edifici al<br />

2011; tuttavia, sfruttando le<br />

informazioni provenienti dal<br />

Censimento degli edifici del<br />

2001, è possibile individuare gli<br />

stessi indicatori di vulnerabilità<br />

della Rnc con lo svantaggio che<br />

10 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


FOCUS<br />

Epoca di<br />

Muratura<br />

Calcestruzzo Calcestruzzo<br />

costruzione<br />

portante<br />

armato a piano armato a piano<br />

Altro<br />

Totale<br />

terra chiuso terra aperto<br />

Prima del 1919 18,05% 0,00% 0,00% 1,10% 19,15%<br />

Dal 1919 al 1945 10,55% 0,71% 0,04% 1,04% 12,33%<br />

Dal 1946 al 1961 10,39% 2,46% 0,11% 1,83% 14,78%<br />

Dal 1962 al 1971 9,41% 5,03% 0,24% 2,85% 17,53%<br />

Dal 1972 al 1981 7,34% 6,67% 0,36% 3,30% 17,67%<br />

Dal 1982 al 1991 3,73% 5,24% 0,29% 2,23% 11,50%<br />

Dopo il 1991 2,04% 3,34% 0,18% 1,50% 7,05%<br />

Totale 61,50% 23,45% 1,21% 13,85% 100,00%<br />

Tab. 1 - Distribuzione bivariata degli edifici al 2001 tra epoca di costruzione e materiale della struttura portante - Elaborazione su dati Istat 2001.<br />

Numero<br />

piani<br />

Prima del<br />

1919<br />

Dal 1919 al<br />

1945<br />

Dal 1946 al<br />

1961<br />

Dal 1962 al<br />

1971<br />

Dal 1972 al<br />

1981<br />

Dal 1982 al<br />

1991<br />

Dopo il<br />

1991<br />

Totale<br />

1 3,01% 2,75% 3,62% 4,03% 4,48% 3,09% 1,60% 22,57%<br />

2 10,73% 6,83% 7,69% 9,15% 9,13% 5,79% 3,63% 52,95%<br />

3 4,41% 2,11% 2,20% 2,63% 2,74% 1,86% 1,32% 17,28%<br />

4 0,75% 0,39% 0,63% 0,82% 0,79% 0,47% 0,32% 4,18%<br />

5 0,17% 0,13% 0,29% 0,37% 0,26% 0,15% 0,10% 1,46%<br />

6 0,06% 0,07% 0,16% 0,23% 0,13% 0,07% 0,04% 0,77%<br />

7 0,02% 0,03% 0,08% 0,14% 0,07% 0,03% 0,02% 0,39%<br />

8 0,00% 0,01% 0,05% 0,08% 0,03% 0,02% 0,01% 0,21%<br />

9 0,00% 0,00% 0,03% 0,04% 0,02% 0,01% 0,00% 0,10%<br />

10 0,00% 0,00% 0,01% 0,02% 0,01% 0,00% 0,00% 0,05%<br />

11 0,00% 0,00% 0,00% 0,01% 0,00% 0,00% 0,00% 0,02%<br />

Oltre 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,00% 0,01%<br />

Tab. 2 - Distribuzione bivariata degli edifici al 2001 tra epoca di costruzione e numero dei piani - Elaborazione su dati Istat 2001.<br />

non possono essere georeferiti<br />

al singolo edificio, ma possono<br />

essere sintetizzati per l’intera<br />

sezione di censimento.<br />

Ciò consente comunque una<br />

valutazione nazionale sulle caratteristiche<br />

degli edifici e sulla<br />

loro evoluzione temporale, che<br />

aiuta a comprendere l’entità del<br />

miglioramento nel tempo della<br />

vulnerabilità dell’edificato; inoltre<br />

si rende possibile, all’interno<br />

di sezioni censuarie a maggiore<br />

pericolosità sismica, un’analisi<br />

sulle dinamiche edificatorie tra<br />

una classe e l’altra di epoca di<br />

costruzione, interessante per<br />

comprendere come sia variata<br />

nel tempo la percezione del rischio<br />

sismico nel territorio italiano<br />

e quale è stata la reazione<br />

in termini di quantità e qualità<br />

insediativa.<br />

L’edificato italiano: caratteristiche<br />

e vulnerabilità<br />

Passando in rassegna i dati rilevati<br />

dal precedente censimento<br />

del 2001 emerge un quadro<br />

critico, costituito da un edificato<br />

piuttosto vetusto, costruito<br />

prevalentemente a cavallo degli<br />

anni ’60 e ’70; tuttavia, come<br />

avremo modo di affrontare in<br />

seguito, quello dell’epoca di<br />

costruzione non sarebbe l’unico<br />

aspetto da considerare ai fini<br />

della valutazione della vulnerabilità<br />

dell’edificio.<br />

Alcune considerazioni devono<br />

essere inevitabilmente effettuate<br />

circa lo stile edificatorio, evoluto<br />

nel tempo, grazie al miglioramento<br />

delle tecniche costruttive<br />

(come ad esempio la simmetria<br />

ed ortogonalità in pianta o la<br />

messa in posa contemporanea<br />

degli elementi strutturali oppure,<br />

più recentemente, l’isolamento<br />

sismico tra le fondazioni<br />

e la parte superiore dell’edificio),<br />

alle innovazioni sui materiali<br />

utilizzati per la costruzione<br />

(si pensi al calcestruzzo precompresso<br />

oppure ai laterizi rettificati)<br />

e alle normative succedutesi<br />

dalla legge 2 febbraio 1974 n.<br />

64 in poi; è normale infatti che<br />

il progresso tecnologico, con il<br />

relativo abbattimento di tempi<br />

e costi di edificazione, incida<br />

sulla scelta di una modalità<br />

realizzativa (cemento armato)<br />

rispetto all’altra (muratura),<br />

sebbene quest’ultima continui<br />

ad essere predominante. Incrociando<br />

i dati relativi all’epoca<br />

di costruzione con la tipologia<br />

strutturale (Tabella 1) si ottiene<br />

immediatamente una prima<br />

sintesi dell’edificato italiano: il<br />

dato relativo al 2001, evidenzia<br />

Fig. 2 – Immagini di alcuni sistemi MMS commerciali.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 11


FOCUS<br />

una predominanza di edifici<br />

costruiti in muratura portante<br />

piuttosto datati, dal momento<br />

che l’epoca di costruzione mediana<br />

dell’edificato si attesta<br />

intorno al 1963. In un’analisi<br />

retrospettiva, nell’ipotesi che<br />

gli edifici demoliti e ricostruiti<br />

siano infinitesimali rispetto a<br />

quelli esistenti nel 2001, dei<br />

5.193.903 edifici costruiti prima<br />

del 1961 ben l’84% è stato<br />

costruito in muratura portante.<br />

Lo stato di conservazione<br />

dell’edificato è sostanzialmente<br />

buono, giacché oltre il 70% dei<br />

fabbricati manifesta tale modalità<br />

od ottima. La situazione<br />

è particolarmente critica per i<br />

manufatti più antichi, considerato<br />

che delle 2.150.259 unità<br />

costruite prima del 1919, ben<br />

il 15% ha manifestato al 2001<br />

una condizione ottima e il 47%<br />

buona, trattandosi evidentemente<br />

di edifici architettonicamente<br />

pregiati, che vanno a<br />

comporre i centri storici delle<br />

nostre città e che, dato il loro<br />

valore commerciale, si prestano<br />

ad una frequente manutenzione.<br />

Per questo motivo, lo stato<br />

di conservazione rilevato dai<br />

censimenti non garantisce di<br />

per sé una garanzia di invulnerabilità,<br />

né di adeguatezza delle<br />

strutture alla normativa vigente.<br />

Fig. 3 - Abruzzo, particolare della Figura 1. Distribuzione del tasso di variazione dell'edificato<br />

italiano rispetto alle classi di pericolosità sismica - elaborazione su dati Istat e Ingv.<br />

Evoluzione dell’edificato<br />

urbano rispetto alle zone<br />

di pericolosità sismica<br />

I dati censuari a livello di<br />

sezione, come mostrato nel<br />

precedente paragrafo, consentono<br />

di comprendere alcune<br />

caratteristiche essenziali dell’edificato<br />

residenziale; in particolare<br />

l’epoca di costruzione, se<br />

si trascura l’esiguità di edifici<br />

demoliti e ricostruiti, fornisce<br />

una dimensione dell’espansione<br />

urbana nel tempo, la cui sostenibilità<br />

rispetto ai fenomeni<br />

naturali, quali gli eventi sismici,<br />

può essere valutata attraverso il<br />

confronto con altre fonti informative<br />

(dati sulla pericolosità<br />

sismica di base del terreno,<br />

elaborati dall’Ingv). A partire<br />

dall’esame dei microdati, è stato<br />

individuato, per ogni sezione, il<br />

tasso di incremento dell’edificato<br />

rispetto a quello esistente nel<br />

1919, rappresentato in Figura<br />

1, limitandoci a visualizzare i<br />

soli valori superiori a quattro<br />

volte quelli iniziali. Dall’esame<br />

comparato emerge in maniera<br />

abbastanza netta un proliferare<br />

di fabbricati sul versante adriatico<br />

molto più intenso di quanto<br />

avvenga nel resto del paese, soprattutto<br />

per l’Emilia Romagna<br />

e l’Abruzzo.<br />

Utilizzando i numeri indici a<br />

base fissa 1919 per individuare<br />

Epoca di Ottimo stato di Buono stato di Mediocre stato di Pessimo stato di<br />

costruzione conservazione conservazione conservazione conservazione<br />

Totale<br />

Prima del 1919 2,86% 8,98% 6,20% 1,11% 19,15%<br />

Dal 1919 al 1945 1,60% 6,06% 4,10% 0,56% 12,33%<br />

Dal 1946 al 1961 2,34% 8,19% 3,93% 0,34% 14,78%<br />

Dal 1962 al 1971 3,75% 10,59% 3,03% 0,16% 17,53%<br />

Dal 1972 al 1981 5,18% 10,38% 2,01% 0,09% 17,67%<br />

Dal 1982 al 1991 4,83% 5,82% 0,80% 0,04% 11,50%<br />

Dopo il 1991 5,05% 1,78% 0,21% 0,01% 7,05%<br />

Totale 25,61% 51,81% 20,29% 2,30% 100,00%<br />

Tab. 3 - Distribuzione bivariata degli edifici al 2001 tra epoca di costruzione e numero dei piani - Elaborazione su dati Istat 2001.<br />

Epoca di<br />

Classi di pericolosità sismica<br />

Numero indice<br />

costruzione<br />

1 2 3 4<br />

nazionale<br />

1919 1 1 1 1 1<br />

1945 2,05 2,28 2,49 2,66 2,39<br />

1961 2,82 3,16 3,38 3,59 3,27<br />

1971 3,54 4,18 4,5 4,69 4,32<br />

1981 4,35 5,39 5,86 5,95 5,57<br />

1991 5,22 6,64 7,22 7,01 6,82<br />

2001 5,99 7,45 8,05 7,62 7,62<br />

Tab. 4 - Comparazione del numero indice dell'edificato per classe di pericolosità sismica - Elaborazione su dati Istat 2001 e Ingv<br />

12 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


FOCUS<br />

le dinamiche edificatorie nel<br />

territorio italiano, si evidenzia<br />

come, a fronte di un incremento<br />

superiore a sette volte rispetto<br />

alla base iniziale, esso si sia<br />

concentrato nelle zone a bassa<br />

pericolosità sismica. Sebbene<br />

questo dato appaia confortante,<br />

non nasconde una realtà in cui,<br />

nella classe di pericolosità più<br />

elevata (classe 1), nel 2001 si<br />

sia arrivati ad un edificato pari<br />

a sei volte quello iniziale, dato<br />

inferiore a quello nazionale,<br />

comunque notevole e degno di<br />

attenzione. Si è lungi dal ritenere<br />

che si possano dislocare intere<br />

popolazioni in zone più sicure<br />

del paese, tuttavia occorre riflettere<br />

sull’adeguatezza delle scelte<br />

costruttive effettuate in passato,<br />

compensabili nel presente e nel<br />

futuro prossimo, solo con una<br />

diminuzione della vulnerabilità<br />

dei fabbricati, aumentando la<br />

sicurezza della popolazione residente.<br />

La distribuzione<br />

dell’indicatore di<br />

vulnerabilità nel 2001<br />

Con le dovute modifiche relative<br />

al numero delle modalità<br />

delle epoche di costruzione,<br />

rappresentate da sette classi nel<br />

2001 contro le nove del 2011,<br />

si è proceduto a calcolare l’indice<br />

sintetico di vulnerabilità<br />

sismica degli edifici, adottando<br />

il microdato per singola unità<br />

rilevata durante il Censimento<br />

del 2001 e rappresentandolo<br />

cartograficamente a livello di<br />

sezione censuaria. Nella fattispecie,<br />

per sintetizzare a livello<br />

nazionale l’indicatore di vulnerabilità<br />

sismica dell’edificato<br />

è stata utilizzata la mediana<br />

Fig. 4 - Distribuzione della mediana dell’indice<br />

di vulnerabilità sismica per sezione di censimento<br />

- Elaborazione su dati Istat 2001.<br />

dei valori calcolati per i singoli<br />

fabbricati; essa risulta, infatti,<br />

più robusta della media, trascurando<br />

l’effetto dei valori estremi<br />

della distribuzione. Inoltre la<br />

scelta dell’indicatore di sintesi<br />

deve comunque tener conto<br />

della funzione associativa con la<br />

quale viene sintetizzato il carattere<br />

a livello locale che, nel caso<br />

in ispecie, non ha alcun senso,<br />

se effettuato attraverso la somma,<br />

perché esso non è trasferibile.<br />

Come noto in questi casi si<br />

preferisce utilizzare la mediana.<br />

Al momento non si è in grado<br />

di stabilire, sulla base dell’indicatore<br />

proposto, le classi di<br />

vulnerabilità che individuino<br />

eventuali situazioni a rischio;<br />

pertanto si è preferito rappresentarlo<br />

in classi di quantili,<br />

all’interno delle quali si ripartiscono<br />

le sezioni di censimento<br />

del 2001. Questa classificazione<br />

risente naturalmente della distribuzione<br />

dell’indicatore, e<br />

Fig. 5 - Comune de L'Aquila, sovrapposizione della sezioni ricadenti in zona di interdizione<br />

con la mediana per sezione dell'indicatore di vulnerabilità - Elaborazione su dati Istat - Comune<br />

de L'Aquila.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 13


FOCUS<br />

non potrà essere utilizzata come<br />

limite teorico per le distribuzioni<br />

successive. Se si guarda<br />

contemporaneamente la diffusione<br />

delle sezioni con maggiore<br />

vulnerabilità rispetto alla<br />

classificazione della pericolosità<br />

sismica, si può verificare che le<br />

aree a pericolosità più elevata<br />

(Italia meridionale) rilevano<br />

la mediana dell’indicatore per<br />

sezione, nella parte bassa della<br />

distribuzione ovvero hanno edifici<br />

“più sicuri”. Si tratta di un<br />

fenomeno positivo in quanto<br />

avere una bassa vulnerabilità<br />

nelle aree più pericolose è sintomo<br />

di una particolare cautela<br />

nel costruire e nel manutenere<br />

gli edifici residenziali.<br />

Pur considerando l’impossibilità<br />

pratica di realizzare compiutamente<br />

una tavola di mortalità<br />

degli edifici attraverso la quale<br />

poter verificare quali siano<br />

effettivamente le cause di danneggiamento<br />

degli stessi in relazione<br />

agli eventi sismici, a causa<br />

della mancanza di informazioni<br />

puntuali in merito, si propone<br />

Fig. 6 - Comune de l’Aquila, densità degli edifici storici in zona di interdizione - Elaborazione<br />

su dati Istat 2001.<br />

Fig. 7 - Comune di Camposanto, distribuzione della mediana dell'indicatore di vulnerabilità<br />

per sezione - Elaborazione su dati Istat 2001.<br />

una verifica empirica sovrapponendo<br />

le aree danneggiate del<br />

comune de L’Aquila, successive<br />

al terremoto del 2009, con le<br />

risultanze dell’indicatore di vulnerabilità.<br />

Utilizzando la perimetrazione<br />

della zona di interdizione del<br />

Comune, denominata “zona<br />

rossa” (Ordinanze del Comune<br />

de L’Aquila n.6 del 09/04/2009<br />

e n.73 del 29/04/2009 e ss.mm.<br />

ii.), sono state considerate tutte<br />

le sezioni la cui superficie ricade<br />

in tale tracciato per almeno il<br />

70% dell’area totale.<br />

La zona delimitata dal retinato<br />

blu in Figura 5 evidenzia valori<br />

dell’indicatore di vulnerabilità<br />

abbastanza elevati. Ricadono<br />

nella classe più bassa solo 2 sezioni<br />

delle 178 coinvolte, mentre<br />

un valore “critico” dell’indice<br />

superiore a 0.7 individua<br />

le aree che possono destare una<br />

particolare attenzione.<br />

Come si evince dalla Figura 6,<br />

la concentrazione di edifici storici<br />

ha contribuito ad innalzare<br />

notevolmente la vulnerabilità<br />

delle aree che qualche anno più<br />

tardi sono state seriamente danneggiate.<br />

Altra conferma viene dagli<br />

eventi sismici che hanno<br />

colpito di recente l’Emilia<br />

Romagna: nel comune di<br />

Camposanto, ad esempio,<br />

i danni maggiori si sono<br />

rilevati nelle aree storiche<br />

del paese.<br />

Per comprendere meglio<br />

il fenomeno si osservi<br />

la distribuzione percentuale<br />

degli edifici storici<br />

nel comune, notando<br />

come ci sia un’evidente<br />

correlazione tra i risultati<br />

dell’indicatore e l’epoca di<br />

costruzione.<br />

Ciò non significa che l’età del<br />

fabbricato sia la dimensione<br />

prevalente dell’indicatore e che<br />

si possano trascurare le altre<br />

caratteristiche.<br />

14 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


FOCUS<br />

Il fatto che negli anni ci sia stata<br />

un’evoluzione tecnica, dei materiali<br />

e legislativa, contribuisce a<br />

diminuire ulteriormente la vulnerabilità<br />

rispetto alla minore<br />

azione dell’usura temporale.<br />

Popolazione e rischio nei<br />

comuni italiani<br />

Lo studio vuole stimolare la<br />

consapevolezza di una situazione<br />

particolarmente gravosa<br />

per il paese. Considerare la<br />

diffusione della popolazione<br />

in questo contesto può agevolare<br />

le strategie urbanistiche.<br />

Difficilmente si può pensare<br />

di stabilire a priori delle soglie<br />

di indicatori che possano in<br />

qualche modo garantire l’efficacia<br />

degli interventi. Da questa<br />

riflessione deriva l’esigenza di<br />

un indicatore di vulnerabilità<br />

dell’edificato da confrontare con<br />

le caratteristiche demografiche<br />

della popolazione residente. In<br />

queste situazioni i risultati possono<br />

essere aleatori a seconda di<br />

come cambi sia la costruzione<br />

dell’indicatore, sia la risoluzione<br />

dei dati geografici considerati.<br />

Ai fini conoscitivi della consapevolezza<br />

del rischio, la miglior<br />

risoluzione geografica sarebbe<br />

quella comunale, in quanto<br />

proprio il Comune è l’ente territoriale<br />

che materialmente può<br />

intervenire con provvedimenti<br />

di gestione delle emergenze.<br />

Sono stati, quindi, analizzati<br />

i comuni in base alle superfici<br />

ricadenti nelle classi di pericolosità<br />

sismica, considerando “pericolosi”<br />

quelli che hanno una<br />

superficie superiore al 70% con<br />

valori di Pga maggiori del 15%<br />

dell’accelerazione gravitazionale.<br />

Successivamente è stata valutata<br />

la distribuzione dell’indicatore<br />

di vulnerabilità dell’edificato, ricalcolato<br />

sui microdati del censimento<br />

edifici del 2001. Infine<br />

è stata calcolata la popolazione<br />

residente nelle sezioni con un<br />

edificato particolarmente vulne-<br />

Fig. 8 - Comune di Camposanto, distribuzione percentuale degli edifici storici (epoca di<br />

costruzione ante 1919) - Elaborazione su dati Istat 2001.<br />

Popolazione<br />

residente<br />

Popolazione in sezioni<br />

ad alta vulnerabilità<br />

dell’edificato<br />

Procom<br />

Comune<br />

(A)<br />

(B).<br />

(B/A)x100<br />

63049 Napoli 1.003.495 755.780 75.31%<br />

82053 Palermo 685.704 427.089 62.28%<br />

37006 Bologna 370.684 305.536 82.42%<br />

87015 Catania 312.887 199.344 63.71%<br />

23091 Verona 252.590 159.245 63.04%<br />

83048 Messina 251.852 129.550 51.44%<br />

36023 Modena 175.236 113.417 64.72%<br />

39014 Ravenna 134.602 77.409 57.51%<br />

54039 Perugia 149.060 71.883 48.22%<br />

80063 Reggio di Calabria 180.246 66.917 37.13%<br />

99014 Rimini 128.629 66.465 51.67%<br />

35033 Reggio nell’Emilia 141.743 64.770 45.70%<br />

40012 Forli’ 108.139 63.616 58.83%<br />

47014 Pistoia 84.254 59.529 70.65%<br />

55032 Terni 105.006 58.940 56.13%<br />

63084 Torre del Greco 90.570 58.353 64.43%<br />

40007 Cesena 90.916 55.993 61.59%<br />

63059 Portici 60.203 53.412 88.72%<br />

51002 Arezzo 91.553 48.555 53.03%<br />

78045 Cosenza 72.771 48.333 66.42%<br />

89017 Siracusa 123.599 47.554 38.47%<br />

30129 Udine 94.949 47.189 49.70%<br />

42002 Ancona 100.279 45.742 45.61%<br />

41044 Pesaro 90.859 43.237 47.59%<br />

79023 Catanzaro 95.251 38.760 40.69%<br />

62008 Benevento 61.756 38.199 61.85%<br />

63067 San Giorgio a Cremano 50.730 37.483 73.89%<br />

63002 Afragola 62.303 35.809 57.48%<br />

37032 Imola 64.055 35.136 54.85%<br />

63023 Casoria 81.888 32.976 40.27%<br />

39010 Faenza 53.597 32.368 60.39%<br />

66049 L’Aquila 68.198 31.197 45.74%<br />

8055 San Remo 50.266 29.996 59.67%<br />

63064 Ercolano 56.738 29.733 52.40%<br />

72005 Andria 95.636 29.431 30.77%<br />

67041 Teramo 51.023 28.330 55.52%<br />

101010 Crotone 60.003 28.239 47.06%<br />

71051 San Severo 55.861 27.542 49.30%<br />

44007 Ascoli Piceno 51.258 25.999 50.72%<br />

54051 Spoleto 37.752 25.882 68.56%<br />

69022 Chieti 52.256 25.772 49.32%<br />

54018 Foligno 51.030 25.510 49.99%<br />

39012 Lugo 31.603 25.400 80.37%<br />

76063 Potenza 68.321 25.050 36.67%<br />

79160 Lamezia Terme 70.501 24.327 34.51%<br />

31007 Gorizia 35.667 24.139 67.68%<br />

63001 Acerra 45.686 23.496 51.43%<br />

36040 Sassuolo 39.785 23.061 57.96%<br />

38004 Cento 29.266 22.881 78.18%<br />

88006 Modica 52.639 22.276 42.32%<br />

44066 San Benedetto del Tronto 45.041 22.229 49.35%<br />

93033 Pordenone 49.085 21.984 44.79%<br />

26092 Vittorio Veneto 29.170 21.906 75.10%<br />

63041 Marano di Napoli 57.448 21.710 37.79%<br />

89002 Avola 31.288 21.585 68.99%<br />

57059 Rieti 43.767 21.104 48.22%<br />

58111 Velletri 48.220 20.927 43.40%<br />

42021 Jesi 39.224 20.782 52.98%<br />

64008 Avellino 52.698 20.760 39.39%<br />

70006 Campobasso 50.659 20.628 40.72%<br />

63060 Pozzuoli 78.347 20.608 26.30%<br />

43023 Macerata 40.872 20.513 50.19%<br />

Tab. 5 - Comuni a maggior densità di rischio sismico - Elaborazione su dati Istat 2001.<br />

%<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 15


FOCUS<br />

rabile, individuate dalla mediana<br />

della distribuzione dell’indice di<br />

vulnerabilità, con valori superiori<br />

alla soglia di 0,7 su una scala<br />

0-1. Nella Tabella 5 sono elencati<br />

i comuni con almeno 20.000<br />

residenti in zone a pericolosità e<br />

vulnerabilità appena individuate,<br />

che rappresentano territori ad<br />

alto rischio sismico, nei quali<br />

porre particolare attenzione in<br />

un’ottica di uno sviluppo sostenibile<br />

urbano.<br />

La tabella non deve assolutamente<br />

portare ad una visione<br />

apocalittica del territorio. Il<br />

lavoro proposto vuole esser un<br />

momento di incontro tra diverse<br />

discipline, al fine di favorire<br />

l’utilizzo di dati censuari sempre<br />

più particolareggiati ed in grado<br />

di descrivere al meglio le realtà<br />

territoriali. È auspicabile che<br />

questi vengano sempre più utilizzati<br />

e condivisi al fine di aumentare<br />

il livello di sorveglianza<br />

e protezione.<br />

Ringraziamenti<br />

Si ringrazia il Dott. Andrea<br />

Mancini per i preziosi suggerimenti<br />

che hanno portato allo<br />

sviluppo del presente lavoro<br />

allargando la metodologia precedentemente<br />

proposta all’intero<br />

territorio nazionale.<br />

Si ringrazia il Dott. Francesco Di<br />

Pede per la messa a disposizione<br />

dei dati e l’attenta lettura critica<br />

del contributo.<br />

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per Lo Studio Della Resilienza Urbana.”<br />

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Calcestruzzo Armato. Milano: McGraw-Hill<br />

Libri Italia.<br />

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Della Qualità Della Vita E Loro<br />

Sensibilità Al Pre-Trattamento Delle Variabili<br />

Che La Definiscono: Alcune Critiche Al<br />

Dossier de Il Sole 24 Ore.” Quaderni Di<br />

Statistica 6: 105–127.<br />

Leti Giuseppe. 1983. Statistica descrittiva. Il<br />

Mulino.<br />

ABSTRACT<br />

Census data at the enumeration area level can<br />

help us to understand some essential aspects<br />

about residential building, in particular, in a<br />

Country where the portion of buildings demolished<br />

and rebuilt is almost nothing, the variable<br />

time of construction provides the dimension of<br />

the urban sprawl. This information was compared<br />

with national seismic hazard map, developed<br />

by National Institute of Geophysics and Volcanology<br />

(INGV), to assess the evolution of the residential<br />

building compared to natural phenomena<br />

such as seismic events.<br />

The comparison between various types of information<br />

was carry out using GIS software, in particular<br />

"overlay" functions allows us to assign to<br />

each enumeration area the level of seismic hazard.<br />

Moreover, the use of microdata at the enumeration<br />

area level, it allows the calculation of the<br />

vulnerability indicators, grouped by time of construction<br />

and by population density, in seismic<br />

hazard classes at the municipal level.<br />

NOTE<br />

Contributo presentato in occasione della 15a<br />

Conferenza Italiana Utenti Esri (9 e 10 Aprile<br />

<strong>2015</strong>).<br />

PAROLE CHIAVE<br />

vulnerabilità; edificio; censimento<br />

AUTORE<br />

Juri Corradi<br />

jucorradi@Istat.it<br />

Valerio Vitale<br />

vitale@Istat.it<br />

Gianluigi Salvucci<br />

salvucci@Istat.it<br />

• Rilievi batimetrici automatizzati<br />

• Fotogrammetria delle sponde<br />

• Acquisizione dati e immagini<br />

• Mappatura parametri ambientali<br />

• Attività di ricerca<br />

Vendita – Noleggio - Servizi chiavi in mano, anche con strumentazione cliente<br />

16 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


FOCUS<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 17


REPORTS<br />

INTERGEO <strong>2015</strong><br />

l'evoluzione/rivoluzione<br />

del settore geospaziale<br />

a cura di Fulvio Bernardini<br />

Intergeo si conferma ancora una<br />

volta evento di riferimento per il<br />

settore geospaziale. L’edizione <strong>2015</strong><br />

ha portato all’attenzione degli oltre<br />

16.000 visitatori nuove soluzioni,<br />

campi applicativi ed un tema che<br />

affascina: quello del Geospatial 4.0.<br />

Non è bastato il tempo<br />

poco clemente di<br />

Stoccarda per scoraggiare<br />

le migliaia di visitatori<br />

che anche quest'anno hanno<br />

affollato Intergeo, il più importante<br />

evento a livello globale<br />

dedicato ai settori della geodesia,<br />

della geoinformazione e<br />

della gestione del territorio. I<br />

numeri – comunica l’organizzazione<br />

(impeccabile) – parlano<br />

di un incremento nel numero<br />

degli espositori del 15% e di<br />

un totale di 16.500 presenze.<br />

Distribuite all’interno dei 3<br />

padiglioni della funzionale fiera<br />

di Stoccarda, le 545 aziende<br />

provenienti da 30 paesi hanno<br />

presentato soluzioni dedicate a<br />

diversi settori applicativi: cartografia,<br />

GIS, strumenti topografici,<br />

droni (APR), BIM, smart<br />

city, software per la gestione<br />

delle informazioni geografiche,<br />

geomarketing, gestione degli<br />

asset, ambiente, ecc. L’interesse<br />

del pubblico si è concentrato<br />

soprattutto nei confronti delle<br />

soluzioni e delle strumentazioni<br />

per la topografia e, a seguire,<br />

verso il GIS la gestione dei dati<br />

e i servizi correlati. Circa un<br />

terzo delle presenze era in qualche<br />

modo legato alle istituzioni,<br />

mentre la parte restante era<br />

composta da ingegneri, professionisti<br />

del settore, studenti e<br />

ovviamente curiosi.<br />

L'APR ad ala fissa di<br />

Trimble UX5, dotato oggi<br />

di fotocamera da 36 Mpx.<br />

Sopra, la strumentazione<br />

Leica Geosystems all'opera.<br />

Geospatial 4.0, evoluzione<br />

o rivoluzione?<br />

Che l’edizione <strong>2015</strong> di Intergeo<br />

sarebbe stata da ricordare lo si<br />

era già capito dalle anticipazioni:<br />

il settore geospaziale è<br />

in costante crescita, sopratutto<br />

per quanto riguarda le persone<br />

coinvolte nella produzione,<br />

gestione e sfruttamento delle<br />

18 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


Lo stand Topcon Positioning.<br />

REPORTS<br />

Uno dei dispositivi mobile proposto<br />

dalla italiana Stonex.<br />

informazioni geografiche. Per<br />

questo, forse, nella sessione plenaria<br />

si è voluto dare risalto al<br />

presente e al futuro del settore<br />

ma anche al suo passato o, meglio,<br />

alla tradizione.<br />

Tradizione incarnata da<br />

Georg Gartner, presidente<br />

dell’Associazione Cartografica<br />

Internazionale ed esperto-visionario<br />

per quanto riguarda le<br />

mappe, con il quale si è tornati<br />

alle basi: si è discusso cioè del<br />

ruolo delle mappe nelle nostra<br />

società. Basti pensare a come<br />

esse vengano ormai impiegate<br />

nell’era dei dispositivi smart<br />

e del webmapping. Le mappe<br />

sono tra gli strumenti più efficienti<br />

per veicolare informazioni<br />

e l’evoluzione in mappe<br />

responsive, ovvero tagliate sulle<br />

esigenze degli utenti, è la chiave<br />

del loro futuro sfruttamento nel<br />

contesto del Geospatial 4.0.<br />

Ma cosa s’intende per<br />

‘Geospatial 4.0’, un termine che<br />

a più di qualcuno è suonato del<br />

tutto nuovo? Ha fatto chiarezza<br />

in questo senso Karl-Friedrich<br />

Thöne, presidente della società<br />

organizzatrice di Intergeo:<br />

con il Geospatial 4.0 siamo<br />

agli albori di una nuova era<br />

digitale e al quarto stadio della<br />

rivoluzione nel settore della<br />

geoinformazione. Il primo cambiamento<br />

epocale avvenne tra<br />

gli anni Sessanta e Ottanta, con<br />

la creazione delle prime carte<br />

tematiche digitali, i prodromi<br />

del GIS. Il secondo avvenne in<br />

corrispondenza della diffusione<br />

dei primi personal computer<br />

tra gli anni Ottanta e Novanta:<br />

i sistemi informativi geografici<br />

diventano uno strumento di<br />

decisione e gestione in mano<br />

agli esperti. Il terzo stadio della<br />

rivoluzione è datato 2005, anno<br />

in cui nasce Google Earth: le<br />

informazioni geografiche, il loro<br />

accesso, lo sfruttamento e la<br />

condivisione entrano a far parte<br />

della vita degli utenti di internet<br />

e strumenti che prima erano alla<br />

portata dei soli esperti, sono ora<br />

alla base di molte interazioni<br />

online.<br />

Il quarto stadio di questa rivoluzione<br />

è oggi: la diffusione<br />

di dispositivi tecnologici in<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 19


REPORTS<br />

Un momento della conferenza<br />

stampa ufficiale dell'evento.<br />

grado di fornire informazioni<br />

di tipo spaziale è capillare. La<br />

rete di sensori, dati e servizi<br />

pone l’utente finale al centro<br />

di tutto, in tutti i settori,<br />

compreso quello geospaziale.<br />

L’integrazione di tecnologie e<br />

dati diversi permette oggi la<br />

creazione di soluzioni orientate<br />

alle esigenze specifiche degli<br />

utenti. Si tratta di un’evoluzione,<br />

certo, ma è vero che siamo<br />

anche all’apice di una rivoluzione.<br />

Rimanendo nel contesto<br />

dello sfruttamento delle informazioni<br />

spaziali, molti saranno<br />

i settori ad approfittare di questa<br />

dinamica, basti pensare alle<br />

smart city, alla gestione delle<br />

risorse energetiche, al monitoraggio<br />

ambientale in 3D, al<br />

settore edile e alla digitalizzazione<br />

dei relativi processi, alla<br />

gestione consapevole dell’agricoltura<br />

o – argomento oggi in<br />

voga – allo sviluppo di veicoli<br />

autonomi.<br />

Se è vero che ogni evento ha<br />

bisogno di un tema chiave<br />

al fine di strutturare l’offerta<br />

espositiva e le relative conferenze,<br />

è altrettanto vero che il momento<br />

che stiamo vivendo è topico<br />

ed insistere su un concetto<br />

come quello di Geospatial 4.0<br />

non è puro esercizio retorico.<br />

Come anche Chris Cappelli di<br />

Esri ha sottolineato (sempre<br />

nel contesto della plenaria),<br />

dalla raccolta e l’analisi dei<br />

dati, ci stiamo muovendo verso<br />

un sistema in cui i processi di<br />

condivisione durante la fase di<br />

creazione delle geinformazioni<br />

porteranno alla nascita di<br />

soluzioni dinamiche, utili per<br />

risolvere problemi sempre più<br />

complessi. In poche parole, il<br />

futuro.<br />

La parte espositiva<br />

Disposte all’interno dei 3<br />

enormi padiglioni della fiera di<br />

Stoccarda, le 545 aziende<br />

espositrici hanno portato all’attenzione<br />

del pubblico prodotti,<br />

soluzioni e servizi in linea con le<br />

esigenze di un mercato sempre<br />

più esigente in termini di precisione,<br />

velocità di esecuzione e<br />

performance. Leit motiv della<br />

parte espositiva – come ormai<br />

accade da molti anni – era l’integrazione:<br />

le tecnologie di base<br />

vengono fatte lavorare assieme<br />

per risolvere problemi sempre<br />

più specifici e complessi. Oltre<br />

ai grandi nomi del settore geospaziale,<br />

si è notata la presenza<br />

di una pletora di aziende minori<br />

dedite alla fornitura di servizi.<br />

Sempre più importante la presenza<br />

cinese, sebbene relegata –<br />

a parte alcune aziende maggiori<br />

– ai margini dell’area.<br />

Le aziende italiane, non molto<br />

numerose, hanno portato in<br />

dote soluzioni già affermate ma<br />

comunque forti dell’etichetta<br />

‘made in Italy’. In grandissimo<br />

spolvero l’offerta dedicata agli<br />

APR (Aeromobili a Pilotaggio<br />

Remoto): tanti i velivoli esposti,<br />

anche se molto simili in<br />

termini di performance. I settori<br />

applicativi di riferimento<br />

per i produttori e i fornitori di<br />

servizi con APR erano l’aerofotogrammetria,<br />

l’agricoltura di<br />

precisione e la documentazione<br />

dei Beni Culturali ma i velivoli,<br />

a parità di classe, difficilmente<br />

hanno introdotto novità tecniche<br />

degne di nota. Gli APR più<br />

tecnicamente performanti e di<br />

classe superiore, in ogni caso,<br />

non sono sembrati possano<br />

avere attualmente mercato data<br />

la chiusura dei regolamenti vigente<br />

in molti paesi. L’indotto<br />

generato dal settore degli APR è<br />

comunque notevole ed il comparto<br />

che è sembrato più vivace<br />

è sembrato quello dei sensori e<br />

dei relativi hardware/software<br />

necessari affinché i sensori vengano<br />

integrati a bordo di APR<br />

sempre più piccoli, affidabili e<br />

maneggevoli.<br />

Di seguito, un breve elenco delle<br />

aziende che più si sono fatte<br />

notare durante l’edizione <strong>2015</strong><br />

di Intergeo, con un occhio di<br />

riguardo a quelle di casa nostra.<br />

3D-One<br />

Le soluzioni per APR della<br />

olandese 3D-One colpiscono<br />

per le performance e le dimensioni<br />

ridotte. Allo stand è stato<br />

possibile scoprire soluzioni in<br />

grado di combinare colori RGB<br />

con immagini ad infrarosso.<br />

Interessante la soluzione che integra<br />

sensori iperspettrali multipli<br />

con GNSS e IMU esterni<br />

e informazioni d’irraggiamento<br />

per la posizione, l’orientamento,<br />

la normalizzazione e le informazioni<br />

sul momento di acquisizione<br />

dei dati.<br />

Applanix<br />

Introdotte due nuove soluzioni<br />

al portfolio POS LV (Position<br />

and Orientation for Land vehicles).<br />

Con esse Applanix punta<br />

ad offrire risposte per un ampio<br />

20 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


REPORTS<br />

ventaglio di applicazioni territoriali<br />

come ad esempio la mappatura<br />

dinamica di grandi flotte<br />

di veicoli, la guida automatica<br />

di veicoli e l’impiego di robot<br />

sul campo. POS LV 125 viene<br />

usato per il posizionamento,<br />

nelle applicazioni robotiche e<br />

come sistema di mobile mapping<br />

entry level. Si basa sul<br />

modulo GNSS Trimble BD982<br />

e sull’unità inerziale recentemente<br />

sviluppata da Applanix e<br />

Trimble, l’AIMU-M5. POS LV<br />

125 è pienamente compatibile<br />

con il software POSPac MMS.<br />

POS LVX è invece un modulo<br />

piccolo e leggero che si integra<br />

con molti tipi di sensori compresi<br />

quelli ottici, infrarossi e lidar<br />

fornendo dati di posizionamento<br />

IARTK (Inertially-Aided<br />

Real-Time Kinematic). Può<br />

essere facilmente incorporato in<br />

veicoli dalle ridotte dimensioni<br />

o su piattaforme autonome.<br />

Ascending Technologies<br />

Si tratta di un’azienda tedesca<br />

leader nella produzione<br />

di APR per uso professionale.<br />

Il suo AscTec Falcon 8 è un<br />

APR multi-rotore dalla foggia<br />

particolare e dal peso di 2,3 kg<br />

pensato per operare nel contesto<br />

delle ispezioni industriali e per<br />

applicazioni di documentazione<br />

e rilievo del territorio. L’azienda<br />

ha sfruttato la vetrina offerta da<br />

Intergeo <strong>2015</strong> per presentare<br />

una versione del Falcon 8 potenziata<br />

con tecnologia RealSense<br />

per l’elusione automatica delle<br />

collisioni. Falcon 8 è stato scelto<br />

da uno dei più importanti player<br />

internazionali del settore geospaziale<br />

come complemento multirotore<br />

alla sua offerta di APR per<br />

l’aerofotogrammetria.<br />

Bentley Systems<br />

Bentley si riaffaccia ad Intergeo<br />

dopo 8 anni di assenza con<br />

l’intento di avvicinarsi maggiormente<br />

ai sui utenti che,<br />

per l’80%, sono internazionali.<br />

Con la sua presenza Bentley ha<br />

confermato il ruolo di player<br />

chiave nel settore della modellazione<br />

3D e, forte della recente<br />

acquisizione della Acute3D,<br />

ha presentato il software<br />

ContextCapture, che permette<br />

di ottenere sofisticati modelli<br />

tridimensionali partendo da<br />

semplici fotografie. Sarà quindi<br />

possibile creare, in maniera facile<br />

e veloce, contesti reali 3D<br />

da sfruttare durante le fasi di<br />

progettazione, costruzione e decision<br />

making di un progetto.<br />

e-GEOS<br />

Stand condiviso con i partner<br />

all’interno del quale sono state<br />

presentate le attività nel settore<br />

geospaziale di e-GEOS - la produzione<br />

di dati ottici e radar ad<br />

alta risoluzione da satellite. È<br />

stato anche possibile indagare il<br />

portfolio di servizi e applicazioni<br />

basato sulla costellazione di<br />

satelliti COSMO-SkyMed, grazie<br />

ai quali e-GEOS è in grado<br />

di fornire, anche in tempo reale,<br />

dati utili per il monitoraggio<br />

ambientale, il supporto durante<br />

calamità naturali, prodotti per<br />

la difesa, l’intelligence e la sorveglianza<br />

marittima, oltre che<br />

dati per la produzione di cartografia<br />

tematica.<br />

Faro<br />

Sono state presentate le ultime<br />

novità relative ai prodotti per<br />

la documentazione 3D. È stato<br />

possibile approfondire sul posto<br />

i benefici derivanti dell’integrazione<br />

tra le soluzioni Faro ed<br />

i software della Kubit, ultima<br />

acquisizione dell’azienda.<br />

Foif<br />

Tra le aziende cinesi presenti ad<br />

Intergeo, Foif ha sicuramente<br />

giocato un ruolo di primo piano.<br />

Allo stand è stato possibile<br />

ammirare il nuovo ricevitore<br />

RTK A50, compatto, leggero<br />

e dotato di nuove funzionalità<br />

quali la connettività wi-fi,<br />

USB on-the-go ed un sensore<br />

di inclinazione. Inoltre, è stata<br />

presentata la stazione totale<br />

RTS160: leggera e facile da<br />

trasportare, facilita il lavoro sul<br />

campo. È equipaggiata con un<br />

display a 6 linee in modo da visualizzare<br />

più informazioni. La<br />

RTS010, invece, offre una distanza<br />

di 1500 metri senza prisma,<br />

angoli di misura di 1 pollice<br />

e precisione di 1mm+1ppm.<br />

Geomax<br />

Forte del rapporto tra qualità<br />

e prezzo che la contraddistingue,<br />

GeoMax ha sfruttato il<br />

suo stand a Intergeo per dare<br />

visibilità alla gamma di prodotti<br />

dedicati alla topografia, all’edilizia,<br />

al GIS e al machine control,<br />

ovvero: la stazione totale robotica<br />

Zoom90, il micro robot<br />

per il rilievo 3D degli interni<br />

Zoom3D, l’antenna GNSS<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 21


REPORTS<br />

Zenith35 e PicPoint, una fotocamera<br />

calibrata abbinabile per<br />

il rilievo di punti inaccessibili o<br />

di facciate.<br />

Gexcel<br />

In vetrina l’intero portfolio di<br />

prodotti per il trattamento dei<br />

dati provenienti da laser scanner.<br />

JRC 3D Reconstructor è il<br />

software Gexcel per la gestione<br />

delle nuvole di punti e delle immagini.<br />

La nuova versione 3.2<br />

presenta la funzione LineUp<br />

Pro (grazie alla quale è possibile<br />

eseguire la registrazione<br />

automatica di progetti di ampie<br />

dimensioni e minimizzare gli<br />

errori globali di registrazione),<br />

importare formati (IFC), creare<br />

modelli mesh e gestire e aggiungere<br />

livelli di colore. JRC<br />

3D Reconstructor è in grado<br />

di combinare dati acquisiti da<br />

sensori a terra, in movimento o<br />

montati su APR.<br />

Leica Geosystems<br />

Lo stand Leica ha permesso ai<br />

visitatori di vedere e toccare<br />

con mano i prodotti chiave<br />

dell’azienda svizzera. Tra le novità<br />

è stato possibile vedere in<br />

azione le ultimissime soluzioni<br />

per l’acquisizione 3D appartenenti<br />

alla famiglia ScanStation<br />

e il software con interfaccia<br />

touch Leica Captivate, in grado<br />

di creare rendering tridimensionali<br />

altamente realistici. E<br />

ancora: la Nova MultiStation<br />

MS60, il field controller<br />

CS20, il tablet Leica CS35 e il<br />

DISTO S910.<br />

Mavinci<br />

E’ un’azienda tedesca attiva<br />

nella produzione di APR per<br />

il mapping e la topografia.<br />

L’esperienza nei settori hardware<br />

e software permette a<br />

Mavinci di soddisfare un’ampia<br />

gamma di esigenze diverse.<br />

L’APR ad ala fissa Sirius è facile<br />

da usare, specialmente in aree<br />

ampie che richiedono attenzione<br />

per via degli ostacoli. L’APR<br />

opera anche in condizioni meteo<br />

sfavorevoli.<br />

Menci Software<br />

In linea con la tendenza generale<br />

della fiera e con il core<br />

business aziendale, Menci ha<br />

sfruttato la vetrina di Intergeo<br />

per proporre la propria gamma<br />

di prodotti dedicata alla post<br />

elaborazione delle informazioni<br />

acquisite da APR. APS è<br />

una suite per il mapping 3D<br />

da APR in grado di produrre<br />

mappe 3D e 2D, modelli<br />

nuvola di punti, modelli del<br />

terreno (DTM) e della superficie<br />

(DSM), curve di<br />

livello, ortomosaici<br />

idonei al rilievo cartografico,<br />

topografico,<br />

l’agricoltura di<br />

precisione, il GIS e<br />

la stereoscopia. Oggi<br />

la suite si arricchisce<br />

del supporto RTK<br />

e della possibilità di<br />

gestire sensori multipli.<br />

StereoCAD è<br />

invece un software<br />

pensato per rendere<br />

agile la fruizione<br />

stereoscopica delle<br />

immagini da APR.<br />

La nuova versione<br />

permette l’ispezione delle sole<br />

immagini stereoscopiche, la<br />

possibilità di aggiungere note,<br />

importare informazioni termiche<br />

su RGB e un ambiente<br />

CAD ancora più versatile.<br />

Microsoft UltraCam<br />

La business unit UltraCam di<br />

Microsoft nasce nel 2006 dopo<br />

l’acquisizione dell’azienda di<br />

Redmond della Vexcel Imaging.<br />

Ad Intergo è stato possibile scoprire<br />

le novità relativa ai sistemi<br />

UltraCam così come la nuova<br />

versione del software UltraMap.<br />

Oltre alla gamma di prodotti<br />

UltraCam – composta dalle<br />

camere Osprey (una camera<br />

digitale aerotrasportata nadirale/obliqua),<br />

Eagle, Falcon e<br />

Hawk – è stato possibile vedere<br />

all’opera il sistema di gestione<br />

del volo e di georeferenziazione<br />

diretta UltraNav ed il software<br />

UltraMap, che da oggi viene rilasciato<br />

anche su abbonamento.<br />

Riegl<br />

Presentato a Intergeo l’intero<br />

portfolio di prodotti compresi<br />

gli ultimissimi sensori lidar:<br />

la serie di sensori ad alto rendimento<br />

VUX-1 per il laser<br />

scanning cinematico, il nuovo<br />

sistema ultra-compatto VP-1<br />

– che integra il sensore VUX-<br />

1LR, fotocamera e IMU/GNSS<br />

per il rilevamento in volo –, ed<br />

il sistema laser scanner mobile<br />

VMQ-450 dotato di singola<br />

testa, per eseguire mappature in<br />

movimento con budget ridotti.<br />

Sierrasoft<br />

Allo stand è stato possibile<br />

visionare il software per la progettazione<br />

stradale Roads in cui<br />

sono stati migliorati l’ambiente di<br />

lavoro, il CAD, il tracciamento<br />

degli assi, l’inserimento di profili<br />

e sezioni e la progettazione di intersezioni.<br />

Sarà possibile dividere<br />

il progetto in più finestre, più<br />

pagine, più monitor.<br />

22 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


REPORTS<br />

Tutti i dati e le viste sono sincronizzati<br />

in tempo reale, lo<br />

spazio in memoria occupato<br />

dal progetto viene ottimizzato<br />

ed è possibile progettare entro<br />

il contesto normativo di riferimento.<br />

Siteco<br />

L’azienda italiana ha sviluppato<br />

un sistema di mobile mapping<br />

scalabile e ad alto rendimento<br />

in grado di integrare in maniera<br />

intercambiabile scanner Faro,<br />

Z+F e Riegl. Quest’anno è<br />

stato introdotto il nuovo Road-<br />

Scanner “Compact”, leggero e<br />

di piccolo ingombro. Il modello<br />

base è disponibile con una<br />

MEMS-based IMU e può essere<br />

aggiornato con giroscopi meccanici<br />

o in fibra ottica per maggiori<br />

prestazioni. Equipaggiato<br />

con uno o due sensori laser, è<br />

la soluzione ideale per i rilievi<br />

ferroviari e dei tunnel.<br />

South<br />

Presentati ad Intergeo il nuovissimo<br />

ricevitore GNSS della<br />

serie Galaxy e l’Aeromobile<br />

a Pilotaggio Remoto AS120;<br />

oltre agli aggiornamenti alla<br />

stazione totale NTS-360R6<br />

e le nuove funzionalità delle<br />

stazioni totali NTS-380R10 e<br />

NTS-391R10 che oggi permettono<br />

misurazioni a 1000 metri<br />

senza prisma.<br />

Stonex<br />

La società brianzola ha mostrato<br />

a Intergeo le sue ultime<br />

novità in campo topografico,<br />

del 3D scanning e del GIS<br />

attraverso un ampio stand<br />

suddiviso per settori. La principale<br />

novità è consistita nella<br />

presentazione della sezione<br />

dedicata ai Progetti Speciali<br />

composta da STX-DRILL<br />

(un sistema di guida GPS<br />

per le opera di jet grouting),<br />

STX-Agri Map (sistema GPS<br />

portatile per la misura ed il<br />

rilievo di punti, aree e perimetri<br />

di appezzamenti agricoli di<br />

qualsiasi forma e dimensione),<br />

STX-SUITE (sistema per la<br />

progettazione di impianti<br />

fotovoltaici a terra e la guida<br />

della macchina piantapalo sulla<br />

posizione progettuale).<br />

Topcon<br />

Grande stand per Topcon,<br />

che ha annunciato alcune<br />

importanti novità relative al<br />

suo portfolio strumenti: sono<br />

state infatti introdotte le nuove<br />

versioni del laser scanner GLS<br />

2000, la ‘S’, la ‘M’ e la ‘L’ che,<br />

rispettivamente, sono ottimizzate<br />

per operare su brevi, medie<br />

e lunghe distanze. Grazie alla<br />

tecnologia Precise Scan questi<br />

modelli di scanner emettono segnali<br />

tre volte più veloci rispetto<br />

ai precedenti sistemi GLS.<br />

In bella mostra anche l’APR ad<br />

ala fissa Sirius Pro e il nuovo<br />

Falcon 8 nelle versioni geoEX-<br />

PERT per il mapping e rilievi<br />

su piccole porzioni di terreno<br />

e inspectionPRO per lavori di<br />

monitoraggio e ispezione.<br />

Trimble<br />

Forte di uno stand gigantesco,<br />

che ha attratto moltissime di<br />

persone, ha presentato il suo intero<br />

portfolio di soluzioni per la<br />

topografia, il mapping, il GIS,<br />

la fotogrammetria e il telerilevamento.<br />

Grande risalto per il<br />

lancio dell’APR multi-rotore<br />

ZX5 dotato di fotocamera a<br />

16Mp e per l’upgrade dell’APR<br />

ad ala fissa UX5, ora equipaggiato<br />

con una fotocamera a<br />

36Mp – per una risoluzione a<br />

terra senza precedenti – e ricevitore<br />

GNSS Trimble. Ha trovato<br />

poi spazio la nuova gamma<br />

di stazioni totali e il ricevitore<br />

GNSS R2, compatto e dal<br />

peso di solo 1kg. Il ricevitore<br />

supporta le costellazioni GPS,<br />

GLONASS, Galileo, BeiDou,<br />

QZSS oltre che i sistemi SBAS.<br />

Il nuovo APR multi-rotore<br />

ella Trimble, lo ZX5.<br />

L’R2 è progettato per il lavoro<br />

GIS sul campo e le attività di<br />

rilievo topografico.<br />

Verso Amburgo 2016<br />

Nel 2016 Intergeo muoverà a<br />

nord, ad Amburgo per la precisione.<br />

Il 90% delle aziende<br />

che hanno esposto all’edizione<br />

<strong>2015</strong> ha già confermato la sua<br />

presenza per il 2016 e ciò basta<br />

a dare un’idea delle dimensioni<br />

dell’evento. Il tema per il<br />

prossimo anno è già stato individuato:<br />

tutto girerà attorno ai<br />

concetti di smart city e al BIM,<br />

ovvero all’integrazione tra tecnologie<br />

e fonti di dati spaziali<br />

diverse, con l’obiettivo di trovare<br />

soluzioni ai piccoli grandi<br />

problemi con i quali hanno a<br />

che fare i professionisti e i normali<br />

utenti nella vita di tutti i<br />

giorni. In parole povere, si parlerà<br />

ancora di Geospatial 4.0.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

Intergeo; Geomatica; Geospatial 4.0;<br />

APR;<br />

ABSTRACT<br />

Intergeo proves once again to be the most<br />

important geospatial event globallyimportant<br />

event of the geospatial industry. <strong>2015</strong><br />

edition has been held in Stuttgart from the<br />

15th to the 17th of september <strong>2015</strong>. With<br />

more than 16.000 attendees and 545 exhibitors<br />

Intergeo's edition will be remembered<br />

for the introduction of the concept<br />

of Geospatial 4.0.<br />

AUTORE<br />

Fulvio Bernardini<br />

fbernardini@rivistageomedia.it<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 23


REPORTS<br />

A PROPOSITO DE “LA BUONA SCUOLA”<br />

di Carlo Monti e<br />

Attilio Selvini<br />

Alcune “sbadataggini” grammaticali e<br />

terminologiche circa la “Seconda prova<br />

scritta o scritto-grafica” elaborata dal<br />

MIUR per candidarsi alla professione<br />

di topografo. Cosa ne penserà la<br />

Federazione Internazionale dei Geometri?<br />

Fig. 1 - Estratto dal tema d’esame.<br />

Con il titolo ”Al peggio<br />

non c’è mai fine”, il<br />

secondo dei presenti<br />

autori criticava, sul numero<br />

4/2014 de “Il Seprio”, rivista del<br />

Collegio dei Geometri di Varese,<br />

i temi ministeriali per l’esame<br />

di stato di quell’anno. Non si<br />

può che ricordare e sottolineare<br />

quello stesso titolo, recensendo<br />

il secondo tema della sessione<br />

<strong>2015</strong>. Non resta che confermare<br />

quanto allora scritto, alla luce<br />

del documento qui unito, che<br />

riguarda la “Seconda prova scritta<br />

o scritto-grafica” di questo anno,<br />

come si vede nell’allegato del<br />

MIUR, posto in fondo a questo<br />

articolo.<br />

Mentre il primo tema, quello<br />

di progettazione, era a nostro<br />

avviso pienamente calibrato sui<br />

programmi (e sulle possibilità<br />

operative) dei geometri, leggendo<br />

il secondo non credevamo<br />

ai nostri occhi. A parte le manchevolezze,<br />

anche grammaticali,<br />

era il tema stesso che sembrava<br />

scritto da un insegnante di seconda<br />

od al più di terza media:<br />

altro che lavoro per candidati<br />

alla onorevole professione di<br />

topografo!<br />

Incominciamo dalle prime<br />

mende: non si forniscono coordinate<br />

purchessia, senza indicare<br />

il sistema di misura corrispondente.<br />

Quelle scritte nel foglio<br />

ministeriale, erano da intendersi<br />

certamente in metri, ma perché<br />

non mettere, accanto ai numeri,<br />

le “marche” corrispondenti? E,<br />

signori del MIUR, un segmento<br />

che divide una qualunque<br />

superficie, in buon italiano si<br />

chiama “dividente”, come si trova<br />

per esempio sul Vocabolario<br />

dell’Accademia della Crusca, 3°<br />

edizione 1961, vol. 1 pag. 345.<br />

Il gerundio dividenda (ripetuto<br />

due volte!) riguarda invece in<br />

genere una massa ereditaria, in<br />

questo caso semmai la superficie<br />

da ripartire! In uno qualunque<br />

dei molti testi di topografia per<br />

geometri, si parla correttamente<br />

di “dividenti” soddisfacenti a<br />

particolari condizioni (parallele<br />

a …, perpendicolari a …. passanti<br />

per … eccetera). Ci si trova<br />

male, pensando che in un atto<br />

ufficiale non si usino i termini<br />

corretti, utilizzando invece approssimazioni<br />

che sanno tanto di<br />

derivazioni dialettali. E veniamo<br />

alla sostanza topografica. Il tema<br />

chiede ai candidati quanto riportato<br />

in fig.1, estrapolato dall’allegato<br />

foglio ministeriale.<br />

Con non poco stupore, viste<br />

le coordinate (in qualunque<br />

sistema di misura, ma come già<br />

detto presumibilmente in metri)<br />

si nota che non di un generico<br />

quadrilatero si tratta, bensì di<br />

un rettangolo; la elementare figura<br />

sottostante (fig.2), ricavata<br />

semplicemente con AutoCad,<br />

non fidandoci (perché, ripetiamo,<br />

non ci sembrava di credere<br />

ai nostri occhi!) del disegno a<br />

matita e con righello, ne dà la<br />

conferma.<br />

E allora è chiaro che le lunghezze<br />

dei lati, per sola sottrazione,<br />

e senza calcoli trigonometrici,<br />

sono le seguenti:<br />

AB = CD = 50 m<br />

BC = AD = 40 m<br />

Per cui l’area (sola moltiplicazione,<br />

quarta classe elementare) vale<br />

(50 x 40) = 2000 m 2.<br />

Fig. 2 - Il rettangolo<br />

con la dividente.<br />

24 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


REPORTS<br />

Come si vede, sono bastate le<br />

classiche quattro operazioni<br />

aritmetiche per risolvere il problema:<br />

cosa per l’appunto da<br />

licenza di scuola primaria, e con<br />

l’impiego di tempo pari a non<br />

più di cinque minuti. Possiamo<br />

aggiungere che non ci piace per<br />

nulla quel verbo ministeriale<br />

“determinare”? Noi avremmo<br />

scritto “calcolare”, perché tale è<br />

l’operazione richiesta. Il verbo<br />

“determinare” ha molti e diversi<br />

significati, come si apprende dai<br />

vocabolari: quello di “calcolare” è<br />

solo secondario.<br />

Comunque, da indagini discrete<br />

sembra che ci siano stati non<br />

pochi sprovveduti che si sono<br />

calcolata l’area del rettangolo per<br />

coordinate, utilizzando la ben<br />

nota formula di Gauss, che ricordiamo<br />

è la seguente:<br />

E quindi:<br />

2S = 6(13-53) + 56(53-13) +<br />

56(53-13) + 6(13-53 ) = 4000 .<br />

Quindi, S = 2000 m 2 come già<br />

sopra calcolato in modo semplice,<br />

corretto ed elementare.<br />

Come si vede, sarebbe come<br />

dire che per andare da Milano<br />

a Piacenza non si è presa l’autostrada<br />

del Sole alla barriera di<br />

Melegnano, preferendo il circuito<br />

Milano – Verona - Modena<br />

- Parma. Anche questo può succedere!<br />

Secondo i dati ulteriori del tema<br />

(si veda il testo completo in allegato),<br />

a una abitazione di 450<br />

m 3 corrisponde una superficie di<br />

562,50 m 2 (450 : 0.8).<br />

La risposta al secondo quesito è<br />

quindi, vista la disposizione del<br />

rettangolo e per semplice equazione<br />

di primo grado, roba da<br />

terza media:<br />

(40 · x ) = 562,50; ne deriva: x =<br />

562,5/40 = 14,06 m<br />

Per cui, “illico et immediate”, le<br />

coordinate dei vertici della dividente<br />

risultano essere le seguenti,<br />

pur sempre per sottrazione:<br />

E (41,94 ; 53) m<br />

F (41,94 ; 13) m<br />

“Sic et simpliciter”, alla faccia<br />

delle otto ore messe a disposizione<br />

dei candidati, e dell’impiego<br />

delle “calcolatrici non programmabili”<br />

che il predetto MIUR<br />

si ostina a prescrivere in epoca<br />

digitale. Sono bastate, ripetiamo,<br />

le quattro operazioni aritmetiche<br />

per risolvere il problema posto a<br />

dei candidati, che bene o male<br />

hanno studiato trigonometria e<br />

algebra.<br />

Ma a questo punto ci si imbatte<br />

in un altro guaio, e grosso: come<br />

farà l’acquirente della parte staccata<br />

dal lotto rettangolare, a costruire<br />

una abitazione di 450 m 3 ?<br />

Tale parte è larga 14,06 metri:<br />

ricordando che le norme vigenti<br />

dei PGT (Piani di Governo del<br />

Territorio) prescrivono dovunque<br />

una distanza dai confini di<br />

5 metri, resterebbero costruibili<br />

4,06 metri in larghezza dell’ipotetico<br />

fabbricato: nemmeno adatti<br />

ad un “corpo semplice”, tolti gli<br />

spessori dei muri! E’ mai possibile<br />

che l’estensore del tema non ci<br />

abbia pensato?<br />

Facciamo grazia del terzo quesito,<br />

di tipo estimativo, che si risolve<br />

in non più di dieci minuti,<br />

pur sempre con l’impiego delle<br />

quattro operazioni sopraddette.<br />

A questo punto ci sorge il classico<br />

dubbio amletico: l’estensore<br />

del tema è stato forse tradito dalla<br />

fretta e dalla sbadataggine, per<br />

non aver controllato la forma del<br />

vantato “quadrilatero”? Oppure<br />

l’impiegato che ha battuto il<br />

testo al computer gli ha giocato<br />

un brutto scherzo? Sarebbe bastato<br />

che una ordinata, quella di<br />

C o di B fosse stata diversa, e il<br />

rettangolo si sarebbe trasformato<br />

in un trapezio; e allora il calcolo<br />

della posizione della dividente<br />

avrebbe richiesto quanto meno<br />

qualche modico sforzo in più<br />

da parte dei candidati. Resta il<br />

fatto, a nostro parere gravissimo,<br />

di un tema d’Esame di Stato che<br />

non solo avrà stupito commissari<br />

e candidati (nessuno di noi<br />

due era quest’anno presidente di<br />

commissione e quindi non ne<br />

siamo testimoni); ma che letto<br />

al di fuori dei confini italiani<br />

(cosa sicuramente avvenuta<br />

nell’ambito della Federazione<br />

Internazionale Geometri (FIG)<br />

non getta certamente buona luce<br />

sulla serietà di questi esami.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

esame di stato; dividente; quadrilatero<br />

ABSTRACT<br />

The article relates some grammatical errors and terminology<br />

that were found in the second written test prepared by the<br />

Ministry of Education to perform the profession of surveyors.<br />

The opinion that the International Federation of Surveyors<br />

will make on the reliability and competence of the Ministry of<br />

Education and, not only on those who composed the theme<br />

but also on those who have graduated, surely innocent, but<br />

without having faced a written test worth to be called such, it<br />

may not be the best.<br />

AUTORE<br />

Attilio Selvini<br />

Attilio.selvini@polimi.it<br />

Carlo Monti<br />

Carlo.monti@polimi.it<br />

Già professori di ruolo, gruppo ICAR06<br />

nel Politecnico di Milano<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 25


Il Cratere Manicouagan<br />

Un’immagine a falsi colori acquisita dal satellite<br />

Sentinel-1A il 21 Marzo scorso e che mostra il<br />

Cratere Manicouagan. Questo cratere si trova in Quebec<br />

(Canada) ed è stato originato dall’impatto di un asteroide avvenuto<br />

circa 214 milioni di anni fa: è noto per essere uno dei più antichi<br />

e più grandi crateri da impatto esistenti sul nostro pianeta. Gli scienziati<br />

ritengono che al processo di erosione che ha caratterizzato la storia del cratere<br />

abbiano sensibilmente contribuito i ghiacciai. La sua struttura concentrica è<br />

dovuta all’effetto delle onde d’urto generate al momento dell’impatto. Il suo aspetto<br />

ricorda gli anelli che si formano quando un sassolino viene gettato in uno specchio<br />

d’acqua. Essendo così grande e riconoscibile, il cratere può essere facilmente individuato<br />

dallo spazio. La sua struttura ad anelli multipli ha complessivamente un diametro di<br />

circa 100 km, mentre l’anello più interno – quello maggiormente prominente – misura<br />

un diametro di 70 km. Il lago Manicouagan, a forma di anello, si estende per oltre 550<br />

km dalla sorgente del suo più lungo fiume immissario. L’immagine è stata acquisita da<br />

Sentinel-1A illuminando lo scenario con impulsi radar in polarizzazione sia verticale<br />

che orizzontale, motivo per il quale l’immagine è composita a colori artificiali. Colori<br />

diversi mettono in evidenza diversità nella copertura del suolo. Le differenti tonalità<br />

di uno stesso colore indicano differenze nelle caratteristiche del terreno. Per cui,<br />

mentre le tonalità blu indicano superfici di ghiaccio o di acqua, le tonalità giallo<br />

ed arancione denotano l’invecchiamento di vegetazioni di tipi differenti,<br />

mescolate con presenze di ghiaccio ed acqua. Il satellite Sentinel-1A è stato<br />

immesso in orbita il 3 Aprile 2014 su un’orbita polare. Si tratta di una<br />

missione orientata all’acquisizione di immagini radar per servizi<br />

sul territorio e sugli oceani ed è in grado di operare in ogni<br />

condizione meteorologica, sia di notte che di giorno.<br />

(Credits: ESA, traduzione G. Pititto)


REPORTS<br />

PASSARE AL BIM<br />

10 regole per avere successo<br />

di Marco Parisi<br />

Tanti hanno comprato<br />

software BIM. Molti non hanno<br />

ancora iniziato ad usarlo<br />

mentre alcuni hanno provato<br />

ma si sono arenati. Vediamo<br />

dunque 10 regole da seguire<br />

per far sì che il passaggio dal<br />

CAD al BIM di un ufficio di<br />

progettazione possa avvenire<br />

con successo.<br />

BIM è un processo, una<br />

metodologia, non un software.<br />

Per questo motivo<br />

non basta comprare qualche<br />

licenza, fare un corso di formazione<br />

e “smanettare” un po’ per<br />

passare al BIM.<br />

Nonostante ciò tante aziende<br />

hanno negli ultimi tempi acquistato<br />

licenze di programmi<br />

BIM (spesso sull’onda di offerte<br />

speciali) e sono in procinto di<br />

cimentarsi con questa nuova<br />

tecnologia. Altre hanno anche<br />

fatto corsi di formazione ma<br />

non riescono a “decollare”.<br />

Qualche tempo fa ho fatto una<br />

chiacchierata con un architetto,<br />

responsabile della progettazione<br />

di una società di ingegneria,<br />

in cui mi ha raccontato delle<br />

loro difficoltà ad introdurre<br />

l’uso del BIM dopo aver fatto il<br />

loro bravo corso. Questo articolo<br />

nasce da quell’incontro.<br />

Di tutte le attività legate alla<br />

vita di un edificio, abbracciate<br />

dalla metodologia BIM, ci soffermiamo<br />

oggi su quelle legate<br />

alla progettazione ben sapendo<br />

che ciò non esaurisce quello<br />

che bisogna sapere del BIM e i<br />

vantaggi che da esso ne possono<br />

derivare.<br />

Andare avanti per step<br />

L’uso del BIM migliora ogni<br />

disciplina in cui viene adottato<br />

ciò nonostante anche se lo<br />

inseriamo in una sola attività<br />

potremo avere dei vantaggi.<br />

Questo ci permette di introdurlo<br />

nel nostro lavoro per gradi.<br />

Normalmente conviene iniziare<br />

dalla progettazione architettonica<br />

per poi passare a quella<br />

strutturale, impiantistica, e così<br />

28 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


REPORTS<br />

via fino, volendo, ad abbracciare<br />

l’intero ciclo di vita dell’edificio,<br />

dalla ideazione fino alla demolizione<br />

e allo smaltimento.<br />

Scegliere i settori più utili<br />

all’azienda<br />

Data la vastità del mondo BIM<br />

c’è il rischio di perdersi. Gli<br />

addetti ai lavori giustamente<br />

ragionano già sulle attività di<br />

domani, sulle frontiere dell’applicazione<br />

del metodo, ma<br />

chi deve iniziare è bene che si<br />

concentri il più possibile su un<br />

solo argomento. In linea con il<br />

punto precedente, sceglieremo<br />

di utilizzare il BIM nei settori in<br />

cui siamo più attivi, dagli studi<br />

di fattibilità ai progetti esecutivi,<br />

dai rendering ai computi<br />

metrici, dal project management<br />

alla Direzione Lavori, dal<br />

facility management alle manutenzioni.<br />

Scegliere la squadra<br />

e motivarla<br />

Un punto molto delicato<br />

per partire con il piede giusto<br />

è la scelta della squadra.<br />

Tipicamente, in un ufficio con<br />

diversi progettisti che seguono<br />

più lavori contemporaneamente,<br />

si forma una piccola squadra<br />

che si dedica alle nuove metodologie.<br />

È importante scegliere<br />

persone inclini alla<br />

sperimentazione,<br />

curiose delle novità,<br />

non scettiche<br />

ne spaventate<br />

dall’uso dell’informatica.<br />

Inoltre<br />

queste persone<br />

vanno motivate<br />

spiegando l’importanza<br />

della loro<br />

sperimentazione<br />

per il successivo<br />

travaso al resto<br />

dell’ufficio. Per<br />

questo non guasta<br />

una buona capacità<br />

didattica.<br />

I nuovi workflow<br />

Entrando nel vivo dell’attività<br />

è indispensabile capire che il<br />

BIM richiede di modificare i<br />

workflow abituali dell’azienda.<br />

Non possiamo più applicare lo<br />

schema classico del progettista<br />

architettonico che passa il lavoro<br />

finito agli strutturisti e agli<br />

impiantisti i quali poi passano il<br />

lavoro finito ai computisti. Nel<br />

BIM le attività avvengono, per<br />

così dire, in contemporanea e<br />

lo scambio di informazioni, che<br />

per la maggior parte passa attraverso<br />

il modello progettuale,<br />

segue nuove logiche che vanno<br />

assimilate e accettate. Il risultato<br />

sarà quello di avere il progetto<br />

completo e coerente in tempi<br />

molto più rapidi.<br />

Coordinatore<br />

Per poter disciplinare quanto<br />

detto al punto precedente è<br />

necessario stabilire un coordinatore<br />

il cui compito è quello di<br />

favorire lo scambio di informazioni<br />

fra i vari progettisti stabilendo<br />

di volta in volta regole di<br />

precedenza fra le varie discipline.<br />

Questo a maggior ragione<br />

se una parte della progettazione<br />

viene svolta al di fuori dell’azienda<br />

magari da studi non<br />

organizzati con metodologia<br />

BIM. In questo caso direi che<br />

è indispensabile una figura che<br />

capisca le necessità interne del<br />

proprio metodo e dialoghi con i<br />

consulenti esterni per farsi dare<br />

dei prodotti utilizzabili all’interno<br />

del proprio ciclo progettuale.<br />

Regole per le modifiche<br />

Nello sviluppo di un progetto<br />

BIM, vuoi per approfondimenti<br />

progettuali, vuoi per nuove<br />

richieste del cliente, sorgerà la<br />

necessità di apportare modifiche<br />

a parti del progetto già sviluppate<br />

da diversi progettisti e che<br />

quindi coinvolgeranno diverse<br />

discipline. Questo è un momento<br />

cruciale per il processo<br />

BIM. Non si può più modificare<br />

liberamente il proprio progetto<br />

perché si rischia di renderlo<br />

incoerente con quello degli altri.<br />

È indispensabile che il coordinatore<br />

definisca regole chiare<br />

per le modifiche e organizzi<br />

riunioni apposite per trovare<br />

soluzioni condivise. In genere<br />

è compito del coordinatore vigilare<br />

sull’integrità del modello<br />

comune; ovvero sincerarsi che<br />

ciascun progettista segua le regole<br />

stabilite per il progetto.<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 29


REPORTS<br />

Dataset<br />

Una questione che per logica<br />

viene solo ora ma che cronologicamente<br />

viene per prima è quella<br />

relativa al “Dataset”. Ovvero<br />

quell’insieme di impostazioni<br />

del software che servono a “personalizzarlo”<br />

e impostarlo su<br />

misura per il proprio lavoro.<br />

Di solito uno studio di progettazione<br />

ha degli standard grafici<br />

consolidati e un proprio “stile”<br />

di redazione di un progetto.<br />

Quando si inizia ad utilizzare<br />

un software BIM si chiede<br />

come prima cosa che si riesca<br />

a produrre i disegni secondo il<br />

proprio “stile”.<br />

Questa è una cosa semplice che<br />

si può realizzare con qualunque<br />

programma BIM, bisogna però<br />

avere la pazienza di fare lo sforzo<br />

iniziale di impostare il proprio<br />

dataset secondo le proprie<br />

esigenze.<br />

Psicologicamente tutti i membri<br />

dell’ufficio non guarderanno<br />

con simpatia al nuovo metodo<br />

se i risultati avranno un aspetto<br />

diverso da quello abituale.<br />

Hardware adeguato<br />

Un paragrafo apposito va speso<br />

per l’hardware. I programmi<br />

attuali “girano” su computer<br />

standard ma per lavorare tutto il<br />

giorno vale la pena di spendere<br />

qualche euro in più per avere<br />

un PC performante che non rallenti<br />

il lavoro. Per prima cosa è<br />

utile avere abbondante RAM; 8<br />

o meglio, 16 GB. Il BIM utilizza<br />

modelli tridimensionali che<br />

diventano rapidamente molto<br />

grandi per cui avere molta RAM<br />

è utile per riuscire a gestirli.<br />

Io personalmente trovo poi<br />

molto comodo utilizzare due<br />

schermi. Più area visibile si ha<br />

a disposizione più informazioni<br />

si riescono a gestire. Per ultima,<br />

ma non meno importante, è<br />

un’infrastruttura di rete adeguata.<br />

Già in un ufficio con più di<br />

3-4 progettisti è indispensabile<br />

un server di rete su cui tenere i<br />

progetti, i dataset, le librerie.<br />

Per strutture appena un po’ più<br />

grandi può convenire anche<br />

l’utilizzo di un software di gestione<br />

documentale che diventa<br />

quasi indispensabile se vogliamo<br />

distribuire geograficamente il<br />

nostro BIM, ovvero se vogliamo<br />

che sullo stesso progetto possano<br />

lavorare uffici dislocati al di<br />

fuori della nostra rete LAN.<br />

Elementi parametrici<br />

Nell’ambito del discorso sulla<br />

personalizzazione un capitolo a<br />

parte spetta agli elementi da catalogo,<br />

parametrici e non.<br />

Negli attuali programmi di progettazione<br />

sono presenti delle<br />

tecnologie che permettono di<br />

realizzare elementi geometrici<br />

dalle caratteristiche modificabili<br />

al momento dell’utilizzo.<br />

Con questi strumenti vengono<br />

normalmente realizzate le porte<br />

e le finestre ma ci si può fare<br />

qualunque cosa: scale, ringhiere,<br />

scale mobili, arredi, elementi<br />

impiantistici.<br />

Tutti questi elementi, parametrici<br />

o dalle dimensioni fisse che<br />

siano, vengono archiviati in cataloghi<br />

da cui attinge il progettista<br />

per inserirli nel modello.<br />

Vari di questi cataloghi vengono<br />

forniti con il software e molti<br />

altri si trovano su internet ma<br />

durante il lavoro capita spesso<br />

che si abbia bisogno di un elemento<br />

nuovo, magari simile ad<br />

uno già esistente, ma non proprio<br />

uguale.<br />

Per questo c’è bisogno di una<br />

persona che si specializzi nella<br />

realizzazione di questi elementi<br />

di catalogo personalizzati. In alternativa<br />

ci si può accordare con<br />

un consulente esterno che, su<br />

chiamata, possa farlo per noi.<br />

Preferire software integrati<br />

Un ultimo suggerimento che<br />

voglio dare riguarda l’interoperabilità<br />

dei dati. Alla base della<br />

metodologia BIM c’è<br />

proprio la capacità di<br />

rendere disponibili i<br />

dati di ciascuna disciplina<br />

alle altre tramite<br />

modelli geometrici<br />

connessi con database<br />

alfanumerici. Questa<br />

interoperabilità può<br />

avvenire tramite<br />

formati pubblici di<br />

interscambio di dati<br />

e procedure condivise<br />

all’interno del gruppo<br />

di progetto ma può<br />

avvenire anche in<br />

tutto o in parte attraverso<br />

l’utilizzo di sof-<br />

30 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


REPORTS<br />

tware integrati che<br />

utilizzano lo stesso<br />

formato per gestire<br />

diverse discipline.<br />

Questa seconda<br />

possibilità, in base<br />

alla mia esperienza,<br />

facilita il lavoro<br />

e contribuisce<br />

all’affermarsi della<br />

metodologia BIM.<br />

Considerando però<br />

che ogni software<br />

house si è specializzata<br />

più su un<br />

aspetto che su un<br />

altro, vale la pena<br />

analizzare con attenzione<br />

le proprie<br />

esigenze prima di<br />

scegliere su quale<br />

programma basarsi.<br />

Questi suggerimenti<br />

non esauriscono<br />

certamente le cose che<br />

conviene sapere per avviare un<br />

processo BIM ma credo che<br />

possano servire ad evitare la<br />

maggior parte degli errori che<br />

comunemente si fanno all’inizio<br />

del cammino. Sono consigli pratici,<br />

forse per qualcuno possono<br />

sembrare scontati, ma si basano<br />

sull’esperienza che ho fatto in<br />

quasi dodici anni di attività<br />

BIM all’interno di una grande<br />

azienda del settore immobiliare<br />

che si occupa di edifici pubblici<br />

non convenzionali.<br />

Ho parlato in questo articolo<br />

solo di un piccolo aspetto legato<br />

al mondo BIM, ma credo che<br />

in questo momento in Italia sia<br />

un argomento molto attuale<br />

proprio perché, come ho scritto<br />

all’inizio, sono in molti ad aver<br />

acquistato ultimamente licenze<br />

BIM o in procinto di farlo.<br />

Ci saranno altre occasioni per<br />

poter approfondire altri temi<br />

altrettanto importanti per il miglior<br />

utilizzo della metodologia.<br />

Per concludere vorrei raccontarvi<br />

un aneddoto che mi da lo<br />

spunto per un’ultima riflessione.<br />

Tempo fa ho incontrato un<br />

amico ingegnere, socio di una<br />

società di ingegneria che lavora<br />

sia in Italia che all’estero, e gli<br />

ho chiesto: ”Voi utilizzate il<br />

BIM nei vostri progetti?”. E lui<br />

mi ha risposto: “Se i clienti ce<br />

lo chiedono lo facciamo, ma<br />

non possono pensare che gli<br />

diamo un progetto BIM allo<br />

stesso prezzo di un progetto<br />

normale. Se vogliono qualcosa<br />

di più devono pagare di più.”.<br />

Questo fa capire che non c’è<br />

stato l’approccio giusto. Il BIM<br />

non può venire “dopo” un progetto<br />

normale, dev’essere fatto<br />

“invece” di un progetto normale.<br />

Il processo BIM si attua non<br />

perché ce lo chiede il cliente,<br />

ne per avere una certificazione<br />

in più, un bollino da attaccare<br />

sui disegni. Il processo BIM si<br />

utilizza perché conviene. Perché<br />

ci fa risparmiare tempo e ci fa<br />

produrre lavori di miglior qualità.<br />

Se non raggiungiamo questa<br />

convenienza vuol dire che nel<br />

nostro processo BIM c’è qualcosa<br />

da rivedere.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

BIM; Avviamento BIM; Progettazione<br />

integrata; Tips and tricks<br />

ABSTRACT<br />

Many companies are beginning to use<br />

BIM software or have already started but<br />

have stalled.<br />

We see 10 rules to follow to ensure that the<br />

transition from CAD to BIM of a project<br />

department can be successful.<br />

Of all the activities related to the life of a<br />

building, embraced by BIM methodology,<br />

we focus today on those related to the<br />

design.<br />

Proceed by steps, to dedicate a small team,<br />

well-chosen and motivated, understand<br />

right away the new workflow, are some of<br />

the tips of the article.<br />

These tips do not cover all the things you<br />

need to know to start a BIM process but<br />

I believe they can help to avoid the most<br />

common mistakes that you make at the<br />

beginning of the journey.<br />

We use the BIM process because it gives us<br />

benefits. Because it saves time and makes<br />

us produce work of the highest quality. If<br />

we do not reach this convenience means<br />

that in our process BIM's about to change.<br />

AUTORE<br />

Ing. Marco Parisi<br />

Bim.marcoparisi@gmail.com<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 31


REPORTS<br />

Il Caso di Veio<br />

Nuove scoperte archeologiche con APR<br />

di Zaira Baglione<br />

Giuseppe Ceraudo dell’Università del Salento e Gabriele<br />

Santiccioli di FlyTop riferiscono l’esito della missione nel Parco<br />

di Veio a riprova dell’affidabilità della tecnologia UAV per la<br />

documentazione dei siti archeologici.<br />

Negli ultimi anni è cresciuta<br />

significativamente<br />

l’applicazione delle<br />

tecnologie APR (Aeromobili a<br />

Pilotaggio Remoto) nel settore<br />

dei beni culturali. Le declinazioni<br />

del connubio droni e<br />

archeologia sono molteplici, in<br />

continua espansione e riguardano<br />

non soltanto il monitoraggio<br />

e la documentazione ma anche<br />

l’attività di scoperta. Proprio di<br />

quest’ultimo aspetto ci riporta<br />

un’importante testimonianza<br />

il Prof. Giuseppe Ceraudo,<br />

docente di Topografia antica<br />

presso l’Università del Salento,<br />

che ha svolto in collaborazione<br />

con FlyTop una ricognizione<br />

archeologica nella zona del Parco<br />

di Veio. A pochi chilometri<br />

da Roma, in un’area compresa<br />

tra i comuni di Formello e Isola<br />

Farnese, mediante l’utilizzo<br />

dell’APR ad ala fissa<br />

FlyGeo24Mpx, è stato<br />

possibile individuare<br />

l’esistenza di antichi<br />

insediamenti etruschi<br />

e romani, in particolare<br />

resti di strutture di<br />

edifici e strade.<br />

“Questa scoperta nasce da un<br />

progetto di ricerca che l’Università<br />

del Salento conduce da<br />

oltre dieci anni – dichiara Ceraudo<br />

– e la base di partenza è<br />

stato proprio uno studio di un<br />

gruppo di archeologi del laboratorio<br />

di Topografia antica e Fotogrammetria<br />

del Dipartimento<br />

dei Beni Culturali. La missione<br />

si è svolta la scorsa primavera e<br />

ha permesso di confermare la<br />

probabile presenza di un impianto<br />

urbano di epoca etrusca<br />

e romana. Abbiamo esaminato<br />

un territorio di circa quaranta<br />

ettari, un’ampia<br />

superficie che è stata<br />

sorvolata con un drone<br />

FlyTop equipaggiato<br />

con una fotocamera digitale<br />

Sony Alpha 6000<br />

a 24Mpx con obiettivo<br />

a focale fissa. L’operazione<br />

ha interessato<br />

la località Archi di<br />

Pontecchio ed è stata<br />

effettuata nel rispetto<br />

delle specifiche Enac. Il<br />

volo ci ha consentito di<br />

ottenere immagini di<br />

altissima qualità: quasi duecento<br />

foto con una risoluzione di<br />

1,7 cm per pixel, georefenziate<br />

e complete di 3 parametri di<br />

traslazione e altrettanti di rotazione.<br />

Attraverso i fotogrammi<br />

acquisiti c’è stata la convalida<br />

di quelle che finora erano solo<br />

delle ipotesi; osservando dall’alto<br />

la crescita differenziata della<br />

vegetazione, infatti, abbiamo<br />

riconosciuto distintamente parti<br />

dell’antica città etrusca di Veio”.<br />

Per spiegare come viene garantita<br />

l’eccellente precisione dei dati<br />

aerofotogrammetrici interviene<br />

il Geom. Gabriele Santiccioli,<br />

Presidente di FlyTop: “La nostra<br />

azienda è da sempre impegnata<br />

nel coniugare innovazione e integrazione,<br />

per questo abbiamo<br />

utilizzato tutti gli strumenti che<br />

il topografo possiede, giungendo<br />

in poche ore alla produzione<br />

di cartografie di elevata qualità<br />

tecnica”.<br />

Il rilievo aerofotogrammetrico<br />

di prossimità con l’uso degli<br />

APR rappresenta un panorama<br />

interessante dell’indagine archeologica,<br />

nonché un concreto e<br />

32 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


REPORTS<br />

accessibile sistema per l’approfondimento<br />

di ricerche preliminari.<br />

“Il caso di Veio – prosegue<br />

il Professore – è la dimostrazione<br />

delle straordinarie potenzialità<br />

delle tecnologie APR che, a<br />

mio avviso, non possono essere<br />

limitate alla realizzazione di<br />

foto e video degli scavi in corso<br />

d’opera, ma vanno quanto più<br />

sfruttate per sorvolare aree di<br />

interesse archeologico e riconoscere<br />

l’eventuale presenza di<br />

strutture sepolte. Dalle immagini<br />

digitali elaborate abbiamo<br />

ricavato una nuvola di punti,<br />

un modello 3D, il DTM e il<br />

DSM che ci hanno consentito<br />

di conoscere meglio la morfologia<br />

del terreno. In seguito,<br />

con successivi accertamenti e<br />

attività di scavo, sarà possibile<br />

stabilire con maggiore esattezza<br />

l’epoca di riferimento e altre<br />

informazioni di maggior dettaglio.<br />

Considerati gli scenari futuribili,<br />

non escludo che a breve<br />

prenda piede anche nel settore<br />

archeologico l’applicazione di<br />

sensori termici e multispettrali.<br />

Per il momento lo sviluppo<br />

della sensoristica ha riguardato<br />

prevalentemente il comparto<br />

dell’agricoltura, ma è chiaro che<br />

si apre sempre più lo spazio per<br />

utilizzi diversi”.<br />

Il brillante risultato di Veio dimostra<br />

come il telerilevamento<br />

di prossimità attraverso SAPR<br />

sia vantaggioso in termini di<br />

tempi e costi, soprattutto per<br />

le ispezioni di zone particolarmente<br />

vaste o non facilmente<br />

raggiungibili e per ottimizzare<br />

l’avvio mirato di scavi archeologici.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

Archeologia aerea; APR; modelli 3D;<br />

Veio; aerofotogrammetria; topografia;<br />

cartografia<br />

ABSTRACT<br />

Etruscan settlements outside Rome identified<br />

by the use of fixed wing UAV FlyGeo24Mpx.<br />

Prof. Giuseppe Ceraudo from University<br />

of Salento and Gabriele Santiccioli of Fly-<br />

Top explain the results of the mission in<br />

the Veio Park as proof of the reliability of<br />

the UAV technology at the service of the<br />

archeology.<br />

AUTORE<br />

Zaira Baglione<br />

zaira@flytop.it<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 33


REPORTS<br />

Innovazione e tecnologie avanzate alla 2 a Conferenza<br />

degli utenti Laser Scanner Leica Geosystems<br />

a cura della redazione<br />

Anche quest’anno la 2° User Conference HDS di Leica Geosystems, tenutasi<br />

il 19 Novembre a Roma presso lo Sheraton Golf al Parco dei Medici, ha<br />

alimentato l’interesse dei professionisti e degli emergenti del settore<br />

divulgando e mettendo in mostra le nuove tecnologie e strumentazioni.<br />

Fig. 1 - Apertura della 2 a Conferenza degli utenti Laser<br />

Scanner Leica Geosystems.<br />

Come abbiamo già introdotto<br />

negli highlights<br />

della conferenza (consultabili<br />

sul nostro sito web<br />

www.geoforall.it/k3yrk) l’evento<br />

organizzato dalla Leica Geosystems<br />

Italia, ha incrementato la<br />

volontà del singolo professionista<br />

a lavorare in team utilizzando<br />

nuovi software. É stata<br />

anche molto utile per foraggiare<br />

l’interesse dei giovani, dandogli<br />

la possibilità di rendersi conto<br />

che, il settore, non soltanto è<br />

ancora in via di sviluppo, ma<br />

restituisce tanto alla scienza e<br />

quanto all’uomo grazie anche<br />

alle molteplici ricadute tecnologiche<br />

che si diffondono su tutta<br />

la conoscenza umana.<br />

Fig. 2 - Le categorie delle nuove soluzioni.<br />

Sergio Padovani insieme a Simone<br />

Oppici hanno moderato<br />

l’evento, quest’ultimo ha mostrato<br />

una presentazione introduttiva<br />

che ha posto subito in<br />

rilievo le soluzioni innovative<br />

della conferenza: Terrestrial<br />

Laser Scanning, Multistation,<br />

Mobile Mapping e il Braccio<br />

Portatile.<br />

Le soluzioni innovative<br />

Fra le soluzioni di maggior rilievo<br />

utilizzate dai professionisti del<br />

settore spiccano quelle inerenti<br />

i lavori di rilievo circa il Nodo<br />

ferroviario di Torino, il Cyclone<br />

9.1, i Data-fusion dell’azienda<br />

Prisma in ambito costiero/<br />

portuale e l’applicazione scan to<br />

BIM per la creazione del modello<br />

3D della Chiesa degli Eremitani<br />

di Padova.<br />

Il Nodo Ferroviario di Torino,<br />

collegamento della linea Torino-<br />

Ceres con la rete RFI (passante<br />

Ferroviario) lungo la direttrice di<br />

corso Grosseto, concerne la variante<br />

della linea ferroviaria proveniente<br />

dalle valli di Lanzo che<br />

consentirà il collegamento diretto<br />

con la rete RFI e la metropolitana.<br />

Sostanzialmente il rilievo<br />

ha assistito le fasi di costruzione<br />

di una nuova stazione interrata,<br />

la demolizione del cavalcavia esistente,<br />

la costruzione di un nuovo<br />

sottopasso e di una rotatoria<br />

tra le più grandi d’Europa.<br />

Fig. 3 - Modello virtuale del collegamento della<br />

linea Torino-Ceres.<br />

Questo rilievo topografico<br />

finalizzato alla progettazione<br />

esecutiva è stato commissionato<br />

alla S.T.A. ed è stato eseguito<br />

tramite un laser scanner per<br />

quanto riguarda il rilievo del<br />

cavalcavia, delle aree circostanti<br />

e di due porzioni di galleria ferroviaria;<br />

4 squadre con stazione<br />

totale e uno Strumento Leica<br />

P20 sono scese in campo per la<br />

misurazione della restante parte<br />

e di tutti i chiusini.<br />

L’intervento di Valentina Albano<br />

(architetto di Leica) ha sottolineato<br />

le nuove potenzialità<br />

del Cyclone 9.1, richiamando<br />

l’attenzione su 4 punti chiave:<br />

Serie ScanStation P16/P30/<br />

P40, CloudWorx per Navisworks,<br />

JetStream e Truview Global.<br />

Il JetStream è una piattaforma<br />

software che fornisce un formato<br />

dati più leggero, con una<br />

tecnologia derivata dal Gaming<br />

34 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


REPORTS<br />

Fig. 4 - Schema della presentazione di Valentina Albano.<br />

per le nuvole di punti, denominata<br />

Fly through. Permette<br />

di processare le nuvole di punti<br />

in CloudWorx ad una velocità<br />

tre volte superiore e facilita la<br />

gestione di Dataset complessi<br />

accrescendo la produttività degli<br />

utenti CloudWorx. I vantaggi –<br />

più che evidenti – vanno dal risparmio<br />

di tempo, al risparmio<br />

di spazio fino ad arrivare alle<br />

prestazioni di visualizzazione.<br />

Il Truview Global, un software<br />

disponibile per tutti i tipi di<br />

browser, primo visualizzatore<br />

di rilievi 3D basato su web<br />

browser, introdotto 10 anni fa,<br />

è oggi compatibile con tutti<br />

i tipi di dispositivi e browser;<br />

ed oltre ad avere una completa<br />

compatibilità con tutti i<br />

Truview creati in modo tradizionale<br />

non richiede installazione<br />

di plug-in (Link video:<br />

https://www.youtube.com/<br />

watch?v=zEja9_DsV9U)<br />

L’azienda Prisma ha presentato<br />

un forte contributo al mondo<br />

della geomatica nel corso della<br />

conferenza divulgando una relazione<br />

sul Data-Fusion in ambiente<br />

costiero e portuale.<br />

Per quanto riguarda l’ambiente<br />

Fig. 5 - Slide dimostrativa della fase a mare e delle<br />

soluzioni adottate nella fase a terra. Alcuni numeri<br />

sul rilievo: 6 comuni coinvolti, 33 Km di spiaggia<br />

rilevati, impiegata una squadra composta da 20<br />

rilevatori e l’estensione dell’area rilevata a mare è<br />

stata di circa 50 Km 2<br />

costiero (Grande Progetto<br />

di Salerno), il<br />

processo d’integrazione<br />

dei dati è stato svolto<br />

con differenti sensori.<br />

Le operazioni possono<br />

riassumersi in una<br />

prima fase di rilievi sul<br />

campo (Topografia,<br />

Batimetria, Laser Scanner<br />

Prelievo Campioni, Rilievi SSS,<br />

Rilievi MB, Rilievi SBP, Rilievi<br />

Magnetometrici, Mappatura<br />

delle Biocenosi), una seconda<br />

fase di elaborazione dei dati, ed<br />

una terza di realizzazione del<br />

GIS con i dati acquisiti.<br />

Invece per l’ambiente portuale<br />

è stato effettuato il rilievo<br />

della Gru semi-sommersa del<br />

IV sporgente ILVA nel Porto<br />

di Taranto (incidente dell’11<br />

dicembre 2014). La migliore<br />

soluzione possibile prevedeva<br />

l’integrazione di 3 tipologie<br />

di rilievo: Multi-Beam, Laser<br />

Scanner e Fotogrammetrico.<br />

Il dato finale è stato composto<br />

attraverso la fusione metrica<br />

dei 3 rilievi in data-fusion. Nel<br />

data-fusion rappresentativo assume<br />

un forte valore l’impiego<br />

del Truview. Due sono i punti<br />

di forza: semplicità di realizzazione<br />

e possibilità per il cliente<br />

di usufruire di uno strumento<br />

intuitivo e valido. Lo strumento<br />

è risultato un ottimo software<br />

d’integrazione su SR. La versatilità<br />

d’importazione consente<br />

di ottenere una gran quantità di<br />

formati.<br />

L’ultimo intervento ha trovato<br />

l’applicazione Scan to<br />

BIM come protagonista del<br />

rilievo e del modello 3D della<br />

Chiesa degli Eremitani di<br />

Padova. Il lavoro è stato suddiviso<br />

in 5 fasi principali che<br />

hanno portato allo sviluppo<br />

del modello 3D, l’ispezione<br />

generale e la realizzazione<br />

della documentazione fotografica,<br />

il rilevamento fotogrammetrico,<br />

il rilevamento<br />

elettro-ottico e il rilevamento di<br />

completamento per gli elementi<br />

di dettaglio (al fine di una loro<br />

visualizzazione su device). L’elaborazione<br />

finale dei modelli laser<br />

scanner e fotogrammetrici è<br />

stata conclusa con l’archiviazione<br />

di tutti i dati preposti (Link<br />

video: https://www.youtube.com/<br />

watch?v=cLH5wK8YCo4).<br />

Fig. 6 - Riproduzione dell’ambiente portuale di<br />

Taranto in dissesto.<br />

Le soluzioni innovative presentate<br />

quest’anno alla 2° User Conference<br />

HDS di Leica Geosystems, sono state<br />

molteplici e di varia natura. Nel prossimo<br />

numero di <strong>GEOmedia</strong> si continuerà<br />

l’esposizione relativa alla seconda<br />

parte della Conferenza dedicata<br />

alla soluzioni di ultima generazione.<br />

PAROLE CHIAVE<br />

laser scanner; rilievo; conferenza<br />

utenti leica geosystem; nuvole di<br />

punti<br />

ABSTRACT<br />

This year the 2nd Leica Geosystems HDS<br />

User Conference, held on November 19<br />

in Rome at the Sheraton Golf, located at<br />

the Parco dei Medici, has fueled the interest<br />

of professionals and emerging industry<br />

by disseminating and showcasing the new<br />

techniques and new instruments.<br />

AUTORE<br />

Redazione <strong>GEOmedia</strong><br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 35


SCHEDA MERCATO TECNICA<br />

Le Soluzioni ME.S.A<br />

ME.S.A. S.R.L.<br />

Strada Antica di None, 2<br />

10092 Beinasco (TO)<br />

Tel. +39 011 3971937<br />

Fax +39 011 3972614<br />

e-mail: info@mesasrl.it<br />

www.mesa-laserscanner3d.com<br />

ME.S.A. leader nella<br />

vendita di strumenti<br />

di misura e rilievo<br />

tridimensionale per il<br />

territorio, l’architettura,<br />

i Beni Culturali, la geologia,<br />

offre una gamma<br />

di prodotti per la scansione<br />

3D, oltre a Bracci<br />

di misura e Laser Trackers<br />

per acquisizioni ad<br />

altissima precisione. L’azienda<br />

è partner esclusivo<br />

in Italia di operatori<br />

primari del settore come<br />

FARO, TRIMBLE, GE-<br />

OSLAM, GEXCEL.<br />

ME.S.A. supporta il<br />

professionista e l’azienda<br />

con disponibilità, competenza,<br />

flessibilità e formazione,<br />

punti di forza<br />

che la distinguono dal<br />

resto del mercato della<br />

distribuzione.<br />

La distribuzione dello<br />

strumento portatile Freestyle3D<br />

della FARO<br />

persegue il concetto per<br />

cui in ogni strumento<br />

si trova il prezioso aiuto<br />

per svolgere in modo<br />

veloce e preciso l’attività<br />

di MISURAZIONE. Il<br />

Freestyle3D infatti è uno<br />

scanner manuale ad alta<br />

precisione e di eccellente<br />

qualità, che documenta<br />

in modo rapido e affidabile<br />

ambienti, strutture e<br />

oggetti tridimensionali<br />

creando nuvole di punti<br />

ad alta definizione. Grazie<br />

alla sua imbattibile<br />

precisione può essere<br />

utilizzato ogniqualvolta<br />

sia richiesta una misurazione<br />

rapida di installazioni<br />

da diverse prospettive.<br />

Il suo utilizzo estremamente<br />

flessibile consente<br />

l’acquisizione di<br />

informazioni metriche<br />

in diversi settori, dall’edilizia<br />

alla produzione<br />

industriale, dall’interior<br />

design al settore forense.<br />

Il corpo leggero in fibra<br />

di carbonio e il peso inferiore<br />

al chilogrammo<br />

lo rendono infatti estremamente<br />

maneggevole<br />

e mobile. Lo strumento<br />

è caratterizzato da notevoli<br />

vantaggi quali il<br />

rapporto qualità/prezzo,<br />

la determinazione di dati<br />

3D digitali in tempo reale,<br />

la possibilità di lavorare<br />

in modo flessibile<br />

senza target artificiali,<br />

la perfetta integrazione<br />

con i dati del laser scanner<br />

terrestre Focus3D,<br />

un software di scansione<br />

intuitivo utilizzabile<br />

tramite tablet e l’alimentazione<br />

esterna non necessaria.<br />

Tutte queste caratteristiche<br />

permettono<br />

di ottimizzare la produttività<br />

grazie alla rapida<br />

fase di acquisizione dei<br />

dati e il loro trattamento<br />

all’interno software<br />

Scene. Facile da usare, il<br />

Freestyle3D è un laser di<br />

Classe 1 con un raggio di<br />

misurazione incluso tra i<br />

0,5-3m, una risoluzione<br />

laterale di 0,2-1mm e in<br />

profondità di 0,2mm a<br />

una distanza di 0,5m e<br />

una precisione dei punti<br />

3D inferiore a 1,5mm.<br />

Dotato di fotocamera<br />

RGB, permette di ottenere<br />

scansioni texturizzate.<br />

FateVi incuriosire dalle<br />

potenzialità del Freestyle3D<br />

e degli strumenti<br />

distribuiti da ME.S.A.<br />

Richiedete una DEMO<br />

GRATUITA inviando<br />

la richiesta con i Vostri<br />

dati al seguente indirizzo<br />

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36 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


MERCATO<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 37


MERCATO<br />

Laser Scanner Leica HDS,<br />

attenzione ai dettagli e facilità d'uso<br />

Per i progetti di rilievo c'è bisogno di strumenti<br />

di scansione precisi. Sia che occorra una<br />

rappresentazione dettagliata di una facciata costruita,<br />

una planimetria in 2D o dati 3D per<br />

l’integrazione nella modellazione BIM (Building<br />

Information Modeling), ricostruire una<br />

scena del crimine, acquisire la geometria 3D di<br />

strade, gallerie e ponti.<br />

Teorema srl Milano, distributore per Lombardia<br />

e Piacenza degli Strumenti Topografici<br />

Leica presenta le ultime novità dei Laser Scanner HDS, la scelta giusta<br />

quando i dettagli sono importanti:<br />

• Leica ScanStation P16 - Scansioni laser precise con un solo tasto<br />

• Leica ScanStation P30 P40 - La tua Soluzione Laser Scanner completa<br />

Leica ScanStation P16. L'elevata qualità, le prestazioni e la massima robustezza,<br />

rendono Leica ScanStation P16 lo strumento ideale nel mondo<br />

della scansione laser 3D. Il suo interessante rapporto prezzo-prestazioni e<br />

l'interfaccia semplice, garantiscono una soluzione interessante per tutte le<br />

applicazioni con una portata fino a 40 metri.<br />

Leica ScanStation P16 dispone di un’interfaccia touchscreen pratica ed<br />

intuitiva. Il pulsante di scansione «one-touch» e il software in modalità<br />

procedura guidata garantiscono un flusso di lavoro semplice ed un controllo<br />

rapido dei dati sul campo. Combinato al comando a distanza WLAN, il<br />

sistema Leica ScanStation P16 può essere utilizzato da qualsiasi dispositivo<br />

palmare.<br />

Leica ScanStation P30 è uno scanner ad alta versatilità adatto per una vasta<br />

gamma di tipiche soluzioni di scansione. Con il suo mix ottimale di velocità,<br />

autonomia e precisione ed una robustezza senza pari, è la soluzione<br />

all-in-one per una ampia gamma completa di applicazioni.<br />

Leica ScanStation P40 offre massima versatilità, ottima portata, elevata velocità<br />

di scansione ed eccellente qualità dei dati quando e dove necessario.<br />

E' la soluzione perfetta per qualsiasi attività di scansione laser 3D.<br />

Per maggiori informazioni potete contattare Teorema ai seguenti riferimenti:<br />

Teorema srl Via Romilli 20/8 20139 MILANO Tel 02/5398739<br />

www.geomatica.it<br />

(Fonte:Teorema)<br />

T-50P: nuovo multibeam portatile<br />

ad altissima risoluzione da Reson<br />

“Mai visto dati così” commentano i tecnici. Il nuovo SeaBat T50-P ha<br />

nel nome la P di portatile e nel cuore la tecnologia dei più precisi e performanti<br />

Multibeam Reson, come l’icona 7125.<br />

• Altissima risoluzione<br />

• 512 beam da 0.5°x1°<br />

• 165° di area investigata<br />

• oltre 500 m di range<br />

• frequenza selezionabile on-the-fly da<br />

190 a 420 kHz<br />

• possibilità di distribuire a piacimento<br />

i beam<br />

• possibilità di mantenerne costante<br />

la spaziatura dei beam al variare della<br />

profondità<br />

• visualizzazione della colonna d’acqua<br />

• modulazione FM Chirp per dati incredibilmente puliti…<br />

• e molto altro…<br />

Il tutto in un processore portatile con tutte le connessioni pronte e i cavi<br />

ridotti al minimo per essere rapidamente installato e operativo.<br />

Tutto questo in uno strumento “mai visto prima”, ad un prezzo lancio<br />

fino a fine novembre.<br />

Sul canale YouTube di Codevintec il video di presentazione<br />

https://youtu.be/btxYWmHM_Z0<br />

Codevintec è rappresentante in esclusiva di Teledyne Reson per l’Italia.<br />

(Fonte: Codevintec)<br />

38 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


MERCATO<br />

<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 39


MERCATO<br />

ENVI 5.3 passa al 3D<br />

Il software ENVI è noto per i<br />

suoi potenti strumenti di analisi<br />

delle immagini geospaziali.<br />

Tuttavia la nuova versione<br />

aggiunge ora funzionalità significative<br />

di analisi e visualizzazione<br />

delle nuvole di punti<br />

LiDAR, precedentemente<br />

disponibili solo nel pacchetto<br />

software ENVI LiDAR.<br />

ENVI, nuovo e migliorato, offre<br />

agli utenti una singola interfaccia software per lavorare con<br />

dati iperspettrali, multispettrali, pancromatici e LiDAR.<br />

"Il software ENVI base offre ora funzionalità significative<br />

subito disponibili per la visualizzazione delle nuvole di punti<br />

3D, la generazione di prodotti di terreni derivati (p. es. DEM)<br />

e l'analisi LiDAR, come l'analisi di visibilità", afferma Adam<br />

O'Connor, Product Manager ENVI e IDL presso Harris. "In<br />

caso di richiesta di nuvole di punti o prodotti derivati in un'area<br />

in cui la raccolta LiDAR risulta impraticabile o troppo costosa,<br />

l'ENVI Photogrammetry Module è in grado di generare<br />

nuvole di punti 3D sintetiche partendo da immagini ottiche<br />

stereo, in modo da sfruttare gli archivi di immagini esistenti",<br />

aggiunge O'Connor.<br />

L'8 ottobre si è svolto a Roma l'evento "ENVI e SARscape<br />

User Group <strong>2015</strong>" promosso da EXELIS (Visual Information<br />

Solutions), azienda produttrice di strumenti e sistemi software<br />

con elevati standard di qualità, che permettono di visualizzare,<br />

analizzare e condividere qualsiasi tipo di dati e immagini sia<br />

nell'ambito di applicazioni civili, sia in ambito di sicurezza e<br />

difesa.<br />

Si tratta del primo evento "user group" promosso dall'azienda<br />

dopo l'acquisizione dell'85% di Exelis da parte di Harris Corporation,<br />

azienda americana leader nell'offerta di soluzione<br />

tecnologiche avanzate, con un organico di oltre 23 mila dipendenti,<br />

di cui 9000 tra ingegnerie ricercatori e clienti in oltre<br />

125 paesi nel mondo.<br />

Come sappiamo oggi i dati telerilevati vengono utilizzati per<br />

prendere decisioni strategiche, fare scoperte e comprendere più<br />

a fondo il mondo che ci circonda. Diversi tipi di dati acquisiti<br />

da piattaforme aeree e satellitari, ottici oppure di altra natura<br />

(come LiDAR e SAR), sono disponibili e utilizzati in maniera<br />

crescente. Utilizzati da soli o integrati insieme per una visione<br />

più completa di una zona geografica, i dati telerilevati consentono<br />

ai professionisti di tutti i settori di prendere decisioni in<br />

maniera più consapevole. Fiore all'occhiello di EXELIS sono<br />

i prodotti ENVI, che consentono di estrarre facilmente le informazioni<br />

dalle immagini geospaziali. Tra i prodotti ENVI<br />

di particolare importanza è certamente ENVI SARscape,<br />

che consente di leggere facilmente e di processare dati SAR,<br />

in modo da poter trasformare un dato difficile da interpretare<br />

in informazioni contestuali significative. Il dato SAR è un<br />

tipo di dato sofisticato che può essere utilizzato per analizzare<br />

una zona di interesse durante il giorno o di notte, indipendentemente<br />

dalle condizioni atmosferiche. E' utile ricordare<br />

che l'impiego dei sensori SAR negli ultimi anni è diventato<br />

sempre più pervasivo, in quanto in grado di offrire ad un vasto<br />

40 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


MERCATO<br />

ZEB 1 | SURVEY IN MOTION<br />

ventaglio di professionisti un valido approvvio misurabile<br />

ed analitico nella acquisizione di informazioni su un'area<br />

geografica di interesse.<br />

L'evento svoltosi a Roma è stato dedicato alle innovazioni<br />

introdotte nell'ultima evoluzione dei prodotti ENVI (5.3),<br />

nell'ambito dei quali ha fatto il suo ingresso anche l'impiego<br />

del concetto di applicazione basata su cloud (ENVI<br />

Service Engine). ENVI e SARscape User Group è stata<br />

così una occasione preziosa - come tutte le precedenti edizioni-<br />

per la presentazione di alcune esperienze sul campo<br />

utilmente condotte da utilizzatori di dati satellitari e dei<br />

prodotti EXELIS.<br />

Il primo contributo è stato portato da Livio Rossi di e-<br />

GEOS, società Telespazio/ASI leader nell'offerta di prodotti<br />

e servizi nell'ambito della Earth Observation. Rossi ha<br />

parlato diffusamente dell'uso degli strumenti ENVI nella<br />

gestione delle attività legate al programma europeo Copernicus,<br />

con particolare riferimento al ruolo di Copernicus<br />

come supporto alle emergenze nazionali ed internazionali.<br />

Si tratta del "Copernicus Emergency Management Service-<br />

Rapid Mapping", il servizio operativo che fornisce mappe<br />

a richiesta in caso si disastri ad ogni Protezione Civile di<br />

stati membri dell'EU, oppure ad istituzioni internazionali<br />

autorizzate. E' stata analizzata tutta la catena di eventi che<br />

determina il coinvolgimento delle risorse di Copernicus in<br />

un evento di emergenza, come il rilevamento ed il monitoraggio<br />

di una massiccia perdita di petrolio in mare, incendi,<br />

emergenze sanitarie, alluvioni,emergenze umanitarie, etc.<br />

All'interno di questo processo assume ruolo ovviamente<br />

fondamentale la scelta dei dati da acquisire (di tipo radar<br />

oppure ottico, estensione territoriale dell'area di interesse,<br />

risoluzione, etc.), che vengono stabiliti in parte su base di<br />

automatismi, in parte per l'intervento di decisori umani attivi<br />

H24.<br />

E' interessante sapere che il primo mapping utile per l'intervento<br />

viene realizzato entro 3 ore dall'arrivo dei primi<br />

dati dai sensori e cotestualmente viene realizzata (entro 6<br />

ore dall'allarme) anche una mappa "pre"-evento (per gli opportuni<br />

utili confronti) con i dati esistenti in archivio. Per la<br />

produzione delle mappe vengono impiegati oltre ai dati dei<br />

sensori anche tutti i dati "open" disponibili ed ultimamente<br />

anche i cosiddetti "social data" (da fonti come Twitter o<br />

Flicker). I satelliti delle serie Sentinel-1 e Sentinel-2 sono<br />

particolarmente impiegati su questo servizio.<br />

Ad oggi si sono avute 130 attivazioni e circa 500 mappe<br />

prodotte per circa 40 paesi a livello internazionale.<br />

A margine, un dato inaspettato e sorprendente: parlando di<br />

emergenze, la maggior parte del mondo della cooperazione<br />

internazionale (ed italiana) pare non utilizzi o utilizzi scarsamente<br />

la geoinformazione. Dunque è probabile che l'uso di<br />

questi strumenti abbia grandi opportunità di diffusione in<br />

tale ambito nel prossimo futuro.<br />

Il secondo contributo è stato dedicato alla presentazione di<br />

un sistema, basato su dati SAR, per la mappatura di aree<br />

allagate: intervento a cura di Luca Pulvirenti del CIMA Reserch<br />

Foundation di Savona (Centro di Competenza della<br />

Protezione Civile per il Rischio Idrogeologico). Ancora un<br />

esempio di "rapid mapping" focalizzato su una particolare<br />

situazione emergenziale di tipo ambientale, in cui il telerilevamento<br />

di tipo radar assume un ruolo privilegiato, grazie<br />

alla sua sostanziale indipendenza dalla illuminazione sola-<br />

Arriva in Italia il primo laser scanner<br />

handheld per il mobile mapping.<br />

Basato su tecnologia SLAM,<br />

rappresenta la soluzione ideale<br />

per il rilievo 3D rapido e accurato<br />

di realtà complesse.<br />

Forestale, underground mining,<br />

immobiliare:<br />

rivoluziona il tuo modo di<br />

lavorare!<br />

Presentazione ufficiale del prodotto<br />

a settembre <strong>2015</strong>.<br />

Seguirà un programma di roadshow<br />

in Italia nei mesi successivi.<br />

Per maggiorni informazioni scrivere a<br />

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Il tuo partner ideale per il rilievo 3D<br />

ME.S.A. srl (Metrology & Survey<br />

Application) già partner esclusivo in<br />

Italia della Faro Technologies e della<br />

GeoSLAM UK, rinforza la gamma di<br />

tecnologie d'avanguardia presenti a<br />

livello mondiale nel campo<br />

dell'architettura del survey e della<br />

metrologia. ME.S.A. srl si propone sul<br />

mercato nazionale con uno sguardo<br />

all'Europa come supporto<br />

d'eccellenza a tutte quelle aziende<br />

che, resistenti agli anni della crisi,<br />

fanno dell'innovazione il loro cavallo<br />

di battaglia per rendersi altamente<br />

competitive.<br />

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<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 41


MERCATO<br />

re e dalle condizioni meteo. In questo caso i prodotti ENVI<br />

sono stati presentati soprattutto nella accezione di "ambiente<br />

di sviluppo" per applicazioni specifiche. E' stata illustrata la realizzazione<br />

in ambiente ENVI-IDL ed ENVI-SARscape di un<br />

modulo software per la generazione di mappe ad alta risoluzione<br />

(provviste di indice di affidabilità) di aree allagate estratte da<br />

immagini SAR provenienti da Cosmo-SkyMed. Lo strumento<br />

realizzato è stato mostrato all'opera nel caso reale dell' alluvione<br />

di fiume Secchia (Emilia Romagna) del 21 Gennaio 2014.<br />

Dopo il tradizionale coffe-break ha avuto luogo la terza sessione<br />

a cura di Alessio Cantone di Sarmap (azienda svizzera<br />

che si occupa della realizzazione di prodotti software avanzati<br />

per il telerilevamento). L'intervento è stato dedicato ad una<br />

presentazione di dettaglio della nuova release di SARScape: la<br />

5.2 rilasciata da poco. Inoltre sono stati presentati alcuni risultati<br />

basati su dati Sentinel-1 e PALSAR-2. Particolare enfasi<br />

è stata posta sui nuovi sensori supportati da SARScape 5.2,<br />

tra cui: Sentinel-1,Kompsat-5,RiSAT-1, ALOS-2 e COSMO-<br />

SkyMed (II Gen.). Molto interessante l'aggiunta nella versione<br />

5.2 di tutti i processamenti di fase, nonchè la possibilità di<br />

effettuare il download automatico all'interno di SARScape dei<br />

dati Sentinel di una particolare area.<br />

Peristono però, a quanto pare, alcuni vecchi problemi di calibrazione<br />

radiometrica dei dati Sentinel e si riscontrano anche<br />

rilevanti effetti atmosferici. Altro aspetto sviluppato nell'intervento<br />

è stato il tema dell'aggiornamento degli algoritmi: molti<br />

componenti sono stati aggiornati, in particolare completamente<br />

rinnovati gli algoritmi di coregistrazione ed interferometria<br />

per poter sviluppare nuovi sensori, con miglioramento di robustezza,<br />

precisione e velocità. Le conclusioni dell'intervento<br />

sono state dedicate ad una carrellata sui temi della ricerca e<br />

dello sviluppo che Sarmap ha in laboratorio sull'elaborazione<br />

delle immagini satellitari.<br />

Il successivo intervento ha aperto una finestra sul mondo militare,<br />

con l'intervento di Sergio De Ceglie, Ufficiale della Marina<br />

Militare ed esperto di optoelettronica del CISAM (Centro<br />

Interforze Studi Applicazioni Militari), dedicato alla elaborazione<br />

di immagini iperspettrali in ambito militare. In questo<br />

caso non si è parlato immagini satellitari, ma telerilevate da<br />

mezzi aerei (sensori SIMGA e SPHYDER).<br />

Gli obiettivi di queste applicazioni sono state: la classificazione<br />

delle aree e la loro sorveglianza, la scoperta di potenziali<br />

minacce e la individuazione di bersagli (algoritmi di Anomaly<br />

Detection, Change Detection e Spectral Matching).<br />

L'impiego di ENVI e del linguaggio IDL di sviluppo in questo<br />

contesto è risultato utile per la relativa facilità nella gestione<br />

delle immagini di grandi dimensioni, nella estrazione di informazioni<br />

di interesse, nella georeferenziazione e coregistrazione<br />

e nella individuazione dei bersagli tramite la loro firma spettrale.<br />

Quest'ultima circostanza non va considerata un'esigenza<br />

strettamente legata ad un teatro bellico: nella individuazione di<br />

un bersaglio ricade anche la necessità di individuare un uomo<br />

in mare (naufrago), tema di grande attualità di questi tempi in<br />

relazione ai processi di migrazione di esseri umani via mare nel<br />

Mar Mediterraneo. E' in atto in questo senso una sperimentazione<br />

che per l'acquisizione delle immagini grezze fa uso di<br />

elicotteri. Dall'esperienza militare scaturisce un suggerimento<br />

per gli sviluppi futuri di ENVI: una integrazione di dati provenienti<br />

da sensori eterogenei in tecnologia e piattaforma.<br />

Penultimo intervento prima della chiusura della interessante<br />

giornata di lavori: quello di Magdalena Stefanova Vassileva di<br />

Ithaca (altro industrial provider del "Copernicus Emergency<br />

Management Service-Rapid Mapping"), con un intervento<br />

dedicato alla gestione delle aree alluvionate in immagini SAR,<br />

nel quale sono stati ripercorsi sostanzialmente i temi del primo<br />

intervento di Livio Rossi di e-GEOS. Infine, a conclusione<br />

l'ultimo affascinante intervento di Chris Stewart (ESA Esrin,<br />

Frascati) dedicato alla elaborazione di dati SAR con ENVI e<br />

SARScape per la Ricerca Archeologica. Stewart ha raccontato<br />

la propria esperienza di una settimana di training presso Sarmap,<br />

in Svizzera, dedicato a studi di prospezione archeologica<br />

utilizzando dati di COSMO SkyMed, ALOS e Radarsat-2 per<br />

il rilevamento di strutture (sepolte o meno) in zone desertiche<br />

e segni di vegetazione archeologica. I test sono stati condotti<br />

su un'area del nord del Sinai (in Egitto),sul Porto di Traiano e<br />

su Torre Angela (in Italia). Le nuove funzionalità di SARScape<br />

hanno consentito di effettuare interessanti test su Analisi di<br />

Artefatti ed analisi di Serie Temporali, con risultati incoraggianti<br />

e di sicuro interesse per approfondimenti futuri.<br />

(Fonte: Redazionale)<br />

42 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


MERCATO<br />

MassiMa Flessibilità e PerForMance.<br />

in un’unica stazione totale.<br />

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ogni tipo di raccolta dati e che possa gestire immagini, scansioni e<br />

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documentazioni visuali, nuvole di punti e molto altro ancora.<br />

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<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 43


MERCATO<br />

Mobile mapping:<br />

presentato il nuovo<br />

MLS-16 mobile<br />

laser scanner 3D<br />

economico, compatto<br />

e leggero<br />

Microgeo ha annunciato<br />

il sistema mobile laser<br />

scanner 3D più economico,<br />

contenuto e leggero<br />

sul mercato. L’esprienza maturata nel settore “mobile<br />

mapping” tramite un network tra aziende del settore,<br />

ha permesso la progettazione e realizzazione del sistema<br />

MLS-16.<br />

Il sistema MLS-16 nasce dalla capacità di Microgeo di poter<br />

realizzare un sistema di rilievo dinamico 3D adatto ad<br />

ogni cliente, potendo installare diversi tipi di hardware,<br />

che consentono una massima personalizzazione.<br />

MLS-16 sposa perfettamente le richieste di un ampio<br />

pubblico, che necessita di raggiungere elevati livelli di produttività<br />

nel mondo del rilievo 3D, mantenendo un ottimo<br />

rapporto qualità prezzo. Progetto, svolto interamente<br />

in Italia, nell’ingegnerizzazione Hardware e nello sviluppo<br />

della parte software, per la massima ottimizzazione del<br />

funzionamento del sistema in fase di acquisizione ed in<br />

elaborazione dati.<br />

SOFTWARE:<br />

3Dcapture: Software dedicato al controllo del corretto funzionamento<br />

dei componenti hardware interni e alla parametrizzazione<br />

dei valori di acquisizione. E’ possibile osservare<br />

la navigazione del tragitto di scansione in tempo reale.<br />

3Dpos: Software per la correlazione tra dati laser scanner,<br />

dati di traiettoria / GPS e dati fotografici.<br />

3Dimage: Software per l’analisi delle immagini acquisite<br />

con possibilità di misura diretta.<br />

CARATTERISTICHE TECNICHE:<br />

Velocita’ di acquisizione: 300.000 pti/sec<br />

Campo di vista: 360°<br />

Multi-Eco: Si<br />

Fotocamera: 30 Megapixel formato sferico<br />

Odometro: Si<br />

Sistema di navigazione INS/GNSS: Novatel; Applanix; ecc.<br />

(scelta personalizzabile da parte del cliente)<br />

PC on board: Si<br />

Sistema di controllo: PC Tablet<br />

Dimensioni: 65x55x45 cm<br />

Peso: inferiore a 8kg<br />

Per maggiori informazioni contattate:<br />

Info@microgeo.it 0558954766<br />

(Fonte: Microgeo)<br />

44 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


MERCATO OPPORTUNITIES IN EUROPE<br />

13 Progetti Galileo<br />

finanziati in ambito<br />

Horizon 2020 di cui 4<br />

a leadership italiana<br />

Horizon<br />

L'Agenzia europea GNSS<br />

(GSA) ha annunciato i<br />

risultati della valutazione<br />

della seconda call 2020<br />

per applicazioni di Galileo,<br />

con 13 progetti finanziati,<br />

che riceveranno una<br />

sovvenzione cumulativa di<br />

euro 24.894.169. Quattro<br />

di questi sono a leadership<br />

italiana. La seconda call<br />

in oggetto ha ricevuto 91<br />

proposte. Dopo le valutazioni<br />

che hanno avuto<br />

luogo tra il 27 maggio e il<br />

11 giugno scorso, il finanziamento<br />

è andato a quelle<br />

13 proposte che meglio<br />

hanno mostrato un focus<br />

significativo sull’impatto<br />

verso i mercati globali con<br />

una forte innovazione e<br />

l'inserimento di nuove conoscenze.<br />

Delle 91 proposte, 45 nel<br />

tema European GNSS<br />

applications, 31 nel tema<br />

Small and Medium Enterprise<br />

(SME) Based European<br />

GNSS applications e<br />

15 sotto il tema releasing<br />

the potential of European<br />

GNSS applications through<br />

international cooperation.<br />

Il finanziamento per<br />

i 13 progetti scelti con<br />

successo sarà assegnato a<br />

95 diversi partecipanti.<br />

Sotto il primo tema di<br />

applicazioni di E-GNSS,<br />

il finanziamento è stato<br />

assegnato a otto progetti,<br />

che coprono i trasporti,<br />

geodetici, servizi basati<br />

sulla localizzazione (LBS),<br />

agricoltura, servizi di<br />

emergenza e altre applicazioni<br />

professionali. Il contributo<br />

totale raccomandato<br />

dalla UE per questo<br />

argomento è stato pari a<br />

20.357.180.<br />

Per il secondo tema di<br />

applicazioni di e-GNSS<br />

based per Piccole e Medie<br />

Imprese (PMI), tre progetti<br />

sono stati approvati<br />

per il finanziamento, che<br />

coprono applicazioni nei<br />

mercati di nicchia e modelli<br />

di business, mercato<br />

di massa per prodotti<br />

LBS, test di mercato, ecc.<br />

Il contributo totale per<br />

questo argomento è di<br />

euro 2.918.619.<br />

Nell'ambito del terzo e<br />

ultimo argomento di liberare<br />

il potenziale delle<br />

applicazioni E-GNSS<br />

attraverso la cooperazione<br />

internazionale, a due<br />

progetti sono stati assegnati<br />

i finanziamenti, che<br />

riguardano lo sviluppo di<br />

applicazioni internazionali<br />

innovative che porterà<br />

i servizi E-GNSS alla ribalta<br />

della consapevolezza<br />

globale. Il finanziamento<br />

totale raccomandato per<br />

questo argomento è stato<br />

di euro 2.693.639.<br />

Oltre a questi progetti in<br />

lista principale per il finanziamento,<br />

ci sono altri 14<br />

progetti in lista di riserva.<br />

Il contributo finanziamento<br />

totale raccomandato<br />

dell'UE per questi progetti<br />

di riserva viene a euro<br />

30.740.370.<br />

(Fonte GSA)<br />

46 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


MERCATO<br />

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<strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong> 47


MERCATO RECENSIONE<br />

GIS Open Source per<br />

geologia e ambiente<br />

Analisi e gestione dei<br />

dati territoriali con QGIS<br />

AUTORE DEL LIBRO:<br />

VALERIO NOTI<br />

EDITORE:<br />

DARIO FLACCOVIO EDITORE<br />

PAGINE: 352<br />

PREZZO: 38€<br />

ISBN: 9788857903392<br />

Fra i professionisti del territorio,<br />

i geologi sono sicuramente<br />

quelli che hanno<br />

maggiore necessità nell'uso di<br />

strumenti GIS e di dati geografici.<br />

Non è un uso di sola<br />

rappresentazione perché, più<br />

di altri, i geologi analizzano il<br />

territorio attraverso modelli e<br />

elaborazioni sofisticate.<br />

Pensate a ciò che succede in<br />

Italia, ormai con periodicità<br />

definita, in fatto di dissesto<br />

idrogeologico. Proprio questo<br />

ci consente di capire l'importanza<br />

del lavoro dei geologi<br />

in fatto di analisi e programmazione<br />

di interventi per prevenire<br />

i disastri derivanti dai<br />

fenomeni naturali e dalla disattenzione<br />

umana.<br />

Quindi direi che Valerio Noti<br />

con il suo libro "GIS Open<br />

Source per geologia e ambiente",<br />

pubblicato da Dario<br />

Flaccovio Editore, ha centrato<br />

l'obiettivo. La necessità di avere<br />

un testo guida che consentisse<br />

di imparare ad usare un<br />

desktopGIS, non solo nelle sue<br />

funzioni di base ma in tutte<br />

le estensioni che consentono<br />

elaborazioni utili all'analisi del<br />

territorio, del suolo e del sottosuolo.<br />

L'occhio agli aspetti utili<br />

e necessari ai geologi è evidente<br />

in molti dei capitoli del libro,<br />

che in 350 pagine offre vari<br />

livelli di studio ed approfondimento.<br />

Il primo capitolo aiuta il lettore<br />

nella comprensione dei<br />

concetti fondamentali dei sistemi<br />

informativi geografici,<br />

di fresca memoria per chi si è<br />

laureato nell'ultimo decennio.<br />

Una piacevole lettura che introduce<br />

con chiarezza anche<br />

aspetti legati all'uso in Italia<br />

dei GIS, come ad esempio: i sistemi<br />

nazionali di coordinate, i<br />

codici EPSG, la conversione di<br />

coordinate usando il Geoportale<br />

Nazionale, i metadati ed il<br />

Repertorio Nazionale dei Dati<br />

Territoriali.<br />

Quasi 150 pagine sono poi dedicate<br />

all'uso del noto software<br />

open source QGIS, disponibile<br />

gratuitamente per Windows,<br />

Linux e Mac. Questo<br />

desktopGIS, precedentemente<br />

denominato Quantum GIS,<br />

nasce da GRASS, uno dei<br />

software GIS storici, nato nel<br />

1982 in ambito militare americano.<br />

A parte gli argomenti da<br />

manuale pratico del software,<br />

si evidenzia un capitolo dedicato<br />

all'uso delle Carte Tecniche<br />

Regionali e dei servizi web<br />

di interoperabilità a standard<br />

OGC.<br />

Seguono quasi 150 pagine dedicate<br />

al geoprocessing. Qui<br />

troviamo un'ampia descrizione<br />

pratica delle tantissime funzionalità<br />

di analisi spaziale dei<br />

plugin GRASS richiamabili da<br />

QGIS. E' questo il vero pane<br />

per il geologo (e non solo!) da<br />

masticare e digerire. La trattazione<br />

passa dalle tecniche<br />

di geoprocessing vettoriale a<br />

quelle raster, evidenziando le<br />

potenzialità delle due tecniche<br />

e le possibili integrazioni.<br />

E per chi analizza il suolo non<br />

poteva mancare un capitolo<br />

dedicato ai modelli digitali di<br />

elevazione nelle loro varie forme<br />

e formati, ed alle funzioni<br />

che consentono di derivarne<br />

informazioni utili per l'analisi<br />

del territorio (analisi di visibilità,<br />

calcolo volumetrico,<br />

estrazione di profili, pendenze,<br />

esposizione dei versanti, ecc.).<br />

Con mia piacevole sorpresa<br />

troviamo anche un capitolo<br />

dedicato al Geoprocessing che<br />

introduce a questo ostico ma<br />

molto utile approccio di studio,<br />

fondamentale per le analisi<br />

spaziali nel campo delle Scienze<br />

della Terra, che fanno uso di<br />

parametri ambientali rilevati in<br />

campo.<br />

Il testo si conclude con tre<br />

esempi concreti di applicazioni<br />

dedicate a temi geologici:<br />

studio della morfologia dei<br />

bacini idrografici, zonizzazione<br />

della suscettività da frana,<br />

individuazione di aree potenzialmente<br />

interessate ai fenomeni<br />

di esondazione dei corsi<br />

d'acqua. In questi tre esempi<br />

troviamo spiegati, con dovizia<br />

di particolari, gli usi concreti<br />

di dati geografici di vario tipo e<br />

natura e di funzioni specifiche<br />

di elaborazione ed analisi.<br />

Quindi, in sostanza, un libro<br />

completo, manuale ideale per<br />

il geologo, ma anche per altre<br />

tipologie di professionisti del<br />

territorio come ingegneri ambientali,<br />

pianificatori, urbanisti,<br />

agronomi, ecc. L'autore<br />

esalta giustamente l'uso avanzato<br />

del GIS, attraverso l'applicazione<br />

concreta delle funzioni<br />

di analisi spaziale. Un testo da<br />

non perdere, ma soprattutto da<br />

consumare. Disponibile anche<br />

in e-book.<br />

A cura di Giovanni Biallo<br />

48 <strong>GEOmedia</strong> n°5-<strong>2015</strong>


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AGENDA<br />

3 Dicembre <strong>2015</strong><br />

Convegno Open data<br />

cartografici<br />

Milano<br />

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3-4 Dicembre <strong>2015</strong><br />

Copernicus Marine Service<br />

User & Training<br />

La Spezia<br />

www.geoforall.it/k3y8r<br />

10-11 Dicembre <strong>2015</strong><br />

GeoBIM Europe <strong>2015</strong><br />

Amsterdam<br />

www.geoforall.it/k3yap<br />

2-4 Febbraio 2016<br />

Scatterometer Science<br />

Conference 2016<br />

Noordwijk<br />

www.geoforall.it/k3y63<br />

10-12 Febbraio 2016<br />

Amsterdam<br />

GIM International Summit<br />

www.geoforall.it/k38cy<br />

15-17 Marzo 2016<br />

Santa Cruz de Tenerife (Spain) -<br />

2016 Conference on Big Data<br />

from Space<br />

www.geoforall.it/k3ypx<br />

28 Aprile 2016<br />

Castel Gandolfo (RM)<br />

FORUM<br />

TECHNOLOGYforALL<br />

Field Workshop<br />

Web: www.technologyforall.it<br />

17-18 Maggio 2016<br />

Rome<br />

FORUM<br />

TECHNOLOGYforALL<br />

Conference<br />

Web: www.technologyforall.it<br />

20-24 Giugno 2016<br />

36th EARSeL Symposium<br />

Bonn<br />

www.geoforall.it/k3ypr<br />

12-19 Luglio 2016<br />

23rd ISPRS Congress<br />

Praga<br />

www.geoforall.it/k3fcd<br />

27-28 Gennaio 2016<br />

SkyTech Event 2016<br />

London<br />

www.geoforall.it/k3y3a<br />

26-27 Aprile 2016<br />

GISTAM 2016<br />

Roma<br />

www.geoforall.it/k3hd4<br />

3-5 Maggio 2016<br />

Big Data 2016<br />

Alicante<br />

www.geoforall.it/k3y6r<br />

2-4 Febbraio 2016<br />

TUSExpo 2016<br />

The Hague<br />

www.geoforall.it/k3y3x<br />

24-25 Maggio 2016<br />

Geo Business 2016<br />

London<br />

www.geoforall.it/k3y39<br />

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(velocità 200gon/sec.)<br />

❚❚Messa a fuoco automatica - 30 ingrandimenti (Autofocus)<br />

❚❚Precisione angolare Hz e V 1” (0.3mgon)<br />

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