ELIS notizie agosto 2016

centroelis

Decolla l'alternanza scuola-lavoro / Mercato globale, giovani talenti e innovazione / Categorie protette: Idee e soluzioni per favorire una cultura del lavoro che le valorizzi / Guida sicura e prevenzione

con le imprese

fuori dai

soliti schemi

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EDUCAZIONE AL LAVORO, SOLIDARIETÀ, INNOVAZIONE E PROGRESSO SOCIALE

con le imprese

fuori dai

soliti schemi

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Anno XXX, n.66 - agosto 2016 Periodico di Informazione dell’Associazione Centro ELIS di Roma - Direttore Responsabile Fortunato Perez Sped. ann. post. 70% DCB Roma

Fonditalia Manchette.indd 1 17/02/16 23:06

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ELIS.org

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CentroELIS

Studenti, volontari e

residenti di Casal

Bruciato insieme per

pulire le strade.

pagina 6

Idee e soluzioni per

favorire una cultura

del lavoro che valorizzi

le categorie protette.

pagina 11

Decolla l’alternanza scuola-lavoro

I giovani sono i protagonisti del nuovo progetto che coinvolge aziende italiane e internazionali,

con l’obiettivo di aumentare l’occupabilità e abbattere il muro tra scuole e imprese

pagina 4

L’EDITORIALE

Mercato globale,

giovani talenti e

innovazione

Roberto Sorrenti

Direttore ELIS College

La competitività delle imprese si

gioca oggi sulla capacità di innovare

e, in particolare, di presidiare

la rivoluzione digitale che, in

maniera pervasiva, sta entrando

prepotentemente in qualsiasi

tipo di business. Un fattore critico

di successo per fare questo

è contaminare l’organizzazione

con giovani nativi digitali, che

sono contemporaneamente produttori

e consumatori di soluzioni

tecnologiche (prosumer).

continua a pagina 8

Guida sicura

e prevenzione

150 gli studenti coinvolti

nel progetto per la sensibilizzazione

alla guida

responsabile, organizzato

da ELIS e Autostrade per

l’Italia.

pagina 5

Tecnologia &

Innovazione

Start up, progetti e

prototipi all’Innovation

Day, giornata

dedicata all’innovazione

e alle nuove

tecnologie.

pagine 7-9

Valori e sostenibilità

per le imprese sociali

Valore sociale e sostenibilità

imprenditoriale sono stati i

temi al centro del workshop

formativo “Social Innovation

& Social Entrepreneurship”

promosso con IESE Business

School - CBS.

pagina 6

Ospitalità e

tradizioni

internazionali

Più di 200 i visitatori

alla Fiera dell’Ospitalità,

organizzata dall’Alberghiero

SAFI ELIS, per

scoprire usanze e culture

dei paesi del mondo.

pagina 5

Sport e amicizia per

i campioni di domani

Formare la persona attraverso

la disciplina sportiva, il divertimento

e l’aggregazione sociale

è l’obiettivo delle scuole

sportive ELIS e SAFI. Scopri

tutte le attività 2016-17.

pagina 12


2 agosto 2016 - n.66

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Internazionalizzazione 50 ANNI

Cooperare per crescere

Aiutare le PMI ad esportare i prodotti Made in Italy all’estero

Ègiunto a conclusione

Going International, il

programma rivolto alle

piccole e medie imprese nato

dalla collaborazione tra il Centro

ELIS e DHL, dedicato ad

accompagnare e fare crescere le

aziende italiane all’estero.

L’evento conclusivo è stato ospitato

giovedì 16 giugno dall’Agenzia

ICE. In questa occasione

15 PMI, operanti in diversi

settori (abbigliamento, alimentare,

arredamento, industria

meccanica, real estate e facility

management, servizi IT),

hanno presentato i progetti di

internazionalizzazione, realizzati

nell’ambito del programma,

svoltosi da ottobre 2015 e

strutturato in 8 workshop. Dai

business plan, realizzati durante

il programma, è emersa una

grande componente di innovazione

e la forza e le potenzialità

del Made in Italy, in grado di

esprimere eccellenze imprenditoriali.

L’internazionalizzazione è una

scelta obbligata per le imprese,

infatti se la ripresa economica

è ancora affannosa, buone notizie

sembrano arrivare sul fronte

dell’export italiano. L’ultimo

Rapporto di SACE “RE-action.

Export Calling”, prevede per

l’export italiano una crescita

nei prossimi quattro anni, a un

tasso medio annuo del 3,7%,

fino al raggiungimento nel

2019 del valore di 480 miliardi

di euro. Le esportazioni di beni

cresceranno nel 2016 del 3,2%.

Per rispondere alle sfide della

competizione globale è necessario

che tutto il Sistema-Paese

supporti il tessuto produttivo

italiano, rappresentato dal 99%

da piccole e medie imprese.

Dove esiste

la possibilità

di cooperare

il terreno è

fertile

Nel corso della giornata, svoltasi

all’Istituto del Commercio Estero,

soggetti pubblici e privati si

sono confrontati sulle possibili

prospettive per le imprese italiane,

analizzando gli scenari presenti

e futuri.

“Da sole le aziende non possono

sopravvivere. L’innovazione di

successo si basa sempre più sulla

cooperazione tra le imprese e

sulla condivisione di risorse”, ha

sottolineato Antonio Ricciardi,

presidente di Officina delle Reti.

Cooperazione fra imprese è stata

infatti la parola d’ordine di

Going International, come ha

ricordato Alessandro Rampolla,

direttore generale ELIS, aggiungendo

che questa “insieme

all’aggregazione tra diversi soggetti

è il modello di collaborazione

utilizzato in ELIS”.

“Senza fiducia e generosità non

si può fare business, dove esiste

la possibilità di cooperare esiste

un terreno fertile”, ha proseguito

Alberto Nobis, amministratore

delegato di DHL Express Italy.

Fondamentale in questo percorso

il patrimonio di conoscenze

trasferito dalle grandi

aziende madrine (DHL, EY,

Fiorucci, Fonditalia, Google,

Monte dei Paschi di Siena e

Vodafone), dagli esperti di internazionalizzazione

(Eurispes,

ITA, GEA, Officina delle Reti)

e dal comitato di docenti universitari

provenienti da Luiss e

Politecnico di Milano.

Un aspetto, questo, ricordato

da Egidio Sangue, vicepresidente

di Fonditalia: “In questo

programma le grandi aziende si

sono messe a disposizione delle

piccole e questo è un esempio che

dovrebbe essere trasferito per il

Sistema Paese”.

Enfatizzare il brand “Italia” è

stato naturalmente uno dei temi

centrali del programma, Paola

Scarpa, sector director di Google,

ha dichiarato: “Abbiamo partecipato

a questa iniziativa perché

crediamo nel Made in Italy”.

Supporto agli imprenditori su

esigenze specifiche, valorizzazione

delle competenze distintive

e analisi del mercato

obiettivo, sono stati alcuni dei

contributi offerti dagli esperti.

Andrea Bassanino di EY ha

voluto sottolineare che: “Alle

PMI di Going International non

abbiamo proposto una ricetta,

Da sinistra: Paola Scarpa, Egidio Sangue, Andrea Bassanino, Alberto

Nobis, Giuseppe Lesce, Luigi Maria Alberti

ma abbiamo valutato insieme

ad ognuna di loro il contesto

specifico”.

“Con la globalizzazione l’Italia

ha aumentato di 150 miliardi

l’esportazione, ma il numero

di aziende che esporta è basso.

È importante rompere questa

chiusura”, spiega Giuseppe Lesce,

direttore generale closures

SACMI. Indispensabile non

perdere le opportunità che possono

arrivare anche dai nuovi

mercati, per Luigi Maria Alberti,

Rai Way: “Bisogna instaurare

un rapporto di fiducia con i Paesi

emergenti, nei quali si vuole

esportare”.

“La Via della seta, il ponte tra

i mercati Cina e Iran” è stato il

tema della sessione dedicata ai

casi eccellenti di internazionalizzazione

che ha avuto come

protagonisti Matteo Bavaresco

del Gruppo Danieli per la Cina e

Roberto Masarin di Immergas

per l’Iran. La chiusura dei lavori

è stata affidata ad Antonino Laspina,

direttore coordinamento

marketing ICE: “Going International

è un’esperienza da ripetere

per i risultati che ha portato e

che riuscirà a portare in futuro”.

LE 15 AZIENDE PARTECIPANTI A GOING INTERNATIONAL

Abbigliamento Alimentare Arredamento Immobiliare Meccanica Servizi IT

GOCCIA SRL

www.gocciastore.com

SMP WEB SRL

www.madeitstore.com

AGUGIARO E FIGNA MOLINI

www.agugiarofigna.com

BIA SpA

www.biacouscous.it

GEOVITA FUNCTIONAL INGREDIENTS

www.geovita.it

E-commerce multimarca

E-commerce multimarca innovativo

Farine e derivati semilavorati

Couscous

Prodotti a base di cereali e legumi

GERMANIA

CINA

USA

USA

NORD AMERICA

KIMBO SpA

www.kimbo.it

LIODRY FOODS SRL

www.liodryfoods.it

ECOEPOQUE SRL

www.ecoepoque.com

EFM SRL

www.efmnet.it

CURTI SpA

www.curti.com

Caffè torrefatto

Prodotti disidratati pronti all’uso

Arredo di design

Real Estate e servizi immobiliari

Macchine packaging e automazione

USA

GERMANIA-OLANDA

GERMANIA

IRAN

USA

ECOR RESEARCH SPA

www.ecor-research.com

SACMI IMOLA S.C.

www.sacmi.it

DOXEE SpA

www.doxee.com

GULLIVER SRL

www.gullivernet.eu

ENNOVA SERVICES SRL

www.ennova.it

Processi speciali di saldatura

Macchinari e impianti per l’industria

CCM e servizi cloud

Piattaforma di sviluppo app mobile

Assistenza tecnica su device digitali

EMIRATI ARABI

CUBA

GERMANIA-FRANCIA-SPAGNA-SVIZZERA

EUROPA


agosto 2016 - n.66

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3

Internazionalizzazione 50 ANNI

ESPERIENZE MADE IN ITALY NEL MONDO

Giuseppe Capoferri

Gulliver

L’internazionalizzazione

quanto è importante per una

PMI italiana? Per una piccola

impresa è necessario guardare

al mondo internazionale. Il

fatto di guardare ad una realtà

che è sempre più globale, con

una comunicazione che è sempre

più veloce e immediata, è

sicuramente per la piccola impresa

un’opportunità da sfruttare.

Come valuta la partecipazione

a questo programma?

È stato un confronto dal mio

punto di vista molto positivo

e proficuo. Abbiamo ascoltato

le esperienze di altri, aneddoti

divertenti, casi di successo e

di fallimento (perché c’è stata

anche l’onestà di raccontare

gli insuccessi). È stata un’esperienza

personale positiva, divertente

e che mi ha arricchito

molto.

Luciano Pollini

Bia

Daniele Di Fausto

eFM

PMI fa “rima” con internazionalizzazione?

Assolutamente sì,

credo non ci sia altra strada per

le aziende italiane che andare

all’estero anche perché abbiamo

delle qualità distintive nell’innovazione,

nella creatività e nel design

che altre imprese non hanno.

Dobbiamo necessariamente

andare fuori per dimostrare il

nostro potenziale inespresso.

Cosa deve fare un’azienda

per diventare

competitiva?

Tendenzialmente

due

cose: intanto avere un prodotto

forte e quindi puntare tutto

sull’innovazione, sulla tecnologia

e sulla digital disruption,

queste sono leve che oggi un’azienda

deve per forza avere.

Inoltre deve prepararsi e attrezzarsi

dal punto di vista gestionale,

per affrontare un mercato

multilingua, deve avere capacità

di previsione gestionale e un

CFO adeguato. Sono tutte caratteristiche

che ti permettono

di sostenere la crescita. Le competenze

di marketing, innovazione

di prodotto ed execution

sono fondamentali e forse su

questo punto come PMI siamo

un po’ carenti.

L’apporto di grandi realtà al

programma vi ha dato un valore

aggiunto? Ci ha dato tantissimo,

perché l’esperienza

di

g ra n d i

aziend

e

aumenta la consapevolezza,

come ad esempio il primo incontro

con Barilla, che ha spiegato la

sua strategia all’estero con tutti

gli errori e le azioni positive che

sono state intraprese. Non si può

andare all’estero improvvisandosi,

è necessario strutturarsi,

identificare bene i target e capire

quali sono le strategie più efficaci.

Imparare dagli altri che hanno

già fatto un percorso e che ti

mettono a disposizione strutture,

risorse, tecnologie e metodologie,

è stato per noi fondamentale per

capire come fare i primi passi e

farli bene.

Quali sono le aspettative da

ora in avanti? Iniziamo con

successo a muovere nuovi passi

su altri Paesi. eFM ha già fatto

alcune azioni in autonomia

all’estero: abbiamo aperto la

sede di Dubai, di Rio e ora stiamo

andando in Turchia. Ovviamente

l’abbiamo fatto senza

quell’apparato di knowledge,

adesso stiamo migliorando

questo percorso estero.

Riccardo Agugiaro

Agugiaro & Figna

Parola d’ordine internazionalizzazione?

Nel mio settore è

fondamentale perché il mercato

italiano è pesantemente in crisi

e se non ci saranno ristrutturazioni

nei prossimi anni dovremo

andare a cercare mercato

all’estero.

Cosa deve fare una PMI per

affrontare i mercati stranieri?

Prima di tutto deve fare

network con altre aziende,

perché siamo troppo piccoli

per affrontare mercati molto

grandi dove ci sono player

con grosse risorse. Soprattutto

nel mio settore, di prima

trasformazione, se non si fa

network e non si è grandi, non

si hanno risorse per i grandi

mercati. Ho trovato molto

utile lo scambio di esperienze,

perchè confrontarsi è sempre

una cosa importante. Lo si

fa sempre con aziende simili

alla propria, invece

confrontarsi con aziende

diverse dà quell’idea

in più che ti permette di

cambiare.

Cosa deve fare una PMI per

vincere le sfida dell’internazionalizzazione?

Deve

riuscire a dotarsi di un

contorno adeguato, possono

essere consulenti,

possono essere aziende

che in qualche modo

l’affianchino. Questo è

un concetto fondamentale, che

un imprenditore a capo di una

PMI deve avere sempre ben

presente.

Quali sono le aspettative al

termine del percorso? Mi

aspetto di proseguire in quella

volontà di crescere all’estero

che Bia ha dalla sua nascita. Mi

aspetto di confrontare quello

che ho ascoltato e visto in queste

giornate con la mia realtà

aziendale.

Fabrizio Casadei

ECOR Research

Il percorso

ha previsto le testimonianze

di grandi realtà

con esperienza internazionale

di decenni che hanno potuto

trasferire il loro know-how

alle “sorelle” più piccole. È

stato un valore aggiunto concreto?

Assolutamente sì. Una

grande azienda è per definizione

molto più strutturata rispetto

a una come la nostra, un

esempio di gestione della

complessità a cui tutti noi aspiriamo.

Quindi ben venga questo

tipo di collaborazione.

A conclusione del programma

cosa farete? Noi abbiamo un

progetto per l’internazionalizzazione

di un potabilizzatore modulare,

che rende l’acqua potabile

grazie ad un innovativo e sofisticato

sistema di depurazione.

Qual è stato il vero contributo

delle grandi aziende?

Io guardo sempre con interesse

a queste aziende, anche

se sono molto differenti dalle

nostre, e cerco sempre di portarmi

a casa qualcosa. Di sicuro

ci hanno dato degli spunti

interessanti e soprattutto

alcune regole, perché le multinazionali

hanno regole precise

che a volte sono fondamentali

per organizzare un business

più grande e in crescita, come

quello dell’internazionalizzazione.

È finito Going International,

adesso cosa farete? Abbiamo

intrapreso questo percorso già

con una forte idea di internazionalizzazione

e con una forte

presenza sul mercato estero.

Grazie al programma, stiamo

concretizzando le idee che avevamo

in testa con maggiore velocità.

Ci stiamo focalizzando su

un progetto negli Stati Uniti che

da un po’ avevamo in mente, un

mercato molto importante ma

che non avevamo ancora aggredito.

Alessandro Curti

Curti SpA

Una PMI oggi deve necessariamente

internazionalizzare?

Sicuramente e il motivo è semplice:

purtroppo il mercato italiano

ancora langue. È evidente

che le nostre aziende, per continuare

a vivere e a crescere, devono

rivolgersi ad altri mercati.

Gli esempi, gli strumenti e le

esperienze delle grandi aziende,

le hanno portato valore

aggiunto?

Certamente, soprattutto nelle

ultime giornate del programma,

quando sono stati posti

alla nostra attenzione casi

particolari che sicuramente

studieremo. Questi esempi

verranno presi in considerazione

rispetto al nostro obiettivo:

un’eventuale acquisizione

o partecipazione nel mercato

americano.

Quali saranno i prossimi

passi che farete?

Proseguiremo gli incontri con

il nostro potenziale partner

americano e andremo avanti

in questo processo di studio,

per fare proposte concrete per

una collaborazione, perché i

mercati su cui operiamo sono

integrabili sia dal punto di vista

del prodotto che dal punto

di vista geografico. Ringrazio

ELIS, noi già qualche tempo fa

avevamo pensato di investire

in quel mercato, poi è arrivato

questo progetto e abbiamo deciso

di sfruttarlo per quelle che

sono le nostre finalità produttive

e commerciali.


4 agosto 2016 - n.66

WWW.ELIS.ORG

Alternanza Scuola - Lavoro

Il ponte tra la scuola e il lavoro

L’esperienza sul campo è la ricetta per una Buona Scuola

ELIS.org @centroELIS

Assembly Data System @ADS_Italia · 6 apr

Il patto per #giovani e #futuro del Paese parte dall'analisi della

#rivoluzionedigitale. @centroELIS #bedigital

Antonio Sfameli @Sfameli · 7 apr

Studenti al centro della crescita. Innovazione giovani e

#alternanzascuolalavoro con @NunzioMirtillo al @centroELIS

Fabio Pompei @FabioPompei · 7 apr

Oggi #BeDigital - la trasformazione digitale che parte dalla scuola. Ottima

iniziativa di @centroELIS

Francesco Starace (Enel) e Matteo Del Fante (Terna)

Nonostante l’alto tasso

di disoccupazione nel

2015 in Italia sono stati

76 mila i profili professionali

ricercati dalle imprese dell’industria

e dei servizi, ma ritenuti

non facili da trovare. Infatti dal

rapporto annuale del Sistema

Excelsior di Unioncamere e Ministero

del Lavoro emerge che

rispetto alle 722 mila assunzioni

previste dal sistema produttivo il

10,6% sono definite

“di difficile reperimento”,

ovvero

domanda e offerta

non si incontrano.

Questo dato conferma

ormai una

tendenza costante

degli ultimi anni

che non viene

smentita neanche

dall’ultimo bollettino

relativo al secondo trimestre

2016 “l’espansione della

domanda di lavoro si accompagna

a un innalzamento delle

difficoltà segnalate dalle imprese

nel reperimento delle persone da

assumere”, fatto che ribadisce la

scarsa compatibilità qualitativa

esistente in Italia tra domanda

e offerta di lavoro. L’Italia si

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per ragazzi tra 14 e 24 anni

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conferma infatti uno dei Paesi

OCSE con il più alto tasso di skill

mismatch, ovvero, la mancata

corrispondenza tra competenze

dei candidati e requisiti richiesti

sul mercato del lavoro. Si stima

che se l’Italia riuscisse a ridurre

tale incongruenza, la produttività

aumenterebbe del 10%.

Per aiutare i giovani a scoprire

e sviluppare i propri talenti,

facilitare l’incontro tra domanda

e offerta di

lavoro così da

Difficile

reperire

persone con

competenze

specifiche

contrastare la

piaga della disoccupazione

giovanile e il

mismatch, ELIS

e Terna hanno

lanciato un’alleanza

tra imprese

che è stata

presentata nel

corso dell’evento del 7 aprile.

Una giornata di incontro tra il

mondo aziendale, istituzioni

scolastiche e accademiche e il

Ministero dell’Istruzione per

un confronto sulla legge Buona

Scuola 107/2015, che prevede

l’attuazione del “sistema duale”

in Italia. L’alternanza scuola

lavoro resa obbligatoria con la

legge, sovverte il rapporto tra

scuola e lavoro, come ha spiegato

nel corso dell’incontro Gabriele

Toccafondi, Sottosegretario di

Stato del MIUR con delega all’istruzione

tecnica e professionale:

“L’alternanza prevista nella

legge Buona Scuola deve essere

tradotta in “ far fare esperienza

ai ragazzi”. Per scoprire il proprio

talento e la propria vocazione è

necessario uscire dalla scuola e

dalla classe, entrare in azienda,

stare con un capo reparto e con

un artigiano e scoprire che quello

che abbiamo studiato in teoria

per quattro anni sui libri ha

un senso. Vogliamo abbattere il

muro tra scuole e imprese e per

fare questo c’è bisogno di un lavoro

congiunto”.

L’alleanza tra imprese a favore

dei giovani, si inserisce nell’ambito

del semestre di presidenza

del Consorzio ELIS affidato a

Terna. All’incontro del 7 aprile

Francesco Starace, AD di Enel

e presidente uscente del semestre

di presidenza del Consorzio

ELIS sul tema della digital revolution,

ha passato il testimone a

Matteo Del Fante, AD di Terna,

consegnando un timone realizzato

dagli studenti della Scuola

Professionale.

Francesco Starace ha affermato

“Il semestre digitale è stato una

grande avventura, l’attività iniziata

non finisce ma continua.

Siamo molto contenti dell’idea di

questa accoppiata scuola-lavoro

su cui ELIS è all’avanguardia e

saremo parte entusiasta di questo

programma”.

“Ciascuna azienda deve dare un

segnale - ha dichiarato Matteo

Del Fante - i numeri che il Governo

ha in mente per l’alternanza

scuola-lavoro sono impressionanti

e se ciascuna azienda non

prende un impegno concreto,

questo numero rimarrà irraggiungibile.

Noi come Terna stiamo

già prendendo impegni con

ELIS e siamo disponibili a vedere

altre iniziative specifiche perché

la declinazione scuola-lavoro

deve essere fantasiosa”.

I progetti che Terna vuole attuare

sono stati illustrati da Luciano

Di Bacco, in particolare l’administration

director di Terna

ha parlato della “realizzazione

di summer school, coinvolgendo

gli studenti delle scuole superiori

nel periodo estivo al fine di organizzare

percorsi di formazione

con i nostri esperti del mestiere,

Gabriele Toccafondi @GToccafondi · 7 apr

Al @centroELIS si raccontano e si dialoga su esperienze di #alternanza

scuola-lavoro #labuonascuola

Alosys @Alosys · 7 apr

@matteodelfante ricevere da @EnelGroup la guida del prossimo semestre.

@centroELIS #bedigital

Ericsson Italia @Ericssonitalia · 7 apr

Siamo al @centroELIS per parlare di alternanza scuola-lavoro e trasformazione

digitale #bedigital #labuonascuola

M3MotorCube @M3MotorCube · 7 apr

#Nissan #Italia consegna #LEAF elettrica a #Elis per il suo progetto di

#DigitalRevolution @Nissanitalia @centroELIS

in modo da rendere gli studenti

pronti ad attività lavorative”.

Impegni concreti sono stati assunti

da molti degli amministratori

delegati e dei rappresentanti

delle aziende presenti.

Carmelo Papa, AD STMicroelectronics

Italia: “L’energia dei

giovani che c’è qui può dare un

contributo anche a noi”.

Anche Marco Airoldi, AD Benetton,

ha espresso la propria

disponibilità aggiungendo che

“sta a noi fare il ponte all’interno

di questi due mondi che non

si parlano”.

Marilena Ferri, direttore del

personale Autogrill ha espresso

la disponibilità della sua azienda

a coinvolgere molti studenti.

Il sottosegretario del MIUR, Gabriele Toccafondi, con gli studenti

seguici su twitter! @centroELIS

Sostenibilità e innovazione

Sempre a favore dei giovani si

inserisce il progetto di ELIS e

Nissan “Digital revolution through

ELIS” a favore della sostenibilità

ambientale.

Bruno Mattucci, AD Nissan Italia

ha consegnato, per sei mesi,

un’auto 100% elettrica, Nissan

LEAF, agli studenti ELIS per sperimentare

l’utilizzo della mobilità

a zero emissioni. La missione

del progetto sarà infatti quella di

costruire una piattaforma digital

o social attraverso la quale condividere

le idee dei giovani che

sperimenteranno i benefici della

mobilità elettrica. “Sono molto

orgoglioso di avvicinare le future

generazioni allo studio delle nuove

forme di comunicazione che

meglio si adeguano alla promozione

e diffusione della mobilità

del futuro. Sono convinto che la

strada verso il futuro passi per la

rivoluzione digitale”, ha dichiarato

Bruno Mattucci.


agosto 2016 - n.66

WWW.ELIS.ORG

Giovani & Cultura 50 ANNI

5

Ospitalità e accoglienza nel mondo

Più di 200 visitatori per scoprire le consuetudini e le tradizioni internazionali

Dall’Italia alla Nigeria,

dal Brasile al Regno

Unito: un viaggio tra le

tradizioni di diversi Paesi per

conoscere i differenti modi di

accogliere l’ospite. I duecento

visitatori della Fiera dell’Ospitalità,

organizzata il 16 aprile

dall’Istituto Alberghiero Enogastronomico

SAFI ELIS sono

stati condotti in un percorso

alla scoperta di riti, abitudini

e consuetudini internazionali,

attraverso i lavori delle studentesse.

Nella sede dell’Alberghiero di

via Sebastiano Satta le alunne

hanno presentato le attività e

i progetti realizzati nel corso

dell’anno scolastico sul tema

dell’ospitalità e dell’accoglienza,

sulla base degli spunti di

riflessione forniti durante il

seminario dello scorso 30 ottobre

“Il valore dell’ospitalità:

la centralità della persona”,

organizzato per i 50 anni del

Centro ELIS.

Nei padiglioni dedicati alle

varie nazioni il pubblico ha

anche degustato alcuni piatti e

prodotti tipici come il cozonac

rumeno e il cocktail al tamarindo

brasiliano.

Attraverso uno spettacolo coreografico

le studentesse hanno

rappresentato le diverse

modalità con cui Ulisse è stato

accolto durante il suo avventuroso

viaggio di ritorno a Itaca

da Calipso, Circe e Nausicaa.

I temi dell’accoglienza e dell’ospitalità

sono stati approfonditi

a 360° durante l’evento, si è

affrontato infatti il tema del

turismo responsabile e sostenibile,

mettendo a confronto

l’enologia biologica e biodinamica

francese ed italiana, e

il valore dell’accoglienza nei

confronti di chi scappa da

conflitti e povertà.

Al tema dell’integrazione è

stato dedicato un intero padiglione,

perché la cucina e la

tavola possono essere luoghi

non solo di convivialità e socializzazione,

ma anche di integrazione

culturale.

Le allieve dell’Istituto Alberghiero SAFI ELIS

Educare i giovani alla guida sicura

“Guida il tuo futuro”: il nuovo progetto di ELIS e Autostrade per l’Italia

Studenti durante l’incontro con gli esperti del progetto

Sono 26.300 le persone

che hanno perso la vita

nel 2015 sulle strade europee,

l’1,3% in più rispetto

all’anno precedente. Il dato di

questa strage emerge dalla decima

edizione del Road Safety

Performance Index Report (il

programma di valutazione dei

progressi in materia di sicurezza

stradale, al quale partecipa

anche l’ACI), realizzato dal

Consiglio Europeo per la Sicurezza

dei Trasporti (ETSC). Per

la prima volta dal 2001, il numero

delle vittime di incidenti

stradali in Europa torna a salire,

si allontana quindi l’obiettivo

strategico dell’UE di ridurre

del 50% i decessi stradali entro

il 2020, rispetto ai livelli del

2010.

Nel nostro Paese, sulla base dei

dati provvisori ACI-Istat, nel

2015 gli incidenti stradali con

lesioni a persone sono diminuiti

(-1,8%, 173.892 contro i

177.031 del 2014), ma purtroppo

si registra dopo 15 anni un

aumento dei decessi: +1,1%,

3419 (quasi 9 vittime al giorno),

con un picco quasi del 9%

nei grandi Comuni. Sale anche

la mortalità registrata su autostrade

e strade extraurbane

(+6,3% e +1,9%).

Per prevenire i comportamenti

a rischio stradale nei ragazzi e

promuovere una guida responsabile,

ELIS e Autostrade per

l’Italia hanno avviato ad aprile

il progetto “Artefici del proprio

destino: GUIDA IL TUO FU-

TURO!”.

Sono infatti i giovani tra i 20

e 24 anni le principali vittime

delle strade (282 decessi nel

2015). Gli incidenti stradali

per l’Organizzazione Mondiale

della Sanità (OMS) sono la prima

causa di morte fra i giovani

di età compresa tra i 15 e i 19

anni e la seconda per i ragazzi

dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni.

Velocità troppo elevata, guida

distratta, mancato utilizzo

delle cinture di sicurezza, uso

del cellulare alla guida sono

tra le principali cause di morte

sulla strada.

Protagonisti del progetto sono

150 studenti di 5 scuole superiori

di alcuni quartieri romani

del IV e V Municipio (IISS

J. Von Neumann, IIS Croce

- Aleramo, IISS G. Ambrosoli,

ITIS Giovanni XXIII, ITT Livia

Bottardi).

In ogni scuola si è tenuto un workshop

per sensibilizzare ed educare

i ragazzi a una guida sicura e

a evitare condotte a rischio.

Obiettivo del progetto è anche

dare consapevolezza ai giovani

che con i loro comportamenti

sono artefici del proprio destino,

per questo motivo durante

i workshop è stato lanciato un

contest: ogni scuola realizzerà

un video-spot che dovrà educare

alla guida responsabile

e a prevenire comportamenti

pericolosi (uso di alcol e droghe,

atteggiamenti superficiali

www.elis.org/guida-il-tuo-futuro

e imprudenti, distrazione alla

guida come uso scorretto di

smartphone ed altri dispositivi).

In questo percorso educativo

un ruolo fondamentale deve

essere rivestito dagli insegnanti

che devono diventare il primo

veicolo di prevenzione nelle

scuole.

Per i docenti è stato organizzato

il corso “Formazione Formatori

sulla Sicurezza” al fine

di sensibilizzarli sulle tecniche

per leggere meglio i “segnali

spia” e su come approcciare nel

modo più corretto alle problematiche

degli studenti.

Nell’appuntamento finale del

progetto che si terrà a settembre

2016, gli studenti presenteranno

i video-spot realizzati e

il migliore sarà premiato.


6 agosto 2016 - n.66

WWW.ELIS.ORG

Solidarietà, Imprese & Progresso Sociale

Investire sulle imprese ibride

Nuove forme di imprenditorialità per creare valore sociale

Rispondere alla crisi economica

con nuove forme di imprenditorialità

volte alla creazione di

valore economico, ma anche

sociale e ambientale. Dall’altra

parte le organizzazioni non profit

hanno compreso l’importanza

di affiancare alla creazione

del valore sociale, una sostenibilità

imprenditoriale della propria

attività. Questi temi sono

stati al centro del workshop formativo

Social Innovation & Social

Entrepreneurship promosso

da ELIS in collaborazione

con

IESE Business

School - Center

for Business in

Society, svoltosi

a Roma dal

13 al 15 aprile.

Partner dell’iniziativa,

rivolta

a imprenditori sociali e manager

di organizzazioni profit

e non profit, sono stati eFM,

UCID-Unione Cristiana Imprenditori

Dirigenti, Isnet, Softlab

e Primedata.

I dati degli ultimi anni attestano

che ormai le imprese hanno

fatto propria la responsabilità

sociale integrandola nella

strategia di sviluppo del business.

Il VII Rapporto di indagine

sull’impegno sociale delle

Mettere al

centro le

persone è

fondamentale

aziende in Italia a cura dell’Osservatorio

Socialis ci dice che

l’80% delle imprese italiane con

oltre 80/100 dipendenti dichiara

di impegnarsi in iniziative di

CSR (Corporate Social Responsability),

per un investimento

globale che ha raggiunto la cifra

record di 1 miliardo e 122 milioni

di euro nel 2015.

Il divario tra le imprese sociali

(come le ONG, fondazioni e

non-profit) e le imprese tradizionali

(il cui principale obiettivo è

la redditività

economica) è

colmato dalle

cosiddette

aziende ibride:

organizzazioni

che perseguono

con successo

obiettivi sociali

ed economici.

Un settore in ascesa quello

dell’economia sociale con grandi

prospettive di sviluppo, e che

conta in Europa circa 11 milioni

di lavoratori.

Docenti dell’iniziativa il prof.

Antonino Vaccaro, direttore

del Center for Business in Society

dello IESE Business School e il

Prof. Tommaso Ramus, Catolica

Lisbon School of Business and

Economics. Attraverso lavori di

gruppo incentrati sui casi studio

portati in aula, i partecipanti

hanno avuto l’opportunità di

analizzare, discutere e proporre

soluzioni a problemi di business

reali.

“Le aziende- ha spiegato Vaccaro

- sentono la pressione sociale

dei consumatori che vogliono

prodotti e servizi più etici, le

aziende devono prendere la direzione

che va verso un dialogo tra

profit e no profit”.

Sì può fare impresa e progresso

sociale? “Un’azienda è di successo

se investe in una strategia che

porta ad aumentare il capitale

sociale”, ha dichiarato Cesare

Avenia, Presidente di Ericsson

durante la tavola rotonda organizzata

a margine della seconda

giornata. Daniele Di Fausto,

CEO di eFM ha illustrato

il nuovo paradigma lavorativo

alla base della realizzazione

della nuova sede aziendale, che

ha ospitato le prime due giornate

del workshop, ovvero “per

la nostra azienda è fondamentale

mettere al centro le persone”.

Domenico Mastrolitto,

Segretario per il Lazio di UCID

e Direttore del Campus Biomedico

S.p.A, infine ha raccontato

il caso del Campus Bio Medico

esempio di eccellenza nel campo

dell’innovazione sociale.

Da Tommaso Ramus sono state

Ernesto Albanese, presidente L’Altra Napoli Onlus

analizzate le sfide che dal punto

di vista strategico e organizzativo

devono affrontare le aziende

che vanno verso l’ibridizzazione

sottolineando come sia fondamentale

che “le imprese sociali

evitino il mission drift, ovvero di

perdere di vista la propria missione”.

La parte conclusiva del workshop

è stata dedicata alla

presentazione di progetti ed

esperienze nel campo dell’innovazione

sociale. Francesco

Di Perna di TIM ha illustrato

il progetto crowdtech realizzato

con ELIS in Sardegna, volto ad

accrescere e creare competenza

tecnica nei giovani diplomati

della comunità sarda al fine di

generare opportunità di lavoro e

contemporaneamente sviluppare

le competenze specialistiche

in ambito telecomunicazioni,

informatica, installazioni TV.

Ernesto Albanese, L’Altra Napoli

Onlus, ha presentato l’attività

portata avanti nel difficile

Rione Sanità a Napoli. In 11

anni l’associazione ha realizzato

progetti concreti di valorizzazione

del territorio attraverso il

recupero ambientale e sociale di

aree degradate.

Insieme per un quartiere vivibile

Quaranta volontari hanno pulito le strade di Casal Bruciato

Strade sporche, scritte sui

muri, cumuli di rifiuti, affissioni

incontrollate, in una parola

degrado. Uno scenario diventato

purtroppo una costanza di

molti quartieri romani.

Cresce il malcontento e la rabbia

dei cittadini che identificano

nelle Istituzioni e nei soggetti

preposti al decoro della

città gli esclusivi responsabili

della situazione in cui sono costretti

a vivere. Spesso però sopraggiunge

un atteggiamento

di rassegnazione dimenticando

che il senso civico non si può

delegare. Un reale cambiamento

può avvenire solo se i cittadini

stessi diventano protagonisti

della lotta contro il degrado, effettuando

correttamente la raccolta

differenziata, prendendosi

cura del bene comune e rispettandolo.

Vivere in un ambiente

più curato disincentiva chi per

distrazione o maleducazione è

abituato a sporcare.

È nata con questo obiettivo

l’iniziativa “Insieme per un

quartiere più bello”. Lo scorso

14 maggio circa 40 persone

tra allievi e allieve, dipendenti

e familiari del Centro ELIS e

residenti del quartiere di Casal

Bruciato sono scesi nelle vie,

muniti di scope, rastrelli, palette,

secchi e pennelli per togliere

etichette ed affissioni abusive,

pulire le strade, togliere le erbacce

e ridipingere i muri dai

graffiti.

Casal Bruciato, dove sorge da

50 anni il Centro ELIS, è uno

dei quartieri popolari della Capitale,

un tempo zona di baracche

in cui abitavano le famiglie

sfollate del secondo dopoguerra.

Nel corso degli anni sono

sorti palazzi e negozi, ma come

molti quartieri di Roma è spesso

lasciato al degrado e all’incuria

dei cittadini.

La giornata è stata promossa da

AVEL, l’associazione di Amici

e Volontari ELIS, che da quasi

20 anni opera a supporto delle

attività dell’ELIS, e dall’associazione

Retake, impegnata per

il decoro urbano, che ha contribuito

all’organizzazione.

A supporto dell’iniziativa anche

l’AMA e la Polizia Municipale

che hanno garantito

la sicurezza e professionalità

dell’attività e alcune aziende

private che hanno donato il

materiale di pulizia.

“Volevamo dare un segno concreto

di attenzione al quartiere

coinvolgendo tutte le scuole del

Centro ELIS. Infatti centinaia

di persone tra allievi e dipendenti

arrivano ogni giorno a

Casal Bruciato e ci è sembrato

opportuno “spenderci” per migliorare

il quartiere in cui viviamo

la maggior parte della

nostra giornata”, ha spiegato

Valeria Bonilauri, presidente

dell’AVEL.

Nonostante la pioggia battente

dopo una breve lezione di educazione

civica, i volontari di

tutte le età si sono divisi in tre

squadre e si sono messi a lavoro.

Un po’ di incredulità ma anche

tanti gesti di ringraziamento

da parte dei residenti: un abbraccio

per il volontario impegnato

a togliere le affissioni

abusive dal muro di un palazzo,

cittadini che hanno offerto

caffè e acqua.

Al termine della giornata tante

facce stanche e bagnate dalla

pioggia ma anche sorridenti e

volenterose di ripetere l’esperienza...

possibilmente con il

sole!


agosto 2016 - n.66

WWW.ELIS.ORG

Tecnologia & Innovazione

7

Innovation Day 2016

Start up, progetti e prototipi protagonisti dell’evento sull’innovazione e le nuove tecnologie

I progetti vincitori

Shop&Go

Vodafone, Fastweb, PWC,

ADS, Università Tor Vergata

Metodo di pagamento su app che

permette ai clienti di pagare attraverso

lo smartphone, evitando

la fila alle casse.

Pagamenti innovativi

Soldo ltd

Nel 2015 il mercato digitale in

Italia è cresciuto dell’1% per un

valore di 65 miliardi di euro.

Per il mondo IT nel suo complesso

si intravede una crescita

dell’1,5% nel 2016, fino ad arrivare

al 2% nel 2018. Queste le

previsioni dello studio: “Il digitale

in Italia nel 2016” realizzato

da Assinform e Confindustria

Digitale in collaborazione

con NetConsulting cube e gli

Osservatori Digital Innovation

del Politecnico di Milano.

In particolare crescite sostenute,

per l’anno in corso, del 14,9% per

l’Iot, del 23,2% per il Cloud, del

24,7% per i big data, del 13,3%

per le piattaforme per il web, del

12,3% per il mobile business, del

4,4% per la sicurezza. Segnali

incoraggianti, ma come si legge

nello studio il “passo con cui

si sta affermando l’innovazione

digitale in Italia è ancora troppo

lento, avviene in modo troppo

disomogeneo e con un’ottica ancora

distante dal concepire quella

trasformazione in grado di incidere

profondamente sulla realtà

ELIS.org @centroELIS

Assembly Data System @ADS_Italia · 8 lug

Live From @centroELIS: siamo all'evento di chiusura di @Elis_ItaliaLab, il

laboratorio di Collaborative Innovation.

Mauden @Mauden_SpA · 8 lug

@FraDiMag e @FDivittorio oggi presentano @MaudenGet in occasione di

#ELISInnDay!

FederCuochi Lazio @FICLazio · 8 lug

La nuova App #FIC #elisinnovationlab @centroELIS

del Paese, cambiare gli equilibri

competitivi, accelerare la crescita”.

L’innovazione digitale e tecnologica

è stata protagonista dell’E-

LIS Innovation Day, tenutosi l’8

luglio a Roma, nel quale sono

stati presentati 50 progetti e prototipi

realizzati durante l’anno

dagli studenti ELIS per grandi

aziende che hanno messo a disposizione

le ultime tecnologie

e la loro esperienza. Sicurezza

sul lavoro; manutenzione predittiva

per impianti, torri radio

e aeroporti; web app per itinerari

museali personalizzati; sistema

di Smart Home per una

casa intelligente, in grado di

rilevare le necessità dell’utente,

le abitudini e consentire una

gestione efficiente dei consumi;

monitoraggio dei trasporti con

carichi speciali e pericolosi, attraverso

una piattaforma per

gestire il traffico e i percorsi dei

mezzi; efficientamento dei processi

aziendali. Questi sono solo

alcuni degli ambiti d’intervento

dei progetti della “fiera tecnologica”,

durante la quale i visitatori

hanno potuto ripercorrere

l’intero processo d’innovazione:

dalla needs analysis all’idea generation,

dalla redazione di un

business plan alla prototipazione.

Una giornata per ribadire l’importanza

dell’incontro tra domanda

e offerta e dimostrare

il grande contributo in termini

di creatività e innovazione che

i giovani possono portare alle

imprese e al Paese. Non sono

mancati infatti i momenti di

confronto tra aziende e organizzazioni

su come favorire l’innovazione

e lanciare le nuove sfide

in tema di digital transformation:

“Bisogna innanzitutto capire

quali sono i bisogni dell’azienda

e proporre delle idee in linea

con i bisogni aziendali. L’innovazione

non è solo tecnologica

ma anche organizzativa e legata

all’approccio aziendale”, ha

dichiarato Luigi Gubitosi, ex

direttore generale RAI durante

la tavola rotonda “Le attuali organizzazioni

non favoriscono

l’innovazione: cosa fare?”.

Innovazione che deve partire

dall’organizzazione aziendale,

come ha sottolineato Guido

Stratta di Enel: “Le grandi imprese

sono le paludi dell’innovazione,

le idee si trovano sul

marciapiede. Per avere innovazione

bisogna organizzare in

azienda dei team eterogenei,

delle squadre variegate. Non bisogna

essere gerarchici nell’organizzazione:

l’informalità e la

costruzione di squadre ibride

sono elementi importanti per

generare libera innovazione”.

Anche Federica Roscio di Fastweb

si è soffermata su questo

aspetto: “L’organizzazione

aziendale deve sprigionare

energia. Nel gruppo di lavoro

del programma ItaliaLab

la ricetta è stata l’informalità

che non significa disordine ma

autoregolazione. Ognuno deve

fare la propria parte in azienda

perché l’azienda siamo noi”.

“Per innovare bisogna partire

dalle competenze e dalle strutture

– ha dichiarato Oscar Pasquali

del MIUR - stiamo lavorando

soprattutto su due fronti:

dare competenze di project management

alle scuole, condividendo

le conoscenze con gli

insegnanti e creare delle reti e

contatti con le aziende affinché

le scuole possano attuare l’alternanza

scuola-lavoro”.

Per Marco Patuano, già AD

Telecom Italia: “Ciascuna innovazione

all’interno delle aziende

viene percepita più o meno pericolosamente.

Bisogna creare un

sistema di incentivi che faccia

percepire l’innovazione come

un’opportunità e non come un

pericolo”.

Sono stati presentati i progetti

del laboratorio di open innovation

“ItaliaLab” per favorire

l’innovazione tecnologica e digitale

coinvolgendo “innovatori”

provenienti dalle aziende e dalle

Università, organizzati in gruppi

interaziendali e interfunzionali.

Nell’ambito del laboratorio la

migliore idea di startup è stata

giudicata “Shop & Go”.

Un’applicazione per supportare

la gestione operativa dell’istituto

di moneta elettronica Soldo.

Ericsson IoT Accelerator

Ericsson

Sistema che aggrega i dati raccolti

dai sensori dei dispositivi

IoT per venderli a terze parti,

aggregati in base alla necessità.

GET

Mauden SpA

Sistema integrato che raccoglie e

analizza dati di diversa natura, li

interpreta e reagisce in maniera

predittiva.

Sicurezza sul lavoro

Simav

Dispositivi IoT per la sicurezza

degli operai manutentori.

Gianpiero @gianpirm · 8 lug

Un onore aver contribuito alla formazione di ragazzi con progetti innovativi.

To be continued. @centroELIS

Claudio Gagliardi @claudiogagliard1· 8 lug

Innovation day in @centroELIS: straordinaria esperienza per i giovani e per le

imprese! #sistemaduale al lavoro

Archivetro @archivetro · 8 lug

"Il futuro dell'Innovazione passa attraverso le piattaforme" @MarcoPatuano

#elisInnDay #MyInnDay @centroELIS #Roma

Francesco Lapariello @lapariello · 8 lug

Students at @centroELIS did an excellent job with #iot #industry40 development

on #Cisco #iox #tech. Well done team!


8 agosto 2016 - n.66

WWW.ELIS.ORG

Tecnologia & Innovazione

L’innovazione portata dai giovani

Laboratori digitali per generare nuove idee tecnologiche

continua da pag. 1

Molte grandi aziende adottano

oggi un modello di inserimento

dei giovani al termine del

percorso accademico, impegnando

poi molte energie in

programmi/processi di induction

che hanno la funzione di

far acquisire ai neo-assunti la

cultura aziendale, i processi e i

comportamenti organizzativi,

oltre alle diverse competenze

professionali, non maturate

dallo studente durante il periodo

universitario. L’investimento

di tempo e risorse per

raggiungere questo obiettivo

può risultare lungo e oneroso,

senza avere la sicurezza di

ottenere i risultati desiderati.

Inoltre, le imprese spesso richiedono

titoli di studio postuniversitari

anche per ruoli intermedi,

creando una sorta di

frustrazione da parte dei giovani

che dopo anni di specializzazione

universitaria, si trovano

a fare lavori diversi dalla

loro formazione. La metodologia

ELIS, prendendo spunto

dalla legge della buona-scuola

e dal cosiddetto Sistema duale,

prevede esperienze di lavoro

e stage durante i percorsi formativi,

oltre alla realizzazione

di progetti e attività legate ai

fabbisogni aziendali - Innovation

Graduate Program - che

permettono di: semplificare

la fase di induction durante il

periodo universitario; favorire

l’inserimento dei giovani

“Nativi digitali”, appassionati

di tecnologia; acquisire un approccio

culturale internazionale;

acquisire specifiche competenze

personali e sociali.

L’approccio metodologico che

si intende perseguire è quello

del Project Based Learning,

dove l’acquisizione di conoscenze

e metodi è fortemente

connessa con la realizzazione

di attività progettuali. Esempi

significativi di questo approccio

metodologico sono sparsi

per tutto il mondo, come ad

esempio la Neumont University

che opera in partnership con

grandi aziende e ha eccellenti

risultati sia per l’inserimento

professionale (placement), che

per la qualità e le competenze

dei propri studenti. Un esempio

italiano è invece quello

promosso da Assolombarda e

l’Università Statale di Milano

per la laurea triennale di ingegneria

informatica. L’ELIS, oltre

alle tematiche strettamente

legate al mondo delle competenze

e del lavoro, dedica una

grande attenzione allo sviluppo

delle qualità umane e del

senso civico di ogni allievo per

fare in modo che i giovani siano

eccellenti sia sul lavoro che

nella vita. Questo aspetto rappresenta

un plus che le aziende

notano nell’inserimento lavorativo

dei nostri giovani.

IntelliBeMS

L’intervista

Ing. Mauro Cerboni

Direttore Tecnico

Ing. Remi Giovannone

Responsabile Automation & ICT

Quale tecnologia la vostra

azienda ha messo a disposizione

dei Digital Lab?

Tecnorad Italia, in partnership

con Beckhoff, ha predisposto

all’interno del Digital Lab un

laboratorio di sviluppo con una

architettura modulare e scalabile

basata sulla piattaforma

Pc-embedded che lo rende facilmente

integrabile con hardware

differenti e complessi tipicamente

necessari in un sistema di building/plant

management. L’aumento

della complessità degli

impianti, soprattutto in termini

di comunicazioni, ha reso necessario

sistemi di automazione

spinti. Grazie alla combinazione

dei sistemi di controllo decentrati

Beckhoff e alla piattaforma

di gestione remota implementata

da Tecnorad Italia sarà possibile

ottimizzarne l’integrazione di

risorse di origine differente.

A quale progetto lavorano i ragazzi

ELIS?

Il tema dell’efficienza e sostenibilità

ambientale applicato agli

edifici rappresenta uno degli

aspetti prioritari delle attuali

politiche mondiali ed europee.

La riduzione delle emissioni ed

il raggiungimento degli obiettivi

del Protocollo di Kyoto stanno

divenendo parte integrante della

vita e del lavoro quotidiano dei

tecnici. Le Direttive Europee e

le applicazioni legislative nei singoli

Paesi dell’Unione comportano

una nuova visione dell’edificio

che non può più prescindere

dalla “sostenibilità ambientale”.

Il componente centrale del sistema

di automazione dell’impianto-edificio

è il BEMS (Building

Energy Management Systems), le

funzioni offerte permettono, oltre

alla gestione, l’implementazione

dell’Efficienza Energetica Attiva

negli Edifici. In questo ambito

si è sviluppata la necessità di un

sistema di automazione e supervisione

di edificio per la gestione

integrata per i componenti impiantistici

e per gli strumenti di

gestione che consentano di fornire

una soluzione in grado di “regolare”

gli impianti e di “assistere”

i processi gestionali: di fornire

cioè una “intelligenza”.

Il team ELIS lavorerà allo sviluppo

software di una piattaforma

BEMS che possa integrare l’EMS

(Energy Management System)

con il BMS (Building Management

System).

In una seconda fase si arriverà

a progettare un

prototipo di “layer

software intelligente”

in grado

di determinare le

migliori condizioni

di regolazione

degli impianti

di un edificio.

Il layer software

implementerà il

concetto di dinamicità

e adattabilità

attraverso la

costruzione di un profilo di utenza

dell’edificio con funzioni in

grado di gestire il BEMS in modo

intelligente.

La nuova piattaforma sarà in grado

di supportare tutti i principali

protocolli di comunicazione in

ambito “Building Automation” (es.

BACNet, Knx, DALI, DMX, EnOcean)

e di fornire interfacce utente

su piattaforma web e mobile.

Un Lab

per giovani

può essere

una fucina di

idee fresche

e innovative

Quali sono le motivazioni che

vi hanno portato ad allestire un

laboratorio dedicato ai giovani?

A 30 anni dalla sua nascita Tecnorad

Italia ha avviato nel 2015

un importante cambiamento,

cedendo l’asset di oltre cento

torri per telecomunicazioni e

reinvestendone il ricavato per

potenziare la Business Unit “Automation”.

Il concetto di “Open

Innovation” ci ha da tempo affascinato

e quando il direttore del

Consorzio ELIS Pietro Papoff ci

ha parlato del programma Digital

Lab abbiamo subito aderito

con entusiasmo, convinti che un

laboratorio dedicato ai giovani,

in un clima multi-aziendale,

potesse essere una fucina di idee

fresche e davvero innovative.

L’obiettivo è arrivare alla fine del

Digital Lab con un contributo

significativo alla nostra soluzione

di Building and Energy Management

System (che abbiamo

chiamato IntelliBeMS), con dei

giovani formati e già integrati

con la nostra azienda ed i nostri

processi, pronti per dare un contributo

lavorativo significativo

e di assoluto valore. Altro fattore

distintivo, presente in tutte le

iniziative portate avanti da ELIS,

è il potenziale di

networking con le

altre aziende del

Consorzio ELIS

che hanno aderito

al Digital Lab:

confrontare idee

e progetti, trovare

strade di cooperazione

e stringere

partnership

durature. Tecnorad

Italia è stata

tra le primissime

PMI ad aderire al Consorzio ELIS

e sappiamo ormai da diversi anni

il valore, nella più ampia accezione

del termine, che questo tipo di

iniziative possono portare.

Qual è il contributo che i giovani

potranno “portare”?

Ci aspettiamo che Donato, Federico

e Gaetano (i “nostri” ragazzi

del Digital Lab Tecnorad Italia)

mettano impegno e passione per

aiutarci a sviluppare il nostro

IntelliBeMS, fornendoci punti

di vista e spunti ai quali non abbiamo

magari neanche pensato,

portandoci conoscenze tecniche

di ultima generazione.

Il loro contributo, il contributo di

“nativi digitali”, in un progetto di

innovazione in un settore, quello

dello Smart Building, che sta crescendo

ed evolvendo a ritmi vertiginosi,

sarà l’ingrediente speciale

che ci aiuterà a raggiungere gli sfidanti

obiettivi che ci siamo posti.

L’intervista

Giuseppe Agneti

Digital Lab Indra

Qual è stata la tua esperienza

all’interno dei Digital Lab?

Abbiamo lavorato con referenti

aziendali, avendo una visione

sul campo di ciò che serve realmente

nel settore IT. Io e i miei

compagni abbiamo lavorato per

Indra, focalizzandoci soprattutto

sull’interazione tra persona

e casa, facendo sì che la casa

possa recepire le necessità delle

persone e aiutarle, aumentando

ad esempio l’intensità luminosa

delle luci oppure regolare la temperatura

ambientale sulla base

delle esigenze o delle abitudini.

Indra ha messo a disposizione la

sua piattaforma IoT, Sofia2, un

middleware che permette di collezionare

e processare una grande

quantità di dati.

Parlaci di Indra e del team.

Nel team hanno lavorato insieme

a me altri due ragazzi dei

corsi biennali in nuove tecnologie.

L’esperienza è stata molto

importante e formativa, perchè

abbiamo lavorato con persone

con grande esperienza nell’IT

che conoscono davvero le necessità

reali.

Che funzionalità ha il prodotto?

Durante l’hackathon abbiamo

realizzato un’app che permette la

gestione automatica o manuale

della propria casa. Con il controllo

manuale l’utente può decidere

quali prese attivare o disattivare,

gestire le luci e i dispositivi

connessi alla casa. Con il controllo

automatico invece è la casa

che legge le necessità dell’utente.

Rileva per esempio il consumo

reale sulle prese e, attraverso il

bilanciamento dei carichi, stacca

la presa con la priorità più bassa,

nel caso in cui il consumo energetico

dovesse superare il consumo

massimo previsto dal contatore.

Allo stesso modo gestiamo

le temperature. Uno dei prossimi

sviluppi sarà capire quali sono le

vere necessità delle aziende, valutare

cosa il mercato si aspetta e

se è pronto ad usare determinate

tecnologie.

A sinistra, Giuseppe Agneti


agosto 2016 - n.66

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Tecnologia & Innovazione

9

IBM Digital Lab

L’intervista

Alberto Patrizi

Client Technical Advisor for Enel

IBM Italia

Carla Milani

University Relations Manager

IBM Italia

Quale tecnologia la vostra azienda

ha messo a disposizione dei

Digital Lab?

Negli ultimi mesi IBM sta focalizzando

i suoi principali investimenti

sulle tecnologie di Hybrid

Cloud e Cognitive Computing. La

piattaforma as-a-Service “Bluemix”,

basata su open standard,

consente lo sviluppo agile di soluzioni

innovative facendo leva sul

meglio delle due suddette tecnologie.

Nell’esperienza del Digital

Lab, IBM ha fornito ad ELIS attività

di formazione, consulenza

sull’utilizzo ed accesso alla piattaforma

Bluemix. In particolare,

sono state effettuate due sessioni

per la formazione di circa 50 studenti

e sono state rilasciate utenze

personali di accesso alla piattaforma

Bluemix in cloud, fornendo

in modo veloce ed agile un potente

strumento per lo sviluppo di

soluzioni innovative.

A quale progetto lavorano i ragazzi

ELIS?

Tra i numerosi servizi offerti dalla

piattaforma Bluemix, si è scelto

di approfondire la conoscenza di

quelli afferenti al mondo del Cognitive

Computing. In particolare,

in risposta agli stimoli di innovazione

fortemente presenti nelle

challenges di Be Digital, IBM ed

ELIS hanno concordato di avviare

un CognitiveLab per sperimentare

l’adozione dei servizi

Cognitive offerti sulla piattaforma

Bluemix nel contesto di alcuni selezionati

use cases.

Il progetto al quale ha lavorato un

team di studenti ELIS, supportati

da consulenti IBM, si è inquadrato

nel contesto della challenge di

“Digital Education” e si è concentrato

su servizi innovativi per una

piattaforma di “Smart Learning”.

In particolare si è lavorato ad una

soluzione in grado di migliorare

l’esperienza della formazione digitale

(corsi online basati su video

lezioni, testi, slides etc.) tramite

un “Virtual Assistant”, realizzato

con i servizi di Cognitive Computing;

il sistema risponde alle domande

dello studente, effettuate

in linguaggio naturale, fornendogli

in tempo reale i riferimenti ai

contenuti del corso che soddisfano

la sua richiesta. I servizi cognitive

utilizzati hanno consentito di

effettuare la classificazione delle

informazioni testuali acquisite e

l’intepretazione semantica delle

richieste espresse in linguaggio

naturale, applicando inoltre logiche

di retrieval e ranking nella

risoluzione delle richieste dello

studente.

Quali sono le motivazioni che

vi hanno portato ad allestire un

laboratorio dedicato ai giovani?

L’approccio “Cognitive” rappresenta

sicuramente la nuova frontiera

dell’innovazione nel mondo

I giovani

portano

freschezza,

creatività e

ragionamento

fuori dagli

schemi

del computing.

Ogni azienda si

sta dotando di

queste tecnologie

per migliorare i

propri processi di

business, semplificare

l’interpretazione

dell’elevata

mole di dati a disposizione,

per attivare

nuovi processi

di ingaggio

dei propri utenti

interni ed esterni.

ELIS è fortemente proiettata al

mondo dell’innovazione e la sua

iniziativa Be Digital ha aggregato

diverse aziende interessate a sviluppare

approcci di Digital Transformation

per differenziarsi sui

mercati attraverso l’innovazione

di business. IBM sta fortemente

contribuendo a questo percorso

di trasformazione del mercato ed

ha quindi ritenuto estremamente

interessante sviluppare

una collaborazione

con

ELIS proponendo

la propria visione

innovativa incentrata

sul Cognitive

Computing.

Qual è secondo

voi il contributo

che i giovani potranno

“portare”?

Gli studenti che

abbiamo incontrato

in ELIS hanno avuto l’opportunità

di sviluppare e “comporre”

in maniera agile e veloce nuove

applicazioni di business con i servizi

disponibili sulla piattaforma

Bluemix. La disponibilità di tecnologie

semplici e potenti abilita i

developer di domani a concentrarsi

sulla fase di design, sulla costruzione

del valore, sul significato di

business che le nuove applicazioni

dovranno portare alle aziende in

un contesto fortemente innovativo.

Per cogliere i vantaggi delle

nuove tecnologie di Cognitive

Computing occorrono anche competenze

nuove, non sempre riconducibili

alle classiche informatiche

attuali. Occorrono competenze di

linguistica computazione, di semantica,

di rappresentazione della

conoscenza, di machine learning

che IBM possiede e sviluppa e

che, nella pur breve esperienza del

Cognitive Lab, ha messo a disposizione

di ELIS. I giovani, dal canto

loro, portano freschezza, creatività,

ragionamento fuori dagli schemi,

e questo è quanto mai prezioso

per le aziende e per il mondo del

business in generale.

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10 agosto 2016 - n.66

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Le aziende del Consorzio ELIS

Occupazione con la Banda Ultra Larga

La Commissione europea ha approvato la strategia digitale italiana

Parte la rivoluzione. Difficile

trovare un altro termine per

definire ciò che comporterà per

il nostro Paese finalmente l’attuazione

del piano strategico

per la banda ultralarga.

L’ultimo tassello fondamentale

è arrivato lo scorso 30 giugno

con l’approvazione della Commissione

europea del piano per

il periodo 2016-2022.

Bruxelles ha stabilito infatti

che in linea con gli obiettivi

del mercato unico digitale, la

strategia italiana per la banda

ultralarga mira ad aumentare la

copertura della banda larga ad

alta velocità, contribuendo così

al raggiungimento dell’obiettivo

nazionale di estenderla all’85%

della popolazione e a tutti gli

edifici pubblici (in particolare a

scuole e ospedali) con una connettività

di almeno 100 Mbps.

Il piano nazionale italiano per

la banda ultraularga ad alta velocità,

con un bilancio da circa

4 miliardi di euro, è in linea con

le norme dell’Unione in materia

di aiuti di Stato. La strategia porterà

l’accesso veloce a Internet

in aree in cui non è al momento

disponibile, senza falsare indebitamente

la concorrenza.

Questo grande “progetto Paese”

rappresenta una “onda anomala”

per il mercato del lavoro e per le

imprese, stiamo parlando di circa

10 miliardi di euro di investimenti

che avrà ricadute su tutto

il sistema produttivo italiano.

Le autostrade digitali saranno

realizzate grazie a fondi pubblici,

all’investimento di Enel e di altri

operatori privati. Enel, investirà

2,5 miliardi di euro per Enel,

attraverso la società Enel Open

Fiber, costituita ad hoc, per portare

la fibra ottica in 7,5 milioni

di case in 224 città italiane.

Formazione Banda Ultralarga

Per questo motivo ELIS in collaborazione

con ENEL, ha presentato

lo scorso 8 luglio, la proposta

di un nuovo progetto formativo

in ambito banda ultralarga.

L’obiettivo è creare, un vivaio

di giovani con le competenze

richieste dalle aziende operanti

nel settore pronti all’inserimento

lavorativo. I profili professionali

che ELIS intende formare

sono: progettisti di rete ottica,

civile, esecutiva e tecnico fibra

(infilaggio, giunzione, collaudo).

eFM: una sede a misura d’uomo

Lavoro agile e flessibile per aumentare la produttività dei dipendenti

Daniele Di Fausto, AD eFM, parla ai dipendenti

Una sala per sviluppare la creatività

dei dipendenti, coinvolgendo

anche i familiari, i bambini e

gli amici all’interno della vita

dell’ufficio mentre si mangia

un gelato; una “piazza” informale

per confrontarsi e interagire

anche con i colleghi delle

sedi all’estero; un polmone verde

energetico dove sbocciano

fiori e si possono trovare farfalle;

spazi flessibili e condivisi per

tutti, compresi i top manager.

Questa è la nuova sede di eFM,

società leader nell’offerta di

soluzioni integrate per l’immobiliare:

1200 mq quadri, in

via Laurentina a Roma, per un

ufficio a misura d’uomo dove il

comfort, il benessere e la salute

psicofisica dei dipendenti sono

stati messi al centro del paradigma

aziendale.

“L’abbiamo inaugurata a febbraio,

interamente realizzata e

progettata dai dipendenti eFM

– ci spiega l’amministratore delegato

Daniele Di Fausto - Questa

sede interiorizza la missione

aziendale “We Sustain Engaging

places for a better life (…), e in

questo caso “ for a better work”.

Il nostro obiettivo è che tutti i

dipendenti siano coinvolti attivamente

nel lavoro, vogliamo

che questo ufficio sia un po’

come la loro casa; stiamo cercando

di lavorare affinché tutti

percepiscano il valore dei singoli

ambienti, tutti ugualmente

accessibili in modo da ridurre

la percezione che l’ufficio coincida

con una singola scrivania”.

Un modello di lavoro agile,

smart e flessibile: non più spazi

assegnati ma postazioni e sale

prenotabili sulla base delle attività

da svolgere. Tutto questo

grazie alla tecnologia e all’implementazione

di applicazioni

che consentono di conoscere,

scegliere e prenotare le postazioni

libere, sensori per monitorare

il livello della temperatura,

dell’umidità, dell’illuminazione

dell’ambiente, tecnologie intelligenti

che imparano dai

comportamenti, in modo che

ognuno possa beneficiare dello

spazio più idoneo e confortevole,

il tutto integrato con sistemi

di gestione immobiliare.

Adattando diverse tipologie di

spazi a diverse funzioni le persone

possono scegliere il luogo

più opportuno per svolgere una

determinata attività: quando

occorre essere concentrati si

utilizzeranno degli spazi denominati

“Me”, ovvero spazi di

produttività singola e tendenzialmente

silenziosi con tutte le

tecnologie a supporto. Quando

c’è bisogno di socialità, di

scambiare idee, potranno essere

utilizzati spazi “We”, altre volte

si preferiranno spazi chiusi

(ma solo da vetrate trasparenti)

come le sale riunioni.

“Non abbiamo spazi per amministratori

delegati, dirigenti e

funzionari – continua Di Fausto

- ma tutti utilizzano questo

concept perché non crediamo

nelle gerarchie e nei limiti funzionali,

riteniamo che la creatività

vada sostenuta e quindi ci

sforziamo di migliorare le condizioni

lavorative, semplificare

la comunicazione, incentivare

le persone a fare sempre meglio;

questo ufficio è un esempio reale

della nostra missione. Per

noi è fondamentale che tutti

lavorino con la stessa unità di

indirizzo verso il nostro scopo:

ovvero progettare e sostenere

spazi di lavoro attrattivi per

migliorare la vita delle persone,

con progetti volti alla sostenibilità

economica, ambientale e

tecnologica. Questo va sempre

ricordato alle persone che lavorano

in azienda”.

Per raggiungere questo scopo,

il team eFM si avvale di

competenze diverse ed eterogenee

(architetti, antropologi,

ingegneri), che interagiscono

scambiandosi approcci e metodologie.

A questo aspetto se ne

aggiunge un altro fondamentale:

la vocazione tecnologica.

eFM è anche la prima azienda

italiana dotata di un vero e

proprio polmone verde: grazie a

uno studio bioenergetico, sono

state selezionate e opportunamente

posizionate nell’ufficio

piante specifiche per contrastare

elementi negativi come l’elettromagnetismo

e migliorare la

qualità dell’aria.

Il risultato è “aver generato più

possibilità di scelta ha fatto sì

che ogni spazio fosse adeguato,

la soddisfazione dei dipendenti

è stata altissima, inoltre è sorprendente

come siano cambiati

i comportamenti delle persone,

la percezione del luogo di lavoro

ed è migliorata la produttività”.


agosto 2016 - n.66

WWW.ELIS.ORG

Attività formative

11

Opportunità per le categorie protette

L’84% delle persone disabili in età lavorativa non ha un impiego

Il tasso di occupazione delle

persone con disabilità resta in

Italia ancora molto basso e spesso

questa categoria di lavoratori

vede disattesa la possibilità di

realizzazione professionale. Nonostante

la legislazione italiana

in materia, legge 68/99, sia considerata

molto avanzata, la condizione

lavorativa dei disabili

è ancora molto arretrata, tanto

che il nostro paese è stato richiamato

dalla Corte di Giustizia

europea per non

aver garantito

tutte le misure necessarie

a un adeguato

inserimen-

Dobbiamo

rendere la

nostra

società più

solidale

to professionale

dei lavoratori.

L’ultima relazione

del Ministero

del lavoro e delle

politiche sociali

al Parlamento

sull’attuazione

della legge, ci dice che in base

agli ultimi dati disponibili (relativi

al biennio 2012-2013) l’84%

dei disabili in età lavorativa non

ha un impiego.

Con i decreti legislativi attuativi

del Job Act il Governo è intervenuto

per sostenere l’inclusione

socio-lavorativa delle categorie

protette attraverso una semplificazione

delle procedure esistenti.

Tra le principali novità:

adozione di nuove linee guida

in materia di collocamento mirato

per omogeneizzare le varie

pratiche già esistenti sul territorio;

promozione di una rete integrata

con i servizi, gli accordi

territoriali, la valutazione biopsico-sociale

della disabilità, gli

accomodamenti ragionevoli, il

responsabile dell’inserimento

lavorativo e le buone pratiche di

inclusione lavorativa.

Inoltre, si è intervenuti sulle

modalità delle assunzioni obbligatorie,

prevedendo che i

datori di lavoro privati possano

assumere i lavoratori mediante

richiesta nominativa, ma non di

effettuare l’assunzione diretta.

Si è prevista l’istituzione della

Banca Dati del collocamento

mirato al fine di razionalizzare

la raccolta sistematica dei dati.

Per una reale integrazione lavorativa

è fondamentale che oltre a

livello normativo

si agisca anche a

livello culturale.

Alimentare una

cultura del lavoro

attenta alla valorizzazione

delle

categorie protette

per favorirne

l’occupazione è

infatti l’obiettivo

del progetto promosso

dal Centro

ELIS, attraverso il gruppo di

lavoro “Laboratorio Tiburtino”,

presentato lunedì 30 maggio

nel corso del workshop “Lavoro

e categorie protette: le strade

percorribili”. Il workshop, primo

appuntamento del progetto,

è stato un momento di incontro

tra istituzioni, imprese e parti

sociali per esaminare il nuovo

quadro normativo, valutare le

risorse disponibili e confrontare

le esperienze e le esigenze di

ognuna delle parti per identificare

le possibili soluzioni.

Per sostenere l’inserimento lavorativo

delle categorie protette

il Centro ELIS studierà con gli

enti, le aziende e i soggetti interessati,

attività formative volte

al consolidamento di competenze

sia in ambito informatico

che in altri settori, in linea con

le richieste del mercato, anche

Da sinistra: Bruno Picker, Nina Daita, Cecilia Paulicelli, Danila Di Roma, Alberto Mutti e Massimiliano Matteucci

sulla base delle esperienze formative

degli ultimi anni con

alcune aziende del Consorzio

ELIS che hanno creato occupazione

in questo settore.

Ennio Lucarelli, presidente

Confindustria servizi innovativi

e tecnologici, ha sottolineato:

“La tecnologia è uno strumento

indispensabile per sostenere l’inserimento

lavorativo delle persone

non pienamente abili, è indiscutibile

infatti che ci siano delle

grandi opportunità che possono

nascere dal matrimonio tra la

tecnologia, gli obiettivi da rispettare,

l’organizzazione del lavoro

e i beni da produrre”.

“Azioni e pratiche dirette all’inserimento

lavorativo di persone

con disabilità sono espressione di

alti principi costituzionali – ha

dichiarato Cecilia Paulicelli,

area lavoro e welfare Confindustria

- è importante fare ricorso

a processi che consentano una

piena conoscenza sia dell’esperienza

e della capacità lavorativa

della persona con disabilità

sia delle esigenze delle imprese in

funzione del collocamento mirato”.

Un ruolo importante in questo

processo è svolto dai centri

per l’impiego, per Danila Di

Roma, responsabile del Centro

Impiego Tiburtino: “Bisogna

lavorare sull’inserimento mirato

dei ragazzi disabili e bisogna

fidelizzare le imprese che non

hanno fiducia in questo servizio.

Per raggiungere obiettivi che ci

prefissiamo in questa direzione

tutte le strutture sul territorio

devono fare dei piccoli sforzi”.

L’esigenza di fare rete e agire

sinergicamente è stata espressa

anche da Nina Daita, responsabile

dell’ufficio politiche disabilità

della CGIL Nazionale:

“Oltre 728 mila sono le persone

con disabilità iscritti al collocamento,

da questa giornata spero

inizi un percorso che ci porti tutti

insieme a compiere il nostro dovere,

dobbiamo rendere la nostra

società più solidale. Per costruire

un nuovo umanesimo ripartiamo

insieme dai soggetti più deboli

e da qui a un anno qualche

risultato potremo portarlo”.

Alberto Mutti, vice presidente

ANMIC (Associazione Nazionale

Mutilati ed Invalidi Civili),

ha segnalato un nodo critico

del provvedimento governativo

che non ha previsto adeguate

sanzioni per perseguire i datori

di lavoro che violino la legge

sul collocamento obbligatorio,

visto che le sanzioni pecuniarie

previste anche dalla legge 68/99

si sono rivelate finora inefficaci e

permettono di aggirare di fatto

la legge.

Il direttore generale dell’ELIS

Alessandro Rampolla a conclusione

dei lavori ha ribadito la

necessità di agire a livello culturale

con le aziende, ribadendo

l’impegno concreto dell’ELIS a

supporto del progetto: “Abbiamo

la capacità di fare ponte, di

aggregare aziende che operano

anche in ambiti diversi, abbiamo

capacità progettuale, e di formazione

in ambito informatico e

tecnologico, questo può essere un

buon viatico per sostenere l’inserimento

lavorativo delle categorie

protette”.

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12 agosto 2016 - n.66

WWW.ELIS.ORG

Sport

Sport, amicizia e divertimento

Alle porte una nuova stagione sportiva per i giovani atleti

Formare la persona attraverso

la disciplina sportiva, il divertimento

e l’aggregazione sociale è

l’obiettivo delle scuole sportive

ELIS e SAFI (sport-safi.elis.org).

L’anno sportivo 2015-16 ha visto

la Scuola Sportiva ELIS promotrice

di numerose iniziative.

Sedici squadre, arrivate da tutta

Italia hanno partecipato dal

22 al 25 aprile a Scarlino nella

Maremma Toscana, al torneo

giovanile (Under 14) Italia

Champions Club, evento organizzato

dalla Scuola Sportiva

ELIS con la collaborazione del

gruppo ADS, sponsor unico

dell’evento.

Numerose le iniziative legate

anche al territorio locale, come

il Memorial Mario Romano,

giunto ormai alla terza edizione,

per ricordare il dirigente

dell’ex gruppo sportivo ELIS,

Mario Romano, per oltre 40

anni punto di riferimento di

centinaia di ragazzi passati per

i campi di periferia dell’ELIS.

Il torneo conta sulla partecipazione

di diverse squadre della

città di Roma. Nell’edizione di

maggio 2016, due categorie in

gara (2007 e 2008), con l’ELIS

ovviamente protagonista, insieme

al Pro Roma calcio, allo

Spes Artiglio, il Kolbe Ponte

Mammolo, l’ass.ne Prendi la

palla al Balzo e il Tor Sapienza.

Per la categoria 2007 il Tor

Sapienza si è aggiudicato il primo

posto, battendo in finale, e

di misura, proprio i padroni di

casa dell’ELIS, mentre nella categoria

2008 a vincere è stato il

Pro Roma calcio.

Oltre alla partecipazione ai

campionati FIGC, prevista per

gli iscritti alla scuola sportiva

nell’area calcio (anche per

il basket sono previsti tornei e

campionati), l’aspetto positivo

ed integrante della Scuola

Sportiva è rinnovato di anno in

anno nella consueta giornata di

festa e sport multidisciplinare

“Olimpiadi ELIS” . L’11 giugno

per la trentennale edizione tanti

sport, giochi e divertimento

per i piccoli campioni che divisi

in squadre (per ogni squadra il

nome di una Nazione in omaggio

alle Olimpiadi) si sono sfidati

in diverse discipline.

Quest’anno, la trentennale iniziativa

è stata seguita da un intensa

settimana di porte aperte

(6-10 giugno) per avvicinare i

ragazzi del quartiere e di tutta

Roma alle attività della scuola.

L’anno sportivo si è concluso

con il torneo dei papà che hanno

frequentato il corso di rieducazione

motoria e sportiva

grazie all’introduzione ormai

consolidata della categoria senior.

Da ultimo, occorre ricordare i

progetti per il prossimo futuro:

in collaborazione esclusiva con

l’ASD Dream Team Roma volley,

è avviato, per la prossima

stagione, un progetto di condivisione

di strategie di sviluppo

e crescita comuni per quanto

riguarda il settore giovanile

maschile di pallavolo, in particolare

per quanto riguarda

l’under 13, 14 e 15 della DTR,

che dalla prossima stagione

agonistica svolgerà i propri

allenamenti presso il Centro

Sportivo ELIS.

La scelta si allarga dunque anche

alla pallavolo, attività per

altro ben rappresentata al femminile

dalla scuola sportiva

SAFI ELIS.

Come iscriversi alla scuola maschile?

Vai sul sito sport.elis.

org, dove troverai tutti i moduli

per l’iscrizione, o contatta la

segreteria della Scuola Sportiva

al 345.1031288, o scrivendo a

sport@elis.org.

È previsto uno sconto per le famiglie

che iscrivono due figli.

Sempre contattando la segreteria

è possibile affittare i campi

ELIS, in promozione fino a fine

settembre 2016: calcio a 5 €

50.00 - calcio a 7 € 70.00.

Pubblicazione trimestrale

dell’Associazione Centro ELIS di Roma

Aut. Tribunale di Roma

n. 405/1985 del 3/9/1985

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(conv. in 27/02/2004 n46)

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