17_rivista_ITAeventi
Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!
Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.
n.<strong>17</strong><br />
POOH<br />
50 anni di carriera con lode<br />
La lunga estate dei Modà<br />
Il Parental Control spiegato alle famiglie<br />
Arte: la bellezza ritrovata
sommario<br />
in questo numero<br />
12 .<br />
28.<br />
26.<br />
40.<br />
46.<br />
54.<br />
56.<br />
64.<br />
68.<br />
72.<br />
74 .<br />
82.<br />
Pooh<br />
Arte - La bellezza ritrovata<br />
Arte - Il Ponte<br />
Cinema<br />
Modà<br />
Ligabue<br />
Fabrique - Daniele Orlando<br />
Jaselli<br />
Notes/Parental Control<br />
Benessere<br />
Sapori<br />
Libri<br />
n.<strong>17</strong><br />
Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />
di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />
www.itaeventi.it<br />
www.facebook.com/itaeventi<br />
twitter.com/itaeventi<br />
Direttore responsabile<br />
Guido Biondi<br />
Grafiche e impaginazione<br />
Massimiliano Pallai<br />
Hanno collaborato a questo numero:<br />
Bruno Quiriconi, Andrea Thomas,<br />
Antonio Distefano<br />
Editore - Concessionaria di Pubblicità<br />
MediaAdv s.r.l.<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
www.mediaadv.it<br />
Stampa<br />
Mediaprint s.r.l.<br />
Via Brenta, 7<br />
37047 San Giovanni Lupatoto (VR)<br />
finito di stampare maggio 2016
editoriale<br />
Cosa significa nazional-popolare? Probabilmente<br />
avere una vasta popolarità<br />
tra le persone comuni. Una connotazione<br />
magari non di tendenza ma certamente<br />
da tener presente se vogliamo<br />
quantificare le dimensioni della popolarità – ad<br />
esempio – di un artista. È il caso del più longevo<br />
gruppo musicale italiano, i Pooh. Sarà un grande<br />
evento festeggiare una carriera lungimirante e<br />
di successo in un luogo simbolico come lo Stadio<br />
di San Siro a Milano (già sold out) per poi salutare<br />
il pubblico sciogliendo la band alla fine dell’anno.<br />
Mai amati dai critici musicali e dai radical<br />
chic, i Pooh hanno pero’ conquistato negli anni<br />
i cuori del pubblico, tanto da avere uno “zoccolo<br />
duro” tra tre diverse generazioni. Amori nati sotto<br />
il suggello delle loro canzoni ce ne sono tantissimi,<br />
altrettanti conclusi e raccontati come nella<br />
bellissima “Ci penserò domani” riarrangiata e<br />
ricantata recentemente insieme a Mario Biondi. I<br />
Pooh rappresentano – molto meglio di tanti altri<br />
– lo specchio di un Paese che ha sempre trovato<br />
nella semplicità la chiave di lettura delle proprie<br />
emozioni e della quotidianità. Alla faccia degli<br />
snob”. (G. B.)<br />
8<br />
ITA EVENTI
cover<br />
I Pooh festeggiano il cinquantennale della loro lunghissima carriera. Con una vera<br />
sorpresa, anzi due: il ritorno di Riccardo Fogli e Stefano D’Orazio. L’occasione – di<br />
partecipare ai loro concerti – è unica e irripetibile: alla fine del 2016 il gruppo terminerà<br />
il suo percorso, così come lo conosciamo. di Guido Biondi<br />
Tanti gli appuntamenti live annunciati per i<br />
festeggiamenti del cinquantennale dei Pooh<br />
che vedranno la band protagonista negli<br />
stadi di Milano (10 e 11 giugno), Roma (15 giugno)<br />
e Messina (18 giugno) con Reunion - l’ultima<br />
notte insieme e a settembre all’Arena di Verona (8,<br />
9 e 11 settembre) con tre concerti-evento insieme<br />
ad amici e colleghi per una grande festa della<br />
musica. Doppio sold out per i concerti di Milano<br />
e di Roma: a grande richiesta dei fan, aumentano<br />
le date del tour nei palasport con cui in autunno<br />
Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian,<br />
Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli, per la prima<br />
volta in una formazione a cinque, porteranno la<br />
loro musica nelle principali città italiane e incanteranno<br />
il pubblico con i loro più grandi successi<br />
del passato oltre a brani inediti scritti in occasione<br />
di queste celebrazioni. Queste le date confermate:<br />
il 13 settembre alla Fiera di Bergamo, il 28 e il<br />
29 ottobre al Pala Sele di Eboli - Salerno, l’1 e il 2<br />
novembre al Pala Florio di Bari, il 4 novembre al<br />
Palalottomatica di Roma, l’8 novembre all’ Unipol<br />
Arena di Bologna, l’ 11 novembre al Mediolanum<br />
Forum di Assago – Milano, il 18 e 19 novembre<br />
al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 25 e il 26<br />
novembre al PalaAlpitour di Torino. I biglietti si<br />
possono acquistare su www.ticketone.it e punti di<br />
vendita e prevendite abituali. È attualmente in rotazione<br />
radiofonica “Chi fermerà la musica”, lo storico<br />
brano dei Pooh del 1981 riarrangiato a cinque<br />
voci. Il video del brano è stato girato a sorpresa in<br />
Piazza Duomo a Milano dove i Pooh hanno iniziato<br />
a suonare all’improvviso davanti al sagrato del<br />
Duomo attirando numerosi fan e passanti; il video<br />
è diretto da Gaetano Morbioli. A settembre uscirà<br />
poi il disco, presentato da F&P Group e A1 Entertainment<br />
e distribuito da Sony Music, che raccoglierà<br />
immagini e brani di Reunion - l’ultima notte<br />
insieme oltre ad alcuni brani inediti per immortalare<br />
e far rivivere al pubblico l’emozione dei grandi<br />
eventi negli stadi. Il disco uscirà in versione 3 Cd<br />
e in versione 3 Cd + Dvd. Rtl 102.5 è media-partner.<br />
I festeggiamenti per il cinquantennale termineranno<br />
ufficialmente il 31 dicembre. Uno dei più<br />
allegri è senza dubbio Riccardo Fogli: “Quando ho<br />
ricevuto la telefonata dei miei amici mi è venuta una<br />
emozione fortissima e ho capito che sarebbe stata l’occasione<br />
giusta di riunirci. I concerti saranno – almeno<br />
per me, grande emotivo – sicuramente il momento<br />
per piangere dalla gioia”.<br />
12 ITA EVENTI
Vorrei chiederVi una sintesi del percorso che<br />
ha portato all’incredibile reunion con Stefano<br />
e Riccardo: tappe, dubbi, alti e bassi, primi segnali<br />
di incoraggiamento sino alla decisione di<br />
fare i concerti allo Stadio.<br />
Roby: Per il cinquantennale, ci siamo fatti questa<br />
grande promessa: se i Pooh fossero arrivati a questo<br />
traguardo impossibile avremmo festeggiato alla<br />
grande per concludere la nostra carriera nel migliore<br />
dei modi. Negli anni sessanta era difficile, la<br />
vita media di un gruppo era di tre-cinque anni, noi<br />
siamo arrivati a cinquanta e di per sé è straordinario.<br />
Come promessa per aver avuto questo grande<br />
regalo dovevamo finire tutti insieme. Ma come<br />
finire… Eravamo in tre, abbiamo deciso di chiudere<br />
con i personaggi che avevano fatto parte della<br />
nostra storia, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli.<br />
Ovviamente resta sempre un grande assente: Valerio<br />
Negrini, fondatore del gruppo e grande poeta<br />
dei Pooh; senza di lui i Pooh non sarebbero esistiti.<br />
Stefano e Riccardo andavano convinti. Due anni<br />
prima ho chiamato il manager di Riccardo spiegando<br />
l’idea e lui non mi ha lasciato neanche finire<br />
di parlare dicendo che sarebbe stato bellissimo. A<br />
distanza di un anno chiamai Riccardo che in qualche<br />
modo aveva già capito cosa stava accadendo e<br />
rispose semplicemente: “Ci sarà da piangere sul palco<br />
e giù dal palco”. Con Stefano è stato più difficile,<br />
aveva promesso al mondo che sarebbe sceso dal<br />
palco perché aveva finito di dire e di dare tutto a<br />
questo lavoro, voleva pensare alla sua vita, al di fuori<br />
dei Pooh. Gli parlai e all’inizio era titubante, non<br />
sapeva come giustificare questo ritorno al pubblico.<br />
Alla fine anche lui si è convinto ed è stato bellissimo.<br />
Da allora abbiamo iniziato questa meravigliosa<br />
avventura e tornare a suonare insieme è stato come<br />
non aver mai smesso. La sintonia è sempre la stessa.<br />
Dodi: Da un po’ di tempo sentivamo l’esigenza<br />
di un grande evento che riunisse tutti i nostri<br />
sostenitori insieme a tutti coloro che hanno fatto<br />
parte della nostra storia. Ed ecco che - in occasione<br />
di un grande compleanno come il Cinquantennale<br />
- ci siamo presi una pausa di due<br />
anni per pensare e organizzare quello che credo<br />
sarà il più grande spettacolo di tutta la nostra<br />
storia. Devo dire che Riccardo ha accettato subito<br />
con entusiasmo la nostra proposta mentre,<br />
giustamente, Stefano ha voluto rifletterci bene<br />
anche per la mancanza di un grande pilastro<br />
come Valerio Negrini, nostro storico paroliere.<br />
ITA EVENTI 13
14 ITA EVENTI
Ma com’è sempre accaduto, una volta accettato, si<br />
è buttato con tutte le sue forze e il suo entusiasmo<br />
nel progetto. In verità la figura di Valerio è la più<br />
grande mancanza di questa reunion ma avvertiamo<br />
continuamente il suo spirito che ci guida e su quel<br />
palco ci sarà anche lui… Dentro di noi.<br />
Red: Stefano è una persona molto onesta con gli<br />
altri e con se stesso, e quando, nel 2009 aveva deciso<br />
di andarsene, lo avevo fatto dopo un percorso di<br />
riflessioni molto serie. Siamo riusciti a riportarlo in<br />
pista solo per il fatto che era l’ultima tournée ed era<br />
giusto che anche lui venisse a chiudere il portone<br />
di questo castello bellissimo che insieme abbiamo<br />
costruito. Per quanto riguarda Riccardo era giusto<br />
richiudere il cerchio e ritrovarlo, visto che nella vita<br />
ha sempre continuato a fare questo mestiere, e anche<br />
molto bene; inoltre è rimasto un amico per tutti<br />
noi. Per me, in particolare, che l’ho scoperto solo<br />
ora, è diventato un fratello.<br />
Ste: Festeggiare insieme i nostri 50 anni è un’idea<br />
che arriva da lontano. Ce lo eravamo promesso da<br />
sempre, forse voleva essere solo una scaramanzia e<br />
forse non pensavamo neanche noi che sarebbe mai<br />
stato possibile, ma gli anni sono passati veloci e fortunati<br />
tanto che lentamente avevamo cominciato a<br />
crederci anche noi<br />
Un paio d’anni fa, quell’antica promessa che era<br />
rimasta impolverata in qualche cassetto, si è riaffacciata<br />
prepotente; Roby, Dodi e Red ancora<br />
fortemente e splendidamente Pooh, a turno mi<br />
buttarono addosso l’idea di festeggiare in qualche<br />
modo i cinquant’anni anni di questa nostra band<br />
passata incolume attraverso mezzo secolo di musica.<br />
“Non puoi mancare” era il puntuale saluto che<br />
chiudeva ogni nostra chiacchera. Francamente non<br />
mi sentivo di rimettermi in pista tradendo in qualche<br />
modo quell’addio tanto commovente, quanto<br />
definitivo, che avevo promesso a me stesso e al mio<br />
pubblico sotto le luci del nostro ultimo concerto<br />
nel settembre del 2009. Ma da sempre la forza dei<br />
Pooh, quando credono in qualcosa, è irrefrenabile e<br />
il “non puoi mancare, … ci sarà anche Riccardo…”,<br />
alla fine, ha sortito il suo effetto. Iniziarono delle<br />
lunghe riunioni: partorimmo un’idea che, sapevamo,<br />
non aveva nessuna possibilità di essere remunerativa:<br />
due Concerti secchi nei due più grandi<br />
stadi d’Italia, San Siro a Milano e Olimpico a<br />
Roma per salutare il nostro pubblico e scendere per<br />
sempre dal nostro palco! Commenti degli addetti ai<br />
lavori: “un suicidio! Dove le andate a prendere centomila<br />
persone in due giorni? Non è più tempo di questi<br />
numeri”. Ma come accade spesso nelle favole le cose<br />
andarono e stanno andando diversamente.<br />
Com’è l’atmosfera a registrare nuove versioni<br />
delle vostre celebri canzoni con Stefano e Riccardo?<br />
La chimica è sempre la stessa? Che tipo<br />
di emozioni state provando?<br />
Pooh: È una sensazione strana perché è come collaborare<br />
con persone che ci hanno vissuto da esterni<br />
nonostante siano di famiglia; per cui spesso hanno<br />
una visione più chiara di quella che avremmo noi…<br />
E questo fa un gran bene! Inoltre è un po’ come<br />
fare ogni volta i conti col nostro passato al quale<br />
spesso non pensiamo ma che è la parte più piena di<br />
emozioni della nostra vita a parte le nostre famiglie.<br />
La musica ha il potere travolgente di abbattere ogni<br />
barriera e cancellare anni di storia in un attimo! Ed<br />
è successo così, ci siamo messi agli strumenti ci siamo<br />
guardati e abbiamo fatto due prove e due tentativi<br />
e il pezzo cominciava a girare, a rotolare nel<br />
modo giusto. Certe magie non si possono spiegare,<br />
ma sono il segreto di una carriera come la nostra!<br />
Sdo: Devo dire che ritrovarmi in studio con i miei<br />
colleghi mi ha dato da subito la sensazione che quei<br />
cinque anni vissuti lontano dai Pooh, non fossero<br />
mai esistiti. Tutto era perfettamente come sempre,<br />
e Riccardo, che mancava dal gruppo dal ’73, sembrava<br />
non essersene mai andato via, era come se il<br />
tempo si fosse fermato alle goliardie e agli entusiasmi<br />
dei nostri esordi. Emozionante e divertente, ma<br />
soprattutto irripetibile!<br />
Come state preparando il concerto negli stadi<br />
di Milano e Roma? La scaletta è già stata decisa?<br />
Ci saranno ospiti a sorpresa? Ci sarà un filo<br />
narrativo?<br />
Pooh: Proprio in questi giorni stiamo perfezionando<br />
la scaletta. Devo dire che è stato un lavoro lungo<br />
e sofferto.<br />
ITA EVENTI 15
Se si pensa che abbiamo inciso più di quattrocnto<br />
brani si capisce che non è facile lasciare a casa certe<br />
canzoni, soprattutto quando toccano l’emozionalità<br />
di qualcuno di noi. Un input è stato quello di<br />
pensare alla scaletta perfetta; quella che rispettasse<br />
oltre ai grandi successi tutte le sfaccettature della<br />
nostra maniera di fare musica, da quella rock a<br />
quella che affronta temi importanti, a quella che<br />
racconta i rapporti di coppia, fino al Prog, senza<br />
tralasciare il fatto che avremo quattro inediti di cui<br />
uno strumentale.<br />
Sdo: Da settembre ai nostri giorni abbiamo cucito<br />
e disfatto la scaletta almeno venti volte, mi sono<br />
sentito una novella Penelope alle prese con dubbi<br />
e ripensamenti. Dovevamo mettere insieme il programma<br />
perfetto, ma ogni canzone che rimaneva<br />
fuori dalle tre ore che ci eravamo dati come tempo<br />
massimo del nostro concerto, era puntualmente un<br />
motivo di dibattito. Alla fine abbiamo selezionato<br />
cinquanta brani che saranno la nostra scaletta di<br />
addio e crediamo di aver inserito tutto il meglio<br />
che siamo riusciti a fare nei nostri lunghi anni di<br />
musica. Per gli ospiti ci siamo resi conto che non ci<br />
sarebbe stato spazio per gratificarli. Avrebbero forse<br />
interrotto quelle tre ore di musica serrata alla quale<br />
abbiamo dedicato quattro mesi di prove.<br />
Moltissimi vostri colleghi vi considerano dei<br />
professionisti rigorosi e competenti a livello<br />
musicale. Avete portato per primi il Prog in<br />
Italia con alcuni dischi-capolavori. Guardando<br />
indietro alla vostra discografia cosa vi rende più<br />
orgogliosi e quali capitoli vorreste cambiare?<br />
Pooh: Beh intanto ringraziamo gli amici colleghi<br />
per le belle parole. Credo che una delle cose per cui<br />
essere orgogliosi del nostro lavoro è quella di aver<br />
portato avanti, sviluppandola per cinquant’anni,<br />
una nostra maniera di fare musica, al punto che ad<br />
oggi - piacciano o no -, i Pooh hanno un loro suono<br />
ben caratteristico e riconoscibile. C’è stato un periodo<br />
in cui ci siamo fatti prendere un po’ troppo<br />
dalla tecnologia e i nostri dischi suonavano un po’<br />
freddini, ma abbiamo invertito la rotta tornando<br />
al nostro suono di band con influenze rock. Ogni<br />
disco ha un suo perché, ed è stato motivo di crescita,<br />
di maturazione da parte nostra. Nel corso della<br />
nostra storia, non siamo stati mai particolarmente<br />
attenti ai giudizi o alle lusinghe del nostro volubilissimo<br />
mondo, siamo andati dritti per la nostra strada<br />
e forse questa scelta che arriva da lontano, è stata<br />
la nostra fortuna. Ci siamo resi autonomi dalla discografica<br />
ufficiale sin da “tenera età”: siamo stati<br />
incoscientemente indipendenti per tutta la nostra<br />
carriere, inseguendo a ruota libera tutte le nostre<br />
curiosità, a volte facendoci anche male, ma anche<br />
in questi casi considerando i nostri scivoloni come<br />
“esperienze costruttive”. Credo che i Pooh abbiano<br />
avuto la grande fortuna di aver sempre dato il massimo:<br />
il nostro “professionismo declamato”, in fondo,<br />
è sempre stata la nostra normalità; non siamo mai<br />
riusciti a vedere il nostro lavoro in modo diverso<br />
da come lo andavamo facendo, per cui anche guardandoci<br />
indietro… Non c’è nulla di cui pentirci.<br />
Ci sono nei vostri dischi solisti alcune canzoni<br />
che avreste voluto fossero dei Pooh? E, dopo questi<br />
appuntamenti del 2016, avete già in programma<br />
dei vostri progetti, magari sperimentali?<br />
Dodi: C’è un brano che fa pare del disco che ho realizzato<br />
l’anno scorso con Tommy Emmanuel che<br />
si chiama “Grazie” di cui oltre alla musica ho scritto<br />
il testo in cui ringrazio gli amici, le compagne<br />
che ho avuto e tutti coloro che grazie al mio lavoro<br />
ho avuto l’occasione di conoscere. Ecco credo che<br />
sia un concetto condivisibile anche dai miei amici<br />
Pooh. Sono tante le cose che vorrei e potrei fare dal<br />
20<strong>17</strong> in poi… Sicuramente progetti che mi facciano<br />
crescere e magari collaborazioni con artisti importanti,<br />
come con Vasco, Zucchero, Tommy, Mia<br />
Martini e tanti altri.<br />
Red: Credo che quelle che noi scriviamo da soli,<br />
per i nostri dischi solisti, siano canzoni che non<br />
hanno quel tipo di coralità adatta alla band. Anche<br />
se abbiamo fatto alcune canzoni che potevano<br />
essere, viceversa, perfette per degli album solisti, in<br />
quanto molto personali ed intime: canzoni come<br />
“Pierre”, “Stare senza di te”, “Cinquanta primavere”,<br />
“L’altra donna” e tante altre. Ma credo che i<br />
Pooh, quando scrivono per i Pooh, principalmente<br />
pensino al gruppo ed è così che nasce quel suono<br />
e quella coralità che ci ha contraddistinto in tutti<br />
questi anni.<br />
Sdo: Io non ho mai fatto dei dischi da solo, anche<br />
quando mi sono dedicato ai Musical ho sempre<br />
avuto accanto i miei “Amici per sempre” e nelle fortune<br />
che hanno accompagnato i miei lavori, di certo<br />
i Pooh hanno avuto una ruolo importante. Per il<br />
futuro, quando tornerò a fare il “Musicalaro”, che<br />
è stato mio ultimo domicilio conosciuto, di certo<br />
so che potrò contare, ancora una volta, sul nostro<br />
straordinario gruppo di lavoro.<br />
Avete uno “zoccolo duro” di pubblico fedelissimo<br />
e siete fra i pochissimi artisti ad avere<br />
alcune generazioni insieme per i vostri concerti.<br />
Quali sono secondo voi le cose preferite del<br />
pubblico in un gruppo così longevo come il vostro,<br />
caso unico in Italia?<br />
Dodi: Crediamo che i Pooh rappresentino amicizia,<br />
impegno, positività e unione verso un’obbietti-<br />
18 ITA EVENTI
vo comune. Il fatto di aver portato avanti il nostro<br />
gruppo, nonostante le defezioni di alcuni componenti,<br />
è stata una delle cose più belle. Significa che<br />
tutti siamo utili ma nessuno indispensabile quando<br />
la motivazione è importante. Poi è naturale, che<br />
continuando per tanti anni e - grazie al cielo -, con<br />
successo, le varie generazioni si siano aggiunte al<br />
folto pubblico che ci ha amato fin dall’inizio.<br />
Sdo: La nostra musica è stata probabilmente la colonna<br />
sonora di tre o forse quattro generazioni e<br />
“il pubblico dei Pooh” a turno si è identificato nelle<br />
nostre piccole storie, quelle che raccontavano di<br />
sentimenti e di “amori” ma che nel tempo ha saputo<br />
apprezzare anche le nostre incursioni nel sociale,<br />
nell’attualità e nel quotidiano che andava cambiando.<br />
Un buon merito di questa “fedelizzazione” che<br />
ha reso “zoccolo duro” i nostri fan, è stato sicuramente<br />
il talento e le capacità letterarie di Negrini, il<br />
nostro poeta e autore delle più importanti canzoni<br />
del nostro repertorio e grande assente di questo nostro<br />
cinquantennale. Valerio era attento a tutte le<br />
evoluzioni della nostra Italia, aveva una visione del<br />
futuro estremamente illuminata e ha saputo affrontare,<br />
in epoche lontane e non sospette, argomenti<br />
scottanti e complicati, come l’omosessualità, la<br />
prostituzione, l’immigrazione ed ancora gli eventi<br />
storici riletti con pacatezza, e le antiche leggende rivisitate<br />
con la voglia di dare nuovi valori ai miti del<br />
passato. Il tutto con un linguaggio accessibile e mai<br />
banale, impreziosito dalle straordinarie melodie di<br />
Facchinetti, Canzian e Battaglia. Credo che tutto<br />
questo abbia fatto la differenza e abbia trasformato<br />
il nostro pubblico, nel “popolo dei Pooh”. Valerio è<br />
stato il mio modello e se sono riuscito a raccontare<br />
le mie storie, e farle diventare canzoni dei Pooh, lo<br />
devo di certo a lui.
Le versioni updatate dei vostri successi suonano<br />
ancora meglio e hanno un suono più contemporaneo<br />
e compatto. Eppure non è facile<br />
ottenere l’attenzione dei network radiofonici,<br />
sempre distratti dalle hit di plastica anglosassoni.<br />
Penso alla versione nuova con Mario Biondi<br />
“Ci penserò domani”, a mio avviso una delle<br />
vostre canzoni più struggenti in una versione<br />
davvero magica. Perché secondo voi le radio<br />
snobbano gli artisti che hanno fatto la storia<br />
della musica italiana?<br />
Pooh: In realtà le radio hanno accolto molto bene<br />
questa ondata di rinnovamento che abbiamo voluto<br />
dare alle nuove versioni di “Pensiero”, “Noi due<br />
nel mondo e nell’anima” e “Chi fermerà la musica”.<br />
Mah, credo sia un trend internazionale motivato<br />
più dalla voglia di novità che dalla voglia di sentire<br />
cose belle… A volte cambiamo la macchina anche<br />
se quella che abbiamo va benissimo… Risuonare<br />
oggi canzoni di almeno trent’anni fa è stato fantastico.<br />
Dodi ha dato con la sua chitarra una sferzata<br />
di nuova energia ad alcuni dei nostri brani storici<br />
e la stessa formula l’abbiamo applicata nell’arrangiare<br />
il repertorio dei nostri prossimi concerti.<br />
Affrontare il discorso delle radio che privilegiano<br />
o snobbano alcuni artisti sarebbe molto complicato.<br />
Ad oggi gli interessi dell’editoria radiofonica<br />
vanno spesso al di la dei talenti e della qualità, si<br />
privilegiano esclusive e l’antagonismo tra i diversi<br />
network porta a considerare “intrasmettibile” un<br />
brano che magari per un’altra radio è un gran successo.<br />
Non ci sono più le mezze stagioni!<br />
Ci sarà un nuovo album a ridosso dei concerti<br />
negli stadi? O pensate a un disco dal vivo per<br />
l’occasione? Inserirete in scaletta anche i brani<br />
minori amati dai fan? Quali - a vostro avviso -,<br />
sono nel nostro Paese gli artisti che più vi assomigliano<br />
per gusto, tenacia e background? E infine,<br />
potete svelare qualche aneddoto accaduto<br />
nella vostra lunghissima e meravigliosa carriera?<br />
Dodi: Credo che i Modà e i Negramaro possano<br />
rappresentare a oggi lo spirito che ci ha animati e a<br />
loro, insieme a tutti i nuovi gruppi, facciamo i nostri<br />
auguri. Sento un’affinità fra la nostra musica e<br />
quella dei Muse che peraltro mi piacciono molto.<br />
Red: Gli artisti internazionali che ancora si muovono<br />
nel mondo e hanno successo ci assomigliano<br />
tutti perché tutti siamo nati di un’epoca in cui si<br />
partiva veramente dal marciapiede, e dovevi farti le<br />
ossa sulle tue ossa.<br />
22 ITA EVENTI
Non c’erano i talent a spianare la strada. In Italia ci<br />
sono artisti che con grande tenacia portano avanti<br />
il loro progetto, ma nominarne alcuni e lasciarne<br />
fuori altri non sarebbe carino!<br />
Sdo: Credo che l’alchimia che ha dato vita al nostro<br />
gruppo sia abbastanza irripetibile. Quattro<br />
musicisti, di quattro città diverse, con quattro diverse<br />
identità, uniti da un unico progetto e casualmente<br />
portati per quello che nel tempo è diventato<br />
il ruolo “aziendale” di ciascuno di noi, non sia cosa<br />
facile da ricostruire. Ognuno di noi si sentiva appagato<br />
dalla propria funzione e non c’erano “sgomitamenti”<br />
o invasioni di campo. Le nostre leggendarie<br />
“regole di convivenza”, erano facilmente applicabili<br />
perché nessuno avrebbe voluto essere o fare quello<br />
che era o faceva l’altro. Sapevamo tenere separato<br />
il lato l’artistico da quello “manageriale”, il privato<br />
dal pubblico e soprattutto abbiamo sempre anteposto<br />
l’amicizia al business e questo è successo anche<br />
quando io decisi nel 2009 di scendere dalla nostra<br />
fortunata astronave. I miei colleghi non riuscivano<br />
a condividere questa mia scelta spericolata, ma alla<br />
fine compresero le mie esigenze e mi lasciarono<br />
andare, rimanendomi amici e continuando a volermi<br />
bene. Ecco, credo che una roba così, al di la<br />
dei talenti e della professionalità, sia difficilmente<br />
replicabile.<br />
Dodi: A proposito di aneddoti: ricordo che Lucio<br />
Battisti lo incontravamo in un locale di Rimini<br />
dove si riunivano tutti i musicisti che lavoravano<br />
in riviera e spesso ci raccontava di sé. Lucio stesso,<br />
in occasione della finale del Cantagiro, mi chiese in<br />
prestito la mia chitarra perché non aveva portata la<br />
sua. Ai tempi io usavo una pelle di volpe come tracolla<br />
e quella sera la casa discografica di Lucio decise<br />
di fargli le foto per il suo nuovo disco… Me lo ritrovai<br />
simpaticamente con la mia pelliccia sulla spalla!<br />
Red: Un giorno Vasco ci disse che veniva a vedere<br />
i nostri concerti, quando ancora era agli inizi, per<br />
capire come si facevano gli spettacoli grandi e importanti.<br />
Lorenzo Jovanotti invece si faceva portare<br />
dalla mamma al Palaeuro a Roma perché voleva<br />
vedere il gong di Stefano, quando era poco più che<br />
un bambino. Piero Pelù ci portò una sua cassettina<br />
audio da ascoltare mentre preparavamo un disco in<br />
Toscana, ma non gli dedicammo moltissima attenzione;<br />
peccato perché era uno forte e lo è ancora!<br />
È così via, chissà quante cose abbiamo involontariamente<br />
fatto, provocato e non siamo nemmeno<br />
venuti a conoscenza, ma questa è la vita: a ogni<br />
nostro gesto, a ogni nostro pensiero, corrisponde<br />
sempre una azione, una reazione nel mondo che ci<br />
circonda! Ecco perché bisogna stare attenti e muoversi<br />
con rispetto. Forse questo è stato il vero grande<br />
motivo del successo dei Pooh!<br />
Sdo: Nel mio libro Confesso che ho stonato ci sono<br />
più di quattrocento pagine di incontri ed aneddoti,<br />
momenti esagerati e storie al limite del lecito, non<br />
saprei cosa prediligere per rispondere a questa domanda<br />
anche perché una biografia “autosputtanate”<br />
come quella che mi sono scritto addosso, lascia<br />
l’imbarazzo della scelta.
arte<br />
EGITTO POMPEI<br />
Tre sedi diverse per ripercorrere l’incontro tra culture lontane<br />
ma storicamente legate e intimamente connesse, attraverso<br />
il dialogo tra reperti egizi di epoca faraonica e opere di età<br />
ellenistico-repubblicana e imperiale che ne hanno accolto e<br />
riletto l’iconografia. di Andrea Thomas<br />
Apre al pubblico la mostra<br />
Egitto Pompei, seconda<br />
tappa del progetto espositivo<br />
omonimo, inaugurato il 5<br />
marzo scorso al Museo Egizio<br />
e nato dalla collaborazione tra<br />
quest’ultimo, la Soprintendenza<br />
Pompei e il Museo Archeologico<br />
Nazionale di Napoli, con<br />
l’organizzazione di Electa. In<br />
occasione della mostra agli Scavi<br />
di Pompei, curata da Massimo<br />
Osanna e Marco Fabbri con<br />
Simon Connor, gli spazi recentemente<br />
restaurati della Palestra<br />
Grande accolgono statue monumentali<br />
del Nuovo Regno (XVI-<br />
XI sec. a.C.), periodo di massimo<br />
splendore della civiltà egizia.<br />
Provengono da Tebe, principale<br />
centro religioso dell’epoca, la<br />
magnifica statua seduta del faraone<br />
Thutmosi I (XV sec. a.C.),<br />
ritrovata nel tempio del dio<br />
Amon, a Karnak, e le sette colossali<br />
statue raffiguranti Sekhmet<br />
(XIV sec. a.C.), divinità egizia<br />
dalla testa leonina misteriosa e<br />
Sopra: Statua di Sekhmet leontocefala<br />
seduta da Tebe, Karnak, Tempio di<br />
Amenhotep III - Granodiorite<br />
Nuovo Regno / XVIII dinastia,<br />
Amenofi III (1388-1351 a.C.)<br />
187x53x106 cm - Torino, Museo Egizio<br />
Su concessione del Ministero dei Beni e<br />
delle Attività Culturali e del Turismo:<br />
Fondazione Museo delle Antichità<br />
Egizie di Torino, Archivio fotografico<br />
Sotto: Affresco dalla Casa dei Pigmei,<br />
Pompei. Su concessione del Ministero<br />
dei Beni e delle Attività Culturali e del<br />
Turismo: Soprintendenza - Pompei,<br />
Archivio fotografico<br />
inquietante, al contempo potenza<br />
devastatrice e dispensatrice<br />
di abbondanza. Le imponenti<br />
sculture in granito – eccezionali<br />
prestiti provenienti dalla collezione<br />
permanente del Museo<br />
Egizio esaltati dallo scenografico<br />
allestimento di Francesco Venezia<br />
– costituiscono una testimonianza<br />
straordinaria del mondo<br />
della mitologia egizia, oltre a<br />
rappresentare il potere faraonico<br />
al tempo della XVIII dinastia.<br />
All’esterno, nell’area archeologica,<br />
si snoda un itinerario egizio:<br />
dal Tempio di Iside, tra gli edifici<br />
pompeiani meglio conservati cui<br />
è stata dedicata una app, alle numerose<br />
domus decorate con motivi<br />
egittizzanti, come la casa dei<br />
Pigmei, che si apre per la prima<br />
volta al pubblico dopo i restauri<br />
del Grande Progetto Pompei<br />
(GPP). Il 28 giugno, al Museo<br />
Archeologico di Napoli, la terza<br />
tappa del progetto. Si inaugurerà<br />
una nuova sezione del percorso<br />
di visita delle collezioni permanenti,<br />
con un focus particolare<br />
sui culti e le religioni orientali<br />
che, transitati in Egitto, hanno<br />
trovato diffusione in Campania<br />
e da qui nel resto della penisola.<br />
Il progetto sull’Egitto segue la<br />
grande mostra su Pompei e l’Europa,<br />
allestita nel 2015 al Museo<br />
di Napoli e nell’Anfiteatro di<br />
Pompei, in un viaggio a ritroso<br />
nel tempo, che vedrà protagonisti<br />
nel 20<strong>17</strong> la Grecia, nel suo<br />
rapporto con Pompei, la Campania<br />
e il mondo italico.<br />
EGITTO POMPEI<br />
Pompei, Palestra Grande<br />
e itinerario negli Scavi<br />
ingresso Porta Anfiteatro<br />
Fino al 2 novembre 2016<br />
dalle 9.00 alle 19.30<br />
Info: www.pompeiisites.org<br />
26 ITA EVENTI
arte<br />
LA BELLEZZA RITROVATA.<br />
CARAVAGGIO, RUBENS,<br />
PERUGINO, LOTTO E ALTRI 140<br />
CAPOLAVORI<br />
RESTAURATI<br />
A Milano alle Gallerie d’Italia la mostra<br />
della diciassettesima edizione di Restituzioni,<br />
il programma di restauri di opere<br />
appartenenti al patrimonio artistico pubblico<br />
curato e promosso da Intesa Sanpaolo.<br />
di Andrea Thomas<br />
Da 27 anni il Gruppo Intesa Sanpaolo sostiene,<br />
con cadenza biennale, il restauro di<br />
opere d’arte appartenenti a musei pubblici,<br />
privati o ecclesiastici, siti archeologici e chiese di<br />
tutta Italia individuate insieme a consulenti scientifici<br />
sulla base di proposte presentate dagli Enti<br />
ministeriali competenti in materia di tutela. La<br />
scelta delle opere segue un unico criterio: ascoltare<br />
le esigenze dei territori per valorizzarne l’identità<br />
attraverso interventi che privilegino l’effettiva necessità<br />
e urgenza del restauro. L’obiettivo è sempre<br />
quello di recuperare manufatti rappresentativi della<br />
varietà del patrimonio storico-artistico italiano, sia<br />
in termini cronologici sia in termini di materiali e<br />
tecniche: pittura su tavola e tela, affreschi, mosaici,<br />
scultura in marmo o pietra, in bronzo, manufatti<br />
tessili, oreficeria, etc. Non si tratta soltanto di capolavori<br />
d’indubbia risonanza, ma anche di opere<br />
che sono vicine a noi e contribuiscono a costruire il<br />
vissuto del territorio. Al termine degli interventi di<br />
ciascuna edizione, le opere restaurate sono esposte<br />
in una mostra organizzata da Intesa Sanpaolo, dove<br />
il pubblico può apprezzare il risultato del paziente<br />
lavoro dei restauratori.<br />
Produzione giapponese. Kebiki asagi odoshi hon-kozane do--<br />
maru (armatura composita del tipo do--maru a fettucce di seta<br />
azzurra) - metà del XVII e aggiunte del XVIII secolo (elmo);<br />
fine del XV - primo quarto del XVI secolo (spallacci); fine<br />
del XVII - primo quarto del XVIII secolo (resto del corredo).<br />
Acciaio, oro, argento, leghe di rame, rame dorato, rame, legno<br />
policromo, lacca, cuoio, pelle, seta, broccato di seta, canapa,<br />
tinte naturali.Torino, Musei Reali, Armeria Reale<br />
28 ITA EVENTI
Michelangelo Merisi da Caravaggio<br />
(Milano, 1571 - Porto Ercole, Grosseto, 1610)<br />
Ritratto di cavaliere di Malta (Alof de Wignacourt?)<br />
1608, Olio su tela - 118,8 x 95,6 cm<br />
Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti
Sopra: Girolamo Mazzola Bedoli (Viadana, Mantova, 1500<br />
ca - Parma, 1569) - Annunciazione. 1540 ca. Olio (tecnica<br />
mista?) su tavola. 208 x 144 cm<br />
Milano, Veneranda Biblioteca Ambrosiana, Pinacoteca;<br />
A destra: Carlo Carrà (Quargnento, Alessandria, 1881 -<br />
Milano, 1966) - Madre e figlio - 19<strong>17</strong>, Olio su tela<br />
108,3 x 78,3 x 6,5 cm (con cornice); 90 x 60,2 (senza cornice)<br />
Milano, Pinacoteca di Brera<br />
RESTITUZIONI 2016.<br />
UN VIAGGIO NEL TEMPO E NELL’ARTE.<br />
La XVII edizione ha numeri da record: ha sostenuto<br />
il restauro di 54 nuclei di opere d’arte, per<br />
un totale di 145 singoli manufatti, appartenenti<br />
ai territori di Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna,<br />
Lazio, Liguria, Lombardia, Marche,<br />
Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto, nonché della<br />
Repubblica Slovacca.<br />
Sono 36 gli Enti ministeriali preposti alla tutela<br />
e alla valorizzazione delle opere del patrimonio<br />
nazionale coinvolti e 46 gli Enti proprietari; 62 i<br />
restauratori impegnati nel programma e 60 gli studiosi<br />
che hanno contribuito alle schede del catalogo.<br />
Le opere esposte provengono da siti archeologici,<br />
musei e luoghi di culto di tutta la penisola e<br />
ci faranno fare anche un viaggio nel tempo: sono<br />
datate dall’antichità al primo Novecento,<br />
un arco temporale di oltre 30<br />
secoli di storia dell’arte, e rappresentano<br />
in modo paradigmatico il percorso<br />
compiuto dall’arte italiana, con alcuni<br />
esempi di realtà lontane, come l’imponente<br />
statua egizia naofora di Amenmes<br />
e Reshpu, proveniente dal Museo<br />
Civico Archeologico di Bologna, una<br />
rara armatura giapponese conservata<br />
nell’Armeria Reale di Torino o tre rilievi<br />
lignei del Monte Calvario di Banská<br />
Štiavnica nella Repubblica Slovacca.<br />
Tra le tante opere, si potranno ammirare<br />
reperti archeologici come il cosiddetto<br />
Cavaliere Marafioti, grande statua in<br />
terracotta del V secolo a.C. rinvenuta in<br />
numerosi pezzi a inizio Novecento nella<br />
Locride, appartenente al Museo Archeologico<br />
Nazionale di Reggio Calabria,<br />
o il grande mosaico pavimentale del I<br />
secolo a.C. proveniente da una domus<br />
di Ravenna, accanto a capolavori del<br />
Medio Evo, come la famosa Croce di<br />
Chiaravalle del Museo del Duomo di<br />
Milano. A livello pittorico, saranno presentate<br />
al pubblico opere rinascimentali<br />
di autori quali Francesco del Cossa,<br />
Vittore Crivelli e un’eccezionale Adorazione<br />
del Bambino di Lorenzo Lotto<br />
nonché la Crocifissione tra la Vergine e<br />
san Girolamo, grande pala d’altare del Perugino;<br />
dei secoli successivi vanno citati Il Cristo risorto,<br />
uno dei capolavori di Rubens, il Ritratto di Cavaliere<br />
di Malta di Caravaggio, le opere di Luca Giordano,<br />
Sebastiano Ricci e Francesco Valaperta, per<br />
arrivare al primo Novecento, rappresentato da un<br />
dipinto di Carlo Carrà.<br />
LE NOVITÀ DELL’EDIZIONE 2016.<br />
Restituzioni 2016 si presenta con due grandi novità:<br />
la mostra si terrà per la prima volta a Milano<br />
nelle Gallerie di Piazza Scala, dove si potranno ammirare,<br />
insieme ai capolavori pittorici e scultorei,<br />
testimonianze preziose delle tradizioni artigianali<br />
italiane, come i costumi della Commedia dell’Arte<br />
o i paramenti per il culto religioso. L’edizione di<br />
quest’anno si distingue dalle precedenti anche per<br />
l’inclusione dei territori europei sede delle Banche<br />
estere del Gruppo Intesa Sanpaolo. Il primo Paese a<br />
essere coinvolto è la Repubblica Slovacca. Saranno<br />
in mostra tre rilievi lignei del <strong>17</strong>44-<strong>17</strong>51 provenienti<br />
dal Monte Calvario di Banská Štiavnica e raffiguranti<br />
L’addio di Gesù a sua Madre, Caifa condanna<br />
Gesù, Maria piange sul corpo di Gesù (Pietà).<br />
30 ITA EVENTI
L’ARTE DEL RESTAURO IN MOSTRA.<br />
Restituzioni è una mostra unica nel suo genere in<br />
quanto affianca all’opportunità di ammirare tutte<br />
insieme opere di solito sparse sul territorio nazionale<br />
la possibilità di scoprire l’arte del restauro,<br />
una disciplina che, in Italia, riunisce<br />
intorno allo stesso tavolo figure<br />
professionali diverse: il restauratore,<br />
lo scienziato e lo storico<br />
dell’arte, una caratteristica<br />
questa che rappresenta una<br />
vera eccellenza del nostro<br />
Paese, ponendolo all’avanguardia<br />
a livello internazionale.<br />
Le più attuali tecniche<br />
utilizzate dai restauratori di<br />
tutte le Regioni coinvolte in<br />
Restituzioni sono raccontate<br />
lungo il percorso espositivo<br />
attraverso i filmati delle fasi<br />
salienti dei lavori, oltre a essere<br />
disponibili sul sito web<br />
www.restituzioni.com, insieme<br />
alle schede storico-artistiche<br />
e alle relazioni di<br />
restauro corredate dalle foto<br />
del prima, durante, dopo gli<br />
interventi su ciascuna opera.<br />
Sopra: Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima, ora San<br />
Giovanni in Persiceto, Bologna, <strong>17</strong>34 - Bologna, 1802)<br />
Martirio di san Pantaleone e san Giorgio e il drago<br />
<strong>17</strong>82, Tempera su tela - 332 x 209 cm - Napoli, Monumento<br />
Nazionale dei Girolamini, chiesa, cappella dei Santi<br />
Pantaleone e Giorgio<br />
A sinistra: Domenico Fiasella, detto il Sarzana<br />
(Sarzana, La Spezia, 1589 - Genova, 1669) -<br />
Discesa dello Spirito Santo - 1618, olio su<br />
tela, 321,5 x 222,5 cm - Sestri Levante<br />
(Genova), parrocchia di Santa Maria di<br />
Nazareth<br />
In questa edizione di Restituzioni<br />
il pubblico può anche<br />
assistere direttamente a<br />
come si svolge un restauro.<br />
Infatti presso l’officina di<br />
Restituzioni, allestita all’interno<br />
delle Gallerie di Piazza<br />
Scala, è attualmente attivo<br />
il cantiere di restauro degli<br />
affreschi dell’inizio del XII<br />
secolo della chiesa di San<br />
Pietro all’Olmo (Milano),<br />
nel quale la restauratrice<br />
ricompone, come in un immenso<br />
puzzle di cui non si<br />
conosce l’immagine, gli oltre<br />
10.000 frammenti ritrovati<br />
nel sottosuolo della Chiesa.<br />
32 ITA EVENTI
Sopra: Andrea Michieli, detto Andrea Vicentino<br />
(Vicenza, 1542 ca - Venezia, 1618)<br />
Flagellazione di Cristo alla colonna - 1585-1590 ca.<br />
Olio su tela - 300 x 360 cm<br />
Alzano Lombardo (Bergamo), chiesa di San Pietro martire<br />
ITA EVENTI 33
L’impegno di Intesa Sanpaolo per il patrimonio<br />
artistico del Paese: un bene che appartiene a tutti<br />
Dal 1989 ad oggi, sono oltre 200 i siti archeologici,<br />
le chiese e i musei che hanno beneficiato del programma<br />
Restituzioni; oltre un centinaio i laboratori<br />
qualificati incaricati dei restauri, distribuiti da<br />
Nord a Sud della penisola, e altrettanti gli studiosi<br />
coinvolti nella redazione delle schede storico-critiche<br />
per i cataloghi. In totale, oltre mille opere restituite<br />
al territorio di appartenenza e alla pubblica<br />
fruizione. Il viaggio nella bellezza ritrovata racconta<br />
come far rinascere opere che sono il ritratto<br />
dell’Italia, opere esemplificative della ricchezza e<br />
dell’ecletticità di un patrimonio artistico che spazia<br />
dalle arti maggiori a quelli minori e mette in<br />
evidenza come si sia evoluto il made in Italy nei<br />
secoli, forte di quelle competenze di maestria e “saper<br />
fare” che ancora oggi alimentano la creatività<br />
del nostro Paese. Non solo: in un momento in cui<br />
conservare e conoscere il passato diventa una forma<br />
di resistenza, ogni restauro presentato da Restituzioni<br />
2016 è di fatto un presidio di civiltà e, come<br />
ci racconta l’esperienza di Expo 2015, elemento<br />
identitario dell’Italia nel mondo. Intesa Sanpaolo<br />
interpreta da sempre il proprio impegno in campo<br />
culturale e artistico quale vera e propria assunzione<br />
di “responsabilità sociale”, ritenendo che un’impresa<br />
bancaria di rilevanza nazionale debba concorrere<br />
alla crescita del proprio paese da un punto di vista<br />
sia economico sia culturale e civile. Fedele a questa<br />
filosofia, con l’ambizione di condividere i propri<br />
sforzi con un pubblico sempre più ampio e diversificato,<br />
in occasione della mostra di Restituzioni,<br />
il biglietto avrà il costo ordinario (intero euro 5, ridotto<br />
euro 3, gratuito fino a 18 anni e per le scuole)<br />
e consente l’accesso ai palazzi e alle collezioni permanenti<br />
delle Gallerie.<br />
LA BELLEZZA RITROVATA IN CITTÀ<br />
In concomitanza con la mostra “La bellezza ritrovata.<br />
Caravaggio, Rubens, Perugino, Lotto e altri<br />
140 capolavori restaurati”, il Comune di Milano<br />
propone – all’interno del palinsesto culturale Ritorni<br />
al Futuro – un itinerario nei suoi musei alla<br />
scoperta dei capolavori recentemente restaurati.<br />
GALLERIE D’ITALIA - Piazza della Scala 6, Milano<br />
Sino al <strong>17</strong> luglio 2016 - Martedì/domenica,<br />
9.30/19.30 , giovedì 9.30/22.30, lunedì chiuso<br />
Info: numero verde tel. 800167619<br />
info@gallerieditalia.com - www.gallerieditalia.com<br />
www.palazzorealemilano.it<br />
Spinello di Luca Spinelli, detto Spinello Aretino<br />
(Arezzo, 1346/1350 - 1410) - Trittico<br />
(Madonna col Bambino in trono, pannello centrale; Santi<br />
Pietro e Filippo, pannello sinistro; Santi Lorenzo e Giacomo<br />
Maggiore, pannello destro; Cristo benedicente, cuspide<br />
centrale; Annunciazione, cuspidi laterali)<br />
1393, Tempera, oro su tavola, legno intagliato e dorato<br />
155 x 181 cm Quinto, Sesto Fiorentino (Firenze),<br />
chiesa di Santa Maria
arte<br />
NEL<br />
CUORE<br />
DI BRERA<br />
La Casa d’Aste Il Ponte, fondata a Milano da Stefano Redaelli nel 1974, è una stimata realtà che<br />
opera sul mercato nazionale ed internazionale dell’arte e dell’antiquariato da più di quaranta<br />
anni, mettendo a disposizione dei propri clienti una vasta schiera di professionalità specifiche.<br />
di Bruno Quiriconi<br />
Nella suggestiva cornice di Palazzo Crivelli<br />
nel cuore di Brera, sin dai primi anni di<br />
attività, i conferimenti importanti sono<br />
sempre stati numerosi. Il Ponte organizza aste del<br />
più vario collezionismo per privati e enti pubblici,<br />
che lo hanno chiamato più volte a gestire lasciti ed<br />
affidamenti di beni artistici e mobili. La casa d’aste<br />
si aggiorna e si reinventa grazie alla duttilità della<br />
sua attività ed alla lungimiranza dei suoi dirigenti<br />
che credono nella propria forza commerciale e<br />
nella propria capacità professionale. Dal 2006, con<br />
grande spirito imprenditoriale, Stefano Redaelli ha<br />
fortemente voluto e realizzato una sede distaccata<br />
per le cosiddette “aste minori” in Via Pitteri 10 a<br />
Milano. La dottoressa Rossella Novarini, direttrice<br />
della Casa d’Aste Il Ponte, illustra l’attività:<br />
Ci può raccontare in poche parole la vostra attività?<br />
Il Ponte è una casa d’aste in costante crescita che si<br />
pone l’obiettivo di offrire ad un pubblico sempre<br />
più ampio, internazionale e preparato, professionalità,<br />
competenza e rapidità. Con più di un’asta<br />
al mese è tra le più attive Casa d’Aste sul mercato<br />
nazionale.<br />
I dati relativi agli ultimi 5 anni di attività evidenziano<br />
una costante crescita nonostante la<br />
crisi internazionale. Quali sono stati e sono i<br />
fattori determinanti?<br />
Dal 2011, quando fatturavamo 11 milioni di Euro,<br />
abbiamo chiuso il 2015 con un fatturato di 20,6<br />
milioni. Fattore determinante è la continua ricerca<br />
portata avanti da assistenti e direttori di dipartimento<br />
per soddisfare le esigenze dei clienti italiani<br />
ed internazionali, che spaziano dai tradizionali dipartimenti<br />
fino al Fashion Vintage, dipartimento<br />
inaugurato nel 2010 con l’indimenticabile asta del<br />
guardaroba di Evelina Levi Broglio.<br />
Quali sono i dipartimenti “trainanti”?<br />
I dipartimenti con il maggiore incremento di fat-<br />
36 ITA EVENTI
turato negli ultimi anni sono stati quelli di Arte<br />
Moderna e Contemporanea e di Gioielli grazie al<br />
sempre maggiore interesse dei buyers internazionali<br />
provenienti non solo dall’Europa. Per le aste di<br />
arte contemporanea, in particolare, si sono mossi<br />
collezionisti privati e galleristi provenienti anche<br />
da Stati Uniti, Cina, Canada, Argentina e Israele<br />
a conferma dell’interesse degli stranieri per le opere<br />
degli “artisti moderni”.<br />
Nel 2015 vi siete anche dedicati ad aste benefiche<br />
che hanno suscitato particolare richiamo<br />
tra il pubblico e interesse dei media, attività<br />
non nuova per una casa d’aste, ma interessante.<br />
Ce ne parla?<br />
All’attività “tradizionale” si affianca da sempre<br />
l’attività filantropica, con la realizzazione di aste<br />
dedicate alla raccolta fondi per finanziare progetti<br />
o attività benefiche. Vanno ricordate l’asta<br />
dei Memorabilia di Mike Bongiorno, battuta da<br />
Fabio Fazio nell’ottobre 2015 per finanziare un<br />
progetto della Fondazione Mike Bongiorno e l’asta<br />
delle opere del vignettista Giorgio Forattini del<br />
dicembre 2015 per finanziare un progetto del FAI.<br />
Nell’asta Vintage di novembre, una tornata è stata<br />
dedicata agli oggetti appartenuti a Sandra Mondaini<br />
battuti a favore dell’Ospedale Fatebenefratelli di<br />
Milano per il progetto della nuova Casa Pediatrica.<br />
Nella sede di Via Pitteri 10 che tipo di aste ci<br />
sono?<br />
È una sede distaccata in zona Lambrate dove, in<br />
uno spazio di 2.500 mq, sono gestiti i conferimenti<br />
di maggior commerciabilità e minor prezzo accessibili<br />
a tutte le tasche, così da consentire ad un<br />
pubblico sempre più vasto di appassionarsi alle<br />
Sopra: Dott.ssa Rossella Novarini, Direttrice de Il Ponte Casa<br />
d’Aste; a sinistra: Palazzo Crivelli, sede de Il Ponte Casa<br />
d’Aste; sotto: Ron Arad, “Light-Table”, acciaio lucidato a<br />
specchio e acciaio dolce. Valutazione: € 30.000/40.000.<br />
aste, senza un eccessivo impegno economico. Nella<br />
sede di Via Pitteri 10 si possono trovare oggetti<br />
da collezione, libri, cartoline e curiosità varie, ma<br />
anche diverse tipologie di arredi molti dei quali a<br />
costi contenuti.<br />
ITA EVENTI 37
Collier in oro giallo e platino con diamanti e<br />
acquamarina. Appartenuto alla Duchessa Vittoria<br />
Luisa, figlia di Guglielmo II re di Germania ed<br />
Imperatore di Prussia, dono dello Zar Nicola II di<br />
Russia in occasione delle nozze del 24 Maggio 1913
Quale è il trend di queste aste?<br />
Anche queste aste dedicate agli appassionati di collezionismo<br />
“minore” hanno riscontrato negli ultimi<br />
anni un trend positivo con fatturato in crescita,<br />
segno dell’accresciuto interesse da parte di un pubblico<br />
eterogeneo e talvolta più giovane, ad oggetti<br />
d’antiquariato e modernariato.<br />
Quali novità in vista per i prossimi mesi?<br />
Le prossime aste di maggio e giugno saranno sicuramente<br />
di grande interesse, a cominciare da<br />
quella dedicata ai Gioielli, Orologi, Filatelia-Numismatica<br />
e Vintage del 24/25/26 maggio. In<br />
questa asta verranno battuti più di 800 lotti che<br />
si caratterizzano per la preziosità dei materiali, la<br />
ricercata finezza delle forme e le singolari vicende<br />
storiche che accompagnano gli oggetti. Tra i top<br />
lot in asta un preziosissimo collier in oro giallo e<br />
platino con diamanti e acquamarina, appartenuto<br />
alla Duchessa Vittoria Luisa, figlia di Guglielmo<br />
II re di Germania ed Imperatore<br />
di Prussia, ricevuto in dono dallo Zar<br />
Nicola II di Russia in occasione<br />
delle nozze celebrate a Berlino<br />
nel 1913. “Lo Zar mi<br />
aveva donato una collana<br />
di acquamarina e diamanti...”<br />
ricorda la duchessa nel<br />
libro di memorie Una vita da<br />
figlia dell’Imperatore. Per quanto riguarda<br />
l’asta di Arte Moderna e Contemporanea<br />
del 14 giugno verrà proposto un ricco<br />
catalogo con più di 300 opere che coprono un arco<br />
temporale che, partendo dal Figurativo italiano dei<br />
primi anni del XX secolo, attraversa l’Informale<br />
del secondo dopoguerra e passa dal Futurismo al<br />
Sopra: Hans Tucher, Orologio solare dittico in avorio,<br />
con punzone del serpente coronato. Anno 1586.<br />
Valutazione: 7000/10.000 euro;<br />
sotto: Lucio Fontana, “Concetto Spaziale, Natura” 1967,<br />
coppia di sculture in bronzo lucidato, h cm 27 ciascuna.<br />
Valutazione: € 40.000 – 60.000.<br />
Surrealismo, dalla Land Art al Nouveau Realisme,<br />
per approdare all’Astrattismo e all’arte Cinetica.<br />
Nell’asta dedicata al Design e<br />
Arti figurative del XX secolo del 29<br />
giugno verranno offerte al pubblico<br />
opere e oggetti appartenuti a collezioni<br />
private di grande rilievo, da<br />
segnalare numerosi pezzi unici tra<br />
i quali Light Table del celebre Ron<br />
Arad. Inoltre, all’inizio di quest’anno,<br />
abbiamo deciso di mettere a<br />
disposizione i saloni di Palazzo Crivelli,<br />
compatibilmente all’impegno<br />
delle aste ed esposizioni, per l’organizzazione<br />
di eventi privati di qualità che<br />
permettano di conoscere e valorizzare<br />
un palazzo storico milanese.<br />
ITA EVENTI 39
cinema<br />
a cura di Andrea Thomas<br />
Drammatico, 2016, U.S.A., dal 12/5<br />
Regia di Al Pacino<br />
Con Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson.<br />
“Il film è l’esplorazione di una pièce teatrale che mi ha tenuto impegnato”<br />
racconta Al Pacino, “per molto tempo; ho spogliato l’opera fino a tenerne<br />
solo l’essenza. Non è un film tradizionale o un documentario ma qualcosa di<br />
sperimentale. Jessica è perfetta nel ruolo principale e mi ha fatto conoscere<br />
meglio Oscar Wilde”.<br />
Fantastico, 2016, U.S.A, dal 25/5<br />
Regia di James Bobin<br />
Con Johnny Depp, Mia Wasikowska.<br />
Attraversando uno specchio magico Alice incontra nuovamente i suoi amici:<br />
il Bianconiglio, il Brucaliffo, il Cappellaio matto e lo Stregatto. Il Cappellaio<br />
– uno strepitoso Johnny Depp – ha perso la sua Moltezza e Alice parte per<br />
un viaggio alla ricerca di un regolatore del tempo.<br />
Drammatico, 2016, Spagna, dal 26/5<br />
Regia di Pedro Almodovar<br />
Con Emma Suarez, Rossy De Palma, Adriana Ugarte<br />
Ancora una volta il grande regista spagnolo celebra le donne: questa volta i<br />
riflettori sono puntati su Julieta, anche lei “sull’orlo di una crisi di nervi”. Dopo<br />
un periodo di felicità sperimenta una serie di problemi interminabili sino ad<br />
attendere un miracolo e, forse, sarà proprio ciò che accadrà.<br />
Azione, 2016, U.S.A., dal 9/6<br />
Regia di Jon Chu<br />
Con Dave Franco, Marc Ruffalo, Woody Harrelson, Jesse Eisenberg.<br />
Il sequel dei quattro illusionisti, ancora una volta con ritmi mozzafiato e una<br />
grande scenografia. I novelli Robin Hood affronteranno un malvagio magnate<br />
della tecnologia. Per contrastarlo e per salvare la loro reputazione i quattro<br />
metteranno in scena uno spettacolo senza precedenti.<br />
40 ITA EVENTI
Animazione, 2016, U.S.A., dal 15/6<br />
Regia di Clay Kaytis e Fergal Reilly<br />
Per celebrare uno dei giochi più scaricati come App (oltre un miliardo di<br />
download) la casa di produzione Rovio ha realizzato in totale autonomia un<br />
film in 3d: quattro amici (Red, Chuck, Bomb e Matilda) devono fare gruppo<br />
per smascherare i piani dei loro nemici verdi.<br />
Fantascienza, 2016, U.S.A., dal 1/6<br />
Regia di Duncan Jones<br />
Con Paula Patton, Ben Foster, Travis Fimmel.<br />
Anche il popolare gioco World Of Warcraft – con oltre dodici milioni di<br />
iscritti – viene portato sul grande schermo, grazie alla regia del figlio di David<br />
Bowie, Duncan Jones. Come nel gioco si vive nel mondo magico di Azeroth:<br />
l’armonia del regno è minacciata da orde di orchi e altre creature.<br />
Biografico, 2016, U.S.A., dal 26/5<br />
Regia di Michael e Jeff Zimbalist<br />
Con Vincent D’Onofrio, Rodrigo Santoro, Seu Jorge.<br />
Un tributo al più grande giocatore di calcio di tutti i tempi, soprattutto il più<br />
spettacolare. Da ragazzo di strada alla vittoria del suo primo Mondiale nel<br />
1958 alle due Coppe del mondo. Il film analizza l’infanzia difficile, la vita in<br />
povertà e il suo spirito indomito sino alla identificazione con il suo paese, il<br />
Brasile.<br />
Commedia, 2016, Italia, dal <strong>17</strong>/5<br />
Regia di Paolo Virzì<br />
Con Valeria Bruni Tedeschi, Micaela Ramazzotti.<br />
Il nuovo film di Virzì narra dell’imprevedibile amicizia tra una sedicente<br />
contessa chiacchierona, millantatrice di contatti con i potenti del mondo e<br />
una fragile e riservata donna con un doloroso segreto. Entrambe ospiti in una<br />
comunità terapeutica, decideranno di darsi alla fuga.<br />
ITA EVENTI 41
musica<br />
a cura di Bruno Quiriconi<br />
7 giugno, Rock in Roma / Ippodromo delle Capannelle, Roma<br />
8 giugno, Arena, Verona<br />
10 giugno, Ippodromo del Visarno, Firenze<br />
12 giugno, Mediolanum Forum, Assago (MI)<br />
4 giugno<br />
Stadio San Siro, Milano<br />
18 giugno<br />
Arena della Vittoria, Bari<br />
22-23-26-27 giugno, Stadio Olimpico, Roma<br />
1-2-3 giugno, Arena, Verona<br />
7 giugno<br />
Bioparco<br />
Biografilm<br />
Bologna<br />
13 giugno, Market Sound, Milano<br />
44 ITA EVENTI
musica<br />
SEMPLICEMENTE MODÀ<br />
Si considerano nazional-popolari, ammirano i Pooh e si apprestano a riempire due date allo<br />
stadio di San Siro. Il segreto? Parlare il linguaggio della gente comune. di Guido Biondi<br />
Francesco “Kekko” Silvestre, Enrico Zapparoli,<br />
Diego Arrigoni, Stefano Forcella e Claudio<br />
Dirani sono i Modà. Una band che in<br />
pochissimi anni ha raggiunto traguardi negati alle<br />
più longeve popstar italiane. Il 18 e 19 giugno saranno<br />
nuovamente protagonisti allo stadio di San<br />
Siro, meta prediletta per ogni musicista. Itaeventi<br />
ha intervistato Kekko per capire qual è la loro formula<br />
vincente e per capire perché provocano anche<br />
molta invidia.<br />
46 ITA EVENTI
ITA EVENTI 47
Com’è iniziata l’avventura dei Modà?<br />
Per noi il concetto fondamentale è sempre stato il<br />
concerto dal vivo, suonare nei locali. Per quanto<br />
mi riguarda ho sempre fatto l’autore delle canzoni,<br />
passavo tantissimo tempo a scrivere. Sin dall’inizio<br />
abbiamo avuto persone che ci hanno seguito con<br />
piacere. Un giorno in uno di questi locali, il Live<br />
di Trezzo, è venuto ad ascoltarci Lorenzo Suraci,<br />
patron di Rtl 102.5. Poco dopo ci convocò nel suo<br />
ufficio e firmammo un contratto. Iniziò un percorso<br />
travolgente. Noi avevamo già il nostro “zoccolo<br />
duro” di pubblico e tanti chilometri alle spalle,<br />
suonavamo da dieci anni nei club e nelle piazze.<br />
Con Suraci tutto è diventato più professionale, con<br />
un’etichetta discografica che ci seguiva a 360 gradi.<br />
Grazie all’esposizione radiofonica e televisiva ci<br />
hanno conosciuto in tantissimi e abbiamo conquistato<br />
spazi più grandi.<br />
All’inizio della vostra carriera suonavate delle<br />
cover di altri artisti?<br />
Noi non abbiamo mai suonato delle cover ma presentato<br />
i nostri brani originali. Molti locali ci chiedevano<br />
di suonare brani di altri ma siamo sempre<br />
stati molto cocciuti e, per questo, abbiamo avuto<br />
anche qualche problema a trovare spazi. Piuttosto<br />
di suonare le cover di altri abbiamo deciso di esibirci<br />
gratis o addirittura pagavamo noi. Ma questa<br />
scelta di perseverare con le nostre canzoni, alla fine,<br />
ha pagato.<br />
Ha mai nostalgia delle prime occasioni nelle<br />
quali suonavate dal vivo?<br />
Più che altro quando ascolto le mie prime canzoni<br />
ricordo una grande serenità, molto più di adesso.<br />
Non dovevo dimostrare niente a nessuno. Non c’era<br />
la paura di non piacere o di ripetere il successo<br />
ottenuto. Con Viva i Romantici ci è andata molto<br />
bene, con Gioia altrettanto, ha venduto quasi mezzo<br />
milione di dischi; con Passione maledetta siamo<br />
già al triplo platino. Ma con grande ansia, grande<br />
preoccupazione: il successo non è mai facile. Noi<br />
abbiamo successo ma se devo “pesare” lo stress e la<br />
serenità preferisco i primi tempi nei quali c’erano i<br />
sogni nel cassetto e il divertimento. Eravamo più<br />
spensierati.<br />
Cosa significa suonare davanti a 60.000 persone<br />
allo Stadio di San Siro? C’è il rischio di sentirsi<br />
onnipotente?<br />
In realtà – personalmente – non mi sono mai sentito<br />
onnipotente. Casomai miracolato. A San Siro<br />
48 ITA EVENTI
hanno suonato 35 artisti da tutto il mondo… Un<br />
miracolo perché per ottenere questo risultato devono<br />
esserci tanti fattori combinati all’unisono. Penso<br />
alle canzoni, penso a Lorenzo e al suo impegno,<br />
alla nostra squadra di lavoro. Io durante il concerto<br />
allo stadio mi sento parte integrante con il pubblico,<br />
uno di loro. Dico spesso che io sono il fan dei<br />
miei fan. Parte sempre tutto dal loro. Non lo dico<br />
per umiltà perché in questo caso c’entra poco con<br />
le parole; l’umiltà la devi avere nei fatti, nelle azioni.<br />
La sensazione di grande libidine è trovarsi davanti<br />
a 60.000 persone che cantano le tue canzoni,<br />
quelle che hai scritto nella tua taverna. Quello che<br />
mi emoziona di più è quando canto allo stadio una<br />
canzone che ho scritto oltre dieci anni fa e che magari<br />
suonavo nelle piazze o negli oratori. So di aver<br />
percorso un cammino anche con grandi sofferenze<br />
e lotte ma ne è valsa la pena: la più grande soddisfazione<br />
di un artista è riuscire a godere dei propri sacrifici<br />
a distanza di anni ed esserne orgoglioso. Senza<br />
mai dimenticare le persone che ti sono vicine e<br />
che ti hanno aiutato, altrimenti non vai da nessuna<br />
parte. Anche nel nostro mestiere come per il calcio<br />
c’è bisogno di una grande squadra: dal manager,<br />
all’agente, all’ufficio stampa e così via.<br />
Tornate a San Siro per due concerti il 18 e il 19<br />
giugno consolidando la vostra popolarità. Oltre<br />
a grandi soddisfazioni ci saranno anche grandi<br />
invidie: molte popstar faticano a riempire un<br />
palazzetto dello sport. E anche molti denigratori<br />
sono particolarmente aggressivi con voi.<br />
Beh è chiaro che mi dispiace, non sono ipocrita e<br />
i denigratori mi fanno incazzare. So di avere tanti<br />
nemici e che a molti non stiamo simpatici. È un po’<br />
come la Juve che sta sul cazzo a tutti perché vince<br />
sempre e quindi talvolta risulta antipatica.<br />
ITA EVENTI 49
Da sinistra: Diego Arrigoni (chitarra),<br />
Claudio Dirani (batteria),<br />
Francesco “Kekko” Silvestre (voce),<br />
Stefano Forcella (basso)<br />
ed Enrico Zapparoli (chitarra)
Io non sono juventino ma parlo da tifoso, da sportivo.<br />
Però il fatto di vincere sempre rende grande<br />
questa squadra. È vero che alcune popstar faticano<br />
a riempire i palazzi dello sport e credo sia dovuto al<br />
fatto che non sono nazional-popolari. Noi lo siamo.<br />
E non ci rende fighi. Alcune radio non ci trasmettano<br />
proprio perché siamo nazional popolari.<br />
Però abbiamo venduto un milione e settecentomila<br />
copie dei nostri dischi e riempito i palazzetti con<br />
trecentomila persone e lo stadio di San Siro, un<br />
risultato da rabbrividire. Io credo che quando hai<br />
la gente davanti a te nei concerti e quando vendi<br />
dischi hai vinto.<br />
C’è un gruppo nazional-popolare per antonomasia,<br />
la più longeva band italiana, i Pooh. Vi<br />
sentite i loro eredi?<br />
I Pooh saranno nostri ospiti il 19 giugno a San<br />
Siro. Anche loro – per tornare al discorso di prima<br />
– hanno sempre faticato ad essere trasmessi in<br />
radio. Eppure dopo cinquant’anni di carriera riempiono<br />
lo stadio di San Siro. Due date già sold out.<br />
Se il concetto di esser nazional-popolare significa<br />
non essere trasmessi in radio ma avere il consenso<br />
della gente preferisco tenermi quest’ultimo. Non<br />
posso parlare di eventuale eredità, casomai lo diranno<br />
loro. Se me lo dicessero in un orecchio lo<br />
andrei a urlare al mondo. A noi ci hanno spesso<br />
preso in giro chiamandoci “i nuovi Pooh”: pensavano<br />
di prenderci per i fondelli ed invece io godevo<br />
di questo. Posso solo dire che come loro siamo una<br />
band, come loro siamo nazional-popolari e come<br />
loro cantiamo per la gente. da qui a diventare eredi<br />
dei Pooh mancano almeno altri 35 anni (ride, ndr).<br />
Avete mai pensato di puntare all’estero come è<br />
successo a Ramazzotti, Pausini etc?<br />
Nel 2014 abbiamo fatto un bellissimo tour all’estero<br />
ed è andato molto bene. Io non sono uno che<br />
cerca il successo a tutti i costi, non me ne importa<br />
nulla. Non ho mai fatto musica per diventare<br />
il migliore di tutti. Ho fatto musica per cercare di<br />
divertirmi ed emozionare le persone: l’obbiettivo<br />
non era superare qualcuno ma casomai me stesso.<br />
Se arrivasse l’opportunità di fare qualche progetto<br />
all’estero ma con la massima serenità accetterò di<br />
farlo. Ma non l’andrò mai a cercare. Poi ci sarebbe<br />
altro stress, altre polemiche, altre pressioni, che palle!<br />
La salute prima di tutto!<br />
Sei molto prolifico come autore e molti brani<br />
sembrano dettati dall’urgenza di comunicare<br />
emozioni realmente vissute, è così?<br />
Se prendiamo il periodo di “Gioia” ho messo tutto<br />
quello che ho vissuto nell’album. Dal nome di mia<br />
figlia alle emozioni vissute in famiglia, alla malattia<br />
di mia madre che oggi – grazie a Dio – sta benissimo.<br />
Prendo spunto dalla vita e probabilmente questo<br />
linguaggio così normale, molto simile alle cose<br />
che tutti vivono sulla propria pelle ogni giorno, ci<br />
ha reso popolari. Forse il vero segreto dei Modà è<br />
quello di avere canzoni che nascono dalla famiglia,<br />
dall’amore, dalla vita. Che poi non è un segreto ma<br />
la semplicità che tutti capiscono.<br />
52 ITA EVENTI
musica<br />
LIGAROCKPARK<br />
Dopo l’esperienza di Campovolo Luciano Ligabue rilancia un grande evento<br />
a Monza il 24 settembre. Intanto è uscito il suo nuovo libro Scusate il disordine<br />
mentre è in preparazione un nuovo concept-album. di Bruno Quiriconi<br />
Ci risiamo. Luciano Ligabue<br />
non si accontenta di un<br />
tour ordinario. Dopo aver<br />
battuto ogni record per capienza<br />
attraverso i suoi concerti-eventi a<br />
Campovolo, il rocker di Correggio<br />
ha piazzato la sua prossima<br />
sfida: portare centomila fan al<br />
Parco di Monza il 24 settembre.<br />
Il pretesto, dopo aver festeggiato<br />
venticinque anni di carriera, è la<br />
celebrazione del venticinquennale<br />
di “Urlando contro il cielo”,<br />
unico brano suonato in tutte le<br />
annate del Liga e vero cavallo<br />
di battaglia dei suoi Live. Nella<br />
presentazione dell’evento alla<br />
Villa Reale di Monza Luciano,<br />
affiancato sul palco davanti ai<br />
giornalisti insieme al suo fedele<br />
manager-amico Claudio Maioli<br />
ha raccontato un piccolo aneddoto:<br />
“Ho telefonato a Claudio<br />
e – dal momento che un po’ mi<br />
conosce – ha capito subito dove<br />
andavo a parare, non appena gli<br />
ho accennato che avevo un’idea”.<br />
La sua risposta in questi casi è<br />
sempre “No dai scherzi” perché sa<br />
già che c’è qualcosa di urgente in<br />
ballo. Liga Rock Park sarà l’unica<br />
opportunità di seguire Ligabue<br />
dal vivo nel 2016: la location è<br />
quella a ridosso dell’autodromo<br />
di Monza e potrà contenere fino<br />
a centomila persone. “La differenza<br />
con Campovolo è la bellezza circostante.<br />
È noto che Campovolo è<br />
importante perché mi sento a casa,<br />
ma è un campo di patate diventato<br />
un aeroporto. A Monza c’è tanta<br />
bellezza e sarà bello esserne circondati”.<br />
L’altro “amico” presente<br />
alla presentazione alla stampa è<br />
Ferdinando Salzano di Friends<br />
& Partner oltre a un convitato<br />
istituzionale quale è Roberto<br />
Maroni, Presidente della Regione<br />
Lombardia, visibilmente divertito<br />
dalla presenza di “un altro<br />
musicista come me”, tanto da regalare<br />
a Luciano un cd della sua<br />
band, i Distretto 51. Ma le novità<br />
non finiscono qui: Liga dice che<br />
è già a buon punto nella realizzazione<br />
di un concept album probabilmente<br />
in uscita prima delle<br />
festività di Natale: “Sicuramente<br />
suonerò qualche nuovo brano in<br />
occasione del concerto”. Sul disco<br />
l’artista non ha voluto sbilanciarsi<br />
rivelando contenuti e dettagli ma<br />
distilla una traccia: “Sono da sempre<br />
un grande fan degli Who; mi<br />
piace pensare che il mio concept album<br />
abbia come riferimenti Tommy<br />
e Quadrophenia del gruppo<br />
inglese”. Nel frattempo abbiamo<br />
il Luciano-scrittore, un nuovo libro<br />
di racconti intitolato Scusate<br />
il disordine, la sua terza raccolta<br />
ad oggi pubblicata da Einaudi:<br />
“Per me scrivere significa liberarmi<br />
della musica, dalle rigide regole da<br />
me sempre rispettate per comporre.<br />
Strofa, ritornello, strofa. Per un<br />
racconto o una sceneggiatura non<br />
c’è nessun codice da rispettare. Il<br />
titolo spiega bene il punto: la vita è<br />
disordinata anche se noi cerchiamo<br />
di metterla nei binari. Ma sappiamo<br />
bene che prima o poi finiremo<br />
per arrenderci al caos. Per ogni racconto<br />
ho utilizzato una forma diversa<br />
di volta in volta, sentendomi<br />
finalmente in vacanza”. Una novità<br />
è il contest realizzato in collaborazione<br />
con Regione Lombardia<br />
per l’evento Live di settembre:<br />
intorno alle 18 nel giorno dell’esibizione<br />
del Liga il vincitore potrà<br />
esibirsi davanti a centomila<br />
persone. I biglietti sono già in<br />
vendita sul circuito TicketOne<br />
(57,50 euro): chi acquista riceverà<br />
un box a edizione numerata<br />
con un mini poster, un booklet<br />
e uno speciale Dvd. Se proprio<br />
non riuscite ad aspettare qualche<br />
mese per partecipare al concerto<br />
ci sono sempre le collaborazioni<br />
discografiche del Liga con<br />
altri artisti: Gianluca Grignani,<br />
i Negrita e Loredana Berté.<br />
54 ITA EVENTI
ITA EVENTI 55
itratti<br />
56 ITA EVENTI
MR. FABRIQUE<br />
Daniele Orlando ha nel suo Dna la musica<br />
dal vivo: dall’esordio al New Magazine allo<br />
storico tempio del rock milanese Rolling<br />
Stone, dai Magazzini Generali alla sua nuova<br />
avventura di successo. di Andrea Thomas<br />
Iniziamo dai numeri: la capienza massima del<br />
Fabrique di Milano è di 3100 persone; è la più<br />
grande struttura indoor per l’intrattenimento<br />
in Italia, con altre due diverse configurazioni ridotte<br />
a 2000 e 1000 e la possibilità di allestimenti<br />
misti con posti a sedere. Il Fabrique, creato e realizzato<br />
dall’imprenditore milanese Daniele Orlando,<br />
è una struttura multifunzionale capace di ospitare<br />
concerti, dj set, eventi di moda, arte e intrattenimento.<br />
Inaugurato il 18 settembre 2014, il Fabrique<br />
è diventato il principale punto di riferimento<br />
per gli appuntamenti di musica dal vivo e, in particolare,<br />
il nuovo tempio dell’elettronica. In questo<br />
lasso di tempo molti artisti italiani ed internazionali<br />
si sono esibiti qui: Anastacia, Billy Idol, 2Cellos,<br />
Interpol, Noel Gallagher’s High Flying Birds,<br />
FKA Twigs, Dave Gahan, Massive Attack, Major<br />
Lazer, Mika, Apparat, Subsonica, Luca Carboni,<br />
1975, Garbage, Jane’s Addiction, Mark Lanegan e<br />
ITA EVENTI 57
58 ITA EVENTI
tanti altri. Ai concerti si sono aggiunti i dj set e le<br />
party night: Gesaffelstein e Chet Faker sold out in<br />
prevendita, il ventennale di Rollover con Dimitri<br />
From Paris, Fedde Le Grand, Chris Liebing, Hardwell,<br />
Ricardo Villalobos, Loco Dice, Paul Van<br />
Dyk, Sven Väth, Fritz Kalkbrenner. Qui Linus<br />
ha voluto festeggiare i 33 anni di Radio Deejay.<br />
Il locale è all’avanguardia soprattutto sugli “strumenti”:<br />
suono e illuminotecnica di ultimissima<br />
generazione per un impianto audio e luci residente<br />
all’altezza di quello dei grandi festival (l’azienda<br />
fornitrice è la stessa del Primavera Festival spagnolo,<br />
dei tedeschi Rock In Park e Rock Am Ring, fra<br />
gli altri). Orlando ha un percorso di tutto rispetto<br />
nella storia dei locali storici di Milano per i Live e i<br />
dj set: direttore artistico e amministratore delegato<br />
del Rolling Stone quindi proprietario dei Magazzini<br />
Generali e precursore della scena milanese di<br />
club culture. Nella sua “avventura” imprenditoriale<br />
ha un ruolo fondamentale sua moglie Fabiola,<br />
che è la speaker storica di Radio 105 e ora anche<br />
presentatrice della nuova stagione di Top DJ. Uno<br />
dei prossimi appuntamenti da tenere d’occhio sarà<br />
l’innovativo Twist and Shout!, una serata di musica<br />
anni ’50 e Febbre a 90, altro format da sold out<br />
garantito. Itaeventi ha incontrato Daniele Orlando<br />
per fare due chiacchiere.<br />
ITA EVENTI 59
Al Fabrique decide lei la scelta<br />
degli artisti sul palco o sulla<br />
console per i dj set?<br />
Assolutamente si. Alcuni arrivano<br />
“in concessione” dai promoter,<br />
con i quali ormai da anni<br />
ho un grande rapporto di collaborazione.<br />
A volte dico dei no<br />
quando l’artista non mi convince.<br />
Quest’anno più che mai si sta<br />
affermando un palinsesto composto<br />
prettamente da format: da<br />
Twist and Shout! a Mamacita e<br />
molti altri, sono un nuovo modo<br />
di concepire la serata a tema.<br />
Durante l’estate la sua attività<br />
si arricchisce di alcune collaborazioni<br />
tra le quali lo Street<br />
Art.<br />
Da circa due anni gestiamo<br />
la parte food & beverage dello<br />
Street Music Art Arena ad<br />
Assago dove c’è il Forum e da<br />
quest’anno anche per il Gods Of<br />
Metal di Monza. È una grande<br />
opportunità di far girare il mio<br />
brand con eventi che ben si sposano<br />
con l’offerta musicale tipica<br />
del Fabrique.<br />
Ci racconta il suo esordio<br />
nell’attività artistica Live della<br />
città di Milano?<br />
La mia prima passione è stata<br />
quella del Dj. Ho iniziato a 16<br />
anni al New Magazine di Milano,<br />
uno dei primi locali con<br />
libertà di ballare sui tavoli dopo<br />
una certa ora. Oltre a mixare<br />
dischi ben presto mi sono<br />
occupato di tutta una serie di<br />
dinamiche: fornitori, dettagli,<br />
organizzazione etc. Così, giovanissimo,<br />
mi sono ritrovato a<br />
gestirlo. Quando, purtroppo, il<br />
proprietario si ammalò e venne<br />
a mancare, rilevai per metà il<br />
locale. E intanto – continuando<br />
a fare il Dj questa volta insieme<br />
al grande Claudio Cecchetto<br />
al Propaganda e con una serata<br />
Daniele Orlando con il premio<br />
Onstage Awards “Miglior Club”<br />
anni settanta all’Alcatraz - sono<br />
riuscito a rilevare completamente<br />
il New Magazine.<br />
Il passo successivo è stato il<br />
Rolling Stone.<br />
Fui chiamato da Maurizio Salvadori<br />
al Rolling Stone per fare<br />
il Direttore artistico e l’amministratore.<br />
Avevo 23 anni.<br />
Dopo due anni di intenso lavoro<br />
Salvadori mi regalo il venti per<br />
cento del Rolling Stone. Dopo<br />
alcuni anni ho acquisito i Magazzini<br />
Generali: l’ho ristrutturato<br />
completamente e rilanciato.<br />
Dal tempio del rock cittadino<br />
sono passato a quello della musica<br />
elettronica. Ho portato da<br />
David Guetta a Locodice, da<br />
Carl Cox ai 2 Many Djs. Dal<br />
2010 ho iniziato ad affittare<br />
degli spazi molto grandi in via<br />
60 ITA EVENTI
PROSSIMI APPUNTAMENTI<br />
8 giugno Garbage<br />
9 giugno Magcon<br />
10 giugno Dimitri Vegas<br />
& Like Mike<br />
15 giugno Jane’s Addiction<br />
23 giugno Sean Paul<br />
FABRIQUE<br />
Via Fantoli 9, Milano<br />
Info: 02 50 63 008<br />
www.fabriquemilano.it<br />
Mecenate per i dj set di successo:<br />
parliamo di eventi da quattromila<br />
persone. Da una volta<br />
l’anno son passato a due e più<br />
fino a cinque eventi all’anno. A<br />
questo punto ho notato il capannone<br />
di Via Fantoli e ho immaginato<br />
di fare un nuovo locale.<br />
Nel 2014 sono iniziati i lavori<br />
e a settembre dello stesso anno<br />
abbiamo aperto. Il Fabrique è<br />
quindi il frutto di due grandi<br />
location storiche quali il Rolling<br />
Stone e i Magazzini generali.<br />
Quali sono le caratteristiche<br />
innovative del Fabrique?<br />
Ha un parcheggio molto ampio<br />
in una zona nella quale non andiamo<br />
a disturbare i residenti,<br />
distanti dal locale. Ha una capienza<br />
di 3100 persone con un<br />
impianto di areazione all’avanguardia<br />
per far stare bene la gente:<br />
non vedrete mai al Fabrique<br />
la tipica condensa che si forma<br />
nelle grandi location quando<br />
sono piene. L’impianto audio è<br />
uno dei più avanzati a livello europeo<br />
con una insonorizzazione<br />
lungo tutto il perimetro del capannone.<br />
C’è un aneddoto che<br />
mi piace raccontare: il Fabrique<br />
è nello storico capannone del<br />
più grande ex distributore di dischi<br />
di Milano, la Venus. Quando<br />
ho finito le scuole medie mi<br />
sono presentato da loro cercando<br />
un lavoro: mi facevano fare<br />
le cose più faticose e probabilmente<br />
non ero molto diligente<br />
perché mi licenziarono. Buffa la<br />
vita eh?<br />
Sembrerebbe più una storia<br />
americana più che italiana,<br />
soprattutto considerando<br />
l’età.<br />
Sono pronto per andare in pensione!<br />
62 ITA EVENTI
musica
L’ISTINTO DI JASELLI<br />
L’artista è un caso unico nel panorama italiano del pop-rock. Mai passato attraverso i<br />
discutibili talent, musicista con tanta gavetta alle spalle e tanti chilometri percorsi a<br />
portare la sua musica dal vivo in giro per l’Italia. di Guido Biondi<br />
Jack Jaselli è un caso unico nel panorama italiano<br />
del pop-rock. Artista puro, mai passato<br />
attraverso la sciagura dei<br />
talent, musicista con tanta<br />
gavetta alle spalle e tanti chilometri<br />
percorsi a portare la<br />
sua musica dal vivo in giro<br />
per l’Italia. Con un album di<br />
debutto eccellente (It’s Gonna<br />
Be Rude, Funky, Hard) e un<br />
Ep acustico di rara bellezza<br />
(I Need The Sea Because It<br />
Teaches Me), Jaselli in breve<br />
tempo ha conquistato quasi<br />
tutti gli “addetti ai lavori”,<br />
ricevendo un consenso<br />
dalla critica musicale e di<br />
un pubblico fedele. Monster<br />
Moon, il suo ultimo<br />
disco, è un salto di qualità<br />
nel quale l’artista è<br />
“centrato” e diretto come<br />
mai prima d’ora. Lo testimonia<br />
la forza del singolo<br />
“The End”, un piccolo<br />
capolavoro con una caratura<br />
internazionale. Oltre<br />
ad essere un valido chitarrista<br />
Jack è un lettore<br />
accanito, si è laureato con<br />
lode in Filosofia e, appena<br />
può, viaggia in giro<br />
per il mondo. Ha suonato<br />
in apertura dei concerti<br />
di Ben Harper e Fink;<br />
la sua band è composta<br />
da Nik Taccori e Max<br />
Elli. Uno dei suoi sogni<br />
nel cassetto è di farsi<br />
produrre un album da<br />
Daniel Lanois.<br />
Monster Moon si può definire quasi “un nuovo<br />
inizio” della sua carriera artistica, quasi uno<br />
spartiacque rispetto al passato, è così?<br />
Questo disco è nato dopo quasi due anni di un<br />
tour bellissimo e dopo l’incisione di un album acustico,<br />
da me considerato un’autentica follia. Quando<br />
si sono fermate le bocce di<br />
questa partita che abbiamo<br />
giocato – nell’assoluta incertezza<br />
– ci siamo resi conto<br />
che eravamo senza etichetta<br />
discografica e senza il nostro<br />
abituale promoter. Eppure,<br />
nonostante tutto, io sentivo<br />
il bisogno di fare un nuovo<br />
album. L’ho vissuto come una<br />
grande scommessa: proviamo<br />
a giocarci tutto! Con i soldini<br />
messia da parte dal tour ho<br />
deciso di partire con la<br />
band: le nuove canzoni<br />
avevano il profumo della<br />
California e lì siamo<br />
andati. L’imperativo categorico<br />
è stato: facciamo<br />
un disco come piace<br />
a noi, senza interferenze.<br />
Abbiamo trovato un produttore<br />
che ha sposato la<br />
nostra causa (Ran Pink,<br />
n.d.r.) e abbiamo registrato<br />
con lui a Los Angeles.<br />
Alla fine avete siglato<br />
con una major discografica,<br />
com’è successo?<br />
Siamo stati assolutamente<br />
colpiti dal fatto che una<br />
major abbia preso il nostro<br />
disco fatto esattamente<br />
come volevamo noi, un<br />
“pacchetto completo”, ed<br />
è piaciuto tanto da pubblicarlo.<br />
Per adesso siamo<br />
pienamente fiduciosi degli<br />
sviluppi: considera che per noi le major erano quelle<br />
che ci dicevano – attraverso i loro rappresentanti<br />
– “dovete andare a X Factor”, “dovete cantare in<br />
italiano”. E adesso hanno accettato un disco interamente<br />
in inglese.<br />
ITA EVENTI 65
“The End” è uno dei singoli pop-rock più belli<br />
degli ultimi anni. Con questa canzone e con il<br />
vostro album come siete stati accolti dalle radio<br />
italiane? E pensate di puntare al mercato estero?<br />
Il singolo è andato bene, è stato nella top 100 per<br />
un buon periodo. Il mercato internazionale è la nostra<br />
“mission” e ci auguriamo che con la struttura<br />
della major si riesca nell’intento. Da soli è abbastanza<br />
dura.<br />
Per chi vuole fare un disco non omologato quale<br />
consiglio può dare? Può bastare You Tube<br />
per emergere o bisogna passare per forza da<br />
un talent? E come mai mancano i giovani produttori<br />
e vediamo artisti affidarsi sempre agli<br />
stessi nomi?<br />
Dipende da ciò che uno vuole. Nel mio piccolo<br />
mi auguro di aprire una strada… La gavetta bisogna<br />
farla, è necessario trovare la propria strada oltre<br />
a vedere i percorsi già tracciati. Si lavora spesso<br />
su uno stereotipo di business locale e quelli sono i<br />
sistemi, sappiamo che risultati possono dare.<br />
Mi ricorda il gioco dei quadrati e delle stelline<br />
che facevamo da piccoli, se non ci entri non<br />
succede niente. Uno la sua “formina” se la deve<br />
aprire da solo… Io credo che ci siano tanti produttori<br />
bravi e giovani. Il problema è che se fai<br />
parte – come nella maggioranza dei casi – della<br />
catena di montaggio vale la regola “se quello ha<br />
fatto funzionare quella canzone andiamo da<br />
lui”. È come mettere un “trucco e parrucco”<br />
senza troppo preoccuparsi dell’originalità. Se<br />
va di moda il biondo andiamo su quello. Una<br />
catena di montaggio di ottimi professionisti ai<br />
quali – per forza di cose – viene a mancare il<br />
tempo per fare bene il proprio lavoro. Ci sono<br />
steccati di genere che all’estero non esistono:,<br />
se canti in inglese – come nel mio caso – è<br />
semplicemente il mio modo di esprimermi.<br />
Qual è, in sintesi, il significato principale<br />
“tra le righe” di Monster Moon?<br />
Dopo alcuni dischi nei quali il “focus” era la<br />
ragione ho cercato di comunicare che anche<br />
la notte, l’assenza di una luce della ragione<br />
tendente ad analizzare e chiarificare, il lasciarsi<br />
andare alla propria parte istintuale<br />
delle emozioni, può essere saggezza.<br />
66 ITA EVENTI
notes<br />
ESET PARENTAL CONTROL<br />
PER ANDROID,<br />
L’APP A MISURA DI BAMBINO<br />
I genitori possono aiutare i propri figli a esplorare Internet in modo sicuro. di Bruno Quiriconi<br />
Per i genitori è molto importante poter contare<br />
su uno strumento in grado di gestire<br />
ciò che fanno i propri figli sui loro tablet<br />
e smartphone. Un sondaggio richiesto da ESET<br />
mostra che l’88% dei genitori è preoccupato dei<br />
contenuti online a cui possono accedere i propri<br />
figli. Dal sondaggio emerge inoltre che l’81% dei<br />
genitori si dicono turbati dall’idea che i propri figli<br />
possano visitare pagine web inappropriate; il 71%<br />
è preoccupato che i propri ragazzi possano inviare<br />
informazioni personali a degli sconosciuti; mentre<br />
il 61% ha sottolineato l’eccessivo tempo che trascorrono<br />
sui dispositivi. Il sondaggio ha però rilevato<br />
che, nonostante i timori dei genitori, soltanto<br />
pochi di loro hanno installato un app di parental<br />
control che gli permette di gestire le esperienze<br />
online dei propri figli. Per accedere a Internet, i<br />
bambini stanno velocemente passando dall’utilizzo<br />
dei PC a quello dei dispositivi mobile. Le statistiche<br />
mostrano che Facebook da solo vanta un<br />
miliardo di utenti attivi al mese che si connettono<br />
attraverso i dispositivi mobile. E tra i bambini, la<br />
piattaforma mobile più utilizzata è Android: secondo<br />
le previsioni, ci saranno oltre un miliardo<br />
di dispositivi Android nel 20<strong>17</strong> e questi, anche<br />
grazie ai costi contenuti, vengono preferiti dai più<br />
giovani rispetto ad altri prodotti. L’app ESET Parental<br />
Control per Android difende i bambini che<br />
usano i dispositivi mobile garantendo loro un’eccellente<br />
protezione e una sana esperienza online,<br />
senza limitare le prestazioni. Si tratta di un sistema<br />
di protezione per la famiglia a misura di bambino<br />
che permette ai genitori di creare un rapporto basato<br />
sul rispetto con i propri figli che utilizzano i<br />
loro smartphone o tablet. Progettato per aiutare<br />
i genitori a proteggere i propri figli dalle minacce<br />
di Internet e dalle pagine web inappropriate, l’app<br />
vanta tantissime funzionalità per la protezione dei<br />
bambini e un’interfaccia grafica davvero intuitiva.<br />
ESET Parental Control per Android è disponibile<br />
su Google Play Store, sul portale my.eset.com o attraverso<br />
i partner ESET.<br />
FUTURE TIME è il distributore esclusivo dei prodotti<br />
ESET per l’Italia, nonché suo partner tecnologico.<br />
Fondata a Roma nel 2001, Future Time nasce<br />
dalla sinergia di due preesistenti aziende attive da<br />
anni nel campo della sicurezza informatica. Future<br />
Time, con Paolo Monti e Luca Sambucci, fa parte<br />
della WildList Organization International, ente no<br />
profit a livello mondiale composto da esperti e<br />
aziende antivirus che hanno il compito di riportare<br />
mensilmente tipologia e e numero dei virus diffusi<br />
in ogni Paese. Per maggiori info: www.eset.it<br />
68 ITA EVENTI
PROVA SUBITO ATTRAVERSO IL QR CODE<br />
ESET, fondata nel 1992, è uno dei fornitori globali<br />
di software per la sicurezza informatica di pubbliche<br />
amministrazioni, aziende e utenti privati.<br />
Il software ESET NOD32 Antivirus fornisce una<br />
protezione in tempo reale da virus, worm, spyware<br />
e altri pericoli, conosciuti e non, offrendo il più<br />
elevato livello di protezione disponibile alla massima<br />
velocità e con il minimo impiego di risorse di<br />
sistema. NOD32 è l’antivirus che ha vinto il maggior<br />
numero di certificazioni Virus Bulletin 100% e<br />
dal 1998 non ha mai mancato l’individuazione di<br />
un virus ItW (in fase di diffusione). ESET NOD32<br />
Antivirus, ESET Smart Security e ESET Cybersecurity<br />
per Mac rappresentano le soluzioni per la sicurezza<br />
informatica più raccomandate a livello mondiale,<br />
avendo ottenuto la fiducia di oltre 100 milioni<br />
di utenti. L’azienda è presente in 180 Paesi. Per<br />
quattro anni di seguito ESET è stata inclusa fra le<br />
aziende Technology Fast 500 EMEA da Deloitte e<br />
per dieci anni consecutivi fra le aziende Technology<br />
Fast 50 Central Europe.<br />
Per maggiori info: www.eset.it<br />
Le funzionalità includono:<br />
Controllo delle applicazioni: blocca i contenuti in<br />
base all’età del bambino.<br />
Gestione del tempo: permette ai genitori di limitare<br />
il tempo che il proprio figlio può trascorrere<br />
a giocare o a utilizzare altre app, persino quando il<br />
bambino è fuori casa.<br />
- Controllo Web: l’app blocca automaticamente<br />
delle categorie predefinite di siti web, come quelle<br />
che presentano contenuti offensivi o per soli adulti,<br />
in base all’età del bambino. Possono essere aggiunte<br />
ulteriori categorie o specifici siti web.<br />
- Posizione figlio: consente ai genitori di richiedere<br />
in qualsiasi momento l’attuale posizione del dispositivo<br />
del figlio.<br />
- Messaggio del genitore: un SMS inviato da determinati<br />
numeri del genitore bloccherà lo schermo<br />
del telefono del figlio fin quando non verrà premuto<br />
un pulsante di conferma dal figlio stesso.<br />
- Rapporti per i genitori: rapporti dettagliati<br />
sull’utilizzo delle app e sulle pagine web visitate.<br />
- I rapporti possono essere visualizzati in qualsiasi<br />
momento utilizzando l’app in modalità genitore; o<br />
attraverso my.eset.com o possono essere inviati periodicamente<br />
agli indirizzi email dei genitori.<br />
- L’app contiene un’opzione aggiuntiva che consente<br />
ai figli di chiedere ai propri genitori speciali<br />
permessi per accedere a determinate app o a particolari<br />
contenuti web, o la possibilità di aumentare<br />
il tempo per il gioco o la navigazione web.<br />
ITA EVENTI 69
notes<br />
GUIDA PER PROTEGGERE<br />
I BAMBINI SU INTERNET<br />
DEDICATA AI GENITORI<br />
I<br />
bambini sono la nostra più grande risorsa,<br />
sono il nostro futuro. Alla ESET siamo genitori<br />
proprio come voi. E come voi sentiamo la<br />
necessità di guidarli nella vita e di proteggerli dai<br />
pericoli, ma oggi questa responsabilità rappresenta<br />
una sfida enorme. Con i dispositivi mobile che diventano<br />
sempre più complessi e moderni e con la<br />
rapida evoluzione del linguaggio, la pressione aumenta<br />
esponenzialmente sui genitori che devono<br />
essere al passo con i tempi per educare a loro volta i<br />
propri figli. Questa guida vi aiuterà in questo compito<br />
e vi spiegherà quali sono gli aspetti da tenere in<br />
considerazione per garantire ai vostri figli un’esperienza<br />
su Internet che sia quantomai sana e sicura.<br />
Di seguito potrete trovare una serie di strumenti<br />
che vi permetteranno di proteggere le attività online<br />
dei vostri figli.<br />
-Usare strumenti con funzioni di parental control:<br />
potrete trovarli nei browser e anche nei software<br />
antivirus. È presente nella versione 9 di ESET<br />
Smart Security e anche nell’app ESET Parental<br />
Control per Android. Questo tipo di strumenti<br />
sono disponibili anche per console come Nintendo<br />
Wii e Xbox 360.<br />
-Non permettere ai vostri figli di inviare informazioni<br />
riservate su Internet: le informazioni personali<br />
non dovrebbero mai essere richieste via e-mail<br />
o tramite chat. Le banche non richiedono mai in<br />
questo modo i dati del vostro conto e men che<br />
meno il vostro PIN. Per questo motivo è importante<br />
non fornire ai bambini queste informazioni.<br />
-Non rispondere ne eliminare i messaggi di<br />
stalking: se vostro figlio è vittima di cyber bullismo<br />
non dovrebbe vendicarsi. Spiegate che gli stalker<br />
vogliono provocare esattamente questo tipo di reazione<br />
che alimenta il loro desiderio di nuocere. Se<br />
vi trovate in questo tipo di situazione e se capita di<br />
nuovo, rivolgetevi alle autorità competenti. Comunque,<br />
non eliminate alcun messaggio di questo<br />
tipo ricevuto, sono le prove dell’azione illecita.<br />
-Non tutto quello che vedete online è vero: non<br />
tutte le informazioni che possiamo trovare sul web<br />
arrivano da fonti attendibili ed è importante che<br />
i bambini capiscano la differenza. Create un blog<br />
dove pubblicate le vostre opinioni per dimostrargli<br />
quanto sia semplice acquisire uno spazio online e<br />
manipolarne i contenuti.<br />
-Aprire un dialogo: la comunicazione tra voi e i vostri<br />
figli gioca un ruolo chiave nella loro sicurezza.<br />
È molto più produttivo parlare delle loro paure e<br />
delle loro preoccupazioni piuttosto che punirli. Un<br />
ambiente sereno e un dialogo aperto, su Internet<br />
come nella vita reale, può essere l’aspetto chiave per<br />
il loro benessere.<br />
-Se pubblicate online qualcosa, ricordate che sarà<br />
per sempre: insegnate ai vostri figli, che qualsiasi<br />
cosa pubblicata online rimane lì per sempre. Per<br />
di più, ne perdono il controllo quando queste informazioni<br />
vengono condivise da chiunque, arri-<br />
70 ITA EVENTI
vando persino agli sconosciuti. Una buona regola è<br />
non condividere alcuna foto, stati personali o altri<br />
contenuti che non vorremmo far vedere a nostra<br />
nonna. Questo è valido per ogni tipo di espressione<br />
della vita online – social network, servizi di messaggistica<br />
istantanea, blog o commenti.<br />
ALTRI 5 SUGGERIMENTI PER I GENITORI<br />
-Assegnate un account utente a vostro figlio. Questo<br />
è il primo passo per controllarne efficacemente<br />
le attività online. Il ruolo di amministratore di sistema<br />
dovrebbe sempre essere riservato a un adulto.<br />
-Aggiornare costantemente l’antivirus e il parental<br />
control.<br />
-Controllare la cronologia di navigazione di vostro<br />
figlio. Se è stata cancellata è giusto parlare dei motivi<br />
che lo hanno portato a farlo.<br />
-Controllare la webcam, e assicurarsi che sia disconnessa<br />
o coperta (se integrata) quando non viene<br />
utilizzata.<br />
-Verificare le impostazioni del social network utilizzato<br />
da vostro figlio. Un profilo senza limitazioni<br />
alla privacy e in cui tutti i contenuti vengono condivisi<br />
pubblicamente può mettere a repentaglio la<br />
sicurezza di un ragazzo.<br />
Oggi, impedire a vostro figlio di utilizzare le tecnologie<br />
non rappresenta una soluzione. Queste sono<br />
parte integrante della loro vita quotidiana, e sono<br />
sempre più importanti per il loro sviluppo. Invece<br />
di imporre semplicemente dei limiti e delle restrizioni,<br />
aiutate i vostri figli a utilizzarle in maniera sicura<br />
e siate parte attiva dell’interazione tra il bambino<br />
e il dispositivo. È importante sottolineare che<br />
molti di questi pericoli possano interessare anche<br />
gli adulti, e la maggior parte delle precauzioni che<br />
abbiamo elencato dovrebbero essere sempre utilizzate<br />
indipendentemente dalla situazione o dall’età.<br />
La sicurezza dei bambini è responsabilità di tutti, e<br />
i suggerimenti che vi abbiamo proposto in queste<br />
linee guida aiuteranno gli adulti a proteggere le informazioni,<br />
i sistemi e l’integrità dei minori.<br />
Per maggiori informazioni visitate il nostro sito<br />
web o i nostri canali social:<br />
www.eset.it<br />
www.welivesecurity.com<br />
Seguici su Facebook: facebook.com/eset<br />
Seguici su Twitter: twitter.com/ESET @ESET<br />
ITA EVENTI 71
enessere<br />
BODY CONTOURING:<br />
L’INTERVENTO CHE CONSENTE<br />
DI RIDISEGNARE IL CORPO<br />
Dr. Antonio Distefano<br />
Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica<br />
Cos’è il “body contouring” che<br />
promette di rimodellare il<br />
corpo con un solo intervento?<br />
Il body contouring è una<br />
metodica chirurgica altamente<br />
innovativa che consente in un<br />
unico tempo operatorio un rimodellamento<br />
proporzionato<br />
fra la parte superiore e inferiore<br />
del corpo. Congiuntamente<br />
si possono aspirare le adiposità<br />
localizzate dalle zone in cui sono<br />
sovrabbondanti e distribuirle, riutilizzandole,<br />
nelle aree in cui spesso si assiste<br />
ad una ipotrofia come il seno o i glutei. Ad un<br />
addome tonico, ad una coscia più affusolata, ad un<br />
fianco più regolare possono corrispondere un seno<br />
più pieno e rotondo oltre che un gluteo più tonico e<br />
proiettato. Gli arti inferiori sono senz’altro la parte<br />
in cui il risultato dell’intervento risulta più visibile,<br />
non soltanto per l’effetto della lipoaspirazione ma<br />
anche per il rimodellamento dell’adipe in zone carenti<br />
per una armonizzazione completa e piacevole<br />
con il resto del corpo. Si possono snellire e tonificare<br />
gli arti inferiori un po’ importanti<br />
ed equilibrare la silhouette con una<br />
proiezione del gluteo, che spesso<br />
risulta carente di tono e svuotato.<br />
C’è inoltre una buona<br />
indicazione all’intervento per<br />
le donne che desiderano intervenire<br />
sul seno ma che non<br />
sono attratte dall’idea di una<br />
protesi tradizionale. L’obiettivo<br />
resta in ogni caso fermamente<br />
legato alla naturalezza del risultato:<br />
ogni donna ha le sue proporzioni,<br />
la sua altezza, la sua circonferenza ossea,<br />
le sue peculiarità anatomiche. L’effetto voluto va<br />
sempre pensato e progettato su una base anatomica<br />
individuale, le cui proporzioni vanno studiate e<br />
rispettate per avere un approccio chirurgico efficace<br />
e naturale. Pari importanza riveste la scelta del<br />
chirurgo che eseguirà l’intervento. Il body contouring<br />
necessita di un training approfondito e specifico.<br />
Per questo motivo è importante rivolgersi a<br />
professionisti che nel loro curriculum abbiano una<br />
adeguata formazione su questo tipo di metodica.<br />
72 ITA EVENTI
PRIMA<br />
DOPO<br />
Allo stesso modo è necessario assicurarsi che l’intervento<br />
venga svolto in una clinica certificata, con<br />
sale operatorie perfettamente attrezzate. Il body<br />
contouring prevede almeno una notte di ricovero,<br />
che va estesa a due nel caso di interventi un po’ più<br />
importanti o di pazienti sopra i 50 anni. Esistono<br />
inoltre, come per tutti gli interventi chirurgici, delle<br />
condizioni necessarie perché l’intervento possa<br />
essere indicato e possa essere eseguito con pieno<br />
successo. La tipologia della pelle del paziente, ad<br />
esempio, è determinante. Pelli non compatte, prive<br />
di un buon tono dermico e muscolare necessari<br />
per un risultato soddisfacente, sono una controindicazione<br />
all’intervento: l’aspirazione infatti di una<br />
quantità di adipe anche modica in pazienti con un<br />
derma sottile e atonico potrebbe determinare dei<br />
cedimenti tissutali con risultati mediocri e poco<br />
stabili. L’esame obiettivo che viene effettuato alla<br />
prima visita è fondamentale per una corretta valutazione.<br />
Nei casi più severi di anelasticità della pelle<br />
si possono considerare di programmare delle seduta<br />
di neocollagenogenesi con la radiofrequenza, e<br />
più in generale con macchinari che tonifichino il<br />
derma prima e dopo l’operazione. In alcuni casi<br />
questi sono fondamentali perché sia possibile sottoporsi<br />
all’intervento stesso. Va fatta inoltre menzione<br />
di altre condizioni che rendono l’intervento non<br />
indicato: abbondante sovrappeso o franca obesità.<br />
In questi casi è prioritaria una buona pianificazione<br />
alimentare e fisica prima di qualsiasi programmazione<br />
chirurgica che prevederà di ridurre le aree<br />
adipose residue, ipotoniche o con eccessi dermocutanei.<br />
www.antoniodistefano.it<br />
ITA EVENTI 73
sapori<br />
FORNELLI<br />
A SPILLO<br />
È il primo format di food<br />
entertainment nel panorama<br />
italiano, un nuovo modo<br />
di fare cucina conviviale.<br />
Di Andrea Thomas<br />
Cos’è fornelli a spillo? È<br />
food entertainment. È il<br />
nuovo modo di fare cucina<br />
conviviale. È un’occasione<br />
per imparare a cucinare. È qualità<br />
del cibo che si condivide, del<br />
vino che si beve, delle persone<br />
che partecipano. Cosa non è fornelli<br />
a spillo? Non è solo un corso<br />
di cucina. Non è solo social dinner.<br />
Non è uno speed date. Non<br />
è uno show cooking. Fornelli a<br />
Spillo è il format di food entertainment<br />
cucito da Anna e Marco,<br />
food entertainer e food planner,<br />
che fa della cucina il perfetto<br />
luogo per un incontro. È ai fornelli<br />
che convivialità e familiarità<br />
diventano sinonimi, che il piacere<br />
del buon cibo si imbastisce a<br />
quello della conoscenza reciproca<br />
e che i rapporti tra le persone si<br />
cuciono tra la mantecatura di un<br />
risotto e la cottura di un soufflè.<br />
Ed è così che tra consigli per una<br />
cucina rapida e gustosa e realizzazioni<br />
di gruppo di una ricetta,<br />
la serata di Fornelli a Spillo<br />
diviene il luogo dove mescolare<br />
facili tecniche di cucina con<br />
chiacchiere in libertà. All’interno<br />
del contenitore di Fornelli<br />
a Spillo convivono vari format:<br />
Sexy food per facilitare l’incontro<br />
fra single, Italian food per cucire<br />
legami tra italiani e stranieri,<br />
Cuochi ai primi fuochi per allenare<br />
alla cucina anche i dummies,<br />
Italian food classes per avvicinare<br />
gli stranieri alla cucina italiana.<br />
Team building è il format ideale<br />
per le aziende. Fornelli a Spillo<br />
si presta e si adatta alle esigenze<br />
delle aziende per organizzare<br />
incontri di formazione orientati<br />
a rafforzare i rapporti tra i professionisti<br />
e a rinsaldare forme<br />
di collaborazione tra le persone.<br />
Attraverso il format di Fornelli a<br />
Spillo è possibile sviluppare momenti<br />
di team building pensati<br />
con l’obiettivo di favorire il supporto<br />
reciproco utilizzando un<br />
metodo diverso da quello applicato<br />
dai formatori tradizionali.<br />
Il food entertainment di Fornelli<br />
a Spillo si propone quindi come<br />
strumento per motivare i partecipanti<br />
dimostrando come, attraverso<br />
un approccio organizzato,<br />
sia possibile centrare qualunque<br />
obiettivo: dal cucinare un risotto<br />
al cocco fino a raggiungere i<br />
target di vendita. E come spazio<br />
di comunicazione per un prodotto<br />
o un brand. Tutte le aziende,<br />
non solo quelle appartenenti al<br />
settore food, sono costantemente<br />
alla ricerca di nuove forme<br />
per comunicare. Una serata con<br />
Fornelli a Spillo, tra cucina e<br />
convivialità, diventa il momento<br />
ideale in cui presentare un brand<br />
o un prodotto. In cucina ci si<br />
conosce, ci si lascia andare, ci si<br />
mette in gioco. Chi sono i commensali<br />
attorno ai fornelli? Giornalisti,<br />
Kol, blogger, influencer e<br />
chiunque abbia la possibilità di<br />
ribattere sui mezzi di comunicazione,<br />
tradizionali e social, l’esperienza<br />
vissuta che diventa così<br />
cassa di risonanza per un brand<br />
o un prodotto. Perchè attraverso<br />
i social si possono realmente<br />
moltiplicare le esperienze e amplificare<br />
i feedback a una rete<br />
ampia e diversificata di contatti.<br />
www.fornelliaspillo.it<br />
info@fornelliaspillo.it<br />
74 ITA EVENTI
ITA EVENTI 0
food<br />
IL RIGORE E LA CONTINUITÀ<br />
Stefania Moroni, figlia di Aimo e Nadia, prosegue l’attività di ricerca e sperimentazione<br />
trasformando il celebre ristorante in un luogo di arte, cultura e convivialità. Da qui la<br />
gastronomia italiana ha iniziato ad elevarsi a livello internazionale. di Bruno Quiriconi<br />
Quando Aimo è arrivato<br />
a Milano da Pescia, un<br />
piccolo centro toscano<br />
vicino a Lucca e Pistoia - famoso<br />
per la raccolta dei garofani -,<br />
aveva un sogno: aprire un ristorante<br />
e trasformare il cibo in un<br />
mezzo per esprimere la sua filosofia<br />
di vita. Attraverso un piatto<br />
di carne o di pesce, una pasta o<br />
un dessert anelava al desiderio<br />
di trasmettere le sue emozioni,<br />
la sua ricerca costante delle migliori<br />
materie prime presenti nel<br />
territorio italiano, il rigore nel<br />
considerare la cucina un luogo<br />
per sperimentare, accogliere<br />
il visitatore e conquistarlo con<br />
il suo gusto. Col passare degli<br />
anni, anche grazie all’aiuto fondamentale<br />
della moglie Nadia<br />
(anche lei toscana, di Chiesina<br />
Uzzanese) il suo ristorante ha<br />
iniziato il suo decollo verso le<br />
alte sfere della gastronomia internazionale:<br />
è stato – in assoluto<br />
– il più premiato, venerato<br />
e citato dai critici specializzati<br />
con riconoscimenti dalle guide<br />
più rinomate. C’è qualcosa di<br />
diverso nell’animo di Aimo rispetto<br />
alla lunga ondata generazionale<br />
di ristoratori toscani: la<br />
volontà di trasformare il pranzo<br />
o la cena in un’esperienza quasi<br />
mistica. Provare per credere.<br />
Ogni ingrediente è selezionato<br />
da una lunga filiera controllata<br />
e aggiornata quotidianamente,<br />
cucinato con impegno e dedizione,<br />
con un riguardo sulle ultime<br />
scoperte della scienza alimentare<br />
e con l’impegno di esaltare i sapori<br />
e la presentazione sul piatto<br />
del cibo. Tutto questo poteva<br />
essere una parabola discendente,<br />
diventando un ricordo per chi<br />
ha assaporato almeno una volta<br />
le pietanze di Aimo e Nadia. E,<br />
invece, grazie alla figlia Stefania,<br />
la storia continua e si evolve in<br />
un canovaccio di installazioni<br />
d’arte, seminari culturali, presentazioni<br />
e conferenze, musica,<br />
letteratura uniti alla tradizione<br />
dei genitori. Il risultato, oggi, è<br />
Il luogo di Aimo e Nadia, ubica-<br />
76 ITA EVENTI
to sempre nella periferia milanese<br />
per scelta di Stefania; con<br />
due giovani Chef all’altezza del<br />
mentore e uno staff di prim’ordine.<br />
Non è stato facile, come ci<br />
racconterà in seguito Stefania,<br />
portare avanti un progetto rinnovandolo<br />
e agganciandolo alla<br />
contemporaneità: lei è riuscita<br />
grazie ai suoi studi, alla sua intraprendenza<br />
e alla volontà di<br />
inserire la sua personalità e i suoi<br />
interessi all’interno dell’attività<br />
dei genitori. L’esempio più significativo<br />
è l’installazione-composizione<br />
presente all’interno e<br />
alla facciata esterna del “luogo”,<br />
“una stratificazione di emozione<br />
e pensiero” curata dall’artista e<br />
scienziato Paolo Ferrari, parte<br />
integrante dell’esperienza cibo-mente.<br />
Con Paolo Stefania<br />
ha immaginato ogni dettaglio<br />
all’interno del locale, piccoli<br />
frammenti studiati per impreziosire<br />
lo sguardo e lo stato d’animo<br />
dl commensale. Gli spunti<br />
artistici e letterari sono elaborati<br />
al Centro studi Assenza coordinato<br />
dallo stesso Ferrari. “Chi<br />
siamo oggi?”, inizia così l’intervista<br />
a Stefania, “Questo è il<br />
luogo, lo spostamento del nome<br />
è significativo: un raro esempio<br />
di continuità – ad alti livelli –<br />
nell’ambito della ristorazione.<br />
Siamo la terza generazione, sempre<br />
nella stessa location – e non<br />
ci muoveremo mai da qui per<br />
scelta -, perché qui c’è una storia,<br />
un radicamento, un humus.<br />
Siamo inseriti nell’attualità della<br />
cucina contemporanea pur con<br />
le nostre radici. Oggi siamo un<br />
team - ci ho lavorato dieci anni<br />
per ottenerlo -, ho dovuto dimostrare<br />
sul campo che potevo farcela.<br />
Fabio Pisani e Alessandro<br />
Negrini sono i nostri due Chef,<br />
Nicola Dell’Agnolo è il maître in<br />
sala. La sfida vinta è stata quella<br />
di poter dare uno spazio a dei<br />
giovani (gli Chef hanno 37 anni<br />
entrambi) e nello stesso tempo<br />
non perdere l’identità che i miei<br />
genitori avevano costruito. Questa<br />
identità è spesso confusa con<br />
tradizione, un termine abusato<br />
e non congruo per descrivere la<br />
cucina di Aimo: ogni piatto veniva<br />
– ed è tutt’oggi - preparato<br />
sempre con una novità, mai<br />
uguale al precedente; anche la<br />
trippa, ad esempio, veniva arricchita<br />
con un nuovo ingrediente<br />
oppure cucinata a seconda della<br />
fantasia del momento. In questo<br />
modo alziamo sempre l’asticella:<br />
convincere il cliente a variare<br />
sempre le sue aspettative rispetto<br />
al piatto tradizionale.<br />
Quando è stato aperto Aimo e<br />
Nadia?<br />
Nel 1962. Rilevano un posto<br />
semplice, un bar: i primi anni<br />
c’era anche mia nonna e facevano<br />
da mangiare per gli operai della<br />
zona. All’epoca non esistevano<br />
le grandi scuole per gli Chef,<br />
qualcuno studiava in Svizzera o<br />
all’estero. Per dieci anni Aimo e<br />
Nadia passavano il pomeriggio<br />
nel ristorante e studiavano il cibo<br />
con dedizione e passione; la sera<br />
lo preparavano ai clienti. Pur<br />
con un legame particolare alla<br />
loro terra, si recavano in ogni angolo<br />
d’Italia provando i prodotti<br />
riconoscendone il valore tecnico,<br />
umano e organolettico: cacciagione,<br />
selvaggina, legumi, olio,<br />
vino, farro, le verdure e la carne<br />
(Chianina). Nessuno è ciò che<br />
produce ma sicuramente il prodotto<br />
rivela chi lo ha fatto, ne è<br />
una emanazione.<br />
ITA EVENTI 77
Più che di amicizia avevano<br />
rapporti di complicità gastronomica:<br />
gran parte del cibo veniva<br />
preparato apposta per loro (ad<br />
esempio il prosciutto stagionato).<br />
Chi tra i suoi genitori aveva<br />
maggior passione?<br />
Mio padre, senza dubbio. Mia<br />
madre è l’esempio di una grande<br />
dedizione e condivisione di certi<br />
principi saldi. Oggi si parla molto<br />
di etica: bene, loro l’hanno<br />
sempre avuta.<br />
Rigore nella migliore accezione<br />
del termine, professionalità…<br />
In questo rigore c’era anche una<br />
grande libertà: il lascito dei miei<br />
genitori non è solo tecnico, di<br />
impostazione: si vedono molto<br />
bene quelli che hanno seguito<br />
quella scuola. Si notano meno<br />
coloro che hanno seguito la<br />
scuola dei miei genitori, prima<br />
di tutto umana. Questo stile, in<br />
cucina e fuori, ti impone di metterti<br />
in gioco fino in fondo come<br />
essere umano e allora puoi diventare<br />
un cuoco, un sommelier:<br />
le persone passate da noi hanno<br />
imparato una modalità del fare.<br />
Qual è il vostro piatto storico?<br />
Il principale è lo spaghetto al<br />
cipollotto e peperoncino. È un<br />
piatto semplice, i miei genitori<br />
sono stati bravi a far mangiare<br />
pasta e cipolla a tutti: stranieri<br />
e italiani. Oggi può avere anche<br />
un senso ma negli anni settanta<br />
e ottanta la cucina gourmet era<br />
proteica. Derivava dalla storia<br />
della Francia: carni, pesci, i ragù,<br />
le creme, l’olio; una cucina sontuosa.<br />
E noi, per converso, la<br />
zuppa e una serie di dolci con le<br />
verdure. La verdura nei dolci resta<br />
tale – insegnamento dei miei<br />
genitori -, l’ingrediente non deve<br />
perdere la sua qualità che arriva<br />
a noi già talmente lavorata che è<br />
un peccato distruggerla. Oggi è<br />
di moda destrutturare; noi, invece,<br />
facciamo un’operazione diversa:<br />
esalto la tessitura, la storia<br />
del posto d’origine.<br />
Quando si compra un filetto<br />
dai fornitori bisogna quindi<br />
rispettarne la conformazione?<br />
Esatto. Ci arriva un maialetto<br />
di cinta senese al quale è stato<br />
fatto un lavoro di asciugatura e<br />
frollatura da parte del macellaio,<br />
dell’allevatore. Se cambia una<br />
cosa anche minima nella filiera<br />
noi ce ne accorgiamo subito.<br />
Suo padre è famoso anche per<br />
una grande dialettica con i<br />
clienti…<br />
Lo scambio con il cliente per me<br />
è fondamentale: una volta era<br />
mio padre che raccontava i propri<br />
territori con il suo vissuto e<br />
mentre lo faceva li riattraversava<br />
78 ITA EVENTI
nuovamente. Oggi lo faccio io e<br />
unisco la loro voce alla mia conoscenza<br />
profonda del prodotto,<br />
alla dietologia, alla competenza<br />
scientifica che spesso i cuochi<br />
ignorano. Mi accorgo subito di<br />
una finezza, di un ingrediente.<br />
Quando sono arrivati i primi<br />
successi?<br />
I primi riconoscimenti sono arrivati<br />
con Luigi Veronelli ed Edoardo<br />
Raspelli che hanno scritto<br />
di questo posto quando ancora<br />
era una trattoria. Poi, a mano a<br />
mano, è arrivata una prima stella<br />
e articoli in Francia e in Giappone.<br />
In particolare i giornalisti<br />
giapponesi ci hanno scoperto<br />
con grande anticipo: riconoscono<br />
da subito il valore della materia<br />
prima non troppo lavorata,<br />
la freschezza e la naturalezza del<br />
cibo. Il massimo riconoscimento<br />
è stato il primo articolo uscito<br />
sul quotidiano milanese Corriere<br />
d’informazione: mio padre se<br />
lo ricorda ancora perché titolava<br />
“una trattoria toscana ma non è<br />
la solita musica”; credo fosse il<br />
1978. Certamente poi la guida<br />
Michelin. I miei genitori erano<br />
tra i pochissimi che facevano<br />
una cucina senza influenza<br />
francese perché non era la loro<br />
storia. Si sono inventati qualcosa<br />
di diverso. Quando loro hanno<br />
iniziato, a nessuno importava<br />
del prodotto italiano. Alcuni<br />
cibi sono addirittura scomparsi<br />
per incuria o disinteresse. Poi -<br />
anche grazie all’Europa e ai suoi<br />
paletti -, alcuni prodotti hanno<br />
trovato la loro identità.<br />
Se fossero due cuochi emergenti<br />
accetterebbero la spettacolarizzazione<br />
dello Chef in tv?<br />
Lo spettacolo non è gastronomia.<br />
Ma ha smarcato la figura del<br />
cuoco dall’essere identificato per<br />
anni come un lavoro degradante.<br />
1. Quasi un raviolo (di seppia) (foto<br />
P. Barata); 2. Risotto carnaroli con<br />
capperi di Pantelleria, limoni della<br />
costiera, acciughe di Monterosso e succo<br />
di cime di rapa (foto S. Barbagallo<br />
per Riso Gallo); 3. Spaghettoni di<br />
Benedetto Cavalieri al cipollotto e<br />
peperoncino (foto Brambilla Serrani; 4.<br />
Ravioli di Rabarbaro (foto Brambilla<br />
Serrani; 5.Consommé di cappone<br />
di Morozzo con bottoni di prosciutto<br />
affumicato(foto Brambilla Serrani)<br />
Quindi ben vengano i Masterchef.<br />
Il cuoco è una delle poche<br />
professioni in cui c’è ancora un<br />
ascensore sociale: a prescindere<br />
da quello che è il background<br />
familiare uno può sperare di raggiungere<br />
una certa qualità.<br />
Ci racconta come si è realizzata<br />
grazie alla continuità del<br />
luogo?<br />
Io lavoro qui da tantissimi anni:<br />
ho iniziato facendo delle cose in<br />
cucina. “Un figlio di” non è detto<br />
che abbia le competenze: io le<br />
ho guadagnate sul campo. Ho<br />
fatto moltissimi corsi.<br />
ITA EVENTI 79
Mi piace la cucina ma non è il<br />
mio unico mondo. Io sto bene<br />
in mezzo alle persone, mi piace<br />
la cultura, ho trasformato questo<br />
posto in una installazione artistica-architettonica,<br />
ho portato<br />
altri piani culturali: della conoscenza,<br />
corsi interni alle persone<br />
che lavorano con me: ad esempio<br />
per imparare come funziona il<br />
nostro cervello con i sapori. Adoro<br />
la cultura gastronomica, il suo<br />
mondo sociologico, l’attualità,<br />
l’arte contemporanea:<br />
ho portato qui un<br />
mondo-pensiero. La<br />
realtà potrebbe avere<br />
un piano non evidente,<br />
magari ha bisogno<br />
di quel silenzio in più<br />
perché si possa rivelare.<br />
Darti un pane e<br />
pomodoro, sorprenderti<br />
e spiazzarti di riuscire<br />
a trovarlo in un<br />
ristorante noto: poi lo<br />
assaggi e resti sorpreso,<br />
la velatura del pomodoro<br />
viene svelata,<br />
ogni ingrediente resta<br />
se stesso ma si svela; è<br />
uno stile. E si declina<br />
in modi diversi.<br />
Tutto questo impegno<br />
di ricerca e rigore<br />
riesce a coniugarsi<br />
con una corretta<br />
amministrazione? In<br />
altre parole si riesce<br />
a guadagnare?<br />
Queste attività ad alto livello,<br />
proprio per la quantità di “labour”,<br />
cura, servizio, attenzione,<br />
con altissimi costi è come<br />
la haute couture nella moda: hai<br />
bisogno di persone, di impegno.<br />
Sono vent’anni che gestisco questa<br />
attività, è una scelta non fatta<br />
in termini economici: sarebbe<br />
stato più conveniente fare altro.<br />
C’è sicuramente una buona gestione.<br />
E devo fare in modo che<br />
funzioni. Questa attività, per<br />
sopravvivere, deve diversificarsi,<br />
espandersi, non basta pensare<br />
solo alla somministrazione del<br />
cibo. C’è stato, da parte mia,<br />
uno studio sul futuro di questo<br />
luogo, per cambiare approccio<br />
mentale e inventare qualcosa di<br />
nuovo. Non esistono formule<br />
preconcette: ci si prova, è anche<br />
una sfida della vita. Ho fatto un<br />
team building da sette persone:<br />
io, i mie genitori, Fabio, Alessandro,<br />
Nicola e Federico. Credo<br />
molto nel team: i due cuochi<br />
sono presenti da dieci anni. Non<br />
sono semplicemente dei cuochi,<br />
sono insieme a me in questa avventura.<br />
Abbiamo moltissime richieste<br />
di persone che vorrebbero<br />
lavorare con noi.<br />
Come hanno reagito i suoi<br />
genitori quando hanno realizzato<br />
che avrebbe preso lei il<br />
“timone”?<br />
Diciamo che è avvenuto non a<br />
tavolino ma con gradualità. Io<br />
ho cercato di capire a 360gradi<br />
questo mondo, ho lavorato qui<br />
a lungo. Poi, a un certo punto,<br />
ho iniziato ad organizzare eventi<br />
all’estero: i miei erano refrattari e<br />
stanziali, venendo da altre culture.<br />
Li ho costretti a uscire e fare<br />
piccole cose e hanno scoperto<br />
che poteva funzionare. Poi ho<br />
cercato di trasmettere gli elementi<br />
culturali: per anni mi sono<br />
occupata della comunicazione.<br />
Il passaggio dai miei genitori al<br />
team della terza generazione è<br />
durato circa tre anni.<br />
Ha avuto la percezione<br />
del loro orgoglio<br />
per la scelta<br />
difficile di continuare<br />
un percorso intrapreso?<br />
Tutto il mio lavoro, il<br />
“sottolavoro”, l’attenzione<br />
alle criticità non<br />
si vede spesso.<br />
Pero’, quando per<br />
qualsiasi motivo viene<br />
meno, allora gli altri si<br />
accorgono che manca<br />
qualcosa. Anche il<br />
mondo della ristorazione<br />
mi considerava<br />
una fuori di testa: io<br />
stavo poco dentro il<br />
sistema. Sono una<br />
persona che ha guardato<br />
avanti: ho creato<br />
e ancora oggi creo<br />
una tessitura per permettere<br />
agli altri di<br />
lavorare in un modo<br />
migliore e più gratificante. Per<br />
mia madre è stato facile capire<br />
il mio lavoro, per mio padre ha<br />
richiesto più tempo.<br />
Ha un po’ glissato, le hanno<br />
detto “brava”?<br />
Adesso si. Non me l’hanno sempre<br />
detto. Adesso dicono brava,<br />
ma soprattutto me lo dico io<br />
(ride, ndr). Si fidano ciecamente<br />
di me. Anche perché non possono<br />
fare diversamente, sono una<br />
tale rogna!<br />
80 ITA EVENTI
Produzione<br />
e commercializzazione<br />
del Limone<br />
di Sorrento I.G.P.<br />
Via Pantanello, II Trav DX - Zona Industriale - 04022 Fondi (LT)<br />
tel. 0771 531807 - www.la-costiera.com -<br />
F.LLI VINACCIA S.r.l.
libri<br />
GIGANTI (Italiani seri nel Paese dei blablà)<br />
Stefano Lorenzetto (Electa)<br />
Chi sono i Giganti per Stefano Lorenzetto? Sono i personaggi intervistati<br />
dall’autore nella sua ex rubrica de Il Giornale: trentacinque racconti<br />
di cittadini italiani seri, motivati, autentici e ricchi di valori genuini. Un<br />
vero inno all’etica, con alcuni personaggi straordinari: il manager che<br />
soccorre i cinesi detenuti nei laogai, il chirurgo dei casi impossibili, il<br />
crociato dei borghi abbandonati, il giardiniere che non si arrende mai,<br />
l’operaio che ha salvato i bilanci della Fiat, la madre che ha offerto alla<br />
patria i due figli poliziotti, la pensionata che vive da sedici anni dentro<br />
l’aeroporto di Malpensa. Storie di persone altrimenti invisibili – per scelta<br />
– lontano dai riflettori e dal clamore di una società dell’apparenza. Stefano<br />
Lorenzetto è consigliere dell’editore in Marsilio, scrive per Panorama,<br />
Arbiter e L’Arena; è stato vicedirettore vicario di Vittorio Feltri al Giornale,<br />
collaboratore di una quarantina di testate (Corriere della Sera, L’Europeo,<br />
etc.) e ha pubblicato sedici libri. Come autore televisivo ha realizzato<br />
Internet Café per la Rai. Lorenzetto è entrato cinque volte nel Guinness<br />
World Records per la più lunga serie di interviste che sia mai apparsa<br />
sulla stampa mondiale. Le storie raccontate dal giornalista, qui raccolte<br />
attraverso una selezione, sono lo specchio di una società civile, caparbiamente<br />
allenata a fare senza chiedere, a resistere senza lamentarsi, a<br />
combattere con le armi dell’impegno e della perseveranza. Ed è un vero<br />
peccato che – almeno per adesso – non leggeremo altre interviste così,<br />
lasciando ulteriore spazio a tanti protagonisti dell’inutile. (b.q.)<br />
IL PRIMO ANNO VA MALE TUTTI GLI ALTRI SEMPRE<br />
PEGGIO Mara Maionchi e Alberto Salerno (Baldini & Castoldi)<br />
Come due novelli Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, la coppia<br />
Mara Maionchi e Alberto Salerno rende pubblica – come in una piéce teatrale<br />
– la loro storia d’amore. Un libro pieno di ironia, pungente e dissacrante<br />
sulla vita di coppia e le sue sfumature. Si ride di gusto nei racconti<br />
di Mara, diretta e spregiudicata, con alcuni momenti di rara tenerezza.<br />
Salerno racconta la sua vita di paroliere: non tutti sanno chi è l’autore –<br />
tra le altre cose - di “Io vagabondo” dei Nomadi. Una coppia moderna,<br />
innamorata follemente della musica pop, “workaholic” e calvinista ma<br />
sempre con grande umanità, capace di commuoversi per i successi dei<br />
loro figli. Spassosi i racconti di Mara durante la sua lite con il primo datore<br />
di lavoro e con Gianna Nannini – esilarante la scrivania spaccata in un<br />
momento di ira -; interessante il percorso di Salerno, soprattutto durante<br />
il periodo della Numero Uno, l’etichetta di Lucio Battisti, momento di<br />
grande creatività nella musica leggera italiana. Mara e Alberto sono da<br />
sempre molto attivi dietro le quinte della musica pop e questo libro è anche<br />
l’occasione per un ripasso attraverso le varie epoche, dal beat sino a<br />
Tiziano Ferro, ultimo artista scoperto dalla “ditta”. Si dice che l’equilibrio<br />
di una coppia non va mai giudicato dall’esterno: l’impressione dopo la<br />
lettura del libro è di una felice e ben rodata coppia, esperta nell’arte di<br />
essere anticonformisti anche mandandosi a quel paese diverse volte al<br />
giorno eppure con una grande unità, oggi davvero rara. (g.b.)<br />
82 ITA EVENTI
libri<br />
ABSOLUTE<br />
BEGINNERS<br />
Il nuovo libro di Carlo Massarini è una<br />
mappatura a tutto campo delle origini<br />
della musica rock e dei suoi affluenti meno<br />
conosciuti. Una conversazione a 360 gradi<br />
sulle grandi icone rock e su come la musica<br />
rappresenta le pulsioni della società.<br />
di Guido Biondi<br />
“Sto pensando al prossimo progetto, per adesso top<br />
secret”. Carlo Massarini guarda sempre al futuro<br />
nonostante un passato da divulgatore per le generazioni<br />
cresciute con Mister Fantasy, storico programma<br />
musicale della Rai negli anni ottanta. Il<br />
presente, dopo la chiusura di Ghiaccio Bollente su<br />
Rai 5 e le proteste degli spettatori per l’inaspettato<br />
congedo, è tutto nella sua nuova trasmissione su<br />
Virgin Radio, Absolute Beginners. È anche il titolo<br />
del suo ultimo libro pubblicato per Hoepli, ispirato<br />
dichiaratamente al film di Julian Temple del 1986.<br />
A differenza dei classici volumi di recensioni, talvolta<br />
noiosi, in questo libro c’è un filo logico, una<br />
narrativa attraverso tre decenni di grande musica.<br />
Un libro divulgativo – per nulla didascalico –<br />
per capire le origini, le trasformazioni, i percorsi<br />
degli artisti e delle pietre miliari della musica<br />
rock dal 1936 al 1969. Il tutto divertendo e incuriosendo<br />
il lettore.<br />
In fondo ciò che io faccio – se consideri anche la tv<br />
e la radio – è un modo di informare raccontando<br />
delle storie in modo spettacolare e piacevole. Io ho<br />
cominciato a comprare dischi dalla metà degli anni<br />
sessanta, per la precisione con i Beatles nel 1965.<br />
Avevo circa dodici anni. Poi ho continuato scoprendo<br />
Who, Jimi Hendrix, i Rolling Stones. Nel<br />
libro ci sono dei ricordi personali e qualche aneddoto<br />
legato ai dischi comprati dai miei genitori.<br />
Poi, ovviamente, c’è molta ricerca e molta lettura di<br />
libri sull’argomento.<br />
Lei ha incontrato e intervistato alcuni dei<br />
protagonisti del periodo d’oro del rock e del<br />
pop: Joni Mitchell, Bob Marley, Pink Floyd,<br />
Bowie…<br />
Joni Mitchell l’ho incrociata più che incontrata nel<br />
1977 in un viaggio in America. Me l’ha presentata<br />
Jaco Pastorius, a sua volta presentato da Patrick<br />
Djivas della Premiata Forneria Marconi. C’è una<br />
foto che documenta questo incontro di noi tre nel<br />
mio libro Dear Mister Fantasy. L’ho poi incontrata<br />
durante il suo concerto all’Arena di Verona nel<br />
1983 ma non ho mai avuto il piacere di intervistarla.<br />
Con Bob Marley invece ho avuto un incontro<br />
approfondito e una bella intervista e anche dei<br />
momenti di svago vedendolo giocare a pallone e<br />
accompagnandolo sul suo autobus. I Pink Floyd –<br />
e lo racconto anche in questo libro – ho avuto il<br />
piacere di conoscerli dopo esattamente un mese dal<br />
84 ITA EVENTI
mio primo programma radiofonico.<br />
Erano venuti a Roma a suonare e ne ho approfittato<br />
per intervistarli. Con Bowie ho fatto una piacevolissima<br />
intervista credo nel 1978. I Rolling Stones<br />
non li ho mai incrociati.<br />
Come mai il libro raccoglie dischi pubblicati<br />
fino al 1969? È una precisa scelta editoriale o<br />
arriverà un altro volume?<br />
C’è in programma di pubblicare il volume successivo<br />
sulla musica degli anni settanta, il periodo<br />
del quale mi sto occupando adesso su Virgin Radio.<br />
All’inizio volevo concentrarmi solo sugli anni<br />
sessanta ma poi ho deciso di andare ancora più a<br />
ritroso. Volevo mappare le origini del rock. Tracciare<br />
anche personaggi misconosciuti appartenenti<br />
al rhytm’n’blues che sono legati a doppio filo alla<br />
storia del rock. Ciascuno dei protagonisti ha storie<br />
divertenti, appassionanti anche tragiche da raccontare<br />
ed è stata anche una bella occasione di riascoltare<br />
i loro dischi.<br />
Come giudica la musica oggi, la dissoluzione<br />
dell’industria musicale ma, soprattutto, la carenza<br />
di fenomeni di aggregazione e di artisti<br />
capaci di influenzare la cultura odierna? Un<br />
mercato globalizzato in mano a personaggi di<br />
puro entertainment.<br />
È cambiato un mondo. Le cose non rimangono per<br />
sempre le stesse. In particolare l’avvento di internet<br />
e delle tecnologie, smartphone, camere digitali ha<br />
nettamente cambiato le cose, specialmente negli<br />
ultimi vent’anni; è cambiato proprio lo scenario.<br />
Se penso a quando andavamo nei negozi specializzati<br />
ad aspettare con ansia l’arrivo di un album<br />
d’importazione, lo portavi a casa, leggevi i testi, lo<br />
ascoltavi con i tuoi amici… Oggi sembra di stare<br />
su un altro pianeta. Non si possono mettere in relazione<br />
i periodi,<br />
non è possibile fare<br />
paragoni. Negli anni settanta<br />
non c’erano i telefoni cellulari:<br />
per intervistare qualcuno in America dovevi<br />
chiamare il centralino, prenotarti e poi aspettare<br />
a casa di essere richiamato qualche ora dopo. La<br />
Cina negli anni settanta era un pianeta sconosciuto;<br />
adesso comprano le nostre squadre di calcio…<br />
Poi, sulle singole cose, riusciamo a ragionare: le mie<br />
emozioni erano più forti allora. Probabilmente per<br />
un ragazzo di oggi sarà altrettanto emozionante votare<br />
un artista di X Factor, per me un po’ meno.<br />
C’è molta buona musica anche oggi, soprattutto di<br />
jazz, folk, r’n’b. ma le necessità del mercato sono<br />
indubbiamente diverse. Fino agli anni sessanta,<br />
periodo nel quale si sono sviluppati gli album, era<br />
un mercato fondamentalmente di singoli. Canzoni<br />
pop come oggi, spesso one-hit-wonder, successi<br />
senza un seguito. I testi oggettivamente sono abbastanza<br />
diversi, prima si seguivano con maggiore<br />
attenzione. Oggi hanno meno importanza.<br />
Qualche mese fa c’è stata una quasi insurrezione<br />
sui social network dopo la chiusra di Ghiaccio<br />
bollente, programma molto seguito su Rai<br />
5. Ci sono stati sviluppi? Farà un’altra trasmissione?<br />
Da parte della Rai nessuno sviluppo, anzi, hanno<br />
cercato di mettere a tacere l’iniziativa. Non c’è stato<br />
nessun messaggio da parte della Rai neppure di<br />
riconoscimento del programma e del suo valore. In<br />
ogni caso – a livello personale – la petizione degli<br />
ascoltatori è stata una testimonianza di grande affetto.<br />
A livello professionale questa ha sottolineato un<br />
programma colto, non un talent, con la musica trattata<br />
con un taglio storico e culturale. La mancanza<br />
di un programma del genere è clamorosa in Rai.<br />
86 ITA EVENTI
Domanda finale sui massimi sistemi: secondo<br />
lei c’è stato un disegno per ridimensionare<br />
l’influenza della scena musicale, soprattutto<br />
la cultura generata dai protagonisti dagli<br />
anni settanta in poi, le tematiche sociali, il<br />
fenomeno di aggregazione, etc. Oggi la musica<br />
pop globale è soprattutto intrattenimento,<br />
non disturba, a parte pochi artisti, Radiohead<br />
su tutti.<br />
Mi viene difficile pensare che ci sia stata una<br />
volontà così organizzata “dall’alto” da parte di<br />
qualche “Grande fratello” o del Presidente degli<br />
Stati Uniti o altro ancora per un giro di vite teso<br />
a ridimensionare il potere alla musica. Gli artisti<br />
non sono così manipolabili. È il mercato che<br />
influisce: quando le radio trasmettono tutte le<br />
stesse canzoni è ovvio che la direzione non potrà<br />
essere quella del passato; è musica che fa divertire,<br />
innamorare. Viene tagliata fuori la musica<br />
che fa riflettere, quella che racconta delle storie. I<br />
media – in generale – si dedicano, semplicemente,<br />
alla musica di successo immediato, trascurando<br />
quella che definisco musica interessante. Se<br />
un caporedattore si convince che fa più gioco al<br />
suo giornale pubblicare un articolo su Alessandra<br />
Amoroso alla fine è una sua scelta e non credo che<br />
ci sia dietro una filosofia di anestetizzare la musica<br />
cosiddetta colta o sociale. La musica oggi non<br />
è più pericolosa, non c’è più chi infiamma come<br />
facevano i Doors, non c’è musica che incita all’insurrezione.<br />
La musica per fare la rivoluzione nasce<br />
in un momento storico nel quale c’è chi vuole farla.<br />
Oggi nessuno vuol fare la rivoluzione, al massimo<br />
le persone sono un po’ incazzate ma stanno al loro<br />
posto e questo si riflette sugli artisti. La società<br />
esprime ciò che ha dentro di sé. Anche il rap nasce<br />
come musica di libera espressione di gente che non<br />
Traffic, James Brown e Rolling Stones dal vivo.<br />
aveva un canale per esprimersi, almeno in origine,<br />
se escludiamo la fascia culi, tette e pistole. Hanno<br />
ancora una verve di canzone sociale ma tendenzialmente,<br />
se vediamo anche in Italia, hanno temi<br />
di incazzatura personale, di ansia esistenziale e divertimento<br />
ma nulla in confronto a Niggaz With<br />
Attitudes. Sono, alla fine, Fabri Fibra e Fedez, ed<br />
è difficile definirli capopopolo per la rivoluzione;<br />
un po’ tutta la musica oggi rappresenta questa “non<br />
ribellione”. Credo che oggi più che ieri sarebbe - invece<br />
– una necessità.<br />
88 ITA EVENTI
zapping<br />
LA NOTTE DEI PUBBLIVORI<br />
Da un archivio sterminato raccolto da Jean Marie Boursicot viene realizzataogni anno<br />
una selezione dedicata ai veri appassionati di spot. di Andrea Thomas<br />
Anche quest’anno la manifestazione più<br />
amata da un pubblico smart ha avuto un<br />
successo oltre ogni aspettativa. La cornice<br />
dell’evento è stato il Blue Note di Milano, ambiente<br />
ideale ed elegante per coniugare lo spettacolo<br />
degli spot più originali ed interessanti<br />
dell’anno insieme a una cucina creativa.<br />
Organizzato dall’agenzia La<br />
Buccia, La Notte dei Pubblivori<br />
è una maratona di spot<br />
pubblicitari proveniente da<br />
ogni parte del mondo, selezionati<br />
da un team e proposti<br />
in due tempi in un’unica<br />
serata. Per chi sa leggere tra<br />
le righe è anche un interessante<br />
“documentario” sul<br />
linguaggio attuale dei creativi<br />
e della pubblicità che racconta –<br />
attraverso spunti e dinamiche – la<br />
società contemporanea. La rassegna è<br />
nata da un archivio di pubblicità – senza dubbio<br />
il più grande mai esistito – con quasi un milione<br />
e mezzo di spot collezionati dall’inizio del secolo<br />
scorso ad oggi. Il format è stato inventato da Jean<br />
Marie Boursicot, colui che ha iniziato a catalogare<br />
e collezionare l’archivio. Dietro allo spettacolo<br />
vi è un gran lavoro di restaurazione delle pellicole<br />
originali e, soprattutto, la sua digitalizzazione.<br />
Il format, originariamente, prevedeva uno show<br />
dalla mezzanotte all’alba ed era oggetto di un<br />
piccolo ma tenace zoccolo duro di fan.<br />
Contiene più della metà di spot recenti,<br />
una parte proveniente da<br />
mercati emergenti e una serie<br />
di pellicole classiche, veri e<br />
propri must per i veri appassionati:<br />
dal sensuale ed<br />
ammiccante spot della Perrier<br />
– riproposto ogni anno<br />
– sino a Super Timor, una<br />
pubblicità degli anni cinquanta<br />
di uno spray africano<br />
contro le zanzare decisamente<br />
esilarante. Proprio il lato comico<br />
della manifestazione, con una serie<br />
di spot ad alto tasso di comicità è uno<br />
dei momenti più amati insieme alla curiosità per<br />
alcuni spot prodotti in Italia ma rimasti inediti. La<br />
selezione degli spot contenuti nello show proviene<br />
da oltre 80 paesi nel mondo, con 750 corrispondenti<br />
dalle varie agenzie internazionali.<br />
90 ITA EVENTI
ITAEVENTI QUESTO MESE – OLTRE ALLA CONSUETA<br />
DISTRIBUZIONE – LO PUOI TROVARE ANCHE QUI:<br />
AGORÀ Via Dei Ciclamini, 23<br />
ARCOBABY Via Carabelli, 2<br />
BABY BOOM Via Lamarmora, 22<br />
BABY STELLA Via Pola, 25<br />
BABY WORLD Via Martiri Triestini, 1<br />
BABYMOTTA Largo Settimo Severo, 6/2<br />
BARBAPAPÀ Via Melzo, 16<br />
BE.BE Via Brenta, 11<br />
BIMBO POWER Viale Sarca, 187/189<br />
BIMBÒ Viale Suzzani ang. Ca’ Granda<br />
BIMBOPOLIS Via N. Battaglia, 41<br />
BLU KIDS Corso Buenos Aires, 5<br />
BRUMS Corso Buenos Aires, 30<br />
CAMPO TEATRALE Via Casoretto, 41/A<br />
CANETTA MANI DI FATA Via Dante, 2<br />
CARLA BABY Corso di Porta Romana, 72<br />
CARTOONIA Corso di Porta Romana, 72<br />
CEM Via Decorati, 10<br />
CENTRO TEATRO ATTIVO Via Ampere, 30<br />
CERRO ARDENTE Viale Montenero, 16<br />
CERRUTI PRIMA INFANZIA Via Giambellino, 39<br />
CHICCO Via Dante, 12<br />
DE PONTI GIOCATTOLI Via Castelvetro, 33<br />
FANTASILANDIA Via Tiraboschi, 6<br />
FATE I CAPRICCI Via Lanzone, 7<br />
FORTURA GIOCATTOLI Via Pietrasanta, 14<br />
FUN & FUN Via Beroldo, 2<br />
GAIA Via N. Battaglia, 38<br />
GIOCATTOLANDIA Viale Beatrice D’Este, 45<br />
GIOCATTOLI ADIGE Corso Lodi, 9<br />
GIOCHERIA Viale Monza, 9<br />
GIOCHERIA Corso San Gottardo, 38<br />
GIOCÒ CREATIVITÀ E ARTE Corso di Porta Romana, 96<br />
GRILLO PARLANTE Via Chopin, 20<br />
HAPPY CHILD Via Noè, 24<br />
HAPPY CHILD Via Costanza, 21<br />
I MONELLI Via Belfiore, 15<br />
I PICCOLISSIMI Via del Sarto, 32<br />
I PULCINI Via Stradella, 5<br />
IDEXE Via Santa Sofia ang. Porta Romana<br />
IL FANTABOSCO Via Marco Bruto, 9<br />
IL GERMOGLIO Via Lanzone, 53<br />
IL GRILLO PARLANTE 2 Via Brioschi, 23<br />
IL NANO GIGANTE Via Lambrate, 18<br />
IL NIDO Viale Monza, 60<br />
IL PAESE DEI BALOCCHI Via Barona, 2<br />
IL PIANETA DEL TESORO Via Perussia, 6/1<br />
IMMAGINARIUM Viale Serra, 69<br />
IMMAGINARIUM C.so Porta Romana, 67<br />
IMMAGINARIUM Via Dante<br />
JACQUADIS PARIS Via Dante, 16<br />
JEANS AGE Via Correnti, 21<br />
L’ISOLA CHE NON C’È Via Gessi, 13<br />
L’ISOLA CHE NON C’È Via San Rocco 11<br />
L’OCA ROSA Via della Commenda, 25<br />
LA CARTOLERIA Viale Piave, 20<br />
LA CASA DE PEPA Via Anfossi, 19<br />
LA CASA DE PEPA Via Solari, 23<br />
LA CASA DE PEPA Foro Buonaparte, 69<br />
LA CASETTA DI CUCCIOLO Via Heine, 4<br />
LA CICOGNA Via Bellosio, 15<br />
LA CITTA’ DEL SOLE Via Spallanzani, 16<br />
LA CITTA’ DEL SOLE Via Solari, 68<br />
LA CITTA’ DEL SOLE L.go Settimo Severo, 2<br />
LA CITTA’ DEL SOLE Corso Lodi, 3<br />
LA CITTA’ DEL SOLE Via Orefici, 13<br />
LA COMPAGNIA DEI BIRICHINI Via Lagrange, 8<br />
LA GIOCHERIA Via Correnti, 26<br />
LA LUNA E LA CARTA Via Mac Mahon, 12<br />
LA MUCCA E LA GIRAFFA Via Castelvetro, 33<br />
LE PAPERE Via Raffaello Sanzio, 30<br />
LES GALIPETTES Via Verro, 39<br />
LIBRERIA DEI RAGAZZI Via Tadino, 53<br />
LIBRERIA FOGLIAZZA Via della Commenda, 25<br />
LUDUM Via Pietrasanta, 14<br />
MAGO LEO Via Anfossi, 8<br />
MASTRO GEPPETTO Via Savona, 45<br />
MATIOL PRIMA INFANZIA Via Porpora, 95<br />
MIELE Via Porro Lambertenghi, 12<br />
MIND Corso 22 Marzo, 25<br />
MOROSINI GIOCATTOLI Viale Gian Galeazzo, 31<br />
MUBA Via Besana, 12<br />
MUSEO WOW Viale Campania, 12<br />
NATURINO Via Durini, 2<br />
OKIKOLLE LAB Via Bronzetti, 18<br />
ORIGINAL MARINES Corso 22 Marzo, 20<br />
PALAUNO Largo Balestra, 5<br />
PAPAVERI & PAPERE Viale Umbria, 63<br />
PEPERINO PIZZA & GRILL Via F. Crispi, 2<br />
PETER PAN Via Ariosto ang. Via Mascheroni<br />
PETIT BATEAU Corso di Porta Romana, 64<br />
PICCOLI SOGNI Via Termopili, 7<br />
PICCOLI SOGNI Via Plinio, 60<br />
PLAY PLANET Via Veglia, 59<br />
PRENATAL Via Marco D’Agrate, 1<br />
PRIMIGI STORE Corso di Porta Romana, 67
MILANO<br />
TORINO<br />
PROFESSIONE MUSICA Via Reguzzoni, 15<br />
QUELLI DI GROCK Via Muzzio, 3<br />
QUI SI GIOCA Via Ingegnoli, 15<br />
RAGGIO DI SOLE Via Termopili, 7<br />
RICORDI MUSIC SCHOOL Viale Premuda, 13<br />
S&M Viale Ca’ Granda ang. Viale Suzzani<br />
SALVAGENTE BIMBI Via Balzaretti, 15<br />
SCARABOCCHIANDI Via Martiri Triestini, 1<br />
SPLENDOR BABY Corso Lodi, 47<br />
TANTI BACI Via degli Imbriani, 10<br />
TATI KIDS Via Orti, 35<br />
TEATRO DELLA LUNA Via di Vittorio, 6 (Assago)<br />
TOYS CENTER Via Macchi, 27<br />
TOYS CENTER Via Novara, 83<br />
AL BOSCHETTO Via Val della Torre, 61<br />
ASEI SCHOOL Corso Unione Sovietica, 113<br />
ASSOCIAZIONE LA MATERNITÀ Via Gioberti, 71<br />
BAMBY Corso Vittorio Emanuele II, 24<br />
BIMBI CLUB Corso Peschiera, 364/A<br />
BINARIA Via Sestriere, 34<br />
C MIRAFIORI NORD Via Bellono, 1<br />
CASA OZ Corso Moncalieri, 262<br />
CENISIA CIT TURIN Via Avigliana, 13<br />
CENTRO CROCETTA Via San Secondo, 29 bis<br />
COLLEGIO SAN GIUSEPPE Via San Francesco da Paola, 23<br />
COOP. SOCIALE TERZO TEMPO Via Po, 7<br />
DON CHISCIOTTE Via Cernaia, 25<br />
DU PAREIL AU MEME Via Garibaldi, 6<br />
EUREKA KIDS Via Garibaldi, 38/E<br />
GIROTONDO TOYS Corso Sommellier, 33<br />
IL GRIFONE BABY Via Carlo Alberto, 38<br />
IL MICINO Via San Marino, 31<br />
IL PAESE DEL SOLE Via Rosolino Pilo, 24<br />
IO BIMBO Corso Potenza, 153/D<br />
IPER BIMBO Corso Bramante, 10/14<br />
ISTITUTO SOCIALE Corso Siracusa, 10 A<br />
ITER Via Revello, 18<br />
KOALA Piazza Statuto, 2 bis<br />
LE BIRBE Via Gattinara, 7<br />
LINGOTTO - FILADELFIA Corso Corsica, 55<br />
M** BUN Via Urbano Rattazzi, 4 - Corso Siccardi, 8/A<br />
MAGAZZINI OZ Via Giolitti, 19/A<br />
MARIA MONTESSORI Via Migliara, 7<br />
MIRAFIORI SUD Via Farinelli, 25<br />
NIZZA - MILLEFONTI Via Ventimiglia, 112<br />
PARADISO DEI BAMBINI Via Andrea Doria, 8<br />
PARAFARMACIA ARTEMISIA Corso Casale, 62/B<br />
POPPY Via San Quintino, 13/F<br />
POZZO STRADA BORGATA LESNA Via Monte Ortigara, 95<br />
PUNTO GIOCO CIRIMELA Via Tempia, 6<br />
PUNTOGIOCO ALIOSSI Via Millelire, 40<br />
S. RITA Via Gorizia, 114<br />
SACRA FAMIGLIA Via Rosolino Pilo, 24<br />
SAN SALVARIO Via Silvio Pellico, 28<br />
SBALLON Via Principe Amedeo, 40<br />
SCUOLA EUROPEA SPINELLI Via Figlie dei Militari, 25<br />
SCUOLA STEINER Via Cavour, 45/D<br />
SECONDA MANINA TORINO Via Renato Martorelli, 73<br />
THE WORLD Via Frassineto, 34<br />
UNIVERSO BIMBO Corso Racconigi, 141<br />
UNIVERSO BIMBO Via Cardinal Massaia, 39<br />
UNIVERSO BIMBO Via Bibiana, 70
ITAEVENTI QUESTO MESE – OLTRE ALLA CONSUETA<br />
DISTRIBUZIONE – LO PUOI TROVARE ANCHE QUI:<br />
ACQUA CETOSA Largo Giulio Onesti, 1<br />
CASILINO PRENESTINO LABICANO Viale Telese<br />
CENTRALE RAGAZZI Via San Paolo Regola, 15<br />
ALBERO AZZURRO Via Anagnina, 451<br />
ANNANNA Via Nemorense, 90<br />
ARTE E BALLETTO Via Rubattino, 1<br />
BABY BOOM Via Anagnina, 361<br />
BABY MODE Via Appia Nuova, 574<br />
BABY’S STORE Via XXI Aprile<br />
BABYLAND Via Tuscolana, 44<br />
BALOCCHI Piazzale XII Ottobre<br />
C. 1 ROMA Via San Giovanni in Laterano, 5<br />
C. 3 ROMA Via dei Frentani, 6<br />
C. FAMILIARE Piazza dei Mirti, 45<br />
C. FAMILIARE Via Denina, 7<br />
C. FAMILIARE Via Manfredonia, 43<br />
CAROSEL PARK Via Rizzieri, 53<br />
CASA DEI BAMBINI Via Libero Leonardi, 153<br />
CASTELLO INCANTATO Via della Bufalotta, 395<br />
CENTOSTORIE Via delle Rose, 24<br />
CINEMA DEI PICCOLI Largo Marcello Mastroianni, 15<br />
CITTÀ DEL SOLE Via della Scrofa, 65<br />
DU PAREIL AU MEME Viale Libia, 199<br />
EDEN PARK Via Battistini, 55<br />
EMPORIO REGALI GIOCATTOLI Viale Somalia<br />
EXPLORA Via Flaminia, 80/86<br />
FATAMORGANA Via Lago di Lesina, 9<br />
FATINE E FOLLETTI Via Delpino, 136<br />
FINALMENTE DAME Corso Trieste, 112<br />
GIOCATTOLI INFANZIA Viale Libia<br />
GIOCHERIA SMORFIA GIOCATTOLI Via Tor de’ Schiavi, 343<br />
GLI ARCIBIMBI Via Catania, 84<br />
GOMMA MATITA E… Via Val Maggia<br />
IL POSTO DELLE FAVOLE Via Merulana, 39<br />
INFANZIA ELEGANTE Via della Serenissima, 26<br />
IO BIMBO Via Tiburtina, 522<br />
L’ARCOBALENO Via Gherardo, 19<br />
L’ORSO DADO Via Guido Reni<br />
L’ORSO MALU Viale della Vignola, 52<br />
LA GIRAFFA Via Pompeo Magno, 84<br />
LA MATRIOSKA Via Valesio, 28<br />
LA MUCCA CAROLINA Via dei Castani, 95<br />
MATTEL CARTOLIBRERIA Via Albalonga<br />
MAURIZIO MELL Via Cina, 201<br />
MISTER BABY Via Lorenzo Il Magnifico, 10<br />
NATINUDI Piazza San Cosimato, 65<br />
PAPERINO Via Gregorio VII, 336<br />
PETER PAN Via Vettore, 1<br />
PICCOLE IMPRONTE Via Degli Scipioni, 143<br />
PRIMIGI Viale Libia<br />
SANT’AGNESE SPORT CENTER Piazza di S.ta Costanza, 1<br />
SPORTING CLUB DELFINO Piazza Tommasini, 18<br />
TEATRO QUARTICCIOLO Via Ostuni, 8<br />
YOU CAN DANCE Via Gadames, 3
ROMA<br />
TORINO