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Orizzonte Magazine n°5 Maggio 2016

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Mensile di<br />

attualità e cultura<br />

Anno 3 N. 5<br />

<strong>Maggio</strong> <strong>2016</strong><br />

IDEALISTI O TERRORISTI?<br />

INTERVISTA ESCLUSIVA A UN MEMBRO DELL’ALF,<br />

FRONTE DI LIBERAZIONE ANIMALE<br />

ROMA FRA LUCI E OMBRE<br />

Le oscurità della Città Eterna, da Caravaggio<br />

a Giordano Bruno e a Pasolini.<br />

SICUREZZA STRADALE<br />

Conoscenza e consapevolezza<br />

FASHION & MODELS<br />

Come presentarsi ad un casting<br />

QUATTRO PASSI NELLA<br />

“GRANDE BELLEZZA” DI ROMA<br />

Dalla Villa dei Quintili al Santuario di<br />

Cecilia Metella<br />

ARTE E LEGGENDA ALLE PORTE DI PRAGA


2 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 3


IN PRIMO PIANO<br />

6 Idealisti o terroristi?<br />

Intervista esclusiva a un<br />

membro dell’ALF.<br />

14 Roma tra luci ed ombre.<br />

CULTURA<br />

24 Quattro passi nella “Grande<br />

Bellezza” di Roma.<br />

30 Arte e leggenda<br />

alle porte di Praga.<br />

36 Uomini e Dei. In mostra a<br />

Genova la pittura del ‘600.<br />

NOTIZIE E CURIOSITÀ<br />

34 Usability è bello.<br />

38 Sicurezza stradale, conoscenza<br />

e consapevolezza.<br />

42 Mostre all’<strong>Orizzonte</strong>.<br />

62 I danni dell’ortoressia<br />

FASHION & MODELS<br />

70 Aspiranti Fotomodelle:<br />

Come presentarsi ad un casting.<br />

78 Cara Delevingne<br />

nuova testimonial di Rimmel.<br />

RUBRICHE<br />

57 <strong>Orizzonte</strong> Food<br />

La Meringa.<br />

61 Le riflessioni di Fabrizio Capra<br />

Benessere al naturale.<br />

60 Lo sapevate che<br />

Il Papavero rosso.<br />

81 Oroscopo del mese.<br />

Tutti i diritti sono riservati. Nessuna<br />

parte della pubblicazione può essere<br />

riprodotta, rielaborata o diffusa senza<br />

espressa autorizzazione. della Direzione.<br />

Le opinioni espresse negli articoli<br />

impegnano solo gli autori e non coinvolgono<br />

né rappresentano il pensiero<br />

della Direzione.<br />

4 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


EDITORIALE<br />

Da quando esiste la vita sulla terra la sopravvivenza<br />

delle specie si basa sulla catena alimentare: le piante<br />

servono da alimento per gli erbivori, questi ultimi rappresentano<br />

il sostentamento per i carnivori e l’uomo<br />

mangia indifferentemente piante e animali, senza porsi<br />

problemi di alcun genere.<br />

Questo accadeva quando l’uomo era primitivo, quando<br />

cioè era ancora in accordo con l’ambiente naturale:<br />

andava a caccia, prendendo dal territorio quel tanto necessario<br />

al suo sostentamento, talvolta serviva da cibo<br />

per gli animali più forti di lui, e tutti vivevano (e morivano)<br />

felici e contenti. Poi l’uomo si è civilizzato e ha cominciato<br />

a pretendere di più; si è costruito un ambiente<br />

tutto suo, non più in accordo con la natura, che tuttavia<br />

ha continuato a saccheggiare a suo esclusivo uso e consumo.<br />

Questo lo ha reso più debole ma la cosa non lo<br />

ha impensierito più di tanto: aveva un mondo intero<br />

da saccheggiare per soddisfare le sue necessità e i suoi<br />

capricci. E così le piante sono state abbattute per ricavarne<br />

legna da ardere, per realizzare mobili e manufatti,<br />

per far passare strade e costruire città; gli animali hanno<br />

fornito piume e pellicce per agghindarsi, secrezioni<br />

ghiandolari per profumi ed essenze, corni e zanne da<br />

intagliare; alcune specie sono state decimate per capriccio<br />

o per sport, altre sono state utilizzate come cavie<br />

nell’industria e nella ricerca.<br />

Oggi qualcuno si è reso conto che tutto questo non<br />

va bene ed ha cominciato a reagire, talvolta a giusta<br />

ragione, talvolta anche irrazionalmente, perché se ci si<br />

rifiuta di mangiar carne pensando agli occhietti teneri di<br />

quelle povere bestiole, si dimentica che anche i vegetali<br />

sono esseri viventi a cui, evidentemente, non piace morire.<br />

E’ possibile evitare anche a loro sofferenze quando<br />

li recidiamo dalle radici, ne strappiamo le foglie, ne tronchiamo<br />

i gambi? Nessuno se l’è mai chiesto.<br />

Tuttavia, poiché qualcosa bisogna pur mangiarla, il<br />

problema non è uccidere ma come, quanto e perché si<br />

uccide, ricordando che gli animali, ma anche le piante,<br />

hanno diritto ad un trattamento indolore. Abbiamo<br />

sconvolto la catena alimentare, in una prossima vita<br />

potremmo rinascere barbabietole.<br />

Franco Ardito<br />

ORIZZONTE MAGAZINE<br />

Mensile di attualità e cultura<br />

Anno 3 n. 5 - <strong>Maggio</strong> <strong>2016</strong><br />

Reg. trib. di Bari n° 19/2014<br />

Franco Ardito<br />

Direttore Responsabile<br />

Angelo Ferri<br />

Direttore Editoriale<br />

Redazione<br />

via G. Colucci, 2 - 70019 Triggiano (BA)<br />

tel.: 080 9697552<br />

e-mail: direzione@orizzontemagazine.it<br />

www.orizzontemagazine.it<br />

La collaborazione avviene su invito.<br />

Articoli e materiali non si restituiscono.<br />

La Direzione si riserva di adattare<br />

testi, illustrazioni e fotografie alle<br />

esigenze della pubblicazione.<br />

Articoli e immagini vanno inviati per<br />

e-mail a:articoli@orizzontemagazine.<br />

it Gli articoli dovranno pervenire in<br />

formato doc o docx e le immagini in<br />

formato jpeg, con una risoluzione<br />

non inferiore a 300 ppi.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 5


IDEALISTI O TERRORISTI?<br />

INTERVISTA ESCLUSIVA<br />

A UN MEMBRO DELL’ALF,<br />

FRONTE DI LIBERAZIONE ANIMALE<br />

di Sabrina Rosa<br />

F<br />

orse la sigla ALF non dice<br />

molto ai non addetti<br />

ai lavori, ma per chi è in<br />

prima linea nella difesa<br />

del mondo animale, per chi si tiene<br />

aggiornato su quanto ogni giorno<br />

avviene nel mondo a danno<br />

dei piccoli e grandi amici a quattro<br />

zampe, invece, il Fronte di Liberazione<br />

Animale è un punto fermo.<br />

Considerati criminali da alcuni,<br />

osannati come veri e propri eroi<br />

da altri, i gruppi che ne fanno<br />

parte si muovono in completo<br />

anonimato, per liberare da allevamenti<br />

o da laboratori, ma anche<br />

da situazioni di disagio in genere,<br />

animali in difficoltà, a volte infrangendo<br />

le regole, ma - in fondo -<br />

tenere in schiavitù un essere vivente<br />

può essere una condizione<br />

tutelata dalla legge?<br />

Così ho deciso di andare a fondo<br />

e di saperne di più. In parte mossa<br />

da curiosità per questa parte poco<br />

nota dell’universo animalista, in<br />

parte anche per denunciare - attraverso<br />

la voce e le parole di chi<br />

scende in prima linea - cosa accade<br />

in alcune realtà, mentre il resto<br />

6 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


del mondo prosegue indifferente<br />

la propria vita di ogni giorno.<br />

Un esponente di ALF ha rilasciato<br />

un’intervista al nostro giornale,<br />

che riporto di seguito integralmente,<br />

ringraziandolo per<br />

il tempo che ci ha concesso, ma<br />

soprattutto per la fiducia che ci<br />

ha accordato. Per proteggere l’identità<br />

del nostro interlocutore<br />

l’intervista è anonima ma non per<br />

questo è meno sconcertante: è il<br />

riflesso dell’altra faccia dell’umanità,<br />

quella che spesso preferiamo<br />

ignorare, per evitare dolorose riflessioni<br />

sul senso del nostro stare<br />

al mondo.<br />

D: Innanzitutto cos’è l’ALF e come<br />

nasce?<br />

R: Bisogna premettere che l’ALF<br />

non è una associazione, né un gruppo<br />

definito, con sedi o uffici, ma<br />

una idea e come tale può essere di<br />

chiunque. L’ALF è formato da gruppi<br />

autonomi di persone che in tutto il<br />

mondo eseguono azioni seguendo le<br />

linee guida. Questi gruppi vengono<br />

chiamati cellule, che variano da un<br />

solo individuo a molte persone che<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 7


Nella foto:<br />

Ronnie Lee, fondatore dell’ALF.<br />

lavorano insieme. Gli attivisti di una<br />

cellula non conoscono quelli di altre<br />

cellule e questo li aiuta a rimanere<br />

anonimi; in tal modo non vengono<br />

coinvolte troppe persone in caso<br />

di arresto, anche se qualche arrestato<br />

intendesse collaborare, rimanendo<br />

liberi di continuare ad agire.<br />

L’ALF nasce nel 1971, quando Ronnie<br />

Lee fonda a Luton (Gran Bretagna)<br />

un’organizzazione per la liberazione<br />

animale, la “Band of Mercy”. Nel<br />

1974 Lee viene arrestato dopo un<br />

raid compiuto ai danni di un laboratorio<br />

di Oxford; nel 1976, uscito dal<br />

carcere, riorganizza i militanti della<br />

Band of Mercy, a cui si aggiungono<br />

nuovi attivisti, costituendo l’Animal<br />

Liberation Front, della quale fanno<br />

parte circa una trentina di persone.<br />

Da allora l’ALF, a seguito delle azioni<br />

realizzate e divulgate da quelle<br />

prime 30 persone, comincia a crescere<br />

fino a raggiungere un livello<br />

mondiale, dato che in moltissimi<br />

hanno cominciato a seguire le loro<br />

linee guida e ad operare in prima<br />

persona con azioni dirette, senza<br />

attendere l’esito di petizioni e richieste<br />

che quasi sempre restano<br />

senza risposta.<br />

L’ALF ha alcune linee guida ben precise,<br />

articolate in 4 punti:<br />

Infliggere danni economici a tutti<br />

coloro che lucrano sulla sofferenza<br />

animale.<br />

Liberare gli animali che subiscono,<br />

o rischiano di subire, abusi fisici<br />

e/o psichici.<br />

Prendere tutte le precauzioni<br />

necessarie per evitare di far del<br />

male agli animali e agli umani durante<br />

lo svolgimnento delle azioni<br />

di liberazione.<br />

Rivelare, con azioni dirette e non<br />

violente, le atrocità commesse ai<br />

danni degli animali.<br />

D: Che cosa fa di concreto il<br />

Fronte di Liberazione Animalista<br />

per gli animali?<br />

R: Siccome non esiste una organizzazione<br />

centrale o un modo per<br />

iscriversi all’ALF, le persone si muovono<br />

solamente in base alla loro<br />

coscienza personale o alle decisioni<br />

della cellula con cui lavorano. L’ALF<br />

non ha una struttura gerarchica,<br />

ogni individuo che fa un azione ha<br />

il pieno controllo delle sue scelte e<br />

del suo destino; ogni azione fatta<br />

seguendo le linee guida può essere<br />

considerata un’azione dell’AFL. In<br />

sintesi, si portano alla luce situazioni<br />

o realtà che altrimenti rimarrebbero<br />

sconosciute, come l’inferno che<br />

devono subire gli animali negli allevamenti,<br />

laboratori, circhi, ecc., filmando<br />

di nascosto tutto quello che<br />

quelle realtà nascondono e che né<br />

media, né tanto meno il titolare di<br />

quelle realtà, fa o farà mai vedere.<br />

Nella pubblicità ti mostrano mucche<br />

felici che pascolano, galline<br />

giocherellone, maiali sorridenti e lo<br />

stesso vale per tutte le altre realtà<br />

oppressive, mentendo spudoratamente<br />

in un continuo inganno. Oltre<br />

alle attività di denuncia gli attivisti<br />

agiscono in prima persona per liberare,<br />

con azioni dirette, animali<br />

in situazioni di oppressione, che<br />

vengono poi portati in luoghi dove<br />

verranno curati e lasciati vivere in<br />

libertà e in pace.<br />

D: Quali sono le principali forme<br />

di maltrattamento che ci sono al<br />

momento in Italia?<br />

R: Come nel resto del mondo, non<br />

esistono forme di maltrattamento<br />

preminenti rispetto ad altre; c’è l’industria<br />

della carne e del latte, l’industria<br />

delle pellicce, i circhi, gli zoo, la-<br />

8 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


oratori di sperimentazione animale,<br />

perfino certe tradizioni popolari…<br />

Sono molti i posti dove quotidianamente<br />

gli animali vengo maltrattati,<br />

rinchiusi. oppressi, derisi, feriti, usati<br />

ed infine uccisi, senza che venga minimamente<br />

rispettato il loro naturale<br />

diritto di non essere considerati oggetti<br />

inanimati. Gli animali provano<br />

dolore, paura, solitudine proprio come<br />

noi; qualsiasi realtà che priva un<br />

animale della libertà, della gioia di<br />

vivere, del naturale istinto di accudire<br />

i suoi cuccioli, che lo imprigiona o lo<br />

costringe a subire situazioni di terrore<br />

e paura, incertezza o stress è un<br />

maltrattamento.<br />

D: Che cosa può fare ciascuno di<br />

noi per risolvere tale situazione?<br />

R: La prima cosa da fare consiste<br />

nel boicottare le industrie e contrastare<br />

i comportamenti oppressivi<br />

nei confronti degli animali; è la domanda<br />

che genera l’offerta, senza<br />

di essa l’offerta non ci sarebbe. Può<br />

sembrare scontato e molti non ne<br />

se rendono conto, ma se ci sono bistecche<br />

nei supermercati è perché<br />

le persone le comprano, quindi sono<br />

gli acquirenti i mandanti di quella<br />

strage che accade tutti i giorni, e<br />

cosi è per tutto il resto, abbigliamento,<br />

tradizioni, ecc. Se si va al<br />

circo si favorisce la prigionia degli<br />

animali, se si comprano capi in pelle<br />

o pelliccia si favorisce l’allevamento<br />

disumano e l’uccisione degli animali<br />

utilizzati per quei capi.<br />

D: C’è qualcosa che vorresti dire<br />

di voi?<br />

R: L’ALF è considerato un movimento<br />

terrorista, ma liberare animali senza<br />

recare alcun danno agli animali stessi<br />

o a persone non si può catalogare<br />

come terrorismo,<br />

il terrorismo ha<br />

funzioni e scopi<br />

ben precisi che<br />

non appartengono<br />

all’ALF;<br />

mai nella storia<br />

c’è stato un solo<br />

episodio nel<br />

quale l’ALF abbia<br />

fatto del male a<br />

uomini o animali<br />

nei suoi raid.<br />

Molti militanti<br />

stanno scontando<br />

anni di carcere<br />

solo per aver<br />

filmato quello<br />

che succede in<br />

alcuni di quei<br />

luoghi; questo fa<br />

capire quanto si<br />

vogliano tenere<br />

nascosti all’opinione<br />

pubblica<br />

quegli inferni. Vengono accusati di<br />

rovinare la vita a lavoratori che non<br />

fanno altro che sostentare le loro<br />

famiglie, quindi rinchiudere, maltrattare,<br />

ferire, opprimere, danneggiare,<br />

terrorizzare e uccidere un essere che<br />

può provare dolore e paura viene<br />

considerato un lavoro come un altro?<br />

Di conseguenza anche i militari delle<br />

SS che controllavano i lager portavano<br />

solo il pane a casa?<br />

L’ALF è composto solo da ragazzi<br />

e ragazze che, vedendo come la<br />

società è totalmente egoista e indifferente<br />

al dolore altrui, hanno deciso<br />

di fare qualcosa per togliere da<br />

quegli inferni più creature possibili;<br />

non sono militari ne vengono paga-<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 9


ti, sono solo persone normali<br />

che hanno ancora il<br />

dono dell’empatia..<br />

Ci sono voluti 400 anni<br />

perché l’uomo bianco<br />

capisse che i neri non<br />

erano oggetti a loro disposizione,<br />

e ancora oggi<br />

non lo ha capito del tutto.<br />

Fino a poco tempo fa<br />

se parlavi di difendere la<br />

natura eri considerato un<br />

drogato, un figlio dei fiori<br />

buono a nulla, ora se<br />

non compri prodotti bio<br />

e non differenzi l’immondizia<br />

sei un mostro. Oggi<br />

gli animali vengono considerati<br />

oggetti inanimati,<br />

con i quali si può fare<br />

ciò che si vuole senza un<br />

minimo di rispetto, forse<br />

anche questo un giorno<br />

cambierà.<br />

So bene che in una breve intervista<br />

non si può trasmettere completamente<br />

un’idea, né i motivi che ne<br />

sono alla base; soprattutto un’idea<br />

come la nostra, che abbraccia svariati<br />

aspetti, concezioni e situazioni.<br />

Spero tuttavia di essere riuscito a<br />

fornire almeno un’impressione su<br />

quello che facciamo e, essenzialmente,<br />

sul perché lo facciamo.<br />

In effetti da queste poche parole<br />

molte cose s’intendono; anche<br />

troppe se si è sensibili alle reali<br />

condizioni di vita a cui sono sottoposti<br />

gli animali in un Paese che<br />

si dichiara, con disinvolta facilità,<br />

evoluto e civile.<br />

Per chi volesse saperne di più<br />

sull’attività svolta dal Fronte di Liberazione<br />

Animale, rimandiamo<br />

al sito ufficiale dell’ALF, al’indirizzo<br />

http://fronteliberazioneanimale.<br />

weebly.com/, all’interno del quale<br />

è possibile reperire non solo<br />

informazioni, ma anche video e<br />

foto che testimoniano quanto di<br />

concreto è stato fatto negli anni.<br />

Da parte di tutta la redazione un<br />

ringraziamento al nostro interlocutore,<br />

che ci ha consentito di<br />

comprendere più da vicino cosa<br />

accade e quanto spesso si tenta<br />

di tenerlo nascosto. A me, che<br />

credo che ogni forma di vita vada<br />

rispettata sempre e comunque,<br />

vedere quei video provoca non<br />

solo una profonda tristezza, ma<br />

anche un vero e proprio dolore,<br />

poiché faccio fatica a ritrovare<br />

quella tanto celebrata e ostentata<br />

umanità in chi fa vivere un animale<br />

in simili condizioni.<br />

Voglio perciò chiudere con un<br />

aforisma di Charles Darwin “La<br />

compassione e l’empatia per il più<br />

piccolo degli animali è una delle più<br />

nobili virtù che un uomo possa ricevere<br />

in dono”, sperando che pian<br />

piano qualcosa cambi e il mondo<br />

possa diventare un luogo migliore<br />

per tutti, anche per gli animali.<br />

10 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 11


12 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 13


ROMA TRA LUCI E OMBRE<br />

LE OSCURITÀ DELLA CITTÀ ETERNA, DA<br />

CARAVAGGIO A GIORDANO BRUNO E A PASOL<br />

di Alessandro Rotondi<br />

e Roberta D’Alessandro<br />

R<br />

oma, si sa, è una città<br />

da scoprire e riscoprire,<br />

che cela e conserva<br />

storie scritte e non<br />

scritte, tramandate in particolare<br />

da opere pittoriche, letterarie e<br />

cinematografiche collegate idealmente<br />

tra loro e che tra loro in<br />

qualche modo legano i loro autori.<br />

Autori molto tormentati, che<br />

attraverso la loro arte e il loro<br />

pensiero hanno trasmesso una<br />

14 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


INI<br />

Roma diversa da quella che conosciamo,<br />

una città tormentata ma<br />

vera, una città financo eterodossa<br />

sotto diversi aspetti.<br />

Tre sono i personaggi che sono i<br />

protagonisti di questa nostracam-<br />

minata ideale, tra luce e tenebre,<br />

per la città eterna: Caravaggio,<br />

all’anagrafe Michelangelo Merisi,<br />

pittore, nato a Milano il 29 settembre<br />

1571 e morto a Porto<br />

Ercole il 18 luglio 1610; Giordano<br />

Bruno, vero nome Filippo, nato a<br />

Nola nel 1548 e morto a Roma il<br />

17 febbraio del 1600, frate domenicano,<br />

filosofo e scrittore; Pier Paolo<br />

Pasolini, nato il 5 marzo 1922 a<br />

Bologna e morto a Ostia (Roma)<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 15


il 2 novembre 1975, poeta, scrittore,<br />

giornalista, drammaturgo,<br />

sceneggiatore, cineasta, regista;<br />

sicuramente tra i maggiori intellettuali<br />

e artisti del ventesimo secolo.<br />

Caravaggio e Giordano Bruno si<br />

sono sfiorati. Caravaggio viveva a<br />

Roma quando Bruno era incarcerato<br />

nelle segrete dell’Inquisizione.<br />

È possibile che ciascuno dei due<br />

sapesse dell’esistenza dell’altro.<br />

Michelangelo Merisi<br />

detto Caravaggio<br />

Giunge a Roma nel 1593 e il suo<br />

impatto con l’ambiente artistico e<br />

sociale non è per nulla facile: il suo<br />

stile così diverso dalle tendenze<br />

correnti, così inatteso, mette<br />

scompiglio nella quiete artistica<br />

romana, e gli attira irrisione e isolamento<br />

ma anche l’attenzione di<br />

diversi giovani pittori, che si raccolgono<br />

intorno<br />

a lui. Incontra<br />

il Cavalier<br />

d’Arpino, affrescatore<br />

abilissimo<br />

e molto<br />

richiesto, dipingendo<br />

per suo<br />

conto quadri di<br />

genere e ritratti<br />

che incontrano<br />

il favore di mercanti<br />

e amatori.<br />

I due si trovano<br />

a lavorare insieme<br />

nella chiesa<br />

di San Luigi dei<br />

Francesi, dove<br />

a Michelangelo<br />

da Caravaggio<br />

è stato affidato<br />

il compito di dipingere<br />

il quadro<br />

dell’altare<br />

e due tele sulle<br />

pareti laterali.<br />

Il giovane pittore<br />

lombardo<br />

suscita un vero<br />

scandalo: dipinge<br />

S. Matteo<br />

in atto di scrivere<br />

il Vangelo sotto l’ispirazione<br />

dell’angelo, “senza decoro né<br />

aspetto di santo stando a sedere<br />

con le gambe incavalciate, e co’ piedi<br />

rozzamente esposti al popolo”.<br />

Nulla di simile si è mai visto, e i<br />

preti di S. Luigi lo fanno rimuovere.<br />

Il santo nel dipinto, oggi esposto<br />

al Museo di Berlino, appare<br />

troppo umano, e troppo umano<br />

è anche l’angelo che gli è a fianco:<br />

16 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


non vola, anzi ha i piedi ben piantati<br />

in terra.<br />

Nel rifacimento S. Matteo interrompe<br />

la scrittura e si volge<br />

all’angelo che scende dal cielo per<br />

ispirarlo: una composizione certo<br />

più tradizionale.<br />

Sulle pareti laterali dipinge la Vocazione<br />

di Matteo: il santo viene<br />

chiamato dal Maestro col gesto<br />

della mano mentre siede al suo<br />

tavolo di esattore con alcune<br />

persone; un fascio di luce entra<br />

dalla finestra, forando la penombra<br />

dell’interno, e disegnando<br />

una scena da osteria.<br />

Sull’altra parete compone invece<br />

il Martirio dell’apostolo, che giace<br />

sui gradini dell’altare ferito da un<br />

manigoldo, tra figure di spettatori<br />

atterriti, mentre un capitano impennacchiato<br />

alla spagnola dà ordini<br />

levando la spada, e un angelo<br />

si sporge fra le nuvole, offrendo al<br />

santo la palma del martirio.<br />

Nella chiesa di Santa Maria del<br />

Popolo dipinge altri due grandi<br />

capolavori: la Conversione di San<br />

Paolo e la Crocifissione di San Pietro.<br />

Anche qui la stessa storia.<br />

Nella prima versione della Conversione<br />

di San Paolo, conservata<br />

nella collezione privata della famiglia<br />

Odescalchi Balbi ed esposta<br />

al pubblico sporadicamente,<br />

la figura del santo appare in secondo<br />

piano rispetto al cavallo.<br />

La seconda e ultima versione, la<br />

Conversione di San Paolo sulla via di<br />

Damasco, si trova nella Cappella<br />

Cerasi in Santa Maria del Popolo.<br />

La prima versione della Crocifissione<br />

di Pietro è invece scomparsa,<br />

anche se alcuni studiosi ritengono<br />

di averla identificata con un dipinto<br />

nel Museo dell’Ermitage di San<br />

Pietroburgo.<br />

Nel 1604 a Sant’Agostino dipinge<br />

la Madonna di Loreto o Madonna<br />

dei Pellegrini, su ordine di Ermete<br />

Cavalletti che intende decorare<br />

la cappella di famiglia nella basilica.<br />

Caravaggio vede in Lena, una<br />

prostituta, la modella perfetta<br />

per questa sua opera, mentre<br />

per gli oranti inginocchiati al suo<br />

cospetto sceglie gente del popolo<br />

che dipinge così com’è, anche con<br />

le piante dei piedi sporche.<br />

A sinistra:<br />

Caravaggio,<br />

La crocifissione di Pietro.<br />

Sotto:<br />

Caravaggio:, Autoritratto.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 17


Le opere dell’artista<br />

lombardo sono disseminate<br />

nella Città<br />

Eterna e tutte fanno<br />

discutere, come Giuditta<br />

e Oloferne, che<br />

provoca reazioni di<br />

orrore e sorpresa<br />

per la sua crudezza.<br />

Caravaggio interpreta<br />

i soggetti sacri<br />

con uno spirito più<br />

accessibile alla mentalità<br />

del popolo, più<br />

spregiudicato, più vicino<br />

alla vita vissuta;<br />

proietta le sue figure<br />

su uno schermo nero,<br />

sul quale appaiono<br />

intensamente rimarcate,<br />

immerse in<br />

un’atmosfera bruna,<br />

ma senza prendere<br />

parte viva alla scena,<br />

quasi che ognuna<br />

stia in un suo mondo<br />

chiuso, estranea<br />

a ciò che avviene<br />

intorno.<br />

Ribelle ai legami<br />

nell’arte, Michelangelo<br />

da Caravaggio è altrettanto<br />

libero e sfrenato nella vita. Esprime<br />

spesso opinioni poco lusinghiere<br />

sugli altri pittori ed è facile<br />

all’uso delle armi, che porta sempre<br />

indosso. Il 19 novembre 1600<br />

viene querelato da certo Girolamo<br />

Spampa, che aveva ricevuto<br />

da lui “parecchie bastonate” e<br />

una stoccata; il 7 febbraio 1601<br />

Guido ottiene Reni, il San componimento Filippo Neri, di un<br />

Roma, Chiesa di Santa Maria<br />

in processo Vallicella.. per aver ferito di spada<br />

un sergente di Castel S. Angelo; il<br />

24 aprile 1604 mentre è a pranzo<br />

all’osteria del Moro, alla Maddalena,<br />

tira un piatto contro un cameriere,<br />

ferendolo alla guancia; il 20<br />

ottobre è in carcere per ingiurie;<br />

il 23 maggio 1605 viene imprigionato<br />

per aver portato spada<br />

e pugnale senza licenza; il 20 luglio<br />

torna in carcere per offesa<br />

a due donne. Nove giorni dopo,<br />

in piazza Navona, ferisce con un<br />

colpo di spada sulla<br />

testa il notaro Mariano<br />

Pasqualone,<br />

a causa di Lena. Il<br />

primo settembre la<br />

sua padrona di casa,<br />

Prudenza Bruna,<br />

lo querela per aver<br />

rotto di Sabrina a sassate Rosala<br />

finestra, dopo che<br />

lei gli aveva chiesto<br />

l’affitto. Poco tempo<br />

dopo in una rissa<br />

viene ferito alla<br />

gola e all’orecchio<br />

sinistro.<br />

Nel 1606 in via della<br />

Pallacorda uccide<br />

per questioni di<br />

gioco tale Ranuccio<br />

Tomassoni. Condannato<br />

alla decapitazione,<br />

è costretto<br />

a fuggire da Roma;<br />

si reca a Napoli e<br />

quindi a Malta, dove<br />

viene accolto con<br />

onore. Tuttavia si<br />

fa arrestare anche<br />

qui, ma riesce ad<br />

evadere riparando<br />

in Sicilia, dove realizza diverse<br />

opere; quindi risale a Napoli, dove<br />

esercita un profondo influsso<br />

sui pittori locali. Nel tentativo di<br />

rientrare a Roma viene colpito<br />

dalla febbre; muore presso Porto<br />

Ercole nel 1610.<br />

Giordano Bruno<br />

Filippo Bruno, noto con il nome di<br />

Giordano, è un frate domenicano<br />

del XVI secolo; filosofo e scritto-<br />

18 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


e, il suo pensiero, inquadrabile<br />

nel naturalismo rinascimentale,<br />

fonde le più diverse tradizioni<br />

filosofiche: materialismo antico,<br />

averroismo, copernicanesimo, lullismo,<br />

scotismo, neoplatonismo,<br />

ermetismo, con influssi ebraici<br />

e cabalistici, ma ruota intorno<br />

ad un’unica idea: l’infinito, inteso<br />

come l’universo infinito, effetto<br />

di un Dio infinito, fatto d’infiniti<br />

mondi, da amare infinitamente:<br />

“Io dico Dio tutto Infinito, perché da<br />

sé esclude ogni termine ed ogni suo<br />

attributo è uno e infinito; e dico Dio<br />

totalmente infinito, perché lui è in<br />

tutto il mondo, ed in ciascuna sua<br />

parte infinitamente e totalmente: al<br />

contrario dell’infinità de l’universo,<br />

la quale è totalmente in tutto, e non<br />

in queste parti (se pur, referendosi<br />

all’infinito, possono esse chiamate<br />

parti) che noi possiamo comprendere<br />

in quello” (Giordano Bruno,<br />

De infinito, universo e mondi).<br />

Uomo dall’animo irrequieto, inizia<br />

la sua peregrinazione nel 1576,<br />

quando lascia Napoli per recarsi<br />

a Ginevra; passa poi per la Francia<br />

e l’Inghilterra, dove insegna a<br />

Oxford, per tornare poi a Parigi e<br />

ripartire per la Germania.<br />

E’ il 1592 quando viene denunciato<br />

all’Inquisizione dal nobile veneziano<br />

Giovanni Mocenigo, per<br />

i suoi dubbi sulla funzione della<br />

religione e perché sospettato di<br />

eterodossia a causa dei sui scritti.<br />

Infatti Bruno, dopo essere divenuto<br />

frate, aveva ben presto manifestato<br />

perplessità sulla trinità e<br />

sull’incarnazione del Cristo.<br />

Evita la condanna grazie ad una<br />

parziale ritrattazione, ma nel<br />

1593 l’Inquisizione lo reclama a<br />

Roma, dove resta imprigionato<br />

per sette anni e poi condannato<br />

al rogo. Nel corso dell’interrogatorio<br />

del 10 settembre Bruno si<br />

dice ancora pronto all’abiura, ma<br />

il 16 cambia idea e infine, dopo<br />

che il Tribunale ha ricevuto una<br />

denuncia anonima che lo accusa<br />

di aver avuto fama di ateo in<br />

Inghilterra e di aver scritto il suo<br />

“Spaccio della bestia trionfante”<br />

direttamente contro il papa, il 21<br />

dicembre rifiuta recisamente ogni<br />

abiura, dichiarando di non avere<br />

nulla di cui doversi pentire.<br />

L’8 febbraio 1600, dinnanzi ai cardinali<br />

inquisitori e ai consultori<br />

Benedetto Mandina, Francesco<br />

Pietrasanta e Pietro Millini, ascolta<br />

in ginocchio la sentenza di condanna<br />

al rogo. Terminata la lettura,<br />

secondo la testimonianza di<br />

Caspar Schoppe, studioso e umanista<br />

tedesco, Giordano Bruno si<br />

alza e ai giudici indirizza la storica<br />

frase: “Maiori forsan cum timore<br />

sententiam in me fertis quam ego<br />

accipiam”, (Forse tremate più voi<br />

nel pronunciare contro di me questa<br />

sentenza che io nell’ascoltarla).<br />

Dopo aver rifiutato i conforti<br />

religiosi e il crocefisso, il 17 febbraio,<br />

con la lingua serrata da<br />

una morsa affinché<br />

non possa parlare, viene<br />

condotto in piazza<br />

Campo de’ Fiori e qui<br />

denudato, legato a un<br />

palo e arso vivo; le sue<br />

ceneri vengono quindi<br />

gettate nel Tevere.<br />

Pagina a sinistra:<br />

Monumento a Giordano<br />

Bruno in piazza Campo dei<br />

Fiori.<br />

A sinistra:<br />

Bassorilievo dello stesso<br />

monumento, raffigurante il<br />

processo a Giordano Bruno<br />

davanti al Tribunale<br />

dell’Inquisizione.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 19


In quella piazza, che fu scenario<br />

dell’esecuzione, campeggia oggi<br />

la statua in bronzo di Giordano<br />

Bruno, raccolto in se stesso, con<br />

le mani incrociate sul suo libro<br />

chiuso e lo sguardo dritto davanti<br />

a sé. Sul basamento in granito<br />

sono scolpiti otto medaglioni<br />

in bronzo con i ritratti di liberi<br />

pensatori, tre riquadri con gli<br />

episodi più importanti della vita<br />

del filosofo e un’iscrizione del<br />

filosofo Giovanni Bovio, oratore<br />

ufficiale della cerimonia di inaugurazione:<br />

“A Bruno, il secolo da<br />

lui divinato qui dove il rogo arse“.<br />

Pier Paolo Pasolini<br />

Nato a Bologna nel 1922, è stato<br />

scrittore, poeta, giornalista, sceneggiatore<br />

e regista. Nel dopoguerra<br />

inizia le sue prime esperienze<br />

letterarie pubblicando una<br />

raccolta di poesie e collaborando<br />

con “La Fiera Letteraria”. Nel<br />

gennaio del 1950, processato e<br />

condannato in primo grado per<br />

corruzione di minorenne, lascia<br />

Casarsa della Delizia insieme alla<br />

madre e si trasferisce a Roma.<br />

Nel 1952 sarà assolto in appello,<br />

ma questa è solo la prima delle<br />

vicende giudiziarie che lo coinvolgeranno,<br />

sia a causa della sua arte<br />

che per fatti di cronaca.<br />

Pasolini ha saputo interrogare l’anima<br />

più profonda della società,<br />

indagando tra le strade e le baraccopoli<br />

della città, innamorandosi<br />

del sottoproletariato che<br />

le abitava. Roma e Pasolini sono<br />

indissolubilmente legati, in particolare<br />

quei luoghi che ha vissuto,<br />

raccontato e dove infine è stato<br />

assassinato.<br />

In questo ipotetico viaggio nella<br />

Roma pasoliniana partiamo dal<br />

quartiere Pietralata, che fa da<br />

sfondo ai personaggi e alle vicende<br />

del suo romanzo del 1959<br />

“Una vita violenta” e, in parte, a<br />

“Ragazzi di vita” del 1955. Qui si<br />

svolge la vita di Tommaso Puzzilli,<br />

tra piccola criminalità, prostituzione,<br />

il carcere e poi la scoperta<br />

di un rinnovato senso di comunità<br />

e solidarietà. Il romanzo racconta<br />

anche la vita dei ragazzini in una<br />

borgata di baracche, nella Roma<br />

dei borghetti fatti di case tirate su<br />

in una notte; descrive l’esclusione<br />

ma anche il riscatto e la grande<br />

umanità di questi ultimi scarti della<br />

società industriale e della città<br />

che cresce.<br />

20 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


Tra la Casilina e la Tuscolana via<br />

del Mandrione è ancora oggi uno<br />

dei luoghi più affascinanti della città.<br />

Case basse, cresciute quasi a<br />

caso dalle baracche dell’immigrazione<br />

interna, e gli archi dell’acquedotto<br />

romano, tra il verde dei<br />

prati incolti, ultimo avamposto di<br />

campagna in città, e il vicino sferragliare<br />

della ferrovia. Qui Pasolini<br />

ha ambientato racconti e storie,<br />

nel cuore delle contraddizioni del<br />

boom economico, che prometteva<br />

elettrodomestici e macchine a<br />

rate, lasciando indietro centinaia<br />

di migliaia di persone.<br />

Il Pigneto, un tempo quartiere<br />

proletario e popolare, oggi è centro<br />

della movida; vi hanno trovato<br />

casa controculture, studenti fuori<br />

sede, hipster e artisti, che si mescolano<br />

a migranti e abitanti storici.<br />

Nel cuore del Pigneto il Bar<br />

Necci è una delle tappe obbligate<br />

per chi vive il quartiere; è un locale<br />

famoso, alla moda, ma quando<br />

Pasolini vi girava “Accattone” o vi<br />

ambientava le vicende di “Ragazzi<br />

di vita” era un’altra storia. E proprio<br />

tra i tavolini di Necci, dove<br />

Pasolini amava trascorrere lunghi<br />

pomeriggi, è stato fatto il casting<br />

di Accattone.<br />

Dal Pigneto a San Lorenzo il passo<br />

è breve. E’ proprio qui, alla<br />

Trattoria Pommidoro, dove si gusta<br />

la cucina tradizionale romana<br />

tra operai e studenti della vicina<br />

Università, e dove Pasolini era di<br />

casa, assieme a scrittori e intellettuali<br />

come Alberto Moravia ed<br />

Elsa Morante, che Pasolini consuma<br />

la sua ultima cena in compagnia<br />

di Ninetto Davoli.<br />

Il nostro viaggio immaginario non<br />

può che concludersi all’Idroscalo,<br />

un borghetto abusivo, poi sgomberato,<br />

alla periferia di Ostia. Qui,<br />

nella notte tra il 1 e il 2 novembre<br />

del 1975, Pier Paolo Pasolini trova<br />

la morte, ucciso barbaramente.<br />

Verrà trovato all’alba, riverso in<br />

terra, massacrato da calci, pugni,<br />

catene e bastoni.<br />

Luci e ombre si irradiano<br />

da Roma<br />

La Roma degli ultimi è quella che<br />

emerge attraverso questi personaggi:<br />

una Roma dove vengono<br />

narrate storie prese dal vero, dove<br />

la gente è reale e non di accademia,<br />

dove la crudezza della<br />

vita reale, in primo piano, genera<br />

disagio. Una Roma in cui l’animo<br />

umano viene messo a nudo, in<br />

modo pieno e dissacrante. Forse<br />

non è un caso che tre personaggi<br />

chiave della cultura e dell’arte italiana<br />

e mondiale, considerati nel<br />

loro tempo eretici per il loro pensiero<br />

e la loro arte, hanno come<br />

comune denominatore problemi<br />

con la giustizia, con la morale comune,<br />

con le istituzioni, vengono<br />

messi al bando e disprezzati.<br />

Caravaggio, Giordano Bruno e<br />

Pasolini sono accomunati in tutto<br />

questo; addirittura due di loro<br />

a Roma hanno trovato la morte.<br />

Spiriti irrequieti, che hanno scandagliato<br />

le ombre più profonde<br />

dell’animo umano. Pasolini ha descritto<br />

l’innovazione caravaggesca<br />

in termini foto/cinematografici; a<br />

suo dire il pittore lombardo ha<br />

inventato un modo “profilmico”<br />

di rappresentare la realtà, intendendo<br />

con questo termine tutto<br />

ciò che sta davanti alla macchina<br />

Nella foto:<br />

Il Bar Necci, al Pigneto, in<br />

un fotogramma del film<br />

“Accattone”.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 21


Sopra:<br />

Un murale su Pier Paolo<br />

Pasolini apparsu sui muri di<br />

Roma; raffigura lo scrittore<br />

che ha in braccio il suo corpo<br />

senza vita.<br />

A destra:<br />

Il regista durante le riprese<br />

di un suo film in una borgata<br />

romana.<br />

da presa: “il Caravaggio ha inventato<br />

tutto un mondo da mettere<br />

davanti al cavalletto nel suo studio:<br />

tipi nuovi di persone, nel senso sociale<br />

a caratteriologico, tipi nuovi di<br />

oggetti, tipi nuovi di paesaggi”. Ha<br />

inventato anche una “nuova luce”:<br />

“al lume universale del Rinascimento<br />

platonico ha sostituito una luce<br />

quotidiana e drammatica. Sia i nuovi<br />

tipi di persone e di cose che il<br />

nuovo tipo di luce il Caravaggio li<br />

ha inventati perché li ha visti nella<br />

realtà. Si è accorto che intorno<br />

a lui - esclusi dall’ideologia culturale<br />

vigente da circa<br />

due secoli -<br />

c’erano uomini<br />

che non erano<br />

ore del giorno,<br />

forme di illuminazione<br />

labili<br />

ma assolute,<br />

che non erano<br />

mai state riprodotte<br />

e respinte<br />

sempre<br />

più lontano<br />

dall’uso e dalla<br />

norma, avevano<br />

finito col divenire<br />

scandalose,<br />

e quindi<br />

rimosse.”<br />

La terza invenzione<br />

di<br />

Caravaggio,<br />

secondo Pasolini,<br />

è “il<br />

diaframma”:<br />

“è un diaframma<br />

(anch’esso<br />

luminoso, ma<br />

di una luminosità artificiale che appartiene<br />

solo alla pittura e non alla<br />

realtà) che divide sia lui, l’autore, sia<br />

noi, gli spettatori, dai suoi personaggi,<br />

dalle sue nature morte, dai suoi<br />

paesaggi. Questo diaframma, che<br />

traspone le cose dipinte dal Caravaggio<br />

in un universo separato, in un<br />

certo senso morto, almeno rispetto<br />

alla vita e al realismo con cui quelle<br />

cose erano state percepite e dipinte,<br />

è stato stupendamente spiegato da<br />

Roberto Longhi con la supposizione<br />

che il Caravaggio dipingesse guardando<br />

le sue figure riflesse in uno<br />

22 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


specchio. Tali figure erano perciò<br />

quelle che il Caravaggio aveva realisticamente<br />

scelto, negletti garzoni di<br />

fruttivendolo, donne del popolo mai<br />

prese in considerazione, ecc., e inoltre<br />

esse erano immerse in quella luce<br />

reale di un’ora quotidiana concreta,<br />

con tutto il suo sole e tutta la sua<br />

ombra”. Questa terza invenzione<br />

è quella più entusiasma il regista,<br />

perché “fa delle sue figure delle<br />

figure separate, artificiali, come riflesse<br />

in un specchio cosmico. Qui i<br />

tratti popolari e realistici dei volti si<br />

levigano in una caratteriologia mortuaria;<br />

e così la luce, pur restando<br />

così grondante dell’attimo del giorno<br />

in cui è colta, si fissa in una grandiosa<br />

macchina cristallizzata”.<br />

C’è poi uno stretto legame tra il<br />

Naturalismo di Giordano Bruno<br />

e le opere del Caravaggio, che<br />

assistette al rogo del monaco. Le<br />

ombre sono prodotte dalla luce<br />

e la luce viene<br />

prodotta anche dal fuoco, magari<br />

proprio dal fuoco di un rogo; così<br />

l’ombra nelle opere di Caravaggio,<br />

come le ombre prodotte dalla<br />

luminosità solare in Giordano<br />

Bruno. Da qui ha avuto origine<br />

una rivoluzione artistica e di pensiero,<br />

una rivoluzione dell’animo,<br />

osteggiata dal cattolicesimo romano.<br />

Ci piace concludere il nostro viaggio<br />

in questa Roma eterodossa<br />

con la poesia di Pasolini “Pianto della<br />

scavatrice”, che bene descrive le<br />

luci e le ombre della Città Eterna:<br />

Stupenda e misera città,<br />

che m’hai insegnato ciò che allegri e feroci<br />

gli uomini imparano bambini,<br />

le piccole cose in cui la grandezza<br />

della vita in pace si scopre, come<br />

andare duri e pronti nella<br />

ressa<br />

delle strade, rivolgersi a un altro uomo<br />

senza tremare, non vergognarsi<br />

di guardare il denaro contato<br />

con pigre dita dal fattorino<br />

che suda contro le facciate in corsa<br />

in un colore eterno d’estate;<br />

a difendermi, a offendere, ad avere<br />

il mondo davanti agli occhi e non<br />

soltanto in cuore, a capire<br />

che pochi conoscono le passioni<br />

in cui io sono vissuto:<br />

che non mi sono fraterni, eppure sono<br />

fratelli proprio nell’avere<br />

passioni di uomini<br />

che allegri, inconsci, interi<br />

vivono di esperienze<br />

ignote a me. Stupenda e misera<br />

città che mi hai fatto fare<br />

esperienza di quella vita<br />

ignota: fino a farmi scoprire<br />

ciò che, in ognun, era il mondo.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 23


QUATTRO PASSI NELLA<br />

“GRANDE BELLEZZA” DI ROMA<br />

DALLA VILLA DEI QUINTILI<br />

AL MAUSOLEO DI CECILIA METELLA<br />

di Alessandro Rotondi<br />

e Roberta D’Alessandro<br />

Ninfeo di<br />

Villa dei Quintili.<br />

R<br />

oma è un nome che<br />

in questo momento<br />

storico evoca degrado,<br />

abbandono, corruzione,<br />

quella che un’indagine giudiziaria<br />

ha definito Mafia Capitale. Già,<br />

perché Roma è la capitale d’Italia,<br />

e nel bene e nel male la rappresenta<br />

nel suo complesso, sotto<br />

ogni aspetto.<br />

Nel bene e nel male, dicevamo,<br />

e Roma di bene ne ha tanto.<br />

In particolare detiene un “bene<br />

comune” fatto di storia, arte,<br />

paesaggio: tre aspetti collegati tra<br />

loro indissolubilmente che producono<br />

una “grande bellezza”, la<br />

vera “grande bellezza”. Roma, per<br />

24 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


l’appunto, ha in se tutto questo,<br />

da sottrarre ai continui appetiti di<br />

chi con essa vuole esclusivamente<br />

arricchirsi, facendone un uso privatistico.<br />

Tra coloro che si sono battuti per<br />

difendere l’immenso patrimonio<br />

paesistico e storico di Roma vi è<br />

un giornalista e scrittore, Antonio<br />

Cederna, la cui attualità è quanto<br />

mai indiscutibile.<br />

Era il 1971 quando Antonio<br />

Cederna (Milano, 27 ottobre<br />

1921 - Ponte Valtellina, 27 agosto<br />

1996), giornalista, intellettuale,<br />

saggista, politico e difensore<br />

instancabile del patrimonio<br />

culturale e paesaggistico italiano,<br />

denunciava con forza la cementificazione<br />

illegale dell’Appia<br />

Antica. L’occasione per ricordarlo<br />

l’ha creata l’Associazione Bianchi<br />

Bandinelli, che ha organizzato<br />

il 13 febbraio scorso l’iniziativa<br />

“Sulle orme di Antonio Cederna<br />

lungo la Via Appia”, una camminata<br />

partita dalla Villa dei Quintili e<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 25


Foto sopra:<br />

Villa dei Quintili.<br />

A destra:<br />

Tomba sull’Appia antica.<br />

In basso: Pavimento della Villa<br />

dei Quintili.<br />

conclusasi al Mausoleo di Cecilia<br />

Metella. E allora via, mettiamoci<br />

in cammino per questa passeggiata<br />

in uno spicchio della grande<br />

bellezza di Roma e dell’Italia.<br />

Raggiungiamo il numero 1092 di<br />

via Appia Nuova ed entriamo<br />

nella Villa dei Quintili, che nel II<br />

secolo d. C. rappresentava, per<br />

grandezza e magnificenza, la più<br />

importante residenza del suburbio<br />

romano.<br />

Costruita attorno ad una grande<br />

piazza, si estende fra via<br />

Appia Antica e Via Appia Nuova.<br />

Originariamente appartenuta ai<br />

fratelli Quintili, ricchi proprietari<br />

che nel 151 ricoprirono la carica<br />

di Consoli, era una villa suburbana<br />

a carattere agricolo-produttivo<br />

che sotto l’imperatore<br />

Commodo divenne di proprietà<br />

imperiale, e venne ingrandita e<br />

impreziosita. L’imperatore amava<br />

godervi la tranquillità della campagna<br />

romana, su cui il complesso<br />

si affaccia, e i bagni termali.<br />

Gli ambienti padronali ne costituiscono<br />

il nucleo più importante:<br />

un edificio circolare che ospita<br />

le stanze e poi gli spazi termali<br />

del calidario e del frigidario,<br />

muniti di finestre e ornati di<br />

marmi policromi. Proseguendo<br />

verso l’Appia Antica ci si imbatte<br />

in un casale che era utilizzato da<br />

un pastore, e che è stato acquisito<br />

dalla Sovrintendenza Speciale,<br />

e ristrutturato. Anche qui sono<br />

ben visibili i resti di terme e bagni,<br />

con il sistema di riscaldamento<br />

sottostante.<br />

Varcato il cancello si va per l’Appia<br />

Antica, dove non è difficile<br />

imbattersi in un gregge di<br />

pecore. Svoltando verso destra<br />

ci incamminiamo in quello che<br />

sarebbe dovuto essere il Museo<br />

dell’Appia Antica, un museo a<br />

cielo aperto, e a questo punto<br />

è necessaria molta pazienza per<br />

evitare le auto che vanno e vengono<br />

dalle ville sorte tra gli anni<br />

50 e 60, ai due lati della strada.<br />

Non mancano “residenze” e ville<br />

per ricevimenti, circondate da<br />

telecamere, protette da cavalli di<br />

frisia e con reperti incastonati nei<br />

muri di cinta.<br />

26 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


La via Appia fu fatta costruire<br />

nel 312 a. C. dal censore<br />

Appio Claudio Cieco per collegare<br />

Roma e Capua, allo scopo<br />

di consentire l’avanzata dell’esercito<br />

romano nel meridione in<br />

occasione della seconda guerra<br />

contro i Sanniti. La strada è stata<br />

più volte prolungata, prima fino<br />

a Benevento, poi fino a Venosa,<br />

per giungere infine a Brindisi.<br />

L’Appia Antica era la più importante<br />

strada romana. Collegava<br />

Roma con le più importanti città<br />

del centro sud e, oltre ad essere<br />

fondamentale per le spedizioni<br />

militari, lungo di essa transitavano<br />

i traffici commerciali verso l’Oriente,<br />

la Grecia e l’Egitto. Non<br />

per niente il poeta Stazio nel I<br />

secolo la chiamò regina viarum, e<br />

altri la definirono nobilis e insignis<br />

(nobile, straordinaria). Questa<br />

imponente realizzazione non fu<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 27


solo tramite di attività produttive<br />

ed economiche, conseguenza dei<br />

traffici commerciali, ma anche<br />

modello insuperato di tutte le<br />

strade che collegavano Roma al<br />

resto dell’Impero.<br />

Nell’antica Roma era vietato<br />

seppellire e cremare i defunti<br />

all’interno della cinta muraria,<br />

per questo motivo nel corso<br />

dei secoli, ai margini dell’Appia<br />

si era venuto a creare un vero e<br />

proprio sepolcreto, formato da<br />

tombe di dimensioni e forme differenti,<br />

spesso celebrative delle<br />

famiglie a cui appartenevano, con<br />

l’intento di tramandarne il prestigio.<br />

Eccoci giunti al Mausoleo<br />

di Cecilia Metella, il monumento<br />

simbolo della via Appia antica,<br />

famoso fin dal Rinascimento e<br />

oggetto di particolare attenzione<br />

da parte di archeologi, architetti,<br />

disegnatori e vedutisti.<br />

Siamo al III miglio, il punto più alto<br />

della strada, dove si è arrestata<br />

la colata lavica di circa 260.000<br />

anni fa, proveniente dai Colli<br />

Albani. La costruzione, datata tra<br />

gli anni 30 e 20 a. C., è la tomba<br />

monumentale di una nobildonna<br />

romana che, grazie ad un’iscrizione,<br />

sappiamo essere figlia di<br />

Quinto Cecilio Metello, console<br />

nel 69 a. C., che tra il 68 e il 65<br />

conquistò l’isola di Creta, prendendo<br />

il soprannome di Cretico.<br />

Marito di Cecilia Metella era probabilmente<br />

Publio Licinio Crasso,<br />

figlio di quel Marco Licinio Crasso,<br />

che con Cesare e Pompeo fu<br />

membro del primo triumvirato.<br />

La base del monumento è a pianta<br />

quadrata, realizzato in conglomerato<br />

cementizio di scaglie<br />

di selce e foderato in origine da<br />

blocchi di travertino, di cui oggi<br />

si conservano solo alcune testate<br />

infisse nel nucleo a causa dei<br />

ripetuti spogli subiti in età rinascimentale.<br />

Su di essa si innalza un imponente<br />

cilindro, rivestito dalle originarie<br />

lastre di travertino, alla cui<br />

sommità c’è un fregio marmoreo,<br />

decorato con bucrani e ghirlande<br />

di fiori e frutta, interrotto da un<br />

altorilievo con trofeo di armi e la<br />

figura di un barbaro prigioniero<br />

con le mani legate dietro la schiena.<br />

All’interno si apre una camera<br />

funeraria, di forma leggermente<br />

conica, che occupa tutta l’altezza<br />

del cilindro, aperta sulla sommità<br />

con un oculus e rivestita da una<br />

cortina laterizia.<br />

La sommità del mausoleo ha una<br />

28 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


sopraelevazione in muratura di<br />

blocchetti di peperino, conseguenza<br />

delle modificazioni realizzate<br />

dalla famiglia Caetani per<br />

trasformare il sepolcro nel torrione<br />

principale del loro castello.<br />

Lungo la via si trovavano anche<br />

impianti termali, come quello di<br />

Capo di Bove, al civico 222 di via<br />

Appia antica. Di quest’ultimo nel<br />

2002 il Ministero dei Beni e delle<br />

Attività Culturali e del Turismo,<br />

su proposta della Soprintendenza<br />

Speciale per il Colosseo, il Museo<br />

Nazionale Romano e l’area archeologica<br />

di Roma, ha acquistato<br />

la proprietà.<br />

L’area verde, di circa mq 8.500,<br />

comprende un edificio principale<br />

su tre livelli e uno secondario, in<br />

origine la dépendance della villa.<br />

Il giardino tra il 2003 e il 2005 è<br />

stato teatro di tre campagne di<br />

scavo archeologico, che hanno<br />

portato alla luce il complesso<br />

termale, databile alla metà del II<br />

secolo d. C.. Non è stato possibile<br />

determinarne con esattezza<br />

la proprietà e al riguardo sono<br />

state avanzate unicamente delle<br />

ipotesi. L’edificio principale noto<br />

come “casa ad uso della vigna”,<br />

iscritto già al Catasto Gregoriano<br />

(1816-1835), è costruito sopra<br />

una cisterna romana ed è stato<br />

trasformato nel secondo dopoguerra.<br />

Oggi si presenta con una<br />

cortina muraria esterna, realizzata<br />

con materiali antichi, molti dei<br />

quali probabilmente recuperati<br />

dai monumenti romani che si trovavano<br />

lungo l’Appia. Ospita gli<br />

uffici della Sopraintendenza e l’archivio<br />

di Antonio Cederna, che<br />

gli eredi hanno donato allo Stato.<br />

Il materiale in esso raccolto copre<br />

un arco temporale che va dagli<br />

anni Quaranta agli anni Novanta.<br />

Parte del contenuto è consultabile<br />

sul sito www.archiviocederna.it.<br />

Tutte le informazioni sono reperibili<br />

sul sito http://archeoroma.<br />

beniculturali.it/siti-archeologici/villadei-quintili.<br />

Nella foto:<br />

Mausoleo di Cecilia Metella.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 29


Ossario di Sedlec:<br />

Stemma degli Schwarzenberg<br />

costruito con le ossa<br />

ARTE E LEGGENDA<br />

ALLE PORTE<br />

DI PRAGA<br />

di Giorgia Marchetti<br />

e Chiara Gonfiantini<br />

D<br />

a Praga si arriva a<br />

Kutná Hora con un<br />

treno regionale diretto,<br />

ci si trova poi a<br />

salire su un piccolo convoglio, in<br />

grado di ospitare forse qualche<br />

dozzina di anime, che dopo un<br />

breve tragitto si ferma in mezzo<br />

al niente per farle scendere, in<br />

una stazione che non sembra<br />

neanche tale. É così che si mette<br />

piede a Sedlec.<br />

In questa piccola frazione della<br />

Repubblica Ceca si trova, in corrispondenza<br />

del monastero cistercense,<br />

la cattedrale di Nostra<br />

Signora di Sedlec, patrimonio<br />

dell’umanità dell’UNESCO.<br />

Leggenda vuole che nel 1278<br />

l’abate Enrico, al suo rientro dalla<br />

Terra Santa, dove era stato inviato<br />

per volere del re di Boemia<br />

Otakar, disperse nel piccolo cimitero<br />

adiacente alla cattedrale<br />

la terra della collina del Golgota,<br />

luogo di esecuzioni capitali e di<br />

crocefissioni, appena fuori dalle<br />

mura di Gerusalemme.<br />

Si sparse la voce che, da quel<br />

momento, chi fosse stato sepolto<br />

a Sedlec avrebbe avuto<br />

accesso alle porte del Paradiso<br />

e gli sarebbe stata assicurata la<br />

vita eterna. In molti, moltissimi,<br />

soprattutto aristocratici, vennero<br />

da tutta Europa per essere sepolti<br />

alle porte della piccola cittadina<br />

Ceca, alla ricerca di una salvezza<br />

che Sedlec nella leggenda gli prometteva.<br />

Ma due eventi si susseguirono<br />

prepotentemente nei secoli seguenti:<br />

prima l’epidemia di peste,<br />

che nel XIV secolo scosse la<br />

Repubblica Ceca e il continente<br />

intero, poi la crociata hussita, a<br />

partire dal 1419 e la Guerra dei<br />

Trent’anni (1618-1648), che insanguinarono<br />

l’Europa, provocando<br />

migliaia di morti.<br />

Il piccolo cimitero di Sedlec non<br />

era più in grado di accogliere i<br />

30 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 31


corpi di tutte le vittime e i frati<br />

furono costretti a costruire, nella<br />

cripta della nuova chiesa, un ossario<br />

per far fronte alle necessità<br />

sempre più incessanti.<br />

Ma non è solo per questo che<br />

oggi si viaggia per Sedlec.<br />

Sul finire del XIX secolo l’intagliatore<br />

Frantisek Rint, per sopperire<br />

alla mancanza di spazio, propose<br />

di utilizzare le ossa contenute<br />

nella cripta per adornare e decorare<br />

le pareti e la volta della<br />

chiesa. Fu così che i resti di oltre<br />

quarantamila corpi, ormai decomposti,<br />

diventarono sculture<br />

tra le mani dell’inusuale artista.<br />

Quando si varca il primo arco<br />

dei sotterranei della “chiesa delle<br />

ossa” - ormai non più per tradizione<br />

Cappella di Tutti i Santi - si<br />

ha un’impressione di irrealtà, una<br />

sensazione di freddo e di rossore,<br />

di inquietudine e di entusiasmo<br />

allo stesso tempo.<br />

Ci si avvicina cauti scendendo gli<br />

scalini che portano alla parte bassa<br />

della cripta, inciampando quasi<br />

con lo sguardo in tutte le vite che<br />

quelle ossa hanno percorso.<br />

Un grande candelabro domina<br />

dall’alto, composto da tutte le<br />

duecentosei ossa che possono<br />

rinvenirsi in uno scheletro umano.<br />

Intorno alle colonne teschi, femori,<br />

vertebre, coste, sterni, falangi.<br />

E poi, ancora e ancora, le pareti<br />

e le volte: le ossa decorano ogni<br />

angolo sul quale si posano gli occhi,<br />

in tale quantità da non farci<br />

più caso. Qui si incastrano per<br />

dare forma ad uno stemma, lì per<br />

decorare un arco; e costellano<br />

ogni spazio, ogni intercapedine:<br />

dritte, appese, posate, accatastate<br />

ordinatamente a formare un motivo<br />

o una sequenza. Seguono le<br />

linee dell’altare e si avvicinano per<br />

modellare croci e calici. Sul muro<br />

si inchiodano addirittura, per lasciare<br />

un segno, una firma incancellabile<br />

dell’artefice: 1870 F. Rint.<br />

Lo sguardo vi scorre sopra senza<br />

posarsi, scivola su quella superficie<br />

biancastra e levigata. Si pensa<br />

a come sarebbe entrarci di notte<br />

nella cripta della chiesetta alle<br />

porte di Sedlec, al lume di candela;<br />

a come la fiamma agiterebbe<br />

il colore sulle pareti, rendendole<br />

ancora più inquietanti alla vista di<br />

chi vive e guarda.<br />

Risalendo le scale passo per passo,<br />

in silenzio, perché è così che<br />

si torna in superficie, non si può<br />

far altro che mediare con tutta<br />

quella morte e alla fine sollevare<br />

l’angolo della bocca in un quasi<br />

sorriso, perché la leggenda raccontava<br />

ma la storia ha realizzato:<br />

i sepolti a Sedlec, in qualche<br />

modo, hanno avuto ragione. Se<br />

ancora oggi in così tanti scendono<br />

le scale della cripta e posano<br />

gli occhi su di loro, se questo piccolo<br />

paesino è segnato su tutte<br />

le guide e se siamo anche noi qui<br />

a parlarne, allora non era solo<br />

leggenda, sono davvero riusciti a<br />

diventare immortali.<br />

32 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


Associazione Culturale “Bensalem”<br />

Castel del Monte<br />

Il Tempio della Rosa<br />

a cura di Attilio Castronuovo<br />

Castel del Monte è uno dei misteri più affascinanti che, dalle nebbie del passato, siano giunti fino a noi.<br />

Adagiato su un poggio che domina la pianura, enigmatico per tutto ciò che attiene ai suoi scopi e alla sua<br />

funzionalità, sembra sfidare il visitatore desideroso di comprenderne il segreto. Si potrebbero affastellare<br />

all’infinito ipotesi su ipotesi nella speranza di giungere a qualche certezza, ma il castello sembra sottrarsi a<br />

questa ricerca, mostrandosi sempre più sfuggente, evanescente, irraggiungibile.<br />

di Daniela Gagliano<br />

edizionigagliano@gmail.com<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 33


USABILITY È BELLO<br />

di Giorgia Marchetti<br />

e Chiara Gonfiantini<br />

L’<br />

usability o usabilità,<br />

di cui sentiamo sempre<br />

più spesso parlare<br />

a proposito della<br />

facilità e l’intuitività di utilizzo di<br />

un sito web, passa tra le nostri<br />

mani e sotto i nostri occhi ogni<br />

giorno nell’uso quotidiano non di<br />

uno, ma di molteplici strumenti.<br />

Nella nostra vita quotidiana incontriamo<br />

e ci scontriamo con<br />

infiniti oggetti di uso comune:<br />

chiunque di noi nel giro di ventiquattr’ore<br />

utilizza un cellulare,<br />

apre una porta, usa elettrodomestici<br />

in cucina e apparecchiature in<br />

ufficio, utilizza la macchinetta per<br />

il ticket nel parcheggio, oblitera un<br />

biglietto del bus o preleva soldi<br />

tramite uno sportello bancomat.<br />

Anche senza rendercene conto,<br />

ogni giorno di fronte a questi oggetti<br />

è come se risolvessimo tanti<br />

piccoli rompicapo per comprenderne<br />

l’esatto utilizzo e cercare di<br />

non sprecare inutili energie.<br />

Pensiamo ad una porta. Cosa ci<br />

possiamo fare con una porta?<br />

Non ci sono effettivamente molte<br />

opzioni e la risposta appare ovvia<br />

e banale: una porta o la si apre o<br />

la si chiude. Altrettanto scontato<br />

sembrerebbe la sua modalità di<br />

utilizzo e invece non sempre lo è.<br />

Di fronte ad una porta pensiamo:<br />

in che direzione si aprirà? Dovrò<br />

spingere o tirare? Dovrò far leva<br />

a destra o a sinistra? Se la porta<br />

è stata progettata bene la risposta<br />

si dovrebbe dedurre dal solo<br />

disegno dell’oggetto, senza bisogno<br />

di cartelli esplicativi e tanto<br />

meno di procedere per tentativi<br />

ed errori. Se ad esempio è possibile<br />

distinguere su un lato di essa<br />

i cardini ecco che appare ovvio<br />

che il lato da spingere per aprirla<br />

è esattamente l’opposto, ma<br />

se i cardini sono di un materiale<br />

trasparente che non li rende così<br />

evidenti, o sono nascosti, ecco<br />

che tutto diventa più complicato<br />

e il risultato è una porta meno<br />

immediata da usare.<br />

L’usabilità acquista un potere<br />

enorme, diventa in sostanza la<br />

chiave di volta che può fare effettivamente<br />

la differenza. Oramai<br />

nel nostro quotidiano, sia per<br />

motivi di lavoro che per svago o<br />

necessità, ci troviamo davanti a<br />

dispositivi, come stampanti, macchine<br />

fotografiche, lavatrici, dalle<br />

mille e più funzioni, che spesso<br />

finiamo per utilizzare solo in minima<br />

parte, perché sono troppo<br />

complesse da decifrare e usare<br />

appieno.<br />

La mente umana ricerca sempre<br />

un senso compiuto; da un semplice<br />

spunto comincia a elaborare,<br />

razionalizzare, interpretare.<br />

Attraverso l’esperienza ognuno<br />

si crea dei modelli mentali utili a<br />

comprendere e ad interagire con<br />

l’ambiente che lo circonda. Ecco<br />

allora che chi progetta un oggetto<br />

deve fornire modelli mentali<br />

34 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


chiari e coerenti.<br />

È ormai una convenzione che il<br />

tasto di accensione di un dispositivo<br />

sia quello più grande, con<br />

un colore diverso e quindi maggiormente<br />

in evidenza e immediatamente<br />

riconoscibile nel suo<br />

utilizzo. Come è altrettanto consuetudine<br />

che all’interno di un sito<br />

web una parola sottolineata di<br />

blu suggerisca l’idea di essere in<br />

presenza di un link su cui è possibile<br />

cliccare. L’utente deve essere<br />

guidato e aiutato all’utilizzo ancor<br />

prima di consultare i manuali di<br />

istruzione; bisogna rendere visibile<br />

l’essenziale per l’uso di un determinato<br />

oggetto. La giusta visibilità,<br />

come al contrario l’eccesso<br />

di visibilità, crea solo confusione e<br />

spiazza l’utente.<br />

È importante tenere da conto la<br />

relazione che intercorre tra l’azionamento<br />

di un tasto e i suoi<br />

effetti: per abbassare il finestrino<br />

dell’auto si spinge il tasto verso il<br />

basso, viceversa si muove verso<br />

l’alto per chiuderlo. In un campo<br />

di ricerca web la struttura del<br />

modulo suggerisce dove inserire<br />

il testo, invitando successivamente<br />

a cliccare su invia per iniziare<br />

la ricerca. Una relazione stretta,<br />

quasi naturale, tra comando e<br />

funzione semplifica e velocizza<br />

l’uso. In alcuni casi deriva dallo<br />

standard culturale; in Italia, per<br />

esempio, siamo abituati ad aprire<br />

il rubinetto rosso per utilizzare<br />

l’acqua calda ed il blu per quella<br />

fredda ma in altri paesi è esattamente<br />

il contrario.<br />

Tuttavia visibilità e giusta correlazione<br />

tra comando e funzione<br />

non sono ancora sufficienti se<br />

manca un feedback, un informazione<br />

di ritorno che dice quali<br />

risultati abbiamo ottenuto con la<br />

nostra azione. Ad esempio quando<br />

pigiamo il tasto per avviare la<br />

lavatrice quest’ultimo lampeggia<br />

prima di iniziare il ciclo di lavaggio,<br />

confermando che la lavatrice da<br />

lì a breve si metterà in funzione.<br />

Tornando al web, dopo aver cliccato<br />

sul tasto invio di una e-mail<br />

compare un messaggio che ne<br />

conferma il corretto invio.<br />

Usabilità è bello, è facile, è semplice<br />

da utilizzare, riduce lo stress<br />

e fa risparmiare tempo; ci aiuta a<br />

svolgere le nostre azioni quotidiane<br />

in modo veloce e dinamico. Altrimenti…<br />

meglio lasciar perdere.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 35


Gregorio De Ferrari,<br />

Bacco e Arianna<br />

UOMINI E DEI<br />

IN MOSTRA A GENOVA<br />

LA PITTURA DEL ‘600<br />

SOTTO LA LANTERNA<br />

di Fabrizio Capra<br />

N<br />

ello splendido scenario<br />

del cinquecentesco Palazzo<br />

della Meridiana,<br />

nel centro storico di<br />

Genova, fino al prossimo<br />

5 giugno sarà visitabile “Uomini e<br />

Dei. Il ‘600 genovese dei collezionisti”,<br />

mostra a cura di Anna Orlando.<br />

La mostra propone in esclusiva<br />

sessanta dipinti provenienti da collezioni<br />

private, tra cui alcune opere<br />

inedite o mai esposte in pubblico,<br />

e va a scandagliare il ricco<br />

patrimonio del collezionismo privato<br />

che nella città della Lanterna<br />

ha antichissima tradizione e rappresenta<br />

una ricchezza culturale<br />

in contrapposizione con le opere<br />

esposte nei musei e nelle chiese.<br />

Suddivisa in sezioni tematiche, sei<br />

in tutto - “Lezione fiamminga”, “Armonie<br />

e dissonanze”,”Nell’universo<br />

delle fiabe”, “Uomini e dei: tra sacro<br />

e profano”, “Narrare il divino: regole<br />

e licenze” e, infine, “Pathos, sentimento,<br />

devozione” - l’esposizione<br />

sottolinea la contrapposizione tra<br />

sacro e profano, terreno e ultraterreno,<br />

umano e divino.<br />

L’allestimento si presenta ottimale<br />

per il visitatore<br />

che può ammirare<br />

nel giusto modo e<br />

con la giusta atmosfera<br />

le opere esposte,<br />

un significativo<br />

spaccato della pittura<br />

genovese, un insieme di opere<br />

sconosciute al pubblico amante<br />

dell’arte che, terminata la mostra,<br />

torneranno nei salotti privati.<br />

Nel nostro giro ci siamo soffermati<br />

ad ammirare, tra gli altri, i<br />

LA SCHEDA<br />

Titolo:<br />

Luogo:<br />

Uomini e Dei - il 600 genovese dei collezionisti<br />

Palazzo della Meridiana,<br />

Salita S. Francesco n. 4 - Genova<br />

Data: fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

Orario: da martedì a venerdì ore 12-19;<br />

sabato e domenica ore 11-19;<br />

lunedì chiuso<br />

Biglietto: intero euro 7,00; ridotto euro 5,00.<br />

Possibilità di biglietto cumulativo con i Musei di Strada<br />

Nuova euro 10,00<br />

Catalogo:<br />

Sagep al costo di 30,00 euro<br />

(25,00 per i visitatori della mostra)<br />

lavori di Domenico Piola, Luca<br />

Cambiaso, Giovanni Battista Carlone,<br />

Orazio De Ferrari, Bernardo<br />

Strozzi, Alessandro Magnasco,<br />

Giovanni Benedetto Castiglione<br />

detto il Grechetto, Pieter Boel.<br />

Informazioni: tel. 0102541996;<br />

mostre@palazzodellameridiana.it - www.palazzodellameridiana.it<br />

36 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 37


SICUREZZA STRADALE<br />

CONOSCENZA E CONSAPEVOLEZZA<br />

di Claudio La Medica<br />

S<br />

econdo l’Istat, tra il<br />

2002 e il 2014 sulle<br />

strade della Capitale,<br />

si sono verificati oltre<br />

250 mila incidenti, che hanno determinato<br />

2.861 morti e 330.663<br />

feriti. Serie criticità riguardano, in<br />

particolare, la classe di età compresa<br />

tra 15 e 24 anni, per la<br />

quale risultano condizioni signifi-<br />

cativamente più gravi rispetto al<br />

2013. Tra le cause più frequenti di<br />

mortalità c’è l’elevata velocità, in<br />

particolare nelle fasce orarie notturne,<br />

tra le 22,30 della sera e le<br />

6,30 del mattino, quando la ridotta<br />

consistenza dei flussi di traffico<br />

induce ad assumere comportamenti<br />

di guida più trasgressivi. A<br />

Roma, in generale, il 12% degli incidenti<br />

con vittime è correlato al<br />

superamento dei limiti di velocità<br />

e questa circostanza diventa causa<br />

prevalente nel 24% degli eventi<br />

mortali. Nelle ore notturne i tassi<br />

di incidentalità aumentano di 2-3<br />

volte rispetto a quelli registrati<br />

durante il giorno, ed aumenta in<br />

particolare l’ordine di gravità degli<br />

incidenti, laddove le alte velocità<br />

38 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


si associano, spesso, ad ulteriori<br />

condizioni di guida a rischio, in<br />

stato di stanchezza, di alterazione<br />

psico-fisica del conducente, di<br />

scarsa visibilità,<br />

Partendo da questi dati, da qualche<br />

settimana è stata avviata dalla<br />

Centrale della Mobilità e Centro<br />

di competenza sulla sicurezza stradale<br />

di Roma Servizi per la Mobilità,<br />

una campagna informativa<br />

sugli oltre 60 pannelli a messaggio<br />

variabile dislocati a raggiera sul<br />

territorio della Capitale. Si possono<br />

leggere messaggi come “Sulle<br />

strade di Roma, di notte, si triplica<br />

la mortalità”, “Il 25% dei morti sono<br />

motociclisti”, “Nel 2014 i pedoni uccisi<br />

sono stati 45, i feriti 1800”.<br />

Nei contenuti, quindi, nozioni sintetiche<br />

nella dimensione del problema,<br />

con zone interessate che<br />

vanno dalle Consolari, all’interno<br />

del Raccordo Anulare, alla Tangenziale<br />

Est, dal Muro Torto, ai<br />

Lungotevere, all’area vaticana.<br />

Il principio base è quello di legare<br />

i messaggi al contesto, soprattutto<br />

se in presenza di strade a particolare<br />

scorrimento, con l’obiettivo di<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 39


migliorare l’efficacia della funzione<br />

del pannello “on trip” nei confronti<br />

degli utenti della strada.<br />

Ma il fattore umano rimane fondamentale<br />

nel determinare un trauma<br />

stradale, nonostante le molteplici<br />

innovazioni tecnologiche;<br />

da questo punto di vista anche la<br />

salute di chi guida è fondamentale.<br />

Ognuno di noi dovrebbe infatti<br />

conoscere quali sono i farmaci<br />

da evitare prima di mettersi al<br />

volante, o quali sono i sintomi da<br />

non sottovalutare, in presenza dei<br />

quali è bene fermarsi e accostare<br />

l’auto per evitare incidenti. Questi<br />

e tanti altri concetti sono alla base<br />

dell’educazione stradale, materia<br />

oggetto di studi nelle Università.<br />

Dalla collaborazione tra alcuni<br />

docenti degli Atenei di Roma Tor<br />

Vergata, Siena e Milano è nato il<br />

libro intitolato “Fisiologia Clinica<br />

alla guida”, edito da Piccin, 2015,<br />

che analizza le diverse possibilità<br />

cliniche che possono ridurre<br />

la performance del guidatore. Il<br />

libro è stato curato dal Prof. Aldo<br />

Ferrara, docente di malattie<br />

cardiopolmonari dell’Università<br />

di Siena, e direttore dell’associazione<br />

Ego-Vai-Q (European Group<br />

On Vehicle Air Indoor). Tra i co-autori<br />

va citato il Prof. Antonio Dal<br />

Monte, già Direttore dell’Istituto<br />

di Medicina Sportiva al CONI<br />

di Roma, che<br />

ha arricchito<br />

l’opera con un<br />

contributo sui<br />

principi dell’Ergonomia<br />

(v. più<br />

avanti).<br />

“Mettere a repentaglio<br />

la propria<br />

vita e quella<br />

degli altri spesso<br />

dipende da<br />

un limite molto<br />

sottile: la scelta<br />

di mettersi in<br />

viaggio quando<br />

non si sta bene,<br />

quando si assumono<br />

farmaci,<br />

quando c’è il<br />

possibile rischio<br />

di un malore”; a<br />

queste parole<br />

del Prof. Ferrara<br />

vogliamo aggiungere<br />

che mettiamo a rischio<br />

la nostra vita e quella degli altri<br />

utenti della strada anche quando<br />

assumiamo condotte di guida rischiose,<br />

che non riguardano solo<br />

le manovre azzardate o la velocità<br />

elevata ma anche, e forse soprattutto,<br />

l’uso inopportuno del<br />

cellulare durante la guida.<br />

Il volume sarà presentato a Milano<br />

il 30 aprile (Fondazione Don<br />

Gnocchi) da Mercedes Benz Italia<br />

e dalla Casa Editrice Piccin di<br />

Padova, nell’ambito della “Disruptive<br />

Week”, e il 23 giugno a Roma<br />

presso l’Università degli studi<br />

“Tor Vergata”.<br />

Scrive ancora il prof. Aldo Ferra-<br />

40 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


a: “Tra viaggio in pieno benessere<br />

e viaggio funestato dal crash, c’è<br />

un’ampia gamma di sfumature che<br />

coinvolge 34 milioni di patenti italiane,<br />

di cui 23 milioni in continuo<br />

spostamento nelle cosiddette fasce<br />

orarie di punta. E dunque troviamo<br />

pazienti affetti da asma e bronchite,<br />

da ipertensione e diabete, da<br />

depressione e insonnia, da allergia<br />

e artrosi; insomma uno scenario da<br />

Italia malata che viaggia mettendo<br />

a nocumento la propria e l’altrui<br />

vita. A loro abbiamo pensato, scrivendo<br />

questo volume, per fornire<br />

informazioni utili e guidare in tranquillità.<br />

Un momento di prevenzione<br />

per spostarsi in comfort e relax,<br />

senza che il viaggio si trasformi in<br />

incubo. Una sorta di guida dedicata<br />

all’automobilista per caso, parafrasando<br />

il noto film di Lawrence Kasdan<br />

(1988) Turista per caso”.<br />

Da questo progetto, il 12 Gennaio<br />

di quest’anno è sorto, ad opera<br />

degli stessi autori, l’E.R.G.A.M.-<br />

European Research Group Automotive<br />

Medicine, i cui scopi<br />

prevedono l’attuazione di<br />

programmi di ricerca scientifica,<br />

tecnologica e socioeconomica,<br />

la promozione<br />

della ricerca ambientale, la<br />

formazione, educazione e<br />

informazione dei cittadini; la<br />

diffusione della cultura ambientale,<br />

la promozione di<br />

studi di settore sui trasporti<br />

e quanto sia in relazione<br />

alla mobilità sostenibile.<br />

Questo gruppo di ricerca è<br />

già da tempo al lavoro sui<br />

tanti argomenti riguardanti<br />

la circolazione stradale ed i suoi<br />

aspetti, allo scopo di ampliare il<br />

progetto diffondendo ulteriormente<br />

il messaggio e creando<br />

quindi maggiore consapevolezza<br />

nel comune uomo della strada.<br />

Rilevano le statistiche che nelle<br />

città italiane un individuo trascorre<br />

mediamente in auto due ore al<br />

giorno; ciò dà il segno di quanto il<br />

comfort debba essere l’obiettivo<br />

primario nella sicurezza stradale,<br />

anche per il fatto che nelle aree<br />

urbane si registra il 76% degli incidenti<br />

stradali. Il miglioramento del<br />

comfort è da sempre al centro di<br />

tantissimi studi interdisciplinari,<br />

che hanno ottimizzato il concetto<br />

di “ergonomia della guida”, intesa<br />

in senso lato come “la disciplina<br />

scientifica che riguarda la comprensione<br />

delle interazioni fra l’uomo ed<br />

i sistemi, e applica principi, teorie,<br />

dati e metodi per la progettazione<br />

allo scopo di ottimizzare il benessere<br />

dell’uomo e le prestazioni complessive<br />

dei sistemi” (International<br />

Ergonomic Association, 2000).<br />

L’applicazione dei principi ergonomici<br />

sulle caratteristiche di<br />

comfort di auto e motoveicoli ha<br />

dimostrato un’incidenza positiva<br />

sulla salute e la sicurezza degli<br />

utenti della strada in termini di<br />

prestazioni, con conseguente diminuzione<br />

di incidenti e patologie<br />

da cattiva postura.<br />

Tutte le considerazioni fin qui<br />

svolte vanno in particolar modo<br />

rivolte agli adolescenti, che<br />

si approcciano alla conduzione<br />

di veicoli senza essere consci dei<br />

problemi ad essa connessi, adottando<br />

quindi una condotta di<br />

guida superficiale che non correggeranno<br />

più. In questo senso<br />

auspichiamo l’introduzione nelle<br />

scuole di corsi formativi che entrino<br />

a pieno titolo nel programma<br />

di studi della scuola secondaria e<br />

contribuiscano a formare guidatori<br />

consapevoli.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 41


MOSTRE ALL’ORIZZONTE<br />

a cura di Fabrizio Capra<br />

Questa rubrica non vuol essere una semplice elencazione di mostre in corso,<br />

ma una serie di consigli. Trattandosi di suggerimenti, non vogliamo appesantire<br />

le segnalazioni, pertanto per le informazioni sulle singole mostre (orari,<br />

biglietti, ecc.) vi rimandiamo ai link che riportiamo. La rubrica viene aggiornata<br />

ogni mese.<br />

MILANO<br />

Palazzo Reale<br />

(Piazza del Duomo 12)<br />

Umberto Boccioni (1882-1916).<br />

Genio e memoria<br />

dal 25 marzo al 3 luglio <strong>2016</strong><br />

Nella ricorrenza del primo centenario<br />

della morte di Umberto<br />

Boccioni (1882-1916), il Comune di<br />

Milano, Assessorato alla Cultura,<br />

intende celebrare la personalità<br />

dell’artista con una mostra di studio<br />

che ne evidenzi, alla luce anche<br />

di nuovi documenti, il percorso<br />

artistico e la levatura internazionale<br />

con particolare riguardo per<br />

la sua attività milanese, attraverso<br />

soprattutto la valorizzazione delle<br />

numerose opere conservate nei<br />

musei cittadini. La mostra, frutto<br />

di un lavoro di ricerca svolto dai<br />

musei civici e promossa dalla Soprintendenza<br />

del Castello Sforzesco<br />

in collaborazione con il Museo<br />

del Novecento e Palazzo Reale,<br />

presenta circa 300 opere tra disegni,<br />

dipinti, sculture, incisioni,<br />

fotografie d’epoca, libri, riviste e<br />

documenti ed è sostenuta da prestiti<br />

e collaborazioni d’importanti<br />

istituzioni museali e collezioni private<br />

italiane e straniere.<br />

Simbolismo. I fiori del male.<br />

fino al 5 giugno<br />

Occasione unica per ammirare<br />

una splendida panoramica su una<br />

delle correnti più curiose ed originali<br />

della storia dell’arte. L’arte<br />

del Simbolismo parla di emozioni,<br />

di paure, di sensazioni profonde,<br />

quelle che si trovano nell’intima<br />

42 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


essenza delle cose, una volta scalfita<br />

la mera apparenza del reale.<br />

L’artista simbolista diventa una<br />

sorta di profeta che, con la sua<br />

sensibilità straordinaria riesce a<br />

cogliere il cosmo nascosto e misterioso<br />

del mondo, traducendolo<br />

in una figuratività che lo palesa<br />

in tutto il suo vigore.<br />

Mudec (via Tortona 56)<br />

www.mudec.it<br />

Joan Mirò. La forza della materia<br />

dal 25 marzo all’11 settembre <strong>2016</strong><br />

La mostra ripercorre l’intera produzione<br />

dell’artista catalano, divenuto<br />

famoso a livello mondiale<br />

per la leggerezza visiva delle sue<br />

opere, unita ad una profondità<br />

poetica di grande originalità.<br />

L’arte di Joan Mirò , sognante e<br />

quasi infantile all’apparenza, si lega<br />

in realtà con tutta una serie<br />

di suggestione diverse dell’arte<br />

del Novecento, fondendosi con<br />

quelle correnti d’avanguardia con<br />

cui Mirò era entrato in contatto<br />

dopo il suo trasferimento a Parigi.<br />

Gallerie d’Italia<br />

(piazza della Scala, 6)<br />

http://www.gallerieditalia.com/<br />

La bellezza ritrovata: Caravaggio,<br />

Rubens, Perugino, Lotto e<br />

altri 140 capolavori restaurati<br />

fino al 17 luglio <strong>2016</strong><br />

La mostra espone oltre 140 capolavori<br />

riportati al loro originario<br />

splendore dopo un’importante<br />

opera di restauro curata da Intesa<br />

San Paolo, e si profila come un<br />

vero e proprio viaggio nel tempo<br />

e nello spazio per ripercorrere<br />

l’evoluzione e le conquiste dell’arte,<br />

fornendo anche al visitatore<br />

una sempre utile riflessione sulla<br />

deperibilità e sulla fragilità del nostro<br />

patrimonio artistico e sulla<br />

conseguente necessità di una sua<br />

costante tutela e valorizzazione.<br />

Museo Diocesano<br />

(corso di Porta Ticinese 95)<br />

www.museodiocesano.it<br />

Antonio da Fabriano. La Madonna<br />

della Misericordia<br />

fino al 20 novembre <strong>2016</strong><br />

Per tutta la durata del Giubileo<br />

straordinario della Misericordia,<br />

voluto da papa Francesco, il Museo<br />

Diocesano ospita la Madonna<br />

della Misericordia di Antonio da<br />

Fabriano. Il dipinto, un olio e tempera<br />

su tavola, realizzato da maestro<br />

marchigiano intorno al 1470,<br />

è stato recentemente oggetto di<br />

un accurato intervento condotto<br />

dallo Studio di restauro Carlotta<br />

Beccaria & C.<br />

Pirelli Hangar Bicocca<br />

(via Chiese 2)<br />

www.hangarbicocca.org<br />

Carsten Höller. Doubt<br />

dal 7 aprile al 31 luglio <strong>2016</strong><br />

Laureato in Agronomia, Carsten<br />

Höller (1961, Bruxelles) si è spesso<br />

ispirato a ricerche e a sperimentazioni<br />

di ambito scientifico<br />

per esplorare e trasformare lo<br />

spazio espositivo, attraverso installazioni<br />

e sculture che sfidano<br />

la percezione dello spettatore e<br />

che mettono in discussione l’idea<br />

stessa di arte.<br />

“Doubt” presenta una ricca selezione<br />

di opere storiche e di<br />

nuove produzioni che alterano<br />

le sensazioni fisiche e psicologiche<br />

del pubblico e che scardinano<br />

le certezze del mondo che li<br />

circonda.<br />

Galleria Gammanzoni<br />

via A. Manzoni, 45)<br />

http://www.gammanzoni.com/<br />

Mosè Bianchi. La Milano scomparsa<br />

fino al 26 giugno <strong>2016</strong><br />

La prima importante mostra monografica<br />

che Milano dedica a<br />

uno dei protagonisti della pittura<br />

lombarda dell’Ottocento, le cui<br />

Nella foto:<br />

Umberto Boccioni, Elasticità 1912,<br />

collezione Jucker.<br />

Mostra a Palazzo Reale, Milano.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 43


opere impreziosiscono le raccolte<br />

dei principali musei cittadini dalla<br />

Galleria d’Arte Moderna alla Pinacoteca<br />

di Brera, dalla Pinacoteca<br />

Ambrosiana alle Gallerie d’Italia<br />

PAVIA<br />

Scuderie Castello Visconteo<br />

(Viale Xi Febbraio, 35)<br />

Tranquillo Cremona e la scapigliatura<br />

dal 26 febbraio al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

Collegandosi idealmente con la<br />

grande esposizione “Tranquillo<br />

Cremona e gli artisti lombardi del<br />

suo tempo”, allestita nel 1938 nel<br />

Castello Visconteo e inaugurata<br />

dal Re Vittorio Emanuele III, la<br />

mostra intende rendere omaggio<br />

al gruppo scapigliato, partendo<br />

dalla ricerca dell’iniziatore del nuovo<br />

linguaggio stilistico, Tranquillo<br />

Cremona - che a Pavia è nato e si<br />

è formato alla Civica Scuola di pittura<br />

- per indagare il movimento<br />

in tutte le sue diverse espressioni<br />

artistiche.<br />

BRESCIA<br />

Palazzo Martinengo<br />

(via dei Musei 30)<br />

http://amicimartinengo.it/<br />

Lo splendore di Venezia. Canaletto,<br />

Bellotto, Guardi e i vedutisti<br />

dell’Ottocento<br />

fino al 12 giugno <strong>2016</strong><br />

Crogiolo di arte e cultura, religioni<br />

e commerci, monumenti storici e<br />

scorci mozzafiato, la Serenissima<br />

ha sedotto con il suo fascino ammaliante<br />

generazioni di viaggiatori,<br />

mercanti, letterati e soprattutto<br />

pittori, che hanno fissato sulla tela,<br />

con la magia del pennello, piazze,<br />

chiese e canali, luci, riflessi e le mutevoli<br />

atmosfere di questo “luogo<br />

incantato fuori dal tempo sospeso<br />

tra distese di acqua e di cielo”.<br />

Nel corso dei secoli Venezia è<br />

stata così spesso immortalata, sia<br />

da artisti italiani che stranieri, da<br />

determinare la nascita del “Vedutismo”,<br />

nuovo fortunato filone<br />

iconografico particolarmente apprezzato<br />

dai colti e ricchi viaggiatori<br />

del Grand Tour, desiderosi di<br />

tornare in patria con una fedele<br />

istantanea delle incantevoli bellezze<br />

ammirate nel Bel Paese.<br />

Per raccontare al pubblico la genesi<br />

e lo sviluppo della gloriosa<br />

stagione del vedutismo veneziano,<br />

Palazzo Martinengo accoglie<br />

per la prima volta una selezione<br />

di oltre cento capolavori di Canaletto,<br />

Bellotto, Guardi e dei più<br />

importanti vedutisti del XVIII e<br />

XIX secolo, provenienti da prestigiose<br />

collezioni pubbliche e private,<br />

italiane ed europee, e accuratamente<br />

selezionati<br />

TORINO<br />

Palazzo Madama<br />

(Piazza Castello)<br />

http://www.palazzomadamatorino.it/<br />

Da Poussin agli impressionisti.<br />

Tre secoli di pittura francese<br />

dall’Ermitage<br />

fino al 4 luglio <strong>2016</strong><br />

Attingendo alle vaste raccolte dell’<br />

Ermitage di San Pietroburgo, una<br />

grande mostra con oltre settanta<br />

dipinti che illustrano la storia<br />

dell’arte francese dall’avvento delle<br />

accademie fino alla nuova libertà<br />

della pittura en plein air proposta<br />

dagliimpressionisti. Un itinerario<br />

inedito che va dai fasti di corte del<br />

Re Sole e di Madame de Pompadour<br />

fino alla vigilia dell’avanguardia,<br />

dove si intrecciano tutti i grandi<br />

temi della pittura moderna: dai<br />

soggetti sacri a quelli mitologici,<br />

dalla natura morta al ritratto, dal<br />

paesaggio alla scena di genere.<br />

Museo Egizio<br />

(via Accademia delle Scienze, 6)<br />

www.museoegizio.it<br />

Il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto<br />

nel mondo Romano<br />

fino al 4 settembre <strong>2016</strong><br />

Dall’Egitto faraonico all’Italia Romana:<br />

un viaggio che ha come<br />

sfondo il Mediterraneo e come<br />

protagonisti oggetti e immagini<br />

che dalle rive del Nilo hanno<br />

toccato nuove terre, incontrato<br />

Jean-Antoine Watteau,<br />

La proposta imbarazzante,<br />

1715-1716 circa.<br />

Mostra a Palazzo Madama, Torino.<br />

44 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


Studio Vangi<br />

commercialisti in Modugno<br />

via S. Teresa, 14 - 70026 Modugno (BA)<br />

www.studiovangi.it<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 45


culture diverse e sono giunti sino<br />

a noi.<br />

Partendo da Alessandria d’Egitto,<br />

passando dalla greca Delo e<br />

approdando a Pozzuoli, in Campania,<br />

seguiamo l’evoluzione di<br />

culti e motivi iconografici egizi. Il<br />

percorso espositivo si sofferma<br />

in particolare sui siti campani di<br />

Pozzuoli, Cuma e Benevento, con<br />

un approfondimento su Pompei e<br />

Ercolano.<br />

Museo Accorsi-Ometto<br />

(via Po, 55)<br />

www.fondazioneaccorsi-ometto.it/<br />

Spiritelli, amorini, genietti e cherubini.<br />

Allegorie e decorazioni<br />

di putti dal Barocco al Neoclassico<br />

fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

La mostra propone il tema iconografico<br />

dei putti attraverso sei<br />

sezioni tematiche, mai oggetto di<br />

una iniziativa espositiva monografica<br />

in Europa. Sotto le variate<br />

spoglie di spiritelli, amorini, genietti<br />

o di cherubini, i putti, ispirati<br />

all’arte antica romana, hanno<br />

trovato ampia diffusione soprattutto<br />

a partire dal Rinascimento.<br />

La mostra raccoglie più di sessanta<br />

oggetti provenienti da collezioni<br />

pubbliche italiane e private.<br />

VENARIA REALE (TO)<br />

Reggia di Venaria<br />

(Piazza della Repubblica, 4)<br />

www.lavenaria.it<br />

L’arte della bellezza<br />

dal 13 marzo al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

La mostra è una preziosa selezione,<br />

in larga parte inedita, delle<br />

straordinarie creazioni di gioielleria<br />

e di alta oreficeria realizzate da<br />

Gianmaria Buccellati: un’occasione<br />

unica per scoprire l’affascinante<br />

storia di questa realtà di successo<br />

internazionale.<br />

Gianmaria Buccellati è il protagonista<br />

di questo viaggio nel nome<br />

della tradizione e dell’eccellenza<br />

artigianale italiana. Nel corso degli<br />

anni ha realizzato autentici capolavori<br />

attraverso l’utilizzo di oro e<br />

argento, perle e pietre preziose,<br />

rappresentando il<br />

genio italiano nella creazione<br />

di opere d’arte,<br />

apprezzate ovunque.<br />

I suoi splendidi<br />

gioielli, ricercati<br />

dai personaggi<br />

del jet set internazionale,<br />

danno la<br />

suggestione<br />

dell’italianità<br />

dello “stile<br />

Buccellati”.<br />

Una storia<br />

italiana, che<br />

si snoda lungo<br />

tutto il<br />

Novecento, di<br />

uno dei protagonisti<br />

del<br />

Made in Italy;<br />

un successo di<br />

arte e di tecnica,<br />

di estro artistico e<br />

di capacità artigianale,<br />

nonché di fiuto imprenditoriale<br />

e di mecenatismo<br />

illuminato.<br />

Il mondo di Steve McCurry<br />

dal 2 aprile al 2 ottobre <strong>2016</strong><br />

Steve McCurry è uno dei più grandi<br />

maestri della fotografia contemporanea,<br />

punto di riferimento per<br />

un larghissimo pubblico, soprattutto<br />

di giovani, che nelle sue fotografie<br />

riconoscono un modo di<br />

guardare il nostro tempo e, in un<br />

certo senso, “si riconoscono”.<br />

In ogni scatto di Steve McCurry<br />

è racchiuso<br />

un compless<br />

o<br />

46 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


universo di esperienze e<br />

di emozioni, molte delle<br />

sue immagini, a partire dal<br />

ritratto di Sharbat Gula,<br />

sono diventate delle vere e<br />

proprie icone, conosciute in<br />

tutto il mondo.<br />

La mostra comprende circa 250<br />

tra le fotografie più famose, scattate<br />

nel corso della sua trentennale<br />

carriera, ma anche alcuni dei<br />

suoi lavori più recenti e altre foto<br />

non ancora pubblicate nei suoi<br />

numerosi libri. Il percorso espositivo<br />

propone un lungo viaggio<br />

nel mondo di McCurry, dall’Afganistan<br />

all’India, dal Sudest asiatico<br />

all’Africa, da Cuba agli Stati Uniti,<br />

dal Brasile all’Italia, attraverso il<br />

suo vasto e affascinante repertorio<br />

di immagini.<br />

GENOVA<br />

Palazzo Ducale<br />

(piazza Matteotti 9)<br />

www.palazzoducale.genova.it<br />

Sebastião Salgado. Genesi<br />

fino al 26 giugno <strong>2016</strong><br />

Uno sguardo appassionato, teso a<br />

sottolineare la necessità di salvaguardare<br />

il nostro pianeta, di cambiare<br />

il nostro stile di vita, di assumere<br />

nuovi comportamenti più<br />

rispettosi della natura e di quanto ci<br />

circonda, di conquistare una nuova<br />

armonia. Il mondo come era,<br />

il mondo come è. La terra come<br />

risorsa magnifica da contemplare,<br />

conoscere, amare. Questo è lo<br />

scopo e il valore dell’ultimo straordinario<br />

progetto di Sebastião<br />

Salgado. In mostra oltre duecento<br />

f o -<br />

tografie<br />

eccezionali: dalle foreste<br />

tropicali dell’Amazzonia,<br />

del Congo,<br />

dell’Indonesia e della<br />

Nuova Guinea ai<br />

ghiacciai dell’Antartide,<br />

dalla taiga dell’Alaska<br />

ai deserti dell’America<br />

e dell’Africa fino<br />

ad arrivare alle<br />

montagne<br />

dell’America,<br />

del Cile e della Siberia. Genesi<br />

è un viaggio fotografico nei cinque<br />

continenti per documentare, con<br />

immagini in un bianco e nero di<br />

grande incanto, la rara bellezza<br />

del nostro principale patrimonio,<br />

unico e prezioso: il nostro pianeta.<br />

Depero Gio Ponti Paolucci<br />

Pomodoro Scanavino Carmi<br />

Luzzati Costantini. Tessuti d’artista.<br />

Design e moda nella produzione<br />

della MITA 1926-1976<br />

fino al 19 giugno <strong>2016</strong>.<br />

L’esposizione intende presentare<br />

per la prima volta al pubblico la<br />

produzione della MITA (Manifattura<br />

Italiana Tappeti Artistici) di<br />

Genova Nervi, fondata nel 1927<br />

da Mario Alberto Ponis e da lui<br />

diretta fino agli anni Settanta.<br />

Pon<br />

i s<br />

aprì a<br />

Nervi un laboratorio<br />

per la<br />

produzione di tappeti in lana<br />

annodata che poi si specializzò<br />

anche in arazzi e in tessuti d’arredamento.<br />

All’impresa collaborarono<br />

alcuni degli artisti più importanti<br />

del periodo: Fortunato<br />

Depero, Gio Ponti, Mario Sironi,<br />

Flavio Costantini, Emanuele Luzzati,<br />

Enrico Paulucci, Emilio Scanavino,<br />

Arnaldo Pomodoro,<br />

Ettore Sottsass.<br />

Palazzo della Meridiana<br />

(Salita S. Francesco 4)<br />

www.palazzodellameridiana.it<br />

Uomini e Dei - Il ‘600 genovese<br />

dei collezionisti<br />

fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

Attraverso la riscoperta di alcune<br />

opere inedite provenienti da<br />

A sinistra:<br />

Guglielmo Caccia, detto Il Moncalvo,<br />

Angelo musicante. 1615-1620 circa.<br />

Collezione Fondazione Cassa<br />

di Risparmio di Alessandria<br />

Mostra al Museo Accorsi-Ometto, Torino.<br />

Sopra:<br />

Gianmaria Buccellati,<br />

Coppa della Regina,<br />

cristallo di rocca, ed oro<br />

Mostra alla Reggia di Venaria Reale (TO)<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 47


collezioni private la mostra ha<br />

l’obiettivo di indagare uno dei capitoli<br />

più interessanti della cultura<br />

artistica genovese e ligure: quello<br />

del Seicento, 60 dipinti esposti in<br />

6 sezioni tematiche.<br />

La mostra vuole sottolineare un<br />

aspetto fondamentale del barocco,<br />

quello della contrapposizione –<br />

che in pittura si fa visiva – tra sacro<br />

e profano, terreno e ultraterreno,<br />

immanente e trascendente, umano<br />

e divino. Il tutto, giocato spesso<br />

sull’ambivalenza di significato, sul<br />

fascino del misterioso e dell’insondato<br />

che i quadri, forse più di altri<br />

“testi”, offrono a chi guarda.<br />

Museo di Sant’Agostino<br />

(piazza Sarzano 35R)<br />

www.palazzodellameridiana.it<br />

Genova nel Medioevo. Una capitale<br />

del Mediterraneo al tempo<br />

degli Embriaci<br />

fino al 26 giugno <strong>2016</strong><br />

Per la prima volta una mostra<br />

sul Medioevo genovese: i commerci,<br />

le lotte per la supremazia<br />

sul Mediterraneo, la produzione<br />

artistica, la vita privata di potenti<br />

famiglie di mercanti e guerrieri,<br />

come gli Embriaci, divenuti signori<br />

di Jbeil nell’odierno Libano,<br />

le immense ricchezze, i rapporti<br />

con Bisanzio e con il mondo islamico<br />

che hanno reso la Repubblica<br />

una vera porta tra Oriente<br />

e Occidente.<br />

BARD (AO)<br />

Forte di Bard<br />

www.fortedibard.it<br />

Wildlife Photographer of<br />

the year<br />

fino al 2 giugno <strong>2016</strong><br />

Prima tappa<br />

italiana<br />

del tour<br />

mondiale<br />

della mostra,<br />

l’evento più prestigioso e<br />

importante nell’ambito della<br />

fotografia naturalistica. Presenti<br />

in mostra oltre cento<br />

emozionanti immagini, vincitrici<br />

nelle 18 categorie del<br />

premio indetto dal Natural<br />

History Museum di Londra<br />

in collaborazione con il Bbc<br />

Wildlife <strong>Magazine</strong>, giunto ormai<br />

alla sua 51esima edizione.<br />

Quest’anno hanno partecipato<br />

42.000 concorrenti,<br />

provenienti da 96 paesi del<br />

mondo, valutati da una<br />

giuria internazionale<br />

di stimati<br />

esperti e fotografi<br />

naturalisti.<br />

G o l d e n<br />

Age. Jordaens<br />

- Rubens - Brueghel<br />

fino al 2 giugno<br />

Il secolo d’oro della pittura olandese<br />

e fiamminga è protagonista<br />

della mostra-evento che ha aperto<br />

la stagione espositiva invernale<br />

del Forte di Bard. Esposti 114 dipinti,<br />

dei quali il nucleo più cospicuo<br />

è stato concesso in prestito<br />

dalla Collezione Hohenbuchau,<br />

straordinaria raccolta privata in<br />

deposito nelle gallerie della Collezione<br />

del Principe del Liechtenstein<br />

a Vienna, affiancato<br />

da una preziosa serie<br />

di opere di<br />

proprietà<br />

del Principe<br />

stesso.<br />

VENEZIA<br />

Museo Correr<br />

(San Marco 52)<br />

www.correr.visitmuve.it<br />

Giovanni Bellini. Un capolavoro<br />

per Venezia: “L’ebbrezza<br />

di Noè”<br />

fino al 18 giugno <strong>2016</strong><br />

Il progetto “Un capolavoro<br />

per Venezia” è esposto in<br />

occasione delle celebrazioni<br />

del cinquecentenario<br />

della morte di Giovanni<br />

Bellini (Venezia 1430<br />

ca. - 1516), indiscusso<br />

padre<br />

nobile della<br />

pittura veneziana<br />

e protagonista<br />

del<br />

Rinascimento italiano.<br />

Ritorna dunque<br />

a Venezia questo che è indubbiamente<br />

uno dei quadri più<br />

rappresentativi, ma forse anche<br />

il più sorprendente, dell’intera<br />

produzione pittorica di Belli-<br />

Arte Mosana, 1240 ca., Croce reliquiario,<br />

argento e filigrana d’argento, Savona.<br />

Mostra Museo di Sant’Agostino, Genova.<br />

48 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 49


ni. Questi, definito nel 1506 da<br />

Dürer come «molto vecchio, ma<br />

ancora il miglior pittore di tutti»,<br />

stava allora affrontando nuovi<br />

soggetti in una serie di pitture,<br />

tra cui l’Ebbrezza di Noé, l’unica<br />

ispirata all’Antico Testamento.<br />

Gallerie dell’Accademia -<br />

Ala Palladio<br />

(Campo della Carità 1050)<br />

Aldo Manunzio. Il rinascimento<br />

di Venezia<br />

dal 19 marzo al 19 giugno <strong>2016</strong><br />

La mostra presenterà la storia<br />

dell’uomo che ha inventato<br />

il libro moderno e il concetto<br />

stesso di editoria, facendo di<br />

Venezia la capitale internazionale<br />

della stampa. L’esposizione,<br />

attraverso capolavori assoluti di<br />

Giorgione, Carpaccio, Giovanni<br />

Bellini, Cima da Conegliano,<br />

Tiziano, Lorenzo Lotto, Pietro<br />

Lombardo, racconterà come il<br />

progetto di Aldo e i suoi preziosi<br />

libri si intrecciarono a Venezia<br />

con un’arte nuova, nutrita dalla<br />

pubblicazione dei classici greci e<br />

latini.<br />

Casa dei tre oci<br />

(Dorsoduro, 3488/U)<br />

www.treoci.org<br />

Helmut Newton. Fotografie<br />

(White women/Sleepless nights/<br />

Big Nudes)<br />

dal 7 aprile al 7 agosto <strong>2016</strong><br />

L’esposizione, curata da Matthias<br />

Harder e Denis Curti, organizzata<br />

da Civita Tre Venezie in collaborazione<br />

con la Helmut Newton<br />

Foundation, è frutto di un progetto,<br />

nato nel 2011 per volontà di<br />

June Newton, vedova del grande<br />

fotografo.<br />

La rassegna raccoglie le immagini<br />

di White Women, Sleepless Nights<br />

A sinistra:<br />

Q. Horatius Flaccus, Opera,<br />

copiato da Bartolomeo Sanvito.<br />

Cambridge, King’s College.<br />

Mostra alle Gallerie dell’Accademia, Venezia.<br />

A destra:<br />

Bartolomeo Vivarini,<br />

Madonna col Bambino e Santi, 1465<br />

Mostra a Palazzo Sarcinelli, Negliano (TV)<br />

50 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


Palazzo Sarcinelli<br />

(via XX Settembre, 132)<br />

Vivarini. Lo splendore della pittura<br />

tra Gotico e Rinascimento.<br />

www.mostravivarini.it<br />

fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

La prima mostra interamente dedicata<br />

ai Vivarini, la famiglia di artisti<br />

veneziani che tra il Quattrocento<br />

e il Cinquecento a Venezia<br />

si contende il primato con la celebre<br />

bottega del Bellini.<br />

I Vivarini segnano un<br />

momento di passaggio<br />

decisivo dell’arte<br />

veneta e italiana dal<br />

Gotico fiorito al rigore<br />

del Rinascimento. È<br />

una stagione di grande<br />

rinnovamento artistico:<br />

Antonio, Bartolomeo<br />

e Alvise risentono<br />

dell’influenza dei<br />

più importanti artisti<br />

dell’epoca come Mantegna,<br />

Donatello, Paolo<br />

Uccello, Antonello<br />

da Messina.<br />

BASSANO<br />

GRAPPA (VI)<br />

DEL<br />

e Big Nudes, i primi tre libri di<br />

Newton pubblicati alla fine degli<br />

anni ‘70, volumi oggi considerati<br />

leggendari e gli unici curati dallo<br />

stesso Newton.<br />

Nel selezionare le fotografie<br />

Newton mette in sequenza, l’uno<br />

accanto all’altro, gli scatti compiuti<br />

per committenza con quelli realizzati<br />

liberamente per se stesso,<br />

costruendo una narrazione in cui<br />

la ricerca dello stile, la scoperta<br />

del gesto elegante sottendono<br />

l’esistenza di una realtà ulteriore,<br />

di una vicenda che sta allo spettatore<br />

interpretare.<br />

NEGLIANO (TV)<br />

Museo Civico<br />

(piazza Garibaldi, 34)<br />

www.comune.bassano.<br />

vi.it<br />

Il magnifico guerriero<br />

fino al 19 gennaio<br />

2017<br />

Di ritratti di Jacopo<br />

Bassano se ne conoscono pochi,<br />

tutti molto belli. “Il Magnifico<br />

Guerriero”, o più esattamente “Il<br />

ritratto di uomo in armi” rappresenta<br />

un affascinate nobiluomo<br />

dalla fulva, curatissima barba.<br />

Non un giovane ma un uomo<br />

maturo, certo aduso al comando<br />

ma soprattutto ad una vita raffinata<br />

lontano dai campi di battaglia.<br />

Indossa una preziosa corazza<br />

alla moda dell’epoca, che lo<br />

costringe, ma che non riesce ad<br />

ingabbiare la sua grazia e la sua<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 51


Jacopo Bassano, Ritratto di<br />

uomo in armi.<br />

Mostra al Museo Civico di<br />

Bassano del Grappa.<br />

cinquanta e sessanta come Jackson<br />

Pollock, Mark Rothko, Willem de<br />

Kooning, Alexander Calder, Roy<br />

Lichtenstein, Cy Twombly.<br />

BOLOGNA<br />

flessibilità. Le lunghe dita, curate<br />

e perfette, non sembrano le più<br />

adatte a menar fendenti, così come<br />

il suo spadino di ferro e oro<br />

sembra più da parata che da battaglia.<br />

FIRENZE<br />

Palazzo Strozzi<br />

(piazza degli Strozzi)<br />

www.palazzostrozzi.org<br />

Da Kandinsky a Pollock. La<br />

grande arte dei Guggenheim<br />

dal 19 marzo al 24 luglio <strong>2016</strong><br />

Dedicare una mostra alle collezioni<br />

Guggenheim significa raccontare<br />

a ritmo serrato la nascita<br />

delle neoavanguardie del secondo<br />

dopoguerra in un fitto e costante<br />

dialogo tra artisti europei e americani.<br />

Realizzare questa straordinaria<br />

mostra a Firenze significa anche<br />

celebrare un legame speciale che<br />

riporta indietro nel tempo. Un<br />

eccezionale confronto tra opere<br />

fondamentali di maestri europei<br />

dell’arte moderna come Marcel<br />

Duchamp, Max Ernst, Man Ray<br />

e dei cosiddetti informali europei<br />

come Alberto Burri, Emilio Vedova,<br />

Jean Dubuffet, Lucio Fontana,<br />

insieme a grandi dipinti e sculture<br />

di alcune delle maggiori personalità<br />

dell’arte americana degli anni<br />

Museo Civico Archeologico<br />

(via dell’Archiginnasio 2)<br />

Egitto. Splendore millenario.<br />

Capolavori da Leiden a Bologna<br />

fino al 17 luglio <strong>2016</strong><br />

www.mostraegitto.it<br />

La mostra “Egitto. Splendore millenario.<br />

Capolavori da Leiden a Bologna”<br />

è un’esposizione di fortissimo<br />

impatto visivo e scientifico e anche<br />

un’operazione che non ha precedenti<br />

nel panorama internazionale:<br />

la collezione egiziana del Museo<br />

Nazionale di Antichità di Leiden in<br />

Olanda - una delle prime dieci al<br />

mondo - e quella di Bologna - tra<br />

le prime in Italia per numero, qualità<br />

e stato conservativo dei suoi<br />

oggetti - danno vita a un percorso<br />

espositivo di circa 1.700 metri quadrati<br />

di arte e storia. Dall’Olanda<br />

sono esposti 500 reperti, databili<br />

dal Periodo Predinastico all’ Epoca<br />

Romana e importanti prestiti giungeranno<br />

dal Museo Egizio di Torino<br />

e dal Museo Egizio di Firenze.<br />

Museo di Antropologia<br />

(via Selmi, 2)<br />

www.sma.unibo.it/il-sistema-museale/museo-di-antropologia<br />

UNICIBO. Storia di cibo tra<br />

Paleolitico e Neolitico<br />

fino al 31 maggio <strong>2016</strong><br />

Le variazioni alimentari nella storia<br />

evolutiva dell’uomo, partendo dalla<br />

transizione neolitica. Per ricostruire<br />

questa storia non ci sono documenti<br />

scritti. Ci sono ossa e denti<br />

fossili di uomini e animali, fossili di<br />

piante e semi, ci sono strumenti e<br />

tecnologie che l’uomo ha prodotto,<br />

c’è la memoria biologica del nostro<br />

52 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


originali, capolavori della scuola<br />

di Yokohama, album-souvenir,<br />

stampe xilografiche ed esempi di<br />

arte decorativa.<br />

Il percorso espositivo, a cura di<br />

Francesco Paolo Campione e<br />

Marco Fagioli, ruota attorno ai<br />

capolavori della scuola di Yokohama<br />

e dei suoi maggiori interpreti<br />

- Felice Beato, Raimund<br />

von Stillfried-Ratenicz, Adolfo<br />

Farsari, Ueno Hikoma, Kusakabe<br />

Kimbei, Tamamura Kozaburo e<br />

Ogawa Kazumasa - e alle esperienze<br />

di viaggio dei globetrotter<br />

occidentali.<br />

FAENZA (RA)<br />

passato, che è in ciascuno di noi.<br />

PARMA<br />

Palazzo del Governatore<br />

(piazza Garibaldi)<br />

www.palazzodelgovernatore.it/<br />

www.parmacultura.it<br />

Giappone segreto. Capolavori<br />

della fotografia dell’800<br />

fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

La mostra fa luce su uno dei capitoli<br />

più importanti della storia<br />

della fotografia. 140 fotografie<br />

MIC Museo Internazionale<br />

delle Ceramiche<br />

(viale Beccarini, 19)<br />

http://www.micfaenza.org/<br />

Stili di vita europei attraverso<br />

la ceramica. Dal Barocco ai<br />

giorni nostri<br />

dal 23 aprile all’11 settembre <strong>2016</strong><br />

Un’esplorazione della ceramica<br />

nel tempo, nei diversi contesti geografici<br />

storici e culturali, che evidenzia<br />

le grandi possibilità offerte<br />

dalla ceramica e i risultati da essa<br />

raggiunti in Europa. La mostra si<br />

prefigge obiettivi fondamentali:<br />

raccontare una storia di popoli e<br />

culture, attrarre l’attenzione di un<br />

Piero della Francesca,<br />

Madonna di Senigallia<br />

Mostra ai Musei S. Domenico, Forlì.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 53


pubblico sempre più vasto sulle<br />

tematiche della ceramica e offrire<br />

alla produzione attuale nuovi stimoli<br />

creativi.<br />

FORLÌ<br />

Musei San Domenico<br />

(piazza Guido da Montefeltro, 12)<br />

www.mostrefondazioneforli.it/it/piero_della_francesca_indagine_su_<br />

un_mito/<br />

Piero della Francesca indagine<br />

su un mito<br />

fino al 28 giugno <strong>2016</strong><br />

L’affascinante rispecchiamento tra<br />

critica e arte, tra ricerca storiografica<br />

e produzione artistica nell’arco<br />

di più di cinque secoli è il tema<br />

della mostra Piero della Francesca.<br />

Indagine su un mito.<br />

Alcuni dipinti di Piero, scelti per tracciare<br />

i termini della sua riscoperta,<br />

costituiscono il cuore dell’esposizione.<br />

Accanto ad essi figurano in<br />

mostra opere dei più grandi artisti<br />

del Rinascimento, che consentono<br />

di definirne la formazione e poi il<br />

ruolo sulla pittura successiva.<br />

PERUGIA<br />

Palazzo Lippi Assandri<br />

(corso Vannucci, 39)<br />

www.fondazionecariperugiaarte.it/<br />

I Tesori della Fondazione Cassa<br />

di Risparmio di Perugia e il<br />

caravaggismo nelle collezioni<br />

di Perugia<br />

fino al 20 novembre <strong>2016</strong><br />

Si tratta di oltre 50 dipinti di grande<br />

rilievo, rappresentativi non solo<br />

delle esperienze artistiche che<br />

si affermano in Umbria nell’arco di<br />

quattro secoli, dal Trecento al Settecento,<br />

ma anche di altri aspetti<br />

della cultura figurativa italiana dal<br />

Rinascimento al Barocco.<br />

SPOLETO (PG)<br />

Palazzo Bufalini<br />

(piazza Duomo)<br />

www.comunespoleto.gov.it/<br />

De Chirico. La ricostruzione<br />

fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

L’esposizione raccoglie, nei 200<br />

metri quadrati del nuovo spazio<br />

espositivo, una selezione di capolavori<br />

del maestro (1888 - 1978)<br />

considerato il principale esponente<br />

della pittura metafisica italiana.<br />

ROMA<br />

Scuderie del Quirinale<br />

(via XXIV maggio 16)<br />

www.scuderiequirinale.it<br />

Correggio e Parmigianino. Arte<br />

a Parma nel Cinquecento<br />

fino al 30 giugno <strong>2016</strong><br />

La mostra presenterà al pubblico<br />

la straordinaria stagione dell´arte<br />

parmense della prima metà del<br />

cinquecento, mostrando come la<br />

grande arte del Rinascimento italiano<br />

non si limitò esclusivamente<br />

al perimetro dei tre principali<br />

centri di Firenze, Venezia e Roma.<br />

Ara Pacis<br />

(Lungotevere in Augusta, ang. via Tomacelli)<br />

http://www.arapacis.it<br />

Domon Ken<br />

dal 27 maggio al 18 settembre <strong>2016</strong><br />

Monografica dedicata a uno dei<br />

fotografi più importanti della<br />

storia della fotografia moderna<br />

giapponese, che espone per la<br />

prima volta fuori dai confini del<br />

Giappone. Domon Ken (1909-<br />

1990) è considerato il maestro<br />

del realismo. In mostra circa 150<br />

fotografie, in bianco e nero e a<br />

colori, realizzate tra gli anni Venti<br />

e gli anni Settanta del ‘900, che<br />

raccontano il percorso di ricerca<br />

verso il realismo sociale.<br />

Chiostro del Bramante<br />

(via Arco della Pace 5)<br />

54 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


http://chiostrodelbramante.it<br />

I macchiaioli<br />

dal 5 marzo al 31 maggio <strong>2016</strong><br />

ll movimento pittorico dei Macchiaioli<br />

è attivo tra l’Ottocento e<br />

il Novecento.<br />

Il termine venne coniato nel 1862<br />

da un recensore della «Gazzetta del<br />

Popolo» che così definì quei pittori<br />

che intorno al 1855 avevano dato<br />

origine ad un rinnovamento antiaccademico<br />

della pittura italiana in<br />

senso verista.<br />

Andy Wharol<br />

dal 25 marzo al 25 giugno <strong>2016</strong><br />

Pittore, scultore, regista, produttore<br />

cinematografico, direttore<br />

della fotografia, attore, sceneggiatore<br />

e montatore statunitense,<br />

è stato una figura predominante<br />

del movimento della Pop<br />

Art e tra gli artisti più influenti<br />

del XX secolo.<br />

Santa Maria Antiqua<br />

(Foro Romano)<br />

www.archeoroma.beniculturali.it<br />

Santa Maria Antiqua. Tra Roma<br />

e Bisanzio<br />

fino all’11 settembre <strong>2016</strong><br />

Santa Maria Antiqua, la basilica<br />

nel Foro Romano scoperta nel<br />

1900 alle pendici del Palatino,<br />

dopo più di trent’anni è stata<br />

riaperta al pubblico. La chiesa<br />

conserva sulle sue pareti un patrimonio<br />

di pitture, databile dal<br />

VI al IX secolo, unico nel mondo<br />

cristiano del primo millennio. Resta<br />

un’eccezionale testimonianza<br />

nello sviluppo della pittura non<br />

solo romana, ma di tutto il mondo<br />

greco bizantino contemporaneo:<br />

l’iconoclastia cancellò infatti<br />

gran parte delle immagini sacre<br />

di quell’epoca. La riapertura della<br />

chiesa si accompagna alla mostra<br />

“Santa Maria Antiqua. Tra Roma<br />

e Bisanzio”, “mostra” del monumento<br />

stesso, perché gravita intorno<br />

al ruolo che l’edificio, con<br />

i suoi dipinti, ha giocato nell’area<br />

del Foro Romano post-classico<br />

cristianizzato e al rapporto con<br />

la Roma altomedioevale.<br />

NAPOLI<br />

Gallerie d’Italia<br />

(Palazzo Zevallo Stigliano - via Toledo,<br />

185)<br />

http://www.gallerieditalia.com/<br />

Intorno alla “Santa Caterina”<br />

di Giovanni Ricca. Ribera e la<br />

sua cerchia a Napoli<br />

fino al 5 giugno <strong>2016</strong><br />

Riscoprire la scuola di Ribera e il<br />

naturalismo napoletano, questo è<br />

l’obiettivo della mostra dossier dedicata<br />

alla pittura napoletana del<br />

primo Seicento. Un itinerario alla<br />

scoperta di chi seguì gli insegnamenti<br />

di Jusepe de Ribera, artista<br />

spagnolo attivo dal 1616 fino alla<br />

morte nel 1652 a Napoli; in questa<br />

città esercitò una notevole influenza<br />

con una produzione inizialmente<br />

legata al caravaggismo, ma via via<br />

più personale, con una forte intensità<br />

emotiva e un cromatismo accentuato<br />

dai chiaroscuri.<br />

Museo Archeologico Nazionale<br />

(piazza Museo, 19)<br />

Mito e Natura. Dalla Grecia a<br />

Pompei<br />

www.mostramitonatura.it/<br />

fino al 30 settembre <strong>2016</strong><br />

La mostra, rimodulata sui nuovi<br />

spazi che l’accolgono e impreziosita<br />

da ulteriori prestiti, racconta<br />

la natura nei suoi vari aspetti, in<br />

stretto rapporto con l’intervento<br />

dell’uomo. Comporre giardini era<br />

una vera arte, in stretto dialogo<br />

con le pareti affrescate e gli oggetti<br />

che arredavano gli ambienti.<br />

POMPEI (NA)<br />

Scavi - Anfiteatro<br />

Mito e Natura. Dalla Grecia a<br />

Pompei<br />

www.mostramitonatura.it/<br />

fino al 15 giugno <strong>2016</strong><br />

A Pompei, in occasione della mostra,<br />

tutto questo è finalmente<br />

percepibile in un nuovo itinerario<br />

di visita, con tappa in sei domus in<br />

cui sono stati ripristinati gli antichi<br />

giardini.<br />

Fotografia do Domon Ken.<br />

Mostra all’Ara Pacis, Roma.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 55


www.flickr.com/photos/brontolones_pictures/<br />

email: salvatorebrontolone@gmail.com<br />

56 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


LA MERINGA<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 57


LA MERINGA<br />

di Ornella Mirelli<br />

Q<br />

uando e come abbia<br />

avuto origine<br />

la meringa non è<br />

molto chiaro; si parla<br />

di un’epoca intorno al 1720 e<br />

leggenda vuole che a crearla sia<br />

stato un certo Gasparini, un pasticciere<br />

di origine italiana che risiedeva<br />

a Meiringen, un paesino<br />

nel Cantone di Berna dal quale la<br />

meringa avrebbe mutuato il nome.<br />

Gasparrini avrebbe ideato<br />

questo dolce come omaggio alla<br />

principessa Maria Leszczyńska, figlia<br />

dell’ex re di Polonia Stanislao<br />

e promessa sposa di Luigi XV di<br />

Francia, e la principessa ne sarebbe<br />

stata talmente entusiasta da<br />

voler conoscere personalmente<br />

l’artefice di quella squisitezza.<br />

Fin qui la leggenda, ma la meringa<br />

sembra essere ancora più antica;<br />

nel 1692, infatti, François Massialot,<br />

cuoco di corte di Luigi XIV,<br />

nel suo libro “Nouvelle instruction<br />

pour les confitures, les liqueurs et<br />

les fruit” pubblicò la ricetta di un<br />

dolce composto da uova sbattute<br />

e zucchero che chiamò appunto<br />

meringa. Questo rende ragione<br />

della presenza di questo dolce<br />

sulle tavole reali europee. Pare<br />

infatti che Maria Antonietta ne<br />

fosse ghiotta, come anche la regina<br />

Elisabetta d’Inghilterra.<br />

Esistono tre tipi di ricette per<br />

58 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


preparare le meringhe, che si differenziano<br />

tra loro per quantità<br />

degli ingredienti, procedimento e<br />

modalità di cottura.<br />

La ricetta che proponiamo è quella<br />

della meringa francese: è la più facile<br />

da realizzare in casa, a patto che<br />

si seguano le semplici istruzioni.<br />

La Meringa<br />

Ingredienti:<br />

4 albumi d’uovo di grandezza media<br />

300 gr di zucchero a velo industriale<br />

(2 buste da 125 gr ciascuna)<br />

poche gocce di succo di limone<br />

Setacciare lo zucchero a velo e<br />

dividerlo in due ciotole separate.<br />

Rompere le uova, separando accuratamente<br />

gli albumi dai tuorli.<br />

Cominciare a montare gli albumi<br />

con una frusta elettrica o in planetaria<br />

oppure in un robot da cucina<br />

su cui sono state montate le<br />

fruste. Aggiungere il limone, quindi<br />

125 gr. di zucchero a velo in tre<br />

volte. Montare benissimo a neve<br />

Continua la collaborazione<br />

con <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> di<br />

Ammodomio, uno fra i più seguiti<br />

blog di cucina del web.<br />

Ammodomio è all’indirizzo<br />

www.ammodomio.blogspot.it<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 59


fino ad avere un composto molto<br />

sodo, tanto che, capovolgendo la<br />

ciotola, non si rovesci. A questo<br />

punto spegnere la macchina e,<br />

sempre poco alla volta, inserire i<br />

restanti 125 gr di zucchero a velo,<br />

a mano con una spatola, con<br />

un movimento delicato dal basso<br />

verso l’alto.<br />

Una volta mescolato tutto lo<br />

zucchero, mettere il composto<br />

in una sac-à-poche, con beccuccio<br />

liscio o a stella, e deporlo a<br />

mucchietti su due teglie rivestite<br />

di carta forno.<br />

Accendere il forno in modalità<br />

ventilata a 120°C, lasciarlo scaldare<br />

quindi abbassare a 100°C<br />

e infornare per circa un’ora. Spegnere<br />

il forno, lasciando le teglie<br />

all’interno per tutta la notte.<br />

Le meringhe possono essere farcite<br />

con crema ganache al cioccolato<br />

e unite a due a due, oppure<br />

bagnate per metà nel cioccolato<br />

fuso, o ancora gustate semplicemente<br />

così come sono, per accompagnare<br />

un té o un gelato o<br />

anche una macedonia di frutta<br />

fresca,<br />

60 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


Le riflessioni di Fabrizio Capra<br />

BENESSERE AL NATURALE<br />

Tè verde per le ossa<br />

Il tè verde ha molti pregi: è un antitumorale (in particolare<br />

per i tumori della pelle e dell’utero), previene<br />

le malattie cardiache (controlla il colesterolo) e<br />

Importante è camminare sovente, anche in maniera<br />

spedita, per almeno mezz’ora: il risultato è l’abbassamento<br />

dell’Indice di Massa Corporea e si possono<br />

ottenere punto vita e fianchi più sottili.<br />

A volte basta veramente poco, se non una giusta<br />

dose di buona volontà, per migliorare la nostra vita<br />

specie in un periodo dove, per svariati motivi, ci<br />

tocca combattere con il sovrappeso.<br />

Poi camminare è economico (costa poco o niente)<br />

e non richiede grandi organizzazioni o strutture<br />

particolari.<br />

E di questi tempi porre attenzione al proprio benessere<br />

e al portafoglio è qualcosa d’importante.<br />

l’ictus, ha effetti diuretici, è antibatterico e antiossidante,<br />

previene lo sviluppo del diabete, protegge la<br />

pelle dagli effetti dei raggi UV.<br />

Recenti studi realizzati a Hong Kong hanno evidenziato<br />

che il tè risulterebbe un ottimo rimedio naturale<br />

per rafforzare le ossa addirittura del 79%, grazie<br />

a un enzima particolare; ricerche svolte da una<br />

università australiana affermano che bere tre tazze<br />

al giorno di questo infuso aiuta a ridurre del 30% il<br />

rischio di fratture.<br />

Quindi prendere l’abitudine di sorseggiare un buon<br />

tè caldo (o anche freddo d’estate) preparato in casa<br />

può essere cosa buona… purché non si esageri nelle<br />

dosi: anche col tè gli eccessi possono fare male.<br />

Aforisma del mese<br />

Quando si tratta di mangiare in modo corretto e<br />

fare esercizio fisico, non c’è un “io inizierò domani.”<br />

Domani è la malattia. (Terri Guillemets)<br />

Camminare fa bene al fisico e alla mente<br />

Anche l’attività fisica ha la sua importanza. Una ricerca<br />

inglese ha evidenziato come una passeggiata<br />

all’aria aperta fa bene sia fisicamente che mentalmente,<br />

anzi è il non plus ultra, ancora meglio che<br />

praticare sport.<br />

via S. Maria della Stella, 45 - 70010 Adelfia tel: 0804593669 www.vicodeifiori.it<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 61


I DANNI<br />

DELL’ORTORESSIA<br />

di Assunta Ruscitto<br />

F<br />

ino a una decina di anni<br />

fa invitare amici a cena<br />

era l’occasione per stare<br />

insieme allegramente;<br />

la padrona di casa sceglieva il<br />

menù e non c’erano problemi, a<br />

parte qualcuno che poteva avere<br />

qualche forma di allergia. Se oggi<br />

si fa un invito preparare il menù<br />

si rivela spesso complicato, si deve<br />

tener conto di chi ha scelto di<br />

essere vegetariano, vegano, crudista,<br />

ecc.<br />

Sempre più persone sono alla<br />

ricerca di cibi sani, biologici, consapevoli<br />

che “noi siamo quello che<br />

mangiamo”, ma quando questo<br />

diventa una ossessione si parla di<br />

ortoressia.<br />

Il termine ortoressia, che deriva<br />

dal greco orthos (giusto) e orexis<br />

(appetito), è stato coniato dal<br />

dietologo Steven Bratman, che<br />

nel 1997 aveva osservato nei suoi<br />

pazienti una tendenza a scegliere<br />

un rigido regime alimentare controllato<br />

qualitativamente.<br />

Ricercare cibi sani, inserendoli<br />

regolarmente nella propria dieta,<br />

fa bene ma quando queste scelte<br />

alimentari diventano patologica<br />

fissazione, fino a danneggiano la<br />

salute in senso globale, quando<br />

viene compromesso il benessere<br />

fisico, l’equilibrio psicologico o la<br />

vita sociale, ecco l’ortoressia.<br />

La differenza tra un salutista e un<br />

ortoressico sta nelle abitudini comportamentali<br />

relative al cibo, che<br />

possono diventare dannose. Una<br />

persona ossessionata dal cibo sano<br />

finisce per isolarsi da chi non condivide<br />

le stesse abitudini, per ragioni<br />

anche legate all’impossibilità di evitare<br />

momenti di condivisione con gli<br />

altri, come un semplice aperitivo o<br />

una pausa caffè. La chiusura sociale<br />

può anche essere una strategia per<br />

proteggersi da eventuali tentazioni<br />

che si presentano in occasioni sociali,<br />

come feste, compleanni o ricorrenze.<br />

L’ortoressia si manifesta quando<br />

le persone:<br />

• passano ore al supermercato<br />

per confrontare le etichette<br />

dei prodotti per scegliere<br />

quello più sano e dietetico;<br />

• sono ossessionate dalla presunta<br />

dannosità dei pesticidi<br />

usati in agricoltura,<br />

della tossicità<br />

di alcune<br />

leghe metalliche<br />

usate nella<br />

fabbricazione<br />

delle pentole o<br />

padelle, ecc;<br />

• selezionano il cibo più per i<br />

benefici sulla salute che per il<br />

gusto;<br />

• seguono determinate procedure<br />

nella preparazione del<br />

cibo che, secondo loro, eliminano<br />

i rischi per la salute;<br />

• sono preda di un vero e proprio<br />

fanatismo alimentare, al<br />

punto da disprezzare chi non<br />

fa altrettanto;<br />

• per seguire questo rigido regime<br />

alimentare trascurano<br />

altre attività, con conseguente<br />

isolamento sociale;<br />

• si sentono in colpa se trasgrediscono<br />

la dieta auto-imposta;<br />

• provano soddisfazione ed aumentata<br />

autostima se seguono<br />

le regole auto-imposte.<br />

L’ossessione nei confronti del cibo<br />

62 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


è assimilabile a quella per l’esercizio<br />

fisico, per la pulizia, per massaggi<br />

e cure estetiche e spesso<br />

alla fobia verso i farmaci. Dietro<br />

l’ortoressia si può nascondere il<br />

timore delle malattie, delle contaminazioni<br />

e dell’invecchiamento,<br />

da cui scaturisce la mania di ottenere<br />

un organismo resistente alle<br />

malattie o al passare del tempo<br />

adottando un regime alimentare<br />

impeccabile.<br />

Spesso questa ossessione si sviluppa<br />

su un terreno culturale<br />

scarso, in cui diventa facile accettare<br />

poche regole basate sul principio<br />

che “tutta la salute dipende<br />

dal cibo”. Si riscontra una conoscenza<br />

superficiale e semplicistica<br />

delle regole alimentari seguite<br />

scrupolosamente. L’ortoressia si<br />

manifesta nei paesi industrializzati,<br />

dove spesso i mass media lanciano<br />

messaggi allarmistici relativi ai<br />

pericoli derivanti dal consumo di<br />

carni, uova o vegetali contaminati<br />

dai diversi morbi, o esposti a radiazioni.<br />

L’effetto di queste informazioni<br />

consolida il problema in<br />

numerose persone, che finiscono<br />

per essere inghiottite dalla paura,<br />

anche se sono distanti dai luoghi<br />

colpiti dalle contaminazioni.<br />

Le conseguenze dell’ortoressia,<br />

oltre che sul benessere emotivo<br />

e sociale, possono incidere anche<br />

sul benessere fisico. In base alla<br />

dieta seguita e alle conseguenti<br />

eliminazioni di alcuni cibi si possono<br />

verificare squilibri elettrolitici,<br />

avitaminosi, osteoporosi, atrofie<br />

muscolari, ecc.<br />

L’ortoressia, che può essere collocata<br />

tra le nuove dipendenze a<br />

carattere ossessivo-compulsivo,<br />

mostra problematiche di ansia,<br />

con preoccupazioni eccessive, involontarie<br />

e non controllabili (ossessioni)<br />

e comportamenti ripetuti<br />

e ingovernabili (compulsioni)<br />

che cercano di ridurre l’angoscia.<br />

I comportamenti alimentari diventano<br />

coatti e rituali, si eseguono<br />

prescrizioni nell’illusione di raggiungere<br />

la salute eterna: si mastica<br />

almeno un certo numero di volte,<br />

si taglia il cibo con precisione e si<br />

mangia amplificando l’importanza<br />

del rapporto con il cibo, spesso in<br />

silenzio e in solitudine.<br />

Questa condizione porta l’ortoressico<br />

all’impossibilità di raggiungere<br />

un reale appagamento<br />

personale, a provare insofferenza<br />

e delusione e a sentirsi più insicuro.<br />

Il soggetto tende ad isolarsi<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 63


e a fidarsi solo<br />

delle proprie<br />

forze e<br />

delle proprie<br />

regole. In ultima<br />

analisi<br />

l’ortoressico<br />

è incapace di<br />

vivere il presente,<br />

poiché<br />

il futuro è<br />

percepito con<br />

un’ansia continua<br />

di prevenzione<br />

per<br />

ogni aspetto<br />

personale e<br />

alimentare, il<br />

passato invece<br />

si raffigura come<br />

una serie<br />

di occasioni<br />

mancate, nostalgie<br />

e rimpianti.<br />

L’ortoressia<br />

è quindi una<br />

patologia che<br />

si manifesta<br />

con evidenza<br />

nelle abitudini<br />

alimentari, ma<br />

che riguarda<br />

in realtà l’insieme<br />

della propria<br />

sfera personale. Curarla non<br />

è semplice, poiché gli ortoressici<br />

sono estremamente certi delle<br />

proprie convinzioni, si sentono<br />

superiori a chi non ha un simile<br />

presunto autocontrollo e non credono<br />

di avere un problema.<br />

Un trattamento efficace prevede<br />

un approccio globale da parte di<br />

esperti (psicoterapeuta, medico<br />

e dietologo): bisogna procedere<br />

in modo graduale, sia attraverso<br />

un lavoro sulle emozioni e sulle<br />

paure che sostengono l’ossessione,<br />

sia sulla reintroduzione graduale<br />

dei cibi eliminati, trattando<br />

anche eventuali malesseri fisici<br />

che possono derivare dalla dieta<br />

squilibrata.<br />

64 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 65


LO<br />

SAPEVATE<br />

CHE<br />

IL PAPAVERO ROSSO<br />

(Papaver rhoeas)<br />

FAMIGLIA PAPAVERACEAE<br />

NOME SCENTIFICO:<br />

Papaver rhoeas<br />

COMUNE IN TUTTA EUROPA<br />

E IN ITALIA SETTENTRIONALE<br />

di Angelo Ferri<br />

In botanica, il papavero rosso –<br />

1.<br />

da non confondere con quello da<br />

oppio – è Papaver rhoeas: analizzando<br />

l’etimologia del termine<br />

“Papaver” si intuisce la virtù<br />

d’eccellenza attribuita a questa pianta. Infatti, la radice<br />

del genere, Papa-, deriva dalla lingua celtica e<br />

significa ”pappa”, in allusione ad una pratica antica<br />

consistente nel miscelare l’estratto (o il succo) del<br />

papavero rosso alla pappa dei bambini, per indurre<br />

il sonno. La specie rhoeas (letteralmente “cado”)<br />

fa riferimento, invece, alla precoce caduta dei petali<br />

del fiore.<br />

Nel contesto dell’antica medicina popolare, l’infuso<br />

o il decotto di papavero rosso erano utili anche per<br />

contrastare la tosse, alleggerire irritazioni bronchiali,<br />

e diminuire la febbre catarrale e reumatica.<br />

66 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


Il papavero rosso è una pianta<br />

2.<br />

erbacea, gracile e delicata, appartenente<br />

alla famiglia delle<br />

Papaveracee; la sua altezza, generalmente,<br />

non supera i 60-80<br />

centimetri. Il fusto del rosolaccio, eretto e peloso,<br />

mostra foglie dentate non avvolgenti, dai lobi<br />

appuntiti od oblunghi, profondamente suddivise<br />

in segmenti lanceolati. Il fusto esile sfoggia fiori<br />

inconfondibili, dalla tipica veste color rosso porpora<br />

macchiata internamente da una piccola impronta<br />

nera. Quando i petali, nascosti dentro sepali<br />

verdi prima della sbocciatura, cadono, danno<br />

vita ad una piccola capsula glabra (frutto).<br />

Il fiore, semplice ma bello ed elegante, è assai comune<br />

sia nei campi coltivati (a grano soprattutto),<br />

che in quelli incolti, e vegeta sino ai 1.700 metri<br />

d’altitudine: tant’è che il papavero rosso viene<br />

considerato anche pianta infestante.<br />

Il papavero è un’erba della buonanotte,<br />

una delle virtù medica-<br />

3.<br />

mentose più importanti è senza<br />

dubbio quella sedativa: in particolare,<br />

gli estratti di papavero<br />

sono indicati nella formulazione<br />

di prodotti naturali favorenti il sonno degli infanti.<br />

È doveroso ricordare che gli estratti di papavero<br />

possono esser combinati con il fitocomplesso di altre<br />

droghe ad azione sedativa, al fine di potenziarne<br />

l’effetto finale. Oltre che per l’età pediatrica, i<br />

prodotti a base di papavero rosso sono consigliati<br />

anche per la senescenza, considerando che gli effetti<br />

collaterali della droga sono pressoché nulli.<br />

L’attività sedativa non è l’unica ascritta al fitocomplesso:<br />

il papavero rosso viene largamente impiegato<br />

per le sue proprietà bechiche, vale a dire utili<br />

per contrastare la tosse in generale: pertanto,<br />

viene consigliato per contrastare la pertosse, per<br />

calmare la tosse e per alleggerire le bronchiti catarrali<br />

acute.<br />

Le attività antitussive sono rese dai principi attivi<br />

estratti dai fiori, in grado di favorire l’espettorazione<br />

e, nel contempo, di placare lo spasmo.<br />

Considerata l’azione sedativa, è sconsigliata la concomitante<br />

assunzione di sostanze ipnotico-sedative.<br />

Couscous alle verdure e semi di papavero<br />

Ingredienti:<br />

5.<br />

250 g di cous cous precotto, 270<br />

ml d’acqua, 1 melanzana, 2 carote,<br />

1 zucchina, 1 cipollotto, sale, pepe,<br />

olio, curry, semi di papavero.<br />

Preparazione:<br />

1)Lavate le verdure, tagliate a cubetti la melanzana<br />

e salatela, poi mettetela a perdere l’acqua in uno<br />

scolapasta.<br />

Trascorsi venti minuti affettate il cipollotto in una<br />

padella e fatelo imbiondire con 3 cucchiai d’olio,<br />

poi aggiungete i cubetti di melanzana.<br />

Lasciate cuocere per una quindicina di minuti po<br />

aggiungere le carote e le zucchine tagliate sempre<br />

a cubetti.<br />

Fate saltare per un’altra decina di minuti.<br />

2)Mentre le verdure cuociono mettete a bollire<br />

l’acqua leggermente salata, versate il cous cous<br />

in una ciotola e quando l’acqua bollirà versatevela<br />

sopra e coprite con un coperchio o con della pellicola.<br />

Aggiungere alle verdure una puntina di curry e del<br />

basilico spezzetato.<br />

3)Quando il cous cous si sarà ammorbidito conditelo<br />

con poco olio nogoe le verdure, servite spolverizzato<br />

con semi di papavero!<br />

Effetti collaterali<br />

4.<br />

In generale, l’impiego del papavero<br />

rosso in fitoterapia risulta<br />

pressoché innocuo. Chiaramente,<br />

in gravidanza e in allattamento<br />

è consigliato il parere del medico prima di assumere<br />

estratti di papavero rosso.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 67


L’ABBONAMENTO SOSTENITORE A<br />

ORIZZONTE MAGAZINE<br />

PERMETTE DI RICEVERE A CASA<br />

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68 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


FASHION, BEAUTY, SHOOTING, PROJECTS & MORE<br />

Aspiranti fotomodelle<br />

COME PRESENTARSI<br />

AD UN CASTING<br />

CARA DELEVINGNE<br />

NUOVA TESTIMONIAL<br />

DI RIMMEL<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 69


ASPIRANTI FOTOM<br />

COME PRESENTARSI AD UN CAST<br />

70 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


ODELLE<br />

ING<br />

In questo numero analizzeremo<br />

come è opportuno<br />

presentarsi a un casting<br />

per fare la cosiddetta “bella<br />

figura”, e magari di sollecitare<br />

il consenso favorevole da<br />

parte degli esaminaytori del<br />

casting.<br />

Quando si ha l’occasione di<br />

partecipare a un casting, che<br />

si tratti di entrare in agenzia<br />

o di ottenere un lavoro, è<br />

necessario prepararsi al meglio<br />

per evitare il rischio di<br />

sbagliare l’approccio.<br />

Ecco, quindi, una serie di<br />

consigli da tenere in considerazione.<br />

Puntualità<br />

e organizzazione<br />

In primis è assolutamente<br />

vietato arrivare in ritardo.<br />

E’ consigliabile pianificare la<br />

giornata in modo da prevedere<br />

di giungere presso la<br />

sede del casting con almeno<br />

15 - 30 minuti di anticipo, in<br />

modo da scongiurare ritardi<br />

dovuti ad eventuali imprevisti.<br />

La professionalità è una<br />

condizione tenuta in grande<br />

considerazione: arrivare<br />

in ritardo a uno shooting, a<br />

una sfilata o a un casting può<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 71


creare problemi a tutti coloro<br />

che ci lavorano (fotografi,<br />

mua, parrucchieri, art director,<br />

direttori casting, ecc.).<br />

Se i curatori del casting sono<br />

persone professionalmente<br />

serie, pretenderanno di lavorare<br />

solo con persone altrettanto<br />

serie e la puntualità è<br />

una prima prova di affidabilità<br />

da parte della modella.<br />

Un altro sintomo di professionalità<br />

è dimostrare di<br />

essere organizzata e previdente,<br />

di non lasciare nulla<br />

al caso, preparando tutto il<br />

necessario per la selezione<br />

almeno il giorno prima, pianificando<br />

ogni cosa, tenendo<br />

in considerazione gli appuntamenti<br />

e avvisando tempestivamente<br />

in caso di ritardo<br />

o impedimento.<br />

E non dimenticate assolutamente<br />

di portarvi dietro il<br />

book o il portfolio.<br />

Come vestirsi<br />

Se non si hanno indicazioni<br />

precise, o non sono state definite<br />

linee guida specifiche, è<br />

meglio proporsi con un look<br />

semplice che faccia risaltare<br />

la propria immagine, curato<br />

ma mai eccessivo, evitando<br />

72 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


look volgari, appariscenti, troppo eleganti o eccentrici. Si potrebbe<br />

optare per qualcosa di aderente che vi faccia sentire<br />

belle e a vostro agio senza essere troppo sexy: una maglietta<br />

e un paio di jeans skinny o leggins possono fare al caso vostro;<br />

non vestitevi, però, completamente di bianco o di nero.<br />

Consigliamo di portarsi dietro un costume da bagno (bikini)<br />

o un bell’intimo, perché potrebbe essere richiesto di sfilare o<br />

fare qualche scatto indossando quei capi allo scopo di effettuare<br />

una valutazione del fisico.<br />

Se il casting prevede un servizio fotografico o una ripresa<br />

video di prova è bene portarsi dietro (senza esagerare) qualche<br />

cambio d’abito.<br />

I dettagli<br />

Una manicure ben fatta, le sopracciglia in ordine e una certa<br />

accuratezza nell’aspetto fanno la differenza, una grande differenza.<br />

Non sono dettagli trascurabili perché è anche da queste<br />

piccole cose che si riconosce la professionalità di una modella e<br />

il suo interesse ad apparire sempre nel modo migliore.<br />

Anche il make-up deve essere ben curato: un trucco leggero,<br />

che dia un aspetto luminoso e naturale, dove la pelle appaia<br />

curata, compatta e omogenea, con le imperfezioni nascoste<br />

con cura. Importantissimi sono poi capelli: è meglio scegliere<br />

un’acconciatura morbida, evitando gli eccessi, ed è consigliabile<br />

passare dal parrucchiere per una messa in piega prima di<br />

ogni appuntamento importante.<br />

Sguardo e sorriso sono da valorizzare perché fondamentali.<br />

Se è previsto un servizio fotografico o una ripresa video fate<br />

attenzione all’effetto lucido; portate sempre con voi i vostri<br />

trucchi per un ritocco prima del casting. Infine la depilazione<br />

deve essere fatta alla perfezione.<br />

Comportamento<br />

Quando si arriva è buona norma presentarsi stringendo la<br />

mano ai curatori del casting; durante l’incontro è bene mo-<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 73


strarsi sicura, educata, senza<br />

essere arrogante: normalmente<br />

i palloni gonfiati che<br />

si atteggiano a dive non vengono<br />

presi in considerazione<br />

e sono mal sopportati.<br />

Cercate di non essere agitate,<br />

mostratevi serene e motivate,<br />

imparate a governare<br />

le vostre emozioni mostrando<br />

un comportamento pacato<br />

e misurato.<br />

Per rispondere alle domande<br />

prendetevi il tempo che<br />

vi serve, senza esagerare,<br />

per non correre il rischio di<br />

dire la prima cosa che vi passa<br />

per la testa. Ci sono domande<br />

comuni a quasi tutti<br />

i casting, per cui cercate di<br />

prepararvi qualche possibile<br />

risposta: cosa fate nella vita,<br />

quali sono i vostri sogni, se<br />

ricordate un aneddoto buffo<br />

del vostro trascorso. Inoltre<br />

vi chiederanno sicuramente<br />

perché ritenete di essere la<br />

persona giusta per il ruolo<br />

che vi viene offerto.<br />

E’ importante essere sempre<br />

convincenti. Se avete<br />

domande o dubbi da chiarire<br />

chiedete senza titubanza:<br />

il vostro interventosarà<br />

percepito come segno di<br />

74 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


entusiasmo e interesse. E non pensate che sia solo un gioco:<br />

rischiereste di non superare la selezione.<br />

Informatevii sempre sull’agenzia o il cliente per cui vi proponete:<br />

la tecnologia (sito internet, social network, ecc.) aiuta a<br />

farsi una prima idea sul prodotto o sull’agenzia stessa.<br />

Rapporto con le altre modelle<br />

Un casting non è solo l’occasione per trovare lavoro ma può<br />

anche diventare un momento di socializzazione, specie se<br />

una modella è aperta nei confronti delle altre ragazze che<br />

aspettano il proprio turno. Potrebbe capitare di trovarsi a<br />

lavorare sul set insieme a qualcuna di loro, ma è anche l’occasione<br />

per fare qualche domanda: da quanto tempo fai la<br />

modella - per esempio - chi è il tuo fotografo preferito, quali<br />

lavori hai fatto, hai fatto altri casting, conosci il direttore del<br />

casting e magari che tipo è.<br />

E’ sempre bene essere aperte e comunicative.<br />

Positività<br />

E’ importantissimo essere positiva perché dà l’impressione di<br />

sicurezza e di apertura e solarità nei confronti degli altri.<br />

Accompagnatori<br />

I casting solitamente sono affollati per cui è bene presentarsi<br />

da sole: se ognuna delle partecipanti si facesse accompagnare<br />

anche da una sola persona l’ambiente diventerebbe caotico,<br />

potrebbe condizionare le altre partecipanti e infastidire i gli<br />

orgamizzatori del casting. Questa regola tuttavia non vale<br />

per i minori, che devono sempre presentarsi accompagnati<br />

almeno da un genitore.<br />

Considerazione finale<br />

Se non dovessero scegliervi, non vi demoralizzate, capita<br />

spesso, fate tesoro delle esperienze e ripartite per il prossimo<br />

casting con il sorriso sulle labbra.<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 75


Attenzione<br />

Fin dai primi articoli di questa<br />

rubrica ci andiamo raccomandando<br />

di stare attente<br />

alle false agenzie e ai truffatori,<br />

persone che sfruttano i<br />

vostri sogni e le vostre aspettative<br />

per spillarvi denaro.<br />

Allora ricordiamo ancora<br />

una volta alcune cose.<br />

Le vere agenzie investono su<br />

chi credono possa essere un<br />

talento e non chiedono soldi.<br />

Gli uffici casting di Rai, Mediaset,<br />

Sky e di altre emittenti<br />

organizzano solo provini<br />

gratuiti. Chiunque vi<br />

chieda soldi per raccomandarvi<br />

o aiutarvi a superare<br />

le selezioni sta cercando di<br />

imbrogliarvi.<br />

La truffa più comune consiste<br />

nell’organizzare finti casting<br />

per convincere le ragazze<br />

a investire i propri soldi in<br />

book dai costi spropositati,<br />

inutili corsi di portamento e<br />

valanghe di composit. Non<br />

fatevi ingannare.<br />

Concludiamo questo articolo<br />

con alcune considerazioni.<br />

La giornata di lavoro per una<br />

modella è particolarmente<br />

incentrata sulla partecipazione<br />

ai casting: nell’arco della<br />

giornata solitamente sono<br />

tanti, ravvicinati tra loro e<br />

mai pagati.<br />

Praticamente un casting<br />

equivale a un colloquio di<br />

lavoro quindi né agenzia né<br />

cliente pagano per queste<br />

partecipazioni.<br />

Partecipare ai casting è faticoso:<br />

più appuntamenti nella<br />

stessa giornata, talvolta anche<br />

otto-dieci, non sempre<br />

nella stessa zona della città,<br />

la fatica degli spostamenti<br />

e, visto che solitamente al<br />

casting si presentano molte<br />

modelle, si prospetta anche<br />

dover pazientemente aspettare<br />

il proprio turno.<br />

Se, dopo alcuni giorni, la modella<br />

non è stata confermata<br />

nemmeno per un lavoro, deve<br />

avere un carattere molto<br />

forte e ottimista per non deprimersi<br />

e continuare. Domani<br />

ci sarà un altro casting.<br />

76 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 77


CARA DELEVING<br />

NUOVA TESTIMONIAL DI RIMMEL<br />

di Jo Chero<br />

L<br />

a celebre attrice e modella ventitreenne<br />

Cara Delevingne sarà la nuova<br />

brand ambassadors di Rimmel, divenendo<br />

protagonista di diverse campagne pubblicitarie<br />

per l’innovativo brand di make up.<br />

Famosa per il suo look audace e per il suo stile<br />

di tendenza, Cara Delevingne è la scelta perfetta<br />

per rappresentare Rimmel. Oltre all’incredibile<br />

successo come modella, è un’attrice di<br />

talento con un vastissimo numero di fan: oltre<br />

36 milioni di followers su tutti i canali social.<br />

A proposito della sua nuova partnership con<br />

Rimmel London, Cara Delevingne ha dichiarato:<br />

“Sono onorata di lavorare con Rimmel. è stato<br />

il primo brand di make up che ho utilizzato<br />

quando ero teenager. Sono londinese nell’anima<br />

e Rimmel cattura e rappresenta perfettamente<br />

l’audacia della città e lo stile beauty cosmopolita.”<br />

Johanna Businelli, Chief Marketing Officer of<br />

Colour Cosmetics presso Coty, afferma: “Cara<br />

Delevingne è la perfetta personificazione della<br />

tendenza, dell’audacia e del carattere urban del<br />

brand Rimmel. Con il suo look audace e moderno,<br />

l’incredibile senso per il fashion e la sua convinzio-<br />

ne che la vera bellezza provenga dall’interno, Cara<br />

Delevingne è ammirata in tutto il mondo per la<br />

sua unicità e per il modo di esprimere la sua personalità.<br />

Sarà un importante valore aggiunto per il<br />

brand, ispirerà una nuova generazione di donne e<br />

mostrerà una diversa sfaccettatura dell’ecclettico<br />

London Look.”<br />

Cara Delevingne è uno dei volti più riconoscibili<br />

del mondo. Oltre al suo grande successo nella<br />

moda, ha una brillante ed emozionante carriera<br />

come attrice.<br />

Con il suo originale british style, la bellezza classica<br />

e il portamento inimitabile, l’ascesa di Cara<br />

è stata rapidissima. E’ stata il volto della pubblicità<br />

di Burberry per diverse stagioni, lavorando<br />

con Mario Testino e con gli attori Eddie<br />

Redmayne, Jourdan Dunn e Edie Campbell. Ha<br />

preso parte a diversi film, fra i quali “Anna Karenina”,<br />

di Joe Wright, a fianco di Keira Knightley,<br />

e “The Face of an Angel” di Michael Winterbottom,<br />

presentato in anteprima al Toronto Film<br />

Festival lo scorso Settembre. I suoi interessi includono<br />

la musica - Cara è un’abile cantante e<br />

batterista - l’artigianato, la tecnologia e il design.<br />

78 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


NE<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 79


Invia il tuo curriculum a:<br />

collaboratore@orizzontemagazine.it<br />

80 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


OROSCOPO<br />

MAGGIO <strong>2016</strong><br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 81


ARIETE TORO GEMELLI<br />

Mese molto positivo! In famiglia<br />

l’atmosfera sarà riscaldata dal<br />

passaggio di Mercurio in Gemelli<br />

dal quindici, che ti offrirà complicità<br />

e la possibilità di dialogare<br />

serenamente. Ottimo quindi per<br />

affrontare eventuali conti in sospeso:<br />

metti da parte i rancori e<br />

sii costruttivo e intelligente.<br />

La vita sociale sarà in primissimo<br />

piano: avrai voglia di concederti<br />

qualche svago in più, di gite fuori<br />

porta e di divertimenti serali.<br />

Potresti aumentare il giro delle<br />

tue amicizie e conoscere gente<br />

parecchio interessante.<br />

Frizzante, vivace, disponibile e a<br />

momenti anche un po’ malinconico<br />

e pensieroso… <strong>Maggio</strong>, il<br />

mese delle rose e anche del tuo<br />

compleanno (se non sei nato ad<br />

aprile), ti farà tanti regali.<br />

La prima parte sarà positiva per<br />

tanti motivi. Ci saranno novità,<br />

cambiamenti, svolte. E a tratti,<br />

anche un pizzica di paura, mentre<br />

ti chiedi, consapevolmente o<br />

meno, se sarà la cosa giusta.<br />

Sì, amico, lo sarà se ti lascerai<br />

alle spalle il passato: è il momento<br />

di aprire le finestre e di<br />

cambiare aria!<br />

Mese molto positivo! Venere sarà<br />

nel tuo segno dal nove maggio,<br />

mentre Mercurio sarà in Gemelli<br />

dal quindici. Ti aspetta quindi un<br />

ottimo momento per affrontare<br />

eventuali tensioni familiari, per migliorare<br />

il dialogo, ma soprattutto<br />

per spassartela e divertirti come<br />

preferisci.<br />

La vita sociale sarà in primissimo<br />

piano: ti concederai qualche svago<br />

in più, come, ad esempio, gite fuori<br />

porta e maggiori uscite serali. Potresti<br />

aumentare il giro delle tue<br />

amicizie e conoscere gente parecchio<br />

interessante.<br />

CANCRO LEONE VERGINE<br />

<strong>Maggio</strong> sarà un mese favorevole<br />

per lasciarti alle spalle tutti i conti<br />

in sospeso: ci riferiamo alle tensioni<br />

familiari, ai dubbi e ai crucci<br />

che nei mesi precedenti ti hanno<br />

lasciato con il fiato sospeso.<br />

Lascia andare quello che non funziona,<br />

sii tollerante e gira pagina.<br />

Mercurio sarà tuo alleato fino al<br />

quindici, e ti aiuterà nella comunicazione.<br />

Questo passaggio è ottimo anche<br />

per migliorare la vita sociale, per<br />

divertirti, organizzare brevi gite o<br />

conoscere nuove persone.<br />

Mercurio, Sole, Venere e Marte in<br />

Toro non annunciano un principio<br />

di maggio sereno: ci sono molte<br />

tensioni e tu hai una gran voglia<br />

di sbranare qualcuno! Calma, se ci<br />

riesci, e cerca di sorvolare.<br />

In famiglia e con gli amici, l’atmosfera<br />

diventerà un po’ più rilassata<br />

grazie al passaggio di Mercurio<br />

in Gemelli dal quindici.<br />

Il pianeta ti offrirà complicità e<br />

la possibilità di dialogare serenamente,<br />

ma tu dovrai anche impegnarti<br />

e voler risolvere quello che<br />

non funziona. La vita sociale sarà<br />

in primissimo piano nell’ultima<br />

parte di maggio.<br />

<strong>Maggio</strong> inizia alla grande: hai un<br />

notevole sostegno astrale e potresti<br />

mettere in cantiere i progetti<br />

che ti stanno più a cuore.<br />

Anche in famiglia, l’atmosfera<br />

sarà piacevole, pur se le solite<br />

contraddizioni sono sempre presenti.<br />

Si tratta di qualcosa di più<br />

di una semplice contraddizione?<br />

Allora sfrutta il transito di Mercurio,<br />

favorevole fino al quindici,<br />

per andare a fondo.<br />

L’ultima parte di maggio sarà più<br />

controversa e dialogare potrebbe<br />

non essere così semplice!<br />

82 • <strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong>


BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO<br />

Mese molto positivo! In famiglia<br />

grazie al passaggio di Mercurio,<br />

in Gemelli dal quindici, vivrai un<br />

clima più sereno del solito. Potrai<br />

dialogare, affrontare certi<br />

problemi, se ci sono, viaggiare, se<br />

lo desideri, e anche godere una<br />

vita sociale vivace e spumeggiante.<br />

Le prospettive sono favorevoli<br />

e potresti sentirti sodisfatto di<br />

quello che hai realizzato. Ti meriti<br />

un regalo speciale: che ne dici<br />

di toglierti quello sfizio che desideri<br />

da tempo?<br />

Mercurio, Sole, Venere e Marte in<br />

Toro non annunciano un inizio di<br />

maggio brillante. Purtroppo dovrai<br />

fare i conti con qualche tensione, e<br />

tu stesso sarai piuttosto irascibile e<br />

nervoso.<br />

La tua ironia sferzante si farà sentire,<br />

e sarai spesso tentato dalla<br />

voglia di rompere i legami con una<br />

persona che ti fa davvero perdere<br />

la pazienza.<br />

Carca di mantenere la calma, perché,<br />

tranne Marte, tutti gli altri pianeti<br />

passeranno in Gemelli a partire<br />

dal nove.<br />

<strong>Maggio</strong> sarà diviso quasi in due dal<br />

passaggio dei pianeti (Venere prima,<br />

Mercurio e Sole in seguito) dal segno<br />

del Toro a quello dei Gemelli.<br />

La prima parte sarà più serena e<br />

scorrevole, ma nella seconda e ultima<br />

potresti dover fare i conti con<br />

qualche tensione familiare, imprevisti<br />

domestici o discussioni fra amici.<br />

Sarà difficile rimanere obiettivo e<br />

capire come andranno davvero le<br />

cose, chi ha ragione e chi torto. Meglio<br />

quindi non essere frettoloso e<br />

non prendere nessuna decisione,<br />

per il momento…<br />

CAPRICORNO ACQUARIO PESCI<br />

<strong>Maggio</strong> sarà un mese piacevole,<br />

divertente e riposante! Ti aspetta<br />

un ottimo periodo per chiudere<br />

con tutti i problemi: ci riferiamo<br />

alle tensioni familiari, ai dubbi e<br />

ai crucci dei mesi precedenti.<br />

Affronta quello che non funziona,<br />

cerca di essere meno severo<br />

e gira pagina.<br />

Mercurio sarà favorevole fino al<br />

quindici, e ti aiuterà a dialogare<br />

serenamente. Questo passaggio<br />

è ottimo anche per la vita sociale,<br />

il divertimento, per gite, viaggi<br />

o conoscere nuove persone.<br />

Mercurio, Sole, Venere e Marte in<br />

Toro non segnalano un esordio<br />

di maggio luminoso. Forse ci sono<br />

molte preoccupazioni in casa, oppure<br />

tu sei molto irritato con qualcuno.<br />

In famiglia e con gli amici, l’atmosfera<br />

diverrà più serena grazie al<br />

passaggio di Mercurio in Gemelli,<br />

che avverrà il quindici. Il pianeta ti<br />

regalerà tolleranza, comprensione<br />

e la possibilità di dialogare serenamente.<br />

La vita sociale sarà più effervescente<br />

nell’ultima parte di maggio.<br />

<strong>Maggio</strong> al principio ti promette<br />

grandi cose: Sole, Mercurio, Venere<br />

e Marte sono in Toro.<br />

In famiglia, l’atmosfera sarà piacevole,<br />

nonostante qualche leggera<br />

tensione. Si tratta di qualcosa di<br />

più di una semplice tensione? Allora<br />

spremi a fondo il transito di<br />

Mercurio, favorevole fino al quindici,<br />

per dialogare e risolvere i<br />

problemi.<br />

L’ultima parte di maggio sarà più<br />

problematica e capirsi potrebbe<br />

non essere così semplice!<br />

<strong>Orizzonte</strong> <strong>Magazine</strong> • 83


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