OrizzonteMagazine n°8 Agosto2016
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Mensile di<br />
attualità e cultura<br />
Anno 3 N. 8<br />
Agosto 2016<br />
SALONE NAUTICO DI GENOVA:<br />
BUON VENTO SOFFIA<br />
SULLA NAUTICA<br />
INCONTRO COL<br />
COMMISSARIO LOBOSCO<br />
Presentato al pubblico “Mare Nero”,<br />
l’ultimo giallo di Gabriella Genisi<br />
IL POTERE TERAPEUTICO<br />
DEL SALENTO<br />
La pizzica come danza di corteggiamento o come<br />
esorcismo contro il morso della taranta...<br />
SMEMORANDA 2017<br />
“A TEMA LIBERO”<br />
L’agenda cult da trentotto anni.<br />
I POKEMON SONO FRA NOI<br />
Dal 15 luglio è iniziata la caccia a questi<br />
mostriciattoli virtuali. La sfida alla cattura<br />
è più aperta che mai.<br />
FASHION & MODELS<br />
E’ necessario sprovincializzarsi...<br />
TORINO: UN GIORNO AL MUSEO DEL CINEMA
2 • Orizzonte Magazine
Orizzonte Magazine • 3
IN PRIMO PIANO<br />
6 Salone nautico di Genova:<br />
Buon vento soffia sulla nautica.<br />
14 Un giorno al museo del cinema.<br />
22 I Pokemon sono fra noi.<br />
CULTURA<br />
28 Il potere terapeutico del Salento.<br />
30 Turchia e Kurdistan:<br />
le radici dell’odio.<br />
40 Incontro col Commissario Lobosco.<br />
NOTIZIE E CURIOSITÀ<br />
26 Smemoranda a tema libero.<br />
32 Animal Equality: dieci anni<br />
di attività per i diritti degli animali.<br />
36 Moda, musica e cultura al<br />
Marefestival Salina.<br />
39 Immaginatevi... immigrati.<br />
42 Mostre all’Orizzonte.<br />
50 Raggiungere gli obiettivi<br />
con il coaching.<br />
60 Il riso. Non finisci mai<br />
di scoprirlo.<br />
FASHION & MODELS<br />
68 Aspiranti Fotomodelle:<br />
E’ necessario sprovincializzarsi.<br />
74 Marlù vestirà i bambini cinesi.<br />
RUBRICHE<br />
55 Orizzonte Food<br />
Pomodori alla romana con patate.<br />
59 Le riflessioni di Fabrizio Capra<br />
Benessere al naturale.<br />
62 Lo sapevate che<br />
La Bardana.<br />
77 Oroscopo del mese.<br />
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna<br />
parte della pubblicazione può essere<br />
riprodotta, rielaborata o diffusa senza<br />
espressa autorizzazione. della Direzione.<br />
Le opinioni espresse negli articoli<br />
impegnano solo gli autori e non coinvolgono<br />
né rappresentano il pensiero<br />
della Direzione.<br />
4 • Orizzonte Magazine
EDITORIALE<br />
I nuovi Ghostbusters<br />
Con i Pokemon ci eravamo persi di vista dal tempo<br />
del Game Boy, insieme a Super Mario, Tetris e i<br />
Sims, quando acquistavo i giochi su richiesta di una<br />
figlia adolescente e ogni tanto ci giocavo anch’io, così,<br />
tanto per mantener vivo il dialogo generazionale.<br />
Tempi racchiusi nel cassetto dei ricordi, fino a quando,<br />
all’improvviso, quegli strani animaletti tornano repentinamente<br />
alla ribalta, con i loro strani nomi da malanno<br />
di stagione: Pikachu, Raikou, Ash Ketchum...<br />
Solo che ora non sono più chiusi in uno scatolotto,<br />
pronti ad attivarsi quando il giocatore dà inizio al gioco;<br />
ora sono fuori, in giro un po’ dovunque in città, e<br />
il giocatore se vuol giocare deve andarseli a cercare.<br />
Realtà aumentata la chiamano, come se la realtà non<br />
fosse già troppa così. Diminuirla bisognerebbe, altro<br />
che aumentarla: qualche cartella esattoriale in meno,<br />
una sfoltita al traffico, un taglio al numero dei parlamentari,<br />
alle norme della burocrazia, ai discorsi inutili;<br />
tutte cose che non farebbero altro che bene.<br />
Invece la realtà è aumentata; oltre a quello che i<br />
nostri cinque sensi ci permettono di percepire c’è di<br />
più: strane entità extrasensoriali popolano il nostro<br />
mondo e schiere di nuovi ghostbusters, armati di<br />
smartphone, vanno alla loro ricerca, per catturarle,<br />
allenarle, farle combattere.<br />
Per certi versi la vicenda è piuttosto inquietante: ci<br />
si sente osservati, di notte c’è da aspettarsi d’incontrare<br />
un Pokemon in bagno, e il fatto di non vederli senza<br />
smartphone non è affatto rassicurante, anzi...<br />
Per non dire del buio. Quante cose terribili conteneva<br />
il buio della nostra infanzia: il lupo, l’uomo nero, la<br />
strega cattiva, e poi i fantasmi, i demoni, i mostri delle<br />
favole e i morti viventi dei film horror. Il buio celava<br />
paure, angosce, ansie, spiritelli cattivi e figure fantastiche.<br />
Ora ci sono anche loro: i Pokemon.<br />
Franco Ardito<br />
ORIZZONTE MAGAZINE<br />
Mensile di attualità e cultura<br />
Anno 3 n. 8 - Agosto 2016<br />
Reg. Trib. di Bari n° 19/2014<br />
Franco Ardito<br />
Direttore Responsabile<br />
Angelo Ferri<br />
Direttore Editoriale<br />
Redazione<br />
via G. Colucci, 2 - 70019 Triggiano (BA)<br />
tel.: 080 9697552<br />
e-mail: direzione@orizzontemagazine.it<br />
www.orizzontemagazine.it<br />
La collaborazione avviene su invito.<br />
Articoli e materiali non si restituiscono.<br />
La Direzione si riserva di adattare<br />
testi, illustrazioni e fotografie alle<br />
esigenze della pubblicazione.<br />
Articoli e immagini vanno inviati per<br />
e-mail a: articoli@orizzontemagazine.<br />
it Gli articoli dovranno pervenire in<br />
formato doc o docx e le immagini in<br />
formato jpeg, con una risoluzione<br />
non inferiore a 300 ppi.<br />
Orizzonte Magazine • 5
SALONE NAUTICO DI GENOVA:<br />
BUON VENTO SOFFIA SULLA NA<br />
di Fabrizio Capra<br />
L<br />
a “Superba” è legata<br />
al mare e, di conseguenza,<br />
al suo Salone<br />
Nautico, una convivenza<br />
fatta di storia, passione e prospettive<br />
future. Organizzata da I<br />
Saloni Nautici con il patrocinio di<br />
UCINA Confindustria Nautica,<br />
quest’anno la 56esima edizione<br />
della manifestazione si svolgerà<br />
dal 20 al 25 dicembre, anziché<br />
in ottobre com’era consuetudine,<br />
e si preannuncia importante<br />
sotto tre aspetti: come motore<br />
di sviluppo per il settore, come<br />
protagonista del mercato nautico<br />
internazionale e come risorsa del<br />
territorio.<br />
“Il Salone Nautico di Genova – ha<br />
dichiarato Carla Demaria, Presidente<br />
di UCINA – è oggi lo strumento<br />
di cui il settore ha bisogno.<br />
Non c’è altro strumento così rappresentativo,<br />
con una storia fatta<br />
di 56 edizioni. Si tratta di un patrimonio<br />
straordinario da tutelare.<br />
La presenza oggi delle Istituzioni è<br />
estremamente importante perché<br />
abbiamo bisogno di un supporto<br />
concreto”.<br />
L’edizione 2016 si presenta con le<br />
credenziali del più grande Salone<br />
del Mediterraneo, punto di riferimento<br />
per l’intero settore, in<br />
grado di accogliere visitatori e appassionati<br />
proponendo un’offerta<br />
completa che va dalla produzione<br />
ai servizi, fino al turismo. Chi visiterà<br />
il Salone Nautico potrà vivere<br />
in prima persona la passione<br />
per il mare e per gli sport acquatici,<br />
provando barche, partecipando<br />
alle molteplici attività speciali<br />
o a uno dei numerosi eventi in<br />
calendario.<br />
Quattro le tradizionali aree che<br />
occuperanno gli spazi espositivi:<br />
“Vela”, “Motori fuoribordo e<br />
6 • Orizzonte Magazine
UTICA<br />
gommoni”, “Powerboat” e “Motoryacht”,<br />
con oltre mille barche<br />
da ammirare, tra cui le ultime<br />
novità della nautica nazionale e<br />
internazionale, che verranno proposte<br />
attraverso un lungo percorso<br />
rinnovato con nuovi pontili<br />
e aree riservate.<br />
Con “Experience Area”, invece, si<br />
potranno provare in mare aperto<br />
le nuove proposte oppure farsi<br />
coinvolgere da sfide ed eventi<br />
organizzati per intrattenere i visitatori.<br />
Il Salone, inoltre, metterà<br />
anche a disposizione spazi per gli<br />
appassionati di subacquea, nuoto,<br />
canottaggio, canoa e windsurf.<br />
Rinnovata la partnership con Eataly,<br />
che va a completare, insieme<br />
alle bellezze e alle proposte del<br />
capoluogo ligure, l’accoglienza del<br />
visitatore.<br />
Le iscrizioni al Salone sono in<br />
costante aumento, sia per quanto<br />
riguarda il numero di espositori<br />
sia per la gamma proposta,<br />
con il ritorno di importanti nomi<br />
del panorama nautico: Princess<br />
Yachts, Canados, Chantiers Amel,<br />
Fjord, Gagliotta, Innovazione e<br />
Progetti, Najad, Rodman, Sealine,<br />
3B Craft, Tornado Yachts, Cantiere<br />
Cranchi.<br />
I comunicati del Salone sottolineano<br />
il buon periodo per il settore.<br />
Il buon vento soffia su tutti<br />
i comparti, nessuno escluso: gli<br />
espositori del padiglione B terreno<br />
(imbarcazioni a motore fino<br />
a 12 metri, imbarcazioni pneumatiche,<br />
package imbarcazioni<br />
pneumatiche e rigide a motore,<br />
motori fuoribordo) confermano,<br />
per questa edizione, presenza e<br />
investimenti. I fuoribordo saranno<br />
al gran completo: molte le anteprime<br />
di nuove motorizzazioni,<br />
come quelle di Suzuki e Mercu-<br />
Orizzonte Magazine • 7
y. Confermata la crescita anche<br />
delle imbarcazioni con motorizzazione<br />
entrobordo: +12% di<br />
imbarcazioni con un aumento del<br />
16% della misura media.<br />
Buone notizie anche dal mondo<br />
della Vela. Complice una darsena<br />
riorganizzata che si attesta a<br />
pieno titolo come hub ideale per<br />
l’esposizione dei migliori marchi<br />
del comparto, la vela cresce del<br />
5%, con una misura media delle<br />
imbarcazioni che cresce del 19% .<br />
Si tratta di un importante segnale<br />
che attesta come la cantieristica<br />
abbia deciso di allargare la rappresentatività<br />
con l’esposizione<br />
delle imbarcazioni top di gamma.<br />
È il caso di Advanced 80, imbarcazione<br />
100% made in Italy, che ad<br />
oggi è la barca a vela più grande<br />
del Salone.<br />
Il trend positivo è confermato anche<br />
dal rientro di importanti nomi<br />
stranieri, quali Chantier Amel<br />
e Najad. Altra novità: quest’anno,<br />
in via sperimentale ma con l’obiettivo<br />
di diventare un plus costante,<br />
saranno realizzate piattaforme<br />
galleggianti che andranno<br />
a sostituire gli uffici in banchina<br />
dei cantieri. In aumento anche gli<br />
espositori e la gamma dei brand<br />
di accessori, componentistica e<br />
abbigliamento tecnico che avranno<br />
un’area dedicata all’interno del<br />
Sailing Word. Il Salone si conferma<br />
anche quest’anno quale unico<br />
evento B2C con una così ampia<br />
rappresentatività in termini di<br />
prodotto e brand esposto. Ottima<br />
risposta per il comparto dei<br />
catamarani, con una rappresen-<br />
8 • Orizzonte Magazine
tatività sempre più importante al<br />
Salone, a conferma di un mercato<br />
in espansione.<br />
Diversi eventi caratterizzeranno<br />
questa edizione del Salone Nautico.<br />
UCINA Confindustria Nautica<br />
organizza un suo laboratorio<br />
di idee, il “Forum UCINA”. Inoltre,<br />
presso il Teatro del Mare, l’agenda<br />
è ricca di appuntamenti incentrati<br />
sulla comunicazione della nautica,<br />
al fine di fornire una panoramica<br />
sul settore in Italia e allo stesso<br />
tempo spunti preziosi al governo<br />
e alle amministrazioni pubbliche<br />
per una politica di sviluppo nei<br />
confronti di un comparto strategico<br />
e fondamentale.<br />
Il 20 settembre è in programma il<br />
convegno di apertura, “Italia, futuro”.<br />
Seguirà la presentazione della<br />
nuova edizione de “La Nautica<br />
in Cifre”, il compendio statistico<br />
di UCINA, unica pubblicazione<br />
sull’industria nautica da diporto<br />
riconosciuta dal Ministero delle<br />
Infrastrutture e dei Trasporti.<br />
Il programma dei convegni istituzionali<br />
sarà, inoltre, occasione per<br />
fare il punto sulle normative del<br />
settore e per affrontare tematiche<br />
come le “aziende 4.0”, realtà<br />
digitalizzate nel processo di produzione<br />
e nei prodotti, capaci di<br />
utilizzare le informazioni ricavate<br />
per fare nuovo business.<br />
Sempre il 20 settembre sarà ufficialmente<br />
inaugurata la mostra<br />
“Renato “Sonny” Levi - Milestones<br />
of yacht desing”, organizzata dall’Università<br />
degli Studi di Genova<br />
attraverso la Fondazione Promostudi<br />
di La Spezia. L’esposizione ripercorre<br />
i 60 e più anni di attività<br />
in cui Levi, uno dei padri fondatori<br />
della motonautica moderna, ha<br />
interpretato un ruolo di assoluto<br />
protagonismo. La mostra prevede<br />
una collezione di disegni e documenti<br />
originali, di elaborati grafici,<br />
di mezzi scafi e di contributi fruibili<br />
con realtà aumentata. Sarà<br />
presente una sezione galleggiante,<br />
con imbarcazioni storiche di Levi<br />
che potranno essere ammirate dal<br />
vivo in una banchina dedicata, allestita<br />
in prossimità della mostra.<br />
Anche quest’anno ADI - Associazione<br />
per il Disegno Industriale,<br />
in partnership con la rivista internazionale<br />
IBI e in collaborazione<br />
con UCINA e I Saloni Nautici<br />
organizza il “Design and Innovation<br />
Award 2016” dedicato al miglior<br />
accessorio di design nell’ambito<br />
della produzione di quest’anno.<br />
La consegna avverrà giovedì 22<br />
settembre alle ore 17.30 presso<br />
la Lounge Ucina.<br />
Orizzonte Magazine • 9
Sabato 24 settembre il Teatro del<br />
Mare ospiterà il “Premio Barca<br />
dell’Anno”, atteso appuntamento<br />
organizzato da “Vela e Motore”<br />
in collaborazione con UCINA. La<br />
nota rivista di settore premierà<br />
le migliori imbarcazioni del 2016<br />
suddivise nelle sezioni Gommone,<br />
Natante a Vela, Natante a<br />
Motore, Imbarcazione a Motore,<br />
Imbarcazione a Vela, Catamarano<br />
e Superyacht.<br />
L’Experience Village si fa in due.<br />
Due, infatti, saranno le aree dedicate<br />
agli sport acquatici: una<br />
posta al centro del Salone e una<br />
in acqua. In entrambe si potrà testare<br />
quanto di meglio è esposto.<br />
Fitto anche il calendario di eventi<br />
agonistici come Sup, Windsurf,<br />
Kayak, Flyboard e Wakeboard.<br />
L’obiettivo è quello di promuovere<br />
le straordinarie attività acquatiche<br />
coinvolgendo sul campo il grande<br />
pubblico del Salone, un pubblico<br />
che parla di nautica, che ha la passione<br />
per il mare e che, a Genova,<br />
si aspetta proprio questo: toccare<br />
con mano ciò che vede.<br />
Altra grande protagonista del<br />
mare è la pesca: l’intera giornata<br />
di venerdì 23 settembre, sarà<br />
dedicata proprio a questo affascinante<br />
mondo, inizio di una nuova<br />
sinergia tra quest’arte marinara e<br />
il Salone. Garmin Academy organizzerà<br />
seminari, workshop e<br />
incontri con i protagonisti della<br />
pesca. Sarà, inoltre, presentato<br />
The O’, un evento di pesca sportiva<br />
itinerante che si svolgerà nel<br />
corso della prossima stagione in<br />
quattro località diverse del paese.<br />
Spettacolo garantito con “Vela<br />
per tutti”. Presenti a questa edizione<br />
gli M32 catamarani a vela<br />
da regata di ultima generazione<br />
che possono superare anche i<br />
30 nodi di velocità. Faranno base<br />
nella Marina mostrando al grande<br />
pubblico tutte le loro mirabolanti<br />
potenzialità.<br />
Nell’ambito degli eventi dedicati<br />
alla vela, il Teatro del Mare ospiterà,<br />
sabato 24 settembre, il “Premio<br />
dell’Armatore dell’Anno” a cura<br />
di UVAI – Unione Vela d’Altura Italiana<br />
e FIV – Federazione Italiana<br />
Vela insieme alla presentazione<br />
della Regata 151 Miglia 2017.<br />
INFORMAZIONI<br />
Salone Nautico di Genova<br />
da martedì 20 settembre a domenica 25 settembre<br />
- dalle ore 10.00 alle 18.30<br />
Quartiere fieristico di Genova - Piazzale Kennedy, 1<br />
Biglietti acquistabili online sul circuito Vivaticket o<br />
direttamente presso la biglietteria il giorno stesso<br />
della visita.<br />
Costo biglietti: intero € 15,00 - ridotto € 13,00 (visitatori<br />
invalidi/disabili che, presentando il certificato<br />
d’invalidità e/o corrispondente autocertificazione,<br />
dimostrino di avere una percentuale di invalidità al<br />
66%. La persona invalida/disabile che non sia in grado<br />
di muoversi in modo autonomo ha inoltre diritto<br />
all’ingresso gratuito per il proprio accompagnatore;<br />
le comitive composte da almeno 30 persone con<br />
ingresso in gruppo; gli appartenenti al Cral, solo da<br />
mercoledì a venerdì, presentando la tessera in corso<br />
di validità).<br />
Il biglietto è in omaggio per tutti i ragazzi nati dopo<br />
l’1.01.2004 solo se accompagnati da un adulto.<br />
www.salonenautico.com<br />
Tel 0105769811 - Fax 0105531104<br />
info@isaloninautici.com<br />
10 • Orizzonte Magazine
Orizzonte Magazine • 11
12 • Orizzonte Magazine
Orizzonte Magazine • 13
PRESSO LA MOLE ANTONELLIANA DI TORINO<br />
UN GIORNO AL MUSEO<br />
DEL CINEMA<br />
di Fabrizio Capra<br />
L<br />
a Mole Antonelliana,<br />
simbolo della città di<br />
Torino, è dal 2000 la<br />
sede del Museo Nazionale<br />
del Cinema, un museo “non<br />
nel senso tradizionale del termine”,<br />
come lo definisce il direttore<br />
Alberto Barbera nell’introduzione<br />
della guida alla visita. E in-<br />
fatti quello che si apre agli occhi<br />
del visitatore è un allestimento<br />
spettacolare, proprio come la<br />
proiezione di un film. Progettato<br />
dallo scenografo svizzero<br />
François Confino, è un’installazione<br />
del tutto originale, unica<br />
nel suo genere, in grado di coinvolgere<br />
il visitatore, portando-<br />
14 • Orizzonte Magazine
Museo Nazionale del Cinema<br />
Archeologia del Cinema: L’ottica<br />
(Ph. Giulio Lapone)<br />
lo a immergersi nel fantastico<br />
mondo del grande schermo; un<br />
percorso avvincente, capace di<br />
interessare cinefili e non, dove<br />
ogni reperto esposto racconta<br />
un pezzo della storia di questa<br />
grande invenzione. È lo stesso<br />
scenografo Confino a definire<br />
in modo efficace questo allesti-<br />
mento: “Non si può pensare a un<br />
Museo del Cinema solo come un<br />
museo di oggetti e macchine, perché<br />
l’essenza del cinema è il film”.<br />
Il visitatore non deve sentirsi tale,<br />
anzi deve sentirsi protagonista<br />
di questa grandissima scenografia,<br />
come se fosse lui stesso<br />
l’attore principale di una sceneggiatura<br />
che anziché essere<br />
scritta è fatta di oggetti, video,<br />
immagini.<br />
Il museo si apre con la sezione<br />
denominata “Archeologia del Cinema”,<br />
alla quale si accede a metà<br />
dello scalone. Nelle otto sale<br />
tematiche si possono sperimentare<br />
in prima persona gli spetta-<br />
Orizzonte Magazine • 15
Museo Nazionale del Cinema<br />
Aula del Tempio<br />
Proiezioni sulla cupola<br />
(Ph. Sabrina Gazzola)<br />
coli ottici e i dispositivi che hanno<br />
segnato alcune tappe fondamentali<br />
per la nascita del cinema, con<br />
le funzioni visivo-tattili che consentono<br />
di conoscere il funzionamento<br />
dei vari apparecchi e<br />
comprenderne i principi tecnici.<br />
La sezione propone anche una<br />
lunga sequenza di vetrine che<br />
racchiudono una ricca e preziosa<br />
collezione. Vi è anche la possibilità<br />
di effettuare il “Percorso<br />
breve”, che segnala le principali<br />
opere da non perdere, ma dedicare<br />
il tempo necessario a tutta<br />
la sezione riteniamo sia tempo<br />
ben speso. Didascalie digitali e<br />
Tag rendono la visita accessibile a<br />
tutti e offrono approfondimenti e<br />
curiosità sulle opere esposte.<br />
Al centro della Mole Antonelliana<br />
l’Aula del Tempio, attraversata al<br />
centro dall’ascensore in cristallo,<br />
rappresenta il grande cuore<br />
spettacolare del Museo. L’Aula è<br />
circondata da cappelle dedicate al<br />
culto del cinema, con suggestive<br />
scenografie che illustrano alcuni<br />
grandi temi e generi della settima<br />
arte: l’animazione, il cinema dell’assurdo,<br />
l’horror e il fantastico, il cinema<br />
degli specchi, il western, il<br />
musical, la fantascienza, il cinema<br />
sperimentale e quello familiare, i<br />
melodrammi di amore e morte e<br />
il 3D. Le due ultime cappelle sono<br />
rispettivamente dedicate al capolavoro<br />
del cinema muto italiano,<br />
Cabiria, di Giovanni Pastrone, e<br />
a Torino Città del Cinema. Inoltre<br />
sono a disposizione del visitatore<br />
delle chaises longues sulle quali si<br />
può assistere alla proiezione, su<br />
schermi giganti, di tre film da venti<br />
minuti ciascuno.<br />
Nell’Aula del Tempio, in occasione<br />
della donazione al Museo<br />
dell’archivio personale del regista<br />
Marco Ferreri, ha trovato posto<br />
nel 2007 il “Corner Ferreri”, uno<br />
spazio allestito con una scultura<br />
lignea di Mario Ceroli, un ritratto<br />
di Ferreri realizzato dal pittore<br />
milanese Silvio Pasotti e un quadro<br />
realizzato per la scenografia<br />
dell’appartamento di Christopher<br />
16 • Orizzonte Magazine
Lambert nel film “I<br />
Love You”.<br />
Dall’Aula del Tempio<br />
si accede infine alla<br />
rampa elicoidale che,<br />
come una pellicola<br />
cinematografica, si<br />
srotola a salire verso<br />
la cupola. Il percorso<br />
è sede delle mostre<br />
temporanee e permette<br />
di ammirare<br />
l’Aula del Tempio<br />
dall’alto, in una visione<br />
spettacolare e<br />
mozzafiato.<br />
Il livello superiore<br />
ospita la sezione “La<br />
Macchina del Cinema”.<br />
Si tratta di un’area<br />
espositiva dedicata alle diverse<br />
componenti dell’industria del<br />
film e alle fasi di realizzazione di<br />
un’opera cinematografica: gli studi<br />
di produzione, con un omaggio<br />
a una tra le più celebri case di<br />
produzione italiane, la Titanus, la<br />
regia, la sceneggiatura, gli attori e<br />
lo star-system, i costumi di scena,<br />
la scenografia, gli storyboard, la<br />
sala cinematografica. Inattesi allestimenti<br />
scenografici, documenti<br />
di produzione, oggetti di scena,<br />
fotografie, bozzetti e montaggi di<br />
celebri sequenze, accompagnano il<br />
visitatore in un percorso che dall’ideazione<br />
conduce alla produzione<br />
e alla distribuzione di un film.<br />
Un breve percorso didattico,<br />
realizzato da Davide Ferrario<br />
appositamente per il Museo del<br />
Cinema, introduce il visitatore ai<br />
segreti della realizzazione di un<br />
film e alla scoperta degli elementi<br />
del linguaggio cinematografico: le<br />
riprese, l’illuminazione, il montaggio,<br />
il sonoro, gli effetti speciali.<br />
Infine tre alcove esemplificano, in<br />
un percorso interattivo, l’evoluzione<br />
degli effetti speciali, dall’effetto<br />
caduta utilizzato da George<br />
Méliès, alla tecnica del matt painting<br />
ideata negli Anni Sessanta,<br />
sino alle inedite possibilità offerte<br />
dalla tecnologia digitale contemporanea.<br />
Sempre al piano si trova<br />
uno spazio per le attività didattiche<br />
e i laboratori.<br />
Dalla Macchina del Cinema si accede<br />
poi alla Galleria dei Manifesti.<br />
Disposti come in una serie di<br />
schermi fantasmagorici e colorati<br />
di diversa grandezza, i manifesti<br />
esposti ripercorrono la storia del<br />
cinema, i film e gli autori più rilevanti<br />
e illustrano l’evoluzione del<br />
Museo Nazionale del Cinema<br />
Aula del Tempio<br />
(Ph. Giovanni Fontana)<br />
gusto figurativo, della grafica e<br />
della cartellonistica pubblicitaria.<br />
Storia della “Mole” in breve<br />
La costruzione della Mole, divenuta<br />
poi il simbolo di Torino, fu<br />
avviata nel 1863 dall’architetto<br />
novarese Alessandro Antonelli<br />
e, inizialmente, doveva essere il<br />
tempio israelitico della città.<br />
Il progetto prevedeva che la costruzione<br />
fosse alta 47 metri, ma<br />
l’Antonelli lo modificò prevedendone<br />
ben 113, suscitando così il<br />
malumore della comunità ebraica.<br />
L’allungamento dei tempi di costruzione,<br />
il lievitare dei costi e<br />
l’esaurimento dei fondi messi a<br />
Orizzonte Magazine • 17
Museo Nazionale del Cinema<br />
Aula del Tempio<br />
Proiezioni sulla cupola<br />
(Ph. Mathieu Gasquet)<br />
disposizione portarono, nel 1869,<br />
alla sospensione dei lavori e all’apposizione<br />
di un tetto piatto provvisorio<br />
all’altezza di 70 metri.<br />
Nel 1873 il Comune acquisì la<br />
struttura, barattandola con un<br />
terreno in un’altra zona della città,<br />
San Salvario, dove fu costruita<br />
la sinagoga attiva ancora oggi.<br />
Quindi i lavori ripresero e il Comune<br />
si fece carico dei costi di ultimazione<br />
(circa 40mila lire dell’epoca)<br />
per farne un monumento<br />
all’unità nazionale e al re Vittorio<br />
Emanuele II. Antonelli apportò<br />
alcune modifiche ispirate agli stili<br />
neogotico e neoclassico, portando<br />
poi l’altezza del monumento a<br />
146 metri; in quel periodo fu costruita,<br />
sopra la volta, una camera<br />
di granito dove poggiano una<br />
lanterna a due piani e un altissimo<br />
cono che trasforma la pianta quadrata<br />
in circolare.<br />
La Mole si completava con l’altissima<br />
guglia e una serie di elementi<br />
18 • Orizzonte Magazine
conici e cilindrici che terminavano<br />
con una cuspide di forma piramidale<br />
a base ottagonale realizzata<br />
in due parti.<br />
Nel febbraio 1887 un terremoto,<br />
seppur di lieve entità, rallentò i lavori<br />
di completamento della guglia<br />
poiché si resero necessari altri interventi<br />
di consolidamento strutturale.<br />
Finalmente nel 1888 la guglia fu<br />
terminata. Nello stesso anno morì<br />
Alessandro Antonelli, ormai novantenne;<br />
fino alla sua morte l’architetto<br />
lavorò alla Mole,<br />
che chiamava “un<br />
sogno verticale”, utilizzando<br />
un ascensore<br />
azionato da<br />
una puleggia che lo<br />
issava in vetta alla<br />
cupola, permettendogli<br />
di verificare<br />
personalmente<br />
lo stato dei lavori.<br />
I lavori terminarono<br />
l’anno successivo,<br />
nel 1889, per<br />
mano di Costanzo<br />
Antonelli, figlio di<br />
Alessandro: il 10<br />
aprile di quell’anno<br />
fu posto sulla guglia<br />
un genio alato alto<br />
quattro metri e colorato<br />
in oro, con<br />
una stella sulla testa.<br />
La Mole divenne<br />
la sede del “Museo<br />
del Risorgimento”<br />
e, tra il 1905 e il<br />
1908, gli interni<br />
furono decorati<br />
dall’architetto Annibale<br />
Rigotti. Fu anche una delle<br />
prime costruzioni a essere illuminata<br />
di notte, all’epoca attraverso<br />
lampade a gas.<br />
Nel 1904 un uragano rovesciò il<br />
genio alato, che rimase in bilico sul<br />
terrazzino sottostante e fu sostituito<br />
da una stella a cinque punte.<br />
Nel 1938 il Museo del Risorgimento<br />
fu trasferito a Palazzo Carignano<br />
e la Mole fu utilizzata solo per<br />
mostre temporanee. Nel 1953<br />
un temporale riuscì ad abbattere<br />
oltre quaranta metri di cuspide,<br />
sostituita poi tra il 1958 e il<br />
1961 da una struttura metallica<br />
rivestita in pietra; contemporaneamente<br />
furono anche rinforzate<br />
le strutture inferiori, mentre la<br />
stella che si andò a porre in cima<br />
è quella attuale a dodici punte.<br />
All’interno l’aula è a pianta quadrata,<br />
coperta da una volta a<br />
padiglione nervata; all’esterno i<br />
quattro fronti si presentano con<br />
una configurazione omogenea.<br />
La Mole, per molto tempo, è stato<br />
il più alto edificio in muratura<br />
d’Europa, grazie ai suoi 163,35<br />
metri di altezza; ora la presenza<br />
di cemento armato e travi d’acciaio<br />
non consente più di considerarlo<br />
tale.<br />
Un ascensore panoramico, messo<br />
in funzione nel 1964 e rinnovato<br />
nel 1999, conduce al tempietto<br />
sotto la guglia, da dove<br />
si gode un bellissimo panorama<br />
a 360 gradi della città e delle<br />
montagne circostanti. La corsa,<br />
nella cabina di cristallo trasparente,<br />
avviene in 59 secondi in<br />
un’unica campata a cielo aperto,<br />
senza piani intermedi dalla quota<br />
di partenza, posta a 10 metri<br />
di altezza, fino agli 85 dell’arrivo.<br />
La Mole è dal 2000 sede del museo<br />
Nazionale del Cinema.<br />
Cenni architettonici<br />
La forma del monumento è particolare<br />
e unica, frutto di un’azzardata<br />
e singolare tecnica architettonica<br />
eclettica ottocentesca,<br />
tipica dello stile artistico misto e<br />
rivoluzionario, caratteristico della<br />
Orizzonte Magazine • 19
Museo Nazionale del Cinema<br />
La Macchina del Cinema<br />
Le case di produzione<br />
(Ph. Mathieu Gasquet)<br />
fantasia di Alessandro Antonelli.<br />
La massiccia parte inferiore, costruita<br />
esclusivamente in muratura,<br />
è a base quadrata, di<br />
dimensioni maggiori rispetto ai<br />
moduli sovrapposti. L’ingresso<br />
della struttura è un pronao esastilo,<br />
con colonne in stile architettonico<br />
neoclassico, mentre<br />
l’austerità dei prospetti del basamento<br />
è scandita da pilastri alternati<br />
a semicolonne e stemperata<br />
da ampie superfici vetrate nel<br />
registro superiore. La copertura<br />
è a falde ripetute su tutti i lati,<br />
che si raccordano al modulo centrale<br />
suddiviso in due registri; in<br />
quello sottostante vi è il loggiato,<br />
che presenta venti colonne per<br />
ciascun lato, mentre quello superiore<br />
è caratterizzato da vetrate<br />
semicircolari. Entrambi i registri<br />
riportano vistose cornici marcapiano.<br />
La grande cupola è caratterizzata<br />
dalla volta allungata con pareti<br />
convesse in muratura autoportante,<br />
formata da una sorta di<br />
guscio, costituito da pareti perimetrali<br />
inconsuetamente sottili<br />
(appena dodici cm di spessore),<br />
separate tra loro da un’intercapedine<br />
di due metri.<br />
La cupola è sovrastata da una<br />
struttura denominata “tempietto”,<br />
che ripropone il tema sottostante<br />
del colonnato. Essa è posta a<br />
metà altezza, a quota 85,24 metri,<br />
ed è raggiungibile mediante un<br />
elevatore senza guide fisse, che<br />
risale dal centro dell’atrio sottostante,<br />
dando ai visitatori una panoramica<br />
interna della cupola a<br />
360 gradi. Di forma quadrata, la<br />
struttura del tempietto è sorretta<br />
da due ordini di sei colonne per<br />
lato ed è disposta su due piani<br />
ma l’accesso ai turisti è consentito<br />
soltanto a quello sottostante.<br />
Sopra la struttura mediana si staglia<br />
la lunga guglia, costituita da<br />
una cuspide assai sviluppata in<br />
altezza, che s’ispira all’architettura<br />
neogotica. Per tal motivo, fu<br />
giudicata un bizzarro tentativo di<br />
mediare tra forme neoclassiche e<br />
neogotiche, miste alle innovazioni<br />
tecnologiche del tempo. Antonelli<br />
sperimentò l’impiego del ferro,<br />
sfruttandolo in tutte le sue potenzialità<br />
strutturali, senza però<br />
tralasciare il linguaggio architettonico<br />
tradizionale. La guglia fu poi<br />
rinforzata con l’impiego dell’acciaio<br />
a seguito del rovinoso nubifragio<br />
del 1953. Il resto della guglia,<br />
oggi inaccessibile ai turisti, termina<br />
poi con tre terrazzini circolari<br />
a otto colonne, sovrastati da altri<br />
tre analoghi in metallo e altri sei<br />
piccoli circolari in cemento armato,<br />
fino alla stella a dodici punte<br />
posta in cima.<br />
20 • Orizzonte Magazine
Orizzonte Magazine • 21
I POKEMON<br />
SONO FRA NOI<br />
usati in campo medico per<br />
curare l’ansia, alcune forme<br />
di fobie, la depressione e il<br />
disturbo post-traumatico da<br />
stress.<br />
Ma Pokemon Go non è un<br />
gioco di realtà virtuale, bensì<br />
di realtà aumentata.<br />
La realtà virtuale nasce con<br />
l’obiettivo di “replicare” la realtà,<br />
dal punto di vista uditivo,<br />
visivo, tattile e olfattivo, per<br />
compiere azioni nello spazio<br />
virtuale. La realtà aumentata,<br />
invece, è la rappresentazione di<br />
una realtà modificata: alla percezione<br />
della normale realtà attraverso<br />
i sensi vengono sovrappodi<br />
Chiara Gonfiantini<br />
e Giorgia Marchetti<br />
E’<br />
caccia aperta. In<br />
Italia l’inseguimento<br />
ai Pokemon è<br />
iniziato ufficialmente<br />
il 15 Luglio scorso, e a contare<br />
il numero di utenti che hanno<br />
già scaricato l’applicazione la sfida<br />
alla cattura è più aperta che mai.<br />
Adulti e bambini, in ogni angolo<br />
dello stivale, sono alla ricerca degli<br />
ambiti mostriciattoli.<br />
L’App si chiama Pokemon Go ed è<br />
la più citata e utilizzata del momento.<br />
Pikachu e compagni hanno fatto<br />
la loro prima comparsa nel 1996,<br />
grazie alla Nintendo, sulla consolle<br />
portatile Game Boy. Già allora<br />
ci si dava da fare per catturarne<br />
quanti più possibile.<br />
Oggi attraverso uno smartphone<br />
con attivo il sistema GPS (sistema<br />
satellitare di geolocalizzazione) e<br />
grazie alla realtà aumentata i Pokemon<br />
prendono vita e si materializzano<br />
davanti a noi.<br />
L’elenco dei mostriciattoli comprende<br />
oltre 720 creature immaginarie,<br />
per il momento solo 150<br />
sono quelle in giro per il globo.<br />
Ognuno di noi può diventare, attraverso<br />
l’App, allenatore di Pokemon<br />
e uscire di casa per catturarli<br />
con la Pokeball in dotazione.<br />
Attualmente i giochi che si basano<br />
sulla realtà virtuale vengono già<br />
22 • Orizzonte Magazine
Orizzonte Magazine • 23
sti elementi virtuali (audio, testo,<br />
foto ecc..).<br />
Pokemon Go, grazie al segnale<br />
GPS, ricrea sul cellulare la mappa<br />
della città in cui ci si trova. E<br />
in luoghi reali, nel nostro ufficio,<br />
all’angolo del bar, per la strada<br />
sterrata del parco dove portiamo<br />
il nostro cane o proprio lì, al<br />
centro dell’incrocio, aggiunge Pokemon<br />
sparsi qua e là. Visualizza<br />
le palestre, dove è possibile far<br />
combattere i Pokemon catturati<br />
e i Pokestop, negozi virtuali dove<br />
acquistare oggetti utili al gioco.<br />
Una volta aperta l’applicazione e visualizzato<br />
sulla mappa il Pokemon a<br />
noi più vicino basta inquadrare attraverso<br />
la fotocamera del nostro<br />
cellulare ciò che abbiamo davanti<br />
e all’immagine reale<br />
di quello che<br />
abbiamo intorno<br />
si sovrapporrà la<br />
figura virtuale del<br />
Pokemon scovato.<br />
In America e<br />
non solo l’app è<br />
ormai più utilizzata<br />
di Facebook<br />
e WhatsApp,<br />
ma ha battuto<br />
addirittura, il record<br />
detenuto da<br />
Candy Crush.<br />
Sette milioni e<br />
mezzo di download<br />
negli Usa,<br />
30 milioni quelli<br />
complessivi nel<br />
mondo.<br />
Con una media<br />
di 43 minuti giornalieri<br />
trascorsi<br />
davanti al videogioco<br />
dagli utenti,<br />
come riportano i<br />
dati del web analist<br />
Similar Web,<br />
più utilizzato anche<br />
dello stesso<br />
Whatsapp che si<br />
ferma a una media<br />
di 30 minuti giornalieri. Si può<br />
dire che il 60% di chi ha installato<br />
l’applicazione la usi ogni giorno.<br />
Inoltre, a differenza delle ore spese<br />
sui social media senza spostarsi<br />
dalla sedia, quello di Pokemon<br />
Go è un “intrattenimento localizzato”<br />
secondo la definizione di<br />
Ken Perlin sulla rivista Scientific<br />
American.<br />
Ma cosa hanno di così speciale Pikachu<br />
e compagni per aver fatto<br />
scatenare milioni di persone nel<br />
mondo alla loro ricerca? Cosa<br />
spinge le persone più disparate a<br />
vestirsi e uscire di casa, a qualsiasi<br />
ora del giorno e della notte, ad<br />
inquadrare le strade del proprio<br />
quartiere, delle proprie città e<br />
del proprio continente? Dov’è,<br />
insomma, il segreto del successo<br />
di questa applicazione?<br />
Luca Mazzucchelli, vicepresidente<br />
dell’Ordine degli psicologi della<br />
Lombardia parla di Pokemon Go<br />
come di un gioco che è riuscito a<br />
portare la realtà aumentata sul telefonino<br />
e come tale, afferma, una<br />
novità, una scoperta, una moda.<br />
Secondo l’esperto, Pokemon<br />
Go abbina il fattore novità con il<br />
coinvolgimento e la gratificazione,<br />
tutte componenti che già sono<br />
presenti in altri giochi ma che<br />
qui si combinano con la curiosità,<br />
il senso di esplorazione e la possibilità<br />
di condividere l’esperienza<br />
con altri giocatori.<br />
La grande innovazione di Pokemon<br />
Go sta nell’esperienza fra<br />
virtuale e reale, videogioco e socialità.<br />
E insieme a tutto questo anche<br />
24 • Orizzonte Magazine
la nostalgia gioca un ruolo fondamentale.<br />
Se da bambini abbiamo<br />
speso almeno qualche ora a catturare<br />
i Pokemon sul Game Boy,<br />
è molto probabile che cercheremo<br />
di catturarne almeno uno anche<br />
attraverso il cellulare.<br />
È risaputo che si prova nostalgia<br />
per eventi del passato, ma i ricordi<br />
dell’infanzia e dell’adolescenza<br />
sembra che la facciano provare<br />
maggiormente. Corrono dietro<br />
ai Pokemon i bambini della fine<br />
degli anni 90 e inizio 2000, ma<br />
anche i ragazzi che negli ultimi<br />
20 anni sono stati conquistati dal<br />
fenomeno Pikachu. Ragazzi di 30<br />
anni e 15 anni accomunati dalla<br />
nostalgia dei Pokemon e della loro<br />
infanzia, non più trentenni che<br />
rincorrono quell’aria di mistero e<br />
di sorpresa che nella vita di adulti<br />
a volte viene a mancare. Una<br />
caccia al tesoro in cui la chiave è<br />
la ricerca: non quello che si trova,<br />
ma l’idea stessa di cercare.<br />
La nostalgia è poi in buona parte<br />
di natura sociale, i nostri ricordi<br />
riguardano anche altre persone e<br />
rivivere ricordi condivisi aumenta<br />
il senso di appartenenza. Crea<br />
desiderio di legame. Quando le<br />
persone pensano ad un momento<br />
nostalgico diventano più motivate<br />
a socializzare e ad incontrare<br />
nuove persone. Pokemon Go in<br />
questo senso si sta dimostrando<br />
un’esperienza molto sociale. In<br />
svariati luoghi d’Italia sono in corso,<br />
o si sono tenute, giornate di<br />
cattura collettiva.<br />
Pokemon Go spinge ad uscire di<br />
casa, ma ancor di più spinge ad incontrare<br />
altre persone che come<br />
noi stanno giocando e con cui è<br />
possibile condividere l’esperienza.<br />
Infine la nostalgia ci fa sentire più<br />
giovani e vitali e Pokemon Go<br />
sprigiona una bella energia. Ci fa<br />
tornare bambini e ci fa tornare a<br />
giocare. L’idea poi che il mondo<br />
sia pieno di creaturine colorate<br />
che camminano sulle nostre<br />
strade grigie, beh, dà un tocco di<br />
colore e di magia alla vita di ogni<br />
giorno.<br />
E allora… smartphone alla mano<br />
e buona ricerca a tutti!<br />
Orizzonte Magazine • 25
SMEMORANDA A TEMA LIBERO<br />
di Fabrizio Capra<br />
E<br />
sono trentanove: tante<br />
sono le edizioni<br />
della Smemoranda, il<br />
diario nato alla fine<br />
degli anni settanta per mano di<br />
un gruppo di giovani milanesi legati<br />
all’allora movimento studentesco<br />
e presto diventato un vero<br />
e proprio cult che, dalla prima<br />
edizione, ha coinvolto oltre venti<br />
milioni di studenti.<br />
L’edizione 2017 è stata presentata<br />
nelle scorse settimane, a Milano,<br />
da Nico Colonna e Gino & Michele,<br />
direttori di quest’agenda<br />
che è un po’ libro e un po’ diario.<br />
Tema di questa edizione è… “Tema<br />
libero”, sedici mesi di pensieri<br />
in libertà, dove gli oltre cento<br />
collaboratori hanno avuto carta<br />
bianca per i propri pensieri.<br />
A scuola il “Tema libero”, si sa, è<br />
sempre stato uno di quegli argomenti<br />
che possono fare la gioia<br />
o il terrore degli studenti, perché<br />
è facile sbizzarrirsi ma anche<br />
trovarsi paralizzati di fronte al<br />
foglio bianco. Per il 2017 ci pensa<br />
la “Smemo” a fornire spunti, curiosità,<br />
citazioni e storie.<br />
L’edizione di quest’anno ospita<br />
tanti amici storici della “Smemo”<br />
ma anche delle new entry: tra<br />
queste il campione di Formula 1<br />
Max Verstappen e il portiere del<br />
Milan Gianluigi Donnarumma, però<br />
anche Checco Zalone, Mika,<br />
Francesco Gabbani e molti altri.<br />
Quello che più conta, però, è l’aspetto<br />
ecologista di questo prodotto:<br />
grazie a Smemoranda sono<br />
già stati piantati, dal 2005, nell’Oltrepò<br />
Pavese cinque boschi per<br />
un totale di 186mila alberi, intervento<br />
che permette di assorbire<br />
più di 1000 tonnellate di CO2<br />
all’anno e restituire all’atmosfera<br />
una grande quantità di ossigeno.<br />
26 • Orizzonte Magazine
Tutto ciò fa sì che la “Smemo” possa<br />
essere considerata l’unico diario-agenda<br />
prodotto interamente<br />
in Italia con “emissioni zero”.<br />
Nel 2017 è prodotta la versione<br />
regular in sei colori e tre formati,<br />
ma ci sono anche le Smemo Special<br />
Edition con ben tre copertine<br />
speciali disponibili in doppio<br />
formato: Leave a Message - con<br />
adesivi in copertina, Targa “yes I<br />
Am”, copertina con specchio All<br />
Around You. Insomma, libertà di<br />
scegliere la Smemo e di personalizzarla<br />
come più piace.<br />
Grande novità la “All White Smemo”,<br />
una tela bianca su cui disegnare,<br />
prendere appunti, sbizzarrirsi<br />
con disegni, colori e adesivi,<br />
all’insegna della più totale libertà,<br />
per un diario sedici mesi che si<br />
trasforma in una piccola opera<br />
d’arte usando forbici, pennarelli,<br />
un pizzico d’ingegno e fantasia.<br />
Presentata, nel corso della conferenza<br />
stampa, anche la “All Black<br />
Smemo”, il diario ispirato al colore<br />
nero, con il Blackout come<br />
tema per il 2017. Inserti e pillole,<br />
accompagnati come sempre dalle<br />
foto dell’archivio Contrasto, raccontano<br />
alcuni dei black out più<br />
famosi della storia, ma anche il<br />
“black out” inteso come censura<br />
(soprattutto nel web); citate anche<br />
alcune storie, canzoni e pellicole<br />
che più intensamente hanno<br />
descritto l’oscurità.<br />
Confermata, e non poteva essere<br />
altrimenti, anche la “Smemoranda<br />
Uni”, l’agenda lunga diciotto<br />
mesi destinata agli studenti<br />
universitari.<br />
L’appuntamento con la Smemo<br />
2018 è già stato dato in quanto<br />
il prossimo anno la Smemo compie<br />
quarant’anni… e noi di Orizzonte<br />
Magazine ci saremo.<br />
Orizzonte Magazine • 27
IL POTERE TERAPEUTICO<br />
DEL SALENTO<br />
di Elettra Colazzo<br />
I<br />
l bacino del Mediterraneo<br />
ha da sempre<br />
avuto il suo fascino;<br />
l’incontro di popoli diversi,<br />
qui giunti per colonizzare<br />
nuove terre, ha creato sovrapposizioni<br />
e fusioni culturali riconoscibili<br />
nelle facciate delle case,<br />
nell’architettura di palazzi, castelli,<br />
chiese, negli antichi percorsi rurali,<br />
segnati da dolmen, menhir, pagliai,<br />
lauree ed edicole votive, nei<br />
linguaggi, nelle abitudini di vita.<br />
Il Salento, l’area più a sud della<br />
Puglia che comprende l’intera<br />
provincia di Lecce e buona parte<br />
di quelle di Brindisi e di Taranto,<br />
è l’emblema di questo incontro di<br />
culture, che ha dato vita a caratteristiche<br />
tradizioni popolari, in<br />
cui risalta la devozione cristiana<br />
per il santo patrono del paese,<br />
congiunta con una quasi latente<br />
mitologia pagana. Qui si mescolano<br />
feste religiose, sagre popolari,<br />
esorcismi, superstizioni, leggende<br />
e pregiudizi, a cui, comunque,<br />
ogni salentino è legato.<br />
Nelle notti d’estate, nel Salento,<br />
ci si può imbattere in feste di<br />
piazza nelle quali si ripetono gesti<br />
antichi, tramandati di anno in anno,<br />
da persona a persona. Sono<br />
metafore della lotta e dell’amore,<br />
spaccati antropologici della vita di<br />
paesi assolati, il cui calore non è<br />
solo climatico, ma anche più concretamente<br />
“umano”.<br />
La “pizzica salentina”, o “pizzica de<br />
core”, è un ballo popolare di corteggiamento,<br />
dove uomo e donna<br />
ballano insieme guardandosi negli<br />
occhi, senza, però, toccarsi mai.<br />
La “pizzica tarantata” ha invece un<br />
ritmo più accelerato e serviva per<br />
curare le “tarantate”.<br />
Le testimonianze della gente salentina,<br />
riprese da studiosi come<br />
Ernesto de Martino (La terra del<br />
rimorso. Contributo a una storia religiosa<br />
del Sud, Il Saggiatore, Milano,<br />
1961), parlano infatti<br />
delle “tarantate”, donne<br />
che si contorcevano<br />
con tutto il corpo e<br />
sbattevano forte a terra<br />
come possedute. Si trattava<br />
di donne provenienti<br />
da un ambiente estremamente<br />
povero, analfabete,<br />
che lavoravano come contadine<br />
e dovevano farsi carico della casa<br />
e dei figli, spesso da sole, poiché<br />
28 • Orizzonte Magazine
il marito era<br />
emigrato per<br />
cercar lavoro.<br />
A quei tempi, e in<br />
quei luoghi, le tradizioni<br />
popolari lasciavano<br />
poco spazio alla medicina, e<br />
la scarsa istruzione faceva il resto;<br />
si credeva che queste donne,<br />
durante il lavoro nei campi, fossero<br />
punte da un ragno, la tarantola<br />
appunto, che provocava loro un<br />
malessere psicofisico.<br />
Negli anni ‘30 nasce l’orchestrina<br />
terapeutica di Luigi Stifani<br />
(1914-2000), barbiere e violinista,<br />
composta da violino, tamburello,<br />
organetto e chitarra, che entrava<br />
nelle case per curare le tarantate,<br />
tranquillizzandole man mano con<br />
la melodia.<br />
La “danza a scherma” invece, detta<br />
anche “danza delle spade”<br />
oppure “danza dei coltelli”,<br />
si svolge a Torrepaduli,<br />
una frazione di Ruffano,<br />
alla vigilia della<br />
festa di San<br />
R o c co ,<br />
quando coppie maschili di ballerini<br />
si sfidano fino all’alba in un<br />
simbolico duello. La tradizione ha<br />
origine dal fatto che in passato<br />
nel paese si scatenavano spesso<br />
litigi tra famiglie rivali e il duello<br />
era ritenuto un modo dignitoso<br />
per difendere l’onore e l’orgoglio<br />
di una famiglia. Pur se è riscontrabile<br />
un parallelismo tra questi<br />
principi e quelli tipici dell’età cortese-cavalleresca<br />
del Medioevo,<br />
queste usanze in passato furono<br />
trasformate in danze sanguinose<br />
dagli zingari che un tempo gestivano<br />
i mercati di bestiame nel Salento.<br />
Questa particolare danza è<br />
dunque legata per tradizione ad<br />
ambienti malavitosi; col tempo e i<br />
cambiamenti sociali le armi furono<br />
abolite, ma la danza delle spade<br />
rimase viva: al ritmo ripetitivo<br />
e quasi ossessivo dei tamburelli,<br />
spettatori e musicisti formano<br />
una ronda, un cerchio, intorno ai<br />
ballerini, che danzano mimando i<br />
coltelli con le mani nude.<br />
Anche quest’anno, come ogni anno<br />
nella notte tra il 15 e il 16 agosto,<br />
Ruffano vedrà arrivare gente<br />
da tutto il Salento e non solo, per<br />
partecipare alla festa. Ancora una<br />
volta sul sagrato della Chiesa di<br />
San Rocco si incontreranno anziani<br />
e giovani devoti che danzeranno<br />
insieme, in un incontro tra generazioni<br />
estremamente diverse e<br />
distanti tra loro ma accomunate<br />
da una filosofia della lentezza, dove<br />
le vite scorrono semplici, tra la<br />
vicinanza emotiva e le cantilene<br />
dialettali di un Salento magico, al<br />
di fuori da ogni logica temporale.<br />
Orizzonte Magazine • 29
TURCHIA E KURDISTAN:<br />
LE RADICI DELL’ODIO<br />
di Elisa Santelli<br />
D<br />
all’attentato di Ankara,<br />
rivendicato<br />
dai curdi, all’attentato<br />
all’aeroporto<br />
di Istambul, ad opera dell’Isis: in<br />
Turchia non c’è luogo immune<br />
dal terrorismo.<br />
Solo ad Ankara, in data 13 marzo<br />
2016, si contano almeno 37<br />
morti, tra cui almeno due kamikaze,<br />
e 129 feriti, di cui 19 gravi.<br />
L’esplosione è avvenuta nella<br />
stessa zona in cui il 17 febbraio<br />
era scoppiata un’autobomba che<br />
aveva ucciso 29 persone.<br />
Ma quali sono le radici dell’odio,<br />
è lecito parlare solo di terrorismo?<br />
Nel rispondere a queste<br />
domande la storia ci viene in<br />
aiuto e apre uno spiraglio di luce<br />
su questioni spinose e spesso avvolte<br />
nell’ombra.<br />
Chi sono i Curdi, da dove vengono,<br />
ma soprattutto che cosa vogliono?<br />
Ovviamente non si ha la pretesa di<br />
trovare una risposta esaustiva, ma<br />
una lucida riflessione sugli attentati<br />
che negli ultimi mesi stanno sconvolgendo<br />
la Turchia.<br />
I Curdi sono la quarta etnia<br />
medio-orientale dopo gli arabi,<br />
i persiani e i turchi. Un gruppo<br />
etnico indoeuropeo privo di una<br />
vera patria e abitante un territorio<br />
denominato Kurdistan, composto<br />
da parti degli attuali stati<br />
di Iran, Iraq, Siria, Turchia e in<br />
misura minore Armenia. Il Kurdistan<br />
è un territorio di rilevante<br />
importanza strategica, ben il 75%<br />
del petrolio iracheno proviene<br />
da queste regioni ed è qui che si<br />
trovano gli unici giacimenti della<br />
Turchia e i più importanti della Siria.<br />
È inoltre passaggio obbligato<br />
di alcune importanti vie di comunicazione,<br />
ad esempio tra le repubbliche<br />
centroasiatiche, l’Iran e<br />
la Turchia, ed è situato nel cuore<br />
di uno dei punti più caldi della<br />
politica mondiale. Risulta evidente<br />
come la posizione geopolitica<br />
dell’area abbia condizionato nei<br />
secoli le vicissitudini del popolo<br />
curdo, impedendone la tanto sognata<br />
unità politica.<br />
Un lume di speranza si accese<br />
30 • Orizzonte Magazine
fra i curdi il 10 agosto del 1920<br />
quando, nella cittadina francese<br />
di Sèvres, l’Impero Ottomano<br />
firmava il trattato di pace con<br />
le potenze vincitrici della Prima<br />
Guerra Mondiale. L’impero, già<br />
drasticamente ridimensionato<br />
col trattato di Londra del 1913,<br />
si ritrovò ridotto ad un modesto<br />
Stato entro i limiti della penisola<br />
anatolica, privato di tutti i territori<br />
arabi e della sovranità sugli<br />
stretti del Bosforo e dei Dardanelli.<br />
Il trattato prevedeva anche<br />
ampie tutele per le minoranze<br />
presenti in Turchia e garantiva<br />
ai Curdi la possibilità di ottenere<br />
l’indipendenza all’interno di<br />
uno Stato, i cui confini sarebbero<br />
stati definiti da una apposita<br />
commissione della Società delle<br />
Nazioni. Il trattato di Sèvres fu<br />
fortemente contestato da parte<br />
dei nazionalisti turchi che, guidati<br />
da Mustafa Kemal Pascià, si ribellarono<br />
al governo imperiale di<br />
Istanbul e stabilirono un governo<br />
separatista ad Ankara. Durante<br />
la Guerra d’indipendenza turca<br />
riuscirono a resistere alle forze<br />
di Grecia, Francia e Armenia e si<br />
assicurarono un territorio pari a<br />
quello dell’attuale Turchia. Il movimento<br />
nazionalista turco fu riconosciuto<br />
dalla comunità internazionale<br />
a seguito della firma di<br />
una serie di accordi: il Trattato<br />
di Mosca del 16 marzo 1921 con<br />
l’Unione Sovietica, l’Accordo di<br />
Ankara con la Francia, che poneva<br />
fine alla guerra franco-turca,<br />
il Trattato di Alessandropoli e il<br />
Trattato di Kars che fissavano i<br />
confini esterni.<br />
La successione di questi eventi<br />
costrinse le Potenze Alleate della<br />
Prima guerra mondiale a tornare<br />
al tavolo del negoziato con i Turchi<br />
e quindi, nel 1923, a firmare<br />
il Trattato di Losanna con il quale<br />
veniva annullato e sostituito il<br />
Trattato di Sèvres e venivano assegnate<br />
ai Turchi l’intera Anatolia,<br />
la Tracia orientale con Adrianopoli<br />
e le isole egee di Imbro e<br />
Tenedo. Fu allora che i territori<br />
abitati dalla popolazione di etnia<br />
curda vennero spartiti tra Turchia,<br />
Siria, Iran ed Iraq e circa 25<br />
milioni di curdi furono dispersi in<br />
cinque nazioni trasformandosi in<br />
altrettante minoranze.<br />
In Iraq il movimento autonomista<br />
curdo si è organizzato nel<br />
Partito Democratico del Kurdistan<br />
(KDP) e ha portato avanti<br />
dal 1961 la sua lotta contro il<br />
regime di Saddam Hussein. Qui<br />
si sono verificate, e continuano<br />
a verificarsi, le repressioni di più<br />
ampia portata, con deportazioni<br />
di massa in Iran, bombardamenti<br />
di villaggi e attacchi con armi<br />
chimiche.<br />
Negli anni settanta nasce in Turchia<br />
il PKK, il Partito dei Lavoratori<br />
Curdi, il cui scopo principale<br />
è il riconoscimento della lingua<br />
e dei diritti dei curdi. Il suo fondatore<br />
e leader è Abdullah Öcalan,<br />
detto Apo. Il programma del<br />
partito viene delineato durante il<br />
congresso di fondazione, il 27 novembre<br />
del 1978. Il suo progetto<br />
rivoluzionario prevede una prima<br />
fase di rivoluzione nazionale, con<br />
la creazione di una repubblica<br />
marxista curda in territorio turco<br />
per arrivare poi all’unificazione<br />
dell’intero Kurdistan, e una<br />
seconda fase, di rivoluzione democratica,<br />
con l’instaurazione di<br />
una dittatura del proletariato per<br />
eliminare lo sfruttamento latifondista,<br />
la struttura sociale basata<br />
sui clan e la condizione di inferiorità<br />
della donna. Nel 1982 la Costituzione<br />
turca vieta l’uso della<br />
lingua curda, criminalizzando ogni<br />
espressione che affermasse un’identità<br />
curda. Da quel momento<br />
il PKK inizia la sua lotta armata<br />
contro il potere centrale, creando<br />
un malessere crescente anche<br />
all’interno della stessa popolazione<br />
curda e dando l’occasione al<br />
governo di bollare la questione<br />
curda come un problema di terrorismo.<br />
Orizzonte Magazine • 31
INTERVISTA<br />
ANIMAL EQUALITY:<br />
DIECI ANNI DI ATTIV ITÀ<br />
PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI<br />
di Sabrina Rosa<br />
D<br />
i allevamenti intensivi<br />
si parla sempre<br />
più spesso. Le atrocità<br />
perpetrate sugli<br />
animali al loro interno non sono<br />
più un mistero per nessuno. Anche<br />
la televisione nazionale sembra<br />
abbia iniziato ad intensificare<br />
la propria attenzione rispetto a<br />
tale tematica, con servizi dedicati<br />
e programmi in prima serata.<br />
Eppure tutto ciò ancora non<br />
basta… Non basta a fermare<br />
lo sfruttamento di altre vite.<br />
Non basta a far cessare pratiche<br />
cruente. Non basta a promuove-<br />
re stili alimentari diversi...<br />
Così alcune organizzazioni hanno<br />
deciso di dedicare la loro mission<br />
proprio alla difesa degli animali<br />
da allevamento, a quelli rinchiusi<br />
in acquari e circhi, a quelli che,<br />
in altre parole, sono meglio noti<br />
come “animali da reddito”, un’espressione<br />
forte e sconfortante al<br />
tempo stesso.<br />
Per far ciò, allora, Animal Equality<br />
organizza da ben 10 anni campagne<br />
informative e investigazioni<br />
che hanno portato i suoi volontari<br />
a varcare le porte di macelli e di<br />
allevamenti, per far conoscere alle<br />
persone la realtà che vige all’interno<br />
di queste strutture. Non-luoghi,<br />
in cui la morte fa da padrona e<br />
la vita subisce impotente….<br />
Per capirne un po’ di più rispetto<br />
a tale fenomeno abbiamo intervistato<br />
Matteo Cupi, Direttore<br />
Nazionale di Animal Equality, che<br />
ci ha raccontato questa realtà e ci<br />
ha aiutati a conoscere meglio la<br />
sua organizzazione.<br />
D: Innanzitutto come nasce Animal<br />
Equality nel mondo, quando<br />
nasce in Italia e di cosa si occupa<br />
di concreto?<br />
32 • Orizzonte Magazine
MC: Animal Equality nasce a Madrid<br />
nel 2006 da un’idea di Sharon<br />
Nuñez Gough, Javier Moreno e Jose<br />
Valle, attivisti impegnati da anni nel<br />
mondo della protezione animale. A<br />
poco a poco si sono aperte sedi in<br />
America latina per poi ritornare in<br />
Europa ed espandersi fino all’Asia.<br />
Al momento siamo attivi negli Stati<br />
Uniti, Messico, Inghilterra, Spagna,<br />
Italia, Germania e India. In Italia<br />
l’organizzazione viene registrata ufficialmente<br />
nel 2012, ma possiamo<br />
dire che la fase preparatoria e le<br />
nostre indagini all’interno di allevamenti<br />
e macelli sono iniziate nel<br />
luglio 2010 a seguito del mio rientro<br />
a Milano dalla Spagna. Nel concreto<br />
la nostra organizzazione dà voce<br />
agli animali d’allevamento di tutto<br />
il mondo, incoraggiando la società<br />
a compiere scelte alimentari compassionevoli<br />
e invitando le aziende<br />
ad adottare politiche a favore degli<br />
animali. L’organizzazione realizza<br />
iniziative a sfondo educativo, investigazioni,<br />
attività di negoziazione<br />
con le aziende e campagne legali.<br />
D: In quali parti d’Italia operate e<br />
come è possibile aiutarvi concretamente?<br />
MC: In Italia al momento operiamo<br />
su Milano e Roma, presto inizieremo<br />
a svolgere le nostre attività in<br />
altre città italiane. È possibile appoggiare<br />
l’associazione aiutandoci<br />
economicamente a portare avanti<br />
le nostre campagne di sensibilizzazione<br />
verso il pubblico, inoltre<br />
un altro buon modo consiste nel<br />
mettere a disposizione la propria<br />
attività professionale sotto forma di<br />
volontariato.<br />
D: Avete realizzato un significativo<br />
numero di indagini e di investigazioni.<br />
Quali sono le principali for-<br />
Orizzonte Magazine • 33
me di maltrattamento che avete<br />
riscontrato al momento in Italia?<br />
MC: Animal Equality ha all’attivo<br />
oltre 30 investigazioni sotto copertura<br />
all’interno di allevamenti e<br />
macelli. Durante le nostre ispezioni<br />
abbiamo riscontrato diverse irregolarità,<br />
che poi non sono altro che<br />
pratiche standard utilizzate dall’industria<br />
della carne, come ad esempio<br />
scrofe inseminate artificialmente<br />
all’interno di minuscole gabbie<br />
di gestazione, animali con prolassi<br />
rettali lasciati senza nessuna cura<br />
veterinaria, cuccioli che non sono<br />
riusciti a sopravvivere, abbandonati<br />
senza cure, schiacciati e gettati l’uno<br />
sull’altro come spazzatura. Non<br />
è raro inoltre che fra gli animali si<br />
verifichino casi di cannibalismo e<br />
di autolesionismo, per via del forte<br />
stress indotto dalla contenzione di<br />
tali strutture. Tutto il sistema intensivo<br />
aggredisce con violenza il benessere<br />
degli animali e i loro diritti<br />
morali in quanto essere senzienti.<br />
D: Cosa può fare ognuno di noi<br />
per opporsi a tale situazione?<br />
MC: Ognuno di noi può fare qualcosa<br />
di positivo per ridurre la sofferenza<br />
degli animali su scala globale. Se<br />
ogni italiano smettesse di mangiare<br />
carne una volta alla settimana, si<br />
risparmierebbe la vita di oltre 22<br />
milioni di animali ogni anno. E’ un<br />
primo passo che tutti possono fare<br />
verso una dieta compassionevole e<br />
a base vegetale. Sta a noi decidere<br />
cosa fare se abbiamo a cuore le<br />
sorti degli animali rinchiusi negli allevamenti<br />
e le loro sofferenze. Ogni<br />
piccolo gesto può fare la differenza.<br />
D: Qualcos’altro che vorresti dire<br />
di voi?<br />
MC: La nostra organizzazione da<br />
qualche mese ha lanciato una campagna<br />
innovativa nell’ambito della<br />
protezione animale, che prende il<br />
nome di iAnimal. Il progetto utilizza<br />
la tecnologia della realtà virtuale a<br />
360° per dare vita a un’esperienza<br />
immersiva in cui lo spettatore<br />
viene trasportato all’interno degli<br />
allevamenti intensivi e dei macelli.<br />
Per il lancio italiano abbiamo avuto<br />
il supporto della nota conduttrice<br />
televisiva Giulia Innocenzi, narratrice<br />
nel nostro video a 360° sugli allevamenti<br />
e macelli di maiali, primo<br />
di una lunga serie di investigazioni<br />
che presenteremo prossimamente.<br />
Vari studi indicano che le esperienze<br />
della realtà virtuale hanno<br />
un maggior impatto sul pubblico<br />
rispetto ai video convenzionali. Secondo<br />
una ricerca portata avanti<br />
dalla Georgia e Stanford University<br />
la realtà immersiva dà luogo a un<br />
cambiamento più duraturo rispetto<br />
a un filmato o a un volantino.<br />
Ad ottobre 2016 rilasceremo uno<br />
studio sull’impatto di questo nuovo<br />
mezzo usato per sensibilizzare<br />
il pubblico.<br />
Per maggiori informazioni è disponibile<br />
un sito web dedicato: www.<br />
iAnimal.it<br />
Al momento i volontari di Animal<br />
Equality sono presenti in tutta<br />
Italia per far sperimentare, a chi<br />
vorrà, quest’immersione virtuale<br />
all’interno di un macello. Continueremo,<br />
pertanto, a seguirli, documentando<br />
anche le loro future<br />
indagini.<br />
Un grazie di cuore da parte di<br />
tutta la Redazione a Matteo Cupi,<br />
per il tempo che ci ha dedicato,<br />
e a tutti i volontari per quel che<br />
fanno ogni giorno.<br />
34 • Orizzonte Magazine
Orizzonte Magazine • 35
MODA MUSICA E CULTURA<br />
AL MAREFESTIVAL SALINA<br />
di Marilena Faranda<br />
S<br />
i sono spenti da poco<br />
i riflettori sullo splendido<br />
teatro greco di<br />
Taormina, dove si è<br />
chiuso l’ormai storico Festival<br />
Internazionale del Cinema, e già<br />
Messina, quasi con un effetto domino,<br />
apre un altro evento culturale:<br />
il “Marefestival Salina”.<br />
La presentazione dell’evento è<br />
avvenuta con un cocktail nei locali<br />
del Marina del Nettuno, a<br />
Messina, nel corso del quale il<br />
coideatore e direttore artistico<br />
Massimiliano Cavaleri, dopo i ringraziamenti<br />
di rito, ha illustrato il<br />
programma di questa V° edizione<br />
di cinema, musica e moda: “Questo<br />
festival che è nato un po’ per<br />
gioco è un po’ per scherzo - spiega<br />
Cavaleri - ora è diventato un importante<br />
evento, grazie soprattutto<br />
alla collaborazione del sindaco<br />
di Salina, che ha scommesso su<br />
questa iniziativa quando ancora<br />
era appena nata.” Sottolineando<br />
la volontà di rendere più stretto<br />
l’accordo con Milazzo, la Porta<br />
delle isole, Cavaleri ha annuncia-<br />
to una serata dedicata a questa<br />
cittadina, che rappresenta la novità<br />
dell’edizione di quest’anno. “In<br />
questa serata - ha aggiunto - ci<br />
sarà una retrospettiva sui David di<br />
Donatello degli anni ‘70, curata dallo<br />
storico del cinema Nino Genovese,<br />
e un’intervista a Sandra Milo che<br />
quegli anni ha vissuto.” Ospiti d’onore<br />
saranno Ezio Greggio, Enzo<br />
Decaro, Massimo Dapporto, Roberto<br />
Andò e Gabriella Germani,<br />
mentre Maria Grazia Cucinotta<br />
sarà, per il quarto anno consecutivo,<br />
madrina della manifestazione.<br />
I premi per i riconoscimenti<br />
“Troisi” saranno realizzati dall’artista<br />
Antonello Arena.<br />
Nel corso della manifestazione<br />
sarà presentato un documentario<br />
di Adolfo Celi, realizzato dal figlio<br />
Leonardo Celi, dal titolo: “Adolfo<br />
Celi: un uomo tra due culture” che<br />
racconta un periodo poco conosciuto<br />
della vita del noto attore,<br />
in Brasile. Il regista Fabio Schifilliti<br />
sarà poi presente col corto “Mare<br />
nero”, realizzato in collaborazione<br />
con il centro migranti Amed, in<br />
cui si racconta il mare che come<br />
porta dei propri sogni o rinuncia<br />
a tutto. A corollario della manifestazione<br />
ci saranno: l’inaugurazione,<br />
presso il Salone delle Mostre<br />
di Malfa (uno dei tre micro-Comuni<br />
dell’isoletta di Salina), di una<br />
mostra sull’eroe della seconda<br />
guerra mondiale Salvatore Todaro,<br />
con materiale proveniente da<br />
36 • Orizzonte Magazine
Chioggia, e la presentazione di un<br />
documentario sociale, realizzato<br />
in collaborazione fra Eros Salonia<br />
e gli utenti del centro Camelot.<br />
Il MareFestival - Premio Troisi aprirà<br />
martedì 19 luglio a Milazzo per<br />
proseguire a Salina da mercoledì<br />
20 a domenica 24. Fra i tanti<br />
eventi in programma è prevista a<br />
Milazzo, in Marina Garibaldi, l’attrice<br />
comica Gabriella Germani,<br />
nota per le sue brillanti imitazioni<br />
e di recente impegnata nell’Edicola<br />
Fiore, e Gennaro Calabrese;<br />
quindi omaggi alle più celebri colonne<br />
sonore di grandi film con<br />
il chitarrista Gianluca Ronda e le<br />
cantanti Carla Andaloro e Pamela<br />
Catanzaro. Si proseguirà quindi<br />
a Salina col film “Le Confessioni”,<br />
del regista Roberto Andò, con<br />
Toni Servillo e Pierfrancesco Favino.<br />
Roberto Andò sarà premiato<br />
e presenterà, insieme col giornalista<br />
Marco Olivieri, l’omonimo<br />
libro legato al film.<br />
Enzo Decaro, amico storico e<br />
collega di Troisi, membro del trio<br />
‘’La Smorfia”, sbarca per la prima<br />
volta sui luoghi de “Il Postino” e<br />
Orizzonte Magazine • 37
preparerà, col soprano Chiara<br />
Taigi, un momento dedicato a<br />
“Massimo Troisi poeta’’ e una sorpresa<br />
speciale in piazza a Malfa.<br />
Ezio Greggio e Massimo Dapporto<br />
saranno protagonisti nelle<br />
ultime sere di uno dei CineCocktail<br />
curati dalla giornalista Claudia<br />
Catalli all’Hotel Ravesi, dove<br />
sarà allestita anche una mostra<br />
del pittore Dimitri Salonia dedicata<br />
ai “Colori delle Eolie”. In piazza<br />
Santa Marina l’immancabile Maria<br />
Nella foto:<br />
Massimiliano Cavaleri, Direttore artistico<br />
del Festival, con Maria Grazia Cucinotta,<br />
madrina della manifestazione.<br />
Grazia Cucinotta è pronta a raccontare<br />
i suoi prossimi progetti<br />
in Cina; gli attori siciliani Maurizio<br />
Marchetti e Turi Giuffrida ritireranno<br />
il Premio MareFestival Salina,<br />
realizzato dallo scultore Sergio<br />
Santamarina, mentre targhe<br />
in argento della Sear Argenti verranno<br />
consegnate all’attrice Giulia<br />
Andò e alla cantautrice Alessandra<br />
Nicita che presenterà il brano<br />
“Carolina Carolina”.<br />
A Salina sono in programma proiezioni<br />
e presentazioni di libri:<br />
i primi 20 minuti del film ”The<br />
Elevator” di Massimo Coglitore<br />
(in uscita per il prossimo autunno),<br />
“Shakespeare was english?” di<br />
Alicia Maksimova, “Mater sic et<br />
sempliciter” corto di Simonetta<br />
Pisano, “Mare Nero” corto di Fabio<br />
Schifilliti, “Villa Sbadiglio” corto<br />
di Nino Giuffrida, “Bruno e il mare”<br />
film sul sociale di Eros Salonia,<br />
teaser “Sirena - bear the whisper”<br />
film di Giorgio Bonecchi Borgazzi,<br />
poi “Addio Pizzo” di Pino Sturiale.<br />
Tra i libri: “Autogoverno e autonomia.<br />
Siciliani e Baschi a confronto”<br />
di Marcello Saija, Gaetano Armao<br />
e Esteban Anchustegul, “La Sfinge<br />
dello Ionio. Catania nel cinema muto<br />
1896-1930” dello storico del<br />
cinema Franco La Magna, protagonista<br />
di un evento speciale a<br />
Palazzo Marchetti in cui saranno<br />
proiettati due film muti inediti ricostruiti<br />
di recente, “A due scatti<br />
da te” volume fotografico su Salina<br />
di Elisabetta Pandolfino.<br />
38 • Orizzonte Magazine
IMMAGINATEVI<br />
IMMIGRATI...<br />
di Pasquale Daniele Stivala<br />
I<br />
mmaginate di dover lasciare<br />
la vostra casa, di temere<br />
ogni giorno l’incontro<br />
con gente violenta, di non<br />
sapere più cosa significhi “futuro”,<br />
di non sapere dove andare per<br />
tutelare la vostra persona.<br />
Immaginate che l’unica soluzione<br />
sia di fuggire, senza sapere quello<br />
che potrà accadere durante il viaggio<br />
della speranza, in un barcone<br />
colmo di corpi, affollato di ansie e di<br />
incertezze sulla propria esistenza.<br />
Immaginate ancora di essere “sopravvissuti”,<br />
di aver perso persone<br />
care durante il viaggio o di<br />
essere partiti senza di loro.<br />
Immaginate di essere considerati<br />
ostili e prepotenti, di dover raccontare<br />
continuamente la vostra<br />
vita, di restare completamente in<br />
balia di un destino incerto.<br />
Immaginate di sentirvi insieme fortunati<br />
e sfortunati per essere sopravvissuti,<br />
abbandonati a voi stessi,<br />
sperduti in una terra sconosciuta.<br />
Immaginate di ripensare con<br />
amarezza la vostra casa, a tutto<br />
quello che avete lasciato e che<br />
nel migliore dei casi rivedrete fra<br />
molti anni, o forse mai più.<br />
Continuate a pensare a come<br />
potrete guadagnarvi da vivere, a<br />
chi vi darà un lavoro, fino a che<br />
punto userà la vostra condizione<br />
di bisogno per sfruttarvi, per<br />
fare della vostra triste realtà una<br />
soddisfazione egoistica e senza<br />
scrupoli.<br />
Immaginate adesso quanto sia<br />
doloroso vivere ogni giorno in<br />
questa realtà, in cui nulla è scontato,<br />
col pezzo di pane da chiedere<br />
a gran voce, prendendolo<br />
anche a costo di lasciarne senza<br />
altri come voi.<br />
Immaginate di avere difficoltà<br />
anche per le minime necessità,<br />
di essere incerti sulle più piccole<br />
cose, ma di poter andare ancora<br />
a dormire col sorriso o l’aiuto che<br />
qualcuno vi ha dato.<br />
Pensate adesso alla tendenza a<br />
parlare di migliaia di sbarchi, a<br />
considerare ogni persona e la sua<br />
vita come un numero. Pensate<br />
che rifiutarsi di vedere tutto questo,<br />
ogni giorno è solo il frutto di<br />
paura, l’orrore di un’umanità che<br />
nega la fratellanza, mentre allo<br />
stesso tempo ne fa un baluardo<br />
teorico.<br />
Immaginate...<br />
Orizzonte Magazine • 39
INCONTRO<br />
COL COMMISSARIO<br />
LOBOSCO<br />
di Franco Ardito<br />
Gabriella Genisi<br />
MARE NERO<br />
Sonzogno editore<br />
€ 14,00<br />
S<br />
trane morti subacquee,<br />
carrette del mare, ecomafie:<br />
in una Bari settembrina<br />
che stempera<br />
l’estremo sole dell’estate nella<br />
brezza marina del tramonto si<br />
srotola l’ultima indagine del commissario<br />
Lobosco. La morte inaspettata<br />
di due giovani sub apre<br />
casualmente uno spiraglio sui meandri<br />
di una vicenda oscura, che<br />
s’interseca con segreti di cui è<br />
meglio non parlare, vicende mormorate<br />
a mezza voce e con circospezione,<br />
che raccontano di rifiuti<br />
tossici, di relitti dimenticati, di navi<br />
affondate e mai recuperate.<br />
Mare nero, appunto. L’ultimo<br />
giallo di Gabriella Genisi vede il<br />
commissario della Omicidi Lolita<br />
Lobosco impegnata in una<br />
storia di navi a perdere, dove<br />
l’invenzione letteraria si accosta<br />
ad inquietanti realtà. E’ così che,<br />
accanto ai containers della inesistente<br />
Nostra Signora di Bonaria,<br />
affondati col loro carico di veleni,<br />
troviamo altre navi, vere questa<br />
volta, apparse sulle cronache e<br />
presto lasciate cadere nell’oblio.<br />
Compaiono così la Cavtat, affondata<br />
nel ‘74 al largo di Otranto<br />
col suo carico di 909 bidoni di<br />
rifiuti tossici, la Eden Five, incagliatasi<br />
in circostanze misteriose<br />
nelle acque del Parco Nazionale<br />
del Gargano con un carico di<br />
circa 2 tonnellate di materiale<br />
radioattivo, o l’Alessandro Primo,<br />
affondata nel 1991 al largo di<br />
Molfetta con 3.550 tonnellate di<br />
rifiuti tossici Enichem.<br />
Di tutto questo Gabriella Genisi<br />
ha parlato diffusamente alla Libreria<br />
Campus di Bari, introdotta<br />
e sollecitata da Emma Cannavale.<br />
”I miei libri hanno più chiavi di lettura<br />
- ha detto - fra queste ci sono<br />
anche le problematiche di carattere<br />
sociale. Questa volta il tema è stato<br />
quello dei rifiuti tossici; un tema<br />
40 • Orizzonte Magazine
d’importanza fondamentale, che<br />
coinvolge la salute nostra e dei nostri<br />
figli, con risvolti oscuri, difficili da<br />
chiarire, perché gli interessi in gioco<br />
sono molti e importanti.”<br />
Ma Lolita Lobosco non è solo<br />
un’accorta investigatrice, è anche<br />
baresità, intesa come appartenenza<br />
e filosofia di vita a un tempo,<br />
modo di essere, che traspare<br />
da un linguaggio che sa di commercio<br />
e di salsedine, di fatalismo<br />
e disincanto: “Non è facile vivere<br />
qui Mariè. Ma non è facile neppure<br />
andarsene. Essere ruvide aiuta,<br />
almeno nel mestiere che faccio. E<br />
poi credi a me, meglio tosta che<br />
‘ngileppata nel vincotto come le<br />
cartellate che preparava mia nonna<br />
Dolò. Divoravi la prima poi la seconda,<br />
ma dopo aver mangiato la<br />
terza ti saliva la nausea. No grazie<br />
Mariè, tu tieni la capa fresca e lo so<br />
che mi vuoi bene, io però sto bene<br />
come sto.”<br />
Una prosa leggera e scorrevole<br />
quella di Gabriella Genisi, che<br />
si lascia leggere facilmente e rapidamente,<br />
dove alla trama noir<br />
fanno da contrappunto la ricetta<br />
della pasta al forno e acquerelli<br />
di vita vissuta: “I panzerotti a Bari<br />
sono un rito collettivo. Un modo per<br />
rimettere insieme amici e famigliari<br />
almeno un paio di volte l’anno. Perfetti<br />
per festeggiare vigilie, campionati,<br />
riappacificazioni, compleanni<br />
e ogni altro tipo di occasioni. … La<br />
consuetudine secolare sancisce che<br />
tutti gli invitati alla panzerottata<br />
collaborino alla riuscita della stessa.<br />
… E pure a casa di Carmela stasera<br />
c’è una bella atmosfera. Una volta<br />
tanto niente tensioni, menomale.<br />
Mia madre impasta insieme a zia<br />
Chechella, zio Ciccillo apre i buatti<br />
dell’olio e mia sorella condisce la<br />
mozzarella intanto che il ragioniere<br />
e i bambini mettono in tavola.”<br />
Mare nero, certo, ma Bari è sempre<br />
Bari.<br />
Orizzonte Magazine • 41
MOSTRE ALL’ORIZZONTE<br />
a cura di Fabrizio Capra<br />
Questa rubrica non vuol essere una semplice elencazione di mostre in corso,<br />
ma una serie di consigli. Trattandosi di suggerimenti, non vogliamo appesantire<br />
le segnalazioni, pertanto per le informazioni sulle singole mostre (orari,<br />
biglietti, ecc.) vi rimandiamo ai link che riportiamo. La rubrica viene aggiornata<br />
ogni mese.<br />
MILANO<br />
Palazzo Reale<br />
(Piazza del Duomo 12)<br />
Escher<br />
dal 29 luglio 2016 all’8 gennaio<br />
2017<br />
Partendo da suggestioni ancora<br />
di gusto Liberty, e senza tralasciare<br />
le importanti influenze dell’arte<br />
dell’amata Italia, Escher riuscì<br />
a elaborare un gusto figurativo<br />
assolutamente personale combinato<br />
con una sapienza grafica e<br />
tecnica di altissimo livello, che lo<br />
ha portato ad essere uno degli<br />
artisti più ammirati del Novecento.<br />
Forme impossibili, prospettive<br />
infinite, animali geometrizzati,<br />
spazi irreali affollano le composi-<br />
zioni di Escher, animate dal senso<br />
grafico non meno che dagli studi<br />
matematici e geometrici, creando<br />
opere geniali, poliedriche, divertenti<br />
e curiose.<br />
La mostra risulta essere un’ottima<br />
occasione per penetrare<br />
il mondo giocoso e complesso,<br />
simpatico e unico del grande artista,<br />
che con xilografie, litografie,<br />
disegni e acquarelli sonda al contempo<br />
spazi matematici e visioni<br />
artistiche.<br />
Emilio Isgrò<br />
fino al 30 settembre 2016<br />
Con una grande antologica Milano<br />
rende omaggio a Emilio Isgrò,<br />
artista concettuale e pittore ma<br />
anche poeta, scrittore, drammaturgo<br />
e regista: uno dei nomi<br />
dell’arte italiana più conosciuti a<br />
livello internazionale. Con le sue<br />
“cancellature” di testi, applicate<br />
su enciclopedie, manoscritti, libri,<br />
mappe e pellicole cinematografiche,<br />
Isgrò ha reinterpretato la<br />
parola tramutandola in linguaggio<br />
visuale.<br />
Mudec (via Tortona 56)<br />
www.mudec.it<br />
Joan Mirò. La forza della materia<br />
dal 25 marzo all’11 settembre 2016<br />
La mostra ripercorre l’intera produzione<br />
dell’artista catalano, divenuto<br />
famoso a livello mondiale<br />
per la leggerezza visiva delle sue<br />
opere, unita ad una profondità<br />
poetica di grande originalità.<br />
42 • Orizzonte Magazine
L’arte di Joan Mirò , sognante e<br />
quasi infantile all’apparenza, si lega<br />
in realtà con tutta una serie<br />
di suggestione diverse dell’arte<br />
del Novecento, fondendosi con<br />
quelle correnti d’avanguardia con<br />
cui Mirò era entrato in contatto<br />
dopo il suo trasferimento a Parigi.<br />
Museo Diocesano<br />
(corso di Porta Ticinese 95)<br />
www.museodiocesano.it<br />
Antonio da Fabriano. La Madonna<br />
della Misericordia<br />
fino al 20 novembre 2016<br />
Per tutta la durata del Giubileo<br />
straordinario della Misericordia,<br />
voluto da papa Francesco, il Museo<br />
Diocesano ospita la Madonna della<br />
Misericordia di Antonio da Fabriano.<br />
Il dipinto, un olio e tempera su<br />
tavola, realizzato da maestro marchigiano<br />
intorno al 1470, è stato recentemente<br />
oggetto di un accurato<br />
intervento condotto dallo Studio di<br />
restauro Carlotta Beccaria & C.<br />
TORINO<br />
Palazzo Madama<br />
(Piazza Castello)<br />
http://www.palazzomadamatorino.it/<br />
Marilyn Monroe. La donna oltre<br />
il mito<br />
fino al 19 settembre 2016<br />
Palazzo Madama dedica a Marilyn<br />
una grande mostra che documenta<br />
la vita della celebre attrice attraverso<br />
l’esposizione di150 oggetti<br />
personali, molti dei quali provenienti<br />
dalla sua casa di 5th Helena<br />
Drive in Brentwood, California,<br />
lasciati al suo maestro di recitazione<br />
e mentore Lee Strasberg.<br />
Vestiti, accessori, oggetti personali,<br />
articoli di bellezza, documenti,<br />
lettere, appunti su quaderni,<br />
contratti cinematografici, oggetti<br />
di scena e spezzoni di film. E le<br />
meravigliose fotografie della diva,<br />
quelle inedite e originali della<br />
Nella foto:<br />
David Seidner<br />
Mostra alla Galleria C. Sozzani, Milano.<br />
Galleria Carla Sozzani<br />
(corso Como 10)<br />
David Seidner<br />
dal 4 settembre al 1 novembre 2016<br />
Per la prima volta in Italia una<br />
mostra inedita di David Seidner,<br />
uno dei massimi esponenti della<br />
fotografia di moda degli anni ‘80<br />
e ‘90. La mostra, in collaborazione<br />
con l’International Center of<br />
Photography di New York, prevede<br />
un corpus di cinquanta fotografie<br />
che ripercorrono la sua<br />
ricerca fotografica in oscillazione<br />
continua tra la moda, il ritratto e<br />
la storia dell’arte.<br />
Orizzonte Magazine • 43
stampa del tempo, e quelle scattate<br />
dai leggendari fotografi di<br />
Marilyn Monroe - Milton Greene,<br />
Alfred Eisenstaedt, George Barris<br />
e Bernt Stern - che la ritrasse poco<br />
prima della morte in un famoso<br />
servizio per Vogue.<br />
Museo Egizio<br />
(via Accademia delle Scienze, 6)<br />
www.museoegizio.it<br />
Il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto<br />
cato nuove terre, incontrato culture<br />
diverse e sono giunti sino a noi.<br />
Partendo da Alessandria d’Egitto,<br />
passando dalla greca Delo e approdando<br />
a Pozzuoli, in Campania,<br />
seguiamo l’evoluzione di culti e<br />
motivi iconografici egizi. Il percorso<br />
espositivo si sofferma in particolare<br />
sui siti campani di Pozzuoli, Cuma<br />
e Benevento, con un approfondimento<br />
su Pompei e Ercolano.<br />
Museo Accorsi-Ometto (via Po, 55)<br />
Pinacoteca Accademia Albertina<br />
(via Accademia Albertina, 6)<br />
www.fondazioneaccorsi-ometto.it/<br />
http://www.accademialbertina.torino.it/<br />
Andrea Gastaldi. Le opere e i<br />
giorni<br />
nel mondo Romano<br />
fino al 4 settembre 2016<br />
Dall’Egitto faraonico all’Italia Romana:<br />
un viaggio che ha come<br />
sfondo il Mediterraneo e come<br />
protagonisti oggetti e immagini<br />
che dalle rive del Nilo hanno tocfino<br />
al 4 settembre 2016<br />
La mostra, curata da Giovanni<br />
Cordero, intende esplorare l’arte<br />
e la pittura di Andrea Gastaldi,<br />
attraverso un percorso espositivo<br />
che valorizzi il suo gusto artistico<br />
fatto di virtuosismo, bello ideale e<br />
indagine naturalistica sulla realtà.<br />
Si tratta della prima esposizione<br />
di un ciclo, intitolato “I Maestri<br />
dell’Accademia Albertina”, dedicato<br />
ai più significativi docenti della<br />
prestigiosa Accademia torinese e<br />
che si svilupperà in contemporanea<br />
nelle sale espositive della Pinacoteca<br />
Albertina e del Museo<br />
Accorsi-Ometto. Per circa 30 anni<br />
insegnante di pittura presso l’Accademia<br />
Albertina, Andrea Gastaldi<br />
(1826-1889) aggiornò con<br />
un’impronta cosmopolita l’arte<br />
italiana attraverso prolungati soggiorni<br />
di studio (tra cui una decina<br />
d’anni trascorsi a Parigi), inserendo<br />
quei nuovi stilemi estetici, prima<br />
romantici poi realisti, che venivano<br />
ad affermarsi in tutta Europa<br />
VENARIA REALE (TO)<br />
Reggia di Venaria<br />
(Piazza della Repubblica, 4)<br />
www.lavenaria.it<br />
Il mondo di Steve McCurry<br />
dal 2 aprile al 2 ottobre 2016<br />
Steve McCurry è uno dei più grandi<br />
maestri della fotografia contem-<br />
Foto sopra:<br />
Andrea Gastaldi,<br />
Prova per il dipinto “La Primavera”.<br />
Mostra all’Accademia Albertina, Torino.<br />
44 • Orizzonte Magazine
poranea, punto di riferimento per<br />
un larghissimo pubblico, soprattutto<br />
di giovani, che nelle sue fotografie<br />
riconoscono un modo di<br />
guardare il nostro tempo e, in un<br />
certo senso, “si riconoscono”.<br />
In ogni scatto di Steve McCurry è<br />
racchiuso un complesso universo<br />
di esperienze e di emozioni, molte<br />
delle sue immagini, a partire dal<br />
ritratto di Sharbat Gula, sono diventate<br />
delle vere e proprie icone,<br />
conosciute in tutto il mondo.<br />
La mostra comprende circa 250<br />
tra le fotografie più famose, scattate<br />
nel corso della sua trentennale<br />
carriera, ma anche alcuni dei suoi<br />
lavori più recenti e altre foto non<br />
ancora pubblicate nei suoi numerosi<br />
libri. Il percorso espositivo propone<br />
un lungo viaggio nel mondo<br />
di McCurry, dall’Afganistan all’India,<br />
dal Sudest asiatico all’Africa, da Cuba<br />
agli Stati Uniti, dal Brasile all’Italia,<br />
attraverso il suo vasto e affascinante<br />
repertorio di immagini.<br />
Meraviglie degli Zar. I Romanov<br />
e il Palazzo Imperiale di<br />
Peterhof<br />
fino al 29 gennaio 2017<br />
La mostra ripercorre lo splendore<br />
di uno dei complessi di palazzi<br />
e fontane più sontuosi d’Europa:<br />
grandi proiezioni, immagini e un<br />
centinaio di opere tra dipinti, abiti,<br />
porcellane, arazzi ed oggetti preziosi<br />
provenienti dalle sale auliche<br />
di Peterhof, rievocano una delle<br />
più importanti e prestigiose residenze<br />
dei Romanov, oggi meta<br />
principale del turismo culturale in<br />
Russia.<br />
GENOVA<br />
Palazzo Ducale<br />
(piazza Matteotti 9)<br />
www.palazzoducale.genova.it<br />
Alfons Mucha e le atmosfere<br />
art nouveau<br />
fino al 18 settembre 2016<br />
Il nucleo principale della mostra<br />
è costituito da 120 opere tra affiches<br />
e pannelli decorativi di Alfons<br />
Mucha (1860-1939), provenienti<br />
dalla Richard Fuxa Foundation.<br />
L’artista ceco è stato uno dei<br />
più significativi interpreti dell’Art<br />
Nouveau, divenendo ben presto il<br />
“promotore” di un nuovo linguaggio<br />
comunicativo, di un’arte visiva<br />
innovativa e potente: le immagini<br />
femminili dei suoi manifesti erano<br />
molto diffuse e popolari in tutti i<br />
campi della società del suo tempo<br />
e ancora oggi si può facilmente<br />
individuare la sua inconfondibile cifra<br />
stilistica, che lo ha reso eterno<br />
simbolo dell’Art Nouveau<br />
BARD (AO)<br />
Forte di Bard<br />
www.fortedibard.it<br />
Elliot Erwitt. Retrospective<br />
dall’11 giugno al 13 novembre 2016<br />
La mostra è realizzata in collabo-<br />
Foto sotto:<br />
Il Servizio Guriev, il più famoso<br />
servizio da tavola degli Zar<br />
Mostra alla Reggia di Venaria, Torino.<br />
Orizzonte Magazine • 45
azione con Magnum Photos Paris,<br />
dedicata all’immensa opera fotografica<br />
di Elliott Erwitt, uno dei<br />
più importanti fotografi del nostro<br />
tempo, nato a Parigi nel 1928, cresciuto<br />
in Italia e vissuto negli Stati<br />
Uniti. Le immagini sono state selezionate<br />
fra le più significative e iconiche<br />
della sua immensa produzione<br />
e coprono un arco temporale<br />
che va dal 1948 al 2005.<br />
Marc Chagall. La vie<br />
dal 25 giugno al 13 novembre 2016<br />
La proposta culturale estiva del<br />
Forte culminerà con la mostra dedicata<br />
alla vocazione poetica del<br />
grande artista russo. Il percorso<br />
espositivo prende il nome e ruota<br />
intorno all’opera La vie, eccezionalmente<br />
concessa in prestito<br />
dalla Fondation Marguerite et Aimé<br />
Maeght di Saint-Paul-de-Vence, che<br />
ha partecipato all’organizzazione<br />
della mostra insieme al Museo<br />
Foto sopra:<br />
Ippolito Caffi,<br />
Neve e nebbia in Canal Grande<br />
Mostra al Museo Correr, Venezia.<br />
Picasso di Münster e il Comitato<br />
Chagall di Parigi. Questo imponente<br />
olio su tela, realizzato nel 1964,<br />
riunisce in sé la maggior parte dei<br />
temi che caratterizzano la produzione<br />
artistica di Chagall. La mostra<br />
propone ai visitatori una scelta<br />
di dipinti, acquerelli, gouaches,<br />
litografie, ceramiche, tappezzerie,<br />
oltre a un approccio sensoriale legato<br />
al piacere delle forme, dei<br />
colori e della poesia, con l’obiettivo<br />
di avvicinare il pubblico alla visione<br />
artistica di Chagall, quella di<br />
un universo riconciliato grazie alla<br />
vita, all’amore e all’arte.<br />
VENEZIA<br />
Museo Correr<br />
(San Marco 52)<br />
www.correr.visitmuve.it<br />
Ippolito Caffi 1809-1866. Tra<br />
Venezia e l’Oriente<br />
fino all’8 gennaio 2017<br />
A 150 anni dalla morte del grande<br />
artista bellunese, la Fondazione<br />
Musei Civici di Venezia espone per<br />
la prima volta l’intero corpus di dipinti<br />
di Ippolito Caffi, il più innova-<br />
tivo e originale vedutista dell’Ottocento<br />
italiano. Al Museo Correr<br />
è possibile visitare la più completa<br />
raccolta del percorso artistico<br />
di un pittore del XIX secolo, che<br />
fu viaggiatore instancabile per inquietudine<br />
personale e desiderio<br />
di conoscenza.<br />
Palazzo Mocenigo<br />
(Santa Croce 1992)<br />
http://mocenigo.visitmuve.it/<br />
Dialoghi inediti tra Vetro e<br />
Profumo<br />
fino al 25 settembre 2016<br />
Il museo di Palazzo Mocenigo –<br />
Centro Studi di Storia del Tessuto e<br />
del Costume, che racchiude nel suo<br />
itinerario espositivo un originale<br />
e ricercato percorso dedicato al<br />
profumo e alle essenze, è il fulcro<br />
di un progetto inedito e sfaccettato<br />
sulla storia delle manifatture<br />
del vetro e del profumo, oggi più<br />
che mai prodotti artistici che assurgono<br />
a matrici identitarie di Venezia.<br />
Una decina di pezzi unici da<br />
collezione, creati dai maestri vetrai<br />
e designers del vetro, “dialogheranno”<br />
con altrettante fragranze<br />
46 • Orizzonte Magazine
esclusive create ad hoc dai maestri<br />
profumieri di Mavive, in un’affascinante<br />
esposizione che racconterà<br />
quell’intensa relazione che ha legato<br />
attraverso i secoli le eccellenze<br />
artigianali e artistiche del vetro di<br />
Murano e del profumo a Venezia.<br />
Peggy Guggenheim Museum<br />
(Dorsoduro 704)<br />
http://www.guggenheim-venice.it/<br />
IMAGINE. Nuove immagini<br />
nell’arte italiana 1960-1969<br />
fino al 19 settembre 2016<br />
Un’inedita quanto originale lettura<br />
dell’arte italiana attraverso gli anni<br />
’60, che intende analizzare la nascita<br />
della nuova immagine. Nell’Italia<br />
dei primi anni sessanta, al culmine<br />
del miracolo economico, le sperimentazioni<br />
artistiche si susseguono,<br />
si mescolano e si intrecciano<br />
con rapidità e intensità straordinarie.<br />
Proprio alla<br />
ricchezza propositiva<br />
ed eterogenea<br />
di questo decennio<br />
è dedicata<br />
questa mostra,<br />
che si offre come<br />
una possibile<br />
lettura della varietà<br />
degli aspetti<br />
di quella vitalità<br />
creativa. È infatti<br />
il tema dell’immagine<br />
il fil rouge di<br />
un percorso che si<br />
snoda attraverso<br />
sguardi e prospettive<br />
originali e che,<br />
prendendo avvio<br />
dal superamento<br />
del monocromo, analizza la nascita<br />
di un nuovo linguaggio rappresentativo<br />
di un momento meno noto<br />
e approfondito dell’arte italiana.<br />
Palazzo Fortuny<br />
(Campo S. Beneto, 3780)<br />
http://fortuny.visitmuve.it/<br />
Quand fondra la neige, où ira<br />
le blanc. Collezionismo Contemporaneo<br />
a Palazzo Fortuny<br />
fino al 10 ottobre 2016<br />
Un tema di grande attualità, che vede<br />
come primo protagonista Enea<br />
Righi, imprenditore bolognese che<br />
in trent’anni – guidato dalla volontà<br />
di sostenere la produzione artistica<br />
– ha plasmato una delle più importanti<br />
collezioni d’arte contemporanea<br />
presenti nel nostro paese. Eric<br />
Mézil e Lorenzo Paini, curatori della<br />
mostra, hanno selezionato un nucleo<br />
di opere della collezione Righi<br />
partendo dalle specificità degli spazi<br />
e dalla storia di Palazzo Fortuny,<br />
definendo alcuni dei temi più significativi<br />
tra quelli che s’intrecciano<br />
nella collezione.<br />
BASSANO DEL GRAPPA (VI)<br />
Museo Civico<br />
(piazza Garibaldi, 34)<br />
www.comune.bassano.vi.it<br />
Il magnifico guerriero<br />
fino al 19 gennaio 2017<br />
Di ritratti di Jacopo Bassano se ne<br />
conoscono pochi, tutti molto belli.<br />
“Il Magnifico Guerriero”, o più esattamente<br />
“Il ritratto di uomo in armi”<br />
rappresenta un affascinate nobi-<br />
Deimantas Narkevicius,<br />
Holy War, 1996<br />
Mostra a Palazzo Fortuny, Venezia.<br />
Orizzonte Magazine • 47
A destra:<br />
Frammento di capitello achemenide<br />
(VI-IV sec. a.C.).<br />
Mostra al Museo Archeologico, Aquileia.<br />
Nella pagina a destra:<br />
Domon Ken Pescatrici di perle<br />
Mostra all’Ara Pacis, Roma<br />
luomo dalla fulva, curatissima barba.<br />
Non un giovane ma un uomo<br />
maturo, certo aduso al comando<br />
ma soprattutto ad una vita raffinata<br />
lontano dai campi di battaglia.<br />
Indossa una preziosa corazza alla<br />
moda dell’epoca, che lo costringe,<br />
ma che non riesce ad ingabbiare<br />
la sua grazia e la sua flessibilità. Le<br />
lunghe dita, curate e perfette, non<br />
sembrano le più adatte a menar<br />
fendenti, così come il suo spadino<br />
di ferro e oro sembra più da parata<br />
che da battaglia.<br />
ROVERE-<br />
TO (TN)<br />
MART (Corso<br />
Bettini 43)<br />
www.mart.trento.it<br />
I pittori della luce.<br />
Dal Divisionismo<br />
al Futurismo<br />
fino al 9 ottobre<br />
2016<br />
Progetto espositivo<br />
che comprende<br />
capolavori<br />
provenienti<br />
dalle Collezioni del<br />
Mart e prestigiosi<br />
prestiti pubblici e privati,<br />
narra le origini e<br />
lo sviluppo del Divisionismo,<br />
che ha svolto<br />
un ruolo fondamentale nel<br />
rinnovamento artistico italiano tra<br />
fine ‘800 e inizio ‘900, trovando il<br />
suo ideale seguito nell’avanguardia<br />
futurista.<br />
AQUILEIA (UD)<br />
Museo Archeologico<br />
Nazionale<br />
(via Roma 1)<br />
http://www.museoarcheologicoaquileia.beniculturali.it/<br />
Leoni e Tori dall’antica Persia ad<br />
Aquileia<br />
fino al 30 settembre 2016<br />
La mostra “Leoni e Tori dall’antica<br />
Persia ad Aquileia”, le cui preziose<br />
opere provengono dal National<br />
Museum of Iran di Tehran e dal Museo<br />
di Persepoli, mette a confronto<br />
civiltà diverse ma ricche di superbi<br />
tesori d’arte, mediante<br />
il dialogo<br />
diretto in museo. Le<br />
preziose testimonianze<br />
materiali di un mondo<br />
che, pur nella sua<br />
lontananza geografica,<br />
ebbe con la civiltà occidentale<br />
numerosi contatti, sono<br />
protagoniste<br />
di un nuovo<br />
allestimento,<br />
ancor a<br />
una volta<br />
concepito<br />
per dare<br />
il massimo risalto<br />
ai pezzi ospitati,<br />
valorizzando<br />
nel contempo<br />
la suggestiva<br />
cornice della raccolta archeologica<br />
aquileiese.<br />
FAENZA (RA)<br />
MIC Museo Internazionale<br />
delle Ceramiche<br />
(viale Beccarini, 19)<br />
http://www.micfaenza.org/<br />
Stili di vita europei attraverso<br />
la ceramica. Dal Barocco ai<br />
giorni nostri<br />
dal 23 aprile all’11 settembre 2016<br />
Un’esplorazione della ceramica nel<br />
tempo, nei diversi contesti geografici<br />
storici e culturali, che evidenzia<br />
le grandi possibilità offerte dalla ceramica<br />
e i risultati da essa raggiunti<br />
in Europa. La mostra si prefigge<br />
obiettivi fondamentali: raccontare<br />
una storia di popoli e culture, attrarre<br />
l’attenzione di un pubblico<br />
sempre più vasto sulle tematiche<br />
della ceramica e offrire alla produzione<br />
attuale nuovi stimoli creativi.<br />
PERUGIA<br />
Palazzo Lippi Assandri<br />
(corso Vannucci, 39)<br />
www.fondazionecariperugiaarte.it/<br />
I Tesori della Fondazione Cassa<br />
di Risparmio di Perugia e il caravaggismo<br />
nelle collezioni di<br />
Perugia<br />
fino al 20 novembre 2016<br />
Si tratta di oltre 50 dipinti di grande<br />
rilievo, rappresentativi non solo<br />
delle esperienze artistiche che<br />
si affermano in Umbria nell’arco di<br />
quattro secoli, dal Trecento al Settecento,<br />
ma anche di altri aspetti<br />
della cultura figurativa italiana dal<br />
48 • Orizzonte Magazine
Rinascimento al Barocco.<br />
ROMA<br />
Ara Pacis<br />
(Lungotevere in Augusta, ang. via Tomacelli)<br />
http://www.arapacis.it<br />
Domon Ken<br />
dal 27 maggio al 18 settembre 2016<br />
Monografica dedicata a uno dei<br />
fotografi più importanti della storia<br />
della fotografia moderna giapponese,<br />
che espone per la prima volta<br />
fuori dai confini del Giappone. Domon<br />
Ken (1909-1990) è considerato<br />
il maestro del realismo. In mostra<br />
circa 150 fotografie, in bianco<br />
e nero e a colori, realizzate tra gli<br />
anni Venti e gli anni Settanta del<br />
‘900, che raccontano il percorso di<br />
ricerca verso il realismo sociale.<br />
Chiostro del Bramante<br />
(via Arco della Pace 5)<br />
http://chiostrodelbramante.it<br />
I macchiaioli. Le collezioni svelate<br />
fino al 4 settembre 2016<br />
In mostra oltre 110 opere che<br />
rappresentano la punta di diamante<br />
di ricchissime raccolte di<br />
grandi mecenati dell’epoca, personaggi<br />
di straordinario interesse,<br />
accomunati dalla passione per<br />
la pittura, imprenditori e uomini<br />
d’affari innamorati della bellezza,<br />
senza i quali oggi non avremmo<br />
potuto ammirare questi capolavori.<br />
Talvolta donate dagli autori<br />
stessi e più spesso acquistate per<br />
sostenere gli amici pittori in difficili<br />
momenti, queste opere - in<br />
grado di assecondare il piacere<br />
estetico e arricchire le più grandi<br />
quadrerie - sono diventate capolavori<br />
ricercati anche dai grandi<br />
intenditori d’arte dei nostri giorni.<br />
Santa Maria Antiqua<br />
(Foro Romano)<br />
www.archeoroma.beniculturali.it<br />
Santa Maria Antiqua. Tra Roma<br />
e Bisanzio<br />
fino all’11 settembre 2016<br />
Santa Maria Antiqua, la basilica nel<br />
Foro Romano scoperta nel 1900<br />
alle pendici del Palatino, dopo<br />
più di trent’anni è stata riaperta<br />
al pubblico. La chiesa conserva<br />
sulle sue pareti un patrimonio di<br />
pitture, databile dal VI al IX secolo,<br />
unico nel mondo cristiano del<br />
primo millennio. Resta un’eccezionale<br />
testimonianza nello sviluppo<br />
della pittura non solo romana, ma<br />
di tutto il mondo greco bizantino<br />
contemporaneo: l’iconoclastia<br />
cancellò infatti gran parte delle immagini<br />
sacre di quell’epoca. La riapertura<br />
della chiesa si accompagna<br />
alla mostra “Santa Maria Antiqua.<br />
Tra Roma e Bisanzio”, “mostra” del<br />
monumento stesso, perché gravita<br />
intorno al ruolo che l’edificio, con i<br />
suoi dipinti, ha giocato nell’area del<br />
Foro Romano post-classico cristianizzato<br />
e al rapporto con la Roma<br />
altomedioevale.<br />
NAPOLI<br />
Museo Archeologico Nazionale<br />
(piazza Museo, 19)<br />
Mito e Natura. Dalla Grecia a<br />
Pompei<br />
www.mostramitonatura.it/<br />
fino al 30 settembre 2016<br />
La mostra, rimodulata sui nuovi<br />
spazi che l’accolgono e impreziosita<br />
da ulteriori prestiti, racconta<br />
la natura nei suoi vari aspetti, in<br />
stretto rapporto con l’intervento<br />
dell’uomo. Comporre giardini era<br />
una vera arte, in stretto dialogo<br />
con le pareti affrescate e gli oggetti<br />
che arredavano gli ambienti.<br />
Orizzonte Magazine • 49
RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI<br />
CON IL COACHING<br />
I<br />
l coaching è un metodo<br />
ideato da J. Withmore con<br />
applicazione in vari ambiti<br />
(sport, carriera, business e<br />
vita privata), che consiste in interventi<br />
formativi orientati non<br />
tanto alla trasmissione di nozioni,<br />
quanto piuttosto allo sviluppo<br />
delle potenzialità delle persone,<br />
in modo da permettere loro di<br />
raggiungere con maggiore successo<br />
i propri obiettivi.<br />
Il coaching ha elaborato alcune<br />
strategie e linee guida adatte a facilitare<br />
la definizione e il raggiungimento<br />
degli obiettivi, massimizzando<br />
il potenziale degli individui,<br />
lavorando singolarmente o in picdi<br />
Claudia Minozzi *<br />
* business e life coach iscritta ICF,<br />
International Coach Federation.<br />
coli gruppi.<br />
Innanzitutto, un obiettivo va distinto<br />
da un generico “desiderio”,<br />
per precise caratteristiche: un<br />
obiettivo è specifico, misurabile,<br />
acquisibile, realistico e tempificato<br />
(ovvero definito secondo<br />
tempistiche prefissate). Questi<br />
elementi sono raccolti nella sigla<br />
SMART (formata dalle iniziali degli<br />
aggettivi appena elencati), elaborato<br />
da J. Withmore.<br />
Il processo di pensiero che il metodo<br />
sviluppa procede per tappe:<br />
la definizione dell’obiettivo, l’analisi<br />
della situazione attuale di partenza,<br />
le risorse e le opzioni che<br />
si possiedono per raggiungere ta-<br />
50 • Orizzonte Magazine
le obiettivo, e lo sviluppo di una<br />
serie di atti concreti da mettere<br />
in pratica impegnandosi con volontà,<br />
ovvero dei comportamenti<br />
tangibili e ordinati in un piano di<br />
azione che la persona si impegna<br />
a portare avanti. Tutto ciò viene<br />
riassunto dall’ideatore del metodo<br />
con la sigla GROW (che oltre<br />
ad essere l’acronimo dei termini<br />
inglesi “goal; reality; options; will”<br />
è anche il vocabolo anglosassone<br />
che significa “crescita”, perché<br />
il coaching è mirato alla crescita<br />
delle performance, dell’individuo<br />
e delle organizzazioni aziendali).<br />
Il coaching è adattissimo nelle<br />
aziende, nelle attività commerciali,<br />
nelle start up: la crescita e il miglioramento<br />
delle prestazioni, nonché<br />
lo sviluppo della risorsa umana<br />
(intesa nella sua globalità) sono<br />
gli scopi che un bravo manager<br />
o un piccolo imprenditore deve<br />
perseguire per il buon andamento<br />
dell’organizzazione in cui opera.<br />
È anche assolutamente efficace<br />
per le singole persone, per raggiungere<br />
obiettivi di miglioramento<br />
di carriera, un cambiamento di<br />
lavoro, la realizzazione di un progetto,<br />
ecc.<br />
Ancora oggi c’è poca conoscenza<br />
e diffusione dell’approccio del<br />
coaching in Italia, ma stiamo assistendo<br />
ad un cambiamento nella<br />
società, per cui il coaching viene<br />
sempre più utilizzato.<br />
Esso utilizza una tecnica basata su<br />
domande e assegnazione di esercizi/compiti,<br />
i cosiddetti “task”. Le<br />
domande principali (definite “domande<br />
potenti” perché possono<br />
attivare risposte/azioni efficaci)<br />
sono correlate all’obiettivo che si<br />
vuole raggiungere, seguendo gli<br />
schemi elaborati da Withmore<br />
(in estrema sintesi: quale obiettivo<br />
vuoi raggiungere? Da che punto<br />
parti? cosa ti manca per arrivarci?<br />
Quali opzioni/risorse hai per arrivarci?<br />
Come ti accorgerai che sei<br />
arrivato/come misurerai i risultati?<br />
ecc.), focalizzandosi su obiettivi<br />
Orizzonte Magazine • 51
SMART (specifici, misurabili, acquisibili,<br />
realistici, tempificati).<br />
Gli esercizi/task invece non sono<br />
standardizzati a priori ma vengono<br />
adeguati a quelli che sono gli<br />
obiettivi, le tempistiche, e le persone<br />
coinvolte (ovvero chi svolge<br />
il ruolo di “coach”, facendo domande,<br />
dando feedback e task;<br />
e chi partecipa ad un processo<br />
di coaching, che viene definito<br />
“coachee”, come da definizione<br />
ICF, International coach<br />
federation).<br />
I task sono collegati agli<br />
“allenamenti” (il termine<br />
coaching viene spesso tradotto<br />
come allenamento)<br />
in vista del raggiungimento<br />
della meta finale.<br />
Considerando che il metodo<br />
ha come caratteristica<br />
principale la capacità<br />
di massimizzare il potenziale<br />
delle persone, i task inizialmente<br />
saranno dati dal coach,<br />
ma alla fine di un percorso di miglioramento<br />
saranno le persone<br />
stesse a darsi in modo autonomo<br />
dei task/allenamenti personalizzati,<br />
per raggiungere l’obiettivo<br />
di performance, mirati a sviluppare<br />
proprio ciò che a loro ancora<br />
manca per arrivare a meta.<br />
Oltre ai task, è opportuno che chi<br />
esercita il coaching fornisca anche<br />
feedback efficaci, cioè risposte<br />
in base ad un’azione eseguita dal<br />
coachee/cliente: se l’azione allontana<br />
dall’obiettivo, è necessario<br />
stimolare consapevolezza nella<br />
persona che sta andando nella direzione<br />
sbagliata; se invece l’azione<br />
è appropriata all’obiettivo non<br />
bisogna dimenticare di esprimere<br />
approvazione e sinceri complimenti<br />
(spesso questo manca nei<br />
contesti lavorativi italiani), perché<br />
un rinforzo positivo aumenta la<br />
probabilità che una azione corretta<br />
ed efficace venga ripetuta<br />
da chi l’ha messa<br />
in atto.<br />
Infatti, il<br />
coaching<br />
s e r v e<br />
a n c h e<br />
a far<br />
svilupp<br />
a r e<br />
nelle<br />
persone<br />
u n a<br />
volontà<br />
all’azione,<br />
in<br />
q u a n t o<br />
per ottenere<br />
risultati<br />
concreti e<br />
duraturi è<br />
necessario<br />
che ci sia un<br />
impegno reale<br />
e profondo nelle<br />
persone, piuttosto che la semplice<br />
esecuzione di compiti impartiti<br />
dall’esterno: in quest’ultimo caso,<br />
per esempio, in un’azienda basta<br />
che il manager o il titolare allenti il<br />
controllo che la performance cala.<br />
Punti fondamentali perciò di<br />
questo approccio sono volontà,<br />
sviluppo dell’autonomia, miglioramento<br />
continuo e responsabilizzazione:<br />
considerati questi<br />
elementi, il coaching<br />
può essere definito<br />
un metodo che ha<br />
nella componente<br />
emozionale<br />
delle persone<br />
il proprio oggetto<br />
principale.<br />
Infatti,<br />
tra le domande<br />
fondamentali<br />
che il<br />
coaching pone<br />
nei riguardi<br />
di un processo<br />
di cambiamento/<br />
miglioramento<br />
che deve essere<br />
realizzato, un primo<br />
quesito chiede se<br />
tale processo è espresso<br />
in termini positivi: definire<br />
un cambiamento in termini vincenti<br />
equivale a indicare non tanto<br />
quale situazione si vuole sul<br />
momento, quanto piuttosto qua-<br />
52 • Orizzonte Magazine
le situazione si vuole raggiungere.<br />
Una seconda domanda, per certi<br />
versi legata alla prima, chiede se<br />
il cambiamento è definito sensorialmente,<br />
cioè se è espresso<br />
in termini concreti (visualizzabili,<br />
tangibili, eccetera).<br />
Ma la componente delle emozioni<br />
non deve far travisare le<br />
caratteristiche del metodo,<br />
che non è affatto astratto<br />
o “filosofico”: infatti,<br />
il coaching suggerisce<br />
che è importante do-<br />
man-<br />
d a r s i<br />
innanzitutto<br />
se il<br />
miglioramento<br />
che si vuole introdurre<br />
è verificabile, cioè se possono essere<br />
elaborati strumenti di analisi<br />
che permettano di misurare i<br />
risultati effettivamente raggiunti,<br />
in modo da capire se la strada<br />
seguita è quella giusta o se è necessario<br />
apportare cambiamenti.<br />
In tal caso, è opportuno tentare<br />
di dare risposte ad un ulteriore<br />
quesito, quello con cui si chiede<br />
quali sono gli eventuali ostacoli<br />
che impediscono di raggiungere<br />
gli obiettivi prefissati.<br />
Nei prossimi articoli, si faranno<br />
esempi e si darà qualche suggerimento<br />
per superare gli ostacoli.<br />
Il metodo è valido sia per singole<br />
persone, che per gruppi di lavoro<br />
che vogliano modificare qualche<br />
dinamica interna o apportare miglioramenti<br />
a qualche processo di<br />
lavoro.<br />
Con un intervento del genere<br />
si va oltre la semplice<br />
formazione, perché<br />
i membri del team<br />
imparano ad arrivare<br />
da soli a soluzioni<br />
utili e creative,<br />
e questo<br />
apprendimento<br />
sarà poi applicabile<br />
in situazioni<br />
analoghe: in sintesi,<br />
questo approccio<br />
è basato<br />
su un metodo che<br />
aiuta ad imparare<br />
dall’esperienza, fa leva<br />
su un processo di<br />
pensiero creativo e si<br />
rafforza grazie alla figura del<br />
“coach”, ovvero colui/colei che<br />
accompagna le persone verso<br />
il raggiungimento dell’obiettivo,<br />
verso un nuovo stato desiderato<br />
di cambiamento e miglioramento.<br />
La collaborazione che si instaura<br />
con la figura del coach, per essere<br />
efficace, deve essere basata su<br />
fiducia reciproca, ascolto, sincerità<br />
e su un rinforzo positivo dei<br />
progressi e delle abilità che una<br />
persona mette in atto durante il<br />
processo di coaching. Il coach può<br />
essere un professionista esterno<br />
ad un contesto lavorativo, oppure<br />
può essere un elemento del<br />
personale interno debitamente<br />
formato a questo metodo.<br />
In Italia la professione del coach è<br />
regolata dalla legge 4 del 2013, per<br />
le professioni non organizzate in<br />
ordini e collegi: va segnalato però<br />
che a livello internazionale esistono<br />
delle organizzazioni che valutano<br />
il percorso di formazione che<br />
ha seguito il coach, e prevedono<br />
standard di qualità. Per scegliere<br />
un buon coach quindi si consiglia<br />
di fare riferimento agli standard di<br />
competenza previsti dall’International<br />
Coach Federation (ICF).<br />
Nei prossimi articoli, si daranno<br />
maggiori informazioni su come<br />
valutare i risultati del coaching, e<br />
consigli su come applicare il metodo<br />
su obiettivi concreti nel lavoro<br />
e nella vita.<br />
Orizzonte Magazine • 53
Studio Vangi<br />
commercialisti in Modugno<br />
via S. Teresa, 14 - 70026 Modugno (BA)<br />
www.studiovangi.it<br />
54 • Orizzonte Magazine
POMODORI ALLA ROMANA<br />
CON PATATE<br />
Orizzonte Magazine • 55
POMODORI ALLA ROMANA<br />
CON PATATE<br />
di Ornella Mirelli<br />
I<br />
l pomodoro è oggi il protagonista<br />
della cucina mediterranea,<br />
tanto che non<br />
riusciamo neanche ad immaginare<br />
di farne senza, ma non<br />
è stato sempre così, anzi il pomodoro<br />
è giunto in cucina ben due<br />
secoli dopo il suo approdo in Europa<br />
dal Nuovo Mondo ad opera<br />
di Fernando Cortés.<br />
Fino al ‘700 questa pianta veniva<br />
considerata una pianta ornamentale,<br />
perfino pericolosa per la salute<br />
ed anzi, per la sua appartenenza<br />
alle solanacee, è comparsa molto<br />
spesso nei processi per stregoneria.<br />
Da qui alla fama di pianta<br />
medicinale e afrodisiaca il passo è<br />
stato breve e questa rinomanza,<br />
insieme alle sue caratteristiche decorative,<br />
ne hanno fatto oggetto<br />
di dono e di pegno d’amore nelle<br />
classi nobili e perfino nelle corti<br />
europee.<br />
Il suo ingresso in cucina il pomodoro<br />
lo fa alla fine del ‘600, in Italia<br />
in particolare, dove Antonio Latini<br />
lo inserisce per ben due volte nel<br />
suo ricettario “Lo Scalco alla Moderna”.<br />
Nel 1705 gli fa eco Francesco<br />
Gaudentio, che parla di una<br />
ricetta al pomodoro nel suo “Panunto<br />
toscano”.<br />
E’ solo l’inizio, la capacità del pomodoro<br />
di abbinarsi a molti alimenti<br />
lo pone in relazione con<br />
diversi cibi, in particolare col riso,<br />
che può costituire un ripieno gustoso<br />
con cui farcire i pomodori<br />
prima di passarli in forno. Come<br />
nei pomodori alla romana, un piatto<br />
unico profumato, gustosissimo,<br />
adatto a essere cucinato preventivamente<br />
e quindi servito a temperatura<br />
ambiente, quando gli aromi<br />
e i sapori si sono ben amalgamati.<br />
Per questa ricetta<br />
Ho usato pomodori pugliesi a<br />
grappolo, grossi, rossi, belli sodi e<br />
con un leggero sentore acidulo, e<br />
poi basilico, mentuccia, erba cipollina,<br />
prezzemolo, rosmarino.<br />
La ricetta, appartente alla tradizione<br />
culinaria romana, si ispira<br />
a quella proposta dal blog “Anice<br />
& Cannella” (http://aniceecannella.<br />
blogspot.it/2008/08/pomodori-colriso-alla-romana.html)<br />
con le opportune<br />
modifiche di Paola Lazzari<br />
(http://ammodomio.blogspot.<br />
it/2012/05/pomodori-alla-romanaripieni-di-riso.html).<br />
pomofori alla romana<br />
Ingredienti:<br />
6-7 pomodori rossi<br />
1-2 cucchiai di riso per ciascun pomodoro<br />
3-4 patate a pasta gialla<br />
1-2 cipolle rosse<br />
1 spicchio piccolo di aglio<br />
basilico<br />
56 • Orizzonte Magazine
prezzemolo<br />
mentuccia<br />
erba cipollina<br />
rosmarino (solo per le patate)<br />
olio extravergine q.b.<br />
sale e pepe q.b.<br />
* le dosi sono indicative e dipendono<br />
dalle dimensioni dei pomodori e<br />
dal diametro della teglia,<br />
Tagliare la calotta ai pomodori,<br />
dalla parte opposta rispetto al<br />
picciolo in quanto la parte del picciolo<br />
è la più dura e deve andare<br />
sotto; svuotarli della polpa che<br />
terrete da parte, salarli e metterli<br />
a testa in giù, in modo da far<br />
perdere l’acqua di vegetazione.<br />
Con pochi colpi di mixer tritare<br />
la polpa, insieme a un mazzetto<br />
di odori (pochi, senza esagerare),<br />
un piccolo spicchio di aglio,<br />
un po’ d’olio, sale e pepe. Quindi<br />
condire il riso (crudo) col composto<br />
ottenuto e lasciarlo in frigo a<br />
insaporirsi. Nel frattempo taglia-<br />
Continua la collaborazione<br />
con Orizzonte Magazine di<br />
Ammodomio, uno fra i più seguiti<br />
blog di cucina del web.<br />
Ammodomio è all’indirizzo<br />
www.ammodomio.blogspot.it<br />
Orizzonte Magazine • 57
e a spicchi le patate e condirle<br />
con olio, sale, un pizzico di pepe<br />
e qualche ago di rosmarino.<br />
Ungere i pomodori, dentro e<br />
fuori, con un filo d’olio, farcirli col<br />
riso, che ha completamente assorbito<br />
il condimento, chiuderli<br />
con la loro calotta e sistemarli in<br />
teglia, quindi aggiungere le patate.<br />
Tagliare a fette spesse le cipolle,<br />
condirle con olio, sale e pepe e<br />
porle al centro del tegame. Irrorare<br />
il tutto con la poca acqua di<br />
vegetazione dei pomodori, con<br />
un altro giro d’olio e infornare<br />
in forno caldo a 250°, modalità<br />
statica. Cuocere fino a quando la<br />
pelle dei pomodori apparirà raggrinzita<br />
e la calotta leggermente<br />
abbrustolita.<br />
58 • Orizzonte Magazine
Le riflessioni di Fabrizio Capra<br />
BENESSERE AL NATURALE<br />
ANZIANI: 15 MINUTI<br />
PER ALLUNGARE LA VITA<br />
Una ricerca francese, basata su due studi curati<br />
dall’Ospedale Universitario di Saint-Etienne, ha evidenziato<br />
che una camminata veloce per 15 minuti al<br />
giorno riduce, dopo i 60 anni, di un terzo il rischio<br />
di mortalità. Gli anziani che praticano più attività<br />
fisica ottengono beneficio per la propria salute.<br />
Il dottor David Hupin, che ha guidato la ricerca, afferma:<br />
“Pensiamo che<br />
gli anziani debbano<br />
progressivamente<br />
incrementare<br />
la propria attività<br />
fisica quotidiana<br />
anziché cambiare<br />
in maniera radicale<br />
le loro abitudini<br />
per rispettare le<br />
raccomandazioni.<br />
Quindici minuti al<br />
giorno sono un obiettivo ragionevole per gli anziani”.<br />
ANANAS E ZENZERO:<br />
TUTTE LE PROPRIETÀ BENEFICHE<br />
Facile da preparare è una ricetta semplice,<br />
gustosa e, come rimedio naturale, dalle<br />
molteplici proprietà benefiche: stiamo parlando<br />
di un succo a base di ananas e zenzero,<br />
che apportano una giusta dose di fibre, oltre al<br />
fabbisogno giornaliero di vitamina C, contribuendo<br />
a rinforzare il sistema immunitario e a favorire l’assorbimento<br />
del ferro.<br />
Ananas: ricco di sali minerali (calcio e manganese)<br />
aiuta a reintegrare quanto perso durante le attività<br />
sportive; l’alto contenuto di bromelina agisce come<br />
decongestionante e antinfiammatorio (cellulite,<br />
artrosi, dolori articolari, trauma muscolare, insufficienza<br />
venosa).<br />
Zenzero: regolarizza l’attività digestiva (riduce i gas<br />
intestinali e riequilibra la flora batterica); ha proprietà<br />
carminative e di contrasto del meteorismo<br />
avendo azione antispasmodica; è un energizzante e<br />
antiemetico (contrasta vomito e nausea come nel<br />
caso di gravidanza, di mal d’auto o mal di mare);<br />
protegge la mucosa gastrica (rimedio naturale per<br />
ulcere e gastriti); consigliato per mal di testa, reumatismi<br />
e come antiossidante.<br />
Ricetta<br />
Ingredienti: mezzo ananas maturo; 3 lime; 4 fettine<br />
di radice di zenzero<br />
fresco; 80 grammi di<br />
zucchero o, a piacere,<br />
miele di acacia,<br />
sciroppo di agave o<br />
stevia; foglie di menta<br />
per guarnizione (opzionali).<br />
Prendere il mezzo<br />
ananas e rimuovere<br />
tutta la buccia,<br />
ripulendo la polpa<br />
anche dagli “occhietti” eventualmente rimasti. Dopo<br />
averlo tagliato a pezzi metterlo nel frullatore, insieme<br />
allo zenzero sbucciato, per ricavarne il succo. Tale<br />
operazione può essere realizzata anche mediante<br />
l’impiego di centrifuga o estrattore a freddo; tuttavia<br />
utilizzare il frullatore permette di mantenere un volume<br />
maggiore di fibre nel liquido finale. Essendo però<br />
molti dei nutrienti presenti nell’ananas soggetti a decadimento<br />
in seguito a “cottura”, l’utilizzo di estrattore<br />
a freddo potrebbe preservare parte del suo potere<br />
benefico. Una volta pronto aggiungere il succo dei<br />
tre lime, dolcificare a piacere e servire con qualche<br />
cubetto di ghiaccio e qualche foglia di menta lavata<br />
con acqua corrente.<br />
AFORISMA DEL MESE<br />
La mattina quando vi alzate, fate un sorriso al vostro<br />
cuore, al vostro stomaco, ai vostri polmoni, al<br />
vostro fegato. Dopo tutto, molto dipende da loro.<br />
(Thich Nath Hanh)<br />
via S. Maria della Stella, 45 - 70010 Adelfia tel: 0804593669 www.vicodeifiori.it<br />
Orizzonte Magazine • 59
IL RISO. NON FINISCI MAI<br />
DI SCOPRIRLO<br />
di Franco Ardito<br />
E’<br />
proprio vero, il riso<br />
non finisci mai di scoprirlo,<br />
e proprio per<br />
non smentire questo<br />
assunto, e per scoprire un po’ di<br />
più su questo cereale, si è svolto<br />
presso la Sala Zonno di Bari un<br />
inusuale incontro gastronomico<br />
con Andrea Ribaldone e Antonella<br />
Ricci.<br />
Con la conduzione di Claudio<br />
Brachino i due chéf si sono<br />
sfidati in un originale show<br />
cooking basato sul contrasto<br />
culinario fra Nord e Sud, col<br />
riso che fa da indiscusso protagonista<br />
e mette d’accordo le<br />
diverse tradizioni. La formula è<br />
intrigante: lo chéf piemontese<br />
(almeno di adozione) Andrea<br />
Ribaldone, titolare del ristorante<br />
“I due buoi” di Alessandria<br />
(1 stella Michelin), ha eseguito<br />
due ricette della tradizione<br />
pugliese: “Riso, patate e cozze”<br />
e “Risotto, cime di rapa e pane<br />
alle acciughe”. Dal suo canto la<br />
pugliese Antonella Ricci, chéf<br />
del ristorante di Ceglie Messapica<br />
(BR) “Al fornello dei Ricci”<br />
60 • Orizzonte Magazine
Andrea Ribaldone e Antonella Ricci<br />
(anch’esso 1 stella Michelin) ha<br />
realizzato due ricette piemontesi:<br />
“Risot puvrun e Sautisa ‘d<br />
bra” e “Risotto caudo” ispirato<br />
alla Bagna Cauda.<br />
Di fronte ad una platea di ospiti<br />
d’eccezione: giornalisti, foodblogger<br />
e addetti ai lavori, i<br />
due contendenti hanno messo<br />
in campo tutta la loro creatività,<br />
ciascuno interpretando le preparazioni<br />
secondo il proprio stile e<br />
il gusto proprio della terra d’appartenenza.<br />
La decisione finale è<br />
toccata al pubblico, e il pubblico<br />
ha votato, in allegria ma anche<br />
con attenzione e imparzialità,<br />
attribuendo ai due chéf una sostanziale<br />
parità che ha sancito<br />
la loro capacità creativa e l’indi-<br />
scussa bravura.<br />
La serata, che fa parte della seconda<br />
fase della campagna “Il<br />
Riso. Non finisci mai di scoprirlo”,<br />
promossa dal Ministero delle<br />
politiche agricole e realizzata<br />
dall’ISMEA in collaborazione<br />
con l’Ente Nazionale Risi, si è<br />
conclusa con una squisita cena,<br />
naturalmente a base di riso.<br />
Orizzonte Magazine • 61
LO<br />
SAPEVATE<br />
CHE<br />
BARDANA<br />
(ARCTIUM LAPPA)<br />
FAMIGLIA ASTERACEAE<br />
NOME SCENTIFICO:<br />
ARCTIUM LAPPA<br />
COMUNE IN TUTTA EUROPA<br />
IN ITALIA E ISOLE<br />
di Angelo Ferri<br />
La bardana è una pianta erbacea<br />
1.<br />
particolarmente comune, tanto<br />
da fiorire comunemente in prati<br />
e parchi cittadini. Non tutti sanno,<br />
però, come quest’erba presenti<br />
molteplici proprietà terapeutiche, fondamentali<br />
per l’universo dei rimedi naturali. Quali sono le<br />
sue caratteristiche e quali gli usi più comuni?<br />
L’Arctium lappa, questo il suo nome scientifico, è<br />
una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae.<br />
Biennale, si caratterizza per cespugli molto<br />
folti e con fusti che possono raggiungere anche 1,5<br />
metri d’altezza. Proprio il fusto è ricco di ramificazioni<br />
e scanalature, dove all’estremità sorge un<br />
particolare fiore violaceo di tipo tuboloso. Le radici<br />
sono invece molto voluminose, tanto da saldarsi in<br />
profondità nel terreno.<br />
62 • Orizzonte Magazine
La pianta si propaga per seme. La<br />
2.<br />
semina si effettua in semenzaio<br />
protetto alla fine dell’inverno. La<br />
temperatura media ideale per la<br />
germinazione dei semi deve essere<br />
di 20°C . Dopo circa due mesi dalla semina compariranno<br />
le nuove piantine e solo quando avranno<br />
emesso la quarta fogliolina potranno essere messe<br />
a dimora definitiva. Della bardana si raccolgono le<br />
foglie e le radici. Le foglie si raccolgono in primavera,<br />
si fanno essiccare all’aria in luoghi ombrosi per poi<br />
essere conservate in sacchetti di carta.<br />
Per la raccolta delle radici bisogna aspettare l’autunno<br />
periodo in cui saranno grosse e carnose.<br />
Le radici di Bardana una volta estratte dal terreno<br />
vanno tagliate a rondelle e messe ad essiccare al sole.<br />
Si tratta di una pianta che non teme i parassiti animali<br />
e le malattie fungine. Soffre il marciume delle radici<br />
solo se il terreno non è ben drenato. Non necessita<br />
di trattamenti e va liberata dalle erbe infestanti solo<br />
quando le piante non sono ancora ben sviluppate.<br />
La raccolta delle radici viene effettuata<br />
nell’autunno del 1° anno,<br />
3.<br />
quando la pianta, entra in riposo<br />
vegetativo.<br />
Prima si interviene sfalciando la<br />
parte aerea e portandola fuori dal campo. Le piante<br />
vengono quindi scalzate dal terreno operando lungo<br />
le file con aratri, macchine estirpatrici o cava-tuberi<br />
fornite anche di organi di scuotimento.<br />
Più il terreno e compatto, più difficoltosa ed onerosa<br />
risulta l’operazione di raccolta. In ogni caso<br />
questa deve poi essere completata manualmente,<br />
raccogliendo le radici e sottoponendole ad una<br />
prima pulizia grossolana dalla terra. II prodotto va<br />
quindi portato in azienda, dove le radici vanno lavate,<br />
lasciate asciugare al sole per qualche ora, tagliate<br />
grossolanamente (pezzi da 5-15 cm) ed avviate<br />
all’essiccatoio.<br />
corrispondenti a 5-6 t/ha di radici secche con 10 -<br />
12% di umidità.<br />
Le foglie possono invece essere raccolte con l’impiego<br />
di una falcia-caricatrice, verso la fine dell’estate e<br />
successivamente trasportate in azienda ad essiccare.<br />
In questo caso si possono avere produzioni di 20-30<br />
t/ha di fresco e 5 t/ha di secco.<br />
5.<br />
Insalata di riso primavera<br />
Ingredienti<br />
1 tazza di riso integrale<br />
1 manciata di bardana secca<br />
2 zucchine<br />
2 carote<br />
1 cipollotto<br />
1 tazza di piselli freschi<br />
semi di sesamo<br />
prezzemolo tritato<br />
1 cucchiaio d’olio extravergine<br />
sale marino integrale.<br />
Preparazione<br />
Lasciate la bardana in ammollo per un’ora. Lavate il<br />
riso, mettetelo in una pentola con 3 tazze d’acqua e<br />
portate ad ebollizione. Quando l’acqua bolle, salate,<br />
abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere per circa<br />
35 minuti, unendo i piselli dopo 15 minuti di cottura.<br />
Trascorso il tempo necessario, spegnete e lasciate<br />
riposare per 10 minuti. Scolate la bardana e tagliatela<br />
a listarelle insieme alla carota e zucchine, salate<br />
e fate saltare il tutto in padella con l’olio. Unitele al<br />
riso, guarnite col prezzemolo, il cipollotto affettato<br />
e i semi di sesamo precedentemente fatti dorare in<br />
padella. Servite l’insalata di riso calda.<br />
La radice di B. è ricca di amido<br />
4.<br />
ed inulina, sostanze che tendono<br />
a trattenere l’umidità, quindi il<br />
processo di essiccazione va effettuato<br />
con cura, assicurandosi che<br />
alla fine il prodotto sia ben secco anche nelle parti<br />
più interne. Diversamente in fase di conservazione,<br />
facilmente si svilupperanno muffe ed alterazioni a<br />
scapito della qualità del prodotto.<br />
La temperatura di essiccazione è intorno a 40-45°C.<br />
Le rese si aggirano su 15-20 t/ha di prodotto fresco<br />
Orizzonte Magazine • 63
64 • Orizzonte Magazine
Orizzonte Magazine • 65
L’ABBONAMENTO SOSTENITORE A<br />
ORIZZONTE MAGAZINE<br />
PERMETTE DI RICEVERE A CASA<br />
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66 • Orizzonte Magazine
FASHION, BEAUTY, SHOOTING, PROJECTS & MORE<br />
Aspiranti fotomodelle<br />
È NECESSARIO<br />
SPROVINCIALIZZARSI<br />
MARLÙ VESTIRÀ<br />
I BAMBINI CINESI<br />
Orizzonte Magazine • 67
ASPIRANTI FOTOM<br />
È NECESSARIO SPROVINCIALIZZAR<br />
di Fabrizio Capra<br />
68 • Orizzonte Magazine
ODELLE:<br />
SI<br />
I<br />
n questo numero rischierò forse<br />
di essere un po’ polemico, un po’<br />
troppo diretto e, magari, di urtare<br />
le convinzioni di qualcuno ma tratterò di<br />
situazioni che vanno affrontate seriamente<br />
se si vuole effettivamente intraprendere<br />
l’attività professionale di fotomodella.<br />
Sto parlando di un fenomeno abbastanza<br />
diffuso tra molte ragazze che credono di<br />
“poter fare quello che vogliono” perché si<br />
credono fotomodelle; in particolare mi<br />
riferisco al fenomeno del “provincialismo”<br />
tipico di molte ragazze che, a vario titolo,<br />
intraprendono o intendono intraprendere<br />
questo percorso lavorativo.<br />
Vediamo innanzitutto cosa riporta la<br />
Treccani al termine “provincialismo”: “Mentalità,<br />
modo di fare, atteggiamento considerati<br />
tipici di chi vive o è vissuto in provincia,<br />
quindi caratterizzati da limitatezza culturale,<br />
meschinità di gusto e di giudizio” oppure<br />
“In senso più ampio, con riferimento a<br />
manifestazioni letterarie, artistiche, culturali,<br />
intellettuali, ristrettezza di interessi dovuta<br />
a scarsi contatti con centri e ambienti culturalmente<br />
più aggiornati e di respiro più<br />
universale”.<br />
Bisogna aver coscienza del fatto che<br />
modelle non ci s’improvvisa e che per<br />
svolgere quest’attività è necessario avere<br />
un minimo di “cultura del settore”.<br />
E’ necessario avere ampiezza di vedute,<br />
pur vivendo in realtà lontane da quello<br />
che è il centro del mondo della moda.<br />
Bisogna pensare come se si vivesse<br />
Orizzonte Magazine • 69
in una grande città, dove la modella è una<br />
delle tante componenti del tessuto sociale,<br />
anche se si vive in provincia, dove purtroppo<br />
non è considerata allo stesso modo.<br />
Se ci si ferma al “cosa dirà la gente di me”, o<br />
se la preoccupazione maggiore è il timore di<br />
ricevere critiche, la soluzione è una sola: cercarsi<br />
un altro lavoro.<br />
Decidere di intraprendere il percorso che<br />
porterà a essere una “modella” richiede:<br />
- Sacrificio,<br />
- Impegno,<br />
- Dedizione,<br />
- Capacità di conciliare la propria vita pubblica<br />
con quella privata,<br />
- Disposizione ad affrontare e sopportare le<br />
critiche, le delusioni e gli inevitabili insuccessi,<br />
- Capacità di gestire la propria<br />
immagine,<br />
- Attitudine a non farsi influenzare<br />
da persone esterne,<br />
siano parenti, amici o<br />
estranei,<br />
- Il non volere tutto e subito.<br />
Senza tutto questo, fare la<br />
fotomodella è solo un gioco.<br />
Non si è fotomodelle solo<br />
perché lo si indica come lavoro<br />
su facebook, o per aver<br />
fatto qualche sporadico servizio<br />
fotografico, o aver partecipato<br />
a concorsi, o a sfilate,<br />
spesso non pagate.<br />
Essere fotomodella significa<br />
impegnarsi in modo costante,<br />
mettendo a disposizione i propri servizi, la<br />
propria immagine e la propria professionalità<br />
per un lavoro, sia esso destinato a un’agenzia,<br />
a un’azienda o a un fotografo.<br />
Una ragazza che vuol fare la modella non deve<br />
trascurarsi e non deve prendere alla leggera<br />
l’impegno che è richiesto: posare o sfilare è<br />
decisamente faticoso ed estenuante, pertanto<br />
bisogna essere sempre in forma, fisica e mentale,<br />
per poter rendere al meglio sul set.<br />
La sera prima di un servizio non c’è festa, discoteca,<br />
cena con gli amici che tenga, esiste solo il<br />
riposo, per essere in forma e rendere al meglio.<br />
Prima di un servizio si dovrebbe andare in ritiro,<br />
come fanno gli atleti: è decisamente provinciale<br />
tirare tardi la sera e arrivare il giorno<br />
dopo sul set con due “occhietti da mojito”.<br />
70 • Orizzonte Magazine
Attenzione anche, qualunque sia lo stadio della<br />
propria evoluzione professionale, a insistere<br />
per fare solo ciò che piace; anche questo è<br />
un atteggiamento “provinciale” mentre fare al<br />
meglio quello che viene richiesto, sempre nei<br />
limiti delle proprie scelte, è profondamente<br />
professionale. Non si possono “fare storie” su<br />
richieste (lecite) avanzate dal committente.<br />
Facciamo un esempio per chiarire questo<br />
concetto. Ad una sfilata vengono assegnati<br />
alla modella i vari cambi, da provare e quindi<br />
indossare sulla passerella; la modella non può<br />
rifiutarsi d’indossare un abito perché non le<br />
piace, ma deve provarlo nel modo più professionale<br />
possibile, per mettere chi è incaricato<br />
di fare le scelte nelle migliori condizioni<br />
di valutare se il capo va bene o meno.<br />
Sarà il cliente o l’art director ad esprimersi.<br />
Un episodio così è realmente accaduto ed<br />
è un chiaro esempio di provincialismo: nel<br />
momento in cui accetto un lavoro lo accetto<br />
nella sua globalità, tanto più che percepisco<br />
un compenso.<br />
Un altro problema che un’aspirante fotomodella<br />
deve imparare a superare sul set consiste<br />
negli stati di “imbarazzo”, “timidezza”,<br />
“pudore”, “insicurezza”. Se il cliente paga per<br />
un determinato servizio non può buttare via<br />
del tempo perché la ragazza è “timida” o<br />
“imbarazzata”.<br />
Questo può succedere inizialmente, anche se<br />
è meglio che non avvenga, per scatti a scopo<br />
personale, specie se non si conosce il fotografo<br />
e si è soli, ma non può mai accadere<br />
su un set professionale, dove<br />
la produzione investe capitali<br />
e risorse per la realizzazione<br />
di un lavoro e il tempo perso<br />
per far ambientare la modella<br />
è tempo sottratto al risultato<br />
finale, e va ad incidere sulla<br />
ottimizzazione dei costi e dei<br />
tempi.<br />
Ancora: un altro esempio di<br />
provincialismo è il mancato<br />
rispetto di quanto si è concordato.<br />
Se ci si è accordati sui generi<br />
da fare durante il servizio non<br />
si può assolutamente pensare<br />
di cambiare unilateralmente<br />
idea all’ultimo momento, de-<br />
Orizzonte Magazine • 71
cidendo di non fare più un genere concordato; un<br />
fotografo sceglie una determinata modella perché<br />
si è dichiarata disponibile a fare un certo genere<br />
di foto, qualora questo impegno venisse disatteso<br />
non solo il compenso potrebbe non essere più corrisposto,<br />
ma l’episodio potrebbe incidere pesantemente<br />
sulla valutazione professionale della modella.<br />
E come ben si sa, in certi ambienti le voci si diffondono<br />
rapidamente.<br />
Nella scelta dei generi da fare, invece, è sbagliato<br />
condizionare le proprie scelte in funzione di<br />
“quello che può dire la gente”, anziché di ciò che<br />
si vuole realmente fare. Le scelte devono essere<br />
ponderate sull’obiettivo che ci si pone, tenendo<br />
presente ogni possibile risvolto lavorativo; tanto la<br />
gente avrà sempre da criticare e il virus del “finto<br />
moralismo” non ha una cura.<br />
Se, per esempio, un’aspirante fotomodella vuole<br />
proporsi per cataloghi e pubblicità, non può pensare<br />
di escludere dai propri generi “costumi da<br />
bagno” e “intimo”: significherebbe ridurre notevolmente<br />
la possibilità di trovare lavori.<br />
Pertanto, quando si ha la volontà di intraprendere<br />
questa attività, oltre alle caratteristiche fisiche bisogna<br />
tenere presenti anche tutte queste situazioni, perché<br />
fare la modella è anche una questione di mentalità,<br />
personalità e di un buon feeling con se stessa.<br />
Come ricordano spesso scout di agenzie importanti,<br />
non bisogna volere tutto e subito; il percorso<br />
è lungo e i tempi per affermarsi variano in base<br />
a molte situazioni e condizioni tra cui, appunto,<br />
la mentalità e, a volte, anche un po’ di fortuna.<br />
Senza queste caratteristiche la strada diventa lunga<br />
e faticosa, e non sempre conduce agli obiettivi<br />
minimi che ci si è prefissati.<br />
72 • Orizzonte Magazine
Associazione Culturale “Bensalem”<br />
Castel del Monte<br />
Il Tempio della Rosa<br />
a cura di Attilio Castronuovo<br />
Castel del Monte è uno dei misteri più affascinanti che, dalle nebbie del passato, siano giunti fino a noi.<br />
Adagiato su un poggio che domina la pianura, enigmatico per tutto ciò che attiene ai suoi scopi e alla sua<br />
funzionalità, sembra sfidare il visitatore desideroso di comprenderne il segreto. Si potrebbero affastellare<br />
all’infinito ipotesi su ipotesi nella speranza di giungere a qualche certezza, ma il castello sembra sottrarsi a<br />
questa ricerca, mostrandosi sempre più sfuggente, evanescente, irraggiungibile.<br />
di Daniela Gagliano<br />
edizionigagliano@gmail.com<br />
Orizzonte Magazine • 73
MARLÙ VESTIRÀ<br />
I BAMBINI CINESI<br />
I<br />
l marchio Marlù - Italian Baby Couture,<br />
leader nel settore dell’abbigliamento<br />
fashion per neonati e<br />
bambini da 0 a 2 anni, sbarca in Cina grazie<br />
al recente accordo commerciale fra la Distribuzione<br />
Stella s.r.l. , titolare del brand, e<br />
la IFFG (International Fine Fashion Group),<br />
multinazionale panasiatica specializzata nella<br />
distribuzione e nella creazione di canali<br />
commerciali nel settore moda.<br />
Obiettivo della IFFG è quello di creare in Cina<br />
una piattaforma di distribuzione commerciale<br />
dedicata alle eccellenze del Made in Italy.<br />
Nell’ambito di questo progetto è prevista<br />
per il prossimo settembre l’apertura del primo<br />
Fashion Center a Shanghai, all’interno di<br />
Golden Eagle, uno degli shopping center più<br />
prestigiosi della città. Al suo interno troverà<br />
posto il primo flagship store Marlù sul territorio<br />
cinese. L’accordo prevede inoltre per<br />
il prossimo futuro la penetrazione del brand<br />
in altre grandi città cinesi come<br />
Pechino, Shenzhen, Changsha,<br />
Hangzhou, Wuhan, Shenyang<br />
e Xiamen, e sulle piattaforme<br />
web cinesi di fascia alta.<br />
Il marchio Marlù è stato ritenuto<br />
dagli esperti IFFG l’unico<br />
brand 100% made in Italy in<br />
grado di rappresentare il segmento<br />
fashion neonato e cerimonia<br />
nell’ambito di un’accurata<br />
selezione di 50 fashion brand italiani.<br />
Questa scelta premia 35 anni di<br />
attività della Distribuzione Stella s.r.l.,<br />
una delle poche aziende completamente<br />
italiane nel settore dell’abbigliamento per<br />
neonati, caratterizzata dal continuo impegno<br />
e dall’attenzione sia al design che alla qualità<br />
dei suoi prodotti.<br />
Nata a Putignano, in provincia di Bari, da<br />
un’intuizione di Lucia Totaro, la Distribuzione<br />
74 • Orizzonte Magazine
Stella è un’impresa a gestione completamente<br />
familiare che fin dall’inizio ha inteso privilegiare<br />
l’eleganza sartoriale e l’eccellenza. La<br />
continua ricerca di creatività e innovazione,<br />
insieme all’uso dei migliori materiali, sono alla<br />
base dell’alto livello di produzione, reso<br />
possibile solo attraverso la sua<br />
stretta aderenza al concetto<br />
di “Total Made in Italy”,<br />
certificato dall’Istituto<br />
per la tutela dei<br />
produttori italiani,<br />
per il quale l’intera<br />
catena di<br />
produzione,<br />
dal filato al<br />
p r o d o t t o<br />
finito, è al<br />
cento per<br />
cento italiana.<br />
Naturalmente<br />
l’accordo<br />
con la<br />
IFFG rappresenta<br />
un ulteriore<br />
obiettivo raggiunto<br />
dall’azienda,<br />
la cui mission, come dichiara<br />
la signora Totaro in<br />
un post su Facebook, consiste<br />
nel fare indossare ad ogni bimbo il<br />
design brioso e la qualità superiore di<br />
Marlù.<br />
E adesso è la volta dei bambini cinesi.<br />
Orizzonte Magazine • 75
Invia il tuo curriculum a:<br />
collaboratore@orizzontemagazine.it<br />
76 • Orizzonte Magazine
OROSCOPO<br />
AGOSTO 2016<br />
Orizzonte Magazine • 77
ARIETE TORO GEMELLI<br />
Meglio controllare la tua impulsività,<br />
questo mese. Rischi di creare<br />
fratture indesiderate, di mostrarti<br />
troppo aggressivo e di mandare<br />
all’aria un rapporto faticosamente<br />
ricucito, con un familiare, un<br />
amico, il partner.<br />
Agosto tuttavia sarà un mese divertente,<br />
che ti riserverà sorprese<br />
piacevoli sia se sei in viaggio sia<br />
se sei rimasto in città.<br />
Le occasioni per conoscere nuova<br />
gente, per godere di serate da<br />
mille e una favola saranno garantite<br />
da Mercurio in Leone, campione<br />
di simpatia e di socievolezza!<br />
Agosto ti consiglia di badare agli<br />
equivoci, alle incomprensioni, ai<br />
piccoli battibecchi che potrebbero<br />
sorgere come funghi dopo<br />
un temporale a causa dell’aspetto<br />
teso di Mercurio in Leone.<br />
Nella seconda decade del mese<br />
Venere diventerà dolce, e ti aiuterà<br />
a smusare le asperità, ma<br />
alla fine di agosto se non hai risolto<br />
le tensioni, queste potrebbero<br />
tornare molto esasperate.<br />
Consigli per un mese sereno?<br />
Sii diplomatico e conta fino a<br />
dieci prima di rispondere.<br />
Una grande, grandissima voglia di<br />
divertimento percorre il tuo cielo!<br />
Il “responsabile” sarà Mercurio<br />
in Leone, che ti spinge a muoverti,<br />
cercare, conoscere gente.<br />
Avrai un agosto davvero vivace,<br />
sia se sei in vacanza sia se sei rimasto<br />
in città. I rapporti familiari<br />
saranno più scorrevoli del solito,<br />
forse anche per merito del tuo<br />
stato d’animo più rilassato e disposto<br />
a sorvolare su quello che<br />
non andava bene prima e non va<br />
bene adesso… Ad ogni modo, se<br />
ci sono dubbi, potrai chiarirli senza<br />
problema, sempre se vuoi.<br />
CANCRO LEONE VERGINE<br />
Un pizzico irritabile, teso, suscettibile,<br />
e tendi a non dimenticare<br />
mai le offese, o quelle che tu<br />
reputi tali? Allora presta molta,<br />
moltissima attenzione a quello<br />
che potrebbe accadere questo<br />
mese, e, in particolare, nelle giornate<br />
intorno a Ferragosto.<br />
E cerca di non vivere ogni osservazione<br />
come una critica diretta<br />
a te. A fine agosto l’atmosfera<br />
migliorerà notevolmente, ma, in<br />
generale, cerca di vedere in prospettiva:<br />
in autunno avrai le rivincite<br />
che cerchi.<br />
Mercurio ti rende vivace e pepato,<br />
allegro e pronto a mordere,<br />
come se fosse una bella mela<br />
rossa, la vita e il divertimento che<br />
per agosto ti offrirà.<br />
Via libera alla simpatia: per buona<br />
parte del mese hai il massimo<br />
punteggio astrale per vacanze,<br />
amicizie, rapporti familiari e quanto<br />
ti sta a cuore.<br />
Solo verso la fine, inizieranno a<br />
comparire alcune nubi: tensioni?<br />
Discussione con qualcuno? Tu rimani<br />
calmo: la pazienza è sempre<br />
la virtù dei più forti!<br />
Agosto ci metterà un po’ a carburare:<br />
le prime giornate saranno<br />
caratterizzate infatti da qualche<br />
tensione, piccoli (o grandi,<br />
per qualcuno di voi) strascichi di<br />
una situazione che non accenna<br />
a risolversi.<br />
Ma con il trascorrere dei giorni,<br />
l’atmosfera cambia, fino alla<br />
chiusura che ti offrirà momenti<br />
piacevoli, divertimento, serenità<br />
e tanto altro ancora. Un mese<br />
ricco di suspense insomma, con<br />
un lieto fine da celebrare!<br />
78 • Orizzonte Magazine
BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO<br />
Mercurio in Leone sarà una meravigliosa<br />
garanzia per trascorrere<br />
un agosto di tutto divertimento,<br />
all’insegna del relax, delle<br />
vacanze se parti, o dello svago<br />
sfrenato se rimani in città!<br />
Il cuore farà un po’ i capricci nella<br />
seconda parte del mese, ma sugli<br />
amici potrai sempre contare.<br />
In famiglia, se dovessero esserci<br />
tensioni (probabili soprattutto<br />
nelle giornate intorno a Ferragosto),<br />
usa la tua diplomazia per<br />
mettere a tacere ogni polemica.<br />
Su, fa caldo, perché litigare?<br />
Anche per questo mese Mercurio<br />
sarà fastidioso. Il pianeta potrebbe<br />
provocare tensioni in famiglia, con i<br />
colleghi, se sei al lavoro, oppure con<br />
gli amici.<br />
Meglio stare alla larga dalla folla: ad<br />
agosto avrai la voglia di attaccare<br />
briga, e, vista la maleducazione imperante<br />
in giro, non sarà affatto difficile<br />
ritrovarti a litigare.<br />
Meglio di no: Venere diventerà presto<br />
tua alleata, ed essendo la Dea<br />
dell’amore non potrà che ispirarti<br />
soluzioni pacifiche e diplomatiche.<br />
Mercurio ti rende vivace, simpatico,<br />
brillante, sempre pronto a scherzare<br />
e a giocare. Ottimo umore per<br />
trascorrere il mese di agosto, tradizionalmente<br />
dedicato alle vacanze.<br />
Se rimani in città, ti divertirai lo<br />
stesso e potresti perfino fare nuove<br />
conoscenze, davvero molto interessanti.<br />
In famiglia, c’è sempre una<br />
leggera aria di tensione, ma con il<br />
trascorrere dei giorni l’atmosfera<br />
migliorerà sempre più.<br />
A Ferragosto, però, non decidere tu<br />
per tutti!<br />
CAPRICORNO ACQUARIO PESCI<br />
Nel tuo cielo, anche per questo<br />
mese, ci sono tensioni, polemiche,<br />
momenti da affrontare senza<br />
cedere all’impulsività e all’ira. Di<br />
fronte alle questioni più spinose,<br />
devi solo pazientare: le stelle ti<br />
assicurano che presto risolverai<br />
quello che ti angustia.<br />
Già da fine agosto, infatti, inizierai<br />
a sentirti notevolmente più<br />
sollevato, sarai meno nervoso<br />
e i problemi familiari o di altro<br />
tipo inizieranno ad essere meno<br />
pressanti. Nel frattempo, goditela<br />
e non accorarti per ogni cosa.<br />
Mercurio non è garanzia di diplomazia,<br />
ma con un minimo di sforzo<br />
potrai evitare le sue insidiose trappole.<br />
Niente polemiche, occhio agli<br />
equivoci e alle distrazioni.<br />
In famiglia, vola basso: tutti puntano<br />
il dito su di te? Se non puoi mimetizzarti<br />
da pianta d’appartamento,<br />
cerca di affrontare le questioni con<br />
calma, e con sincerità. Avrai grinta<br />
e voglia di divertirti: goditi l’estate<br />
e lascia perdere ripicche, dispetti e<br />
rancori.<br />
Agosto non inizia in maniera idilliaca:<br />
le prime giornate saranno<br />
caratterizzate infatti da qualche<br />
tensione, strascichi di una situazione<br />
familiare oppure economica<br />
che non accenna a risolversi.<br />
Ma non temere perché sono davvero<br />
gli ultimi fastidi, visto che il<br />
tuo cielo sta finalmente per svoltare.<br />
Dovrai aspettare l’autunno inoltrato,<br />
ma intanto già da metà<br />
agosto il cielo ti offrirà momenti<br />
piacevoli, divertimento, serenità e<br />
tanto amore.<br />
Orizzonte Magazine • 79
OUROBOROS<br />
Rassegna trimestrale di Studi Tradizionali<br />
E’ possibile leggerlo gratuitamente all’indirizzo:<br />
http://www.orizzontemagazine.it/orizzontegroup/ouroboros/