Orizzonte Magazine n°5 Maggio 2016
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Mensile di<br />
attualità e cultura<br />
Anno 3 N. 5<br />
<strong>Maggio</strong> <strong>2016</strong><br />
IDEALISTI O TERRORISTI?<br />
INTERVISTA ESCLUSIVA A UN MEMBRO DELL’ALF,<br />
FRONTE DI LIBERAZIONE ANIMALE<br />
ROMA FRA LUCI E OMBRE<br />
Le oscurità della Città Eterna, da Caravaggio<br />
a Giordano Bruno e a Pasolini.<br />
SICUREZZA STRADALE<br />
Conoscenza e consapevolezza<br />
FASHION & MODELS<br />
Come presentarsi ad un casting<br />
QUATTRO PASSI NELLA<br />
“GRANDE BELLEZZA” DI ROMA<br />
Dalla Villa dei Quintili al Santuario di<br />
Cecilia Metella<br />
ARTE E LEGGENDA ALLE PORTE DI PRAGA
2 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 3
IN PRIMO PIANO<br />
6 Idealisti o terroristi?<br />
Intervista esclusiva a un<br />
membro dell’ALF.<br />
14 Roma tra luci ed ombre.<br />
CULTURA<br />
24 Quattro passi nella “Grande<br />
Bellezza” di Roma.<br />
30 Arte e leggenda<br />
alle porte di Praga.<br />
36 Uomini e Dei. In mostra a<br />
Genova la pittura del ‘600.<br />
NOTIZIE E CURIOSITÀ<br />
34 Usability è bello.<br />
38 Sicurezza stradale, conoscenza<br />
e consapevolezza.<br />
42 Mostre all’<strong>Orizzonte</strong>.<br />
62 I danni dell’ortoressia<br />
FASHION & MODELS<br />
70 Aspiranti Fotomodelle:<br />
Come presentarsi ad un casting.<br />
78 Cara Delevingne<br />
nuova testimonial di Rimmel.<br />
RUBRICHE<br />
57 <strong>Orizzonte</strong> Food<br />
La Meringa.<br />
61 Le riflessioni di Fabrizio Capra<br />
Benessere al naturale.<br />
60 Lo sapevate che<br />
Il Papavero rosso.<br />
81 Oroscopo del mese.<br />
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna<br />
parte della pubblicazione può essere<br />
riprodotta, rielaborata o diffusa senza<br />
espressa autorizzazione. della Direzione.<br />
Le opinioni espresse negli articoli<br />
impegnano solo gli autori e non coinvolgono<br />
né rappresentano il pensiero<br />
della Direzione.<br />
4 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
EDITORIALE<br />
Da quando esiste la vita sulla terra la sopravvivenza<br />
delle specie si basa sulla catena alimentare: le piante<br />
servono da alimento per gli erbivori, questi ultimi rappresentano<br />
il sostentamento per i carnivori e l’uomo<br />
mangia indifferentemente piante e animali, senza porsi<br />
problemi di alcun genere.<br />
Questo accadeva quando l’uomo era primitivo, quando<br />
cioè era ancora in accordo con l’ambiente naturale:<br />
andava a caccia, prendendo dal territorio quel tanto necessario<br />
al suo sostentamento, talvolta serviva da cibo<br />
per gli animali più forti di lui, e tutti vivevano (e morivano)<br />
felici e contenti. Poi l’uomo si è civilizzato e ha cominciato<br />
a pretendere di più; si è costruito un ambiente<br />
tutto suo, non più in accordo con la natura, che tuttavia<br />
ha continuato a saccheggiare a suo esclusivo uso e consumo.<br />
Questo lo ha reso più debole ma la cosa non lo<br />
ha impensierito più di tanto: aveva un mondo intero<br />
da saccheggiare per soddisfare le sue necessità e i suoi<br />
capricci. E così le piante sono state abbattute per ricavarne<br />
legna da ardere, per realizzare mobili e manufatti,<br />
per far passare strade e costruire città; gli animali hanno<br />
fornito piume e pellicce per agghindarsi, secrezioni<br />
ghiandolari per profumi ed essenze, corni e zanne da<br />
intagliare; alcune specie sono state decimate per capriccio<br />
o per sport, altre sono state utilizzate come cavie<br />
nell’industria e nella ricerca.<br />
Oggi qualcuno si è reso conto che tutto questo non<br />
va bene ed ha cominciato a reagire, talvolta a giusta<br />
ragione, talvolta anche irrazionalmente, perché se ci si<br />
rifiuta di mangiar carne pensando agli occhietti teneri di<br />
quelle povere bestiole, si dimentica che anche i vegetali<br />
sono esseri viventi a cui, evidentemente, non piace morire.<br />
E’ possibile evitare anche a loro sofferenze quando<br />
li recidiamo dalle radici, ne strappiamo le foglie, ne tronchiamo<br />
i gambi? Nessuno se l’è mai chiesto.<br />
Tuttavia, poiché qualcosa bisogna pur mangiarla, il<br />
problema non è uccidere ma come, quanto e perché si<br />
uccide, ricordando che gli animali, ma anche le piante,<br />
hanno diritto ad un trattamento indolore. Abbiamo<br />
sconvolto la catena alimentare, in una prossima vita<br />
potremmo rinascere barbabietole.<br />
Franco Ardito<br />
ORIZZONTE MAGAZINE<br />
Mensile di attualità e cultura<br />
Anno 3 n. 5 - <strong>Maggio</strong> <strong>2016</strong><br />
Reg. trib. di Bari n° 19/2014<br />
Franco Ardito<br />
Direttore Responsabile<br />
Angelo Ferri<br />
Direttore Editoriale<br />
Redazione<br />
via G. Colucci, 2 - 70019 Triggiano (BA)<br />
tel.: 080 9697552<br />
e-mail: direzione@orizzontemagazine.it<br />
www.orizzontemagazine.it<br />
La collaborazione avviene su invito.<br />
Articoli e materiali non si restituiscono.<br />
La Direzione si riserva di adattare<br />
testi, illustrazioni e fotografie alle<br />
esigenze della pubblicazione.<br />
Articoli e immagini vanno inviati per<br />
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it Gli articoli dovranno pervenire in<br />
formato doc o docx e le immagini in<br />
formato jpeg, con una risoluzione<br />
non inferiore a 300 ppi.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 5
IDEALISTI O TERRORISTI?<br />
INTERVISTA ESCLUSIVA<br />
A UN MEMBRO DELL’ALF,<br />
FRONTE DI LIBERAZIONE ANIMALE<br />
di Sabrina Rosa<br />
F<br />
orse la sigla ALF non dice<br />
molto ai non addetti<br />
ai lavori, ma per chi è in<br />
prima linea nella difesa<br />
del mondo animale, per chi si tiene<br />
aggiornato su quanto ogni giorno<br />
avviene nel mondo a danno<br />
dei piccoli e grandi amici a quattro<br />
zampe, invece, il Fronte di Liberazione<br />
Animale è un punto fermo.<br />
Considerati criminali da alcuni,<br />
osannati come veri e propri eroi<br />
da altri, i gruppi che ne fanno<br />
parte si muovono in completo<br />
anonimato, per liberare da allevamenti<br />
o da laboratori, ma anche<br />
da situazioni di disagio in genere,<br />
animali in difficoltà, a volte infrangendo<br />
le regole, ma - in fondo -<br />
tenere in schiavitù un essere vivente<br />
può essere una condizione<br />
tutelata dalla legge?<br />
Così ho deciso di andare a fondo<br />
e di saperne di più. In parte mossa<br />
da curiosità per questa parte poco<br />
nota dell’universo animalista, in<br />
parte anche per denunciare - attraverso<br />
la voce e le parole di chi<br />
scende in prima linea - cosa accade<br />
in alcune realtà, mentre il resto<br />
6 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
del mondo prosegue indifferente<br />
la propria vita di ogni giorno.<br />
Un esponente di ALF ha rilasciato<br />
un’intervista al nostro giornale,<br />
che riporto di seguito integralmente,<br />
ringraziandolo per<br />
il tempo che ci ha concesso, ma<br />
soprattutto per la fiducia che ci<br />
ha accordato. Per proteggere l’identità<br />
del nostro interlocutore<br />
l’intervista è anonima ma non per<br />
questo è meno sconcertante: è il<br />
riflesso dell’altra faccia dell’umanità,<br />
quella che spesso preferiamo<br />
ignorare, per evitare dolorose riflessioni<br />
sul senso del nostro stare<br />
al mondo.<br />
D: Innanzitutto cos’è l’ALF e come<br />
nasce?<br />
R: Bisogna premettere che l’ALF<br />
non è una associazione, né un gruppo<br />
definito, con sedi o uffici, ma<br />
una idea e come tale può essere di<br />
chiunque. L’ALF è formato da gruppi<br />
autonomi di persone che in tutto il<br />
mondo eseguono azioni seguendo le<br />
linee guida. Questi gruppi vengono<br />
chiamati cellule, che variano da un<br />
solo individuo a molte persone che<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 7
Nella foto:<br />
Ronnie Lee, fondatore dell’ALF.<br />
lavorano insieme. Gli attivisti di una<br />
cellula non conoscono quelli di altre<br />
cellule e questo li aiuta a rimanere<br />
anonimi; in tal modo non vengono<br />
coinvolte troppe persone in caso<br />
di arresto, anche se qualche arrestato<br />
intendesse collaborare, rimanendo<br />
liberi di continuare ad agire.<br />
L’ALF nasce nel 1971, quando Ronnie<br />
Lee fonda a Luton (Gran Bretagna)<br />
un’organizzazione per la liberazione<br />
animale, la “Band of Mercy”. Nel<br />
1974 Lee viene arrestato dopo un<br />
raid compiuto ai danni di un laboratorio<br />
di Oxford; nel 1976, uscito dal<br />
carcere, riorganizza i militanti della<br />
Band of Mercy, a cui si aggiungono<br />
nuovi attivisti, costituendo l’Animal<br />
Liberation Front, della quale fanno<br />
parte circa una trentina di persone.<br />
Da allora l’ALF, a seguito delle azioni<br />
realizzate e divulgate da quelle<br />
prime 30 persone, comincia a crescere<br />
fino a raggiungere un livello<br />
mondiale, dato che in moltissimi<br />
hanno cominciato a seguire le loro<br />
linee guida e ad operare in prima<br />
persona con azioni dirette, senza<br />
attendere l’esito di petizioni e richieste<br />
che quasi sempre restano<br />
senza risposta.<br />
L’ALF ha alcune linee guida ben precise,<br />
articolate in 4 punti:<br />
Infliggere danni economici a tutti<br />
coloro che lucrano sulla sofferenza<br />
animale.<br />
Liberare gli animali che subiscono,<br />
o rischiano di subire, abusi fisici<br />
e/o psichici.<br />
Prendere tutte le precauzioni<br />
necessarie per evitare di far del<br />
male agli animali e agli umani durante<br />
lo svolgimnento delle azioni<br />
di liberazione.<br />
Rivelare, con azioni dirette e non<br />
violente, le atrocità commesse ai<br />
danni degli animali.<br />
D: Che cosa fa di concreto il<br />
Fronte di Liberazione Animalista<br />
per gli animali?<br />
R: Siccome non esiste una organizzazione<br />
centrale o un modo per<br />
iscriversi all’ALF, le persone si muovono<br />
solamente in base alla loro<br />
coscienza personale o alle decisioni<br />
della cellula con cui lavorano. L’ALF<br />
non ha una struttura gerarchica,<br />
ogni individuo che fa un azione ha<br />
il pieno controllo delle sue scelte e<br />
del suo destino; ogni azione fatta<br />
seguendo le linee guida può essere<br />
considerata un’azione dell’AFL. In<br />
sintesi, si portano alla luce situazioni<br />
o realtà che altrimenti rimarrebbero<br />
sconosciute, come l’inferno che<br />
devono subire gli animali negli allevamenti,<br />
laboratori, circhi, ecc., filmando<br />
di nascosto tutto quello che<br />
quelle realtà nascondono e che né<br />
media, né tanto meno il titolare di<br />
quelle realtà, fa o farà mai vedere.<br />
Nella pubblicità ti mostrano mucche<br />
felici che pascolano, galline<br />
giocherellone, maiali sorridenti e lo<br />
stesso vale per tutte le altre realtà<br />
oppressive, mentendo spudoratamente<br />
in un continuo inganno. Oltre<br />
alle attività di denuncia gli attivisti<br />
agiscono in prima persona per liberare,<br />
con azioni dirette, animali<br />
in situazioni di oppressione, che<br />
vengono poi portati in luoghi dove<br />
verranno curati e lasciati vivere in<br />
libertà e in pace.<br />
D: Quali sono le principali forme<br />
di maltrattamento che ci sono al<br />
momento in Italia?<br />
R: Come nel resto del mondo, non<br />
esistono forme di maltrattamento<br />
preminenti rispetto ad altre; c’è l’industria<br />
della carne e del latte, l’industria<br />
delle pellicce, i circhi, gli zoo, la-<br />
8 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
oratori di sperimentazione animale,<br />
perfino certe tradizioni popolari…<br />
Sono molti i posti dove quotidianamente<br />
gli animali vengo maltrattati,<br />
rinchiusi. oppressi, derisi, feriti, usati<br />
ed infine uccisi, senza che venga minimamente<br />
rispettato il loro naturale<br />
diritto di non essere considerati oggetti<br />
inanimati. Gli animali provano<br />
dolore, paura, solitudine proprio come<br />
noi; qualsiasi realtà che priva un<br />
animale della libertà, della gioia di<br />
vivere, del naturale istinto di accudire<br />
i suoi cuccioli, che lo imprigiona o lo<br />
costringe a subire situazioni di terrore<br />
e paura, incertezza o stress è un<br />
maltrattamento.<br />
D: Che cosa può fare ciascuno di<br />
noi per risolvere tale situazione?<br />
R: La prima cosa da fare consiste<br />
nel boicottare le industrie e contrastare<br />
i comportamenti oppressivi<br />
nei confronti degli animali; è la domanda<br />
che genera l’offerta, senza<br />
di essa l’offerta non ci sarebbe. Può<br />
sembrare scontato e molti non ne<br />
se rendono conto, ma se ci sono bistecche<br />
nei supermercati è perché<br />
le persone le comprano, quindi sono<br />
gli acquirenti i mandanti di quella<br />
strage che accade tutti i giorni, e<br />
cosi è per tutto il resto, abbigliamento,<br />
tradizioni, ecc. Se si va al<br />
circo si favorisce la prigionia degli<br />
animali, se si comprano capi in pelle<br />
o pelliccia si favorisce l’allevamento<br />
disumano e l’uccisione degli animali<br />
utilizzati per quei capi.<br />
D: C’è qualcosa che vorresti dire<br />
di voi?<br />
R: L’ALF è considerato un movimento<br />
terrorista, ma liberare animali senza<br />
recare alcun danno agli animali stessi<br />
o a persone non si può catalogare<br />
come terrorismo,<br />
il terrorismo ha<br />
funzioni e scopi<br />
ben precisi che<br />
non appartengono<br />
all’ALF;<br />
mai nella storia<br />
c’è stato un solo<br />
episodio nel<br />
quale l’ALF abbia<br />
fatto del male a<br />
uomini o animali<br />
nei suoi raid.<br />
Molti militanti<br />
stanno scontando<br />
anni di carcere<br />
solo per aver<br />
filmato quello<br />
che succede in<br />
alcuni di quei<br />
luoghi; questo fa<br />
capire quanto si<br />
vogliano tenere<br />
nascosti all’opinione<br />
pubblica<br />
quegli inferni. Vengono accusati di<br />
rovinare la vita a lavoratori che non<br />
fanno altro che sostentare le loro<br />
famiglie, quindi rinchiudere, maltrattare,<br />
ferire, opprimere, danneggiare,<br />
terrorizzare e uccidere un essere che<br />
può provare dolore e paura viene<br />
considerato un lavoro come un altro?<br />
Di conseguenza anche i militari delle<br />
SS che controllavano i lager portavano<br />
solo il pane a casa?<br />
L’ALF è composto solo da ragazzi<br />
e ragazze che, vedendo come la<br />
società è totalmente egoista e indifferente<br />
al dolore altrui, hanno deciso<br />
di fare qualcosa per togliere da<br />
quegli inferni più creature possibili;<br />
non sono militari ne vengono paga-<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 9
ti, sono solo persone normali<br />
che hanno ancora il<br />
dono dell’empatia..<br />
Ci sono voluti 400 anni<br />
perché l’uomo bianco<br />
capisse che i neri non<br />
erano oggetti a loro disposizione,<br />
e ancora oggi<br />
non lo ha capito del tutto.<br />
Fino a poco tempo fa<br />
se parlavi di difendere la<br />
natura eri considerato un<br />
drogato, un figlio dei fiori<br />
buono a nulla, ora se<br />
non compri prodotti bio<br />
e non differenzi l’immondizia<br />
sei un mostro. Oggi<br />
gli animali vengono considerati<br />
oggetti inanimati,<br />
con i quali si può fare<br />
ciò che si vuole senza un<br />
minimo di rispetto, forse<br />
anche questo un giorno<br />
cambierà.<br />
So bene che in una breve intervista<br />
non si può trasmettere completamente<br />
un’idea, né i motivi che ne<br />
sono alla base; soprattutto un’idea<br />
come la nostra, che abbraccia svariati<br />
aspetti, concezioni e situazioni.<br />
Spero tuttavia di essere riuscito a<br />
fornire almeno un’impressione su<br />
quello che facciamo e, essenzialmente,<br />
sul perché lo facciamo.<br />
In effetti da queste poche parole<br />
molte cose s’intendono; anche<br />
troppe se si è sensibili alle reali<br />
condizioni di vita a cui sono sottoposti<br />
gli animali in un Paese che<br />
si dichiara, con disinvolta facilità,<br />
evoluto e civile.<br />
Per chi volesse saperne di più<br />
sull’attività svolta dal Fronte di Liberazione<br />
Animale, rimandiamo<br />
al sito ufficiale dell’ALF, al’indirizzo<br />
http://fronteliberazioneanimale.<br />
weebly.com/, all’interno del quale<br />
è possibile reperire non solo<br />
informazioni, ma anche video e<br />
foto che testimoniano quanto di<br />
concreto è stato fatto negli anni.<br />
Da parte di tutta la redazione un<br />
ringraziamento al nostro interlocutore,<br />
che ci ha consentito di<br />
comprendere più da vicino cosa<br />
accade e quanto spesso si tenta<br />
di tenerlo nascosto. A me, che<br />
credo che ogni forma di vita vada<br />
rispettata sempre e comunque,<br />
vedere quei video provoca non<br />
solo una profonda tristezza, ma<br />
anche un vero e proprio dolore,<br />
poiché faccio fatica a ritrovare<br />
quella tanto celebrata e ostentata<br />
umanità in chi fa vivere un animale<br />
in simili condizioni.<br />
Voglio perciò chiudere con un<br />
aforisma di Charles Darwin “La<br />
compassione e l’empatia per il più<br />
piccolo degli animali è una delle più<br />
nobili virtù che un uomo possa ricevere<br />
in dono”, sperando che pian<br />
piano qualcosa cambi e il mondo<br />
possa diventare un luogo migliore<br />
per tutti, anche per gli animali.<br />
10 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 11
12 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 13
ROMA TRA LUCI E OMBRE<br />
LE OSCURITÀ DELLA CITTÀ ETERNA, DA<br />
CARAVAGGIO A GIORDANO BRUNO E A PASOL<br />
di Alessandro Rotondi<br />
e Roberta D’Alessandro<br />
R<br />
oma, si sa, è una città<br />
da scoprire e riscoprire,<br />
che cela e conserva<br />
storie scritte e non<br />
scritte, tramandate in particolare<br />
da opere pittoriche, letterarie e<br />
cinematografiche collegate idealmente<br />
tra loro e che tra loro in<br />
qualche modo legano i loro autori.<br />
Autori molto tormentati, che<br />
attraverso la loro arte e il loro<br />
pensiero hanno trasmesso una<br />
14 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
INI<br />
Roma diversa da quella che conosciamo,<br />
una città tormentata ma<br />
vera, una città financo eterodossa<br />
sotto diversi aspetti.<br />
Tre sono i personaggi che sono i<br />
protagonisti di questa nostracam-<br />
minata ideale, tra luce e tenebre,<br />
per la città eterna: Caravaggio,<br />
all’anagrafe Michelangelo Merisi,<br />
pittore, nato a Milano il 29 settembre<br />
1571 e morto a Porto<br />
Ercole il 18 luglio 1610; Giordano<br />
Bruno, vero nome Filippo, nato a<br />
Nola nel 1548 e morto a Roma il<br />
17 febbraio del 1600, frate domenicano,<br />
filosofo e scrittore; Pier Paolo<br />
Pasolini, nato il 5 marzo 1922 a<br />
Bologna e morto a Ostia (Roma)<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 15
il 2 novembre 1975, poeta, scrittore,<br />
giornalista, drammaturgo,<br />
sceneggiatore, cineasta, regista;<br />
sicuramente tra i maggiori intellettuali<br />
e artisti del ventesimo secolo.<br />
Caravaggio e Giordano Bruno si<br />
sono sfiorati. Caravaggio viveva a<br />
Roma quando Bruno era incarcerato<br />
nelle segrete dell’Inquisizione.<br />
È possibile che ciascuno dei due<br />
sapesse dell’esistenza dell’altro.<br />
Michelangelo Merisi<br />
detto Caravaggio<br />
Giunge a Roma nel 1593 e il suo<br />
impatto con l’ambiente artistico e<br />
sociale non è per nulla facile: il suo<br />
stile così diverso dalle tendenze<br />
correnti, così inatteso, mette<br />
scompiglio nella quiete artistica<br />
romana, e gli attira irrisione e isolamento<br />
ma anche l’attenzione di<br />
diversi giovani pittori, che si raccolgono<br />
intorno<br />
a lui. Incontra<br />
il Cavalier<br />
d’Arpino, affrescatore<br />
abilissimo<br />
e molto<br />
richiesto, dipingendo<br />
per suo<br />
conto quadri di<br />
genere e ritratti<br />
che incontrano<br />
il favore di mercanti<br />
e amatori.<br />
I due si trovano<br />
a lavorare insieme<br />
nella chiesa<br />
di San Luigi dei<br />
Francesi, dove<br />
a Michelangelo<br />
da Caravaggio<br />
è stato affidato<br />
il compito di dipingere<br />
il quadro<br />
dell’altare<br />
e due tele sulle<br />
pareti laterali.<br />
Il giovane pittore<br />
lombardo<br />
suscita un vero<br />
scandalo: dipinge<br />
S. Matteo<br />
in atto di scrivere<br />
il Vangelo sotto l’ispirazione<br />
dell’angelo, “senza decoro né<br />
aspetto di santo stando a sedere<br />
con le gambe incavalciate, e co’ piedi<br />
rozzamente esposti al popolo”.<br />
Nulla di simile si è mai visto, e i<br />
preti di S. Luigi lo fanno rimuovere.<br />
Il santo nel dipinto, oggi esposto<br />
al Museo di Berlino, appare<br />
troppo umano, e troppo umano<br />
è anche l’angelo che gli è a fianco:<br />
16 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
non vola, anzi ha i piedi ben piantati<br />
in terra.<br />
Nel rifacimento S. Matteo interrompe<br />
la scrittura e si volge<br />
all’angelo che scende dal cielo per<br />
ispirarlo: una composizione certo<br />
più tradizionale.<br />
Sulle pareti laterali dipinge la Vocazione<br />
di Matteo: il santo viene<br />
chiamato dal Maestro col gesto<br />
della mano mentre siede al suo<br />
tavolo di esattore con alcune<br />
persone; un fascio di luce entra<br />
dalla finestra, forando la penombra<br />
dell’interno, e disegnando<br />
una scena da osteria.<br />
Sull’altra parete compone invece<br />
il Martirio dell’apostolo, che giace<br />
sui gradini dell’altare ferito da un<br />
manigoldo, tra figure di spettatori<br />
atterriti, mentre un capitano impennacchiato<br />
alla spagnola dà ordini<br />
levando la spada, e un angelo<br />
si sporge fra le nuvole, offrendo al<br />
santo la palma del martirio.<br />
Nella chiesa di Santa Maria del<br />
Popolo dipinge altri due grandi<br />
capolavori: la Conversione di San<br />
Paolo e la Crocifissione di San Pietro.<br />
Anche qui la stessa storia.<br />
Nella prima versione della Conversione<br />
di San Paolo, conservata<br />
nella collezione privata della famiglia<br />
Odescalchi Balbi ed esposta<br />
al pubblico sporadicamente,<br />
la figura del santo appare in secondo<br />
piano rispetto al cavallo.<br />
La seconda e ultima versione, la<br />
Conversione di San Paolo sulla via di<br />
Damasco, si trova nella Cappella<br />
Cerasi in Santa Maria del Popolo.<br />
La prima versione della Crocifissione<br />
di Pietro è invece scomparsa,<br />
anche se alcuni studiosi ritengono<br />
di averla identificata con un dipinto<br />
nel Museo dell’Ermitage di San<br />
Pietroburgo.<br />
Nel 1604 a Sant’Agostino dipinge<br />
la Madonna di Loreto o Madonna<br />
dei Pellegrini, su ordine di Ermete<br />
Cavalletti che intende decorare<br />
la cappella di famiglia nella basilica.<br />
Caravaggio vede in Lena, una<br />
prostituta, la modella perfetta<br />
per questa sua opera, mentre<br />
per gli oranti inginocchiati al suo<br />
cospetto sceglie gente del popolo<br />
che dipinge così com’è, anche con<br />
le piante dei piedi sporche.<br />
A sinistra:<br />
Caravaggio,<br />
La crocifissione di Pietro.<br />
Sotto:<br />
Caravaggio:, Autoritratto.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 17
Le opere dell’artista<br />
lombardo sono disseminate<br />
nella Città<br />
Eterna e tutte fanno<br />
discutere, come Giuditta<br />
e Oloferne, che<br />
provoca reazioni di<br />
orrore e sorpresa<br />
per la sua crudezza.<br />
Caravaggio interpreta<br />
i soggetti sacri<br />
con uno spirito più<br />
accessibile alla mentalità<br />
del popolo, più<br />
spregiudicato, più vicino<br />
alla vita vissuta;<br />
proietta le sue figure<br />
su uno schermo nero,<br />
sul quale appaiono<br />
intensamente rimarcate,<br />
immerse in<br />
un’atmosfera bruna,<br />
ma senza prendere<br />
parte viva alla scena,<br />
quasi che ognuna<br />
stia in un suo mondo<br />
chiuso, estranea<br />
a ciò che avviene<br />
intorno.<br />
Ribelle ai legami<br />
nell’arte, Michelangelo<br />
da Caravaggio è altrettanto<br />
libero e sfrenato nella vita. Esprime<br />
spesso opinioni poco lusinghiere<br />
sugli altri pittori ed è facile<br />
all’uso delle armi, che porta sempre<br />
indosso. Il 19 novembre 1600<br />
viene querelato da certo Girolamo<br />
Spampa, che aveva ricevuto<br />
da lui “parecchie bastonate” e<br />
una stoccata; il 7 febbraio 1601<br />
Guido ottiene Reni, il San componimento Filippo Neri, di un<br />
Roma, Chiesa di Santa Maria<br />
in processo Vallicella.. per aver ferito di spada<br />
un sergente di Castel S. Angelo; il<br />
24 aprile 1604 mentre è a pranzo<br />
all’osteria del Moro, alla Maddalena,<br />
tira un piatto contro un cameriere,<br />
ferendolo alla guancia; il 20<br />
ottobre è in carcere per ingiurie;<br />
il 23 maggio 1605 viene imprigionato<br />
per aver portato spada<br />
e pugnale senza licenza; il 20 luglio<br />
torna in carcere per offesa<br />
a due donne. Nove giorni dopo,<br />
in piazza Navona, ferisce con un<br />
colpo di spada sulla<br />
testa il notaro Mariano<br />
Pasqualone,<br />
a causa di Lena. Il<br />
primo settembre la<br />
sua padrona di casa,<br />
Prudenza Bruna,<br />
lo querela per aver<br />
rotto di Sabrina a sassate Rosala<br />
finestra, dopo che<br />
lei gli aveva chiesto<br />
l’affitto. Poco tempo<br />
dopo in una rissa<br />
viene ferito alla<br />
gola e all’orecchio<br />
sinistro.<br />
Nel 1606 in via della<br />
Pallacorda uccide<br />
per questioni di<br />
gioco tale Ranuccio<br />
Tomassoni. Condannato<br />
alla decapitazione,<br />
è costretto<br />
a fuggire da Roma;<br />
si reca a Napoli e<br />
quindi a Malta, dove<br />
viene accolto con<br />
onore. Tuttavia si<br />
fa arrestare anche<br />
qui, ma riesce ad<br />
evadere riparando<br />
in Sicilia, dove realizza diverse<br />
opere; quindi risale a Napoli, dove<br />
esercita un profondo influsso<br />
sui pittori locali. Nel tentativo di<br />
rientrare a Roma viene colpito<br />
dalla febbre; muore presso Porto<br />
Ercole nel 1610.<br />
Giordano Bruno<br />
Filippo Bruno, noto con il nome di<br />
Giordano, è un frate domenicano<br />
del XVI secolo; filosofo e scritto-<br />
18 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
e, il suo pensiero, inquadrabile<br />
nel naturalismo rinascimentale,<br />
fonde le più diverse tradizioni<br />
filosofiche: materialismo antico,<br />
averroismo, copernicanesimo, lullismo,<br />
scotismo, neoplatonismo,<br />
ermetismo, con influssi ebraici<br />
e cabalistici, ma ruota intorno<br />
ad un’unica idea: l’infinito, inteso<br />
come l’universo infinito, effetto<br />
di un Dio infinito, fatto d’infiniti<br />
mondi, da amare infinitamente:<br />
“Io dico Dio tutto Infinito, perché da<br />
sé esclude ogni termine ed ogni suo<br />
attributo è uno e infinito; e dico Dio<br />
totalmente infinito, perché lui è in<br />
tutto il mondo, ed in ciascuna sua<br />
parte infinitamente e totalmente: al<br />
contrario dell’infinità de l’universo,<br />
la quale è totalmente in tutto, e non<br />
in queste parti (se pur, referendosi<br />
all’infinito, possono esse chiamate<br />
parti) che noi possiamo comprendere<br />
in quello” (Giordano Bruno,<br />
De infinito, universo e mondi).<br />
Uomo dall’animo irrequieto, inizia<br />
la sua peregrinazione nel 1576,<br />
quando lascia Napoli per recarsi<br />
a Ginevra; passa poi per la Francia<br />
e l’Inghilterra, dove insegna a<br />
Oxford, per tornare poi a Parigi e<br />
ripartire per la Germania.<br />
E’ il 1592 quando viene denunciato<br />
all’Inquisizione dal nobile veneziano<br />
Giovanni Mocenigo, per<br />
i suoi dubbi sulla funzione della<br />
religione e perché sospettato di<br />
eterodossia a causa dei sui scritti.<br />
Infatti Bruno, dopo essere divenuto<br />
frate, aveva ben presto manifestato<br />
perplessità sulla trinità e<br />
sull’incarnazione del Cristo.<br />
Evita la condanna grazie ad una<br />
parziale ritrattazione, ma nel<br />
1593 l’Inquisizione lo reclama a<br />
Roma, dove resta imprigionato<br />
per sette anni e poi condannato<br />
al rogo. Nel corso dell’interrogatorio<br />
del 10 settembre Bruno si<br />
dice ancora pronto all’abiura, ma<br />
il 16 cambia idea e infine, dopo<br />
che il Tribunale ha ricevuto una<br />
denuncia anonima che lo accusa<br />
di aver avuto fama di ateo in<br />
Inghilterra e di aver scritto il suo<br />
“Spaccio della bestia trionfante”<br />
direttamente contro il papa, il 21<br />
dicembre rifiuta recisamente ogni<br />
abiura, dichiarando di non avere<br />
nulla di cui doversi pentire.<br />
L’8 febbraio 1600, dinnanzi ai cardinali<br />
inquisitori e ai consultori<br />
Benedetto Mandina, Francesco<br />
Pietrasanta e Pietro Millini, ascolta<br />
in ginocchio la sentenza di condanna<br />
al rogo. Terminata la lettura,<br />
secondo la testimonianza di<br />
Caspar Schoppe, studioso e umanista<br />
tedesco, Giordano Bruno si<br />
alza e ai giudici indirizza la storica<br />
frase: “Maiori forsan cum timore<br />
sententiam in me fertis quam ego<br />
accipiam”, (Forse tremate più voi<br />
nel pronunciare contro di me questa<br />
sentenza che io nell’ascoltarla).<br />
Dopo aver rifiutato i conforti<br />
religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio,<br />
con la lingua serrata da<br />
una morsa affinché<br />
non possa parlare, viene<br />
condotto in piazza<br />
Campo de’ Fiori e qui<br />
denudato, legato a un<br />
palo e arso vivo; le sue<br />
ceneri vengono quindi<br />
gettate nel Tevere.<br />
Pagina a sinistra:<br />
Monumento a Giordano<br />
Bruno in piazza Campo dei<br />
Fiori.<br />
A sinistra:<br />
Bassorilievo dello stesso<br />
monumento, raffigurante il<br />
processo a Giordano Bruno<br />
davanti al Tribunale<br />
dell’Inquisizione.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 19
In quella piazza, che fu scenario<br />
dell’esecuzione, campeggia oggi<br />
la statua in bronzo di Giordano<br />
Bruno, raccolto in se stesso, con<br />
le mani incrociate sul suo libro<br />
chiuso e lo sguardo dritto davanti<br />
a sé. Sul basamento in granito<br />
sono scolpiti otto medaglioni<br />
in bronzo con i ritratti di liberi<br />
pensatori, tre riquadri con gli<br />
episodi più importanti della vita<br />
del filosofo e un’iscrizione del<br />
filosofo Giovanni Bovio, oratore<br />
ufficiale della cerimonia di inaugurazione:<br />
“A Bruno, il secolo da<br />
lui divinato qui dove il rogo arse“.<br />
Pier Paolo Pasolini<br />
Nato a Bologna nel 1922, è stato<br />
scrittore, poeta, giornalista, sceneggiatore<br />
e regista. Nel dopoguerra<br />
inizia le sue prime esperienze<br />
letterarie pubblicando una<br />
raccolta di poesie e collaborando<br />
con “La Fiera Letteraria”. Nel<br />
gennaio del 1950, processato e<br />
condannato in primo grado per<br />
corruzione di minorenne, lascia<br />
Casarsa della Delizia insieme alla<br />
madre e si trasferisce a Roma.<br />
Nel 1952 sarà assolto in appello,<br />
ma questa è solo la prima delle<br />
vicende giudiziarie che lo coinvolgeranno,<br />
sia a causa della sua arte<br />
che per fatti di cronaca.<br />
Pasolini ha saputo interrogare l’anima<br />
più profonda della società,<br />
indagando tra le strade e le baraccopoli<br />
della città, innamorandosi<br />
del sottoproletariato che<br />
le abitava. Roma e Pasolini sono<br />
indissolubilmente legati, in particolare<br />
quei luoghi che ha vissuto,<br />
raccontato e dove infine è stato<br />
assassinato.<br />
In questo ipotetico viaggio nella<br />
Roma pasoliniana partiamo dal<br />
quartiere Pietralata, che fa da<br />
sfondo ai personaggi e alle vicende<br />
del suo romanzo del 1959<br />
“Una vita violenta” e, in parte, a<br />
“Ragazzi di vita” del 1955. Qui si<br />
svolge la vita di Tommaso Puzzilli,<br />
tra piccola criminalità, prostituzione,<br />
il carcere e poi la scoperta<br />
di un rinnovato senso di comunità<br />
e solidarietà. Il romanzo racconta<br />
anche la vita dei ragazzini in una<br />
borgata di baracche, nella Roma<br />
dei borghetti fatti di case tirate su<br />
in una notte; descrive l’esclusione<br />
ma anche il riscatto e la grande<br />
umanità di questi ultimi scarti della<br />
società industriale e della città<br />
che cresce.<br />
20 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
Tra la Casilina e la Tuscolana via<br />
del Mandrione è ancora oggi uno<br />
dei luoghi più affascinanti della città.<br />
Case basse, cresciute quasi a<br />
caso dalle baracche dell’immigrazione<br />
interna, e gli archi dell’acquedotto<br />
romano, tra il verde dei<br />
prati incolti, ultimo avamposto di<br />
campagna in città, e il vicino sferragliare<br />
della ferrovia. Qui Pasolini<br />
ha ambientato racconti e storie,<br />
nel cuore delle contraddizioni del<br />
boom economico, che prometteva<br />
elettrodomestici e macchine a<br />
rate, lasciando indietro centinaia<br />
di migliaia di persone.<br />
Il Pigneto, un tempo quartiere<br />
proletario e popolare, oggi è centro<br />
della movida; vi hanno trovato<br />
casa controculture, studenti fuori<br />
sede, hipster e artisti, che si mescolano<br />
a migranti e abitanti storici.<br />
Nel cuore del Pigneto il Bar<br />
Necci è una delle tappe obbligate<br />
per chi vive il quartiere; è un locale<br />
famoso, alla moda, ma quando<br />
Pasolini vi girava “Accattone” o vi<br />
ambientava le vicende di “Ragazzi<br />
di vita” era un’altra storia. E proprio<br />
tra i tavolini di Necci, dove<br />
Pasolini amava trascorrere lunghi<br />
pomeriggi, è stato fatto il casting<br />
di Accattone.<br />
Dal Pigneto a San Lorenzo il passo<br />
è breve. E’ proprio qui, alla<br />
Trattoria Pommidoro, dove si gusta<br />
la cucina tradizionale romana<br />
tra operai e studenti della vicina<br />
Università, e dove Pasolini era di<br />
casa, assieme a scrittori e intellettuali<br />
come Alberto Moravia ed<br />
Elsa Morante, che Pasolini consuma<br />
la sua ultima cena in compagnia<br />
di Ninetto Davoli.<br />
Il nostro viaggio immaginario non<br />
può che concludersi all’Idroscalo,<br />
un borghetto abusivo, poi sgomberato,<br />
alla periferia di Ostia. Qui,<br />
nella notte tra il 1 e il 2 novembre<br />
del 1975, Pier Paolo Pasolini trova<br />
la morte, ucciso barbaramente.<br />
Verrà trovato all’alba, riverso in<br />
terra, massacrato da calci, pugni,<br />
catene e bastoni.<br />
Luci e ombre si irradiano<br />
da Roma<br />
La Roma degli ultimi è quella che<br />
emerge attraverso questi personaggi:<br />
una Roma dove vengono<br />
narrate storie prese dal vero, dove<br />
la gente è reale e non di accademia,<br />
dove la crudezza della<br />
vita reale, in primo piano, genera<br />
disagio. Una Roma in cui l’animo<br />
umano viene messo a nudo, in<br />
modo pieno e dissacrante. Forse<br />
non è un caso che tre personaggi<br />
chiave della cultura e dell’arte italiana<br />
e mondiale, considerati nel<br />
loro tempo eretici per il loro pensiero<br />
e la loro arte, hanno come<br />
comune denominatore problemi<br />
con la giustizia, con la morale comune,<br />
con le istituzioni, vengono<br />
messi al bando e disprezzati.<br />
Caravaggio, Giordano Bruno e<br />
Pasolini sono accomunati in tutto<br />
questo; addirittura due di loro<br />
a Roma hanno trovato la morte.<br />
Spiriti irrequieti, che hanno scandagliato<br />
le ombre più profonde<br />
dell’animo umano. Pasolini ha descritto<br />
l’innovazione caravaggesca<br />
in termini foto/cinematografici; a<br />
suo dire il pittore lombardo ha<br />
inventato un modo “profilmico”<br />
di rappresentare la realtà, intendendo<br />
con questo termine tutto<br />
ciò che sta davanti alla macchina<br />
Nella foto:<br />
Il Bar Necci, al Pigneto, in<br />
un fotogramma del film<br />
“Accattone”.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 21
Sopra:<br />
Un murale su Pier Paolo<br />
Pasolini apparsu sui muri di<br />
Roma; raffigura lo scrittore<br />
che ha in braccio il suo corpo<br />
senza vita.<br />
A destra:<br />
Il regista durante le riprese<br />
di un suo film in una borgata<br />
romana.<br />
da presa: “il Caravaggio ha inventato<br />
tutto un mondo da mettere<br />
davanti al cavalletto nel suo studio:<br />
tipi nuovi di persone, nel senso sociale<br />
a caratteriologico, tipi nuovi di<br />
oggetti, tipi nuovi di paesaggi”. Ha<br />
inventato anche una “nuova luce”:<br />
“al lume universale del Rinascimento<br />
platonico ha sostituito una luce<br />
quotidiana e drammatica. Sia i nuovi<br />
tipi di persone e di cose che il<br />
nuovo tipo di luce il Caravaggio li<br />
ha inventati perché li ha visti nella<br />
realtà. Si è accorto che intorno<br />
a lui - esclusi dall’ideologia culturale<br />
vigente da circa<br />
due secoli -<br />
c’erano uomini<br />
che non erano<br />
ore del giorno,<br />
forme di illuminazione<br />
labili<br />
ma assolute,<br />
che non erano<br />
mai state riprodotte<br />
e respinte<br />
sempre<br />
più lontano<br />
dall’uso e dalla<br />
norma, avevano<br />
finito col divenire<br />
scandalose,<br />
e quindi<br />
rimosse.”<br />
La terza invenzione<br />
di<br />
Caravaggio,<br />
secondo Pasolini,<br />
è “il<br />
diaframma”:<br />
“è un diaframma<br />
(anch’esso<br />
luminoso, ma<br />
di una luminosità artificiale che appartiene<br />
solo alla pittura e non alla<br />
realtà) che divide sia lui, l’autore, sia<br />
noi, gli spettatori, dai suoi personaggi,<br />
dalle sue nature morte, dai suoi<br />
paesaggi. Questo diaframma, che<br />
traspone le cose dipinte dal Caravaggio<br />
in un universo separato, in un<br />
certo senso morto, almeno rispetto<br />
alla vita e al realismo con cui quelle<br />
cose erano state percepite e dipinte,<br />
è stato stupendamente spiegato da<br />
Roberto Longhi con la supposizione<br />
che il Caravaggio dipingesse guardando<br />
le sue figure riflesse in uno<br />
22 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
specchio. Tali figure erano perciò<br />
quelle che il Caravaggio aveva realisticamente<br />
scelto, negletti garzoni di<br />
fruttivendolo, donne del popolo mai<br />
prese in considerazione, ecc., e inoltre<br />
esse erano immerse in quella luce<br />
reale di un’ora quotidiana concreta,<br />
con tutto il suo sole e tutta la sua<br />
ombra”. Questa terza invenzione<br />
è quella più entusiasma il regista,<br />
perché “fa delle sue figure delle<br />
figure separate, artificiali, come riflesse<br />
in un specchio cosmico. Qui i<br />
tratti popolari e realistici dei volti si<br />
levigano in una caratteriologia mortuaria;<br />
e così la luce, pur restando<br />
così grondante dell’attimo del giorno<br />
in cui è colta, si fissa in una grandiosa<br />
macchina cristallizzata”.<br />
C’è poi uno stretto legame tra il<br />
Naturalismo di Giordano Bruno<br />
e le opere del Caravaggio, che<br />
assistette al rogo del monaco. Le<br />
ombre sono prodotte dalla luce<br />
e la luce viene<br />
prodotta anche dal fuoco, magari<br />
proprio dal fuoco di un rogo; così<br />
l’ombra nelle opere di Caravaggio,<br />
come le ombre prodotte dalla<br />
luminosità solare in Giordano<br />
Bruno. Da qui ha avuto origine<br />
una rivoluzione artistica e di pensiero,<br />
una rivoluzione dell’animo,<br />
osteggiata dal cattolicesimo romano.<br />
Ci piace concludere il nostro viaggio<br />
in questa Roma eterodossa<br />
con la poesia di Pasolini “Pianto della<br />
scavatrice”, che bene descrive le<br />
luci e le ombre della Città Eterna:<br />
Stupenda e misera città,<br />
che m’hai insegnato ciò che allegri e feroci<br />
gli uomini imparano bambini,<br />
le piccole cose in cui la grandezza<br />
della vita in pace si scopre, come<br />
andare duri e pronti nella<br />
ressa<br />
delle strade, rivolgersi a un altro uomo<br />
senza tremare, non vergognarsi<br />
di guardare il denaro contato<br />
con pigre dita dal fattorino<br />
che suda contro le facciate in corsa<br />
in un colore eterno d’estate;<br />
a difendermi, a offendere, ad avere<br />
il mondo davanti agli occhi e non<br />
soltanto in cuore, a capire<br />
che pochi conoscono le passioni<br />
in cui io sono vissuto:<br />
che non mi sono fraterni, eppure sono<br />
fratelli proprio nell’avere<br />
passioni di uomini<br />
che allegri, inconsci, interi<br />
vivono di esperienze<br />
ignote a me. Stupenda e misera<br />
città che mi hai fatto fare<br />
esperienza di quella vita<br />
ignota: fino a farmi scoprire<br />
ciò che, in ognun, era il mondo.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 23
QUATTRO PASSI NELLA<br />
“GRANDE BELLEZZA” DI ROMA<br />
DALLA VILLA DEI QUINTILI<br />
AL MAUSOLEO DI CECILIA METELLA<br />
di Alessandro Rotondi<br />
e Roberta D’Alessandro<br />
Ninfeo di<br />
Villa dei Quintili.<br />
R<br />
oma è un nome che<br />
in questo momento<br />
storico evoca degrado,<br />
abbandono, corruzione,<br />
quella che un’indagine giudiziaria<br />
ha definito Mafia Capitale. Già,<br />
perché Roma è la capitale d’Italia,<br />
e nel bene e nel male la rappresenta<br />
nel suo complesso, sotto<br />
ogni aspetto.<br />
Nel bene e nel male, dicevamo,<br />
e Roma di bene ne ha tanto.<br />
In particolare detiene un “bene<br />
comune” fatto di storia, arte,<br />
paesaggio: tre aspetti collegati tra<br />
loro indissolubilmente che producono<br />
una “grande bellezza”, la<br />
vera “grande bellezza”. Roma, per<br />
24 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
l’appunto, ha in se tutto questo,<br />
da sottrarre ai continui appetiti di<br />
chi con essa vuole esclusivamente<br />
arricchirsi, facendone un uso privatistico.<br />
Tra coloro che si sono battuti per<br />
difendere l’immenso patrimonio<br />
paesistico e storico di Roma vi è<br />
un giornalista e scrittore, Antonio<br />
Cederna, la cui attualità è quanto<br />
mai indiscutibile.<br />
Era il 1971 quando Antonio<br />
Cederna (Milano, 27 ottobre<br />
1921 - Ponte Valtellina, 27 agosto<br />
1996), giornalista, intellettuale,<br />
saggista, politico e difensore<br />
instancabile del patrimonio<br />
culturale e paesaggistico italiano,<br />
denunciava con forza la cementificazione<br />
illegale dell’Appia<br />
Antica. L’occasione per ricordarlo<br />
l’ha creata l’Associazione Bianchi<br />
Bandinelli, che ha organizzato<br />
il 13 febbraio scorso l’iniziativa<br />
“Sulle orme di Antonio Cederna<br />
lungo la Via Appia”, una camminata<br />
partita dalla Villa dei Quintili e<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 25
Foto sopra:<br />
Villa dei Quintili.<br />
A destra:<br />
Tomba sull’Appia antica.<br />
In basso: Pavimento della Villa<br />
dei Quintili.<br />
conclusasi al Mausoleo di Cecilia<br />
Metella. E allora via, mettiamoci<br />
in cammino per questa passeggiata<br />
in uno spicchio della grande<br />
bellezza di Roma e dell’Italia.<br />
Raggiungiamo il numero 1092 di<br />
via Appia Nuova ed entriamo<br />
nella Villa dei Quintili, che nel II<br />
secolo d. C. rappresentava, per<br />
grandezza e magnificenza, la più<br />
importante residenza del suburbio<br />
romano.<br />
Costruita attorno ad una grande<br />
piazza, si estende fra via<br />
Appia Antica e Via Appia Nuova.<br />
Originariamente appartenuta ai<br />
fratelli Quintili, ricchi proprietari<br />
che nel 151 ricoprirono la carica<br />
di Consoli, era una villa suburbana<br />
a carattere agricolo-produttivo<br />
che sotto l’imperatore<br />
Commodo divenne di proprietà<br />
imperiale, e venne ingrandita e<br />
impreziosita. L’imperatore amava<br />
godervi la tranquillità della campagna<br />
romana, su cui il complesso<br />
si affaccia, e i bagni termali.<br />
Gli ambienti padronali ne costituiscono<br />
il nucleo più importante:<br />
un edificio circolare che ospita<br />
le stanze e poi gli spazi termali<br />
del calidario e del frigidario,<br />
muniti di finestre e ornati di<br />
marmi policromi. Proseguendo<br />
verso l’Appia Antica ci si imbatte<br />
in un casale che era utilizzato da<br />
un pastore, e che è stato acquisito<br />
dalla Sovrintendenza Speciale,<br />
e ristrutturato. Anche qui sono<br />
ben visibili i resti di terme e bagni,<br />
con il sistema di riscaldamento<br />
sottostante.<br />
Varcato il cancello si va per l’Appia<br />
Antica, dove non è difficile<br />
imbattersi in un gregge di<br />
pecore. Svoltando verso destra<br />
ci incamminiamo in quello che<br />
sarebbe dovuto essere il Museo<br />
dell’Appia Antica, un museo a<br />
cielo aperto, e a questo punto<br />
è necessaria molta pazienza per<br />
evitare le auto che vanno e vengono<br />
dalle ville sorte tra gli anni<br />
50 e 60, ai due lati della strada.<br />
Non mancano “residenze” e ville<br />
per ricevimenti, circondate da<br />
telecamere, protette da cavalli di<br />
frisia e con reperti incastonati nei<br />
muri di cinta.<br />
26 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
La via Appia fu fatta costruire<br />
nel 312 a. C. dal censore<br />
Appio Claudio Cieco per collegare<br />
Roma e Capua, allo scopo<br />
di consentire l’avanzata dell’esercito<br />
romano nel meridione in<br />
occasione della seconda guerra<br />
contro i Sanniti. La strada è stata<br />
più volte prolungata, prima fino<br />
a Benevento, poi fino a Venosa,<br />
per giungere infine a Brindisi.<br />
L’Appia Antica era la più importante<br />
strada romana. Collegava<br />
Roma con le più importanti città<br />
del centro sud e, oltre ad essere<br />
fondamentale per le spedizioni<br />
militari, lungo di essa transitavano<br />
i traffici commerciali verso l’Oriente,<br />
la Grecia e l’Egitto. Non<br />
per niente il poeta Stazio nel I<br />
secolo la chiamò regina viarum, e<br />
altri la definirono nobilis e insignis<br />
(nobile, straordinaria). Questa<br />
imponente realizzazione non fu<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 27
solo tramite di attività produttive<br />
ed economiche, conseguenza dei<br />
traffici commerciali, ma anche<br />
modello insuperato di tutte le<br />
strade che collegavano Roma al<br />
resto dell’Impero.<br />
Nell’antica Roma era vietato<br />
seppellire e cremare i defunti<br />
all’interno della cinta muraria,<br />
per questo motivo nel corso<br />
dei secoli, ai margini dell’Appia<br />
si era venuto a creare un vero e<br />
proprio sepolcreto, formato da<br />
tombe di dimensioni e forme differenti,<br />
spesso celebrative delle<br />
famiglie a cui appartenevano, con<br />
l’intento di tramandarne il prestigio.<br />
Eccoci giunti al Mausoleo<br />
di Cecilia Metella, il monumento<br />
simbolo della via Appia antica,<br />
famoso fin dal Rinascimento e<br />
oggetto di particolare attenzione<br />
da parte di archeologi, architetti,<br />
disegnatori e vedutisti.<br />
Siamo al III miglio, il punto più alto<br />
della strada, dove si è arrestata<br />
la colata lavica di circa 260.000<br />
anni fa, proveniente dai Colli<br />
Albani. La costruzione, datata tra<br />
gli anni 30 e 20 a. C., è la tomba<br />
monumentale di una nobildonna<br />
romana che, grazie ad un’iscrizione,<br />
sappiamo essere figlia di<br />
Quinto Cecilio Metello, console<br />
nel 69 a. C., che tra il 68 e il 65<br />
conquistò l’isola di Creta, prendendo<br />
il soprannome di Cretico.<br />
Marito di Cecilia Metella era probabilmente<br />
Publio Licinio Crasso,<br />
figlio di quel Marco Licinio Crasso,<br />
che con Cesare e Pompeo fu<br />
membro del primo triumvirato.<br />
La base del monumento è a pianta<br />
quadrata, realizzato in conglomerato<br />
cementizio di scaglie<br />
di selce e foderato in origine da<br />
blocchi di travertino, di cui oggi<br />
si conservano solo alcune testate<br />
infisse nel nucleo a causa dei<br />
ripetuti spogli subiti in età rinascimentale.<br />
Su di essa si innalza un imponente<br />
cilindro, rivestito dalle originarie<br />
lastre di travertino, alla cui<br />
sommità c’è un fregio marmoreo,<br />
decorato con bucrani e ghirlande<br />
di fiori e frutta, interrotto da un<br />
altorilievo con trofeo di armi e la<br />
figura di un barbaro prigioniero<br />
con le mani legate dietro la schiena.<br />
All’interno si apre una camera<br />
funeraria, di forma leggermente<br />
conica, che occupa tutta l’altezza<br />
del cilindro, aperta sulla sommità<br />
con un oculus e rivestita da una<br />
cortina laterizia.<br />
La sommità del mausoleo ha una<br />
28 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
sopraelevazione in muratura di<br />
blocchetti di peperino, conseguenza<br />
delle modificazioni realizzate<br />
dalla famiglia Caetani per<br />
trasformare il sepolcro nel torrione<br />
principale del loro castello.<br />
Lungo la via si trovavano anche<br />
impianti termali, come quello di<br />
Capo di Bove, al civico 222 di via<br />
Appia antica. Di quest’ultimo nel<br />
2002 il Ministero dei Beni e delle<br />
Attività Culturali e del Turismo,<br />
su proposta della Soprintendenza<br />
Speciale per il Colosseo, il Museo<br />
Nazionale Romano e l’area archeologica<br />
di Roma, ha acquistato<br />
la proprietà.<br />
L’area verde, di circa mq 8.500,<br />
comprende un edificio principale<br />
su tre livelli e uno secondario, in<br />
origine la dépendance della villa.<br />
Il giardino tra il 2003 e il 2005 è<br />
stato teatro di tre campagne di<br />
scavo archeologico, che hanno<br />
portato alla luce il complesso<br />
termale, databile alla metà del II<br />
secolo d. C.. Non è stato possibile<br />
determinarne con esattezza<br />
la proprietà e al riguardo sono<br />
state avanzate unicamente delle<br />
ipotesi. L’edificio principale noto<br />
come “casa ad uso della vigna”,<br />
iscritto già al Catasto Gregoriano<br />
(1816-1835), è costruito sopra<br />
una cisterna romana ed è stato<br />
trasformato nel secondo dopoguerra.<br />
Oggi si presenta con una<br />
cortina muraria esterna, realizzata<br />
con materiali antichi, molti dei<br />
quali probabilmente recuperati<br />
dai monumenti romani che si trovavano<br />
lungo l’Appia. Ospita gli<br />
uffici della Sopraintendenza e l’archivio<br />
di Antonio Cederna, che<br />
gli eredi hanno donato allo Stato.<br />
Il materiale in esso raccolto copre<br />
un arco temporale che va dagli<br />
anni Quaranta agli anni Novanta.<br />
Parte del contenuto è consultabile<br />
sul sito www.archiviocederna.it.<br />
Tutte le informazioni sono reperibili<br />
sul sito http://archeoroma.<br />
beniculturali.it/siti-archeologici/villadei-quintili.<br />
Nella foto:<br />
Mausoleo di Cecilia Metella.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 29
Ossario di Sedlec:<br />
Stemma degli Schwarzenberg<br />
costruito con le ossa<br />
ARTE E LEGGENDA<br />
ALLE PORTE<br />
DI PRAGA<br />
di Giorgia Marchetti<br />
e Chiara Gonfiantini<br />
D<br />
a Praga si arriva a<br />
Kutná Hora con un<br />
treno regionale diretto,<br />
ci si trova poi a<br />
salire su un piccolo convoglio, in<br />
grado di ospitare forse qualche<br />
dozzina di anime, che dopo un<br />
breve tragitto si ferma in mezzo<br />
al niente per farle scendere, in<br />
una stazione che non sembra<br />
neanche tale. É così che si mette<br />
piede a Sedlec.<br />
In questa piccola frazione della<br />
Repubblica Ceca si trova, in corrispondenza<br />
del monastero cistercense,<br />
la cattedrale di Nostra<br />
Signora di Sedlec, patrimonio<br />
dell’umanità dell’UNESCO.<br />
Leggenda vuole che nel 1278<br />
l’abate Enrico, al suo rientro dalla<br />
Terra Santa, dove era stato inviato<br />
per volere del re di Boemia<br />
Otakar, disperse nel piccolo cimitero<br />
adiacente alla cattedrale<br />
la terra della collina del Golgota,<br />
luogo di esecuzioni capitali e di<br />
crocefissioni, appena fuori dalle<br />
mura di Gerusalemme.<br />
Si sparse la voce che, da quel<br />
momento, chi fosse stato sepolto<br />
a Sedlec avrebbe avuto<br />
accesso alle porte del Paradiso<br />
e gli sarebbe stata assicurata la<br />
vita eterna. In molti, moltissimi,<br />
soprattutto aristocratici, vennero<br />
da tutta Europa per essere sepolti<br />
alle porte della piccola cittadina<br />
Ceca, alla ricerca di una salvezza<br />
che Sedlec nella leggenda gli prometteva.<br />
Ma due eventi si susseguirono<br />
prepotentemente nei secoli seguenti:<br />
prima l’epidemia di peste,<br />
che nel XIV secolo scosse la<br />
Repubblica Ceca e il continente<br />
intero, poi la crociata hussita, a<br />
partire dal 1419 e la Guerra dei<br />
Trent’anni (1618-1648), che insanguinarono<br />
l’Europa, provocando<br />
migliaia di morti.<br />
Il piccolo cimitero di Sedlec non<br />
era più in grado di accogliere i<br />
30 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 31
corpi di tutte le vittime e i frati<br />
furono costretti a costruire, nella<br />
cripta della nuova chiesa, un ossario<br />
per far fronte alle necessità<br />
sempre più incessanti.<br />
Ma non è solo per questo che<br />
oggi si viaggia per Sedlec.<br />
Sul finire del XIX secolo l’intagliatore<br />
Frantisek Rint, per sopperire<br />
alla mancanza di spazio, propose<br />
di utilizzare le ossa contenute<br />
nella cripta per adornare e decorare<br />
le pareti e la volta della<br />
chiesa. Fu così che i resti di oltre<br />
quarantamila corpi, ormai decomposti,<br />
diventarono sculture<br />
tra le mani dell’inusuale artista.<br />
Quando si varca il primo arco<br />
dei sotterranei della “chiesa delle<br />
ossa” - ormai non più per tradizione<br />
Cappella di Tutti i Santi - si<br />
ha un’impressione di irrealtà, una<br />
sensazione di freddo e di rossore,<br />
di inquietudine e di entusiasmo<br />
allo stesso tempo.<br />
Ci si avvicina cauti scendendo gli<br />
scalini che portano alla parte bassa<br />
della cripta, inciampando quasi<br />
con lo sguardo in tutte le vite che<br />
quelle ossa hanno percorso.<br />
Un grande candelabro domina<br />
dall’alto, composto da tutte le<br />
duecentosei ossa che possono<br />
rinvenirsi in uno scheletro umano.<br />
Intorno alle colonne teschi, femori,<br />
vertebre, coste, sterni, falangi.<br />
E poi, ancora e ancora, le pareti<br />
e le volte: le ossa decorano ogni<br />
angolo sul quale si posano gli occhi,<br />
in tale quantità da non farci<br />
più caso. Qui si incastrano per<br />
dare forma ad uno stemma, lì per<br />
decorare un arco; e costellano<br />
ogni spazio, ogni intercapedine:<br />
dritte, appese, posate, accatastate<br />
ordinatamente a formare un motivo<br />
o una sequenza. Seguono le<br />
linee dell’altare e si avvicinano per<br />
modellare croci e calici. Sul muro<br />
si inchiodano addirittura, per lasciare<br />
un segno, una firma incancellabile<br />
dell’artefice: 1870 F. Rint.<br />
Lo sguardo vi scorre sopra senza<br />
posarsi, scivola su quella superficie<br />
biancastra e levigata. Si pensa<br />
a come sarebbe entrarci di notte<br />
nella cripta della chiesetta alle<br />
porte di Sedlec, al lume di candela;<br />
a come la fiamma agiterebbe<br />
il colore sulle pareti, rendendole<br />
ancora più inquietanti alla vista di<br />
chi vive e guarda.<br />
Risalendo le scale passo per passo,<br />
in silenzio, perché è così che<br />
si torna in superficie, non si può<br />
far altro che mediare con tutta<br />
quella morte e alla fine sollevare<br />
l’angolo della bocca in un quasi<br />
sorriso, perché la leggenda raccontava<br />
ma la storia ha realizzato:<br />
i sepolti a Sedlec, in qualche<br />
modo, hanno avuto ragione. Se<br />
ancora oggi in così tanti scendono<br />
le scale della cripta e posano<br />
gli occhi su di loro, se questo piccolo<br />
paesino è segnato su tutte<br />
le guide e se siamo anche noi qui<br />
a parlarne, allora non era solo<br />
leggenda, sono davvero riusciti a<br />
diventare immortali.<br />
32 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
Associazione Culturale “Bensalem”<br />
Castel del Monte<br />
Il Tempio della Rosa<br />
a cura di Attilio Castronuovo<br />
Castel del Monte è uno dei misteri più affascinanti che, dalle nebbie del passato, siano giunti fino a noi.<br />
Adagiato su un poggio che domina la pianura, enigmatico per tutto ciò che attiene ai suoi scopi e alla sua<br />
funzionalità, sembra sfidare il visitatore desideroso di comprenderne il segreto. Si potrebbero affastellare<br />
all’infinito ipotesi su ipotesi nella speranza di giungere a qualche certezza, ma il castello sembra sottrarsi a<br />
questa ricerca, mostrandosi sempre più sfuggente, evanescente, irraggiungibile.<br />
di Daniela Gagliano<br />
edizionigagliano@gmail.com<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 33
USABILITY È BELLO<br />
di Giorgia Marchetti<br />
e Chiara Gonfiantini<br />
L’<br />
usability o usabilità,<br />
di cui sentiamo sempre<br />
più spesso parlare<br />
a proposito della<br />
facilità e l’intuitività di utilizzo di<br />
un sito web, passa tra le nostri<br />
mani e sotto i nostri occhi ogni<br />
giorno nell’uso quotidiano non di<br />
uno, ma di molteplici strumenti.<br />
Nella nostra vita quotidiana incontriamo<br />
e ci scontriamo con<br />
infiniti oggetti di uso comune:<br />
chiunque di noi nel giro di ventiquattr’ore<br />
utilizza un cellulare,<br />
apre una porta, usa elettrodomestici<br />
in cucina e apparecchiature in<br />
ufficio, utilizza la macchinetta per<br />
il ticket nel parcheggio, oblitera un<br />
biglietto del bus o preleva soldi<br />
tramite uno sportello bancomat.<br />
Anche senza rendercene conto,<br />
ogni giorno di fronte a questi oggetti<br />
è come se risolvessimo tanti<br />
piccoli rompicapo per comprenderne<br />
l’esatto utilizzo e cercare di<br />
non sprecare inutili energie.<br />
Pensiamo ad una porta. Cosa ci<br />
possiamo fare con una porta?<br />
Non ci sono effettivamente molte<br />
opzioni e la risposta appare ovvia<br />
e banale: una porta o la si apre o<br />
la si chiude. Altrettanto scontato<br />
sembrerebbe la sua modalità di<br />
utilizzo e invece non sempre lo è.<br />
Di fronte ad una porta pensiamo:<br />
in che direzione si aprirà? Dovrò<br />
spingere o tirare? Dovrò far leva<br />
a destra o a sinistra? Se la porta<br />
è stata progettata bene la risposta<br />
si dovrebbe dedurre dal solo<br />
disegno dell’oggetto, senza bisogno<br />
di cartelli esplicativi e tanto<br />
meno di procedere per tentativi<br />
ed errori. Se ad esempio è possibile<br />
distinguere su un lato di essa<br />
i cardini ecco che appare ovvio<br />
che il lato da spingere per aprirla<br />
è esattamente l’opposto, ma<br />
se i cardini sono di un materiale<br />
trasparente che non li rende così<br />
evidenti, o sono nascosti, ecco<br />
che tutto diventa più complicato<br />
e il risultato è una porta meno<br />
immediata da usare.<br />
L’usabilità acquista un potere<br />
enorme, diventa in sostanza la<br />
chiave di volta che può fare effettivamente<br />
la differenza. Oramai<br />
nel nostro quotidiano, sia per<br />
motivi di lavoro che per svago o<br />
necessità, ci troviamo davanti a<br />
dispositivi, come stampanti, macchine<br />
fotografiche, lavatrici, dalle<br />
mille e più funzioni, che spesso<br />
finiamo per utilizzare solo in minima<br />
parte, perché sono troppo<br />
complesse da decifrare e usare<br />
appieno.<br />
La mente umana ricerca sempre<br />
un senso compiuto; da un semplice<br />
spunto comincia a elaborare,<br />
razionalizzare, interpretare.<br />
Attraverso l’esperienza ognuno<br />
si crea dei modelli mentali utili a<br />
comprendere e ad interagire con<br />
l’ambiente che lo circonda. Ecco<br />
allora che chi progetta un oggetto<br />
deve fornire modelli mentali<br />
34 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
chiari e coerenti.<br />
È ormai una convenzione che il<br />
tasto di accensione di un dispositivo<br />
sia quello più grande, con<br />
un colore diverso e quindi maggiormente<br />
in evidenza e immediatamente<br />
riconoscibile nel suo<br />
utilizzo. Come è altrettanto consuetudine<br />
che all’interno di un sito<br />
web una parola sottolineata di<br />
blu suggerisca l’idea di essere in<br />
presenza di un link su cui è possibile<br />
cliccare. L’utente deve essere<br />
guidato e aiutato all’utilizzo ancor<br />
prima di consultare i manuali di<br />
istruzione; bisogna rendere visibile<br />
l’essenziale per l’uso di un determinato<br />
oggetto. La giusta visibilità,<br />
come al contrario l’eccesso<br />
di visibilità, crea solo confusione e<br />
spiazza l’utente.<br />
È importante tenere da conto la<br />
relazione che intercorre tra l’azionamento<br />
di un tasto e i suoi<br />
effetti: per abbassare il finestrino<br />
dell’auto si spinge il tasto verso il<br />
basso, viceversa si muove verso<br />
l’alto per chiuderlo. In un campo<br />
di ricerca web la struttura del<br />
modulo suggerisce dove inserire<br />
il testo, invitando successivamente<br />
a cliccare su invia per iniziare<br />
la ricerca. Una relazione stretta,<br />
quasi naturale, tra comando e<br />
funzione semplifica e velocizza<br />
l’uso. In alcuni casi deriva dallo<br />
standard culturale; in Italia, per<br />
esempio, siamo abituati ad aprire<br />
il rubinetto rosso per utilizzare<br />
l’acqua calda ed il blu per quella<br />
fredda ma in altri paesi è esattamente<br />
il contrario.<br />
Tuttavia visibilità e giusta correlazione<br />
tra comando e funzione<br />
non sono ancora sufficienti se<br />
manca un feedback, un informazione<br />
di ritorno che dice quali<br />
risultati abbiamo ottenuto con la<br />
nostra azione. Ad esempio quando<br />
pigiamo il tasto per avviare la<br />
lavatrice quest’ultimo lampeggia<br />
prima di iniziare il ciclo di lavaggio,<br />
confermando che la lavatrice da<br />
lì a breve si metterà in funzione.<br />
Tornando al web, dopo aver cliccato<br />
sul tasto invio di una e-mail<br />
compare un messaggio che ne<br />
conferma il corretto invio.<br />
Usabilità è bello, è facile, è semplice<br />
da utilizzare, riduce lo stress<br />
e fa risparmiare tempo; ci aiuta a<br />
svolgere le nostre azioni quotidiane<br />
in modo veloce e dinamico. Altrimenti…<br />
meglio lasciar perdere.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 35
Gregorio De Ferrari,<br />
Bacco e Arianna<br />
UOMINI E DEI<br />
IN MOSTRA A GENOVA<br />
LA PITTURA DEL ‘600<br />
SOTTO LA LANTERNA<br />
di Fabrizio Capra<br />
N<br />
ello splendido scenario<br />
del cinquecentesco Palazzo<br />
della Meridiana,<br />
nel centro storico di<br />
Genova, fino al prossimo<br />
5 giugno sarà visitabile “Uomini e<br />
Dei. Il ‘600 genovese dei collezionisti”,<br />
mostra a cura di Anna Orlando.<br />
La mostra propone in esclusiva<br />
sessanta dipinti provenienti da collezioni<br />
private, tra cui alcune opere<br />
inedite o mai esposte in pubblico,<br />
e va a scandagliare il ricco<br />
patrimonio del collezionismo privato<br />
che nella città della Lanterna<br />
ha antichissima tradizione e rappresenta<br />
una ricchezza culturale<br />
in contrapposizione con le opere<br />
esposte nei musei e nelle chiese.<br />
Suddivisa in sezioni tematiche, sei<br />
in tutto - “Lezione fiamminga”, “Armonie<br />
e dissonanze”,”Nell’universo<br />
delle fiabe”, “Uomini e dei: tra sacro<br />
e profano”, “Narrare il divino: regole<br />
e licenze” e, infine, “Pathos, sentimento,<br />
devozione” - l’esposizione<br />
sottolinea la contrapposizione tra<br />
sacro e profano, terreno e ultraterreno,<br />
umano e divino.<br />
L’allestimento si presenta ottimale<br />
per il visitatore<br />
che può ammirare<br />
nel giusto modo e<br />
con la giusta atmosfera<br />
le opere esposte,<br />
un significativo<br />
spaccato della pittura<br />
genovese, un insieme di opere<br />
sconosciute al pubblico amante<br />
dell’arte che, terminata la mostra,<br />
torneranno nei salotti privati.<br />
Nel nostro giro ci siamo soffermati<br />
ad ammirare, tra gli altri, i<br />
LA SCHEDA<br />
Titolo:<br />
Luogo:<br />
Uomini e Dei - il 600 genovese dei collezionisti<br />
Palazzo della Meridiana,<br />
Salita S. Francesco n. 4 - Genova<br />
Data: fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
Orario: da martedì a venerdì ore 12-19;<br />
sabato e domenica ore 11-19;<br />
lunedì chiuso<br />
Biglietto: intero euro 7,00; ridotto euro 5,00.<br />
Possibilità di biglietto cumulativo con i Musei di Strada<br />
Nuova euro 10,00<br />
Catalogo:<br />
Sagep al costo di 30,00 euro<br />
(25,00 per i visitatori della mostra)<br />
lavori di Domenico Piola, Luca<br />
Cambiaso, Giovanni Battista Carlone,<br />
Orazio De Ferrari, Bernardo<br />
Strozzi, Alessandro Magnasco,<br />
Giovanni Benedetto Castiglione<br />
detto il Grechetto, Pieter Boel.<br />
Informazioni: tel. 0102541996;<br />
mostre@palazzodellameridiana.it - www.palazzodellameridiana.it<br />
36 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 37
SICUREZZA STRADALE<br />
CONOSCENZA E CONSAPEVOLEZZA<br />
di Claudio La Medica<br />
S<br />
econdo l’Istat, tra il<br />
2002 e il 2014 sulle<br />
strade della Capitale,<br />
si sono verificati oltre<br />
250 mila incidenti, che hanno determinato<br />
2.861 morti e 330.663<br />
feriti. Serie criticità riguardano, in<br />
particolare, la classe di età compresa<br />
tra 15 e 24 anni, per la<br />
quale risultano condizioni signifi-<br />
cativamente più gravi rispetto al<br />
2013. Tra le cause più frequenti di<br />
mortalità c’è l’elevata velocità, in<br />
particolare nelle fasce orarie notturne,<br />
tra le 22,30 della sera e le<br />
6,30 del mattino, quando la ridotta<br />
consistenza dei flussi di traffico<br />
induce ad assumere comportamenti<br />
di guida più trasgressivi. A<br />
Roma, in generale, il 12% degli incidenti<br />
con vittime è correlato al<br />
superamento dei limiti di velocità<br />
e questa circostanza diventa causa<br />
prevalente nel 24% degli eventi<br />
mortali. Nelle ore notturne i tassi<br />
di incidentalità aumentano di 2-3<br />
volte rispetto a quelli registrati<br />
durante il giorno, ed aumenta in<br />
particolare l’ordine di gravità degli<br />
incidenti, laddove le alte velocità<br />
38 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
si associano, spesso, ad ulteriori<br />
condizioni di guida a rischio, in<br />
stato di stanchezza, di alterazione<br />
psico-fisica del conducente, di<br />
scarsa visibilità,<br />
Partendo da questi dati, da qualche<br />
settimana è stata avviata dalla<br />
Centrale della Mobilità e Centro<br />
di competenza sulla sicurezza stradale<br />
di Roma Servizi per la Mobilità,<br />
una campagna informativa<br />
sugli oltre 60 pannelli a messaggio<br />
variabile dislocati a raggiera sul<br />
territorio della Capitale. Si possono<br />
leggere messaggi come “Sulle<br />
strade di Roma, di notte, si triplica<br />
la mortalità”, “Il 25% dei morti sono<br />
motociclisti”, “Nel 2014 i pedoni uccisi<br />
sono stati 45, i feriti 1800”.<br />
Nei contenuti, quindi, nozioni sintetiche<br />
nella dimensione del problema,<br />
con zone interessate che<br />
vanno dalle Consolari, all’interno<br />
del Raccordo Anulare, alla Tangenziale<br />
Est, dal Muro Torto, ai<br />
Lungotevere, all’area vaticana.<br />
Il principio base è quello di legare<br />
i messaggi al contesto, soprattutto<br />
se in presenza di strade a particolare<br />
scorrimento, con l’obiettivo di<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 39
migliorare l’efficacia della funzione<br />
del pannello “on trip” nei confronti<br />
degli utenti della strada.<br />
Ma il fattore umano rimane fondamentale<br />
nel determinare un trauma<br />
stradale, nonostante le molteplici<br />
innovazioni tecnologiche;<br />
da questo punto di vista anche la<br />
salute di chi guida è fondamentale.<br />
Ognuno di noi dovrebbe infatti<br />
conoscere quali sono i farmaci<br />
da evitare prima di mettersi al<br />
volante, o quali sono i sintomi da<br />
non sottovalutare, in presenza dei<br />
quali è bene fermarsi e accostare<br />
l’auto per evitare incidenti. Questi<br />
e tanti altri concetti sono alla base<br />
dell’educazione stradale, materia<br />
oggetto di studi nelle Università.<br />
Dalla collaborazione tra alcuni<br />
docenti degli Atenei di Roma Tor<br />
Vergata, Siena e Milano è nato il<br />
libro intitolato “Fisiologia Clinica<br />
alla guida”, edito da Piccin, 2015,<br />
che analizza le diverse possibilità<br />
cliniche che possono ridurre<br />
la performance del guidatore. Il<br />
libro è stato curato dal Prof. Aldo<br />
Ferrara, docente di malattie<br />
cardiopolmonari dell’Università<br />
di Siena, e direttore dell’associazione<br />
Ego-Vai-Q (European Group<br />
On Vehicle Air Indoor). Tra i co-autori<br />
va citato il Prof. Antonio Dal<br />
Monte, già Direttore dell’Istituto<br />
di Medicina Sportiva al CONI<br />
di Roma, che<br />
ha arricchito<br />
l’opera con un<br />
contributo sui<br />
principi dell’Ergonomia<br />
(v. più<br />
avanti).<br />
“Mettere a repentaglio<br />
la propria<br />
vita e quella<br />
degli altri spesso<br />
dipende da<br />
un limite molto<br />
sottile: la scelta<br />
di mettersi in<br />
viaggio quando<br />
non si sta bene,<br />
quando si assumono<br />
farmaci,<br />
quando c’è il<br />
possibile rischio<br />
di un malore”; a<br />
queste parole<br />
del Prof. Ferrara<br />
vogliamo aggiungere<br />
che mettiamo a rischio<br />
la nostra vita e quella degli altri<br />
utenti della strada anche quando<br />
assumiamo condotte di guida rischiose,<br />
che non riguardano solo<br />
le manovre azzardate o la velocità<br />
elevata ma anche, e forse soprattutto,<br />
l’uso inopportuno del<br />
cellulare durante la guida.<br />
Il volume sarà presentato a Milano<br />
il 30 aprile (Fondazione Don<br />
Gnocchi) da Mercedes Benz Italia<br />
e dalla Casa Editrice Piccin di<br />
Padova, nell’ambito della “Disruptive<br />
Week”, e il 23 giugno a Roma<br />
presso l’Università degli studi<br />
“Tor Vergata”.<br />
Scrive ancora il prof. Aldo Ferra-<br />
40 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
a: “Tra viaggio in pieno benessere<br />
e viaggio funestato dal crash, c’è<br />
un’ampia gamma di sfumature che<br />
coinvolge 34 milioni di patenti italiane,<br />
di cui 23 milioni in continuo<br />
spostamento nelle cosiddette fasce<br />
orarie di punta. E dunque troviamo<br />
pazienti affetti da asma e bronchite,<br />
da ipertensione e diabete, da<br />
depressione e insonnia, da allergia<br />
e artrosi; insomma uno scenario da<br />
Italia malata che viaggia mettendo<br />
a nocumento la propria e l’altrui<br />
vita. A loro abbiamo pensato, scrivendo<br />
questo volume, per fornire<br />
informazioni utili e guidare in tranquillità.<br />
Un momento di prevenzione<br />
per spostarsi in comfort e relax,<br />
senza che il viaggio si trasformi in<br />
incubo. Una sorta di guida dedicata<br />
all’automobilista per caso, parafrasando<br />
il noto film di Lawrence Kasdan<br />
(1988) Turista per caso”.<br />
Da questo progetto, il 12 Gennaio<br />
di quest’anno è sorto, ad opera<br />
degli stessi autori, l’E.R.G.A.M.-<br />
European Research Group Automotive<br />
Medicine, i cui scopi<br />
prevedono l’attuazione di<br />
programmi di ricerca scientifica,<br />
tecnologica e socioeconomica,<br />
la promozione<br />
della ricerca ambientale, la<br />
formazione, educazione e<br />
informazione dei cittadini; la<br />
diffusione della cultura ambientale,<br />
la promozione di<br />
studi di settore sui trasporti<br />
e quanto sia in relazione<br />
alla mobilità sostenibile.<br />
Questo gruppo di ricerca è<br />
già da tempo al lavoro sui<br />
tanti argomenti riguardanti<br />
la circolazione stradale ed i suoi<br />
aspetti, allo scopo di ampliare il<br />
progetto diffondendo ulteriormente<br />
il messaggio e creando<br />
quindi maggiore consapevolezza<br />
nel comune uomo della strada.<br />
Rilevano le statistiche che nelle<br />
città italiane un individuo trascorre<br />
mediamente in auto due ore al<br />
giorno; ciò dà il segno di quanto il<br />
comfort debba essere l’obiettivo<br />
primario nella sicurezza stradale,<br />
anche per il fatto che nelle aree<br />
urbane si registra il 76% degli incidenti<br />
stradali. Il miglioramento del<br />
comfort è da sempre al centro di<br />
tantissimi studi interdisciplinari,<br />
che hanno ottimizzato il concetto<br />
di “ergonomia della guida”, intesa<br />
in senso lato come “la disciplina<br />
scientifica che riguarda la comprensione<br />
delle interazioni fra l’uomo ed<br />
i sistemi, e applica principi, teorie,<br />
dati e metodi per la progettazione<br />
allo scopo di ottimizzare il benessere<br />
dell’uomo e le prestazioni complessive<br />
dei sistemi” (International<br />
Ergonomic Association, 2000).<br />
L’applicazione dei principi ergonomici<br />
sulle caratteristiche di<br />
comfort di auto e motoveicoli ha<br />
dimostrato un’incidenza positiva<br />
sulla salute e la sicurezza degli<br />
utenti della strada in termini di<br />
prestazioni, con conseguente diminuzione<br />
di incidenti e patologie<br />
da cattiva postura.<br />
Tutte le considerazioni fin qui<br />
svolte vanno in particolar modo<br />
rivolte agli adolescenti, che<br />
si approcciano alla conduzione<br />
di veicoli senza essere consci dei<br />
problemi ad essa connessi, adottando<br />
quindi una condotta di<br />
guida superficiale che non correggeranno<br />
più. In questo senso<br />
auspichiamo l’introduzione nelle<br />
scuole di corsi formativi che entrino<br />
a pieno titolo nel programma<br />
di studi della scuola secondaria e<br />
contribuiscano a formare guidatori<br />
consapevoli.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 41
MOSTRE ALL’ORIZZONTE<br />
a cura di Fabrizio Capra<br />
Questa rubrica non vuol essere una semplice elencazione di mostre in corso,<br />
ma una serie di consigli. Trattandosi di suggerimenti, non vogliamo appesantire<br />
le segnalazioni, pertanto per le informazioni sulle singole mostre (orari,<br />
biglietti, ecc.) vi rimandiamo ai link che riportiamo. La rubrica viene aggiornata<br />
ogni mese.<br />
MILANO<br />
Palazzo Reale<br />
(Piazza del Duomo 12)<br />
Umberto Boccioni (1882-1916).<br />
Genio e memoria<br />
dal 25 marzo al 3 luglio <strong>2016</strong><br />
Nella ricorrenza del primo centenario<br />
della morte di Umberto<br />
Boccioni (1882-1916), il Comune di<br />
Milano, Assessorato alla Cultura,<br />
intende celebrare la personalità<br />
dell’artista con una mostra di studio<br />
che ne evidenzi, alla luce anche<br />
di nuovi documenti, il percorso<br />
artistico e la levatura internazionale<br />
con particolare riguardo per<br />
la sua attività milanese, attraverso<br />
soprattutto la valorizzazione delle<br />
numerose opere conservate nei<br />
musei cittadini. La mostra, frutto<br />
di un lavoro di ricerca svolto dai<br />
musei civici e promossa dalla Soprintendenza<br />
del Castello Sforzesco<br />
in collaborazione con il Museo<br />
del Novecento e Palazzo Reale,<br />
presenta circa 300 opere tra disegni,<br />
dipinti, sculture, incisioni,<br />
fotografie d’epoca, libri, riviste e<br />
documenti ed è sostenuta da prestiti<br />
e collaborazioni d’importanti<br />
istituzioni museali e collezioni private<br />
italiane e straniere.<br />
Simbolismo. I fiori del male.<br />
fino al 5 giugno<br />
Occasione unica per ammirare<br />
una splendida panoramica su una<br />
delle correnti più curiose ed originali<br />
della storia dell’arte. L’arte<br />
del Simbolismo parla di emozioni,<br />
di paure, di sensazioni profonde,<br />
quelle che si trovano nell’intima<br />
42 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
essenza delle cose, una volta scalfita<br />
la mera apparenza del reale.<br />
L’artista simbolista diventa una<br />
sorta di profeta che, con la sua<br />
sensibilità straordinaria riesce a<br />
cogliere il cosmo nascosto e misterioso<br />
del mondo, traducendolo<br />
in una figuratività che lo palesa<br />
in tutto il suo vigore.<br />
Mudec (via Tortona 56)<br />
www.mudec.it<br />
Joan Mirò. La forza della materia<br />
dal 25 marzo all’11 settembre <strong>2016</strong><br />
La mostra ripercorre l’intera produzione<br />
dell’artista catalano, divenuto<br />
famoso a livello mondiale<br />
per la leggerezza visiva delle sue<br />
opere, unita ad una profondità<br />
poetica di grande originalità.<br />
L’arte di Joan Mirò , sognante e<br />
quasi infantile all’apparenza, si lega<br />
in realtà con tutta una serie<br />
di suggestione diverse dell’arte<br />
del Novecento, fondendosi con<br />
quelle correnti d’avanguardia con<br />
cui Mirò era entrato in contatto<br />
dopo il suo trasferimento a Parigi.<br />
Gallerie d’Italia<br />
(piazza della Scala, 6)<br />
http://www.gallerieditalia.com/<br />
La bellezza ritrovata: Caravaggio,<br />
Rubens, Perugino, Lotto e<br />
altri 140 capolavori restaurati<br />
fino al 17 luglio <strong>2016</strong><br />
La mostra espone oltre 140 capolavori<br />
riportati al loro originario<br />
splendore dopo un’importante<br />
opera di restauro curata da Intesa<br />
San Paolo, e si profila come un<br />
vero e proprio viaggio nel tempo<br />
e nello spazio per ripercorrere<br />
l’evoluzione e le conquiste dell’arte,<br />
fornendo anche al visitatore<br />
una sempre utile riflessione sulla<br />
deperibilità e sulla fragilità del nostro<br />
patrimonio artistico e sulla<br />
conseguente necessità di una sua<br />
costante tutela e valorizzazione.<br />
Museo Diocesano<br />
(corso di Porta Ticinese 95)<br />
www.museodiocesano.it<br />
Antonio da Fabriano. La Madonna<br />
della Misericordia<br />
fino al 20 novembre <strong>2016</strong><br />
Per tutta la durata del Giubileo<br />
straordinario della Misericordia,<br />
voluto da papa Francesco, il Museo<br />
Diocesano ospita la Madonna<br />
della Misericordia di Antonio da<br />
Fabriano. Il dipinto, un olio e tempera<br />
su tavola, realizzato da maestro<br />
marchigiano intorno al 1470,<br />
è stato recentemente oggetto di<br />
un accurato intervento condotto<br />
dallo Studio di restauro Carlotta<br />
Beccaria & C.<br />
Pirelli Hangar Bicocca<br />
(via Chiese 2)<br />
www.hangarbicocca.org<br />
Carsten Höller. Doubt<br />
dal 7 aprile al 31 luglio <strong>2016</strong><br />
Laureato in Agronomia, Carsten<br />
Höller (1961, Bruxelles) si è spesso<br />
ispirato a ricerche e a sperimentazioni<br />
di ambito scientifico<br />
per esplorare e trasformare lo<br />
spazio espositivo, attraverso installazioni<br />
e sculture che sfidano<br />
la percezione dello spettatore e<br />
che mettono in discussione l’idea<br />
stessa di arte.<br />
“Doubt” presenta una ricca selezione<br />
di opere storiche e di<br />
nuove produzioni che alterano<br />
le sensazioni fisiche e psicologiche<br />
del pubblico e che scardinano<br />
le certezze del mondo che li<br />
circonda.<br />
Galleria Gammanzoni<br />
via A. Manzoni, 45)<br />
http://www.gammanzoni.com/<br />
Mosè Bianchi. La Milano scomparsa<br />
fino al 26 giugno <strong>2016</strong><br />
La prima importante mostra monografica<br />
che Milano dedica a<br />
uno dei protagonisti della pittura<br />
lombarda dell’Ottocento, le cui<br />
Nella foto:<br />
Umberto Boccioni, Elasticità 1912,<br />
collezione Jucker.<br />
Mostra a Palazzo Reale, Milano.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 43
opere impreziosiscono le raccolte<br />
dei principali musei cittadini dalla<br />
Galleria d’Arte Moderna alla Pinacoteca<br />
di Brera, dalla Pinacoteca<br />
Ambrosiana alle Gallerie d’Italia<br />
PAVIA<br />
Scuderie Castello Visconteo<br />
(Viale Xi Febbraio, 35)<br />
Tranquillo Cremona e la scapigliatura<br />
dal 26 febbraio al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
Collegandosi idealmente con la<br />
grande esposizione “Tranquillo<br />
Cremona e gli artisti lombardi del<br />
suo tempo”, allestita nel 1938 nel<br />
Castello Visconteo e inaugurata<br />
dal Re Vittorio Emanuele III, la<br />
mostra intende rendere omaggio<br />
al gruppo scapigliato, partendo<br />
dalla ricerca dell’iniziatore del nuovo<br />
linguaggio stilistico, Tranquillo<br />
Cremona - che a Pavia è nato e si<br />
è formato alla Civica Scuola di pittura<br />
- per indagare il movimento<br />
in tutte le sue diverse espressioni<br />
artistiche.<br />
BRESCIA<br />
Palazzo Martinengo<br />
(via dei Musei 30)<br />
http://amicimartinengo.it/<br />
Lo splendore di Venezia. Canaletto,<br />
Bellotto, Guardi e i vedutisti<br />
dell’Ottocento<br />
fino al 12 giugno <strong>2016</strong><br />
Crogiolo di arte e cultura, religioni<br />
e commerci, monumenti storici e<br />
scorci mozzafiato, la Serenissima<br />
ha sedotto con il suo fascino ammaliante<br />
generazioni di viaggiatori,<br />
mercanti, letterati e soprattutto<br />
pittori, che hanno fissato sulla tela,<br />
con la magia del pennello, piazze,<br />
chiese e canali, luci, riflessi e le mutevoli<br />
atmosfere di questo “luogo<br />
incantato fuori dal tempo sospeso<br />
tra distese di acqua e di cielo”.<br />
Nel corso dei secoli Venezia è<br />
stata così spesso immortalata, sia<br />
da artisti italiani che stranieri, da<br />
determinare la nascita del “Vedutismo”,<br />
nuovo fortunato filone<br />
iconografico particolarmente apprezzato<br />
dai colti e ricchi viaggiatori<br />
del Grand Tour, desiderosi di<br />
tornare in patria con una fedele<br />
istantanea delle incantevoli bellezze<br />
ammirate nel Bel Paese.<br />
Per raccontare al pubblico la genesi<br />
e lo sviluppo della gloriosa<br />
stagione del vedutismo veneziano,<br />
Palazzo Martinengo accoglie<br />
per la prima volta una selezione<br />
di oltre cento capolavori di Canaletto,<br />
Bellotto, Guardi e dei più<br />
importanti vedutisti del XVIII e<br />
XIX secolo, provenienti da prestigiose<br />
collezioni pubbliche e private,<br />
italiane ed europee, e accuratamente<br />
selezionati<br />
TORINO<br />
Palazzo Madama<br />
(Piazza Castello)<br />
http://www.palazzomadamatorino.it/<br />
Da Poussin agli impressionisti.<br />
Tre secoli di pittura francese<br />
dall’Ermitage<br />
fino al 4 luglio <strong>2016</strong><br />
Attingendo alle vaste raccolte dell’<br />
Ermitage di San Pietroburgo, una<br />
grande mostra con oltre settanta<br />
dipinti che illustrano la storia<br />
dell’arte francese dall’avvento delle<br />
accademie fino alla nuova libertà<br />
della pittura en plein air proposta<br />
dagliimpressionisti. Un itinerario<br />
inedito che va dai fasti di corte del<br />
Re Sole e di Madame de Pompadour<br />
fino alla vigilia dell’avanguardia,<br />
dove si intrecciano tutti i grandi<br />
temi della pittura moderna: dai<br />
soggetti sacri a quelli mitologici,<br />
dalla natura morta al ritratto, dal<br />
paesaggio alla scena di genere.<br />
Museo Egizio<br />
(via Accademia delle Scienze, 6)<br />
www.museoegizio.it<br />
Il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto<br />
nel mondo Romano<br />
fino al 4 settembre <strong>2016</strong><br />
Dall’Egitto faraonico all’Italia Romana:<br />
un viaggio che ha come<br />
sfondo il Mediterraneo e come<br />
protagonisti oggetti e immagini<br />
che dalle rive del Nilo hanno<br />
toccato nuove terre, incontrato<br />
Jean-Antoine Watteau,<br />
La proposta imbarazzante,<br />
1715-1716 circa.<br />
Mostra a Palazzo Madama, Torino.<br />
44 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
Studio Vangi<br />
commercialisti in Modugno<br />
via S. Teresa, 14 - 70026 Modugno (BA)<br />
www.studiovangi.it<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 45
culture diverse e sono giunti sino<br />
a noi.<br />
Partendo da Alessandria d’Egitto,<br />
passando dalla greca Delo e<br />
approdando a Pozzuoli, in Campania,<br />
seguiamo l’evoluzione di<br />
culti e motivi iconografici egizi. Il<br />
percorso espositivo si sofferma<br />
in particolare sui siti campani di<br />
Pozzuoli, Cuma e Benevento, con<br />
un approfondimento su Pompei e<br />
Ercolano.<br />
Museo Accorsi-Ometto<br />
(via Po, 55)<br />
www.fondazioneaccorsi-ometto.it/<br />
Spiritelli, amorini, genietti e cherubini.<br />
Allegorie e decorazioni<br />
di putti dal Barocco al Neoclassico<br />
fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
La mostra propone il tema iconografico<br />
dei putti attraverso sei<br />
sezioni tematiche, mai oggetto di<br />
una iniziativa espositiva monografica<br />
in Europa. Sotto le variate<br />
spoglie di spiritelli, amorini, genietti<br />
o di cherubini, i putti, ispirati<br />
all’arte antica romana, hanno<br />
trovato ampia diffusione soprattutto<br />
a partire dal Rinascimento.<br />
La mostra raccoglie più di sessanta<br />
oggetti provenienti da collezioni<br />
pubbliche italiane e private.<br />
VENARIA REALE (TO)<br />
Reggia di Venaria<br />
(Piazza della Repubblica, 4)<br />
www.lavenaria.it<br />
L’arte della bellezza<br />
dal 13 marzo al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
La mostra è una preziosa selezione,<br />
in larga parte inedita, delle<br />
straordinarie creazioni di gioielleria<br />
e di alta oreficeria realizzate da<br />
Gianmaria Buccellati: un’occasione<br />
unica per scoprire l’affascinante<br />
storia di questa realtà di successo<br />
internazionale.<br />
Gianmaria Buccellati è il protagonista<br />
di questo viaggio nel nome<br />
della tradizione e dell’eccellenza<br />
artigianale italiana. Nel corso degli<br />
anni ha realizzato autentici capolavori<br />
attraverso l’utilizzo di oro e<br />
argento, perle e pietre preziose,<br />
rappresentando il<br />
genio italiano nella creazione<br />
di opere d’arte,<br />
apprezzate ovunque.<br />
I suoi splendidi<br />
gioielli, ricercati<br />
dai personaggi<br />
del jet set internazionale,<br />
danno la<br />
suggestione<br />
dell’italianità<br />
dello “stile<br />
Buccellati”.<br />
Una storia<br />
italiana, che<br />
si snoda lungo<br />
tutto il<br />
Novecento, di<br />
uno dei protagonisti<br />
del<br />
Made in Italy;<br />
un successo di<br />
arte e di tecnica,<br />
di estro artistico e<br />
di capacità artigianale,<br />
nonché di fiuto imprenditoriale<br />
e di mecenatismo<br />
illuminato.<br />
Il mondo di Steve McCurry<br />
dal 2 aprile al 2 ottobre <strong>2016</strong><br />
Steve McCurry è uno dei più grandi<br />
maestri della fotografia contemporanea,<br />
punto di riferimento per<br />
un larghissimo pubblico, soprattutto<br />
di giovani, che nelle sue fotografie<br />
riconoscono un modo di<br />
guardare il nostro tempo e, in un<br />
certo senso, “si riconoscono”.<br />
In ogni scatto di Steve McCurry<br />
è racchiuso<br />
un compless<br />
o<br />
46 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
universo di esperienze e<br />
di emozioni, molte delle<br />
sue immagini, a partire dal<br />
ritratto di Sharbat Gula,<br />
sono diventate delle vere e<br />
proprie icone, conosciute in<br />
tutto il mondo.<br />
La mostra comprende circa 250<br />
tra le fotografie più famose, scattate<br />
nel corso della sua trentennale<br />
carriera, ma anche alcuni dei<br />
suoi lavori più recenti e altre foto<br />
non ancora pubblicate nei suoi<br />
numerosi libri. Il percorso espositivo<br />
propone un lungo viaggio<br />
nel mondo di McCurry, dall’Afganistan<br />
all’India, dal Sudest asiatico<br />
all’Africa, da Cuba agli Stati Uniti,<br />
dal Brasile all’Italia, attraverso il<br />
suo vasto e affascinante repertorio<br />
di immagini.<br />
GENOVA<br />
Palazzo Ducale<br />
(piazza Matteotti 9)<br />
www.palazzoducale.genova.it<br />
Sebastião Salgado. Genesi<br />
fino al 26 giugno <strong>2016</strong><br />
Uno sguardo appassionato, teso a<br />
sottolineare la necessità di salvaguardare<br />
il nostro pianeta, di cambiare<br />
il nostro stile di vita, di assumere<br />
nuovi comportamenti più<br />
rispettosi della natura e di quanto ci<br />
circonda, di conquistare una nuova<br />
armonia. Il mondo come era,<br />
il mondo come è. La terra come<br />
risorsa magnifica da contemplare,<br />
conoscere, amare. Questo è lo<br />
scopo e il valore dell’ultimo straordinario<br />
progetto di Sebastião<br />
Salgado. In mostra oltre duecento<br />
f o -<br />
tografie<br />
eccezionali: dalle foreste<br />
tropicali dell’Amazzonia,<br />
del Congo,<br />
dell’Indonesia e della<br />
Nuova Guinea ai<br />
ghiacciai dell’Antartide,<br />
dalla taiga dell’Alaska<br />
ai deserti dell’America<br />
e dell’Africa fino<br />
ad arrivare alle<br />
montagne<br />
dell’America,<br />
del Cile e della Siberia. Genesi<br />
è un viaggio fotografico nei cinque<br />
continenti per documentare, con<br />
immagini in un bianco e nero di<br />
grande incanto, la rara bellezza<br />
del nostro principale patrimonio,<br />
unico e prezioso: il nostro pianeta.<br />
Depero Gio Ponti Paolucci<br />
Pomodoro Scanavino Carmi<br />
Luzzati Costantini. Tessuti d’artista.<br />
Design e moda nella produzione<br />
della MITA 1926-1976<br />
fino al 19 giugno <strong>2016</strong>.<br />
L’esposizione intende presentare<br />
per la prima volta al pubblico la<br />
produzione della MITA (Manifattura<br />
Italiana Tappeti Artistici) di<br />
Genova Nervi, fondata nel 1927<br />
da Mario Alberto Ponis e da lui<br />
diretta fino agli anni Settanta.<br />
Pon<br />
i s<br />
aprì a<br />
Nervi un laboratorio<br />
per la<br />
produzione di tappeti in lana<br />
annodata che poi si specializzò<br />
anche in arazzi e in tessuti d’arredamento.<br />
All’impresa collaborarono<br />
alcuni degli artisti più importanti<br />
del periodo: Fortunato<br />
Depero, Gio Ponti, Mario Sironi,<br />
Flavio Costantini, Emanuele Luzzati,<br />
Enrico Paulucci, Emilio Scanavino,<br />
Arnaldo Pomodoro,<br />
Ettore Sottsass.<br />
Palazzo della Meridiana<br />
(Salita S. Francesco 4)<br />
www.palazzodellameridiana.it<br />
Uomini e Dei - Il ‘600 genovese<br />
dei collezionisti<br />
fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
Attraverso la riscoperta di alcune<br />
opere inedite provenienti da<br />
A sinistra:<br />
Guglielmo Caccia, detto Il Moncalvo,<br />
Angelo musicante. 1615-1620 circa.<br />
Collezione Fondazione Cassa<br />
di Risparmio di Alessandria<br />
Mostra al Museo Accorsi-Ometto, Torino.<br />
Sopra:<br />
Gianmaria Buccellati,<br />
Coppa della Regina,<br />
cristallo di rocca, ed oro<br />
Mostra alla Reggia di Venaria Reale (TO)<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 47
collezioni private la mostra ha<br />
l’obiettivo di indagare uno dei capitoli<br />
più interessanti della cultura<br />
artistica genovese e ligure: quello<br />
del Seicento, 60 dipinti esposti in<br />
6 sezioni tematiche.<br />
La mostra vuole sottolineare un<br />
aspetto fondamentale del barocco,<br />
quello della contrapposizione –<br />
che in pittura si fa visiva – tra sacro<br />
e profano, terreno e ultraterreno,<br />
immanente e trascendente, umano<br />
e divino. Il tutto, giocato spesso<br />
sull’ambivalenza di significato, sul<br />
fascino del misterioso e dell’insondato<br />
che i quadri, forse più di altri<br />
“testi”, offrono a chi guarda.<br />
Museo di Sant’Agostino<br />
(piazza Sarzano 35R)<br />
www.palazzodellameridiana.it<br />
Genova nel Medioevo. Una capitale<br />
del Mediterraneo al tempo<br />
degli Embriaci<br />
fino al 26 giugno <strong>2016</strong><br />
Per la prima volta una mostra<br />
sul Medioevo genovese: i commerci,<br />
le lotte per la supremazia<br />
sul Mediterraneo, la produzione<br />
artistica, la vita privata di potenti<br />
famiglie di mercanti e guerrieri,<br />
come gli Embriaci, divenuti signori<br />
di Jbeil nell’odierno Libano,<br />
le immense ricchezze, i rapporti<br />
con Bisanzio e con il mondo islamico<br />
che hanno reso la Repubblica<br />
una vera porta tra Oriente<br />
e Occidente.<br />
BARD (AO)<br />
Forte di Bard<br />
www.fortedibard.it<br />
Wildlife Photographer of<br />
the year<br />
fino al 2 giugno <strong>2016</strong><br />
Prima tappa<br />
italiana<br />
del tour<br />
mondiale<br />
della mostra,<br />
l’evento più prestigioso e<br />
importante nell’ambito della<br />
fotografia naturalistica. Presenti<br />
in mostra oltre cento<br />
emozionanti immagini, vincitrici<br />
nelle 18 categorie del<br />
premio indetto dal Natural<br />
History Museum di Londra<br />
in collaborazione con il Bbc<br />
Wildlife <strong>Magazine</strong>, giunto ormai<br />
alla sua 51esima edizione.<br />
Quest’anno hanno partecipato<br />
42.000 concorrenti,<br />
provenienti da 96 paesi del<br />
mondo, valutati da una<br />
giuria internazionale<br />
di stimati<br />
esperti e fotografi<br />
naturalisti.<br />
G o l d e n<br />
Age. Jordaens<br />
- Rubens - Brueghel<br />
fino al 2 giugno<br />
Il secolo d’oro della pittura olandese<br />
e fiamminga è protagonista<br />
della mostra-evento che ha aperto<br />
la stagione espositiva invernale<br />
del Forte di Bard. Esposti 114 dipinti,<br />
dei quali il nucleo più cospicuo<br />
è stato concesso in prestito<br />
dalla Collezione Hohenbuchau,<br />
straordinaria raccolta privata in<br />
deposito nelle gallerie della Collezione<br />
del Principe del Liechtenstein<br />
a Vienna, affiancato<br />
da una preziosa serie<br />
di opere di<br />
proprietà<br />
del Principe<br />
stesso.<br />
VENEZIA<br />
Museo Correr<br />
(San Marco 52)<br />
www.correr.visitmuve.it<br />
Giovanni Bellini. Un capolavoro<br />
per Venezia: “L’ebbrezza<br />
di Noè”<br />
fino al 18 giugno <strong>2016</strong><br />
Il progetto “Un capolavoro<br />
per Venezia” è esposto in<br />
occasione delle celebrazioni<br />
del cinquecentenario<br />
della morte di Giovanni<br />
Bellini (Venezia 1430<br />
ca. - 1516), indiscusso<br />
padre<br />
nobile della<br />
pittura veneziana<br />
e protagonista<br />
del<br />
Rinascimento italiano.<br />
Ritorna dunque<br />
a Venezia questo che è indubbiamente<br />
uno dei quadri più<br />
rappresentativi, ma forse anche<br />
il più sorprendente, dell’intera<br />
produzione pittorica di Belli-<br />
Arte Mosana, 1240 ca., Croce reliquiario,<br />
argento e filigrana d’argento, Savona.<br />
Mostra Museo di Sant’Agostino, Genova.<br />
48 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 49
ni. Questi, definito nel 1506 da<br />
Dürer come «molto vecchio, ma<br />
ancora il miglior pittore di tutti»,<br />
stava allora affrontando nuovi<br />
soggetti in una serie di pitture,<br />
tra cui l’Ebbrezza di Noé, l’unica<br />
ispirata all’Antico Testamento.<br />
Gallerie dell’Accademia -<br />
Ala Palladio<br />
(Campo della Carità 1050)<br />
Aldo Manunzio. Il rinascimento<br />
di Venezia<br />
dal 19 marzo al 19 giugno <strong>2016</strong><br />
La mostra presenterà la storia<br />
dell’uomo che ha inventato<br />
il libro moderno e il concetto<br />
stesso di editoria, facendo di<br />
Venezia la capitale internazionale<br />
della stampa. L’esposizione,<br />
attraverso capolavori assoluti di<br />
Giorgione, Carpaccio, Giovanni<br />
Bellini, Cima da Conegliano,<br />
Tiziano, Lorenzo Lotto, Pietro<br />
Lombardo, racconterà come il<br />
progetto di Aldo e i suoi preziosi<br />
libri si intrecciarono a Venezia<br />
con un’arte nuova, nutrita dalla<br />
pubblicazione dei classici greci e<br />
latini.<br />
Casa dei tre oci<br />
(Dorsoduro, 3488/U)<br />
www.treoci.org<br />
Helmut Newton. Fotografie<br />
(White women/Sleepless nights/<br />
Big Nudes)<br />
dal 7 aprile al 7 agosto <strong>2016</strong><br />
L’esposizione, curata da Matthias<br />
Harder e Denis Curti, organizzata<br />
da Civita Tre Venezie in collaborazione<br />
con la Helmut Newton<br />
Foundation, è frutto di un progetto,<br />
nato nel 2011 per volontà di<br />
June Newton, vedova del grande<br />
fotografo.<br />
La rassegna raccoglie le immagini<br />
di White Women, Sleepless Nights<br />
A sinistra:<br />
Q. Horatius Flaccus, Opera,<br />
copiato da Bartolomeo Sanvito.<br />
Cambridge, King’s College.<br />
Mostra alle Gallerie dell’Accademia, Venezia.<br />
A destra:<br />
Bartolomeo Vivarini,<br />
Madonna col Bambino e Santi, 1465<br />
Mostra a Palazzo Sarcinelli, Negliano (TV)<br />
50 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
Palazzo Sarcinelli<br />
(via XX Settembre, 132)<br />
Vivarini. Lo splendore della pittura<br />
tra Gotico e Rinascimento.<br />
www.mostravivarini.it<br />
fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
La prima mostra interamente dedicata<br />
ai Vivarini, la famiglia di artisti<br />
veneziani che tra il Quattrocento<br />
e il Cinquecento a Venezia<br />
si contende il primato con la celebre<br />
bottega del Bellini.<br />
I Vivarini segnano un<br />
momento di passaggio<br />
decisivo dell’arte<br />
veneta e italiana dal<br />
Gotico fiorito al rigore<br />
del Rinascimento. È<br />
una stagione di grande<br />
rinnovamento artistico:<br />
Antonio, Bartolomeo<br />
e Alvise risentono<br />
dell’influenza dei<br />
più importanti artisti<br />
dell’epoca come Mantegna,<br />
Donatello, Paolo<br />
Uccello, Antonello<br />
da Messina.<br />
BASSANO<br />
GRAPPA (VI)<br />
DEL<br />
e Big Nudes, i primi tre libri di<br />
Newton pubblicati alla fine degli<br />
anni ‘70, volumi oggi considerati<br />
leggendari e gli unici curati dallo<br />
stesso Newton.<br />
Nel selezionare le fotografie<br />
Newton mette in sequenza, l’uno<br />
accanto all’altro, gli scatti compiuti<br />
per committenza con quelli realizzati<br />
liberamente per se stesso,<br />
costruendo una narrazione in cui<br />
la ricerca dello stile, la scoperta<br />
del gesto elegante sottendono<br />
l’esistenza di una realtà ulteriore,<br />
di una vicenda che sta allo spettatore<br />
interpretare.<br />
NEGLIANO (TV)<br />
Museo Civico<br />
(piazza Garibaldi, 34)<br />
www.comune.bassano.<br />
vi.it<br />
Il magnifico guerriero<br />
fino al 19 gennaio<br />
2017<br />
Di ritratti di Jacopo<br />
Bassano se ne conoscono pochi,<br />
tutti molto belli. “Il Magnifico<br />
Guerriero”, o più esattamente “Il<br />
ritratto di uomo in armi” rappresenta<br />
un affascinate nobiluomo<br />
dalla fulva, curatissima barba.<br />
Non un giovane ma un uomo<br />
maturo, certo aduso al comando<br />
ma soprattutto ad una vita raffinata<br />
lontano dai campi di battaglia.<br />
Indossa una preziosa corazza<br />
alla moda dell’epoca, che lo<br />
costringe, ma che non riesce ad<br />
ingabbiare la sua grazia e la sua<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 51
Jacopo Bassano, Ritratto di<br />
uomo in armi.<br />
Mostra al Museo Civico di<br />
Bassano del Grappa.<br />
cinquanta e sessanta come Jackson<br />
Pollock, Mark Rothko, Willem de<br />
Kooning, Alexander Calder, Roy<br />
Lichtenstein, Cy Twombly.<br />
BOLOGNA<br />
flessibilità. Le lunghe dita, curate<br />
e perfette, non sembrano le più<br />
adatte a menar fendenti, così come<br />
il suo spadino di ferro e oro<br />
sembra più da parata che da battaglia.<br />
FIRENZE<br />
Palazzo Strozzi<br />
(piazza degli Strozzi)<br />
www.palazzostrozzi.org<br />
Da Kandinsky a Pollock. La<br />
grande arte dei Guggenheim<br />
dal 19 marzo al 24 luglio <strong>2016</strong><br />
Dedicare una mostra alle collezioni<br />
Guggenheim significa raccontare<br />
a ritmo serrato la nascita<br />
delle neoavanguardie del secondo<br />
dopoguerra in un fitto e costante<br />
dialogo tra artisti europei e americani.<br />
Realizzare questa straordinaria<br />
mostra a Firenze significa anche<br />
celebrare un legame speciale che<br />
riporta indietro nel tempo. Un<br />
eccezionale confronto tra opere<br />
fondamentali di maestri europei<br />
dell’arte moderna come Marcel<br />
Duchamp, Max Ernst, Man Ray<br />
e dei cosiddetti informali europei<br />
come Alberto Burri, Emilio Vedova,<br />
Jean Dubuffet, Lucio Fontana,<br />
insieme a grandi dipinti e sculture<br />
di alcune delle maggiori personalità<br />
dell’arte americana degli anni<br />
Museo Civico Archeologico<br />
(via dell’Archiginnasio 2)<br />
Egitto. Splendore millenario.<br />
Capolavori da Leiden a Bologna<br />
fino al 17 luglio <strong>2016</strong><br />
www.mostraegitto.it<br />
La mostra “Egitto. Splendore millenario.<br />
Capolavori da Leiden a Bologna”<br />
è un’esposizione di fortissimo<br />
impatto visivo e scientifico e anche<br />
un’operazione che non ha precedenti<br />
nel panorama internazionale:<br />
la collezione egiziana del Museo<br />
Nazionale di Antichità di Leiden in<br />
Olanda - una delle prime dieci al<br />
mondo - e quella di Bologna - tra<br />
le prime in Italia per numero, qualità<br />
e stato conservativo dei suoi<br />
oggetti - danno vita a un percorso<br />
espositivo di circa 1.700 metri quadrati<br />
di arte e storia. Dall’Olanda<br />
sono esposti 500 reperti, databili<br />
dal Periodo Predinastico all’ Epoca<br />
Romana e importanti prestiti giungeranno<br />
dal Museo Egizio di Torino<br />
e dal Museo Egizio di Firenze.<br />
Museo di Antropologia<br />
(via Selmi, 2)<br />
www.sma.unibo.it/il-sistema-museale/museo-di-antropologia<br />
UNICIBO. Storia di cibo tra<br />
Paleolitico e Neolitico<br />
fino al 31 maggio <strong>2016</strong><br />
Le variazioni alimentari nella storia<br />
evolutiva dell’uomo, partendo dalla<br />
transizione neolitica. Per ricostruire<br />
questa storia non ci sono documenti<br />
scritti. Ci sono ossa e denti<br />
fossili di uomini e animali, fossili di<br />
piante e semi, ci sono strumenti e<br />
tecnologie che l’uomo ha prodotto,<br />
c’è la memoria biologica del nostro<br />
52 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
originali, capolavori della scuola<br />
di Yokohama, album-souvenir,<br />
stampe xilografiche ed esempi di<br />
arte decorativa.<br />
Il percorso espositivo, a cura di<br />
Francesco Paolo Campione e<br />
Marco Fagioli, ruota attorno ai<br />
capolavori della scuola di Yokohama<br />
e dei suoi maggiori interpreti<br />
- Felice Beato, Raimund<br />
von Stillfried-Ratenicz, Adolfo<br />
Farsari, Ueno Hikoma, Kusakabe<br />
Kimbei, Tamamura Kozaburo e<br />
Ogawa Kazumasa - e alle esperienze<br />
di viaggio dei globetrotter<br />
occidentali.<br />
FAENZA (RA)<br />
passato, che è in ciascuno di noi.<br />
PARMA<br />
Palazzo del Governatore<br />
(piazza Garibaldi)<br />
www.palazzodelgovernatore.it/<br />
www.parmacultura.it<br />
Giappone segreto. Capolavori<br />
della fotografia dell’800<br />
fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
La mostra fa luce su uno dei capitoli<br />
più importanti della storia<br />
della fotografia. 140 fotografie<br />
MIC Museo Internazionale<br />
delle Ceramiche<br />
(viale Beccarini, 19)<br />
http://www.micfaenza.org/<br />
Stili di vita europei attraverso<br />
la ceramica. Dal Barocco ai<br />
giorni nostri<br />
dal 23 aprile all’11 settembre <strong>2016</strong><br />
Un’esplorazione della ceramica<br />
nel tempo, nei diversi contesti geografici<br />
storici e culturali, che evidenzia<br />
le grandi possibilità offerte<br />
dalla ceramica e i risultati da essa<br />
raggiunti in Europa. La mostra si<br />
prefigge obiettivi fondamentali:<br />
raccontare una storia di popoli e<br />
culture, attrarre l’attenzione di un<br />
Piero della Francesca,<br />
Madonna di Senigallia<br />
Mostra ai Musei S. Domenico, Forlì.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 53
pubblico sempre più vasto sulle<br />
tematiche della ceramica e offrire<br />
alla produzione attuale nuovi stimoli<br />
creativi.<br />
FORLÌ<br />
Musei San Domenico<br />
(piazza Guido da Montefeltro, 12)<br />
www.mostrefondazioneforli.it/it/piero_della_francesca_indagine_su_<br />
un_mito/<br />
Piero della Francesca indagine<br />
su un mito<br />
fino al 28 giugno <strong>2016</strong><br />
L’affascinante rispecchiamento tra<br />
critica e arte, tra ricerca storiografica<br />
e produzione artistica nell’arco<br />
di più di cinque secoli è il tema<br />
della mostra Piero della Francesca.<br />
Indagine su un mito.<br />
Alcuni dipinti di Piero, scelti per tracciare<br />
i termini della sua riscoperta,<br />
costituiscono il cuore dell’esposizione.<br />
Accanto ad essi figurano in<br />
mostra opere dei più grandi artisti<br />
del Rinascimento, che consentono<br />
di definirne la formazione e poi il<br />
ruolo sulla pittura successiva.<br />
PERUGIA<br />
Palazzo Lippi Assandri<br />
(corso Vannucci, 39)<br />
www.fondazionecariperugiaarte.it/<br />
I Tesori della Fondazione Cassa<br />
di Risparmio di Perugia e il<br />
caravaggismo nelle collezioni<br />
di Perugia<br />
fino al 20 novembre <strong>2016</strong><br />
Si tratta di oltre 50 dipinti di grande<br />
rilievo, rappresentativi non solo<br />
delle esperienze artistiche che<br />
si affermano in Umbria nell’arco di<br />
quattro secoli, dal Trecento al Settecento,<br />
ma anche di altri aspetti<br />
della cultura figurativa italiana dal<br />
Rinascimento al Barocco.<br />
SPOLETO (PG)<br />
Palazzo Bufalini<br />
(piazza Duomo)<br />
www.comunespoleto.gov.it/<br />
De Chirico. La ricostruzione<br />
fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
L’esposizione raccoglie, nei 200<br />
metri quadrati del nuovo spazio<br />
espositivo, una selezione di capolavori<br />
del maestro (1888 - 1978)<br />
considerato il principale esponente<br />
della pittura metafisica italiana.<br />
ROMA<br />
Scuderie del Quirinale<br />
(via XXIV maggio 16)<br />
www.scuderiequirinale.it<br />
Correggio e Parmigianino. Arte<br />
a Parma nel Cinquecento<br />
fino al 30 giugno <strong>2016</strong><br />
La mostra presenterà al pubblico<br />
la straordinaria stagione dell´arte<br />
parmense della prima metà del<br />
cinquecento, mostrando come la<br />
grande arte del Rinascimento italiano<br />
non si limitò esclusivamente<br />
al perimetro dei tre principali<br />
centri di Firenze, Venezia e Roma.<br />
Ara Pacis<br />
(Lungotevere in Augusta, ang. via Tomacelli)<br />
http://www.arapacis.it<br />
Domon Ken<br />
dal 27 maggio al 18 settembre <strong>2016</strong><br />
Monografica dedicata a uno dei<br />
fotografi più importanti della<br />
storia della fotografia moderna<br />
giapponese, che espone per la<br />
prima volta fuori dai confini del<br />
Giappone. Domon Ken (1909-<br />
1990) è considerato il maestro<br />
del realismo. In mostra circa 150<br />
fotografie, in bianco e nero e a<br />
colori, realizzate tra gli anni Venti<br />
e gli anni Settanta del ‘900, che<br />
raccontano il percorso di ricerca<br />
verso il realismo sociale.<br />
Chiostro del Bramante<br />
(via Arco della Pace 5)<br />
54 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
http://chiostrodelbramante.it<br />
I macchiaioli<br />
dal 5 marzo al 31 maggio <strong>2016</strong><br />
ll movimento pittorico dei Macchiaioli<br />
è attivo tra l’Ottocento e<br />
il Novecento.<br />
Il termine venne coniato nel 1862<br />
da un recensore della «Gazzetta del<br />
Popolo» che così definì quei pittori<br />
che intorno al 1855 avevano dato<br />
origine ad un rinnovamento antiaccademico<br />
della pittura italiana in<br />
senso verista.<br />
Andy Wharol<br />
dal 25 marzo al 25 giugno <strong>2016</strong><br />
Pittore, scultore, regista, produttore<br />
cinematografico, direttore<br />
della fotografia, attore, sceneggiatore<br />
e montatore statunitense,<br />
è stato una figura predominante<br />
del movimento della Pop<br />
Art e tra gli artisti più influenti<br />
del XX secolo.<br />
Santa Maria Antiqua<br />
(Foro Romano)<br />
www.archeoroma.beniculturali.it<br />
Santa Maria Antiqua. Tra Roma<br />
e Bisanzio<br />
fino all’11 settembre <strong>2016</strong><br />
Santa Maria Antiqua, la basilica<br />
nel Foro Romano scoperta nel<br />
1900 alle pendici del Palatino,<br />
dopo più di trent’anni è stata<br />
riaperta al pubblico. La chiesa<br />
conserva sulle sue pareti un patrimonio<br />
di pitture, databile dal<br />
VI al IX secolo, unico nel mondo<br />
cristiano del primo millennio. Resta<br />
un’eccezionale testimonianza<br />
nello sviluppo della pittura non<br />
solo romana, ma di tutto il mondo<br />
greco bizantino contemporaneo:<br />
l’iconoclastia cancellò infatti<br />
gran parte delle immagini sacre<br />
di quell’epoca. La riapertura della<br />
chiesa si accompagna alla mostra<br />
“Santa Maria Antiqua. Tra Roma<br />
e Bisanzio”, “mostra” del monumento<br />
stesso, perché gravita intorno<br />
al ruolo che l’edificio, con<br />
i suoi dipinti, ha giocato nell’area<br />
del Foro Romano post-classico<br />
cristianizzato e al rapporto con<br />
la Roma altomedioevale.<br />
NAPOLI<br />
Gallerie d’Italia<br />
(Palazzo Zevallo Stigliano - via Toledo,<br />
185)<br />
http://www.gallerieditalia.com/<br />
Intorno alla “Santa Caterina”<br />
di Giovanni Ricca. Ribera e la<br />
sua cerchia a Napoli<br />
fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />
Riscoprire la scuola di Ribera e il<br />
naturalismo napoletano, questo è<br />
l’obiettivo della mostra dossier dedicata<br />
alla pittura napoletana del<br />
primo Seicento. Un itinerario alla<br />
scoperta di chi seguì gli insegnamenti<br />
di Jusepe de Ribera, artista<br />
spagnolo attivo dal 1616 fino alla<br />
morte nel 1652 a Napoli; in questa<br />
città esercitò una notevole influenza<br />
con una produzione inizialmente<br />
legata al caravaggismo, ma via via<br />
più personale, con una forte intensità<br />
emotiva e un cromatismo accentuato<br />
dai chiaroscuri.<br />
Museo Archeologico Nazionale<br />
(piazza Museo, 19)<br />
Mito e Natura. Dalla Grecia a<br />
Pompei<br />
www.mostramitonatura.it/<br />
fino al 30 settembre <strong>2016</strong><br />
La mostra, rimodulata sui nuovi<br />
spazi che l’accolgono e impreziosita<br />
da ulteriori prestiti, racconta<br />
la natura nei suoi vari aspetti, in<br />
stretto rapporto con l’intervento<br />
dell’uomo. Comporre giardini era<br />
una vera arte, in stretto dialogo<br />
con le pareti affrescate e gli oggetti<br />
che arredavano gli ambienti.<br />
POMPEI (NA)<br />
Scavi - Anfiteatro<br />
Mito e Natura. Dalla Grecia a<br />
Pompei<br />
www.mostramitonatura.it/<br />
fino al 15 giugno <strong>2016</strong><br />
A Pompei, in occasione della mostra,<br />
tutto questo è finalmente<br />
percepibile in un nuovo itinerario<br />
di visita, con tappa in sei domus in<br />
cui sono stati ripristinati gli antichi<br />
giardini.<br />
Fotografia do Domon Ken.<br />
Mostra all’Ara Pacis, Roma.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 55
www.flickr.com/photos/brontolones_pictures/<br />
email: salvatorebrontolone@gmail.com<br />
56 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
LA MERINGA<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 57
LA MERINGA<br />
di Ornella Mirelli<br />
Q<br />
uando e come abbia<br />
avuto origine<br />
la meringa non è<br />
molto chiaro; si parla<br />
di un’epoca intorno al 1720 e<br />
leggenda vuole che a crearla sia<br />
stato un certo Gasparini, un pasticciere<br />
di origine italiana che risiedeva<br />
a Meiringen, un paesino<br />
nel Cantone di Berna dal quale la<br />
meringa avrebbe mutuato il nome.<br />
Gasparrini avrebbe ideato<br />
questo dolce come omaggio alla<br />
principessa Maria Leszczyńska, figlia<br />
dell’ex re di Polonia Stanislao<br />
e promessa sposa di Luigi XV di<br />
Francia, e la principessa ne sarebbe<br />
stata talmente entusiasta da<br />
voler conoscere personalmente<br />
l’artefice di quella squisitezza.<br />
Fin qui la leggenda, ma la meringa<br />
sembra essere ancora più antica;<br />
nel 1692, infatti, François Massialot,<br />
cuoco di corte di Luigi XIV,<br />
nel suo libro “Nouvelle instruction<br />
pour les confitures, les liqueurs et<br />
les fruit” pubblicò la ricetta di un<br />
dolce composto da uova sbattute<br />
e zucchero che chiamò appunto<br />
meringa. Questo rende ragione<br />
della presenza di questo dolce<br />
sulle tavole reali europee. Pare<br />
infatti che Maria Antonietta ne<br />
fosse ghiotta, come anche la regina<br />
Elisabetta d’Inghilterra.<br />
Esistono tre tipi di ricette per<br />
58 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
preparare le meringhe, che si differenziano<br />
tra loro per quantità<br />
degli ingredienti, procedimento e<br />
modalità di cottura.<br />
La ricetta che proponiamo è quella<br />
della meringa francese: è la più facile<br />
da realizzare in casa, a patto che<br />
si seguano le semplici istruzioni.<br />
La Meringa<br />
Ingredienti:<br />
4 albumi d’uovo di grandezza media<br />
300 gr di zucchero a velo industriale<br />
(2 buste da 125 gr ciascuna)<br />
poche gocce di succo di limone<br />
Setacciare lo zucchero a velo e<br />
dividerlo in due ciotole separate.<br />
Rompere le uova, separando accuratamente<br />
gli albumi dai tuorli.<br />
Cominciare a montare gli albumi<br />
con una frusta elettrica o in planetaria<br />
oppure in un robot da cucina<br />
su cui sono state montate le<br />
fruste. Aggiungere il limone, quindi<br />
125 gr. di zucchero a velo in tre<br />
volte. Montare benissimo a neve<br />
Continua la collaborazione<br />
con <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> di<br />
Ammodomio, uno fra i più seguiti<br />
blog di cucina del web.<br />
Ammodomio è all’indirizzo<br />
www.ammodomio.blogspot.it<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 59
fino ad avere un composto molto<br />
sodo, tanto che, capovolgendo la<br />
ciotola, non si rovesci. A questo<br />
punto spegnere la macchina e,<br />
sempre poco alla volta, inserire i<br />
restanti 125 gr di zucchero a velo,<br />
a mano con una spatola, con<br />
un movimento delicato dal basso<br />
verso l’alto.<br />
Una volta mescolato tutto lo<br />
zucchero, mettere il composto<br />
in una sac-à-poche, con beccuccio<br />
liscio o a stella, e deporlo a<br />
mucchietti su due teglie rivestite<br />
di carta forno.<br />
Accendere il forno in modalità<br />
ventilata a 120°C, lasciarlo scaldare<br />
quindi abbassare a 100°C<br />
e infornare per circa un’ora. Spegnere<br />
il forno, lasciando le teglie<br />
all’interno per tutta la notte.<br />
Le meringhe possono essere farcite<br />
con crema ganache al cioccolato<br />
e unite a due a due, oppure<br />
bagnate per metà nel cioccolato<br />
fuso, o ancora gustate semplicemente<br />
così come sono, per accompagnare<br />
un té o un gelato o<br />
anche una macedonia di frutta<br />
fresca,<br />
60 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
Le riflessioni di Fabrizio Capra<br />
BENESSERE AL NATURALE<br />
Tè verde per le ossa<br />
Il tè verde ha molti pregi: è un antitumorale (in particolare<br />
per i tumori della pelle e dell’utero), previene<br />
le malattie cardiache (controlla il colesterolo) e<br />
Importante è camminare sovente, anche in maniera<br />
spedita, per almeno mezz’ora: il risultato è l’abbassamento<br />
dell’Indice di Massa Corporea e si possono<br />
ottenere punto vita e fianchi più sottili.<br />
A volte basta veramente poco, se non una giusta<br />
dose di buona volontà, per migliorare la nostra vita<br />
specie in un periodo dove, per svariati motivi, ci<br />
tocca combattere con il sovrappeso.<br />
Poi camminare è economico (costa poco o niente)<br />
e non richiede grandi organizzazioni o strutture<br />
particolari.<br />
E di questi tempi porre attenzione al proprio benessere<br />
e al portafoglio è qualcosa d’importante.<br />
l’ictus, ha effetti diuretici, è antibatterico e antiossidante,<br />
previene lo sviluppo del diabete, protegge la<br />
pelle dagli effetti dei raggi UV.<br />
Recenti studi realizzati a Hong Kong hanno evidenziato<br />
che il tè risulterebbe un ottimo rimedio naturale<br />
per rafforzare le ossa addirittura del 79%, grazie<br />
a un enzima particolare; ricerche svolte da una<br />
università australiana affermano che bere tre tazze<br />
al giorno di questo infuso aiuta a ridurre del 30% il<br />
rischio di fratture.<br />
Quindi prendere l’abitudine di sorseggiare un buon<br />
tè caldo (o anche freddo d’estate) preparato in casa<br />
può essere cosa buona… purché non si esageri nelle<br />
dosi: anche col tè gli eccessi possono fare male.<br />
Aforisma del mese<br />
Quando si tratta di mangiare in modo corretto e<br />
fare esercizio fisico, non c’è un “io inizierò domani.”<br />
Domani è la malattia. (Terri Guillemets)<br />
Camminare fa bene al fisico e alla mente<br />
Anche l’attività fisica ha la sua importanza. Una ricerca<br />
inglese ha evidenziato come una passeggiata<br />
all’aria aperta fa bene sia fisicamente che mentalmente,<br />
anzi è il non plus ultra, ancora meglio che<br />
praticare sport.<br />
via S. Maria della Stella, 45 - 70010 Adelfia tel: 0804593669 www.vicodeifiori.it<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 61
I DANNI<br />
DELL’ORTORESSIA<br />
di Assunta Ruscitto<br />
F<br />
ino a una decina di anni<br />
fa invitare amici a cena<br />
era l’occasione per stare<br />
insieme allegramente;<br />
la padrona di casa sceglieva il<br />
menù e non c’erano problemi, a<br />
parte qualcuno che poteva avere<br />
qualche forma di allergia. Se oggi<br />
si fa un invito preparare il menù<br />
si rivela spesso complicato, si deve<br />
tener conto di chi ha scelto di<br />
essere vegetariano, vegano, crudista,<br />
ecc.<br />
Sempre più persone sono alla<br />
ricerca di cibi sani, biologici, consapevoli<br />
che “noi siamo quello che<br />
mangiamo”, ma quando questo<br />
diventa una ossessione si parla di<br />
ortoressia.<br />
Il termine ortoressia, che deriva<br />
dal greco orthos (giusto) e orexis<br />
(appetito), è stato coniato dal<br />
dietologo Steven Bratman, che<br />
nel 1997 aveva osservato nei suoi<br />
pazienti una tendenza a scegliere<br />
un rigido regime alimentare controllato<br />
qualitativamente.<br />
Ricercare cibi sani, inserendoli<br />
regolarmente nella propria dieta,<br />
fa bene ma quando queste scelte<br />
alimentari diventano patologica<br />
fissazione, fino a danneggiano la<br />
salute in senso globale, quando<br />
viene compromesso il benessere<br />
fisico, l’equilibrio psicologico o la<br />
vita sociale, ecco l’ortoressia.<br />
La differenza tra un salutista e un<br />
ortoressico sta nelle abitudini comportamentali<br />
relative al cibo, che<br />
possono diventare dannose. Una<br />
persona ossessionata dal cibo sano<br />
finisce per isolarsi da chi non condivide<br />
le stesse abitudini, per ragioni<br />
anche legate all’impossibilità di evitare<br />
momenti di condivisione con gli<br />
altri, come un semplice aperitivo o<br />
una pausa caffè. La chiusura sociale<br />
può anche essere una strategia per<br />
proteggersi da eventuali tentazioni<br />
che si presentano in occasioni sociali,<br />
come feste, compleanni o ricorrenze.<br />
L’ortoressia si manifesta quando<br />
le persone:<br />
• passano ore al supermercato<br />
per confrontare le etichette<br />
dei prodotti per scegliere<br />
quello più sano e dietetico;<br />
• sono ossessionate dalla presunta<br />
dannosità dei pesticidi<br />
usati in agricoltura,<br />
della tossicità<br />
di alcune<br />
leghe metalliche<br />
usate nella<br />
fabbricazione<br />
delle pentole o<br />
padelle, ecc;<br />
• selezionano il cibo più per i<br />
benefici sulla salute che per il<br />
gusto;<br />
• seguono determinate procedure<br />
nella preparazione del<br />
cibo che, secondo loro, eliminano<br />
i rischi per la salute;<br />
• sono preda di un vero e proprio<br />
fanatismo alimentare, al<br />
punto da disprezzare chi non<br />
fa altrettanto;<br />
• per seguire questo rigido regime<br />
alimentare trascurano<br />
altre attività, con conseguente<br />
isolamento sociale;<br />
• si sentono in colpa se trasgrediscono<br />
la dieta auto-imposta;<br />
• provano soddisfazione ed aumentata<br />
autostima se seguono<br />
le regole auto-imposte.<br />
L’ossessione nei confronti del cibo<br />
62 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
è assimilabile a quella per l’esercizio<br />
fisico, per la pulizia, per massaggi<br />
e cure estetiche e spesso<br />
alla fobia verso i farmaci. Dietro<br />
l’ortoressia si può nascondere il<br />
timore delle malattie, delle contaminazioni<br />
e dell’invecchiamento,<br />
da cui scaturisce la mania di ottenere<br />
un organismo resistente alle<br />
malattie o al passare del tempo<br />
adottando un regime alimentare<br />
impeccabile.<br />
Spesso questa ossessione si sviluppa<br />
su un terreno culturale<br />
scarso, in cui diventa facile accettare<br />
poche regole basate sul principio<br />
che “tutta la salute dipende<br />
dal cibo”. Si riscontra una conoscenza<br />
superficiale e semplicistica<br />
delle regole alimentari seguite<br />
scrupolosamente. L’ortoressia si<br />
manifesta nei paesi industrializzati,<br />
dove spesso i mass media lanciano<br />
messaggi allarmistici relativi ai<br />
pericoli derivanti dal consumo di<br />
carni, uova o vegetali contaminati<br />
dai diversi morbi, o esposti a radiazioni.<br />
L’effetto di queste informazioni<br />
consolida il problema in<br />
numerose persone, che finiscono<br />
per essere inghiottite dalla paura,<br />
anche se sono distanti dai luoghi<br />
colpiti dalle contaminazioni.<br />
Le conseguenze dell’ortoressia,<br />
oltre che sul benessere emotivo<br />
e sociale, possono incidere anche<br />
sul benessere fisico. In base alla<br />
dieta seguita e alle conseguenti<br />
eliminazioni di alcuni cibi si possono<br />
verificare squilibri elettrolitici,<br />
avitaminosi, osteoporosi, atrofie<br />
muscolari, ecc.<br />
L’ortoressia, che può essere collocata<br />
tra le nuove dipendenze a<br />
carattere ossessivo-compulsivo,<br />
mostra problematiche di ansia,<br />
con preoccupazioni eccessive, involontarie<br />
e non controllabili (ossessioni)<br />
e comportamenti ripetuti<br />
e ingovernabili (compulsioni)<br />
che cercano di ridurre l’angoscia.<br />
I comportamenti alimentari diventano<br />
coatti e rituali, si eseguono<br />
prescrizioni nell’illusione di raggiungere<br />
la salute eterna: si mastica<br />
almeno un certo numero di volte,<br />
si taglia il cibo con precisione e si<br />
mangia amplificando l’importanza<br />
del rapporto con il cibo, spesso in<br />
silenzio e in solitudine.<br />
Questa condizione porta l’ortoressico<br />
all’impossibilità di raggiungere<br />
un reale appagamento<br />
personale, a provare insofferenza<br />
e delusione e a sentirsi più insicuro.<br />
Il soggetto tende ad isolarsi<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 63
e a fidarsi solo<br />
delle proprie<br />
forze e<br />
delle proprie<br />
regole. In ultima<br />
analisi<br />
l’ortoressico<br />
è incapace di<br />
vivere il presente,<br />
poiché<br />
il futuro è<br />
percepito con<br />
un’ansia continua<br />
di prevenzione<br />
per<br />
ogni aspetto<br />
personale e<br />
alimentare, il<br />
passato invece<br />
si raffigura come<br />
una serie<br />
di occasioni<br />
mancate, nostalgie<br />
e rimpianti.<br />
L’ortoressia<br />
è quindi una<br />
patologia che<br />
si manifesta<br />
con evidenza<br />
nelle abitudini<br />
alimentari, ma<br />
che riguarda<br />
in realtà l’insieme<br />
della propria<br />
sfera personale. Curarla non<br />
è semplice, poiché gli ortoressici<br />
sono estremamente certi delle<br />
proprie convinzioni, si sentono<br />
superiori a chi non ha un simile<br />
presunto autocontrollo e non credono<br />
di avere un problema.<br />
Un trattamento efficace prevede<br />
un approccio globale da parte di<br />
esperti (psicoterapeuta, medico<br />
e dietologo): bisogna procedere<br />
in modo graduale, sia attraverso<br />
un lavoro sulle emozioni e sulle<br />
paure che sostengono l’ossessione,<br />
sia sulla reintroduzione graduale<br />
dei cibi eliminati, trattando<br />
anche eventuali malesseri fisici<br />
che possono derivare dalla dieta<br />
squilibrata.<br />
64 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 65
LO<br />
SAPEVATE<br />
CHE<br />
IL PAPAVERO ROSSO<br />
(Papaver rhoeas)<br />
FAMIGLIA PAPAVERACEAE<br />
NOME SCENTIFICO:<br />
Papaver rhoeas<br />
COMUNE IN TUTTA EUROPA<br />
E IN ITALIA SETTENTRIONALE<br />
di Angelo Ferri<br />
In botanica, il papavero rosso –<br />
1.<br />
da non confondere con quello da<br />
oppio – è Papaver rhoeas: analizzando<br />
l’etimologia del termine<br />
“Papaver” si intuisce la virtù<br />
d’eccellenza attribuita a questa pianta. Infatti, la radice<br />
del genere, Papa-, deriva dalla lingua celtica e<br />
significa ”pappa”, in allusione ad una pratica antica<br />
consistente nel miscelare l’estratto (o il succo) del<br />
papavero rosso alla pappa dei bambini, per indurre<br />
il sonno. La specie rhoeas (letteralmente “cado”)<br />
fa riferimento, invece, alla precoce caduta dei petali<br />
del fiore.<br />
Nel contesto dell’antica medicina popolare, l’infuso<br />
o il decotto di papavero rosso erano utili anche per<br />
contrastare la tosse, alleggerire irritazioni bronchiali,<br />
e diminuire la febbre catarrale e reumatica.<br />
66 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
Il papavero rosso è una pianta<br />
2.<br />
erbacea, gracile e delicata, appartenente<br />
alla famiglia delle<br />
Papaveracee; la sua altezza, generalmente,<br />
non supera i 60-80<br />
centimetri. Il fusto del rosolaccio, eretto e peloso,<br />
mostra foglie dentate non avvolgenti, dai lobi<br />
appuntiti od oblunghi, profondamente suddivise<br />
in segmenti lanceolati. Il fusto esile sfoggia fiori<br />
inconfondibili, dalla tipica veste color rosso porpora<br />
macchiata internamente da una piccola impronta<br />
nera. Quando i petali, nascosti dentro sepali<br />
verdi prima della sbocciatura, cadono, danno<br />
vita ad una piccola capsula glabra (frutto).<br />
Il fiore, semplice ma bello ed elegante, è assai comune<br />
sia nei campi coltivati (a grano soprattutto),<br />
che in quelli incolti, e vegeta sino ai 1.700 metri<br />
d’altitudine: tant’è che il papavero rosso viene<br />
considerato anche pianta infestante.<br />
Il papavero è un’erba della buonanotte,<br />
una delle virtù medica-<br />
3.<br />
mentose più importanti è senza<br />
dubbio quella sedativa: in particolare,<br />
gli estratti di papavero<br />
sono indicati nella formulazione<br />
di prodotti naturali favorenti il sonno degli infanti.<br />
È doveroso ricordare che gli estratti di papavero<br />
possono esser combinati con il fitocomplesso di altre<br />
droghe ad azione sedativa, al fine di potenziarne<br />
l’effetto finale. Oltre che per l’età pediatrica, i<br />
prodotti a base di papavero rosso sono consigliati<br />
anche per la senescenza, considerando che gli effetti<br />
collaterali della droga sono pressoché nulli.<br />
L’attività sedativa non è l’unica ascritta al fitocomplesso:<br />
il papavero rosso viene largamente impiegato<br />
per le sue proprietà bechiche, vale a dire utili<br />
per contrastare la tosse in generale: pertanto,<br />
viene consigliato per contrastare la pertosse, per<br />
calmare la tosse e per alleggerire le bronchiti catarrali<br />
acute.<br />
Le attività antitussive sono rese dai principi attivi<br />
estratti dai fiori, in grado di favorire l’espettorazione<br />
e, nel contempo, di placare lo spasmo.<br />
Considerata l’azione sedativa, è sconsigliata la concomitante<br />
assunzione di sostanze ipnotico-sedative.<br />
Couscous alle verdure e semi di papavero<br />
Ingredienti:<br />
5.<br />
250 g di cous cous precotto, 270<br />
ml d’acqua, 1 melanzana, 2 carote,<br />
1 zucchina, 1 cipollotto, sale, pepe,<br />
olio, curry, semi di papavero.<br />
Preparazione:<br />
1)Lavate le verdure, tagliate a cubetti la melanzana<br />
e salatela, poi mettetela a perdere l’acqua in uno<br />
scolapasta.<br />
Trascorsi venti minuti affettate il cipollotto in una<br />
padella e fatelo imbiondire con 3 cucchiai d’olio,<br />
poi aggiungete i cubetti di melanzana.<br />
Lasciate cuocere per una quindicina di minuti po<br />
aggiungere le carote e le zucchine tagliate sempre<br />
a cubetti.<br />
Fate saltare per un’altra decina di minuti.<br />
2)Mentre le verdure cuociono mettete a bollire<br />
l’acqua leggermente salata, versate il cous cous<br />
in una ciotola e quando l’acqua bollirà versatevela<br />
sopra e coprite con un coperchio o con della pellicola.<br />
Aggiungere alle verdure una puntina di curry e del<br />
basilico spezzetato.<br />
3)Quando il cous cous si sarà ammorbidito conditelo<br />
con poco olio nogoe le verdure, servite spolverizzato<br />
con semi di papavero!<br />
Effetti collaterali<br />
4.<br />
In generale, l’impiego del papavero<br />
rosso in fitoterapia risulta<br />
pressoché innocuo. Chiaramente,<br />
in gravidanza e in allattamento<br />
è consigliato il parere del medico prima di assumere<br />
estratti di papavero rosso.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 67
L’ABBONAMENTO SOSTENITORE A<br />
ORIZZONTE MAGAZINE<br />
PERMETTE DI RICEVERE A CASA<br />
LA VERSIONE CARTACEA DELLA RIVISTA<br />
E DI PUBBLICIZZARE LA PROPRIA ATTIVITÀ<br />
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68 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
FASHION, BEAUTY, SHOOTING, PROJECTS & MORE<br />
Aspiranti fotomodelle<br />
COME PRESENTARSI<br />
AD UN CASTING<br />
CARA DELEVINGNE<br />
NUOVA TESTIMONIAL<br />
DI RIMMEL<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 69
ASPIRANTI FOTOM<br />
COME PRESENTARSI AD UN CAST<br />
70 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
ODELLE<br />
ING<br />
In questo numero analizzeremo<br />
come è opportuno<br />
presentarsi a un casting<br />
per fare la cosiddetta “bella<br />
figura”, e magari di sollecitare<br />
il consenso favorevole da<br />
parte degli esaminaytori del<br />
casting.<br />
Quando si ha l’occasione di<br />
partecipare a un casting, che<br />
si tratti di entrare in agenzia<br />
o di ottenere un lavoro, è<br />
necessario prepararsi al meglio<br />
per evitare il rischio di<br />
sbagliare l’approccio.<br />
Ecco, quindi, una serie di<br />
consigli da tenere in considerazione.<br />
Puntualità<br />
e organizzazione<br />
In primis è assolutamente<br />
vietato arrivare in ritardo.<br />
E’ consigliabile pianificare la<br />
giornata in modo da prevedere<br />
di giungere presso la<br />
sede del casting con almeno<br />
15 - 30 minuti di anticipo, in<br />
modo da scongiurare ritardi<br />
dovuti ad eventuali imprevisti.<br />
La professionalità è una<br />
condizione tenuta in grande<br />
considerazione: arrivare<br />
in ritardo a uno shooting, a<br />
una sfilata o a un casting può<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 71
creare problemi a tutti coloro<br />
che ci lavorano (fotografi,<br />
mua, parrucchieri, art director,<br />
direttori casting, ecc.).<br />
Se i curatori del casting sono<br />
persone professionalmente<br />
serie, pretenderanno di lavorare<br />
solo con persone altrettanto<br />
serie e la puntualità è<br />
una prima prova di affidabilità<br />
da parte della modella.<br />
Un altro sintomo di professionalità<br />
è dimostrare di<br />
essere organizzata e previdente,<br />
di non lasciare nulla<br />
al caso, preparando tutto il<br />
necessario per la selezione<br />
almeno il giorno prima, pianificando<br />
ogni cosa, tenendo<br />
in considerazione gli appuntamenti<br />
e avvisando tempestivamente<br />
in caso di ritardo<br />
o impedimento.<br />
E non dimenticate assolutamente<br />
di portarvi dietro il<br />
book o il portfolio.<br />
Come vestirsi<br />
Se non si hanno indicazioni<br />
precise, o non sono state definite<br />
linee guida specifiche, è<br />
meglio proporsi con un look<br />
semplice che faccia risaltare<br />
la propria immagine, curato<br />
ma mai eccessivo, evitando<br />
72 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
look volgari, appariscenti, troppo eleganti o eccentrici. Si potrebbe<br />
optare per qualcosa di aderente che vi faccia sentire<br />
belle e a vostro agio senza essere troppo sexy: una maglietta<br />
e un paio di jeans skinny o leggins possono fare al caso vostro;<br />
non vestitevi, però, completamente di bianco o di nero.<br />
Consigliamo di portarsi dietro un costume da bagno (bikini)<br />
o un bell’intimo, perché potrebbe essere richiesto di sfilare o<br />
fare qualche scatto indossando quei capi allo scopo di effettuare<br />
una valutazione del fisico.<br />
Se il casting prevede un servizio fotografico o una ripresa<br />
video di prova è bene portarsi dietro (senza esagerare) qualche<br />
cambio d’abito.<br />
I dettagli<br />
Una manicure ben fatta, le sopracciglia in ordine e una certa<br />
accuratezza nell’aspetto fanno la differenza, una grande differenza.<br />
Non sono dettagli trascurabili perché è anche da queste<br />
piccole cose che si riconosce la professionalità di una modella e<br />
il suo interesse ad apparire sempre nel modo migliore.<br />
Anche il make-up deve essere ben curato: un trucco leggero,<br />
che dia un aspetto luminoso e naturale, dove la pelle appaia<br />
curata, compatta e omogenea, con le imperfezioni nascoste<br />
con cura. Importantissimi sono poi capelli: è meglio scegliere<br />
un’acconciatura morbida, evitando gli eccessi, ed è consigliabile<br />
passare dal parrucchiere per una messa in piega prima di<br />
ogni appuntamento importante.<br />
Sguardo e sorriso sono da valorizzare perché fondamentali.<br />
Se è previsto un servizio fotografico o una ripresa video fate<br />
attenzione all’effetto lucido; portate sempre con voi i vostri<br />
trucchi per un ritocco prima del casting. Infine la depilazione<br />
deve essere fatta alla perfezione.<br />
Comportamento<br />
Quando si arriva è buona norma presentarsi stringendo la<br />
mano ai curatori del casting; durante l’incontro è bene mo-<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 73
strarsi sicura, educata, senza<br />
essere arrogante: normalmente<br />
i palloni gonfiati che<br />
si atteggiano a dive non vengono<br />
presi in considerazione<br />
e sono mal sopportati.<br />
Cercate di non essere agitate,<br />
mostratevi serene e motivate,<br />
imparate a governare<br />
le vostre emozioni mostrando<br />
un comportamento pacato<br />
e misurato.<br />
Per rispondere alle domande<br />
prendetevi il tempo che<br />
vi serve, senza esagerare,<br />
per non correre il rischio di<br />
dire la prima cosa che vi passa<br />
per la testa. Ci sono domande<br />
comuni a quasi tutti<br />
i casting, per cui cercate di<br />
prepararvi qualche possibile<br />
risposta: cosa fate nella vita,<br />
quali sono i vostri sogni, se<br />
ricordate un aneddoto buffo<br />
del vostro trascorso. Inoltre<br />
vi chiederanno sicuramente<br />
perché ritenete di essere la<br />
persona giusta per il ruolo<br />
che vi viene offerto.<br />
E’ importante essere sempre<br />
convincenti. Se avete<br />
domande o dubbi da chiarire<br />
chiedete senza titubanza:<br />
il vostro interventosarà<br />
percepito come segno di<br />
74 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
entusiasmo e interesse. E non pensate che sia solo un gioco:<br />
rischiereste di non superare la selezione.<br />
Informatevii sempre sull’agenzia o il cliente per cui vi proponete:<br />
la tecnologia (sito internet, social network, ecc.) aiuta a<br />
farsi una prima idea sul prodotto o sull’agenzia stessa.<br />
Rapporto con le altre modelle<br />
Un casting non è solo l’occasione per trovare lavoro ma può<br />
anche diventare un momento di socializzazione, specie se<br />
una modella è aperta nei confronti delle altre ragazze che<br />
aspettano il proprio turno. Potrebbe capitare di trovarsi a<br />
lavorare sul set insieme a qualcuna di loro, ma è anche l’occasione<br />
per fare qualche domanda: da quanto tempo fai la<br />
modella - per esempio - chi è il tuo fotografo preferito, quali<br />
lavori hai fatto, hai fatto altri casting, conosci il direttore del<br />
casting e magari che tipo è.<br />
E’ sempre bene essere aperte e comunicative.<br />
Positività<br />
E’ importantissimo essere positiva perché dà l’impressione di<br />
sicurezza e di apertura e solarità nei confronti degli altri.<br />
Accompagnatori<br />
I casting solitamente sono affollati per cui è bene presentarsi<br />
da sole: se ognuna delle partecipanti si facesse accompagnare<br />
anche da una sola persona l’ambiente diventerebbe caotico,<br />
potrebbe condizionare le altre partecipanti e infastidire i gli<br />
orgamizzatori del casting. Questa regola tuttavia non vale<br />
per i minori, che devono sempre presentarsi accompagnati<br />
almeno da un genitore.<br />
Considerazione finale<br />
Se non dovessero scegliervi, non vi demoralizzate, capita<br />
spesso, fate tesoro delle esperienze e ripartite per il prossimo<br />
casting con il sorriso sulle labbra.<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 75
Attenzione<br />
Fin dai primi articoli di questa<br />
rubrica ci andiamo raccomandando<br />
di stare attente<br />
alle false agenzie e ai truffatori,<br />
persone che sfruttano i<br />
vostri sogni e le vostre aspettative<br />
per spillarvi denaro.<br />
Allora ricordiamo ancora<br />
una volta alcune cose.<br />
Le vere agenzie investono su<br />
chi credono possa essere un<br />
talento e non chiedono soldi.<br />
Gli uffici casting di Rai, Mediaset,<br />
Sky e di altre emittenti<br />
organizzano solo provini<br />
gratuiti. Chiunque vi<br />
chieda soldi per raccomandarvi<br />
o aiutarvi a superare<br />
le selezioni sta cercando di<br />
imbrogliarvi.<br />
La truffa più comune consiste<br />
nell’organizzare finti casting<br />
per convincere le ragazze<br />
a investire i propri soldi in<br />
book dai costi spropositati,<br />
inutili corsi di portamento e<br />
valanghe di composit. Non<br />
fatevi ingannare.<br />
Concludiamo questo articolo<br />
con alcune considerazioni.<br />
La giornata di lavoro per una<br />
modella è particolarmente<br />
incentrata sulla partecipazione<br />
ai casting: nell’arco della<br />
giornata solitamente sono<br />
tanti, ravvicinati tra loro e<br />
mai pagati.<br />
Praticamente un casting<br />
equivale a un colloquio di<br />
lavoro quindi né agenzia né<br />
cliente pagano per queste<br />
partecipazioni.<br />
Partecipare ai casting è faticoso:<br />
più appuntamenti nella<br />
stessa giornata, talvolta anche<br />
otto-dieci, non sempre<br />
nella stessa zona della città,<br />
la fatica degli spostamenti<br />
e, visto che solitamente al<br />
casting si presentano molte<br />
modelle, si prospetta anche<br />
dover pazientemente aspettare<br />
il proprio turno.<br />
Se, dopo alcuni giorni, la modella<br />
non è stata confermata<br />
nemmeno per un lavoro, deve<br />
avere un carattere molto<br />
forte e ottimista per non deprimersi<br />
e continuare. Domani<br />
ci sarà un altro casting.<br />
76 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 77
CARA DELEVING<br />
NUOVA TESTIMONIAL DI RIMMEL<br />
di Jo Chero<br />
L<br />
a celebre attrice e modella ventitreenne<br />
Cara Delevingne sarà la nuova<br />
brand ambassadors di Rimmel, divenendo<br />
protagonista di diverse campagne pubblicitarie<br />
per l’innovativo brand di make up.<br />
Famosa per il suo look audace e per il suo stile<br />
di tendenza, Cara Delevingne è la scelta perfetta<br />
per rappresentare Rimmel. Oltre all’incredibile<br />
successo come modella, è un’attrice di<br />
talento con un vastissimo numero di fan: oltre<br />
36 milioni di followers su tutti i canali social.<br />
A proposito della sua nuova partnership con<br />
Rimmel London, Cara Delevingne ha dichiarato:<br />
“Sono onorata di lavorare con Rimmel. è stato<br />
il primo brand di make up che ho utilizzato<br />
quando ero teenager. Sono londinese nell’anima<br />
e Rimmel cattura e rappresenta perfettamente<br />
l’audacia della città e lo stile beauty cosmopolita.”<br />
Johanna Businelli, Chief Marketing Officer of<br />
Colour Cosmetics presso Coty, afferma: “Cara<br />
Delevingne è la perfetta personificazione della<br />
tendenza, dell’audacia e del carattere urban del<br />
brand Rimmel. Con il suo look audace e moderno,<br />
l’incredibile senso per il fashion e la sua convinzio-<br />
ne che la vera bellezza provenga dall’interno, Cara<br />
Delevingne è ammirata in tutto il mondo per la<br />
sua unicità e per il modo di esprimere la sua personalità.<br />
Sarà un importante valore aggiunto per il<br />
brand, ispirerà una nuova generazione di donne e<br />
mostrerà una diversa sfaccettatura dell’ecclettico<br />
London Look.”<br />
Cara Delevingne è uno dei volti più riconoscibili<br />
del mondo. Oltre al suo grande successo nella<br />
moda, ha una brillante ed emozionante carriera<br />
come attrice.<br />
Con il suo originale british style, la bellezza classica<br />
e il portamento inimitabile, l’ascesa di Cara<br />
è stata rapidissima. E’ stata il volto della pubblicità<br />
di Burberry per diverse stagioni, lavorando<br />
con Mario Testino e con gli attori Eddie<br />
Redmayne, Jourdan Dunn e Edie Campbell. Ha<br />
preso parte a diversi film, fra i quali “Anna Karenina”,<br />
di Joe Wright, a fianco di Keira Knightley,<br />
e “The Face of an Angel” di Michael Winterbottom,<br />
presentato in anteprima al Toronto Film<br />
Festival lo scorso Settembre. I suoi interessi includono<br />
la musica - Cara è un’abile cantante e<br />
batterista - l’artigianato, la tecnologia e il design.<br />
78 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
NE<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 79
Invia il tuo curriculum a:<br />
collaboratore@orizzontemagazine.it<br />
80 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
OROSCOPO<br />
MAGGIO <strong>2016</strong><br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 81
ARIETE TORO GEMELLI<br />
Mese molto positivo! In famiglia<br />
l’atmosfera sarà riscaldata dal<br />
passaggio di Mercurio in Gemelli<br />
dal quindici, che ti offrirà complicità<br />
e la possibilità di dialogare<br />
serenamente. Ottimo quindi per<br />
affrontare eventuali conti in sospeso:<br />
metti da parte i rancori e<br />
sii costruttivo e intelligente.<br />
La vita sociale sarà in primissimo<br />
piano: avrai voglia di concederti<br />
qualche svago in più, di gite fuori<br />
porta e di divertimenti serali.<br />
Potresti aumentare il giro delle<br />
tue amicizie e conoscere gente<br />
parecchio interessante.<br />
Frizzante, vivace, disponibile e a<br />
momenti anche un po’ malinconico<br />
e pensieroso… <strong>Maggio</strong>, il<br />
mese delle rose e anche del tuo<br />
compleanno (se non sei nato ad<br />
aprile), ti farà tanti regali.<br />
La prima parte sarà positiva per<br />
tanti motivi. Ci saranno novità,<br />
cambiamenti, svolte. E a tratti,<br />
anche un pizzica di paura, mentre<br />
ti chiedi, consapevolmente o<br />
meno, se sarà la cosa giusta.<br />
Sì, amico, lo sarà se ti lascerai<br />
alle spalle il passato: è il momento<br />
di aprire le finestre e di<br />
cambiare aria!<br />
Mese molto positivo! Venere sarà<br />
nel tuo segno dal nove maggio,<br />
mentre Mercurio sarà in Gemelli<br />
dal quindici. Ti aspetta quindi un<br />
ottimo momento per affrontare<br />
eventuali tensioni familiari, per migliorare<br />
il dialogo, ma soprattutto<br />
per spassartela e divertirti come<br />
preferisci.<br />
La vita sociale sarà in primissimo<br />
piano: ti concederai qualche svago<br />
in più, come, ad esempio, gite fuori<br />
porta e maggiori uscite serali. Potresti<br />
aumentare il giro delle tue<br />
amicizie e conoscere gente parecchio<br />
interessante.<br />
CANCRO LEONE VERGINE<br />
<strong>Maggio</strong> sarà un mese favorevole<br />
per lasciarti alle spalle tutti i conti<br />
in sospeso: ci riferiamo alle tensioni<br />
familiari, ai dubbi e ai crucci<br />
che nei mesi precedenti ti hanno<br />
lasciato con il fiato sospeso.<br />
Lascia andare quello che non funziona,<br />
sii tollerante e gira pagina.<br />
Mercurio sarà tuo alleato fino al<br />
quindici, e ti aiuterà nella comunicazione.<br />
Questo passaggio è ottimo anche<br />
per migliorare la vita sociale, per<br />
divertirti, organizzare brevi gite o<br />
conoscere nuove persone.<br />
Mercurio, Sole, Venere e Marte in<br />
Toro non annunciano un principio<br />
di maggio sereno: ci sono molte<br />
tensioni e tu hai una gran voglia<br />
di sbranare qualcuno! Calma, se ci<br />
riesci, e cerca di sorvolare.<br />
In famiglia e con gli amici, l’atmosfera<br />
diventerà un po’ più rilassata<br />
grazie al passaggio di Mercurio<br />
in Gemelli dal quindici.<br />
Il pianeta ti offrirà complicità e<br />
la possibilità di dialogare serenamente,<br />
ma tu dovrai anche impegnarti<br />
e voler risolvere quello che<br />
non funziona. La vita sociale sarà<br />
in primissimo piano nell’ultima<br />
parte di maggio.<br />
<strong>Maggio</strong> inizia alla grande: hai un<br />
notevole sostegno astrale e potresti<br />
mettere in cantiere i progetti<br />
che ti stanno più a cuore.<br />
Anche in famiglia, l’atmosfera<br />
sarà piacevole, pur se le solite<br />
contraddizioni sono sempre presenti.<br />
Si tratta di qualcosa di più<br />
di una semplice contraddizione?<br />
Allora sfrutta il transito di Mercurio,<br />
favorevole fino al quindici,<br />
per andare a fondo.<br />
L’ultima parte di maggio sarà più<br />
controversa e dialogare potrebbe<br />
non essere così semplice!<br />
82 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>
BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO<br />
Mese molto positivo! In famiglia<br />
grazie al passaggio di Mercurio,<br />
in Gemelli dal quindici, vivrai un<br />
clima più sereno del solito. Potrai<br />
dialogare, affrontare certi<br />
problemi, se ci sono, viaggiare, se<br />
lo desideri, e anche godere una<br />
vita sociale vivace e spumeggiante.<br />
Le prospettive sono favorevoli<br />
e potresti sentirti sodisfatto di<br />
quello che hai realizzato. Ti meriti<br />
un regalo speciale: che ne dici<br />
di toglierti quello sfizio che desideri<br />
da tempo?<br />
Mercurio, Sole, Venere e Marte in<br />
Toro non annunciano un inizio di<br />
maggio brillante. Purtroppo dovrai<br />
fare i conti con qualche tensione, e<br />
tu stesso sarai piuttosto irascibile e<br />
nervoso.<br />
La tua ironia sferzante si farà sentire,<br />
e sarai spesso tentato dalla<br />
voglia di rompere i legami con una<br />
persona che ti fa davvero perdere<br />
la pazienza.<br />
Carca di mantenere la calma, perché,<br />
tranne Marte, tutti gli altri pianeti<br />
passeranno in Gemelli a partire<br />
dal nove.<br />
<strong>Maggio</strong> sarà diviso quasi in due dal<br />
passaggio dei pianeti (Venere prima,<br />
Mercurio e Sole in seguito) dal segno<br />
del Toro a quello dei Gemelli.<br />
La prima parte sarà più serena e<br />
scorrevole, ma nella seconda e ultima<br />
potresti dover fare i conti con<br />
qualche tensione familiare, imprevisti<br />
domestici o discussioni fra amici.<br />
Sarà difficile rimanere obiettivo e<br />
capire come andranno davvero le<br />
cose, chi ha ragione e chi torto. Meglio<br />
quindi non essere frettoloso e<br />
non prendere nessuna decisione,<br />
per il momento…<br />
CAPRICORNO ACQUARIO PESCI<br />
<strong>Maggio</strong> sarà un mese piacevole,<br />
divertente e riposante! Ti aspetta<br />
un ottimo periodo per chiudere<br />
con tutti i problemi: ci riferiamo<br />
alle tensioni familiari, ai dubbi e<br />
ai crucci dei mesi precedenti.<br />
Affronta quello che non funziona,<br />
cerca di essere meno severo<br />
e gira pagina.<br />
Mercurio sarà favorevole fino al<br />
quindici, e ti aiuterà a dialogare<br />
serenamente. Questo passaggio<br />
è ottimo anche per la vita sociale,<br />
il divertimento, per gite, viaggi<br />
o conoscere nuove persone.<br />
Mercurio, Sole, Venere e Marte in<br />
Toro non segnalano un esordio<br />
di maggio luminoso. Forse ci sono<br />
molte preoccupazioni in casa, oppure<br />
tu sei molto irritato con qualcuno.<br />
In famiglia e con gli amici, l’atmosfera<br />
diverrà più serena grazie al<br />
passaggio di Mercurio in Gemelli,<br />
che avverrà il quindici. Il pianeta ti<br />
regalerà tolleranza, comprensione<br />
e la possibilità di dialogare serenamente.<br />
La vita sociale sarà più effervescente<br />
nell’ultima parte di maggio.<br />
<strong>Maggio</strong> al principio ti promette<br />
grandi cose: Sole, Mercurio, Venere<br />
e Marte sono in Toro.<br />
In famiglia, l’atmosfera sarà piacevole,<br />
nonostante qualche leggera<br />
tensione. Si tratta di qualcosa di<br />
più di una semplice tensione? Allora<br />
spremi a fondo il transito di<br />
Mercurio, favorevole fino al quindici,<br />
per dialogare e risolvere i<br />
problemi.<br />
L’ultima parte di maggio sarà più<br />
problematica e capirsi potrebbe<br />
non essere così semplice!<br />
<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 83
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