Sfogliabile_Assemblaggio_Marzo_Aprile_114

codddate

PubliTec Via Passo Pordoi 10 20139 Milano

DCOOS2922

NAZ/039/2008

Assembly & Mechatronics Solutions

Soluzioni di

& meccatronica

Marzo-Aprile 2016 114

Cuscinetto a sfere xiros ® in polimero completo di tubo

in alluminio, per trasporti puliti a basso attrito


Linea semiautomatica per assemblaggio e collaudo componente

Power Train per Automotive, completa di sistemi meccatronici che

garantiscono controlli Poka-yoke per le operazioni manuali, rintracciabilità

totale del pezzo associato ai suoi parametri di processo, reattività

dell’impianto alle esigenze della gestione “Just in time”.

Semiautomatic line for assembling and testing Power Train

components for Automotive, complete of mechatronic systems that

guarantee Poka-yoke checks for manual operations, total traceability of

the piece related to its process parameters, plant reactivity to “Just in

time” management needs.

La nostra eredità si è evoluta.

Siamo italiani, plasmati da un patrimonio che ha

costellato di eccellenze la storia del nostro paese,

unico per creatività, originalità e intuizioni. Abbiamo

sviluppato queste caratteristiche per progettare

e realizzare sistemi speciali per l’assemblaggio

e il collaudo, con capacità di reattività e flessibilità

tutte italiane.

Oltre il made in Italy c’è Samac.

Our Heritage Has Evolved.

We are Italian, our history is shaped by a great

inheritance studded with excellence, our country

is recognized all over the world for its creativity,

inventiveness and insight. We master these

characteristics in the design and manufacturing

of customized assembly and testing systems,

guaranteeing responsiveness and flexibility, typical

Italian skills.

Samac: beyond made in Italy.

tel. +39 0365 597759 fax +39 0365 597757

www.samac.it samac@samac.it


Pinza parallela con guida a T

Serie CGPT

Robusta

MIX COMUNICAZIONE - MI

Forza, Design e Affi dabilità

Le nuove pinze pneumatiche della Serie CGPT, grazie ad un sistema di trasmissione della forza

preciso ed ad alto rendimento, sono in grado di fornire elevate forze di serraggio garantendo compattezza,

leggerezza e ripetibilità. Disponibili in 5 taglie (16, 20, 25, 32 e 40 mm) e in 3 differenti versioni

(semplice effetto, doppio effetto e doppio effetto con funzione di sicurezza) permettono di individuare

la soluzione migliore per ogni esigenza di manipolazione.

Leggera

Doppio rilevamento

della posizione

IP40

ATEX

Estrema fl essibilità

d’installazione

Questa serie di pinze risulta particolarmente adatta per molte applicazioni come Pick & Place,

Material handling e operazioni di carico/scarico di macchine utensili.

Esente da rame,

PTFE e silicone

Camozzi

Air that moves the world

A Camozzi Group Company

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Campioni di

velocità.

FIERE DI PARMA - 17-19/03/2016

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Compatta, rapida, precisa. È la serie KR AGILUS. KUKA ridefinisce il significato di prestazione in materia di robot

di piccole dimensioni: grazie a rapidità estrema, massima precisione di traiettoria, tempi di ciclo minimali e

flessibilità imbattibile. Tutto ciò con raggi d‘azione fino a 1.100 mm e portate da 6 a 10 kg. La nostra ambizione.

La vostra maggiore efficienza.

Tutte le principali informazioni sui veri campioni

di velocità: kuka-robotics.it


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Automotive:

le nostre soluzioni

MaxiGrip Cups.

Nate per “mordere” la lamiera più oleosa, disponibili in

diverse forme e dimensioni, per ogni esigenza di

manipolazione.

Generatori di vuoto GVMM.

Sono vere e proprie unità di vuoto autonome, in grado di

asservire completamente un sistema di presa a depressione.


SOMMARIO

114

ISSN 1973-7254

Marzo-Aprile 2016

CRONACA

Un doppio braccio d’aiuto

A Helping Double Arm

di Leonardo Albino pag. 14

CRONACA

L’occhio del falco per leggere

i codici a barre

The Hawk Eye to Read the Barcodes

di Leonardo Albino pag. 22

APPLICAZIONI

YuMi, buona la prima!

YuMi, a Good First Take!

di Fabrizio Dalle Nogare pag. 52

Il sensore è compatto e intelligente

The Sensor Is Compact and Smart

di Giorgia Stella pag. 16

Raddoppia la precisione di incollaggio

Double Bonding Accuracy

di Cesare Pizzorno pag. 20

LINEA DIRETTA

Nuovi Robot dal Paese del Sol Levante

New Robots from the Land of the Rising Sun

di Fabio Greco pag. 46

Intelligenza aumentata

a bordo macchina

On-board Enhanced Intelligence

di Fabrizio Dalle Nogare pag. 58

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 3


SOMMARIO

RAPPORTO

Repubblica Ceca, dall’automotive

il traino per la crescita

Czech Republic, the Automotive Sector

Driving the Growth

di Stefano Scuratti pag. 64

SOLUZIONI

Dosaggio accurato per resine

bicomponenti

Accurate Dosing for

Two-component Resins

di Giorgia Stella pag. 76

INCONTRI

Come nasce un centro tecnologico

The Creation of a Technology Plant

di Fabrizio Dalle Nogare pag. 86

TECNICA

Come utilizzare al meglio le resine UV

How to Use UV Resins at Their Best

di Sergio Soriano pag. 72

Prestazioni, affidabilità e flessibilità:

tutto in una pinza

Performance, Reliability and Flexibility:

All in a Gripper

di Fabio Bottarelli pag. 82

Le cinematiche parallele

sono sotto controllo

Parallel Kinematics Are Under Control

di Fabrizio Dalle Nogare pag. 90

AIdAM NEWS pag. 10

ATTUALITÀ pag.26

RIBALTA pag.34

4 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


DCOOS2922

NAZ/039/2008

I N

COPERTINA

114

Marzo-Aprile 2016

Soluzioni di Assemblaggio & meccatronica

Anno Diciottesimo

Numero 114 Marzo-Aprile 2016

Pubblicazione iscritta al numero 684 del registro

di cancelleria del Tribunale di Milano, in data

19 ottobre 1998.

Direttore responsabile: Fernanda Vicenzi.

PubliTec S.r.l. è iscritta al Registro degli Operatori di

Comunicazione al numero 2181 (28 settembre 2001).

PubliTec Via Passo Pordoi 10 20139 Milano

Assembly & Mechatronics Solutions

Soluzioni di

& meccatronica

Cuscinetto a sfere xiros ® in polimero completo di tubo

in alluminio, per trasporti puliti a basso attrito

Marzo-Aprile 2016 114

Per ulteriori informazioni:

igus srl

Via delle Rovedine, 4

23899 Robbiate (LC)

Tel. 039 59 06 1

Fax. 039 59 06 222

www.igus.it

igusitalia@igus.it

Rulli per nastri trasportatori, senza lubrificazione e configurabili

in tre passaggi

Con il nome commerciale ‘xiros’, igus produce cuscinetti a sfera in polimeri che non

hanno bisogno di lubrificazione né di manutenzione e ha sviluppato una soluzione

indicata per etichettatrici e macchine dei settori alimentare e dell’imballaggio.

La soluzione completa consiste in un tubo leggero in alluminio anodizzato e due

cuscinetti a sfera flangiati B180. L’elemento di scorrimento è costituito da sfere in

acciaio inox di elevata qualità. Utilizzando il configuratore online, gli utenti possono

realizzare la propria soluzione personalizzata. Innanzitutto, occorre selezionare il

diametro interno desiderato (8, 10, 12, 15 o 17 mm), poi si aggiunge il diametro

esterno (30 o 38 mm) e infine occorre specificare la lunghezza del tubo di alluminio

(da 25 e 1500 mm). Con un altro clic il prodotto può essere ordinato online. igus

effettua le consegne tra le 24 e le 48 ore.

Al momento, sono disponibili sette materiali con diverse proprietà. xirodur B180 è il

materiale standard più economico. Resiste agli agenti chimici ed è stato progettato

per temperature da -40°C a + 80°C. I cuscinetti a sfera in polimeri senza lubrificazione

raggiungono coefficienti di attrito inferiori rispetto ai cuscinetti a sfera lubrificati in

metallo, perché le sfere non devono vincere la resistenza del lubrificante. Questa è

una delle ragioni per cui molti produttori preferiscono cuscinetti non lubrificati e che

non necessitano di manutenzione. Ad esempio, i rulli xiros sono installati come rulli

guida film nei macchinari per l’etichettatura o il confezionamento di alimenti perché

l’assenza di lubrificanti impedisce la contaminazione del prodotto. Rispetto ai

cuscinetti a sfera in metallo, inoltre, i cuscinetti in plastica presentano una maggiore

fluidità di movimento.

Lubrication-free conveyor and transport rollers configured

in three steps

Under the brand name ‘xiros’, igus manufactures maintenance-free polymer ball

bearings, including a system solution for moving applications in labelling and

conveyor machinery and in the food and packaging industry. The complete solution

consists of a lightweight, clear anodised aluminium tube and two xirodur B180 flanged

ball bearings. The rolling element consists of high quality stainless steel balls. Using

an online configurator, users can assemble their own individual solution. First, the

desired inner diameter is selected (8, 10, 12, 15 o 17 mm); next, the appropriate outer

diameter is added (30 o 38 mm). Finally, the required length of the aluminium tube

is specified (between 25 and 1500 mm). With another click the item is added to the

shopping cart and can be ordered online. igus delivers within 24 to 48 hours.

At present, there are seven special materials with different properties. xirodur

B180 is the low priced standard material. It is resistant to chemicals and designed

for temperatures from -40°C to +80°C. Dry running polymer ball bearings achieve

lower friction coefficients than lubricated ball bearings made of metal, since the balls

need not overcome the resistance of the lubricant. This is one reason why many

manufacturers prefer lubricant and maintenance-free plastic bearings, when it is not

dependent on high loads and speeds. For example, the xiros conveyor and transport

rollers are installed as guide rollers for the labelling or packaging of food, because

there is no contamination through lubricants. Another aspect is their roll performance.

Compared with ball bearings made of metal, plastic ball bearings run more smoothly.

Questa rivista le è stata inviata tramite abbonamento. Le

comunichiamo, ai sensi del Dlgs 196/ 2003, articolo 13,

che i suoi dati sono custoditi con la massima cura e trattati

al fine di inviare questa rivista o altre riviste da noi edite

o per l’inoltro di proposte di abbonamento.

Titolare del trattamento è PubliTec S.r.l. – Via Passo Pordoi

10 – 20139 Milano. Ai sensi dell’art. 7 della stessa Legge,

lei potrà rivolgersi al titolare del trattameto, al numero

02 53578.1 chiedendo dell’ufficio abbonamenti, per la

consultazione dei dati, per la cessazione dell’invio o per

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dati ad uso redazionale è il direttore responsabile a cui ci

si può rivolgere per i diritti previsti dal D. Lgs. 196/03.

La riproduzione totale o parziale degli articoli e delle illustrazioni

pubblicati su questa rivista è permessa previa

autorizzazione, PubliTec non assume responsabilità per le

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dei messaggi pubblicitari.

© PubliTec

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20139 Milano

tel. 02/53578.1 - fax 02/56814579

www.publiteconline.it

assemblaggio@publitec.it

Direzione Editoriale

Fabrizio Garnero - tel. 02/53578309

f.garnero@publitec.it

Redazione

Fabrizio Dalle Nogare - tel. 02/53578305

f.dallenogare@publitec.it

Produzione, impaginazione

e pubblicità

Cinzia Polli - tel. 02/53578201

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Lorenza Petrozzi - tel. 02/53578201

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Ufficio Abbonamenti

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Il costo dell’ abbonamento annuale

è di Euro 50,00 per l’Italia

è di Euro 100,00 per l’estero

Prezzo copia è Euro 2,60.

Arretrati Euro 5,20

Segreteria vendite

Giusi Quartino - tel. 02/53578205

g.quartino@publitec.it

Agenti di vendita

Marino Barozzi, Patrizia Bulian,

Enrico Di Amario, Marina Gallotti,

Gianpietro Scanagatti

Comitato Tecnico

Fabio Greco

Sergio Paganelli

Franco Perico

Massimo Vacchini

Stampa

Grafica FBM (Gorgonzola - MI)

6 MARZO-APRILE 2016

A.N.E.S.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE

EDITORIA PERIODICA SPECIALIZZATA


CONTENUTI

ABB..........................................................35, 52, 58

ABL Automazione.................................................9

AIdAM ......................................................10, 38, 64

Alfamatic .............................................................51

AUTOMATICA 2016 .............................................32

AZETA Zeo Asioli Diffusion...................................52

Balluff Automation .......................................29, 58

burster Italia..................................................19, 34

Camozzi................................................. 2ª cop., 82

Contrinex ..............................................................34

CTA ......................................................................79

D.C.M. ..................................................................90

DELO.................................................................... 20

Denso ...................................................................46

Desoutter Italiana .................................................39

Eichenberger Gewinde...................................... 57

Epoxy Technology ................................................72

Fanuc Italia....................................................25, 43

Festo.....................................................................86

Galileo Business Consulting.................................64

Gimatic ...............................................................63

Hannover Express..............................................81

Hannover Messe ..................................................28

Hiwin .....................................................................7

igus ........................................................ 1ª cop., 26

Image S............................................................5, 16

Iscra Dielectrics.................................... 4ª cop., 76

Kabelschlepp Italia.............................................13

Kawasaki ..............................................................14

Keyence................................................................42

Kistler Italia ...................................................30, 39

K.L.A.IN.robotics ..........................................31, 46

Kuka Roboter Italia...............................................1

LASYS 2016.........................................................75

Lesta ....................................................................33

LMI Technologies..................................................16

Mewa....................................................................36

Microscan Systems ..............................................22

Mitsubishi Electric Europe ....................................33

NSK Italia..............................................................28

Omron Electronics................................................40

Pamoco......................................................... 36, 42

Pepperl+Fuchs .....................................................44

Pneumax.............................................................. 11

Remak ..................................................................72

R.F. Celada...........................................................44

Samac........................................................Battente

Schunk Intec ............................................... 3ª cop.

Siemens Italia....................................................... 90

Sinta ....................................................................37

SMC Italia ......................................................40, 45

SPS IPC Drives Italia ..........................................71

Tiesse Robot .................................................14, 41

TMP Engineering ............................................... 43

Vuototecnica .........................................................2

Zimmer Group Italia........................................... 27

8 MARZO-APRILE 2016

& meccatronica 114


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Piattaforma di collaborazione italo-tunisina

Il progetto di collaborazione bilaterale

con la Tunisia continua

sulla buona strada. A seguito

dell’incontro nel mese di gennaio

scorso che AIdAM, nella figura

del Direttore Vacchini e del

Vice Presidente Greco ha avuto

con un professore di Ingegneria

Meccanica dell’Università di

Cartagine a Tunisi, il Professor

Mongi Besbes, è stato istituito il

comitato d’organizzazione della

piattaforma di collaborazione italo-tunisina.

Di questo comitato faranno parte,

oltre a cinque professori ordinari

dell’Istituto Superiore delle Tecnologie

dell’Informazione e della

Comunicazione (ISTIC), il Diretttore

del suddetto istituto e anche

il Direttore della Scuola Nazionale

delle Scienze e delle Tecnologie

Avanzate di Borj Cédria, il Professor

Faouzi Chaabane. Il team è

inoltre composto da quattro professori

dell’Università Nazionale

di Ingegneria di Cartagine.

Basso costo della manodopera e

incentivi fiscali per chi crea occupazione

sono solo due dei diversi

fattori attrattivi del mercato tunisino.

Il Paese ha bisogno (ma soprattutto

ha voglia) di svilupparsi.

Il progetto di collaborazione

bilaterale che AIdAM vuole fortemente

attivare potrà indubbiamente

essere un fattore primario

nell’ambito dell’innovazione tecnologica

per le imprese. Il trasferimento

del know-how italiano sia

a livello accademico che a livello

industriale è l’obiettivo principale.

Italian-Tunisian Collaboration Platform

The Bilateral Collaboration Program

in Tunisia is in continuous

development. Following the meeting

that Director Vacchini and Vice

President Greco had last January

with Mongi Besbes, Professor at

the Faculty of Mechanical Engineering,

University of Carthage,

it was established the organizing

committee of the Italian-Tunisian

collaboration platform.

Part of this committee, besides

five professors of the Superior

Institute of Communication and

InformationTechnologies (ISTIC),

will be the Director of this Institute

and Professor Faouzi Chaabane,

Director of the National School of

Science and Advanced Technologies

in Borj Cédria. In the committee

there are also four Professors

from the National Engineering University

in Carthage.

Low labour costs and tax incentives

for those who create jobs.

Those are only two of the various

attractive factors offered by the

Tunisian market.

The Country needs (but especially

wants) to develop. The Bilateral

Collaboration Project that AIdAM

strongly wants to activate will undoubtedly

be a primary factor for

the technological innovation of Tunisian

companies.

Sharing the Italian know-how, under

both an academic and an industrial

point of view, is the main

goal.

10 MARZO-APRILE 2016

& meccatronica 114


Fantasia

PNEUMAX, un’ azienda italiana e i suoi valori.

Il valore del made in Italy

www.pneumaxspa.com


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Ad aprile l’Assemblea

generale

Non solo Serbia, Tunisia e Marocco:

da quest’anno AIdAM

porrà la sua attenzione e i

suoi sforzi anche su Bulgaria, Repubblica

Ceca, Romania, Polonia,

Iran e Messico. I risultati conseguiti

grazie all’ottimo lavoro svolto in Serbia

e l’impegno che l’Associazione

dedica costantemente stanno avendo

un notevole riscontro sia a livello

istituzionale che imprenditoriale.

A rafforzare le intenzioni dell’Associazione,

alla prossima Assemblea generale

AIdAM, che si terrà il 14 aprile

presso il centro di ricerca Kilometro

Rosso di Bergamo, sono stati invitati

consoli e rappresentanti istituzionali

delle nazioni che prenderanno parte

agli eventi pubblici della giornata, a

partire dall’incontro del mattino sul

tema di Industria 4.0. L’Assemblea

sarà patrocinata da FE.N.CO, la

Federazione Nazionale dei Consoli.

Inoltre, presenzierà alla giornata

l’Onorevole Eleonora Cimbro, Vicepresidente

del Comitato Permanente

sulla Politica Estera e Relazioni

Esterne dell’Unione Europea.

The General Assembly Scheduled in April

Starting this year, AIdAM will focus

its attention and efforts not only

in Serbia, Tunisia and Morocco, but

also on Bulgaria, Cezch Republic,

Romania, Poland, Iran and Mexico.

The results achieved by the excellent

work done in Serbia and the

efforts that the Association constantly

dedicates are receiving an

excellent feedback both at an institutional

and entrepreneurial level.

In order to strengthen the aims of

the Association, at the next AId-

AM General Assembly, which will

be held next 14 th of April at the research

center “KilometroRosso”,

consuls and institutional representatives

of the Countries mentioned

above will be invited. They will participate

in the “open events” of the

day, such as the morning meeting

that will have Industry 4.0 as its

main issue. The General Assembly

will also be sponsored by FE.N.CO,

the National Federation of Consuls.

Hon. Eleonora Cimbro, Vice President

of the Permanent Committee

on Foreign Policy and External Relations

of the European Union, will

also take part in the event.

Un momento

della collettiva

organizzata da

AIdAM al SamuMetal

di Pordenone.

A frame of the collective

organized by AIdAM

at the last SamuMetal

in Pordenone.

12 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Varietà

La Vostra applicazione

determina il tipo di

materiale, noi lo

forniamo.

Esattamente la catena portacavi

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CRONACA

Un doppio braccio

d’aiuto

di Leonardo Albino

Il robot Duaro con

doppio braccio

robotizzato

presentato da

Kawasaki alla

scorsa edizione

della EMO.

The Duaro robot

with double arm

introduced by

Kawasaki at the last

edition of the EMO

trade fair.

Sarà disponibile sul mercato

a partire dalla tarda primavera

il nuovo robot Duaro,

con doppio braccio

robotizzato, progettato per cooperare

con l’operatore nelle aree di lavoro.

Sviluppato da Kawasaki e distribuito in Italia

daTiesse Robot, il nuovo modello Duaro,

facilmente installabile e trasportabile,

è particolarmente adatto allo svolgimento

di operazioni di assemblaggio, test o ispezione

di particolari meccanici ed elettronici.

Il colosso nipponico Kawasaki, i cui prodotti sono distribuiti

in Italia da Tiesse Robot, ha da sempre uno

sguardo particolarmente attento alle potenziali esigenze

dei nuovi mercati nel settore dell’automazione

robotizzata.

Come dimostrato anche in recenti convegni, un tema

che sta emergendo è la cooperazione tra un operatore

e un braccio robotizzato, intendendo per “cooperazione”

la possibilità di lavorare nelle medesime aree

di lavoro senza stringenti dispositivi fisici di delimitazione

delle stesse per motivi di sicurezza. Kawasaki

Robot ha valutato di potersi introdurre in questo settore,

proponendo non un singolo braccio, ma un doppio

braccio robotizzato denominato Duaro che, grazie alla

sua configurazione, permette di essere installato, ed

eventualmente anche rimosso, in modo estremamente

rapido in postazioni di lavoro già occupate da operatori

e in aree con operazioni di assemblaggio, di test

o di ispezione di particolari meccanici ed elettronici.

Tutto ciò senza la necessità di modificare la configurazione

della linea di lavoro stessa.

Facilità di installazione

e operazioni di teaching semplificate

Il robot Duaro, sviluppato da Kawasaki, risulta compatto

e montato su un carrello mobile - quindi facilmente trasportabile

- che contiene anche l’unità di controllo dei due

bracci robotizzati. Particolari concezioni dell’hardware, del

software e la limitazione dei motori a potenze di 80 watt

danno accesso alla certificazione riguardo la sicurezza

14 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Il robot Duaro

è montato su un

carrello mobile

che contiene anche

l’unità di controllo

dei due bracci

robotizzati.

The Duaro robot

is mounted on

a movable carriage

that contains also

the control unit

of two robotic arms.

nelle aree di lavoro secondo le nuove normative esistenti.

Il robot può avere una configurazione minima di 2 più 2

assi con degli end effector di tipo pneumatico applicati

alle estremità, fino a un massimo di 4 più 4 assi per rendere

il sistema più flessibile nella gestione delle aree di

lavoro. La facilità di installazione si affianca anche a operazioni

di teaching molto semplificate tramite tablet o mediante

operatore, che può muovere direttamente i singoli

assi nelle posizioni richieste. La portata del robot varia da

2 a 4 kg.

Il robot Duaro può naturalmente essere collegato a sistemi

di visione che gli permettono una maggiore flessibilità

di utilizzo; inoltre, è estremamente semplice la

riconfigurazione della lunghezza dei bracci e del polso

a seconda della necessità del cliente. Il nuovo prodotto,

in vendita a partire dalla tarda primavera del 2016, è

stato lanciato sul mercato italiano nel corso dell’ultima

EMO, che si è svolta a Milano lo scorso ottobre. n

n NEWS ARTICLE

A Helping Double Arm

Available on the market since late spring 2016,

the new Duaro robot with doube arm is designed

for cooperation with operator in working areas.

Developed by Kawasaki, and distributed in the Italian

market by Tiesse Robot, the new model Duaro can

be easily installed and moved and is also particularly

suitable for assembly tasks, as well as test or

inspection of mechanical or electrical components.

The Japanese giant Kawasaki, whose products are distributed

in Italy by Tiesse Robot, has always been especially focused

on potential needs of new markets in robotized automation field.

An emerging topic, as demonstrated in recent conferences,

is the cooperation between an operator and a robotic arm,

where “cooperation” means the possibility of working in the

same areas without strict physical delimitation devices due

to security reasons. Kawasaki Robot assessed the possibility

of entering this sector, by proposing not a single arm, but

a double robotic arm named Duaro that, as for its configuration,

may be installed and then removed extremely quickly

in working areas where operators are already present and

in areas where operations of assembly, test or inspection of

mechanical or electrical components, etc. are carried out

without changing configuration of the working line itself.

Simple installation and extremely

easy teaching operations

The Duaro robot is compact and mounted on a movable carriage,

therefore it is easily transportable, and such carriage

contains also the control unit of two robotic arms. Special

conceptions in hardware, software and limitation of motor

powers to 80 watt give access to certification on safety in

working areas under the new regulations in force.

The robot may have a minimum configuration of 2 plus 2 axes,

with pneumatic end effectors placed on the edges, up to a

maximum of 4 plus 4 axes so as to make the system more flexible

in managing the working areas. A simple installation is coupled

to extremely easy teaching operations carried out through

tablet or by the operator, who can move directly single axes to

reach the required positions. Payload is from 2 to 4 kg.

Of course the robot can be connected to vision systems that

allow more flexibility of use; furthermore reconfiguration of

arms and wrists length according to customer needs is very

simple. EMO exhibition, held last October in Milan, has been

the showcase for launching this new robot onto Italian market,

which will be available for sales in late spring 2016. n

Il nuovo modello

di robot Kawasaki

all’opera.

The new model of

Kawasaki robot while

working.

PubliTec MARCH-APRIL 2016 15


CRONACA

Il sensore è compatto

e intelligente

di Giorgia Stella

Grazie alla sua struttura leggera e ultracompatta, il nuovo sensore Gocator 3019 - prodotto

da LMITechnologies e distribuito in Italia da Image S - permette di dimezzare gli ingombri

ed è particolarmente adatto per ispezioni tridimensionali in linea su oggetti statici.

Il sensore, dotato di un ampio campo di visione, è destinato ai costruttori di linee

di assemblaggio e può essere montato su un robot o un supporto fisso.

Il modello 3109,

ultimo arrivato dei

sensori Gocator

3100, distribuiti in

Italia da Image S.

The Gocator 3109

model, the latest

addition to the

Gocator 3100 Series

of sensors, distributed

in Italy by Image S.

Oltre 20 anni di esperienza in qualità di fornitore

di componenti per image processing fanno

di Image S un nome di riferimento nel mercato

italiano. Nella gamma di prodotti distribuiti dall’azienda

lombarda e destinati a svariati mercati - tra cui industriale,

medicale e scientifico - uno degli ultimi arrivati è

Gocator 3019, la nuova versione del sensore intelligente

per l’acquisizione di immagini tridimensionali (3D Smart

Snapshot Sensor) sviluppato da LMI Technologies, progettato

per ispezioni in linea e applicazioni con robot.

Il modello 3109 è l’ultimo nato della famiglia Gocator

3100. Grazie alla struttura leggera e ultracompatta,

che dimezza gli ingombri rispetto al modello Gocator

3110, il nuovo sensore 3D di LMI è destinato ai costruttori

di linee di assemblaggio che devono effettuare

ispezioni tridimensionali in linea su oggetti statici,

montando il sensore su un robot o un supporto fisso.

Precisione e compattezza per

operare anche in spazi ristretti

Gocator 3109 effettua scansioni ad alta risoluzione

ed elevata velocità. Una delle sue peculiarità è la dimensione

estremamente compatta: il sistema misura,

infatti, solo 49 x 100 x 155 mm e pesa appena 1,5 kg.

16 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Compattezza e leggerezza

agevolano il montaggio su bracci

robotici, l’installazione di uno o più sensori

in spazi ristretti (ad esempio per misurazioni sui cilindri

dei motori) e l’integrazione in macchinari o altre apparecchiature

di fabbrica. L’ampio campo di visione (FOV)

del modello 3109, che copre un’area compresa fra

86 x 67 mm e 88 x 93 mm, unito alle capacità di scansione

avanzate, consente di leggere e misurare diversi

elementi con un’unica acquisizione tridimensionale. È

così possibile acquisire più oggetti in un tempo ridotto

garantendo una velocità maggiore

della linea di produzione.

Inoltre, la scansione matriciale

non richiede il perfetto allineamento

dei sensori per rilevare

con precisione tutte le caratteristiche

dei pezzi acquisiti.

Il numero ridotto di

componenti semplifica

la configurazione

Il nuovo sensore comunica direttamente

con PLC e robot, riducendo il numero di componenti

hardware e semplificando la configurazione, con notevoli

benefici in fase di installazione e manutenzione.

Eliminando i PC in fabbrica e riducendo il numero di

componenti necessari, Gocator 3109 ottimizza la progettazione

del sistema e abbatte i costi di integrazione.

Il nuovo sensore 3D di LMI viene pre-tarato in fabbrica

in modo da poter essere installato velocemente senza

la necessità di tarature sul posto, ottenendo risultati e

Una delle peculiarità

del sensore

Gocator 3109

è la dimensione

estremamente

compatta: il sistema

misura solo

49 x 100 x 155 mm

e pesa

appena 1,5 kg.

One of the main

peculiarities of

the Gocator 3109

sensor lays in its

extremely compact

dimensions: the

system measures just

49 x 100 x 155 mm

and weighs less

than 1.5 kg.

n NEWS ARTICLE

The Sensor Is Compact and Smart

Due to its lightweight and ultra compact structure, the new Gocator 3019 sensor - manufactured by LMI

Technologies and distributed in Italy by Image S - allows users to reduce spaces by half. In addition, it is particularly

suitable for inline 3D inspection of stationary targets. Equipped with a wide FOV, the sensor is addressed to

assembly line builders who need to perform robot-mounted and fixed frame.

With over 20 years of experience as a distributor of image

processing components, Image S is quite a benchmark

in the Italian market. The range of products distributed by the

Lombard company and addressed to several fields - among

which are manufacturing, medical and scientific - is now enhanced

with Gocator 3019, a new version of the smart sensor

for 3D imaging (3D Smart Snapshot Sensor) developed by

LMI Technologies.

The Gocator 3109 model is the latest addition to the

Gocator 3100 Series. Featuring a lightweight, ultra compact

body that is half the size of the Gocator 3110 model, LMI’s

newest 3D snapshot sensor is designed for assembly line

builders who need to perform robot-mounted and fixed frame

inline 3D scanning and inspection of stationary targets.

High-precision and ultra compact

to work also in confined spaces

The Gocator 3109 scans with high-resolution and speed.

One of its main peculiarities lays in its extremely compact

dimensions: in fact, the system measures just 49 x 100 x 155

mm and weighs less than 1.5 kg.

This ultra compact design and lightweight package make the

3109 easy to mount onto robotic arms, fit single or multiple

sensors into confined spaces (e.g. for measuring engine cylinders),

and integrate or embed into machines and other factory

devices. The 3109’s wide FOV (86 x 67 mm to 88 x 93 mm) and

flexible scanning capability provide measurement of multiple

features with a single 3D snapshot. This lowers system costs,

because users are able to inspect a large number of features

in a shorter period of time and with a minimum number of scanners.

Area scanning also removes the need to perfectly align

the sensors before part features can be accurately detected.

The reduced number of

components makes setup easier

The Gocator 3109 communicates directly to PLCs/robots,

resulting in fewer hardware components and fewer configuration

details for setup and maintenance. By eliminating PCs

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 17


CRONACA

Il server web

integrato nei

prodotti della

famiglia Gocator

consente una

configurazione

semplice e intuitiva:

non è richiesta

l’installazione di

alcun software e

funzionano con

qualsiasi computer

e sistema

operativo.

vantaggi immediati. Non è richiesta alcuna regolazione,

impostazione o manutenzione in loco, accorciando

così drasticamente i tempi di installazione.

Il sistema offre, inoltre, un’interfaccia grafica in ambiente

web facile da usare. I parametri di misura intuitivi sono

basati sul modello CAD per consentire al personale di

configurare lo scanner per misure specifiche anche senza

avere un alto livello di competenza tecnica.

Famiglia di sensori 3D

intelligenti all-in-one

La serie Gocator 3100 è la prima famiglia di sensori 3D

intelligenti che unisce acquisizione di immagini 3D e

generazione di nuvole di punti 3D a strumenti di

misura in un unico sistema per impieghi industriali.

Grazie a una ricca dotazione di strumenti integrati,

i sensori Gocator sono ideali per un’ampia gamma

di applicazioni di ispezione in linea senza contatto,

oltre a essere facili da configurare, veloci da integrare

e altamente affidabili.

La serie Gocator 3100 è in grado di effettuare misure

senza contatto ad alta risoluzione con velocità fino a 5

Hz. I sensori sono ideali per misurare le dimensioni di

diversi elementi e caratteristiche, quali fori, asole, perni,

distanze e allineamenti.

I sensori non richiedono alcun controllore o PC aggiuntivo

per effettuare le misure in 3D. Si possono sincronizzare

più sensori all’interno della stessa rete per espandere il

campo di visione con un dispositivo LMI Master.

La tecnologia di scansione stereoscopica a luce blu strutturata

aumenta il livello di immunità alla luce ambiente,

generando dati affidabili anche in condizioni di luminosità

non ottimali. La custodia IP67 di Gocator, la sua

forma compatta e il peso inferiore a 1,5 kg lo rendono

ideale per l’installazione in spazi ristretti e

il montaggio su robot. Il server web integrato in

Gocator,infine,consenteunaconfigurazionesempliceeintuitivatramitebrowser:nonèrichiestal’installazionedialcunsoftwareefunzionaconqualsiasi

computer e sistema operativo.

n

Gocator’s built-in

GUI provides users

with a simple and

intuitive setup

experience, using

any web browser,

computer

or operating system.

on the factory floor and

minimizing the number

of components needed,

the Gocator 3109

optimizes system design

and reduces integration

costs.

LMI’s latest 3D snapshot

sensor comes factory

pre-calibrated so users

can set it up quickly

and produce results outof-the-box.

No need for

on-site calibration or maintenance

significantly reduces system setup

times.

The system also features an easy-to-use, web-based

graphical interface with responsive feedback in 3D. Its intuitive

measurement parameters are CAD model-based, ensuring staff

can configure their scanner for specific measurement applications

without needing a high level of technical expertise.

Smart and all-in-one 3D sensors family

The Gocator 3100 series is the first family of 3D smart sensors

to combine 3D point cloud acquisition and measurement

tools in a single industrial package. With a rich set of built-in

tools, Gocator sensors are ideal for a wide variety of non-contact,

in-line inspection applications. Gocators are simple to

setup, quick to integrate and highly reliable.

The Gocator 3100 series performs high-resolution noncontact

measurement at up to 5Hz. These sensors are ideal for

dimensional measurement of many features such as holes,

slots, studs, gap and flush. Single sensors require no additional

controllers or PCs to produce 3D measurements. Synchronize

multiple sensors in the same network to expand

your sensors field of view using a LMI Master.

Structured blue light and stereo scanning technology add

extra levels of ambient light immunity, producing reliable

data even in challenging lighting conditions. Gocator’s IP67

housing, small form factor, and less than 1.5 kg weight make

it ideal for fitting into small spaces and mounting on robots.

Gocator’s built-in GUI provides users with an intuitive setup

experience, using any web browser, computer or operating

system. With no additional software to install, Gocator can

work with any computer and operating system. n

18 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


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Misure. La soluzione Digiforce ®


CRONACA

Raddoppia la precisione

di incollaggio

La nuova soluzione

sviluppata

da DELO prevede

due fasi

di indurimento:

quella di

fotoindurimento

e, la successiva,

di termoindurimento.

I settori automobilistico ed elettronico sono i principali mercati di sbocco del nuovo adesivo

ibrido sviluppato da DELO, lo specialista tedesco in soluzioni di incollaggio.

Grazie al fotoindurimento, che si aggiunge allo sperimentato processo di termoindurimento,

il nuovo prodotto ibrido consente una maggiore precisione di incollaggio, uno spessore

definito e una movimentazione più agevole dei componenti fissati anche in ambienti gravosi

e in presenza di fluidi particolarmente aggressivi.

di Cesare Pizzorno

The new solution

developed by DELO

relies on two curing

stages: light curing

and heat-curing.

Specialista nella progettazione e realizzazione

di soluzioni di incollaggio all’avanguardia, il

produttore tedesco DELO Industrial Adhesives

ha sviluppato DUALBOND, un adesivo ibrido

fotoindurente per applicazioni gravose destinato

ai settori automobilistico ed elettronico; si tratta di

una resina epossidica per applicazioni che richiedono

un’elevata affidabilità.

Se i componenti incollati o sigillati sono esposti

a temperature estreme e sostanze chimiche aggressive,

normalmente vengono impiegati adesivi

epossidici, particolarmente resistenti, con induren-

ti speciali. Essi, tuttavia, sono disponibili in versione

puramente termoindurente.

Il fotoindurimento del nuovo prodotto ibrido DELO

consente una maggiore precisione di incollaggio,

uno spessore definito, nonché una movimentazione

più agevole dei componenti fissati. Inoltre, è possibile

ottenere, nelle applicazioni “Glob Top”, un “congelamento”

della forma della goccia dosata, poiché

la formazione di una pellicola dopo la fase di foto

polimerizzazione impedisce lo scorrimento durante

la successiva fase di termoindurimento. Quindi, una

sigillatura Glob Top è possibile anche in presenza di

componenti miniaturizzati, per i quali è disponibile

uno spazio ridotto per l’incapsulamento, consentendo

il risparmio di una fase di processo rispetto al

tradizionale approccio cosiddetto “dam and fill”.

Prestazioni eccellenti anche

in presenza di fluidi aggressivi

Con l’indurimento in due fasi, l’adesivo viene prima fissato,

in 1-5 secondi, in funzione dell’intensità di irraggiamento,

raggiungendo così una resistenza a taglio

pari a circa 1 MPa, su FR4. La tenuta completa, pari a

50 MPa, viene poi raggiunta dopo la fase di termoindurimento,

per la quale sono necessari 30 minuti a

150°C. Il prodotto ibrido DELO possiede un’aderenza

universale ed è disponibile con due diverse viscosità,

per applicazioni sia d’incollaggio che di sigillatura.

Grazie alle proprietà di scorrimento tixotropiche, entrambe

le versioni sono facilmente processabili. L’intervallo

delle temperature di esercizio della colla è tra

-65°C e + 180°C. Per temperature di lavoro ancora piú

20 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


elevate, DELO ha recentemente lanciato sul mercato

adesivi per alte temperature che presentano una resistenza

termica fino a 250°C.

Nonostante il carattere ibrido, la resina epossidica presenta

un’ottima resistenza alle sostanze chimiche: prove

di stoccaggio fino a 500 ore in fluidi aggressivi come olio

per cambio, benzina o metanolo non mostrano nessun

deterioramento delle caratteristiche meccaniche. Il prodotto

mostra un’elevata resistenza anche nei confronti degli

inchiostri da stampa, in grado di attaccare la maggior

parte degli adesivi. Di conseguenza, risulta particolarmente

indicato per applicazioni di incollaggio nelle testine

di stampa, come ad esempio l’incollaggio della piastra

ugello sull’interposer, che richiedono un’elevata precisione

di posizionamento.

n

Il fotoindurimento del nuovo

prodotto ibrido DELO

consente una maggiore

precisione di incollaggio,

uno spessore definito e una

movimentazione più agevole

dei componenti.

The light curing of the

newly developed DELO

product offers

greater bonding

accuracy,

a defined fillet

and easier

handling of the

components.

n NEWS ARTICLE

Double Bonding Accuracy

The automotive and electronics industries are among

the major end markets for the new hybrid adhesive

developed by DELO, the German specialist for bonding

solutions.Thanks to light curing, in addition to the

well-known heat-curing process, the new hybrid product

offers greater bonding accuracy, a defined fillet, and

easier handling of the cured components also in harsh

environments, also featured by aggressive media.

Specialized in the design and manufacturing of cutting-edge

bonding solutions, the German producer

DELO Industrial Adhesives has developed DUALBOND, a

light-fixable hybrid adhesive for aggressive media mainly

addressed to the automotive and electronics industry; it is

an epoxy resin for the high-reliability sector.

Particularly resistant epoxy resin adhesives with special

hardeners are used where bonded or encapsulated components

are exposed to extreme temperatures and aggressive

chemicals. However, only heat-curing variants have been

available up to now.

By contrast, the light curing of the newly developed DELO

product offers greater bonding accuracy, a defined fillet,

and easier handling of the cured components. What’s more,

in the case of glob top encapsulation, it forms a skin and

can “freeze” its shape, so does not flow away during heat

curing. This means that a defined glob top encapsulation

is possible even if miniaturization makes space tight on the

circuit board, which saves one process step compared to

the alternative Dam & Fill method.

Top performance even in aggressive media

In a two-stage curing process, the adhesive is first light-cured

in 1-5 seconds, depending on intensity, and achieves a die

shear strength of more than 1 N on the FR4 circuit board material.

Heat curing is still required, for example 30 minutes at

150°C, after which the full strength of 50 MPa on FR4 is attained.

The dual-curing DELO product has universal adhesion

and is available in one viscosity for bonding applications

and another for encapsulation. Both variants are easy

to work with thanks to their thixotropic flow characteristics.

Their temperature range of us extends from -65°C to 180°C.

For even higher thermal requirements, DELO has recently

introduced high-temperature adhesives to the market, which

are temperature-resistant up to 250°C.

Despite its hybrid nature, the epoxy resin is highly resistant

to chemicals. Even after 500 hours stored in aggressive

media, like transmission fluid, gasoline, or methanol,

there is hardly any effect on its mechanical properties.

The product also exhibits good resistance to printing inks,

which attack most adhesives. It is therefore particularly

suitable for adhesive applications in the print head that require

highly accurate positioning, e.g. bonding the nozzle

plate to the interposer.

n

La formazione di una

pellicola dopo la fase di

foto polimerizzazione

impedisce lo

scorrimento durante

la successiva fase di

termoindurimento.

Due to the skin that

follows light curing, any

flow away is avoided

during heat curing.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 21


CRONACA

L’occhio del falco per

leggere i codici a barre

Il sistema

MicroHAWK di

Microscan è stato

progettato come

una convergenza

di innovazione

tecnologica

efeedback

ricevuto dai

clienti dell’azienda

americana.

MicroHAWK

from Microscan

was designed as

aconvergence

of technology

innovation and

feedback from the

customers of the US

company.

A partire dal nome, sono ispirati alla proverbiale capacità visiva del falco i lettori di

codici a barre MicroHAWK, lanciati sul mercato dall’azienda statunitense Microscan.

Dotati di un motore di lettura immagini interamente integrato e caratterizzati da

dimensioni molto ridotte, da tre mini lettori di codici a barre di livello industriale

e dalla nuova interfaccia di configurazione basata su browser WebLink, i dispositivi

sono compatti, facili da utilizzare e flessibili.

di Leonardo Albino

22 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Microscan, produttore globale nel campo delle

soluzioni per l’identificazione automatica, ha

lanciato sul mercato un prodotto innovativo per

la lettura dei codici a barre. Il sistema MicroHAWK,

caratterizzato da un formato dalle dimensioni molto

ridotte, è dotato di un motore di lettura immagini interamente

integrato, di tre mini lettori di codici a barre di

livello industriale e della nuova interfaccia di configurazione

basata su browser WebLink. La piattaforma,

facile da utilizzare e con un livello elevato di flessibilità

Il motore di lettura

immagini di codici

a barre integrato

nel sistema

MicroHAWK

di Microscan è

caratterizzato

dalle dimensioni

estremamente

ridotte.

n NEWS ARTICLE

The Hawk Eye to Read

the Barcodes

Starting from their name, MicroHAWK barcode

readers, launched by the US company Microscan,

draw inspiration from the sight of hawks. Equipped

with a fully-integrated barcode imaging engine, three

industrial-rated miniature barcode imagers, and the

new WebLink browser-based configuration interface,

these devices are compact, easy to use and flexible.

The barcode

imaging engine

fully integrated in

the MicroHAWK is

featured by quite

reduced dimensions.

Microscan, a global manufacturer in precision data acquisition,

launched on the market an innovative product

for barcode reading. MicroHAWK, featured by quite

reduced dimensions, is equipped with a fully-integrated barcode

imaging engine, three industrial-rated miniature barcode

imagers, and the new WebLink browser-based configuration

interface. Together, this comprehensive barcode

reading platform decodes any symbol in any application

with unprecedented flexibility, compatibility and ease of use.

MicroHAWK was designed as a convergence of technology

innovation and feedback from the customers of the US

company. Its reduced dimensions do not affect neither performances

nor of such an easy to use and really flexible

platform.

The barcode imaging engine

has quite reduced dimensions

At the heart of every MicroHAWK barcode reader is an extremely

small fully-integrated barcode imaging engine featured

by quite reduced dimensions. From decoder to sensor,

up to speed or illumination, the engine can be configured

with any combination of features and packaged into a Micro-

HAWK model (ID-20, ID-30, or ID-40) with ideal dimensions,

connectivity and industrial-rating for any installation. This

agility allows users the freedom to optimize a barcode reader

to precisely match their needs. From the tiny ID-20 OEM

Barcode Reader with simple USB connectivity, to the flexible

IP54-rated ID-30 Miniature Barcode Reader with corner-exit

cable, up to the ID-40 Industrial Ethernet Barcode Reader,

compliant with the IP65/67 standard, any MicroHAWK reader

can be uniquely configured for ideal value and performance.

A device designed to be installed easily

The agility of MicroHAWK extends to the WebLink setup and

control interface. Both MicroHAWK and the incredibly intuitive

WebLink user interface were engineered to allow anyone

with or without barcode reading experience to easily

install a device into new or existing systems. WebLink is a

web-browser-based interface for industrial barcode reading.

Furthermore, there is no software required to use WebLink.

From any web-enabled device, users can access the IP address

of their MicroHAWK reader in a web browser to view

decoded data and barcode images in real time. Using basic

information about a barcode reading job (barcode type, application

type, number of codes etc.), the WebLink interface

automatically adjusts the settings of the connected Micro-

HAWK reader to train and optimize for the expected codes

and reading conditions.

n

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 23


CRONACA

e compatibilità, è in grado di decodificare pressoché

qualsiasi simbolo in ogni applicazione.

Il sistema MicroHAWK è stato progettato come una convergenza

di innovazione tecnologica e feedback ricevuto

dai clienti dell’azienda americana. Le sue dimensioni

minime non incidono su prestazioni e capacità di una

piattaforma facile da utilizzare e davvero flessibile.

Il motore di lettura immagini

ha dimensioni molto ridotte

Il cuore dei lettori di codici a barre MicroHAWK è

costituito dal motore di lettura immagini di codici a

barre interamente integrato dalle dimensioni estremamente

ridotte. Dal decodificatore al sensore, alla

velocità, fino all’illuminazione, il motore può essere

utilizzato con qualsiasi combinazione di funzionalità

e integrato in un modello MicroHAWK (ID-20, ID-30

o ID-40) dalle dimensioni, la connettività e il grado

industriale adatti per qualsiasi installazione. L’agilità

del sistema sviluppato da Microscan consente agli

utenti di ottimizzare il lettore in modo da soddisfare

esigenze specifiche.

Dal minuscolo lettore di codici a barre OEM ID-20

dotato di semplice connettività USB al flessibile mini

lettore ID-30 conforme agli standard IP54 con cavo

con uscita ad angolo, fino al lettore di codici a barre

Ethernet per uso industriale ID-40 conforme agli

standard IP65/67, qualsiasi modello MicroHAWK

può essere configurato in modo esclusivo per performance

e valore ideali.

Da qualsiasi

dispositivo

abilitato per

il web, gli

utenti possono

accedere

all’indirizzo IP

del loro lettore

MicroHAWK e

visualizzare in

tempo reale i dati

decodificati e le

immagini dei codici

a barre.

From any

web-enabled device,

users can access the

IP address of their

MicroHAWK reader

or view decoded

data and barcode

images in real time.

Un dispositivo pensato

per essere installato con facilità

L’agilità del dispositivo MicroHAWK si estende

anche all’interfaccia di controllo e configurazione

WebLink. Sia MicroHAWK che l’intuitiva

interfaccia utente WebLink sono stati progettati

per consentire a chiunque, con o senza

esperienza nel campo della lettura di codici

a barre, di installare facilmente un dispositivo

in sistemi nuovi o esistenti. WebLink è

un’interfaccia basata su browser web appositamente

progettata per la lettura dei

codici a barre industriali.

L’utilizzo di Web Link, inoltre, non richiede

software.

Da qualsiasi dispositivo abilitato per

il web, infatti, gli utenti possono accedere

all’indirizzo IP del loro lettore

MicroHAWK in un browser web per

visualizzare in tempo reale i dati decodificati

e le immagini dei codici a

barre. Utilizzando le informazioni di

base relative a un’attività di lettura di

codici a barre (tipo di codice a barre,

tipo di applicazione, numero di

codici ecc.), l’interfaccia WebLink

regola automaticamente le impostazioni

del lettore MicroHAWK

collegato esercitandosi e ottimizzando

le condizioni di lettura e i

codici previsti.

n

Volete esprimere la vostra opinione su questo tema?

Scrivete a: filodiretto@publitec.it

24 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


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ATTUALITÀ

Un riconoscimento

al robot umanoide

Il team ‘NimBro’ dell’Università di

Bonn e dello specialista in “motion

plastics” igus ha conquistato il premio

RoboCup Design Award. I due

partner hanno lavorato fianco a fianco

per sviluppare un umanoide calciatore

che viene protetto in caduta

grazie a elementi esterni resistenti

all’abrasione. Non solo, è anche in

grado di rialzarsi autonomamente.

Una delle molte aree nelle quali l’umanoide

ha stupito i giudici della

competizione è stata l’interazione

con gli umani. Questa vittoria segue

il successo conquistato dalla

partnership durante la RoboCup

Football World Cup nel 2012.

A fine luglio 2015, l’azienda progettista

di robot Flower Robotics

Inc. a Hefei, Cina, ha organizzato

la prima edizione del RoboCup

Design Award all’interno della RoboCup

2015. Lo scopo era affinare

la consapevolezza e attirare l’attenzione

degli ingegneri sul design

degli umanoidi. In ogni caso,

il riconoscimento non ha premiato

tanto il design in sé, quanto piuttosto

la semplicità d’uso e riparazione

del sistema e la trasmissione

di identità. L’umanoide igus ha positivamente

colpito in queste aree.

L’esterno del robot e le parti di sostegno

del peso sono state realizzate

utilizzando la sinterizzazione

laser. Secondo Tutsuya Matsui,

CEO di Flower Robotics, i giudici

sono stati impressionati dal fatto

che non solo il design, ma anche

la realizzazione e assistenza del

robot sono adatti alla produzione

di massa.

An award to the

humanoid robot

The ‘NimBro’ team from the University

of Bonn and motion plastics

specialist igus celebrated victory

in the inaugural RoboCup Design

Award. The two partners worked together

to develop a football-playing

humanoid, which is protected

against falls by its abrasion-resistant

outer elements. Not only this,

but it is also able to stand up again

of its own accord. One of the many

areas in which the humanoid impressed

during the competition

was that of seamless interaction

between humans and robots. This

success follows on from the partnership’s

victory in the RoboCup

Football World Cup in 2012.

In late July 2015, the robot developer

Flower Robotics Inc. in Hefei, China,

organised the inaugural RoboCup

Design Award within the scope of

the RoboCup 2015. The aim was to

sharpen the engineers’ awareness

and mindset in relation to humanoid

design. However, the award did not

focus so much on the design itself

as on the simplicity of the system during

use and repairs, as well as the

conveyance of identity.

The igus humanoid impressed in

these areas. The robot’s exterior and

load-bearing parts were made using

laser-sintering. According to Tutsuya

Matsui, CEO of Flower Robotics, the

judges were impressed by the fact

that not only the design but also the

manufacturing and servicing of the

robot would be suitable for potential

mass production.

26 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


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ATTUALITÀ

100 anni da protagonista

nelle tecnologie motion

Nel 2016 NSK festeggerà 100 anni

come fornitore di tecnologie di movimentazione

ottimizzate. Quando Takehiko

Yamaguchi fondò NSK Ltd nel

1916, con un capitale di 350.000 yen

(2.655 euro), l’azienda diventò il primo

produttore di cuscinetti con sede

in Giappone. Oggi, NSK ha la quota

principale del mercato dei cuscinetti

in Giappone ed è uno dei maggiori

fornitori di cuscinetti a livello mondiale.

NSK si è anche diversificata con

successo in mercati come quelli dei

prodotti automotive, dei macchinari e

delle parti di precisione e dei prodotti

meccatronici, che nel loro complesso

hanno contribuito a generare un fatturato

netto annuo (nell’anno che si è

concluso il 31 marzo 2015) di 974,9

miliardi di yen (7,4 miliardi di euro).

Oggi, nei suoi 65 siti di produzione in

tutto il mondo, NSK produce circa 2,2

miliardi di cuscinetti all’anno, portando

movimento e precisione ai vertici

della categoria nel mondo industriale.

100 years as a protagonist

in motion technologies

In 2016, NSK will celebrate 100

years of providing the engineering

market with optimised motion technologies.

When Takehiko Yamaguchi

founded NSK Ltd in 1916 with

capital of ¥350,000 (2,655 euro), the

company became the first bearing

manufacturer to be established in

Japan. Today, the company has the

biggest share of the bearings market

in Japan and is one of the largest

bearing suppliers in the world. NSK

has also diversified successfully

into markets such as automotive

products, precision machinery and

parts, and mechatronics products,

all helping to generate net annual

sales (for the year ended 31 March

2015) of ¥974.9 billion (7.4 billion

euro). Today, from its 65 production

sites worldwide, NSK produces

around 2.2 billion bearings each year,

bringing class-leading motion and

precision to the industrial world.

Stelle e strisce

a Hannover

Gli Stati Uniti d’America saranno

Paese Partner della Hannover Messe

2016, la più importante fiera del

mondo dedicata alle tecnologie per

l’industria, prevista dal 25 al 29 aprile.

Il Presidente Barack Obama è atteso,

insieme alla cancelliera tedesca

Angela Merkel, all’inaugurazione

del salone, al quale prenderanno

parte oltre 250 aziende statunitensi.

Proprio il presidente USA si è proposto

l’obiettivo di potenziare l’industria

statunitense. La presenza

degli USA all’Hannover Messe sarà

focalizzata su temi quali efficienza e

produzione energetica, tecnologie

di produzione avanzate, tecnologie

intelligenti, oltre all’avviamento, o al

consolidamento, di partnership con

le economie transatlantiche.

A Hannover sono attesi 5.000 espositori

provenienti da 70 paesi, e

200.000 visitatori, la maggior parte

dei quali esponenti dell’industria

manifatturiera.

Stars and stripes

in Hanover

The United States has been designated

the official Partner Country

of Hanover Messe 2016, the world’s

leading trade fair for industrial

technology, scheduled from 25 to

29 April. President Barack Obama

is expected at the inauguration together

with Angela Merkel. 250 US

companies will be present. The US

President has declared his intention

to empower US industry. The

presence of the country at Hanover

Messe will be focused on efficiency

and energy production, advanced

production technologies, intelligent

processes and on launching and

consolidating trans-Atlantic business

partnerships.

Around 5,000 exhibitors from 70 different

countries are arriving in Hanover,

mostly in the manufacturing sector.

28 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Un libro sui

primi passi della

meccatronica in Italia

Come, dove e quando è nata in

Italia la meccatronica? Le fonti

non concordano ma di sicuro

una delle prime aziende a sposare

la meccanica con l’elettronica

è stata negli anni Sessanta la

DEA (Digital Electronic Automation)

di Torino: un libro appena

uscito, edito da Cartman Edizioni,

racconta la nascita e i primi passi

di una delle più prestigiose aziende meccatroniche. È

proprio alla DEA, infatti, che si deve il progetto e la produzione

della prima macchina di misura tridimensionale di

precisione al mondo.

“La DEA dei Robot” è un reportage, minuzioso e appassionato,

della prima giornata di lavoro di un adolescente

calabrese arrivato a Torino con il Treno del Sole, una

valigia di cartone e poche lire in tasca, nell’ormai lontano

settembre 1965. Un pretesto per raccontare com’è nata e

cresciuta all’ombra della Mole l’azienda che in quegli anni

ha dato vita e impulso alla meccatronica.

L’autore del volume autobiografico è Tito Gaudio, nato in

Calabria nel 1948 e assunto, dopo il diploma in elettronica,

come apprendista dalla DEA di Torino. Oggi Gaudio

gestisce la Elex s.r.l., azienda specializzata nel controllo

elettronico degli accessi, che ha fondato nel 1988.

A book tells the first steps

of mechatronics in Italy

The sources don’t agree about the exact time, place and

circumstances that brought to the foundation of mechatronics

in Italy. For sure, one of the first companies that

joined mechanics and electronics was the DEA (Digital

Electronic Automation) in Turin in the Sixties. A newly

released book, published by Cartman Edizioni, tells the

very first steps of one of the most prestigious mechatronic

companies. In fact, the first 3D precision measurement

machine in the world was manufactured at the DEA.

“La DEA dei Robot” is a detailed and passionate report

of the first working day of a teenager who moved to Turin

from the region of Calabria by the so-called “Sunny

Train”, only a suitcase and a few coins in his pocket. It

was September 1965. The book is a way to tell how the

company that boosted mechatronics in Italy developed

in those years.The author of the autobiography is Tito

Gaudio, born in Calabria in 1948 and employed, right

after getting a diploma in electronics, as trainee at the

DEA in Turin. Nowadays Gaudio manages Elex s.r.l., a

company specialized in electronic access control systems,

founded back in 1988.

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ATTUALITÀ

Crescita nel segno

dell’innovazione

Con vendite pari a 341 milioni di

dollari nel 2015, nel suo stabilimento

svizzero il gruppo Kistler

ha affrontato e superato le sfide

legate alla valuta, ottenendo una

crescita continua e creando circa

120 nuovi posti di lavoro in tutto

il mondo. Quest’anno Kistler, produttore

di tecnologie di misurazione

dinamica, investirà nuovamente

in maniera mirata nella ricerca

e nello sviluppo, con l’intenzione

di sviluppare ulteriori prodotti innovativi

e servizi dedicati ad applicazioni

specifiche.

Il gruppo Kistler è sulla buona

strada, con una crescita del 10%

dopo i necessari adeguamenti legati

alla valuta. Il CEO Rolf Sonderegger

prevede che il 2016

si rivelerà un altro anno ricco di

successi: “Kistler continuerà a

crescere, grazie alle nostre tecnologie

uniche e al nostro forte

posizionamento globale. Intendiamo

raggiungere parte di questa

crescita attraverso nuovi prodotti

e applicazioni, ma un ruolo chiave

sarà svolto anche dall’espansione

mirata della nostra fornitura di servizi,

insieme a una serie di acquisizioni

strategiche”.

Kistler intende, infatti, espandere

la sua offerta di servizi introducendo

costantemente dei prodotti

dedicati ad applicazioni specifiche

fino al 2020. Nel 2016 saranno

aggiunti prodotti innovativi alla

gamma del gruppo, fra cui nuove

applicazioni e i servizi corrispondenti:

l’offerta nel nuovo campo

commerciale strategico della termoacustica

è uno dei possibili

esempi.

Due nuovi centri tecnologici sono

in costruzione a Tokyo e nella

nuova sede principale europea

di Kistler (nella foto), che si trova

nella città tedesca di Böblingen

-Sindelfingen. “Circa il 10% dei

ricavi derivati dalle nostre vendite

annuali è dedicato alla ricerca e

allo sviluppo. Nel 2016, il gruppo

Kistler investirà nuovamente nello

sviluppo di prodotti e servizi innovativi

in tutto il mondo”, conclude

il CEO.

Growth through Innovation

With sales of USD 341 million in

2015, the Kistler Group overcame

currency-related challenges at its

Swiss site to achieve continued

growth and create some 120 new

jobs around the world. Kistler, global

manufacturer of dynamic measuring

technology, will again be

making targeted investments in

R&D during the current year in order

to develop innovative products

and application-specific services.

The Kistler Group is well on course,

with growth of 10% after currency-related

adjustments. CEO Rolf

Sonderegger anticipates another

successful year in 2016. “Kistler

will continue to grow, thanks to

our unique technologies and our

strong global positioning. We aim

to achieve some of this growth

through new products and applications,

but a key part will also be

played by a targeted expansion of

our service offering in tandem with

strategic acquisitions”.

Kistler intends to expand its service

offering by introducing application-specific

service products on a

continuous basis until 2020. Innovative

products will be added to the

Group’s portfolio in 2016, including

new applications and the corresponding

services: the offering from

the new Thermoacoustics Strategic

Business Field is just one example.

Two new Tech Centers are under

construction in Tokyo and at

Kistler’s new European headquarters

in Böblingen-Sindelfingen,

Germany (photo). “Some 10% of

our yearly sales revenue is devoted

to research and development.

In 2016, the Kistler Group will again

be investing in the development of

innovative products and services

across the globe”, points out the

Group CEO.

30 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


voxart.it

La storia

è scritta dalle

avanguardie.

La linea morbida e tagliente

dell’innovazione traccia, incisiva,

il sentiero del domani.

Umberto Boccioni

“Forme uniche della continuità nello spazio”

1913

Sede Operativa: Via Cacciamali, 67

25125 Brescia - Italy

Tel. +39 030 3582154 - Fax. +39 030 2659911

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ATTUALITÀ

Focus sulla robotica

di servizio

Da LBR iiwa di KUKA a YuMi di ABB

Robotics, fino ai robot di servizio di

PAL Robotics e Rethink Robotics, i

tradizionali costruttori di robot industriali,

le aziende di robotica di

servizio e nuovi protagonisti del

settore forniscono oggi soluzioni

commerciabili per l’interazione fra

uomini e macchine.

Un mondo produttivo collegato in

rete e in grado di rispondere in

modo flessibile e completamente

automatico all’evoluzione della

domanda. In questo contesto

sono indispensabili robot mobili

capaci di collaborare con gli addetti

in carne e ossa.

L’Industria 4.0 e le relative applicazioni

rappresentano una grande

opportunità per riaffermare

il ruolo di leader e pioniere tecnologico

dell’Europa. Una pietra

miliare in tal senso è la collaborazione

uomo-robot che migliora

l’ergonomia dei luoghi di lavoro e

le condizioni di lavoro in generale.

Il ricorso alla robotica di servizio

può inoltre contribuire a vincere le

sfide dettate dall’invecchiamento

della società.

Secondo l’International Federation

of Robotics (IFR), il mercato della

robotica di servizio professionale

continuerà a crescere a ritmi sostenuti.

Entro il 2018 si prevede

che verranno venduti 150.000

esemplari con un fatturato di circa

20 miliardi di dollari. Nel 2015

il tasso di crescita del comparto è

stato dell’11,5%. Le applicazioni

più importanti in ambito civile riguardano

l’agricoltura, la logistica

e la medicina.

AUTOMATICA 2016 presenterà

le novità più recenti nella “terra di

mezzo” fra robotica industriale e

robotica di servizio professionale,

con una forte attenzione alla collaborazione

fra uomini e robot e alle

sinergie tecnologiche fra robotica

industriale e di servizio.

Focused on service robotics

Regardless of whether the LBR

iiwa from KUKA, YuMi from ABB

robotics or the service robots from

PAL Robotics and Rethink Robotics,

conventional industrial robots

manufacturers as well as service

robotics companies and new

players in the market provide marketable

solutions for the interaction

between humans and robots.

A networked production world that

can react flexibly and fully automated

to changing needs. Robots,

which are mobile and collaborate

with people, are indispensable in

this. Industry 4.0 and the resulting

applications are a chance to

establish Europe as a technology

leader and pioneer. An important

milestone here is human-robot collaboration

that ensures workplace

ergonomics and better working

conditions. Service robotics applications

can help to master the

challenges of an aging society.

According to the International Federation

of Robotics (IFR), the market

for professional service robotics

will continue to grow tremendously.

About 150,000 units are expected

to be sold by 2018, thereby providing

sales of approx. 20 billion US

dollars. The growth rate in this area

was a solid 11.5 percent last year

alone. The most important applications

in the civilian sector are agriculture,

logistics and medicine.

AUTOMATICA 2016 will present

the latest developments at the interface

between industrial and

professional service robotics. The

human-robot collaboration and

technological synergies between

industrial and service robotics are

the focus.

32 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Premio per l’IIoT

nell’automazione

industriale

Il progetto e-F@ctory di Mitsubishi

Electric ha recentemente ottenuto il

riconoscimento di Frost & Sullivan

nell’ambito degli annuali Best Practice

Awards per il 2015, in quanto

fornisce la tecnologia abilitante nel

campo “Industrial Internet of Things”

(IIoT) nell’automazione industriale. Il

premio “Frost & Sullivan Southeast

Asia Enabling Technology Award”

rientra nel programma di riconoscimento

delle buone pratiche in

svariati contesti industriali e campi

applicativi. Frost & Sullivan ha scelto

la piattaforma e-F@ctory di Mitsubishi

Electric per la sua capacità di

integrare perfettamente i componenti

dell’automazione industriale utilizzando

protocolli e reti comuni. Il cuore

della piattaforma è rappresentato dai

componenti fondamentali dell’automazione

industriale quali controllori

a logica programmabile (PLC), interfacce

uomo-macchina (HMI), robot,

sistemi drive e così via. Questi vengono

abbinati ai relativi componenti

hardware per connettere gli stessi

sistemi di comando ai sistemi IT: una

soluzione ideale per i sistemi MES

per le applicazioni di tipo Enterprise.

Award for the IIoT in

industrial automation

Mitsubishi Electric eF@ctory project

has been awarded with Frost & Sullivan

Best Practice Award for 2015 as

capable to provide the enabling technology

in the “Industrial Internet of

Things” (IIoT) in the field of industrial

automation.

“Frost & Sullivan Southeast Asia

Enabling Technology Award” is part

of the program for good practices in

various industrial environments and

application fields.

Frost & Sullivan selected Mitsubishi

Electric e-F@ctory platform for its ability

to seamlessly integrate the industrial

automation components using

common protocols and networks.

The core of the platform is represented

by the main industrial automation

components such as programmable

logic controllers (PLC), human-machine

interfaces (HMI), robots, drive

systems and so on. These are matched

with the corresponding hardware

components in order to connect

control systems to IT systems:

an ideal solution for MES systems

and Enterprise applications.


RIBALTA

Sensori robusti ed efficienti

Contrinex ha aggiunto una custodia di tipo standard (serie 600) ai sensori induttivi approvati per l’industria alimentare della gamma

Washdown. Oltre ai sensori in acciaio inossidabile monoblocco Full Inox nelle taglie M12, M18 e M30, la gamma ora comprende anche i nuovi

sensori di tipo Classics nella taglia standard M12. Il nuovo sensore induttivo dispone di una custodia per uso alimentare in acciaio inossidabile

V4A/AISI 316L con superficie attiva in PPS (polifenilsolfuro). Offre una distanza di intervento di due millimetri ed è munito di IO-Link nella versione

PNP NA. Il sensore Classics Washdown può essere montato a filo e il collegamento si realizza mediante un

connettore S12. Come i sensori Full Inox Washdown (serie 700), anche i nuovi modelli Classics Washdown (serie

600) sono certificati per l’utilizzo a ciclo continuo in condizioni difficili. Entrambe le varianti della custodia hanno grado

di protezione IP68/IP69K e sono resistenti alla corrosione. Questi sensori robusti ed efficienti sono quindi ideali

per il monitoraggio di presenza e posizione nei settori di produzione di alimenti, bevande e prodotti farmaceutici.

Robust and efficient sensors

Contrinex has added a classical housing type (series 600) to its Washdown range of food industry approved inductive

sensors. The range now includes not only Full Inox one-piece stainless-steel sensors in sizes M12, M18 and

M30, but also the new Classics type in a standard M12 size. The new inductive sensor has a food grade housing in

V4A/AISI 316L stainless steel with PPS (polyphenylene sulfide) sensing face. It offers an operating distance of

two millimeters and is IO-Link enabled in the PNP NO version. The Classics Washdown sensor is embeddable and

connection is via an S12 connector. Like Full Inox (series 700) Washdown sensors, the new Classics (series 600)

Washdown types are certified for continuous use under harsh conditions. Both housing variants have an IP68/IP69K

protection rating and are corrosion resistant. These robust and efficient sensors are therefore highly suitable for position

and presence monitoring in the manufacture of food, beverages and pharmaceuticals.

Trasmettitore veloce di potenza

cludono sensori ad effetto di Hall per misure di corrente elevata.

Questi trasmettitori soddisfano i bisogni in tutto il campo della

potenza elettrica, specialmente per gli inverter di frequenza che

fanno muovere grosse macchine.

In ultimo, sono state da poco implementate le opzioni di uscita

4/20 mA e l’alimentazione del trasmettitore è a scelta tra 9-18 VDC,

18-36 VDC o 36-72 VDC.

Il trasmettitore di potenza a veloce tempo di risposta, modello

ITL101 Infratek, realizzato da burster, misura precisamente la

potenza di qualsiasi forma d’onda generata da unità di potenza

switching come inverter/azionamenti e linee di potenza. Sono disponibili

range di corrente (10 mA-3000 A) e tensione (10 V-600 V)

specifici su richiesta del cliente.

L’elevata tensione di isolamento tra i canali e tra l’ingresso e l’uscita

offre la massima libertà di collegare i circuiti di potenza al trasmettitore.

L’ITL101 non è usato solo per misure di potenza stazionarie

ma anche per controlli di potenza su macchine che hanno tempi

di risposta veloci e uscite bipolari. L’ITL101 trova spazio in tutte le

applicazioni in cui sia richiesto l’utilizzo minimo di energia.

Guardando con attenzione i vari diagrammi di connessione contenuti

nella documentazione da poco aggiornata con approfondimenti

utili, si notano le varie possibilità di collegamento che in-

Fast power transmitter

The power transmitter with fast response time, model ITL 101 Infratek, manufactured

by burster, measures accurately the power of any waveform

generated by switching power units such as inverters/drives and power

lines. Specific current ranges (10 mA-3000 A) or tension ranges (10 V-600

V) are available upon customer request.

The high isolation voltage between the channels and between the input

and the output ensures the maximum freedom to connect power circuits

to the transmitter. The ITL 101 is not only used for steady power measurements,

but also for power controls on machines featured by fast response

time and bipolar outputs. The ITL 101 can be used in all the applications

that require a very low energy consumption.

Paying attention to the several connection diagrams reported in the recently

updated folder, the various connection possibilities come to light,

including Hall effect sensors for high current measurements. These transmitters

meet the requirements in all the electric field power, particularly

for frequency inverters that put large-sized machines in motion.

Finally, 4/20 mA output options have been recently implemented, while

the transmitter feeding system can be chosen among the following: 9-18

VDC, 18-36 VDC or 36-72 VDC.

34 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Expand your business. L’innovazione nella robotica.

Dall’asservimento all’assemblaggio, dalla verniciatura alla saldatura, dall’alimentare

alla pallettizzazione, dal farmaceutico al cosmetico: la soluzione ottimale per ogni applicazione

robotizzata grazie ad un portafoglio prodotti completo da 1Kg a 800Kg di payload fino

a 4,2 metri di raggio d’azione. Per saperne di più visitate www.abb.it/robot


RIBALTA

Abbigliamento da lavoro personalizzabile

Mewa, fornitore tedesco di abbigliamento da lavoro in FullService,

non offre solo un servizio completo di fornitura, ritiro, e restituzione

al cliente degli indumenti dopo averli lavati, controllati ed eventualmente

riparati o sostituiti. L’azienda ha anche previsto un servizio,

denominato Servizio Loghi e Ricami, basato sull’importanza della

corporate identity, che permette di personalizzare gli indumenti da

lavoro con il logo dei clienti.

Su giacche, magliette, pantaloni o camici si possono applicare o

ricamare il logo dell’azienda e i nomi dei dipendenti.

Anche in questo caso, Mewa offre

la sua consulenza sulle diverse possibilità di

personalizzazione, a disposizione dei clienti

di numerosissimi settori, incluso l’ambito industriale.

Uno dei compiti del FullService Mewa è,

dunque, garantire un look uniforme, pulito e

curato, che trasmetta un’immagine di coerenza

con i valori aziendali. I tessuti resistenti

e i tagli confortevoli delle linee di abbigliamento

da lavoro e protettivo Mewa rendono

gli indumenti pratici e comodi da indossare:

un particolare molto importante perché i lavoratori

li indossino volentieri, senza sentirsi

appesantiti o impacciati nei movimenti.

Customized workwear

Mewa, the German provider of workwear in Full Service, does not only

offer a complete service of supply, pick up and return of clothes to

the customer after washing, checking and, possibly, fixing or replacing

them. The company has also promoted a service, named Embroidery

and Emblem service, based on the importance of a concept like

corporate identity, which allows for the customization of work clothes

with the customer’s logo.

In fact, the company logo or even the employee’s name can be applied

or embroidered on jackets, t-shirts,

trousers or rather gowns. Also in this case,

Mewa gives advice on the several customization

options available for customers

which operate in a broad range of sectors,

including industry.

Therefore, one of Mewa Full Service aims is

to ensure a uniform, clean and well-finished

appearance, capable to spread an image

that is consistent with a company’s values.

The resistant tissues, as well as the comfort

style of Mewa workwear, make clothes

handy and comfortable to be worn: this is

indeed an important detail, as the workers

can wear them gladly, without feeling awkward

during their working activities.


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

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RIBALTA

Aumenta la gamma di soluzioni di foratura

L’unità di foratura èVo di Desoutter si propone di aumentare le performance di foratura raggiungendo standard molto elevati. Parte del

portfolio Desoutter, la linea di prodotti Seti-Tec garantisce migliori performance nella categoria forature semiautomatiche, dedicate all’ingegneria

aeronautica e attrezzature di assemblaggio.

In aggiunta alle attuali gamme ST1200 e ST220, il nuovo utensile elettrico èVo è riuscito a raggiungere nuovi parametri di qualità e standard

per quanto riguarda performance di avvitatura mai visti prima. Infatti, la nuove unità di foratura Seti-Tec di Desoutter garantiscono riduzione

tempi di ciclo, migliore qualità, pieno controllo dei parametri di foratura, in utensili compatti e facili da usare.

Desoutter Tools ha, inoltre, acquisito l’azienda inglese PivotWare, specializzata nel fornire software per applicazioni industriali critiche

nel controllo di processo e di correzione errore con l’obiettivo di migliorare la propria offerta in soluzioni di controllo nei processi industriali,

specialmente nei settori aerospace e automotive.

Il portfolio prodotti PivotWare è composto da tre piattaforme,

Universal, Sigma & Infinity, disegnate per rispondere alle diverse necessità

nel processo di produzione e distribuite a sempre più clienti e

stabilimenti automobilistici nel Regno Unito, in Europa e America.

An increased range of drilling solutions

The new electric drilling unit èVo released by Desoutter will rise drilling performance and quality achieving quite high standards. Part of Desoutter product

portfolio, Seti-Tec line offers best-in class performance, quality and reliability for the most demanding drilling applications worldwide such as drilling, reaming,

countersinking applications. In addition to the current ST1200 and ST220 pneumatic range, the electric drilling unit range éVo is raising the drilling performance

to a new standard, offering cycle time reduction, quality improvements, and full control over drilling parameters in a compact, user-friendly system.

Furthermore, Desoutter Tools acquired the English company PivotWare, specialized in delivering mission critical applications in the process control and

mistake proofing industry, with the aim to improve the company’s offer of control solutions in industrial processes, especially in sectors like the aerospace

and the automotive. PiovotWare product portfolio includes three different platforms, Universal, Sigma & Infinity, designed to suit the specific needs of your

manufacturing processes and quality driven tracking and traceability requirements. PiovotWare products and solutions are deployed to an ever-increasing

customer base, automotive plants & other assembly lines, especially in United Kingdom, Europe and America.


RIBALTA

Unità di interfaccia seriale

L’unità di interfaccia seriale EX600 per il modello compatibile con

il protocollo EtherNet/IP, rilasciata da SMC, è dotata di nuove

funzioni in grado di offrire maggiori vantaggi e aumentare la flessibilità

del prodotto. Le due porte consentono tre topologie di connessione,

offrendo maggiore sicurezza e il risparmio sulle apparecchiature

e sul cablaggio. La funzione QuickConnect migliora

i tempi di accensione e connessione alla rete, mentre la funzione

web server integrata consente l’accesso remoto tramite browser

web, assicurando un avvio e una manutenzione più efficienti del

sistema.

L’ultimo arrivato nella gamma EX600 è particolarmente utile per

ambienti di fabbrica dotati di tecnologia robotica, in cui i robot

gestiscono diversi utensili allo stesso tempo. La velocità della

connessione di comunicazione è essenziale in questi ambienti

e proprio per questo è stata introdotta anche la nuova funzione

QuickConnect, che consente la rapida accensione e connessione

dei macchinari alla rete EtherNet/IP.

Si assicura così un livello efficienza più alto durante l’avvio e la

manutenzione del sistema grazie a una funzione server integrata,

permettendo l’accesso remoto mediante

un browser web.

Ciò consente agli operatori

di gestire facilmente

le operazioni di controllo

dello stato, programmazione

delle impostazioni

dei parametri e uscita

forzata, utilizzando i più comuni

browser web.

Serial interface unit

SMC’s EX600 serial

interface unit for its

EtherNet/IP compatible

design has three outstanding new features

that improve the overall benefits and flexibility of the product. A dual

port allows a trio of topologies for the connection, providing greater security

and equipment and wire savings. The QuickConnect function

results in a quick power up and connection to the network, while the

built-in web server function enables remote access via a web browser,

driving efficiencies in the system start-up and maintenance.

This latest addition to the EX600 range is particularly useful for factory

environments using robotic technology, where the robots manage

several tools at once. The speed of the communication connection is

essential in these environments, so a new QuickConnect function

has also been introduced. It enables the machinery to quickly power

up and join the EtherNet/IP network.

Further efficiencies are achieved in the start-up and maintenance of

the system thanks to a built-in server function, allowing remote access

via a web browser. This allows operators to easily manage status

checks, programme parameter settings and forced output, using general

purpose web browsers.

Relè di potenza per controllo industriale

Omron Electronic Components Europe ha presentato un nuovo

relè di potenza efficiente e compatto, in grado di commutare

5A a 250VAC in applicazioni di controllo industriale e di

building automation. Il nuovo G6DN offre anche un bassissimo

consumo di energia della bobina: solo 110 mW. Queste

specifiche lo rendono estremamente efficiente, dal momento

che richiede soltanto un minimo apporto energetico per commutare.

Un componente ideale per il montaggio a densità

molto elevata, grazie alla larghezza di soli 5 mm, con una

lunghezza di 20 mm e un’altezza di 12,5 mm.

Il G6DN garantisce prestazioni e alta affidabilità grazie a un’architettura

crossbar a doppio ponte e ai contatti placcati in argento,

nickel e oro. Per risparmiare spazio, il relè è proposto

con una disposizione dei terminali in formato SIL (single in line)

standard. Le aree più delicate del relè sono completamente

sigillate, per proteggerlo dalle particelle di polveri di plastica.

Il risultato di tutte queste caratteristiche è una durata di vita

nominale di 80.000 operazioni a 5A / 250VAC.

Power relay for industrial control

Omron Electronic Components has unveiled a new compact and efficient

power relay, capable of switching 5A at 250VAC for industrial

control and building automation applications.

The new G6DN offers a very low coil power consumption: just 110 mW.

This makes it extremely efficient, as it requires only a minimal amount

of energy to switch the relay. Its width is 5 mm, making it ideal for high

density mounting, and it is 20 mm long and 12.5 mm high.

The performance and high reliability of the G6DN has been achieved

with a cross bar twin contact architecture and silver nickel and

gold plated contacts. The relay is offered in an industry standard

SIL (single in line) terminal arrangement to save space. The most

sensitive areas of the relay are fully sealed, to protect against plastic

dust particles. As a result of these design features, the G6DN has a

rated life of 80K operations at 5A / 250VAC.

40 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


DUARO 2 KG

SERIE MG

1000 KG E 1500 KG


RIBALTA

Molla magnetica

I prodotti MagSpring di LinMot, azienda rappresentata per

l’Italia da Pamoco, sono meglio conosciuti con il termine di

“molle magnetiche”. Il termine “Spring” indica la possibilità del

dispositivo di esercitare una forza costante in tutta l’area di

lavoro, mentre la curva caratteristica di una molla meccanica

esprime una forza crescente in funzione dello spostamento.

La generazione di una forza, indipendentemente dallo spostamento,

rende MagSpring una scelta eccellente per compensare

una massa o una forza di spinta in senso verticale. Il

prodotto è costituito da due componenti principali: lo statore e

il cursore che vi scorre all’interno. I magneti permanenti possono

essere situati nello statore, nel cursore o in entrambi, a

seconda della forza nominale della MagSpring. Il cursore è

supportato da un cuscinetto a strisciamento integrato, così da

utilizzare la MagSpring in modo simile a una molla a gas.

La forza costante lungo tutta la corsa rende la MagSpring un

eccellente dispositivo per la compensazione del peso e per

la sicurezza di un carico verticale. Le molle MagSpring sono

disponibili con corse fino a 290 mm e forza sino a 60 N.

Il funzionamento della molla si basa sulla forza di attrazione dei

magneti permanenti. Questo significa che non è necessario

nessun tipo di alimentazione (energia elettrica, aria compressa

ecc.) in quanto si tratta di un componente passivo. Tale particolarità

rende possibili anche applicazioni in sicurezza.

Magnetic spring

MagSpring products from LinMot, distributed in Italy by Pamoco, are best

described by the term “magnetic spring”. The term “spring”, however,

must be understood in the sense that MagSpring components exert a

constant force over their entire working range, whereas a typical characteristic

curve for a mechanical spring has the force increasing as a

function of displacement. Generating a force that is independent of displacement

makes MagSprings an excellent choice for compensating for

weight forces in vertical drive arrangements.

The product consists of two main components. The stator surrounds the

centrally located slider. Depending on the force rating of the MagSpring,

permanent magnets are located either in the stator, in the slider, or in both

components. The slider is supported by an integrated sliding bearing, so

that MagSprings can be used similarly to gas pressure springs.

The constant force over the entire range of the stroke makes it an excellent

fail safe and weight compensation when installed vertically. The Mag

Springs are available with strokes up to 290 mm and forces up to 60 N.

Its functionality is based on the attractive force of permanent

magnets. This means that no power

supply is needed (electrical power, compressed

air, etc.) as it is a passive

component. This special feature

makes it possible even

in safety applications.

Nuova linea di sensori fotoelettrici

Keyence ha recentemente deciso di ampliare la propria gamma di sensori

fotoelettrici della serie LR, ideali per risolvere applicazioni quali rilevamento

presenza e assenza, controllo componenti per assemblaggio, differenziazione

prodotti e altro ancora. Keyence, quindi, lancia sul mercato la serie LR-W: un

sensore ad ampio spettro capace di effettuare un rilevamento stabile delle variazioni

di aspetto e di colore.

Un sensore ad ampio spettro è contraddistinto da capacità di rilevamento senza

eguali, che consentono di completare con estrema facilità sia le applicazioni

più semplici che quelle più complesse. Diversamente dai sensori tradizionali,

che utilizzano soltanto un LED rosso, la serie LR-W utilizza un LED bianco e

l’intero spettro di colori; in questo modo è in grado di distinguere una gamma

di prodotti molto più ampia (target con lievi variazioni di colore, target metallici,

target inclinati, target neri ecc.).

New line of photoelectric sensors

Keyence has widened its range of LR-Series photoelectric sensors, ideal to solve

everything from simple presence/absence applications to complex applications that require

you to detect the slightest differences in a shade of color. The LR-W series is a

full-spectrum sensor designed to detect any change in appearance and colour.

A full-spectrum sensor is featured by unprecedented detection capacities, which allow

users to complete easily either simple or complex applications. Unlike traditional

sensors, which only use a red LED, the LR-W Series use a white LED and the full colour

spectrum; a much wider product range can be detected (targets with slight colour

changes, metallic targets, inclined targets, black targets and so on).

42 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Novità tra i robot collaborativi

Fanuc amplia la sua gamma di robot collaborativi verdi introducendo un nuovo modello con payload da 7 kg. CR-7iA arriva a pochi mesi dal

lancio sul mercato europeo di CR-35iA, il primo robot collaborativo FANUC e l’unico al mondo con capacità di carico al polso di 35 kg, e come

il suo predecessore costituisce l’evoluzione in “versione collaborativa” di un robot industriale giallo, in questo caso il popolare LR Mate 200iD.

Già nella prima parte di quest’anno sarà possibile vedere il prototipo del robot collaborativo CR-7iA in azione in occasione di fiere e manifestazioni

quali il TecniShow a marzo (Paesi Bassi), Industrie (Francia) e MACH (UK) ad aprile, e Automatica a giugno (Germania).

L’obiettivo ultimo dell’automazione di fabbrica consiste nel trasferire ai robot la manipolazione e lo spostamento

di carichi pesanti, così come l’esecuzione di compiti particolarmente pericolosi e ripetitivi.

Che si tratti di eseguire lavori pesanti o ripetitivi, o di operare in situazioni poco ergonomiche, CR7-iA è

sempre pronto a farsi carico della fatica. Sollevati dagli incarichi più pesanti, gli operatori potranno dedicarsi

a compiti più qualificati lavorando accanto al robot, e realizzando così l’ideale di convivenza tra

uomo e robot nella stessa linea di produzione.

Brand new collaborative robot

Fanuc will be introducing a new collaborative robot, which will have a payload of 7 kg. And as in the case of the company’s

first collaborative robot model, the CR-35iA, a mass-produced model serves as its base. The CR-35iA, which

was launched on the European market in 2015, was developed based on the M-20iA/35M robot model. The new

collaborative robot’s name will be CR-7iA, and its mechanics correspond to that of the company’s LR Mate-series

(LR Mate 200iD). Potential customers in Europe will get the opportunity to view the prototype in action in early 2016.

FANUC will exhibit a prototype of the unit at a number of trade shows during coming months, namely: the Techni-

Show (Netherlands) in March, the Industrie fair (France) in April, the MACH Show (UK) in April and the Automatica

fair (Germany) in June.

Strenuous, routine jobs, along with handling tasks at workstations with unfavourable ergonomic conditions, will be optimal

tasks for the CR-7iA’s. The operators will contribute with their cognitive and sensory capabilities alongside

the robot, thus man and machine will be able to accomplish their respective tasks in a congenial manner.

ITALIAN EXPERTISE

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RIBALTA

Sensori a ultrasuoni compatti e resistenti

La serie di sensori a ultrasuoni UMB800 di Pepperl+Fuchs, azienda

tedesca che opera nello sviluppo e nella produzione di sensori

elettronici e componenti di automazione, è realizzata interamente

in acciaio inossidabile ed è conforme alle norme igieniche stabilite

dalla FDA (Food and Drug Administration). Grazie all’ampio

campo di rilevamento e al design compatto, la linea è adatta alle

applicazioni hygienic design.

I nuovi sensori della serie UMB800 sono realizzati interamente in

acciaio inossidabile e sono sigillati ermeticamente, in modo da

poter essere puliti senza difficoltà con getti di vapore o prodotti

chimici aggressivi. Inoltre, i sensori sono dotati di certificazione

ECOLAB e dei gradi di protezione IP68/IP69; possono essere integrati

facilmente nelle macchine e nei sistemi già esistenti, senza

dover modificare i processi di pulizia.

Il sensore a ultrasuoni UMB800 in acciaio inossidabile ha un diametro

di soli 18 mm e una lunghezza di 55 mm. Nonostante le ridotte

dimensioni e il design compatto, il sensore garantisce un campo di

rilevamento di 800 mm ed è resistente a fluttuazioni significative di

temperatura, rimanendo operativo fino a 85 °C.

La serie UM800 è stata progettata per applicazioni che presuppongono

il rispetto di numerose norme igieniche, e sono

dunque adatti ai settori dell’industria alimentare (confezionamento

di alimenti in vassoi termoformati), farmaceutico o nei

processi di elettrodeposizione e verniciatura.

Compact and resistant ultrasonic sensors

The ultrasonic sensors series UMB800 from Pepperl+Fuchs, a German

company working in the development and manufacturing of electronic

sensors as well as automation components, are entirely made in stainless

steel and are compliant with the hygienic standards set by the

FDA (Food and Drug Administration). Thanks to their broad sensing

range and their compact design, the line is suitable for hygienic design

applications.

The new sensors series UMB800 are also hermetically sealed, so that

they can be cleaned quite easily with a steam current or aggressive

chemical products. Furthermore, these sensors have the ECOLAB certification

as well as the IP68/IP69 protection standards; they can be easily

integrated in already existing machines or systems, without affecting the

cleaning processes.

The UMB800 stainless steel sensor has a 18 mm diameter and is 55 mm

long. Despite its reduced dimensions and thanks to its compact design,

the sensor ensures a sensing range

equal to 800 mm and is resistant to

significant temperature variations. It is

capable to work up to 85 °C.

The series UMB800 was designed for applications

that have to meet several hygienic standards.

It is then suitable for the food industry (food

packaging in thermoformed trays), the pharmaceutical

one as well as for electrodeposition or painting processes.

Rappresentanza esclusiva del robot di caricamento

Celada ha ottenuto la rappresentanza esclusiva del nuovo sistema

HALTER LoadAssistant, un robot intelligente per il caricamento

delle macchine CNC che offre ai clienti una soluzione CNC standard

intelligente per la produzione di lotti da 10 a 1.000 pezzi.

Il sistema è progettato per aiutare le aziende a robotizzare le loro

macchine CNC, in particolare per la produzione di serie ridotte. Il

robot è dotato di un sistema di controllo intelligente per permettere

tempi di preparazione brevi, di meno di 5 minuti. Il sistema è

facile da usare, e non occorre che l’operatore abbia

esperienza di robot.

“I nostri clienti sono principalmente piccole

officine di lavorazione”, ha detto

Wouter van Halteren, Direttore di

HALTER CNC Automation. “Sanno

che occorre aumentare il numero di

ore di lavorazione delle macchine,

e che ciò è possibile soltanto grazie

all’automazione”.

Celada avrà la rappresentanza di

HALTER non soltanto in Italia, ma

anche in Francia, Slovenia, Serbia e

Croazia. Dichiara il CEO del Gruppo

Celada: “Le richieste di automazione

sono in aumento. Siamo già in grado di of-

frire ai nostri clienti soluzioni su misura, ma generalmente per la

produzione di grandi serie. Ora offriamo anche un robot di caricamento

standard per le serie ridotte”.

Exclusive distributor of loading robotic system

Celada is the exclusive distributor of the new HALTER LoadAssistant

system, an intelligent robot for automatic loading of CNC machines,

which provides the customers with a CNC intelligent standard solution

for batches from 10 to 1,000 pieces.

The system was designed to help the companies making their CNC machines

robotized, in particular for small batch production. The robot is

equipped with an intelligent control system, in order to allow short set up

times, even less then 5 minutes. The system is also suitable for operators

who do not have any particular experience with robots.

“Our customers are above all small workshops”, said Wouter van Halteren,

Director of HALTER CNC Automation. “They know they have to

increase the amount of working hours of their machines, and they can

do this only through automation”.

Celada will be the exclusive distributor for HALTER in Italy, France, Slovenia,

Serbia and Croatia. According to the CEO of Celada Group: “The

requests for automation are growing. We are able to provide our customers

with tailored solutions, even though generally for large batches

production. Now we can also offer a standard loading robotic system for

small batches”.

44 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


LINEA DIRETTA

www.densorobotics.com

www.klainrobotics.com

In un paese, il Giappone, che custodisce e onora le sue tradizioni millenarie,

l’avanguardia tecnologica in campo industriale è ormai un punto fermo. Le ultime soluzioni

di automazione robotica sviluppate da Denso - e distribuite in Italia da K.L.A.IN.robotics -

sono state presentate alla IREx di Tokyo, in attesa di sbarcare in Europa il prossimo giugno.

Tra queste, i nuovi modelli di SCARA dalla cinematica nuova ed elegante e il primo robot

collaborativo per applicazioni industriali “light”.

di Fabio Greco

Nuovi robot dal

Paese del Sol Levante

La vista della

Baia di Tokyo

dalle camere

dell’Hilton di

Odaiba.

The view of

Tokyo Bay from the

rooms of the Odaiba

Hilton hotel.

Un viaggio in Giappone è sempre emozionante,

soprattutto quando, una volta portati a termine gli

impegni lavorativi, rimane spazio per vivere momenti

di puro svago culturale in un paese che ha tradizioni,

modi di vivere e anche di “pensare” profondamente

diversi rispetto a quelli occidentali. La vista della

Baia di Tokyo dalle camere dell’Hilton di Odaiba è unica

e spettacolare, così come la vista della metropoli dallo

Sky Tree, un esoscheletro di acciaio colorato nel più tradizionale

dei colori giapponesi, l’Edo-murasaki, ovvero

la porpora reale, entrata nel 2011, con i suoi 634 metri,

nel Guinness dei primati come la torre più alta del mondo.

Dopo aver preso il (o la) Tembo Shuttle - che sale alla

velocità vertiginosa di 600 m/min - si arriva ai primi 350 m

46 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


da cui, camminando sul pavimento in vetro, è possibile

ammirare la città sia guardando sotto che di fronte: in

entrambi i casi, una vista mozzafiato.

Affascinante è anche partire dalla sede della Asahi per

una cena su una Yakatabune (letteralmente, “tetto a forma

di barca”), le celebri barche private dotate di ristorante,

scendere lungo il fiume Sumida e arrivare così fino

alla Baia di Tokyo.

Tornando ai già citati impegni lavorativi, l’obiettivo della

missione era evidentemente visitare IREx, l’International

Robot Exhibition che, ogni due anni, si tiene al Tokyo International

Exhibition Centre e, soprattutto, i nuovi modelli

di robot SCARA presentati da Denso e caratterizzati

da una cinematica completamente nuova ed elegante. I

robot saranno disponibili inizialmente in tre versioni, a cui

seguiranno anche dei modelli upside-down.

I nuovi modelli saranno presentati in anteprima per l’Europa

ad Automatica 2016 di Monaco di Baviera, tradizionale

“vetrina” per Denso per presentare al mercato

europeo le novità del settore. HSR480, HSR550, HSR650

sono le sigle che contraddistinguono i nuovi modelli, con

raggio, rispettivamente, di 480, 550 e 650 mm.

HSR550, con raggio

di 550 mm, è uno

dei nuovi modelli di

robot SCARA che

Denso introdurrà

sul mercato

europeo dopo la

fiera Automatica del

prossimo giugno.

The HSR550, with

550 mm radius,

is one of the new

SCARA robots that

Denso will introduce

on the European

market right after the

trade fair Automatica

next June.

n direct line

New Robots from the Land of the Rising Sun

In a country like Japan, which preserves and pays respect to its millennial traditions, being at the forefront in

industrial technology is a must.The latest robotic automation solutions developed by Denso - and distributed in

Italy by K.L.A.IN.robotics - have been introduced at the IREx inTokyo, waiting for debuting in Europe next June.

Among these, the brand new SCARA robots with a new and elegant kinematics and the very first collaborative

robot for “lightweight” industrial applications.

Atrip to Japan is always exciting, above all when, once fulfilled

the work agenda, there is still time for experiencing

the culture of a country with a way of living, and also a way of

“thinking” deeply different from the Western world. The view of

Tokyo Bay from the rooms of the Odaiba Hilton hotel is unique

and amazing, as well as the view of the city from the Sky Tree,

a building made of steel painted with a very traditional Japanes

colour, the so-called royal purple (Edo-murasaki). The

building, 634 m tall, achieved the World Guinness Record in

2011 as the tallest tower in the world. The Tembo Shuttle -

which goes up at the impressive speed of 600 m/min - allowed

us to reach the height of 350 m. Here, walking on the

glass floor, it is possible to enjoy the view of the city either

below or in front: in both cases, an breath-taking view. Another

amazing experience is leaving from Asahi headquarters for

a dinner on a Yakatabune (literally, “boat-shaped roof”), the

famous private boats equipped with a restaurant, then sailing

the Sumida river and, finally, reach Tokyo Bay.

However, back to the above mentioned work agenda, the

goal of the Japanese mission was to visit the IREx, the International

Robot Exhibition, held every two years at the Tokyo

International Exhibition Centre. In particular, we were looking

for the brand new SCARA robots presented by Denso and

featured by a totally new and elegant kinematics. These robots

will be available initially in three versions. Later on, also

some upside-down models will be introduced. The new robots

will be presented as a preview for Europe during Automatic

2016 in Munich, the traditional showcase for Denso to

introduce the new models to the European market. The new

models are named HSR480, HSR550, HSR650 and featured

by 480, 550 and 650 mm radius, respectively.

Improved performances and parameters

for the SCARA robots on display in Tokyo

Like the former 6-axis robots introduced as a preview back in

2010, the next robots do not replace the current HS and HM

models, which are still on the market, but rather join them, having

a higher target as for speed and redefining parameters and

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 47


LINEA DIRETTA

Vista della

metropoli dallo

Sky Tree.

A view of the city

from the Sky Tree.

Due modelli HSR650, con raggio di 650 mm, caratterizzati da un ridottissimo ingombro a terra.

Two HSR650 models, with 650 mm radius, with a very reduced amount of space required.

Prestazioni e parametri incrementati

negli SCARA in mostra a Tokyo

Così come i precedenti robot a 6 assi presentati in anteprima

nel 2010, i modelli in uscita non sostituiscono

gli attuali HS ed HM, che rimangono sul mercato, ma

si aggiungono ad essi, con un target più elevato per

quanto riguarda la velocità, ridefinendo così parametri e

prestazioni per questo tipo di cinematiche. Parliamo, in

questo caso, di 80-90 cicli per minuto (cpm), anche se

in fiera li abbiamo visti lavorare fino a 120-130 cpm. Un

incremento notevole, laddove dovesse servire una prestazione

superiore ai 50-60 cpm realizzabili, in applicazioni

industriali e senza “sbandierare” inutili prestazioni a

vuoto, con la gamma attuale.

Il robot SCARA misura generalmente lo standard

cycle time (STC) nella direzione “Y”, e le accelerazioni

e decelerazioni sono molto importanti rispetto alla velocità.

Lo STC è misurato nella direzione “Y”, in quanto

la prestazione dello SCARA, in termini di velocità,

diminuisce molto nella direzione “X”, ovvero, come si

dice in gergo, lavorando “di gomito”.

Il messaggio di Denso, con la demo preparata in occasione

di IREx, è molto chiaro: “siamo in grado di dotare

il robot SCARA di una prestazione notevole anche con

un moto del ciclo nella direzione X, raggiungendo, in

operazioni di pick & place, gli 80-90 cpm”.

Durante la fiera, i nuovi SCARA sono stati in grado di lavorare

fino a 130 cpm, anche se una velocità sostenibile

e reale in un ciclo di pick & place continuativo in ambito

di produzione in processo è fissata a 80-90 cpm.

Con la funzione di cooperazione è possibile sfruttare

due robot per sviluppare applicazioni nel packaging,

arrivando a 160-180 cpm, ma con un ingombro a terra

decisamente contenuto (circa 315 x 220 mm).

Arriva il robot collaborativo

per applicazioni industriali “light”

Ci attendevamo già da qualche anno l’arrivo di un piccolo

robot collaborativo. Non solo: un robot che potesse essere

appetibile per il mondo dell’Educational. COBOTTA

- questo il nome della soluzione presentata a Tokyo da

Denso Wave - è un piccolo robot collaborativo, con un

raggio d’azione di 310 mm, un peso di soli 3,8 kg e un

payload di 0,5 kg, in grado di lavorare in sintonia, e nella

stessa area di lavoro, con uno o più operatori. Questo

robot è destinato, oltre che al mondo dell’Educational,

anche a settori quali il medicale, gli istituti di ricerca o le

università, per manipolare piccoli oggetti su desktop e

per applicazioni “light” nel mondo dell’industria.

COBOTTA è in grado di operare in presenza di operatori

senza barriere di protezione, con due diversi livelli di

sicurezza. Può lavorare a una velocità di 250 mm/sec in

presenza di operatori all’interno della stessa area di lavo-

48 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


o. Quando utilizzato in assenza di operatori, e all’interno

delle protezioni di sicurezza, può invece raggiungere i

1.000 mm/sec. Il controller è completamente integrato

all’interno del basamento robot.

La coesistenza uomo/robot in sicurezza ed elevata produttività

è stata mostrata in una cella demo mediante la

funzione “Safety Fence”, che consente di raggiungere

tre obiettivi.

Il primo riguarda il monitoraggio dell’area di operatività

uomo/robot, che permette di ridurre gli spazi necessari

all’applicazione robotizzata. Uomo e robot possono

quindi “accedere”, a turno, a un’area comune.

Il secondo è relativo al monitoraggio della velocità del robot,

che consente all’operatore di “continuare” nelle sue

attività produttive, limitando la velocità del robot stesso a

un livello di sicurezza tramite un sensore (ad esempio uno

scanner laser) che rileva la presenza dell’operatore all’interno

dell’area di lavoro.

Infine, nell’istante in cui il robot rileva la presenza dell’operatore

all’interno di una zona “di sicurezza”, lo stesso si

arresta, rimanendo in stand-by con la potenza tagliata dei

motori, riprendendo le sue operazioni di ciclo immediatamente

quando l’operatore esce dalla zona di sicurezza.

Un gustoso “antipasto” giapponese

in vista di Automatica 2016

Nel contesto del salone giapponese è stata anche mostrata

un’applicazione molto scenografica che riassumeva

tutte le possibili applicazioni in ambito farmaceutico

e medicale, o di sanificazione spinta. Protagonisti sono

Il nuovo modello di

robot collaborativo

COBOTTA di

Denso è progettato

per manipolare

piccoli oggetti

su desktop e

per applicazioni

“light” nel mondo

dell’industria.

COBOTTA, the new

collaborative robot

from Denso, was

designed to handle

small objects on

a desktop and for

“lightweight” industrial

applications.

performances for these kinematics. We are talking about 80-90

cycles per minute (cpm), even though at the IREx trade fair

they were working up to 120-130 cpm. A remarkable improvement,

indeed, wherever performances higher than 50-60 cpm

are needed, in industrial application and without boasting fake

performances, with the current range.

SCARA robots usually measure the standard cycle time (STC)

in the “Y” direction: accelerations and decelerations are very

important compared to speed. The STC is measured in the “Y”

direction, as the performances of the SCARA robot decrease

significantly in terms of speed in the “X” direction.

With the demo presented at the IREx exhibition, Denso sent

quite a clear message: “we are able to develop a SCARA robot

with remarkable performances also with a cycle motion in the “X”

direction, thus reaching 80-90 cpm in pick & place operations”.

At the exhibition, the new SCARA robots were able to work up

to 130 cpm, even though an affordable and realistic speed in a

continuous and real pick & place cycle is set to 80-90 cpm.

The cooperation function allows users to exploit two robots to develop

applications in the packaging field, thus reaching 160-180

cpm, however with a very reduced amount of space required on

the ground (around 315 x 220 mm).

Il robot si arresta

e rimane in

stand-by quando

rileva la presenza

dell’operatore

all’interno di una

zona “di sicurezza”

(colorata in rosso).

The robot stops and

lays in a stand-by

mode when the

operator is detected

into the safety area

(the red one).

Here is the collaborative robot

for “lightweight” industrial applications

The arrival of a small collaborative robot was long awaited.

Also, a robot that could be suitable for the Educational field.

COBOTTA - this is the name of the solution presented by Denso

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 49


LINEA DIRETTA

Un’applicazione

scenografica

riassumeva

tutte le possibili

applicazioni in

ambito farmaceutico

e medicale, o di

sanificazione spinta.

An eye-catching

application

represented

all the possible

applications in the

pharmaceutical,

healthcare or

sanification fields.

stati 4 robot VS050 H2O2-UV, che eseguivano operazioni

di versamento di un liquido, apertura-chiusura flaconi,

iniezione prodotto, “shakeraggio” di provette.

Nell’ambito delle applicazioni di manipolazione e prelievo

di pezzi da cassetta in modo casuale, un possibile

elemento di interesse è riferito a un dispositivo che “aggiunge”

un asse al robot antropomorfo, così come a uno

SCARA, favorendo la presa di pezzi dopo l’individuazione

degli stessi mediante un sistema di visione. Nell’applicazione

presentata a Tokyo, il robot s’interfacciava con un

sistema di visione stroboscopico Canon. Un gustoso antipasto,

insomma, in vista di Automatica 2016, che aprirà i

battenti il prossimo giugno a Monaco di Baviera. Lì i clienti

italiani potranno toccare con mano le novità che arricchiscono

la gamma di robot proposta da Denso. n

(Fabio Greco è titolare di K.L.A.IN.robotics)

Nell’applicazione

ammirata a Tokyo,

il robot Denso

s’interfacciava con

un sistema di visione

stroboscopico

Canon.

In the application

presented inTokyo,

the Denso robot

communicated with

a Canon strobe vision

system.

Wave - is a small collaborative robot, with a radius of 310 mm,

a weight of 3.8 kg and a payload of 0.5 kg. The robot can work

in synergy, as well as share the same working area with one or

more operators. In addition to the Educational field, this robot

is addressed to healthcare, research centres and universities,

in order to handle small objects on a desktop or rather “lightweight”

applications in the industrial field.

COBOTTA is able to work with the operators without any

safety fence and with two security levels. It can work at a speed

of 250 mm/sec with operators in the same working area. When

used without operators, and protected by safety fences, it can

reach the speed of 1,000 mm/sec. The controller is completely

integrated into the robot base.

Man/robot coexistence with full safety and high productivity

was shown with a demo cell by the “Safety Fence” function,

which makes it possible to reach three goals. The first concerns

the monitoring of the man/robot working area, which reduces

the amount of space required by the robotized application.

Man and robot may enter in turn the shared area.

The second is about monitoring the robot speed, which allows

the operator to carry on its work, reducing the speed of the

robot according to a security level by means of a sensor (for

instance, a laser scanner) capable to detect the presence of

the operator within the working area.

Finally, as soon as the robot detects the presence of the operator

in a “safety area”, the robot itself stops immediately, lays in

a stand-by mode and restarts its operation when the operator

leaves the safety area.

A tasty Japanese “starter”

waiting for Automatica 2016

Quite an eye-catching application was on display at the Japanese

exhibition: this represented all the possible applications

in the pharmaceutical, healthcare or sanification fields. The

protagonists were 4 VS050 H202-UV robots, which carried out

operations like pouring a liquid, opening or closing bottles, injecting

a product or “shaking” test tubes.

As for handling or picking a piece randomly from a box, an

interesting application was a device that “adds” an axis to the

anthropomorphic or a SCARA robot, thus favouring the picking

of pieces after detecting them by means of a vision system. In

the application presented in Tokyo, the robot communicated

with a Canon strobe vision system.

A tasty starter, then, waiting for Automatica 2016, scheduled

next June in Munich. At the trade fair, the Italian customers will

be able to touch with their hands the latest products enhancing

Denso robot range. n

(Fabio Greco is the owner of K.L.A.IN.robotics)

50 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


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APPLICAZIONI

YuMi, buona la prima!

di Fabrizio Dalle Nogare

new.abb.com

www.azetadif.it

È già al lavoro, presso la Azeta di Correggio (RE), il primo esemplare installato in Italia di

YuMi, il robot collaborativo sviluppato da ABB e lanciato sul mercato appena lo scorso

anno. Attualmente si occupa di collaudare e assemblare valvole oleodinamiche, ma questa

è solo una delle sue tante possibilità applicative. Siamo andati a vedere come lavora YuMi

e a conoscere una famiglia che, partendo da un’idea lungimirante di automazione, ha

dimostrato di credere davvero nella spinta propulsiva dell’innovazione.

52 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Il nuovo “collega” è arrivato alla fine dello scorso anno,

rigorosamente chiuso in una scatola. Per presentarlo

ai dipendenti della loro azienda, Zeo e Stefano Asioli

- rispettivamente padre e figlio, nonché titolare e general

manager della Azeta Zeo Asioli Diffusion - hanno

radunato il personale, aperto l’imballaggio, estratto e

subito messo all’opera il nuovo arrivato.

Quel momento ha segnato un passaggio importante non

solo nella storia, lunga quasi mezzo secolo, dell’azienda

di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, ma anche

nella storia della robotica industriale. Il nuovo arrivato, infatti,

è il primo esemplare di YuMi installato in Italia: il primo

robot collaborativo a due bracci sviluppato da ABB

per il montaggio di piccoli pezzi che si propone di rivoluzionare

il concetto di automazione nell’assemblaggio.

Per scoprire cosa ha portato il robot a prendere la

via dell’Emilia, per capire quali mansioni ricopre nello

stabilimento produttivo di Azeta e - perché no - per

vederlo all’opera dopo aver ammirato la demo proposta

nel supermercato del futuro all’Expo 2015, siamo

andati a Correggio a visitare una di quelle realtà che

contribuiscono a rendere unica l’industria italiana.

Il sostegno di due braccia forti

per entrare in una nuova epoca

“Azeta nasce da mio padre Zeo, nel 1967, ed è sempre

stata radicata qui a Correggio”, racconta Stefano

Asioli. “Abbiamo iniziato come produttori conto terzi di

componenti di tornitura; negli ultimi 30 anni ci siamo

specializzati nella produzione di componenti per l’oleodinamica,

fornendo ai clienti le parti assemblate,

collaudate, finite e quindi pronte da montare”.

“Quello che ci caratterizza da sempre”, aggiunge

Zeo, il fondatore dell’azienda, “è la voglia di informarci,

di semplificare, di trovare soluzioni nuove ai problemi

di produzione attraverso l’utilizzo delle tecnologie

più innovative reperibili sul mercato. Abbiamo sempre

percorso questa strada, spesso rischiando, ma non

abbiamo mai avuto paura di rischiare”.

Pionieri dell’automazione, insomma, oggi come ieri.

“Mio padre è stato uno dei primi a investire nei robot

all’inizio degli anni ’90, così come a scommettere sulla

domotica quando ci siamo trasferiti nell’attuale sede,

dodici anni fa”, riprende Stefano Asioli. “Adesso, abbiamo

fortemente voluto YuMi perché dovrà aiutarci a

Una vista

dell’interno dello

stabilimento

produttivo di Azeta.

n APPLICATIONS

YuMi, a Good First Take!

The firstYuMi, the collaborative robot developed by

ABB and launched just last year, installed in Italy is

already at work at Azeta in Correggio (RE). Currently,

it takes care of testing and assembling hydraulic

valves, but this is just one of its many possible

applications.We went to see howYuMi works and

met a family who, starting from a forward-looking

idea of automation, has proved to really believe

in the driving force of innovation.

T

he new “colleague” arrived at the end of last year, strictly

in a box. In order to present it to the employees of their

company, Zeo and Stefano Asioli - father and son, respectively,

as well as owner and general manager at Azeta Zeo

Asioli Diffusion - gathered their staff, opened the package,

pulled out the newcomer and immediately set it to work.

That moment marked an important step not only in the history

of the company from Correggio (in the province of Reggio

Emilia), which is almost half a century old, but also in the history

of industrial robotics. The newcomer, in fact, is the first

YuMi robot installed in Italy: YuMi is the first collaborative,

dual-arm robot, developed by ABB for the assembly of small

parts, which aims to revolutionize the idea of automation in

assembling.

In order to find out what brought the robot on the Via Emilia,

to understand which tasks it performs in the Azeta production

site and - why not? - to see it at work after admiring the

demo on display at the supermarket of the future at Expo

2015, we went to Correggio to visit one of those realities that

contribute to make the Italian industry unique.

The support of two strong arms

to enter a new era

“Azeta was founded by my father Zeo in 1967, and it has

always been rooted here in Correggio”, says Stefano Asioli.

An inside view of the

Azeta factory.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 53


APPLICAZIONI

Stefano Asioli,

general manager

dell’azienda

di famiglia, ha

fortemente voluto

installare YuMi.

Stefano Asioli,

general manager of

the family company,

who very much

wanted to install

YuMi.

entrare in una nuova epoca: dovrà “metterci le braccia”,

mentre noi continueremo a metterci la testa”.

Entrare in una nuova epoca vuol dire crescere dal punto

di vista commerciale, continuare sulla strada dell’internazionalizzazione,

creare un reparto interno dove allestire

le macchine per l’automazione con l’obiettivo di realizzare

prodotti conto terzi con processi automatizzati.

Il concetto di produttività va visto

nel medio-lungo periodo

“Molti associano ancora l’automazione semplicemente

alla velocità. Invece, a volte, anche lavorando a una velocità

leggermente inferiore, l’incidenza di costo può fare la

differenza. I robot seguono traiettorie cinematiche, meccaniche,

non si muovono liberamente nello spazio, come

gli uomini. Però si possono programmare, sono ripetitivi e

sicuri, limitano nettamente le interruzioni e i costi conseguenti.

Si tratta di considerare il vantaggio sul lungo periodo,

insomma, non nell’immediato”. Le parole di Stefano

Asioli spiegano i motivi che hanno spinto Azeta a puntare

sulla robotica collaborativa.

Ma perché proprio YuMi? “Perché conoscevamo già ABB,

che si è resa disponibile a fornirci il prodotto raccogliendo

fin da subito la nostra sfida produttiva. Anche prima di

acquistare YuMi c’è sempre stato un canale aperto con i

tecnici di ABB: abbiamo potuto collaborare alla finalizzazione

del prodotto e fornire il nostro contributo per quanto

riguarda la messa in isola e le prove conclusive dei vari

componenti. Insomma, abbiamo potuto seguire lo sviluppo

di YuMi fin da quando era un concept”.

E poi, naturalmente, perché le caratteristiche del robot

collaborativo di ABB rispondono perfettamente

alle esigenze produttive dell’azienda emiliana. YuMi,

che ha una velocità di movimento di 1.500 mm/sec,

è impegnato al momento nel lavoro di collaudo e assemblaggio

di una valvola oleodinamica: un compito

usurante perché ripetitivo (circa 1.500 valvole vengono

assemblate ogni giorno). Nello specifico, YuMi prende

un componente dal vassoio con la mano destra e lo

collauda con tampone pneumatico controllando l’indicazione

della lancetta di un comparatore millesimale,

grazie al sistema di visione integrato. Nello stesso tempo,

la mano sinistra prende il secondo componente dal

vassoio corrispondente e quindi avviene il montaggio

della valvola, già collaudata, grazie al fatto che è in grado

di muoversi nello spazio tornando allo stesso punto

con una precisione di 0,02 mm.

Controllare a ogni passaggio la lancetta del comparatore

affaticava la vista dell’operatore al quale prima era

affidata questa mansione: per questo motivo i turni non

superavano le 3-4 ore. “Oltre alle capacità dei bracci di

YuMi, riusciamo, quindi, a sfruttare un’altra delle sue caratteristiche,

il sistema di visione integrato”, racconta Zeo

Asioli. “Così siamo liberi di usare uno strumento analogico

dotato di comparatore millesimale, di generazione precedente

ma di alta affidabilità, che ci garantisce la massima

precisione di misurazione: YuMi legge la lancetta proprio

come farebbe una persona, però senza mai stancarsi e

senza commettere errori”.

L’importanza di comunicazione,

formazione e sicurezza del personale

Nel raccontarci con entusiasmo contagioso l’evoluzione

della loro azienda, Zeo e Stefano Asioli non

perdono di vista una delle componenti fondamentali:

le persone. Il successo di una realtà familiare, medio-piccola

come Azeta si basa, infatti, anche sulla

passione, sulla dedizione e sulla specializzazione dei

dipendenti. Anche per questo motivo, come detto, l’ingresso

di un elemento dalla grande portata innovativa

come YuMi ha imposto cautela e attenzione.

“La formazione e la preparazione del personale sono

fondamentali perché YuMi sia introdotto nel modo

giusto in azienda”, conferma Stefano Asioli. “Noi abbiamo

deciso di mostrare subito ai dipendenti alcuni

movimenti del robot, in modo che potessero vedere

con i loro occhi le sue caratteristiche. In questo primissimo

periodo abbiamo notato che chi lavora intorno a

54 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


“We started as third-party producers of turning components;

in the last 30 years we specialized in the production of hydraulic

components, providing customers with assembled,

tested, finished parts ready to be mounted”.

“What has always been our main feature”, adds Zeo, the

company’s founder, “is the desire to be informed, to simplify,

to find new solutions to production problems by using

the latest technologies available on the market. We have always

walked this path, often risking, but we have never been

afraid to take risks”.

Automation pioneers, therefore, today as yesterday. “My father

was one of the first to invest in robots in early 1990s, as

well as to rely on domotics when we moved to the present

location, twelve years ago”, says again Stefano Asioli. “Now,

we really wanted YuMi, as it will help us to enter a new era:

it will have to “use its arms”, while we will continue to use

our heads”.

Entering a new era means growing commercially, continuing

on the path of internationalization, creating an in-house

department in which to set up machines for automation with

the goal of manufacturing products on behalf of third parties

using automated processes.

Productivity should be seen

in the medium-to-long term

“Many still associate automation simply to speed. Instead,

sometimes, even when we work at a slightly lower speed,

cost incidence can make the difference. Robots follow kinematic,

mechanical trajectories, they do not move freely in

space like humans do. However, they can be programmed;

they are repetitive and safe, remarkably limiting interruptions

and their resulting costs. In short, it is about looking at benefits

in the long term, not in the very near future”. The words

of Stefano Asioli explain the reasons that led Azeta to focus

on collaborative robotics.

But why YuMi? “Because we already knew ABB, which

agreed to provide us the product, taking up our production

challenge immediately. Even before purchasing YuMi, there

has always been an open channel with ABB technicians: we

have been able to work together to finalize the product and

contribute as for commissioning and final tests of the various

components. In short, we have been able to follow the development

of YuMi since its concept”.

And then, of course, because the features of ABB’s collaborative

robots perfectly meet the production needs of the

Emilia’s company. Currently, YuMi, which features a 1,500

mm/sec movement speed, is testing and assembling an hydraulic

valve: this is an arduous task, as it is a repetitive work

(about 1,500 valves are assembled each day). Specifically,

YuMi takes a component from the tray with its right hand

and tests it with a pneumatic buffer checking the pointer

position in a millesimal comparator, thanks to its integrated

vision system. At the same time, the robot left hand takes the

second component from the corresponding tray; then, the

valve, which has already been tested, is assembled, as the

robot is capable to move in space moving back to the same

spot with an accuracy of 0.02 mm.

Checking the comparator pointer at each step caused eyestrain

to the operator, who was previously entrusted with this

task: this is why shifts were not longer than 3 or 4 hours. “In

addition to the ability of YuMi arms, therefore, we can exploit

another of its features, the integrated vision system”, says

Zeo Asioli. “So, we are free to use an analog tool equipped

with a millesimal comparator that belongs to the previous

generation but is highly reliable; this assures us of the highest

measurement accuracy: YuMi detects the pointer position

just like a person would, but without ever getting tired or

making mistakes”.

The importance of communication,

training and staff safety

Telling us with contagious enthusiasm about the evolution

of their company, Zeo and Stefano Asioli do not lose sight

of one of the key components: people. The success of a

small-medium family-run business like Azeta is based also

on passion, dedication and employee specialization. This is

also why, as mentioned, the introduction of a very innovative

item such as YuMi has called for caution and care.

YuMi è attualmente

impegnato

nell’assemblaggio

e nel collaudo

di una valvola

oleodinamica.

YuMi is currently

engaged in the

assembly and testing

of a hydraulic valve.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 55


APPLICAZIONI

YuMi, lo considera un aiuto e soprattutto un’opportunità

di crescita per l’azienda, che può così continuare

a essere competitiva sul mercato, garantendo lavoro

anche negli anni a venire”.

Infatti, se è vero che il robot collaborativo prende il posto

delle persone nell’esecuzione di certi compiti ripetitivi

e usuranti, le stesse persone possono occuparsi

della gestione e dell’alimentazione del robot, evitando

mansioni che possono generare, alla lunga, problemi

agli arti, alle mani (si pensi al tunnel carpale) o alla vista.

L’introduzione della robotica collaborativa permette a

uomini e robot di lavorare, per la prima volta, a stretto

contatto, senza gabbie o barriere protettive. La sicurezza,

dunque, assume un’importanza cruciale. “Come

azienda, siamo sempre stati attenti a questioni come sicurezza

e prevenzione degli infortuni, e la nostra storia

lo dimostra”, continua Stefano Asioli. “Crediamo nella

comunicazione col personale e nella formazione: abbiamo

spiegato il concetto di sicurezza intrinseca di

YuMi, che si ferma al semplice contatto, e indietreggia

nella direzione contraria a quella in cui è stato urtato;

abbiamo subito mostrato a chi lavora al suo fianco che

le parti più a rischio di contatto sono fatte in plastica o

gomma e gli spazi sono ben studiati”.

Come local product

manager di ABB,

Oscar Ferrato (a

sinistra) ha seguito

lo sviluppo e il

lancio diYuMi in

Italia. Qui con il

general manager di

Azeta Stefano Asioli.

As local product

manager at ABB,

Oscar Ferrato (left)

has followed the

development and

launch ofYuMi in

Italy. Here he is with

the Azeta’s general

manager

Stefano Asioli.

“Staff training and education are critical in order to introduce

YuMi in the company in the right way”, says Stefano Asioli.

“We have immediately decided to show our employees

some of the robot movements, so that they could see its

features with their own eyes. In this very first moment, we

noticed that those who work around YuMi see it as a help

and, above all, a growth opportunity for the company, which

may well continue to be competitive on the market, ensuring

work for years to come”.

While it is true that the collaborative robot takes the place

of people in the execution of certain repetitive and strenuous

tasks, those same people can take care of the robot

management and supply, avoiding tasks that may cause, in

the long run, limb, hand (think of the carpal tunnel) or eye

problems.

For the first time, the introduction of collaborative robotics

allows humans and robots to work in close contact, without

cages or protective barriers. Security, therefore, is crucial.

“As a company, we have always been attentive to issues

such as safety and accident prevention, and our history

proves it”, says Stefano Asioli. “We believe in communication

with the staff and training: we have explained YuMi’s

intrinsic idea of safety; the robot stops right after a simple

contact and recoils in the opposite direction; we have immediately

shown to those who work at the robot side that the

parts most at risk of contact are made of plastic or rubber

and the spaces are well designed”.

A lightweight, easily assemblable

and quickly programmable robot

According to Zeo and Stefano Asioli’s plans, other robots

could soon be installed at the Azeta plant in Correggio. “In

my view, for every new productive activity that we will perform

here in Azeta, one of the very first thoughts will be: can

we involve YuMi?”, explains the company’s general manager,

showing interest in ABB’s evolution in collaborative robotics.

“Being so lightweight, easily assemblable and quickly

programmable, YuMi can perform many tasks: it can assemble

something by itself, collaborate with an operator or even

be used in the defining process of a new automation project.

Flexibility is one of its main features”.

Precisely for this peculiarity, Emilia’s industrial fabric is potentially

fertile for the emergence of collaborative robotics,

as it is rich in companies that work in the plastics, hydraulics

or consumer electronics industries, which manufacture and

assemble small parts through operations requiring high accuracy

and quality. “You must be experienced in the use of

robots, be willing to invest in automation and acknowledge

the innovation capacity of collaborative robots, which imply

a very different concept as compared to traditional ones”,

says Stefano Asioli.

“YuMi evolution does not stop and, in Italy, we will soon present

some novelties concerning “next YuMi”, which will be

capable of carrying, for instance, higher weights”, says Oscar

Ferrato, who, as local product manager, has followed the

development and launch of YuMi in Italy.

If all this happens, it is likely that, in a box, waiting to be unwrapped,

a YuMi “colleague” may successfully take the Via

Emilia again.

n

56 MARZO-APRILE 2016

& meccatronica 114


L’originale

Il quartier generale di Azeta a Correggio, luogo in cui l’azienda

è nata ed è rimasta nel corso dei suoi quasi 50 anni di storia.

The Azeta headquarters in Correggio, where the company was

founded and remained during its nearly 50-year history.

Un robot leggero, semplice da

montare e veloce da programmare

Secondo i progetti di Zeo e Stefano Asioli, presto altri

esemplari potrebbero essere installati presso lo stabilimento

Azeta di Correggio. “Dal mio punto vista, per ogni

nuova attività produttiva che svolgeremo qui in Azeta, una

delle prime riflessioni sarà: possiamo coinvolgere YuMi?”,

spiega il general manager dell’azienda emiliana, che mostra

interesse per l’evoluzione di ABB nella robotica collaborativa.

“Essendo così leggero, semplice da montare e

veloce da programmare, YuMi è in grado di svolgere molti

compiti: può realizzare da sé un montaggio, collaborare

con un operatore o anche essere utilizzato in fase di definizione

di un nuovo progetto di automazione. La flessibilità

è una delle sue principali caratteristiche”.

Proprio per questa sua peculiarità, il tessuto industriale

emiliano è potenzialmente fertile per l’avvento della robotica

collaborativa, essendo ricco di aziende che lavorano

nel settore della plastica, dell’oleodinamica o dell’elettronica

di consumo, che producono e assemblano piccole

parti con operazioni che richiedono precisione e qualità

elevate. “Occorre avere esperienza nell’utilizzo di robot,

essere disposti a investire in automazione e comprendere

la portata innovativa dei robot collaborativi, che implicano

una concezione profondamente diversa rispetto a quelli

tradizionali”, chiosa Stefano Asioli.

“L’evoluzione di YuMi non si ferma e presto presenteremo

anche in Italia novità riguardo al “next YuMi”, in grado di

trasportare, per esempio, pesi più elevati”, precisa Oscar

Ferrato che, nella veste di local product manager, ha seguito

lo sviluppo e il lancio di YuMi in Italia.

Quando tutto ciò accadrà, è probabile che, chiuso in una

scatola in attesa di essere scartato, il “collega” YuMi possa

percorrere nuovamente con successo la via Emilia. n

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APPLICAZIONI

Intelligenza aumentata

a bordo macchina

di Fabrizio Dalle Nogare

Integrando i sistemi di sensoristica e identificazione industriale RFID con l’interfaccia

di comunicazione IO-Link, Balluff propone una soluzione innovativa per il

rilevamento e la gestione dei dati di produzione, che semplifica anche il cablaggio

a bordo macchina. La sede della divisione ABB Sace a Frosinone ha recepito la

novità, montando il sistema su una linea dedicata all’assemblaggio di componenti

elettromeccanici di bassa tensione e interruttori elettrici industriali.

www.balluff.com

new.abb.com/it

Chi si fa portatore di innovazione, nel mondo dell’automazione

attuale, sa che deve affrontare un percorso

lungo e articolato prima che il mercato sia

in grado di recepire in pieno il cambiamento promosso.

Una strategia ben pensata, una struttura solida e una comunicazione

chiara e accurata possono essere elementi

importanti - se non decisivi - per raggiungere l’obiettivo

di convincere i clienti e mettere finalmente alla prova le

soluzioni sviluppate.

La storia recente di Balluff, nome di riferimento dell’auto-

mazione industriale a livello globale presente in Italia fin

dal 1996, dimostra con i fatti quanto detto finora. “Balluff

ha sempre avuto una grande esperienza nel campo dell’identificazione

industriale e della sensoristica”, racconta

Roberto Tesio, Key Account Manager di Balluff Italia. “Negli

ultimi 10 anni, l’azienda ha deciso di “alzare l’asticella”,

sviluppando nuovi componenti con l’obiettivo di integrare

i prodotti già esistenti nel sistema di cablaggio, comunicazione

e gestione dei dati, diventando quindi un vero e

proprio provider di sistema per tutto il bordo macchina”.

58 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Un’architettura innovativa

per la linea di assemblaggio

La reale innovazione introdotta da Balluff è, insomma,

la possibilità di integrare i sistemi di sensoristica

e identificazione industriale RFID con l’interfaccia

di comunicazione IO-Link, uno standard tecnologico

indipendente dal bus di campo per comunicare dal

controllo al livello più basso dell’automazione, trasmettendo

i dati direttamente al PLC, il “cervello” che

gestisce il processo di produzione.

Da circa un anno e mezzo, questo modello di rilevamento

e gestione dei dati arricchisce una linea di assemblaggio

realizzata da REM Automation e installata

presso ABB a Frosinone, azienda del Gruppo ABB

specializzata nella produzione di componenti elettromeccanici.

“Le linee che utilizziamo sono finalizzate

all’assemblaggio di componenti elettromeccanici di

bassa tensione e interruttori elettrici industriali”, spiega

Francesco Della Posta, Process Engineering Manager

di ABB. “In particolare, la linea che sfrutta le

soluzioni di automazione Balluff è destinata all’assemblaggio

dei componenti plastici ed elettromeccanici

interni, nonché a test e misure di tipo meccanico ed

elettrico. Proprio perché la linea si occupa di assemblare

interruttori di tipo diverso, quindi con una produzione

flessibile, la nostra necessità era anzitutto avere

un sistema di identificazione montato sul pallet in gra-

do di rilevare con precisione il tipo di interruttore da

processare in un determinato momento, a una velocità

che rispettasse i nostri tempi ciclo”.

Nello specifico, la linea installata nella sede della divisione

ABB Sace a Frosinone è composta da stazioni

manuali, prevalentemente indirizzate al carico e scarico

dei componenti e al montaggio di alcuni particolari,

e da stazioni automatiche, finalizzate all’esecuzione di

test meccanici, controlli elettrici e visivi, attività di accoppiamento

e imballo. Il tempo ciclo della linea è di

180 secondi.

Una parte della linea

di assemblaggio

installata presso

la sede della

divisione ABB Sace

a Frosinone.

Apartofthe

assembly line

installed at the ABB

plant in Frosinone.

n APPLICATIONS

On-board Enhanced

Intelligence

By integrating the sensors and RFID systems with

the IO-Link communication interface, Balluff provides

an innovative solution for reading and managing

production data, which also simplifies on-board wiring.

The ABB factory in Frosinone has implemented

this novelty, mounting the system on a line for

the assembly of low voltage electromechanical

components and industrial electrical switches.

The bearers of innovation in today’s automation world know

they must face a long and winding path before the market

is capable to fully implement the promoted change. A wellthought-out

strategy, a solid structure and a clear and accurate

communication may be important factors - if not decisive - to

achieve the goal of persuading customers and finally put the

developed solutions to test.

The recent history of Balluff, a renowned name in global industrial

automation, which has been in Italy since 1996, shows what

we just said. “Balluff has always had a great expertise in the field

of industrial identification and sensors”, says Roberto Tesio, Key

Account Manager at Balluff Italia. “Over the past 10 years, the

company has decided to “raise the bar” by developing new

components with the aim of enhancing existing products in the

wiring, communication, and data management system, thus becoming

a real system provider for the entire on-board machine”.

An innovative architecture for the assembly line

The real innovation introduced by Balluff is, in short, the ability to

integrate sensors and RFID systems with the IO-Link communication

interface, a technological standard, independent from the

fieldbus, to communicate from the controller to the lowest level of

automation, transmitting data directly to the PLC, the “brain” that

manages the entire production process.

For about a year and a half, this model of data acquisition and

management has been added to an assembly line manufactured

by REM Automation and installed at ABB in Frosinone, the

ABB Group company specializing in the production of electromechanical

components. “The lines we use are aimed at the

assembly of low voltage electromechanical components and

industrial electrical switches”, explains Francesco Della Posta,

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 59


APPLICAZIONI

L’importanza di parlare

la stessa lingua

IO-Link è la prima tecnologia IO standardizzata al mondo per comunicare

dal controllo al livello più basso dell’automazione. Questa interfaccia

universale è un collegamento punto a punto indipendente dal

bus di campo, che funziona con un cavo industriale non schermato.

IO-Link trasmette tutti i segnali dai sensori

al controllo, fornendo poi in senso

contrario dati di controllo al livello dei

sensori/attuatori. L’interfaccia integra,

infatti, tutti i sensori nel livello bus di

campo, consentendo diagnosi continuative,

nonché la parametrizzazione

automatizzata dei dispositivi IO-Link

tramite il controllo.

Costruttori leader di dispositivi per

l’automazione della produzione, tra cui

Balluff, supportano IO-Link e offrono

un’ampia gamma di apparecchiature

conformi. In qualità di tecnologia aperta

per il livello inferiore dei dispositivi di

campo, IO-Link crea un valore aggiunto

e permette a costruttori di macchine,

integratori di sistemi e operatori di impianti

di elaborare nuove soluzioni.

The importance of speaking

the same language

IO-Link is the world’s first standardized IO technology for communicating

from the controller to the lowest level of automation. The

interface can be used universally and is a fieldbus-independent

point-to-point connection that operates using an unshielded industrial

cable. IO-Link transmits all sensor

signals to the controller and, conversely,

relays control data to sensor/

actuator level. Indeed, the interface

integrates every sensor into the fieldbus

level, enabling comprehensive

ongoing diagnostics and automated

parameter configuration for IO-Link

devices via the controller.

Leading manufacturers of production

automation devices, including Balluff,

support IO-Link and provide a

broad range of compliant equipments.

As an open technology for the

lower fieldbus level, IO-Link provides

an added value and allows machine

manufacturers, system integrators,

and plant operators to create new

solutions.

Process Engineering Manager at ABB. “In particular, the line that

exploits Balluff automation solutions is intended to the assembly

of internal plastic and electromechanical components, as well

as mechanical and electrical tests and measurements. As the

line is responsible for assembling different types of switches,

then with a flexible production, our need was first of all having

an identification system mounted on the pallet and capable to

accurately detect the type of switch to be processed at a given

time, at a speed that would respect our cycle times”.

Specifically, the line installed in the ABB Sace plant in Frosinone

is composed of manual stations, mainly addressed to the

loading and unloading of components and assembly of some

parts, as well as automatic stations, designed to carry out mechanical,

electrical and visual tests, coupling and packaging

activities. The line cycle time is 180 seconds.

The advantages of this solution include

simplified wiring and low costs

The partnership between Balluff and ABB starts life in the name

of innovation. “Our factory in Frosinone is a benchmark among

ABB plants in terms of innovation and quality”, says Mr Della

Posta. “In 2011, we reorganized some of the plant areas in the

framework of concepts such as order, comfort, worker well-being,

productivity and environmental sustainability. And we have

also looked for new solutions for our machines and lines”:

The conditions were right, as confirmed by Paolo Peretti, Balluff’s

sales representative. “It is by far easier to offer an innovative

architecture to those who have this type of sensitivity and

are ready to understand the production advantages deriving,

in this case, from the integration of the RFID system with onboard

connections. Specifically, in the case of the line installed

at ABB, transportation is managed by some rollers on which

the pallets move: each pallet has a 13.56 MHz RFID tag. On all

identification stations there is a “read/write” antenna capable

to read and write the tag on the pallet. This tag is connected

to some intelligent modules (master) in Profinet provided by

Balluff, which can connect up to 8 antennas per hub. Communication

between the master hub and the antenna is controlled

via the IO-Link interface, which gives you the possibility to wire,

possibly, also other onboard I/O devices on the same hub, including

indicators of the machine condition with signal towers

that make visualization much more intuitive”.

Compared to traditional wiring, with a three-wire standard cable

it is possible to connected any type of IO-Link device, with a

clear streamlining of wires collected on board and a low cost

compared with a traditional system. The master hub is also

capable to meet on-board wiring needs, which in turn originate

from production requirements, thanks to the versatility of

on-board M12 doors, which can be configured as Digital Input,

Digital Output, or IO-Link. Moreover, speaking of Industry 4.0,

60 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Cablaggio semplificato e costi contenuti

tra i vantaggi della soluzione adottata

Il rapporto di collaborazione tra Balluff e ABB nasce

nel segno dell’innovazione. “La nostra fabbrica di Frosinone

è uno standard tra gli stabilimenti ABB per innovazione

e qualità”, continua Della Posta. “Nel 2011

abbiamo riorganizzato alcune aree dello stabilimento

all’insegna di concetti quali ordine, comfort, benessere

dei lavoratori, produttività e sostenibilità ambientale.

E abbiamo cercato nuove soluzioni anche per le

nostre macchine e le nostre linee”.

Le premesse erano quelle giuste, come conferma

Paolo Perretti, responsabile commerciale di zona per

Balluff. “È senza dubbio più facile proporre un’architettura

innovativa a chi ha questo tipo di sensibilità ed

è pronto a recepire i vantaggi produttivi che derivano,

Uno dei moduli

intelligenti (master)

in Profinet forniti

da Balluff, in grado

di connettere fino

a 8 antenne.

One of the intelligent

modules (master)

in Profinet provided by

Balluff, that connect

up to 8 antennas.

on board master hubs is the Web Server, which allows users to

check the power hub status remotely by typing the ping of the

associated IP address.

On-board intelligence becomes

an Industry 4.0 application

“This kind of architecture may be considered as a concrete

application of Industry 4.0”, explains Roberto Tesio.

“A standardized technology such as IO-Link allows you to

manage the on-board machine intelligence, acquire production

data, transmit them to the PLC - and therefore to

management systems such as MES (Manufacturing Execution

Systems, ed.) - making them available for maintenance,

production control needs, and so on”.

“Also thanks to the collaboration with the ABB factory in S.

Palomba, every switch can be traced by an RFID tag mounted

on it: this is a sort of product identity card”, says Mr Peretti.

“This tag, which follows the object during its entire life

cycle, should contain all the information that can make the

component production process traceable. The system is

capable to encode information (production batch, date of

creation, etc.) in real time, immediately detecting any defective

production batches, for example, and facilitating maintenance

operations: so, the operator knows the problem

source even before working on it, thus reducing downtime”.

A “universal” language

enhances system integration

The real keystone of the architecture designed by Balluff is

the IO-Link standard, which has provided a basically universal

“language”, remarkably enhancing the integration level

of this type of solutions.

“The components manufactured by the companies that

are part of the IO-Link consortium, including very important

brands in industrial automation, should be able to communicate

with each other”, says Mr Tesio. “It is like sharing the

same pitch, and then each manufacturer is different in product

development: recently, the membership of many manufacturers

in the IO-Link consortium has made this technology

increasingly popular and familiar among customers, which

have been able to see its advantages with their own eyes.

In this context, Balluff has managed to offer a portfolio that

is increasingly complete and suitable for different applications,

from machine tools to assembly lines, as mentioned,

up to steel mills”.

Therefore, this is not a point of arrival for Balluff, but the

achievement of a goal that was already set back in 2006.

When there were no smartphones, the “cloud” was just a

cloud, and, in an industrial environment, concepts such as

digitization and mechatronics were not as widespread as

today. Anticipating the future is the secret of success. n

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 61


APPLICAZIONI

A sinistra, la

memoria (tag) RFID

a 13,56 mHz che

identifica i pallet;

a destra, il

connettore IO-Link

sottostante.

Left, the 13.56

mHz RFID tag

that identifies

pallets; right, the

underlying IO-Link

master.

Rispetto al

cablaggio

tradizionale, un

solo connettore

collega diversi

dispositivi di I/O,

con un evidente

snellimento della

raccolta di cavi sul

bordo macchina.

As compared

with traditional

wiring, only one

master connects

several I/O

devices, with a

clear streamlining

of wire collection

on board.

in questo caso, dall’integrazione tra il sistema RFID e i

collegamenti a bordo macchina. Nello specifico della

linea installata presso ABB, il trasporto è gestito con dei

rulli su cui si muovono i pallet: ogni pallet è identificato

con una memoria (tag) RFID a 13,56 MHz. Su tutte le

stazioni preposte all’identificazione si trova un’antenna

“read/write” in grado di leggere e scrivere la memoria

sul pallet, a sua volta collegata a dei moduli intelligenti

(master) in Profinet forniti da Balluff, che possono connettere

fino a 8 antenne per ogni nodo. La comunicazione

tra il nodo master e l’antenna è gestita tramite

l’interfaccia IO-Link, che dà la possibilità di cablare,

eventualmente, sullo stesso nodo anche altri dispositivi

I/O del bordo macchina, compresi dei segnalatori di

condizione dello stato macchina con colonnine luminose

che rendono molto più intuitiva la visualizzazione”.

Rispetto al cablaggio tradizionale, con un cavo standard

tre fili è possibile collegare qualunque tipo di periferica

IO-Link, con un evidente snellimento della raccolta

di cavi sul bordo macchina e un costo contenuto se

paragonato a un sistema tradizionale. Il nodo master,

inoltre, è capace di soddisfare le esigenze di cablaggio

a bordo macchina, derivate a loro volta dalle esigenze

produttive, grazie alla versatilità delle porte M12 a bordo,

che possono essere configurate come Digital Input,

Digital Output oppure IO-Link. Inoltre, parlando di Industry

4.0, a bordo dei nodi master è presente il WebServer

che permette di consultare lo stato della ciabatta in

remoto facendo il ping dell’indirizzo IP associato.

L’intelligenza del bordo macchina

diventa un’applicazione di Industry 4.0

“Se vogliamo, un’architettura del genere può essere

considerata come un’applicazione concreta di Industry

4.0”, spiega Roberto Tesio. “Una tecnologia standardizzata

come IO-Link consente di gestire l’intelligenza del

bordo macchina, rilevare i dati di produzione, trasmetterli

al PLC - e quindi ai sistemi di gestione come i MES

(Manufacturing Execution Systems, ndr) - rendendoli

disponibili per esigenze di manutenzione, di controllo

della produzione e così via”.

“Grazie anche alla collaborazione con lo stabilimento

ABB di S. Palomba, ogni interruttore viene tracciato per

mezzo di un’etichetta RFID posta su di esso: una sorta

di carta d’identità del prodotto”, racconta Perretti. “Questa

etichetta, che segue l’oggetto durante il suo intero

ciclo di vita, dovrebbe contenere tutte le informazioni

che permettono di tracciare il processo produttivo del

componente. Il sistema è in grado di codificare le informazioni

(lotto produttivo, data di realizzazione ecc.) in

tempo reale, risalendo immediatamente agli eventuali

lotti di produzione difettosi, per esempio, e agevolando

62 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


gli interventi di manutenzione: l’addetto, infatti, può conoscere

la fonte del problema ancora prima di intervenire,

riducendo i tempi di fermo macchina”.

Un “linguaggio” universale per

incrementare l’integrazione del sistema

La vera chiave di volta dell’architettura progettata da

Balluff è rappresentata dallo standard IO-Link, che ha

fornito un “linguaggio” praticamente universale, aumentando

notevolmente il livello di integrazione di questo

tipo di soluzioni.

“I componenti delle aziende che fanno parte del consorzio

IO-Link, tra cui brand molto importanti nel campo

dell’automazione industriale, devono poter comunicare

tra loro”, afferma Tesio. “È come se si condividesse uno

stesso terreno di gioco, e poi ogni produttore si differenzia

nello sviluppo dei prodotti: negli ultimi anni, l’adesione

di molti produttori al consorzio IO-Link ha reso questa

tecnologia sempre più diffusa e familiare tra i clienti,

che hanno potuto toccare con mano i suoi vantaggi.

In questo contesto, Balluff è stata in grado di offrire un

catalogo sempre più completo e adatto ad applicazioni

diverse, dalle macchine utensili alle linee di assemblaggio,

come detto, fino alle acciaierie”. Non un punto di

arrivo per Balluff, dunque, ma il raggiungimento di un

L’interfaccia IO-Link dà la possibilità di cablare sullo stesso nodo anche altri

dispositivi I/O del bordo macchina.

The IO-Link interface makes it possible to wire also other on-board I/O devices on the same hub.

obiettivo prefissato già nell’ormai lontano 2006. Quando

non esistevano gli smartphone, il “cloud” era solo una

nuvola e, in ambito industriale, concetti come digitalizzazione

e meccatronica non erano certo diffusi come

oggi. Anticipare il futuro è il segreto del successo. n

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RAPPORTO

Repubblica Ceca,

dall’automotive

il traino per la crescita

a cura di Stefano Scuratti, Galileo Business Consulting e Consulente Area Internazionalizzazione di AIdAM

Secondo studi accreditati, le esportazioni italiane in Repubblica Ceca sono destinate

a crescere con una media del 6,7% nei prossimi 5 anni, rendendo ancora più stretta

una relazione commerciale che già oggi appare salda. Contando sulla specializzazione

dell’industria ceca nel settore automotive e sul supporto governativo agli investimenti

diretti esteri, non è difficile pensare alla giovane Repubblica come a un perno

nell’Europa Centrale: un mercato potenziale di circa 500 milioni di persone.

64 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Un dato, già ben noto negli ambienti istituzionali,

permette di riassumere in modo estremamente

efficace la portata delle relazioni commerciali

tra Italia e Repubblica Ceca: l’interscambio che l’Italia

registra con il paese centroeuropeo è superiore a

quello con il Brasile.

Come evidenziato dai grafici della Figura 1 e, ai fini

del presente articolo, concentrandoci solamente sulla

porzione di export, l’Italia nel 2015 ha venduto servizi

e prodotti in Repubblica Ceca per circa 4,9 miliardi di

euro contro i 4,7 in Brasile.

Si vuole così sottolineare l’importanza di questo dato

per introdurre, di fatto, il concetto che le opportunità

e il valore delle merci e dei servizi esportati per un’azienda

non aumentano con le distanze percorse dai

propri commerciali. A tal proposito è bene riprendere

un altro concetto fondamentale per affrontare i mercati

esteri, spesso stressato nei corsi di MBA in America:

“Don’t try to export something you did not master at

home”. In tal senso, la Repubblica Ceca è da considerarsi

parte del mercato interno dell’Unione Europea.

Un’economia fortemente

integrata con quella italiana

Se esistesse, quindi, una nazione strategica per l’export

italiano, questa sicuramente sarebbe la Repubblica

Ceca, economia fortemente integrata con il nostro paese,

anche a confronto con altre economie più vicine. Basta

un dato, secondo il report stilato da SACE: i volumi

di export con i paesi europei (esclusi i paesi dell’Unione

Europea a 15) mettono in evidenza l’importanza dell’interscambio,

che ammonta a circa 74 miliardi di euro annui.

Quattro sono le nazioni evidenziate per importanza:

Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Turchia. Il

report SACE continua l’analisi ponendo l’accento sul

concetto di “Exportunity” (Figura 2) e introducendo

il concetto di crescita futura nel quinquennio 2016-

2018. Da tale analisi, risulta chiaro non solo che il

tasso di crescita dell’interscambio con la Repubblica

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n REPORT - FOREIGN MARKETS

Czech Republic, the Automotive

Sector Driving the Growth

Una veduta del Ponte Carlo sulla Moldava, nel centro

storico di Praga, la capitale della Repubblica Ceca.

A view of the Charles Bridge that crosses the Vitava river, in

the centre of Prague, the capital city of the Czech Republic.

According to reliable studies, Italian exports in the Czech Republic

are supposed to grow with an average of 6.7% over the next five

years, making it even closer a business relationship that appears

already consolidated. Relying on the Czech industry specialization in

the automotive sector and the government support to foreign direct

investment, it is not difficult to think of the young republic as a pivot

point in Central Europe: a potential market of about 500 million people.

Afigure, already well known in institutional settings, makes

it possible to summarize the scope of trade relations between

Italy and the Czech Republic in an extremely effective

way: the interchange that Italy registers with the Central European

country is higher than the one registered with Brazil.

As shown in the graphs in Figure 1 and, for the purposes of

this article, focusing only on the portion of exports, in 2015

Italy sold services and products in Czech Republic for about

4.9 billion euro compared with 4.7 billion euro in Brazil.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 65


RAPPORTO

Figura 1. Quota di

mercato attuale

e andamento

dell’export italiano

in Repubblica Ceca

(a sinistra)

e in Brasile

(a destra).

Fonte:

Ufficio Studi SACE.

Ceca è il più alto del gruppo - attestandosi intorno al

5,6% nel 2015 - ma anche che i tendenziali di crescita

indicano che le esportazioni italiane cresceranno con

una media del 6,7% nei prossimi anni. Un mercato interno

all’Unione Europea, dunque, ma con dinamiche

di sviluppo economiche e del settore manifatturiero

molto rilevanti, soprattutto se si evidenzia la chiara

specializzazione ceca nel settore automotive.

I vantaggi competitivi

dell’industria automotive

Tra i vantaggi strategici della Repubblica Ceca, come

testimonia la sua identità storica, rientra quello di essere

il perno dell’Europa Centrale, riuscendo ad attrarre

produttori nel settore automotive sicuramente

interessati a un mercato di oltre 500 milioni di persone.

La posizione geografica soddisfa le necessità di distribuzione

e logistica, sviluppate a partire da una

value chain perfettamente integrata nel settore automotive

a livello europeo, oltre che da una solida base

di infrastrutture per il trasporto e le telecomunicazioni.

Risultano strategici per il settore i fornitori locali e internazionali

presenti nel tessuto produttivo del paese

e un alto livello di specializzazione della forza lavoro,

abbinato ad alti potenziali di progetti legati alla ricerca

e sviluppo. Proprio come nel precedente articolo sul

Messico, si evidenzia anche in questo caso come la

coincidenza di importanti fattori legati all’attrazione di

Figure 1.The current

market share and

trend of the Italian

exports in the Czech

Republic (left)

and in Brazil (right).

Source: SACE

Research Centre.

We shall therefore emphasize the importance of this finding to

introduce, in fact, the concept that the opportunities and the

value of goods and services exported by a company do not

increase with the distance travelled by its sales representatives.

In this regard, it is good to remind another fundamental

concept for dealing with foreign markets, often stressed in the

MBA courses in America: “Don’t try to export something you

did not master at home”. In this sense, the Czech Republic is

considered to be part of the EU internal market.

An economy heavily integrated with the Italian one

If there was, therefore, a strategic country for Italian exports,

surely this would be the Czech Republic, an economy highly

integrated with our country, even in comparison with other

economies that stand geographically closer. Just a figure,

according to the report compiled by SACE: the export volumes

with the European countries (excluding the countries

of the EU 15) highlight the importance of the interchange,

which amounts to about 74 billion euro per year.

Four nations are highlighted in importance: Czech Republic,

Poland, Slovakia and Turkey. The SACE report continues

the analysis with an emphasis on the concept of “Exportunity”

(Figure 2) and introducing the concept of future

growth in the period 2016-2018. This analysis shows not

only that the growth rate of the interchange with the Czech

Republic is the highest of the whole group - around 5.6%

in 2015 - but also that growth trends indicate that Italian

exports will grow by 6.7% on average over the next few

66 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

investimenti nel settore automotive non nasca casualmente,

quanto semmai da una classe dirigente del

paese in grado di gestirne il continuo sviluppo.

Una “pagella” di tutto rispetto

nella produzione di autovetture

Simbolo della capacità gestionale e del pragmatismo

della Repubblica Ceca sono, ad esempio, l’approccio

positivo del Governo, con proposte per il supporto

agli investimenti diretti esteri fino al 25% dei costi

ammissibili per gli incentivi di legge. Inoltre, alcuni

dati testimoniano come la nazione presenti una “pagella”

di tutto rispetto quando si pensa a un paese tra

i primi 15 produttori mondiali di autovetture, con una

popolazione di circa 10 milioni e mezzo di persone,

un’industria che impiega circa 150.000 addetti e conta

per il 7,5% del PIL e delle esportazioni. Persino la

centenaria cultura ingegneristica rafforza i tendenziali

di crescita del settore per una nazione in cui le quote

di mercato di prodotti esportati dall’UE sono suddivise

tra Spagna (1,7%), Francia (3,3%), Italia (4,1%) e

Germania (26,2%).

Un’ultima nota: i tassi d’interesse della banca centrale

si attestano intorno allo 0,5% mentre il rapporto

debito/PIL è passato dal 45,2% al 42,7% nel 2014

(fonte Eurostat), numeri che indicano la sostenibilità di

crescita per futuri investimenti. Si può leggere come

years. It is, then, an internal market of the European Union,

but with the very significant economic and manufacturing

developments, especially if the Czech specialization in automotive

industry is considered.

The competitive advantages

of the automotive industry

Among the strategic advantages of the Czech Republic, as

proven by its historical identity, is the fact that the country is

the pivot point of Central Europe, managing to attract manufacturers

in the automotive sector definitely interested in a

market of over 500 million people.

Its geographical location meets the needs of distribution

and logistics, developed from a fully integrated value chain

in the European automotive industry, as well as a solid

foundation of infrastructure for transport and telecommunications.

Local and international suppliers in the country’s production

environment and a high level of specialization of the

workforce, combined with high potential projects related to

research and development, are strategic factors for the automotive

sector. Just like in the previous article about Mexico,

it is quite clear also in this case that the coincidence

of important factors related to attracting investments in the

una conferma di tutto ciò il record di produzione di

1.278.000 veicoli stabilito nel 2014. Per semplificare,

ogni 10 cittadini, un’auto prodotta all’anno.

Focus: l’automotive

in Repubblica Ceca

Riportiamo di seguito il punto di vista della dr.ssa Ivana

Troskova, direttrice di CzechTrade Italia, e dell’Ing.

Richard Schneider, Sector Manager for Automotive di

CzechInvest.

“I risultati record dell’anno scorso hanno confermato

l’importanza mondiale della Repubblica Ceca come

produttore di automobili. La produzione è aumentata

del 7% e, con più di 1,3 milioni di autovetture prodotte

automotive sector is not born by chance, but by the country’s

ruling class able to manage its ongoing development.

A remarkable “report card” in car production

The management capacity and pragmatism of the Czech Republic

are proven by the positive approach of the Government

with proposals to support foreign direct investment up to 25%

of eligible costs for legal incentives. In addition, some data

testify that the country presents a remarkable “report card”:

the Czech Republic is among the top 15 global producers of

passenger cars, with a population of about 10 million and a

half people, an industry that employs about 150,000 workers

and accounts for 7.5% of GDP and exports. Even the centuries-old

engineering culture reinforces the growing trend

Figura 2. Secondo

le previsioni per il

periodo 2016-

2018, è associato

alla Repubblica

Ceca l’incremento

maggiore del

tasso di crescita

dell’export italiano

tra le nazioni

considerate nella

tabella.

Fonte: SACE,

Rapporto Export

2015/2018.

Figure 2.According

to 2016-2018

forecasts, the Czech

Republic is supposed

to have the highest

growing rate of

Italian exports

among the countries

mentioned in the

chart.

Source: SACE,

Rapporto Export

2015/2018.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 67


RAPPORTO

Figura 3. Dati

generali e indici di

rischio associati

alle opportunità

di export in

Repubblica Ceca.

Fonte: Ufficio

Studi SACE.

la Repubblica Ceca è al 14mo posto nella classifica

dei principali produttori di veicoli nel mondo, oltre ad

essere il più grande produttore dell’Europa centrale e

orientale. Anche la produttività dell’industria automobilistica

ceca è molto elevata: il 3,1% della popolazione

attiva, infatti, genera circa il 7,5% del PIL nazionale.

I lavoratori del settore creano il valore aggiunto

più alto tra tutti i paesi dell’Europa centrale e orientale

(68.400 euro per dipendente all’anno), mentre lo stipendio

medio è solo il 30% della media in Germania.

Con una crescita del 22% nel 2015, il mercato ceco

è il quinto in Europa per crescita più rapida. Con oltre

230 mila nuove registrazioni (immatricolazioni) - ossia

circa 22 nuove vetture ogni mille abitanti - la Repubblica

Ceca registra la quota di immatricolazioni di autovetture

più alta nell’Europa centrale e orientale, pari

circa al doppio rispetto ad altri importanti paesi della

regione (Polonia e Ungheria)”.

Il fattore chiave è una base

forte e articolata di fornitori

“Una delle caratteristiche del settore automotive

ceco è avere una struttura produttiva molto diversificata,

con produttori nazionali ed esteri di autovetture,

motocicli, autocarri, autobus e rimorchi. Tra

questi possiamo ricordare la casa automobilistica

locale Škoda Auto (parte del gruppo Volkswagen),

la coreana Hyundai e la joint-venture di Toyota-PSA

Peugeot Citroen, i produttori di autobus Iveco Bus e

SOR Libchavy, il produttore di autocarri Tatra o ancora

il più grande produttore europeo di filobus Škoda

Transportation.

Il fattore chiave del settore automotive ceco è una

base forte e articolata di fornitori. Le società ceche e

quelle straniere provenienti da Europa, Stati Uniti, Corea,

Giappone e altri Paesi (con sede in Repubblica

Ceca) costituiscono una filiera di oltre 800 operatori

che lavorano con i principali produttori in Europa.

Secondo i dati dell’agenzia CzechInvest, che si occupa

della dinamica degli investimenti in Repubblica

Ceca, l’Italia è al sesto posto per quanto riguarda gli

investimenti esteri diretti in Repubblica Ceca. I progetti

più significativi riguardano proprio il settore automotive.

A titolo di esempio degli investimenti italiani

nel settore, CzechInvest fornisce questi nomi: Magneti

Figure 3. General

data and risk index

associated with

export opportunities

in the Czech

Republic.

Source: SACE

Research Centre.

of the sector in a nation in which the market share of products

exported from the EU is divided between Spain (1.7%),

France (3.3%), Italy (4.1%) and Germany (26.2%).

One last note: the interest rates of the central bank stood

at around 0.5% while the debt/GDP ratio decreased from

45.2% to 42.7% in 2014 (source: Eurostat). These numbers

indicate the growth sustainability for future investments.

The record of 1,278,000 vehicles produced, set in 2014,

can be read as a confirmation of all this data. In plain

words, every 10 citizens, a car is produced annually.

Focus: the automotive industry

in the Czech Republic

Below, the point of view of Ms. Ivana Troskova, director of

CzechTrade in Italy, and Eng. Richard Schneider, Sector

Manager for Automotive, CzechInvest.

“Last year’s record results confirmed the global importance

of the Czech Republic as a car manufacturer. Production

increased by 7%: with more than 1.3 million passenger cars,

the Czech Republic is ranked 14 th among the leading vehicle

manufacturers in the world, besides being the largest

producer in Central and Eastern Europe.

The productivity of the Czech automotive industry is very

high: in fact, 3.1% of the working population generates

about 7.5% of the national GDP.

The workers generate the highest added value among all

the countries of Central and Eastern Europe (68,400 euro

per employee per year), while the average salary is only

30% of the average salary in Germany.

Withagrowthof22%in2015,theCzechmarketisthefifth

largest in Europe in terms of growth. With over 230,000 new

car registrations - or rather about 22 new cars per thousand

inhabitants - the Czech Republic recorded the highest share

in Central and Eastern Europe car registrations. Twice the

numbers recorded in other major countries in the region (Poland

and Hungary)”.

68 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Associazione

Italiana di

Automazione

Meccatronica

Marelli, Brembo, Cromodora Wheels, UFI Filters. L’investimento

più importante tra tutti è l’impianto della

Iveco Bus nella città di Vysoké Mýto: si tratta dello stabilimento

del gruppo Iveco Bus più grande al mondo.

In questa sede, l’anno scorso sono stati prodotti 3.728

autobus (13,4% in più rispetto al 2014): un altro numero

record del settore automotive ceco.

Consapevoli dell’importanza del settore per l’economia

nazionale, le istituzioni ceche hanno proposto l’anno

scorso a Torino un Forum Internazionale dedicato

al settore automotive in Repubblica Ceca. L’evento

- realizzato da Unicredit Banca di Torino in collaborazione

con il Consolato Onorario della Repubblica

Ceca competente per le Regioni Piemonte e Liguria,

l’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma, AMMA,

l’Unione Industriale di Torino, ANFIA, CzechInvest e

CzechTrade - ha approfondito il tema dei rapporti bilaterali

tra Repubblica Ceca e Italia, della politica e

degli incentivi agli investimenti in Repubblica Ceca e

ha evidenziato le opportunità per le imprese del settore

automotive. La manifestazione ha riscosso un grande

successo presso gli operatori italiani e il Forum ha

ospitato numerose importanti presenze del settore,

interessate soprattutto alle possibilità di internazionalizzazione

della propria azienda e alla ricerca di nuovi

potenziali fornitori”.

La dr.ssa Ivana Troskova, direttrice di CzechTrade Italia.

Ms. Ivana Troskova, director of CzechTrade in Italy.

The key factor is a strong and articulated suppliers platform

“One of the characteristics of the Czech automotive sector is

having a very diversified production structure, with domestic

and foreign manufacturers of cars, motorcycles, trucks,

buses and trailers. Among these, we can mention the local

automaker Škoda Auto (part of the Volkswagen Group), the

Korean Hyundai and the joint venture of Toyota-PSA Peugeot

Citroen, the producers of Irisbus buses and SOR Libchavy,

the manufacturer of Tatra trucks, or even Europe’s largest

manufacturer of trolleybuses Škoda Transportation.

The key factor of the Czech automotive industry is a strong

and articulated base of suppliers. The Czech and foreign companies

from Europe, USA, Korea, Japan and other countries

(headquartered in Czech Republic) are a chain of more than

800 actors working with leading manufacturers in Europe.

According to the data of the agency CzechInvest, which

deals with the dynamics of investments in Czech Republic,

Italy is ranked sixth with regard to foreign direct investment

in the country. The most significant projects specifically deal

with the automotive industry. As an example of Italian investments

in the sector, CzechInvest mentions the following

brands: Magneti Marelli, Brembo, Cromodora Wheels, UFI

Filters. The most important investment of all is the system

of Irisbus in the town of Vysoke Myto: it is the largest Irisbus

Group factory in the world. Here, last year 3,728 buses were

manufactured (13.4% more than in 2014), another record

number of the Czech automotive industry.

Aware of the importance of the sector to the national economy,

the Czech institutions proposed last year in Turin an

International Forum dedicated to the automotive industry in

the Czech Republic. The event - promoted by Unicredit Banca

in Turin in collaboration with the Honorary Consulate of

the Czech Republic responsible for the regions of Piedmont

and Liguria, the Embassy of the Czech Republic in Rome,

AMMA, Unione Industriale di Torino, ANFIA, CzechInvest and

CzechTrade - went through the issue of bilateral relations between

the Czech Republic and Italy, as well as politics and

investment incentives in the Czech Republic, and highlighted

the opportunities for companies in the automotive sector. The

event was a great success among Italian operators and the

Forum hosted several important actors of the sector, interested

above all in internationalization opportunities for their companies

and looking for new potential suppliers”.

The importance of research centres

for the future of the industry

“The CzechTrade office in Italy does not have many customers

among companies in the sector. In most cases, Italian

companies address to it when they are interested in new suppliers.

Despite the limited direct experience in the industry, we

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 69


RAPPORTO

La sede del

consolato della

Repubblica Ceca

aMilano.

L’importanza dei centri di ricerca

per il futuro del settore

“L’ufficio CzechTrade in Italia non ha molti clienti tra

le aziende del settore. Nella maggior parte dei casi,

si tratta di richieste da parte di aziende italiane interessate

a nuovi fornitori. Nonostante la limitata esperienza

diretta del settore, ci permettiamo un’osservazione.

Crediamo che l’automotive sia - e sarà sempre

più in futuro - influenzato da due fattori chiave tra loro

collegati: lo sviluppo di tecnologie e lo sviluppo del

mercato, ossia della domanda. L’invecchiamento della

popolazione farà crescere la domanda di sistemi

di assistenza; aumenterà la mobilità della forza lavoro

e delle persone in generale a causa di nuovi modelli

d’impiego e stili di vita, e questo porterà anche alla

richiesta di trasporti pubblici più efficienti e capillari;

ci sarà sempre di più l’esigenza di connettere le auto

con soluzioni IT e multimediali. Tutti questi fattori porteranno

il settore automotive e la mobilità verso soluzioni

più ecologiche e intelligenti.

Il futuro si trova quindi nei centri di ricerca che svilupperanno

le nuove tecnologie. Un numero sempre

crescente di aziende dell’Europa occidentale trasferiscono

i loro centri di ricerca e sviluppo in Repubblica

Ceca, beneficiando della disponibilità di ingegneri, risorse

umane e strutture di alta qualità. Le aziende, le

università e gli istituti di ricerca nazionali sono al passo

con le tendenze globali; è possibile trovare nel nostro

paese prestigiosi e importanti progetti pilota e di

ricerca nel campo dell’elettromobilità, delle tecnologie

dell’idrogeno, dei veicoli autonomi, delle connected

cars, dei materiali leggeri e così via. La società francese

Valeo, ad esempio, ha scelto proprio la Repubblica

Ceca per il suo centro di sviluppo delle tecnologie per

veicoli autonomi; per questo scopo è stato costruito

nei pressi di Praga un parco per testare nuovi sistemi

di assistenza e la tecnologia di guida autonoma. Sul

mercato europeo ci sono tre società ceche che offrono

elettrobus: tra queste la Škoda Transportation, che

ha sviluppato la tecnologia sia per gli autobus elettrici

sia per quelli ibridi e a idrogeno.

Nelle future sfide offerte dal settore automotive si potrebbero

trovare le possibilità di collaborazione tra Repubblica

Ceca e Italia, nello sviluppo di nuove tecnologie

e prodotti, strategie fondamentali per generare

crescita. La creazione di alleanze strategiche e joint

venture può rispondere allo scopo di arrivare a risultati

innovativi e al passo con i tempi e le dinamiche del

settore”.

n

The headquarters

of the consulate

of the Czech

Republic in Milan.

would like to submit a remark. We believe that the automotive

industry is - and will be more and more in the future - influenced

by two key factors that are linked one another: the development

of technology and market development, in other words

the demand. An aging population will increase the demand for

systems of assistance; mobility of the workforce and people

in general will increase because of new employment patterns

and lifestyles, and this will also lead to the demand for more

efficient and widespread public transport; there will be more

and more the need to connect the car with IT and multimedia

solutions. All these factors will lead the automotive industry and

mobility towards more environmental friendly and intelligent

solutions.

The future lays therefore in research centres developing new

technologies. A growing number of Western European companies

move their research and development centres to the

Czech Republic, benefiting from the availability of engineers,

human resources and high-quality facilities. Companies, universities

and national research institutes stand the growth with

global trends; in our country it is likely to find prestigious and

important pilot and research projects in the field of electro-mobility,

hydrogen technologies, autonomous vehicles, connected

cars, lightweight materials and so on. The French company

Valeo, for instance, chose Czech Republic for its development

centre of technologies for autonomous vehicles; for this purpose,

a park to test new assistance systems and autonomous

driving technology was built near Prague. Three Czech companies

providing electric buses work in the European market:

among them is Škoda Transportation, which developed the

technology for electric buses as well as hybrid and hydrogen

ones.

Among the future challenges of the automotive sector, we

could find cooperation opportunities between Czech Republic

and Italy in the development of new technologies and

products, key strategies to generate growth. The creation of

strategic alliances and joint ventures can meet the purpose

of achieving innovative results, thus keeping pace with industry

trends and dynamics”. n

70 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


TECNICA

Come utilizzare al meglio

le resine UV

di Sergio Soriano

www.remak.it

Gli incollaggi industriali, sempre più importanti nei processi

produttivi, sono una valida alternativa a tecnologie di giunzione

più complesse. I vantaggi dell’incollaggio possono, tuttavia,

essere compresi solo se il relativo processo applicativo è

completamente chiaro e, quindi, efficace. La gamma

di prodotti EPO-TEK, realizzati dall’azienda statunitense

EpoxyTechnology e distribuiti in Italia da Remak,

comprende anche gli adesivi UV, i cui principi

fondamentali e il cui corretto

utilizzo sono oggetto di

questo articolo.

www.epotek.com

72 MARZO-APRILE 2016

& meccatronica 114


statunitense Epoxy Technology celebra

proprio quest’anno il suo 50mo anniversario:

L’azienda

fondata nel 1966, è specializzata nella produzione

di adesivi epossidici per l’industria, presenti sul

mercato con il marchio EPO-TEK e distribuiti in Italia

da Remak. Questi prodotti sono particolarmente indicati

per specifici campi applicativi, quali l’elettromedicale,

la micro e optoelettronica, l’ambito aerospaziale,

le telecomunicazioni e l’industria ottica.

L’articolo riporta alcuni principi fondamentali per lavorare

con gli adesivi UV, una tecnologia che fa parte

della gamma di prodotti EPO-TEK.

Forza adesiva, affidabilità e resistenza

tra i vantaggi degli adesivi epossidici

Per scegliere l’adesivo più adatto non devono essere

presi in considerazione solo i requisiti di ingegneria di

processo - vale a dire la tipologia di polimerizzazione

- ma anche i requisiti tecnici e il carico operativo che si

richiedono all’adesivo, non ultime le condizioni di test

a cui sottoporlo. A questo riguardo, la base chimica

dell’adesivo gioca un ruolo importante.

Se si parla di adesivi UV, ci si riferisce solo alla loro

metodologia di polimerizzazione, ma non alla loro

composizione chimica. La maggior parte di tali adesivi

sono realizzati su una base acrilata o epossidica.

I vantaggi degli adesivi a base epossidica rispetto a

quelli acrilati risiedono soprattutto nella loro eccellente

forza adesiva e affidabilità, a cui va aggiunta una

maggiore resistenza all’umidità e agli agenti chimici

e una bassa diminuzione di volume, compresa tra 1 e

5%. Questo porta a una bassa tensione residua, che a

sua volta favorisce l’adesione.

Con poche eccezioni, gli adesivi a base epossidica

e polimerizzazione UV induriscono grazie anche alla

presenza di cationi, i quali producono il cosiddetto

polimero vivente che, anche senza irraggiamento

UV, agevola la polimerizzazione dell’adesivo anche in

aree non raggiungibili dai raggi UV.

Figura 1.

Crescita della

resistenza al

taglio nel giro

di 24h dopo un

irraggiamento UV

di 30 secondi.

n TECHNIQUE

How to Use UV Resins

at Their Best

Adhesive resins are becoming increasingly important in production processes and provide a viable alternative

to other more complex bonding technologies.The benefits of bonding with resins can be understood only if its

application process is completely clear, and therefore effective. EPO-TEK products, manufactured by the US

company Epoxy Technology and distributed in Italy by Remak, also include UV adhesives, whose basics and

correct use are the focus of this article.

T

he US company Epoxy Technology celebrates in the current

year its 50 th anniversary: founded in 1966, the company

manufactures epoxy adhesives for the electronic industry

under the trademark EPO-TEK, distributed in Italy by Remak.

EPO-TEK products excel in fields such as micro- and optoelectronics,

aerospace, telecom and optical industry. This article

deals with some basics to work with UV adhesive resins,

part of the EPO-TEK range of products.

Adhesive strength, reliability and resistance are

among the advantages of epoxy-based adhesives

To choose the most suitable adhesive, it is not sufficient to take

into consideration the engineering requirements of the process

alone - namely the type of curing - but it is also necessary to

consider the technical requirements, the conditions of tests

and the operational load that the adhesive must meet. In this

regard, the chemical basis of the adhesive plays a big role.

If the talk is about UV adhesives, we are referring only to

their method of curing, but not to their chemical composition.

Most of them are made with acrylate or epoxy bases.

The advantages of epoxy-based adhesives on those made

by acrylate bases are especially in their excellent adhesive

strength and reliability, to which must be added a greater

moisture resistance, a relevant chemical resistance and a low

volume decrease between 1 and 5%. This leads to a low residual

stress, which in turn benefits adhesion.

Figure 1.

Increase of shear

strength within

24 hours after

an UV irradiation

of 30 seconds.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 73


TECNICA

Scegliere una sorgente UV adatta è un

prerequisito per il successo del processo

Il grafico riportato in Figura 1 mostra come, entro 24

ore, la resistenza al taglio di una resina epossidica

cationica si raddoppi dopo un trattamento UV per

30 secondi a causa dell’apporto cationico post-polimerizzazione.

Tutto ciò è importante se le misure di

resistenza al taglio vengono utilizzate per valutare e

confrontare le performance dei collanti. L’utilizzatore

deve sapere se sta testando un adesivo a indurimento

cationico, che viene di solito selezionato laddove il

contesto operativo preveda incollaggi in zone d’ombra

difficilmente raggiungibili dai raggi UV.

Rispetto ai collanti tradizionali, quelli a polimerizzazione

UV hanno il vantaggio di fotoiniziatori cationici che non

possono essere inibiti dall’ossigeno. Inoltre, polimerizzano

ulteriormente se stimolati termicamente. Con

l’apporto di calore si ottiene, infatti, un alto grado di

reticolazione, superiore a quello conseguito dalla sola

polimerizzazione UV. La polimerizzazione UV iniziale,

Figura 2.

Diversi tipi di

resine reagiscono in

maniera differente

a diversi tipi

di sorgenti UV.

Ad esempio,

la resina epossidica

EPO-TEK OG 116-31

(sulla sinistra)

polimerizza molto

velocemente con

una lampada UV a

irraggiamento

diffuso, assai più

lentamente con

una lampada UV a

irraggiamento spot

Figure 2.

Several types

of resins react

differently to

different types of UV

sources. For example

EPO-TEK OG 116-31

epoxy (see graph

on the left) cures

much quicker under

a flood lamp rather

than a spot lamp.

With few exceptions, UV curing epoxy adhesives harden

thanks to the presence of cations, which produce the socalled

“living polymer” that, even without UV irradiation, facilitates

the polymerization of the adhesive even in areas not

reached by UV rays.

The choice of the most suitable UV source

is a prerequisite for a successful process

The graph in Figure 1 shows that, within 24 hours after UV

treatment for 30 seconds, the shear strength of a cationic

epoxy resin can double due to the contribution of cationic post

curing. This is important if the measures of shear strength are

used to evaluate and compare the performance of different

adhesives. The user should know if he’s testing a cationic curing

adhesive and that this kind of adhesive is usually selected

if the operating environment needs bonding in shady areas

difficult to reach by UV rays.

Compared to traditional adhesives, these UV curing resins

have the advantage to have cationic photoinitiators that can’t

be inhibited by oxygen. In addition to this, they cure further if

thermally stimulated. In fact, a high degree of cross-linking is

obtained with the supply of heat, higher than that achieved

by the UV curing alone. However, the initial UV curing is an

essential requirement for the best results in combination with

the thermal stimulation.

Ahighdegreeofcross-linkinginvolvesahigherglasstransition

temperature, a greater hold of the adhesive and more

extensive resistance to chemical agents and moisture.

When using a suitable source of UV rays set with optimal parameters,

UV adhesives can cure within a few seconds or at

most a minute. The choice of the most suitable UV lamp for a

particular type of adhesive is a prerequisite for a successful

process.

There are relevant differences in the type of lamps and UV

spectrum they cover (see Figure 2). There are also significant

differences between the effectiveness of a led lamp or a

mercury vapor lamp (Hg lamp). A Hg-ray source emits an extended

ultraviolet spectrum. In a led lamp, on the other hand,

wavelengths are set by default (for instance 365, 385 or 405

nm). Since not all the photoinitiators only need these wavelengths

to cure, the polymerization under a led lamp may not

be optimal for many types of UV adhesive. An inadequate

polymerization with poor properties might be the final result.

The factors to be considered to

use technology effectively

When using mercury lamps it is however important to carefully

select spectrum and filter.

Moreover, for all light sources, the question arises whether to

use a spot or a flow lamp. A Hg flood lamp produces some

heat on the substrate of the adhesive, this promotes the curing

of catationic adhesives.

Moreover, UV intensity and the distance of the UV source from

the bonding area play an important role as well. Another good

general rule is to use a radiometer to effectively measure the

amount of energy actually radiated in the bonding area.

Finally, the thickness of the adhesive to be cured must be

taken into account. While curing thick layers of adhesives

(>25 µm) the operator might think that simply increasing the

intensity of the UV light source will do the job. Doing this the

opposite result is achieved: the top layer will be excessively

cured while the UV rays, only partially penetrating the adhesive

layers, will not be able to effectively cure the inner. n

74 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


tuttavia, è un requisito essenziale per i migliori risultati

in combinazione con tale stimolazione termica.

Un elevato grado di reticolazione comporta una temperatura

di transizione vetrosa più alta, una maggiore

tenuta del collante e resistenza all’umidità e ad agenti

chimici più estesa.

Quando si utilizza una sorgente di raggi UV adatta,

impostata secondo parametri ottimali, gli adesivi UV

possono polimerizzare nel giro di pochi secondi o, al

massimo, di un minuto. La scelta di una sorgente UV

adatta a un particolare tipo di adesivo è un prerequisito

per un processo di successo.

Ci sono differenze nel tipo di lampada o spettro UV che

le sorgenti coprono (Figura 2), così come ci sono differenze

significative tra l’efficacia di una lampada a LED

o una lampada a vapori di mercurio (lampada Hg). Una

sorgente di raggi Hg emette uno spettro ultravioletto

esteso. In una lampada a LED, d’altro canto, vi sono lunghezze

d’onda predefinite, per esempio 365, 385 o 405

nm. Poiché non tutti i fotoiniziatori richiedono soltanto

raggi di tali lunghezze d’onda, la polimerizzazione sotto

una fonte di luce a LED può non risultare ottimale per

molti tipi di adesivi UV. Il risultato potrebbe essere una

polimerizzazione inadeguata, con scarse proprietà finali.

I fattori da considerare per utilizzare

nel modo più efficace la tecnologia

Con le lampade Hg è però fondamentale selezionare

accuratamente sia lo spettro che il filtro. Per tutte

le sorgenti luminose si pone la domanda se utilizzare

lampade a irraggiamento diffuso oppure a spot. Una

lampada Hg a irraggiamento diffuso produce un certo

calore sul substrato del collante; ciò promuove la polimerizzazione

dei prodotti catationici.

Inoltre, giocano un ruolo importante anche l’intensità

UV e la distanza della sorgente dalla zona di incollaggio.

È, quindi, buona norma munirsi di un radiometro,

così da poter misurare efficacemente la quantità di

energia realmente irraggiata nella zona di polimerizzazione

della resina.

Infine, deve essere tenuto in considerazione lo spessore

dell’adesivo polimerizzato. Spesso per polimerizzare

strati di resina consistenti (>25 µm), si ricorre alla

soluzione di aumentare l’intensità della sorgente di

luce UV. Si ottiene, quindi, il risultato opposto: lo strato

superiore risulterà troppo polimerizzato mentre i raggi

UV, riuscendo a penetrare solo parzialmente all’interno

del collante, non saranno in grado di polimerizzare

efficacemente gli strati più interni.

n

Saldare in modo più preciso,

rapido e anche economico?

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Foto: TRUMPF GmbH + Co. KG

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31 maggio – 2 giugno 2016

Messe Stuttgart

www.lasys-fair.com


SOLUZIONI

Dosaggio accurato

per resine bicomponenti

Per proteggere e isolare un dispositivo elettrico o elettronico, le resine isolanti - prodotti liquidi a

due componenti che devono essere uniti e mescolati al fine di ottenere un prodotto finale solido -

costituiscono una soluzione sempre più diffusa. Specializzata nella distribuzione di resine, guaine e nastri

adesivi, ISCRA dielectrics propone una soluzione all’avanguardia, costituita da un dosatore che può essere

utilizzato come unità indipendente o, in alternativa, abbinato a un sistema robotizzato.

di Giorgia Stella

76 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


ISCRA dielectrics, azienda con sede a Conegliano, in

provincia di Treviso, opera nel settore degli isolanti per

l’industria elettronica, elettrotecnica, elettromeccanica

in qualità di distributore di resine, guaine e nastri adesivi.

Le resine isolanti, in particolar modo, hanno trovato

negli anni sempre maggior utilizzo nei settori più disparati,

in quanto costituiscono spesso l’unica soluzione

praticabile per proteggere e isolare un dispositivo

elettrico o elettronico. Nello specifico, si tratta di prodotti

liquidi a due componenti che devono essere uniti

e mescolati al fine di ottenere un prodotto finale solido

che può avere caratteristiche diverse a seconda della

tipologia (epossidico, poliuretanico, siliconico).

Tali prodotti a due componenti trovano impiego anche

in ambiti diversi da quello prettamente elettrico. Altre

formulazioni possono essere, infatti, utilizzate in qualità

di adesivi strutturali al fine di ottenere incollaggi

resistenti e affidabili in tempi ridotti. Questa soluzione

non sempre è praticabile con adesivi monocomponenti

che reticolano a temperatura ambiente.

Proporzionamento, miscelazione e dosaggio

richiedono la massima precisione

Questi prodotti richiedono una miscelazione secondo

un rapporto ben definito. Molti adesivi, ma anche svariati

incapsulanti dielettrici che si trovano in commercio,

sono formulati per un rapporto di miscelazione 1:1.

Spesso, infatti, sono confezionati in apposite cartucce

doppie standard da utilizzare con appositi dosatori a

pistola. Tuttavia non è raro avere a che fare con prodotti

aventi rapporto 2:1, 4:1 o addirittura 10:1.

In molti altri casi, il rapporto di miscelazione dei due

componenti è tale da non consentire l’utilizzo delle cartucce

standard, per cui il prodotto viene fornito sfuso in

barattoli o contenitori di vario formato. In questo caso,

le modalità di utilizzo possibili sono due: pesare i due

componenti, mescolarli tra loro e dosare la miscela prima

che inizi il passaggio allo stato solido oppure utilizzare

un dosatore automatico per resine bicomponenti.

Inoltre, le fasi di proporzionamento e miscelazione del

prodotto sono le più delicate e a rischio di errore. La

miscelazione con rapporto errato causa solitamente il

mancato indurimento del prodotto, con conseguente

comparsa di scarti nel processo di lavorazione. Il proporzionamento,

la miscelazione e il dosaggio di una resina

bicomponente sono quindi operazioni molto importanti

che vanno eseguite con estrema precisione. Per tale

scopo sono nati i dosatori MMD (Meter Mix Dispensing).

Le due categorie di dosatori

per resine bicomponenti

L’impianto ideale va realizzato in funzione del prodotto

utilizzato e della lavorazione prevista. Non esistono,

n SOLUTIONS

Accurate Dosing for

Two-component Resins

To protect and insulate an electrical or electronic device, insulating resins -

two-component liquid products that have to be mixed in order to obtain a

solid final product - are an increasingly widespread solution. Specializing in

the supply of resins, sheaths and adhesive tapes, ISCRA dielectrics offers

a cutting-edge solution, consisting of a dispenser that can be used as a

standalone unit or, alternatively, in combination with a robotic system.

ISCRA dielectrics, a company based in Conegliano, in the

province of Treviso, operates in the insulation industry for the

electronics, electrical engineering, electromechanics sectors

as a supplier of resins, sheaths, and adhesive tapes.

Insulating resins, in particular, have been increasingly used in

several fields over the years, as they are often the only viable

solution to protect and insulate an electrical or electronic

device. Specifically, we are speaking of two-component liquid

products that have to be mixed in order to obtain a solid final

product, which may have different characteristics depending

on the type (epoxy, polyurethane, silicone).

These two-component products are also used in areas other

than purely electric. Indeed, other formulations may be used as

structural adhesives in order to obtain strong and reliable gluing

in a short time. This solution is not always practicable with

single-component adhesives, which cure at room temperature.

Proportioning, mixing and dosing

require the utmost precision

These products require mixing according to a well-defined

ratio. Many adhesives, as well as several dielectric encapsulants

on the market, are formulated for a mixing ratio of 1:

Il dosatore

MINIRIM per resine

bicomponenti

proposto da ISCRA

dielectrics.

MINIRIN dispenser

for two-component

resins offered by

ISCRA dielectrics.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 77


SOLUZIONI

Dosatore per

bicomponenti con

pompe a pistone,

modello 2MIX-GM.

Dispenser for

two-component

resins with piston

pumps, 2MIX-

GM model.

infatti, dosatori standard adatti a tutte le esigenze. È

necessario, quindi, conoscere esattamente le caratteristiche

del prodotto scelto per la lavorazione (composizione,

viscosità, rapporto di miscelazione ecc.)

nonché stabilire l’intervallo (minimo, massimo) delle

quantità di prodotto da dosare e stimare, quindi la necessità

produttiva oraria, giornaliera.

I dosatori per resine bicomponenti possono essere

suddivisi principalmente in due categorie: dosatori

con pompe volumetriche a pistone e dosatori

con pompe volumetriche a ingranaggi.

I primi si compongono di due serbatoi

a gravità o pressurizzati, di

un gruppo proporzionatore

volumetrico a pistoni

comandato pneumaticamente

o elettricamente

e da una testa

di miscelazione a

mixer statico, statico/

dinamico o dinamico.

Il principio di funzionamento

prevede il

riempimento di due

camere separate con

i due componenti e il successivo svuotamento per

mezzo di due pistoni opportunamente dimensionati

per erogare i volumi necessari a ottenere il giusto rapporto

di miscelazione. Questi impianti sono caratterizzati

da erogazioni alternate a brevi pause necessarie

alla ricarica delle pompe. Esistono comunque soluzioni

con pompe a pistoni a doppio effetto che garantiscono

erogazioni continue con discrete portate.

I secondi si compongono sempre di un sistema di alimentazione

a gravità o pressurizzato, di una coppia

di pompe volumetriche a ingranaggi mosse da uno o

due motori pilotati da inverter e di una testa di miscelazione

remota (pistola). Il funzionamento, in questo

caso, sfrutta la portata delle due pompe a ingranaggi

e le velocità di rotazione per ottenere le corrette quantità

dei due componenti. Questo tipo di soluzione permette

di eseguire dosaggi di piccole quantità o colate

continue per riempimenti più consistenti.

In dettaglio il funzionamento

del sistema di dosaggio

Il dosatore MINIRIM proposto da ISCRA dielectrics

utilizza il sistema sopra descritto. Un motore elettrico

pilotato da inverter trasmette il moto a una delle due

pompe a ingranaggi; il moto viene trasmesso alla se-

an automatic dispenser for two-component resins. Furthermore,

the product proportioning and mixing steps are the

most delicate and errors are possible. Mixing with a incorrect

ratio usually causes the product to fail hardening, resulting

in the presence of wastes in the manufacturing process.

The proportioning, mixing and dosing of a two-component

resin are therefore very important operations that should be

performed with the highest accuracy. MMD (Meter Mix Dispensing)

dispensers are designed for this purpose.

1. Indeed, they are often packaged in special standard double

cartridges for use with special gun dispensers. However,

it is not uncommon to have to deal with products having

a 2: 1, 4: 1 or even 10: 1 ratio.

In several other cases, the mixing ratio of the two components

does not allow for the use of standard cartridges, so

the bulk product is supplied in cans or containers of various

size. In this case, the product may be used in two ways:

weighing the two components, mixing them together and

dosing the mixture before it starts to become solid or using

The two categories of dispensers

for two-component resins

The ideal system has to be designed according to the used

product and the expected processing. In fact, there are no

standard dispensers suitable for all needs. Therefore, it is

necessary to know the features of the product selected for

a specific processing (composition, viscosity, mixing ratio,

etc.), as well as to figure out the interval (minimum, maximum)

of the product amount to be dosed and then estimate

the daily hourly production necessities.

Dispensers for two-component resins can be divided mainly

into two categories: dispensers with volumetric piston

pumps and dispensers with volumetric gear pumps.

The first are made of two gravity or pressurized tanks, a volumetric

piston proportioner group, which is pneumatically or

electrically controlled, and a mixing head with static, static/

78 MARZO-APRILE 2016

& meccatronica 114


conda pompa per mezzo di due pulegge dentate e

una cinghia. Il rapporto di miscelazione è fisso ed è

determinato dalla portata delle due pompe, che può

essere uguale o diversa, e dalle dimensioni (numero

di denti) delle due pulegge; combinando le varie soluzioni

è possibile ottenere un rapporto di miscelazione

da 1:1 a 10:1. Questo tipo di miscelatore è consigliato

per liquidi aventi una viscosità medio-bassa, quantificabile

in una gamma di 150-2.000 mPas.

Le due pompe possono essere alimentate per mezzo

di due serbatoi a caduta o collegando due serbatoi

remoti pressurizzati. Tramite apposite tubazioni, le

pompe inviano i due prodotti a una pistola pneumatica

dotata di miscelatore statico. Quest’ultimo consiste

in una cannula contenente un determinato numero di

elementi a spirale, che obbligano i due fluidi a incrociarsi

e mescolarsi in modo da creare una miscela

omogenea.

Il dosatore può anche essere

abbinato a un sistema robotizzato

Un pannello di controllo HMI permette di gestire il funzionamento

del dosatore e di impostarne i parametri.

È possibile definire più programmi di lavoro in base al

tipo di lavorazione da eseguire. Ogni programma di

dynamic or dynamic mixer. The operating principle involves

the filling of two separate rooms with the two components

and the following emptying by means of two suitably dimensioned

pistons, so to deliver the necessary volume to get

the right mixing ratio. These systems are characterized by

supplies alternating with short pauses, which are necessary

for pump recharging. However, solutions with double-acting

piston pumps that ensure continuous supply with discrete

flow rates are also available.

The latter always consist of a gravity or pressurized feeding

system, a pair of volumetric gear pumps moved by one or

two motors driven by an inverter and a remote mixing head

(gun). The operation, in this case, takes advantage from the

capacity of the two gear pumps and rotation speed to get

the right amount of the two components. This type of solution

makes it possible to dose small amounts or perform continuous

casting for more substantial fillings.

The dosing system operation in detail

The MINIRIM dispenser offered by ISCRA dielectrics uses

the system described above. An electric motor driven by an

inverter transmits motion to one of the two gear pumps; the

motion is transmitted to the second pump by means of two

toothed pulleys and a belt. The mixing ratio is fixed and is

determined by the capacity of the two pumps, which can be

the same or different, and by the size (number of teeth) of the

PubliTec


SOLUZIONI

Il pannello

di controllo

del dosatore

MINIRIM di

ISCRA dielectrics.

The control panel of

MINIRIM dispenser

by ISCRA dielectrics.

lavoro memorizza la velocità

di rotazione delle pompe,

alcuni parametri riguardanti

i tempi di intervento

delle pompe stesse e della

pistola pneumatica nonché

la durata dell’erogazione,

ove prevista. Un pressostato

consente, inoltre, di

generare un segnale di allarme

in caso di sovrapressioni

nel circuito idraulico.

Il dosatore MINIRIM può

essere utilizzato come unità

indipendente al servizio

di un operatore, oppure può essere abbinato a uno

dei vari sistemi robotizzati offerti da ISCRA dielectrics

per il dosaggio di prodotti liquidi. L’abbinamento con

un robot a tre assi cartesiani permette il deposito accurato

e con la massima ripetibilità di varie tipologie di

adesivi e resine bicomponenti.

L’utilizzo di macchine dosatrici per bicomponenti, oltre

a garantire precisione e ripetibilità, consente di lavorare

in sicurezza, evitando il contatto dell’operatore

con le sostanze impiegate, prevenendo errori e sprechi

di materiale.

n

Dosatore per resine bicomponenti Iota-RB.

Iota-RB dispenser for two-component resins.

Volete esprimere la vostra opinione su questo tema?

Scrivete a: filodiretto@publitec.it

two pulleys; combining the various solutions it is possible to get

a mixing ratio ranging from 1: 1 to 10: 1. This type of mixer is

recommended for liquids with low to medium viscosity, which

can be quantified in a range of 150 to 2000 mPas.

The two pumps can be powered by two drop tanks or by

connecting two remote pressurized tanks. Via appropriate

pipes, the pumps send the two products to a pneumatic

gun provided with static mixer. The latter consists of a

tube containing a certain number of spiral elements, which

oblige the two fluids to meet and mix, so as to create a homogeneous

mixture.

The dispenser can also be

combined with a robotic system

A HMI control panel allows you to manage the dispenser

operation and set its parameters. It is possible to define

multiple work programs according to the type of processing

involved. Each working program saves the rotation speed

of the pumps, some parameters relating to the lead time of

pumps and the pneumatic gun, as well as the supply duration,

if provided. A pressure switch also makes it possible

to provide an alarm signal in case of overpressure in the

hydraulic circuit.

The MINIRIM dispenser can be used as an independent unit

at the service of an operator, or it can be combined with one

of the different robotic systems offered by ISCRA dielectrics

for dosing liquid products. The combination with a three-axis

Cartesian robot allows accurate deposit and with maximum

repeatability of various types of adhesives and two-component

resins.

The use of dosing machines for two-component resins, in

addition to ensuring accuracy and repeatability, allows the

operator to work safely, avoiding contact with the substances

in use, preventing errors and waste of material. n

80 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


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per l’automazione industriale. Grazie a 6 stabilimenti

produttivi, 24 filiali e oltre 50 distributori esclusivi, Camozzi

è presente in tutti i principali mercati mondiali

assicurando ovunque assistenza tecnico-commerciale.

L’orientamento ai massimi benefici per il cliente e l’innovazione

di processo e di prodotto sono i driver principali

che spingono Camozzi a produrre eccellenza

lanciando sul mercato prodotti che, grazie allo sviluppo

di soluzioni tecnologiche all’avanguardia, sono in

grado di soddisfare i trend industriali (efficienza, sicurezza,

flessibilità, connettività, diagnostica ecc.) e

garantire il rispetto degli standard qualitativi richiesti

dalle più recenti normative.

Nei processi industriali moderni, al fine di incrementare

la produttività dei macchinari, la movimentazione

dei manufatti assume un’importanza crescente. Seb-

82 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


ene non sia ritenuta una fase che genera valore aggiunto

sul prodotto, come ad esempio una lavorazione

meccanica o un trattamento superficiale, se non eseguita

correttamente può portare a rallentamenti, fermi

macchina o a danneggiamenti dell’impianto o dell’oggetto

movimentato.

Le nuove pinze parallele guidate autocentranti serie

CGPT, recentemente sviluppate da Camozzi, rappresentano

la sintesi di quanto espresso sopra: un giusto

mix tra prestazioni, affidabilità e flessibilità.

Dimensioni e peso ottimizzati per

l’equilibrio tra estetica e funzionalità

Le pinze della serie CGPT sono state realizzate ponendo

particolare attenzione al design. Infatti, dimensioni

e peso sono stati ottimizzati in modo da raggiungere

un ottimo rapporto tra estetica, compattezza e

leggerezza. Inoltre, grazie all’utilizzo di una guida di

forma a T, sono in grado di sopportare, nelle tre direzioni

del movimento, elevati carichi statici e dinamici,

garantendo così la giusta robustezza.

L’utilizzo di un sistema di trasmissione della forza ad

alto rendimento e precisione e la massimizzazione

delle aree di spinta dei pistoni permettono a queste

pinze parallele di fornire elevate forze di serraggio (da

40 N fino a oltre 1000 N) mantenendo un’estrema ripetibilità

(0,02 mm).

Disponibili in 5 taglie (da 16, 20, 25, 32 e 40 mm), possono

essere utilizzate in svariate modalità: semplice

effetto, doppio effetto e doppio effetto con funzione di

Come massimizzare la durata di una pinza

1. È fondamentale eseguire un corretto dimensionamento, considerando non

solo i carichi statici dovuti al peso del pezzo, ma anche i carichi dinamici dovuti

alle accelerazioni nelle tre direzioni x, y e z.

2. Mantenere le prolunghe più corte possibile.

3. Mantenere il centro di massa del particolare afferrato il più possibile vicino alla

pinza.

4. Rispettare le temperature minime e massime dichiarate a catalogo.

5. Assicurarsi che la qualità dell’aria compressa sia in linea con le indicazioni del

catalogo.

6. Utilizzare aria non lubrificata ed eseguire l’ingrassaggio delle parti interne secondo

le indicazioni del catalogo.

7. Se l’applicazione è interessata da contaminazioni (schegge di lavorazione o

polvere di macinazione; liquidi aggressivi) utilizzare l’apposito canale di pressurizzazione

delle parti interne della pinza (1-2 bar).

How to optimize the life of a gripper

1. It is very important to perform correct dimensioning, considering not only the

static loads due to the weight of the item, but also dynamic loads due to the

accelerations in the three directions x, y and z.

2. Maintain the extensions as short as possible.

3. Maintain the center of mass of the gripped item as close to the gripper as

possible.

4. Respect the minimum and maximum temperatures declared in the catalogue.

5. Make sure the quality of the compressed air complies with the instructions in

the catalogue.

6. Use non lubricated air and perform greasing of the internal parts according to

the instructions in the catalogue.

7. If the application could be contaminated (machining chips or mill dust, aggressive

liquids) use the special pressurization channel of the internal parts of

the gripper (1-2 bar).

n SOLUTIONS

Performance, Reliability and Flexibility:All in a Gripper

The handling of items has a growing importance in modern industrial processes: if not performed properly,

in fact, it can lead to slowdowns, machine downtimes or damage.The new self-centering guided parallel

grippers Series CGPT, developed by Camozzi, ensure the best ratio of aesthetics, compactness and light weight

and are particularly suitable for sectors like material handling, assembly and machine tools.

F

ounded in 1964, Camozzi Spa, today parent company

of the Camozzi Group, has grown over the years to become

one of the main international organizations in the field

of pneumatic components for industrial automation.

Thanks to 6 production facilities, 24 branches and more

than 50 exclusive distributors, Camozzi is present in all main

world markets assuring technical and commercial assistance

everywhere.

Orientation towards maximum benefits for the client, together

with process and product innovation are the main drivers

that led Camozzi to produce quality equipment that, thanks

to the development of cutting-edge technological solutions,

is able to satisfy the industrial trends (efficiency, safety, flexibility,

connectivity, diagnostics and so on) and guarantees

the compliance with quality standards required by the most

recent regulations.

In modern industrial processes, in order to increase productivity

of machinery, more and more importance is given to

the handling of items. Even though it cannot be considered

as a phase that generates an added value to the product

such as a mechanical process or a surface treatment, if

not performed properly it can lead to slowdowns, machine

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 83


SOLUZIONI

Caratteristiche tecniche

Tipologia: Pinza parallela autocentrante con guida a T

Funzionamento: Semplice effetto (NO, NC), doppio effetto e doppio effetto con

funzione di sicurezza

Taglie: Ø16, 20, 25, 32, 40 mm

Corsa per griffa: 2,5 mm (Ø16), 4 mm (Ø20), 6 mm (Ø25), 8 mm (Ø32) e 10 mm

(Ø40)

Trasmissione della forza: A leva

Attacchi aria: M3 (Ø16), M5 (Ø20, 25, 32), G1/8 (Ø40)

Pressione di esercizio: 2 ÷ 8 bar (doppio effetto), 4 ÷ 8 bar (semplice effetto)

Temperatura di lavoro: 5°C÷60°C(standard)-5°C÷150°C(versionealtetemperature)

Temperatura di stoccaggio: -10°C ÷ 80°C

Frequenza max. di utilizzo: 3 Hz (ø 16, 20, 25, 32), 2 Hz (ø 40)

Ripetibilità: 0,02 mm

Intercambiabilità: 0,1 mm

Fluido: Aria filtrata in classe 7.4.4 secondo ISO 8573-1

Grado di protezione: IP 40

Compatibilità: Direttiva ROHS, Materiali Esenti da Rame, Silicone e PTFE

Certificazioni: ATEX (II 2GD c IIC 120°C(T4)-20°C≤Ta≤80)

Settori e applicazioni

Le pinze serie CGPT sono particolarmente adatte per i settori material handling,

assemblaggio, machine tools e laddove sia necessario eseguire operazioni di:

• carico e scarico macchina • pick & place

• pick & hold • feeding

• sorting • trasferimento

• pallettizzazione • testing, collaudo e controllo qualità

Technical characteristics

Type: Self-centering parallel gripper with T-guide

Operation: Single-acting (NO, NC) double-acting and double-acting with safety

function

Sizes: Ø16, 20, 25, 32, 40 mm

Stroke per jaw: 2,5 mm (Ø16), 4 mm (Ø20), 6 mm (Ø25), 8 mm (Ø32) e 10 mm (Ø40)

Force transmission: Lever

Air ports: M3 (Ø16), M5 (Ø20, 25, 32), G1/8 (Ø40)

Working pressure: 2 ÷ 8 bar (double-acting), 4 ÷ 8 bar (single-acting)

Working temperature: 5°C ÷ 60°C (standard) - 5°C ÷ 150°C (version for high temperatures)

Storage temperature: -10°C ÷ 80°C

Max. using frequency: 3 Hz (Ø 16, 20, 25, 32), 2 Hz (Ø 40)

Repeatability: 0.02 mm

Interchangeability: 0.1 mm

Fluid: Filtered air in class 7.4.4 according to ISO 8573-1

Protection class: IP 40

Compatibility: ROHS Directive, Materials free from Copper, Silicone and PTFE

Certifications: ATEX (II 2GD c IIC 120°C(T4)-20°C≤Ta≤80)

Sectors and applications

The grippers Series CGPT are particularly suitable for the sectors of material handling,

assembly, machine tools and those sectors where you need to perform the

following operations:

• load and unload machines • pick & place

• pick & hold • feeding

• sorting • transfer

• palletizing • testing and quality control

sicurezza. Quest’ultima funzione può essere ottenuta

utilizzando la pinza semplice effetto come una doppio

effetto, assicurando, così, che la pinza rimanga sempre

in posizione aperta o chiusa in caso di assenza di

aria e che, quindi, il pezzo sia comunque trattenuto.

Le pinze possono essere

montate in tre modi diversi

Al fine di garantire elevata flessibilità di montaggio in

macchina, sul corpo della pinza sono stati previsti degli

appositi fori che permettono il fissaggio in tre diverse

modalità: dall’alto, sul fianco o dal basso.

L’alimentazione dell’aria può essere fornita, infatti, sia

di lato che dal basso. Proprio quest’ultima funzionalità

rende la serie CGPT ideale in applicazioni in cui è

necessario l’utilizzo di più pinze una di fianco all’altra

(“manifold”) o in cui la mano di presa deve essere

messa in rotazione (senza utilizzo di tubi).

Con la pinza vengono fornite delle boccole di centraggio

realizzate con tolleranza h8, le quali, una volta

posizionate sul corpo e/o sulle griffe, sono in grado

di garantire, in fase di assemblaggio o manutenzione,

elevate precisioni di posizionamento e intercambiabilità

della pinze e delle prolunghe (0,1 mm).

Le soluzioni tecniche adottate, la scelta dei materia-

downtimes or damage to the system or of the handled item.

The new self-centering guided parallel grippers Series

CGPT, developed by Camozzi recently, represent in short

the description given above, a right mix of performance, reliability

and flexibility.

Optimized dimensions and weight

to balance aesthetics and functionality

The grippers Series CGPT were manufactured by focusing

on design. In fact, dimensions and weight have been optimized

in order to reach the best ratio of aesthetics, compactness

and light weight. Furthermore, thanks to the use of

a T-guide, they are able to support high static and dynamic

loads in the three directions of movement, thus guaranteeing

a strong construction.

The use of a high performance and precise force transmission

system and the optimization of the thrust areas of the

pistons make these parallel grippers suitable to provide high

gripping forces (from 40 N to over 1000 N) whilst maintaining

accurate repeatability (0.02 mm). Available in 5 sizes

(16, 20, 25, 32 and 40 mm), they can be used in different

modes, single-acting, double-acting and double-acting with

safety function. This last function is obtained when using the

single-acting gripper as a double-acting one, enabling the

gripper to remain in an open or closed position, in case of

absence of air, therefore retaining the workpiece.

84 MARZO-APRILE 2016

& meccatronica 114


li e dei trattamenti superficiali e le molteplici varianti

sviluppate rendono le pinze CGPT estremamente affidabili

anche in condizioni di lavoro estreme. Sono, infatti,

disponibili sia la versione per utilizzo in ambienti

a rischio esplosione (ATEX) che la versione per alte

temperature (+150°C).

La gamma dedicata all’handling

diventa ancora più completa

I materiali utilizzati sono esenti da PTFE, rame e silicone

e rispettano la direttiva ROHS. Il grado di protezione

è IP40; tuttavia, in caso di utilizzo in ambienti

aggressivi (con presenza di contaminanti o polveri), al

fine di garantire il corretto funzionamento del meccanismo

interno, sul corpo della pinza è stato previsto un

foro che consente la pressurizzazione dei meccanismi

interni. In applicazioni in cui si volesse evitare che

sia la pinza a contaminare l’ambiente circostante, tale

foro può essere utilizzato con il vuoto.

Sulle pinze Camozzi serie CGPT è, quindi, possibile

eseguire il rilevamento della posizione delle griffe

grazie all’utilizzo di sensori magnetici a scomparsa

serie CSD.

Con la serie di pinze parallele guidate CGPT, la gamma

Camozzi dedicata all’handling diventa ancora più

completa. Si aggiunge così un ulteriore prodotto di

eccellenza, totalmente made in Italy, alle già presenti

pinze parallele CGP, parallele con guida a ricircolo di

sfere CGB, parallele a larga apertura CGLN, angolari

a 30° CGA, angolari a 180° CGSN, autocentranti a tre

griffe CGC e pinze per materozza RPGA e RPGB. n

(Fabio Bottarelli è Product Manager Actuation & Handling,

Camozzi Spa)

Disponibili in 5

taglie, le pinze

della serie CGPT

possono essere

utilizzate in modalità

semplice effetto,

doppio effetto e

doppio effetto con

funzione di sicurezza.

The grippers can be mounted

in three different ways

In order to guarantee a high flexibility of mounting on the machine,

the body of the gripper has special holes that enable

it to be mounted in three different ways: from above, from

below and on one side. Air supply can be given on one side

or on the bottom. This last feature makes the Series CGPT

the ideal solution in applications where the use of more grippers

side by side (manifold) is necessary or where the gripper

has to be set in rotation (without the use of tubes).

With the gripper, centering bushes are supplied with tolerance

h8, which, once positioned on the body and/or on the jaws,

are able to guarantee, during the assembly or maintenance

phase, high precision in positioning and interchangeability of

the grippers and of any extensions that are fitted (0.1 mm).

The technical solutions adopted, the choice of both the materials

and the surface treatments and the multitude of variants

developed make the CGPT grippers extremely reliable

even under harsh working conditions. In fact, it is available in

an ATEX version to be used in environments with a risk of explosion,

as well as a version for high temperatures (+150°C).

The range dedicated to handling

is further complimented

The materials used are free from PTFE, copper and silicone

and comply with the ROHS directive. The protection class is

IP40, but in case of aggressive environments (with presence

of contaminants or dust), in order to guarantee proper function

of the internal mechanism, the body of the gripper has

a hole that allows the pressurization of internal mechanisms.

This hole can be used with vacuum applications when contamination

of the surrounding environment by the gripper

has to be avoided.

With the Series CGPT grippers, it is possible to detect the

position of the jaws thanks to the use of the Series CSD magnetic

proximity switches.

With the series CGPT guided parallel grippers, Camozzi’s

range dedicated to handling is further complimented. And

so, another product of excellence, completely made in Italy,

is added to the already existing Series CGP parallel grippers,

Series CGB guided parallel grippers, Series CGLN

wide opening parallel grippers, Series CGA 30° angular

grippers, Series CGSN 180° angular grippers, Series CGC

self-centering three finger grippers and the Series RPGA

and RPGB sprue grippers.

n

(Fabio Bottarelli is Product Manager Actuation & Handling

at Camozzi Spa)

Available in 5 sizes

(16, 20, 25, 32

and 40 mm), the

grippers Series

CGPT can be used

in different modes:

single-acting, doubleacting

and doubleacting

with safety

function.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 85


INCONTRI

Come nasce un centro

tecnologico

di Fabrizio Dalle Nogare

Il nuovo centro

tecnologico Festo

di Scharnhausen,

inaugurato

nel 2015.

The new Festo

technology plant

in Scharnhausen,

inaugurated in 2015.

Non lontano dal quartier generale di Esslingen, il nuovo centro tecnologico Festo di

Scharnhausen ha ospitato lo scorso dicembre l’ultima edizione della conferenza stampa

internazionale. Con Stefan Schwerdtle, direttore del nuovo stabilimento, abbiamo parlato

dell’idea che ha portato l’azienda a impegnarsi nella costruzione del nuovo sito produttivo,

delle sue innovazioni e dell’importanza di un’organizzazione attentamente pianificata

per rendere la produzione più efficace e in linea con Industry 4.0.

Dr. Schwerdtle, può dirci qualcosa a

proposito delle riflessioni e delle considerazioni

che hanno portato alla progettazione

e alla costruzione del nuovo centro

tecnologico Festo di Scharnhausen?

Nel 2011, Festo ha dovuto prendere una decisione

cruciale: mantenere la produzione solo nello stabilimento

di Esslingen, a 8 km da Scharnhausen, oppure

costruire un nuovo sito produttivo per estendere la

produzione nel prossimo futuro.

Ora abbiamo triplicato lo spazio che avevamo fino a

pochi anni fa. Quando abbiamo dato avvio al progetto,

nel settembre 2012, abbiamo pensato: questa è una

possibilità che capita una sola volta nella vita. Oggi,

nella metà del tempo rispetto a quanto preventivato,

abbiamo già raggiunto molti traguardi, anche se sono

ancora molte le cose da fare e i progetti da portare a

termine.

La costruzione del nuovo centro di Scharnhausen è

iniziata effettivamente alla fine del 2013 e già nel settembre

2014 siamo stati in grado di portare lì le prime

macchine. Abbiamo investito in un parco macchine ultramoderno

con, per esempio, linee di assemblaggio

molto flessibili.

86 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Quali decisioni avete dovuto prendere nel

progettare il nuovo centro tecnologico?

Nessuno di noi, in realtà, aveva esperienza nella

progettazione di uno stabilimento totalmente nuovo,

perciò ci siamo affidati a tanto brainstorming perché

emergessero delle idee valide. Di sicuro, volevamo

uno stabilimento su 4 piani per avere più spazio produttivo

possibile.

Mentre è stato immediatamente chiaro fin da subito

che le macchine utensili sarebbero state sistemate al

piano più basso, ci siamo chiesti: dove prevedere la

zona dell’assemblaggio? E quella delle customer solutions?

O il magazzino? Queste decisioni dovevano

necessariamente essere prese in quel momento, perché

non è possibile riorganizzare in un secondo tempo.

Così abbiamo deciso di procedere con un approccio

“step-by-step”, dal quadro generale al particolare,

e così è stato dal 2012 ad oggi.

Che ruolo hanno avuto la digitalizzazione, e Industry

4.0, nel lavoro che avete già fatto, e che

farete nel prossimo futuro, nel nuovo centro?

L’approccio di Industry 4.0, lanciata come un treno

in corsa e con un grande potenziale, è entrato man

n EVENTS

The Creation of a

Technology Plant

Not far away from the company’s headquarters

in Esslingen, the new Festo technology plant

in Scharnhausen was the location of the last

international press conference, held in December.

With Stefan Schwerdtle, director of the new

technology centre, we had the opportunity to talk

about the company’s idea behind the new facility,

the innovations carried out in its construction and

the importance of a well-thought-out organization to

make production more effective and compliant with

Industry 4.0.

Mr Schwerdtle, could you please tell us something

about the thinking and planning that brought to the

design and construction of the new Festo technology

centre in Scharnhausen?

In 2011 Festo had to face a really crucial decision: maintaining

the production at the old factory in Esslingen, 8 km from

Scharnhausen, or building a new facility to extend the production

also in the future. Now we have 3 times the space

that we had at that time.

mano a far parte della progettazione. Abbiamo coinvolto

fin da subito i colleghi del reparto IT, promuovendo

così un approccio realmente interdisciplinare

tra reparti come ricerca e sviluppo, costruzione e IT. I

colleghi di quest’ultima sezione, in particolare, hanno

avuto un ruolo sempre più importante.

Come mostrato nel corso del press tour, il

tema dell’efficienza energetica è molto rilevante

per quanto riguarda sia le macchine

che l’edificio in sé. A questo proposito, sono

state utilizzate soluzioni innovative, per

esempio in termini di materiali?

Assolutamente sì. Per esempio, abbiamo utilizzato tra

un piano e l’altro un tipo di cemento detto “activated

concrete”, all’interno del quale si trovano tubi per l’ac-

When we started the project, back in September 2012, we

thought: ok, this is a once-in-a-lifetime possibility. Today, in

half the time expected, we have already achieved so many

results, even though there are still so many things to do, so

many projects to carry out.

The construction of the new Scharnhausen plant started at

the end of 2013 and already in September 2014 we were

able to move the first machines in. We have invested in cutting-edge

machines: for example, very flexible assembly

lines.

Which decisions had to be taken when planning the new

technology plant?

Actually, none of us had any experience about how to design

factories on green fields, so a lot of brainstorming, a

lot of ideas were required. We wanted a factory made of 4

floors, in order to have more production space.

It was immediately clear that the machinery had to be on the

ground floor, but what about the assembly area? Or the customer

solutions one? Or rather the warehouse? These decisions

had to be taken once for all, because once you choose

you cannot change your mind. So we decided to have a step-

Stefan Schwerdtle,

direttore del centro

di Scharnhausen, nel

corso dell’ultima

conferenza stampa

internazionale.

Stefan Schwerdtle,

director of the plant in

Scharnhausen, during

the last edition of the

Festo international

press conference.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 87


INCONTRI

Il nuovo edificio produttivo è

caratterizzato da un concetto innovativo

in termini di efficienza energetica.

The new building is featured by quite

an innovative conception in terms of

energy efficiency.

Una veduta

notturna del centro

tecnologico Festo di

Scharnhausen.

qua. Il calore proveniente dalle macchine di produzione

è assorbito da questi tubi e l’acqua che scorre

all’interno, più calda di 3-4 gradi rispetto al normale,

viene immessa nel technical building, il centro da cui

vengono gestite le fonti energetiche. In estate, l’acqua

passa da una macchina che la trasforma in aria

fredda per climatizzare la fabbrica, mentre in inverno

è semplicemente reimmessa nell’ambiente produttivo

per riscaldare l’area dell’assemblaggio.

Si tratta di una nuova tecnologia, ancora poco utilizzata

negli edifici industriali. Il successo di questo

nuovo trend si basa sull’intelligente riutilizzo

dell’energia: non è altro, infatti, che un sistema per

utilizzare due volte l’energia. La prima volta è adibita

al funzionamento di una macchina, quindi si

utilizza lo “scarto”, in questo caso l’aria calda che

le macchine producono, per riscaldare o raffreddare

l’ambiente. Anche queste decisioni devono

necessariamente essere prese nella fase di progettazione,

e per questo abbiamo fatto molti calcoli

a proposito del ritorno dei costi, della disponibilità

della tecnologia e così via.

Parlando ancora di efficienza energetica,

ritiene che questo presupponga anche una

sorta di cambiamento culturale che deve

essere comunicato a chi lavora in azienda?

Pensa che questo tema possa diventare un

punto di forza anche per l’immagine dell’azienda

stessa?

Si tratta di un aspetto certamente importante per l’immagine

di un’azienda, ma penso sia soprattutto una

questione di risparmio sui costi e di salvaguardia

dell’ambiente. Ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza

energetica significa sfruttare un potenziale

aggiuntivo che consente a un’azienda di essere più

produttiva e competitiva.

È inoltre importante comunicare la ragione per cui un

AnightviewofFesto

technology plant in

Scharnhausen.

by-step approach from the big picture to the details, and we

have been doing this since 2012 to nowadays.

What is the role played by digitalisation and Industry 4.0

in the work that you are doing, and you will be doing, in

the new plant?

The Industry 4.0 approach became part of that planning

on the go. It was like a train that was running already and

we could see the potential. During the project stage there

was a very intense discussion and our IT colleagues were

immediately involved in the project. It was really an interdisciplinary

approach between research department,

construction department and also IT colleagues, who

became more and more important for the design of the

Scharnhausen plant.

As shown during the press tour, energy efficiency is

quite a big issue as for the machines and the building

itself. Did you happen to use any innovative solution,

in terms of materials used, for instance?

Yes indeed. For example, the concrete used for the floor

is called “activated concrete”: there are water tubes in the

concrete that pick up the heat. The heat of the machines

is absorbed by the tubes that are inside the concrete and

this water, which is then 3-4 degrees warmer than normal, is

pumped to the technical building. During the summer, this

water runs through an absorption machine and comes back

as cold air to cool the factory down, while in winter it’s just

pumped back as warm water to heat the assembly area.

This is quite a unique technology in production buildings,

a new trend coming up as it is quite a good way to reuse

energy: it is nothing else than using energy twice. First,

you use energy to run a machine, then you pick up the

waste, in this case the warm air from the machine, to heat

88 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


determinato comportamento è rilevante. Per esempio,

occorre far sì che le persone sappiano e capiscano

che è vantaggioso spegnere una macchina nei 15 minuti

di pausa perché questo può garantire un notevole

risparmio, anche se poi, quanto ritornano al lavoro,

devono attendere un paio di minuti in più perché la

macchina torni in funzione.

Le persone vogliono sapere il motivo per cui devono

fare qualcosa: è un cambiamento culturale. Riuscire a

mostrare risultati e benefici, rendendoli misurabili, fa

sì che i lavoratori siano motivati e disposti a cambiare

i loro comportamenti.

In aggiunta a quanto detto finora, nel suo

ruolo di manager in che modo riesce a motivare

le persone che lavorano in Festo? E

come può un’azienda come Festo attrarre

professionisti giovani e preparati?

Un manager deve sempre essere interessato a quello

che stanno facendo le persone, alle sfide che affrontano.

Occorre anche spiegare i motivi per cui importanti

decisioni vengono prese: in questo modo si possono

motivare davvero le persone. Mai lasciarle sole, anche

quando gli obiettivi sono stati raggiunti.

Festo si trova nella Germania del sud, un’area molto

stimolante in cui non è facile attrarre lavoratori qualificati,

poiché questi hanno di fronte a sé diverse opzioni,

molte aziende importanti e, quindi, opportunità di

carriera. L’approccio di Festo per riuscire ad attrarre i

giovani professionisti è basato sull’interdisciplinarietà

e sulla promozione del contatto tra persone che lavorano

anche in settori diversi dell’azienda, dalla produzione

all’IT, fino all’R&D. Lavoriamo molto con un’organizzazione

a matrice e per progetti: questo rende il

nostro approccio diverso da quello tradizionale. n

L’approccio di

Festo è basato

sulla promozione

del contatto tra

persone che

lavorano anche in

settori differenti.

or cool a building down. These kinds of decisions must

be at the beginning and for this reason we did a lot of

calculations about the payback period, the availability of

the technology and so on.

Talking some more about energy efficiency, do you

think this implies also a sort of cultural change that

you have to communicate to the people who work

here? Do you really believe it can be a strong point

also for the company’s image?

Of course it is an important issue for a company’s image,

but I believe this is above all a matter of money saving

and environmental protection. Reducing the waste and

improving energy efficiency means exploiting an additional

potential that allows a company to be more productive

and competitive.

As for the communication to the people, it is even more important

to communicate the reason why a given behaviour

is important. For instance, it is important to make people

know and understand that switching a machine off during

a 15 minutes break is a money-saving behaviour, even if

this means that they have to wait a couple of minutes more

when they come back for the machine to work again.

People want to know why they should do something: it is

a cultural change. If you’re able to show them the results

and the benefits, also measuring them, then people get

motivated and ready to change their habits.

Apart from the energy efficiency issue, as a manager,

how do you motivate people who work at Festo? And

how can a company like Festo attract young and skilled

professionals?

As a manager, you have to be really interested in what people

are doing, in the challenges they are facing. Also, you

have to explain people the reasons that lie behind some

important decisions. This is the way people get motivation.

Never let people alone, even when targets are achieved.

Festo is located in southern Germany, a very challenging

area, where it is even difficult to get qualified people, as they

have a lot of options in several interesting companies and

job opportunities. Festo approach to be attractive and get

skilled people in is an interdisciplinary one, as we promote

a closer contact between people who work in the factory,

people from the manufacturing department, people from the

IT or R&D departments and so on.

We work quite a lot according to matrix organization and

project organization: this makes our factory approach different

from the traditional one. n

A closer contact

between people

who work even

in different

departments

within the factory

is promoted by

Festo.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 89


INCONTRI

Le cinematiche parallele

sono sotto controllo

Due demo di

cella robotizzata

Autonox24 con

controllore

Siemens in mostra

presso la sede di

DCM a Sesto San

Giovanni.

Twodemosof

the Autonox24

robotized unit with

Siemens controller

on display at DMC

headquarters in

Sesto San Giovanni.

I robot a cinematiche parallele a marchio Autonox24, distribuiti in Italia da DCM e progettati

per ambiti come food & beverage, automotive ed elettronica, lasciano gli utilizzatori

liberi di movimentare la macchina con le strumentazioni, i controlli e gli azionamenti che

preferiscono. Siemens, forte di una partnership attiva da alcuni anni in Germania, propone

anche per il mercato italiano l’integrazione delle cinematiche con il pacchetto di controllori

Simotion, in grado di massimizzare flessibilità e sicurezza.

di Fabrizio Dalle Nogare

www.dcm-italia.it

www.siemens.com

Quando un produttore di robot industriali a cinematiche

parallele incontra un fornitore di collaudate

soluzioni di automazione e controllo, il

modo di proporsi al mercato può subire un sostanziale

cambiamento all’insegna di concetti sempre più importanti

e richiesti nel contesto attuale, quali libertà,

semplicità, sicurezza e massima flessibilità produttiva.

L’esperienza di una partnership di successo - nata

in Germania alcuni anni fa e ora pronta ad affrontare

il mercato italiano - è quella tra DCM, realtà italiana

attiva dal 1974 nella distribuzione di marchi legati al

mondo del B2B, e Siemens, multinazionale che si distingue

da oltre 165 anni per eccellenza tecnologica,

innovazione, qualità e affidabilità e tra le maggiori realtà

industriali attive in Italia.

DCM, con sede a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano,

e filiale a Modena, nel cuore della packaging valley,

distribuisce in Italia le soluzioni robotiche con cinematiche

parallele a marchio Autonox24. Queste sono prodotte da

Majatronic, azienda tedesca appartenente a sua volta al

gruppo Maja, il cui core business risiede nella realizzazione

di macchine industriali nel settore alimentare.

90 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Le cinematiche parallele sono

indipendenti dal sistema di controllo

“Il modello di business di Autonox24 si concentra

esclusivamente sulla componente meccanica”, spiega

Alessandro Casiraghi, Managing Director di DCM, “lasciando

al costruttore la libertà di integrare e movimentare

la macchina utilizzando le strumentazioni, i controlli

e gli azionamenti che preferisce. Non più, quindi,

un robot con un proprio controllore, un proprio motore,

una propria logica di funzionamento, ma soltanto una

componente meccanica da automatizzare”. Due concetti

- libertà e semplicità - che possono rappresentare

un grande vantaggio per gli utilizzatori di soluzioni di

automazione.

Le cinematiche parallele progettate

e sviluppate da Autonox24 sono

disponibili in due versioni: duopode

e delta. La prima offre due gradi di

libertà di movimento e un payload

che varia da 0,5 a 40 kg, anche

se è stato sviluppato un modello in

grado di sostenere un carico di 350

kg per una specifica applicazione.

I robot delta hanno un’area di lavoro

con diametro da 200 a 1.600

mm, payload da 1, 3, 6 e 20 kg e

con versioni da 3 a 5 assi, tutti con

motori fissi grazie alla trasmissione

coassiale brevettata.

I robot a cinematiche parallele, con

prestazioni che raggiungono i 240

ISO cicli al minuto, possono essere

realizzati nella versione con certificazione

“Hygienic Design”, con grado di protezione

IP69K per utilizzi in campo alimentare o farmaceutico,

oppure nella più diffusa versione in fibra di carbonio,

con grado di protezione IP65K.

Un sistema estremamente versatile

privo di vibrazioni addizionali

“I motori statici montati su tutte le cinematiche Autonox24

gestiscono il movimento trasmesso al gripper

attraverso una trasmissione cardanica: aperture e

chiusure della pinza, insomma, o altre attività meccaniche

che altrimenti avrebbero richiesto l’uso di

un motore montato sul polso della macchina. In questo

modo il peso disponibile al gripper è massimo”,

spiega Casiraghi. “Inoltre, un importante brevetto di

Majatronic è relativo all’inserimento, all’interno del

braccio telescopico centrale, dei media supply: quindi

aria compressa, vuoto pneumatico e cavi elettrici

fino a 7 poli. Questo conferisce una maggior pulizia

dal punto di vista realizzativo e durante l’utilizzo del-

n EVENTS

Parallel Kinematics

Are Under Control

Parallel kinematic robots from Autonox24, distributed in Italy by

DCM and designed for sectors like food & beverage, automotive and

electronics, leave the users free to manage the machines with their

favourite tools, controllers and drives. Relying on a strong partnership,

established a few years ago in Germany, Siemens provides also the

Italian market with the integration of these kinematics with Simotion

controllers, capable to ensure the highest level of flexibility and safety.

When a manufacturer of parallel kinematic industrial robots

meets a provider of well-established automation

and control solutions, the way to approach the market may

change deeply, thus ensuring more freedom, simplicity,

safety and the highest level of flexibility.

The successful partnership is the one between DCM and

Siemens, which started a few years ago in Germany and

now is ready to approach the Italian market. The company

DCM has been distributing brands related to the B2B world

since 1974, while Siemens is a multinational company that

has been providing technological excellence, innovation,

quality and reliability for more than 165 years. It is currently

one of the most active industrial companies in Italy.

DCM, whose headquarters are in Sesto San Giovanni, in the

province of Milan and whose branch is in Modena, at the

heart of the so-called packaging valley, has been distributing

in Italy all the parallel kinematic robotic solutions branded Autonox24.

These are manufactured by Majatronic, a German

company belonging to the Maja Group, whose core business

is manufacturing industrial machines for the food sector.

Le versioni delta

robot offrono fino

a 5 assi con payload

da 0,5 a 20 kg.

The delta robots

are available with up

to 5 axis and payload

ranging from 0.5

to 20 kg.

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 91


INCONTRI

Il collaudato

controllo

Simotion

di Siemens,

tra l’altro, è

determinante

per ridurre

il rischio di

collisione.

The wellestablished

Siemens

Simotion

controller is

very important

also to lower

the risk of

collisions.

The parallel kinematics are

independent from the control system

“The business model of Autonox24 is focused only on mechanics”,

explains Alessandro Casiraghi, Managing Direcla

macchina, con l’assenza di vibrazioni addizionali.

Un’altra particolarità delle macchine è la possibilità

di smontare e montare il gripper sul polso della macchina

molto velocemente, in modo da rendere il robot

estremamente versatile al momento di effettuare dei

cambi di formato”.

I cuscinetti ad ago con cui sono fissate le cinematiche

garantiscono un comportamento omogeneo anche

nella periferia dell’area di lavoro della macchina. E, a

proposito di robustezza, anche nel momento in cui si

inverte la cinematica, il prodotto resta assolutamente

stabile, riducendo significativamente il rischio di collisioni

e aumentando la capacità di un picking preciso.

Fluidità e gestione del movimento:

i vantaggi di una partnership collaudata

La caratteristica peculiare delle cinematiche parallele

a marchio Autonox24 rimane, comunque, la loro indipendenza

dal punto di vista del controllo. L’ambiente

di programmazione del robot può, infatti, facilmente

integrarsi con quello che gestisce gli altri componenti

automatizzati della macchina.

Siemens e Majatronic collaborano con successo ormai

da anni in Germania e più recentemente anche

nel mercato italiano. L’obiettivo è continuare a lavorare

insieme allo sviluppo di soluzioni ad alto contenuto

tecnologico. “La collaborazione inizia fin dallo stadio

della progettazione”, racconta Massimo Consonni,

Responsabile del Business Segment Production Machines

di Siemens Italia. “In questo caso, alla meccanica

robusta e performante delle cinematiche Autonox24

si è unito il collaudato controllo Simotion di

Siemens, determinante per ridurre il rischio di collisione.

Tutte le soluzioni finora menzionate - variabili per

payload e movimento - possono essere integrate con

un sistema di controllo dedicato. È importante che chi

Massimo Consonni,

Responsabile del

Business Segment

Production

Machines di

Siemens Italia

(a sinistra) con

Alessandro

Casiraghi, Managing

Director di DCM.

Massimo Consonni,

Head of the

Business Segment

Production Machines

at Siemens Italia

(left) with Alessandro

Casiraghi, Managing

Director at DCM.

tor at DCM. “The user is then free to integrate and manage

the machine using only its favourite tools, controllers and

drives. The robot doesn’t have its own controller, motor

or logic of functioning, but only a mechanical part to be

automated”. The concepts of freedom and simplicity may

actually be seen as great advantages for the users of automation

solutions.

The parallel kinematics designed and developed by Autonox24

are available in two different versions: duopod and

delta. The first one guarantees two degrees of movement

freedom and a payload ranging from 0.5 to 40 kg, even

though a model capable of bearing a load of 350 kg has

been developed for a specific application. The delta robots

have a working area with diameter ranging from 200 to

1,600 mm, a payload of 1, 3, 6 and 20 kg and are available

in versions from 3 to 5 axis, all of them with stationary motors

thanks to the patented coaxial transmission.

Parallel kinematic robots, whose performances may reach

240 ISO cycles per minute, can be manufactured either

with “Hygienic Design” certification, that is to say with

IP69K protection degree suitable for the use in food or

pharmaceutical industries, or rather in the widespread carbon

fiber version, with IP65K protection level.

92 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


Due open house per

introdurre la partnership

Siemens Italia ha organizzato, lo scorso

novembre, alcune open house per presentare

un nuovo modo di fare automazione

robotica, più snello, più efficiente, più performante.

Con la stessa formula, le soluzioni

sono state presentate presso la sede

di DCM, a Sesto San Giovanni, e presso

il nuovissimo stabilimento I.E.M.A. di San

Giorgio di Piano (Bologna, nella foto). Le

open house hanno dato modo ai numerosi

partecipanti di osservare in live demo le

cinematiche parallele Autonox24 movimentate

dal sistema Siemens Simotion, un benchmark

per pay-load gestibili che si caratterizza

per cicliche realizzate, accuratezza

di inseguimento, presa e rilascio.

Grazie a queste è possibile risolvere problemi

in diverse fasi produttive (dal primario al

fine linea) e per svariati settori di destinazione

(food & beverage, farmaceutico, elettronico

ecc.).

I.E.M.A., fondata nel 1979, è un’azienda

all’avanguardia nel settore dell’automazione

industriale. Progetta e installa impianti

elettrici per ogni tipo di macchina

automatica; realizza lo schema elettrico

e lo studio del bordo macchina; cura

assemblaggio e cablaggio del quadro

elettrico; sviluppa software motion per

comando servomotori; realizza l’impianto

bordo macchina con prove di resistenza

ed effettua test hardware e software

presso la sede del cliente finale.

Two open house events

to introduce

the partnership

Last November, Siemens Italia organized

some open house events to introduce a

new way of promoting robotic automation.

A lean, efficient and performing way, indeed.

With the same formula, these solutions

have been introduced at the headquarters

of DCM, in Sesto San Giovanni, as well as

at the brand new I.E.M.A. factory in San

Giorgio in Piano, in the province of Bologna

(photo). These events allowed all the

participants to experience in live demo the

Autonox24 parallel kinematics managed by

the Siemens Simotion, a benchmark for manageable

payloads featured by performed

cycles as well as tracking accuracy, gripping

and release. The system allows users to solve

their production issues in several stages

(from primary to the end of the line) as well

as in several end sectors (food & beverage,

pharmaceutical, electronics and so on).

Founded in 1979, I.E.M.A. is an advanced

company in the field of industrial automation.

The company designs and installs

electric systems for any kind of automatic

machines; manufactures the electric panel

and the design of the components on board

the machine; takes care of assembling

and wiring the electric panel; develops motion

software for the control of servo motors;

manufactures the plant on board the

machine with resistance tests and carries

on hardware and software tests at the

end customer’s headquarters.

An extremely versatile system

without additional vibrations

“The static motors mounted on the Autonox24 kinematics

handle the motion addressed to the gripper through a

Cardan transmission: therefore, the opening and closing

of the gripper, as well as other mechanical operations that

otherwise would have required the use of a motor mounted

on the wrist of the machine. This system allows the highest

weight available to the gripper”, continues Mr Casiraghi.

“In addition, an important Majatronic patent is related to the

insertion of the media supply inside the central telescopic

arm. That is to say, compressed air, pneumatic vacuum and

electric wiring up to 7 poles. This implies a better cleanliness

during the use of the machine, as well as the absence

of additional vibrations. These machines also allow users to

remove and mount the gripper of the wrist much more quickly,

so that the robot is extremely versatile when performing

format changes”.

The needle roller bearings with which the kinematics are

held guarantee a uniform behaviour also at the periphery of

the machine working area. And, talking about robustness,

also when the kinematic is inverted, the product remains

stable, thus reducing significantly the risk of collisions and

improving the capacity of an accurate picking.

Smoothness and movement handling:

the advantages of a successful partnership

The peculiarity of Autonox24 parallel kinematics lies in their

independence as for the control. The robot programming

environment, in fact, can be easily integrated with the system

that handles the other automated components of the

machine.

Siemens and Majatronic have been cooperating successfully

for several years in Germany and, recently, also in the

Italian market. The aim is to keep on working together to

develop technologically advanced solutions. “The collaboration

starts from the design stage”, says Massimo Consonni,

Head of the Business Segment Production Machines at

PubliTec

MARCH-APRIL 2016 93


INCONTRI

Una demo di robot

delta Autonox24

impegnato in

un’operazione di

pick & place.

progetta l’automazione, Siemens in questo caso, sappia

quali sono le caratteristiche, il movimento, i pesi,

le dinamiche e le rigidità del robot. In questo modo,

ogni variazione è riconosciuta come un disturbo: per

esempio, in caso di collisione, il sistema si blocca immediatamente.

I vantaggi di questa collaborazione

vanno dalla sicurezza alla fluidità del movimento, caratterizzato

dall’assenza totale di vibrazioni”.

Uno o più controllori per la

massima integrazione lungo la linea

“Il sistema che propone Siemens non è progettato nello

specifico per la robotica: con uno stesso controllore

o con più controllori dello stesso tipo, sincronizzati

tra loro, possiamo garantire la massima integrazione,

automatizzando un’intera linea di packagng”, spiega

Consonni.

“Gestendo direttamente il sistema degli azionamenti e

i motori che sono alla base del movimento della cinematica,

Siemens è in grado di minimizzare i tempi di

reazione, con conseguenze positive sia nella gestione

degli inconvenienti che nella sicurezza”, aggiunge

Alessandro Casiraghi.

“La sicurezza deve essere considerata innanzitutto

come capacità di non rovinare o danneggiare il prodotto

che il robot prende e rilascia, ma anche come

attenzione alla cosiddetta “safety”, cioè la sicurezza

dell’operatore: questo aspetto è sempre stato cruciale

per Siemens”, continua Consonni. “Per riassumere,

l’utilizzatore opera in tutta sicurezza, i cablaggi sono

scomparsi, le informazioni sono digitalizzate e i tempi

notevolmente compressi”.

Sfruttare le sinergie tra la conoscenza del prodotto e

la conoscenza dell’applicazione, a favore del cliente

che acquista il sistema: ecco come funziona una partnership

collaudata che si appresta ora a raccogliere

le sfide del mercato italiano. n

Volete esprimere la vostra opinione su questo tema?

Scrivete a: filodiretto@publitec.it

A demo of an

Autonox24 delta

robot during a pick

& place operation.

Siemens Italia. “In this case, the robust and high performing

mechanics of Autonox24 kinematics was joined by the tested

Siemens Simotion controller, very important to reduce the risk of

collision. All the solutions mentioned so far - different in terms of

payload and motion - can be integrated with a dedicated control

system. It is important that the designer of the automation,

Siemens in this case, is aware of the features, motion, weights,

dynamics and rigidity of the robot. Any variation is then identified

as a fault: for instance, in the case of a collision, the system

stops automatically. Among the advantages of this collaboration

are the safety and smoothness of the movements, featured

by the complete absence of vibrations”.

One or more controllers for the

highest integration along the line

“The system provided by Siemens is not specifically designed

for robotics: with the same controller, or rather with

more synchronized controllers of the same type, we can ensure

the highest integration, thus making an entire packaging

line automated”, explains Mr Consonni.

“By managing directly the drive system and the motors on

which the kinematic motion is based, Siemens is able to

minimize response time, thus affecting positively either fault

management of safety”, adds Alessandro Casiraghi.

“Safety should be considered mainly as the ability not to ruin

or damage the product picked and released by the robot, as

well as the highest care for the operator safety: this issue is

indeed more and more crucial for Siemens”, adds Mr Consonni.

“To summarize, the user works in a safe environment,

there is no more wiring, the information is digitalized and

times are remarkably shortened”.

Relying on the synergy between the knowledge of both the

product and the application for the benefit of the customer

that purchases the system: this is how a well-established

partnership works. And now it is ready to face the challenges

of the Italian market. n

94 MARZO-APRILE 2016 & meccatronica 114


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ISSN 2035-1798

DCOOS2922

NAZ/039/2008

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