Ettore Ciccotti_anteprima

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Personalità di assoluto rilievo della storia culturale e politica italiana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Ciccotti (nato a Potenza nel 1863 e morto a Roma nel 1939), aderì da subito al PSI, cercando di guadagnarlo alla causa meridionalista. Politico intransigente e persona di grande rigore morale, pubblicista furente e studioso innovativo, Ciccotti fu indubbiamente un personaggio scomodo, la cui vita fu condotta in maniera indipendente e solitaria. Capace, come pochi, di leggere la storia e la politica nazionale, e di interpretare le emergenze e i moventi locali visse le contraddizioni di un’età nata all’insegna delle grandi speranze e possibilità di cambiamento e del loro affievolirsi nel tiepido gradualismo di un politica riformista, incapace di assicurare uno sviluppo equilibrato al nostro Paese. Appassionato difensore delle ragioni del Mezzogiorno, restò fino alla fine ancorato alla sua utopia di cambiamento, il che ne fece un outsider nel panorama politico dell’epoca

ghesia terriera e quelli della media e piccola borghesia cittadina di professionisti

e piccoli proprietari», 6 nel 1860, era riuscita a riunire tutti

i filoborbonici intorno ad un programma moderato di annessione al

Piemonte. Si trattò dell’iniziativa di un “gattopardesco” notabilato lucano,

moderato e conservatore, poco propenso alle aperture popolari

e riformiste, impegnato solo a preservare la Provincia di Basilicata da

quei cambiamenti sociali che ne avrebbero pregiudicato il potere economico,

i privilegi sociali e la fortuna politica.

La scuola privata di Raffaele Riviello 7 rappresentò la prima formazione

scolastica del giovane Ettore. Fu proprio l’ex sacerdote a educarlo

alla lettura degli scritti risorgimentali di Giuseppe Mazzini, Gabriele

Rossetti 8 e Nicola Sole, 9 il cui possesso, prima del 1860, costituiva reato.

La sua cultura fu, quindi, fondata sin dall’infanzia sull’approfondimento

storico e sul culto di figure eroiche, le cui gesta e i cui ideali divennero

il fondamento etico e culturale della sua formazione. Lo testimonia

lo scambio epistolare con Matteo Renato Imbriani, repubblicano

napoletano, a cui, appena tredicenne, Ettore non mancò di indirizzare

commosse parole di cordoglio per l’eroica morte del fratello Giorgio:

«Un fraterno saluto di conforto, oggi che ricorre il 7° anniversario di

suo fratello Giorgio Imbriani. Questo tribuno, questo apostolo e questo

martire rimarrà imperituro nel popolo d’Italia». 10

Dopo gli studi elementari presso la scuola del Riviello, il giovane

Ciccotti frequentò il Regio Liceo Ginnasio “Salvator Rosa” di Potenza,

distinguendosi per l’impegno e l’attenzione a ciò che accadeva intorno

a lui. Nel 1878, a soli quindici anni, scrisse l’opuscolo In morte

6. A. SIGNORELLI, Per una bibliografia di Ettore Ciccotti – I – La formazione culturale,

in «Siculorum Gymnasium», Università di Catania – Facoltà di Lettere e Filosofia,

Catania, XXVII, 1974, p.186.

7. Raffaele Riviello, sacerdote e scrittore di cronaca potentina, visse dal 1840 al

1893.

8. Poeta e patriota abruzzese, appoggiò gli insorti nel 1820 e morì esule a Londra,

città nella quale insegnò lingua e letteratura italiana al King’s College.

9. Poeta e patriota lucano (Senise, 1821-Senise, 1859), partecipò ai moti del 1848

e fu più volte in prigione, prima in seguito alla reazione borbonica, poi perché sospettato

di essere affiliato alla Giovane Italia (non quella di Mazzini ma quella del lucano

Vincenzo d’Errico).

10. Matteo Renato Imbriani (Napoli, 1843- San Martino Valle Caudina, 1901) fu un

esponente del partito radicale storico, e deputato eletto in Puglia. Anche a lui si deve

la realizzazione dell’Acquedotto Pugliese. La lettera citata, del 21 gennaio 1877, è

riportata in: Carteggio Imbriani, Napoli, Biblioteca Nazionale, Sezione Manoscritti, Busta

XXVI, n. 141.

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