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n.<strong>17</strong><br />

POOH<br />

50 anni di carriera con lode<br />

La lunga estate dei Modà<br />

Il Parental Control spiegato alle famiglie<br />

Arte: la bellezza ritrovata


sommario<br />

in questo numero<br />

12 .<br />

28.<br />

26.<br />

40.<br />

46.<br />

54.<br />

56.<br />

64.<br />

68.<br />

72.<br />

74 .<br />

82.<br />

Pooh<br />

Arte - La bellezza ritrovata<br />

Arte - Il Ponte<br />

Cinema<br />

Modà<br />

Ligabue<br />

Fabrique - Daniele Orlando<br />

Jaselli<br />

Notes/Parental Control<br />

Benessere<br />

Sapori<br />

Libri<br />

n.<strong>17</strong><br />

Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />

di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />

www.itaeventi.it<br />

www.facebook.com/itaeventi<br />

twitter.com/itaeventi<br />

Direttore responsabile<br />

Guido Biondi<br />

Grafiche e impaginazione<br />

Massimiliano Pallai<br />

Hanno collaborato a questo numero:<br />

Bruno Quiriconi, Andrea Thomas,<br />

Antonio Distefano<br />

Editore - Concessionaria di Pubblicità<br />

MediaAdv s.r.l.<br />

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it<br />

Stampa<br />

Mediaprint s.r.l.<br />

Via Brenta, 7<br />

37047 San Giovanni Lupatoto (VR)<br />

finito di stampare maggio 2016


editoriale<br />

Cosa significa nazional-popolare? Probabilmente<br />

avere una vasta popolarità<br />

tra le persone comuni. Una connotazione<br />

magari non di tendenza ma certamente<br />

da tener presente se vogliamo<br />

quantificare le dimensioni della popolarità – ad<br />

esempio – di un artista. È il caso del più longevo<br />

gruppo musicale italiano, i Pooh. Sarà un grande<br />

evento festeggiare una carriera lungimirante e<br />

di successo in un luogo simbolico come lo Stadio<br />

di San Siro a Milano (già sold out) per poi salutare<br />

il pubblico sciogliendo la band alla fine dell’anno.<br />

Mai amati dai critici musicali e dai radical<br />

chic, i Pooh hanno pero’ conquistato negli anni<br />

i cuori del pubblico, tanto da avere uno “zoccolo<br />

duro” tra tre diverse generazioni. Amori nati sotto<br />

il suggello delle loro canzoni ce ne sono tantissimi,<br />

altrettanti conclusi e raccontati come nella<br />

bellissima “Ci penserò domani” riarrangiata e<br />

ricantata recentemente insieme a Mario Biondi. I<br />

Pooh rappresentano – molto meglio di tanti altri<br />

– lo specchio di un Paese che ha sempre trovato<br />

nella semplicità la chiave di lettura delle proprie<br />

emozioni e della quotidianità. Alla faccia degli<br />

snob”. (G. B.)<br />

8<br />

ITA EVENTI


cover<br />

I Pooh festeggiano il cinquantennale della loro lunghissima carriera. Con una vera<br />

sorpresa, anzi due: il ritorno di Riccardo Fogli e Stefano D’Orazio. L’occasione – di<br />

partecipare ai loro concerti – è unica e irripetibile: alla fine del 2016 il gruppo terminerà<br />

il suo percorso, così come lo conosciamo. di Guido Biondi<br />

Tanti gli appuntamenti live annunciati per i<br />

festeggiamenti del cinquantennale dei Pooh<br />

che vedranno la band protagonista negli<br />

stadi di Milano (10 e 11 giugno), Roma (15 giugno)<br />

e Messina (18 giugno) con Reunion - l’ultima<br />

notte insieme e a settembre all’Arena di Verona (8,<br />

9 e 11 settembre) con tre concerti-evento insieme<br />

ad amici e colleghi per una grande festa della<br />

musica. Doppio sold out per i concerti di Milano<br />

e di Roma: a grande richiesta dei fan, aumentano<br />

le date del tour nei palasport con cui in autunno<br />

Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian,<br />

Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli, per la prima<br />

volta in una formazione a cinque, porteranno la<br />

loro musica nelle principali città italiane e incanteranno<br />

il pubblico con i loro più grandi successi<br />

del passato oltre a brani inediti scritti in occasione<br />

di queste celebrazioni. Queste le date confermate:<br />

il 13 settembre alla Fiera di Bergamo, il 28 e il<br />

29 ottobre al Pala Sele di Eboli - Salerno, l’1 e il 2<br />

novembre al Pala Florio di Bari, il 4 novembre al<br />

Palalottomatica di Roma, l’8 novembre all’ Unipol<br />

Arena di Bologna, l’ 11 novembre al Mediolanum<br />

Forum di Assago – Milano, il 18 e 19 novembre<br />

al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 25 e il 26<br />

novembre al PalaAlpitour di Torino. I biglietti si<br />

possono acquistare su www.ticketone.it e punti di<br />

vendita e prevendite abituali. È attualmente in rotazione<br />

radiofonica “Chi fermerà la musica”, lo storico<br />

brano dei Pooh del 1981 riarrangiato a cinque<br />

voci. Il video del brano è stato girato a sorpresa in<br />

Piazza Duomo a Milano dove i Pooh hanno iniziato<br />

a suonare all’improvviso davanti al sagrato del<br />

Duomo attirando numerosi fan e passanti; il video<br />

è diretto da Gaetano Morbioli. A settembre uscirà<br />

poi il disco, presentato da F&P Group e A1 Entertainment<br />

e distribuito da Sony Music, che raccoglierà<br />

immagini e brani di Reunion - l’ultima notte<br />

insieme oltre ad alcuni brani inediti per immortalare<br />

e far rivivere al pubblico l’emozione dei grandi<br />

eventi negli stadi. Il disco uscirà in versione 3 Cd<br />

e in versione 3 Cd + Dvd. Rtl 102.5 è media-partner.<br />

I festeggiamenti per il cinquantennale termineranno<br />

ufficialmente il 31 dicembre. Uno dei più<br />

allegri è senza dubbio Riccardo Fogli: “Quando ho<br />

ricevuto la telefonata dei miei amici mi è venuta una<br />

emozione fortissima e ho capito che sarebbe stata l’occasione<br />

giusta di riunirci. I concerti saranno – almeno<br />

per me, grande emotivo – sicuramente il momento<br />

per piangere dalla gioia”.<br />

12 ITA EVENTI


Vorrei chiederVi una sintesi del percorso che<br />

ha portato all’incredibile reunion con Stefano<br />

e Riccardo: tappe, dubbi, alti e bassi, primi segnali<br />

di incoraggiamento sino alla decisione di<br />

fare i concerti allo Stadio.<br />

Roby: Per il cinquantennale, ci siamo fatti questa<br />

grande promessa: se i Pooh fossero arrivati a questo<br />

traguardo impossibile avremmo festeggiato alla<br />

grande per concludere la nostra carriera nel migliore<br />

dei modi. Negli anni sessanta era difficile, la<br />

vita media di un gruppo era di tre-cinque anni, noi<br />

siamo arrivati a cinquanta e di per sé è straordinario.<br />

Come promessa per aver avuto questo grande<br />

regalo dovevamo finire tutti insieme. Ma come<br />

finire… Eravamo in tre, abbiamo deciso di chiudere<br />

con i personaggi che avevano fatto parte della<br />

nostra storia, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli.<br />

Ovviamente resta sempre un grande assente: Valerio<br />

Negrini, fondatore del gruppo e grande poeta<br />

dei Pooh; senza di lui i Pooh non sarebbero esistiti.<br />

Stefano e Riccardo andavano convinti. Due anni<br />

prima ho chiamato il manager di Riccardo spiegando<br />

l’idea e lui non mi ha lasciato neanche finire<br />

di parlare dicendo che sarebbe stato bellissimo. A<br />

distanza di un anno chiamai Riccardo che in qualche<br />

modo aveva già capito cosa stava accadendo e<br />

rispose semplicemente: “Ci sarà da piangere sul palco<br />

e giù dal palco”. Con Stefano è stato più difficile,<br />

aveva promesso al mondo che sarebbe sceso dal<br />

palco perché aveva finito di dire e di dare tutto a<br />

questo lavoro, voleva pensare alla sua vita, al di fuori<br />

dei Pooh. Gli parlai e all’inizio era titubante, non<br />

sapeva come giustificare questo ritorno al pubblico.<br />

Alla fine anche lui si è convinto ed è stato bellissimo.<br />

Da allora abbiamo iniziato questa meravigliosa<br />

avventura e tornare a suonare insieme è stato come<br />

non aver mai smesso. La sintonia è sempre la stessa.<br />

Dodi: Da un po’ di tempo sentivamo l’esigenza<br />

di un grande evento che riunisse tutti i nostri<br />

sostenitori insieme a tutti coloro che hanno fatto<br />

parte della nostra storia. Ed ecco che - in occasione<br />

di un grande compleanno come il Cinquantennale<br />

- ci siamo presi una pausa di due<br />

anni per pensare e organizzare quello che credo<br />

sarà il più grande spettacolo di tutta la nostra<br />

storia. Devo dire che Riccardo ha accettato subito<br />

con entusiasmo la nostra proposta mentre,<br />

giustamente, Stefano ha voluto rifletterci bene<br />

anche per la mancanza di un grande pilastro<br />

come Valerio Negrini, nostro storico paroliere.<br />

ITA EVENTI 13


14 ITA EVENTI


Ma com’è sempre accaduto, una volta accettato, si<br />

è buttato con tutte le sue forze e il suo entusiasmo<br />

nel progetto. In verità la figura di Valerio è la più<br />

grande mancanza di questa reunion ma avvertiamo<br />

continuamente il suo spirito che ci guida e su quel<br />

palco ci sarà anche lui… Dentro di noi.<br />

Red: Stefano è una persona molto onesta con gli<br />

altri e con se stesso, e quando, nel 2009 aveva deciso<br />

di andarsene, lo avevo fatto dopo un percorso di<br />

riflessioni molto serie. Siamo riusciti a riportarlo in<br />

pista solo per il fatto che era l’ultima tournée ed era<br />

giusto che anche lui venisse a chiudere il portone<br />

di questo castello bellissimo che insieme abbiamo<br />

costruito. Per quanto riguarda Riccardo era giusto<br />

richiudere il cerchio e ritrovarlo, visto che nella vita<br />

ha sempre continuato a fare questo mestiere, e anche<br />

molto bene; inoltre è rimasto un amico per tutti<br />

noi. Per me, in particolare, che l’ho scoperto solo<br />

ora, è diventato un fratello.<br />

Ste: Festeggiare insieme i nostri 50 anni è un’idea<br />

che arriva da lontano. Ce lo eravamo promesso da<br />

sempre, forse voleva essere solo una scaramanzia e<br />

forse non pensavamo neanche noi che sarebbe mai<br />

stato possibile, ma gli anni sono passati veloci e fortunati<br />

tanto che lentamente avevamo cominciato a<br />

crederci anche noi<br />

Un paio d’anni fa, quell’antica promessa che era<br />

rimasta impolverata in qualche cassetto, si è riaffacciata<br />

prepotente; Roby, Dodi e Red ancora<br />

fortemente e splendidamente Pooh, a turno mi<br />

buttarono addosso l’idea di festeggiare in qualche<br />

modo i cinquant’anni anni di questa nostra band<br />

passata incolume attraverso mezzo secolo di musica.<br />

“Non puoi mancare” era il puntuale saluto che<br />

chiudeva ogni nostra chiacchera. Francamente non<br />

mi sentivo di rimettermi in pista tradendo in qualche<br />

modo quell’addio tanto commovente, quanto<br />

definitivo, che avevo promesso a me stesso e al mio<br />

pubblico sotto le luci del nostro ultimo concerto<br />

nel settembre del 2009. Ma da sempre la forza dei<br />

Pooh, quando credono in qualcosa, è irrefrenabile e<br />

il “non puoi mancare, … ci sarà anche Riccardo…”,<br />

alla fine, ha sortito il suo effetto. Iniziarono delle<br />

lunghe riunioni: partorimmo un’idea che, sapevamo,<br />

non aveva nessuna possibilità di essere remunerativa:<br />

due Concerti secchi nei due più grandi<br />

stadi d’Italia, San Siro a Milano e Olimpico a<br />

Roma per salutare il nostro pubblico e scendere per<br />

sempre dal nostro palco! Commenti degli addetti ai<br />

lavori: “un suicidio! Dove le andate a prendere centomila<br />

persone in due giorni? Non è più tempo di questi<br />

numeri”. Ma come accade spesso nelle favole le cose<br />

andarono e stanno andando diversamente.<br />

Com’è l’atmosfera a registrare nuove versioni<br />

delle vostre celebri canzoni con Stefano e Riccardo?<br />

La chimica è sempre la stessa? Che tipo<br />

di emozioni state provando?<br />

Pooh: È una sensazione strana perché è come collaborare<br />

con persone che ci hanno vissuto da esterni<br />

nonostante siano di famiglia; per cui spesso hanno<br />

una visione più chiara di quella che avremmo noi…<br />

E questo fa un gran bene! Inoltre è un po’ come<br />

fare ogni volta i conti col nostro passato al quale<br />

spesso non pensiamo ma che è la parte più piena di<br />

emozioni della nostra vita a parte le nostre famiglie.<br />

La musica ha il potere travolgente di abbattere ogni<br />

barriera e cancellare anni di storia in un attimo! Ed<br />

è successo così, ci siamo messi agli strumenti ci siamo<br />

guardati e abbiamo fatto due prove e due tentativi<br />

e il pezzo cominciava a girare, a rotolare nel<br />

modo giusto. Certe magie non si possono spiegare,<br />

ma sono il segreto di una carriera come la nostra!<br />

Sdo: Devo dire che ritrovarmi in studio con i miei<br />

colleghi mi ha dato da subito la sensazione che quei<br />

cinque anni vissuti lontano dai Pooh, non fossero<br />

mai esistiti. Tutto era perfettamente come sempre,<br />

e Riccardo, che mancava dal gruppo dal ’73, sembrava<br />

non essersene mai andato via, era come se il<br />

tempo si fosse fermato alle goliardie e agli entusiasmi<br />

dei nostri esordi. Emozionante e divertente, ma<br />

soprattutto irripetibile!<br />

Come state preparando il concerto negli stadi<br />

di Milano e Roma? La scaletta è già stata decisa?<br />

Ci saranno ospiti a sorpresa? Ci sarà un filo<br />

narrativo?<br />

Pooh: Proprio in questi giorni stiamo perfezionando<br />

la scaletta. Devo dire che è stato un lavoro lungo<br />

e sofferto.<br />

ITA EVENTI 15


Se si pensa che abbiamo inciso più di quattrocnto<br />

brani si capisce che non è facile lasciare a casa certe<br />

canzoni, soprattutto quando toccano l’emozionalità<br />

di qualcuno di noi. Un input è stato quello di<br />

pensare alla scaletta perfetta; quella che rispettasse<br />

oltre ai grandi successi tutte le sfaccettature della<br />

nostra maniera di fare musica, da quella rock a<br />

quella che affronta temi importanti, a quella che<br />

racconta i rapporti di coppia, fino al Prog, senza<br />

tralasciare il fatto che avremo quattro inediti di cui<br />

uno strumentale.<br />

Sdo: Da settembre ai nostri giorni abbiamo cucito<br />

e disfatto la scaletta almeno venti volte, mi sono<br />

sentito una novella Penelope alle prese con dubbi<br />

e ripensamenti. Dovevamo mettere insieme il programma<br />

perfetto, ma ogni canzone che rimaneva<br />

fuori dalle tre ore che ci eravamo dati come tempo<br />

massimo del nostro concerto, era puntualmente un<br />

motivo di dibattito. Alla fine abbiamo selezionato<br />

cinquanta brani che saranno la nostra scaletta di<br />

addio e crediamo di aver inserito tutto il meglio<br />

che siamo riusciti a fare nei nostri lunghi anni di<br />

musica. Per gli ospiti ci siamo resi conto che non ci<br />

sarebbe stato spazio per gratificarli. Avrebbero forse<br />

interrotto quelle tre ore di musica serrata alla quale<br />

abbiamo dedicato quattro mesi di prove.<br />

Moltissimi vostri colleghi vi considerano dei<br />

professionisti rigorosi e competenti a livello<br />

musicale. Avete portato per primi il Prog in<br />

Italia con alcuni dischi-capolavori. Guardando<br />

indietro alla vostra discografia cosa vi rende più<br />

orgogliosi e quali capitoli vorreste cambiare?<br />

Pooh: Beh intanto ringraziamo gli amici colleghi<br />

per le belle parole. Credo che una delle cose per cui<br />

essere orgogliosi del nostro lavoro è quella di aver<br />

portato avanti, sviluppandola per cinquant’anni,<br />

una nostra maniera di fare musica, al punto che ad<br />

oggi - piacciano o no -, i Pooh hanno un loro suono<br />

ben caratteristico e riconoscibile. C’è stato un periodo<br />

in cui ci siamo fatti prendere un po’ troppo<br />

dalla tecnologia e i nostri dischi suonavano un po’<br />

freddini, ma abbiamo invertito la rotta tornando<br />

al nostro suono di band con influenze rock. Ogni<br />

disco ha un suo perché, ed è stato motivo di crescita,<br />

di maturazione da parte nostra. Nel corso della<br />

nostra storia, non siamo stati mai particolarmente<br />

attenti ai giudizi o alle lusinghe del nostro volubilissimo<br />

mondo, siamo andati dritti per la nostra strada<br />

e forse questa scelta che arriva da lontano, è stata<br />

la nostra fortuna. Ci siamo resi autonomi dalla discografica<br />

ufficiale sin da “tenera età”: siamo stati<br />

incoscientemente indipendenti per tutta la nostra<br />

carriere, inseguendo a ruota libera tutte le nostre<br />

curiosità, a volte facendoci anche male, ma anche<br />

in questi casi considerando i nostri scivoloni come<br />

“esperienze costruttive”. Credo che i Pooh abbiano<br />

avuto la grande fortuna di aver sempre dato il massimo:<br />

il nostro “professionismo declamato”, in fondo,<br />

è sempre stata la nostra normalità; non siamo mai<br />

riusciti a vedere il nostro lavoro in modo diverso<br />

da come lo andavamo facendo, per cui anche guardandoci<br />

indietro… Non c’è nulla di cui pentirci.<br />

Ci sono nei vostri dischi solisti alcune canzoni<br />

che avreste voluto fossero dei Pooh? E, dopo questi<br />

appuntamenti del 2016, avete già in programma<br />

dei vostri progetti, magari sperimentali?<br />

Dodi: C’è un brano che fa pare del disco che ho realizzato<br />

l’anno scorso con Tommy Emmanuel che<br />

si chiama “Grazie” di cui oltre alla musica ho scritto<br />

il testo in cui ringrazio gli amici, le compagne<br />

che ho avuto e tutti coloro che grazie al mio lavoro<br />

ho avuto l’occasione di conoscere. Ecco credo che<br />

sia un concetto condivisibile anche dai miei amici<br />

Pooh. Sono tante le cose che vorrei e potrei fare dal<br />

20<strong>17</strong> in poi… Sicuramente progetti che mi facciano<br />

crescere e magari collaborazioni con artisti importanti,<br />

come con Vasco, Zucchero, Tommy, Mia<br />

Martini e tanti altri.<br />

Red: Credo che quelle che noi scriviamo da soli,<br />

per i nostri dischi solisti, siano canzoni che non<br />

hanno quel tipo di coralità adatta alla band. Anche<br />

se abbiamo fatto alcune canzoni che potevano<br />

essere, viceversa, perfette per degli album solisti, in<br />

quanto molto personali ed intime: canzoni come<br />

“Pierre”, “Stare senza di te”, “Cinquanta primavere”,<br />

“L’altra donna” e tante altre. Ma credo che i<br />

Pooh, quando scrivono per i Pooh, principalmente<br />

pensino al gruppo ed è così che nasce quel suono<br />

e quella coralità che ci ha contraddistinto in tutti<br />

questi anni.<br />

Sdo: Io non ho mai fatto dei dischi da solo, anche<br />

quando mi sono dedicato ai Musical ho sempre<br />

avuto accanto i miei “Amici per sempre” e nelle fortune<br />

che hanno accompagnato i miei lavori, di certo<br />

i Pooh hanno avuto una ruolo importante. Per il<br />

futuro, quando tornerò a fare il “Musicalaro”, che<br />

è stato mio ultimo domicilio conosciuto, di certo<br />

so che potrò contare, ancora una volta, sul nostro<br />

straordinario gruppo di lavoro.<br />

Avete uno “zoccolo duro” di pubblico fedelissimo<br />

e siete fra i pochissimi artisti ad avere<br />

alcune generazioni insieme per i vostri concerti.<br />

Quali sono secondo voi le cose preferite del<br />

pubblico in un gruppo così longevo come il vostro,<br />

caso unico in Italia?<br />

Dodi: Crediamo che i Pooh rappresentino amicizia,<br />

impegno, positività e unione verso un’obbietti-<br />

18 ITA EVENTI


vo comune. Il fatto di aver portato avanti il nostro<br />

gruppo, nonostante le defezioni di alcuni componenti,<br />

è stata una delle cose più belle. Significa che<br />

tutti siamo utili ma nessuno indispensabile quando<br />

la motivazione è importante. Poi è naturale, che<br />

continuando per tanti anni e - grazie al cielo -, con<br />

successo, le varie generazioni si siano aggiunte al<br />

folto pubblico che ci ha amato fin dall’inizio.<br />

Sdo: La nostra musica è stata probabilmente la colonna<br />

sonora di tre o forse quattro generazioni e<br />

“il pubblico dei Pooh” a turno si è identificato nelle<br />

nostre piccole storie, quelle che raccontavano di<br />

sentimenti e di “amori” ma che nel tempo ha saputo<br />

apprezzare anche le nostre incursioni nel sociale,<br />

nell’attualità e nel quotidiano che andava cambiando.<br />

Un buon merito di questa “fedelizzazione” che<br />

ha reso “zoccolo duro” i nostri fan, è stato sicuramente<br />

il talento e le capacità letterarie di Negrini, il<br />

nostro poeta e autore delle più importanti canzoni<br />

del nostro repertorio e grande assente di questo nostro<br />

cinquantennale. Valerio era attento a tutte le<br />

evoluzioni della nostra Italia, aveva una visione del<br />

futuro estremamente illuminata e ha saputo affrontare,<br />

in epoche lontane e non sospette, argomenti<br />

scottanti e complicati, come l’omosessualità, la<br />

prostituzione, l’immigrazione ed ancora gli eventi<br />

storici riletti con pacatezza, e le antiche leggende rivisitate<br />

con la voglia di dare nuovi valori ai miti del<br />

passato. Il tutto con un linguaggio accessibile e mai<br />

banale, impreziosito dalle straordinarie melodie di<br />

Facchinetti, Canzian e Battaglia. Credo che tutto<br />

questo abbia fatto la differenza e abbia trasformato<br />

il nostro pubblico, nel “popolo dei Pooh”. Valerio è<br />

stato il mio modello e se sono riuscito a raccontare<br />

le mie storie, e farle diventare canzoni dei Pooh, lo<br />

devo di certo a lui.


Le versioni updatate dei vostri successi suonano<br />

ancora meglio e hanno un suono più contemporaneo<br />

e compatto. Eppure non è facile<br />

ottenere l’attenzione dei network radiofonici,<br />

sempre distratti dalle hit di plastica anglosassoni.<br />

Penso alla versione nuova con Mario Biondi<br />

“Ci penserò domani”, a mio avviso una delle<br />

vostre canzoni più struggenti in una versione<br />

davvero magica. Perché secondo voi le radio<br />

snobbano gli artisti che hanno fatto la storia<br />

della musica italiana?<br />

Pooh: In realtà le radio hanno accolto molto bene<br />

questa ondata di rinnovamento che abbiamo voluto<br />

dare alle nuove versioni di “Pensiero”, “Noi due<br />

nel mondo e nell’anima” e “Chi fermerà la musica”.<br />

Mah, credo sia un trend internazionale motivato<br />

più dalla voglia di novità che dalla voglia di sentire<br />

cose belle… A volte cambiamo la macchina anche<br />

se quella che abbiamo va benissimo… Risuonare<br />

oggi canzoni di almeno trent’anni fa è stato fantastico.<br />

Dodi ha dato con la sua chitarra una sferzata<br />

di nuova energia ad alcuni dei nostri brani storici<br />

e la stessa formula l’abbiamo applicata nell’arrangiare<br />

il repertorio dei nostri prossimi concerti.<br />

Affrontare il discorso delle radio che privilegiano<br />

o snobbano alcuni artisti sarebbe molto complicato.<br />

Ad oggi gli interessi dell’editoria radiofonica<br />

vanno spesso al di la dei talenti e della qualità, si<br />

privilegiano esclusive e l’antagonismo tra i diversi<br />

network porta a considerare “intrasmettibile” un<br />

brano che magari per un’altra radio è un gran successo.<br />

Non ci sono più le mezze stagioni!<br />

Ci sarà un nuovo album a ridosso dei concerti<br />

negli stadi? O pensate a un disco dal vivo per<br />

l’occasione? Inserirete in scaletta anche i brani<br />

minori amati dai fan? Quali - a vostro avviso -,<br />

sono nel nostro Paese gli artisti che più vi assomigliano<br />

per gusto, tenacia e background? E infine,<br />

potete svelare qualche aneddoto accaduto<br />

nella vostra lunghissima e meravigliosa carriera?<br />

Dodi: Credo che i Modà e i Negramaro possano<br />

rappresentare a oggi lo spirito che ci ha animati e a<br />

loro, insieme a tutti i nuovi gruppi, facciamo i nostri<br />

auguri. Sento un’affinità fra la nostra musica e<br />

quella dei Muse che peraltro mi piacciono molto.<br />

Red: Gli artisti internazionali che ancora si muovono<br />

nel mondo e hanno successo ci assomigliano<br />

tutti perché tutti siamo nati di un’epoca in cui si<br />

partiva veramente dal marciapiede, e dovevi farti le<br />

ossa sulle tue ossa.<br />

22 ITA EVENTI


Non c’erano i talent a spianare la strada. In Italia ci<br />

sono artisti che con grande tenacia portano avanti<br />

il loro progetto, ma nominarne alcuni e lasciarne<br />

fuori altri non sarebbe carino!<br />

Sdo: Credo che l’alchimia che ha dato vita al nostro<br />

gruppo sia abbastanza irripetibile. Quattro<br />

musicisti, di quattro città diverse, con quattro diverse<br />

identità, uniti da un unico progetto e casualmente<br />

portati per quello che nel tempo è diventato<br />

il ruolo “aziendale” di ciascuno di noi, non sia cosa<br />

facile da ricostruire. Ognuno di noi si sentiva appagato<br />

dalla propria funzione e non c’erano “sgomitamenti”<br />

o invasioni di campo. Le nostre leggendarie<br />

“regole di convivenza”, erano facilmente applicabili<br />

perché nessuno avrebbe voluto essere o fare quello<br />

che era o faceva l’altro. Sapevamo tenere separato<br />

il lato l’artistico da quello “manageriale”, il privato<br />

dal pubblico e soprattutto abbiamo sempre anteposto<br />

l’amicizia al business e questo è successo anche<br />

quando io decisi nel 2009 di scendere dalla nostra<br />

fortunata astronave. I miei colleghi non riuscivano<br />

a condividere questa mia scelta spericolata, ma alla<br />

fine compresero le mie esigenze e mi lasciarono<br />

andare, rimanendomi amici e continuando a volermi<br />

bene. Ecco, credo che una roba così, al di la<br />

dei talenti e della professionalità, sia difficilmente<br />

replicabile.<br />

Dodi: A proposito di aneddoti: ricordo che Lucio<br />

Battisti lo incontravamo in un locale di Rimini<br />

dove si riunivano tutti i musicisti che lavoravano<br />

in riviera e spesso ci raccontava di sé. Lucio stesso,<br />

in occasione della finale del Cantagiro, mi chiese in<br />

prestito la mia chitarra perché non aveva portata la<br />

sua. Ai tempi io usavo una pelle di volpe come tracolla<br />

e quella sera la casa discografica di Lucio decise<br />

di fargli le foto per il suo nuovo disco… Me lo ritrovai<br />

simpaticamente con la mia pelliccia sulla spalla!<br />

Red: Un giorno Vasco ci disse che veniva a vedere<br />

i nostri concerti, quando ancora era agli inizi, per<br />

capire come si facevano gli spettacoli grandi e importanti.<br />

Lorenzo Jovanotti invece si faceva portare<br />

dalla mamma al Palaeuro a Roma perché voleva<br />

vedere il gong di Stefano, quando era poco più che<br />

un bambino. Piero Pelù ci portò una sua cassettina<br />

audio da ascoltare mentre preparavamo un disco in<br />

Toscana, ma non gli dedicammo moltissima attenzione;<br />

peccato perché era uno forte e lo è ancora!<br />

È così via, chissà quante cose abbiamo involontariamente<br />

fatto, provocato e non siamo nemmeno<br />

venuti a conoscenza, ma questa è la vita: a ogni<br />

nostro gesto, a ogni nostro pensiero, corrisponde<br />

sempre una azione, una reazione nel mondo che ci<br />

circonda! Ecco perché bisogna stare attenti e muoversi<br />

con rispetto. Forse questo è stato il vero grande<br />

motivo del successo dei Pooh!<br />

Sdo: Nel mio libro Confesso che ho stonato ci sono<br />

più di quattrocento pagine di incontri ed aneddoti,<br />

momenti esagerati e storie al limite del lecito, non<br />

saprei cosa prediligere per rispondere a questa domanda<br />

anche perché una biografia “autosputtanate”<br />

come quella che mi sono scritto addosso, lascia<br />

l’imbarazzo della scelta.


arte<br />

EGITTO POMPEI<br />

Tre sedi diverse per ripercorrere l’incontro tra culture lontane<br />

ma storicamente legate e intimamente connesse, attraverso<br />

il dialogo tra reperti egizi di epoca faraonica e opere di età<br />

ellenistico-repubblicana e imperiale che ne hanno accolto e<br />

riletto l’iconografia. di Andrea Thomas<br />

Apre al pubblico la mostra<br />

Egitto Pompei, seconda<br />

tappa del progetto espositivo<br />

omonimo, inaugurato il 5<br />

marzo scorso al Museo Egizio<br />

e nato dalla collaborazione tra<br />

quest’ultimo, la Soprintendenza<br />

Pompei e il Museo Archeologico<br />

Nazionale di Napoli, con<br />

l’organizzazione di Electa. In<br />

occasione della mostra agli Scavi<br />

di Pompei, curata da Massimo<br />

Osanna e Marco Fabbri con<br />

Simon Connor, gli spazi recentemente<br />

restaurati della Palestra<br />

Grande accolgono statue monumentali<br />

del Nuovo Regno (XVI-<br />

XI sec. a.C.), periodo di massimo<br />

splendore della civiltà egizia.<br />

Provengono da Tebe, principale<br />

centro religioso dell’epoca, la<br />

magnifica statua seduta del faraone<br />

Thutmosi I (XV sec. a.C.),<br />

ritrovata nel tempio del dio<br />

Amon, a Karnak, e le sette colossali<br />

statue raffiguranti Sekhmet<br />

(XIV sec. a.C.), divinità egizia<br />

dalla testa leonina misteriosa e<br />

Sopra: Statua di Sekhmet leontocefala<br />

seduta da Tebe, Karnak, Tempio di<br />

Amenhotep III - Granodiorite<br />

Nuovo Regno / XVIII dinastia,<br />

Amenofi III (1388-1351 a.C.)<br />

187x53x106 cm - Torino, Museo Egizio<br />

Su concessione del Ministero dei Beni e<br />

delle Attività Culturali e del Turismo:<br />

Fondazione Museo delle Antichità<br />

Egizie di Torino, Archivio fotografico<br />

Sotto: Affresco dalla Casa dei Pigmei,<br />

Pompei. Su concessione del Ministero<br />

dei Beni e delle Attività Culturali e del<br />

Turismo: Soprintendenza - Pompei,<br />

Archivio fotografico<br />

inquietante, al contempo potenza<br />

devastatrice e dispensatrice<br />

di abbondanza. Le imponenti<br />

sculture in granito – eccezionali<br />

prestiti provenienti dalla collezione<br />

permanente del Museo<br />

Egizio esaltati dallo scenografico<br />

allestimento di Francesco Venezia<br />

– costituiscono una testimonianza<br />

straordinaria del mondo<br />

della mitologia egizia, oltre a<br />

rappresentare il potere faraonico<br />

al tempo della XVIII dinastia.<br />

All’esterno, nell’area archeologica,<br />

si snoda un itinerario egizio:<br />

dal Tempio di Iside, tra gli edifici<br />

pompeiani meglio conservati cui<br />

è stata dedicata una app, alle numerose<br />

domus decorate con motivi<br />

egittizzanti, come la casa dei<br />

Pigmei, che si apre per la prima<br />

volta al pubblico dopo i restauri<br />

del Grande Progetto Pompei<br />

(GPP). Il 28 giugno, al Museo<br />

Archeologico di Napoli, la terza<br />

tappa del progetto. Si inaugurerà<br />

una nuova sezione del percorso<br />

di visita delle collezioni permanenti,<br />

con un focus particolare<br />

sui culti e le religioni orientali<br />

che, transitati in Egitto, hanno<br />

trovato diffusione in Campania<br />

e da qui nel resto della penisola.<br />

Il progetto sull’Egitto segue la<br />

grande mostra su Pompei e l’Europa,<br />

allestita nel 2015 al Museo<br />

di Napoli e nell’Anfiteatro di<br />

Pompei, in un viaggio a ritroso<br />

nel tempo, che vedrà protagonisti<br />

nel 20<strong>17</strong> la Grecia, nel suo<br />

rapporto con Pompei, la Campania<br />

e il mondo italico.<br />

EGITTO POMPEI<br />

Pompei, Palestra Grande<br />

e itinerario negli Scavi<br />

ingresso Porta Anfiteatro<br />

Fino al 2 novembre 2016<br />

dalle 9.00 alle 19.30<br />

Info: www.pompeiisites.org<br />

26 ITA EVENTI


arte<br />

LA BELLEZZA RITROVATA.<br />

CARAVAGGIO, RUBENS,<br />

PERUGINO, LOTTO E ALTRI 140<br />

CAPOLAVORI<br />

RESTAURATI<br />

A Milano alle Gallerie d’Italia la mostra<br />

della diciassettesima edizione di Restituzioni,<br />

il programma di restauri di opere<br />

appartenenti al patrimonio artistico pubblico<br />

curato e promosso da Intesa Sanpaolo.<br />

di Andrea Thomas<br />

Da 27 anni il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene,<br />

con cadenza biennale, il restauro di<br />

opere d’arte appartenenti a musei pubblici,<br />

privati o ecclesiastici, siti archeologici e chiese di<br />

tutta Italia individuate insieme a consulenti scientifici<br />

sulla base di proposte presentate dagli Enti<br />

ministeriali competenti in materia di tutela. La<br />

scelta delle opere segue un unico criterio: ascoltare<br />

le esigenze dei territori per valorizzarne l’identità<br />

attraverso interventi che privilegino l’effettiva necessità<br />

e urgenza del restauro. L’obiettivo è sempre<br />

quello di recuperare manufatti rappresentativi della<br />

varietà del patrimonio storico-artistico italiano, sia<br />

in termini cronologici sia in termini di materiali e<br />

tecniche: pittura su tavola e tela, affreschi, mosaici,<br />

scultura in marmo o pietra, in bronzo, manufatti<br />

tessili, oreficeria, etc. Non si tratta soltanto di capolavori<br />

d’indubbia risonanza, ma anche di opere<br />

che sono vicine a noi e contribuiscono a costruire il<br />

vissuto del territorio. Al termine degli interventi di<br />

ciascuna edizione, le opere restaurate sono esposte<br />

in una mostra organizzata da Intesa Sanpaolo, dove<br />

il pubblico può apprezzare il risultato del paziente<br />

lavoro dei restauratori.<br />

Produzione giapponese. Kebiki asagi odoshi hon-kozane do--<br />

maru (armatura composita del tipo do--maru a fettucce di seta<br />

azzurra) - metà del XVII e aggiunte del XVIII secolo (elmo);<br />

fine del XV - primo quarto del XVI secolo (spallacci); fine<br />

del XVII - primo quarto del XVIII secolo (resto del corredo).<br />

Acciaio, oro, argento, leghe di rame, rame dorato, rame, legno<br />

policromo, lacca, cuoio, pelle, seta, broccato di seta, canapa,<br />

tinte naturali.Torino, Musei Reali, Armeria Reale<br />

28 ITA EVENTI


Michelangelo Merisi da Caravaggio<br />

(Milano, 1571 - Porto Ercole, Grosseto, 1610)<br />

Ritratto di cavaliere di Malta (Alof de Wignacourt?)<br />

1608, Olio su tela - 118,8 x 95,6 cm<br />

Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti


Sopra: Girolamo Mazzola Bedoli (Viadana, Mantova, 1500<br />

ca - Parma, 1569) - Annunciazione. 1540 ca. Olio (tecnica<br />

mista?) su tavola. 208 x 144 cm<br />

Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Pinacoteca;<br />

A destra: Carlo Carrà (Quargnento, Alessandria, 1881 -<br />

Milano, 1966) - Madre e figlio - 19<strong>17</strong>, Olio su tela<br />

108,3 x 78,3 x 6,5 cm (con cornice); 90 x 60,2 (senza cornice)<br />

Milano, Pinacoteca di Brera<br />

RESTITUZIONI 2016.<br />

UN VIAGGIO NEL TEMPO E NELL’ARTE.<br />

La XVII edizione ha numeri da record: ha sostenuto<br />

il restauro di 54 nuclei di opere d’arte, per<br />

un totale di 145 singoli manufatti, appartenenti<br />

ai territori di Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna,<br />

Lazio, Liguria, Lombardia, Marche,<br />

Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto, nonché della<br />

Repubblica Slovacca.<br />

Sono 36 gli Enti ministeriali preposti alla tutela<br />

e alla valorizzazione delle opere del patrimonio<br />

nazionale coinvolti e 46 gli Enti proprietari; 62 i<br />

restauratori impegnati nel programma e 60 gli studiosi<br />

che hanno contribuito alle schede del catalogo.<br />

Le opere esposte provengono da siti archeologici,<br />

musei e luoghi di culto di tutta la penisola e<br />

ci faranno fare anche un viaggio nel tempo: sono<br />

datate dall’antichità al primo Novecento,<br />

un arco temporale di oltre 30<br />

secoli di storia dell’arte, e rappresentano<br />

in modo paradigmatico il percorso<br />

compiuto dall’arte italiana, con alcuni<br />

esempi di realtà lontane, come l’imponente<br />

statua egizia naofora di Amenmes<br />

e Reshpu, proveniente dal Museo<br />

Civico Archeologico di Bologna, una<br />

rara armatura giapponese conservata<br />

nell’Armeria Reale di Torino o tre rilievi<br />

lignei del Monte Calvario di Banská<br />

Štiavnica nella Repubblica Slovacca.<br />

Tra le tante opere, si potranno ammirare<br />

reperti archeologici come il cosiddetto<br />

Cavaliere Marafioti, grande statua in<br />

terracotta del V secolo a.C. rinvenuta in<br />

numerosi pezzi a inizio Novecento nella<br />

Locride, appartenente al Museo Archeologico<br />

Nazionale di Reggio Calabria,<br />

o il grande mosaico pavimentale del I<br />

secolo a.C. proveniente da una domus<br />

di Ravenna, accanto a capolavori del<br />

Medio Evo, come la famosa Croce di<br />

Chiaravalle del Museo del Duomo di<br />

Milano. A livello pittorico, saranno presentate<br />

al pubblico opere rinascimentali<br />

di autori quali Francesco del Cossa,<br />

Vittore Crivelli e un’eccezionale Adorazione<br />

del Bambino di Lorenzo Lotto<br />

nonché la Crocifissione tra la Vergine e<br />

san Girolamo, grande pala d’altare del Perugino;<br />

dei secoli successivi vanno citati Il Cristo risorto,<br />

uno dei capolavori di Rubens, il Ritratto di Cavaliere<br />

di Malta di Caravaggio, le opere di Luca Giordano,<br />

Sebastiano Ricci e Francesco Valaperta, per<br />

arrivare al primo Novecento, rappresentato da un<br />

dipinto di Carlo Carrà.<br />

LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2016.<br />

Restituzioni 2016 si presenta con due grandi novità:<br />

la mostra si terrà per la prima volta a Milano<br />

nelle Gallerie di Piazza Scala, dove si potranno ammirare,<br />

insieme ai capolavori pittorici e scultorei,<br />

testimonianze preziose delle tradizioni artigianali<br />

italiane, come i costumi della Commedia dell’Arte<br />

o i paramenti per il culto religioso. L’edizione di<br />

quest’anno si distingue dalle precedenti anche per<br />

l’inclusione dei territori europei sede delle Banche<br />

estere del Gruppo Intesa Sanpaolo. Il primo Paese a<br />

essere coinvolto è la Repubblica Slovacca. Saranno<br />

in mostra tre rilievi lignei del <strong>17</strong>44-<strong>17</strong>51 provenienti<br />

dal Monte Calvario di Banská Štiavnica e raffiguranti<br />

L’addio di Gesù a sua Madre, Caifa condanna<br />

Gesù, Maria piange sul corpo di Gesù (Pietà).<br />

30 ITA EVENTI


L’ARTE DEL RESTAURO IN MOSTRA.<br />

Restituzioni è una mostra unica nel suo genere in<br />

quanto affianca all’opportunità di ammirare tutte<br />

insieme opere di solito sparse sul territorio nazionale<br />

la possibilità di scoprire l’arte del restauro,<br />

una disciplina che, in Italia, riunisce<br />

intorno allo stesso tavolo figure<br />

professionali diverse: il restauratore,<br />

lo scienziato e lo storico<br />

dell’arte, una caratteristica<br />

questa che rappresenta una<br />

vera eccellenza del nostro<br />

Paese, ponendolo all’avanguardia<br />

a livello internazionale.<br />

Le più attuali tecniche<br />

utilizzate dai restauratori di<br />

tutte le Regioni coinvolte in<br />

Restituzioni sono raccontate<br />

lungo il percorso espositivo<br />

attraverso i filmati delle fasi<br />

salienti dei lavori, oltre a essere<br />

disponibili sul sito web<br />

www.restituzioni.com, insieme<br />

alle schede storico-artistiche<br />

e alle relazioni di<br />

restauro corredate dalle foto<br />

del prima, durante, dopo gli<br />

interventi su ciascuna opera.<br />

Sopra: Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima, ora San<br />

Giovanni in Persiceto, Bologna, <strong>17</strong>34 - Bologna, 1802)<br />

Martirio di san Pantaleone e san Giorgio e il drago<br />

<strong>17</strong>82, Tempera su tela - 332 x 209 cm - Napoli, Monumento<br />

Nazionale dei Girolamini, chiesa, cappella dei Santi<br />

Pantaleone e Giorgio<br />

A sinistra: Domenico Fiasella, detto il Sarzana<br />

(Sarzana, La Spezia, 1589 - Genova, 1669) -<br />

Discesa dello Spirito Santo - 1618, olio su<br />

tela, 321,5 x 222,5 cm - Sestri Levante<br />

(Genova), parrocchia di Santa Maria di<br />

Nazareth<br />

In questa edizione di Restituzioni<br />

il pubblico può anche<br />

assistere direttamente a<br />

come si svolge un restauro.<br />

Infatti presso l’officina di<br />

Restituzioni, allestita all’interno<br />

delle Gallerie di Piazza<br />

Scala, è attualmente attivo<br />

il cantiere di restauro degli<br />

affreschi dell’inizio del XII<br />

secolo della chiesa di San<br />

Pietro all’Olmo (Milano),<br />

nel quale la restauratrice<br />

ricompone, come in un immenso<br />

puzzle di cui non si<br />

conosce l’immagine, gli oltre<br />

10.000 frammenti ritrovati<br />

nel sottosuolo della Chiesa.<br />

32 ITA EVENTI


Sopra: Andrea Michieli, detto Andrea Vicentino<br />

(Vicenza, 1542 ca - Venezia, 1618)<br />

Flagellazione di Cristo alla colonna - 1585-1590 ca.<br />

Olio su tela - 300 x 360 cm<br />

Alzano Lombardo (Bergamo), chiesa di San Pietro martire<br />

ITA EVENTI 33


L’impegno di Intesa Sanpaolo per il patrimonio<br />

artistico del Paese: un bene che appartiene a tutti<br />

Dal 1989 ad oggi, sono oltre 200 i siti archeologici,<br />

le chiese e i musei che hanno beneficiato del programma<br />

Restituzioni; oltre un centinaio i laboratori<br />

qualificati incaricati dei restauri, distribuiti da<br />

Nord a Sud della penisola, e altrettanti gli studiosi<br />

coinvolti nella redazione delle schede storico-critiche<br />

per i cataloghi. In totale, oltre mille opere restituite<br />

al territorio di appartenenza e alla pubblica<br />

fruizione. Il viaggio nella bellezza ritrovata racconta<br />

come far rinascere opere che sono il ritratto<br />

dell’Italia, opere esemplificative della ricchezza e<br />

dell’ecletticità di un patrimonio artistico che spazia<br />

dalle arti maggiori a quelli minori e mette in<br />

evidenza come si sia evoluto il made in Italy nei<br />

secoli, forte di quelle competenze di maestria e “saper<br />

fare” che ancora oggi alimentano la creatività<br />

del nostro Paese. Non solo: in un momento in cui<br />

conservare e conoscere il passato diventa una forma<br />

di resistenza, ogni restauro presentato da Restituzioni<br />

2016 è di fatto un presidio di civiltà e, come<br />

ci racconta l’esperienza di Expo 2015, elemento<br />

identitario dell’Italia nel mondo. Intesa Sanpaolo<br />

interpreta da sempre il proprio impegno in campo<br />

culturale e artistico quale vera e propria assunzione<br />

di “responsabilità sociale”, ritenendo che un’impresa<br />

bancaria di rilevanza nazionale debba concorrere<br />

alla crescita del proprio paese da un punto di vista<br />

sia economico sia culturale e civile. Fedele a questa<br />

filosofia, con l’ambizione di condividere i propri<br />

sforzi con un pubblico sempre più ampio e diversificato,<br />

in occasione della mostra di Restituzioni,<br />

il biglietto avrà il costo ordinario (intero euro 5, ridotto<br />

euro 3, gratuito fino a 18 anni e per le scuole)<br />

e consente l’accesso ai palazzi e alle collezioni permanenti<br />

delle Gallerie.<br />

LA BELLEZZA RITROVATA IN CITTÀ<br />

In concomitanza con la mostra “La bellezza ritrovata.<br />

Caravaggio, Rubens, Perugino, Lotto e altri<br />

140 capolavori restaurati”, il Comune di Milano<br />

propone – all’interno del palinsesto culturale Ritorni<br />

al Futuro – un itinerario nei suoi musei alla<br />

scoperta dei capolavori recentemente restaurati.<br />

GALLERIE D’ITALIA - Piazza della Scala 6, Milano<br />

Sino al <strong>17</strong> luglio 2016 - Martedì/domenica,<br />

9.30/19.30 , giovedì 9.30/22.30, lunedì chiuso<br />

Info: numero verde tel. 800167619<br />

info@gallerieditalia.com - www.gallerieditalia.com<br />

www.palazzorealemilano.it<br />

Spinello di Luca Spinelli, detto Spinello Aretino<br />

(Arezzo, 1346/1350 - 1410) - Trittico<br />

(Madonna col Bambino in trono, pannello centrale; Santi<br />

Pietro e Filippo, pannello sinistro; Santi Lorenzo e Giacomo<br />

Maggiore, pannello destro; Cristo benedicente, cuspide<br />

centrale; Annunciazione, cuspidi laterali)<br />

1393, Tempera, oro su tavola, legno intagliato e dorato<br />

155 x 181 cm Quinto, Sesto Fiorentino (Firenze),<br />

chiesa di Santa Maria


arte<br />

NEL<br />

CUORE<br />

DI BRERA<br />

La Casa d’Aste Il Ponte, fondata a Milano da Stefano Redaelli nel 1974, è una stimata realtà che<br />

opera sul mercato nazionale ed internazionale dell’arte e dell’antiquariato da più di quaranta<br />

anni, mettendo a disposizione dei propri clienti una vasta schiera di professionalità specifiche.<br />

di Bruno Quiriconi<br />

Nella suggestiva cornice di Palazzo Crivelli<br />

nel cuore di Brera, sin dai primi anni di<br />

attività, i conferimenti importanti sono<br />

sempre stati numerosi. Il Ponte organizza aste del<br />

più vario collezionismo per privati e enti pubblici,<br />

che lo hanno chiamato più volte a gestire lasciti ed<br />

affidamenti di beni artistici e mobili. La casa d’aste<br />

si aggiorna e si reinventa grazie alla duttilità della<br />

sua attività ed alla lungimiranza dei suoi dirigenti<br />

che credono nella propria forza commerciale e<br />

nella propria capacità professionale. Dal 2006, con<br />

grande spirito imprenditoriale, Stefano Redaelli ha<br />

fortemente voluto e realizzato una sede distaccata<br />

per le cosiddette “aste minori” in Via Pitteri 10 a<br />

Milano. La dottoressa Rossella Novarini, direttrice<br />

della Casa d’Aste Il Ponte, illustra l’attività:<br />

Ci può raccontare in poche parole la vostra attività?<br />

Il Ponte è una casa d’aste in costante crescita che si<br />

pone l’obiettivo di offrire ad un pubblico sempre<br />

più ampio, internazionale e preparato, professionalità,<br />

competenza e rapidità. Con più di un’asta<br />

al mese è tra le più attive Casa d’Aste sul mercato<br />

nazionale.<br />

I dati relativi agli ultimi 5 anni di attività evidenziano<br />

una costante crescita nonostante la<br />

crisi internazionale. Quali sono stati e sono i<br />

fattori determinanti?<br />

Dal 2011, quando fatturavamo 11 milioni di Euro,<br />

abbiamo chiuso il 2015 con un fatturato di 20,6<br />

milioni. Fattore determinante è la continua ricerca<br />

portata avanti da assistenti e direttori di dipartimento<br />

per soddisfare le esigenze dei clienti italiani<br />

ed internazionali, che spaziano dai tradizionali dipartimenti<br />

fino al Fashion Vintage, dipartimento<br />

inaugurato nel 2010 con l’indimenticabile asta del<br />

guardaroba di Evelina Levi Broglio.<br />

Quali sono i dipartimenti “trainanti”?<br />

I dipartimenti con il maggiore incremento di fat-<br />

36 ITA EVENTI


turato negli ultimi anni sono stati quelli di Arte<br />

Moderna e Contemporanea e di Gioielli grazie al<br />

sempre maggiore interesse dei buyers internazionali<br />

provenienti non solo dall’Europa. Per le aste di<br />

arte contemporanea, in particolare, si sono mossi<br />

collezionisti privati e galleristi provenienti anche<br />

da Stati Uniti, Cina, Canada, Argentina e Israele<br />

a conferma dell’interesse degli stranieri per le opere<br />

degli “artisti moderni”.<br />

Nel 2015 vi siete anche dedicati ad aste benefiche<br />

che hanno suscitato particolare richiamo<br />

tra il pubblico e interesse dei media, attività<br />

non nuova per una casa d’aste, ma interessante.<br />

Ce ne parla?<br />

All’attività “tradizionale” si affianca da sempre<br />

l’attività filantropica, con la realizzazione di aste<br />

dedicate alla raccolta fondi per finanziare progetti<br />

o attività benefiche. Vanno ricordate l’asta<br />

dei Memorabilia di Mike Bongiorno, battuta da<br />

Fabio Fazio nell’ottobre 2015 per finanziare un<br />

progetto della Fondazione Mike Bongiorno e l’asta<br />

delle opere del vignettista Giorgio Forattini del<br />

dicembre 2015 per finanziare un progetto del FAI.<br />

Nell’asta Vintage di novembre, una tornata è stata<br />

dedicata agli oggetti appartenuti a Sandra Mondaini<br />

battuti a favore dell’Ospedale Fatebenefratelli di<br />

Milano per il progetto della nuova Casa Pediatrica.<br />

Nella sede di Via Pitteri 10 che tipo di aste ci<br />

sono?<br />

È una sede distaccata in zona Lambrate dove, in<br />

uno spazio di 2.500 mq, sono gestiti i conferimenti<br />

di maggior commerciabilità e minor prezzo accessibili<br />

a tutte le tasche, così da consentire ad un<br />

pubblico sempre più vasto di appassionarsi alle<br />

Sopra: Dott.ssa Rossella Novarini, Direttrice de Il Ponte Casa<br />

d’Aste; a sinistra: Palazzo Crivelli, sede de Il Ponte Casa<br />

d’Aste; sotto: Ron Arad, “Light-Table”, acciaio lucidato a<br />

specchio e acciaio dolce. Valutazione: € 30.000/40.000.<br />

aste, senza un eccessivo impegno economico. Nella<br />

sede di Via Pitteri 10 si possono trovare oggetti<br />

da collezione, libri, cartoline e curiosità varie, ma<br />

anche diverse tipologie di arredi molti dei quali a<br />

costi contenuti.<br />

ITA EVENTI 37


Collier in oro giallo e platino con diamanti e<br />

acquamarina. Appartenuto alla Duchessa Vittoria<br />

Luisa, figlia di Guglielmo II re di Germania ed<br />

Imperatore di Prussia, dono dello Zar Nicola II di<br />

Russia in occasione delle nozze del 24 Maggio 1913


Quale è il trend di queste aste?<br />

Anche queste aste dedicate agli appassionati di collezionismo<br />

“minore” hanno riscontrato negli ultimi<br />

anni un trend positivo con fatturato in crescita,<br />

segno dell’accresciuto interesse da parte di un pubblico<br />

eterogeneo e talvolta più giovane, ad oggetti<br />

d’antiquariato e modernariato.<br />

Quali novità in vista per i prossimi mesi?<br />

Le prossime aste di maggio e giugno saranno sicuramente<br />

di grande interesse, a cominciare da<br />

quella dedicata ai Gioielli, Orologi, Filatelia-Numismatica<br />

e Vintage del 24/25/26 maggio. In<br />

questa asta verranno battuti più di 800 lotti che<br />

si caratterizzano per la preziosità dei materiali, la<br />

ricercata finezza delle forme e le singolari vicende<br />

storiche che accompagnano gli oggetti. Tra i top<br />

lot in asta un preziosissimo collier in oro giallo e<br />

platino con diamanti e acquamarina, appartenuto<br />

alla Duchessa Vittoria Luisa, figlia di Guglielmo<br />

II re di Germania ed Imperatore<br />

di Prussia, ricevuto in dono dallo Zar<br />

Nicola II di Russia in occasione<br />

delle nozze celebrate a Berlino<br />

nel 1913. “Lo Zar mi<br />

aveva donato una collana<br />

di acquamarina e diamanti...”<br />

ricorda la duchessa nel<br />

libro di memorie Una vita da<br />

figlia dell’Imperatore. Per quanto riguarda<br />

l’asta di Arte Moderna e Contemporanea<br />

del 14 giugno verrà proposto un ricco<br />

catalogo con più di 300 opere che coprono un arco<br />

temporale che, partendo dal Figurativo italiano dei<br />

primi anni del XX secolo, attraversa l’Informale<br />

del secondo dopoguerra e passa dal Futurismo al<br />

Sopra: Hans Tucher, Orologio solare dittico in avorio,<br />

con punzone del serpente coronato. Anno 1586.<br />

Valutazione: 7000/10.000 euro;<br />

sotto: Lucio Fontana, “Concetto Spaziale, Natura” 1967,<br />

coppia di sculture in bronzo lucidato, h cm 27 ciascuna.<br />

Valutazione: € 40.000 – 60.000.<br />

Surrealismo, dalla Land Art al Nouveau Realisme,<br />

per approdare all’Astrattismo e all’arte Cinetica.<br />

Nell’asta dedicata al Design e<br />

Arti figurative del XX secolo del 29<br />

giugno verranno offerte al pubblico<br />

opere e oggetti appartenuti a collezioni<br />

private di grande rilievo, da<br />

segnalare numerosi pezzi unici tra<br />

i quali Light Table del celebre Ron<br />

Arad. Inoltre, all’inizio di quest’anno,<br />

abbiamo deciso di mettere a<br />

disposizione i saloni di Palazzo Crivelli,<br />

compatibilmente all’impegno<br />

delle aste ed esposizioni, per l’organizzazione<br />

di eventi privati di qualità che<br />

permettano di conoscere e valorizzare<br />

un palazzo storico milanese.<br />

ITA EVENTI 39


cinema<br />

a cura di Andrea Thomas<br />

Drammatico, 2016, U.S.A., dal 12/5<br />

Regia di Al Pacino<br />

Con Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson.<br />

“Il film è l’esplorazione di una pièce teatrale che mi ha tenuto impegnato”<br />

racconta Al Pacino, “per molto tempo; ho spogliato l’opera fino a tenerne<br />

solo l’essenza. Non è un film tradizionale o un documentario ma qualcosa di<br />

sperimentale. Jessica è perfetta nel ruolo principale e mi ha fatto conoscere<br />

meglio Oscar Wilde”.<br />

Fantastico, 2016, U.S.A, dal 25/5<br />

Regia di James Bobin<br />

Con Johnny Depp, Mia Wasikowska.<br />

Attraversando uno specchio magico Alice incontra nuovamente i suoi amici:<br />

il Bianconiglio, il Brucaliffo, il Cappellaio matto e lo Stregatto. Il Cappellaio<br />

– uno strepitoso Johnny Depp – ha perso la sua Moltezza e Alice parte per<br />

un viaggio alla ricerca di un regolatore del tempo.<br />

Drammatico, 2016, Spagna, dal 26/5<br />

Regia di Pedro Almodovar<br />

Con Emma Suarez, Rossy De Palma, Adriana Ugarte<br />

Ancora una volta il grande regista spagnolo celebra le donne: questa volta i<br />

riflettori sono puntati su Julieta, anche lei “sull’orlo di una crisi di nervi”. Dopo<br />

un periodo di felicità sperimenta una serie di problemi interminabili sino ad<br />

attendere un miracolo e, forse, sarà proprio ciò che accadrà.<br />

Azione, 2016, U.S.A., dal 9/6<br />

Regia di Jon Chu<br />

Con Dave Franco, Marc Ruffalo, Woody Harrelson, Jesse Eisenberg.<br />

Il sequel dei quattro illusionisti, ancora una volta con ritmi mozzafiato e una<br />

grande scenografia. I novelli Robin Hood affronteranno un malvagio magnate<br />

della tecnologia. Per contrastarlo e per salvare la loro reputazione i quattro<br />

metteranno in scena uno spettacolo senza precedenti.<br />

40 ITA EVENTI


Animazione, 2016, U.S.A., dal 15/6<br />

Regia di Clay Kaytis e Fergal Reilly<br />

Per celebrare uno dei giochi più scaricati come App (oltre un miliardo di<br />

download) la casa di produzione Rovio ha realizzato in totale autonomia un<br />

film in 3d: quattro amici (Red, Chuck, Bomb e Matilda) devono fare gruppo<br />

per smascherare i piani dei loro nemici verdi.<br />

Fantascienza, 2016, U.S.A., dal 1/6<br />

Regia di Duncan Jones<br />

Con Paula Patton, Ben Foster, Travis Fimmel.<br />

Anche il popolare gioco World Of Warcraft – con oltre dodici milioni di<br />

iscritti – viene portato sul grande schermo, grazie alla regia del figlio di David<br />

Bowie, Duncan Jones. Come nel gioco si vive nel mondo magico di Azeroth:<br />

l’armonia del regno è minacciata da orde di orchi e altre creature.<br />

Biografico, 2016, U.S.A., dal 26/5<br />

Regia di Michael e Jeff Zimbalist<br />

Con Vincent D’Onofrio, Rodrigo Santoro, Seu Jorge.<br />

Un tributo al più grande giocatore di calcio di tutti i tempi, soprattutto il più<br />

spettacolare. Da ragazzo di strada alla vittoria del suo primo Mondiale nel<br />

1958 alle due Coppe del mondo. Il film analizza l’infanzia difficile, la vita in<br />

povertà e il suo spirito indomito sino alla identificazione con il suo paese, il<br />

Brasile.<br />

Commedia, 2016, Italia, dal <strong>17</strong>/5<br />

Regia di Paolo Virzì<br />

Con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti.<br />

Il nuovo film di Virzì narra dell’imprevedibile amicizia tra una sedicente<br />

contessa chiacchierona, millantatrice di contatti con i potenti del mondo e<br />

una fragile e riservata donna con un doloroso segreto. Entrambe ospiti in una<br />

comunità terapeutica, decideranno di darsi alla fuga.<br />

ITA EVENTI 41


musica<br />

a cura di Bruno Quiriconi<br />

7 giugno, Rock in Roma / Ippodromo delle Capannelle, Roma<br />

8 giugno, Arena, Verona<br />

10 giugno, Ippodromo del Visarno, Firenze<br />

12 giugno, Mediolanum Forum, Assago (MI)<br />

4 giugno<br />

Stadio San Siro, Milano<br />

18 giugno<br />

Arena della Vittoria, Bari<br />

22-23-26-27 giugno, Stadio Olimpico, Roma<br />

1-2-3 giugno, Arena, Verona<br />

7 giugno<br />

Bioparco<br />

Biografilm<br />

Bologna<br />

13 giugno, Market Sound, Milano<br />

44 ITA EVENTI


musica<br />

SEMPLICEMENTE MODÀ<br />

Si considerano nazional-popolari, ammirano i Pooh e si apprestano a riempire due date allo<br />

stadio di San Siro. Il segreto? Parlare il linguaggio della gente comune. di Guido Biondi<br />

Francesco “Kekko” Silvestre, Enrico Zapparoli,<br />

Diego Arrigoni, Stefano Forcella e Claudio<br />

Dirani sono i Modà. Una band che in<br />

pochissimi anni ha raggiunto traguardi negati alle<br />

più longeve popstar italiane. Il 18 e 19 giugno saranno<br />

nuovamente protagonisti allo stadio di San<br />

Siro, meta prediletta per ogni musicista. Itaeventi<br />

ha intervistato Kekko per capire qual è la loro formula<br />

vincente e per capire perché provocano anche<br />

molta invidia.<br />

46 ITA EVENTI


ITA EVENTI 47


Com’è iniziata l’avventura dei Modà?<br />

Per noi il concetto fondamentale è sempre stato il<br />

concerto dal vivo, suonare nei locali. Per quanto<br />

mi riguarda ho sempre fatto l’autore delle canzoni,<br />

passavo tantissimo tempo a scrivere. Sin dall’inizio<br />

abbiamo avuto persone che ci hanno seguito con<br />

piacere. Un giorno in uno di questi locali, il Live<br />

di Trezzo, è venuto ad ascoltarci Lorenzo Suraci,<br />

patron di Rtl 102.5. Poco dopo ci convocò nel suo<br />

ufficio e firmammo un contratto. Iniziò un percorso<br />

travolgente. Noi avevamo già il nostro “zoccolo<br />

duro” di pubblico e tanti chilometri alle spalle,<br />

suonavamo da dieci anni nei club e nelle piazze.<br />

Con Suraci tutto è diventato più professionale, con<br />

un’etichetta discografica che ci seguiva a 360 gradi.<br />

Grazie all’esposizione radiofonica e televisiva ci<br />

hanno conosciuto in tantissimi e abbiamo conquistato<br />

spazi più grandi.<br />

All’inizio della vostra carriera suonavate delle<br />

cover di altri artisti?<br />

Noi non abbiamo mai suonato delle cover ma presentato<br />

i nostri brani originali. Molti locali ci chiedevano<br />

di suonare brani di altri ma siamo sempre<br />

stati molto cocciuti e, per questo, abbiamo avuto<br />

anche qualche problema a trovare spazi. Piuttosto<br />

di suonare le cover di altri abbiamo deciso di esibirci<br />

gratis o addirittura pagavamo noi. Ma questa<br />

scelta di perseverare con le nostre canzoni, alla fine,<br />

ha pagato.<br />

Ha mai nostalgia delle prime occasioni nelle<br />

quali suonavate dal vivo?<br />

Più che altro quando ascolto le mie prime canzoni<br />

ricordo una grande serenità, molto più di adesso.<br />

Non dovevo dimostrare niente a nessuno. Non c’era<br />

la paura di non piacere o di ripetere il successo<br />

ottenuto. Con Viva i Romantici ci è andata molto<br />

bene, con Gioia altrettanto, ha venduto quasi mezzo<br />

milione di dischi; con Passione maledetta siamo<br />

già al triplo platino. Ma con grande ansia, grande<br />

preoccupazione: il successo non è mai facile. Noi<br />

abbiamo successo ma se devo “pesare” lo stress e la<br />

serenità preferisco i primi tempi nei quali c’erano i<br />

sogni nel cassetto e il divertimento. Eravamo più<br />

spensierati.<br />

Cosa significa suonare davanti a 60.000 persone<br />

allo Stadio di San Siro? C’è il rischio di sentirsi<br />

onnipotente?<br />

In realtà – personalmente – non mi sono mai sentito<br />

onnipotente. Casomai miracolato. A San Siro<br />

48 ITA EVENTI


hanno suonato 35 artisti da tutto il mondo… Un<br />

miracolo perché per ottenere questo risultato devono<br />

esserci tanti fattori combinati all’unisono. Penso<br />

alle canzoni, penso a Lorenzo e al suo impegno,<br />

alla nostra squadra di lavoro. Io durante il concerto<br />

allo stadio mi sento parte integrante con il pubblico,<br />

uno di loro. Dico spesso che io sono il fan dei<br />

miei fan. Parte sempre tutto dal loro. Non lo dico<br />

per umiltà perché in questo caso c’entra poco con<br />

le parole; l’umiltà la devi avere nei fatti, nelle azioni.<br />

La sensazione di grande libidine è trovarsi davanti<br />

a 60.000 persone che cantano le tue canzoni,<br />

quelle che hai scritto nella tua taverna. Quello che<br />

mi emoziona di più è quando canto allo stadio una<br />

canzone che ho scritto oltre dieci anni fa e che magari<br />

suonavo nelle piazze o negli oratori. So di aver<br />

percorso un cammino anche con grandi sofferenze<br />

e lotte ma ne è valsa la pena: la più grande soddisfazione<br />

di un artista è riuscire a godere dei propri sacrifici<br />

a distanza di anni ed esserne orgoglioso. Senza<br />

mai dimenticare le persone che ti sono vicine e<br />

che ti hanno aiutato, altrimenti non vai da nessuna<br />

parte. Anche nel nostro mestiere come per il calcio<br />

c’è bisogno di una grande squadra: dal manager,<br />

all’agente, all’ufficio stampa e così via.<br />

Tornate a San Siro per due concerti il 18 e il 19<br />

giugno consolidando la vostra popolarità. Oltre<br />

a grandi soddisfazioni ci saranno anche grandi<br />

invidie: molte popstar faticano a riempire un<br />

palazzetto dello sport. E anche molti denigratori<br />

sono particolarmente aggressivi con voi.<br />

Beh è chiaro che mi dispiace, non sono ipocrita e<br />

i denigratori mi fanno incazzare. So di avere tanti<br />

nemici e che a molti non stiamo simpatici. È un po’<br />

come la Juve che sta sul cazzo a tutti perché vince<br />

sempre e quindi talvolta risulta antipatica.<br />

ITA EVENTI 49


Da sinistra: Diego Arrigoni (chitarra),<br />

Claudio Dirani (batteria),<br />

Francesco “Kekko” Silvestre (voce),<br />

Stefano Forcella (basso)<br />

ed Enrico Zapparoli (chitarra)


Io non sono juventino ma parlo da tifoso, da sportivo.<br />

Però il fatto di vincere sempre rende grande<br />

questa squadra. È vero che alcune popstar faticano<br />

a riempire i palazzi dello sport e credo sia dovuto al<br />

fatto che non sono nazional-popolari. Noi lo siamo.<br />

E non ci rende fighi. Alcune radio non ci trasmettano<br />

proprio perché siamo nazional popolari.<br />

Però abbiamo venduto un milione e settecentomila<br />

copie dei nostri dischi e riempito i palazzetti con<br />

trecentomila persone e lo stadio di San Siro, un<br />

risultato da rabbrividire. Io credo che quando hai<br />

la gente davanti a te nei concerti e quando vendi<br />

dischi hai vinto.<br />

C’è un gruppo nazional-popolare per antonomasia,<br />

la più longeva band italiana, i Pooh. Vi<br />

sentite i loro eredi?<br />

I Pooh saranno nostri ospiti il 19 giugno a San<br />

Siro. Anche loro – per tornare al discorso di prima<br />

– hanno sempre faticato ad essere trasmessi in<br />

radio. Eppure dopo cinquant’anni di carriera riempiono<br />

lo stadio di San Siro. Due date già sold out.<br />

Se il concetto di esser nazional-popolare significa<br />

non essere trasmessi in radio ma avere il consenso<br />

della gente preferisco tenermi quest’ultimo. Non<br />

posso parlare di eventuale eredità, casomai lo diranno<br />

loro. Se me lo dicessero in un orecchio lo<br />

andrei a urlare al mondo. A noi ci hanno spesso<br />

preso in giro chiamandoci “i nuovi Pooh”: pensavano<br />

di prenderci per i fondelli ed invece io godevo<br />

di questo. Posso solo dire che come loro siamo una<br />

band, come loro siamo nazional-popolari e come<br />

loro cantiamo per la gente. da qui a diventare eredi<br />

dei Pooh mancano almeno altri 35 anni (ride, ndr).<br />

Avete mai pensato di puntare all’estero come è<br />

successo a Ramazzotti, Pausini etc?<br />

Nel 2014 abbiamo fatto un bellissimo tour all’estero<br />

ed è andato molto bene. Io non sono uno che<br />

cerca il successo a tutti i costi, non me ne importa<br />

nulla. Non ho mai fatto musica per diventare<br />

il migliore di tutti. Ho fatto musica per cercare di<br />

divertirmi ed emozionare le persone: l’obbiettivo<br />

non era superare qualcuno ma casomai me stesso.<br />

Se arrivasse l’opportunità di fare qualche progetto<br />

all’estero ma con la massima serenità accetterò di<br />

farlo. Ma non l’andrò mai a cercare. Poi ci sarebbe<br />

altro stress, altre polemiche, altre pressioni, che palle!<br />

La salute prima di tutto!<br />

Sei molto prolifico come autore e molti brani<br />

sembrano dettati dall’urgenza di comunicare<br />

emozioni realmente vissute, è così?<br />

Se prendiamo il periodo di “Gioia” ho messo tutto<br />

quello che ho vissuto nell’album. Dal nome di mia<br />

figlia alle emozioni vissute in famiglia, alla malattia<br />

di mia madre che oggi – grazie a Dio – sta benissimo.<br />

Prendo spunto dalla vita e probabilmente questo<br />

linguaggio così normale, molto simile alle cose<br />

che tutti vivono sulla propria pelle ogni giorno, ci<br />

ha reso popolari. Forse il vero segreto dei Modà è<br />

quello di avere canzoni che nascono dalla famiglia,<br />

dall’amore, dalla vita. Che poi non è un segreto ma<br />

la semplicità che tutti capiscono.<br />

52 ITA EVENTI


musica<br />

LIGAROCKPARK<br />

Dopo l’esperienza di Campovolo Luciano Ligabue rilancia un grande evento<br />

a Monza il 24 settembre. Intanto è uscito il suo nuovo libro Scusate il disordine<br />

mentre è in preparazione un nuovo concept-album. di Bruno Quiriconi<br />

Ci risiamo. Luciano Ligabue<br />

non si accontenta di un<br />

tour ordinario. Dopo aver<br />

battuto ogni record per capienza<br />

attraverso i suoi concerti-eventi a<br />

Campovolo, il rocker di Correggio<br />

ha piazzato la sua prossima<br />

sfida: portare centomila fan al<br />

Parco di Monza il 24 settembre.<br />

Il pretesto, dopo aver festeggiato<br />

venticinque anni di carriera, è la<br />

celebrazione del venticinquennale<br />

di “Urlando contro il cielo”,<br />

unico brano suonato in tutte le<br />

annate del Liga e vero cavallo<br />

di battaglia dei suoi Live. Nella<br />

presentazione dell’evento alla<br />

Villa Reale di Monza Luciano,<br />

affiancato sul palco davanti ai<br />

giornalisti insieme al suo fedele<br />

manager-amico Claudio Maioli<br />

ha raccontato un piccolo aneddoto:<br />

“Ho telefonato a Claudio<br />

e – dal momento che un po’ mi<br />

conosce – ha capito subito dove<br />

andavo a parare, non appena gli<br />

ho accennato che avevo un’idea”.<br />

La sua risposta in questi casi è<br />

sempre “No dai scherzi” perché sa<br />

già che c’è qualcosa di urgente in<br />

ballo. Liga Rock Park sarà l’unica<br />

opportunità di seguire Ligabue<br />

dal vivo nel 2016: la location è<br />

quella a ridosso dell’autodromo<br />

di Monza e potrà contenere fino<br />

a centomila persone. “La differenza<br />

con Campovolo è la bellezza circostante.<br />

È noto che Campovolo è<br />

importante perché mi sento a casa,<br />

ma è un campo di patate diventato<br />

un aeroporto. A Monza c’è tanta<br />

bellezza e sarà bello esserne circondati”.<br />

L’altro “amico” presente<br />

alla presentazione alla stampa è<br />

Ferdinando Salzano di Friends<br />

& Partner oltre a un convitato<br />

istituzionale quale è Roberto<br />

Maroni, Presidente della Regione<br />

Lombardia, visibilmente divertito<br />

dalla presenza di “un altro<br />

musicista come me”, tanto da regalare<br />

a Luciano un cd della sua<br />

band, i Distretto 51. Ma le novità<br />

non finiscono qui: Liga dice che<br />

è già a buon punto nella realizzazione<br />

di un concept album probabilmente<br />

in uscita prima delle<br />

festività di Natale: “Sicuramente<br />

suonerò qualche nuovo brano in<br />

occasione del concerto”. Sul disco<br />

l’artista non ha voluto sbilanciarsi<br />

rivelando contenuti e dettagli ma<br />

distilla una traccia: “Sono da sempre<br />

un grande fan degli Who; mi<br />

piace pensare che il mio concept album<br />

abbia come riferimenti Tommy<br />

e Quadrophenia del gruppo<br />

inglese”. Nel frattempo abbiamo<br />

il Luciano-scrittore, un nuovo libro<br />

di racconti intitolato Scusate<br />

il disordine, la sua terza raccolta<br />

ad oggi pubblicata da Einaudi:<br />

“Per me scrivere significa liberarmi<br />

della musica, dalle rigide regole da<br />

me sempre rispettate per comporre.<br />

Strofa, ritornello, strofa. Per un<br />

racconto o una sceneggiatura non<br />

c’è nessun codice da rispettare. Il<br />

titolo spiega bene il punto: la vita è<br />

disordinata anche se noi cerchiamo<br />

di metterla nei binari. Ma sappiamo<br />

bene che prima o poi finiremo<br />

per arrenderci al caos. Per ogni racconto<br />

ho utilizzato una forma diversa<br />

di volta in volta, sentendomi<br />

finalmente in vacanza”. Una novità<br />

è il contest realizzato in collaborazione<br />

con Regione Lombardia<br />

per l’evento Live di settembre:<br />

intorno alle 18 nel giorno dell’esibizione<br />

del Liga il vincitore potrà<br />

esibirsi davanti a centomila<br />

persone. I biglietti sono già in<br />

vendita sul circuito TicketOne<br />

(57,50 euro): chi acquista riceverà<br />

un box a edizione numerata<br />

con un mini poster, un booklet<br />

e uno speciale Dvd. Se proprio<br />

non riuscite ad aspettare qualche<br />

mese per partecipare al concerto<br />

ci sono sempre le collaborazioni<br />

discografiche del Liga con<br />

altri artisti: Gianluca Grignani,<br />

i Negrita e Loredana Berté.<br />

54 ITA EVENTI


ITA EVENTI 55


itratti<br />

56 ITA EVENTI


MR. FABRIQUE<br />

Daniele Orlando ha nel suo Dna la musica<br />

dal vivo: dall’esordio al New Magazine allo<br />

storico tempio del rock milanese Rolling<br />

Stone, dai Magazzini Generali alla sua nuova<br />

avventura di successo. di Andrea Thomas<br />

Iniziamo dai numeri: la capienza massima del<br />

Fabrique di Milano è di 3100 persone; è la più<br />

grande struttura indoor per l’intrattenimento<br />

in Italia, con altre due diverse configurazioni ridotte<br />

a 2000 e 1000 e la possibilità di allestimenti<br />

misti con posti a sedere. Il Fabrique, creato e realizzato<br />

dall’imprenditore milanese Daniele Orlando,<br />

è una struttura multifunzionale capace di ospitare<br />

concerti, dj set, eventi di moda, arte e intrattenimento.<br />

Inaugurato il 18 settembre 2014, il Fabrique<br />

è diventato il principale punto di riferimento<br />

per gli appuntamenti di musica dal vivo e, in particolare,<br />

il nuovo tempio dell’elettronica. In questo<br />

lasso di tempo molti artisti italiani ed internazionali<br />

si sono esibiti qui: Anastacia, Billy Idol, 2Cellos,<br />

Interpol, Noel Gallagher’s High Flying Birds,<br />

FKA Twigs, Dave Gahan, Massive Attack, Major<br />

Lazer, Mika, Apparat, Subsonica, Luca Carboni,<br />

1975, Garbage, Jane’s Addiction, Mark Lanegan e<br />

ITA EVENTI 57


58 ITA EVENTI


tanti altri. Ai concerti si sono aggiunti i dj set e le<br />

party night: Gesaffelstein e Chet Faker sold out in<br />

prevendita, il ventennale di Rollover con Dimitri<br />

From Paris, Fedde Le Grand, Chris Liebing, Hardwell,<br />

Ricardo Villalobos, Loco Dice, Paul Van<br />

Dyk, Sven Väth, Fritz Kalkbrenner. Qui Linus<br />

ha voluto festeggiare i 33 anni di Radio Deejay.<br />

Il locale è all’avanguardia soprattutto sugli “strumenti”:<br />

suono e illuminotecnica di ultimissima<br />

generazione per un impianto audio e luci residente<br />

all’altezza di quello dei grandi festival (l’azienda<br />

fornitrice è la stessa del Primavera Festival spagnolo,<br />

dei tedeschi Rock In Park e Rock Am Ring, fra<br />

gli altri). Orlando ha un percorso di tutto rispetto<br />

nella storia dei locali storici di Milano per i Live e i<br />

dj set: direttore artistico e amministratore delegato<br />

del Rolling Stone quindi proprietario dei Magazzini<br />

Generali e precursore della scena milanese di<br />

club culture. Nella sua “avventura” imprenditoriale<br />

ha un ruolo fondamentale sua moglie Fabiola,<br />

che è la speaker storica di Radio 105 e ora anche<br />

presentatrice della nuova stagione di Top DJ. Uno<br />

dei prossimi appuntamenti da tenere d’occhio sarà<br />

l’innovativo Twist and Shout!, una serata di musica<br />

anni ’50 e Febbre a 90, altro format da sold out<br />

garantito. Itaeventi ha incontrato Daniele Orlando<br />

per fare due chiacchiere.<br />

ITA EVENTI 59


Al Fabrique decide lei la scelta<br />

degli artisti sul palco o sulla<br />

console per i dj set?<br />

Assolutamente si. Alcuni arrivano<br />

“in concessione” dai promoter,<br />

con i quali ormai da anni<br />

ho un grande rapporto di collaborazione.<br />

A volte dico dei no<br />

quando l’artista non mi convince.<br />

Quest’anno più che mai si sta<br />

affermando un palinsesto composto<br />

prettamente da format: da<br />

Twist and Shout! a Mamacita e<br />

molti altri, sono un nuovo modo<br />

di concepire la serata a tema.<br />

Durante l’estate la sua attività<br />

si arricchisce di alcune collaborazioni<br />

tra le quali lo Street<br />

Art.<br />

Da circa due anni gestiamo<br />

la parte food & beverage dello<br />

Street Music Art Arena ad<br />

Assago dove c’è il Forum e da<br />

quest’anno anche per il Gods Of<br />

Metal di Monza. È una grande<br />

opportunità di far girare il mio<br />

brand con eventi che ben si sposano<br />

con l’offerta musicale tipica<br />

del Fabrique.<br />

Ci racconta il suo esordio<br />

nell’attività artistica Live della<br />

città di Milano?<br />

La mia prima passione è stata<br />

quella del Dj. Ho iniziato a 16<br />

anni al New Magazine di Milano,<br />

uno dei primi locali con<br />

libertà di ballare sui tavoli dopo<br />

una certa ora. Oltre a mixare<br />

dischi ben presto mi sono<br />

occupato di tutta una serie di<br />

dinamiche: fornitori, dettagli,<br />

organizzazione etc. Così, giovanissimo,<br />

mi sono ritrovato a<br />

gestirlo. Quando, purtroppo, il<br />

proprietario si ammalò e venne<br />

a mancare, rilevai per metà il<br />

locale. E intanto – continuando<br />

a fare il Dj questa volta insieme<br />

al grande Claudio Cecchetto<br />

al Propaganda e con una serata<br />

Daniele Orlando con il premio<br />

Onstage Awards “Miglior Club”<br />

anni settanta all’Alcatraz - sono<br />

riuscito a rilevare completamente<br />

il New Magazine.<br />

Il passo successivo è stato il<br />

Rolling Stone.<br />

Fui chiamato da Maurizio Salvadori<br />

al Rolling Stone per fare<br />

il Direttore artistico e l’amministratore.<br />

Avevo 23 anni.<br />

Dopo due anni di intenso lavoro<br />

Salvadori mi regalo il venti per<br />

cento del Rolling Stone. Dopo<br />

alcuni anni ho acquisito i Magazzini<br />

Generali: l’ho ristrutturato<br />

completamente e rilanciato.<br />

Dal tempio del rock cittadino<br />

sono passato a quello della musica<br />

elettronica. Ho portato da<br />

David Guetta a Locodice, da<br />

Carl Cox ai 2 Many Djs. Dal<br />

2010 ho iniziato ad affittare<br />

degli spazi molto grandi in via<br />

60 ITA EVENTI


PROSSIMI APPUNTAMENTI<br />

8 giugno Garbage<br />

9 giugno Magcon<br />

10 giugno Dimitri Vegas<br />

& Like Mike<br />

15 giugno Jane’s Addiction<br />

23 giugno Sean Paul<br />

FABRIQUE<br />

Via Fantoli 9, Milano<br />

Info: 02 50 63 008<br />

www.fabriquemilano.it<br />

Mecenate per i dj set di successo:<br />

parliamo di eventi da quattromila<br />

persone. Da una volta<br />

l’anno son passato a due e più<br />

fino a cinque eventi all’anno. A<br />

questo punto ho notato il capannone<br />

di Via Fantoli e ho immaginato<br />

di fare un nuovo locale.<br />

Nel 2014 sono iniziati i lavori<br />

e a settembre dello stesso anno<br />

abbiamo aperto. Il Fabrique è<br />

quindi il frutto di due grandi<br />

location storiche quali il Rolling<br />

Stone e i Magazzini generali.<br />

Quali sono le caratteristiche<br />

innovative del Fabrique?<br />

Ha un parcheggio molto ampio<br />

in una zona nella quale non andiamo<br />

a disturbare i residenti,<br />

distanti dal locale. Ha una capienza<br />

di 3100 persone con un<br />

impianto di areazione all’avanguardia<br />

per far stare bene la gente:<br />

non vedrete mai al Fabrique<br />

la tipica condensa che si forma<br />

nelle grandi location quando<br />

sono piene. L’impianto audio è<br />

uno dei più avanzati a livello europeo<br />

con una insonorizzazione<br />

lungo tutto il perimetro del capannone.<br />

C’è un aneddoto che<br />

mi piace raccontare: il Fabrique<br />

è nello storico capannone del<br />

più grande ex distributore di dischi<br />

di Milano, la Venus. Quando<br />

ho finito le scuole medie mi<br />

sono presentato da loro cercando<br />

un lavoro: mi facevano fare<br />

le cose più faticose e probabilmente<br />

non ero molto diligente<br />

perché mi licenziarono. Buffa la<br />

vita eh?<br />

Sembrerebbe più una storia<br />

americana più che italiana,<br />

soprattutto considerando<br />

l’età.<br />

Sono pronto per andare in pensione!<br />

62 ITA EVENTI


musica


L’ISTINTO DI JASELLI<br />

L’artista è un caso unico nel panorama italiano del pop-rock. Mai passato attraverso i<br />

discutibili talent, musicista con tanta gavetta alle spalle e tanti chilometri percorsi a<br />

portare la sua musica dal vivo in giro per l’Italia. di Guido Biondi<br />

Jack Jaselli è un caso unico nel panorama italiano<br />

del pop-rock. Artista puro, mai passato<br />

attraverso la sciagura dei<br />

talent, musicista con tanta<br />

gavetta alle spalle e tanti chilometri<br />

percorsi a portare la<br />

sua musica dal vivo in giro<br />

per l’Italia. Con un album di<br />

debutto eccellente (It’s Gonna<br />

Be Rude, Funky, Hard) e un<br />

Ep acustico di rara bellezza<br />

(I Need The Sea Because It<br />

Teaches Me), Jaselli in breve<br />

tempo ha conquistato quasi<br />

tutti gli “addetti ai lavori”,<br />

ricevendo un consenso<br />

dalla critica musicale e di<br />

un pubblico fedele. Monster<br />

Moon, il suo ultimo<br />

disco, è un salto di qualità<br />

nel quale l’artista è<br />

“centrato” e diretto come<br />

mai prima d’ora. Lo testimonia<br />

la forza del singolo<br />

“The End”, un piccolo<br />

capolavoro con una caratura<br />

internazionale. Oltre<br />

ad essere un valido chitarrista<br />

Jack è un lettore<br />

accanito, si è laureato con<br />

lode in Filosofia e, appena<br />

può, viaggia in giro<br />

per il mondo. Ha suonato<br />

in apertura dei concerti<br />

di Ben Harper e Fink;<br />

la sua band è composta<br />

da Nik Taccori e Max<br />

Elli. Uno dei suoi sogni<br />

nel cassetto è di farsi<br />

produrre un album da<br />

Daniel Lanois.<br />

Monster Moon si può definire quasi “un nuovo<br />

inizio” della sua carriera artistica, quasi uno<br />

spartiacque rispetto al passato, è così?<br />

Questo disco è nato dopo quasi due anni di un<br />

tour bellissimo e dopo l’incisione di un album acustico,<br />

da me considerato un’autentica follia. Quando<br />

si sono fermate le bocce di<br />

questa partita che abbiamo<br />

giocato – nell’assoluta incertezza<br />

– ci siamo resi conto<br />

che eravamo senza etichetta<br />

discografica e senza il nostro<br />

abituale promoter. Eppure,<br />

nonostante tutto, io sentivo<br />

il bisogno di fare un nuovo<br />

album. L’ho vissuto come una<br />

grande scommessa: proviamo<br />

a giocarci tutto! Con i soldini<br />

messia da parte dal tour ho<br />

deciso di partire con la<br />

band: le nuove canzoni<br />

avevano il profumo della<br />

California e lì siamo<br />

andati. L’imperativo categorico<br />

è stato: facciamo<br />

un disco come piace<br />

a noi, senza interferenze.<br />

Abbiamo trovato un produttore<br />

che ha sposato la<br />

nostra causa (Ran Pink,<br />

n.d.r.) e abbiamo registrato<br />

con lui a Los Angeles.<br />

Alla fine avete siglato<br />

con una major discografica,<br />

com’è successo?<br />

Siamo stati assolutamente<br />

colpiti dal fatto che una<br />

major abbia preso il nostro<br />

disco fatto esattamente<br />

come volevamo noi, un<br />

“pacchetto completo”, ed<br />

è piaciuto tanto da pubblicarlo.<br />

Per adesso siamo<br />

pienamente fiduciosi degli<br />

sviluppi: considera che per noi le major erano quelle<br />

che ci dicevano – attraverso i loro rappresentanti<br />

– “dovete andare a X Factor”, “dovete cantare in<br />

italiano”. E adesso hanno accettato un disco interamente<br />

in inglese.<br />

ITA EVENTI 65


“The End” è uno dei singoli pop-rock più belli<br />

degli ultimi anni. Con questa canzone e con il<br />

vostro album come siete stati accolti dalle radio<br />

italiane? E pensate di puntare al mercato estero?<br />

Il singolo è andato bene, è stato nella top 100 per<br />

un buon periodo. Il mercato internazionale è la nostra<br />

“mission” e ci auguriamo che con la struttura<br />

della major si riesca nell’intento. Da soli è abbastanza<br />

dura.<br />

Per chi vuole fare un disco non omologato quale<br />

consiglio può dare? Può bastare You Tube<br />

per emergere o bisogna passare per forza da<br />

un talent? E come mai mancano i giovani produttori<br />

e vediamo artisti affidarsi sempre agli<br />

stessi nomi?<br />

Dipende da ciò che uno vuole. Nel mio piccolo<br />

mi auguro di aprire una strada… La gavetta bisogna<br />

farla, è necessario trovare la propria strada oltre<br />

a vedere i percorsi già tracciati. Si lavora spesso<br />

su uno stereotipo di business locale e quelli sono i<br />

sistemi, sappiamo che risultati possono dare.<br />

Mi ricorda il gioco dei quadrati e delle stelline<br />

che facevamo da piccoli, se non ci entri non<br />

succede niente. Uno la sua “formina” se la deve<br />

aprire da solo… Io credo che ci siano tanti produttori<br />

bravi e giovani. Il problema è che se fai<br />

parte – come nella maggioranza dei casi – della<br />

catena di montaggio vale la regola “se quello ha<br />

fatto funzionare quella canzone andiamo da<br />

lui”. È come mettere un “trucco e parrucco”<br />

senza troppo preoccuparsi dell’originalità. Se<br />

va di moda il biondo andiamo su quello. Una<br />

catena di montaggio di ottimi professionisti ai<br />

quali – per forza di cose – viene a mancare il<br />

tempo per fare bene il proprio lavoro. Ci sono<br />

steccati di genere che all’estero non esistono:,<br />

se canti in inglese – come nel mio caso – è<br />

semplicemente il mio modo di esprimermi.<br />

Qual è, in sintesi, il significato principale<br />

“tra le righe” di Monster Moon?<br />

Dopo alcuni dischi nei quali il “focus” era la<br />

ragione ho cercato di comunicare che anche<br />

la notte, l’assenza di una luce della ragione<br />

tendente ad analizzare e chiarificare, il lasciarsi<br />

andare alla propria parte istintuale<br />

delle emozioni, può essere saggezza.<br />

66 ITA EVENTI


notes<br />

ESET PARENTAL CONTROL<br />

PER ANDROID,<br />

L’APP A MISURA DI BAMBINO<br />

I genitori possono aiutare i propri figli a esplorare Internet in modo sicuro. di Bruno Quiriconi<br />

Per i genitori è molto importante poter contare<br />

su uno strumento in grado di gestire<br />

ciò che fanno i propri figli sui loro tablet<br />

e smartphone. Un sondaggio richiesto da ESET<br />

mostra che l’88% dei genitori è preoccupato dei<br />

contenuti online a cui possono accedere i propri<br />

figli. Dal sondaggio emerge inoltre che l’81% dei<br />

genitori si dicono turbati dall’idea che i propri figli<br />

possano visitare pagine web inappropriate; il 71%<br />

è preoccupato che i propri ragazzi possano inviare<br />

informazioni personali a degli sconosciuti; mentre<br />

il 61% ha sottolineato l’eccessivo tempo che trascorrono<br />

sui dispositivi. Il sondaggio ha però rilevato<br />

che, nonostante i timori dei genitori, soltanto<br />

pochi di loro hanno installato un app di parental<br />

control che gli permette di gestire le esperienze<br />

online dei propri figli. Per accedere a Internet, i<br />

bambini stanno velocemente passando dall’utilizzo<br />

dei PC a quello dei dispositivi mobile. Le statistiche<br />

mostrano che Facebook da solo vanta un<br />

miliardo di utenti attivi al mese che si connettono<br />

attraverso i dispositivi mobile. E tra i bambini, la<br />

piattaforma mobile più utilizzata è Android: secondo<br />

le previsioni, ci saranno oltre un miliardo<br />

di dispositivi Android nel 20<strong>17</strong> e questi, anche<br />

grazie ai costi contenuti, vengono preferiti dai più<br />

giovani rispetto ad altri prodotti. L’app ESET Parental<br />

Control per Android difende i bambini che<br />

usano i dispositivi mobile garantendo loro un’eccellente<br />

protezione e una sana esperienza online,<br />

senza limitare le prestazioni. Si tratta di un sistema<br />

di protezione per la famiglia a misura di bambino<br />

che permette ai genitori di creare un rapporto basato<br />

sul rispetto con i propri figli che utilizzano i<br />

loro smartphone o tablet. Progettato per aiutare<br />

i genitori a proteggere i propri figli dalle minacce<br />

di Internet e dalle pagine web inappropriate, l’app<br />

vanta tantissime funzionalità per la protezione dei<br />

bambini e un’interfaccia grafica davvero intuitiva.<br />

ESET Parental Control per Android è disponibile<br />

su Google Play Store, sul portale my.eset.com o attraverso<br />

i partner ESET.<br />

FUTURE TIME è il distributore esclusivo dei prodotti<br />

ESET per l’Italia, nonché suo partner tecnologico.<br />

Fondata a Roma nel 2001, Future Time nasce<br />

dalla sinergia di due preesistenti aziende attive da<br />

anni nel campo della sicurezza informatica. Future<br />

Time, con Paolo Monti e Luca Sambucci, fa parte<br />

della WildList Organization International, ente no<br />

profit a livello mondiale composto da esperti e<br />

aziende antivirus che hanno il compito di riportare<br />

mensilmente tipologia e e numero dei virus diffusi<br />

in ogni Paese. Per maggiori info: www.eset.it<br />

68 ITA EVENTI


PROVA SUBITO ATTRAVERSO IL QR CODE<br />

ESET, fondata nel 1992, è uno dei fornitori globali<br />

di software per la sicurezza informatica di pubbliche<br />

amministrazioni, aziende e utenti privati.<br />

Il software ESET NOD32 Antivirus fornisce una<br />

protezione in tempo reale da virus, worm, spyware<br />

e altri pericoli, conosciuti e non, offrendo il più<br />

elevato livello di protezione disponibile alla massima<br />

velocità e con il minimo impiego di risorse di<br />

sistema. NOD32 è l’antivirus che ha vinto il maggior<br />

numero di certificazioni Virus Bulletin 100% e<br />

dal 1998 non ha mai mancato l’individuazione di<br />

un virus ItW (in fase di diffusione). ESET NOD32<br />

Antivirus, ESET Smart Security e ESET Cybersecurity<br />

per Mac rappresentano le soluzioni per la sicurezza<br />

informatica più raccomandate a livello mondiale,<br />

avendo ottenuto la fiducia di oltre 100 milioni<br />

di utenti. L’azienda è presente in 180 Paesi. Per<br />

quattro anni di seguito ESET è stata inclusa fra le<br />

aziende Technology Fast 500 EMEA da Deloitte e<br />

per dieci anni consecutivi fra le aziende Technology<br />

Fast 50 Central Europe.<br />

Per maggiori info: www.eset.it<br />

Le funzionalità includono:<br />

Controllo delle applicazioni: blocca i contenuti in<br />

base all’età del bambino.<br />

Gestione del tempo: permette ai genitori di limitare<br />

il tempo che il proprio figlio può trascorrere<br />

a giocare o a utilizzare altre app, persino quando il<br />

bambino è fuori casa.<br />

- Controllo Web: l’app blocca automaticamente<br />

delle categorie predefinite di siti web, come quelle<br />

che presentano contenuti offensivi o per soli adulti,<br />

in base all’età del bambino. Possono essere aggiunte<br />

ulteriori categorie o specifici siti web.<br />

- Posizione figlio: consente ai genitori di richiedere<br />

in qualsiasi momento l’attuale posizione del dispositivo<br />

del figlio.<br />

- Messaggio del genitore: un SMS inviato da determinati<br />

numeri del genitore bloccherà lo schermo<br />

del telefono del figlio fin quando non verrà premuto<br />

un pulsante di conferma dal figlio stesso.<br />

- Rapporti per i genitori: rapporti dettagliati<br />

sull’utilizzo delle app e sulle pagine web visitate.<br />

- I rapporti possono essere visualizzati in qualsiasi<br />

momento utilizzando l’app in modalità genitore; o<br />

attraverso my.eset.com o possono essere inviati periodicamente<br />

agli indirizzi email dei genitori.<br />

- L’app contiene un’opzione aggiuntiva che consente<br />

ai figli di chiedere ai propri genitori speciali<br />

permessi per accedere a determinate app o a particolari<br />

contenuti web, o la possibilità di aumentare<br />

il tempo per il gioco o la navigazione web.<br />

ITA EVENTI 69


notes<br />

GUIDA PER PROTEGGERE<br />

I BAMBINI SU INTERNET<br />

DEDICATA AI GENITORI<br />

I<br />

bambini sono la nostra più grande risorsa,<br />

sono il nostro futuro. Alla ESET siamo genitori<br />

proprio come voi. E come voi sentiamo la<br />

necessità di guidarli nella vita e di proteggerli dai<br />

pericoli, ma oggi questa responsabilità rappresenta<br />

una sfida enorme. Con i dispositivi mobile che diventano<br />

sempre più complessi e moderni e con la<br />

rapida evoluzione del linguaggio, la pressione aumenta<br />

esponenzialmente sui genitori che devono<br />

essere al passo con i tempi per educare a loro volta i<br />

propri figli. Questa guida vi aiuterà in questo compito<br />

e vi spiegherà quali sono gli aspetti da tenere in<br />

considerazione per garantire ai vostri figli un’esperienza<br />

su Internet che sia quantomai sana e sicura.<br />

Di seguito potrete trovare una serie di strumenti<br />

che vi permetteranno di proteggere le attività online<br />

dei vostri figli.<br />

-Usare strumenti con funzioni di parental control:<br />

potrete trovarli nei browser e anche nei software<br />

antivirus. È presente nella versione 9 di ESET<br />

Smart Security e anche nell’app ESET Parental<br />

Control per Android. Questo tipo di strumenti<br />

sono disponibili anche per console come Nintendo<br />

Wii e Xbox 360.<br />

-Non permettere ai vostri figli di inviare informazioni<br />

riservate su Internet: le informazioni personali<br />

non dovrebbero mai essere richieste via e-mail<br />

o tramite chat. Le banche non richiedono mai in<br />

questo modo i dati del vostro conto e men che<br />

meno il vostro PIN. Per questo motivo è importante<br />

non fornire ai bambini queste informazioni.<br />

-Non rispondere ne eliminare i messaggi di<br />

stalking: se vostro figlio è vittima di cyber bullismo<br />

non dovrebbe vendicarsi. Spiegate che gli stalker<br />

vogliono provocare esattamente questo tipo di reazione<br />

che alimenta il loro desiderio di nuocere. Se<br />

vi trovate in questo tipo di situazione e se capita di<br />

nuovo, rivolgetevi alle autorità competenti. Comunque,<br />

non eliminate alcun messaggio di questo<br />

tipo ricevuto, sono le prove dell’azione illecita.<br />

-Non tutto quello che vedete online è vero: non<br />

tutte le informazioni che possiamo trovare sul web<br />

arrivano da fonti attendibili ed è importante che<br />

i bambini capiscano la differenza. Create un blog<br />

dove pubblicate le vostre opinioni per dimostrargli<br />

quanto sia semplice acquisire uno spazio online e<br />

manipolarne i contenuti.<br />

-Aprire un dialogo: la comunicazione tra voi e i vostri<br />

figli gioca un ruolo chiave nella loro sicurezza.<br />

È molto più produttivo parlare delle loro paure e<br />

delle loro preoccupazioni piuttosto che punirli. Un<br />

ambiente sereno e un dialogo aperto, su Internet<br />

come nella vita reale, può essere l’aspetto chiave per<br />

il loro benessere.<br />

-Se pubblicate online qualcosa, ricordate che sarà<br />

per sempre: insegnate ai vostri figli, che qualsiasi<br />

cosa pubblicata online rimane lì per sempre. Per<br />

di più, ne perdono il controllo quando queste informazioni<br />

vengono condivise da chiunque, arri-<br />

70 ITA EVENTI


vando persino agli sconosciuti. Una buona regola è<br />

non condividere alcuna foto, stati personali o altri<br />

contenuti che non vorremmo far vedere a nostra<br />

nonna. Questo è valido per ogni tipo di espressione<br />

della vita online – social network, servizi di messaggistica<br />

istantanea, blog o commenti.<br />

ALTRI 5 SUGGERIMENTI PER I GENITORI<br />

-Assegnate un account utente a vostro figlio. Questo<br />

è il primo passo per controllarne efficacemente<br />

le attività online. Il ruolo di amministratore di sistema<br />

dovrebbe sempre essere riservato a un adulto.<br />

-Aggiornare costantemente l’antivirus e il parental<br />

control.<br />

-Controllare la cronologia di navigazione di vostro<br />

figlio. Se è stata cancellata è giusto parlare dei motivi<br />

che lo hanno portato a farlo.<br />

-Controllare la webcam, e assicurarsi che sia disconnessa<br />

o coperta (se integrata) quando non viene<br />

utilizzata.<br />

-Verificare le impostazioni del social network utilizzato<br />

da vostro figlio. Un profilo senza limitazioni<br />

alla privacy e in cui tutti i contenuti vengono condivisi<br />

pubblicamente può mettere a repentaglio la<br />

sicurezza di un ragazzo.<br />

Oggi, impedire a vostro figlio di utilizzare le tecnologie<br />

non rappresenta una soluzione. Queste sono<br />

parte integrante della loro vita quotidiana, e sono<br />

sempre più importanti per il loro sviluppo. Invece<br />

di imporre semplicemente dei limiti e delle restrizioni,<br />

aiutate i vostri figli a utilizzarle in maniera sicura<br />

e siate parte attiva dell’interazione tra il bambino<br />

e il dispositivo. È importante sottolineare che<br />

molti di questi pericoli possano interessare anche<br />

gli adulti, e la maggior parte delle precauzioni che<br />

abbiamo elencato dovrebbero essere sempre utilizzate<br />

indipendentemente dalla situazione o dall’età.<br />

La sicurezza dei bambini è responsabilità di tutti, e<br />

i suggerimenti che vi abbiamo proposto in queste<br />

linee guida aiuteranno gli adulti a proteggere le informazioni,<br />

i sistemi e l’integrità dei minori.<br />

Per maggiori informazioni visitate il nostro sito<br />

web o i nostri canali social:<br />

www.eset.it<br />

www.welivesecurity.com<br />

Seguici su Facebook: facebook.com/eset<br />

Seguici su Twitter: twitter.com/ESET @ESET<br />

ITA EVENTI 71


enessere<br />

BODY CONTOURING:<br />

L’INTERVENTO CHE CONSENTE<br />

DI RIDISEGNARE IL CORPO<br />

Dr. Antonio Distefano<br />

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica<br />

Cos’è il “body contouring” che<br />

promette di rimodellare il<br />

corpo con un solo intervento?<br />

Il body contouring è una<br />

metodica chirurgica altamente<br />

innovativa che consente in un<br />

unico tempo operatorio un rimodellamento<br />

proporzionato<br />

fra la parte superiore e inferiore<br />

del corpo. Congiuntamente<br />

si possono aspirare le adiposità<br />

localizzate dalle zone in cui sono<br />

sovrabbondanti e distribuirle, riutilizzandole,<br />

nelle aree in cui spesso si assiste<br />

ad una ipotrofia come il seno o i glutei. Ad un<br />

addome tonico, ad una coscia più affusolata, ad un<br />

fianco più regolare possono corrispondere un seno<br />

più pieno e rotondo oltre che un gluteo più tonico e<br />

proiettato. Gli arti inferiori sono senz’altro la parte<br />

in cui il risultato dell’intervento risulta più visibile,<br />

non soltanto per l’effetto della lipoaspirazione ma<br />

anche per il rimodellamento dell’adipe in zone carenti<br />

per una armonizzazione completa e piacevole<br />

con il resto del corpo. Si possono snellire e tonificare<br />

gli arti inferiori un po’ importanti<br />

ed equilibrare la silhouette con una<br />

proiezione del gluteo, che spesso<br />

risulta carente di tono e svuotato.<br />

C’è inoltre una buona<br />

indicazione all’intervento per<br />

le donne che desiderano intervenire<br />

sul seno ma che non<br />

sono attratte dall’idea di una<br />

protesi tradizionale. L’obiettivo<br />

resta in ogni caso fermamente<br />

legato alla naturalezza del risultato:<br />

ogni donna ha le sue proporzioni,<br />

la sua altezza, la sua circonferenza ossea,<br />

le sue peculiarità anatomiche. L’effetto voluto va<br />

sempre pensato e progettato su una base anatomica<br />

individuale, le cui proporzioni vanno studiate e<br />

rispettate per avere un approccio chirurgico efficace<br />

e naturale. Pari importanza riveste la scelta del<br />

chirurgo che eseguirà l’intervento. Il body contouring<br />

necessita di un training approfondito e specifico.<br />

Per questo motivo è importante rivolgersi a<br />

professionisti che nel loro curriculum abbiano una<br />

adeguata formazione su questo tipo di metodica.<br />

72 ITA EVENTI


PRIMA<br />

DOPO<br />

Allo stesso modo è necessario assicurarsi che l’intervento<br />

venga svolto in una clinica certificata, con<br />

sale operatorie perfettamente attrezzate. Il body<br />

contouring prevede almeno una notte di ricovero,<br />

che va estesa a due nel caso di interventi un po’ più<br />

importanti o di pazienti sopra i 50 anni. Esistono<br />

inoltre, come per tutti gli interventi chirurgici, delle<br />

condizioni necessarie perché l’intervento possa<br />

essere indicato e possa essere eseguito con pieno<br />

successo. La tipologia della pelle del paziente, ad<br />

esempio, è determinante. Pelli non compatte, prive<br />

di un buon tono dermico e muscolare necessari<br />

per un risultato soddisfacente, sono una controindicazione<br />

all’intervento: l’aspirazione infatti di una<br />

quantità di adipe anche modica in pazienti con un<br />

derma sottile e atonico potrebbe determinare dei<br />

cedimenti tissutali con risultati mediocri e poco<br />

stabili. L’esame obiettivo che viene effettuato alla<br />

prima visita è fondamentale per una corretta valutazione.<br />

Nei casi più severi di anelasticità della pelle<br />

si possono considerare di programmare delle seduta<br />

di neocollagenogenesi con la radiofrequenza, e<br />

più in generale con macchinari che tonifichino il<br />

derma prima e dopo l’operazione. In alcuni casi<br />

questi sono fondamentali perché sia possibile sottoporsi<br />

all’intervento stesso. Va fatta inoltre menzione<br />

di altre condizioni che rendono l’intervento non<br />

indicato: abbondante sovrappeso o franca obesità.<br />

In questi casi è prioritaria una buona pianificazione<br />

alimentare e fisica prima di qualsiasi programmazione<br />

chirurgica che prevederà di ridurre le aree<br />

adipose residue, ipotoniche o con eccessi dermocutanei.<br />

www.antoniodistefano.it<br />

ITA EVENTI 73


sapori<br />

FORNELLI<br />

A SPILLO<br />

È il primo format di food<br />

entertainment nel panorama<br />

italiano, un nuovo modo<br />

di fare cucina conviviale.<br />

Di Andrea Thomas<br />

Cos’è fornelli a spillo? È<br />

food entertainment. È il<br />

nuovo modo di fare cucina<br />

conviviale. È un’occasione<br />

per imparare a cucinare. È qualità<br />

del cibo che si condivide, del<br />

vino che si beve, delle persone<br />

che partecipano. Cosa non è fornelli<br />

a spillo? Non è solo un corso<br />

di cucina. Non è solo social dinner.<br />

Non è uno speed date. Non<br />

è uno show cooking. Fornelli a<br />

Spillo è il format di food entertainment<br />

cucito da Anna e Marco,<br />

food entertainer e food planner,<br />

che fa della cucina il perfetto<br />

luogo per un incontro. È ai fornelli<br />

che convivialità e familiarità<br />

diventano sinonimi, che il piacere<br />

del buon cibo si imbastisce a<br />

quello della conoscenza reciproca<br />

e che i rapporti tra le persone si<br />

cuciono tra la mantecatura di un<br />

risotto e la cottura di un soufflè.<br />

Ed è così che tra consigli per una<br />

cucina rapida e gustosa e realizzazioni<br />

di gruppo di una ricetta,<br />

la serata di Fornelli a Spillo<br />

diviene il luogo dove mescolare<br />

facili tecniche di cucina con<br />

chiacchiere in libertà. All’interno<br />

del contenitore di Fornelli<br />

a Spillo convivono vari format:<br />

Sexy food per facilitare l’incontro<br />

fra single, Italian food per cucire<br />

legami tra italiani e stranieri,<br />

Cuochi ai primi fuochi per allenare<br />

alla cucina anche i dummies,<br />

Italian food classes per avvicinare<br />

gli stranieri alla cucina italiana.<br />

Team building è il format ideale<br />

per le aziende. Fornelli a Spillo<br />

si presta e si adatta alle esigenze<br />

delle aziende per organizzare<br />

incontri di formazione orientati<br />

a rafforzare i rapporti tra i professionisti<br />

e a rinsaldare forme<br />

di collaborazione tra le persone.<br />

Attraverso il format di Fornelli a<br />

Spillo è possibile sviluppare momenti<br />

di team building pensati<br />

con l’obiettivo di favorire il supporto<br />

reciproco utilizzando un<br />

metodo diverso da quello applicato<br />

dai formatori tradizionali.<br />

Il food entertainment di Fornelli<br />

a Spillo si propone quindi come<br />

strumento per motivare i partecipanti<br />

dimostrando come, attraverso<br />

un approccio organizzato,<br />

sia possibile centrare qualunque<br />

obiettivo: dal cucinare un risotto<br />

al cocco fino a raggiungere i<br />

target di vendita. E come spazio<br />

di comunicazione per un prodotto<br />

o un brand. Tutte le aziende,<br />

non solo quelle appartenenti al<br />

settore food, sono costantemente<br />

alla ricerca di nuove forme<br />

per comunicare. Una serata con<br />

Fornelli a Spillo, tra cucina e<br />

convivialità, diventa il momento<br />

ideale in cui presentare un brand<br />

o un prodotto. In cucina ci si<br />

conosce, ci si lascia andare, ci si<br />

mette in gioco. Chi sono i commensali<br />

attorno ai fornelli? Giornalisti,<br />

Kol, blogger, influencer e<br />

chiunque abbia la possibilità di<br />

ribattere sui mezzi di comunicazione,<br />

tradizionali e social, l’esperienza<br />

vissuta che diventa così<br />

cassa di risonanza per un brand<br />

o un prodotto. Perchè attraverso<br />

i social si possono realmente<br />

moltiplicare le esperienze e amplificare<br />

i feedback a una rete<br />

ampia e diversificata di contatti.<br />

www.fornelliaspillo.it<br />

info@fornelliaspillo.it<br />

74 ITA EVENTI


ITA EVENTI 0


food<br />

IL RIGORE E LA CONTINUITÀ<br />

Stefania Moroni, figlia di Aimo e Nadia, prosegue l’attività di ricerca e sperimentazione<br />

trasformando il celebre ristorante in un luogo di arte, cultura e convivialità. Da qui la<br />

gastronomia italiana ha iniziato ad elevarsi a livello internazionale. di Bruno Quiriconi<br />

Quando Aimo è arrivato<br />

a Milano da Pescia, un<br />

piccolo centro toscano<br />

vicino a Lucca e Pistoia - famoso<br />

per la raccolta dei garofani -,<br />

aveva un sogno: aprire un ristorante<br />

e trasformare il cibo in un<br />

mezzo per esprimere la sua filosofia<br />

di vita. Attraverso un piatto<br />

di carne o di pesce, una pasta o<br />

un dessert anelava al desiderio<br />

di trasmettere le sue emozioni,<br />

la sua ricerca costante delle migliori<br />

materie prime presenti nel<br />

territorio italiano, il rigore nel<br />

considerare la cucina un luogo<br />

per sperimentare, accogliere<br />

il visitatore e conquistarlo con<br />

il suo gusto. Col passare degli<br />

anni, anche grazie all’aiuto fondamentale<br />

della moglie Nadia<br />

(anche lei toscana, di Chiesina<br />

Uzzanese) il suo ristorante ha<br />

iniziato il suo decollo verso le<br />

alte sfere della gastronomia internazionale:<br />

è stato – in assoluto<br />

– il più premiato, venerato<br />

e citato dai critici specializzati<br />

con riconoscimenti dalle guide<br />

più rinomate. C’è qualcosa di<br />

diverso nell’animo di Aimo rispetto<br />

alla lunga ondata generazionale<br />

di ristoratori toscani: la<br />

volontà di trasformare il pranzo<br />

o la cena in un’esperienza quasi<br />

mistica. Provare per credere.<br />

Ogni ingrediente è selezionato<br />

da una lunga filiera controllata<br />

e aggiornata quotidianamente,<br />

cucinato con impegno e dedizione,<br />

con un riguardo sulle ultime<br />

scoperte della scienza alimentare<br />

e con l’impegno di esaltare i sapori<br />

e la presentazione sul piatto<br />

del cibo. Tutto questo poteva<br />

essere una parabola discendente,<br />

diventando un ricordo per chi<br />

ha assaporato almeno una volta<br />

le pietanze di Aimo e Nadia. E,<br />

invece, grazie alla figlia Stefania,<br />

la storia continua e si evolve in<br />

un canovaccio di installazioni<br />

d’arte, seminari culturali, presentazioni<br />

e conferenze, musica,<br />

letteratura uniti alla tradizione<br />

dei genitori. Il risultato, oggi, è<br />

Il luogo di Aimo e Nadia, ubica-<br />

76 ITA EVENTI


to sempre nella periferia milanese<br />

per scelta di Stefania; con<br />

due giovani Chef all’altezza del<br />

mentore e uno staff di prim’ordine.<br />

Non è stato facile, come ci<br />

racconterà in seguito Stefania,<br />

portare avanti un progetto rinnovandolo<br />

e agganciandolo alla<br />

contemporaneità: lei è riuscita<br />

grazie ai suoi studi, alla sua intraprendenza<br />

e alla volontà di<br />

inserire la sua personalità e i suoi<br />

interessi all’interno dell’attività<br />

dei genitori. L’esempio più significativo<br />

è l’installazione-composizione<br />

presente all’interno e<br />

alla facciata esterna del “luogo”,<br />

“una stratificazione di emozione<br />

e pensiero” curata dall’artista e<br />

scienziato Paolo Ferrari, parte<br />

integrante dell’esperienza cibo-mente.<br />

Con Paolo Stefania<br />

ha immaginato ogni dettaglio<br />

all’interno del locale, piccoli<br />

frammenti studiati per impreziosire<br />

lo sguardo e lo stato d’animo<br />

dl commensale. Gli spunti<br />

artistici e letterari sono elaborati<br />

al Centro studi Assenza coordinato<br />

dallo stesso Ferrari. “Chi<br />

siamo oggi?”, inizia così l’intervista<br />

a Stefania, “Questo è il<br />

luogo, lo spostamento del nome<br />

è significativo: un raro esempio<br />

di continuità – ad alti livelli –<br />

nell’ambito della ristorazione.<br />

Siamo la terza generazione, sempre<br />

nella stessa location – e non<br />

ci muoveremo mai da qui per<br />

scelta -, perché qui c’è una storia,<br />

un radicamento, un humus.<br />

Siamo inseriti nell’attualità della<br />

cucina contemporanea pur con<br />

le nostre radici. Oggi siamo un<br />

team - ci ho lavorato dieci anni<br />

per ottenerlo -, ho dovuto dimostrare<br />

sul campo che potevo farcela.<br />

Fabio Pisani e Alessandro<br />

Negrini sono i nostri due Chef,<br />

Nicola Dell’Agnolo è il maître in<br />

sala. La sfida vinta è stata quella<br />

di poter dare uno spazio a dei<br />

giovani (gli Chef hanno 37 anni<br />

entrambi) e nello stesso tempo<br />

non perdere l’identità che i miei<br />

genitori avevano costruito. Questa<br />

identità è spesso confusa con<br />

tradizione, un termine abusato<br />

e non congruo per descrivere la<br />

cucina di Aimo: ogni piatto veniva<br />

– ed è tutt’oggi - preparato<br />

sempre con una novità, mai<br />

uguale al precedente; anche la<br />

trippa, ad esempio, veniva arricchita<br />

con un nuovo ingrediente<br />

oppure cucinata a seconda della<br />

fantasia del momento. In questo<br />

modo alziamo sempre l’asticella:<br />

convincere il cliente a variare<br />

sempre le sue aspettative rispetto<br />

al piatto tradizionale.<br />

Quando è stato aperto Aimo e<br />

Nadia?<br />

Nel 1962. Rilevano un posto<br />

semplice, un bar: i primi anni<br />

c’era anche mia nonna e facevano<br />

da mangiare per gli operai della<br />

zona. All’epoca non esistevano<br />

le grandi scuole per gli Chef,<br />

qualcuno studiava in Svizzera o<br />

all’estero. Per dieci anni Aimo e<br />

Nadia passavano il pomeriggio<br />

nel ristorante e studiavano il cibo<br />

con dedizione e passione; la sera<br />

lo preparavano ai clienti. Pur<br />

con un legame particolare alla<br />

loro terra, si recavano in ogni angolo<br />

d’Italia provando i prodotti<br />

riconoscendone il valore tecnico,<br />

umano e organolettico: cacciagione,<br />

selvaggina, legumi, olio,<br />

vino, farro, le verdure e la carne<br />

(Chianina). Nessuno è ciò che<br />

produce ma sicuramente il prodotto<br />

rivela chi lo ha fatto, ne è<br />

una emanazione.<br />

ITA EVENTI 77


Più che di amicizia avevano<br />

rapporti di complicità gastronomica:<br />

gran parte del cibo veniva<br />

preparato apposta per loro (ad<br />

esempio il prosciutto stagionato).<br />

Chi tra i suoi genitori aveva<br />

maggior passione?<br />

Mio padre, senza dubbio. Mia<br />

madre è l’esempio di una grande<br />

dedizione e condivisione di certi<br />

principi saldi. Oggi si parla molto<br />

di etica: bene, loro l’hanno<br />

sempre avuta.<br />

Rigore nella migliore accezione<br />

del termine, professionalità…<br />

In questo rigore c’era anche una<br />

grande libertà: il lascito dei miei<br />

genitori non è solo tecnico, di<br />

impostazione: si vedono molto<br />

bene quelli che hanno seguito<br />

quella scuola. Si notano meno<br />

coloro che hanno seguito la<br />

scuola dei miei genitori, prima<br />

di tutto umana. Questo stile, in<br />

cucina e fuori, ti impone di metterti<br />

in gioco fino in fondo come<br />

essere umano e allora puoi diventare<br />

un cuoco, un sommelier:<br />

le persone passate da noi hanno<br />

imparato una modalità del fare.<br />

Qual è il vostro piatto storico?<br />

Il principale è lo spaghetto al<br />

cipollotto e peperoncino. È un<br />

piatto semplice, i miei genitori<br />

sono stati bravi a far mangiare<br />

pasta e cipolla a tutti: stranieri<br />

e italiani. Oggi può avere anche<br />

un senso ma negli anni settanta<br />

e ottanta la cucina gourmet era<br />

proteica. Derivava dalla storia<br />

della Francia: carni, pesci, i ragù,<br />

le creme, l’olio; una cucina sontuosa.<br />

E noi, per converso, la<br />

zuppa e una serie di dolci con le<br />

verdure. La verdura nei dolci resta<br />

tale – insegnamento dei miei<br />

genitori -, l’ingrediente non deve<br />

perdere la sua qualità che arriva<br />

a noi già talmente lavorata che è<br />

un peccato distruggerla. Oggi è<br />

di moda destrutturare; noi, invece,<br />

facciamo un’operazione diversa:<br />

esalto la tessitura, la storia<br />

del posto d’origine.<br />

Quando si compra un filetto<br />

dai fornitori bisogna quindi<br />

rispettarne la conformazione?<br />

Esatto. Ci arriva un maialetto<br />

di cinta senese al quale è stato<br />

fatto un lavoro di asciugatura e<br />

frollatura da parte del macellaio,<br />

dell’allevatore. Se cambia una<br />

cosa anche minima nella filiera<br />

noi ce ne accorgiamo subito.<br />

Suo padre è famoso anche per<br />

una grande dialettica con i<br />

clienti…<br />

Lo scambio con il cliente per me<br />

è fondamentale: una volta era<br />

mio padre che raccontava i propri<br />

territori con il suo vissuto e<br />

mentre lo faceva li riattraversava<br />

78 ITA EVENTI


nuovamente. Oggi lo faccio io e<br />

unisco la loro voce alla mia conoscenza<br />

profonda del prodotto,<br />

alla dietologia, alla competenza<br />

scientifica che spesso i cuochi<br />

ignorano. Mi accorgo subito di<br />

una finezza, di un ingrediente.<br />

Quando sono arrivati i primi<br />

successi?<br />

I primi riconoscimenti sono arrivati<br />

con Luigi Veronelli ed Edoardo<br />

Raspelli che hanno scritto<br />

di questo posto quando ancora<br />

era una trattoria. Poi, a mano a<br />

mano, è arrivata una prima stella<br />

e articoli in Francia e in Giappone.<br />

In particolare i giornalisti<br />

giapponesi ci hanno scoperto<br />

con grande anticipo: riconoscono<br />

da subito il valore della materia<br />

prima non troppo lavorata,<br />

la freschezza e la naturalezza del<br />

cibo. Il massimo riconoscimento<br />

è stato il primo articolo uscito<br />

sul quotidiano milanese Corriere<br />

d’informazione: mio padre se<br />

lo ricorda ancora perché titolava<br />

“una trattoria toscana ma non è<br />

la solita musica”; credo fosse il<br />

1978. Certamente poi la guida<br />

Michelin. I miei genitori erano<br />

tra i pochissimi che facevano<br />

una cucina senza influenza<br />

francese perché non era la loro<br />

storia. Si sono inventati qualcosa<br />

di diverso. Quando loro hanno<br />

iniziato, a nessuno importava<br />

del prodotto italiano. Alcuni<br />

cibi sono addirittura scomparsi<br />

per incuria o disinteresse. Poi -<br />

anche grazie all’Europa e ai suoi<br />

paletti -, alcuni prodotti hanno<br />

trovato la loro identità.<br />

Se fossero due cuochi emergenti<br />

accetterebbero la spettacolarizzazione<br />

dello Chef in tv?<br />

Lo spettacolo non è gastronomia.<br />

Ma ha smarcato la figura del<br />

cuoco dall’essere identificato per<br />

anni come un lavoro degradante.<br />

1. Quasi un raviolo (di seppia) (foto<br />

P. Barata); 2. Risotto carnaroli con<br />

capperi di Pantelleria, limoni della<br />

costiera, acciughe di Monterosso e succo<br />

di cime di rapa (foto S. Barbagallo<br />

per Riso Gallo); 3. Spaghettoni di<br />

Benedetto Cavalieri al cipollotto e<br />

peperoncino (foto Brambilla Serrani; 4.<br />

Ravioli di Rabarbaro (foto Brambilla<br />

Serrani; 5.Consommé di cappone<br />

di Morozzo con bottoni di prosciutto<br />

affumicato(foto Brambilla Serrani)<br />

Quindi ben vengano i Masterchef.<br />

Il cuoco è una delle poche<br />

professioni in cui c’è ancora un<br />

ascensore sociale: a prescindere<br />

da quello che è il background<br />

familiare uno può sperare di raggiungere<br />

una certa qualità.<br />

Ci racconta come si è realizzata<br />

grazie alla continuità del<br />

luogo?<br />

Io lavoro qui da tantissimi anni:<br />

ho iniziato facendo delle cose in<br />

cucina. “Un figlio di” non è detto<br />

che abbia le competenze: io le<br />

ho guadagnate sul campo. Ho<br />

fatto moltissimi corsi.<br />

ITA EVENTI 79


Mi piace la cucina ma non è il<br />

mio unico mondo. Io sto bene<br />

in mezzo alle persone, mi piace<br />

la cultura, ho trasformato questo<br />

posto in una installazione artistica-architettonica,<br />

ho portato<br />

altri piani culturali: della conoscenza,<br />

corsi interni alle persone<br />

che lavorano con me: ad esempio<br />

per imparare come funziona il<br />

nostro cervello con i sapori. Adoro<br />

la cultura gastronomica, il suo<br />

mondo sociologico, l’attualità,<br />

l’arte contemporanea:<br />

ho portato qui un<br />

mondo-pensiero. La<br />

realtà potrebbe avere<br />

un piano non evidente,<br />

magari ha bisogno<br />

di quel silenzio in più<br />

perché si possa rivelare.<br />

Darti un pane e<br />

pomodoro, sorprenderti<br />

e spiazzarti di riuscire<br />

a trovarlo in un<br />

ristorante noto: poi lo<br />

assaggi e resti sorpreso,<br />

la velatura del pomodoro<br />

viene svelata,<br />

ogni ingrediente resta<br />

se stesso ma si svela; è<br />

uno stile. E si declina<br />

in modi diversi.<br />

Tutto questo impegno<br />

di ricerca e rigore<br />

riesce a coniugarsi<br />

con una corretta<br />

amministrazione? In<br />

altre parole si riesce<br />

a guadagnare?<br />

Queste attività ad alto livello,<br />

proprio per la quantità di “labour”,<br />

cura, servizio, attenzione,<br />

con altissimi costi è come<br />

la haute couture nella moda: hai<br />

bisogno di persone, di impegno.<br />

Sono vent’anni che gestisco questa<br />

attività, è una scelta non fatta<br />

in termini economici: sarebbe<br />

stato più conveniente fare altro.<br />

C’è sicuramente una buona gestione.<br />

E devo fare in modo che<br />

funzioni. Questa attività, per<br />

sopravvivere, deve diversificarsi,<br />

espandersi, non basta pensare<br />

solo alla somministrazione del<br />

cibo. C’è stato, da parte mia,<br />

uno studio sul futuro di questo<br />

luogo, per cambiare approccio<br />

mentale e inventare qualcosa di<br />

nuovo. Non esistono formule<br />

preconcette: ci si prova, è anche<br />

una sfida della vita. Ho fatto un<br />

team building da sette persone:<br />

io, i mie genitori, Fabio, Alessandro,<br />

Nicola e Federico. Credo<br />

molto nel team: i due cuochi<br />

sono presenti da dieci anni. Non<br />

sono semplicemente dei cuochi,<br />

sono insieme a me in questa avventura.<br />

Abbiamo moltissime richieste<br />

di persone che vorrebbero<br />

lavorare con noi.<br />

Come hanno reagito i suoi<br />

genitori quando hanno realizzato<br />

che avrebbe preso lei il<br />

“timone”?<br />

Diciamo che è avvenuto non a<br />

tavolino ma con gradualità. Io<br />

ho cercato di capire a 360gradi<br />

questo mondo, ho lavorato qui<br />

a lungo. Poi, a un certo punto,<br />

ho iniziato ad organizzare eventi<br />

all’estero: i miei erano refrattari e<br />

stanziali, venendo da altre culture.<br />

Li ho costretti a uscire e fare<br />

piccole cose e hanno scoperto<br />

che poteva funzionare. Poi ho<br />

cercato di trasmettere gli elementi<br />

culturali: per anni mi sono<br />

occupata della comunicazione.<br />

Il passaggio dai miei genitori al<br />

team della terza generazione è<br />

durato circa tre anni.<br />

Ha avuto la percezione<br />

del loro orgoglio<br />

per la scelta<br />

difficile di continuare<br />

un percorso intrapreso?<br />

Tutto il mio lavoro, il<br />

“sottolavoro”, l’attenzione<br />

alle criticità non<br />

si vede spesso.<br />

Pero’, quando per<br />

qualsiasi motivo viene<br />

meno, allora gli altri si<br />

accorgono che manca<br />

qualcosa. Anche il<br />

mondo della ristorazione<br />

mi considerava<br />

una fuori di testa: io<br />

stavo poco dentro il<br />

sistema. Sono una<br />

persona che ha guardato<br />

avanti: ho creato<br />

e ancora oggi creo<br />

una tessitura per permettere<br />

agli altri di<br />

lavorare in un modo<br />

migliore e più gratificante. Per<br />

mia madre è stato facile capire<br />

il mio lavoro, per mio padre ha<br />

richiesto più tempo.<br />

Ha un po’ glissato, le hanno<br />

detto “brava”?<br />

Adesso si. Non me l’hanno sempre<br />

detto. Adesso dicono brava,<br />

ma soprattutto me lo dico io<br />

(ride, ndr). Si fidano ciecamente<br />

di me. Anche perché non possono<br />

fare diversamente, sono una<br />

tale rogna!<br />

80 ITA EVENTI


Produzione<br />

e commercializzazione<br />

del Limone<br />

di Sorrento I.G.P.<br />

Via Pantanello, II Trav DX - Zona Industriale - 04022 Fondi (LT)<br />

tel. 0771 531807 - www.la-costiera.com -<br />

F.LLI VINACCIA S.r.l.


libri<br />

GIGANTI (Italiani seri nel Paese dei blablà)<br />

Stefano Lorenzetto (Electa)<br />

Chi sono i Giganti per Stefano Lorenzetto? Sono i personaggi intervistati<br />

dall’autore nella sua ex rubrica de Il Giornale: trentacinque racconti<br />

di cittadini italiani seri, motivati, autentici e ricchi di valori genuini. Un<br />

vero inno all’etica, con alcuni personaggi straordinari: il manager che<br />

soccorre i cinesi detenuti nei laogai, il chirurgo dei casi impossibili, il<br />

crociato dei borghi abbandonati, il giardiniere che non si arrende mai,<br />

l’operaio che ha salvato i bilanci della Fiat, la madre che ha offerto alla<br />

patria i due figli poliziotti, la pensionata che vive da sedici anni dentro<br />

l’aeroporto di Malpensa. Storie di persone altrimenti invisibili – per scelta<br />

– lontano dai riflettori e dal clamore di una società dell’apparenza. Stefano<br />

Lorenzetto è consigliere dell’editore in Marsilio, scrive per Panorama,<br />

Arbiter e L’Arena; è stato vicedirettore vicario di Vittorio Feltri al Giornale,<br />

collaboratore di una quarantina di testate (Corriere della Sera, L’Europeo,<br />

etc.) e ha pubblicato sedici libri. Come autore televisivo ha realizzato<br />

Internet Café per la Rai. Lorenzetto è entrato cinque volte nel Guinness<br />

World Records per la più lunga serie di interviste che sia mai apparsa<br />

sulla stampa mondiale. Le storie raccontate dal giornalista, qui raccolte<br />

attraverso una selezione, sono lo specchio di una società civile, caparbiamente<br />

allenata a fare senza chiedere, a resistere senza lamentarsi, a<br />

combattere con le armi dell’impegno e della perseveranza. Ed è un vero<br />

peccato che – almeno per adesso – non leggeremo altre interviste così,<br />

lasciando ulteriore spazio a tanti protagonisti dell’inutile. (b.q.)<br />

IL PRIMO ANNO VA MALE TUTTI GLI ALTRI SEMPRE<br />

PEGGIO Mara Maionchi e Alberto Salerno (Baldini & Castoldi)<br />

Come due novelli Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, la coppia<br />

Mara Maionchi e Alberto Salerno rende pubblica – come in una piéce teatrale<br />

– la loro storia d’amore. Un libro pieno di ironia, pungente e dissacrante<br />

sulla vita di coppia e le sue sfumature. Si ride di gusto nei racconti<br />

di Mara, diretta e spregiudicata, con alcuni momenti di rara tenerezza.<br />

Salerno racconta la sua vita di paroliere: non tutti sanno chi è l’autore –<br />

tra le altre cose - di “Io vagabondo” dei Nomadi. Una coppia moderna,<br />

innamorata follemente della musica pop, “workaholic” e calvinista ma<br />

sempre con grande umanità, capace di commuoversi per i successi dei<br />

loro figli. Spassosi i racconti di Mara durante la sua lite con il primo datore<br />

di lavoro e con Gianna Nannini – esilarante la scrivania spaccata in un<br />

momento di ira -; interessante il percorso di Salerno, soprattutto durante<br />

il periodo della Numero Uno, l’etichetta di Lucio Battisti, momento di<br />

grande creatività nella musica leggera italiana. Mara e Alberto sono da<br />

sempre molto attivi dietro le quinte della musica pop e questo libro è anche<br />

l’occasione per un ripasso attraverso le varie epoche, dal beat sino a<br />

Tiziano Ferro, ultimo artista scoperto dalla “ditta”. Si dice che l’equilibrio<br />

di una coppia non va mai giudicato dall’esterno: l’impressione dopo la<br />

lettura del libro è di una felice e ben rodata coppia, esperta nell’arte di<br />

essere anticonformisti anche mandandosi a quel paese diverse volte al<br />

giorno eppure con una grande unità, oggi davvero rara. (g.b.)<br />

82 ITA EVENTI


libri<br />

ABSOLUTE<br />

BEGINNERS<br />

Il nuovo libro di Carlo Massarini è una<br />

mappatura a tutto campo delle origini<br />

della musica rock e dei suoi affluenti meno<br />

conosciuti. Una conversazione a 360 gradi<br />

sulle grandi icone rock e su come la musica<br />

rappresenta le pulsioni della società.<br />

di Guido Biondi<br />

“Sto pensando al prossimo progetto, per adesso top<br />

secret”. Carlo Massarini guarda sempre al futuro<br />

nonostante un passato da divulgatore per le generazioni<br />

cresciute con Mister Fantasy, storico programma<br />

musicale della Rai negli anni ottanta. Il<br />

presente, dopo la chiusura di Ghiaccio Bollente su<br />

Rai 5 e le proteste degli spettatori per l’inaspettato<br />

congedo, è tutto nella sua nuova trasmissione su<br />

Virgin Radio, Absolute Beginners. È anche il titolo<br />

del suo ultimo libro pubblicato per Hoepli, ispirato<br />

dichiaratamente al film di Julian Temple del 1986.<br />

A differenza dei classici volumi di recensioni, talvolta<br />

noiosi, in questo libro c’è un filo logico, una<br />

narrativa attraverso tre decenni di grande musica.<br />

Un libro divulgativo – per nulla didascalico –<br />

per capire le origini, le trasformazioni, i percorsi<br />

degli artisti e delle pietre miliari della musica<br />

rock dal 1936 al 1969. Il tutto divertendo e incuriosendo<br />

il lettore.<br />

In fondo ciò che io faccio – se consideri anche la tv<br />

e la radio – è un modo di informare raccontando<br />

delle storie in modo spettacolare e piacevole. Io ho<br />

cominciato a comprare dischi dalla metà degli anni<br />

sessanta, per la precisione con i Beatles nel 1965.<br />

Avevo circa dodici anni. Poi ho continuato scoprendo<br />

Who, Jimi Hendrix, i Rolling Stones. Nel<br />

libro ci sono dei ricordi personali e qualche aneddoto<br />

legato ai dischi comprati dai miei genitori.<br />

Poi, ovviamente, c’è molta ricerca e molta lettura di<br />

libri sull’argomento.<br />

Lei ha incontrato e intervistato alcuni dei<br />

protagonisti del periodo d’oro del rock e del<br />

pop: Joni Mitchell, Bob Marley, Pink Floyd,<br />

Bowie…<br />

Joni Mitchell l’ho incrociata più che incontrata nel<br />

1977 in un viaggio in America. Me l’ha presentata<br />

Jaco Pastorius, a sua volta presentato da Patrick<br />

Djivas della Premiata Forneria Marconi. C’è una<br />

foto che documenta questo incontro di noi tre nel<br />

mio libro Dear Mister Fantasy. L’ho poi incontrata<br />

durante il suo concerto all’Arena di Verona nel<br />

1983 ma non ho mai avuto il piacere di intervistarla.<br />

Con Bob Marley invece ho avuto un incontro<br />

approfondito e una bella intervista e anche dei<br />

momenti di svago vedendolo giocare a pallone e<br />

accompagnandolo sul suo autobus. I Pink Floyd –<br />

e lo racconto anche in questo libro – ho avuto il<br />

piacere di conoscerli dopo esattamente un mese dal<br />

84 ITA EVENTI


mio primo programma radiofonico.<br />

Erano venuti a Roma a suonare e ne ho approfittato<br />

per intervistarli. Con Bowie ho fatto una piacevolissima<br />

intervista credo nel 1978. I Rolling Stones<br />

non li ho mai incrociati.<br />

Come mai il libro raccoglie dischi pubblicati<br />

fino al 1969? È una precisa scelta editoriale o<br />

arriverà un altro volume?<br />

C’è in programma di pubblicare il volume successivo<br />

sulla musica degli anni settanta, il periodo<br />

del quale mi sto occupando adesso su Virgin Radio.<br />

All’inizio volevo concentrarmi solo sugli anni<br />

sessanta ma poi ho deciso di andare ancora più a<br />

ritroso. Volevo mappare le origini del rock. Tracciare<br />

anche personaggi misconosciuti appartenenti<br />

al rhytm’n’blues che sono legati a doppio filo alla<br />

storia del rock. Ciascuno dei protagonisti ha storie<br />

divertenti, appassionanti anche tragiche da raccontare<br />

ed è stata anche una bella occasione di riascoltare<br />

i loro dischi.<br />

Come giudica la musica oggi, la dissoluzione<br />

dell’industria musicale ma, soprattutto, la carenza<br />

di fenomeni di aggregazione e di artisti<br />

capaci di influenzare la cultura odierna? Un<br />

mercato globalizzato in mano a personaggi di<br />

puro entertainment.<br />

È cambiato un mondo. Le cose non rimangono per<br />

sempre le stesse. In particolare l’avvento di internet<br />

e delle tecnologie, smartphone, camere digitali ha<br />

nettamente cambiato le cose, specialmente negli<br />

ultimi vent’anni; è cambiato proprio lo scenario.<br />

Se penso a quando andavamo nei negozi specializzati<br />

ad aspettare con ansia l’arrivo di un album<br />

d’importazione, lo portavi a casa, leggevi i testi, lo<br />

ascoltavi con i tuoi amici… Oggi sembra di stare<br />

su un altro pianeta. Non si possono mettere in relazione<br />

i periodi,<br />

non è possibile fare<br />

paragoni. Negli anni settanta<br />

non c’erano i telefoni cellulari:<br />

per intervistare qualcuno in America dovevi<br />

chiamare il centralino, prenotarti e poi aspettare<br />

a casa di essere richiamato qualche ora dopo. La<br />

Cina negli anni settanta era un pianeta sconosciuto;<br />

adesso comprano le nostre squadre di calcio…<br />

Poi, sulle singole cose, riusciamo a ragionare: le mie<br />

emozioni erano più forti allora. Probabilmente per<br />

un ragazzo di oggi sarà altrettanto emozionante votare<br />

un artista di X Factor, per me un po’ meno.<br />

C’è molta buona musica anche oggi, soprattutto di<br />

jazz, folk, r’n’b. ma le necessità del mercato sono<br />

indubbiamente diverse. Fino agli anni sessanta,<br />

periodo nel quale si sono sviluppati gli album, era<br />

un mercato fondamentalmente di singoli. Canzoni<br />

pop come oggi, spesso one-hit-wonder, successi<br />

senza un seguito. I testi oggettivamente sono abbastanza<br />

diversi, prima si seguivano con maggiore<br />

attenzione. Oggi hanno meno importanza.<br />

Qualche mese fa c’è stata una quasi insurrezione<br />

sui social network dopo la chiusra di Ghiaccio<br />

bollente, programma molto seguito su Rai<br />

5. Ci sono stati sviluppi? Farà un’altra trasmissione?<br />

Da parte della Rai nessuno sviluppo, anzi, hanno<br />

cercato di mettere a tacere l’iniziativa. Non c’è stato<br />

nessun messaggio da parte della Rai neppure di<br />

riconoscimento del programma e del suo valore. In<br />

ogni caso – a livello personale – la petizione degli<br />

ascoltatori è stata una testimonianza di grande affetto.<br />

A livello professionale questa ha sottolineato un<br />

programma colto, non un talent, con la musica trattata<br />

con un taglio storico e culturale. La mancanza<br />

di un programma del genere è clamorosa in Rai.<br />

86 ITA EVENTI


Domanda finale sui massimi sistemi: secondo<br />

lei c’è stato un disegno per ridimensionare<br />

l’influenza della scena musicale, soprattutto<br />

la cultura generata dai protagonisti dagli<br />

anni settanta in poi, le tematiche sociali, il<br />

fenomeno di aggregazione, etc. Oggi la musica<br />

pop globale è soprattutto intrattenimento,<br />

non disturba, a parte pochi artisti, Radiohead<br />

su tutti.<br />

Mi viene difficile pensare che ci sia stata una<br />

volontà così organizzata “dall’alto” da parte di<br />

qualche “Grande fratello” o del Presidente degli<br />

Stati Uniti o altro ancora per un giro di vite teso<br />

a ridimensionare il potere alla musica. Gli artisti<br />

non sono così manipolabili. È il mercato che<br />

influisce: quando le radio trasmettono tutte le<br />

stesse canzoni è ovvio che la direzione non potrà<br />

essere quella del passato; è musica che fa divertire,<br />

innamorare. Viene tagliata fuori la musica<br />

che fa riflettere, quella che racconta delle storie. I<br />

media – in generale – si dedicano, semplicemente,<br />

alla musica di successo immediato, trascurando<br />

quella che definisco musica interessante. Se<br />

un caporedattore si convince che fa più gioco al<br />

suo giornale pubblicare un articolo su Alessandra<br />

Amoroso alla fine è una sua scelta e non credo che<br />

ci sia dietro una filosofia di anestetizzare la musica<br />

cosiddetta colta o sociale. La musica oggi non<br />

è più pericolosa, non c’è più chi infiamma come<br />

facevano i Doors, non c’è musica che incita all’insurrezione.<br />

La musica per fare la rivoluzione nasce<br />

in un momento storico nel quale c’è chi vuole farla.<br />

Oggi nessuno vuol fare la rivoluzione, al massimo<br />

le persone sono un po’ incazzate ma stanno al loro<br />

posto e questo si riflette sugli artisti. La società<br />

esprime ciò che ha dentro di sé. Anche il rap nasce<br />

come musica di libera espressione di gente che non<br />

Traffic, James Brown e Rolling Stones dal vivo.<br />

aveva un canale per esprimersi, almeno in origine,<br />

se escludiamo la fascia culi, tette e pistole. Hanno<br />

ancora una verve di canzone sociale ma tendenzialmente,<br />

se vediamo anche in Italia, hanno temi<br />

di incazzatura personale, di ansia esistenziale e divertimento<br />

ma nulla in confronto a Niggaz With<br />

Attitudes. Sono, alla fine, Fabri Fibra e Fedez, ed<br />

è difficile definirli capopopolo per la rivoluzione;<br />

un po’ tutta la musica oggi rappresenta questa “non<br />

ribellione”. Credo che oggi più che ieri sarebbe - invece<br />

– una necessità.<br />

88 ITA EVENTI


zapping<br />

LA NOTTE DEI PUBBLIVORI<br />

Da un archivio sterminato raccolto da Jean Marie Boursicot viene realizzataogni anno<br />

una selezione dedicata ai veri appassionati di spot. di Andrea Thomas<br />

Anche quest’anno la manifestazione più<br />

amata da un pubblico smart ha avuto un<br />

successo oltre ogni aspettativa. La cornice<br />

dell’evento è stato il Blue Note di Milano, ambiente<br />

ideale ed elegante per coniugare lo spettacolo<br />

degli spot più originali ed interessanti<br />

dell’anno insieme a una cucina creativa.<br />

Organizzato dall’agenzia La<br />

Buccia, La Notte dei Pubblivori<br />

è una maratona di spot<br />

pubblicitari proveniente da<br />

ogni parte del mondo, selezionati<br />

da un team e proposti<br />

in due tempi in un’unica<br />

serata. Per chi sa leggere tra<br />

le righe è anche un interessante<br />

“documentario” sul<br />

linguaggio attuale dei creativi<br />

e della pubblicità che racconta –<br />

attraverso spunti e dinamiche – la<br />

società contemporanea. La rassegna è<br />

nata da un archivio di pubblicità – senza dubbio<br />

il più grande mai esistito – con quasi un milione<br />

e mezzo di spot collezionati dall’inizio del secolo<br />

scorso ad oggi. Il format è stato inventato da Jean<br />

Marie Boursicot, colui che ha iniziato a catalogare<br />

e collezionare l’archivio. Dietro allo spettacolo<br />

vi è un gran lavoro di restaurazione delle pellicole<br />

originali e, soprattutto, la sua digitalizzazione.<br />

Il format, originariamente, prevedeva uno show<br />

dalla mezzanotte all’alba ed era oggetto di un<br />

piccolo ma tenace zoccolo duro di fan.<br />

Contiene più della metà di spot recenti,<br />

una parte proveniente da<br />

mercati emergenti e una serie<br />

di pellicole classiche, veri e<br />

propri must per i veri appassionati:<br />

dal sensuale ed<br />

ammiccante spot della Perrier<br />

– riproposto ogni anno<br />

– sino a Super Timor, una<br />

pubblicità degli anni cinquanta<br />

di uno spray africano<br />

contro le zanzare decisamente<br />

esilarante. Proprio il lato comico<br />

della manifestazione, con una serie<br />

di spot ad alto tasso di comicità è uno<br />

dei momenti più amati insieme alla curiosità per<br />

alcuni spot prodotti in Italia ma rimasti inediti. La<br />

selezione degli spot contenuti nello show proviene<br />

da oltre 80 paesi nel mondo, con 750 corrispondenti<br />

dalle varie agenzie internazionali.<br />

90 ITA EVENTI


ITAEVENTI QUESTO MESE – OLTRE ALLA CONSUETA<br />

DISTRIBUZIONE – LO PUOI TROVARE ANCHE QUI:<br />

AGORÀ Via Dei Ciclamini, 23<br />

ARCOBABY Via Carabelli, 2<br />

BABY BOOM Via Lamarmora, 22<br />

BABY STELLA Via Pola, 25<br />

BABY WORLD Via Martiri Triestini, 1<br />

BABYMOTTA Largo Settimo Severo, 6/2<br />

BARBAPAPÀ Via Melzo, 16<br />

BE.BE Via Brenta, 11<br />

BIMBO POWER Viale Sarca, 187/189<br />

BIMBÒ Viale Suzzani ang. Ca’ Granda<br />

BIMBOPOLIS Via N. Battaglia, 41<br />

BLU KIDS Corso Buenos Aires, 5<br />

BRUMS Corso Buenos Aires, 30<br />

CAMPO TEATRALE Via Casoretto, 41/A<br />

CANETTA MANI DI FATA Via Dante, 2<br />

CARLA BABY Corso di Porta Romana, 72<br />

CARTOONIA Corso di Porta Romana, 72<br />

CEM Via Decorati, 10<br />

CENTRO TEATRO ATTIVO Via Ampere, 30<br />

CERRO ARDENTE Viale Montenero, 16<br />

CERRUTI PRIMA INFANZIA Via Giambellino, 39<br />

CHICCO Via Dante, 12<br />

DE PONTI GIOCATTOLI Via Castelvetro, 33<br />

FANTASILANDIA Via Tiraboschi, 6<br />

FATE I CAPRICCI Via Lanzone, 7<br />

FORTURA GIOCATTOLI Via Pietrasanta, 14<br />

FUN & FUN Via Beroldo, 2<br />

GAIA Via N. Battaglia, 38<br />

GIOCATTOLANDIA Viale Beatrice D’Este, 45<br />

GIOCATTOLI ADIGE Corso Lodi, 9<br />

GIOCHERIA Viale Monza, 9<br />

GIOCHERIA Corso San Gottardo, 38<br />

GIOCÒ CREATIVITÀ E ARTE Corso di Porta Romana, 96<br />

GRILLO PARLANTE Via Chopin, 20<br />

HAPPY CHILD Via Noè, 24<br />

HAPPY CHILD Via Costanza, 21<br />

I MONELLI Via Belfiore, 15<br />

I PICCOLISSIMI Via del Sarto, 32<br />

I PULCINI Via Stradella, 5<br />

IDEXE Via Santa Sofia ang. Porta Romana<br />

IL FANTABOSCO Via Marco Bruto, 9<br />

IL GERMOGLIO Via Lanzone, 53<br />

IL GRILLO PARLANTE 2 Via Brioschi, 23<br />

IL NANO GIGANTE Via Lambrate, 18<br />

IL NIDO Viale Monza, 60<br />

IL PAESE DEI BALOCCHI Via Barona, 2<br />

IL PIANETA DEL TESORO Via Perussia, 6/1<br />

IMMAGINARIUM Viale Serra, 69<br />

IMMAGINARIUM C.so Porta Romana, 67<br />

IMMAGINARIUM Via Dante<br />

JACQUADIS PARIS Via Dante, 16<br />

JEANS AGE Via Correnti, 21<br />

L’ISOLA CHE NON C’È Via Gessi, 13<br />

L’ISOLA CHE NON C’È Via San Rocco 11<br />

L’OCA ROSA Via della Commenda, 25<br />

LA CARTOLERIA Viale Piave, 20<br />

LA CASA DE PEPA Via Anfossi, 19<br />

LA CASA DE PEPA Via Solari, 23<br />

LA CASA DE PEPA Foro Buonaparte, 69<br />

LA CASETTA DI CUCCIOLO Via Heine, 4<br />

LA CICOGNA Via Bellosio, 15<br />

LA CITTA’ DEL SOLE Via Spallanzani, 16<br />

LA CITTA’ DEL SOLE Via Solari, 68<br />

LA CITTA’ DEL SOLE L.go Settimo Severo, 2<br />

LA CITTA’ DEL SOLE Corso Lodi, 3<br />

LA CITTA’ DEL SOLE Via Orefici, 13<br />

LA COMPAGNIA DEI BIRICHINI Via Lagrange, 8<br />

LA GIOCHERIA Via Correnti, 26<br />

LA LUNA E LA CARTA Via Mac Mahon, 12<br />

LA MUCCA E LA GIRAFFA Via Castelvetro, 33<br />

LE PAPERE Via Raffaello Sanzio, 30<br />

LES GALIPETTES Via Verro, 39<br />

LIBRERIA DEI RAGAZZI Via Tadino, 53<br />

LIBRERIA FOGLIAZZA Via della Commenda, 25<br />

LUDUM Via Pietrasanta, 14<br />

MAGO LEO Via Anfossi, 8<br />

MASTRO GEPPETTO Via Savona, 45<br />

MATIOL PRIMA INFANZIA Via Porpora, 95<br />

MIELE Via Porro Lambertenghi, 12<br />

MIND Corso 22 Marzo, 25<br />

MOROSINI GIOCATTOLI Viale Gian Galeazzo, 31<br />

MUBA Via Besana, 12<br />

MUSEO WOW Viale Campania, 12<br />

NATURINO Via Durini, 2<br />

OKIKOLLE LAB Via Bronzetti, 18<br />

ORIGINAL MARINES Corso 22 Marzo, 20<br />

PALAUNO Largo Balestra, 5<br />

PAPAVERI & PAPERE Viale Umbria, 63<br />

PEPERINO PIZZA & GRILL Via F. Crispi, 2<br />

PETER PAN Via Ariosto ang. Via Mascheroni<br />

PETIT BATEAU Corso di Porta Romana, 64<br />

PICCOLI SOGNI Via Termopili, 7<br />

PICCOLI SOGNI Via Plinio, 60<br />

PLAY PLANET Via Veglia, 59<br />

PRENATAL Via Marco D’Agrate, 1<br />

PRIMIGI STORE Corso di Porta Romana, 67


MILANO<br />

TORINO<br />

PROFESSIONE MUSICA Via Reguzzoni, 15<br />

QUELLI DI GROCK Via Muzzio, 3<br />

QUI SI GIOCA Via Ingegnoli, 15<br />

RAGGIO DI SOLE Via Termopili, 7<br />

RICORDI MUSIC SCHOOL Viale Premuda, 13<br />

S&M Viale Ca’ Granda ang. Viale Suzzani<br />

SALVAGENTE BIMBI Via Balzaretti, 15<br />

SCARABOCCHIANDI Via Martiri Triestini, 1<br />

SPLENDOR BABY Corso Lodi, 47<br />

TANTI BACI Via degli Imbriani, 10<br />

TATI KIDS Via Orti, 35<br />

TEATRO DELLA LUNA Via di Vittorio, 6 (Assago)<br />

TOYS CENTER Via Macchi, 27<br />

TOYS CENTER Via Novara, 83<br />

AL BOSCHETTO Via Val della Torre, 61<br />

ASEI SCHOOL Corso Unione Sovietica, 113<br />

ASSOCIAZIONE LA MATERNITÀ Via Gioberti, 71<br />

BAMBY Corso Vittorio Emanuele II, 24<br />

BIMBI CLUB Corso Peschiera, 364/A<br />

BINARIA Via Sestriere, 34<br />

C MIRAFIORI NORD Via Bellono, 1<br />

CASA OZ Corso Moncalieri, 262<br />

CENISIA CIT TURIN Via Avigliana, 13<br />

CENTRO CROCETTA Via San Secondo, 29 bis<br />

COLLEGIO SAN GIUSEPPE Via San Francesco da Paola, 23<br />

COOP. SOCIALE TERZO TEMPO Via Po, 7<br />

DON CHISCIOTTE Via Cernaia, 25<br />

DU PAREIL AU MEME Via Garibaldi, 6<br />

EUREKA KIDS Via Garibaldi, 38/E<br />

GIROTONDO TOYS Corso Sommellier, 33<br />

IL GRIFONE BABY Via Carlo Alberto, 38<br />

IL MICINO Via San Marino, 31<br />

IL PAESE DEL SOLE Via Rosolino Pilo, 24<br />

IO BIMBO Corso Potenza, 153/D<br />

IPER BIMBO Corso Bramante, 10/14<br />

ISTITUTO SOCIALE Corso Siracusa, 10 A<br />

ITER Via Revello, 18<br />

KOALA Piazza Statuto, 2 bis<br />

LE BIRBE Via Gattinara, 7<br />

LINGOTTO - FILADELFIA Corso Corsica, 55<br />

M** BUN Via Urbano Rattazzi, 4 - Corso Siccardi, 8/A<br />

MAGAZZINI OZ Via Giolitti, 19/A<br />

MARIA MONTESSORI Via Migliara, 7<br />

MIRAFIORI SUD Via Farinelli, 25<br />

NIZZA - MILLEFONTI Via Ventimiglia, 112<br />

PARADISO DEI BAMBINI Via Andrea Doria, 8<br />

PARAFARMACIA ARTEMISIA Corso Casale, 62/B<br />

POPPY Via San Quintino, 13/F<br />

POZZO STRADA BORGATA LESNA Via Monte Ortigara, 95<br />

PUNTO GIOCO CIRIMELA Via Tempia, 6<br />

PUNTOGIOCO ALIOSSI Via Millelire, 40<br />

S. RITA Via Gorizia, 114<br />

SACRA FAMIGLIA Via Rosolino Pilo, 24<br />

SAN SALVARIO Via Silvio Pellico, 28<br />

SBALLON Via Principe Amedeo, 40<br />

SCUOLA EUROPEA SPINELLI Via Figlie dei Militari, 25<br />

SCUOLA STEINER Via Cavour, 45/D<br />

SECONDA MANINA TORINO Via Renato Martorelli, 73<br />

THE WORLD Via Frassineto, 34<br />

UNIVERSO BIMBO Corso Racconigi, 141<br />

UNIVERSO BIMBO Via Cardinal Massaia, 39<br />

UNIVERSO BIMBO Via Bibiana, 70


ITAEVENTI QUESTO MESE – OLTRE ALLA CONSUETA<br />

DISTRIBUZIONE – LO PUOI TROVARE ANCHE QUI:<br />

ACQUA CETOSA Largo Giulio Onesti, 1<br />

CASILINO PRENESTINO LABICANO Viale Telese<br />

CENTRALE RAGAZZI Via San Paolo Regola, 15<br />

ALBERO AZZURRO Via Anagnina, 451<br />

ANNANNA Via Nemorense, 90<br />

ARTE E BALLETTO Via Rubattino, 1<br />

BABY BOOM Via Anagnina, 361<br />

BABY MODE Via Appia Nuova, 574<br />

BABY’S STORE Via XXI Aprile<br />

BABYLAND Via Tuscolana, 44<br />

BALOCCHI Piazzale XII Ottobre<br />

C. 1 ROMA Via San Giovanni in Laterano, 5<br />

C. 3 ROMA Via dei Frentani, 6<br />

C. FAMILIARE Piazza dei Mirti, 45<br />

C. FAMILIARE Via Denina, 7<br />

C. FAMILIARE Via Manfredonia, 43<br />

CAROSEL PARK Via Rizzieri, 53<br />

CASA DEI BAMBINI Via Libero Leonardi, 153<br />

CASTELLO INCANTATO Via della Bufalotta, 395<br />

CENTOSTORIE Via delle Rose, 24<br />

CINEMA DEI PICCOLI Largo Marcello Mastroianni, 15<br />

CITTÀ DEL SOLE Via della Scrofa, 65<br />

DU PAREIL AU MEME Viale Libia, 199<br />

EDEN PARK Via Battistini, 55<br />

EMPORIO REGALI GIOCATTOLI Viale Somalia<br />

EXPLORA Via Flaminia, 80/86<br />

FATAMORGANA Via Lago di Lesina, 9<br />

FATINE E FOLLETTI Via Delpino, 136<br />

FINALMENTE DAME Corso Trieste, 112<br />

GIOCATTOLI INFANZIA Viale Libia<br />

GIOCHERIA SMORFIA GIOCATTOLI Via Tor de’ Schiavi, 343<br />

GLI ARCIBIMBI Via Catania, 84<br />

GOMMA MATITA E… Via Val Maggia<br />

IL POSTO DELLE FAVOLE Via Merulana, 39<br />

INFANZIA ELEGANTE Via della Serenissima, 26<br />

IO BIMBO Via Tiburtina, 522<br />

L’ARCOBALENO Via Gherardo, 19<br />

L’ORSO DADO Via Guido Reni<br />

L’ORSO MALU Viale della Vignola, 52<br />

LA GIRAFFA Via Pompeo Magno, 84<br />

LA MATRIOSKA Via Valesio, 28<br />

LA MUCCA CAROLINA Via dei Castani, 95<br />

MATTEL CARTOLIBRERIA Via Albalonga<br />

MAURIZIO MELL Via Cina, 201<br />

MISTER BABY Via Lorenzo Il Magnifico, 10<br />

NATINUDI Piazza San Cosimato, 65<br />

PAPERINO Via Gregorio VII, 336<br />

PETER PAN Via Vettore, 1<br />

PICCOLE IMPRONTE Via Degli Scipioni, 143<br />

PRIMIGI Viale Libia<br />

SANT’AGNESE SPORT CENTER Piazza di S.ta Costanza, 1<br />

SPORTING CLUB DELFINO Piazza Tommasini, 18<br />

TEATRO QUARTICCIOLO Via Ostuni, 8<br />

YOU CAN DANCE Via Gadames, 3


ROMA<br />

TORINO

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