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DOCUMENTO 2016

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PARTE I – IL QUADRO

PARTE I – IL QUADRO MACROECONOMICO 1. LA CONGIUNTURA INTERNAZIONALE Il DEF 2016, nella prima sezione relativa al Programma di Stabilità, evidenza come nel 2015 il ritmo di crescita dell'economia mondiale abbia mostrato un rallentamento rispetto al 2014, nonostante il sostegno fornito dal calo dei corsi petroliferi. Anche la crescita del commercio mondiale ha mostrato nel 2015 un andamento stagnante. La modesta crescita del PIL e del commercio globale è legata al deterioramento delle prospettive economiche globali, su cui ha pesato in particolare la flessione dei mercati, ed in taluni casi l’entrata in recessione di importanti paesi emergenti, che si è intensificata a seguito del perdurante declino dei prezzi delle materie prime e dell’inasprimento delle condizioni finanziarie. Secondo i dati forniti dalla Commissione europea a febbraio 5 , riportati nel DEF 2016, la crescita del PIL mondiale si sarebbe realizzata ad un tasso del 3,0 per cento, rispetto al 3,3 dell’anno precedente, con il commercio mondiale in aumento del 2,6 per cento, in decelerazione rispetto al 3,4 per cento del 2014 e molto al di sotto della media di lungo periodo. In questo quadro, le prospettive di crescita dell’economia globale si mantengono moderate anche negli anni a venire, al 3,3 per cento nel 2016 e al 3,5 per cento nel 2017. Rispetto a tali andamenti riportati nel DEF - corrispondenti come detto alle ultime previsioni disponibili della Commissione Europea di febbraio - le nuove proiezioni elaborate del Fondo monetario internazionale il 12 aprile scorso, nel nuovo World Economic Outlook, limitano ulteriormente le prospettive di crescita globale. Tabella 1 - Andamento del PIL e del commercio mondiale (variazioni percentuali) 2014 2015 2016 2017 PIL mondiale 3,4 3,1 3,2 3,5 Commercio internazionale 3,5 2,8 3,1 3,8 Fonte: FMI, WEO (12 aprile 2016). La moderata ripresa dell’economia mondiale nel 2015 è caratterizzata dalla tenuta delle maggiori economie avanzate, mentre molte economie emergenti si trovano ad affrontare una prospettiva molto difficile. 5 Commissione europea, Winter Forecast 2016, febbraio 2016. 10

Negli Stati Uniti, nel 2015 la crescita del PIL è stata pari a quella dell’anno precedente (2,4 per cento) con un’ulteriore contrazione del tasso di disoccupazione (sceso su valori minimi, al 4,9 per cento). L’inatteso rallentamento dell’economia mondiale a fine 2015 e la scarsa dinamica degli investimenti hanno spinto la Federal Reserve, dopo la stretta monetaria di dicembre, a lasciare il tasso di riferimento invariato tra lo 0,25 e lo 0,50 per cento e a rivedere al ribasso l’entità degli ulteriori aumenti previsti nel breve termine. In Giappone, il PIL è aumentato dello 0,5 per cento, in accelerazione rispetto al 2014 (0,0 per cento), grazie al contributo positivo del settore estero e dei consumi pubblici. La politica monetaria della Banca del Giappone rimane estremamente accomodante e caratterizzata da tassi su depositi negativi (-0,1 per cento) e un Quantitative Easing pari a 80 trilioni di yen annui. Per quel che riguarda le principali economie emergenti, il quadro congiunturale rimane complessivamente debole, con andamenti assai differenziati tra paesi: all’acuirsi della recessione in Brasile e alle incertezze derivanti dal processo di riequilibrio in corso in Cina si contrappone l’evoluzione positiva della situazione economica in India e l’attenuarsi della caduta del prodotto in Russia. Nel complesso, l’andamento della crescita nei mercati emergenti continua a risultare ancora rallentato rispetto ai ritmi del passato. Le osservazioni di fondo contenute nel documento governativo corrispondono, in sostanza, alle considerazioni contenute nel recente WEO di aprile 2016 dell’FMI, secondo il quale la ripresa dell’economia globale continua, ma con un ritmo lento e sempre più fragile. Negli ultimi mesi si è assistito ad una perdita di slancio della crescita nelle economie avanzate e a continue turbolenze nelle economie dei mercati emergenti e nei paesi a basso reddito. Per quel che riguarda, in particolare, le principali economie emergenti, si rileva un quadro abbastanza diversificato, con alti tassi di crescita in Cina e nella maggior parte dei paesi emergenti dell’Asia, ma le condizioni macroeconomiche sono gravi in Brasile, in Russia, ancora in una recessione, e in una serie di altri paesi esportatori di materia prime. Analoghe considerazioni sono state avanzate dalla Banca Centrale europea, nel Bollettino economico di marzo 2016, che mette in evidenza il rallentamento dell’economia mondiale sul finire dell’anno. Gli andamenti sia nelle economie avanzate sia nelle economie emergenti hanno subito un pronunciato rallentamento nel quarto trimestre del 2015. Tra le principali economie avanzate, esclusa l’area dell’euro, solo il Regno Unito sembra avere mantenuto una crescita robusta e protratta nella seconda metà del 2015. Anche le economie emergenti hanno evidenziato una perdita di slancio nel quarto trimestre. Secondo la BCE, tre fattori fondamentali hanno influenzato le prospettive mondiali: l’inasprimento delle condizioni finanziarie nelle economie emergenti; l’incertezza, riguardo alle prospettive per la Cina; la perdurante debolezza dei prezzi delle materie prime. 11

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