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0034-0037 4<br />
logically through perspiration and renal processes. However,<br />
consideringthewidespreadpresenceofaluminiumintheenvironment<br />
as well as in medicines and cosmetics, in 2007 JEC-<br />
FA (Joint FAO/WHO Expert commitee on food additives) de-<br />
fined in 1 milligram per kilo of body weight<br />
the safe weekly amount (PTWI, Provisional<br />
tolerable weekly intake), a suggestion<br />
confirmed in 2008 by a scientific opinion<br />
provided by EFSA (European Food Safety<br />
Authority), the European, Parma-based<br />
authority which, along with health ministries<br />
of EU countries, safeguards the<br />
health of the Union’s citizens. Following<br />
new studies and research works, in 2011<br />
JECFA raised its indication to 2 mg per kg<br />
of body weight per week: this means that<br />
a person weighing 60 Kg should not take<br />
in along with food more than 120 mg of aluminium<br />
a week.<br />
Such an amount is hard to reach and is<br />
notinfluencedbythemigrationofaluminium<br />
from pots and containers to<br />
foodfollowingtheircookingprocessorstorage.According<br />
to scientific literature, the amount of aluminium metal that<br />
migrates from containers to food is marginal in the range of<br />
2 to 3 mg in all per week. ❚<br />
L’alluminio e la nostra salute<br />
L’alluminio è presente ed apprezzato nel settore alimentare<br />
fin dalla sua comparsa tra i materiali industriali. Oggi, in ogni<br />
cucina domestica o ristorante, sono presenti pentole e contenitori<br />
in alluminio per cucinare e conservare i cibi. L’alluminio<br />
èinoltrelargamenteusatonelpackagingalimentareefarmaceuticosottoformadicontenitoririgidieflessibilidiognifoggia<br />
e dimensione, con grandi vantaggi in termini di praticità,<br />
efficienza e riduzione dell’impatto ambientale vista la completa<br />
riciclabilità di questo materiale. Tuttavia, ciclicamente,<br />
false notizie rimbalzano in modo incontrollato tra web, social<br />
media e carta stampata lanciando allarmi sulla pericolosità<br />
dell’alluminio nei cibi, possibile causa di malattie neurodegenerative.Eppure,leevidenzescientificheetuttiglistudi<br />
clinici finora effettuati smentiscono questa credenza, come<br />
ha sottolineato la dottoressa Raffaella Bonacina, responsabile<br />
Assicurazione Qualità di Carcano: “L’alluminio è uno degli<br />
elementi più diffusi in natura e l’esposizione è continua. I numerosi<br />
studi medici e scientifici effettuati per valutare la sua<br />
tossicitàquandoingeritononhannofinoraportatorisultati<br />
univoci. Per l’alluminio non sono indicati limiti tossicologici,<br />
tantochenelladirettivaeuropea67/548/EECèdefinito‘Not<br />
hazardous’, mentre per l’ossido di alluminio si parla di tossicità<br />
orale per quantitativi superiori a 2 g/Kg di peso corporeo”.Valori<br />
ben lontani da quanto avviene quotidianamente: uno studio<br />
dell’Istituto Nazionale della Nutrizione (INRAN) ha infatti<br />
stabilito che la dieta mediterranea comporta un’assunzione<br />
complessiva di alluminio compresa tra 3 e 6 mg al giorno, per<br />
la maggior parte smaltiti fisiologicamente con la sudorazione<br />
eilprocessorenale.Tuttavia,consideratalagrandediffusione<br />
dell’alluminio nell’ambiente e la sua presenza anche in medicinali<br />
e cosmetici, nel 2007 il JECFA (Joint FAO/WHO Expert<br />
commitee on food additives) aveva indicato in 1 mg/kg di peso<br />
corporeo la dose settimanale sicura (PTWI Provisional tolerable<br />
weekly intake), indicazione confermata nel 2008 da un<br />
parere scientifico dell’EFSA (European Food Safety Authority),<br />
l’Autorità Europea, con sede a Parma, che insieme ai Ministeri<br />
della Salute dei paesi EU tutela la salute dei cittadini dell’Unione.Aseguitodinuovistudiericerche,nel2011ilJECFAha<br />
elevatolapropriaindicazionea2mg/kgdipesocorporeoper<br />
settimana: Questo significa che una persona di 60 Kg di peso<br />
nondovrebbeingerireconladieta,piùdi120mgdialluminioa<br />
settimana. Un quantitativo difficilmente superabile e sul quale<br />
non incide la migrazione di alluminio da pentole e contenitori<br />
verso i cibi, a seguito della loro cottura o permanenza.<br />
Secondo la letteratura scientifica, il quantitativo di alluminio<br />
metallico che migra dall’imballaggio all’alimento è marginale,<br />
nell’ordine di 2-3 mg complessivi alla settimana. ❚<br />
August <strong>2016</strong> N° 04 - 37