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ITA<br />

eventin.1<br />

MUSICA<br />

Max Pezzali<br />

Renzo Arbore<br />

Max Gazzè<br />

ARTE<br />

Jackson Pollock in mostra<br />

al Palazzo Reale di Milano<br />

CINEMA<br />

ENRICO BRIGNANO<br />

E AMBRA ANGIOLINI<br />

IN “STAI LONTANA DA ME”<br />

TEATRO<br />

Teo Teocoli in<br />

“Restyling faccio tutto io”<br />

“AMORE PURO TOUR”<br />

il ritorno sul palco di<br />

Alessandra Amoroso


novembre 2013<br />

in questo numero<br />

8 12 24 37<br />

45<br />

12Arte<br />

8. Il volto del 900 / Milano<br />

12. Canaletto / Venezia<br />

18. Renoir / Torino<br />

22. Impressionismo / Roma<br />

26. Pollock / Milano<br />

27 Arturo Martini / Bologna<br />

66 74 85<br />

37<br />

30 Musica<br />

33 Roberto Vecchioni / Venezia<br />

35 Renato Zero / Torino<br />

37. Fabri Fibra / Roma<br />

39. Jim Paddok/ Milano<br />

40. Erald Voight / Bologna<br />

41 Classica<br />

42. James Levin / Milano<br />

43. Roberto Canali / Venezia<br />

45. Angelo Vitturn / Torino<br />

47. Riccardo Muri / Roma<br />

49. Pierre Pierlot / Milano<br />

50. Hans Holliger / Bologna<br />

45


15 34<br />

ita<br />

EVENTI<br />

Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale di Milano<br />

al numero 335 del 25/10/2013<br />

Direttore Responsabile<br />

Maurizio Costanzo<br />

Caporedattore<br />

Cristiana Zappoli<br />

56<br />

67<br />

51Teatro<br />

52. Sivio Orlando / Milano<br />

53. Commedia all’italian / Venezia<br />

57. Non respirare / Torino<br />

60. Vita di scena / Roma<br />

62. Non ti scordar di me / Milano<br />

65. Vivere di successo / Bologna<br />

66 Cinema<br />

67. Jasmin Jasmin / Milano<br />

73. Lasciami stare / Venezia<br />

77. L’ultimo tempo / Torino<br />

78. A casa di Freddy / Roma<br />

89. Tieni con te / Milano<br />

90. Dai ancora tu/ Bologna<br />

Art Director<br />

Laura Lebro<br />

Redazione<br />

Giacomo Ramundo, Marcello Cirillo, Iole<br />

Costanzo, Vinicio Angelo, Mario Cadore,<br />

Michelangelo Pellegrino, Susanna Amati<br />

Editore<br />

MediaAdv Srl<br />

Via A. Panizzi, 15 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it - www.itaeventi.it<br />

Pubblicità<br />

MediaAdv Srl (concessionaria)<br />

Via A. Panizzi, 15 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

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Massimiliano Favari 388.1132324<br />

Turismo<br />

Luca Laura 338.2715774<br />

Moda<br />

Lori Solimeno 335.6750955<br />

86 Viaggiare<br />

87. Emila Romagna / Milano<br />

88. Sud Tirolo / Venezia<br />

89. Reggio Emilia / Torino<br />

90. In Tunisia / Roma<br />

91. Schede di viaggio / Milano<br />

92. Lago Ortes/ Bologna<br />

Via Antonio Panizzi, 15 / 20146 Milano<br />

Tel. 02.43986531 - 02.45506260<br />

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Point Z.E.R.O. è il magazine trimestrale del Consiglio Nazionale degli Architetti,<br />

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dal quale guardare quello che succede nel mondo dell'architettura sostenibile a 360.°<br />

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Notes<br />

LA NATURA IN UN CLICK<br />

La mostra itinerante dedicata al Wildlife Photographer of The Year 2013 fa tappa a Milano.<br />

In esposizione 100 fotografie che descrivono la natura nelle sue declinazioni più affascinanti<br />

Sopra: Bumper life di Pal Hermansen.<br />

Sotto: Fluff-up di John<br />

E Marriott. A destra: Flight paths<br />

di Owen Hearn, foto vincitrice<br />

nella sezione 11-14 anni. In alto:<br />

Bubble-jetting emperors di Paul<br />

Nicklen, vincitore del concorso<br />

I<br />

l Wildlife Photographer of<br />

the Year è uno dei più prestigiosi<br />

concorsi di fotografia<br />

naturalistica del mondo, indetto<br />

dal Natural History Museum<br />

di Londra con il Bbc Wildlife<br />

Magazine. Grazie all’esclusiva<br />

concessa dal Museo londinese<br />

alla Pas Events di Torino, le 100<br />

immagini selezionate nell’edizione<br />

di quest’anno saranno tutte<br />

esposte al Museo Minguzzi di<br />

Milano, fino al 22 dicembre 2013.<br />

La mostra consente di immergersi<br />

in un viaggio affascinante negli<br />

aspetti più incontaminati e sorprendenti<br />

della natura che gli autori<br />

hanno catturato grazie alla<br />

loro conoscenza dell’ambiente,<br />

alla capacità di esprimersi con la<br />

macchina fotografica, alla creatività<br />

e alla passione. Tra le opere<br />

finaliste esposte spicca il premio<br />

più ambito, il Veolia Environnement<br />

Wildlife Photographer of<br />

the Year, assegnato al fotografo canadese<br />

Paul Nicklen per la sua fotografia<br />

Bubble-jetting emperor:<br />

un’immagine spettacolare di pinguini<br />

imperatori nel loro caotico<br />

mondo sottomarino, scattata nel<br />

Mar di Ross, in Antartide. Il fotografo<br />

è rimasto immobile, con<br />

le gambe bloccate nel ghiaccio,<br />

aspettando i pinguini. Lo stesso<br />

premio per la categoria junior, 11-<br />

14 anni, il Veolia Environnement<br />

Young Wildlife Photographer,<br />

è stato vinto dall’inglese<br />

Owen Hearn con Flight paths:<br />

un’aquila e sullo sfondo un aeroplano<br />

in lontananza. La foto è stata<br />

scattata nel luogo originariamente<br />

scelto per il terzo aeroporto<br />

di Londra, nel 1960, quando le<br />

aquile rischiavano l’estinzione.


Notes<br />

FRANCHISING IN FERMENTO<br />

Duecento opportunità di business per costruire impresa e futuro. Quattro giorni per investire,<br />

aggiornarsi, incontrarsi. Al Salone del Franchising Milano si parla di business e imprenditoria<br />

D<br />

opo il successo e i 13mila<br />

visitatori dell’anno scorso,<br />

il Salone del Franchising,<br />

dall’8 all’11 novembre torna a Milano<br />

con la sua 28a edizione. Dedicata<br />

al franchising, all’innovazione<br />

nel retail, alle nuove idee per<br />

la distribuzione, la fiera, organizzata<br />

da Rds con Fiera Milano,<br />

è al servizio di un settore di mercato<br />

che continua a tenere, a dispetto<br />

della situazione economica<br />

generale. «Il franchising è un<br />

comparto anticrisi - spiega Antonio<br />

Fossati, titolare di Rds e responsabile<br />

del Salone Franchising<br />

Sopra e sotto:<br />

foto della scorsa<br />

edizione del Salone<br />

del Fanchising.<br />

Quest’anno, la<br />

ventottesima<br />

edizione si<br />

svolgerà a<br />

Fieramilanocity<br />

Milano - negli ultimi tre anni con<br />

un Pil italiano in contrazione il<br />

franchising è cresciuto di circa il<br />

2%, fatturando oltre 23 miliardi di<br />

euro, l’1,2% del Pil italiano.<br />

Questo credo sia dovuto al fatto<br />

che è un modello di impresa<br />

coerente con l’attuale situazione<br />

complessa di mercato: è una soluzione<br />

che riduce la complessità<br />

suddividendo responsabilità e<br />

competenze tra i due attori, franchisor<br />

e franchisee, di cui uno si<br />

occupa della strategia, del brand<br />

e dei prodotti e il secondo della<br />

localizzazione e gestione sul territorio».<br />

Quattro i principali target<br />

cui il Salone si rivolge, i giovani<br />

e le giovani che vogliono diventare<br />

imprenditori, le donne<br />

che cercano un’ alternativa tagliata<br />

su misura, coloro che sono già impegnati<br />

nel commercio e che<br />

prendono in esame il franchising<br />

per evolvere, magari<br />

dopo una carriera in<br />

azienda; i grandi o medi<br />

investitori, cioè grandi<br />

aziende o fondi oppure<br />

dirigenti o manager<br />

che decidono di investire<br />

al termine della carriera.<br />

Sono quattro anche i filoni<br />

lungo cui si dipana il contenuto<br />

del salone 2013. Il presente<br />

del franchising: aziende, associazioni<br />

e il sistema di matching<br />

per la ricerca dei brand; il franchising<br />

del futuro: la Factory e<br />

l’Innovation Retail Lab; il franchising<br />

delle idee: convegni, incontri,<br />

aperitivi d’affari; il racconto<br />

del franchising: media partner<br />

& co! «Il Salone Franchising Milano<br />

- dice Fossati - rappresenta il<br />

luogo dove assorbire spunti e innovazioni<br />

del settore, opportunità<br />

di investimento e nuove soluzioni.<br />

È un luogo di fermenti, oggi<br />

in Italia così preziosi e rari».<br />

14 ITA EVENTI


Notes<br />

DESIGN AUTOPRODOTTO<br />

Oggetti di design e accessori per la moda. Una mostra – mercato riunisce<br />

designer internazionali che hanno fatto dell’autoproduzione il proprio must<br />

O<br />

pen Design Italia è, dal<br />

2010, la mostra-mercato<br />

sul design autoprodotto e<br />

di piccola serie più importante in<br />

Italia. Si tiene a Venezia, presso il<br />

Terminal San Basilio, dal 22 al<br />

24 novembre e vi partecipano 90<br />

designer selezionati, tenendo conto<br />

dell’originalità, funzionalità<br />

del progetto e capacità di risolvere<br />

una filiera produttiva. A seguire<br />

una selezione di alcuni dei prodotti<br />

esposti.<br />

1. Lampade Pie<br />

È realizzata da Camilla Brunelli,<br />

con un foglio di legno Beleaf, un<br />

materiale ecologico ottenuto dagli<br />

scarti della coltivazione del banano.<br />

Grazie a questo materiale<br />

è stato possibile giocare con il legno<br />

piegandolo e curvandolo.<br />

2. Bretelle<br />

Sedia realizzata da Georg Muehlmann<br />

con bretelle elastiche e<br />

struttura in legno massello di<br />

faggio, melo, rovere o noce. La seduta<br />

e la scocca sono rivestiti con<br />

gli elastici, fissati al loro inizio con<br />

una fibbia in legno appositamente<br />

creata e alla fine con clips<br />

originali di bretelle.<br />

3. Cotton Candy<br />

Tavolo in styrofoam e poliuretano<br />

liquido costruito da Rugter de<br />

Regt con Marlies van Putten. Le<br />

particolari texture del tavolo nascono<br />

da un processo guidato ma<br />

non controllato di fusione e<br />

amalgama tra i due materiali.<br />

4. Melk-1<br />

Sgabello in legno massello di<br />

pino cembro costruito da Georg<br />

Muehlmann. La seduta ricorda lo<br />

sgabello monogamba per la mungitura.<br />

Al pari delle palle da pilates,<br />

la seduta instabile costringe<br />

la colonna vertebrale a restare<br />

in equilibrio rafforzandosi.<br />

5. Foro<br />

Un sistema illimitato di montanti<br />

e piani che possono essere montati<br />

in differenti configurazioni<br />

espandendosi, riducendosi e reinventandosi.<br />

Realizzato da Foro<br />

Officina.<br />

6. Antenna<br />

La lampada nasce prendendo<br />

spunto dalle vecchie antenne per<br />

la radio. È una lampada da tavolo<br />

a led in marmo bianco. Realizzata<br />

da Emmepi Design<br />

7. Benvenuta Pioggia<br />

Un porta ombrelli dal design lineare,<br />

un oggetto d’uso che si è<br />

evoluto fino a diventare un’oggetto<br />

di arredamento utile e capace<br />

di attirare l’attenzione grazie<br />

al suo stile e alla sua eleganza.<br />

Di Valerio Tonel.<br />

16 ITA EVENTI


Notes<br />

PROGETTARE LA CULTURA<br />

Dalle arti visive ai nuovi linguaggi artistici. A Reggio Emilia la Fondazione Palazzo<br />

Magnani mette in campo una serie di iniziative culturali per valorizzare il territorio<br />

L<br />

a Fondazione Palazzo<br />

Magnani si è da tempo<br />

confermata nel panorama<br />

nazionale quale punto di riferimento<br />

per le attività espositive.<br />

Numerose sono le collaborazioni<br />

attive con importanti<br />

Musei e Istituzioni di<br />

tutto il mondo: tra queste si<br />

possono citare a titolo esemplificativo<br />

il Musée du Louvre<br />

di Parigi, il British Museum di<br />

Londra, il Solomon R. Guggenheim<br />

Museum e l’ICP International<br />

Center of Photogaphy<br />

di New York, la Galleria<br />

degli Uffizi di Firenze, i Musei<br />

Vaticani, la Galleria nazionale<br />

d’arte moderna di Roma e<br />

molti altri. La programmazione<br />

espositiva della Fondazione<br />

è realizzata grazie alla collaborazione<br />

di un prestigioso Comitato<br />

Scientifico costituito<br />

da Stefano Casciu - Soprintendente<br />

per i Beni Artistici di<br />

Modena e Reggio Emilia, Pier<br />

Giovanni Castagnoli - critico<br />

d’arte, Walter Guadagnini - docente<br />

presso Accademia di Belle<br />

Arti di Bologna, storico della<br />

fotografia, Piergiorgio Odifreddi<br />

- logico matematico,<br />

Giorgio Van Straten – scrittore,<br />

Elena Zanichelli - storica<br />

dell’arte, Berlino. Grazie alle<br />

competenze messe in campo, il<br />

progetto culturale della Fondazione<br />

si articola lungo alcune<br />

direttrici: arti visive (pittura,<br />

scultura, grafica), nuovi<br />

linguaggi della comunicazione<br />

artistica, fotografia e valorizzazione<br />

delle eccellenze artistiche<br />

e storiche del territorio.<br />

PROGETTI IN ELABORAZIONE<br />

◗ Ariosto 2014. Una mostra<br />

dallo sguardo attuale e contemporaneo<br />

al grande letterato<br />

nato in terra reggiana, nel 540°<br />

anniversario della nascita. Il<br />

progetto prevede il coinvolgimento<br />

di artisti contemporanei<br />

di fama mondiale, fumettisti e<br />

illustratori, fotografi.<br />

(Palazzo Magnani, Reggio Emilia<br />

- maggio/novembre 2014)<br />

◗ De Prospectiva Pingendi.<br />

Piero della Francesca. Arte<br />

e Scienza nel Rinascimento<br />

La mostra presenterà opere di<br />

grandi maestri quali ad esempio<br />

Piero della Francesca, Piero<br />

Perugino, Sebastiano Serlio,<br />

Albrecth Dürer, Michelangelo,<br />

Pisanello, Paolo Uccello. Il percorso<br />

espositivo si articola intorno<br />

al codice del De Prospectiva<br />

Pingendi, uno dei più<br />

importanti testimoni della fondamentale<br />

opera prospettica di<br />

Piero della Francesca.<br />

Sarà un evento unico per Reggio<br />

Emilia, nell’anno dell’Expo,<br />

che assegnerà un ruolo centrale<br />

a opere e luoghi straordinari<br />

della città, quali la Stazione<br />

Mediopadana di Santiago Calatrava,<br />

opere di straordinaria<br />

valenza artistica e di design che<br />

offrono occasione di dialogo<br />

tra le tematiche della mostra,<br />

incentrate sugli studi prospettici<br />

e architettonici del Rinascimento,<br />

e i diversi linguaggi<br />

della contemporaneità.<br />

(Palazzo Magnani, Reggio Emilia<br />

- marzo /giugno 2015<br />

ITA EVENTI 19


Notes<br />

DALLA PARTE DEGLI ATLETI<br />

L<br />

orenza Guerra Seragnoli,<br />

31 anni, laurea in scienza<br />

della comunicazione e numerosi<br />

master in psicologia e<br />

management dello sport, è fondatrice<br />

e presidente di LGS<br />

SportLab, società di riferimento<br />

nel management di atleti e nel<br />

supporto agli sport-maker. LGS<br />

SportLab affianca i propri campioni<br />

a 360° e offre loro servizi<br />

nelle aree riguardanti la gestione<br />

dell’immagine, la relazione con<br />

gli sponsor e i media, la partecipazione<br />

ad eventi, coaching e<br />

post-carriera. Affianca inoltre le<br />

aziende per ottimizzare gli investimenti<br />

nello sport e in progetti<br />

di formazione.<br />

Quando è nata l’idea<br />

di fondare LGS SportLab<br />

«L’idea è nata quando lavoravo<br />

nel 2002 alla Fortitudo basket e<br />

mi sono resa conto che tutte le<br />

figure che ruotano intorno agli<br />

atleti pensano all’aspetto tecnico<br />

escludendo quello umano, tralasciando<br />

elementi fondamentali<br />

per la crescita della persona. Ho<br />

visto tanti giovani talenti bruciati<br />

per non avere persone accanto<br />

che si accorgessero delle<br />

loro caratteristiche mentali e del<br />

loro potenziale umano, che si<br />

rendessero conto che ogni atleta<br />

è una persona diversa. Ho visto<br />

atleti infortunati che non riuscivano<br />

a uscirne perché mentalmente<br />

troppo deboli o atleti a<br />

fine carriera che non erano pronti<br />

a questa importante transizione<br />

della loro vita e hanno bruciato<br />

tutto ciò che avevano costruito.<br />

Perciò nel 2010 ho pensato di<br />

fondare LGS SportLab».<br />

Che ingredienti dovrebbe<br />

avere la ricetta perfetta<br />

per un’atleta.<br />

«A mio parere un mix equilibrato<br />

tra disciplina, rispetto delle<br />

regole, rispetto dell’altro, valori e<br />

benessere psicofisico».<br />

È importante l’aspetto<br />

manageriale di un atleta:<br />

immagine, eventi, relazioni<br />

con il pubblico. Senza<br />

trascurare il supporto<br />

emotivo e psicologico.<br />

Perché dietro una carriera<br />

di successo c’è sempre<br />

un’organizzazione capace di<br />

interpretare le esigenze del<br />

professionista. Ne parliamo<br />

con Lorenza Seragnoli,<br />

presidente di Lgs SportLab<br />

Lorenza Seragnoli<br />

Se facessimo la stessa<br />

domanda ad un’atleta come<br />

risponderebbe secondo lei?<br />

«La cosa più importante per uno<br />

sportivo è quella di capitalizzare<br />

al massimo i propri guadagni durante<br />

la carriera. Ma ci sono<br />

tante altre cose per gli sportivi<br />

che sono fondamentali. LGS<br />

SportLab segue i propri atleti<br />

nella gestione dell’immagine e<br />

nella ricerca degli sponsor, ma<br />

nello stesso tempo cerchiamo di<br />

iniziare con loro un percorso più<br />

ampio e completo che li accompagni<br />

durante l’intera carriera:<br />

dalla formazione nella comunicazione<br />

alla gestione delle interviste<br />

e public speaking in modo<br />

tale da essere preparati a gestire i<br />

rapporti con gli sponsor, media e<br />

fan, al supporto nutrizionale e<br />

mentale e alla consulenza assicurativa,<br />

fiscale e finanziaria».<br />

Qual è il suo giudizio<br />

dello sport in Italia oggi?<br />

«Purtroppo in Italia manca la<br />

cultura dello sport, i programmi<br />

scolastici prevedono ancora<br />

troppe poche ore dedicate all’attività<br />

fisica. Chi fa sport a livello<br />

agonistico spesso si trova davanti<br />

al bivio di dover scegliere tra lo<br />

sport e la scuola. Nella nostra società<br />

non vi è ancora una piena<br />

comprensione delle straordinarie<br />

potenzialità che lo sport può<br />

avere a livello educativo, sociale<br />

ed economico. Al tempo stesso<br />

vorrei sottolineare che chi opera<br />

a stretto contatto con gli sportivi<br />

ha un ruolo complesso quindi è<br />

necessario che il livello delle competenze<br />

in questo settore sia<br />

molto elevato. Spesso poi si pensa<br />

che lo sportivo debba solamente<br />

allenarsi e si trascura il ruolo strategico<br />

che possono avere distrazioni<br />

e svago nel garantire delle<br />

performance sportive di alto<br />

grado. Delle buone prestazioni<br />

agonistiche si ottengono sì con<br />

l’allenamento, ma anche curando<br />

la crescita dell’atleta».<br />

Come immagina LGS<br />

SportLab fra 10 anni? E<br />

come spera di migliorare<br />

il mondo dello sport<br />

con il suo contributo?<br />

«Mi auguro che con LGS SportLab<br />

si possa cambiare qualcosa.<br />

Sarò soddisfatta quando le società<br />

sportive e le federazioni<br />

penseranno anche alla formazione<br />

dei giovani e all’investimento<br />

nel futuro degli atleti che<br />

stanno per iniziare. E spero che<br />

la stessa cultura venga trasmessa<br />

agli atleti stessi che si dovranno<br />

rendere conto quanto sia importante<br />

crescere e investire in loro<br />

stessi per ottenere risultati e<br />

strutturare gli anni post carriera».<br />

20 ITA EVENTI


Notes<br />

IL CUORE DEL NOSTRO BASKET<br />

C<br />

’è il campionato di Serie A<br />

di pallacanestro, il vertice<br />

della piramide. Quello<br />

che assegna lo scudetto, quello<br />

che ha visto la Mens Sana Siena<br />

vincerlo ininterrottamente dal<br />

2007. Fanno sette volte consecutive,<br />

un record assoluto. E tale<br />

resterà a lungo, perché equivale a<br />

tratteggiare un’era, nello sport. Per<br />

il titolo 2013-2014 competono<br />

16 squadre, che possono tesserare<br />

fino a sette giocatori stranieri,<br />

sui dodici che possono andare in<br />

campo: quando si gioca al massimo<br />

livello, devono giocare i<br />

migliori e spesso (non sempre) i<br />

migliori vengono da fuori. È una<br />

legge del mercato. La stessa che ha<br />

portato i migliori italiani a giocare<br />

nella più forte lega del mondo, la<br />

Ai campionati di LNP partecipano<br />

178 club, diffusi in<br />

19 regioni, suddivisi in<br />

quattro campionati: Gold,<br />

Silver, DNB, DNC. Il 96.5%<br />

dei giocatori proviene dai<br />

vivai dei nostri club. E ci<br />

trovate di tutto: dai medagliati<br />

olimpici di Atene<br />

2004 ai neocampioni d’Europa<br />

Under 20<br />

di Stefano Valenti<br />

NBA: sono Andrea Bargnani<br />

(New York Knicks), Marco Belinelli<br />

(San Antonio Spurs), Danilo<br />

Gallinari (Denver Nuggets) e<br />

Luigi Datome (Detroit Pistons).<br />

Poi c’è lo sport del basket, quello<br />

dei grandi numeri: se sono questi<br />

a fare “il movimento” allora il<br />

vostro mondo è quello dei campionati<br />

di Lega Nazionale Pallacanestro.<br />

Li organizza la Federazione<br />

Italiana Pallacanestro (FIP),<br />

che dallo scorso gennaio ha visto<br />

tornare alla presidenza Gianni Petrucci,<br />

per quattro mandati presidente<br />

del Coni; lo sviluppo è affidato<br />

all’associazione delle Società<br />

(acronimo: LNP), che per questo<br />

nuovo corso hanno eletto la presidente<br />

Graziella Bragaglio (a sua<br />

volta già presidente della Leonessa<br />

Basket Brescia) e nominato direttore<br />

generale Claudio Coldebella,<br />

nel passato da giocatore 6<br />

trofei con la Virtus Bologna e 112<br />

presenze in Nazionale.<br />

LNP racchiude l’attività di ben<br />

178 società che si sfidano in<br />

quattro campionati nazionali:<br />

Gold, Silver, DNB e DNC. Pure<br />

se la formula, quando si arriverà<br />

a giocare per la vittoria, prevede<br />

che la prima classificata di Silver,<br />

oltre alla promozione nel campionato<br />

superiore, si meriti anche<br />

l’accesso ai playoff che assegnano<br />

l’unico posto in Serie A, ritrovandosi<br />

nel tabellone con le migliori<br />

sette di Gold. Un’idea che<br />

fa solo crescere l’adrenalina.<br />

Già messa in moto da alcune vicende<br />

estive. La PMS Torino, ad<br />

esempio, neopromossa in Gold ha<br />

firmato per tre anni Stefano<br />

Mancinelli, l’attuale capitano<br />

della Nazionale. Gianluca Basile,<br />

dopo annate luci ed ombre tra<br />

Cantù e Milano, ha accettato l’offerta<br />

di Capo d’Orlando. Nel suo<br />

passato glorie azzurre (due medaglie)<br />

e l’onore di aver giocato<br />

per ben sei stagioni nel Barcellona,<br />

vincendo una Coppa dei<br />

Campioni; nel suo present è allenato<br />

da Gianmarco Pozzecco,<br />

uno dei veri personaggi di questo<br />

mondo, nove anni dopo aver<br />

fatto parte assieme a lui della Nazionale<br />

argento olimpico ad Atene<br />

nel 2004. Il ruolo di Basile è<br />

1. Gianluca Basile, gioca<br />

all’Upea Capo d’Orlando.<br />

2.Jamarr Sanders, in forza a<br />

Veroli. 3. Leemire Goldwire, ex<br />

giocatore di Forlì, quest’anno<br />

è a Jesi. 4. Brandon Triche,<br />

arrivato a Trento dopo 4 anni<br />

di NCAA. 5. Dominque Archie,<br />

gioca a Capo d’Orlando<br />

22 ITA EVENTI


comunque rimasto lo stesso;<br />

mentre Pozzecco, da bravo regista<br />

com’era sul campo, s’è trasformato<br />

in quello della panchina.<br />

Ma certo non basta: sempre all’Orlandina<br />

è arrivato pure Matteo<br />

Soragna, altro ex azzurro e<br />

pure ex capitano, plurivincente<br />

con la Nazionale e con Treviso.<br />

Da Torino a Capo d’Orlando,<br />

provincia di Messina. Risaliamo<br />

l’Italia per approdare nella città di<br />

Verona. Dove ha trovato squadra<br />

un altro ex azzurro. E non uno<br />

qualunque: finché non sarà assegnato<br />

il prossimo scudetto, nel<br />

giugno 2014, il detentore del titolo,<br />

da capitano, resta Marco<br />

Carraretto. Che con Siena si è tolto<br />

grandi soddisfazioni ma poi ha<br />

deciso che gliene mancava una:<br />

tornare ad essere protagonista. Ed<br />

allora eccolo accettare l’ingaggio<br />

della Scaligera.<br />

Perché la ragione di questa parata<br />

di campioni che hanno deciso<br />

di rimettersi in gioco nel secondo<br />

campionato nazionale è semplicemente<br />

una: tornare a vivere<br />

l’adrenalina del pallone che “scotta”,<br />

del tiro decisivo. Basile, Soragna,<br />

Carraretto e Mancinelli<br />

quella sensazione l’avevano un po’<br />

persa al piano superiore, dove le<br />

stelle sono quelle d’oltreoceano.<br />

E allora eccoli in<br />

Gold,con allenatori pronti a<br />

rimetterli al centro del gioco. E<br />

tanti altri ce ne sono di italiani<br />

protagonisti: Valerio Amoroso a<br />

Torino, Michele Maggioli e Mason<br />

Rocca a Jesi, David Brkic a<br />

Napoli, Tommaso Fantoni a Barcellona<br />

Pozzo di Gotto, Fabio Di<br />

Bella e Robert Fultz e Brescia, Davide<br />

Pascolo a Trento, Niccolò<br />

Martinoni a Casale Monferrato.<br />

E tanti altri emergeranno, nel corso<br />

della stagione. Questo è un<br />

campionato che non ha età. E che<br />

soprattutto è accogliente con tutti,<br />

con chi ha già un vissuto, una<br />

storia, come con chi è desideroso<br />

di scriverla. Nello scorso luglio,<br />

a Tallinn in Estonia, la Nazionale<br />

Under 20 si è laureata campione<br />

d’Europa, battendo in finale<br />

la Lettonia. Un risultato<br />

inatteso e per questo ancora più<br />

bello. Due mesi dopo ecco che<br />

otto di quei dodici ragazzi li ritroviamo<br />

nei campionati di LNP,<br />

tra Gold e Silver. Tornei nei quali<br />

avranno la possibilità di continuare<br />

la loro maturazione, giovandosi<br />

dell’entusiasmo di quel<br />

successo maturato in 40 giorni di<br />

lavoro, e ben sapendo che le vicende<br />

emozionali saranno diverse<br />

e alterne negli otto mesi di un<br />

campionato intero.<br />

Il torneo Gold (16 squadre,<br />

fatte da 8 italiani<br />

e 2 stranieri) è la vetrina,<br />

il torneo Silver<br />

(stesse regole) è quello dell’entusiasmo<br />

di piazze importanti come<br />

Firenze, Bari e Reggio Calabria.<br />

Identico a quello di città di provincia<br />

e di grande tradizione<br />

come le abruzzesi Roseto e Chieti,<br />

che daranno vita ad un derby<br />

imperdibile. In tutti i sensi. O delle<br />

altre che non avevano mai visto<br />

la maglia della propria squadra<br />

indossata da un giocatore non<br />

italiano. Ed allora pure la semplice<br />

curiosità ha spinto ad andare a vedere<br />

un allenamento quanti non<br />

lo aveva mai fatto.<br />

La DNB è animata da 56 squadre,<br />

la DNC da 90: sono il cuore<br />

della pallacanestro italiana.<br />

Dove c’è passione autentica, più<br />

che denari, a fronteggiare le complessità<br />

del momento, dove si riversano<br />

tutte le ore di tempo libero<br />

per tenere in piedi una società,<br />

con l’aiuto non sempre di<br />

tanti, spesso di pochi. Società che<br />

sono anche quei club del settore<br />

giovanile, delle palestre di provincia,<br />

del minibasket, di quanti<br />

promuovendo lo sport svolgono<br />

un ruolo cruciale nella società.<br />

Anche questo è il mondo di<br />

Lega Nazionale Pallacanestro. Se<br />

volete arrivare al cuore di questo<br />

sport, in Italia, dove il 96.5% degli<br />

atleti che vanno in campo è<br />

prodotto dai vivai di casa nostra,<br />

l’indirizzo lo sapete già: è quello<br />

dei nostri 178 palasport.<br />

ITA EVENTI 23


POLLOCK• RODIN • RENOIR • CANALETTO • CAPA• GRECOANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA<br />

Arte<br />

In questa pagina:<br />

La convalescente,<br />

1932, terra refrattaria,<br />

cm 96x138x58<br />

Sotto: Donna al sole,<br />

1930, terra refrattaria,<br />

cm 44,5x148x66<br />

UN PERCORSO ESPOSITIVO CHE SI SNODA TRA BOLOGNA E FAENZA<br />

LE SCULTURE DI<br />

Il percorso si divide in sue location e racconta<br />

una storia divisa in due atti: quello a Bologna<br />

rivolto all’analisi della scultura in terracotta di<br />

grandi dimensioni, e quello a Faenza attento<br />

alla ricerca estetica dell’artista attraverso la<br />

rappresentazione della figura femminile. A<br />

Bologna la mostra proporrà per la prima volta<br />

le grandi terrecotte ad esemplare unico realizzate<br />

dall’artista tra il 1928 e il 1932.<br />

A Faenza, invece, si potranno vedere una cinquantina<br />

di opere significative della sua poetica<br />

e della sua idea di “armonia”, sia attraverso<br />

l’interpretazione della figura femminile<br />

tra mito e realtà, con particolare attenzione<br />

alle opere degli ultimi anni, caratterizzate da<br />

una accentuata ricerca formale.<br />

‣<br />

Palazzo Fava, Bologna,<br />

fino al 12 gennaio 2014.<br />

‣<br />

MIC, Faenza, fino al 30 marzo 2014<br />

ITA EVENTI 25


Arte<br />

1<br />

L’IRASCIBILE POLLOCK...<br />

Un viaggio nel mondo<br />

artistico di Jackson Pollock<br />

e di altri artisti newyorkesi.<br />

Definiti “Irascibili” dopo un<br />

episodio di protesta verso il<br />

Metropolitan Museum of Art.<br />

La loro fu una pittura<br />

di rottura con il passato<br />

di Iole Costanzo<br />

S<br />

e cercate di immaginarlo<br />

pensate a un vero americano,<br />

non a un europeo<br />

trapiantato… un duro, di poche<br />

parole e se cowboy ancora meglio…<br />

non uno dell’Est o uno che<br />

abbia studiato ad Harvard. …<br />

Uno uscito dalle nostre terre,<br />

non da Picasso o Matisse, uno a<br />

cui sia concesso il gran vizio<br />

americano, … quello di bere”. Poche,<br />

secche, crude parole che descrivono<br />

pienamente la figura di<br />

Jackson Pollock. A dirle è l’artista<br />

statunitense contemporaneo<br />

Budd Hopkins. Parole in cui è facile<br />

riconoscere la complessa e<br />

controversa personalità dell’artista<br />

che ha segnato gli anni Quaranta<br />

del XX secolo. Carter E. Foster<br />

che insieme a Luca Beatrice<br />

ha curato la mostra su Pollock,<br />

inaugurata Palazzo Reale, a Milano,<br />

il 24 settembre scorso e che<br />

proseguirà fino al 16 febbraio<br />

2014, sottolinea la genialità di<br />

Jackson Pollock mettendo l’accento<br />

su quanto esso abbia, con<br />

la sua famosa “tecnica dello sgocciolamento”<br />

- il dripping - spin-<br />

1. Ad Reinhardt, Number 18,<br />

1948 - 1949, olio su lino<br />

2. Jackson Pollock, Number 27,<br />

1950, olio, smalto e pittura d’alluminio<br />

3. Adolph Gottlieb, The Crest,<br />

1959, olio su tela<br />

4. Hedda Sterne, New York, N.Y.,<br />

1955, aerografo e smalto su tela<br />

2<br />

26 ITA EVENTI


to il “fare arte” in una direzione<br />

decisamente nuova. E ricorda<br />

che Pollock è stato: “Altrettanto<br />

rivoluzionario nella metà degli<br />

anni Quaranta quanto lo furono<br />

Michelangelo e Raffaello nel Rinascimento”.<br />

Anche se Pollock è<br />

un artista che ha sempre colpito<br />

per il suo essere personaggio,<br />

forse abilmente costruito. Per essere<br />

“genio e sregolatezza”.<br />

La sua fama ha origini mediatiche.<br />

La si deve alle fotografie e al<br />

breve film che Hans Namuth ha<br />

diretto nel 1950 nello suo studio<br />

di Springs, nel Long Island. È lì<br />

che Pollock si rifugiava per lavorare<br />

fuori dal caos di Manhattan.<br />

Ed è lì che il regista Namuth ha<br />

compreso quanto potesse essere<br />

interessante e bello osservarlo<br />

mentre lavorava. E così lo riprende<br />

nel suo spazio e ne carpisce<br />

con la macchina da presa la<br />

gestualità. In quel momento opera<br />

e artista si fondono. E a diventare<br />

protagonista è l’esecuzione<br />

stessa dell’opera.<br />

Jackson Pollock ha un carattere<br />

difficile soprattutto a causa dell’alcolismo<br />

di cui è vittima. È un<br />

personaggio dalle sfaccettature<br />

romantiche e dal carattere molto<br />

fragile. È la reale trasposizione del<br />

mito americano, del solitario,<br />

dell’uomo che va avanti da solo.<br />

Un uomo eternamente in maglia<br />

nera e jeans da lavoro con l’orlo<br />

risvoltato, sigaretta in bocca e barba<br />

incolta. L’opposto di come è ripreso<br />

nella foto degli Irascibili. Un<br />

gruppo di artisti di quel periodo,<br />

di cui Polock fa parte insieme a<br />

Kooning, Rothko, Newman e<br />

Motherwell, Adolph Gottlieb,<br />

William Baziotes, James Brooks,<br />

Bradley Walker Tomlin, Jimmy<br />

Ernst, Ad Reinhardt, Richard<br />

Pousette-Dart, Theodoros Stamos,<br />

Clyfford Still e Hedda Sterne.<br />

Sono quelli che nel maggio del<br />

1950 non sono stati scelti dal Metropolitan<br />

Museum di New York<br />

per una mostra dedicata all’arte<br />

contemporanea americana. Occasione<br />

che li portò a scrivere sull’Herald<br />

Tribune una lettera inviata<br />

al presidente del Metropolitan,<br />

Roland L. Redmond, in cui<br />

dichiarano il loro dissenso per le<br />

scelte prese dal museo. Qualche<br />

mese più tardi è la <strong>rivista</strong> Life che<br />

pubblica la nota fotografia di<br />

Nina Leen che ritrae quindici dei<br />

Sopra: Mark Rothko, Senza titolo<br />

(Blue, Yellow, Green on Red), 1954,<br />

olio su tela, cm 197,5 x 166,4<br />

La fama di Pollock<br />

la si deve al breve<br />

film che Namuth<br />

ha diretto nel 1950<br />

diciotto “Irascibles” vestiti da<br />

banchieri.<br />

La mostra milanese è dedicata a<br />

loro. Il titolo è: Pollock e gli Irascibili.<br />

La scuola di New York. A<br />

curarla sono Carter E. Foster e<br />

Luca Beatrice. Vi si possono ammirare<br />

49 capolavori provenienti<br />

dal Whitney Museum di New<br />

York. Il museo che nel 1948 rinunciò<br />

alla fusione con il Metroplolitan<br />

per mantenere lo scopo<br />

originario per il quale la signora<br />

Whitney lo aveva fondato. Da<br />

quel momento il Whitney Museum<br />

acquistò un nuovo spazio al<br />

22 di West 54th Street e dichiarò<br />

la propria missione: curare<br />

mostre di artisti viventi trascurati<br />

dalle accademie tradizionali.<br />

Nella mostra di Milano vi sono<br />

solo opere del Whitney Museum,<br />

e una sala è dedicata a “Number<br />

27”, l’opera più nota di Pollock:<br />

un olio fragile, complesso, stratificato.<br />

Un dipinto lungo tre metri<br />

e difficile da trasportare.<br />

Pollock e gli Irascibili.<br />

La scuola di New York<br />

Palazzo Reale, Milano,<br />

fino al 16 febbraio 2014<br />

3 4<br />

ITA EVENTI 27


Arte<br />

L<br />

LA NUDA<br />

SENSUALITÀ<br />

DEL MARMO<br />

Nelle suggestive sale di Palazzo Reale è<br />

di scena Auguste Rodin, l’artista che insieme a<br />

Michelangelo è considerato uno dei più grandi<br />

rivoluzionari della tradizione plastica moderna<br />

di Iole Costanzo<br />

a poetica del “non finito”<br />

suscita un profondo fascino.<br />

Così la tecnica. È<br />

l’idea del non completo che attira,<br />

ammalia. È la materia che<br />

prende un’altra forma, lascia intravedere<br />

la propria natura, permette<br />

di farsi raccontare, ma mai<br />

completamente. Lascia scoprire<br />

ciò che ha in serbo, ciò che gli appartiene<br />

intimamente e che l’artista,<br />

vede, sente, trova, ascolta,<br />

proietta. Ma a volte, in alcune situazioni,<br />

si oppone e resiste.<br />

È stato così per i due scultori che<br />

hanno profondamente segnato<br />

il mondo dell’antica arte di dare<br />

forma, i due più grandi rivoluzionari<br />

della tradizione plastica<br />

moderna: Michelangelo Buonarroti<br />

e molto più tardi Auguste Rodin.<br />

Dal 17 ottobre 2013 al 26<br />

gennaio 2014, al Palazzo Reale di<br />

Milano, nella monumentale Sala<br />

delle Cariatidi, sarà allestita una<br />

grande mostra dedicata ad Auguste<br />

Rodin (Parigi 1840 - Meudon<br />

1917). La rassegna avrà un<br />

corpus formato da ben 60 opere,<br />

un vasto numero di sculture marmoree<br />

che costituiranno la più<br />

1. Rose Beuret, 1898 circa<br />

(foto di Christian Baraja);<br />

2. La Mano di Dio, 1896?<br />

(foto di Christian Baraja);<br />

3. L’uomo dal naso rotto, 1874-1875<br />

(foto di Christian Baraja);<br />

4. Il bacio, 1882 circa,<br />

(foto di Michel Bourguin)<br />

1<br />

28 ITA EVENTI


2<br />

4<br />

3<br />

completa rassegna mai allestita sui<br />

marmi dell’artista. Le opere esposte<br />

provengono da il Petit Palais-<br />

Musée des Beaux-Arts de la Ville<br />

di Parigi, il Musée Faure di Aixles-Bains<br />

e da il Musée de Picardie<br />

di Amiens.<br />

Rodin aveva un rapporto speciale<br />

con il marmo e i suoi contemporanei<br />

vedevano in lui un dominatore<br />

della materia, del marmo<br />

e non solo, perché l’artista si<br />

è anche provato con i metalli. La<br />

mostra, dunque, è un’occasione<br />

espositiva per approfondire i materiali<br />

usati dall’artista e per chiarire<br />

i rapporti che si sono creati tra<br />

lo scultore e i vari collaboratori.<br />

Perché così come si usava anticamente<br />

Rodin delegava agli aiutanti<br />

l’esecuzione dell’opera, mantenendone<br />

però inalterato il proprio<br />

progetto concettuale. Ciò che<br />

sarà possibile constatare in questa<br />

mostra è una sensibilità diversa,<br />

perché Rodin giungerà al non finito,<br />

ma prima ancora nella materia<br />

ha ricercato la sensualità. E<br />

nei nudi esposti si potrà leggere<br />

l’intensa carica erotica che ha<br />

reso unica e altamente innovativa<br />

tutta la sua arte. La mostra ha<br />

come titolo Rodin. Il marmo, la<br />

vita. Una vita, una sensibilità, che<br />

è stata illustrata in tre sezioni. L’illusione<br />

della carne e della sensualità<br />

è il tema della prima, nella<br />

quale sono raccolte alcune opere<br />

giovanili, di stampo classico. La<br />

seconda propone alcune fra le<br />

sculture più conosciute di Rodin<br />

e ne celebra la piena maturità. È<br />

la poetica dell’incompiuto a caratterizzare,<br />

invece, la terza sezione<br />

dove domina il “non finito”, l’artificio<br />

linguistico che rimanda a<br />

Michelangelo. Condizione doppiamente<br />

apprezzabile anche perché<br />

a pochi passi dalla sede della<br />

mostra, all’interno del Museo<br />

d’Arte Antica, è conservato uno<br />

dei capolavori non finiti michelangioleschi:<br />

la Pietà Rondanini.<br />

Rodin. Il marmo, la vita<br />

Palazzo Reale, Milano,<br />

fino al 26 gennaio 2014<br />

ITA EVENTI 29


Arte<br />

L’ENIGMA<br />

ESCHER<br />

Reggio Emilia dedica<br />

un’ampia antologica e un<br />

ciclo di conferenze a Maurits<br />

Cornelis Escher, uno dei più<br />

grandi artisti nel panorama<br />

della produzione grafica<br />

di Cristiana Zappoli<br />

L<br />

a mostra, promossa e organizzata<br />

dalla Fondazione<br />

Palazzo Magnani di Reggio<br />

Emilia, è curata da un Comitato<br />

scientifico d’eccezione coordinato<br />

da Piergiorgio Odifreddi, logico<br />

matematico di fama internazionale:<br />

ne fanno parte Marco<br />

Bussagli, storico dell’arte e docente<br />

all’Accademia di Belle Arti<br />

di Roma, il docente di Geometria<br />

e pro-rettore dell'Università<br />

di Modena e Reggio Emilia<br />

Luigi Grasselli e lo studioso e<br />

collezionista di Escher Federico<br />

Giudiceandrea. L’esposizione presenta<br />

la produzione dell'incisore<br />

e grafico olandese, dai suoi esordi<br />

alla maturità, raccogliendo ben<br />

130 opere provenienti da prestigiosi<br />

musei, biblioteche e istituzioni<br />

nazionali - tra i quali la Galleria<br />

d’Arte Moderna di Roma, la<br />

Fondazione Wolfsoniana di Genova<br />

ecc. - oltre che da importanti<br />

collezioni private. A Palazzo Magnani<br />

sono riunite xilografie e litografie<br />

che tendono a presentare<br />

le costruzioni di mondi impossibili,<br />

le esplorazioni dell’infinito,<br />

le tassellature del piano e dello<br />

spazio, i motivi a geometrie interconnesse<br />

che cambiano in forme<br />

via via differenti. Una sezione<br />

di mostra è dedicata al confronto<br />

della produzione di Escher<br />

con opere di altri importanti autori,<br />

per comprendere come le<br />

Sopra: Relatività, luglio 1953<br />

litografia. A sinistra: Maurits<br />

Cornelis Escher mentre scrive.<br />

Sotto: Nastro di Möbius II,<br />

febbraio 1963, xilografia.<br />

scelte di Escher siano in consonanza<br />

con una visione artistica<br />

che attraversa i secoli, che parte dal<br />

Medioevo e interseca Dürer, gli<br />

spazi dilatati di Piranesi, passa attraverso<br />

le linee armoniose del Liberty<br />

e si appunta sulle avanguardie<br />

del Cubismo, del Futurismo<br />

e del Surrealismo. La mostra<br />

è concepita come uno strumento<br />

e una “macchina didattica” che<br />

consente di entrare “dentro” la<br />

creatività di questo artista. Suggestive<br />

installazioni immergono il<br />

visitatore nel magico modo di<br />

Escher. Sono evidenti il rapporto<br />

che Escher ebbe con “il mondo<br />

dei numeri”, la sua ricerca su<br />

spazio reale e spazio virtuale, la conoscenza<br />

che dimostra delle leggi<br />

della percezione visiva messe in<br />

luce dalla Gestalt.<br />

L’enigma Escher. Paradossi<br />

grafici tra arte e geometria<br />

19 ottobre - 23 febbraio 2014<br />

Fondazione Palazzo Magnani,<br />

Corso Garibaldi 29, RE<br />

www.palazzomagnani.it<br />

30 ITA EVENTI


Arte<br />

Sopra: Paravento<br />

“Duomo sommerso”,<br />

legno, stampato,<br />

laccato e dipinto a<br />

mano. A sinistra:<br />

Fornasetti nella sua<br />

vasca da bagno privata.<br />

Sotto: Trumeau-bar<br />

Architettura, in<br />

legno e ottone, laccato<br />

a mano. In basso:<br />

piatto in porcellana<br />

Tema e Variazioni<br />

ECLETTICO<br />

FORNASETTI<br />

Rendere omaggio alla figura di Fornasetti<br />

significa ricollocarla correttamente nell’ambito<br />

del dibattito sull’ornamento come elemento<br />

strutturale del progetto di Cristiana Zappoli<br />

T<br />

riennale Design Museum in occasione del<br />

centenario dalla nascita presenta la prima<br />

grande e inedita mostra in Italia dedicata<br />

a Piero Fornasetti, a cura di Barnaba Fornasetti.<br />

Pittore, stampatore, progettista, collezionista, stilista,<br />

raffinato artigiano, decoratore, gallerista e<br />

ideatore di mostre, Fornasetti è stato una personalità<br />

estremamente ricca e complessa. Ha disegnato<br />

e realizzato circa 13mila tra oggetti e decorazioni:<br />

un universo fatto in egual misura di<br />

rigore progettuale, artistico e artigianale come di<br />

fantasia sfrenata, invenzione surrealista e poesia.<br />

Il percorso della mostra si articola in sezioni che<br />

spaziano dagli esordi pittorici vicini al Novecento<br />

alla stamperia di libri d’artista, dalla stretta collaborazione<br />

con Giò Ponti negli anni ’50 e ’60 ai<br />

più difficili anni ’70 e fino al 1988, anno della sua<br />

morte, un lungo periodo contrassegnato per la<br />

maggior parte dal dogma razionalista imperante<br />

della funzionalità nell’architettura e nel design che<br />

ha fatto di lui una figura marginale senza per questo<br />

spegnerne la creatività vulcanica. La mostra si<br />

compone di oltre 700 pezzi provenienti per la<br />

maggior parte dallo straordinario archivio curato<br />

da Barnaba Fornasetti, che prosegue ancora oggi<br />

l’attività avviata dal padre.<br />

Piero Fornasetti. 100 anni di follia pratica<br />

Triennale Design Museum , Milano,<br />

dal 13 novembre 2013 al 9 febbraio 2014<br />

32 ITA EVENTI


GEMME D’ARTE<br />

L<br />

a mostra degli impressionisti all’Ara<br />

Pacis raccoglie 68 opere e ha un percorso<br />

suddiviso in sezioni tematiche<br />

che vanno dal paesaggio al ritratto, dalla figura<br />

femminile alla natura morta, fino alle<br />

rappresentazioni della vita moderna. Sarà<br />

un excursus tematico ma anche temporale, a<br />

partire da Boudin - precursore dell’Impressionismo<br />

e maestro di Monet, celebre per<br />

aver raccontato la vita mondana dell’epoca -<br />

fino all’apertura dell’Impressionismo al<br />

nuovo secolo con i dipinti soprattutto<br />

di Bonnard e Vuillard.<br />

Il Museo dell’Ara Pacis<br />

di Roma sarà l’unica tappa<br />

europea del tour che porterà<br />

per la prima volta fuori dalle<br />

sale della National Gallery of<br />

Art di Washington la collezione<br />

impressionista e postimpressionista<br />

del museo.<br />

Gemme dell’Impressionismo<br />

Ara Pacis, Roma,<br />

fino al 23 febbraio 2014<br />

Arte<br />

Gli impressionisti e post impressionisti della National Gallery<br />

of Art di Washington in mostra a Roma. Unica tappa europea.<br />

In alto a sinistra: Henri de<br />

Toulouse-Lautrec, Ritratto<br />

di Carmen Gaudin 1885,<br />

olio su tavola. Di fianco:<br />

Edouard Manet, Oysters,<br />

1862. Sopra: Paul<br />

Gauguin, Autoritratto<br />

dedicato a Carrière, 1888<br />

DUCHAMP EL’ITALIA<br />

L’esposizione romana è un omaggio allʼartista più discusso<br />

del Novecento e al suo nuovo modo di intendere l’arte<br />

L<br />

a mostra verte sulle opere<br />

storiche facenti parte del lascito<br />

di Arturo Schwarz. È<br />

anche lʼoccasione per raccontare la<br />

storia del passaggio espositivo<br />

dellʼartista in Italia nel 1964, e<br />

delle conseguenze che questo ha<br />

comportato sul lavoro di alcuni<br />

artisti italiani entrati in contatto<br />

diretto con lui. Lʼalchimia del<br />

ready-made è un processo affascinante<br />

nel lavoro di Duchamp, ma<br />

forse non ancora del tutto indagato.<br />

I suoi celebri ready-made -<br />

tra i più conosciuti L’orinatoio del<br />

1917, (foto a destra) - definiti da<br />

Breton “oggetti di serie promossi<br />

dalla scelta dellʼartista alla dignità<br />

di oggetti dʼarte” sono il frutto<br />

del “rigore dellʼimmaginazione”,<br />

ed è proprio questo rigore che governa<br />

il processo di trasformazione<br />

dell’oggetto in opera dʼarte.<br />

Duchamp. Re-made in Italy<br />

Galleria nazionale<br />

d’arte moderna, Roma,<br />

fino al 9 febbraio 2014<br />

ITA EVENTI 33


Arte<br />

EMOZIONI CROMATICHE<br />

Il Musée d’Orsay e il Musée de<br />

l’Orangerie hanno accettato di privarsi<br />

per quattro mesi di circa 60<br />

capolavori, per dare vita a questa<br />

rassegna che documenta tutta<br />

l’attività di Renoir, testimoniando i<br />

momenti più significativi e le svolte<br />

che hanno portato l’artista a fine<br />

carriera a un progressivo allontanamento<br />

dall’Impressionismo.<br />

Renoir<br />

Gam, Torino,<br />

fino al 23 febbraio 2014<br />

ARCHITETTURA NASCOSTA<br />

Elemento cardine della produzione di Berardi è la compenetrazione tra<br />

ciò che offre la natura e quello che l’essere umano può cogliere da tale<br />

offerta. Il manufatto dell’uomo, e quindi la costruzione architettonica,<br />

deve nascondersi e diventare parte della natura stessa. In esposizione,<br />

plastici, fotografie e disegni di alcuni edifici progettati da Berardi.<br />

Pier Nicolò Berardi. Architetto e pittore<br />

Palazzo Medici Riccardi, Firenze, fino all’1 dicembre 2013<br />

SCATTI DI GUERRA<br />

Considerato il padre del fotogiornalismo,<br />

l’ungherese Robert Capa visse la maggior<br />

parte della sua vita nei campi di<br />

battaglia, seguendo i cinque maggiori<br />

conflitti mondiali. In questa mostra sono<br />

esposte 78 fotografie che colpiscono<br />

per la loro immediatezza e per l’empatia<br />

che scatenano in chi le guarda.<br />

Robert Capa in Italia 1943- 1944<br />

Museo di Roma Palazzo Braschi<br />

Roma, fino al 6 gennaio 2014<br />

SOLO GIALLO<br />

È la prima personale in Italia<br />

dell’artista iraniano Maziar<br />

Mokhtari. Al centro del suo lavoro<br />

il colore giallo della sua<br />

città natale, Esfahan. L’intento<br />

è presentare una città monocromatica,<br />

in cui tutto è rivestito<br />

dal colore giallo.<br />

Maziar Mokhtari<br />

galleria oltre dimore, Bologna<br />

15 novembre -11gennaio 2014<br />

CANALETTO TORNA A CASA<br />

Per meno di 50 giorni Canaletto torna, 270 anni dopo, nell’Abbazia di<br />

San Gregorio, il luogo in cui creò una delle sue opere più affascinanti,<br />

L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute. Il capolavoro è<br />

esposto là dove affascina pensare che l’artista l’abbia creato. Nell’incantevole<br />

loggiato dal quale egli trasse le precise linee delle architetture<br />

che tra il 1740 e il 1745 traspose nella sua celebre tela. I curatori propongono<br />

un’esperienza, un incontro, una suggestione emozionale.<br />

“Gero qua” Canaletto<br />

Abbazia di San Gregorio, Venezia, 10 novembre - 27 dicembre 2013<br />

34 ITA EVENTI


I MOLTEPLICI STILI DI POL<br />

È la prima personale di Nicolas Pol in<br />

Italia. In esposizione opere che rivelano<br />

l’analisi della cultura contemporanea perpetrata<br />

dall’artista francese, che combina<br />

diversi stili con una varietà di referenze<br />

artistiche che spaziano dai maestri del<br />

Rinascimento fino a Kippenberger. Le sue<br />

tele prendono spunti dalla street art e dal<br />

design grafico. Presentano colori intensi<br />

e rivelano una visione apocalittica del<br />

mondo. Pur apparentemente fantastiche,<br />

celano la preoccupazione nei confronti<br />

dei progressi scientifici e del fatto che<br />

non c’è più niente da scoprire.<br />

After Modern Vermin Control<br />

Galleria, Cardi Black Box,<br />

Milano, fino al 14 dicembre<br />

SUBLIMARE LE FORME FEMMINILI<br />

In occasione del centenario della nascita di Emilio<br />

Greco, Londra, Roma e Catania rendono omaggio al<br />

maestro con una serie di eventi organizzati dagli Archivi<br />

Emilio Greco. Il Museo di Roma Palazzo Braschi ospiterà<br />

nove sculture monumentali di Emilio Greco - sei nel cortile<br />

recentemente restaurato e riaperto al pubblico e tre<br />

nelle salette interne - e una selezione di circa trenta disegni.<br />

In contemporanea a questa inaugurazione, i Musei<br />

di San Salvatore in Lauro esporranno una selezione<br />

delle incisioni più significative del maestro catanese.<br />

Emilio Greco: i Segni e le Forme<br />

Museo di Roma Palazzo Braschi,<br />

Roma - fino al 12 gennaio 2014<br />

Musei di San Salvatore in Lauro<br />

Roma - fino al 12 gennaio 2014<br />

COLLEZIONE UNICREDIT<br />

L’esposizione ruota intorno all'idea<br />

della magia come “trama” che ricorre<br />

nella storia dell'arte. Magia<br />

intesa come trasformazione della<br />

materia vivificata in opera d'arte,<br />

come capacità di possedere la<br />

realtà in immagini, come forza simbolica<br />

di un sapere non scientifico e<br />

forma di seduzione per lo sguardo.<br />

La Grande Magia<br />

Museo d'Arte Moderna<br />

Bologna - 16 febbraio 2014<br />

L’ARTE DELL’ESISTENTE<br />

L’artista cipriota utilizza materiali<br />

preesistenti, quali immagini tratte<br />

da libri, di film o sculture, assemblandoli<br />

per creare opere,<br />

installazioni e video che evocano<br />

situazioni misteriose, che sfuggono<br />

ad ogni precisa classificazione,<br />

rinviando ad una situazione<br />

di sospensione.<br />

Haris Epaminonda<br />

Fondazione Querini Stampalia<br />

Venezia - fino al 2 marzo 2014<br />

OPERE DEL POMPIDOU<br />

La mostra racconta un periodo fondamentale<br />

per l’evoluzione del concetto<br />

stesso di ritratto e autoritratto, messo in<br />

discussione e trasformato dai più celebri<br />

maestri dell’epoca, in seguito ai<br />

grandi cambiamenti della società<br />

e alle tragedie della storia umana.<br />

Il volto del ’900. Da Matisse a Bacon<br />

Palazzo Reale, MI - fino al 9 febbraio 2014<br />

ITA EVENTI 35


POOH • AMOROSO • GAZZÈ • PEZZALI • PAUSINI • CARBONIPRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA<br />

Musica<br />

Nuovi progetti<br />

Dodi, Roby e Red. Da<br />

pochi giorni in vendita,<br />

Poohbox, dvd, cd live,<br />

libro e cd dedicato al<br />

paroliere Valerio Negrini<br />

DA NOVEMBRE AL VIA L’ULTIMA PARTE DI “OPERA SECONDA IN TOUR”<br />

CONCERTI SINFONICI DEI POOH<br />

I Pooh tornano a novembre sui palchi dei teatri<br />

italiani con il loro “Opera Seconda in Tour”,<br />

la tournée che ha registrato uno straordinario<br />

successo di pubblico con più di 120 mila presenze<br />

durante le 70 date dell’ultimo anno: uno<br />

spettacolo con tutte le grandi canzoni della<br />

loro carriera, in cui Roby, Dodi e Red, con Danilo<br />

Ballo alle tastiere aggiunte e Phil Mer alla<br />

batteria, sono accompagnati dalla Ensemble<br />

Symphony Orchestra diretta dal maestro Giacomo<br />

Loprieno. Con queste date autunnali,<br />

alla fine delle quali i Pooh si prenderanno una<br />

lunga pausa dal mondo del live, si avvia alla<br />

conclusione un progetto, iniziato nell’ottobre<br />

2012 con la pubblicazione dell’album “Opera<br />

Seconda” e con la prima parte dei concerti di<br />

“Opera Seconda in Tour”, che ha riscosso un<br />

successo sorprendente. L’ultimo disco dei<br />

Pooh, è un “concept album” che contiene 11<br />

brani della carriera della band riarrangiati con<br />

un’orchestra sinfonica di 67 elementi.<br />

CONCERTI ◗ 5/11 Roma ◗ 7/11 Torino<br />

◗ 11/11 Varese ◗ 12/11 Milano ◗ 14/11 Brescia<br />

◗ 27/11 Napoli ◗ 30/11 Messina ◗ 1/12 Palermo<br />

(altre date: www.cosedimusica.it)<br />

ITA EVENTI 37


Musica<br />

UNA VOCE<br />

BLACK<br />

CHE METTE<br />

TUTTI<br />

D’ACCORDO<br />

Il successo l’ha investita<br />

all’improvviso, ma non si<br />

è fatta travolgere. La sua<br />

carriera è segnata da un<br />

incredibile numero di<br />

successi. L’ultimo è l’album<br />

“Amore Puro”. Ma lei fatica<br />

a credere in se stessa.<br />

Per fortuna è arrivato<br />

un certo Tiziano Ferro...<br />

di Cristiana Zappoli<br />

lessandra Amoroso è probabilmente<br />

la figlia che tutti<br />

vorrebbero avere: legata alla<br />

propria famiglia e alla propria terra,<br />

mai sopra le righe, i piedi per terra,<br />

niente colpi di testa dovuti al successo<br />

improvviso, sensibile (a volte<br />

troppo, i suoi pianti che arrivano puntuali<br />

quando sale su un palco sono ormai<br />

un tormentone) ma determinata,<br />

e come se tutto questo non bastasse,<br />

è ancora fidanzata con lo stesso ragazzo<br />

con cui stava prima di partecipare<br />

ad Amici (e sembra che senza di<br />

lui non possa proprio vivere). Ha persino<br />

smesso di fumare dopo l’ultima<br />

vittoria sul palco di Maria de Filippi.<br />

Il bello è che, genitori a parte, continua<br />

ad attirare consensi, e non solo<br />

dei comuni mortali ma anche da artisti<br />

icona della nostra musica: Laura<br />

Pausini, Claudio Baglioni, Gianni<br />

Morandi hanno avuto parole di stima<br />

nei suoi confronti e sono rimasti affascinati<br />

dalla sua voce. La produzione<br />

artistica del suo ultimo album è<br />

di Tiziano Ferro (insieme a Michele<br />

Canova). Biagio Antonacci ha voluto<br />

scrivere una canzone per lei, anche<br />

questa incisa nell’ultimo album,<br />

Amore Puro, che a sole due settimane<br />

dall’uscita era già Disco d’oro. L’album<br />

esce dopo un anno di lavoro in<br />

studio tra Milano e Los Angeles e rappresenta<br />

un’importante crescita a livello<br />

artistico e vocale per l’artista salentina,<br />

mettendo in evidenza<br />

sfumature nuove della sua voce, tra<br />

gospel e black. L’album è dedicato al<br />

suo pubblico, a cui, come lei stessa<br />

ama dichiarare, è legata da un “amore<br />

puro”, da un rapporto d’affetto sincero,<br />

che l’accompagna da anni. E i<br />

fan non dovranno aspettare molto per<br />

vederla esibirsi nuovamente dal vivo,<br />

l’Amore Puro tour, infatti, partirà a dicembre<br />

con due date: Milano e Roma<br />

Cosa si aspetta dal tour in partenza<br />

a dicembre?<br />

«Non mi aspetto nulla, spero solo che<br />

vada tutto per il meglio. Spero di fare<br />

un buon lavoro e di non deludere le<br />

aspettative dei miei fan».<br />

Il disco ha conquistato in fretta le<br />

vette delle classifiche ed è già disco<br />

d’oro. Si aspettava questo successo?<br />

«Assolutamente no…considerando<br />

anche il momento che sta vivendo il<br />

38 ITA EVENTI


Alessandra Amoroso,<br />

27 anni compiuti<br />

ad agosto, è già<br />

considerata nuova<br />

icona musicale<br />

del pop italiano<br />

CONCERTI<br />

◗ 3/12 MILANO<br />

Mediolanum Forum<br />

◗ 5/12 ROMA<br />

Palalottomatica<br />

ITA EVENTI 39


«L’umiltà è necessaria. Essere troppo<br />

convinti a volte fa sbagliare strada»<br />

IN DUPLICE VERSIONE<br />

“Amore Puro” è il nuovo album di<br />

inediti di Alessandra Amoroso, che<br />

vede la produzione artistica di Tiziano<br />

Ferro e Michele Canova. All’interno<br />

dell’album compare un’importante<br />

collaborazione, quella con Biagio<br />

Antonacci, che per la Amoroso ha<br />

scritto il brano “Non devi perdermi”,<br />

mentre l’inedito “Fuoco d’artificio”<br />

vede, nella versione inglese, la firma<br />

di Emeli Sandé. L’album è uscito<br />

il 24 settembre in una duplice versione:<br />

Cd Standard e Deluxe Edition<br />

(Cd + Dvd). Il Dvd include riprese<br />

esclusive della registrazione del disco,<br />

un’intervista inedita ad Alessandra, il<br />

backstage e il video di “Amore Puro”.<br />

40 ITA EVENTI


nostro Paese non pensavo che in tanti<br />

sarebbero corsi a comprare il disco».<br />

L’anno scorso è stata negli USA a<br />

studiare la musica gospel. Quanto<br />

c’è di quell’esperienza nell’album<br />

“Amore Puro”?<br />

«Direi che gran parte di quest’album<br />

nasce proprio da quell’esperienza.<br />

Sono stati mesi realmente molto formativi,<br />

che senza dubbio hanno segnato<br />

la mia crescita come artista».<br />

Com’è stato lavorare con Tiziano<br />

Ferro?<br />

«Direi unico e speciale e, come dico<br />

sempre, anche un po’ traumatico.<br />

Non mi sarei mai aspettata di poter<br />

collaborare con un’artista che ha sempre<br />

fatto parte della mia vita attraverso<br />

le sue canzoni. Ma mai, prima<br />

di questo album, come persona in<br />

carne e ossa. C’è stata una bella sintonia<br />

fra noi».<br />

Cosa le ha lasciato questa collaborazione?<br />

«Mi ha insegnato soprattutto a non<br />

avere paura, a credere di più nelle<br />

mie capacità. Di solito non mi piaccio<br />

abbastanza, difficilmente mi<br />

prendo dei meriti».<br />

Ci sarà stato un momento in cui ha<br />

pensato di avere abbastanza talento<br />

per farcela.<br />

«Mai pensato e continuo a non pensarlo<br />

neppure adesso».<br />

Nel disco canta una canzone con<br />

Biagio Antonacci, che per lei ha<br />

scritto il brano Non devi perdermi.<br />

Perché proprio lui? Con quale altro<br />

artista le piacerebbe duettare?<br />

«Devo essere sincera, è lui che ha<br />

scelto me e io sono caduta “tra le sue<br />

braccia”! Ora come ora mi piacerebbe<br />

arricchire il mio bagaglio di esperienze<br />

e apprendere da più artisti possibili,<br />

mi piacerebbe collaborare anche<br />

con artisti che lontani dal mio<br />

stile, perché penso di avere tanto da<br />

imparare…ma proprio tanto…».<br />

Il primo grazie a chi lo devi?<br />

«A mia madre…il primo in assoluto».<br />

Cosale manca della sua vita prima<br />

del successo?<br />

«La mia quotidianità. Sono attaccatissima<br />

alla mia famiglia e quando<br />

sono lontana mi manca, mi manca<br />

perfino casa mia, gli oggetti che ci<br />

sono dentro».<br />

Qual è stato il momento più emozionante<br />

della sua carriera?<br />

«Penso l’inizio, la vittoria ad Amici. È<br />

stato incredibile».<br />

Quando si viene catapultati giovanissimi<br />

nel mondo dello spettacolo<br />

come è successo a lei, come si fa<br />

a non perdere la testa?<br />

«Tenendo ben presente da dove si<br />

viene. Non dimenticando le proprie<br />

radici e le persone che ci sono sempre<br />

state vicine e che poi sono quelle che<br />

ci saranno sempre».<br />

Umiltà e convinzione: quale delle<br />

due è più importante per diventare<br />

un artista affermato?<br />

«Umiltà sicuramente. Non solo per<br />

essere un’artista o per farsi strada nel<br />

mondo dello spettacolo. L’umiltà è<br />

necessaria per essere uomini e donne,<br />

nella vita ci vuole sempre. Per quanto<br />

riguarda la convinzione, non so<br />

quanto possa essere costruttiva: essere<br />

troppo convinti a volte fa sbagliare<br />

strada».<br />

Quali sono le sue principali influenze<br />

musicali?<br />

«Amo molto il gospel, la musica r&b,<br />

l’hip hop e il reggae. Il gospel in particolare<br />

è la mia passione da sempre,<br />

per questo ho scelto di fare l’esperienza<br />

negli Stati Uniti».<br />

Per la prima volta, in questo disco,<br />

ha firmato un brano: Da casa mia.<br />

Ora diventerà una cantautrice?<br />

«Sinceramente non penso. Però ho<br />

un pubblico che crede in me e questo<br />

mi ha dato la spinta giusta per<br />

provarci. Inoltre con me c’era un<br />

maestro, Tiziano, quindi ci ho voluto<br />

provare. È un brano autobiografico,<br />

che parla della mia terra e della nostalgia<br />

che provo quando sono lontana<br />

da casa».<br />

Descriva Alessandra Amoroso in<br />

tre parole.<br />

«Troppo buona, estroversa<br />

e molto determinata».<br />

DA AMICI IN POI<br />

Nata a Galatina ma<br />

leccese di adozione<br />

ha già alle spalle<br />

11 dischi di platino.<br />

Partecipa e vince<br />

l’edizione 2008/2009<br />

del reality “Amici”.<br />

Segue la<br />

pubblicazione<br />

dell’ep Stupida e<br />

nel 2009 pubblica<br />

un nuovo album,<br />

Senza nuvole. L’anno<br />

successivo esce il<br />

suo terzo album,<br />

Il mondo in un<br />

secondo, che vincerà<br />

più volte il disco di<br />

platino. Nel 2012<br />

vince “Amici 11 -<br />

BIG”. Da circa un<br />

mese in vendita<br />

il suo ultimo lavoro<br />

discografico<br />

Amore Puro.<br />

«Quando sono lontana dalla<br />

mia famiglia mi manca»<br />

ITA EVENTI 41


Musica<br />

Max Pezzali<br />

è nato il 14 novembre<br />

a Pavia. Con Mauro<br />

Repetto fonda gli 883,<br />

e nel 1992 pubblicano<br />

il disco Hanno ucciso<br />

l’uomo ragno


Max Pezzali è tornato.<br />

Forte dei consensi<br />

che ha ricevuto dopo<br />

la pubblicazione del<br />

nuovo album. Intanto il<br />

tour registra il tutto<br />

esaurito per gran parte<br />

delle date. E l’attesa cresce<br />

di Cristiana Zappoli<br />

A<br />

lzi la mano chi se lo aspettava.<br />

Chi sia aspettava che<br />

ci sarebbe stata tanta attesa<br />

intorno all’ormai prossimo tour<br />

di Max Pezzali. Dall’annuncio, in<br />

luglio, del Max 20 live tour, in poco<br />

più di due mesi sono triplicate le<br />

date di Milano e Roma, sono state<br />

aggiunte nuove date per il mese<br />

di febbraio 2014, per soddisfare la<br />

richiesta di biglietti. Il primo a non<br />

alzare la mano è proprio lui, Max<br />

Pezzali. «Onestamente - ci racconta<br />

- non mi aspettavo niente del genere.<br />

Non mi so dare una spiegazione.<br />

Sarò il gradimento dell’album<br />

Max 20, la scoperta del mio repertorio<br />

da parte dei giovanissimi grazie<br />

alla reinterpretazione da parte dei<br />

rappers dell’album Hanno Ucciso<br />

l’Uomo Ragno 2012, la nostalgia per<br />

gli anni ‘90 dei 35/40enni di<br />

oggi...». Il tour segue l’uscita dell’album:<br />

un disco che contiene 5<br />

inediti e 14 duetti con i più grandi<br />

artisti della scena musicale italiana.<br />

Due degli inediti, Welcome<br />

Mr. President e Il Presidente di tutto<br />

il mondo, sono stati scritti insieme<br />

a Mauro Repetto e segnano<br />

quindi una nuova collaborazione fra<br />

i due artisti che non lavoravano insieme<br />

dal 1994. L’impressione è che<br />

in questo album ci sia tutto Pezzali,<br />

la sua “straordinarietà dell’essere<br />

normale” come ama dire lui<br />

parlando della propria storia.<br />

L’EX 883<br />

DI NUOVO<br />

SULLA CRESTA<br />

DELL’ONDA<br />

È emozionato all’idea di tornare<br />

sul palco dal vivo?<br />

«Cantare dal vivo è il momento di<br />

sintesi assoluta del mio lavoro. Si<br />

guardano le persone negli occhi e si<br />

canta insieme a loro, si verifica sul<br />

campo quanto le canzoni siano<br />

entrate nel loro cuore. L’emozione<br />

è immensa, figuriamoci in un tour<br />

così carico di aspettative».<br />

In Max 20 ha collaborato con<br />

tanti artisti italiani. Chi l’ha sorpreso<br />

maggiormente?<br />

«Ognuno di loro ha dato tanto nell’interpretazione<br />

delle mie canzoni,<br />

quindi non saprei chi scegliere;<br />

forse Lorenzo con Tieni il tempo è<br />

quello che ha reinventato maggiormente<br />

la canzone, aggiungendo<br />

strofe e incisi e facendola diventare<br />

qualcosa di nuovo».<br />

Come ha deciso quale canzone<br />

cantare con ognuno dei suoi colleghi?<br />

Perché ha duettato solo con<br />

artisti uomini?<br />

«Ho cantato solo con artisti uomini<br />

perché le canzoni sono scritte per<br />

una voce baritonale come la mia,<br />

quindi per le donne sarebbero state<br />

o troppo basse o troppo alte di tonalità.<br />

L’assegnazione dei pezzi è<br />

nata dall’ascolto e dalla conoscenza<br />

del repertorio degli artisti ospiti.<br />

Ho cercato di immaginare quale<br />

canzone fosse più vicina all’universo<br />

creativo di chi chiamavo».<br />

Visti i tanti duetti all’interno del<br />

MAX 20<br />

Anticipato in radio<br />

dal singolo L’universo<br />

tranne noi, l’album è<br />

stato pubblicato il 4<br />

giugno nei negozi e negli<br />

store digitali. Il disco<br />

contiene 5 inediti e 14<br />

duetti con Jovanotti,<br />

Ramazzotti, Sangiorgi,<br />

Cremonini, Baglioni,<br />

Fiorello, Venditti, Raf,<br />

Van De Sfroos, Nek,<br />

Renga, Bennato,<br />

Grignani, Elio.<br />

ITA EVENTI 43


«Cantare dal<br />

vivo è il momento<br />

di sintesi assoluta<br />

del mio lavoro»<br />

Grazie a Claudio!<br />

È stato Claudio<br />

Cecchetto il mentore<br />

e il regista degli 883.<br />

Da un sondaggio del<br />

2000 risultava che gli<br />

883 erano conosciuti<br />

dal 97.8% del pubblico<br />

interpellato. Dopo di<br />

loro... Madonna<br />

CONCERTI<br />

◗ 7/11 MORBEGNO (SO)<br />

◗ 9/11 MANTOVA<br />

◗ 10/11 TORINO<br />

◗ 12/11 GENOVA<br />

◗ 14/11 MONTICHIARI (BS)<br />

◗ 16/11 PADOVA<br />

◗ 18-19/11 MILANO<br />

◗ 21/11 CUNEO<br />

◗ 23/11 RIMINI<br />

◗ 26-27/11 ROMA<br />

◗ 28/11 BOLOGNA<br />

◗ 30/11 FIRENZE<br />

◗ 1/12 CONEGLIANO (TV)<br />

◗ 3/12 VERONA<br />

◗ 5/12 PERUGIA<br />

◗ 6/12 ANCONA<br />

◗ 8/12 ACIREALE (CT)<br />

◗ 10/12 NAPOLI<br />

◗ 12/12 LIVORNO<br />

◗ 14/12 TORINO<br />

disco, dobbiamo aspettarci qualche<br />

ospite inatteso?<br />

«Sicuramente in alcune date qualche<br />

amico verrà a trovarmi».<br />

Come è stato lavorare di nuovo<br />

con Mauro Repetto?<br />

«Per me è la cosa più naturale del<br />

mondo, come se non avessimo mai<br />

smesso di vederci e di collaborare».<br />

A quale canzone è più legato?<br />

«Ogni canzone rappresenta l’emozione<br />

di un momento. È difficile<br />

sceglierne una specifica. Forse Gli<br />

Anni è quella più universale».<br />

I cowboy non mollano mai - La<br />

mia storia è il suo ultimo libro.<br />

Che differenza c’è tra scrivere un<br />

libro e scrivere una canzone?<br />

«Il libro è nato da una conversazione<br />

con Massimo Coppola della<br />

ISBN Edizioni; parlando con lui<br />

ho capito che forse il mio percorso<br />

di vita rappresentava la straordinarietà<br />

dell’essere normali, e<br />

perciò poteva avere un senso provare<br />

a raccontarlo. Scrivere libri è<br />

molto diverso da scrivere canzoni:<br />

in un libro devi sviluppare e allargare<br />

concetti, in una canzone devi<br />

al contrario sintetizzare. Sono stato<br />

aiutato da una grande professionista<br />

come Sara Sedehi a tradurre<br />

in parole i miei ricordi».<br />

Che artista era 20 anni fa e che<br />

artista è oggi?<br />

«Penso di essere più o meno la stessa<br />

persona di 20 anni fa, forse con<br />

qualche anno e tanta esperienza in<br />

più e un’infinità di capelli in meno.<br />

L’entusiasmo è quello di allora».<br />

Come è cambiato il suo rapporto<br />

con il pubblico? In che modo<br />

influiscono i social network?<br />

«Oggi è molto più facile mantenere<br />

i contatti con i fans: in questo senso<br />

Twitter è uno strumento prezioso,<br />

per me molto più funzionale<br />

di Facebook grazie alla sintesi forzata<br />

cui costringe gli utilizzatori».<br />

Si sente ancora, un ragazzo inadeguato<br />

come canta in uno degli<br />

inediti del disco?<br />

«La mia inadeguatezza è la mia forza<br />

e il mio dono più prezioso.<br />

Guardare il mondo da outsider permette<br />

di avere un punto di vista più<br />

obiettivo e realistico».<br />

È passato tanto tempo da quando,<br />

insieme a Repetto, ha presentato<br />

a Cecchetto, Non me la<br />

menare. Come avete fatto a convincerlo<br />

ad ascoltarla?<br />

«Abbiamo lasciato la cassetta alla<br />

sua attenzione e lui l’ha ascoltata.<br />

Allora così: lui era un produttore,<br />

ed era alla ricerca di nuove idee».<br />

Da giovane lavorava nel negozio<br />

di fiori dei suoi genitori a Pavia.<br />

È vero che recapitava a Maria de<br />

Filippi, ogni giorno, 50 rose da<br />

parte di Maurizio Costanzo?<br />

«Non ricordo se fossero 50, ma è<br />

vero che la prima volta che Maurizio<br />

Costanzo inviò dei fiori a Maria,<br />

allora residente a Pavia, il fattorino<br />

incaricato fui io».<br />

44 ITA EVENTI


Musica<br />

LE MIE<br />

NUOVE<br />

CANZONI<br />

SENZA<br />

TEMPO<br />

Renzo Arbore<br />

è nato a Foggia, 76<br />

anni fa. Figura eclettica,<br />

è cantautore, conduttore<br />

radiofonico e televisivo,<br />

attore e anche regista<br />

Nonostante i 76 anni,<br />

Arbore affronta il<br />

palcoscenico con lo<br />

stesso entusiasmo di<br />

quando ne aveva 40<br />

di meno («ma con più<br />

esperienza»). L’ultimo<br />

disco racchiude tutto il<br />

suo amore per l’Italia<br />

e per la musica jazz<br />

di Clara Dalledonne<br />

M<br />

etti che ti presenti a una<br />

ragazza e dici, "Suono<br />

bene il clarinetto"». Era<br />

il 1986 quando Renzo Arbore<br />

cantava così sul palco di Sanremo,<br />

e alle spalle aveva già trasmissioni<br />

radiofoniche e televisive di<br />

grande successo, una su tutte,<br />

“Quelli della notte”. Sono passati<br />

più di vent’anni eppure il tempo,<br />

per Arbore, sembra essersi fermato:<br />

riempie ancora i teatri,<br />

quando va in tv registra un notevole<br />

successo di critica e pubblico,<br />

l’energia sembra ancora (e incredibilmente)<br />

quella di allora e,<br />

soprattutto, canta “Il clarinetto”…solo<br />

che lo fa in inglese, nel<br />

suo ultimo album …my American<br />

way. Quindici canzoni che<br />

rappresentano i brani della “memoria”,<br />

secondo l'insindacabile<br />

giudizio di Arbore, tutte arrangiate<br />

e cantate in inglese. Degli<br />

evergreen per dirla all’americana.<br />

Dopo un giro di presentazione<br />

dell’album, a novembre Arbore riprenderà<br />

il tour nei teatri con<br />

l’Orchestra Italiana.<br />

Nel suo show spazia dai classici<br />

della tradizione napoletana<br />

alle colonne sonore dei suoi celebri<br />

programmi televisivi. Qual<br />

è il momento più coinvolgente<br />

dello spettacolo?<br />

«Ce ne sono tanti. Mi viene però<br />

subito in mente la prima parte<br />

dello spettacolo dove c’è un omaggio<br />

a Roberto Murolo, che è stato<br />

il più moderno e rivoluzionario<br />

cantante della canzone napoletana<br />

classica e d’autore, quella<br />

che indico come categoria musicale<br />

che assolutamente si deve preservare<br />

a livello culturale».<br />

Che ruolo gioca l’improvvisazione<br />

nel suo spettacolo?<br />

«Abbiamo musicisti straordinari,<br />

ma non abbiamo invece comici e<br />

improvvisatori come erano quel-<br />

CONCERTI<br />

◗ 8/11 Teatro Liryc, ASSISI<br />

◗ 9/11 Gran Teatro Geox, PADOVA<br />

◗ 16-17/12 Teatro Alfieri, TORINO


li di natura jazzistica che ho frequentato<br />

in questi anni. Io sono<br />

fissato col jazz, inteso come improvvisazione.<br />

La grande rivoluzione<br />

della musica nel Novecento<br />

è stato il jazz, l’improvvisazione.<br />

È il segno della modernità. È<br />

un po’ quello che succede oggi<br />

con internet: devi inventare».<br />

Lei è conosciutissimo all’estero,<br />

ha fatto e continua a fare<br />

spettacoli in tutto il mondo con<br />

la sua Orchestra.<br />

«Il mio sogno nel cassetto è che<br />

gli italiani all’estero abbiano degli<br />

spettacoli che li facciano sentire<br />

più vicini al nostro Paese.<br />

Quello è un problema insoluto.<br />

Ci sono oltre 60 milioni di persone<br />

con origini italiane sparse nel<br />

mondo. Sentono di appartenere<br />

all’Italia, la amano. Persone andate<br />

via poverissime e che sono diventate<br />

importanti, lavorano e<br />

hanno incarichi di responsabilità<br />

in questi paesi. Noi a volte inviamo<br />

una banda durante le manifestazioni<br />

ufficiali, un politico<br />

che va a salutarli e tutto finisce lì.<br />

Io invece amo vederli ai miei concerti,<br />

perché mi identifico molto,<br />

da meridionale, in loro».<br />

Quando sale su un palco si diverte<br />

ancora come 30 anni fa?<br />

«Certo. Ma con una differenza<br />

importante: tanta esperienza in<br />

più che non guasta mai».<br />

Come nasce …my American<br />

way?<br />

«In questo album ci sono le<br />

“Canzoni”. Alle quali ho, a mio<br />

giudizio insindacabile, affibbiato<br />

la C maiuscola perché sono le mie<br />

canzoni della memoria. Gli americani<br />

le chiamano “evergreen”,<br />

perché non sono semplicemente<br />

una moda di un periodo, di una<br />

generazione, ma sono destinate a<br />

essere adottate, riviste e rilette nel<br />

tempo. Le mie canzoni, vista<br />

l’età (la mia) sono tante: vanno da<br />

quelle napoletane (che ho “riletto”<br />

tante volte) a quelle americane,<br />

messicane, francesi, cubane e<br />

a certe italiane. A proposito di<br />

quest’ultime, mi sento di affermare<br />

che oltre alle canzoni napoletane,<br />

made in Italy, sono<br />

molto affascinanti anche le ballad<br />

italiane scritte da nostri compositori<br />

che mescolavano la passione<br />

per il jazz, la grande musica<br />

americana, insieme alla vena melodiosa<br />

e sentimentale italiana».<br />

Le piacerebbe fare una grande<br />

show televisivo sullo stile di<br />

quello condotto da Gianni Morandi<br />

in onda su Canale 5 dall’Arena<br />

di Verona?<br />

«Io e la televisione abbiamo avuto<br />

un buon rapporto. Di esperienze<br />

sul piccolo schermo ne ho<br />

fatte davvero tante. Diciamo che<br />

spesso e volentieri sono “arrivato”<br />

prima degli altri. Non mi manca<br />

niente, almeno credo. La mia<br />

era una tv artigianale, improvvisata.<br />

Oggi ci sono ottimi professionisti,<br />

bravissimi attori comici<br />

che fanno satira, però la genia degli<br />

improvvisatori non c’è. Manca<br />

la tv improvvisata, quella che<br />

fa ridere di pancia. Non si sperimenta.<br />

Si obbedisce ciecamente<br />

alle leggi dell’Auditel. La tv è fatta<br />

per una massa che si accontenta<br />

di poco. Bisogna guardare al<br />

mondo dell’arte e se c’è un regista<br />

o un dirigente che ha una vocazione<br />

artistica bisogna utilizzarlo,<br />

anche se non ha protezioni<br />

politiche».<br />

All’anagrafe sostengono che lei<br />

abbia 76 anni, dica la verità, ha<br />

trovato un elisir di giovinezza?<br />

«L’applauso del pubblico per me<br />

è puro ossigeno».<br />

...my American way!<br />

«Roberto Murolo,<br />

è stato il più<br />

rivoluzionario<br />

cantante della<br />

musica napoletana»<br />

L’album (Gazebo Giallo/ Sony Music)<br />

mostra in pieno il lato crooner dell’artista:<br />

quindici canzoni che rappresentano i brani della memoria secondo<br />

Renzo Arbore. Canzoni che hanno lasciato un segno indelebile<br />

nel panorama musicale nazionale e non, destinate a<br />

essere personalizzate e rilette nel tempo, come accade nel jazz<br />

che vive di un repertorio senza tempo. Tra i tanti, nell’album ci<br />

sono, Domenico Modugno, Tony Renis, C.A. Bixio, C.A. Rossi,<br />

Pino Massara, Redi ai quali Arbore rende omaggio inserendo<br />

alcune canzoni preferite, con la complicità dei Swing Maniacs.<br />

ITA EVENTI 47


Musica<br />

Max Gazzè<br />

nasce a Roma il 6<br />

luglio del 1967. La<br />

sua carriera inizia<br />

come compositore<br />

di colonne sonore<br />

e collaboratore di<br />

Daniele Silvestri<br />

48 ITA EVENTI


METTI<br />

UNA SERA<br />

TRA AMICI<br />

SOTTO<br />

CASA<br />

Q<br />

In partenza il nuovo tour<br />

del cantautore romano<br />

che torna in teatro dopo<br />

aver riempito club<br />

e palazzetti in tutta<br />

Europa. Brani vecchi<br />

e nuovi riarrangiati<br />

e scenografie d’effetto<br />

daranno vita a uno<br />

spettacolo coinvolgente<br />

di Cristiana Zappoli<br />

uando si pensa a Max<br />

Gazzè lo si immagina in<br />

teatro. Non che abbia difficoltà<br />

a riempire di pubblico spazi<br />

più ampi. Tutt’altro. Subito<br />

dopo Sanremo, a cui ha partecipato<br />

con la canzone Sotto casa, è partito<br />

per l’European Live Club Tour:<br />

da Berlino a Bologna”, più di 80<br />

concerti che hanno collezionato<br />

sold out in Italia e in Europa. Il Sotto<br />

Casa Tour estivo ha macinato numeri<br />

da star nelle location più eleganti<br />

e prestigiose così come nei più<br />

importanti festival italiani, con il record<br />

di presenze al Carroponte di<br />

Milano. Ma non ci sono dubbi, un<br />

cantautore intenso come Max Gazzè<br />

con la sua surreale vena poetica,<br />

la sua personalità istrionica, la sua<br />

disinvoltura nel rapportarsi con il<br />

pubblico, trova a teatro il proprio<br />

palcoscenico d’elezione. In fondo<br />

lui è un cantante - teatrante. Quando<br />

sale sul palco è sempre un po’ attore,<br />

non perde occasione per mascherarsi<br />

(al festival di Sanremo ha<br />

cantato con un occhio azzurro e<br />

uno marrone) e anche nei suoi video<br />

interpreta sempre parti diverse.<br />

Fra i suoi prossimi impegni<br />

anche un cameo nel nuovo<br />

film di Asia Argento. Non ha<br />

meravigliato, quindi, l’annuncio<br />

di una nuova tournée<br />

teatrale che partirà a novembre<br />

e si chiamerà Al<br />

Teatro Sotto Casa. «Concludere<br />

questo lungo e fruttuoso<br />

tour nei teatri è fisiologico, è un<br />

percorso quasi consequenziale»,<br />

spiega Gazzè. «Dopo aver suonato<br />

in location importanti e affollate,<br />

mi piace qualcosa di diverso. A teatro,<br />

infatti, riarrangeremo tutti i<br />

brani, sarà presente un quartetto<br />

d’archi, la batteria sarà suonata<br />

con le spazzole. Ci saranno veri e<br />

propri momenti teatrali, daremo<br />

vita a qualcosa di più spettacolare,<br />

sfruttando, per esempio, anche il<br />

buio». Il teatro consentirà al cantautore<br />

romano di concentrarsi su<br />

una dimensione più intimistica, coniugando<br />

momenti acustici con arrangiamenti<br />

morbidi, incentrati<br />

sulle sonorità delicate degli archi,<br />

fino a una vera esplosione di suoni<br />

nella parte più energica e conclusiva<br />

del concerto.<br />

Il 2013 è stato un anno particolarmente<br />

fortunato e molto importante<br />

per il suo percorso artistico:<br />

Sotto Casa ha ottenuto la certificazione<br />

Platino con oltre 50miladownload,<br />

mentre l’album omonimo<br />

è disco d’oro. «I numeri - racconta<br />

Gazzè - sono sempre di stimolo,<br />

ma fanno piacere soprattutto<br />

quando si è fatto un buon lavoro,<br />

arrivano come un riconoscimento.<br />

È un disco che a me piace<br />

molto, un lavoro ben riuscito. Lo<br />

trovo vario, con pezzi molto orecchiabili<br />

come i due brani di Sanremo<br />

e altri più intimi e profondi».<br />

CONCERTI<br />

◗ 7/11 REGGIO CALABRIA<br />

◗ 9/11 ISERNIA<br />

◗ 10/11 PESCARA<br />

◗ 14/11 GENOVA<br />

◗ 15/11 VALDAGNO<br />

◗ 18/11 BOLOGNA<br />

◗ 21/11 TRENTO<br />

◗ 22/11 CREMONA<br />

◗ 9/12 TORINO<br />

◗ 10/12 MILANO<br />

◗ 14/12 FERMO<br />

◗ 16/12 PERUGIA<br />

◗ 20/12 FASANO<br />

◗ 18-21/12 ROMA<br />

ITA EVENTI 49


Musica<br />

Mario Biondi<br />

UNA VOCE CALDA<br />

Dopo il successo del tour estivo che ha entusiasmato<br />

le platee dei più importanti festival jazz italiani ed<br />

europei e delle location più prestigiose della penisola,<br />

Sun, il tour di Mario Biondi, dal 24 novembre<br />

approda nei teatri delle principali città italiane.<br />

Il cantante siciliano, voce emergente nel panorama<br />

musicale internazionale, proporrà una scaletta<br />

composta dai suoi più grandi successi oltre che dai<br />

brani dell’album Sun, disco d’oro in Italia, e già pubblicato<br />

in tutta Europa, Giappone e USA. Ad accompagnarlo<br />

sul palco “The Italian Jazz Players”<br />

CONCERTI ◗ 24/11 Roma ◗ 26/11 Napoli ◗ 29/11 Sanremo<br />

◗ 30/11 Brescia ◗ 2/12 Varese ◗ 3/12 Firenze ◗ 7/12 Padova<br />

◗ 10/12 Torino ◗ 13,14/12 Milano<br />

◗ 16/12 Bologna ◗ 23/12 Genova<br />

(altre date: www.fepgroup.it)<br />

Laura Pausini<br />

MILANO ‣ NEW YORK<br />

The Greatest Hits World Tour porterà la cantante<br />

emiliana nelle venue più prestigiose di tutto il<br />

mondo: da Roma a Parigi, da Milano a New York,<br />

da Madrid a Buenos Aires, solo per citare alcune delle<br />

città che toccherà in queste prime ventidue tappe,<br />

dove presenterà solo i suoi successi più importanti,<br />

numeri uno in tutti i Paesi che l’hanno consacrata<br />

come la voce italiana più amata nel mondo.<br />

Il 12 novembre uscirà in tutto il mondo “20 -<br />

The Greatest Hits”, l’album del ventennale della<br />

Pausini, che racchiuderà i brani più importanti della<br />

sua storia rivisitati e riarrangiati e vedrà la presenza<br />

di ospiti internazionali.<br />

CONCERTI ◗ 8,9,11,13 dicembre, Roma<br />

◗ 16,18,19,21 dicembre, Milano Mediolanum Forum<br />

(altre date: www.fepgroup.it)<br />

TRE BRANI INEDITI PER IL TOUR DI RENATO ZERO<br />

Dopo aver debuttato la scorsa primavera al Palalottomatica di Roma, l’Amo<br />

tour di Renato Zero è un successo annunciato anche nel resto dei palasport<br />

d’Italia, dove è già tutto esaurito nella stragrande maggioranza delle<br />

date in programma. Nel corso dello spettacolo, oltre a ripercorrere la sua<br />

storia musicale, dai suoi inizi ad Amo attraverso medley, videoclip<br />

e con lo sfondo di una scenografia spettacolare, Zero presenta in anteprima<br />

al pubblico anche tre dei brani inediti contenuti nel nuovo disco.<br />

CONCERTI ◗ 12,13/11 Bari ◗ 15,16/11 Acireale ◗ 13/11 Pesaro ◗ 16,18,19/11 Roma


IL RITORNO DEL PROF.<br />

Partirà il 7 novembre il nuovo tour teatrale<br />

di Roberto Vecchioni. Saranno<br />

15 i concerti che tra novembre e dicembre,<br />

toccheranno i teatri delle<br />

principali città italiane. Lo spettacolo<br />

vedrà Vecchioni esibirsi accompagnato<br />

dalla sua storica band: Lucio<br />

Fabbri (pianoforte, chitarre),<br />

Massimo Germini (chitarre),<br />

Roberto Gualdi (batteria) e Marco Mangelli<br />

(basso), oltre ad un Trio di Archi formato da<br />

Costanza Costantino, Riviera Lazzeri e Chiara<br />

Scopelliti. Il tour segue la pubblicazione di<br />

Io Non Appartengo Più, uscito l’8 ottobre.<br />

CONCERTI ◗ 13,14/11 Milano ◗ 18/11 Verona<br />

◗ 26/11 Torino ◗ 29/11 Bologna<br />

◗ 30/11 Cesena ◗ 14/12 Padova<br />

◗ 17/12 Roma ◗ 21/12 Firenze<br />

(altre date: www.vecchioni.org)<br />

Fabri Fibra<br />

A RITMO DI HIP-HOP<br />

Nei tre concerti evento del nuovo tour, per la prima<br />

volta Fabri Fibra porterà una carrellata di rime<br />

e di testi che pochi mc possono vantare, molti tratti<br />

da Guerra e Pace, ultimo album del rapper, ma<br />

anche da un repertorio che parte dall’underground<br />

degli inizi per arrivare fino all’oro e al platino dei<br />

lavori in major. Gli spettatori potranno godere di<br />

uno show unico, che pesca da un repertorio di oltre<br />

15 anni di rap. È questo concentrato di hip hop<br />

che sarà sui palchi di Roma, Milano e Napoli per<br />

un’occasione unica e irripetibile. Per i fan tre appuntamenti<br />

per ascoltare e vedere dal vivo la figura<br />

di spicco del rap italiano. Da ottobre il singolo<br />

Bisogna Scrivere, il brano che apre Guerra e Pace, il<br />

settimo album pubblicato dal rapper italiano, è in<br />

programma in tutte le radio. Nel testo una citazione<br />

di Baudelaire dei Baustelle (contenuta nell’album<br />

“Amen” del 2008), dove Fibra mutua riadattandolo,<br />

il vitale significato contenuto nella canzone di<br />

Francesco Bianconi. L’album contiene featuring<br />

con Al Castellana, Neffa ed Elisa<br />

e il 13 marzo 2013 è stato certificato<br />

disco d’oro per le oltre<br />

30mila copie vendute. È proprio<br />

la volontà di esserci, di<br />

testimoniare quanto si vede<br />

e si vive, la fonte cui attingono<br />

la scrittura e il suo<br />

flow. Fabri Fibra ha rivelato<br />

uno stile che nel tempo<br />

si è tramutato in una cifra, un marchio.<br />

La capacità si spostare limiti e<br />

confini dei suoi versi in continuo rinnovamento<br />

lo hanno fatto divenire riferimento<br />

assoluto della scena.<br />

CONCERTI ◗ 9 novembre, Roma<br />

◗ 12 novembre, Milano<br />

◗ 16 novembre, Napoli<br />

PER 30 ANNI DI SUCCESSI...<br />

Grande ritorno live per il cantante bolognese.<br />

Un’occasione per raccontare in questi magici 30<br />

anni di musica con lo sguardo rivolto sempre verso<br />

il futuro. Sull’onda del successo del suo nuovo album<br />

Fisico&Politico, Luca Carboni farà un concerto<br />

a Bologna nel quartiere in cui è cresciuto,<br />

nella città in cui sono nate le sue canzoni e dove ha<br />

condiviso con personaggi eccezionali della musica<br />

italiana una storia artistica in evoluzione. Il tour<br />

continuerà nel 2014, nelle principali città italiane.<br />

CONCERTO ◗ 20 dicembre, Bologna<br />

DEDICATO A NAPOLI<br />

Sulla scia dello straordinario successo<br />

dei sei concerti sold out dello scorso<br />

inverno Pino Daniele torna a suonare<br />

nella sua città per “Napule è -<br />

tutta n’ata storia”, 3 serate evento<br />

dedicate al progressive napoletano:<br />

quella corrente musicale<br />

e culturale che a partire dagli<br />

anni ’70 ha affermato Napoli<br />

come protagonista nel panorama<br />

della cultura pop<br />

contemporanea.<br />

CONCERT0 ◗ 28, 29, 30<br />

dicembre, Napoli


Musica<br />

A sinistra: Christian Mc Bride.<br />

Nato a Filadelfia 41 anni fa,<br />

ha vinto 3 volte il Grammy Award<br />

Christian Mc Bride<br />

UNA GIOVANE PROMESSA<br />

Bassista, compositore, arrangiatore,<br />

nonostante la giovane età<br />

(41 anni), Christian Mc Bride è<br />

già entrato nell’olimpo dei più<br />

grandi esponenti della musica<br />

jazz americana, vantando al suo<br />

attivo collaborazioni con Sonny<br />

Rollins, Herbie Hancock e Pat<br />

Metheny, con incursioni nel pop<br />

rock e rhythm & blues, in particolare<br />

con il grande Sting. A Padova,<br />

al Teatro Comunale Verdi,<br />

si esibirà in trio con Christian<br />

Sands (pianoforte) e Ulysses<br />

Owens (batteria). L’appuntamento<br />

fa parte del Padova Jazz<br />

Festival (www.padovajazz.com),<br />

uno degli eventi musicali di maggior<br />

prestigio e successo che si<br />

svolgono annualmente nella città<br />

veneta, che presenta la sua sedicesima<br />

edizione dall’11 al 16<br />

novembre 2013. Sul palco del<br />

Teatro Comunale Verdi si esibiranno<br />

gli ospiti di maggiore prestigio:<br />

la O.P.V. (Orchestra di Padova<br />

e del Veneto) diretta dal<br />

maestro Paolo Silvestri, il 14 novembre;<br />

Abdullah Ibrahim, piano<br />

solo, il 15 novembre e Antonio<br />

Faraò “American quartet”<br />

il 16 novembre.<br />

CONCERTO ◗ 15 novembre,<br />

Padova, Teatro Comunale Verdi<br />

NON SOLO JAZZ<br />

Torna l’X-MAS tour della New York Ska Jazz Ensemble, per festeggiare in<br />

tre appuntamenti live le festività natalizie. È un gruppo di musicisti eccezionali,<br />

di diverse estrazioni artistiche. Conosciuti a livello globale come i pionieri dello<br />

ska-jazz, il loro stile è stato imitato da migliaia di gruppi in tutto il mondo.<br />

CONCERTI ◗ 26/12, Torino ◗ 27/12, Mezzago (MB) ◗ 28/12, Firenze<br />

NEW TALENTS CON DI BATTISTA<br />

Alla Casa del Jazz di Roma,<br />

Stefano Di Battista, uno<br />

dei sassofonisti di punta della<br />

scena italiana, si esibirà insieme<br />

alla New Talents Jazz<br />

Orchestra, un’orchestra formata<br />

esclusivamente da ragazzi<br />

dai 19 ai 26 anni di età.<br />

Diretta da Mario Corvini,<br />

questa orchestra rappresenta<br />

una realtà inedita nel panorama<br />

italiano. L’evento si inserisce<br />

nel ciclo di serate<br />

chiamate Monday Night,<br />

che vede un grande musicista<br />

ospite della New Talents Jazz<br />

Orchestra presso la Casa<br />

della Musica ogni lunedì. Di<br />

Battista ha pubblicato il suo<br />

primo album nel 1997 e da<br />

allora ha collaborato con<br />

musicisti e cantanti di tutto il<br />

mondo. Si è esibito con<br />

Quincy Jones e con il pianista<br />

americano Herbie Hancock,<br />

oltre ad aver composto le musiche<br />

di diversi spettacoli teatrali.<br />

È uno tra i pochi italiani<br />

che sono riusciti ad affermarsi<br />

nei circuiti del jazz internazionale.<br />

Nel 2002 ha inciso un<br />

disco a cui ha partecipato Elvin<br />

Jones, batterista del mitico<br />

John Coltrane.<br />

CONCERTO ◗ 25 novembre, Roma<br />

52 ITA EVENTI


Musical<br />

UN GRANDE<br />

RITORNO<br />

Dopo il successo dell’anteprima al Teatro Fenaroli<br />

di Lanciano il 19 aprile 2013, la Compagnia dell’Alba,<br />

di Ortona sta portando in tour la celebre<br />

commedia musicale Aggiungi un posto a tavola,<br />

nella sua prima edizione italiana autorizzata dagli<br />

autori e dagli eredi. Un grande appuntamento per<br />

tutti gli appassionati, che possono godere del ritorno<br />

in scena della famosa commedia musicale di Garinei<br />

e Giovannini, scritta con Iaia Fiastri, con le<br />

musiche di Armando Trovajoli e le coreografie originali<br />

di Gino Landi. Il progetto e la direzione musicale<br />

sono curati da Gabriele De Guglielmo, mentre<br />

la regia e le coreografie sono riprodotte da Fabrizio<br />

Angelini. «Un monumento nazionale. Ecco<br />

cos’è questo spettacolo», afferma Fabrizio Angelini.<br />

«Il primo lavoro che ho visto a teatro, nella sua<br />

edizione originale (avevo 11 anni), e che probabilmente<br />

mi ha fatto decidere quello che avrei fatto<br />

da grande… Che in qualche modo mi ha accompagnato<br />

nel corso della vita, e che ora il destino<br />

ha voluto mettere nelle mie mani». Special guest<br />

nel ruolo di Clementina, Arianna, performer internazionale<br />

che ha dominato le vette della dance<br />

chart di Billboard con “Sexy people” cantato in<br />

duetto con Pitbull, giurata fissa e ospite canora del<br />

programma di giovani talenti “Io Canto” di Mediaset;<br />

Jacqueline Ferry è la prorompente Consolazione,<br />

Gabriele de Guglielmo Don Silvestro, Brunella<br />

Platania è Ortensia, moglie del sindaco Crispino,<br />

interpretato da Tommaso Bernabeo. Il<br />

ruolo di Toto è sostenuto da Gaetano Cespa e la<br />

voce di Lassù è di Tommaso di Giorgio.<br />

FOLLIE A<br />

SAINT TROPEZ<br />

Enzo Iacchetti e Marco<br />

Columbro sono i<br />

protagonisti de Il Vizietto<br />

- La Cage aux<br />

Folles, il musical firmato<br />

Massimo Romeo<br />

Piparo. La storia è<br />

quella di Renato e del<br />

suo compagno Albin: gestiscono uno sfavillante<br />

locale notturno per travestiti a Saint Tropez,<br />

dove Albin si esibisce come drag queen con il<br />

nome d’arte di Zazà. Uno spettacolo di grande<br />

impatto e pieno di glamour anni ’70, un mix di<br />

trasgressione e classicità, rigore e stravaganza.<br />

LE DATE ◗ 10/11, Varese ◗ 16,17/11 Bologna<br />

◗ 23/11 Brindisi ◗ 5/12 Forlì<br />

(altre date: www.lacageilmusical.it)<br />

SCOOBY-DOO TRA LE PIRAMIDI<br />

Per la gioia dei più piccoli, debutterà a dicembre<br />

il musical Scooby-doo: il mistero della piramide,<br />

un mix di umorismo e mistero ambientato in<br />

Egitto. Scooby Doo, Shaggy, Fred, Velma e Daphne<br />

dovranno risolvere il mistero della piramide<br />

del Faraone Hatcepsout. La banda avrà a che fare<br />

con misteriose mummie e con l’ira del Faraone<br />

che trasforma in pietra tutti quelli che osano avvicinarsi<br />

alla piramide.<br />

LE DATE ◗ 11,12/12 Catania, Teatro Metropolitan<br />

◗ 14,15/12 Palermo, Teatro Golden ◗ 6,7,8/12 Bologna,<br />

Teatro delle Celebrazioni ◗ 28,29/12 Firenze, Teatro<br />

Verdi (altre date: www.scoobydoomusical.it)<br />

LE DATE ◗ dal 6 al 17/11 Milano ◗ 21/11 Codroipo (UD)<br />

◗ 26/11 L’Aquila ◗ dal 7 al 9/12 Assisi ◗ 19/12 Lecce ◗<br />

21,22/12 Bologna (www.aupat.altervista.org)<br />

54 ITA EVENTI


DAL CINEMA AL TEATRO<br />

Ghost Il Musical è tratto dall’omonimo film della Paramount<br />

Pictures, un successo del 1990. È sceneggiatore del film, il<br />

premio Oscar Bruce Joel Rubin, che nel 2010 adatta il copione<br />

per una versione teatrale che debutta a Londra nel 2011. In Italia il<br />

musical arriva grazie alla produzione Mas - Poltronissima di Milano.<br />

LE DATE<br />

◗ fino al 31/12 Milano<br />

◗ dall’8 al 12/1 2014, Torino<br />

◗ dal 22/1/2014 al 9/2/2014, Roma<br />

FRANKESTEIN<br />

Tradotto in italiano da Franco<br />

Travaglio, Frankenstein Junior<br />

porta in teatro l’esilarante comicità<br />

dell’omonimo film, sottolineata<br />

dalle musiche originali composte<br />

da Mel Brooks. È Giampiero Ingrassia<br />

a vestire i panni del brillante<br />

e stimato dottor Frederick,<br />

al suo fianco Giulia Ottonello interpreta<br />

Elizabeth, egocentrica fidanzata<br />

di Frederick. Igor è interpretato<br />

da Mauro Simone.<br />

LE DATE ◗ dal 19/11 all’1/12 Roma<br />

◗ dal 21 al 22/12 Ancona<br />

◗ dal 31/12 al 6/1 2014 Imola (Bo)<br />

(altre date: www.www.frankensteinjuniorilmusical.it)<br />

IL PIGMALIONE<br />

My Fair Lady è uno dei<br />

classici più amati della<br />

storia del musical. Firmato<br />

da Massimo Romeo<br />

Piparo, con la direzione<br />

musicale di<br />

Emanuele Friello, è<br />

interpretato da Vittoria<br />

Belvedere nei<br />

panni della fair lady Eliza<br />

Doolittle e da Luca Ward<br />

nel ruolo del Pigmalione Prof.<br />

Higgins. Lo spettacolo, tratto<br />

dall’opera di George Bernard<br />

Shaw “Pygmalion”, è elegante<br />

e romantico: la favola di<br />

un’umile e rozza fioraia trasformata<br />

in principessa da un ostinato<br />

e burbero professore di<br />

fonetica. La cultura e gli<br />

strumenti per un’elevazione<br />

sociale, sono il fulcro<br />

narrativo dell spettacolo.<br />

LE DATE<br />

◗ 14,15,16/11 Udine<br />

◗ dal 29/11all’1/12 Reggio<br />

Emilia ◗ 6/12 Padova ◗ dal<br />

10/12 al 6/1/2014 Milano<br />

(altre date: www.myfairlady.it)


ABBADO • TAN DUN • CHAILLY • XIANG • GATTI • LA MALFAGRANDI INTERPRETI: MUSICA DA CAMERA, CLASSICA, OPERA<br />

Classica<br />

Claudio Abbado<br />

nato a Milano, il 26<br />

giugno 1933, come<br />

direttore d’orchestra<br />

è conosciuto in tutto<br />

il mondo. Nell’agosto<br />

scorso è stato nominato<br />

senatore a vita<br />

A ROMA DUE ORCHESTRE UNITE E DIRETTE DA ABBADO<br />

MENDELSSHON CELEBRA GUTENBERG<br />

Claudio Abbado non ha bisogno di presentazioni.<br />

Per gli appassionati di musica classica,<br />

il maestro milanese, che ha da poco compiuto<br />

80 anni, è un mito indiscusso. Dopo aver diretto<br />

le più importanti compagini del mondo<br />

(i Berliner Philharmoniker tanto per citarne<br />

una) ha deciso di creare una sua orchestra invitando<br />

i migliori musicisti con cui ha collaborato<br />

in anni di carriera. E proprio dirigendo la<br />

sua Orchestra Mozart insieme al Coro e alll’Orchestra<br />

dell’Accademia di Santa Cecilia,<br />

eseguirà, a Roma, un importante brano della<br />

musica romantica tedesca: la delicata e poetica<br />

Seconda Sinfonia Lobgesang di Felix Mendelssohn,<br />

in cui una lunga introduzione strumentale<br />

precede nove testi tratti dalla Bibbia<br />

affidati a coro e voci soliste. Mendelssohn<br />

compose questa sinfonia in occasione della<br />

commemorazione dei quattrocento anni dall'invenzione<br />

della stampa da parte di Johann<br />

Gutenberg, orafo e tipografo tedesco che inventò<br />

i caratteri mobili utilizzati per la stampa<br />

della prima Bibbia. E proprio le parole della<br />

Bibbia sono ispiratrici di questa Sinfonia-cantata<br />

eseguita per la prima volta a Lipsia, nella<br />

chiesa di San Tommaso, nel 1840.<br />

◗ ORCHESTRA MOZART,<br />

ORCHESTRA E CORO ACCADEMIA SANTA CECILIA,<br />

CLAUDIO ABBADO direttore, JULIA KLEITER soprano<br />

SARA MINGARDO soprano, MAXIMILIAN SCHMITT tenore<br />

23,25,26/11 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />

Felix Mendelssohn: Sinfonia n. 2 "Lobgesang"<br />

ITA EVENTI 57


Classica<br />

MUSICA<br />

AL RITMO<br />

DELLA<br />

NATURA<br />

a presenza di Tan Dun il 4 dicembre<br />

prossimo a Bologna per<br />

la ventisettesima stagione de I<br />

Concerti di Musica Insieme (Auditorium<br />

Manzoni, ore 20.30) alla guida dell’eccellente<br />

Orchestra della Toscana, sarà un<br />

avvenimento importante e raro. Compositore<br />

ufficiale delle Olimpiadi di Pechino<br />

2008 e dell’Expo di Shanghai del<br />

2010, Ambasciatore Unesco della Musica,<br />

Tan Dun ha saputo unire la millenaria<br />

tradizione musicale della natìa<br />

Cina e la potenza evocativa della scrittura<br />

per il cinema, con colonne sonore<br />

per titoli quali Hero o La tigre e il dragone<br />

(per la quale si è aggiudicato anche<br />

un Grammy e un Oscar nel 2000). E<br />

proprio i suoni ancestrali dell’acqua, della<br />

carta, della pietra saranno al centro dei<br />

tre suoi Concerti in programma, i tre elementi<br />

trasformati in strumenti a percussione,<br />

dove all’ascolto si unisce la gioia<br />

visiva di una vera e propria danza, da<br />

parte dei solisti che li faranno risuonare.<br />

Del resto, un altro grande intenditore<br />

di suoni (e silenzi) come John Cage<br />

ha detto un tempo di lui: «Nella sua musica<br />

sono centrali i suoni della natura in<br />

cui viviamo, ma che da troppo tempo<br />

non ascoltiamo più».<br />

Il nome di Tan Dun è assurto agli onori<br />

della cronaca mondiale nel 2008,<br />

quando gli fu affidata la “colonna sonora”<br />

delle Olimpiadi, che in quell’anno<br />

ebbero luogo a Pechino. Gli internauti,<br />

poi, lo conoscono anche perché<br />

è stato il primo compositore a scrivere<br />

una sinfonia apposta per la rete. Il titolo<br />

Alla direzione di una delle<br />

migliori orchestre italiane,<br />

esordisce a Bologna per<br />

Musica Insieme Tan Dun,<br />

vincitore di un Oscar<br />

e creatore della prima<br />

Internet Symphony, con<br />

un programma interamente<br />

costituito da sue partiture<br />

non lascia dubbi: The Internet Symphony<br />

n. 1. E neppure il nome del committente:<br />

si tratta della Google Inc., che poi,<br />

proprio per eseguirla nel 2009, creò la<br />

YouTube Symphony Orchestra, compagine<br />

costituita da musicisti selezionati<br />

(per la prima volta nella storia) da provini<br />

inviati tramite YouTube. Dunque,<br />

siamo di fronte ad un musicista al passo<br />

coi tempi.<br />

Classe 1957, Tan Dun dunque interpreta<br />

appieno il ruolo del compositore<br />

oggi. Dalla produzione sinfonica al<br />

teatro musicale, alla musica per il cinema,<br />

dirigendo e scrivendo, ha conquistato<br />

grazie al suo talento un meritato<br />

ed ampio successo. Così non stupisce<br />

certo che sia fra i compositori non solo<br />

più spesso presenti coi loro brani nei programmi<br />

delle stagioni di tutto il mondo,<br />

ma anche fisicamente, sul podio, nelle<br />

sale da concerto. Con l’Orchestra della<br />

Toscana presenterà tre dei suoi brani<br />

più importanti che costituiscono<br />

una trilogia che fin dai titoli parla del<br />

suo legame strettissimo con la cultura cinese:<br />

in ordine di esecuzione, Concerto<br />

dell’Acqua, Concerto della Carta,<br />

Concerto della Terra. I tre concerti hanno<br />

in comune una specifica caratteristica:<br />

la ricerca fisica sul suono, resa attraverso<br />

l’utilizzo di strumenti non convenzionali,<br />

connessi direttamente con l’acqua,<br />

la carta e la terra.<br />

Il cartellone novembre-dicembre dei<br />

Concerti di Musica Insieme si completa<br />

poi con altri due imperdibili appuntamenti:<br />

il 25 novembre Maria João Pi-<br />

58 ITA EVENTI


es torna a Bologna con un programma<br />

che la vede affiancata al violoncellista<br />

brasiliano Antonio Meneses. Sin dalla<br />

sua prima affermazione con la vittoria<br />

al Concorso internazionale “Beethoven”<br />

di Bruxelles nel 1970, la Pires<br />

ha tenuto concerti con le più prestigiose<br />

orchestre, dalla Royal Concertgebouw<br />

Orchestra di Amsterdam alla London<br />

Philharmonic, dall’Orchestre de Paris ai<br />

Wiener Philharmoniker e collaborato<br />

con direttori come Abbado, Gardiner,<br />

Pinnock, Dutoit, Prévin, Haitink. Interprete<br />

appassionata anche in ambito<br />

cameristico, ha preso parte ai più prestigiosi<br />

festival internazionali, da Tanglewood<br />

ai BBC Proms. Da sempre impegnata<br />

nella pedagogia musicale, nel<br />

2002 è stata insignita del prestigioso<br />

IMC-Unesco International Music Prize.<br />

L’11 dicembre protagoniste saranno<br />

le interpreti di una delle migliori formazioni<br />

cameristiche italiane, l’Estrio,<br />

compagine tutta al femminile, impegnata<br />

in un programma che comprenderà<br />

fra l’altro la prima esecuzione assoluta<br />

di Lassù... le stelle... si accorgano...<br />

di te di Adriano Guarnieri, che Musica<br />

Insieme ha commissionato all’autore,<br />

brano dedicato alla memoria del piccolo<br />

Devid, morto nel gennaio 2011, tragedia<br />

umana e sociale che ha scosso profondamente<br />

la città di Bologna.<br />

Tan Dun<br />

è nato in un<br />

villaggio della<br />

Cina. Da giovane<br />

ha appreso dallo<br />

shimao, il capo<br />

religioso locale,<br />

le regole ancestrali<br />

della musica eseguita<br />

con pietre e acqua<br />

◗ ORCHESTRA DELLA TOSCANA, TAN DUN (direttore)<br />

4/12/ 2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />

musiche di Tan Dun<br />

CONCERTI MUSICA INSIEME<br />

novembre / dicembre 2013<br />

◗ EMERSON QUARTET<br />

11/11/2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />

musiche di Haydn, Bartók, Beethoven<br />

◗ ANTONIO MENESES (violoncello),<br />

MARIA JOÃO PIRES (pianoforte)<br />

25/11/2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />

musiche di Schubert, Brahms, Mendelssohn<br />

◗ ESTRIO<br />

11/12/2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />

Musiche di Arenskij, Guarnieri, Smetana


Classica<br />

UN VIOLINO D’ECCEZIONE<br />

L’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia si esibirà per la prima volta con la violinista tedesca<br />

Isabelle Faust. La direzione sarà affidata al maestro Jonathan Nott di Francesco Boari<br />

Isabelle Faust<br />

nata il 19 marzo<br />

1972, a 15 anni<br />

vince il Leopold<br />

Mozart Competition<br />

novembre, all’Auditorium Parco della Musica di<br />

Roma, sono in programma tre serate dedicate a<br />

Beethoven, con il suo concerto per violino e orchestra<br />

e la sua Sesta Sinfonia, la “Pastorale”. La violinista<br />

Isabelle Faust, vincitrice giovanissima di importanti premi<br />

come il Concorso Mozart e il Concorso Paganini, si<br />

esibirà in queste occasioni per la prima volta insieme all’Orchestra<br />

dell’Accademia di Santa Cecilia, diretta dall’inglese<br />

Jonathan Nott. Nell’esecuzione di sonate e concerti<br />

Isabelle Faust, che suona lo Stradivari "Bella Addormentata"<br />

del 1704, concesso in uso dalla L-Bank Baden-Württemberg,<br />

cerca costantemente il dialogo e lo scambio<br />

di idee musicali. In Christoph Poppen, a lungo<br />

primo violino del Cherubini Quartet, ha trovato<br />

un insegnante che ha condiviso queste convinzioni<br />

musicali. L’unico concerto per violino<br />

fu composto da Beethoven nel giro di poche<br />

settimane nel 1806, lo stesso<br />

anno della Quarta sinfonia e uno<br />

dei rari periodi di serenità nella<br />

vita del compositore. Questo<br />

stato d'animo si riflette in tutta<br />

l’opera potenziato dal fascino<br />

esercitato dal lirismo del<br />

violino, la cui voce emerge dalla<br />

densità dell’orchestrazione.<br />

L’impressione di intimità prosegue<br />

con le note della Sesta Sinfonia,<br />

definita Pastorale da una didascalia<br />

dell’autore stesso: ricordo<br />

della vita dei campi (più espressione<br />

di sentimento che pittura).<br />

Nota al grande pubblico anche<br />

grazie all’utilizzo che ne fece Walt<br />

Disney nel film Fantasia, la Pastorale<br />

evoca scene bucoliche ma l’intenzione<br />

di Beethoven è quella di utilizzare<br />

le suggestioni della natura non più<br />

in senso descrittivo, ma per esprimere i sentimenti.<br />

La natura è vita e Beethoven nella sua musica porta<br />

la vita, inserendola nella struttura stessa delle sue<br />

composizioni.<br />

◗ ORCHESTRA ACCADEMIA SANTA CECILIA,<br />

JONATHAN NOTT direttore, ISABELLE FAUST violino<br />

16, 18, 19/11 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />

Beethoven: Concerto per violino, Sinfonia n. 6 Pastorale


Classica<br />

UN RITORNO IN GRANDE STILE<br />

Il maestro Riccardo Chailly e l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano di nuovo<br />

insieme per un appuntamento davvero speciale che celebrerà il ventennale dell’orchestra.<br />

Eseguiranno l’opera più conosciuta e impegnativa di Gustav Mahler di Valerio Rispoli<br />

’Ottava Sinfonia di Mahler torna a Milano dopo ben 27 anni di assenza. La eseguirà l’Orchestra<br />

Sinfonica Giuseppe Verdi per la prima volta nella propria storia e sarà diretta, in un’occasione così<br />

speciale, dal maestro Riccardo Chailly. L’evento si svolgerà in una cornice particolare, il MiCo–Milano<br />

Congressi, nuova struttura congressuale, la più grande d’Europa, realizzata nei padiglioni del quartiere<br />

fieristico storico a Milano, che proprio l’Orchestra Verdi inaugurò con un concerto straordinario<br />

nel 2012. Riccardo Chailly, dal 2006 direttore onorario de laVerdi, dopo esserne stato direttore musicale<br />

per sette anni, oggi è alla guida della prestigiosa Gewandhaus Orchestra di Lipsia. Il maestro torna<br />

così a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e lo fa nel modo più emozionante e<br />

coinvolgente. L’Ottava di Mahler è infatti universalmente conosciuta e riconosciuta come l’opera più imponente<br />

dell’intero repertorio sinfonico. È chiamata Sinfonia dei mille per via dell’impressionante numero<br />

di esecutori presenti alla prima dell’opera, il 12 settembre 1910, a Monaco<br />

di Baviera. Anziché nei tradizionali “movimenti”, la Sinfonia è<br />

divisa in due parti. Nella prima, Mahler mise in musica l’inno medievale<br />

in latino Veni creator spiritus. Nella seconda, la scena finale<br />

del Faust di Johann Wolfgang von Goethe. Entrambe costituiscono<br />

un affresco sonoro di straordinaria potenza, espressa<br />

fin dall’inizio dal solenne attacco del coro e via via accentuata<br />

da quella che viene definita “luminosità” del suono<br />

creato da Gustav Mahler.<br />

Riccardo Chailly<br />

milanese, 60 anni,<br />

dal 2017 sostituirà<br />

Barenboim alla direzione<br />

del Teatro alla Scala<br />

◗ ORCHESTRA SINFONICA GIUSEPPE VERDI,<br />

RICCARDO CHAILLY direttore,<br />

21,23/11 MICO - Milano Congressi<br />

Gustav Mahler: Sinfonia n. 8<br />

in mi bemolle magg. “Sinfonia dei mille”


Classica<br />

LIRISMO DI VIOLETTA<br />

La stagione de La Scala inaugurerà quest’anno<br />

con La Traviata di Verdi diretta da Daniele Gatti<br />

(foto a destra), che ha mostrato in tutto il mondo<br />

un invidiabile acume verdiano, per forza e lirismo.<br />

Così anche il tempio della lirica milanese<br />

rende omaggio al bicentenario della nascita di<br />

Giuseppe Verdi, e lo fa proprio con l’opera del<br />

compositore italiano più conosciuta all’estero.<br />

Come noto, per essere Violetta ci vogliono più<br />

voci e più anime in un solo cuore di soprano. La<br />

tedesca Diana Damrau, la più famosa Violetta<br />

dei nostri tempi, ha intuizione drammatica, presenza,<br />

carattere e “voci” in regola per un personaggio<br />

vivo e dolente fino all’ultimo sospiro.<br />

◗ LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi<br />

DANIELE GATTI direttore,<br />

DMITRI TCHERNIAKOV regia,<br />

DIANA DAMRAU (Violetta Valery),<br />

GIUSEPPINA PIUNTI (Flora Bervoix),<br />

MARA ZAMPIERI (Annina),<br />

PIOTR BECZALA (Alfredo Germont),<br />

ŽELJKO LUČIĆ (Giorgio Germont),<br />

ANTONIO CORIANÒ (Gastone)<br />

Teatro alla Scala (Milano)<br />

Dal 12 dicembre 2013 al 3 gennaio 2014<br />

A NAPOLI RITORNA L’AIDA<br />

Sarà Aida di Giuseppe Verdi, assente al<br />

Teatro San Carlo di Napoli dal 1998, a inaugurare<br />

la stagione lirica 2013-14, con una<br />

versione spettacolare del “grand-opèra” firmata<br />

dal regista Franco Dragone, ideatore del<br />

Cirque du Soleil, che approda per la prima<br />

volta all'opera. Accanto a lui Benito Leonori e<br />

Giusi Giustino che firma i costumi. Sul podio<br />

dell’orchestra, il direttore musicale del San<br />

Carlo, Nicola Luisotti, protagonista nel 2013-<br />

14 con tre opere e un concerto.<br />

◗ AIDA di Giuseppe Verdi<br />

NICOLA LUISOTTI direttore<br />

FRANCO DRAGONE regia<br />

BENITO LEONORI scene<br />

GIUSI GIUSTINO costumi<br />

FRANCO DRAGONE regista<br />

LUCRECIA GARCIA (Aida)<br />

JORGE DE LEÒN (Radames)<br />

EKATERINA SEMENCHUK (Amneris),<br />

MARCO VRATOGNA (Amonasro)<br />

FERRUCCIO FURLANETTO (Ramfis),<br />

ROBERTO TAGLIAVINI (Re d’Egitto)<br />

Teatro San Carlo (Napoli)<br />

5,7,10,11,12,13,14,15,17/12/2013<br />

CAPODANNO CON BEETHOVEN<br />

Un appuntamento post natalizio<br />

all’ Milano. L’Orchestra Sinfonica<br />

Giuseppe Verdi, guidata dalla bacchetta<br />

del suo direttore, la cinese<br />

Zhang Xian, intonerà le trascinanti<br />

note della Nona Sinfonia di Beethoven,<br />

culminante in quell’Inno<br />

alla Gioia che condensa<br />

in sé gli stilemi<br />

della musica assoluta. Sul<br />

palco, a completare uno<br />

scenario decisamente<br />

d’impatto con circa 200<br />

persone tra musicisti e<br />

orchestrali , ci sarà il<br />

Coro Sinfonico di Milano<br />

Giuseppe Verdi,<br />

sotto la guida di Erina<br />

Gambarini. La tradizione<br />

che lega la Verdi<br />

alla Nona cominciò<br />

nella stagione 1999/2000,<br />

per proseguire fino ad oggi,<br />

senza soluzione di continuità.<br />

◗ ORCHESTRA GIUSEPPE VERDI,<br />

ZHANG XIAN direttore<br />

dal 29/12 all’1/1/2014<br />

Auditorium di Milano<br />

Beethoven: Sinfonia n.9


ZAGROSEK A BOLOGNA<br />

La stagione sinfonica 2013 del Teatro Comunale<br />

di Bologna chiuderà con un doppio appuntamento<br />

ospitando il direttore d’orchestra tedesco<br />

Lothar Zagrosek, che negli anni ha diretto diverse<br />

orchestre nel mondo, fra le altre la Berliner e<br />

la Münchner Philharmoniker, la Wiener Symphoniker,<br />

l’Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia.<br />

◗ LOTHAR ZAGROSEK direttore<br />

13/12 Teatro Comunale di Bologna<br />

Musiche di Vaughan Williams,<br />

Adès, Beethoven<br />

◗ LOTHAR ZAGROSEK direttore<br />

19/12 Teatro Comunale di Bologna<br />

Musiche di Beethoven,<br />

Benjamin, Bruckner<br />

L’ULTIMA OPERA DI MEYERBEER<br />

La stagione lirica veneziana si aprirà con L’Africaine,<br />

opera in 5 atti di Giacomo Meyerbeer su libretto di<br />

Eugène Scribe, ultimo capolavoro postumo del compositore.<br />

Meyerbeer abbozza l’opera nel 1837 e sul<br />

progetto torna a più riprese nel 1841 e1863. Alla sua<br />

morte, nel 1864, tocca al musicologo François-Joseph<br />

Fétis completare il lavoro.<br />

◗ L’AFRICAINE di Giacomo Meyerbeer<br />

EMMANUEL VILLAUME direttore, LEO MUSCATO regia,<br />

JESSICA PRATT (Inès), VERONICA SIMEONI (Sélika)<br />

GREGORY KUNDE (Vasco de Gama),<br />

EMANUELE GIANNINO (Don Alvar)<br />

Teatro La Fenice (Venezia)<br />

23,26,27,29,30 novembre - 1 dicembre<br />

DIVERTIRSI CON<br />

L’ELISIR DI DONIZETTI<br />

Si dice che Gaetano Donizetti compose<br />

L’elisir d’amore in 15 giorni,<br />

commissionata da Alessandro Lanari,<br />

l’impresario del Teatro della Canobbiana<br />

di Milano, in tutta fretta. Donizetti<br />

si rivolse immediatamente al più<br />

celebre librettista dell’epoca, Felice<br />

Romani, che scrisse un libretto tratto<br />

da Le Philtre di Scribe e già musicato<br />

da Daniel Auber. L’opera, ambientata<br />

in un villaggio dei paesi baschi alla<br />

fine del XVIII secolo, andò in scena il<br />

12 maggio1832 con un enorme successo:<br />

alla prima seguirono ben 32 recite.<br />

L’Elisi d’amore rientra a pieno titolo<br />

nella tradizione dell’opera comica,<br />

anche se in essa trova ampio spazio<br />

l’elemento patetico, che raggiunge la<br />

sua punta più alta in Una furtiva lagrima,<br />

brano entrato nel cosiddetto repertorio<br />

e cantato anche da Enrico<br />

Caruso. Al Teatro Comunale di Firenze<br />

l’opera verrà diretta da Giuseppe La<br />

Malfa, in una produzione che riprende<br />

un allestimento del Teatro Comunale<br />

di Bologna e del Festival di Wexford.<br />

◗ L’ELISIR D’AMORE di Gaetano Donizetti<br />

GIUSEPPE LA MALFA direttore<br />

ROSETTA CUCCHI regia<br />

TIZIANO SANTI scene<br />

CLAUDIA PERNIGOTTI costumi<br />

DANIELE NALDI luci<br />

ROCIO IGNACIO (Adina)<br />

GIORGIO BERRUGI (Nemorino)<br />

MARIO CASSI (Belcore)<br />

MARCO CAMASTRA (Il Dottor Dulcamara)<br />

ELENA BORIN (Giannetta)<br />

Teatro Comunale (Firenze)<br />

15,16,17,19,20,21/11/ 2013


Teatro<br />

TEOCOLI • GASMANN • ORLANDO • FINOCCHIARO • SIANICABARET, COMMEDIE,TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANI<br />

Francesca Reggiani<br />

54 anni, si è fatta<br />

conoscere dal grande<br />

pubblico grazie ai<br />

programmi di satira<br />

di Serena Dandini<br />

FRANCESCA REGGIANI IRONIZZA SULLA CRISI CHE NON FINISCE MAI<br />

NON CI RESTA CHE RIDERE<br />

Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani è un<br />

vademecum delo stile di vita discount: dopo<br />

una sobria colazione con le Briciole del Mulino<br />

Grigio, recuperate dallo sgrullo della tovaglia,<br />

si fa il bucato con Grigetto, che non toglie le<br />

macchie, le confonde. Cinquanta sfumature di<br />

Francesca più che uno spettacolo è un viaggio<br />

tra le tante sfaccettature della crisi che sta attraversando<br />

il nostro Paese. Tra governanti che<br />

intravedono la luce in fondo al tunnel e sindaci<br />

che fanno spegnere i lampioni della città, perché<br />

costano troppo. Tra chi vuole restituire<br />

l’Imu sulla prima casa e chi vuole restituita la<br />

prima casa, perché se l’è venduta. Tra chi dice<br />

che non c’è più il lavoro e chi dice che il lavoro<br />

c’è ancora, quello che non c’è più è lo<br />

stipendio. Un viaggio tra le sfumature della<br />

crisi spirituale, sociale, relazionale che sta attraversando<br />

l’Italia, confusa tra amore e sesso,<br />

tra Pil e sex appeal, tra import ed escort, tra<br />

donne che si chiedono: se non ora quando e<br />

donne che ti chiedono: “Per un’ora, quanto?”<br />

CINQUANTA SFUMATURE DI FRANCESCA<br />

◗ 9/11, Teatro Comunale, Nuoro<br />

◗ 13,14/11 Teatro Puccini, Firenze<br />

◗ 13,14/12 Teatro delle Celebrazioni, Bologna<br />

(altre date: www.abmanagement.it)<br />

ITA EVENTI 65


Teatro<br />

ANCORA<br />

A TEATRO<br />

CON GAG<br />

MONOLOGHI<br />

IMITAZIONI<br />

RESTYLING, FACCIO TUTTO<br />

◗ 8/11 LUGANO<br />

Palacongressi<br />

◗ 9/11 BASSANO DEL GRAPPA<br />

Palabruel<br />

◗ 15-16/11 GENOVA<br />

Teatro Politeama<br />

◗ 22 - 23/11 BOLOGNA<br />

Teatro delle Celebrazioni<br />

◗ 06/12 CONEGLIANO<br />

Teatro Accademia<br />

◗ 13-14/12 TORINO<br />

Teatro Colosseo<br />

◗ 27, 28, 29, 31/12 ROMA<br />

Auditorium Conciliazione<br />

Divertimento,<br />

improvvisazione e musica.<br />

Sono questi gli ingredienti<br />

del nuovo spettacolo<br />

Restyling, faccio tutto di Teo<br />

Teocoli. Non mancheranno le<br />

sue imitazioni più famose<br />

di Cristiana Zappoli


P<br />

enso sarà il mio ultimo show a teatro. Vorrei<br />

ritrovare il clima delle serate in discoteca<br />

e di quelle in piazza, gratis, con gente davvero<br />

entusiasta», parola di Teo Teocoli. Restyling, faccio<br />

tutto potrebbe, dunque, essere l’ultima tournée<br />

teatrale dello showman che negli ultimi 13 anni ha<br />

dedicato al teatro gran parte del suo lavoro. Se anche<br />

fosse l’ultima, Teocoli non deluderà sicuramente<br />

il suo pubblico: lo spettacolo è un susseguirsi di monologhi,<br />

gag e divertenti momenti musicali, e non<br />

mancheranno le imitazioni e le parodie più celebri<br />

che hanno reso popolare l’artista («il pubblico le vuole,<br />

- spiega Teocoli - fosse per me li eviterei. In teatro<br />

mi camuffo in modo approssimativo»).<br />

Teo Teocoli, ci parli di “Restyling, faccio tutto”.<br />

«Quest’anno l’argomento principale è la Spagna.<br />

Racconto dei miei 37 anni a Ibiza, la scoperta di<br />

un’isola fantastica. Ma anche dei miei anni precedenti<br />

sul continente, di come una sera mi trovai a<br />

cena a casa di Salvador Dalì a Figueres: la moglie<br />

si infatuò di me, ma aveva 93 anni… Il<br />

tutto tra monologhi, imitazioni e pezzi<br />

musicali con la Doctor Beat Band. Diciamo<br />

che il filo conduttore sono i<br />

miei viaggi, il mio amore per la solitudine.<br />

Penso a quello fatto su una 2 cavalli<br />

verso la Catalogna. Per la strada persi la<br />

capote: alla frontiera mi chiesero se ero marocchino.<br />

A Barcellona mi addormentai stravolto<br />

con le gambe fuori dall’auto. Al risveglio, accanto<br />

a me, avevano messo una statua di Cristoforo Colombo<br />

che sembrava indicarmi».<br />

A proposito dei pezzi musicali, la sua è una carriera<br />

musicale mancata.<br />

«Una storia, questa, che s’intreccia alla mia amicizia<br />

con Mario Lavezzi. Con lui, nel 1964, formammo<br />

i Trappers, per il nome ci ispirammo al fumetto<br />

Blek Macigno. Il primo debutto lo facemmo<br />

a Finale Ligure, un posto meraviglioso… prima che<br />

cementassero tutto».<br />

Che ricordi ha di quei tempi?<br />

«Succedevano cose incredibili. A Torino smontammo<br />

un palco e a mettere via tutto mi aiutò il chitarrista<br />

di Dallara: era Lucio Battisti. Si incontravano<br />

Mogol, Dalla. Finché, per fatalità, formai i Quelli:<br />

ero appena tornato da Parigi pieno di scoperte<br />

musicali. Poi mollai tutto e andai a fare il servizio<br />

militare. Una mattina facevo colazione in caserma<br />

e alla radio sentii “Impressioni di settembre”. Erano<br />

loro, avevano cambiato nome in Pfm. Avevo perso<br />

il treno. Tornai a Milano e ripresi a cantare in un<br />

locale, il Ciao Ciao, davanti a poche persone. Ma<br />

un giorno la svolta. Si avvicina un tipo con gli occhiali<br />

spessi e i capelli per aria: era Enzo Jannacci.<br />

Entrai in compagnia con lui e Cochi e Renato».<br />

Anni fantastici…<br />

«Sono stati anni formidabili, avevamo una grande<br />

libertà artistica. Per averla adesso devi cercartela in<br />

teatro o in radio, che infatti è quello che sto facendo.<br />

La mattina sono sempre a Radio MonteCarlo, dove<br />

ho scoperto un nuovo mondo che mi appassiona.<br />

È un mio limite: riesco a fare bene solo quello che<br />

mi piace. Qualcuno mi ha chiesto se non mi sono<br />

stancato di fare ancora le canzoni di Adriano Celentano<br />

dal vivo. Di imitarlo. Gli ho risposto che<br />

io non lo imito: lo sostituisco, visto che lui fa uno<br />

spettacolo ogni 15 anni».<br />

Vede ancora i colleghi di quegli anni?<br />

«Qualcuno, ma quelli della mia generazione sono<br />

oramai una banda di catorci. Penso al mio amico<br />

Massimo Boldi…».<br />

Boldi è stato il suo partner preferito?<br />

«È stato quello con cui c’era più feeling. Ma ho lavorato<br />

bene anche con Antonio Albanese. Con Gene<br />

Gnocchi invece ho fatto un po’ più di fatica. Con<br />

Massimo Lopez c’è un bel rapporto, ci sentiamo».<br />

Cosa pensa della tv di oggi?<br />

«Non è più fatta per chi amava fare il varietà, improvvisare.<br />

Oggi ci sono prodotti pensati a tavolino.<br />

Mi manca quel periodo creativo di un tempo».<br />

Oggi è difficile vederla in tv…<br />

«Non ho ancora capito il motivo, ma non me ne importa<br />

niente. E comunque credo di essere “meglio<br />

di molti che oggi transitano in tv”. Ho nostalgia,<br />

ma non saprei nemmeno cosa fare, vedo poco di<br />

adatto a me. Per i comici, come dice Maurizio Costanzo,<br />

ci sono solo posti in piedi. E poi io di talk,<br />

game e reality non ne voglio fare».<br />

Lavorava molto con Fabio Fazio: pensiamo a<br />

“Quelli che il calcio” e il primo Sanremo da lui<br />

condotto. E oggi?<br />

«Non parliamo da tempo. Per quel Sanremo diedi<br />

tutto me stesso. Devo dire la verità: pensavo di essere<br />

invitato l’anno scorso, solo per una stretta di<br />

mano. Niente. Ma va bene così. Faccio teatro come<br />

capita anche a tanti artisti di primo livello come Gigi<br />

Proietti e mi sento libero».<br />

ITA EVENTI 67


Teatro<br />

Anna Finocchiaro e Maria<br />

Amelia Monti sono le protagoniste<br />

della commedia<br />

La scena. Insieme a loro,<br />

sul palco, il giovane<br />

attore Stefano Annoni<br />

di Andrea Salerno<br />

FRAGILI<br />

AMORI<br />

E SCAMBI<br />

DI RUOLI<br />

C<br />

ristina Comencini scrive<br />

di donne da sempre:<br />

al cinema, a teatro e nei<br />

libri. La sua ultima commedia,<br />

La scena, non fa eccezione. È la<br />

storia di due amiche e di un …<br />

toy boy. Di un trentenne che<br />

si ritrova a fare i conti con i<br />

sentimenti femminili e di<br />

due donne mature che scoprono<br />

le pulsioni, le rabbie e<br />

le fragilità di un giovane<br />

uomo. Lucia (Angela Finocchiaro)<br />

e Maria (Maria Amelia<br />

Monti) si ritrovano una domenica<br />

mattina a leggere una<br />

scena che Lucia, attrice seria,<br />

razionale e separata, deve recitare<br />

il giorno dopo. Maria è<br />

molto diversa dall’amica, è dirigente<br />

di banca separata e madre<br />

di due bambini, e affronta la vita e<br />

gli uomini in maniera più “leggera”.<br />

Lucia ha rinunciato alla passione,<br />

si accontenta di amare i personaggi<br />

molto più interessanti che<br />

incontra sul palcoscenico. Maria invece<br />

senza un uomo non può stare,<br />

senza fare l’amore, senza illudersi<br />

di avere incrociato quello giusto. E<br />

proprio la sera prima, a una festa,<br />

ne ha conosciuto uno di cui non ricorda<br />

il nome né l'età ma che po-<br />

Maria Amelia Monti<br />

nata il 30 giugno 1962,<br />

oltre al suo lavoro di<br />

attrice è testimonial<br />

del Ciai, Centro italiano<br />

Aiuti per l’Infanzia,<br />

attraverso il quale<br />

ha anche adottato<br />

un bambino etiope<br />

Stefano Annoni<br />

è nato a Como<br />

30 anni fa.<br />

Ha frequentato<br />

l’Accademia<br />

Paolo Grassi e<br />

ha un passato<br />

come giocatore<br />

di pallanuoto<br />

68 ITA EVENTI


Angela Finocchiaro<br />

nata il 20 novembre 1955, ha già<br />

lavorato con Cristina Comencini nel<br />

film La bestia nel cuore, per il quale si<br />

è aggiudicata il Nastro d’Argento 2006<br />

trebbe essere proprio l’atteso. Anche<br />

se risvegliandosi al mattino, non<br />

l’ha più trovato nel suo letto. Eccolo,<br />

invece, apparire in mutande,<br />

un giovane ragazzo con meno di<br />

trent'anni (Stefano Annoni). Si era<br />

messo a dormire nella stanza dei<br />

bambini (fuori col padre per il<br />

fine settimana) perché la donna, di<br />

cui ricorda solo l’esuberanza fisica,<br />

russava. Davanti agli occhi esterrefatti<br />

di Lucia, il ragazzo la scambia<br />

per Maria. Un po’ per liquidarlo, un<br />

po’ per divertimento, Lucia interpreta<br />

la parte dell’amica disinibita<br />

e Maria, rientrata con il caffè, è costretta<br />

a recitare il ruolo della sua<br />

amica severa e moralista. Finché il<br />

gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato<br />

del ragazzo, non regge<br />

più e le due si rivelano a lui nelle<br />

loro vere identità. Il ragazzo è cresciuto<br />

con una madre imperiosa e<br />

assolutista: "Come voi due", rivela<br />

lui ingenuamente. Le due donne<br />

lo interrogano, lo prendono in<br />

giro, gli fanno scuola di vita. Ma<br />

non prevedono la sua reazione, la<br />

rabbia che ha in corpo, la consapevolezza<br />

della sua fragilità e della<br />

sua forza senza sbocco.<br />

LA SCENA<br />

◗ dal 7 al 24/11,<br />

Teatro Manzoni, Milano<br />

◗ dal 26 al 28/11,<br />

Teatro Novelli, Rimini<br />

◗ dal 5 al 7/11,<br />

Teatro Politeama, Genova<br />

ITA EVENTI 69


Teatro<br />

SENTIRSI DIVERSI<br />

In Beniamino, Ennio Fantastichini mette in scena The<br />

elocution of Benjamin Franklin , un monologo che affronta<br />

il tema dell’omossessualità e, soprattutto, dell’omofobia<br />

l monologo dell’australiano Steve<br />

J. Spears (1951-2007), che in originale<br />

si chiama The elocution of<br />

Benjamin Franklin, parte come una sorta<br />

di farsa scatenata intorno ad un professore<br />

di eloquenza shakespeariana<br />

che si scopre innamorato del suo tredicenne<br />

allievo balbuziente. Il professore<br />

nasconde i suoi sentimenti, confidandosi<br />

soltanto con un vecchio amico<br />

omosessuale, ma in solitudine si traveste<br />

e balla ascoltando i Rolling Stones,<br />

lasciandosi andare al desiderio di<br />

vivere appieno la sua difficile condizione.<br />

Perseguitato dalla piccola comunità<br />

in cui vive, che lo incolpa della<br />

scandalosa relazione con il minorenne,<br />

il professore va incontro a un drammatico<br />

epilogo in una casa di cura per<br />

malattie mentali. «Il testo è straordinario<br />

- racconta il regista Giancarlo Sepe - per<br />

capacità inventiva e descrittiva. Alterna<br />

momenti di grande comicità a momenti<br />

dove il dramma sembra non lasci<br />

respirare il povero protagonista, assediato<br />

da una società che lo respinge<br />

con disprezzo». Il monologo è andato<br />

in scena per la prima volta al Mayfair<br />

di Londra, nell′interpretazione di un attore<br />

australiano, Gordon Chater, che ha<br />

riscosso un esito trionfale, lanciando<br />

questa commedia nel mondo. «È un<br />

monologo che sembra contenere tematiche<br />

riguardanti la crescente omofobia<br />

dei nostri giorni, veri e propri attentati<br />

alla diversità sessuale interpretata<br />

come perversione o provocazione, che<br />

hanno mietuto vittime tra i giovani».<br />

BENIAMINO<br />

◗ dal 7 al 17/11, Teatro Ambra Jovinelli,<br />

Roma ◗ 23/11, Teatro Giotto, Vicchio (FI)<br />

◗ 26/11, Teatro Comunale, Cormons (GO)<br />

◗ 10/12, Teatro Cagnoni, Vigevano (PV)<br />

◗ 11,13/12 Teatro Miele, Trieste ◗ 14/12,<br />

Teatro Giacometti, Novi Ligure (AL) ◗ 15/12,<br />

Teatro Ives Montand, Monsummano Terme<br />

70 ITA EVENTI


Teatro<br />

TRISTE... SHYLOCK<br />

Il mercante di Venezia è un testo ancora<br />

attuale. Che tocca temi come l’intolleranza, l’etica<br />

e il razzismo. E, più in generale, il bene e il male<br />

Silvio Orlando<br />

Nato a Napoli nel<br />

1957, è uno degli<br />

attori italiani più<br />

affermati. Ha esordito<br />

suonando il flauto<br />

nel Centro Culturale<br />

Giovanile di Napoli<br />

a Popular Shakespeare Kompany<br />

insieme a Silvio Orlando<br />

(nel ruolo di Shylock), quest’anno<br />

porta nei teatri italiani Il Mercante<br />

di Venezia, di William Shakespeare,<br />

diretto da Valerio Binasco.<br />

Nella sua messa in scena si indaga<br />

profondamente nelle categorie del<br />

bene e del male fino a mescolarle<br />

tra di loro: fondamentale diventa<br />

lo scontro tra una moltitudine<br />

di uguali - i cristiani di<br />

Antonio -, e il singolo diverso<br />

- l’ebreo Shylock. Il male c’è,<br />

è presente e si percepisce, ma<br />

è il denaro in sé.<br />

«Nel Mercante, tutto gira intorno<br />

a un gruppo di amici»,<br />

ci spiega Valerio Binasco.<br />

«Gli eroi di questa storia<br />

non sono degli eroi. Stanno<br />

in seconda e terza fila nella<br />

vita. Ma hanno delle inquietudini.<br />

Una spinta che li porta<br />

al gesto rischioso. Tuttavia, il<br />

fatto che siano sempre avventure<br />

condivise con gli amici fa di loro degli<br />

eroi un po’ paesani, creatori di<br />

aneddoti più che di leggende».<br />

IL MERCANTE DI VENEZIA<br />

◗ dal 5 al 24/11, Teatro Giorgio Strehler,<br />

Milano ◗ 26/11, Teatro Metropolitan,<br />

Piombino ◗ dal 27 al 29/11, Teatro<br />

Politeama Genovese, Genova<br />

◗ 30/11, Teatro Sociale Giorgio Busca,<br />

Alba ◗ 1/12 Teatro Toselli, Cuneo<br />

◗ 3,4/12 Teatro Orfeo, Taranto<br />

◗ 5/11 Teatro Verdi, Brindisi<br />

◗ 6,7/12 Teatro Petruzzelli, Bari<br />

◗ dal 10 al 22/12 Teatro Carignano, (To)<br />

ITA EVENTI 71


Teatro<br />

LA STORIA DI UN COPISTA<br />

Ispirato all’omonimo racconto di Gogol, Il<br />

cappotto, ambientato nella Russia zarista, è la<br />

storia del piccolo funzionario Akàkij Akàkievic<br />

Bašmàckin che vive serenamente della propria<br />

anonima attività di copista, sino al momento in<br />

cui, costretto dalle convenzioni sociali più che<br />

dal freddo dell’inverno, deve comprarsi un<br />

nuovo cappotto, per sostituire il vecchio. L’arrivo<br />

del nuovo indumento, acquistato dal sarto<br />

Petròvic risparmiando fino all’ultimo centesimo,<br />

è per lui un evento importante, che sembra<br />

fargli guadagnare il rispetto dei colleghi,<br />

finché non gli viene rubato. Il testo è di Vittorio<br />

Franceschi, che è anche attore protagonista.<br />

la regia è affidata a Alessandro D’Alatri.<br />

IL CAPPOTTO<br />

◗ 12,13/11 Teatro Consorziale, Budrio (Bo)<br />

◗ 14,15/11 Teatro Asioli, Correggio (Re)<br />

◗ 19,24/11 Teatro della Corte, Genova<br />

◗ 1/12 Teatro Novelli, Rimini<br />

◗ 3,8/12 Teatro Mercadante, Napoli<br />

GOLDONI, IERI E OGGI<br />

Il Servitore di due padroni, nella versione diretta da<br />

Antonio Latella (nella foto in alto), è una totale riscrittura<br />

che prende forza dalla nostra tradizione per<br />

lanciarsi nel tempo che deve venire. Parlare con la forza<br />

della tradizione all’uomo contemporaneo per Latella<br />

è un dovere: «Goldoni è il nostro teatro scritto,<br />

la nostra origine... Arlecchino è il nostro Amleto, non<br />

si può non incontrarlo nel proprio cammino teatrale».<br />

La riscrittura del testo è stata affidata a Ken Ponzio,<br />

giovane autore e drammaturgo. Nel suo lavoro<br />

di riscrittura Ponzio è partito dalla considerazione che<br />

il teatro è vivo grazie al dialogo con il presente, sotto<br />

forma di critica dialettica, ha tenuto conto dei cambiamenti<br />

avvenuti nel corso di due secoli e mezzo.<br />

IL SERVITORE DI DUE PADRONI<br />

◗ dal 21 al 24/11 Teatro Bonci, Cesena<br />

◗ dal 27/11 al 1/12 Teatro Goldoni, Venezia ◗ dal 3 all’8/12<br />

Teatro Verdi, Padova ◗ 10,11/12 Teatro Asioli, Correggio<br />

◗ dal 12 al 18/12 Teatro Storchi, Modena<br />

LO SPECCHIO DELLA SOCIETÀ<br />

Film celeberrimo, alla sua uscita nel 1950 vinse ben sei<br />

Oscar. Eva contro Eva approda a teatro versione italiana<br />

di Maurizio Panici e Marzia G. Lea Pacella. Nel cast, Pamela<br />

Villoresi e Romina Mondello con Luigi Diberti e<br />

Massimiliano Franciosa. La sceneggiatura è specchio<br />

della società, con le sue ossessioni e il desiderio di arrivare<br />

a conquistare una posizione sociale rispettata.<br />

EVA CONTRO EVA<br />

◗ 17/11 Ivrea ◗ 19/11 San Benedetto del Tronto<br />

◗ 20,21/11 Pescara ◗ dal 22 al 24/11 Bologna ◗ 27/11, Osimo<br />

◗ 28,30/11 Siena ◗ 14,15/12, Lovere ◗ 16/12 Luino<br />

◗ 17,18/12 Vigevano ◗ 20,22/12 Saronno


BATTUTE, MUSICA<br />

E BREAKDANCE<br />

Sono l’energia scoppiettante<br />

e la simpatia contagiosa gli ingredienti<br />

principali di Sono in<br />

zona, lo spettacolo dell’attore<br />

comico napoletano Alessandro<br />

Siani. Monologhi inediti conditi<br />

da sketch irresistibili, per sfatare<br />

e dissacrare i luoghi comuni,<br />

che proprio perché comuni riguardano<br />

un po’ tutto il popolo<br />

italico. Due ore di show, in cui<br />

Siani è protagonista di un'escalation<br />

di risate insieme a Francesco<br />

Albanese, Claudia Miele<br />

e Salvatore Misticone, in arte<br />

Scapece. Il tutto completato<br />

dalla musica orchestrata dal dj<br />

Frank Carpentieri insieme ad<br />

altri musicisti con lui sul palco e<br />

5 scatenatissimi ballerini di breakdance,<br />

per un vero e proprio<br />

spettacolo nello spettacolo.<br />

SONO IN ZONA<br />

◗ 9/11 Palarossini, Ancona<br />

◗ 15/11 gran Teatro Geox, Padova<br />

◗ 16/11 Teatro Verdi, Montecatini<br />

◗ 23/11 Teatro Colosseo, Torino<br />

◗ 25,26/11 Arcimboldi, Milano<br />

CONFLITTI FEMMINILI<br />

Eleonora Danco (foto a sinistra), Sabrina Impacciatore,<br />

Paola Minaccioni sono le protagoniste dello<br />

spettacolo scritto e diretto dalla stessa Danco,<br />

Intrattenimento violento. La relazione tra città<br />

e adolescenza nella vita adulta è il fulcro della rappresentazione,<br />

interpretata da sole donne anche in<br />

ruoli maschili. «Si alternano - spiega l’autrice - come<br />

in un cd musicale, personaggi comici, schizzati, tra<br />

slang e italiano. Sfottò sul quotidiano, passaggi onirici<br />

e surreali, il grottesco della memoria. Lo sfondo<br />

è la città, Roma. Personaggi adulti intrisi nell’adolescenza,<br />

in perenne conflitto. In questo spettacolo la donna non è<br />

un elemento tranquillizzante o risanatore. Al contrario la donna<br />

tocca tanti punti della condizione umana. Creando<br />

un’energia provocatoria e fisica. Senza reticenze». I protagonisti<br />

sono intrisi di vitalità, hanno bisogno di affermarsi, ma<br />

alla fine non vanno da nessuna parte.<br />

INTRATTENIMENTO VIOLENTO<br />

◗ dal 28 novembre all’8 dicembre, Teatro Ambra Jovinelli, Roma<br />

GASSMANN È RICCARDO III<br />

Dopo il successo riscosso nella<br />

passata stagione, riprende<br />

a novembre la tournée di<br />

R III · Riccardo Terzo, il<br />

dramma shakespeariano diretto<br />

e interpretato da Alessandro<br />

Gassmann, su testo<br />

tradotto e adattato da Vitaliano<br />

Trevisan. « Il nostro Riccardo<br />

- dice Gassmann - col<br />

suo violento furore, la sua feroce<br />

brama di potere, la sua<br />

follia omicida, la sua diversità<br />

deve colpire al cuore, emozionare<br />

e coinvolgere il pubblico di<br />

oggi, trasportandolo in un viaggio affascinante<br />

e tragico, attraverso le pieghe<br />

oscure dell’inconscio e nelle deformità<br />

congenite dell’animo umano.<br />

Trevisan e io ci siamo trovati concordi<br />

nell’idea di trasmettere i molteplici significati<br />

di questo capolavoro attraverso<br />

una struttura lessicale diretta, che<br />

liberasse l’opera da ragnatele linguistiche<br />

e ne restituisse tutta la complessità,<br />

la forza, la bellezza e la sua straordinaria<br />

attualità».<br />

R III · RICCARDO TERZO<br />

◗ 24/11 Teatro Vespasiano, Rieti<br />

◗ dal 26/11 all’8/12 teatro Alfieri, Torino<br />

◗ dall’11 al 15/12 Teatro Toniolo, Mestre<br />

◗ dal 16 al 19/12 Lugo di Romagna<br />

ITA EVENTI 73


I FILM CHE PRESTO ARRIVERANNO SUL GRANDE SCHERMODE CARO • AMOROSO • GAZZÈ • PEZZALI • PAUSINI • CARBONI<br />

Cinema<br />

STORIE DI GIOVANI ADULTI<br />

Valerio (Valerio Di Benedetto) è un bravo attore,<br />

ma si arrangia con impieghi part-time<br />

nell’attesa di vivere del proprio lavoro. Il suo<br />

amico Scheggia (Cristian Di Sante) vive con la<br />

nonna, ma sa già come crearsi “una posizione”.<br />

Serena (Sara Tosti) è studentessa, ma<br />

vorrebbe costruire una famiglia con Valerio.<br />

Giovanna (Rossella D’Andrea) lavora come<br />

massoterapista, ma sogna di diventare chef di<br />

cucina cinese. Quattro giovani adulti dei nostri<br />

giorni, che sembrano avere le idee chiare su<br />

chi sono e cosa vogliono ma di fatto restano<br />

ingabbiati nei propri schemi mentali. Ognuno<br />

giudica l’altro, ed è cieco di fronte alle proprie<br />

potenzialità. Quando la giovane prostituta cinese<br />

Mei Mei entra a far parte delle loro vite<br />

tutto cambia. «Spaghetti Story - spiega il regista<br />

Ciro De Caro - entra nelle vite dei giovani<br />

adulti di oggi e ne fa un ritratto onesto<br />

e veritiero. Ragazzi che conducono vite dagli<br />

orizzonti circoscritti, che hanno animi non<br />

ancora corrotti e, seppur costretti in problemi<br />

più grandi di loro, scelgono di correre in aiuto<br />

di chi si trova in difficoltà». È un film indipendente,<br />

in cui De Caro ha voluto raccontare la<br />

propria generazione. «Film low budget - prosegue<br />

- anzi, sarebbe corretto dire no budget: ho<br />

preferito agire piuttosto che restare in attesa di<br />

un vero finanziamento, non ho voluto correre il<br />

rischio che il film non vedesse mai la luce».<br />

◗ Produzione PFA Films, Enjoy Movies<br />

Regia Ciro De Caro - Sceneggiatura Ciro De Caro,<br />

Rossella D’Andrea - Cast: Valerio Di Benedetto,<br />

Cristian Di Sante, Sara Tosti, Rossella D’Andrea,<br />

Deng Xueying, Tsang Wei Min<br />

Durata 82 minuti -<br />

Uscita 19 dicembre<br />

Sara Tosti<br />

diplomata nel 2005<br />

al Centro Sperimentale<br />

di Cinematografia di<br />

Roma, ha esordito al<br />

cinema nel 2008 nel film<br />

di Giuseppe Piccioni<br />

Giulia non esce la sera<br />

ITA EVENTI 75


Cinema<br />

TORNA L’IRONIA<br />

DISPERATA<br />

DI WOODY<br />

Il nuovo dramma di Woody Allen, Blue<br />

Jasmine, narra le conseguenze devastanti di chi<br />

distoglie lo sguardo dalla realtà e si nasconde<br />

di fronte alle certezze. Il ruolo della protagonista<br />

è affidato a Cate Blanchett di Angelo Conte<br />

W<br />

oody Allen il 5 dicembre<br />

torna nelle sale italiane<br />

presentando un<br />

altro dei suoi personaggi femminili<br />

versatili, complessi e travagliati:<br />

Jasmine. Di fronte al fallimento<br />

di tutta la sua vita, compreso<br />

il suo matrimonio con un<br />

ricco uomo d’affari Hal (Alec Baldwin),<br />

Jasmine (Cate Blanchett).<br />

una donna newyorchese elegante<br />

e mondana, decide di trasferirsi<br />

nel modesto appartamento della<br />

sorella Ginger (Sally Hawkins) a<br />

San Francisco, per dare un nuovo<br />

senso alla propria vita. Jasmine<br />

arriva a San Francisco in uno<br />

stato psicologico molto fragile, la<br />

sua mente è annebbiata dall’effetto<br />

dei cocktail di farmaci antidepressivi.<br />

Mal sopporta Chili<br />

(Bobby Cannavale), il fidanzato<br />

di Ginger. Accetta malvolentieri<br />

un lavoro come receptionist in<br />

uno studio dentistico, dove attira<br />

le attenzioni indesiderate del<br />

suo capo, il dottor Flicker (Michael<br />

Stuhlbarg) e intravede come<br />

una potenziale ancora di salvezza<br />

l’incontro con Dwight (Peter<br />

Sarsgaard), un diplomatico infatuato<br />

dalla sua bellezza e del suo<br />

stile. Il difetto di Jasmine è che<br />

vive del giudizio degli altri per aumentare<br />

la sua autostima, rimanendo<br />

cieca di fronte a ciò che accade<br />

intorno a lei. «Fin dal primo<br />

minuto del film si evince che Jasmine<br />

è una donna persa», afferma<br />

Allen che, come sempre accade,<br />

anche per Blue Jasmine ha<br />

riunito un cast stellare, capitanato<br />

da Cate Blanchett, che fin dall’inizio<br />

ha rappresentato la sua prima<br />

scelta per interpretare il ruolo<br />

Jasmine. «Cate è una delle più<br />

grandi attrici del mondo», dice<br />

Allen. «Ha una marcia in più. Il<br />

76 ITA EVENTI


film richiedeva una quantità infinita<br />

di profondità. Molte attrici sarebbero<br />

state in grado di esprimere<br />

il senso di frustrazione come<br />

Cate, ma lei è l’unica a saper trasmettere<br />

quel senso di profondità<br />

che ti risucchia dentro. Basta<br />

lasciarsi coinvolgere dalla<br />

sua interpretazione».<br />

◗ Produzione Perdido Production<br />

Regia Woody Allen - Sceneggiatura<br />

Woody Allen - Cast: Alec Baldwin,<br />

Cate Blanchett, Bobby Cannavale,<br />

Louis C.K., Andrew Dice Clay, Sally<br />

Hawkin - Durata 98 minuti -<br />

Uscita italiana 5 dicembre 2013<br />

Sopra e a destra: Alec Baldwin e<br />

Cate Blanchett, protagonisti del film.<br />

Sotto: sul set insieme a Woody Allen,<br />

che ritorna a girare negli Stati Uniti dopo<br />

gli ultimi tre film realizzati in Europa


Cinema<br />

Ambra Angiolini e Enrico<br />

Brignano sono i protagonisti<br />

del film “Stai lontana da<br />

me”, nelle sale dal 14<br />

novembre. Diretto Alessio<br />

Maria Federici, è una<br />

commedia divertente<br />

e imprevedibile<br />

di Cristiana Zappoli<br />

QUANDO<br />

SFORTUNA<br />

FA RIMA<br />

CON AMORE<br />

D<br />

icono che la fortuna è cieca<br />

ma che la “sfiga”, al<br />

contrario, ci vede benissimo.<br />

L’ultimo film diretto da<br />

Alessio Maria Federici sembra, a<br />

prima vista, dimostrare che chi lo<br />

dice ha ragione da vendere. Stai<br />

lontana da me, in uscita nelle sale<br />

italiane il 14 novembre e prodotto<br />

da Cattleya insieme a Rai Cinema,<br />

racconta la storia di Jacopo<br />

(Enrico Brignano), il miglior<br />

consulente matrimoniale su piazza:<br />

dategli una coppia ormai alla<br />

deriva e lui in men che non si dica<br />

ne farà un esempio di vita coniugale.<br />

Purtroppo l’unico caso<br />

che non riesce a risolvere è proprio<br />

il suo: da sempre, infatti, porta<br />

una sfortuna nera a tutte le<br />

donne che si fidanzano con lui.<br />

Alcune finiscono al pronto soccorso,<br />

altre ci rimettono la carriera<br />

e a un certo punto l’unico rimedio<br />

diventa la fuga. Jacopo lo sa<br />

e, proprio per evitare disastri, impara<br />

a fuggire per primo. Ma un<br />

giorno incontra Sara (Ambra<br />

Angiolini), una bella e ambiziosa<br />

architetta, della quale si innamora<br />

perdutamente. Lei lo ricambia,<br />

decisa ad amarlo e a resistere<br />

alle sventure che cominceranno<br />

a pioverle addosso, ma<br />

l’impresa non sarà facile. «Amore<br />

e sfortuna: ho trovato che fosse<br />

una sfida entusiasmante confrontarmi<br />

con due tematiche che<br />

hanno un fortissimo comun denominatore:<br />

l’inesistenza totale di<br />

regole», racconta il regista. «Nell’impossibilità<br />

di affrontare i due<br />

temi seguendo degli schemi, questo<br />

film mi ha permesso di dare<br />

spazio alla fantasia». Il protagonista,<br />

interpretato da un più che<br />

brillante Brignano, mantiene la<br />

sua vita su due binari paralleli: da<br />

una parte è il famoso psicologo<br />

che risolve le problematiche di<br />

coppia altrui, dall’altra è un playboy<br />

di bassa lega che per non impegnarsi<br />

in una storia seria utilizza<br />

avvenimenti sfortunati per tenere<br />

a distanza le potenziali fidanzate.<br />

Sara, la protagonista<br />

femminile, è una donna brillante<br />

e ambiziosa e al tempo stesso<br />

tanto innamorata da reagire con<br />

78 ITA EVENTI


Sopra: Enrico Brignano<br />

insieme ad<br />

Ambra Angiolini.<br />

Sotto: in compagnia<br />

di Fabio Troiano.<br />

leggerezza alle sfortune che le intralciano<br />

e stravolgono la vita. «In<br />

fase di scrittura - racconta Alessio<br />

Maria Federici - insieme agli<br />

sceneggiatori con cui ho adattato<br />

il testo dal film francese Chance<br />

de ma vie, ci siamo resi conto<br />

che grazie sia al carattere dei personaggi<br />

che allo sviluppo della trama<br />

potevamo forzare le situazioni<br />

fino a portarle ad un passo dall'irreale.<br />

Per fare tutto ciò è stato<br />

fondamentale poter contare su<br />

un cast generosissimo che ha accettato<br />

costantemente di mettersi<br />

in gioco (cadere quindici volte<br />

da una bici in corsa e farlo sempre<br />

con il sorriso non è da tutti!)<br />

e su un gruppo di lavoro strepitoso,<br />

come nella grande tradizione<br />

italiana, nella realizzazione degli<br />

effetti speciali e visivi del film».<br />

Dal punto di vista tecnico il regista<br />

ha scelto da una parte di attenersi<br />

alle dinamiche delle commedia<br />

all'italiana, girando in<br />

modo semplice dove riteneva di<br />

dover dar forza all’interpretazione<br />

degli attori, e dall’altra ha voluto<br />

dare spettacolarità al film inserendo<br />

delle scene in cui gli effetti<br />

speciali arricchiscono il tutto.<br />

«Ho avuto la possibilità, - prosegue<br />

il regista - grazie anche al sostegno<br />

dei produttori, di girare dal<br />

vero quasi tutte le cadute e gli incidenti<br />

ottenendo così quella verosimiglianza<br />

che è, come sappiamo,<br />

il segreto della situazione<br />

comica». Stai lontana da me è<br />

dunque una commedia divertente<br />

e imprevedibile sull’amore<br />

e la sua capacità di resistenza alla<br />

sfiga. L’unica domanda che rimane<br />

ancora senza risposta è: riuscirà<br />

l’amore di Jacopo e Sara a sopravvivere<br />

a tanta sfortuna? «Realizzare<br />

questo film - ci risponde<br />

il regista - è stata una bellissima<br />

esperienza umana e ha rafforzato<br />

le mie convinzioni rispetto al<br />

fatto che in amore non esistono<br />

regole e che la sfortuna non esiste…<br />

Forse!».<br />

◗ Produzione Cattleya e Rai Cinema<br />

Regia Alessio Maria Federici -<br />

Sceneggiatura Edoardo Falcone,<br />

Alessio Maria Federici, Davide Lantieri<br />

Cast: Enrico Brignano, Ambra Angiolini,<br />

Anna Galiena, Fabio Troiano,<br />

Giampaolo Morelli - Uscita italiana 14<br />

novembre 2013 - Durata 82 minuti


Cinema<br />

L’ULTIMA<br />

RUOTA<br />

DEL CARRO<br />

NELLE SALE DAL 14 NOVEMBRE 2013<br />

Ernesto (Elio Germano), è un<br />

uomo semplice che tenta di seguire<br />

le proprie ambizioni<br />

senza però mai perdere i valori<br />

veri della vita. Tappezziere,<br />

cuoco d’asilo, traslocatore, autista,<br />

comparsa del cinema. Insieme<br />

a lui e il suo migliore<br />

amico Giacinto (Ricky Memphis)<br />

riviviamo le fasi cruciali<br />

della storia del nostro paese dagli<br />

anni ’70 ad oggi. Con uno<br />

sguardo sempre attento e ironico<br />

sui vizi e le virtù dell’Italia<br />

e degli italiani, Giovanni Veronesi<br />

ci regala una nuova commedia<br />

corale incentrata sulle vicissitudini<br />

normali e al<br />

contempo eccezionali di un<br />

eroe dei nostri tempi. «è la storia<br />

di un uomo onesto, - ha<br />

spiegato il regista Giovanni Veronesi<br />

- un soldato semplice,<br />

che rimane fedele ai propri<br />

principi, anche alla moglie: il<br />

tutto sullo sfondo di un'Italia<br />

che va da metà anni '60 ai<br />

giorni nostri». Il film, che<br />

aprirà, fuori concorso, l’ottava<br />

edizione del festival Internazionale<br />

del film di Roma, racconta<br />

la vera storia di Ernesto<br />

Fioretti, tuttofare conosciuto da<br />

Veronesi perché autista di produzione:<br />

«è lui che mi ha raccontato<br />

ciò che gli è accaduto -<br />

prosegue il regista - certe coincidenze<br />

che ne hanno caratterizzato<br />

l'esistenza. Nascosta dietro<br />

questo uomo così candido c'è<br />

una vita incredibile».<br />

IL TERZO<br />

TEMPO<br />

NELLE SALE DAL 21 NOVEMBRE 2013<br />

Samuel (Lorenzo Richelmy) è<br />

un ragazzo nato e cresciuto in<br />

condizioni difficili e violente.<br />

Non ha mai conosciuto il padre,<br />

ha avuto un rapporto fugace<br />

con la madre tossica e ha<br />

trascorso già diversi anni entrando<br />

e uscendo dal carcere<br />

per furti e altri piccoli reati. Il<br />

magistrato di sorveglianza, finito<br />

l’ennesimo periodo di reclusione,<br />

lo inserisce in un programma<br />

di riabilitazione presso<br />

un’azienda agricola di un paese<br />

di provincia. Il suo supervisore<br />

è l'assistente sociale Vincenzo<br />

(Stefano Cassetti), il quale,<br />

dopo la morte della moglie, fatica<br />

a ristabilire un certo equilibrio<br />

nella sua esistenza: si divide<br />

tra il lavoro, una figlia<br />

adolescente e l'incarico di allenatore<br />

della squadra locale di<br />

rugby gestita da Teresa (Stefania<br />

Rocca). Vincenzo intuisce<br />

le potenzialità sportive di Samuel<br />

e lo convince a provare a<br />

giocare. I primi allenamenti<br />

sono un fallimento, Samuel<br />

non lega con i compagni e la<br />

mentalità del "gioco di squadra"<br />

non gli appartiene.<br />

Giorno dopo giorno, però, inizia<br />

a capire che lo sport può<br />

dargli una possibilità di rinascita<br />

e una nuova vita, sebbene<br />

ci siano ancora tanti ostacoli,<br />

interiori e non, da superare. Il<br />

rugby assume quindi un significato<br />

che va oltre il semplice<br />

agonismo sportivo: diventa metafora<br />

della vita e della voglia di<br />

tornare a sperare. “Il terzo<br />

tempo” è quello che si svolge al<br />

termine della partita tra le squadre<br />

avversarie e le diverse tifoserie.<br />

Si celebrano allo stesso<br />

tempo vincitori e vinti, riconoscendo<br />

il valore di entrambe le<br />

formazioni e la correttezza secondo<br />

le regole del gioco.<br />

80 ITA EVENTI


Cinema<br />

VENERE IN<br />

PELLICCIA<br />

NELLE SALE DAL 14 NOVEMBRE 2013<br />

In un teatro parigino, dopo<br />

una giornata passata a fare audizioni<br />

per trovare l’attrice che<br />

possa interpretare il lavoro che<br />

si prepara a mettere in scena,<br />

Thomas si lamenta al telefono<br />

del basso livello delle candidate.<br />

Nessuna di loro possiede<br />

lo stile necessario per il ruolo<br />

da protagonista. Mentre sta per<br />

uscire appare Vanda, un vero e<br />

proprio vortice di energia, sfrenata<br />

e sfrontata. Vanda incarna<br />

tutto quello che Thomas detesta.<br />

È volgare e stupida e non si<br />

fermerà davanti a niente pur di<br />

ottenere la parte. Praticamente<br />

costretto, Thomas decide di lasciarla<br />

provare e con stupore<br />

vede Vanda trasformarsi. Non<br />

solo la donna si procura oggetti<br />

di scena e costumi, ma capisce<br />

perfettamente il personaggio<br />

(che d’altronde ha il suo stesso<br />

nome), di cui conosce tutte le<br />

battute a memoria. L’audizione<br />

si prolunga e diventa più intensa<br />

e l’attrazione di Thomas<br />

si trasforma in ossessione. Il<br />

film, tratto Tratto dallo spettacolo<br />

di Broadway di David Ives<br />

e ispirato all'opera di Sacher<br />

Masoch, ha la particolarità di<br />

essere girato in un teatro e di<br />

servirsi di solo due attori. Per il<br />

regista, Roman Polanski è stata<br />

una sfida impegnativa, come ha<br />

avuto modo di dichiarare lui<br />

stesso dopo la presentazione del<br />

film al Festival di Cannes, in<br />

cui è stato aiutato dal suo<br />

amore di vecchia data per il<br />

teatro. Il film affronta il tema<br />

dell’amore inteso come atto di<br />

potere che si spinge fino al sadismo.<br />

«Non mi ha mai interessato<br />

il sessismo ne’ il masochismo<br />

- ha detto Polanski -<br />

mi interessava più il dibattito,<br />

le battute che si instaurano tra<br />

questi due personaggi».<br />

ALLA<br />

RICERCA<br />

DI JANE<br />

NELLE SALE DAL 21 NOVEMBRE 2013<br />

"Austenland" (titolo originale<br />

del film) è una commedia romantica<br />

sulla trentenne single<br />

Jane Hayes (Keri Russell), una<br />

giovane donna all’apparenza<br />

normale che nasconde però un<br />

segreto: la sua ossessione per<br />

Jane Austen e i suoi romanzi.<br />

Quando decide di spendere<br />

tutti i suoi risparmi per andare<br />

a trascorrere una vacanza in un<br />

resort britannico per donne appassionate<br />

di Jane Austen, le<br />

sue fantasie di incontrare il perfetto<br />

gentiluomo inglese nello<br />

stile dell’epoca dei romanzi<br />

della Austen diventano improvvisamente<br />

più reali di quanto<br />

avesse mai potuto immaginare.<br />

Basato su un romanzo di Shannon<br />

Hale (che ha anche coscritto<br />

la sceneggiatura), la regista<br />

ha detto di aver letto il libro<br />

in una serata e di aver cominciato<br />

a scrivere la sceneggiatura,<br />

insieme alla Hale, nel giro di<br />

un mese. «L’elemento del romanticismo<br />

nel libro è fondamentale,<br />

- spiega Jerusha Hessla<br />

quindi ho voluto mantenerlo<br />

nel film rendendolo il più “capriccioso”<br />

e leggero possibile. Il<br />

risultato è una commedia spassosa<br />

sul romanzo Regency, non<br />

solo sul periodo storico in cui è<br />

ambientato, ma anche sulle storie<br />

della Austen stessa. Anche se<br />

il film pungola con affetto i fan<br />

della scrittrice inglese, non<br />

vuole in nessun modo farli arrabbiare,<br />

anzi, lo scopo del film<br />

è celebrare il lato divertente dei<br />

romanzi». “Alla ricerca di Jane”<br />

è il debutto della Hess, già sceneggiatrice<br />

e costumista, alla<br />

regia. Inoltre vede, in veste di<br />

produttrice, Stephenie Meyer<br />

autrice della saga di “Twilight”.<br />

ITA EVENTI 81


Viaggiare<br />

Arte e cultura<br />

IN EMILIA ROMAGNA<br />

82 ITA EVENTI


Da Piacenza a Rimini la<br />

regione offre al visitatore<br />

musei, castelli, cattedrali,<br />

antichi resti romanici. Un<br />

persorso per conoscere le<br />

suggestive città di questa<br />

regione. Da visitare a piedi<br />

o in bicicletta, da soli o con<br />

la famiglia di Andrea Giuliani<br />

L<br />

’Emilia Romagna è una terra ricca di tradizioni<br />

e non solo dal punto di vista culinario<br />

e del divertimento. La regione è<br />

caratterizzata da città con una lunga storia alle<br />

spalle, decisamente fertili culturalmente e artisticamente.<br />

Le città d’arte dell’Emilia Romagna<br />

sembrano fatte apposta per regalare emozioni.<br />

E trasformare un piccolo viaggio, poco impegnativo,<br />

di pochi chilometri (e anche solo di una<br />

giornata) in un’esperienza da custodire per<br />

sempre nel cuore. Lungo la via Emilia le grandi<br />

sensazioni non mancano. Da Piacenza, volto<br />

austero e carattere raffinato, a Rimini, capitale<br />

del turismo balneare, queste magnifiche località<br />

si snodano come perle di una collana lungo<br />

il filo dell’antica via Aemilia, vero cuore pulsante<br />

della regione: la nobile Parma, sede della<br />

European Food Authority e indiscutibile capoluogo<br />

del gusto; la patriottica Reggio Emilia, in<br />

cui sventolò per la prima volta il nostro tricolore;<br />

la Modena di Enzo Ferrari e dei capolavori romanici;<br />

l’etrusca Bologna, colta e multiculturale;<br />

Faenza, il cui nome è diventato in molte lingue<br />

sinonimo di ceramica; Forlì e Cesena, regine<br />

dell’ospitalità romagnola distese ai piedi di dol-<br />

A sinistra: il Duomo di Faenza. Venne costruito tra il<br />

1474 e il 1515. A destra: particolare di un vicolo nel<br />

centro di Bologna. In alto: la facciata in marmo<br />

bianco, a tre cuspidi, del Duomo di Ferrara


Viaggiare<br />

ci colline. A far loro da cornice due autentici<br />

gioielli, che insieme alla Modena<br />

romanica brillano nella lista Unesco del<br />

Patrimonio Mondiale dell’Umanità: la<br />

Ravenna bizantina, già capitale dell’Impero<br />

Romano d’Occidente, e la Ferrara<br />

degli Este culla, tra il Po e la pianura, del<br />

Rinascimento europeo. Ammirarne le<br />

bellezze significa fare un viaggio nel<br />

passato e nel futuro: se da un lato si incontra<br />

una tradizione artistica e architettonica<br />

di valore inestimabile, magari<br />

da scoprire in sella a una bicicletta o passeggiando<br />

in piacevole compagnia sotto<br />

ai celebri portici, dall’altro ci si trova immersi<br />

in una cultura del benessere, della<br />

creatività e delle relazioni umane che<br />

rappresentano la promessa di un futuro<br />

nel quale tutti desidereremmo abitare.<br />

Scendendo lungo la via Emilia Piacenza<br />

s’incontra per prima, capitale dei Farnese.<br />

Il suo palazzo simbolo è il Gotico,<br />

bellissimo con tutti i merli e i portici, costruito<br />

in un periodo di accesissime lotte<br />

comunali fra guelfi e ghibellini. Le colline<br />

fra Piacenza e Parma sono punteggiate<br />

da infiniti castelli perfettamente tenuti.<br />

E a differenza di altri castelli all’estero<br />

la maggior parte sono abitati dalle<br />

famiglie nobili di “castellani” e sono<br />

spesso aperti al pubblico con possibilità<br />

di visita delle sale interne.<br />

Parma è la sensuale città di grandi piaceri:<br />

il cibo (benvenuti nella food valley<br />

dove nascono i cibi più buoni del mondo,<br />

Prosciutto di Parma Dop e il Parmigiano<br />

Reggiano Dop in primis), la musica<br />

(è la terra di Giuseppe Verdi e Arturo<br />

Toscanini, c’è anche il tour nelle terre verdiane)<br />

e l’arte. La Galleria Nazionale è ricchissima:<br />

Leonardo, Beato Angelico,<br />

Correggio, Tintoretto.<br />

Proseguendo sulla via Emilia si incontra<br />

Reggio Emilia che, in fondo, è la patria<br />

di tutti gli italiani: qui è nato il Tricolore.<br />

La città è cordiale, dinamica e si classifica<br />

sempre ai primi posti per qualità<br />

della vita (e per gli asili più belli del mondo).<br />

Sontuosa la barocca Basilica della<br />

Ghiara, panciuta e pomposa la Chiesa di<br />

San Prospero ricchissimi i Musei Civici.<br />

Giunti a Modena la prima cosa da vedere<br />

è la medioevale Piazza Grande, dove<br />

svetta la Torre della Ghirlandina: entrambe<br />

sono patrimonio mondiale dell’Umanità.<br />

Per il resto Modena è la ca-<br />

Sopra: Sala del Rinascimento, all’interno del Museo delle<br />

Ceramiche di Faenza. A destra: il Mausoleo di Teodorico a Ravenna<br />

84 ITA EVENTI


Sopra: il ponte<br />

Tiberio a Rimini,<br />

sul Marecchia.<br />

A sinistra: interno<br />

della Biblioteca<br />

Malatestiana<br />

di Cesena. A destra:<br />

la Torre Ghirlandina<br />

Dall’Unesco è stata<br />

riconosciuta<br />

patrimonio artistico<br />

dell’umanità<br />

pitale del Romanico, ricca di gioielli architettonici.<br />

Salite poi al Palazzo dei Musei<br />

a guardare quel che Guido Piovene definì<br />

“il più bel libro miniato d’Italia”: una<br />

Bibbia scritta e decorata a mano.<br />

Proseguendo si incontra Bologna, capoluogo<br />

di regione. Quanto a poesia anche<br />

Piazza Maggiore a Bologna non<br />

scherza: è una delle piazze più belle<br />

d'Europa. La cosa più divertente a Bologna<br />

è passeggiare sotto i portici: non finiscono<br />

mai! Dal centro si arrampicano<br />

persino in collina dove c’è il santuario di<br />

San Luca. Si vedono anche le due Torri,<br />

la Garisenda e quella degli Asinelli (la più<br />

alta). Fra gli scorci romantici: Piazza Santo<br />

Stefano, la chiesa di San Giovanni in<br />

Monte, Piazza Minghetti, il mercato<br />

dietro l'Archiginnasio.<br />

A pochi chilometri da Bologna si trova<br />

Ferrara, caratterizzata dal suo Castello<br />

Estense (1385), in posizione centrale rispetto<br />

al perimetro murario attuale. Bellissima<br />

la Cattedrale, poetico il ghetto<br />

ebreo, affascinanti gli edifici patrizi intorno<br />

a via Voltapaletto.<br />

Ravenna, invece, è stata la capitale del<br />

mondo, dell’Impero Romano d’Occidente:<br />

fra il V e il VI secolo d.c. Città<br />

d’oro come i suoi mosaici bizantini e paleocristiani.<br />

Gli 8 siti Unesco sono: la Basilica<br />

di San Vitale, il Mausoleo di Galla<br />

Placidia, il Mausoleo di Teodorico, la<br />

Basilica di S. Apollinare Nuovo e quella<br />

di S. Apollinare in Classe, il Battistero<br />

degli Ariani, il Battistero Neoniano,<br />

la Cappella di Sant’Andrea.<br />

Faenza è a due passi da Ravenna, piccola<br />

grande città di charme. Famosa in tutta<br />

Europa già nel Medioevo per le sue ceramiche<br />

d’arte. Faience è il termine che<br />

si utilizza all’estero per indicare la ceramica<br />

artistica. Da non perdere il Museo<br />

internazionale delle ceramiche, mentre in<br />

centro possiamo godere di una scenografica<br />

piazza monumentale.<br />

Poco distante da Faenza troviamo Forlì.<br />

Da qualche stagione è sede di mostre<br />

ed eventi d’arte straordinari ospitati nel<br />

restaurato complesso dei Musei di San<br />

Domenico. La sua Pinacoteca Civica offre<br />

opere del Beato Angelico, del Correggio<br />

e del Canova. E una chiesa, quella<br />

di san Mercuriale che è lì dal IV secolo.<br />

Arrivati a Cesena ci si accoge subito che<br />

tutto parla dei Malatesta. Affascinante è<br />

la Biblioteca Malatestiana, l’unica al<br />

mondo rimasta intatta dal 1447. Contiene<br />

340 delicatissimi codici miniati.<br />

E, infine, Rimini, che non è solo balli a<br />

piedi nudi sulla spiaggia e giri in pedalò.<br />

Rimini è anche una città d’arte fondata<br />

dai romani: basta vedere l’Arco<br />

d'Augusto, il ponte di Tiberio, l’anfiteatro<br />

romano. Poderoso il Castello di Sigismondo<br />

signore dei Malatesta che si fece<br />

costruire anche un Mausoleo, il Tempio<br />

Malatestiano. All’interno Giotto, Piero<br />

della Francesca e altre meraviglie.<br />

ITA EVENTI 85


Viaggiare<br />

Forlì/Cesena<br />

Ferrara<br />

ZURBARÁN (1598-1664)<br />

Per la prima volta in Italia, un protagonista<br />

del Seicento spagnolo, Francisco de<br />

Zurbarán. Una selezione di capolavori<br />

metterà in evidenza la forza delle sue invenzioni<br />

e la sua capacità di rileggere in<br />

forme moderne i soggetti tradizionali. A<br />

rendere unico il suo stile fu la capacità<br />

di tradurre gli ideali religiosi dell’età barocca<br />

con invenzioni grandiose<br />

◗ Palazzo dei Diamanti, fino al 6 gennaio 2014<br />

Info: IAT Ferrara 0532/299303-209370<br />

SANTARELLI, MAMBRINI, ALDINI:<br />

CURATORI DELLE ANTICHITÀ<br />

I Musei San Domenico ospitano in una mostra congiunta le<br />

figure dei direttori dei tre Musei archeologici più significativi<br />

del territorio forlivese: Antonio Santarelli, Monsignor Domenico<br />

Mambrini e Tobia Aldini, veri e propri pionieri dell’archeologia,<br />

numi tutelari delle memorie storiche delle loro comunità,<br />

che alla cura delle antichità hanno dedicato la loro<br />

vita. La mostra vuol fare conoscere il lavoro da loro svolto<br />

◗ Musei San Domenico, fino al 6 gennaio 2014<br />

Info: IAT FORLì 0543/712435<br />

Piacenza<br />

EVENTI D’ARTE<br />

IN EMILIA ROMAGNA<br />

GRAN PRIX<br />

Modena<br />

Saranno protagoniste della nuova mostra<br />

del MEF, le monoposto del Campionato<br />

Mondiale di Formula 1 che hanno corso<br />

dal 1950 fino al 1994. Macchine da<br />

corsa che hanno fatto la storia dell’automobilismo<br />

moderno e faranno riecheggiare<br />

il rombo dei motori delle gare di<br />

Formula 1. Un percorso espositivo d’eccezione<br />

che mette in scena l’evoluzione<br />

della specie, dove si coglie la strettissima<br />

relazione che c’è tra le prestazioni, la sicurezza<br />

e l’innovazione<br />

◗ Museo Casa Natale Enzo Ferrari, fino al 28<br />

gennaio 2014 - Info: IAT Modena059/2032660<br />

FUOCO: VITA ALLA MATERIA<br />

Mostra itinerante a carattere archeologico e naturalistico. Il<br />

fuoco dalla sua scoperta alle conseguenze sull’evoluzione sociale<br />

ed economica della vita dell’uomo. Presenti opere dell’artista<br />

tedesco Roland Tacke, dove la luce del fuoco è interpretata<br />

utilizzando una tecnica fotografica.<br />

◗ Spazio Mostre di Palazzo Farnese, fino al 24 novembre<br />

Info: IAT Piacenza 0523/492223-4<br />

BOTERO A PARMA<br />

Il percorso espositivo si compone<br />

di 47 opere di Fernando Botero,<br />

che da decenni realizza in Italia le<br />

famose sculture bronzee ospitate in<br />

grandi musei e nelle più importanti<br />

piazze del mondo. Un riassunto<br />

della produzione artistica dell’autore<br />

dal 1973 ad oggi. Di un materiale<br />

fragilissimo e un bianco lucente,<br />

i gessi di Botero sono le vere<br />

e proprie essenze di ogni sua scultura,<br />

capolavori unici al mondo.<br />

Parma<br />

◗ Palazzo del Governatore, fino all’8/12.<br />

Info: IAT Parma 0521/218889<br />

86 ITA EVENTI


Rimini<br />

MOSTRA ARTURO MARTINI<br />

Il più importante scultore del ‘900 italiano, è al centro<br />

di due importanti esposizioni a Bologna e a Faenza. A<br />

Bologna il percorso della mostra consente di ammirare<br />

quindici capolavori di Martini, provenienti dai grandi<br />

musei italiani e da importanti collezioni private. Per la<br />

prima volta il Museo Middelheim di Anversa effettua il<br />

prestito dei quattro capolavori conservati nel museo<br />

che, eccezionalmente, rientrano in Italia solo per<br />

questa occasione speciale .<br />

◗ Palazzo Fava, fino al 12 gennaio 2014<br />

Info: Genus Bononiae 051/19936305<br />

◗ Museo Internazionale delle Ceramiche, fino al 30 marzo 2014<br />

Info: IAT Faenza 0546/25231<br />

FELLINIANA 2013<br />

Un programma di eventi ideato e promosso<br />

per ricordare uno dei più grandi<br />

artisti del Novecento nel ventesimo anniversario<br />

della sua scomparsa e festeggiare<br />

i decennali di alcuni suoi capolavori,<br />

riempie l'intero anno di iniziative nel<br />

nome di Fellini. Durante tutto l’anno i più<br />

diversi spazi e luoghi della città, istituzionali<br />

e informali, strutturati e instabili,<br />

hanno assistito e assisteranno all’accadere<br />

di eventi di memoria e di ispirazione<br />

felliniane tra concerti, incontri, conversazioni,<br />

mostre, film, perfomance, balletti.<br />

◗ Varie sedi, fino al 31 dicembre.<br />

Info: IAT RIMINI 0541/56902<br />

L’ENIGMA ESCHER<br />

Reggio Emilia<br />

In mostra la produzione dell'incisore<br />

e grafico olandese, Maurits Cornelis<br />

Escher, tra i maggiori miti del ‘900 nel<br />

panorama della produzione grafica contemporanea<br />

europea. 150 opere, tra<br />

cui, oltre alle celebri incisioni, disegni,<br />

documenti inediti, filmati e interviste all’artista.<br />

La mostra è concepita come<br />

uno strumento e una “macchina didattica”<br />

che consente di entrare “dentro” la<br />

creatività di questo singolarissimo artista<br />

◗ Palazzo Magnani, fino al 23 febbraio 2014<br />

Info: IAT Reggio Emilia 0522/451152<br />

RAVENNAMOSAICO 2013<br />

Bologna/Faenza<br />

RavennaMosaico è il Festival Internazionale dedicato alle<br />

espressioni più contemporanee di un’arte antica. Esposizioni,<br />

nuove produzioni, convegni, accanto al patrimonio<br />

musivo paleocristiano e bizantino che fa parte della World<br />

Heritage List dell’Unesco. Il nucleo espositivo è collocato<br />

nella cornice degli Antichi Chiostri Francescani, dove è allestita<br />

Opere dal Mondo, selezione di 35 artisti stranieri.<br />

◗ Varie sedi, fino al 23 novembre<br />

Info: IAT Ravenna 0544/35755-404<br />

Ravenna<br />

ITA EVENTI 87


Viaggiare<br />

NOVELLARA È...<br />

Con la sua storia legata alla famiglia Gonzaga, Novellara mantiene alto il suo<br />

profilo di città rinascimentale. Di grande interesse il museo all’interno della Rocca<br />

Novellara è una città d’arte<br />

in provincia di Reggio Emilia,<br />

nota per la qualità della vita<br />

e per l’attenzione alle politiche<br />

sociali. Fiorita durante<br />

il regno della famiglia Gonzaga,<br />

Novellara accoglie i<br />

visitatori in un centro storico<br />

di disegno rinascimentale,<br />

i cui portici incorniciano botteghe<br />

e negozi di qualità. Vicino<br />

a Piazza Unità d’Italia,<br />

il cuore del paese, si erge la<br />

Rocca dei Gonzaga, imponente<br />

fortezza sede della<br />

corte della potente famiglia,<br />

costruita nel Quattrocento<br />

e trasformata in residenza<br />

signorile un secolo dopo.<br />

Al suo interno si trovano il<br />

museo Gonzaga, l’ottocentesco<br />

Teatro della Rocca intitolato<br />

a Franco Tagliavini, la<br />

biblioteca, l’Archivio storico,<br />

l’acetaia comunale e altre<br />

splendide sale anticamente<br />

decorate come la sala del<br />

Fico. Nel Museo Gonzaga -<br />

che ha sede nell’ex appartamento<br />

cinquecentesco dei<br />

conti, tra soffitti a cassettoni<br />

decorati, fregi e imponenti<br />

camini di marmo - sono<br />

esposte preziose testimonianze<br />

artistiche e storiche<br />

della città. Tra queste vanno<br />

segnalate soprattutto alcune<br />

opere di Lelio Orsi, uno degli<br />

artisti più importanti del<br />

Rinascimento padano, e la<br />

splendida collezione di vasi<br />

da farmacia appartenuti un<br />

tempo ai Gesuiti di Novellara.<br />

Ma la città è anche la<br />

patria di Augusto Daolio,<br />

cantante dei Nomadi, poeta<br />

e pittore: a lui è dedicata la<br />

sala civica nella Rocca, dove<br />

sono esposti alcuni dei suoi<br />

quadri. Non vanno poi dimenticati<br />

i prodotti tipici: di<br />

recente è stato riproposto il<br />

Chiocolato, l’antico cioccolato<br />

dei Gonzaga rinato grazie<br />

ad un progetto culturale<br />

del Comune, mentre all’anguria<br />

coltivata nelle valli è<br />

dedicata ogni anno una festa<br />

nel mese di luglio. Dal<br />

2010 Novellara è anche<br />

Cittàslow, e fa parte della<br />

rete internazionale delle città<br />

del buon vivere.<br />

www.comunedinovellara.gov.it<br />

88 ITA EVENTI


Viaggiare<br />

SULLA VIA DELLA CULTURA<br />

Un centro d’eccellenza, per la perfetta simbiosi tra cultura contadina e arte.<br />

A San Martino in Rio scopriamo il museo dell’automobile e quello dell’agricoltura<br />

◗ La Rocca (1)<br />

domenica 10-12,30 / 15-18,30<br />

www.comune.sanmartinoinrio.re.it<br />

Citata già nel 1050 tra i possedimenti di Bonifacio<br />

di Canossa, la Rocca venne ceduta<br />

ai Roberti di Reggio Emilia. Distrutta prima<br />

da Federico Barbarossa poi dai Gonzaga,<br />

fu ricostruita con torri poderose, e intorno<br />

al 1420 passò sotto il dominio degli Estensi<br />

fino alla seconda metà del Diciottesimo<br />

secolo con il marchese Paolo Rango d’Aragona.<br />

Oggi ospita la biblioteca e il Museo<br />

dell’Agricoltura e del mondo rurale.<br />

◗ Museo dell’Agricoltura<br />

e del mondo rurale (2)<br />

sabato 9-12,30; domenica 10-12,30/15-18,30<br />

www.museodellagricolturaedelmondorurale.it<br />

Nato nel 1968 e riorganizzato nel 1994, il<br />

museo conserva, studia e valorizza le testimonianze<br />

e l’esperienza di vita contadina e<br />

artigiana della pianura reggiana quale era<br />

fino all’inizio del Ventesimo secolo.<br />

◗ Anatomia del Sacro, crocefisso in cera (3)<br />

Allestita nelle sale della Rocca estense fino<br />

al 12 gennaio 2014, la mostra illustra l’intervento<br />

di restauro realizzato sul crocefisso<br />

in cera anatomico del XVII-XVIII secolo ad<br />

opera dell’Istituto dei Beni culturali della Regione:<br />

si tratta di un reperto molto raro nel<br />

patrimonio artistico italiano. Terminata la<br />

mostra, il crocefisso verrà ospitato nel Museo<br />

dell’Agricoltura e del mondo rurale.<br />

◗ Archivio Henghel Gualdi (4)<br />

martedì e giovedì 18-19;<br />

mercoledì e sabato: 11-12<br />

www.henghelgualdi.it<br />

Ritenuto il miglior clarinettista italiano di tutti i<br />

tempi, Hengel Gualdi rivive nell’archivio<br />

ospitato nella biblioteca civica: si tratta dell’unico<br />

centro di documentazione e ricerca<br />

nazionale dedicato al musicista, dove vengono<br />

raccolte fonti documentarie sulla figura<br />

del jazzista e si realizzano iniziative culturali.<br />

◗ Museo dell'Automobile (5)<br />

venerdì 21-24;<br />

domenica 10,30-12,30 e 15,30-18,30<br />

www.museodellauto.it<br />

Nato nel 1956 dalla collezione di Domenico<br />

Gentili grazie a Giulio Campari e Emilio<br />

Storchi Fermi, il museo ospita 40 vetture, 10<br />

moto e sidecar, una biblioteca storica, un archivio<br />

fotografico e supporti multimediali. È<br />

sede della Scuderia San Martino, club federato<br />

Asi. Molte le auto storiche esposte: vale<br />

la pena citare la Zedel Laundalet del 1910 di<br />

Margherita di Savoia, la Fiat Nsu Ardita del<br />

1935 utilizzata dal generale Kesserling nel<br />

suo soggiorno a Roma, una Ford T del 1916,<br />

un’Itala 50 del 1920. Fra le moto, un pezzo<br />

unico in Italia: una Indian Sidecar del 1918.<br />

2 3 4<br />

1<br />

5<br />

ITA EVENTI 89


Viaggiare<br />

VACANZE<br />

SUL LAGO<br />

TRA SPORT<br />

E RELAX<br />

I<br />

mmerso in uno scenario naturale mozzafiato,<br />

il lago Achen (Achensee) si trova in<br />

Austria, a quasi mille metri sul livello del<br />

mare, nel cuore delle montagne del parco naturale<br />

del Karwendel e di Rofan, la più grande area naturale<br />

protetta d’Europa. È il lago più grande del<br />

Tirolo, infatti viene chiamato anche “Mare del<br />

Tirolo”, e insieme alla valle Achental crea il confine<br />

naturale dei Monti del Karwendel ad ovest,<br />

mentre ad est confina con le Alpi di Brandenberg.<br />

La regione dell’Achensee tenta i visitatori<br />

con le sue tante proposte di vacanza, dedicate,<br />

in particolare, alle famiglie. Ha una lunga tradizione<br />

di turismo: già nel 1570 l’imperatore<br />

Massimiliano veniva a caccia proprio il queste<br />

zone. Le cinque località intorno al lago sono<br />

Achenkirch, Maurach, Pertisau, Steinberg am Rofan<br />

e Wiesing e insieme costituiscono un vero<br />

paradiso per gli sport invernali: appassionati di<br />

sci di fondo e di sci d’alpinismo, sciatori ed escursionisti<br />

invernali non potrebbero trovare zona migliore<br />

per le loro vacanze.<br />

SCI<br />

Le montagne che circondano il lago offrono 5<br />

comprensori sciistici per un totale di circa 58 chilometri<br />

di piste, alcune adatte agli sciatori più<br />

esperti altre perfette per mettere per la prima vol-<br />

90 ITA EVENTI


La regione dell’Achensee, in Austria, offre<br />

ai visitatori un soggiorno caratterizzato<br />

da attività sportiva, centri benessere e<br />

appuntamenti adatti a tutta la famiglia.<br />

In una cornice naturale di rara bellezza<br />

di Cristiana Zappol<br />

ITA EVENTI 91


ta gli sci ai piedi. Lo Snowpark<br />

Christlum, con la sua halfpipe,<br />

con un percorso boardercross, è<br />

diventato un punto fisso per la comunity<br />

degli snowboarders.<br />

SCI DI FONDO<br />

La regione dell’Achensee è conosciuta<br />

per essere una delle<br />

migliori stazioni di sci di fondo<br />

del Tirolo, con i suoi 200 Km di<br />

anelli da fondo tra cui una pista<br />

da fondo per gli utenti disabili e<br />

una per i cani. Per gli amanti del<br />

lato più selvaggio dello sci di fondo,<br />

la zone offre la possibilità di<br />

praticare il Nordic Cruising, disciplina<br />

che combina lo sci di<br />

fondo classico con gli elementi<br />

delle attività estive della corsa e<br />

del nordic walking.<br />

Intorno al lago, un vero paradiso per<br />

gli sport invernali: appassionati di sci<br />

di fondo, sci d’alpinismo, sciatori non<br />

potrebbero trovare zona migliore<br />

ESCURSIONI INVERNALI<br />

Sono presenti 150 km di percorsi<br />

escursionistici invernali da percorrere<br />

a piedi o a bordo di una<br />

slitta trainata da cavalli. Anche<br />

gli amanti dello slittino non rimarranno<br />

delusi: sono cinque le<br />

piste da slittino in zona, alcune<br />

adatte a discese veloci e altre a<br />

misura di bambino, tutte dotate<br />

di impianti di risalita: le seggiovie<br />

oppure lo slittino-express<br />

di Pertisau. Inoltre lo slittino notturno<br />

è praticabile tutte le sere<br />

della settimana su numerose piste<br />

illuminate.<br />

SCI D’ALPINISMO<br />

Il lago Achensee è circondato<br />

dalle montagne Rofan e Karwendel.<br />

Queste due catene montuose<br />

sono rinomate, ben al di là<br />

dei confini tirolesi, per offrire condizioni<br />

perfette per lo sci d’alpinismo.<br />

Per esempio, un percorso<br />

adatto ai principianti è il sentiero<br />

di Achenkirch che porta al valico<br />

Gröbner Hals. Un altro tour<br />

è quello che porta alla vetta del<br />

Monte Seekarl. Guide professioniste<br />

sono a disposizione per accompagnare<br />

anche gli sportivi<br />

più esperti. Da non perdere<br />

l’evento Achensee<br />

Xxtreme, una gara ctra i<br />

migliori sci-alpinisti (dal<br />

24 al 26 gennaio 2014).<br />

BENESSERE<br />

Dal 1902, a 1.500 metri sopra<br />

l’Achensee, si estrae l’olio minerale<br />

tirolese che viene poi trasformato<br />

in prodotti cosmetici.<br />

Nel centro visitatori Vitalberg si<br />

possono trovare tutte le informazioni<br />

sull’origine e la molteplicità<br />

di applicazioni di quest’olio<br />

che grazie al suo elevato contenuto<br />

di zolfo legato organicamente<br />

svolge una straordinaria<br />

azione curativa su pelle e capelli.<br />

APPUNTAMENTI<br />

Il paese di Steinberg am Rofan<br />

d’inverno, nel periodo pre natalizio,<br />

si trasforma in un calendario<br />

dell’avvento gigante. Ventiquattro<br />

case del paese vengono<br />

adornate con decorazioni natalizie,<br />

una ogni giorno. Tutte le case<br />

si trovano lungo il sentiero Winterwanderweg.<br />

In alcune di esse è<br />

possibile bere il vin brulé durante<br />

le passeggiate serali. La notte del<br />

24 dicembre, poi, tutto il paese è<br />

vestito in festa e i bambini vengono<br />

accompagnati da Gesù bambino<br />

fino alla parrocchia, dove li<br />

attende un presepe e il coro del<br />

paese. Da non perdere anche il<br />

presepe del museo civico Sixenhof<br />

di Achenkirch. Con figure a grandezza<br />

umana, si racconta la versione<br />

popolare del Natale nella<br />

stalla secolare del Sixenhof.


dove dormire<br />

Das<br />

Kronthaler<br />

Un posto perfetto per una vacanza all’insegna del benessere e dello<br />

sport, Das Kronthaler offre ospitalità a tutta la famiglia 365 giorni<br />

all’anno, in un amboente elegante e informale allo stesso tempo<br />

Di nuovissima costruzione, a<br />

mille metri sopra il livello del<br />

mare, Das Kronthaler presenta<br />

linee essenziali e raffinate.<br />

Si integra completamente<br />

nella natura e nel panorama<br />

attraverso l’uso di materiali locali.<br />

Per l’esterno sono stati<br />

usati il legno di larice e il granito,<br />

all’interno il legno di cembro<br />

dalle proprietà calmanti e<br />

ringeneranti. Elementi della tradizione<br />

si mescolano con<br />

un’architettura minimale per<br />

dare vita a una nuova interpretazione<br />

di spazio e natura dalla<br />

quale trarre nuova energia.<br />

Das Kronthaler è un elegante<br />

4 stelle superior con 96 stanze<br />

e 3 chalet, da 24 a 130 mq, la<br />

maggior parte delle quali dotate<br />

di pavimentazione in legno,<br />

grandi bagni, area living<br />

con vista sulla catena montuosa<br />

e il lago Achensee per rispondere<br />

al desiderio di lusso e<br />

relax in un ambiente elegante e<br />

informale allo stesso tempo.<br />

Ad accogliere l’ospite, superata<br />

la zona ricevimento, è un caminetto<br />

in metallo e pietra, ceppi<br />

di legna a vista e la Shopping<br />

Mall “LustBoxx”.<br />

Nel ristorante si gode del trattamento<br />

Gourmet All-Inclusive<br />

dall’alba a mezzanotte, bevande<br />

analcoliche comprese, a<br />

completare il tutto vi sono due<br />

bar, una Spa di 2.500 mq con<br />

piscina esterna e interna riscaldate,<br />

idromassaggi, ampia<br />

area sauna.<br />

Gli ambienti sono destinati a<br />

viaggiatori dinamici ma esigenti,<br />

che si lasciano sedurre<br />

dall’energia della linearità privata<br />

del superfluo.<br />

Con la sua accoglienza autentica,<br />

cordiale e mai invadente il<br />

Das Kronthaler coccola gli<br />

ospiti con atmosfere glamour e<br />

allo stesso tempo legata al territorio.<br />

La posizione è strategica:<br />

direttamente sulla pista<br />

da sci Christlum con 40 km di<br />

piste e 80 km di piste di sci di<br />

fondo innevate.<br />

A 40 minuti dagli imperdibili<br />

mercatini di Natale di Innsbruck<br />

(dal 15 novembre al 6<br />

gennaio) e di Hall in Tirol (dal<br />

22 novembre al 24 dicembre).<br />

www.daskronthaler.com<br />

ITA EVENTI 93


Angolo dei consigli<br />

SALVIAMO LE PENSIONI?<br />

Ecco come fare. Semplice: andare in qualche Paese che corteggia i pensionati,<br />

offrendo loro esenzioni, parziali o totali, sui prelievi fiscali. Non è comunque semplice<br />

È esplosa la mania, almeno a<br />

parole: fuggire dall’Italia! Ingrata,<br />

assatanata di tasse,<br />

inefficiente. E anche i pensionati<br />

sono preoccupati di non<br />

riuscire a sopravvivere con<br />

pensioni sempre più minate da<br />

tagli e prelievi fiscali. Intanto<br />

molti Paesi adottano agevolazioni<br />

per i pensionati stranieri,<br />

che sono un esercito, se si<br />

pensa che - secondo dati Inps<br />

- sarebbero oltre 400mila gli<br />

italiani titolari di assegni pensionistici<br />

residenti all’estero.<br />

In giro per il mondo<br />

Facciamo allora un tour per<br />

verificare quali sono le condizioni<br />

offerte nei Paesi più appetibili<br />

dal punto di vista fiscale<br />

e di competitività del<br />

costo della vita.<br />

Spagna<br />

Il peso tributario è rilevante,<br />

ma i residenti fiscali provenienti<br />

da altri Paesi godono di<br />

varie deduzioni, non previste<br />

per i cittadini spagnoli. I veri<br />

vantaggi riguardano in realtà<br />

il basso prezzo delle case e il<br />

costo della vita, più competitivo<br />

rispetto all’Italia. Alle Canarie,<br />

per esempio, l’Iva è al<br />

4% e in effetti su tale isola la<br />

presenza di connazionali è abbastanza<br />

elevata. Vantaggiose<br />

anche le polizze assicurative<br />

private, grazie alle quali si ha<br />

una copertura totale nel caso<br />

di interventi medici. Nella<br />

zona di Alicante c’è una forte<br />

concentrazione di stranieri, soprattutto<br />

nelle località di Torrevieja<br />

e di San Fulgencio. Da<br />

tempo si dice che anche la<br />

Spagna stia studiando - sull’esempio<br />

del Portogallo - una<br />

tassazione agevolata per i<br />

pensionati stranieri; per ora si<br />

tratta solo di un progetto. Con<br />

la Spagna è in vigore da parte<br />

dell’Italia una convenzione per<br />

evitare le doppie imposizioni.<br />

Marocco<br />

I residenti fiscali stranieri godono<br />

di agevolazioni importanti,<br />

a cominciare da una deduzione<br />

dell’80% sulle<br />

imposte riferite a pensioni versate<br />

da enti esteri, purché ciò<br />

avvenga su un conto corrente<br />

nella valuta locale, che non è<br />

convertibile. Il rimpatrio dei<br />

capitali è possibile solo perdendo<br />

la residenza fiscale e<br />

comunque con una ripartizione<br />

in vari anni. I vantaggi<br />

dal punto di vista economico<br />

risultano notevoli: si calcola<br />

che una coppia europea, proprietaria<br />

di un’abitazione in<br />

Marocco, spenda da 633 a<br />

1280 euro al mese, che significa<br />

circa la metà rispetto alle<br />

medie Ue. Con il Paese è in<br />

vigore una convenzione da<br />

parte dell’Italia per evitare le<br />

doppie imposizioni.<br />

Tunisia<br />

La complessa situazione politica<br />

ha allontanato gli europei,<br />

ma questa destinazione<br />

potrebbe tornare a essere<br />

molto popolare, grazie a vari<br />

vantaggi: la tassazione per<br />

i pensionati si limita infatti a<br />

un’aliquota progressiva su<br />

una quota soltanto del 20%<br />

di quanto versato dall’ente<br />

estero. Ciò vale per qualunque<br />

straniero che trasferisca il<br />

pagamento della pensione in<br />

Tunisia. Il mercato immobiliare<br />

è abbastanza attivo, sebbene<br />

negli ultimi anni abbia<br />

94 ITA EVENTI


subito pressioni al ribasso.<br />

Con il Paese è in vigore da<br />

parte dell’Italia una convenzione<br />

per evitare le doppie imposizioni.<br />

Costa Rica<br />

Le pensioni versate a stranieri<br />

sono “tax free”, con ulteriori<br />

agevolazioni riferite a capitali<br />

trasferiti nel Paese. Ottenere<br />

lo status di residente fiscale<br />

è abbastanza semplice, ma i<br />

prezzi immobiliari stanno crescendo,<br />

perché il Paese è divenuto<br />

meta di pensionati soprattutto<br />

statunitensi e<br />

canadesi. Con il Paese non<br />

è in vigore da parte dell’Italia<br />

alcuna convenzione per evitare<br />

le doppie imposizioni.<br />

Panama<br />

È la destinazione più consigliabile<br />

per chi vuole prendere<br />

residenza fiscale all’estero,<br />

perché i tempi imposti per la<br />

presenza sul territorio sono<br />

molto più corti rispetto a quasi<br />

tutti gli altri Paesi. Qui lo straniero<br />

trova il paradiso: niente<br />

tasse sulla pensione, ma c’è<br />

un minimo imposto del versamento<br />

proveniente dal Paese<br />

d’origine, equivalente a quasi<br />

1000 dollari, e nulla su eventuali<br />

redditi, né su interessi,<br />

dividendi e plusvalenze. Non<br />

solo: si gode anche di sconti<br />

riservati specificamente a chi<br />

prende la residenza: riguardano<br />

per esempio bollette telefoniche<br />

ed energetiche, assicurazioni<br />

mediche e perfino i<br />

biglietti aerei. L’acquisto di<br />

una casa comporta lo “status”<br />

di residente a vita. Con il<br />

Paese non è però in vigore<br />

da parte dell’Italia alcuna<br />

convenzione per evitare le<br />

doppie imposizioni.<br />

Messico<br />

In questo Paese il vantaggio è<br />

di ordine economico, poiché<br />

alle persone con età oltre i 60<br />

anni sono offerte agevolazioni<br />

su beni e servizi di vario tipo,<br />

con sconti che possono raggiungere<br />

il 55% dei relativi importi.<br />

È consigliabile per i cosiddetti<br />

“rentisti”, cioè gli stranieri<br />

che vivono di rendita.<br />

Con il Paese è in vigore da<br />

parte dell’Italia una convenzione<br />

per evitare le doppie imposizioni.<br />

Thailandia<br />

Piace molto agli italiani, ma il<br />

trattamento è molto più restrittivo<br />

rispetto ad altri Paesi. Per<br />

i pensionati stranieri vige l’obbligo<br />

di avere una rendita locale<br />

di almeno 1400 euro al<br />

mese, per ottenere un’autorizzazione<br />

di soggiorno, rilasciata<br />

a persone con età superiore<br />

a 50 anni e comunque<br />

valida per un anno, ma rinnovabile.<br />

Qualche problema si<br />

pone anche per la previdenza<br />

sanitaria; meglio stipulare una<br />

copertura assicurativa internazionale<br />

in Italia. Il costo della<br />

vita è comunque basso. Con<br />

la Thailandia è in vigore una<br />

convenzione per evitare le<br />

doppie imposizioni<br />

Mauritius<br />

È questa una destinazione da<br />

benestanti. Nel 2002 è stata<br />

approvata una normativa che<br />

consente agli stranieri di acquisire<br />

la residenza fiscale, a<br />

condizione di comprare una<br />

casa, con un investimento minimo<br />

equivalente a 375mila<br />

euro. Tutto il resto è semplice,<br />

soprattutto dal punto di vista<br />

amministrativo. I vantaggi?<br />

Nessuna imposta sui redditi,<br />

sulle plusvalenze immobiliari<br />

e sulle successioni. L’Iva è limitata<br />

al 15 per cento. Per chi<br />

non possa investire almeno<br />

375mila euro è prevista<br />

un’opzione consistente nel<br />

solo permesso di soggiorno.<br />

Chi, per esempio pensionato,<br />

trasferisca su un conto corrente<br />

locale una cifra base di<br />

32mila, ne ottiene uno per tre<br />

anni, rinnovabile in seguito.<br />

Con Mauritius è invigore una<br />

convenzione per evitare le<br />

doppie imposizioni.<br />

Facile, parole!<br />

Il sogno dell’italiano, che<br />

parte e va ad aprire il ristorantino<br />

sulla spiaggia di qualche<br />

località del Centro America<br />

sta tramontando, perché la<br />

concorrenza è spietata. Il miraggio<br />

dell’europeo, ormai in<br />

pensione, che va alla ricerca<br />

della destinazione fiscalmente<br />

conveniente e dal livello di costo<br />

della vita vantaggioso,<br />

persiste, pur fra mille difficoltà.<br />

Le normative in vigore<br />

sull’esenzione dei prelievi tributari<br />

in madrepatria sono in<br />

teoria abbastanza chiare, ma<br />

finiscono per scontrarsi con<br />

ostacoli non facili da risolvere:<br />

per esempio bisogna non possedere<br />

una prima casa o attività<br />

di alcun tipo nel Paese<br />

d’origine ed è necessario vivere<br />

almeno metà dell’anno<br />

nel Paese ospitante. Ciò appare<br />

semplice in Spagna o<br />

Portogallo, molto meno in<br />

Marocco o Thailandia. In ambito<br />

Ue alcuni aspetti sono più<br />

chiari e altri più complessi:<br />

l’idea “furbetta” della mezza<br />

fuga (vivo un po’ là e un po’<br />

qua) appare di difficile realizzazione,<br />

perché - per gli italiani<br />

- Inps, Agenzia delle Entrate,<br />

Comuni e quant’altro<br />

continueranno a monitorare<br />

la vostra situazione; quella del<br />

vendo tutto - salvo la seconda<br />

casa o qualche altro bene al<br />

sole - sembra essere quella<br />

più conveniente, ma complessa<br />

da realizzare.<br />

ITA EVENTI 95


Leggere<br />

1) Psyco killer, Ezio Guaitamacchi,<br />

Ultra novel. Nel<br />

giorno in cui a Londra muore Amy Winehouse, a Milano la<br />

polizia trova il corpo senza vita del più noto e potente ufficio<br />

stampa dello show business: si è impiccato nella cucina di<br />

casa. Dopo di lui, muoiono in circostanze misteriose altri<br />

personaggi importanti del mondo della musica. L’ispettore<br />

Marco Molteni è a capo delle indagini. Un ingegnoso rock<br />

thriller, ricco di aneddoti musicali e inquietanti tracce nascoste,<br />

che appassiona e diverte.<br />

2) Nessuno conosce il mio nome, Anna Grue, Marsilio Editori.<br />

Dan Sommerdahl vive nella tranquilla cittadina di Christianssund,<br />

affacciata su un fiordo pittoresco, con un delizioso<br />

porticciolo. È un quarantenne di successo in<br />

temporanea crisi esistenziale. Ma quando l’amico Flemming<br />

Torp, ispettore di polizia, lo coinvolge nell’inchiesta per l’omicidio<br />

di una giovane donna, Dan sembra ritrovare l’energia.<br />

Il primo caso di Dan Sommerdahl, il “detective calvo” protagonista<br />

di una nuova serie bestseller in Scandinavia.<br />

3) Ogni angelo è tremendo, Susanna Tamaro. Bompiani. È<br />

la storia di una bambina che diventa adulta. Che nasce a<br />

Trieste, mentre soffia una bora nera che spazza via ogni<br />

cosa e rende ogni equilibrio impossibile. Che cresce in una<br />

famiglia in cui sembra sia soffiato quello stesso vento impetuoso,<br />

squassandola. Quella bambina è Susanna Tamaro:<br />

un’autobiografia che è anche romanzo di formazione e inno<br />

alla vita nonostante ogni sua oscurità.<br />

4) Mamma voglio fare l’artista. Istruzioni per evitare delusioni,<br />

Francesco Bonami, Electa. Torna a farsi sentire la voce<br />

più irriverente della critica d’arte italiana con un libro dedicato<br />

agli aspiranti artisti, un vademecum che intreccia serio<br />

e faceto, pragmatismo e gusto del paradosso, con la consapevolezza<br />

di chi osserva il sistema dell’arte “da dentro”.<br />

5) Medichesse. La vocazione femminile alla cura, Erika Maderna,<br />

Edizioni Aboca. La vocazione femminile per la medicina<br />

ha una storia lunga e affascinante, che ci riporta alle<br />

radici delle civiltà. Le donne sono da sempre le custodi dei<br />

segreti delle erbe e delle piante officinali, e sono per natura<br />

e sensibilità inclini alla cura. Il libro ci mostra come la<br />

scienza medica sia stata soprattutto una fortezza della libertà<br />

96 ITA EVENTI

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