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DOCUMENTO 2016

00970640

1.1 Il consuntivo 2015

1.1 Il consuntivo 2015 L’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni I dati riferiti all’esercizio 2015 resi noti dall’ISTAT 18 attestano un indebitamento netto della PA per il 2015 pari, in valore assoluto, a 42.388 milioni, corrispondente al 2,6 per cento del PIL. Il dato indica un miglioramento rispetto all’anno 2014: in tale esercizio l’indebitamento è infatti risultato pari a 48.936 milioni (3,0% del PIL). Dal confronto fra il 2015 e il 2014 – limitando l’analisi dei soli aggregati che hanno subito le variazioni più rilevanti e osservando i dati in valore assoluto – emerge che concorrono al miglioramento del saldo principalmente: una riduzione degli interessi passivi (-5,9 mld) e delle altre uscite correnti (-4,6 mld) nonché un incremento delle entrate tributarie (+5,0 mld) e dei contributi sociali (+4,2 mld). Dette variazioni sono compensate solo parzialmente da un incremento delle prestazioni sociali (+6,1 mld) e delle spese in conto capitale (+6,5 mld). Più in generale, osservando il recente andamento delle determinanti del saldo, si rileva che: • l’avanzo primario, dopo aver raggiunto l’1,9 per cento del PIL nel 2013 (30,6 miliardi), scende all’1,6 per cento nel 2014 (25,4 miliardi) rimanendo nel 2015 costante all’1,6 per cento del PIL, ma con un peggioramento in valore assoluto (26,1 miliardi); • la spesa per interessi si attesta al 4,2 per cento del PIL (68,4 miliardi), riducendosi ulteriormente rispetto al livello del 2014 (74,3 miliardi pari al 4,6 per cento del PIL) e del 2013 (77,6 mld pari al 4,8 per cento del PIL). Gli andamenti delle predette voci sono esaminati distintamente nei successivi capitoli. Il dato di consuntivo riportato dal DEF risulta sostanzialmente in linea, in valore assoluto rispetto alle stime della Nota tecnico-illustrativa della legge di stabilità 2016 (NTI) 19 ,. Infatti la NTI, pubblicata all’inizio dell’anno, valutava l’indebitamento netto in 42.820 milioni, con un’incidenza sul PIL sempre pari al 2,6%. 18 19 Si vedano i comunicati Istat “PIL e indebitamento Ap - Prodotto interno lordo, indebitamento netto e saldo primario delle Amministrazioni pubbliche”, del 1° marzo 2016 e “IV trimestre 2015 - Conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche”, del 4 aprile 2016. NTI – Conto economico delle amministrazioni pubbliche, quadro programmatico. 52

Le entrate Rispetto all’anno 2014, nel 2015 le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche hanno registrato, in valore nominale, un incremento di 7,4 miliardi di euro (da 776,6 miliardi a 784,0 miliardi di euro). Tuttavia, poiché tale incremento risulta proporzionalmente inferiore a quello del PIL, l’andamento delle entrate rispetto al prodotto evidenzia una riduzione. Infatti, le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL registrano una contrazione, attestandosi al 47,9% del PIL (-0,3 per cento rispetto al 2014 20 ). Le entrate correnti registrano, rispetto al 2014, un incremento, in termini nominali, di circa 9,2 mld (+1,2%) determinato in via prevalente dall’aumento dei contributi sociali (+2%) e delle imposte dirette (+1,9%). Le imposte indirette evidenziano un andamento crescente, ma più contenuto, pari a circa lo 0,5%. Il DEF afferma che la dinamica delle imposte dirette (che passano da 237,9 miliardi nel 2014 a 242,4 miliardi nel 2015) è imputabile in buona parte alle ritenute IRPEF sui redditi da lavoro dipendente; tale incremento, viene precisato, è determinato sia da un andamento favorevole dell’economia rispetto al 2014 sia, in parte, dalle nuove modalità di imputazione dei rimborsi dei crediti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi effettuate tramite sostituto d’imposta. A decorrere dal 2015 21 , infatti, i sostituti d’imposta devono indicare, nel modello di versamento F24, il totale delle ritenute da versare e il totale delle compensazioni da operare a fronte dei rimborsi effettuati; nella previgente normativa, invece, veniva versato ed indicato direttamente il saldo tra le due voci. Dati di raffronto sono ricavabili anche dal Bollettino delle entrate tributarie erariali (anno 2015) che peraltro utilizza criteri in parte non omogenei di contabilizzazione delle entrate. Il Bollettino evidenzia che il gettito relativo alle ritenute da lavoro dipendente nel settore privato risulta incrementato, nel 2015 rispetto al 2014, del 17,5% (passando da 64,8 mld a 76,2 mld) mentre quello del settore pubblico è rimasto sostanzialmente invariato (65 mld circa). Secondo quanto indicato nel medesimo Bollettino la nuova modalità di compensazione dei rimborsi comporta un incremento dell’IRPEF versata e un incremento delle compensazioni dello stesso ammontare (pari a 8.902 milioni, rispetto ad un incremento complessivo delle ritenute di lavoro dipendente pari ad oltre 11 miliardi di euro). Dai dati disponibili non è tuttavia possibile desumere in quale misura gli importi indicati concorrano a determinare la variazione netta di entrata registrata nel 2015 rispetto al 2014. 20 21 Il DEF riporta una riduzione di 0,2 per cento, probabilmente per l’effetto di arrotondamenti. Articolo 15 del decreto legislativo n. 175 del 2014 (c.d. semplificazione fiscale). 53

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