Nastro Verde: calendario 2013, “Le missioni all’estero”

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LEX

Associazione Nazionale

Decorati Medaglia d’Oro Mauriziana

Nastro Verde

2013

Calendario storico

Le missioni

all’estero

A cura della Sezione Regione Veneto


P R O T E T T O R E D E L L E N O S T R E A R M I

I Vertici Militari e della Polizia e relative associazioni

Capo delle Forze Armate

Il Presidente della Repubblica Italiana

Giorgio NAPOLITANO

Ministro della Difesa:

Ammiraglio Giampaolo DI PAOLA

LEX

Capo S.M. della Difesa:

Generale

Biagio ABRATE

Capo S.M. dell’Esercito Italiano:

Generale Claudio GRAZIANO

Capo S.M. della Marina Militare:

Ammiraglio Luigi BINELLI MANTELLI

Capo S.M.dell’Aeronautica Militare:

Generale Giuseppe BERNARDIS

Comandante Generale

dell’Arma dei Carabinieri:

Generale Leonardo GALLITELLI

Comandante Generale

della Guardia di Finanza:

Generale Saverio CAPOLUPO

Capo della Polizia di Stato:

Prefetto Antonio MANGANELLI

Presidente Nazionale

Associazioni d’Arma

Generale Mario BUSCEMI

Rappresentante Nazionale

Associazioni Esercito

Generale Maurizio CIGOLIN

Presidente Nazionale

Associazione Marinai

Ammiraglio Paolo PAGNOTTELLA

Presidente Nazionale

Associazione Arma Aeronautica

Generale Gianbortolo PARISI

Presidente Nazionale

Associazione Carabinieri

Generale Libero LO SARDO

Presidente Nazionale

Associazione Finanzieri

Generale Giovanni VERDICCHIO

Presidente Nazionale

Associazione Polizia di Stato

Dottor Claudio SAVARESE

S. MAURIZIO

ASSOCIAZIONE NAZIONALE “NASTRO VERDE”

Presidenza Nazionale

Roma - Via Labicana, 15

Presidente: Gen. C. A. [CC] Luigi FEDERICI

Segretario: Ten. [CC] Luigi Tommaso COCCO

Coordinamento Interregionale Centro Nord

Vicenza - Via Calvi, 58 • 0444 304836 • e-mail: nastroverdeveneto@alice.it

V. Presidente Nazionale Vicario: Gen. B. (CC) Nando R. ANIBALLI

Segretario: Mar. 1ª Cl. Sc. (AM) Franco FILIPOZZI

Coordinamento Interregionale Centro Sud

Taranto - Via Cugini, 1 • 099 7723012 • e-mail: nastroverdeta@libero.it

V. Presidente Nazionale: Cap. Fr. (MM) Carmelo SANGIORGIO

Segretario: Aiut. (MM) Vincenzo NICOTERA

Coordinamento Regionale per la Sicilia

Palermo - Piazza S. Francesco di Paola, 37 • e-mail: enrico33@inwind.it

Coordinatore: Gen. D. (CC) Enrico FRASCA

Segretario: S.Ten. (CC) Giovanni SANFILIPPO

IN ALLEGATO L’ALBO NAZIONALE DEI SOCI 2013


Le missioni all’estero

Un grande Paese come l’Italia non può isolarsi dal contesto internazionale quando l’ONU,

l’Unione Europea o la NATO chiedono un concorso per far fronte a macroemergenze

internazionali umanitarie come: la pacificazione nelle aree di crisi, l’interposizione tra

fazioni in conflitto fra loro, la difesa dei diritti umani e l’aiuto alle popolazioni colpite da

grandi calamità.

Ecco perché nelle diverse aree di crisi del mondo operano uomini straordinari

dell’Esercito, dei Carabinieri, della Marina, dell’Aeronautica, della Guardia di Finanza

e della Polizia di Stato. E la loro opera sia sotto il profilo operativo, sia sotto

il profilo umano ha avuto un incondizionato riconoscimento internazionale.

Ecco perché l’Associazione Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana

Nastro Verde” ha voluto dedicare questo calendario alle “Missioni di

Pace”. Anzitutto per onorare i tanti Caduti che portiamo nel cuore e

poi per ricordare ai giovani oggi impegnati in missione che non sono

soli e che vecchi soldati come noi sono orgogliosi del loro impegno.

Il Presidente Nazionale

Generale [CC] Luigi Federici

Le Forze Armate italiane nelle operazioni di sostegno della pace nel mondo

Il 26 agosto dello scorso anno ricorreva il trentennale da

quando i Bersaglieri del 2° Battaglione “GOVERNOLO”,

sbarcavano a Beirut dando inizio al primo intervento,

in armi, dell’Esercito italiano fuori dai confini nazionali

dalla fine della 2^ Guerra Mondiale. È la Missione nota

come “Libano 1” per distinguerla dalla “Libano 2”, altra

missione effettuata sempre in Libano pochi giorni dopo

la conclusione della precedente. Sono queste, due missioni

di “Peace Keeping” dalle svariate “Operazioni di Sostegno

della Pace” (Peace Support Operations – PSOs) di

vario tipo che negli anni seguenti vedranno impegnate

le nostre Forze Armate.

Il concetto di “Operazioni di Sostegno della Pace” (Peace

Support Operations – PSOs-) è nato nell’ambito delle Nazioni

Unite e con tale termine si includono tutte le forme

di interventi civili e militari tendenti alla prevenzione, gestione

e soluzione di situazioni di crisi internazionali.

La partecipazione alle Operazioni di Sostegno alla Pace

rappresenta oggi uno dei mezzi più efficaci ed incisivi

di politica estera per una Nazione e conferisce concretezza

alla sua politica di sicurezza. L’Italia, dopo un lungo

periodo di “non presenza” dovuto alla sua politica estera

pesantemente condizionata da quella interna, si è via via

resa sempre più visibile passando a ricoprire il ruolo

internazionale che gli spetta fra le potenze mondiali che

“contano” e diventando punto di riferimento dei partner

internazionali nella condotta di difficili operazioni

di “Peace Keeping”.

Già prima degli anni ’80 numerose altre missioni, hanno

precedute queste di cui s’è fatto cenno. L’Italia, infatti,

già nel periodo 1958 1978 ha partecipato alla maggiore

parte delle missioni di pace nei quattro angoli del mondo,

intervenendo all’ombra della Bandiera dell’ ONU ma

esclusivamente con nuclei di pochi uomini disarmati in

veste di “osservatori”.

Sarà però il 1980 a segnare lo spartiacque fra queste presenze

e quelle armate ed agguerrite quando, nell’ambito

dei chiari “indirizzi di politica militare”, formulati per la

prima volta nella storia repubblicana, il concetto di “difesa

nazionale” delinea per l’Italia uno scenario politicomilitare

non più strettamente legato all’Alleanza Atlantica.


“Concetto” che individua nel Mediterraneo un’area di elevato

rischio per gli interessi dei singoli Stati della NATO,

anche in presenza di situazioni che non potrebbero legittimamente

coinvolgere l’Alleanza in quanto tale, ma solo

alcuni suoi membri dove, però, l’importanza del ruolo internazionale

dell’Italia risalterebbe comunque per la sua

posizione geografica dominante nel Mediterraneo.

Al seguito di tali cambiamenti, la partecipazione dell’Italia

ad Operazioni di Sostegno della Pace non ha più, o soltanto,

valore in quanto contributo alla stabilità internazionale

ma anche e soprattutto quale strumento per la salvaguardia

degli interessi nazionali.

Ed è per questo che in questi tre ultimi decenni si sono

viste le nostre FF. AA. sempre più in prima linea a fianco, di

eserciti di altri Paesi, dimostrando una particolare capacità

operativa – apprezzata dai nostri partner internazionali

- nel sapere gestire con diplomazia, ma anche con la dovuta

fermezza, varie situazioni di crisi in varie parti del mondo.

In tale contesto si inserisce la partecipazione di due

Contingenti inviati dall’Italia in Libano nei primi anni ’80.

A determinare il primo l’intervento delle FF. AA. italiane

in Libano inviando a Beirut il Contingente “GOVERNO-

LO” (Missione “Libano 1”) è l’ esplosiva situazione libanese

venutasi a creare dopo cinque anni di lotte interne

fra le milizie mussulmane e cristiano maronite acuita e

resa non più governabile dalla presenza sul territorio di

migliaia di palestinesi e dei militari siriani della Forza di

Dissuasione Araba (A. D.F.). Situazione di estrema delicatezza

per la sicurezza di Israele che, per salvaguardare il

proprio territorio dalle continue incursioni palestinesi

provenienti dal Libano, nell’ estate del 1982 dette il via

all’ operazione “PACE IN GALILEA” che si conclude dopo

soli cinque giorni asserragliando nella parte Ovest di Beirut

circa 10.000 armati fra siriani, milizie musulmane e

palestinesi dell’OLP. Sui Fedayn di Yasser Arafat, in particolare,

incombeva il pericolo di annientamento da parte

dell’Esercito ebraico che, attuandolo, avrebbe potuto

provocare il coinvolgimento diretto di altre Potenze con

l’inevitabile allargamento della crisi nell’area mediterranea.

Fallito il tentativo di inviare una forza dell’ ONU per

il veto posto dal Consiglio di Sicurezza, le parti interessate

accettano la presenza di una Forza Multinazionale

di Pace formata da Contingenti appartenenti a Francia,

Italia e Stati Uniti per attuare l’evacuazione delle forze

asserragliate in Beirut Ovest.

Per questa missione (“LIBANO 1”), l’Italia ha inviato a Beirut

un contingente, partito da Legnano, forte di 600 uomini

(Bersaglieri, Carabinieri, Genieri e supporti delle trasmissioni

ed organi logistici). ITALCON “GOVERNOLO”,

inviato in Libano con un “Mandato” internazionale di un

mese aveva i compiti di:

• interporsi fra i belligeranti nel settore che gli sarà assegnato;

• garantire la sicurezza fisica del personale palestinese in

partenza da Beirut scortandoli fino in Siria;

• assicurare l’incolumità degli altri abitanti della città;

• favorire il ripristino della sovranità del Governo libanese

nella regione di Beirut.

Beirut veniva “svuotata” ancor prima della scadenza del

“Mandato” ed il Contingente rientrava in Italia dopo aver:

• scortato fino in Siria 952 mezzi ruotati e cingolati di vario

tipo e portato in salvo 6509 palestinesi e circa 3000

soldati siriani;

• scongiurato che la crisi si allargasse nell’area mediterranea;

• assicurato assistenza sanitaria alla popolazione civile.

Il secondo intervento italiano in Libano (Missione “Libano

2”) si rende necessario dopo pochi giorni dal termine

dell’ Operazione “Libano 1”. Quattro giorni dopo il rientro

dei Bersaglieri in Patria infatti, a Beirut avviene il massacro

di palestinesi nei campi di Sabra e Chatila da parte della

sua Falange Maronita per vendicare l’uccisione del suo

capo Beshir Gemayel, neo eletto Presidente del Libano.

Ed è proprio grazie al pieno successo riscosso dai nostri

militari nella prima operazione, che il ritorno del nostro

Esercito a Beirut è stato richiesto a gran voce dalle autorità

internazionali.

Questa volta il Contingente (Raggruppamento Italiano in

Libano” è inizialmente formato dalla stessa Unità partita

da Legnano, da un Battaglione di Paracadutisti ed dal Battaglione

S. Marco della MM per complessivi 2100 fra bersaglieri,

parà, carabinieri e marò. Il Contingente rimane a

Beirut 18 mesi con i compiti di:

• presidiare il territorio nel settore di competenza;

• proteggere i campi palestinesi di Sabra/Shatila e di Borj

el Brajné;

• garantire la sicurezza della capitale;

• creare le premesse per un rafforzamento della sovranità

del governo legittimo di quel paese.

La 2^ Missione si conclude il 26 febbraio 1984 ed in questi

17 mesi in Libano si sono avvicendati 10 Battaglioni per

complessivi 8115 Militari di cui 495 Ufficiali, 1150 Sottufficiali

e 6470 Soldati, Carabinieri Marò’ e 130 Infermiere


1) IN MEDIO ORIENTE:

• la MFO (Multinational Force & Observers-Forza di Osservazione

Terrestre e Navale). La missione ha inizio nel marzo

del 1982 e l’ Italia ha preso parte alla missione con 4

navi della MM. per dare attuazione al Trattato di pace fra

Egitto ed Israele, firmato a Washington il 26 marzo 1979;

• UNIIMOG (Unied Nations Iran-Iraq Military Observer

Group – Gruppo di Osservazione Militari delle Nazioni

Unite in Iran es Iraq). La missione ha avuto luogo

dal 20 agosto 1988 al 28 febbraio 1991. L’Italia è intervenuta

con 15 Ufficiali Osservatori con il compito di

verificare e supervisionare il cessate il fuoco ed il ritiro

di tutte le forze entro i confini internazionalmente

riconosciuti.

Volontarie della Croce Rossa italiana… Nell’assolvimento

del dovere il Contingente ha avuto:

• un Caduto: il Marò Filippo MONTESI del btg. “S. Marco”

della MM;

• 75 feriti.

La professionalità dimostrata, ed il valore profuso durante

le due missioni oltre essere ampiamente riconosciuti dalla

comunità internazionale ha fatto si che le Bandiere di

Guerra del 2° Battaglione Bersaglieri “GOVERNOLO” (Missione

“Libano 1”) e quella del “Raggruppamento Italiano

in Libano” (Missione “Libano 2”) venissero insignite con la

decorazione dell’ORDINE MILITARE d’ITALIA.

Le Missioni “Libano 1” e “Libano 2” sono state le

uniche missioni decise, organizzate e condotte dalle

Forze Armate Italiane e quindi condotte all’Ombra

del Tricolore.

Dopo la partecipazione all’Operazione in Libano, inizia

un nuovo periodo contrassegnato da una maggiore consapevolezza

politica sul ruolo esercitabile dall’Italia nel

consesso internazionale. Grazie al pieno successo delle

missioni “Libano 1”e“Libano 2”, aumenta il prestigio internazionale

dell’Italia e i suoi impegni nelle PSOs. Dopo

il LIBANO infatti, i nostri Reparti sono destinati a rendersi

protagonisti e riscuotere il plauso internazionale in SO-

MALIA, ALBANIA, BOSNIA, KOSOVO, TIMOR EST, IRAQ in

AFGHANISTAN ed ancora in LIBANO.

Tuttavia siamo ancora in piena “guerra fredda” e, per quanto

riguarda l’attività di Operazioni di Sostegno della Pace

indette dall’ONU lo scenario permarrà ancora a lungo praticamente

immutato rispetto al citato periodo 1958-1978

e la partecipazione dell’Italia per il momento si manterrà

ancora limitata a compiti di osservazione, controlli ed assistenza

umanitaria. Delle 7 missioni di “osservatori” intraprese

durante il citato ventennio, rimarranno attive solo tre che

nel 1980 saranno incrementate dalle seguenti altre cinque:

2) IN AFRICA: UNTAG (United Nations Transition Assistence

Group – Gruppo Delle Nazioni Unite Per l’Assistenza

alla Tranizione). Iniziata il 1° aprile 1989 e si è

conclusa il 21 marzo 1990 con lo scopo di assicurare

la prima fase dell’indipendenza della Namibia attraverso

elezioni libere ed eque svolte sotto la supervisione

ed il controllo delle Nazione Unite. Hanno partecipato

4.500 militari, 1.500 poliziotti e 2000 civili. Di questi

gli italiani erano in 107 tra Ufficiali, Sottufficiali, Carabinieri

e Soldati, supportati da 8 elicotteri.

3) IN ASIA:

• UNOCHA-SALAAM (Humanitarian Assistence To Afghanistan

– Assistenza Umanitaria in Afghanistan): si

svolge negli anni 1989 – 1990 e l’Italia partecipa con

14 fra Ufficiali e Sottufficiali istruttori per le attività di

sminamento;

• UNMOGIP (United Nations Militry Observer Group

In India And Pakitan – Gruppo Di Osservatori Militari

Delle N. U. in India e Pakistan): Costituita nel gennaio

1949 per supervisionare il cessate il fuoco tra India e

Pakistan nello stato dello di Jammu d Kashmir. L’ Italia

partecipa dal luglio 1959 con 7 Osservatori.

Nel 1989 però, cade il “muro” e secondo l’espressione

a suo tempo usate dai mass media, è “scoppiata la

pace”. Contrariamente alle previsioni ottimistiche, però,

le “frizioni” internazionali aumentano perché dalla compattezza

dei blocchi si passa alla frammentazione

degli Stati che subito ricercano e perseguono la propria

identità culturale, etnica e religiosa. E l’impegno delle

FF. AA. diventa massimo perché di fronte a questo nuovo

scenario internazionale così frammentato e conflittuale, la

“domanda” di stabilità aumenta e viene ora ad interessare

non solo all’ONU ma anche alle altre Organizzazioni Internazionali:

OSCE, UE, OSA, NATO, Lega araba ecc. che in

tale modo acquistano un rilievo ed un prestigio mai avuto

prima. In particolare la NATO cambia la sua strategia: non

più solo difensiva ma anche interventista in qualsiasi

area fuori da quella tradizionalmente “coperta” dal “trattato”,

dove l’insorgere di stati di “crisi” o situazioni conflittuali,

possano compromettere la sicurezza mondiale.

È senza alcun dubbio che è proprio dopo la “caduta del

muro”, che le nostre FF. AA. vengono massicciamente impiegate

nei quattro angoli del mondo. Vediamone le più

importanti in ordine cronologico:

1) IN MEDIO ORIENTE

• 1990: partecipazione di 10 “Tornado” nella “DE-

SERT STORM” voluta dall’ ONU per liberare il Kuwait

dall’invasione dell’Iraq di Saddam Hussein;


1991: l’Italia interviene con due Contingenti: “AIRONE 1”

ed “AIRONE 2”. Il primo opererà da maggio a luglio 1991,

con 1700 paracadutisti della “Folgore” con 10 elicotteri

da trasporto, ha fornito assistenza e sicurezza ai kurdi

rifugiati sui monti per sfuggire alla repressione irakena.

Il secondo agevolerà il rientro dei Kurdi ai loro villaggi;

2) NEI BALCANI: “ITALFOR PELLICANO” dal settembre

1991 al dicembre 1993.

Trattasi di una operazione umanitaria al fine di eliminare

le condizioni di indigenza esistenti, che avevano

provocato l’emigrazione clandestina di alcune decine

di migliaia di albanesi in Italia dove hanno trovato assistenza

ed impedire, quindi, altri esodi verso la Penisola.

L’operazione umanitaria sulla base degli accordi tra il

Governo italiano e quello albanese, scatta il 18 settembre

e nei due anni della sua durata, vedrà l’avvicendamento

di oltre 5000 uomini dell’Esercito.

3) AFRICA: nel biennio 1993 – 1994 le nostre FF. AA. affermano

la loro presenza in Operazioni di Sostegno

della Pace in MOZAMBICO ed in SOMALIA.

• UNOMOZ (United Nations Operations In Mozambique

– Operazioni Delle Nazioni Unite in Mozambbico):

costituita per facilitare l’attuazione dell’Accordo

Generale di Pace, firmato il 4 ottobre 1992 a Roma dal

Presidente del Mozambico e dal Presidente della Resistenza

Nazionale Mozambicana (RENAMO).

Nell’Operazione denominata “ALBATROZ”, si sono avvicendate

le Brigate Alpine “Taurinense” e la “Julia” impiegando,

nell’arco della missione 4734 alpini. Durante

questa operazione abbiamo avuto due il decesso di

due piloti di un SM 1092 caduti con il velivolo durante

un volo di ricognizione.

• UNOSOM II (United Nations Operation in Somalia

II– Seconda Operazione Delle N. U. in Somalia SE-

CONDA OPERAZIONE DELLE N. U. IN SOMALIA):

costituita per subentrare alla UNITAF – una forza

multinazionale organizzata dagli Stati Uniti – che,

nel dicembre 1992, era stata autorizzata dal Consiglio

di Sicurezza ad usare “tutti i mezzi necessari” al

fine di ricreare un ambiente sicuro per le operazioni

umanitarie in Somalia. A tale scopo, UNOSOM II

ha cercato di completare, mediante il disarmo e la

riconciliazione, il compito iniziato dall’UNITAF per

ripristinare pace, stabilità, legge ed ordine nel Paese.

Nel febbraio 1994, dopo numerosi attacchi ed incidenti

contro i soldati delle N. U., il Consiglio di Sicurezza

ha rivisto il mandato di UNOSOM II escludendo l’utilizzo

di metodi coercitivi.

Nell’Operazione, denominata “IBIS” si è avvicendato

personale appartenente a 7 Brigate (“Folgore”, “Legnano”,

“Friuli”, “Centauro”; “Ariete” e “Gorizia”, “Granatieri

di Sardegna” ed a Supporti di vario tipo (Cavalleria,

Aviazione dell’Esercito), e fra questi anche i Bersaglieri

del 2° Reggimento di Legnano e del 3° di Milano.

Complessivamente hanno partecipato:

presenza media

Esercito e Carabinieri 11.624 2.400

Marina Militare 3.496 375

Aeronautica Militare 734 45

Croce Rossa 112 9

Mezzi impiegati:

Ruotati 2.755

Cingolati 306

Elicotteri 23

Aerei 1

4) OCEANIA

• TIMOR EST: OPERAZIONE “INTERFET” 1999 Dopo il

referendum che ha dato l’indipendenza di Timor Est

dall’Indonesia, è intervenuta una FM per porre termine

ai massacri di Cristiani ad opera dei Mussulmani.

L’Italia ha partecipato con una forza composta da:

Esercito 200

Carabinieri 50

Marina Militare 300

Aeronautica Militare 40

DAL DICEMBRE 1995 L’ITALIA

DA GREGARIO A LEADER

D’ora in avanti gli avvenimenti internazionali che richiedono

interventi esterni di PSOs si presentano con una

maggior frequenza e pericolosità, specie nell’area BAL-

CANICA per noi di grande interesse principalmente per

causa della sua vicinanza.


Infatti, nella fase di “smembramento” dell’ Yuguslavia, i

conflitti che si sono succeduti in Serbia, Slovenia, Croazia,

Bosnia, Montenegro, Kosovo e in minor misura in Albania

ed in Macedonia, sono stati causa di inauditi massacri, pulizie

etniche, migrazioni di decine di migliaia di profughi

verso l’Albania e la Macedonia.

L’ ONU interviene nel tentativo di fare cessare i conflitti

nelle citate regioni, con varie missioni coordinate da

UNOPROFOR che fallisce nel suo intento e lascia sul terreno

200 caduti “Caschi Blu”. Interviene la NATO e la pace

viene imposta (“Pece Enforcing”) con l’intervento delle

Forze Aeree della NATO. Quindi, affinché venissero attuati

gli accordi di pace firmati tra i Governi di SERBIA, CROA-

ZIA e BOSNIA-ERZEGOVINA, e garantisse libertà di transito

e di movimento di civili fra le regioni, viene organizzata

una grande forza di “mantenimento della pace“(“Peace

Keeping”) che, sotto Comando della NATO, si schiererà

in BOSNIA.

Si tratta della IFOR (IMPLEMENTATION FORCE), conosciuta

anche come “JOINT ENDEAAVOR” era forte di 60.000

soldati di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Canada,

Danimarca, Germania, Grecia, Turchia, Spagna, Olanda,

Portogallo, Islanda (10 persone) e numerose Nazioni non

NATO. L’Italia è intervenuta con 2300 soldati.

Nel 1996 la IFOR verrà sostituita dalla SFOR (FORZA DI

STABILIZZAZIONE), di entità inferiore (31.000 uomini)

con il compito di prevenire l’insorgere di focolai di tensione

dopo il ritiro della IFOR. La partecipazione italiana

alla SFOR, sarà di 1800 soldati.

Attualmente (dati ufficiali dello SME aggiornati al

30 giugno 2012) le nostre FF. AA. sono presenti in

27 Paesi sparsi in 4 Regioni geografiche ed i 6.759

militari impegnati nelle 25 missioni in atto (autorizzate

dalla legge n. 13 del 24 febbraio 2012), operano

per nuclei di “Osservatori” dell’ONU in 22 di queste

e con agguerriti Reparti in

armi in tre. In particolare:

NATO. In tale quadro, pur mantenendo le responsabilità

assunte nell’area della capitale Kabul, l’Italia ha

preso la responsabilità di uno dei cinque settori regionali,

il Regional Command West, in cui l’ Afghanistan è

stato suddiviso.

Nell’ambito della rotazione dei Comandi NATO per la

condotta di ISAF. L’Italia ha avuto la leadership dell’

ISAF VIII, schierando il Comando NRDC-IT (NATO Rapid

Deployable Corps-Italy) al Comando del Generale

di Corpo d’Armata Mauro Del Vecchio. Dal 4 febbraio

2007 la leadership di ISAF X è assunta da comandi

“composite”, formato da personale di staff provenienti

dagli Standing HQ della NATO (NRDC e ARRC) nonché

da personale delle Nazioni che contribuiscono

all’operazione.

L’ISAF, che opera sulla base di un Military Tecnical

Agreement (MTA) siglato dalle Autorità afghane, comprende

militari appartenenti a 38 Nazioni.

L’Italia attualmente (dati SME 30 giugno 2012) è

presente con 4022 militari delle proprie FF. AA.

2) KOSOVO - KFOR

La forza di intervento che a seguito della campagna

aerea è entrata e si è dislocata in Kosovo è denominata

Kosovo FORce (KFOR).

L’Italia partecipa alla Forza sotto comando NATO con

una Multi national Task Force – West (MNTF-W), insieme

a Spagna, Ungheria, Slovenia e Romania. L’area di

responsabilità affidata alla MNTF – W è il settore Ovest

del Kosovo.

La Missione Internazionale a guida NATO è stata autorizzata

dalla Risoluzione n. 1244 del Consiglio di

Sicurezza delle Nazioni Unite il 10 giugno 1999. La

Missione, nell’ambito delle operazioni a guida NATO

MISSIONI NATO

1) AFGHANISTAN - ISAF

(ITALFOR KABUL e RC-W)

La forza di intervento denominate

“International

Security Assistence Force”,

ha il compito di garantire

un ambiente sicuro a tutela

dell’Autorità afghana che

si è insediata a Kabul il 22

dicembre 2001 a seguito

della Risoluzione n. 1386

del Consiglio di Sicurezza

delle Nazioni Unite del 20

dicembre 2001.

Iniziata come Missione

Multinazionale, dall’agosto

2003 il Contingente è passato

alle dipendenze della


in corso di svolgimento nella

Joint Operation Area (JOA)

e nel quadro di una progressiva

riduzione della

presenza militare, allo

svolgimento di una azione

di presenza e deterrenza

che mantenga un

ambiente sicuro ed impedisca

il ricorso alla violenza,

contribuendo, nel contempo,

al consolidamento della pace ed il

processo di crescita civile. La forza della Missione è di

circa 16.000 uomini appartenenti a 34 Nazioni.

L’Italia partecipa con 1.079 militari (dati SME 30

giugno 2012).

Dal 1979 opera in Libano uno Squadrone Elicotteri

della Cavalleria dell’Aria nell’ambito della Forza UNI-

FIL (United Nations Interim Forces in Lebanon).

Essa viene costituita in seguito agli avvenimenti del

marzo 1978 quando lo Stato d’Israele stanco delle

continue incursioni provenienti dal territorio libanese

decide di invadere il Libano fino al fiume Litani. Il

Consiglio di Sicurezza dell’ONU deliberò l’immediato

invio di un contingente militare di 4.000 uomini con

il compito di interporsi tra le forze palestinesi e le forze

israeliane che, terminata l’azione dimostrativa, erano

arretrate nei propri confini lasciando una fascia di

circa 10 km a garanzia di eventuali sorprese. La zona

dove è dislocata la forza di interposizione ONU è delimitata

a nord dal fiume Litani, ad est dall’altipiano

del Golan (congiungendosi con il contingente Undof

che presidia il confine siro-israeliano), a sud dalla zona

profonda 10 km dal confine israeliano, ad ovest dal

Mar Mediterraneo.

Questa zona nel corso degli anni è stata teatro di scontri

tra le opposte fazioni in cui hanno perso la vita

170 caschi blu. Il contingente italiano, su base interforze,

è operante in Libano dal luglio 1979. I compiti

dell’unità sono quelli di ricognizione, ricerca e soccorso,

trasporto sanitario e collegamento. L’attività non

conosce soste e viene svolta sia di giorno che di notte.

MISSIONI ONU - LIBANO

1) UNIFIL (OPERAZIONE “LEONTE”)

La missione UNIFIL è nata con la Risoluzione 425

adottata in data 19 marzo 1978 da parte del Consiglio

di Sicurezza delle Nazioni Unite, a seguito dell’invasione

del Libano da parte di Israele (marzo 1978).

Successive Risoluzioni hanno prorogato, con cadenza

semestrale. In seguito, dopo i lunghi giorni di guerra

dell’estate 2006, con la Risoluzione n. 1701 dell’11

agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha previsto

il potenziamento del contingente militare UNI-

FIL fino a un massimo di 15.000 uomini, da schierare

in Libano in fasi successive, espandendo l’area di operazioni

a tutto il territorio libanese a sud del fiume

Litani. La nuova Missione viene denominata “UNIFIL

2” per distinguerla dalla precedente Missione ed il Comando

viene affidato al Generale di Divisione Claudio

Graziano, attuale Capo di SME.

“UNIFIL 2” è formata da Contingenti di 30 Nazioni

e l’Italia ne detiene il primato con circa 3000 uomini

delle nostre FF. AA. Il nostro Contingente prende

il nome di Leonte, termine libanese “al-Litani” che è

il più grande fiume del Libano e che delimita l’area

in cui il contingente italiano opera. Attualmente il

Contingente italiano “Leonte” dispone di 1.100

militari (dati SME 30 giugno 2012).

2) UNIFIL – ITALAIR

In questo preciso momento, fuori dai confini della Patria

vi sono più di 4022 militari delle nostre FF. AA…

Sono sparsi fra i quattro Continenti, impegnati a:

• SEPARARE CONTENDENTI IN LOTTA;

• FORNIRE SICUREZZA ALLE POPOLAZIONI CIVILI;

• BONIFICARE IL TERRENO DALLE MINE;

• RIMETTERE IN EFFICIENZA LA VIABILITÀ STRADALE

E FERROVIARIA DISTRUTTA NEL CONFLITTO;

• DISTRIBUIRE GENERI DI PRIMA NECESSITÀ;

• ACCOGLIERE E ASSISTERE I PROFUGHI;

• FORNIRE ASSISTENZA SANITARIA;

• RIAPRIRE OSPEDALI E SCUOLE;

• COMBATTERE IL TERRORISMO:

• CREARE LA PACE E LA DIFENDONO E…

MANTENERE LA GUERRA LONTANA DALLE NOSTRE

CASE.

ANCHE SE LE SPOs SONO OPERAZIONI CHE PARLANO

DI PACE, IL PREZZO PAGATO NELL’ASSOLVIMENTO DEL

DOVERE È QUANTIFICATO CON:

168 CADUTI.

A cura del Bersagliere Gen. Div. Bruno Tosetti,

Mauriziano della Sezione Lombardia


GENNAIO FEBBRAIO MARZO

M 1 Maria Madre di Dio

M 2 Ss. Basilio e Gregorio

G 3 S. Genoveffa vergine

V 4 S. Fausta martire

S 5 S. Amelia vergine

D 6 Epifania del Signore

L 7 S. Raimondo de Peñafort

M 8 S. Severino abate

M 9 S. Giuliano

G 10 S. Aldo eremita

V 11 S. Igino papa

S 12 S. Modesto martire

D 13 Battesimo del Signore

L 14 S. Felice da Nola

M 15 S. Mauro abate

M 16 S. Marcello papa

G 17 S. Antonio abate

V 18 S. Prisca vergine

S 19 S. Mario martire

D 20 Ss. Fabiano e Sebastiano

L 21 S. Agnese vergine

M 22 S. Vincenzo diacono

M 23 S. Emerenziana martire

G 24 S. Francesco di Sales

V 25 Conversione di S. Paolo

S 26 Ss. Tito e Timoteo

D 27 S. Angela Merici

L 28 S. Tommaso d’Aquino

M 29 S. Costanzo martire

M 30 S. Martina martire

G 31 S. Giovanni Bosco

V 1 S. Verdiana vergine

S 2 Presentazione di Gesù

D 3 S. Biagio vescovo

L 4 S. Gilberto abate

M 5 S. Agata vergine

M

G 7 S. Teodoro martire

V 8 S. Girolamo Emiliani

S 9 S. Apollonia vergine

D 10 S. Scolastica vergine

L 11 Madonna di Lourdes

M 12 S. Eulalia martire

M 13 Le Sacre Ceneri

G 14 S. Valentino martire

V 15 Ss. Faustino e Giovita

S 16 S. Giuliana vergine

D 17 I di Quaresima

L 18 S. Simone vescovo

M 19 S. Corrado eremita

M 20 S. Eleuterio vescovo

G 21 S. Pier Damiani vescovo

V 22 Cattedra di S. Pietro

S 23 S. Policarpo vescovo

D 24 II di Quaresima

L 25 S. Cesario confessore

M 26 S. Nestore vescovo

M 27 S. Leandro vescovo

G 28 S. Osvaldo vescovo

6 Ss. Paolo Miki e compagni

V 1 S. Albino vescovo

S 2 S. Eraclio martire

D 3 III di Quaresima

L 4 S. Casimiro re

M 5 S. Adriano martire

M 6 Ss. Vittore e Vittorino

G 7 Ss. Perpetua e Felicita

V 8 S. Giovanni di Dio

S 9 S. Francesca Romana

D 10 IV di Quaresima

L 11 S. Costantino vescovo

M 12 S. Massimiliano martire

M 13 S. Eufrasia

G 14 S. Matilde regina

V 15 S. Luisa

S 16 S. Eriberto vescovo

D 17 V di Quaresima

L 18 S. Cirillo vescovo

M 19 S. Giuseppe

M 20 S. Claudia martire

G 21 S. Serapione vescovo

V 22 S. Benvenuto vescovo

S 23 S. Turibio vescovo

D 24 Le Palme

L 25 Annunciazione di Gesù

M 26 S. Emanuele martire

M 27 S. Augusto

G 28 S. Sisto III papa

V 29 S. Secondo martire

S 30 S. Zosimo papa

D 31 Pasqua di Resurrezione

APRILE MAGGIO GIUGNO

L 1 L. dell’Angelo M 1 Festa del Lavoro

M 2 S. Francesco da Paola G 2 S. Atanasio vescovo

M 3 S. Riccardo vescovo V 3 Ss. Filippo e Giacomo

G 4 S. Isidoro vescovo S 4 S. Ciriaco vescovo

V 5 S. Vincenzo Ferrer D 5 S. Leo di Montefeltro

S 6 S. Celestino I papa L 6 S. Giuditta vergine

D 7 in Albis

M 7 S. Flavia martire

L 8 S. Dionigi vescovo M 8 S. Ida monaca

M 9 S. Tancredi monaco G 9 S. Geronzio vescovo

M 10 S. Terenzio martire

G 11 S. Stanislao vescovo

V 12 S. Giulio I papa

S 13 S. Martino I papa

D 14 S. Tiburzio martire

L 15 S. Annibale martire

M 16 S. Lamberto martire

M 17 S. Aniceto I papa

G 18 S. Galdino vescovo

V 19 S. Emma di Gurk

S 20 S. Adalgisa vergine

D 21 S. Anselmo vescovo

L 22 Ss. Sotero e Caio

M 23 S. Giorgio martire

M 24 S. Fedele

G 25 S. Marco ev. / Festa Liberaz.

V 26 S. Marcellino papa

S 27 S. Zita vergine

D 28 S. Pietro Chanel

L 29 S. Caterina da Siena

M 30 S. Pio V papa

V 10 S. Antonino vescovo

S 11 S. Fabio martire

D 12 Ascensione del Signore

L 13 Madonna di Fatima

M 14 S. Mattia apostolo

M 15 S. Torquato vescovo

G 16 S. Ubaldo vescovo

V 17 S. Pasquale Baylon

S 18 S. Giovanni I papa

D 19 Pentecoste

L 20 S. Bernardino da Siena

M 21 S. Vittorio martire

M 22 S. Rita da Cascia

G 23 S. Desiderio vescovo

V 24 Beata Vergine Ausiliatrice

S 25 S. Beda dottore

D 26 Ss. Trinità

L 27 S. Agostino di Canterbury

M 28 S. Emilio martire

M 29 S. Massimino vescovo

G 30 S. Felice I papa

V 31 Visitazione B. V. Maria

S 1 S. Giustino martire

D 2 Festa Repubblica

L 3 Ss. Carlo Lwanga

M 4 S. Quirino martire

M 5 S. Bonifacio

G 6 S. Norberto vescovo

V 7 Sacro Cuore di Gesù

S 8 S. Medardo vescovo

D 9 S. Efrem diacono

L 10 S. Maurino abate

M 11 S. Barnaba apostolo

M 12 S. Basilide

G 13 S. Antonio da Padova

V 14 S. Eliseo profeta

S 15 S. Vito martire

D 16 S. Aureliano vescovo

L 17 S. Ranieri da Pisa

M 18 S. Marina vergine

M 19 S. Romualdo abate

G 20 S. Ettore martire

V 21 S. Luigi Gonzaga

S 22 S. Paolino da Nola

D 23 S. Lanfranco vescovo

L 24 Natività S. Giovanni

M 25 S. Guglielmo abate

M 26 S. Vigilio vescovo

G 27 S. Cirillo d’Alessandria

V 28 S. Ireneo vescovo

S 29 Ss. Pietro e Paolo

D 30 Ss. Protomartiri Romani

LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE

L 1 S. Ester regina G

M 2 Ss. Ottone e Svituno V

M 3 S. Tommaso apostolo S

G 4 S. Elisabetta regina D

V 5 S. Antonio Maria Zaccaria L

S 6 S. Maria Goretti M

D 7 S. Claudio abate M

L 8 S. Adriano papa G

M 9 S. Veronica Giuliani V

M 10 Ss. Rufina e Seconda

G 11 S. Benedetto abate

V 12 S. Giovanni Gualtiero

S 13 S. Enrico imperatore

D 14 S. Camillo de Lellis

L 15 S. Bonaventura vescovo

M 16 Beata Vergine del Carmelo

M 17 S. Alessio confessore

G 18 S. Federico vescovo

V 19 S. Simmaco papa

S 20 S. Elia profeta

D 21 S. Lorenzo da Brindisi

L 22 S. Maria Maddalena

M 23 S. Brigida religiosa

M 24 S. Cristina martire

G 25 S. Giacomo apostolo

V 26 Ss. Gioacchino e Anna

S 27 S. Natalia martire

D 28 S. Nazario vescovo

L 29 S. Marta vergine

M 30 S. Pietro Crisologo

M 31 S. Ignazio di Loyola

1 S. Alfonso de’ Liguori

2 S. Eusebio di Vercelli

3 S. Lidia di Filippi

4 S. Giovanni Maria Vianney

5 ded. B. S. Maria Maggiore

6 Trasfigurazione del Signore

7 S. Gaetano sacerdote

8 S. Domenico sacerdote

9 S. Romano martire

S 10 S. Lorenzo diacono

D 11 S. Chiara vergine

L 12 S. Macario martire

M 13 Ss. Ponziano e Ippolito

M 14 S. Alfredo vescovo

G 15 Assunz. di Maria Vergine

V 16 S. Stefano d’Ungheria

S 17 S. Giacinto confessore

D 18 S. Elena imperatrice

L 19 S. Giovanni Eudes

M 20 S. Bernardo abate

M 21 S. Pio X papa

G 22 B. V. Maria Regina

V 23 S. Rosa da Lima

S 24 S. Bartolomeo apostolo

D 25 S. Ludovico re

L 26 S. Alessandro martire

M 27 S. Monica vedova

M 28 S. Agostino vescovo

G 29 Mart. S. Giovanni Battista

V 30 S. Gaudenzia martire

S 31 S. Aristide martire

D 1 S. Egidio abate

L 2 S. Elpidio abate

M 3 S. Gregorio Magno

M 4 S. Rosalia vergine

G 5 S. Vittorino vescovo

V 6 S. Umberto vescovo

S 7 S. Regina vergine

D 8 Natività B. V. Maria

L 9 S. Sergio papa

M 10 S. Salvo vescovo

M 11 S. Diomede martire

G 12 Ss. Nome di Maria

V 13 S. Giovanni Crisostomo

S 14 Esaltazione S. Croce

D 15 B. V. Maria Addolorata

L 16 Ss. Cornelio e Cipriano

M 17 S. Roberto Bellarmino

M 18 S. Giuseppe da Copertino

G 19 S. Gennaro vescovo

V 20 S. Eustachio martire

S 21 S. Matteo apostolo

D 22 S. Maurizio martire

L 23 S. Pio di Petralcina

M 24 S. Pacifico confessore

M 25 S. Aurelia vergine

G 26 Ss. Cosma e Damiano

V 27 S. Vincenzo de’ Paoli

S 28 S. Venceslao martire

D 29 Ss. Arcangeli

L 30 S. Girolamo dottore

OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE

M 1 S. Teresa del Bambin Gesù V 1 Tutti i Santi

M 2 Ss. Angeli Custodi S 2 Commemorazione Defunti

G 3 S. Candido martire D 3 S. Martino de Porres

V 4 S. Francesco d’Assisi L 4 S. Carlo Borromeo vescovo

S 5 S. Placido monaco M 5 S. Zaccaria profeta

D 6 S. Bruno sacerdote M 6 S. Leonardo abate

L 7 Beata Vergine del Rosario G 7 S. Ernesto abate

M 8 S. Pelagia penitente V 8 S. Goffredo vescovo

M 9 S. Abramo S 9 ded. Basilica Lateranense

G 10 S. Daniele martire

V 11 S. Firmino vescovo

S 12 S. Serafino cappuccino

D 13 S. Edoardo re

L 14 S. Callisto I papa

M 15 S. Teresa d’Avila

M 16 S. Edvige religiosa

G 17 S. Ignazio d’Antiochia

V 18 S. Luca evangelista

S 19 S. Paolo della Croce

D 20 S. Irene vergine

L 21 S. Orsola vergine

M 22 S. Donato vescovo

M 23 S. Giovanni da Capestrano

G 24 S. Antonio Maria Claret

V 25 S. Crispino martire

S 26 S. Evaristo papa

D 27 S. Frumenzio vescovo

L 28 Ss. Simone e Giuda

M 29 S. Ermelinda vergine

M 30 S. Germano vescovo

D 10 S. Leone Magno

L 11 S. Martino di Tours

M 12 S. Giosafat vescovo

M 13 S. Diego francescano

G 14 S. Giocondo vescovo

V 15 S. Alberto Magno

S 16 S. Margherita di Scozia

D 17 S. Elisabetta d’Ungheria

L 18 ded. Basiliche Vaticane

M 19 S. Fausto martire

M 20 S. Benigno

G 21 Present. B. V.e Maria

V 22 S. Cecilia vergine

S 23 S. Clemente I papa

D 24 Cristo Re

L 25 S. Caterina d’Alessandria

M 26 S. Siricio papa

M 27 S. Virgilio vescovo

G 28 S. Teodoro

V 29 S. Saturnino martire

S 30 S. Andrea apostolo

G 31 S. Lucilla martire

D 1 I d’Avvento

L 2 S. Bibiana vergine

M 3 S. Francesco Saverio

M 4 S. Giovanni Damasceno

G 5 S. Pelino martire

V 6 S. Nicola vescovo

S 7 S. Ambrogio vescovo

D 8 II d’Avvento

L 9 S. Siro vescovo

M 10 Madonna di Loreto

M 11 S. Damaso I papa

G 12 S. Giovanna Francesca

V 13 S. Lucia vergine

S 14 S. Giovanni della Croce

D 15 III d’Avvento

L 16 S. Adelaide imperatrice

M 17 S. Lazzaro vescovo

M 18 S. Graziano vescovo

G 19 S. Dario martire

V 20 S. Liberato martire

S 21 S. Pietro Canisio

D 22 IV d’Avvento

L 23 S. Giovanni da Kety

M 24 S. Adele vergine

M 25 Natività di Nostro Signore

G 26 S. Stefano protomartire

V 27 S. Giovanni apostolo

S 28 Ss. Innocenti Martiri

D 29 S. Tommaso Becket

L 30 S. Ruggero vescovo

M 31 S. Silvestro I papa


L’Esercito e le Operazioni Militari Internazionali di Pace

In sintesi, le operazioni militari di pace da parte delle Forze Armate

Italiane nelle varie parti del Mondo dalla fine della seconda

guerra mondiale sono state oltre 200. Per alcune di queste si

è trattato di missioni più diplomatiche che operative, svolte da

ufficiali in possesso di elevati requisiti e tra questi, in particolare,

la conoscenza e padronanza di lingue straniere.

Quelle operative sono state svolte perlopiù da reparti scelti

dell’Esercito, con il supporto della Marina Militare e dall’Aeronatica

Militare, e - come Polizia Militare - dall’Arma dei Carabinieri.

Ad esse hanno talvolta partecipato – in forza alle loro peculiarità

– anche la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato. Il Comando delle Truppe italiane è stato sempre affidato

a Ufficiali superiori o generali dell’Esercito, in affiancamento ai Comandanti delle Forze Armate di altri Paesi.


La Marina Militare

La Marina Militare Italiana ha una grande storia e tradizione dettata anche dalla posizione geografica che il nostro

paese occupa. Numerose sono le missioni all’estero in cui la Marina ha partecipato nel corso degli anni.

Una delle più recenti è la EU NAVFOR Somalia - operazione Atalanta, una missione diplomatico-militare

dell’Unione Europea per prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima lungo le coste dello Stato del

Corno d’Africa a sostegno alle Risoluzioni 1814,1816,1838 e 1846 adottate nel 2008 dal Consiglio di sicurezza

delle Nazioni Unite.

La missione è iniziata nel dicembre 2008 e ha lo scopo proteggere le navi mercantili che transitano tra il Mar

Rosso, il Golfo di Aden e l’Oceano Indiano e svolgere inoltre attività di scorta alle navi mercantili del Programma

Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, incaricate di consegnare gli aiuti alimentari in Somalia.

Di seguito elenchiamo le attività che hanno visto la Marina Militare impegnata in operazioni di carattere

internazionale

• Combined Maritime Forces (CMF)

• Atalanta

• Active Endeavour

• Forza Anfibia Italo-Spagnola (SIAF) e La Forza Italo-Spagnola da Sbarco (SILF)

• International Security Assistance Force (ISAF)

• Multinational Force & Observers (MFO)

• Ocean Shield

• EUMM - European Union Monitoring Mission

• Soccorso umanitario in Libia


L’Aeronautica Militare

È da più di mezzo secolo che uomini e mezzi dell’Aeronautica Militare sono impegnati da una parte all’altra

del globo, per portare soccorso in caso di guerre o calamità naturali e per concorrere alla risoluzione di situazioni

di crisi, come la fame e il sottosviluppo dei Paesi del Terzo Mondo. Si tratta per lo più di missioni in terre

lontane, che richiedono sforzi enormi da parte degli equipaggi della Forza Armata, operanti in zone a rischio,

lontani dalla Patria. Alcune di queste missioni sono state contrassegnate da sacrifici estremi, ma, a fronte della

dolorosa perdita di giovani equipaggi, le operazioni ‘fuori area’ hanno permesso che migliaia di altre vite fossero

salvate. Per questo motivo le missioni per gli aiuti umanitari proseguono. Le prime testimonianze delle

attività svolte all’estero dall’Aeronautica Militare con fini umanitari risalgono al 1948, quando cominciarono

ad essere effettuate missioni su richiesta dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Gli innumerevoli impegni internazionali che il Paese deve fronteggiare insieme ai quotidiani compiti istituzionali

sul proprio territorio sono frutto di un importante ruolo di leadership italiana nelle varie organizzazioni

internazionali quali l’Unione Europea, la NATO e le Nazioni Unite. Anche in un periodo di forte congiuntura

finanziaria, radicale rinnovamento, limitatissimo personale e forte contrazione delle risorse, l’Italia risulta

tra i Paesi leader nei vari teatri strategici a fronte di una indiscussa professionalità dimostrata sul campo dal

personale presente e a un sapiente e generoso impiego di risorse e mezzi. L’impegno dell’Italia nelle missioni

internazionali di stabilizzazione è un elemento essenziale e in continua crescita della politica estera del Paese,

da cui dipende sempre più strettamente lo standing internazionale italiano, la sicurezza dei cittadini e la possibilità

dello sviluppo economico e sociale globale.

Queste sono le missioni effettuate negli ultimi anni:

• 1990 Iraq

• 1992 Somalia

• 1991/1998 Albania

• 1999 Jugoslavia

Oltre alle missioni in aiuto alle popolazioni in difficoltà.

• 1999 Timor Est

• 2002 Afghanistan

• 2003 Iraq

• 2011 Libia


L’Arma dei Carabinieri

Le prime Missioni di Pace all’estero

La prima missione all’estero dei Carabinieri risale al 1897, a Creta,

per risolvere la crisi greco-turca e l’istituzione della Gendarmeria

Cretese.

Nel 1900 altra missione in Cina, per tutelare gli interessi europei

a fronte dei rivolta dei boxer.

Dal 1921 al 1936, presso la Repubblica di San Marino, per ristabilire

l’ordine pubblico e la pubblica sicurezza ed in particolare

per l’istituzione della Gendarmeria Sammarinese.

Altra missione di elevatissimo impegno è stata l’Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia (AFIS), dal

1950 al 1960, per conto dell’ONU. Allora venne istituito un Corpo di Sicurezza composto di 3.000 uomini

(Esercito – Marina e Aeronautica) ed un Gruppo Carabinieri della Somalia, con lo scopo di preparare l’autonomia

e la creazione di una Polizia Somala.

Le Missioni principali

• “ISAF” (Internazional Security Afghanistan Assistance Force), in AFGHANISTAN, nel 2002. Comprende militari

di 35 Nazioni ed è posta sotto il Comando NATO dall’11 agosto 2003. Il Comando è a Kabul.

• “EUPOL” (European Union Police Mission), in AFGHANISTAN, nel 2007. La missione consta di ufficiali di

polizia esperti provenienti dagli Stati membri dell’Unione Europea e di Canada, Croazia, Nuova Zelanda e

Norvegia. Il quartier generale è a Kabul.

• “JONT ENTERPRAISE” (Kosovo Force), in KOSOVO, nel 1999 in seguito a risoluzione dell’ONU. Alla fine del

2004 tutte le operazioni militari NATO (SFOR) e quelle dell’UE (EUROFOR) vennero unificate dando origine

all’Operazione “Joint Enterprise.

• “UNIFIL” (United Nations Interim Force in Lebanon), in LIBANO, nel 2006, in esito a risoluzione dell’ONU.

Dispiegamento di 15.000 uomini delle Forze Armate nella parte meridionale del Libano, occupata dalla

truppe israeliane.

• “TIPH2”(Temporariy Presence in Ebron 2”, in PALESTINA, nel 1997. Storicamente la missione fa seguito alla

prima TIPH del 1994 a Hebron.

• “UNFICYP”, in CIPRO, nel 2005, in esito a risoluzione dell’ONU ed al tentativo della Grecia di annettersi l’Isola.


La Guardia di Finanza

La prima missione internazionale affidata alla Guardia di Finanza risale al 1889-1900 e attraverso tutto il XX

Secolo il Corpo venne impiegato sia nei protettorati del Regno d’Italia che, dopo il secondo conflitto mondiale,

sotto il mandato ONU in quei Paesi in cui si stava sviluppando il processo di decolonizzazione postbellica.

Un nuovo scenario si aprì agli inizi degli anni ’90, con la crisi conseguente alla disgregazione della federazione

iugoslava. All’imposizione di sanzioni economiche, decretata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, la Guardia

di Finanza partecipò con aerei, elicotteri e guardacoste impegnati per la sorveglianza del traffico marittimo

in Adriatico, con personale inquadrato nelle unità di controllo della Nazioni Unite in Albania ed in Macedonia,

e con l’organizzazione di una forza multinazionale per la vigilanza sulla navigazione fluviale sul Danubio.

Quest’ultima missione, costituita sotto l’egida dell’Unione Europea Occidentale, fu posta al comando di un

ufficiale superiore della Guardia di Finanza, vide la partecipazione di personale e mezzi doganali e di Polizia

italiani, francesi, spagnoli, tedeschi, inglesi, olandesi e lussemburghesi, dislocati in Romania, Bulgaria ed Ungheria.

Anche in questa occasione, come nelle precedenti, il Corpo ha avuto modo di esprimere, all’estero,

quella stretta integrazione tra militarità e competenza tecnico-professionale che definisce la fisionomia delle

Fiamme Gialle, nel loro lavoro quotidiano in Italia. La Guardia di Finanza è attualmente presente in vari Paesi

del Mondo (Albania, Kossovo, Afghanistan) nell’ambito di cooperazioni internazionali ed operazioni di peacekeeping

con compiti di assistenza, consulenza ed addestramento delle Polizie locali.


Le Missioni principali

• DANUBIO (1993-1995), per attivare un dispositivo di controllo del traffico fluviale sul Danubio volto a

garantire l’osservanza dell’embargo decretato nel confronti della Serbia dall’ONU. L’operazione di Polizia

economica è affidata ad un contingente internazionale, al comando di un colonnello della Guardia di Finanza,

composto da personale doganale e di polizia o gendarmeria di sette Paesi (Francia, Germania, Olanda,

Spagna, Gran Bretagna, Lussemburgo e Italia).

• KOSOVO (1999-2008) nell’ambito dell’UNMIK (United Nations Administration Mission in Kossovo). Militari

del Corpo sono stati impiegati alla “Boder Police” (Polizia di Frontiera) ed alla “Civilian Police” (Polizia Civile).

Nella stessa missione un’unità è stata impiegata nelle investigazioni ricondicibili ai fenomeni dei reati

finanziari e di corruzione (FIU, Finalcial Investigative Unit).

• HAITI (2008-2009), nella MINUSTAH (United Nations Stabilization Mission in Haiti, con il compito di assistere

il Governo haitiano nel monitoraggio, ristrutturazione e riforma della Haitian National Police secondo

standard democratici.

• LIBIA (2009-2011), nel quadro delle iniziative volte al rafforzamento dei controlli alle frontiere nazionali e

comunitarie. Il Corpo cedette alla Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista tre unità navali ed attivò

il protocollo siglato dai due Paesi, per il contrasto dell’immigrazione clandestina.


Attuali Missioni di “State Building”

• ALBANIA, dal 1997, con un Nucleo di Frontiera Marittima con sedi a Durazzo e Valona, con il compito di

fornire assistenza, consulenza e addestramento alla locale Polizia di Confine Marittimo.

• AFGHANISTAN, dal 2006, con compiti esclusivamente addestrativi nei confronti della Polizia di Frontiera

afgana (Afghan Border Police - ABP ). Contestualmente, nell’ambito della missione EUPOL contribuisce alla

creazione di una struttura di polizia sostenibile ed efficace, assicurando, sotto il controllo afgano, un’appropriata

interazione con il più ampio sistema giuridico penale.

• KOSOVO, dal 2008, nell’ambito della missione europea EULEX (European Union Rule of Law Mission in

Kosovo), sotto l’egida della Politica Comune di Sicurezza e Difesa (PCSD), una delle più importanti di Politica

estera e sicurezza comune (PESC) che prima del trattato di Lisbona era denominata PESD. L’obiettivo

principale quello di fornire assistenza e supporto alle Autorità kosovare nell’area del diritto, specificamente

nei settori di polizia, giudiziario e doganale.


La Polizia di Stato

Le missioni di pace che hanno coinvolto il personale della Polizia di Stato e gestite dal 1° Reparto Mobile di

Polizia dal 1999 sono le seguenti:

• KOSOVO, nel 1999 ed ancora in atto, nell’ambito dell’U.N.M.I.K (United Nations Mission in Kosovo), con

personale dislocato a Pristina, Mitrovika e Pec. Si sono avvicendati 235 operatori della Polizia di Stato. I risultati

operativi hanno portato la maggior parte degli operatori a ricoprire posizioni di rilievo all’interno

dell’organigramma UNMIK, rafforzando la più grande considerazione dei direttivi dell’ONU.

Il 12 novembre 1999 vi ha perso la vita l’Agente Sc. GAVINO Marco (incidente aereo).

• BOSNIA-ERZEGOVINA, dal 2003 al 2012, nell’ambito della missione E.U.P.M. (European Union Police Mission).

Scopo della missione il contributo a stabilire un corpo di polizia bosniaco professionale e multietnico

e dare assistenza tecnica nella ristrutturazione della polizia bosniaca.

Alcuni operatori della Polizia di Stato si insediavano all’interno dello State Border Service (Polizia di frontiera

bosniaca), monitorando le attività ai confini con la Croazia e la Serbia riconducibili al traffico di esseri

umani ed all’immigrazione clandestina.

Il 20 novembre 2003, in un incidente stradale perdeva la vita il V. Sovrintendente NIUTTA Francesco.

• KOSOVO, nel 2008, nell’ambito della missione EULEX (European Union Rule of Law Mission), considerata

la più importante missione civile dell’Unione Europea, con circa 1.400 membri del personale internazionale

e circa 500 membri del personale locale.

La componente di Polizia assiste il KPS (Kosovo Police Service) nella creazione di un corpo di polizia multietnico

e libero da interferenze politiche.

• PALESTINA, dal 2006 ed ancora in atto, nell’ambito della missione EUPOL COPPS (Co-ordinating Office for

Palestinian Police Support). La missione supporta la Polizia Civile Palestinese nell’individuazione delle sue

necessità. Opera nella Cisgiordania ed ha il quartier generale a Ramallah, ma il personale internazionale per

motivi di sicurezza vive a Gerusalemme (Israele).

• MACEDONIA, dal 2004 al 2005, nell’ambito della missione EUPOL PROXIMA, per conto dell’Unione Europea.

Per i meriti acquisiti nelle missioni internazioni di pace la Bandiera della Polizia di Stato è stata insignita di

Medaglia di Bronzo delle Nazioni Unite “al servizio della Pace”.


L’anno 2013 è…

6249 per il primo calendario egizio

5773 per il calendario ebraico

5132 nel grande ciclo Maya

2766 per l’antico calendario religioso romano

2557 per il calendario buddista

1729 per il calendario copto

1434 per il calendario islamico

1391 per il calendario persiano

l’anno del SERPENTE secondo il calendario cinese

Basilica Mauriziana di Torino

tipografia moderna | Z.I. Montagnana (Pd) - Tel. 0429 81839

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