Kitesoul Magazine #11 Italian Edition

Kitesoul

In questo numero: Red Bull King of The Air 2016, World Snowkite GPS Contest 2016, IKA WORLD CHAMPIONSHIPS El Gouna Grand Slam, Trip: Irlanda, Norvegia, Barbados. ITW: Luis Brito, Test coparativo Wave Kites, Coleen Carroll Column, Regole e sicurezza nel waveriding e molto altro!

WWW.KITESOUL.COM

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016

World Snowkite GPS Contest 2016

ITW

Luis Brito

KITE - TEST

The Wave Kings


R I D E R : A I R T O N C O Z Z O L I N O / P H O T O : T O B Y B R O M W I C H

OUT OF COMPLEXITY INTO SIMPLICITY

T H E N E W M O N O

T R U E K I T E B O A R D I N G


F R E E R I D E

R E L A T E D P R O D U C T S

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SIZES

RIDE

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4 5 6 7 8 9 10 11 12 14

TRIP

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SIZES

8

10 12

FLY

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Direttore Responsabile

Roberta Pala

roberta.pala@kitesoul.com

Redattore tecnico wave

Mitu Monteiro

Redattore tecnico freestyle

Alberto Rondina

Tecnica

Renato Casati

Photo & Video

Maurizio Cinti

Grafica

Giuseppe Esposito

Testi

Mark Barry, Olly Bridge, Simone Borgi,

Airton Cozzolino, Keahi de Aboitiz,

Bertrand Fleury, Andries Fourie,

Aaron Hadlow, Colin Heckroodt, Tuva

Jansen, Matthias Larsen, Matchu Lopes

Almeida, Valentina Mellano, Marc

Ramseier, Axel Reese, Alberto Rondina,

Michelle Sky Hayward, Oswald Smith,

Gabi Steindl

APRILE 2016 - MAGGIO 2016

BIMESTRALE

Immagini

Christian Black/Red Bull Content

Pool, Simone Borgi, James Boulding,

Tyrone Bradley/Red Bull Content

Pool, Toby Bromwich, Claudio Cabral,

Giangi Chiesura, Andrea D'Antoni,

Mario Entero, Giuseppe Esposito,

Laci Kobulsky, Craig Kolesky/Red

Bull Content Pool, Colin Leonhardt,

Alessandro Lo Mundo, Annalisa

Matteu, Valentina Mellano, Brendon

O'Neal, Stefania Perria, Axel Reese,

Martin Rendo, Svetlana Romantsova,

Gabriele Rumbolo, SBAM Production,

Tim Smith,Ydwer van der Heide /

Red Bull Content Pool, Marc Weiler,

WhiteSpace3.ca, Jason Wolcott

Cover:

Rider Aaron Hadlow/ King of Red Bull

KOTA 2016

Photo Craig Kolesky/Red Bull Content

Pool

Editore e pubblicità

VISU Media

Via Cavour, 20

24030 Ambivere (BG)

Amministratore Unico

Federico Sugoni

fs@kitesoul.com

Registrazione Tribunale

di Bergamo n°10/2014

del 15/04/2014.

Copyright Kitesoul Magazine

La VISU Media è titolare esclusiva della

testata Kitesoul Magazine e di tutti i diritti di

pubblicazione e diffusione in Italia. L’utilizzo

da parte di terzi di testi, fotografie e disegni,

anche parziale, è vietato. L’Editore si dichiara

pienamente disponibile a valutare - e se del

caso regolare le eventuali spettanze di terzi

per la pubblicazione di immagini di cui non

sia stato eventualmente possibile reperire la

fonte. Informativa e Consenso in materia di

trattamento dei dati personali (Codice Privacy

d.lgs. 196/03). Nel vigore del D.Lgs 196/03 il

Titolare del trattamento dei dati personali, ex

art. 28 D.Lgs. 196/03, è VISU Media, con sede

legale in Ambivere (BG), via Cavour, 20. La stessa

La informa che i Suoi dati, eventualmente da

Lei trasmessi alla VISU Media, verranno raccolti,

trattati e conservati nel rispetto del decreto

legislativo ora enunciato anche per attività

connesse all’azienda.

La lettura della presente informativa deve

intendersi quale presa visione dell’Informativa

ex art. 13 D.Lgs. 196/03 e l’invio dei Suoi dati

FEDERICO SUGONI

Editore

Manager d’Azienda

ed Imprenditore, si appassiona al

surf da giovanissimo, ma scopre

l’amore per il Kitesurf da grande

durante un viaggio alle Hawaii.

Il kite è la sua più grande

passione dopo sua figlia. Nel 2014

fonda Kitesoul Magazine.

GIUSEPPE ESPOSITO

Direttore creativo

Kiter sin da piccolo, rider per RRD

Italia, laureato in Design della

Comunciazione al Politecnico di

Milano. Con questo incarico ha

potuto finalmente unire le sue due

passioni: il kite ed il design.

ROBERTA PALA

Direttore responsabile

Fotografo sportivo dal 1997.

Kitesurfer dal 2001, negli ultimi 15

anni responsabile delle principali

testate di kitesurf. Spirito libero,

ha mollato tutto per una vita

a contatto della Natura e dello

sport. Vive a Capo Mannu, in

Sardegna, l’onda più bella

del Mediterraneo…

MAURIZIO CINTI

Videomaker

Appassionato di cinema

e fotografia. Skater, Snowboarder

e Wakeboarder, appena ha

conosciuto il kitesurf, tutto il resto

è diventato un ricordo, inizia con

il freestyle,ma ora ama le onde

grandi e potenti. La ricerca dello

swell perfetto è la sua passione.


KITESOUL MAGAZINE

Feel The Flow

RENATO “DR. KITE” CASATI

Direttore tecnico

Wave team rider RRD. Kitesurfer

dal 2000, è stato giudice ed

atleta PKRA e KPWT. Ha scritto

continuativamente per diverse

riviste di settore

negli ultimi 12 anni.Vive fra lago di

Como e Sardegna, ma sverna fra

le onde Capoverdiane.

MITU MONTEIRO

Redattore tecnico wave

Capoverdiano di Sal, Rider

Ufficiale F-One, Manera. Campione

Mondiale wave KPWT nel 2008 e

tre volte Vice Campione Mondiale.

Inizia giovanissimo con il Surf

e con il Windsurf, dopo

poco scopre il Kitesurf

e diventa amore puro.

ALBERTO RONDINA

Redattore tecnico freestyle

È il miglior esponente del

Kite Italiano nel mondo delle

competizioni, Rider Ufficiale

per Cabrinha Kites, Neil Pryde e

GoPro. Quattro volte Campione

Italiano, Campione Europeo 2010 e

terzo classificato nel Campionato

Mondiale PKRA 2012.

DANIELA MELONI

Traduttore professionista

Daniela ha vissuto principalmente

all’estero, dove ha conseguito

la laurea in Giurisprudenza e

iniziato la sua carriera. Capisce di

avere una passione per gli sport

acquatici nel 2007 quando si

ritrasferisce nella costa ovest della

Sardegna e incontra suo marito,

il kitesurfer Enrico Giordano.

Dal 2009 è una traduttrice

professionista. Amante del SUP e

fotografa amatoriale non manca

mai di fotografare o riprendere

una sessione wave di kite o SUP.


EDITORIALE

Un 2016 veloce come un uragano!

L’edizione di quest’anno della Red Bull King of

The Air a Cape Town, a detta di tutti, è stata la più

bella mai disputata. Le condizioni del vento non

sono state quelle solite da “bufera” a Big Bay, ma

le onde della baia, hanno creato incredibili kickers

per i riders partecipanti, facendo raggiungere altezze

stellari, per la gioia della folla presente. È

stata anche l’edizione con più incidenti, alcuni riders

hanno portato il limite a un livello incredibile,

come per Lewis Crathern, le cui condizioni, dopo

lo spaventoso crash in gara, hanno tenuto tutti

col fiato sospeso. E per la prima volta nella storia

della competizione, un rider ha vinto due edizioni

consecutive, anche quest’anno, il King è stato

Aaron Hadlow!

Tra gli eventi di spicco dell’inizio dell’anno, come

già anticipato nello scorso numero 10, il World

Snowkite Contest 2016 GPS Formula a Roccaraso

(Italy), dove i migliori riders di snowkite si

sono dati appuntamento per una gara che mai

come quest’anno, è stata complicata da interpretare,

con condizioni meteo davvero difficili, con

temperature alte e conseguente scarso innevamento,

che hanno fatto fare i “salti mortali” agli

organizzatori, per consentire una gara sicura, e

comunque spettacolare! Nell’esteso articolo di

questo numero, abbiamo dato spazio a Niccolò

de Simone, organizzatore dell’evento e ai vincitori

di quest’edizione. Un ringraziamento speciale

va alla partecipazione di Paulino Pereira, normalmente

un rider di “fase liquida”, che ci ha fornito

un report divertente sulla sua prima esperienza

in snowkite.

La novità più importante che ha coinvolto attivamente

il Team del magazine, è stato il test kite

wave nella splendida Capo Verde. Sei le vele testate,

negli spot più hot dell’Isola di Sal e con le

Rider Jerrie van de Kop | Foto Svetlana Romantsova


condizioni più estreme, per stabilire “se” esiste

l’ala wave definitiva, un test unico nel panorama

mondiale che potete trovare in esclusiva su questo

numero di Kitesoul Magazine.

Colleen Carroll, AWSI Female Kiteboarder of the

year 2015, ci regala i suoi pensieri nel suo spazio

fisso nelle prime pagine del nostro magazine.

I viaggi sono sempre più “soul”… ed è così che la

mia grande amica Gabi Steindl ci porta nell’anima

e nel silenzio del kitesurfing, Marc Ramseier scopre

l’Irlanda, con le sue gelide e allo stesso tempo

epiche condizioni, e Matthias Larsen, ci porta a

Barbados con i suoi bellissimi selfies.

Per le interviste abbiamo un giovane capoverdiano,

classificatosi quinto lo scorso anno al Tarifa

Strapless, Luis Brito, un altro big rider per un’isola

che sembra sfornare solo grandi campioni…

Non mancano i nostri articoli didattici: il foil con

Olly Bridge, le manovre del freestyle base con Alberto

Rondina, il freestyle strapless spiegato dal

campione del mondo wave, Keahi de Aboitiz, e i

consigli tecnici preziosissimi di due big wave riders,

una coppia che vive e respira wave riding,

Tuva Jansen e Bertrand Fleury.

E poi ancora le novità tecniche e i primi contatti

con i nuovi prodotti, e un’anteprima fotografica

per il nostro Coming Soon, questa volta dedicato

alla prima tappa del nuovo tour mondiale di freestyle,

nella sua prima location di El Gouna, sapientemente

fotografato dal nostro Art Director,

Giuseppe Esposito, inviato speciale per Kitesoul

in Egitto.

Rilassatevi e godetevi questo numero, che possa

esservi d’ispirazione ora che la bella stagione si

avvicina qui, nell’emisfero boreale.

Roberta Pala, Federico Sugoni


SOMMARIO

EVENTI

SELFIES

34

104

20

Portfolio

Red Bull King of

The Air 2016

EVENTI

50

TRIP

78

Irlanda

Barbados

KITE - TEST

112

World Snowkite

GPS Contest 2016

The wave

RIDERS COLUMN

32

Colleen Carroll

COMING SOON

66

IKA WORLD

CHAMPIONSHIPS

El Gouna Grand Slam

RIFLESSIONI DELL'ANIMA

94

Flow and silence

FEELINGS

ITW

140

Luis Brito

100

Sensazioni a

Teahupoo


STRAPLESS MOVES

166

in pillole

kings

FOTO e VIDEO

154

Sail Video

System

WAVERIDING

158

Principali regole e

sicurezza

Shove it

360 hand shove it

FOILBOARDING

174

Foil-Gybe

Gybing off the foil

TEST ACCESSORI

PRODUCT FOCUS

190

Core XR4

Core Fusion

RRD Passion MK8

RRD Fifty Fifty

FREESTYLE MOVES

198

Front roll

S-bend

178

Girl power

TRIP

200

TECHNICAL STORY

Norvegia

184

Trapezi ION


20 PORTFOLIO

Lasse Girolstein

RIDER: Lasse Girolstein

FOTO: Axel Reese/reemedia/liquid eye


22

PORTFOLIO

Alex Neto

RIDER: Alex Neto

FOTO: Martin Rendo


24

PORTFOLIO

Sam Medysky

RIDER: Sam Medysky

FOTO: WhiteSpace3.ca


26

PORTFOLIO

Alberto Rondina

RIDER: Alberto Rondina

FOTO: Laci Kobulsky


28

PORTFOLIO

Matchu Lopes Almeida

RIDER: Matchu Lopes Almeida

FOTO: Mario Entero


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32

RIDERS COLUMN

Girovagando…

RIDERS COLUMN

× GIROVAGA

Colleen

Carroll

Testo Colleen Carroll

Foto Colleen Carroll e Toby Bromwich


NDO… ×

Può essere facile trovare un kite

spot preferito e fare di quello

il tuo posto per viaggiare. Ogni

volta che si può sgattaiolare via

per una piccola vacanza, le dita

scivolano in modalità pilota automatico,

controllando i prezzi

dei biglietti per l'aeroporto più

vicino al nostro spot preferito. Ci

si va di volta in volta, anno dopo

anno. Non che ci sia qualcosa

di sbagliato in questo. Il Kiteboarding

è uno sport volubile.

Lo capisco. Perché avventurarsi

verso l'ignoto quando ciò che è

noto è così buono?

Anche un kiteboarder professionista

può essere risucchiato in

questa trappola... Personalmente,

vado nella stessa piccola città

in Brasile da cinque anni, per

un totale di quasi 10 mesi spesi

nello stesso villaggio di pescatori.

Ci sono valide ragioni per

farlo. Se prenotate una vacanza

verso una destinazione relativamente

sconosciuta, si sta

sempre prendendo un rischio. Ci

sarà vento? Le condizioni saranno

di mio gradimento? Che

cosa so del cibo, della gente del

posto, e delle attività non-kite?

Sarò al sicuro nell’esplorare le

spiagge e le città vicine? Tutti

i miei amici sono in un altro

posto… forse dovrei solo andare

nello stesso posto come loro...

Spesso si dice che con il rischio

più grande arrivino le ricompense

migliori e, solo di recente,

mentre abbiamo viaggiato da

Seattle all'Africa, Craig Cunningham

e io abbiamo avuto

grandi ricompense! Mentre il

resto del mondo del kiteboarding

era diretto a Città del Capo,

in Sud Africa, una delle nostre

città preferite dove fare kite, noi

abbiamo optato per un luogo

diverso e abbiamo prenotato un

volo per il Kenya. Destinazione:

Watamu.

Watamu è un piccolo villaggio di

pescatori situato a solo un'ora

di volo da Mombasa, sulla

costa centrale del Kenya. Con

una delle migliori spiagge del

Kenya, così come i venti costanti

per due stagioni in un anno,

un sacco di banchi di sabbia in

mare aperto, la fauna selvatica,

il cibo fresco a buon mercato,

e un sacco di attività non-kite,

Craig e io quasi non riuscivamo

a credere che fosse vero.

Sembrava che ogni nuovo spot

promettesse il massimo per una

vacanza kite, guardando i post

dei kiters su FB, ma in questo

caso, è stato anche meglio di ciò

che ci saremmo aspettati…

E, mentre mi sedevo alle 4:00

del mattino, l’ultimo giorno del

mio trip in Kenya, con la vista

mozzafiato su una pozza d’acqua,

che ricordava la scena

finale del Re Leone, mi è stato

reso subito chiaro di come uscire

fuori dalle mete solite, possa

essere molto più gratificante.

Quindi, questa è la sfida, se

prenotate sempre nello stesso

posto, lo stesso appartamento,

sulla stessa spiaggia, anno dopo

anno, chiedete in giro, fate un

paio di ricerche su Google, trovate

un posto che avete sempre

desiderato vedere… e andateci!

Potrebbe essere, semplicemente,

il viaggio della vita!


34

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016

testo Michelle Sky Hayward, Aaron Hadlow, Colin Heckroodt, Oswald Smith, Andries Fourie

foto Christian Black/Red Bull Content Pool, Craig Kolesky/Red Bull Content Pool, Ydwer van der Heide / Red Bull Content

Pool, Tyrone Bradley/Red Bull Content Pool


× 2016×

RED BULLKING

OF

THE AIR

Città del Capo, smettila di darti delle arie!" È esattamente quello che ha detto il

commentatore durante la Red Bull King of The Air di Domenica 7 febbraio 2016.

L'evento è iniziato alle 14:00, in perfetto orario, a Big Bay, Città del Capo. E invece,

darsi delle arie, è esattamente ciò che Città del Capo ha fatto! La velocità del

vento ha raggiunto oltre 35 nodi, le onde facevano da trampolino per salti enormi

e la folla e gli applausi erano più grandi che mai


36

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016

Heat dopo heat, gli

spettatori hanno visto

cose che non

avevano mai visto

prima. Ogni salto era

superiore a quello precedente.

L'energia degli applausi della

folla era grandiosa nel corso

della giornata. Si sono viste le

manovre della vecchia scuola

di Tom Hebert e i tripli backroll

megaloop di Sam Lights, tra le

urla del pubblico. Reno Romeu

si è distinto come uno dei favoriti

della folla con l'altezza che

ha raggiunto in ogni sua manovra.

Poi ci sono state le cose che

hanno creato le urla del pubblico

ma non per buone ragioni…

come quando Oswald Smith è

caduto nell'acqua bassa dopo

un handlepass spettacolare andato

storto. I bagnini si sono

precipitati al suo fianco, ma ben

presto si è alzato e allontanato

illeso, tra il sollievo del pubblico.

Anche Lasse Walker ha avuto

un incidente spaventoso, alla

fine della sua heat. Tutti hanno

subito capito che c'era qualcosa

che non andava quando è rimasto

sott'acqua e non ha cercato di rilanciare

il suo aquilone. Kevin Langeree

è andato subito in suo soccorso,

molto prima che la barca di

salvataggio lo raggiungesse, e gli

ha tenuto la testa fuori dall'acqua

in modo da poter respirare. Fortunatamente,

è venuto fuori dall'oceano

senza ossa rotte e con solo

un po' d'acqua sui suoi polmoni.

L'ultimo incidente della giornata è

stato di Lewis Crathern nel corso

delle semifinali. Tutta la gara è stata

subito messa in attesa in modo

che lo potessero tirar fuori dall'acqua.

Non siamo esattamente sicuri

di come sia successo, ma ha

lasciato andar via la sua vela non

appena si è reso conto di essersi

fatto male, e questo ha fatto sì che

sia stato più facile salvarlo. La gara

è stata fermata per circa un’ora e

mezza, prima che le semifinali potessero

riprendere, per aspettare il

rientro delle ambulanze.

Durante la pausa, abbiamo parlato

con il commentatore Colin Heckro-


× KEVIN LANGEREE×


38

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016


× JESSE RICHMAN×

odt, per un aggiornamento:

“È un evento incredibile, i giudici

lassù nel box e i riders e visitatori

provenienti dall'estero stanno

dicendo che si tratta della

migliore Red Bull King of The Air

che abbiano mai visto. Abbiamo

avuto anche il maggior numero

di incidenti finora, perchè

i ragazzi si sono presi davvero

molti rischi, e tutti i riders hanno

già superato i propri limiti nel

primo e secondo turno, è inaudito,

è incredibile. Finora non

penso che tutti i record WOO

siano stati infranti, il vento non

è abbastanza vicino ai 40 nodi

come quando hanno fatto tutti

i record. Comunque abbiamo

visto alcuni trick spettacolari a

18-19 metri, con uno o due loop,

quindi è di sicuro un record in

termini di manovre fatte a queste

altezze.”

La finale è da annoverare nel

libro dei record. Jesse Richman

ha fatto la sua prima manovra

solo pochi secondi dopo il suono

dell’inizio delle heat, Aaron

Hadlow lo ha seguito di lì a poco

con megaloop KGB, Kevin Langeree

è stato l’idolo della folla,

con i suoi salti stellari e gli atterraggi

puliti. Alle 19:00, il vento

soffiava ancora a 28 nodi.

Nonostante la lunga giornata e

il sole al tramonto che bruciava

gli occhi, questi ragazzi hanno

dato il massimo fino alla fine.

Anche Ruben Lenten era lì a

dare sostegno a tutti, purtroppo

non siamo riusciti a intervistarlo,

aveva troppo dolore e si sentiva

stanco.

La premiazione è stata pochi

minuti dopo la finale. Migliaia e

migliaia di persone si sono radunate

davanti al podio, con la

Table Mountain come sfondo.

Kevin Langeree ha vinto il Mystic

move della giornata. Era

chiaramente il favorito della folla,

perché non appena è stato


40

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016


× JERRIE VAN DE KOP×

annunciato al terzo posto, tutti

hanno cominciato a fischiare

lamentandosi. In un momento

di tensione assoluta, abbiamo

dovuto aspettare per vedere chi

avrebbe vinto, tra Aaron e Jesse.

Improvvisamente la mano di

Aaron è stata sollevata, annunciandolo

vincitore tra applausi

e flash.

Abbiamo parlato con alcuni degli

altri rider e abbiamo chiesto

loro come sia stato l’evento e

un commento sul podio:

Oswald Smith: “Abbiamo avuto

una gran bella giornata oggi, il

vento era perfetto, le onde erano

davvero grandi, tutti I riders

hanno fatto heat pazzesche e i

kickers erano enormi. Il livello è

stato più alto che mai. Purtroppo

io ho perso nei quarti di finale,

ho fatto alcuni bei loop e

qualche handlepass ma non è

stato abbastanza. La finale è

stata pazzesca! Aaron ha fatto

un fantastico megaloop KGB e

Jesse un front mobe kiteloop.

Sono entusiasta, credo sia stata

la miglior Red Bull King Of The

Air mai vista! Il giudizio è stato

buono, Aaron ha meritato il primo

posto e anche Jesse e Kevin

hanno fatto una gara strepitosa.”


42

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016

Andries Fourie: “Sono felice e

entusiasta di quello che ho fatto,

e sono felice di essere tra I

partecipanti della prossima edizione

perchè sono nella top 12

(Andries è arrivato alle semifinali,

ndr). Non sono così convinto

del risultato del podio, credo

che Kevin meritasse di essere

più su nel podio, perchè la sua

heat finale è stata strepitosa,

ma penso che anche Jesse abbia

fatto molto bene, per cui è

davvero molto difficile da dire.”

Ci sono momenti in cui tutto si

sistema, un momento in cui tutti

i riders spingono I loro limiti al

massimo, il mondo esce e supporta

e si unisce per una causa,

gli elementi si uniscono, e mostrano

ciò che possono offrire. E

questo raro momento di chiama

Red Bull King Of The Air.

Complimenti a ogni singolo rider

per essere andato là fuori

e dato il massimo. Complimenti

ad Aaron, il primo rider ad aver

vinto per due volte il titolo di

King Of The Air. Ancora una volta,

ha fatto la storia! Credo che

davvero la Red Bull metta le ali.

Mentre Lewis Crathern si riprende,

i pensieri vanno a lui ed

ai suoi familiari. E anche a Ruben,

gli auguriamo ogni bene e

speriamo di rivederlo presto in

acqua.


× LEWIS CRATHERN×


44

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016


46

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016

Quest'anno la Red Bull King of

The Air ha avuto una condizione

incredibile, il vento forte, ma

soprattutto le onde grandi, che

creavano trampolini immensi,

queste hanno fatto la vera differenza.

Importante, in una gara

del genere, è bilanciare bene altezza

e fattore di rischio. Grandi

megaloop e manovre, come il

megaloop KGB che mi ha aiutato

a superare gli altri riders in

finale.

È stata una giornata emozionante,

vedendo il pauroso incidente

del mio amico e compagno

di team Lewis Crathern, ero

davvero preoccupato, e questo

mi ha fatto capire come possa

essere serio un incidente del

genere… Dopo un’ora di attesa

prima della finale, grazie al

sostegno degli amici e dei familiari,

sono riuscito di nuovo

a concentrarmi nella gara. Ho

ottenuto il mio salto più alto,

seguito poi dal mio miglior me-


galoop KGB, seguito da un front

roll megaloop grab, con la rampa

dell’onda.

Con tanta adrenalina in corpo e

l'emozione che avevo dentro, ho

potuto davvero dare tutto me

stesso. La folla era incredibile

ed è stato bello sentirne tutta

l'energia. Tornando in spiaggia

mi sentivo fiducioso di aver fatto

del mio meglio. Sono stato in

grado di andare molto grosso e

aggiungere un fattore di rischio

massimo. È sempre difficile

sapere in che modo finirà sul

podio, ma sono stato davvero

felice di sentire il mio nome e

ritrovarmi sul gradino più alto…

Aaron


48

EVENTI

Red Bull King of The Air 2016

AARON HADLOW

× KING OF THE AIR 2016×


50

EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)

ROCCARASO (ITALY)

Il comprensorio dell’Alto Sangro è stato teatro

del World Snowkite contest 2016, basato sulla

formula GPS, ossia un sistema di valutazione

delle tracce compiuta dai riders in un intervallo di

tempo predefinito, attraverso le quali è attribuito un

punteggio, basandosi su parametri come la lunghezza

della traccia e del perimetro compiuto all'interno del

campo di gara. Sei le giornate di gara, da lunedì a

sabato e trentacinque gli atleti iscritti, provenienti da

ogni paese, dalla Russia all'Italia.


ITW Roberta Pala

Testo Mauro Ferro, Niccolò de Simone, Michele Leoni, Felix Kernsten, Lukas Vogeltanz, Paulino Pereira

Foto Bertrand Boone, Wareck Arnaud, Annalisa Matteu, Fabrizio Poggi, Mauro Ferro


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EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)

Abbiamo fatto qualche domanda a uno degli organizzatori

dell'evento, Niccolò de Simone.

KS_Un bilancio dell'evento di quest'anno.

WSC_Ci sono stati elementi positivi e negativi.

Siamo stati sfortunati per le condizioni della

neve, tuttavia abbiamo condotto comunque quattro

giorni di attività su sei. Questo dimostra che

il comprensorio dell'Alto Sangro è adatto per lo

snowkite e molto versatile. Purtroppo, il nostro, è

uno sport legato alle condizioni meteorologiche e

l'umore generale è condizionato da queste. Quindi

direi che dei tre anni di vita del contest, questo

è stato il più complesso. Lavoreremo per migliorare

il format e perfezionare la formula GPS.

KS_Condizioni difficili e modifica campo di gara,

come ha influito sullo svolgersi della competizione.

WSC_Il 2016 è stato un evento molto complesso

per la sicurezza e per il format, a causa delle

condizioni generali meteorologiche. Da un punto

di vista meteorologico è stata la stagione più

difficile, come condizioni d’innevamento, che abbia

mai visto. Nei giorni di gara abbiamo avuto

alta pressione con venti in quota e l'agibilità degli

spot era limitata dall'assenza di neve. Infatti, su

cinque differenti spot possibili per la gara, solo

uno era coperto da neve più uniforme. Nonostante

questo, devo dire che siamo riusciti a condurre

la competizione e chiuderla senza incidenti. In

tali condizioni è chiaro che anche il format di gara

ha subito delle limitazioni. Il contest di Roccaraso

nasce con l'obiettivo di permettere agli atleti l'esplorazione

di una ampia zona sia con il gps sia

attraverso l'individuazione di un percorso. Con le

condizioni di neve di quest'anno abbiamo dovuto


54

EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)


limitare il tempo delle manches a 30 minuti, non

consentendo, quindi, ai rider, la scoperta di un vasto

territorio.

KS_Tracciati e regole, in questa edizione si sono

viste molte squalifiche e cambi di classifica.

WSC_La competizione con il GPS è relativamente

giovane e complessa da un punto di vista tecnologico,

ma con ottime capacità di adattamento ai

diversi campi gara e condizioni meteorologiche.

Questo rende assolutamente fondamentale il riders

meeting della mattina in cui sono presentate

le caratteristiche della competizione della giornata.

Probabilmente l'organizzazione ha affidato

alla trasmissione orale un’eccessiva importanza,

e molti dei malintesi nati da un'errata interpretazione

degli atleti, si sarebbero potuti evitare scrivendo

in modo più completo il regolamento. Questo

sarà uno dei principali obiettivi dell'edizione

2017. Le principali squalifiche hanno riguardato

il fatto che la regola fondamentale consiste nel

tornare al punto di partenza al fine di consentire

al sistema di calcolare correttamente il perimetro

della traccia compiuta. In molti casi gli atleti non

hanno rispettato questa regola e per tale motivo

l'organizzazione ha attribuito una pesante penalità

al punteggio di alcuni atleti.

KS_L'importanza della sicurezza in montagna,

e le difficoltà di gestirla in una competizione del

genere.

WSC_Il tema generale della sicurezza in montagna

è di tale importanza ed ampiezza che non

penso sia possibile affrontarlo in modo completo

in poche parole. Quello che ritengo importante è

chiarire quali dispositivi di sicurezza impone l'organizzazione

ai partecipanti e quali mezzi di soccorso

predisponga. Ogni partecipante, per esse-


56

EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)

re ammesso alla competizione deve avere, oltre

ovviamente al casco, un dispositivo di ricerca in

valanga, una sonda e una pala. Sono dispositivi

richiesti a ogni frequentatore di fuoripista che

consentono di essere salvati ed anche di salvare

i propri compagni qualora fossero travolti da una

valanga. Questo per quanto attiene alla dotazione

richiesta per i rider, altro tema importante è

come un'organizzazione possa efficacemente

supportare gli atleti affinché possano esprimersi

al meglio. Da questo punto di vista, oltre alle

comunicazioni di carattere ufficiale, al 118 e soccorso

alpino, avevamo a disposizione dei mezzi

cingolati che potevano agevolmente raggiungere

anche i punti più difficili del campo di gara. Il prossimo

anno chiederemo a un'azienda che fornisce

servizi GPS e di localizzazione di supportarci.

KS_Le motivazioni del ritiro di alcuni dei riders.

WSC_Per quanto abbiamo ritenuto inopportuno

il ritiro di alcuni atleti a causa dell'investimento

che gli sponsor hanno fatto per la loro ospitalità,

tuttavia non possiamo biasimarli eccessivamente.

Lo spot, come detto, non era ottimale e i ma-


teriali, il primo e il secondo giorno di gara, hanno

subito dei danneggiamenti.

KS_ Progetti 2017, si manterrà sempre lo stesso

format?

WSC_Cambieremo sicuramente alcune cose:

1) Scriveremo in modo molto chiaro le General

Rules della GPS formula e le local rules relative

alla località in cui si svolgeranno le gare.

2) Faremo due tappe nell'arco della stagione una

a Roccaraso/Rivisondoli e l'altra sarà in località

da definire. Stiamo già prendendo contatti con

alcune località del Nord Italia, Francia e Svizzera.

3) Aggiungeremo prove race/backcountry con

percorsi di circa 10 km, per consentire anche agli

appassionati di race di poter partecipare.

4) Il sistema di selezione degli atleti subirà alcuni

cambiamenti poiché lo sponsor difficilmente riuscirà

a garantire le gratuità per 40 persone.

5) Cercheremo di far utilizzare uno stesso strumento

per i dati GPS e cercheremo di sviluppare

il sistema di refertazione dei dati GPS.

Le impressioni dei riders:


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EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)

Michele Leoni (ITA) 1° pari merito categoria

snowboard

La settimana di gare a Roccaraso a fine Gennaio

è ormai quasi una tradizione per me poiché è già

il terzo anno di seguito che partecipo. Quest’anno

poi è stata una gara “col botto”, perché sono

riuscito a salire sul gradino più alto del podio! In

ogni caso credo che il risultato agonistico non

sia la vera motivazione che ci spinge a fare tanti

chilometri o a stare lontani dalle nostre famiglie.

Il motivo reale per cui vale veramente la pena di

vivere quest’esperienza, è il fatto di incontrarsi in

un luogo semplicemente fantastico e condividere

momenti indimenticabili con “top riders” provenienti

da nazioni di mezza Europa e ritrovarsi sopra

ogni frontiera a parlare tutti la stessa lingua

con in mano una barra rosso a sinistra, per spingere

e portare lo sport che amiamo a un livello

sempre più alto. Quest’anno, purtroppo, le condizioni

della neve (molto scarsa), hanno messo a

dura prova sia noi sia i nostri materiali, ma è stato

comunque bello rivedere amici francesi, svizzeri,

austriaci che non vedevo da tanto tempo e allo

stesso modo conoscere altri fortissimi rider come

Lukas Vogeltanz, dalla Rep. Ceca, con cui ho condiviso

la vittoria.

Lukas Vogeltanz (Rep. Ceca) 1° pari merito categoria

snowboard

Il Campionato del Mondo di snowkite backcountry

che ha avuto luogo in Alto Sangro, si è basato

sulla formula di GPS, in altre parole su un sistema

di valutazione delle tracce che i piloti realizzano

in un intervallo di tempo definito, in cui il punteggio

è stato calcolato determinando la lunghezza

del percorso e il perimetro compreso all'interno


della figura chiusa che il pilota deve compiere. Sei

giorni di gara, da Lunedì a Sabato, 35 riders registrati,

otto paesi, compresa la Russia, Repubblica

Ceca, Francia, Austria, con una folta delegazione

di svizzeri e francesi, le nazioni con il maggior numero

di seguaci di snowkite.

Le mie impressioni? Lo spot snowkite di Roccaraso

si trova a 200 km da Roma, in montagna, a

2000 metri di altezza. Questo posto mi ha subito

ha affascinato. L'altopiano ha una superficie di 10

chilometri quadrati, vento tutti i giorni, valli piane

e alta montagna. Dalla mia esperienza, vorrei

mettere questo spot al primo posto in termini di

segmentazione e dimensione delle Alpi - chiamiamolo

una "piccola NORVEGIA". Non c’è quindi

posto migliore in Europa centrale per una gara di

Formula GPS. La Formula GPS è un nuovo tipo

di gara. Nel corso del tempo (in questo caso è

stato limitato a 30 min) un snowkiter deve percorrere

il maggior numero di km che può, nella

più grande zona e cercando di ottenere il maggior

disivello. Tutti questi aspetti sono segnati nel

seguente sistema: 1x distanza, circuito 3x e 10x

dislivello. Grazie al sistema di punteggio l'atleta

deve pensare e inventare costantemente il suo

percorso, al fine di ottenere il maggior numero di

punti possibili. Durante la gara, si possono vedere

kiters ovunque intorno a voi e non si sa mai fino

alla fine come sia andata la gara. Da un lato dici

a te stesso che stai facendo il percorso migliore,

ma il rider sul lato opposto può farne anche uno

meglio del tuo. :-) Così, finalmente, si scoprono i

risultati la sera, quando si verificano i dati GPS.

Il giorno seguente, la gara può svolgersi nello

stesso spot o in uno diverso, e se il vento cambia

leggermente la sua direzione, cambia anche

la tattica di gara e il percorso. Questo è ciò che


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EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)

rende una Formula GPS molto interessante e può

essere anche una gara con grande atmosfera

competitiva tra i kiters.

Il meteo del lunedì è stato probabilmente il migliore,

con un vento di nord-ovest tra i 12 ei 14

nodi, un giorno di acclimatazione che i piloti hanno

ogni volta che vanno in un nuovo spot. Siamo

andati all'Aremogna, le condizioni della neve erano

piuttosto scarse, a causa delle alte temperature.

L'affioramento di rocce è stato un problema

di sicurezza importante, in modo che i percorsi

sono stati definiti in modo molto più draconiano

di quello che si farebbe in una normale competizione

freeride, ma naturalmente, ciò era necessario

per la sicurezza di tutti!

Per tutta la gara ho usato SONIC FR 15.0 e 18.0,

tutti gli altri riders hanno usato anch’essi vele circa

le stesse misure. Il vento era davvero poco, ma

grazie alle attrezzature, sono riuscito a vincere.

Il SONIC FR è un super aquilone da poter usare

facilmente, sicuro e veloce.

Gli organizzatori di Roccaraso hanno fatto un ottimo

lavoro durante tutto l'evento. Per € 50 di

quota d’iscrizione un rider riceve vitto, alloggio,

skipass e quota d’iscrizione. Durante la settimana

abbiamo avuto tre giorni per la gara e il resto

allenamento e relax…

Felix Kernsten (Germania) 1 ° posto categoria sci

È stata la mia prima partecipazione al Campionato

del Mondo "backcountry" snowkite a Roccaraso.

Ho avuto l'opportunità di partecipare a questa

gara grazie a Kitetracker.com. Quest'anno ci sono

stati 35 riders selezionati (da sci/snowboard) provenienti

da 8 paesi diversi. Quasi tutti sono stati

sostenuti da alloggio gratuito, trasporto e skipass

gratuito per tutta la settimana. Semplicemente

fantastico! Purtroppo quest'anno non c'è stata

molta neve, colpa delle temperature troppo elevate,

e solo vento leggero.

Il primo giorno era previsto per l’allenamento ed

esplorazione dello spot. Lo spot è una straordinaria

zona di backcountry, dove c’è da divertirsi

davvero con le condizioni giuste. La gara è basata

su una formula GPS, il che significa che il rider

che riesce a percorrere la distanza più lunga sulla

zona più grande vince la gara.

È necessario un dispositivo GPS per registrare la

traccia. Il sistema valuta ogni singola traccia di

ogni rider in un intervallo definito. Il secondo giorno,

purtroppo, c’è stata totale assenza di vento,

quindi non abbiamo potuto iniziare le gare e abbiamo

avuto un giorno libero per fare un'escursione

o sciare. Il terzo giorno siamo stati fortu-


nati e nel pomeriggio abbiamo concluso la prima

gara di 30 minuti. Purtroppo ci sono stati alcuni

fraintendimenti sulle regole, così io e altri quattro

rider, abbiamo ricevuto una penale del 30%

sul punteggio per non aver finito il percorso nello

stesso punto dal quale eravamo partiti.

Il giorno dopo è stato di nuovo senza vento per

la gara. Una seconda gara ha avuto luogo il venerdì

ancora con vento debole. Al fine di evitare

qualsiasi sanzione, l'organizzatore Niccolò de Simone,

ha spiegato ancora una volta le regole per

tutti i riders. È stato molto difficile fare un buon

percorso, con la situazione estrema di condizioni

di vento leggero, ma quel giorno sono stato fortunato,

e ho vinto!

Nel nostro ultimo giorno, nel primo pomeriggio,

abbiamo avuto un po’ di vento e sono iniziate

le ultime due gare, che ho vinto entrambe. Nel

complesso sono davvero contento, ho vinto nella

categoria sci. Grazie agli organizzatori che hanno

fatto un grande lavoro, soprattutto considerando

le condizioni atmosferiche difficili. Sono stato

davvero bene a Roccarsao, anche la sera ;-), e ho

avuto la possibilità di scambiare esperienze con

altri riders. Spero di vedere ancora di più i ragazzi

l'anno prossimo con un sacco di neve e di buone

condizioni di vento :).

Esperienza a Roccaraso di Paulino Pereira

Ho sempre immaginato la sensazione di fare kite

in mezzo alla neve. Quando Ozone mi ha invitato

ad andare con loro per fare snowkite, mi sono

davvero emozionato, non solo perché sarebbe

stata la mia prima esperienza, ma anche perché

mi hanno detto che l'anno scorso le condizioni

erano epiche e il posto è enorme e perfetto per

un po' di volo. "Molto basso"... la sicurezza prima

di tutto.

Così il piano era quello di volare da Lisbona a Barcellona,

​stare lì il week end con con Iain e Hannes

di Ozone e visitare la città, poi volare a Roma il

lunedì mattina, noleggiare un'auto, arrivare allo

spot in due ore, fare snowkite per cinque giorni e

tornare in Portogallo, semplice! Così, sulla strada

per Roccaraso, quando eravamo a circa 40 minuti

di distanza, le montagne erano totalmente senza

neve.. Stavo pensando che si sarebbe rivelato il

peggior viaggio di snowkite. Poi, dal nulla, un po’


62

EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)

di neve ha iniziato a comparire e la felicità ha cominciato

a salire. Avevano ragione a dirmi di non

gasarmi troppo, quando siamo finalmente arrivati,

ho pensato che avremmo subito iniziato a

scalare la montagna, ma mi sbagliavo… Ci siamo

fermati giù in pianura, per controllare il vento, che

era tipo di 4 nodi di raffica e 10 centimetri massimi

di neve. I boss (Iain e Hannes) hanno detto

qualcosa del tipo: "ok, è una session fattibile con

il 15m Chrono..." Ho risposto loro: "No way! Quasi

non riesco a sentire il vento, penso che la vela

nemmeno riesca a stare in volo."

Bosses: "Aspettiamo allora…, ma prima andiamo

a mangiare qualche “palla d’asino”.. Ok, ero veramente

affamato quindi ero disposto anche a provare

cose folli… stavano scherzando, erano palle

di super formaggio con la parte esterna croccante,

buone e gustose... Dopo pranzo abbiamo

affittato uno snowboard per me e siamo andati

di nuovo sul punto piano per misurare il vento.

Il vento sembrava aver preso un nodo in più e il

boss ha detto che stava pompando... Ho pensato

una sola cosa: "OMG l'altitudine fa proprio male a

questi ragazzi".

Ci siamo cambiati fuori dall’auto, proprio come

quando ti metti la muta... ma un po' più freddo e

con il terreno super scivoloso. Non sai mai quando

cadrai col culo sul ghiaccio! Nel frattempo

i boss erano già pronti, mentre io ancora stavo

cercando di capire dove avessi messo i guanti

e la chiave della macchina. E sì, un miracolo, il

15m Chrono volava davvero ed eravamo pronti a

esplorare. Così ho fatto del mio meglio per far volare

un foil per la prima volta.

Quando ho fatto la mia prima virata mi sono sentito

un po' strano, ma allo stesso tempo è stato

incredibile. Si scivola più semplicemente e il kite

non tira affatto rispetto a quando si è in acqua e

la sensazione è proprio diversa. Poi ho avuto un

problema, ed è stato uno dei miei errori quel giorno.

Poichè si raggiunge la velocità veramente in

modo rapido, pensi di avere abbastanza la potenza

per fare la manovra, provi a poppare… e non

succede niente… non bisogna dimenticarsi che

stai facendo kite con 5 nodi! Così ho capito che se

vuoi fare manovre sganciate, forse devi prendere

una misura più grande… Bisogna anche ricordarsi

che il vento si alza davvero velocemente in montagna,

e fare manovre sganciate, potrebbe voler

dire “volare via”, per cui è sempre meglio chiedere

prima agli altri riders più esperti…

Parlando del pop, è la cosa più strana dello

snowkite, la neve può essere ghiacciata, polverosa

o molto bagnata. Ogni condizione ha una sensazione

diversa. Se è super polvere a volte il pop

è impossibile, si vede solo la neve volare. Il pop

con neve ghiacciata, senza un kicker, è da dimenticare,

io non lo faccio più. Il meglio sta nella con-


dizione di mezzo, ma mi è ancora molto difficile

staccarlo come in acqua.

Così, dopo un'ora in piano, il vento è morto completamente

e siamo tornati in albergo per una

doccia calda. La previsione per il giorno successivo

era di vento, con neve e molto soleggiato...

perfetto per esplorare hanno detto i bosses. Così

il piano era quello di prendere due skilift e poi

continuare a piedi su per la montagna fino alla

cima per avere più vento e fare una bella session.

Eravamo un gruppo di circa 10 riders per questa

avventura. Abbiamo messo due aquiloni nello

zaino, snowboard e tutti gli attrezzi e preso il primo

skilift. Abbiamo poi scoperto che il secondo

era rotto... Ho detto: "sì! Scendiamo in snowboard

e annulliamo l’arrampicata." Proprio mentre

stavo dicendo questo, gli altri del gruppo erano

già su per la collina... Credo di aver fatto più di

1000 metri a piedi... Il sole picchiava e non c’era

un alito di vento... mi sono ritrovato assetato

e sudato come un maiale... Sono arrivato solo a

metà strada, perché nella mia mente non c'era

vento nemmeno lassù e volevo solo fare un po’

di snowboard scendendo. La metà di noi è salita

fino alla cima, nel frattempo io e altri siamo

rimasti a metà strada, in attesa del resto dei partecipanti

all'avventura. Arrivato anche il resto del

gruppo hanno confermato: "Non c'è vento"... Yeahh

babyyyy! Grande notizia per me. Altrimenti

sarei dovuto salire anch’io per fare una session di

snowkite...

Alla fine siamo scesi, chi in sci, chi con lo snowboard.

Ricapitoliamo la giornata: quattro ore di sofferenza

per dieci minuti di divertimento...

Nei giorni successivi ci sono stati sui 10 nodi di

vento. Non ho voluto competere a causa della

mancanza di neve e troppe rocce intorno. Ho ritenuto

pericoloso andare più velocemente possibile

e coprire la distanza più lunga possibile in

mezz’ora. Quando gareggio, cerco sempre di vincere,

e provarci mi avrebbe potuto portare a farmi

male, soprattutto per la mia poca esperienza in

snowboard e poca conoscenza dello spot.

Consiglio vivamente tutti i kiter di provare lo

snowkite. E se avete anche famiglia, è bello anche

trainare i bimbi, sono certo che sia un’esperienza

indimenticabile per tutti.

Quello che mi è piaciuto di più è stata la capacità

di poter percorrere lunghe distanze, correre fino

alle montagne, esplorarle e poi scendere con la

vela, o semplicemente imballare l’aquilone e fare

un po' di snowboard più e più volte. È come avere

un impianto di risalita dove si vuole.

Spero che il mio prossimo viaggio sarà con più

neve e vento. E forse ci incontreremo lassù!

Ciao,


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EVENTS

World Snowkite GPS Contest 2016 – Roccaraso (Italy)

CLASSIFICA WORLD SNOWKITE GPS CONTEST 2016

Categoria Sci

1. Felix Kernsten (Germaina)

2. Jonas Lengwiller (Svizzera)

3. Florian Gruber (Germania)

Categoria Snowboard

1. Leoni Michele (Italia) e Lukas Vogeltanz (Rep Ceca) - parimerito

2. Luca Mastalli (Italia)

3. Reinhold Gehrer (Germania)

Ringraziamenti:

Ministero dell'Ambiente; Regione Abruzzo; Comune di Roccaraso; Comune di Rivisondoli; SkiPass Alto

Sangro; Cloud Consulting; Banca Bcc di Roma

Tobe Outerwear; Lifeproof; Ozone Kites; RRD Store Roma; Gin Kiteboarding; Kitetracker; Gopro; Kia

Motor Company; Università Rufa; DMC Alto Sangro Turismo

Giulio Accornero, Cristina Corsi, Fabrizio Poggi, Giulio Rolfini, Chiara Di Pietro, Manuele Mariotti, Grezly

team e ProWolf Asd.


D A I L Y

W O R K

W E A R

STRIKE SERIES

AIRTON COZZOLINO´S DAILY WORKWEAR

SURFING ELEMENTS

ION-PRODUCTS.COM


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COMING SOON

IKA WORLD CHAMPIONSHIPS - El Gouna Grand Slam

Foto: Giuseppe Esposito


IKA WORLD

CHAMPIONSHIPS

EL GOUNA

GRAND SLAM

COMING SOON


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COMING SOON

IKA WORLD CHAMPIONSHIPS - El Gouna Grand Slam


COMING SOON


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COMING SOON

IKA WORLD CHAMPIONSHIPS - El Gouna Grand Slam


COMING SOON


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COMING SOON

IKA WORLD CHAMPIONSHIPS - El Gouna Grand Slam


COMING SOON


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COMING SOON

IKA WORLD CHAMPIONSHIPS - El Gouna Grand Slam


COMING SOON


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COMING SOON

IKA WORLD CHAMPIONSHIPS - El Gouna Grand Slam


Final Results Freestyle Men

1. Carlos Mario (BRA, Slingshot)

2. Youri Zoon (NED, Slingshot)

3. Alex Pastor (ESP, Airush)

Final Results Freestyle Women

1. Karolina Winkowska (POL, Slingshot)

2. Bruna Kayija (BRA, Airush)

3. Annabel van Westerop (ARU)

COMING SOON


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TRIP

Irlanda

Irlanda

DURO COME L'ACCIAIO:

UN NUOVO MODO DI FARE KITESURF…


Testo Marc Ramseier & Mark Barry

Foto Marc Weiler & Tim Smith


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TRIP

Irlanda

Ho organizzato e gestito alcuni dei miei wave

camps con Sanja, il distributore Ozone tedesco,

per un paio di anni e così siamo diventati

amici nel corso del tempo. Il primo anno in

cui lei partì per trascorrere la maggior parte

dell'inverno in Irlanda mi aveva lasciato in

uno stato di leggera confusione ed ero un po’

dispiaciuto per lei. Perché andare così lontano,

al Nord per passare l'Inverno, quando la

solita direzione per spostarsi in questo periodo

dell'anno è il Sud, più vicino all'Equatore?

Per lo meno, questa era la mia idea fino a poco

tempo fa...

Avevo visto le foto e video del mio compagno

di team Ryan Coote, che mi ha mostrato quanto

fossero buone le condizioni per il kitesurf,

ma non pensavo che sarebbe stato fattibile nei

mesi invernali, per lo meno non per me. Sono

stato in pratica tutto il tempo in boardshorts,

da quando ho iniziato a fare kite, e mi sono

anche costruito una casa in Indonesia, dove ho

trascorso moltissimo tempo negli ultimi dieci

anni, ero un po’ viziato, per così dire...

Sanja non solo ha cercato di dirmi quanto

grandi e poco affollati fossero gli spot wave in

Irlanda, per kite e anche surf, e mi ha messo in

contatto ben presto con uno dei migliori kiters


dell’isola, una prova vivente di come si potesse

surfare bene in Irlanda... il suo nome è Mark

Barry e si vedeva surfare, in un video di Ryan,

alcune delle più potenti onde irlandesi... Ora

che ero un po’ più stabile in Europa, sono stato

tentato di controllare di persona. L’Irlanda era

ancora una zona inesplorata sulla mia mappa,

ed ero entusiasta di questa nuova esperienza.

Per una volta ho ignorato la mia calda dipendenza

da boardshorts... L’organizzazione è stata

piuttosto elaborata, era impossibile fare tutto

last minute. Abbiamo deciso di organizzare

un’edizione delle mie wave clinics nelle acque

fredde d’Irlanda, abbiamo provato un nuovo

format, collegando il coaching professionale

assistito con i video, con un po’ di viaggio per

esplorare tutta l’isola. Sanja è stata in grado

di trovare un gruppo di tedeschi delle isole

del nord, già abituati alle acque fredde e alle

condizioni difficili. Di solito cerco di lavorare

con la gente del posto, e posso contare sulla

vasta rete di contatti che ho costruito durante

la mia carriera professionale di kite, che è iniziata

quindici anni fa. Questa volta sono stati

Sanja e il resto del team Ozone, così gentili a

offrirmi la loro esperienza della zona.

Irlanda


82

TRIP

Irlanda

Ero così ansioso di arrivare a Dublino da metà

Novembre, trascorrere una settimana con i nostri

clienti di coaching e aiutarli a raggiungere il livello

successivo nella loro abilità di wave riding durante

il viaggio in Irlanda, e fare kite nei migliori spot

dell’isola. Nella seconda settimana, il programma

era di esplorare l’Irlanda con i ragazzi del posto e

uscire con loro. Per quanto le temperature fredde

mi tenessero frenato, c’era una parte dell’isola

che esercitava in me una forza incredibile, per

sperimentare la forza bruta della Natura, in tutte

le sue sfaccettature. Inoltre vi era la loro birra nazionale,

la Guinness, che ho dovuto riscoprire in

questo viaggio, poiché era legata, da decenni, a

dei brutti ricordi personali.

Inoltre sapevo che c'era un altissimo potenziale

di onde di classe mondiale pulite sull'isola che,

nonostante le temperature, attirano surfisti da

tutto il mondo ed ero super eccitato di poterne

cavalcare alcune. E poi c'era la grande sfida di

fare wave riding avvolto da capo a piedi in 6 millimetri

di gomma, essere pestato da un'onda che

ti percuote, con l’acqua gelida che si infila nella

muta… Non poteva essere più distante dalle condizioni

di caldo a cui ero abituato, ma era anche


parte della sfida per affrontare l'ignoto, e sperimentare

il contrario.

Molte volte, nella preparazione al viaggio, mi

sono chiesto se fossi abbastanza sano di mente

per andare a fare kite a 1.000 chilometri a nord,

quando tutti i miei amici in Europa centrale stavano

pensando di andare a fare snowboard o sci.

Il migliore è stato il ragazzo al banco del checkin

che ha fatto grandi occhi quando ha visto la

meta del mio viaggio, avevo il mio bagaglio da

surf enorme. "Non ha intenzione di navigare in Irlanda

in questo periodo, vero?"

Il primo giorno in acqua in Irlanda è stato irreale.

Anche se era una giornata di pioggia, Mark e io, ci

siamo presi un po’ di tempo per sfruttare il vento

da destra, accoppiato con uno swell che ha gonfiato

onde sinistre pulite, in uno spot abbastanza

noto a metà della costa occidentale, vicino a casa

di Mark. Le onde che ho surfato, valevano davvero

la pena, anche se l’entrata in acqua, è stata

uno dei lanci più sommari che abbia mai fatto,

anche se sembra la norma in Irlanda… Ho toccato

l’antica roccia celtica e fatto kite attorno alla

foce del fiume, mentre rientravo a riva. Il tempo

è impazzito nelle due settimane che ho trascorso


84

TRIP

Irlanda

sull’isola, una tempesta dopo l’altra, tanta pioggia

e vento non stop. È stato impressionante, alcuni

giorni era quasi impossibile restare in piedi

sulle scogliere, per non parlare il riuscire a tenere

un kite in volo. Ho fatto kite in condizioni difficili,

di solito con la 5 o al massimo la 7 mq, spesso

camminando sulla scogliera tagliente, o su roccia

ricoperta di scivolosissime alghe. Ci vuole moltissima

attenzione e capacità di controllo perfetta,

ma spesso ne vale davvero la pena, ricompensati

da buone condizioni per surfare. Una volta che il

tempo migliora, la vista sui paesaggi mozzafiato,

le formazioni rocciose irreali, la vegetazione lussureggiante

e verde, la Natura qui mostra tutto il

suo potere.

Un luogo davvero mistico, con castelli e fortezze

che aumentano la sensazione di potere che questa

terra e questa gente hanno avuto nel corso

dei decenni. Gli irlandesi sono belle persone, con

i piedi per terra, un attributo necessario in questi

luoghi. Io sono abituato alle cascate tropicali,

flussi affascinanti d’acqua che scorrono sui fianchi

della montagna. Qui le cascate volano in aria,

non trovando una goccia d’acqua su una terra

dove invece si suppone ci sia. Benvenuti in Irlanda!

Assieme a un tempo così ruvido, c’è la tradizione

dei pub irlandesi, conosciuti in tutto il mondo.

Da nessuna parte il pub ha un significato così

importante. Quando c’è un temporale, dopo una

session di kite, avendo surfato nel mare gelido,

non c’è niente di meglio dell’entrare in in un piccolo

pub, con il camino acceso, ascoltare un po’ di

buona musica e bere una Guinness, un Irish Coffee,

o un Whisky caldo…

Per quanto riguarda la mia sfida personale con

l'acqua fredda e l'aria gelida, non è andata così

male. A volte ci ho pensato, mentre guidavo con

la pioggia che colpiva la macchina in orizzontale,

e con le temperature gelide, contemplando cosa

stessi facendo lì, ma ho superato sempre tutto, in

acqua, con le onde… il divertimento era tale, che

tutto il resto non aveva importanza…

È difficile tenere tutto quel neoprene a posto, ma

alla fine, non è stato un grosso problema. Il trucco

stile svizzero, di indossare un po’ di normale

biancheria termica sotto la muta, ha funzionato

e mi ha tenuto molto al caldo. Abbiamo fatto kite

attorno alla casa di Mark, a Lahinch, a metà della

costa occidentale. È uno dei punti migliori, con

tantissimi spot da surf da onda, pochi per il ki-


tersurf, in effetti… La maggior parte delle session

sono state a Kerry o sulla penisola di Dingle, dove

Brandon Bay è il posto più conosciuto dove praticare

kite e windsurf in Irlanda, è una baia enorme,

che lo rende facile da adattare a tutte le angolazioni

di vento, spostandosi lungo l’ampia baia,

dove trovare l’angolazione migliore. La direzione

del vento, dipende dalle perturbazioni di passaggio,

il vento può arrivare da ogni direzione, con

differenti picchi per l’onda, diversi in direzione e

altezza. Il massimo esperto di Brandon Bays è

Ryan Coote, che è stato il primo a spingere l’aspetto

del wave riding in kite in Irlanda. Ha una

scuola di kite in estate, ed è possibile chiederlo

come guida per scoprire gli spot che l’Irlanda può

offrire, nella stagione delle onde.


86

TRIP

Irlanda

Dopo due settimane di condizioni piuttosto difficili

con molte session sotto la pioggia, le mie

speranze facevano affidamento su un’ultima finestra

di meteo favorevole, che avrebbe potuto

dare condizioni in uno spot speciale vicino a casa

di Ryan. Ho incontrato Ryan e il suo team allo

spot, di prima mattina, ed ero super entusiasta

di vedere delle sinistre pulite, attorno a un promontorio

roccioso. Inutile dire che, in pieno stile

irlandese, l’onda rompeva abbastanza vicino a

riva, e bisognava stare molto attenti a evitare alcune

rocce. C’è voluto tempo per riuscire a uscire,

con 40 nodi rafficati, ma è stato un ultimo giorno

davvero speciale, una festa di onda che ho condiviso

con un gruppo di divertenti ragazzi irlandesi,

che chiamano questa la loro casa e la condizione

di tutti i giorni, a loro va tutto il mio rispetto,

e il ringraziamento per la condivisione! Anche il

sole è uscito a rendere grande la giornata, e mi

ha permesso di lasciarmi una sensazione di pace

totale. Tornerò sicuramente! Terrò d’occhio le previsioni

di vento e onde, e ho anche fatto pace con


la Guinness, non vedo l’ora di mescolare il suo

gusto con il sapore dell’acqua salata di uno posti

con le onde più incredibili d’Europa.

Marc Ramseier

Parola ai locals

Testo di Mark Barry

I surfisti e i kiters irlandesi e chi vive in Irlanda,

sa bene una cosa, bisogna avere molta pazienza.

Per circa sei mesi l’anno, le tempeste del Nord

Atlantico, sembrano inarrestabili, e possono met-


88

TRIP

Irlanda

tere in discussione la vostra passione. Anche se

è grazie a loro che alcuni momenti di magia si

producono… Questo piccolo tratto di costa atlantica,

produce alcune delle condizioni più pesanti

per entrambi gli sport, e lasciano anche i migliori

professionisti a bocca aperta. Ormai, negli ultimi

cinque anni, navigare qui è esploso, grazie agli

spettacolari spot wave. In questi giorni di grosse

onde, arriva una folla di surfisti internazionali, ma

a differenza di altri luoghi nel mondo, l’atmosfera

in acqua è rimasta molto tranquilla. C’è rispetto

gli uni verso gli altri, questo non è un posto, dove

si può semplicemente uscire e surfare le onde,

ognuna di queste persone, ha spesso passato

due settimane a guardare fuori dalla finestra,

con la pioggia battente, aspettando la condizione

giusta…

Il Kitesurf, qui, ha avuto una storia molto diversa.

In una giornata perfetta, sarete fortunati a vedere

quattro persone in acqua, ma il nostro senso di

comunità è forte. Siamo fortunati, nonostante siano

pochi i praticanti, riusciamo a spingere molto

il livello, session dopo session. Quando si tratta di

kiters stranieri, nonostante le ottime condizioni,

non abbiamo molti visitatori. Credo che il tipico

kiter, voglia acqua calda e condizioni costanti,

quando deve viaggiare all’estero. Quando viaggio

e dico che arrivo dall’Irlanda, sono molto diverse

le reazioni delle persone, se sono surfisti o kiters.

Generalmente i surfisti hanno visto le foto e i video

e l’Irlanda è una delle mete nei loro sogni e

desideri, mentre è abbastanza raro che un kiter

abbia la stessa opinione. Marc è un’eccezione,

anche se lui è anche un surfista… la prima volta

che l’ho incontrato in Danimarca, e ha sentito che

fossi irlandese, aveva rizzato le orecchie, quattro

mesi più tardi, era all’aeroporto di Shannon, con


la sua valigia piena e così è iniziata la nostra piccola

avventura.

In tipico stile irlandese, le carte del tempo sembravano

orribili per le seguenti due settimane, da

40 a 50 nodi con onde di 11 metri. Mi sentivo un

po’ in colpa per aver trascinato Marc fino a questo

punto, ma avevo ancora qualche speranza. Così

abbiamo caricato il furgone, con la tipica “accogliente”

pioggia laterale, e abbiamo iniziato il

viaggio sorridendo nervosamente. Il primo argomento

è stato la temperatura dell’acqua. Anche

se l’Irlanda è alla stessa latitudine di Canada e

Alaska, ci sono temperature migliori dell’acqua.


90

TRIP

Irlanda

Ciò è dovuto principalmente alla Corrente del Golfo,

in arrivo dai Caraibi. Per i kiters di acqua calda,

questa non è certo la condizione ideale. Marc era

abituato all’acqua tropicale dei suoi spot indonesiani,

facendo kite in pantaloncini, così gli ho detto

che ci si abitua alle basse temperature e che,

quando ho viaggiato in Indonesia, mi è mancato il

freddo che consuma le ossa e che trovavo la sensazione

dell’acqua calda, appiccicosa. Quello che

ho omesso è che, probabilmente, ci vogliono anni

per riuscire ad apprezzare e a farsi piacere l’acqua

fredda… non di certo un paio di settimane…

Ryan - Irlanda: www.kitesurfireland.ie

Wave Clinics Marc: www.kitesurfwaveclinic.com


94

RIFLESSIONI DELL'ANIMA

Flow and silence


Se siete appena agli inizi nel kiteboarding, sarà

difficile immaginare che il kitesurf possa essere

un'esperienza tranquilla e quasi meditativa. Che ci

crediate o no, presto sarete in grado di ottenere il

controllo e imparare a fare kite come un maestro

Zen. Gabi Steindl, una volta rider dei tour mondiali,

ora scrittrice, viaggiatrice, massaggiatore, libera

pensatrice e frequentemente rider solitaria, riflette

sull'arte di perdersi completamente e meravigliosamente

nel kitesurf e fare amicizia con il silenzio.

Testo Gabi Steindl | Foto Colin Leonhardt


96

RIFLESSIONI DELL'ANIMA

Flow and silence

FLusso

Mihaly Csikszentmihaly è un teorico e professore

di psicologia che ha contribuito al lavoro pionieristico

sulla nostra comprensione della felicità, creatività,

realizzazione umana e nozione di 'flusso',

uno stato di maggiore attenzione e d’immersione

in attività, come l'arte, l'attività fisica e il lavoro .

Ho letto uno dei suoi libri circa dieci anni fa, mentre

mi stavo allenando in Brasile, in preparazione

all'ultima tappa di Coppa del Mondo a Fortaleza.

Mi sono trovata a studiare il libro, piuttosto che

solo casualmente leggerlo, e ho finito per scrivere

le pagine d’informazioni a mano, in modo che

potessi tornare indietro ai miei pezzi preferiti, in

qualsiasi momento. Analisi e flusso erano abbastanza

innovativi come concetti, non solo per la

mia carriera di kiter professionista, ma anche per

la mia vita in generale.

Mihaly suggerisce che il raggiungimento di 'stato

di flusso' è uno dei segreti per la felicità, e certamente

sono d'accordo. L'esistenza è temporaneamente

in sospeso, si diventa completamente

immersi in un compito e ci si sente liberi da preoccupazioni

esterne o problemi, e tutto sembra

accadere automaticamente e senza sforzo, senza

pensare. È quasi come se si avesse il pilota automatico.

Potete leggere di più sul flusso nel libro del Dr.

Jason Gallate's 'To Love, To Kite...' anche lui era

molto appassionato all'arte del flusso. Mihalyi ha

creato la 'Combination of Challenge and Skill Model',

che spiega che sarete in flusso, quando le

vostre sfide saranno maggiori rispetto alla media

e, soprattutto, quando le vostre capacità saranno

superiori alla media.

IL FLUSSO NELLA V

Lo sport è solo un settore che la gente riferisce

al flusso, ma a prescindere da titoli, fama o fortuna,

se passi la tua vita a fare le cose che ti piace

fare, sarai in uno 'stato di flusso'. Il senso della

vita assume un significato maggiore quando si è

costantemente impegnati in qualcosa in cui si è

appassionati.

Per me, il wave riding in kite è proprio questo, mi

mette in quello stato di flusso. Solo il fatto di essere

là fuori nel 'grande blu', mi fa sentire in collegamento

con le onde, il vento e il mare, in un

modo che va al di là del fisico. La scrittura può


ITA

anche darmi quella sensazione di flusso, certamente

non sempre.

Non posso immaginare una vita priva di questi

sentimenti e momenti. Essendo completamente

coinvolta in quello che sto facendo, ciò mi permette

di sperimentare una perfetta chiarezza

interiore e un profondo senso di serenità. Semplicemente

comincio a dimenticare me stessa e

mi sento come se fossi parte di qualcosa di più

grande.

Se hai mai sentito qualcosa di simile, allora è

probabile che tu abbia sperimentato il flusso in

qualche modo. Forse stai inseguendo qualcosa di

nuovo anche adesso. Forse lo farai sempre.

Vivere il flusso mentre si è impegnati in un passatempo

divertente, è una cosa grande, ma quanto

buono sarebbe se potessimo consapevolmente

creare flusso in tutte le nostre attività quotidiane?

Se hai la fortuna di aver trovato una vocazione

che ti piace, e sei in grado di trovare il flusso anche

nel lavoro, sei fortunato.


98

RIFLESSIONI DELL'ANIMA

Flow and silence

SILENzio

"Il silenzio è un vero amico che non tradisce mai."

Confucio

Una delle bellezze uniche di fare kite nelle onde

(qualcosa che è molto diverso dal surf) è il fatto

che si è completamente soli. Seduto sulla line-up

in una pausa tra un set e l’altro, è l'esatto opposto,

ci sono sempre chiacchiere e un sacco di interazione.

(Forse anche la rissa occasionale per

aver droppato qualche locals....)

Quando si è immersi tra le onde con il vostro aquilone,

non c'è nessun rumore, nessun altro suono

oltre quello della natura.

Dal momento in cui ci svegliamo nei nostri letti

fino al momento di ritornarvi, le nostre vite sono

forti, occupate e riempite di rumori esterni. Raramente

si riesce a sperimentare il silenzio reale e,

se siamo onesti, molti di noi, probabilmente, hanno

anche 'paura', in una certa misura. Spesso ci

sentiamo a disagio e poter essere a proprio agio

nel silenzio, non è una cosa che avviene naturalmente,

in noi. Oltre a tutti i rumori esterni, c'è

tutto il rumore che arriva da dentro; il costante

chiacchiericcio interno, al quale molti di noi sono

abituati, è molto spesso più difficile da afforntare,

rispetto al rumore esterno. I suoni del nostro ambiente,

si sposano con la "monkey mind" dentro

di noi, lasciancoci ben poco spazio per sperimentare

veramente il silenzio.

Io, personalmente, amo trascorrere giorni in cui

non parlo con nessuno e mi ritengo fortunata di

essere in grado di farlo. Tuttavia, non tutti ci riescono.

Di conseguenza, per la maggior parte di

noi, il silenzio che possiamo sperimentare mentre

facciamo kite tra le onde, è oro assoluto, e una

rara opportunità.

"Dentro di te c'è una quiete e un santuario in cui è

possibile ritirarsi in qualsiasi momento e lì essere

te stesso." - Hermann Hesse

Vivere e immergersi nel silenzio è un'incredibile,

e direi, un'esperienza utile. Il collegamento con


la natura può rendere questa esperienza ancora

più potente e credo che sia più semplice andare

completamente dentro di me, quando sono là

fuori nell'oceano. Il tempo può cessare e i pensieri

si possono acquietare. Se vi lasciate andare, il

silenzio può essere un'ancora, un guaritore e una

guida.

La natura è forse il canale più facilmente accessibile,

e senza sforzo, attraverso il quale possiamo

sperimentare il silenzio interiore. Per me e per

molti altri, il wave riding è una sorta di meditazione

attiva.

Quando affronto problemi apparentemente irrisolvibili,

di solito riesco a trovare la soluzione, non

appena riesco a trovare il flusso nell'oceano. Nel

silenzio la mia testa si sente più leggera e sembra

che la chiarezza mentale sia più facilmente raggiungibile.

Di conseguenza faccio ogni sforzo per

avere il tempo per il silenzio nella mia vita.

"Il silenzio è il sonno che nutre la saggezza." -

Francis Bacon

Se solo potessimo applicare ciò che possiamo

sperimentare e sentire in acqua nella nostra vita

quotidiana, e cercare di coltivare e adottare più

flusso e silenzio nella nostra esistenza quotidiana,

se si potesse provare a diventare più consapevoli

del potere che questi stati mentali e fisici ci

offrono in termini di come ci sentiamo dopo una

session e delle potenziali idee che ci possono

dare, allora forse ci potremmo sentire più rilassati,

più concentrati, più soddisfatti, più tranquilli,

ma allo stesso tempo più potenti.

Lasciate che il kite, le onde, e il mare, vi indichino

la strada…

Gabi Steindl

Find me at: www.kitegabi.com

Please “Like” me on Facebook: www.facebook.com/kitegabi

© Gabi Steindl 2015 www.kitegabi.com


100

FEELING

Sensazioni a Teahupoo

Testo Keahi de Aboitiz | Foto Brendon O'Neal


SENSAZIONI A TEAHUPOO

_

Nulla è meglio di un perfetto bottom turn, perché

è il fondamento di ogni buona manovra. Sia

che vogliate fare un turn, o un aerial, o cercare un

tubo, un buon bottom turn, vi aiuterà ad ottenere

ciò che volete! La chiave è di stare bassi e dedicarsi

totalmente alla sezione. Amo tantissimo questo

scatto di Teahupoo, che mostra bene la preparazione

a uno dei migliori tubi della mia vita.

//

Keahi


102

FEELING

Sensazioni a Teahupoo

Testo Keahi de Aboitiz | Foto Brendon O'Neal


SENSAZIONI A TEAHUPOO

_

Questo è di gran lunga il tubo più grande e più

pesante che abbia mai portato a termine in kite, e

questa session la ricorderò davvero per molto tempo.

In Maggio ero a Tahiti per l’evento mondiale

del tour di S.U.P. e, in alcune giornate di vento,

ho avuto occasione di fare qualche bella uscita in

kite. Non stavo pensando che avrei potuto portare

a casa qualcosa di così bello, ma in qualche modo,

sono stato fortunato e ho potuto surfare in uno

dei migliori giorni dell’anno e anche con un po’

di vento! Il vento era un po’ offshore e c’erano dei

set davvero grossi, e sono riuscito a intrufolarmi

tra i ragazzi del tow in. Ho preso solo otto onde,

ma questo è un tubo che ricorderò per molto tempo,

e già non vedo l’ora di tornarci! L’immagine

che ho avuto da dentro il tubo, con le barche e le

montagne sullo sfondo, è una cosa che non

dimenticherò mai!

//

Keahi


104

SELFIES

Barbados in pillole

#Barbados


in pillole

testo e foto Matthias Larsen


106

SELFIES

Barbados in pillole

Ho deciso di giocare con la mia gopro, per scattare immagini del

territorio, usando un bel grandangolo.

Barbados è un paradiso per il wave riding in kite, quasi tutto

l'anno…ma non è certo un posto per principianti…


La maggior parte dell'azione è sul reef di Silver Rock Beach e la

barriera corallina è a circa 400 metri...


108

SELFIES

Barbados in pillole

La barriera corallina è a 1-2 metri di profondità, ma in un bel

wipeout con bassa marea, si può toccare, ma non è molto tagliente…


Nelle giornate normali, la corrente non è molto forte, ma in

alcuni giorni può arrivare fino a 4 metri… e allora sì che le cose

cambiano…


110

SELFIES

Barbados in pillole

Normalmente trascorro molto tempo a Cape Town, e qui ho amato

tantissimo l’acqua calda… e anche il fatto che le tartarughe

siano gli unici animali che puoi vedere sotto la tavola…


112

KITE TEST

The Wave Kings

The Wave Kings

› KITE TEST‹

Quante volte vi siete domandati, all’atto di acquistare

il vostro nuovo kite, sarà la scelta giusta? Mi piacerà?

Sarà affidabile? Quanto bolinerà? E così, di seguito,

all’infinito, fino al momento di entrare in acqua. E

quante volte, chiedendo consiglio, vi siete sentiti

ripetere: i kite oggi sono tutti uguali. Il mio è il

migliore. Questo tira il doppio degli altri. E così via,

lasciandovi dubbi sempre più fitti.

È anche vero che non mancano opportunità per

testare direttamente i materiali, un amico disponibile,

uno dei tanti test day o una manifestazione, come

ad esempio quella che si svolge a Sankt Peter-

Ording, ma è altrettanto vero che si tratta di occasioni

fugaci, in condizioni imprevedibili, nelle quali può

essere difficile cogliere le reali potenzialità dei

prodotti e il loro grado di affinità con le proprie

esigenze. A complicare il tutto entra in fine in gioco

“l’assuefazione” a un modello specifico perché, com’è

naturale che sia, inconsciamente siamo noi stessi a

modificare il nostro modo di utilizzare un’ala in base

testo Federico Sugoni, Renato Casati, Maurizio Cinti

foto Gabriele Rumbolo, Federico Sugoni, Renato Casati, Maurizio Cinti e Courtesy Brands


alle sue caratteristiche e non viceversa.

Tutto questo vale per ogni kiter così come per noi di

Kitesoul, che di kite ne abbiamo provati veramente

molti, per questo motivo, abbiamo deciso di mettere

alla frusta contemporaneamente alcuni dei migliori

modelli del mercato sullo stesso terreno, nelle stesse

condizioni e a parità di rider. La nostra scelta, per

questo primo esclusivo test comparativo, è caduta

sul segmento specialistico wave che, con pochi anni

all’attivo, è stato quello che nell’ultimo periodo si

è sviluppato maggiormente e ha visto le maggiori

evoluzioni tecniche.

Per altro la disciplina del waveriding è quella in

cui il kite è chiamato a recitare una parte diversa

rispetto, ad esempio, al freestyle, qui l’ala deve essere

un’alleata fedele e sincera in grado di aiutare e poi

liberare il rider da ogni costrizione e pensiero, per

permettergli di concentrarsi sulla surfata, un equilibrio,

dunque, delicato e complesso da raggiungere.


114

KITE TEST

The Wave Kings

LA LOCATION E LE

CONDIZIONI

Quando si parla di wave, soprattutto

all’inizio dell’anno, la mente, sorvolando

le coste dell’Africa, vola immediatamente

fino a raggiungere l’arcipelago

di Capo Verde, una delle mete

preferite dagli amanti delle onde e patria

di alcuni dei migliori wave rider al

mondo, come Airton Cozzolino, Mitu

Monteiro, Matchu Lopes e diversi altri.

Qui abbiamo trovato ciò che cercavamo,

onde grandi, piccole, medie e

vento di ogni intensità e direzione che

per tutto il periodo del test ci hanno

consentito di spingere i materiali al

100% delle loro possibilità.

Gli spot di Sal che ci hanno ospitato

durante il test, in diversi casi molto radicali,

sono stati:

On/Side-on: Serra Negra, Kite Beach,

Ponta Sino

Side: Ponta Sino, Secret Spot, Alì Baba

(Punta)

Off/side-off: Alì Baba (Baia), Coral Joule

Il vento, sempre piuttosto intenso e

rafficato, per quasi tutto il periodo

del test, si è attestato su una media

di 20-35 nodi, che ci ha fatto optare

inizialmente per le 7 mq, utilizzate

frequentemente in condizione di sovrainvelatura,

per poi scendere tra i 15

e i 20 nodi di media, consentendoci di

testare a fondo anche le 9 mq.


116

KITE TEST

The Wave Kings

F-ONE

Bandit

CABRINHA

Drifter

NORTH

Neo

I PROTAGONISTI

Definito il campo di battaglia, è stato

necessario determinare i contendenti,

scelta che è ricaduta in modo piuttosto

naturale sui modelli wave (o wave

oriented) di alcuni tra i più importanti

brand del mercato, che hanno scelto

di rispondere con entusiasmo alla

nostra chiamata fornendo le ali 2016

nuove e in due misure 7 e 9 mq, con

cavi per tutti tra i 22 e i 24m.

In rigoroso ordine alfabetico:

Bandit – FOne - L’outsider

Drifter – Cabrinha - Il campione

Neo – North - Lo sportivo

Pivot – Naish - L’equilibrato

Religion – RRD - Il pioniere

Section – Core - La new entry

Protagonisti sono stati anche i nostri

tre tester che hanno dovuto lavorare

intensamente per provare 12 ali in

ogni condizione possibile, registrando

e condividendo ogni sensazione l’uno

con l’altro.

Federico Sugoni, 43 anni, 1,85m, 84kg,

Editore di Kitesoul, wave rider di livello

medio.

Maurizio Cinti, 42 anni, 1,88m, 82kg,

Videomaker, wave rider di livello medio/alto.

Renato Casati, 45 anni, 1,90m, 85kg,

Direttore Tecnico di Kitesoul, wave rider

di livello alto.

Protagoniste del test sono state anche

le tavole utilizzate dal team per

garantire parità di condizione a tutti i

contendenti, le F-one Mitu pro model

2016, fornite per l’occasione da F-One

nelle misure 5’8 e 5’6.


NAISH

Pivot

RRD

Religion

CORE

Section

IL METODO

Il test è stato svolto, adottando per

tutto il periodo sempre le stesse modalità,

all’arrivo sullo spot tutte le ali

erano ogni volta armate, pronte ad

entrare in acqua. Ogni tester aveva il

compito di alternare ogni 15/20 minuti

tutti e sei i modelli, annotando, a ogni

rientro, le sensazioni percepite, per

poi confrontarle alla fine della giornata

con gli altri rider, stilando un report

riepilogativo giornaliero. Al termine

del periodo, sono poi stati incrociati

tutti i report per stilare la tabella generale

che trovate in quest’articolo.

Drifting

Bolina

Velocità

Precisione di guida

Stabilità

Progressività

Low end

Top End

Reazione comando in depotenziamento

Depower

Kiteloop

Jump

Hang Time


.

118

KITE TEST

The Wave Kings

IN ACQUA!

VOTO

8,15

F-one Bandit

Iniziamo dall’ala che forse, tra tutte

quelle testate, avrebbe dovuto possedere

sulla carta una vocazione allround/freeride,

almeno per come è

proposta al pubblico da F-one. In realtà,

la duttilità e le ottime doti di drifting

e turning del Bandit, arrivato alla

sua ottava edizione, lo rendono particolarmente

indicato per il wave riding,

come dimostra ogni giorno nelle mani

esperte di Mitu Monteiro. Del Bandit

ci è piaciuta l’essenzialità costruttiva

(anche se manca ancora una valvola

di gonfiaggio oversize), che trova la

sua migliore espressione in una barra

semplice e piacevole da utilizzare

e per il suo tiro robusto e sincero, che

si contrappone a un feeling alla barra

sempre piuttosto morbido e poco

affaticante, sufficiente in ogni caso a

garantire un feedback chiaro a ogni rider,

senza la necessità di tenere sotto

controllo visivo la posizione dell’ala.

Abbiamo apprezzato particolarmente

la misura più piccola del Bandit, che

ha dato il meglio di sé in condizioni


side/side on, inserendosi stabilmente

nei primi posti della nostra classifica

di gradimento.

Passando agli aspetti che ci sono

piaciuti di meno, abbiamo trovato un

depower dalla ridotta escursione che

in condizioni off-side off può mostrare

qualche limite, d'altra parte, come

tutte le ali che eccellono in condizioni

on-side on, non ci si può poi aspettare

il massimo delle prestazioni anche

con vento da terra. Un kite versatile,

veloce, preciso e reattivo che farà la

gioia di kiter di ogni livello.

0 10

Drifting

Bolina

Velocità

Precisione di guida

Stabilità

Progressività

Low end

Top End

Reazione comando in dep.

Depower

Kiteloop

Jump

Hang Time

8

7,5

10

9,5

7

7,5

8,5

8

9

7,5

7,5

8

8

FEEDBACK BARRA

medio/morbido

TIRO SUL TRAPEZIO

alto


120

KITE TEST

The Wave Kings

VOTO

8,27

Cabrinha Drifter

Il Drifter, nella sua seconda incarnazione,

mostra una buona maturità

confermando le sue ottime doti tra le

onde che hanno consentito lo scorso

anno a Keahi De Aboitiz di laurearsi

campione del mondo wave per la seconda

volta consecutiva. Dal punto di

vista costruttivo, si tratta di un prodotto

ai massimi livelli qualitativi, con

una barra, già eccellente, che può finalmente

godere di un sistema di regolazione

del depower canonico. Tutti

i tester hanno riconosciuto al Drifter

grandi doti di confort, con un tiro morbido

e costante su una barra dalla

presa piacevole e solida, una risposta

sempre prevedibile e progressiva ai

comandi, un’eccezionale capacità di

drifting che si ripercuote in negativo

sulla sua reattività, manifestando una

certa lentezza rispetto alle altre vele,

soprattutto nella misura più grande.

Questo comporta, nell’utilizzo, una

curva di apprendimento leggermente

più lunga rispetto alle altre ali, poiché

è necessario impartire impulsi molto

decisi quando si attacca l’onda, per far

sì che l’ala si muova velocemente e,


nonostante questo, è necessario modificare

il proprio timing anticipandolo

sensibilmente per riuscire a tirare fuori

il meglio da questo kite sfruttandone

i punti forti. In questa nuova versione

del Drifter dobbiamo segnalare,

come caratteristica unica tra le contendenti,

la possibilità di avere regolazioni

specifiche per condizioni side

on e side off, quest’ultima quella che

ci è piaciuta maggiormente, in grado

di cambiare sensibilmente il comportamento

dell’ala adeguandolo alle

specifiche esigenze. Per chi predilige

stabilità, progressività, comfort e capacità

di drifting, come per chi surfa

l'onda sentendola sotto i piedi e non

nella barra, il Drifter è senza dubbio

una scelta molto valida, soprattutto

nelle misure più piccole.

0 10

Drifting

Bolina

Velocità

Precisione di guida

Stabilità

Progressività

Low end

Top End

Reazione comando in dep.

Depower

Kiteloop

Jump

Hang Time

9

8,5

6,5

8

10

10

7,5

8,5

7

9

7,5

8

8

FEEDBACK BARRA

medio/duro

TIRO SUL TRAPEZIO

medio/basso


122

KITE TEST

The Wave Kings

VOTO

8,81

North Neo

Da quando Ken Winner ha ridisegnato

il Neo, tre anni fa, North ha portato

sul mercato una delle ali wave più efficaci

ed equilibrate, scelta ormai fissa

per Airton Cozzolino che l’ha portata

sul gradino più alto del podio nel Tarifa

Strapless Pro 2015. Dal punto di

vista costruttivo, il Neo resta fedele

al resto della produzione North, con

una qualità dei materiali al top e una

pulizia costruttiva estrema. Ciò che ha

messo il Neo in cima alle preferenze

del test team non è stata nessuna caratteristica

in particolare ma l’estre-

mo equilibrio generale e le elevate

prestazioni garantite, il tutto fornito

da un’ala che non richiede complessi

settaggi per dare il suo meglio ma

che vuole solo essere armata e portata

in acqua. A fare da contraltare a un

estremo equilibrio prestazionale, che

l’ha fatta piacere su ogni spot e con

ogni condizione di vento, abbiamo

registrato una certa “fisicità” dell’ala

che, per un rider non particolarmente

in forma, può generare un certo affaticamento,

soprattutto nel low end

quando ci si trova a far muovere l’ala


per creare vento apparente, in questo

frangente gli avambracci possono subire

uno stress leggermente superiore

alla media (caratteristica comunque

comune ad altri prodotti North). Al di

là di questo, il Neo resta uno dei punti

di riferimento assoluti in questo settore

con la sua duttilità e capacità di

mettere a disposizione del rider prestazioni

ai massimi livelli in ogni condizione,

un kite che non tradisce mai e

che permette a rider di ogni livello ed

esperienza di esprimersi al meglio in

modo semplice e naturale senza particolari

necessità di adattamento.

Ultima nota: avremmo preferito confrontarla

con le altre nella misura 6

mq poiché si tratta di un’ala con un

tiro superiore alla media e quindi necessariamente

da scegliere in una, o

addirittura due, taglie in meno rispetto

alle altre, soprattutto nelle misure

più piccole.

0 10

Drifting

Bolina

Velocità

Precisione di guida

Stabilità

Progressività

Low end

Top End

Reazione comando in dep.

Depower

Kiteloop

Jump

Hang Time

FEEDBACK BARRA

medio/duro

TIRO SUL TRAPEZIO

medio

8,5

8,5

8,5

9

9

8,5

9

7,5

10

9

8

9

10


124

KITE TEST

The Wave Kings

VOTO

8,62

Naish Pivot

Terza incarnazione per il Pivot che

anno dopo anno conferma la bontà

del progetto, con una qualità costruttiva

eccellente per quanto riguarda i

materiali sia dell’ala sia della barra,

ma che ci ha lasciato perplessi per alcune

scelte tecniche, prima tra tutte

l’originale swivel. Questo componente,

di costruzione robusta e su cuscinetti

a sfera, dovrebbe mantenere

autonomamente sempre in chiaro le

front lines, ed in effetti è ciò che fa

fino a quando la sabbia non ne limita

questa funzione, cosa non rara in

spiaggia. Nel complesso avremmo

preferito testare il Pivot con la più canonica

Fusion Bar ATB, disponibile nel

catalogo Naish. al posto della Fusion

4 linee che, se da un lato garantisce il

depower più esteso del lotto, dall’altro

impone una regolazione del depower

integrata nel chicken loop che non ci

ha entusiasmato nelle condizioni in

cui l’abbiamo testata.

Guardando in volo il Pivot si percepisce

da subito una forma “allungata”

rispetto agli altri kite, quindi un più

elevato AR, una caratteristica che gli


dona straordinarie doti di bolina, soprattutto

in condizioni off/sideoff/

side, terreno dove il Naish primeggia,

grazie ad angoli di bolina impressionanti,

che consentono al rider di prendere

un numero più elevato di onde

rispetto alle rivali. Il rovescio della

medaglia, si trova in condizioni on-side

on, dove il kite è meno reattivo di

quanto servirebbe, tuttavia il drifting

resta di assoluto rilievo, inaspettatamente

performante per un'ala di

questa forma. La carvata che regala il

Pivot è tra le migliori in assoluto poiché,

seppur con un comportamento

leggermente più lento nell'impostazione

delle traiettorie, al quale si ovvia

rapidamente con un breve periodo di

adattamento, il suo depower, incredibilmente

lungo e performante, consente

di depotenziare completamente

il kite durante il turning e quindi di non

farsi trascinare fuori linea da raffiche

inaspettate o dalla potenza residua

del kite, che abbiamo invece misurato

in alcune delle altre ali, allontanando

il rider dalla verticalità richiesta. In

acqua il kite ha mostrato un feeling

incredibilmente morbido sulla barra,

sicuramente il meno fisico del lotto,

che consente di restare concentrati

e meno affaticati per un periodo più

lungo rispetto alla media.

0 10

Drifting

Bolina

Velocità

Precisione di guida

Stabilità

Progressività

Low end

Top End

Reazione comando in dep.

Depower

Kiteloop

Jump

Hang Time

FEEDBACK BARRA

morbido

TIRO SUL TRAPEZIO

medio/basso

7,5

10

7,5

8

9

9

8,5

9

9

10

8

8

8,5


126

KITE TEST

The Wave Kings

VOTO

8,38

RRD Religion MKVI

Possiamo dire con certezza che RRD,

ormai sei anni fa, ha creato con il suo

Religion un nuovo segmento del mercato,

un’ala iconica per il brand, che

è stata a lungo il punto di riferimento

per gli amanti del wave. In questa

nuova versione, alla consueta buona

qualità costruttiva, si è aggiunta l’introduzione

della nuova Global bar V7

dal design essenziale e pulito, che

porta in dote le apprezzate linee anti

stiramento “RRD rigid thread lines” e

uno stopper in gomma, che consente

di delimitare a piacimento l’estensione

del depower.

In acqua, il kite si è mostrato da subito

reattivo e molto performante in condizioni

on-side on, un'ala potente, che

tuttavia ci ha impressionato per i suoi

kiteloop, chiusi in un arco brevissimo

e con poco tiro. Ottima anche per

strapless tricks e jumps, ha mostrato

una notevole risposta agli interventi

sui vari settaggi presenti sugli attacchi

delle back lines. In posizione

di massima potenza, infatti, la reattività

è notevole, tuttavia il depower

non convince fino in fondo, arrivando


troppo spesso in battuta senza sventare

completamente il kite, soprattutto

in condizioni off-side/off. Questo

comportamento può sembrare

“strano”, in realtà il progetto Religion

si basa proprio sull’elevato numero di

misure disponibili, tutte con un range

di utilizzo leggermente ridotto rispetto

alla concorrenza, ma perfette in

condizioni specifiche. Questo significa

dover scendere o salire di una misura,

in base alle condizioni, per avere

performance migliori e quindi un kite

più reattivo e performante rispetto ad

altri di pari misura. Questa caratteristica

è mitigata impostando l'ala sui

settaggi meno potenti, che consentono

di aumentarne considerevolmente

il range di utilizzo, penalizzando, però,

la sua eccezionale reattività uniformandone

il comportamento agli altri

kite. Per il rider esperto che è in grado

di investire in un numero superiore

alla media di misure, il Religion è

sicuramente una buona scelta perché

molto performante, preciso e portato

al wave riding più radicale dalle linee

impeccabili.

0 10

Drifting

Bolina

Velocità

Precisione di guida

Stabilità

Progressività

Low end

Top End

Reazione comando in dep.

Depower

Kiteloop

Jump

Hang Time

FEEDBACK BARRA

medio/duro

TIRO SUL TRAPEZIO

basso

8

9

9

8,5

8

7

7

8,5

8

8,5

9,5

10

8


128

KITE TEST

The Wave Kings

VOTO

8,00

Core Section

Core è un brand che, negli ultimi anni,

è stato capace di crescere e di imporsi

velocemente, soprattutto in alcuni

mercati come quello tedesco, con

prodotti di buona qualità rivolti agli

amanti del freeride e del freestyle,

mancava, quindi, fino ad ora qualcosa

alla loro offerta. È da questo assunto

che Core ha deciso di sviluppare il

Section, la prima ala wave oriented.

Un prodotto giovane, quindi, ma molto

promettente, che ha sorpreso non

poco tutti i tester, con un carattere

forte e ben definito. Ciò che sorprende

immediatamente del Section è il suo

aspetto compatto, che lo fa sembrare

a colpo d’occhio più piccolo di una

o due taglie rispetto a tutte le altre.

E, in effetti, il tiro che riesce a generare

è effettivamente minore rispetto

alla media, facendoci concludere che

sarebbe opportuno scegliere almeno

una misura in più rispetto alla norma.

Altra caratteristica evidente è la ridotta

sezione della LE e degli struts che

dona al Section leggerezza e capacità

di penetrare l’aria, traducendosi in

una notevole capacità di bolinare e in


una reattività/velocità nel rispondere

ai comandi superiore alla media. La risposta

alla barra è quindi immediata

e quasi nervosa, richiede quindi una

certa attenzione e un minimo di adattamento,

soprattutto perché il feeling

è piuttosto leggero e la risposta

a volte può essere non pienamente

prevedibile. Un’altra caratteristica del

Section è data dall’elevato numero di

settaggi disponibili, che consentono

di adattare il comportamento alle proprie

esigenze, tra i quali emerge, uno

dedicato alla morbidezza della barra,

impostabile sugli attacchi delle briglie

nulla parte più interna della leading

edge e non sui tips delle back lines

come nel caso di altri produttori. Questo

si traduce nella possibilità di regolare

la risposta della barra indipendentemente

dalla potenza dell’ala, a

differenza di altri kite per cui la barra

diventa più morbida nel momento in

cui il kite è scaricato.

Il Section è sicuramente un progetto

nato bene e in grado di competere

sullo stesso livello degli altri, e i numeri

del test lo dimostrano, ma siamo

anche convinti che possa maturare

ulteriormente nei prossimi anni,

così come ci auguriamo che sia limato

qualche neo di gioventù, come la barra

dalla fattura leggermente sotto la

media e dal grip poco confortevole.

Va infine detto che il Section è stato il

kite che ha diviso maggiormente i tester

e che ha fatto cambiare i giudizi,

in meglio o in peggio, a ogni uscita. È

0 10

Drifting

Bolina

Velocità

Precisione di guida

Stabilità

Progressività

Low end

Top End

Reazione comando in dep.

Depower

Kiteloop

Jump

Hang Time

FEEDBACK BARRA

medio/morbido

TIRO SUL TRAPEZIO

medio

quindi un'ala dalla forte personalità e

dalle prestazioni radicali che può piacere

o non, in base ai gusti del rider

ma che, proprio per le caratteristiche

innovative e “diverse” del progetto,

potrebbe sorprendere positivamente

più di un kiter esperto. Per chi cerca

sensazioni e prestazioni forti, da provare

assolutamente.

6,5

9,5

9

7

7,5

7

8

8,5

8,5

8,5

7

8,5

8,5


130

KITE TEST

The Wave Kings

LE BARRE UTILIZZATE

›CABRINHA Overdrive

| 48-56 | 45 | 8,1 |

(cm)

›CORE Sensor pro

| 46-52 | 40 | 7,7 |

(cm)

›FONE Monolith Bar

| 45 | 40 | 8,5 |

(cm)

LUNGHEZZA BARRA

Indica la lunghezza minima e

massima (qualora modificabile)

della barra utilizzata nel test.

La lunghezza della barra dovrebbe

adeguarsi alle misure dei kite. Ad

esempio kite piccoli fino a 7-8 mt necessiterebbero

di una barra di 40-45

cm, da 8 a 12 di 45-55 e da 12 in su

da 55 a 65.

LUNGHEZZA

DEPOWER

Viene misurata la lunghezza del

depower mobile in cm.

Una lunghezza maggiore può

equivalere a maggiore utilizzo

dinamico del depower senza

modificare la lunghezza del depower

fisso, con indubbio beneficio in

condizioni off shore o rafficate.


›NAISH 4 Line

control System

| 45-51 | 56 | 9,4 |

(cm)

›NORTH Trust bar

2016

| 42-49 | 45 | 8,1 |

(cm)

›RRD Global bar 7

| 58 | 48 | 7,5 |

(cm)

CIRCONFERENZA

Viene misurata la circonferenza

dell'impugnatura della barra.

Ci sono waver che amano avere fra le

mani qualcosa di più grosso perchè

percepiscono maggior controllo ed

altri al contrario che lo odiano perchè

si affaticano precocemente. Dipende

anche da quanto grandi avete le

mani....


132

KITE TEST

The Wave Kings

CAPACITÀ DELL'ALA DI…

›DRIFTING

“Seguire” il rider anche in assenza

di comando, anche quando le linee

tendono a perdere tensione, a volare

insomma quasi in “retromarcia” senza

bisogno di comando.

L'esigenza di drifting è molto ricercata

in condizioni on-side on e in generale

da quei rider che usano molto

la tavola per la surfata e tendono a

bloccare al massimo la trazione del

kite durante il riding.

›Bolina

Guadagnare acqua risalendo il vento

con angoli di bolina importanti

Avere un kite che bolina molto consente

di rientrare prima sul picco

e quindi prendere più onde di altri

kiters in meno tempo o guadagnare

il diritto di precedenza partendo più

sopravento.

Un valore alto è raccomandabile per

chi cerca un'ala molto veloce , magari

perchè usa molto il tiro del kite in

surfata, mentre basso per chi preferisce

un kite meno reattivo o magari

surfa molto in drifiting

›Precisione di guida

Volare esattamente nella zona in cui

si vuole dirigerlo

Avere un kite preciso nella surfata

aiuta fare le linee desiderate senza

perdere acqua.

›Stabilità

Restare stabile e prevedibile in volo

senza accelerazioni o decelerazioni

violente

Un valore alto indica una buona

stabilità , quindi avere un kite che

vola senza sorprese in finestra e non

scarta violentemente sotto raffica

›Velocità

Muoversi il più rapidamente possibile

nella finestra tutta, quindi sia in fase

di ascesa che discesa, oltre che alla

rotazione sul proprio asse al comando.

›Progressività

Scendere e risalire in modo continuo

e progressivo nella finestra senza

troppe accelerazioni o decelerazioni


Un valore alto indica che il kite è molto

progressivo, quindi scende e risale

a velocità costante senza dare troppe

trazioni o con troppe pause fra la

fase di discesa e risalita

forte depowerizzazione

Un valore alto indica che il kite reagisce

in maniera efficace ai comandi

anche quando il depower è molto

utilizzato

›Low end

Volare per il range minimo di vento

per il quale è stato progettato

›Depower

Depotenziarsi rapidamente e con una

buona efficacia sullo scarico dell'ala

Un valore alto indica un'ottima capacità

del kite di performare abilmente

anche in valori marginali di utilizzo

del windrange di riferimento del produttore

per la misura utilizzata

Un valore alto indica che il kite perde

immediatamente potenza ed è molto

efficace la resa di tale azione sulla

surfata annullando più o meno totalmente

la trazione dell'aquilone

›Top End

Volare per il range massimo di vento

per il quale è stato progettato

›Kiteloop

NON sprigionare eccessiva trazione

durante il kiteloop

Un valore alto indica un'ottima capacità

del kite di performare abilmente

anche in valori massimali di utilizzo

del windrange di riferimento del produttore

per la misura utilizzata

Un valore alto indica che il kite NON

tira eccessivamente durante il kiteloop

e che quindi il kiter non viene

allontanato eccessivamente dalla

traiettoria di surfata stabilita

›Reazione ai Comandi

(depowerizzando)

Reagire ai comandi anche con una


134

KITE TEST

The Wave Kings

›Jump

Saltare alto.

Un valore alto indica un'altezza di

salto elevata. Il valore può essere

indifferente per chi solamente surfa,

ma importante per chi fa anche freestyle

strapless.

›Tiro sul trapezio

Restituire sul trapezio una sensazione

di trazione morbida o dura.

A qualcuno piace una guida più “fisica”

, sentire un buon tiro sul trapezio,

perchè “sente” maggiormente il kite

e quindi ha più precisione. Per altri è

l'esatto contrario e il comfort ringrazia.

›Hang Time

Restare in aria il più a lungo possibile

durante il salto.

Un valore alto indica che il kite galleggia

a lungo nell'aria dopo aver saltato

e quindi il tempo di permanenza

in volo è elevato.

›Bar Pressure

Restituire alla barra una sensazione

di guida morbida o dura quando la si

cazza

A qualcuno

piace dura, alla maggior parte più

morbida. Chi ha problemi di epicondilite

o di infiammazioni agli arti superiori

prediligerà sicuramente un kite

dal feedback sulla barra decisamente

morbido.


TRIMMAGGI REGOLABILI

›BACKLINES Trim

Regolare la potenza dell'ala tramite

il cambio di altezza dell'attacco delle

backlines nel punto di attacco del

wingtip (quello dove si attaccano le

linee)

Spostare il nodo verso l'alto equivale

a conferire maggiore potenza e

quindi reattività all'ala. Per contro la

barra tende a indurirsi e il depower

a divenire meno efficace. Se un kite

è sprovvisto di questa regolazione

è facilmente aggiungibile anche in

seguito semplicemente aggiugendo

dei set di 3 nodi distanziali a circa 3-5

cm l'uno dall'altro

Spostare il nodo verso la fine della

leading edge equivale a conferire

maggiore velocità all'ala, minor pressione

sulla barra e miglior utilizzo del

depower. A differenza del precedente,

se un kite non prevede questo trimmaggio

non è possibile aggiungerlo

in seguito facilmente, se non “cucendo”

sulla leading edge ulteriori punti

di attacco (non consigliato)

›Pressione barra

dedicato

Solo Core ha un trimmaggio extra

sulla Leading Edge per perfezionare

ulteriormente la durezza della barra

variando il punto di inserzione delle

briglie

› LEADING EDGE Trim

Regolare la velocità dell'ala tramite

il cambio di altezza del nodo wingtip

(quello sulla leading edge)

›Side ON / OFF

Solo Cabrinha ha questa opzione per

cambiare l'angolo di inserzione delle

briglie più internamente (On Shore) o

esternamente (Off Shore)


136

KITE TEST

The Wave Kings

The Wave Kings

› KITE TEST‹

CONCLUSIONI

Arrivati alla fine vi starete domandando

chi sia il vincitore del test e la

risposta è semplice e chiara: tutti e

nessuno. Sì, perché per prima cosa

dobbiamo ammettere che il livello

espresso dai sei contendenti è stato

per tutti molto, molto alto e lo dimostrano

i punteggi complessivi tra 8.0

del più basso e 8.81 del primo.

A vincere è stata poi la varietà

dell’offerta, perché, ora più che mai,

siamo convinti che non esista un

kite uguale all’altro, ora che potremmo

riconoscere ogni modello anche

bendati.

Questo significa che esiste realmente

un kite perfetto per ognuno di noi,

ma anche che è necessario scoprire

quale sia tra tutti quelli disponibili

sul mercato prima di acquistarlo, vi

consigliamo quindi caldamente di

provare sempre le ali prima di compiere

una scelta definitiva, anche se

siamo sicuri che questo test sia già

in grado di indirizzarvi in modo molto

sicuro.

Perché paradossalmente, dobbiamo

avvisarvi, potreste preferire l’ultimo

della classifica al primo in base alle

sue caratteristiche peculiari, come

peraltro anche noi abbiamo cambiato

e affinato di volta in volta il

nostro giudizio in base ai settaggi,

alle condizioni, alla misura usata e

alle caratteristiche dello spot. Anche

per questo, in un mondo perfetto,

avremmo voluto avere un quiver

personale infinito dal quale estrarre

di volta in volta modelli e misure diverse

in base alla situazione, ed evidentemente

proprio per questo alla

fine a prevalere, seppur di pochissimo,

sono state le ali dalle caratteristiche

più equilibrate del lotto.

Una cosa possiamo dirvela con certezza

assoluta, fare wave riding,

oggi più che mai, è diventato accessibile

alla maggior parte di voi grazie

all’incredibile livello di affidabilità e

prestazioni raggiunto da queste ali,

kite che chiedono soltanto di essere

portati negli spot più eccitanti

del pianeta dove, possiamo assicurarvelo,

sapranno dimostrarsi compagne

sincere di memorabili uscite,

sempre più vicini al vero spirito del

surf da onda!


NO COMPROMISE.

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PREDATOR X-FRAME

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140

ITW

Luis Brito

ITW

Luis Brito


Nome: Luis Matias Almeida Brito

Data di nascita: 10 Settembre 1993

Home Spot: Kitebeach, Ponta Preta (isola di Sal)

Sponsors: Advance, Underwave, Chupa Chups

Anni di kite: 8

Spot preferito: Ponta Preta

Altri sport: equitazione, moto, windsurf, S.U.P.,

football, volley

ITW Roberta Pala

Foto Andrea D’Antoni/Cabo Creative Lab, Gabriele Rumbolo, Giangi Chiesura/Photodream.it, Claudio Cabral, Alessandro Lo

Mundo, SBAM Production, Courtesy Xkite e Courtesy Advance/Underwave


142

ITW

Luis Brito

KS_Ciao Luis, raccontaci qualcosa di te…

LB_Mi chiamo Luis Brito, sono un ragazzo di Capoverde,

ho 22 anni e vivo in quella meravigliosa

isola che tutti voi conoscete, l’isola di Sal.

KS_Com’è iniziata la passione per il

kiteboarding?

LB_Prima di fare kite, me ne andavo in giro, e

vedevo queste cose che volavano, e non sapevo

nemmeno come si chiamassero. Facevo gare di

equitazione e, un giorno, mentre andavo ad allenarmi

con i cavalli, ho visto il fratello di Djo Silva,

che faceva lezione a dei turisti. I cavalli avevano

paura, e lui mi ha detto “Dai, un giorno che vieni

t’insegno a fare kite”. Io gli ho risposto che non era

il mio sport, che non mi piaceva. Poi ho cominciato

a vedere Matchu che saltava, e ho cominciato

a pensare “Però, fanno dei bei salti, anch’io voglio

fare questa cosa!”. Una domenica sono andato

in spiaggia, ho provato con un kite piccolo, e ho

pensato solo una cosa “Ok, sono finito!”. Quando

sono passato al kite grande, mi è piaciuto ancora

di più, tanto che, a volte, non andavo nemmeno

a scuola, o m’inventavo mal di pancia, per scappare,

e andare a fare kite. Mitu mi ha insegnato

tanto, anche Matchu e Airton e piano piano sono

cresciuto, avevo 15 anni…

KS_Tarifa strapless e altre competizioni internazionali,

sei a tuo agio nelle gare o preferisci il

soul surfing? Com è stata l’esperienza di Tarifa?

LB_Tarifa è stata un’esperienza molto molto forte,

gli atleti tutti bravissimi, e non mi aspettavo

qualcosa del genere, non credevo di andare così

lontano, prima mi allenavo per me, perché mi piaceva

questo sport, lì ho capito che avevo un futuro

nel kitesurfing e mi sono impegnato sempre di


144

ITW

Luis Brito


più. È stata la mia prima gara strapless, mi sono

impegnato, Mitu mi ha allenato, sono arrivato

quinto nel mondo ed è stato magnifico. Lì il vento

è forte e rafficato e quest’anno spero di andare

ancora e migliorare ancora guardando anche gli

altri riders, oltre ai ragazzi di Capoverde, che conosco

bene. Per adesso mi da motivazione fare

le gare!

KS_Il tuo grosso infortunio e la ripresa, come

stai adesso?

LB_Dopo l’incidente in auto che ho avuto, sono

stato fermo un anno e mezzo, è stato lunghissimo,

tra intervento di ricostruzione della pelle del

braccio/mano e tutta la riabilitazione. Sono stato

in Portogallo 4 mesi, poi sono rientrato a Sal e ho

ricominciato piano piano a fare kite, ora mi sento

in forma!

KS_I tuoi sponsors, com è cominciato il rapporto

con Advance/Underwave e quale è il tuo quiver

preferito?

LB_Sono con Advance da 4 anni, prima non

avevo sponsor, Mitu mi ha aiutato, mi ha detto

“Stai andando bene, e ora hai bisogno di avere

un sponsor che ti faccia crescere”. Mitu, qualche

anno fa aveva Underwave come sponsor e ha

fatto da tramite con l’azienda, facendo vedere

loro delle mie foto. Quando è rientrato dall’Italia,

aveva due kite per me… qualcosa di meraviglioso,

soprattutto qui a Capo Verde, dove non c’è

tutta questa possibilità economica. Ho apprezzato

tantissimo questa fiducia e da lì il rapporto è

iniziato, sono andato in Italia e abbiamo cominciato

a fare dei progetti assieme. La Kaiman S, la

nuova vela Advance 2016, la trovo fantastica sulle

onde e anche nel freestyle strapless, molto velo-


146

ITW

Luis Brito

ce, con grande tiro e che non va in back stall. In

questi giorni sto testando la nuova tavola Chupa

Kite che uscirà a Marzo (intervista di Febbraio).

Sono molto contento della mia tavola, bello shape,

bel volume, molto stabile, ho una 5’10” che

uso sull’onda grande e una 5’8”, che uso per fare

freestyle strapless o vento forte.


KS_Big waves o freestyle strapless? C’è una corrente

del nostro sport che preferisci?

LB_Amo entrambi, mi adatto molto alla condizione,

spesso quando c’è onda faccio freestyle

strapless sull'onda.

KS_Tu sei molto alto e pesante, è molto più difficile

fare freestyle strapless con le tue misure…

LB_Cambia tantissimo, ma dipende dall’attrezzatura

e dal vento, io sono 190 e peso 87 chili, è

un po’ più difficile, ad esempio Airton è piccolo e

velocissimo, quello che lui fa rapido, io lo faccio

molto più lento.

KS_All’interno di Advance, partecipi attivamente

anche alla ricerca e sviluppo delle tavole wave?

LB_Sì, sono rider e mi coinvolgono sempre nei

test, io do sempre un feedback sulle attrezzature

del marchio.

KS_L’evoluzione di Sal da un paio di anni a questa

parte e l’urbanizzazione molto rapida, moltissimi

turisti, cosa sta succedendo nella tua isola?

LB_La mia isola è cambiata moltissimo, sembra

di essere in Europa, tutte case, molto turismo, le

case costruite stanno modificando tantissimo le

condizioni. Ad esempio Ponta Preta, gli alberghi

che hanno costruito, hanno modificato proprio la


148

ITW

Luis Brito

direzione del vento. Poi hanno messo delle pietre

in mare, che hanno fatto sì che l’onda aumentasse

ancora. Tutti i turisti arrivano qua, perché c’è

sole, non fa freddo, è tutto “no stress”, ma vivere

a Capo Verde non è così facile, all’inizio sembra

tutto bello, poi alla fine ti scontri sul fatto che

sia comunque difficile avere gli stipendi europei.

Abbiamo molti francesi, italiani, tra poco sarà costruito

anche l’Hilton, per cui arriveranno molti

inglesi. Questo porta certo molto più lavoro, ma

anche il “no stress” comincia un po’ a scomparire.

sicuro, poi aspettiamo la decisione per una probabile

gara a Mauritius di wave e freestyle strapless

su onda. Mi sto allenando circa 9 ore al giorno per

questi eventi, arrivo a sera che sono distrutto, ma

questo è ciò che voglio fare.

KS_Sei giovanissimo ma con tanti progetti nel

cassetto, cos’hai in programma nel futuro?

LB_Nel mio futuro vedo di andare avanti con il

kite, sto pensando a quando avrò 30-40 anni, un

po’ come Mitu, magari avrò la mia scuola, il mio

negozio, la famiglia. Quest’anno andrò a Tarifa di


KS_Il rapporto con gli altri grandi top riders di

Sal, Airton, Matchu, Mitu…

LB_Mitu lo conosco fin da piccolo, è proprio di

famiglia, conosceva mia mamma e poi, quando

ho avuto 15 anni, mi ha aiutato moltissimo con il

kitesurfing… Airton e Matchu sono i miei migliori

amici e sono cresciuto con loro e con Libero,

il papà di Airton, che mi ha aiutato tanto, mi ha

trattato come un figlio, quando parliamo di Libero,

parliamo del mondo per me. Ero un po’ più

duro rispetto a loro, Libero mi ha preso e portato

a scuola, mi ha fatto capire quanto fosse importante,

e lì mi ha detto “Se non vai a scuola, il tuo

futuro con il kite finisce qua”. Avevo davvero una

testa dura, mi piaceva andare in giro, stare con gli

amici. Poi Mitu mi ha aiutato a crescere nel kiteboarding,

pronto sempre a darmi il consiglio giusto.

Sono persone che rimangono sempre dentro

di me.


150

ITW

Luis Brito

KS_Ti abbiamo visto saltare con due kite, deve

essere una cosa difficilissima…

LB_Con due kite è davvero difficile e divertente,

ho visto persone fare kite con una barra. Io vado

con due kite e due barre, ci ho lavorato per due

mesi. La prima volta è stato al Garda, ho recuperato

il kite di un ragazzino. Ho cercato di fare

body drag con un kite fermo e uno in potenza, per

recuperare la tavola che avevo perso. Sono salito

sulla tavola e ho pensato “E ora come faccio a


girare?”. Mi sono seduto sulla tavola, per cercare

di capire come fare, ho fatto andata e ritorno…

Poi ho visto in internet che nessuno lo fa, in più

ora vado con due kite e strapless. Uso una grande

vela e una più piccola, tipo 7-8, 11 e 12. Mi sono

allenato molto qui a Cabo, ora tutte le manovre

che faccio con un kite, le sto facendo con due.

Ogni tanto, con vento forte, la 7 ha la tendenza a

entrare dentro la 8, ma è capitato una sola volta

che si siano intrecciati, mentre surfavo a kitebeach,

ma ho comunque capito come fare anche in

questa evenienza. In Grecia ho usato due 7 e 45

nodi, e lì ho capito che comunque avevo la possibilità

di portare avanti questa cosa e che non era

solo fattibile solo con poco vento. Di sicuro farò

un’esibizione a Tarifa, e credo che lascerà tutti a

bocca aperta.

KS_La famiglia e gli amici in ciò che fai…

LB_Gli amici contano tanto, amano ciò che faccio,

qui a Capo Verde sono tutte persone “di mare” e


152

ITW

Luis Brito


mi capiscono. I miei genitori, le mie sorelle e fratelli

sono contenti, sono felici dei miei risultati e

sono orgogliosi di me. Sono anche tanto grati a

Libero per avermi fatto capire che era importante

studiare, i miei genitori lavorano tanto, siamo sei

figli e non è facile crescerci tutti, mi portavano a

scuola e io scappavo e andavo in spiaggia, così

Libero capiva che non stavo andando a scuola

KS_La tua vita al di fuori del kiteboarding, come

trascorri le giornate quando non sei in acqua e

invece come è una giornata tipo quando ti alleni?

LB_Se non c’è vento guardo cosa c’è da fare sulcomputer

o prendo maschera e pinne e vado a

pescare o, se è domenica gioco con gli amici a

pallavolo in spiaggia. Spesso cerco onda per il

surf, vado anche in S.U.P. ma è proprio un grande

impegno, soprattutto essendo così alto. Quando

c’è condizione, con vento forte, mi alzo alle 8.30

alle 9.00 sono già pronto, o per Ponta Preta o per

kitebeach per fare freestyle strapless. Sto in acqua

tantissimo anche 9-10 ore, ma m’impegno

perché se non ti alleni e non t’impegni, non arrivi…

Quando faccio tanto kite mi sento soddisfatto.

KS_La nostra rivista si chiama Kitesoul, perché

siamo sicuri che la nostra anima sia legata a

questo sport. Qual è la tua sensazione mentre

sei in mare, durante una gara o durante una session

al tramonto?

LB_Quando faccio kite penso solo al mare e al

kite, mi sento come se fossi innamorato, come

nato di nuovo, felicissimo. Solo quando fai kite

capisci e senti cosa voglia dire, più faccio kite, più

voglia mi da. Quando sono in mare, sono isolato

dal resto del mondo, io, l’onda, e il kite. Esco


154

FOTO E VIDEO

SAIL VIDEO SYSTEM – 3rdPersonView camera mount

SAIL VIDEO SYSTEM

3rd person view camera mount

Testo Renato Casati | Foto Thijs Vrij & Courtesy Sailvideosystem.com

Da tempo stavo cercando una soluzione per filmarmi in

kite in terza persona, avendo le mani libere.

Terza persona significa filmare se stessi da dietro, dal

laterale, e con questa soluzione, anche frontalmente

(con angoli diversi da quelli ottenibili dalla posizione

standard e classica della prua della tavola). In sostanza

vuol dire potersi filmare da qualunque tipo di angolazione

possibile, avendo un braccio di estensione, regolabile

in ogni tipo di inclinazione, e contemporaneamente

tenendo le mani libere.


Avevo analizzato in passato diverse

soluzioni fra cui Vu Vantage

e Wizmount, ma nessuna mi

soddisfaceva come utilizzo nel

kite, per svariati motivi...

- Dover indossare uno zaino

sulle spalle è ovviamente controindicato

in acqua perché si

può appesantire, ma anche perché

limita i movimenti ed è ingombrante.

- Le riprese, con queste soluzioni,

mostrano sempre lo zaino

sulle spalle e quindi si vede

com’è montata la camera.

- Non c'è possibilità di riprese

frontali.

La soluzione perfetta per il kite

e che risolve queste e altre problematiche

si 3rdPersonView

camera mount (www.sailvideosystem.com).

È stata sviluppata da un kiter

olandese (Thijs Vrij) e quindi

studiata e sviluppata perfettamente

per le esigenze del nostro

sport. Funziona talmente

bene che è stata inserita nel

libro ufficiale di Go Pro "Professional

Guide to filmmaking".

Dopo averla testata personalmente

a Capo Verde, nelle onde

di Ponta Preta, posso tranquillamente

affermare che la soluzione

è davvero funzionale e

perfetta per il nostro sport.

Ecco brevemente i tanti vantaggi

di una soluzione intelligente:

- è indossabile, quindi le mani

sono libere, e non ingombra

- Adattabile per tutti gli sport di

azione, oltre al kite come surf,

sup, windsurf, bici, sci, skate,

wake, parapendio, ecc.

- Materiali ultra leggeri e tecnologici,

resistenti all'acqua e

al sale. Costruzione in Olanda e

quindi materiali di qualità.

- Compatta e leggera da trasportare

quando non s’indossa.

- Robusta e stabile quando è

usata, grazie alla piastra stabilizzatrice

ergonomica integrata

sul posteriore della cintura.

- Regolabile su tutti gli assi


156

FOTO E VIDEO

SAIL VIDEO SYSTEM – 3rdPersonView camera mount

(orizzontale, verticale, laterale)

per inquadrature da angolazioni

mozzafiato uniche, tramite un

sistema ad asta di facile gestione

e trimmabile in qualunque

momento. Le riprese possono

essere fatte posteriormente,

lateralmente, ma anche frontalmente.

- Cintura elastica impermeabile

con chiusura su quattro livelli,

per estrema adattabilità e super

stabilità, one size fits all, o

piastra da montare sul trapezio

da kite.

- Utilizzabile con tutte le Action

Cam tipo Go Pro, ma anche con

macchine fotografiche DSLR e

videocamere più pesanti, semplicemente

cambiandone la testa

a sfera.

MODELLI

Ci sono due modelli base disponibili:

La versione ALL SPORTS PRO e

quella KITE.

Sono sostanzialmente identiche,

ma la versione KITE si monta

direttamente sul trapezio da

kite, integrandola con delle viti,

mentre quella PRO è costituita

da una fascia, tipo trapezio, che

può essere indossata per tutte

le situazioni di sport d'azione

in cui non s’indossa il trapezio

da kite, oppure può essere usata

anche nel kite stesso per chi

non vuole bucare il trapezio e

avere la possibilità di fare riprese

anche frontalmente! In questo

caso è sicuramente d'obbligo

usare un trapezio da kite

seat per evitare sovrapposizioni

fra la fascia del trapezio waist e

quella della 3rd person view.

Le possibilità di aggancio della

camera all'asta sono molteplici

e vi rimando al sito del produttore

per studiare quella che fa

meglio al caso vostro.

TIPS:

- Nelle onde grosse è meglio

usare un attacco tipo bici (seatpost

mount), stretto molto a

fondo con un cacciavite, poiché

la ball head potrebbe muoversi

leggermente e variare l'angolazione

delle riprese.

- Stringere il più possibile le

straps integrate nella cinta, aiuta

a dare un'ottima stabilità generale.

- Usare sempre le straps stabilizzatrici

aiuta a tenere l'asta

in posizione senza troppi movimenti

e in caso di distacchi

accidentali non fanno affondare

l'asta. Se non si usano le

straps stabilizzatrici, è consigliato

montare un leash per non

perdere l'asta in caso di violenti

wipeout poiché l'asta non galleggia

e affonderebbe.

SICUREZZA

Essendo costituita da un braccio

esterno è ovvio che in grossi

wipeout, soprattutto se montata

frontalmente, potrebbe teoricamente

ingarbugliarsi con le

linee del kite. Tuttavia il sistema

di sgancio dell'asta, tramite leash

giallo posteriore (Lock Release

System), è immediato e di

semplice utilizzo, ma essendo

situato posteriormente, potrebbe

non essere di facile gestione

nelle onde, in caso di bisogno.

Per chi usa la versione PRO, c'è

sempre l'opzione di sganciare la

cintura aprendola dal davanti.

Vale comunque la pena avere

sempre ben a portata di mano il

coltellino da usare in caso di necessità

estrema, ma questo già

lo dovreste fare, indipendentemente

dal fatto che montiate o

meno questa soluzione.


That’s new for the latest TS V.5:

+ Leading edge circumference seam protection

+ Refined LE segmentation for cleaner profile

+ Added sizes for precision quiver building

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158

WAVE RIDING

Wave Riding – principali regole e sicurezza

testo Tuva Jansen e Bertrand Fleury | foto Jason Wolcott

Wave Riding

PRINCIPALI REGOLE

E SICUREZZA

Fare kite tra le onde sta diventando sempre più popolare, e gli spot sempre

più affollati, e ciò può spesso creare conflitti tra i riders in acqua, quindi è

molto importante che tutti conoscano le regole e le seguano, così tutti possano

condividere dei bei momenti in acqua, non sprecando il tempo frustrati o

arrabbiati gli uni con gli altri.


160

WAVE RIDING

Wave Riding – principali regole e sicurezza

Prima di tutto, quando si arriva in un nuovo spot, ci si dovrebbe

prendere un po’ di tempo per vedere come funziona lo spot, il

picco, se ci sono correnti e come lavorano, come uscire in acqua

e quali i punti sicuri per rientrare, se si è impossibilitati a tornare

al punto di partenza (esempio se il vento è calato, se abbiamo

perso la tavola, lasciato andare il kite, ecc). Parlare sempre con

i locals in spiaggia, se possibile.

Per uscire e arrivare al picco, spesso bisogna superare uno shore

break, prendetevi tempo per trovare il momento giusto tra i

set. Non abbiate fretta, sarà molto più facile e sicuro.

Quando siete fuori, attenti a quelli che stanno già surfando. È

chi è sull’onda che ha la precedenza, la persona in oggetto è

totalmente concentrata sull’onda e sulla surfata, quindi chi sta

uscendo e si accorge che un’altra persona gli sta venendo incontro

surfando, dovrà togliersi dalla sua traiettoria.

È la regola più importante nel wave riding, chi è sull’onda ha

precedenza, questa regola spesso crea tensione in acqua o sulla

spiaggia, al ritorno dalla surfata, quindi è molto importante

sapere che le persone possono avere questo diritto. E che la

persona che per prima è sull’onda, ha diritto d’onda! Per avere

questo prezioso diritto bisogna essere usciti, esserci cercati

l’onda, aver cominciato a surfarla. La cosa più importante è che

non è come nel surf, non si ha precedenza perché si è più profondi

o più sopravento. In kitesurf e in windsurf è facile andare

più profondi o più di bolina, quindi se tutti iniziano a cercare di

stare più dentro o più di bolina, alla fine alcuni andranno troppo

dentro e salteranno l’intera onda, perché non saranno mai nel

punto giusto per surfarla…

Ora, se per qualche motivo siete troppo lenti e non riuscite a seguire

l’onda che avete scelto, non potete semplicemente prendere

quella che segue, se c’è già qualcuno che la sta surfando,

in tal caso dovrete togliervi dalla traiettoria e uscire di nuovo a

cercarvene un’altra.

Quindi, le regole tra surfisti, windsurfisti e kiters sono diverse in

ogni posto in cui si navigherà. In alcuni spot, non è permesso

entrare in kite o windsurf se ci sono surfisti in acqua. Ricorda


162

WAVE RIDING

Wave Riding – principali regole e sicurezza


tevi, prima di entrare in un nuovo spot, è necessario assicurarsi

di conoscere le regole locali. Normalmente, tra i kiter e surfisti,

le regole sono le stesse, è il primo a salire sull’onda. I surfisti

hanno sempre priorità! Questo, soprattutto, perché per kiters

e windsurfisti è concretamente più facile prendere le onde, rispetto

a un surfista, e diventa molto pericoloso se un kite si trova

sulla stessa onda con un surfista. In tal caso, abbandonate

subito l’onda e andate a cercarne un’altra!

Quando si tratta di sicurezza e se utilizzare o no un leash alla

tavola, nelle onde, tutto dipende del rider. Se avete un buon

controllo del kite, non fate grossi errori, come improvvisamente

farlo looppare, mi sento di consigliare di non usarlo. In caso

contrario, si dovrebbe considerare di entrare con un caschetto,

in modo da essere protetti, qualora la tavola tornasse indietro,

colpendovi sulla testa. Quando si tratta di leash per il kite, la

mia opinione, che sottolineo, è del tutto personale, nelle grandi

onde, come spesso quelle che surfiamo in Indonesia, preferisco

non usare nessun tipo di leash collegato al kite, se si surfa agganciati.

Sarebbe solo un vincolo in più in caso di emergenza,

ad esempio, se l’aquilone dovesse cadere davanti all’onda, in

un giorno molto grosso, è possibile essere trascinati sott’acqua

a lungo. Quello che consiglio, quando vi doveste rendere conto

che vi sta cadendo l’aquilone, è di tenere sempre la mano

sul safety release, in modo che, se il tiro si fa forte o l’aquilone

finisce in una bella lavatrice, lo si potrà semplicemente lasciar

andare. Meglio per voi e meno possibilità che il kite si rompa.


164

WAVE RIDING

Wave Riding – principali regole e sicurezza

Un’altra importante regola di sicurezza è di non fare mai kite in posti

in cui non sia possibile navigare o nuotare. Se vi cadesse la vela

o il vento calasse improvvisamente, si potrebbe essere costretti

a rientrare a nuoto, ed è meglio essere preparati. Normalmente,

meno si sa, meno si ha paura, ma si dovrebbe sempre aver rispetto

per le onde, hanno molta potenza, sono molto imprevedibili… e

ricordate che, ogni spot è diverso!


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SHOVE I

166

STRAPLESS MOVES

Shove it

Personalmente, ho sempre amato la sensazione

dello shove it. È stata una delle prime manovre

che ho imparato e, se state appena iniziando a

entrare nel mondo del freestyle strapless, questo

è un buon punto di partenza. Si tratta di una manovra

relativamente semplice che, quando fatta

bene, può farvi sentire davvero al top. Può anche

essere la base per manovre più complesse. Anche

se è piuttosto semplice, è necessario avere

delle buone basi. Idealmente, bisogna essere

abbastanza a proprio agio con il riding strapless,

aver imparato manovre come l’ollie e saper uti-

Testo Keahi de Aboitiz | Foto James Boulding


TDI Keahi De Aboitiz

lizzare il pop per piccoli salti. Anche se la maggior

parte dei tricks strapless, è migliore con vento

forte, nel caso dello shove it, il vento leggero si

presta meglio alla manovra, così come una tavola

leggermente più pesante. Poiché vi staccherete

dalla tavola, più il vento sarà forte, più

probabilità avrà la tavola di volare via. Cercate di

avere un kite con buon depower. Anche se tutto

è possibile anche con un C kite, più facile sarà

avere un aquilone brigliato. Nella maggior parte

delle manovre strapless, è tutta una questione di

controllo della potenza.


SHOVE IT - KEAH

168

STRAPLESS MOVES

Shove it

Fase 1: Cercare il giusto decollo

Anche se uno shove it può essere

eseguito ovunque, per i

vostri primi tentativi, probabilmente

sarà più facile usare

un chop o una piccola onda. In

questo modo non c'è bisogno di

contare molto sulla vostra capacità

di poppare.

Fase 2: Stacco

Per questa particolare manovra,

non avete realmente bisogno di

molta altezza, ma è necessario

un pop decente, per ottenere

l’altezza sufficiente per far ruotare

la tavola. Imparare a poppare

strapless richiede tempo,

ma con la pratica sarà poi sempre

più facile. In pratica si deve

premere forte sulla poppa, mentre

orzate decisi verso il vento,

quindi spostate il peso in avanti

e staccate, voi e la tavola. Per i

vostri primi tentativi cercate di

tenere il vostro kite a ore 10:00

o 11:00, è possibile aiutarvi un

po’ con il movimento dell’ala,

ma assicuratevi che non passi

velocemente attraverso le ore

12:00.

Fase 3: Avvio della rotazione

All’inizio sarà un susseguirsi di

tentativi ed errori, ma più proverete,

più potrete capire come

avviare la rotazione e come calciare

la tavola. Dopo lo stacco,

cercate di mantenere la tavola

con un angolo di 45 gradi e, con

il piede posteriore, calciate la

tavola, di lato e verso il vento.

A volte mi piace prendere il lato

della tavola con le dita dei piedi

per aiutarla a girare. Provate a

ruotare la tavola su un asse di

45 gradi, con la carena costantemente

fronte al vento. È difficile

spiegare quale sia il modo

migliore per calciare la tavola,

con la pratica scoprirete quale

sia quello più adatto a voi.

Fase 4: Terminare la rotazione

Una volta che calciate la tavola,

cercate di tenere le ginocchia

piegate con i piedi in sospensio-


I DE ABOITIZ

ne, per vedere come reagisce la

tavola. In questo modo si può

scappare lontano dalla tavola,

se le cose andassero male, o

essere pronti a ricaderci sopra,

se dovessero andare bene. Idealmente

è necessario calciarla

in modo tale che finisca la rotazione,

atterrando nella giusta

direzione, con o senza di te sopra…

Passo 5: Cercare l'atterraggio

e la tavola

Cercate di mantenere le ginocchia

piegate con i piedi sospesi,

fino alla fine della rotazione.

Poiché la tavola ruota gli ultimi

90 gradi, siate pronti a “catturarla”

con i piedi, non appena atterra

sull'acqua, estendendo le

gambe. Cercate di seguire con il

corpo per scegliere il momento

giusto per mettere i piedi verso

il basso. Se fate tutto per bene,

la tavola dovrebbe terminare la

rotazione con le pinne in acqua

e voi potrete atterrarci sopra.

Suggerimenti e trucchi:

Per la prima volta, vi consiglio di

provare questo trick più come

una mossa di transizione, solo

per capire la sensazione. Provate

a girare la tavola di 180 gradi

con l'aquilone a ore 12:00 e

tornate dall'altra parte. Questo

è il modo migliore per capire la

rotazione e limita il rischio di lesioni

da caduta sulle pinne. Una

volta che avrete capito, potrete

passare al passo successivo.

Possibili pericoli:

Anche se questa manovra è

abbastanza semplice, è necessario

stare molto attenti alle

pinne. Quando imparate, può

essere difficile capire la rotazione

e il vento può capovolgere la

tavola abbastanza facilmente

causando atterraggi sulle pinne.

Considerate l'utilizzo di pinne

di plastica per le prime volte e

siate pronti a sollevare i piedi e

muovere la vela per allontanarvi

dalla tavola, se dovesse servire.


360 HAN

SHOVE I

170

STRAPLESS MOVES

360 Hand Shove it

Testo Keahi de Aboitiz | Foto James Boulding


D

TDI Keahi De Aboitiz

Questa è un’altra delle mie manovre preferite e,

anche che non è super difficile, può essere un

po’ difficile da capire, all’inizio. Detto questo, ci si

sente super bene quando, finalmente, si atterra!

Per questa manovra, ci vogliono un po’ di basi

dello stile freestyle strapless, non è difficile. ma è

piuttosto tecnica e bisogna avere un po’ di pratica

per farla bene. La cosa più importante è saper

fare un buon flick con la tavola e prenderla con la

mano, anche se sembra semplice, quando c’è di

mezzo il vento, bisogna lavorarci un po’…


172

STRAPLESS MOVES

360 Hand Shove it

360 HAND SHOVE IT

Fase 1: Cercare il giusto decollo

Questa manovra può prendere

un po’ di tempo, per prima cosa

bisogna essere certi di aver trovato

una buona rampa, per avere

altezza. Anche se può essere

realizzata su acqua piatta, è

molto più facile con un chop o

una piccola onda, per ottenere

più facilmente un po’ di altezza.

Preferibilmente, mi piace farla

con l’aiuto di un’onda, così posso

andare più alto, senza muovere

il kite.

Fase 2: Stacco

Provate ad arrivare piuttosto

veloci, con l’aquilone a ore 10:00

o 11:00 e allinearvi per bene con

la rampa. Mettete la mano posteriore

in mezzo alla barra, con

indice e medio ai lati del depower,

così da ridurre al minimo

il movimento dell’ala. Se cercate

lo stacco con l’onda, provate a

fare il vostro take off sfruttando

al più possibile la rampa. Tenete

bene il bordo, e premete sul piede

posteriore, per avere il massimo

pop.

Fase 3: Prendere la tavola

Anche se questo sembra abbastanza

semplice, può finire

per essere un po' più difficile…

Non appena avete realizzato il

vostro take off, cercate di spostare

la tavola leggermente di

bolina, mentre l’afferrate allo

stesso tempo. Assicuratevi che

il vento colpisca la carena della

tavola, piuttosto che la parte

superiore, o volerà via… Cercate

di prendere la tavola il più possibile

al centro e upwind, il che

renderà un pochino più facile il

tutto. Portate le ginocchia verso

il petto, per lasciare lo spazio

alla tavola per girare sotto di

voi, questo aiuta molto anche a

mantenere l’equilibrio in aria.

Fase 4: Ruotare la tavola

Consiglio di provare, le prime

volte, con vento leggero, perché

può essere una cosa piuttosto

difficile con vento forte. Ogni

volta che si lascia andare la tavola,

è necessario essere consapevoli

di quanto velocemente

il vento la possa spingere verso

di voi. Ruotare la tavola di 90

gradi prima di lasciarla andare.


- KEAHI DE ABOITIZ

È bene spostare la mano velocemente

da un lato all’altro della

tavola e afferrarla, prima che

il vento ve la porti via. Assicurarsi

di mantenerla il più possibile

orizzontale, per ridurre al

minimo la possibilità che il vento

ve la porti via.

Fase 5: Completamento della

rotazione

Lo slancio iniziale dovrebbe aiutarvi

molto, potete comunque

proseguire la rotazione con la

mano. Cercate di far scorrere

tutto il bordo e tenerla sotto

i piedi, fino a tornare vicino

all’acqua. In tutta la manovra

cercate di concentrarvi su come

mantenere il più possibile il kite

fermo. Anche se si sposta lentamente

attraverso la finestra,

poiché avete la mano posteriore

sulla barra, dovete fare in

modo che non attraversi le ore

12:00 troppo velocemente, in

caso contrario, sarete tirati via

dall’altra parte.

Passo 6: Atterraggio

Cercate la posizione del vostro

atterraggio e aspettate finché

non siete quasi in acqua, prima

di lasciar andare la tavola. Provate

a mettere la tavola sotto i

piedi, tenendo le ginocchia piegate

e, non appena lasciate la

tavola, estendete le gambe, per

prendere e mantenere contatto

con la tavola. Non appena siete

atterrati, la vostra vela sarà

sicuramente dall’altra parte

della finestra, in questo caso,

la cosa migliore è di farle fare

un backloop, per mantenere lo

slancio.

Possibili pericoli:

Ricordatevi sempre che la tavola

potrebbe volare verso di

voi. Ogni volta che ci si stacca

dalla tavola, dovete essere consapevoli

che il vento ve la potrebbe

spingere addosso molto

velocemente. L’altro pericolo,

come sempre in tutte le manovre,

sono le pinne. Se la tavola

non vola via, siate consapevoli

che potrebbe atterrare a testa

in giù, per cui tenete gli occhi

bene aperti e siate pronti a evitare

l’impatto con le pinne.


174

SPECIALE "FOILBOARDING"

Foil-Gybe // Gybing off the foil

specialE "foilboarding"

Foil-Gybe //

Gybing off the foil

Gybing off the foil

Step 1

Iniziare andando normalmente a una velocità media di circa 10

nodi, in questo modo sarà più facile cambiare i piedi, e anche riuscire

a tenere la lamina in acqua.

GYBING OF

Testo Olly Bridge | Foto Axel Reese / reemedia / liquid eye


Step 2

Quando si sta navigando in modo stabile, togliere il piede posteriore

dalla strap e metterlo di fronte alla strap posteriore, in questo

modo sarà più facile passare i piedi velocemente. Più il peso è sul

piede anteriore, più il foil starà giù.

Step 3

Assicurarsi che la tavola sia piatta e non sul bordo. Passare i piedi

come si farebbe normalmente su una tavola da windsurf, posizionare

rapidamente il piede posteriore nella strap anteriore opposta,

allo stesso tempo, togliere il vecchio piede anteriore e metterlo

proprio di fronte alla strap posteriore, in modo che diventi il nuovo

piede posteriore.

Step 4

Ora è necessario cambiare i piedi, iniziare lentamente navigando

sottovento, cominciando a portare la tavola sulle altre mura. Fare

un downloop dell'aquilone, questo fa sì che il kite giri più velocemente

sulle nuove mura, in modo da poter navigare sul foil.

Step 5

Una volta che si è sulle nuove mura, è possibile mettere indietro il

piede posteriore nella strap e mettere la pressione sul piede posteriore

per iniziare a navigare di nuovo. Girare la barra in modo che le

linee non siano attorcigliate.

F THE FOIL


176

SPECIALE "FOILBOARDING"

Foil-Gybe // Gybing off the foil

FOIL-GYBE


Foil-gybe

Step 1

Iniziare nella normale posizione di guida. Assicurarsi che si stia

navigando a una velocità media di circa 10 nodi. Andare a questa

velocità significa che sarà più facile cambiare i piedi perché si sta

andando più lenti e si avrà comunque abbastanza velocità per

navigare.

Step 2

Quando si sta andando stabilmente in una direzione, portare

fuori dalla strap il piede posteriore e metterlo davanti alla strap

posteriore, in questo modo sarà più facile invertire i piedi velocemente.

Step 3

Assicurarsi che la tavola sia piatta e non di lato, mettere rapidamente

il piede posteriore nella strap anteriore opposta e allo

stesso tempo, togliere il vecchio piede anteriore e portarlo proprio

di fronte alla strap posteriore, in modo che diventi, poi, il

nuovo piede posteriore.

Step 4

Non avete ancora cambiato i piedi, iniziate lentamente lascando,

quando si è di poppa, far fare un downloop all’aquilone, questo

fa sì che il kite giri più velocemente in modo da poter continuare

a stare sul foil.

Step 5

Ora che si è sul nuovo bordo, è possibile mettere indietro il piede

posteriore e infilarlo nella strap. Girare la barra in modo che le

linee non siano attorcigliate.


178

fredde, per cui la necessità di

avere mute confortevoli e calde,

è primaria.

La prima muta che ho testato

è la Manera Meteor x10D Steamer

4.3, nella taglia M. Grazie

al disegno particolare 3D delle

mute, la vestibilità è eccezionale,

non si parte, come al sotest

accessori

Girl power

*Girl power*


Manera Meteor x10D Steamer 4.3

Manera Exo


NP Serene frontzip 5.4.3

NP Raven

NP Spreader Bar S1 Tracker EZ Set

Da qualche mese ho ricevuto alcuni prodotti destinati

al mercato femminile, per testarli e dare le mie

impressioni, Manera mi ha inviato la muta Meteor 4.3

e il trapezio Exo e NP la muta Serene 5.4.3 e il trapezio

Raven e tre opzioni di spreader Bar, delle quali ho

testato la S1 Tracker EZ, con il gancio mobile con

escursione laterale.

Una premessa, le mute testate,

sono entrambe front zip, ovviamente,

come sempre, è una

scelta del tutto personale, io mi

trovo meglio con quest’opzione,

per cui la adotto, ormai, in ogni

muta che indosso, soprattutto

nella stagione invernale.

Come caratteristiche fisiche,

sono una kiter piuttosto pesante,

sono alta circa 1.70 e peso 67

chili, il mio livello di kite è buono,

sono ormai 16 anni che pratico

questo sport, le mie uscite

sono quasi totalmente concentrate

nella stagione invernale

o primaverile, con venti forti

e temperature dell’acqua più


testo Roberta Pala

foto Stefania Perria

lito, da un disegno in 2D per poi

sviluppare il 3D, ma viceversa, e

credo che il risultato in termini

di feeling sul corpo, sia davvero

riuscito. Non appena ho ricevuto

la muta, avevo il terrore

di non riuscire a infilarla, ho un

fisico piuttosto importante e in

certi punti “femminili” come cosce

e glutei, a volte è piuttosto

laborioso indossare una muta.

Invece, è stato facilissimo! Il jersey

X10D che Manera utilizza

nelle sue mute, è davvero super

flessibile e confortevole. Le cuciture

garantiscono flessibilità

e impermeabilità, conservando

la migliore elasticità. Spesso,

durante le uscite in mare, personalmente

rientro con litri di

acqua nel polpaccio, la muta

Manera ha il Water Strainer, una

soluzione in neoprene perforato

e jersey non stagno, che

permettono di drenare l’acqua

dalle gambe. Presenti, comunque,

anche le addizionali straps


180

alcuni trapezi, soprattutto se

con fascia lombare piuttosto

stretta, come spesso accade nei

design dei trapezi femminili. La

forma dell’Exo, con il suo Energy

dispersion frame, ripartisce

le forze su una zona più ampia,

senza concentrarle nella zona

bassa lombare, e tutti gli accortest

accessori

Girl power

da mettere sulla caviglia, molto

leggere. Spesso le nostre mute

restano appese sugli attaccapanni

ad asciugare, e la zona

piano piano si deteriora, nella

muta Manera ci sono rinforzi

sulle spalle, per proteggere il

neoprene e conservare il desing

della muta. È una muta specificamente

studiata per il kitesurf.

La colorazione è blu, togliendoci

da quella zona di total black alla

quale eravamo abituati anni fa.

Mi è mancato un po’ solo l’alloggiamento

delle chiavi dell’auto

;-). Taglie S – M e L.

In combinazione con la Manera

Meteor, ho provato anche il trapezio

Manera Exo, nella taglia

XS, e devo dire una cosa molto

importante, per la prima volta

ho trovato un trapezio non

disegnato per il corpo femminile,

che sta perfettamente in

sede, confortevole, protettivo

nei punti giusti, comodo. Come

molte donne, a un bacino largo,

mi corrisponde una vita piuttosto

sottile, la classica forma a

“clessidra”, ciò comporta, spesso,

che i trapezi con un taglio più

maschile, salgano pericolosamente

verso il seno schiacciandolo

o si appoggino sulla zona

delle costole e del bacino, ma

non riescano ad aderire perfettamente

al punto vita, con conseguente

rotazione di tutto il

trapezio, dolore e abrasioni. Tutto

ciò non è MAI accaduto con

il Manera Exo, e la cosa mi ha

piacevolmente stupita. Inoltre

presento un problema a livello

lombare, una leggera scogliosi

che, spesso, mi causa dolorosi

mal di schiena nelle uscite con


gimenti di assorbimento delle

forze sono posti all’esterno del

trapezio e non nella sua costruzione

interna, credo che anche

questa soluzione adottata da

Manera, sia la responsabile del

comfort provato durante l’utilizzo

del trapezio. Un nuovo sistema

di cinghiette per non far salire

il trapezio, ripartisce, poi, le

forze verso il basso. Come ormai

in molti trapezi, non c’è il coltello

tagliacavi in dotazione. Nelle

zone di maggior frizione, come

ad esempio la parte superiore

verso le costole, sono morbide

e confortevoli. Due sganci rapidi

per il leash e anche la possibilità

di lasciarlo libero di scorrere

oppure di fissarlo a destra o a

sinistra. Sei tipi di colorazioni,

per ogni gusto. Taglie dalla XS

alla XXL. Poiché si tratta di un

trapezio unisex, forse potrebbe

essere necessario avere anche

una taglia sotto la XS, per le ragazze

più minute.

Info: www.manera.com

L’altra muta da me testata in

questi mesi è la NP Serene

5.4.3 anch’essa front zip. Questa

muta l’ho scelta per le sue

caratteristiche di spessore, indispensabili

per tenermi al caldo

durante le session con forti

venti di Maestrale, tipici della

zona in cui vivo. Il neoprene

utilizzato è molto morbido e la

muta è davvero stata facile da

indossare, io ho una 38, quindi

una 8 statunitense o una 44

italiana, la muta segue bene le

forme del corpo, morbida e flessibile

nei punti giusti. Il particolare

Apex Lite Core ha microscopiche

bolle di aria all’interno,

per renderla più flessibile, calda

e leggera, rispetto a un neoprene

tradizionale. La Fireline è

un’anima in polipropilene, uno

strato isolante elastico, caldo e

leggero, morbido al tatto, la superficie

assorbe l’umidità che è

poi riscaldata dal copro, facendo

così una specie di “effetto

serra” nella muta. Delle speciali

fibre in bamboo charcoal, s’intrecciano

nel rivestimento della

muta, sono utilizzate per le loro

proprietà antibatteriche e antiodore

e per mantenere la temperatura

del corpo. Non ho mai

sentito freddo con questa muta,

prolungando notevolmente le

mie session invernali. L’alloggiamento

delle chiavi è nel pannello

del collo. La zip frontale

ha un fermo magnetico per la

chiusura del pannello. Presenti

le straps addizionali per le caviglie,

rinforzi sulle ginocchia

e cuciture stagne. Colorazione

blu con righe rosse. Taglie dalla

34 alla 40 (4-10).

La combinazione per NP, con

la muta Serene 5.4.3, è stata il

trapezio NP Raven, usato da me

nella taglia S, e la


182

test accessori

Girl power

NP Spreader Bar S1 Tracker

EZ Set. Prima cosa, quando ho

ricevuto da Alberto Rondina i

ganci da testare, la Spreader

Bar con il gancio mobile, ha

subito attirato la mia attenzione,

soprattutto perché mi sto

cercando di avvicinare al wave

riding e avere un gancio che ti

“segue”, è una gran cosa… ed è

ormai chiaro anche ad Alberto

Rondina, che me l’ha inviato per

il test, che non lo spedirò indietro...

In questa combinazione, il

trapezio è disegnato per il corpo

femminile, con un bel supporto

lombare, il suo disegno non è

per niente basso come spesso

accade per i trapezi femminili, il

che lo rende molto confortevole.

È anche morbido e leggero,

la spreader bar ha una connessione

frontale per l’attacco del

leash, molto comoda. Ha gli

sganci di sicurezza per l’handlepass

line. Il materiale a contatto

con la zona delle costole è davvero

morbido, la spreader bar

in dotazione è più piccola, per

adattarsi meglio e dare meno

fastidio nella zona della vita

femminile. Io mi sono trovata

molto bene, soprattutto ho apprezzato

la leggerezza e morbidezza

del trapezio, trovandolo

confortevole nonostante le

dure condizioni di vento rafficato

e forte, con continui “strappi”

nella zona lombare. Due colorazioni,

taglie dalla XS alla L.

Come già detto, non ho utilizzato

la Spreader bar in dotazione

con il NP Raven, bensì la NP

Spreader Bar S1 Tracker EZ Set,

con il gancio basculante, che riduce

il carico di torsione, quando

il kite tira da un lato, come

nelle andature in toe side, blind,

o nel wave riding. Il gancio torna

in posizione centrale, non

appena la torsione si annulla.

La libertà di movimento di questo

gancio mi ha conquistata,

spesso passo metà dell’uscita


a riportare il trapezio in sede

dopo le torsioni, soprattutto

nelle andature in blind e toeside,

con questo gancio ho guadagnato

molto più relax nell’uscita!

Anche se i materiali sono

ovviamente i migliori impiegati,

ricordiamoci che stiamo a contatto

con acqua di mare, per cui

è fornita anche una confezione

di ricambi per la sostituzione

del meccanismo. Sul sito potete

trovare il video informativo su

come procedere. Tagliacavi di

sicurezza inserito nell’alloggiamento

sotto il gancio e aggancio

per leash di sicurezza frontale,

che ho trovato comodissimo

nel wave riding con il leash corto.

Dimensioni disponibili 25cm:

uomini XS, S, M, L e donne S, M,

L e 30cm: uomini XL.

Ringrazio Manera e NP per

quest’opportunità.

Info: www.npsurf.com


184

TECNICAL STORY

L'imbarazzo della scelta – Trapezi ION - Freeride contro Freestyle

L'imbarazzo della scelta

TRAPEZI ION

FREERIDE CONTRO FREESTYLE

Trovare il trapezio perfetto, può essere una

scelta difficile. A prima vista sembrano tutti

molto simili, ma vi sono dettagli e caratteristiche

distintive che determinano il

loro campo di utilizzo. Trapezio freeride o

freestyle? Airton Cozzolino e Matchu Lopes

Almeida fanno un po’ di luce sulla gamma di

trapezi ION…

"Air 360"! Airton, Top-atleta da

Capo Verde incanta, ancora una

volta, gli spettatori sulla spiaggia

della sua isola di Sal durante

una sessione di freestyle

strapless. Nel suo tipico stile,

è super veloce e fa molte manovre,

una dopo l’altra. Airton

fa le sue manovre molto vicino

alla riva, a ogni rotazione, la sua

tavola è letteralmente attaccata

ai piedi. Va di nuovo verso il

mare aperto, ma solo per qualche

metro. A soli 100 metri dalla

manovra precedente, si lancia

già nella sua prossima transizione…

Airton rientra sulla spiaggia e,

con l’amico di sempre Matchu,

cominciano ad esaminare i nuovissimi

trapezi che hanno appena

ricevuto. Anche se hanno

uno stile simile, usano trapezi

piuttosto differenti. Airton indossa

il suo ION Pro-Model Madtrixx

e Matchu sta testando il

nuovo ION Vertex. È subito evi-


testo Axel Reese, Airton Cozzolino, Matchu Lopes Almeida | foto Axel Reese/Reemedia/liquid eye

dente che il modello di Matchu

sia tagliato molto più alto e più

largo rispetto quello di Airton.

Qual è la ragione per le diverse

forme di progettazione del trapezio

e che tipo è meglio per un

particolare stile di riding? Abbiamo

deciso di andare a fondo

della cosa, con l'aiuto dei due

professionisti.

Se siete alla ricerca del massimo

sostegno per la schiena,

è meglio scegliere un modello

con un taglio superiore come il

Vertex. In confronto con la Madtrixx,

che è più stretto, il Vertex

è complessivamente più rigido

e offre più supporto laterale. Il

Vertex è quindi più adatto per il

freeride. "Le persone con meno

forza rispetto alla maggior parte

dei kiteboarders professionisti,

troveranno modelli come questo,

estremamente utili. Questo

li salverà da un mal di schiena

dopo una buona session in acqua”,

sottolinea Matchu .


186

TECNICAL STORY

L'imbarazzo della scelta – Trapezi ION - Freeride contro Freestyle

Nonostante quest’aspetto più

freeride, il Vertex non limita

certo i movimenti, Matchu, infatti,

lo usa, è solo leggermente

più limitata, rispetto a un

modello più basso. Airton: “Per

i rider che amano il freestyle

strapless, il wakestyle e il wave

riding, penso che questi modelli

non siano così adatti”. Guardando

il trapezio di Airton, è subito

evidente che il design offra

meno supporto per i muscoli

laterali della schiena, grazie alla

sua larghezza e al fatto che sia

più basso rispetto al Vertex. È

anche molto più morbido verso

il bordo esterno. "La flessibilità

dei bordi, insieme con il design

più sottile, mi dà una grande libertà

di movimento. Questo è

quello che cerco in un trapezio,

ideale per le rotazioni veloci e

radicali del corpo", dice Airton.

Secondo Airton, accanto al Madtrixx,

anche l'Hummer rientra

in questa categoria, e offre molti

vantaggi rispetto a un trapezio

più alto, per uno stile veloce

e atletico.

Uno sguardo alla superficie interna

del trapezio:

Non è solo il taglio, anche il disegno

della parte interna svolge

un ruolo importante per quanto

riguarda la comodità e le prestazioni

del trapezio. Il neoprene

laminato all’interno fa sì che

il Madtrixx e il Vertex, si possano

spostare lateralmente. "Per

molte manovre, o anche nel

wave riding, è di grande vantaggio

quando il trapezio è un po'

più flessibile, e può scorrere intorno

al corpo, invece di essere

fisso in una posizione. Solo così,

è possibile mantenere una posizione

rilassata, senza doversi

girare per assorbire la trazione

dell'aquilone", spiega il maestro

del freestyle strapless…

Uno sguardo al gancio:

Inoltre, Airton ha personalizzato

il suo trapezio. Usa uno ION

Traveller hook. Il gancio del trapezio

può scorrere, massimizzando

il livello di comfort per il

pilota. "Per il mio stile, il Traveller

hook mi offre un livello ancora

maggiore di comfort. Mi sento

magnificamente, quando sono

agganciato e il chicken loop può

seguire i miei movimenti, piuttosto

che tutto il trapezio, ogni

volta che devo torcere la parte

superiore del corpo. Naturalmente,

si tratta anche di preferenze

personali", con questo

Airton spiega la sua decisione

di utilizzare il Traveller hook.


188

TECNICAL STORY

L'imbarazzo della scelta – Trapezi ION - Freeride contro Freestyle

Il punto di vista di "Mr.Wakestyle:

Aaron Hadlow":

Il più volte del Mondo rider ION

Aaron Hadlow, è uno dei freestyler

più esperti del mondo. Il

suo marchio di fabbrica è il suo

stile incredibilmente potente.

Insieme con Aaron, ION ha sviluppato

l’Hadlow Pro, ovvero

un adattamento dell’Hummer.

La priorità principale per Aaron,

durante le sue manovre, naturalmente,

è quella di avere la

massima libertà di movimento.

Ecco perché il suo trapezio

è tagliato più piccolo rispetto

al convenzionale Hummer. Rispetto

al Madtrixx, che è anche

sottile, il pro model di Aaron è

un bel po' più rigido, soprattutto

nella parte posteriore. È fondamentale

per recuperare, il più

velocemente possibile, il terreno

perso dopo un grande salto,

soprattutto in gara. Questo è il

motivo per cui il livello di rigidità

è incredibilmente prezioso.

Quindi, il modello di Aaron, è in

sostanza un ibrido, che combina

il meglio dei due mondi, con

un focus principale sulla massima

libertà di movimento.

In generale si può affermare

che:

Meno forza un rider ha, più intenso

sarà lo sforzo sulla schiena

durante una session di kite,

per cui occorrerà un sostegno

maggiore nella zona posteriore

e quindi il più ampio dovrebbe

essere il taglio del trapezio. In

questo caso un trapezio freeride

potrebbe essere la scelta

giusta. I wave riders o i freestylers,

che richiedono la massima

libertà di movimento per le loro

manovre, si troveranno meglio

con un trapezio più sottile e più

basso. Nonostante tutta la categorizzazione

e la specializzazione

dei modelli, alla fine della

giornata la decisione finale è,

naturalmente, anche una questione

di preferenze personali e

di gusto. Davvero c’è solo l'imbarazzo

della scelta e non vi è,

purtroppo, una formula scientifica

per determinare il modello

perfetto per voi…


190

PRODUCT FOCUS

CORE XR4 / XR4 LW

Product focus

CORE XR4 / XR4 LW

FREERIDE | WAVE | RACE

testo e foto Courtesy Core Kites

www. corekites.com

La serie XR, per qualsiasi vento,

e qualsiasi stile. Un aquilone a

delta shape, per pura adrenalina

nell’hangtime. Un aquilone che

offre soddisfazione in qualsiasi

condizione. Un aquilone che

vorrete sempre con voi. E ora è

disponibile, per la prima volta,

in un colore diverso da quello

della nostra versione originale

in bianco (BrightWhite10). Il "TechBlack10,

come lo chiamiamo

noi, ha un significato speciale

per noi." Il boss di CORE, Bernie

Hiss, spiega: "La nostra azienda

ha introdotto il suo primo kite

nel 2005. E esattamente dieci

anni più tardi, CORE è un leader

nell'innovazione dei kites.

CORE ha lanciato la XR4, la 4a

generazione con nuovi materiali

e più design aerodinamico.

L’XR4 si distingue dal modello

precedente per il CORE Exo-

Tex® Dacron. La ricerca incessante

ha fatto sì che abbiamo

ottenuto un nostro Dacron, un

tessuto che aumenta le prestazioni

strutturali in forza e resistenza

all'abrasione. L’ExoTex®

ci permette di migliorare il flusso

d'aria, riducendo il bordo e i

diametri principali degli struts.

Nonostante la riduzione di tutti

e cinque i diametri degli struts,

il nostro nuovo ExoTex® Dacron

ha migliorato le caratteristiche

di rigidità e di volo dei kites.

L’XR4 è più stabile, può puntare

più in alto, depowerizza di più e

va più “grosso”. Sì, abbiamo aggiunto

ancora di più hangtime,

per chi cerca il massimo dal big

air. Anche se il tessuto rigido

ExoTex® offre potenza, non toglie

certo nulla alla leggendaria

guida confortevole del modello

XR. L’XR4 non ha certo dimenticato

le sue origini… e nemmeno

la sua reputazione tra i

freestylers o i wave riders… Abbiamo

mantenuto e migliorato

e ottimizzato alcune caratteristiche,

per rendere le ali ancora


migliori, come il nostro arco e

il sistema di brigliaggio, abbiamo

ridotto i tempi di gonfiaggio,

migliorando il flusso d’aria della

pompa, abbiamo aggiunto nuovi

patch Grintex® sul bordo d'attacco,

alcune migliorie per una

maggior protezione. Il kite ha la

sua Sensor 2 Bar, feedback preciso

e immediato, regolazioni

per ottimizzare la pressione sulla

barra. E se vi capita di “esplodere”

in qualche salto, nessun

problema, il kite andrà alla deriva

depotenziato su una front, e

si metterà in posizione, pronto

al rilancio. Il nuovo XR4 è disponibile

in 9 misure, con tre taglie

dedicate al LW.

Sizes: 5.0 | 6,0 | 7,0 | 8,0 | 9,0 |

10,0 | 11.0 | 12.0 | 13,5 | LW 15.0 |

LW 17,0 | LW 19,0


192

PRODUCT FOCUS

Fusion Core 2

Product focus

Fusion Core 2

Freeride | Freestyle | Low wind

testo e foto Courtesy Core Kites

www. corekites.com

Quando la Fusion ha colpito per

la prima volta l'acqua due anni

fa, ha fatto il suo ingresso sul

mercato, come una tempesta.

Ora, dopo due anni di continuo

lavoro del team di ricerca

e sviluppo, è nata la seconda

generazione della Fusion, evoluta,

pur rimanendo fedele al

carattere originale. A un rapido

sguardo, saltano subito all’occhio

i nuovi Union Pro Pads, la

forma dei tips e le pinne. Siamo

molto orgogliosi del nostro nuovo

progetto Union Pro Pads e

straps. Non trovando nulla che

soddisfacesse i nostri criteri,

abbiamo deciso di progettarli e

realizzarli noi stessi. I nuovi footpads

EVA con “toe grabber”

3D, terranno i piedi saldamente

in posizione, anche negli atterraggi

più sconnessi. La piastra

ha ben nove posizioni diverse di

passo e tre opzioni per i pads,

per cui siamo sicuri che troverete

il set up più giusto per voi.

Anche le nostre Pro Straps sono

totalmente personalizzabili.

Regolabili in senso longitudinale

e in altezza, trovare il vostro

miglior comfort sarà semplice.

All’interno c’è neoprene imbottito

e all’esterno resistente pelle

sintetica.

Un cambiamento che si può

notare nella tavola riguarda il

nuovo outline dei tips. Il bordo

è più lungo e dritto, con angolo

smussato, channels progressivi

e pinne in G10 forniscono

bei pop nel freestyle e potenza

controllata, senza sacrificare il

tanto amato indirizzo freeride

dell’originale… Abbiamo lavorato

tanto per mantenere tutto

ciò che di buono ha reso così

popolare la Fusion.

Ad esempio, continuiamo a

usare il nostro Cartan® 30 °, armatura

biassiale in fibra di carbonio

per ottimizzare il bordo

di torsione e la flessione longitudinale.

Abbiamo mantenuto i


famosi attributi di performance

del Diamond 3D Shape. Non

abbiamo toccato il collaudato

V-Keel, o il doppio concavo o i

channels progressivi. La famosa

sensazione “Fusion” è sempre

viva e vegeta anche nella

seconda generazione. Non dimenticate

le due opzioni per il

vento leggero, la Fusion 2 LW

medium e la Fusion 2 LW large,

tavole che trasmettono fiducia

e agilità anche nei venti più leggeri.

La nuova Fusion 2, il vostro

“coltellino svizzero” del kiteboard.

Qualunque sia la vostra

scelta, chop, glassy, o onde, non

importa quando si è in sella alla

Fusion 2, il massimo dello stile

twin tip. Il best seller è tornato…

ed è ancora meglio!

Misure: 133x39 cm | 135x40 cm |

137x41 cm | 139x41.5 cm | 141x42

cm | 144x43 cm | LW 147x44 cm

| LW 152x46 cm


194

PRODUCT FOCUS

RRD Passion MK8

Product focus

RRD Passion MK8

FREERIDE / BIG AIR

Testo Courtesy RRD

Foto Svetlana Romantsova e courtesy RRD

www.robertoriccidesigns.com

L’eccellenza passa attraverso la

passione, questa è la definizione

del nuovo Passion MK8.

Il MK8 offre pura potenza prevedibile,

in coppia con la stabilità

sorprendente. È un fantastico

aquilone per il freeride a

tutto tondo, il big air e la progressione

in freestyle, con la

sua combinazione tra velocità

di rotazione, maneggevolezza,

e capacità di salto. Aspettatevi

prestazioni incredibili da questo

kite, modificato nella forma del

profilo e proporzioni. L’MK8 è

stato riprogettato, raffinato, e

ridefinito il suo predecessore, il

Passion MK7.

Una delle più grandi differenze è

che il nuovo MK8 ha tre struts e

non cinque. La riduzione si traduce

in un aquilone più leggero,

con aumento delle prestazioni

in low-end.

A causa della maggiore stabilità,

potenza, e prestazioni del

MK8, siamo stati in grado di

mantenere la stessa erogazione

di potenza prevedibile come la

MK7. Inoltre, la forma del bordo

di uscita è stata migliorata. Abbiamo

aumentato la dimensione

del diametro della briglia di 1

mm e dotato tutte le briglie con

un doppio sistema di pulegge.

La costruzione degli struts, con

rinforzi supplementari è nuova,

sono collegati alla LE in modo

più sicuro, il che migliora la durata

e l'efficienza del flusso d'aria

sopra l'ala.

Il Passion MK8 è particolarmente

facile da rilanciare, anche in

condizioni di vento leggero. Inoltre,

i cambi di potenza graduale

sono accompagnati a una bella

pressione sulla barra, aiutando

così nella prevedibilità del MK8.

L'aquilone è più stabile in condizioni

di vento rafficato e ha una

maggiore velocità di rotazione.

Le dimensioni 15m e 17m sono

specificamente progettate per il

super-vento leggero. Tutti i dati


sono stati considerati per avere

un peso ridotto per il vento

leggero.

Esiste una misura speciale di 3

mq, per le scuole e i bambini.

Ha un design nuovo, semplificato

al massimo, con solo due

struts, grande potenza low end,

e stabilità, per aiutare al massimo

i neofiti. Un must per tutte le

scuole di kite. Come accade nelle

taglie più grandi, questo piccolo

aquilone è stato disegnato

per volare molto bene con vento

leggero.

In poche parole, se state cercando

tecnologia all'avanguardia

e impeccabile attenzione al

dettaglio, non dovrete cercare

oltre…

Sizes: 3 • 5 • 7 • 9 • 11 • 13 • 15 •

17 mq


196

PRODUCT FOCUS

RRD Fifty Fifty

Product focus

RRD Fifty Fifty

Freestyle / Freeride Twintip divisibile

Testo Courtesy RRD

Foto Svetlana Romantsova e courtesy RRD

www.robertoriccidesigns.com

Una tavola per chi vuole viaggiare

leggero e compatto. Disponibile

in due diverse dimensioni:

138 cm x 42 cm e 138 cm

x 40,5 cm. Questo formato di

tavola da kiteboarding sta diventando

sempre più popolare

per chi viaggia spesso in aereo,

o quelli che vogliono semplicemente

andare in spiaggia in

bicicletta, in totale comfort. La

forma è specificamente progettata

lungo la linea centrale della

tavola che è naturalmente più

rigida di una tavola convenzionale.

Leggermente più ampi i tips e

rails sottili, creano una bella

combinazione per le sessions

di freestyle puro o freeride con

venti leggeri e forti. Il sistema

split è estremamente semplice

e la tavola può essere montata

avvitando la maniglia di trasporto,

che funziona come una

parte di collegamento. Nessun

altro pezzo o dispositivo tecnico

è necessario per assemblare

questa tavola, che può messa

dentro una piccola borsa o in un

angolo della vostra auto. Godetevi

la pura libertà della semplicità!


CELSIUS PRO

CHEST ZIP

“Only a PRO knows why”

FEATURES:

• Internal fabric tape only on seam joint areas

• 360 ultrastretch back panel

• Antiskid deck protection liquid tape on side seams

• Drain holes

• Velcro ankle straps

• Outside-in zipper

Available in: Orange/Black

Thicknesses:

•5/3 - 4/3

Available in: Gray/Black (Razzle Dazzle)

Thicknesses:

•4/3 - 3/2

Sizes:

XS•S•M•MT•L•LT•XL•XXL•XXXL

www.robertoriccidesigns.com

EXTREME flexibility where pattern

design is combined with the best available

neoprenes in the market. Our zippers close

from the out- to the inside, which is better

for the pressure distribution, resulting in

stronger front zips.

The Celsius pro is fully made with

Superstretch limestone neoprene, the most

flexible material available today, the Celsius

Pro is the wetsuit made with the lowest

number of panels in our collection. Less

panels mean more flexibility.

The PRO is pure fabric taped on the inside

only and on the seam joint areas.

This allows even more flex, especially

around the arms. Only a PRO knows what

this means!


198

BASIC FREESTYLE MOVES

S-bend vs Unhooked Frontroll

S-BEND VS UNHO

BASIC FREESTYLE MOV

Testo Alberto Rondi

S-BEND

Ad alcune persone potrebbero sembrare due manovre

simili, in realtà sono completamente diverse!

L’S-bend arriva dalle manovre con base raley,

l’unhooked frontroll usa la base di un flip, quindi il

metodo per realizzare le due manovre, è completamente

diverso!

L’S-bend, in particolare, è una di quelle manovre

che, nel wakeboarding, è considerato uno dei

principi fondamentali, ma è anche difficile farlo in

modo corretto, ed è rischioso nel caso in cui non

lo si riesca ad atterrare!

L’S-Bend è un Raley heelside con un overhead

backside 360, in sostanza, la sua rotazione è piana,

mentre le gambe sono tese e la tavola in alto,

dietro di voi (proprio come nel Raley).

Con il kite a 45° e una buona velocità, sganciare e

prepararsi a un pop duro. Il pop dovrebbe essere

lo stesso che si farebbe per un Raley.

Spingere bene con la gamba dietro e inviare il

nose della tavola contro vento per ottenere l'altezza.

Mentre le gambe stanno andando in alto, flettere

la gamba anteriore e allungare bene le braccia,

essendo sicuri di avere le mani proprio nel centro

della barra.

Girare la testa guardando sotto l’ascella, questo

movimento, assieme con la flessione della gamba

anteriore, da l’inizio al 360.

Dare ancora più slancio alla rotazione, torcendo le

spalle e spingendo forte con la testa sotto l’ascella.

In questo momento la tavola dovrebbe essere


OKED FRONTROLL

ES ALBERTO RONDINA

na | Foto Laci Kobulsky

sopra la testa, e la schiena rivolta verso il kite.

Continuare a girare e guardare verso l’acqua per

rendersi conto dell’altezza, per vedere se si ha bisogno

di accelerare o rallentare, se si è ancora

troppo in alto.

Piegare le ginocchia e prepararsi ad attutire l’atterraggio!

SUGGERIMENTI:

- Se ci si accorge che il pop non

è stato abbastanza buono, non

iniziare la manovra, o il risultato

potrebbe essere doloroso.

solo sul movimento del corpo. È

meglio avere sempre il kite nella

stessa posizione durante tutta

la manovra.

qualcosa dovesse andare storto

(e potrebbe essere normale, le

prime volte), non sarà poi così

doloroso…

- Tenere sempre le mani al centro

della barra, per concentrarsi

- Iniziare con l'aquilone un po'

più alto le prime volte, così, se


200

BASIC FREESTYLE MOVES

S-bend vs Unhooked Frontroll

L’Unhooked Frontroll o Front Flip, è un flip invertito,

la più grande differenza dall’S-Bend, sta che

qui non si allungano le braccia, ma si tengono le

braccia piegate vicino il corpo, e la rotazione s’inizia

subito dopo lo stacco.

- Con il kite a 45° e una buona velocità, sganciare

e tenere le mani al centro della barra e prepararsi

al pop deciso.

- Spingere in modo deciso con la gamba posteriore

e nello stesso tempo piegare la gamba anteriore

per avviare la rotazione in front.

come in ogni altra, del resto… Ovunque la testa

vada, il corpo la segue. Portare indietro la testa,

guardando in alto nel cielo, questo vi porterà in

posizione invertita.

- Ci si sente un po' come fare un flip su un trampolino,

il più compatto si sta, più veloce sarà la

rotazione.

- Tenere la barra vicino a voi e continuare a spingere

con la testa per atterrare heelside.

- Piegare le ginocchia e attutire l’atterraggio.

- La testa è molto importante in questa manovra,

SUGGERIMENTI:

- Iniziare con l'aquilone un po'

più alto le prime volte, così, se

qualcosa dovesse andare storto

(e potrebbe essere normale, le

prime volte), non sarà poi così

doloroso…

- L'errore più comune è di non

spingere abbastanza con la testa,

ricordatevi sempre di farlo

bene.

- Più invertita la si vuole rendere,

più la spinta deve essere decisa,

e avere addominali forti è

molto importante!


UNHOOKED FRONTROLL

Hai appena imparato due manovre in un giorno!

Ora vai in acqua e divertiti! :-D

Ciao

Alby


202 TRIP

Snowkite in Norvegia

SNOWKITE

IN NORVEGIA

Dopo alcune ottime session sulle Alpi in Novembre, il mese

seguente è stato molto siccitoso e privo di perturbazioni, con

caldo anomalo che ha fatto sciogliere la poca neve presente, 10

giorni prima di Natale le previsioni a lungo termine parlavano

chiaro, niente neve fino a fine anno!

Bisognava trovare un’alternativa, con Valentina abbiamo pensato

alla Norvegia, più precisamente a Haugastol, uno dei tempi

mondiali dello snowkite, non eravamo mai stati lì, e l’idea

di andare ad esplorare un posto nuovo ci piaceva molto…

testo e foto Simone Borgi e Valentina Mellano


204 TRIP

Snowkite in Norvegia

In pochi giorni ho trovato un volo economico diretto

Bergamo-Oslo, poi ho contattato Bjorn, che

con la sua famiglia gestisce l’Haugastol Hotel

poco prima dello spot, con ottimi appartamenti

equipaggiati di tutto.

Lo spot è immenso… inizia poco dopo Haugastol

lungo la R7, la strada che attraversa il plateau

dell’Handargarvidda per oltre 32 km, lungo questa

strada ci sono decine di punti di partenza che

funzionano in base alla direzione del vento, durante

la nostra permanenza il vento ha soffiato

prevalentemente da est/sud-est tutti i giorni, con

intensità per vele da 12 a 7 mt.

Questo luogo è il paese dei balocchi dello snowkite,

davvero immenso, ottimo per il freestyle e per

il backcountry, è un susseguirsi di colline, laghi

ghiacciati, montagne più ripide, ha un potenziale

esplorativo enorme…

Se volete fare molti chilometri col kite e allontanarvi

parecchio dal punto di partenza, è indispensabile

il gps, perdersi o perdere l’orientamento è

molto facile, è preferibile scegliere un giorno di

vento medio-forte che vi permetterà di spostarvi

molto velocemente e avere la certezza di non

rimanere senza vento, con vento leggero lo spot

è più limitato, ma comunque ottimo nei punti più

vicino alla strada.


206 TRIP

Snowkite in Norvegia


In Inverno le temperature possono raggiungere

i -25° gradi, noi per questo, tolto il primo giorno,

siamo stati abbastanza fortunati, i venti da Sud

hanno fatto salire le temperature a un livello accettabile.

Una delle giornate migliori l’ho avuta alla fine della

settimana con vento forte e il mio Frenzy 7mq,

ho fatto una settantina di km attorno agli spot di

Orteren e Lagreid, poi ho trovato un mega half

pipe naturale, dove ho avuto una session freestyle

folle!

La mia vela preferita quest’anno rimane l’Ozone

summit 10 ultra-light, è la perfezione mi permette

di muovermi con pochi nodi di vento e tenere le

raffiche più violente, kite perfetto per freestyle e

freeride…

La Norvegia è davvero un bel posto con paesaggi

fiabeschi, laghi ghiacciati, foreste, piccoli paesini

dispersi con case in legno in legno colorato, sembra

che il tempo si sia fermato e la gente è molto

cordiale.

A presto, Norvegia!

Simo e Vale


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