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ITA<br />
eventin.1<br />
MUSICA<br />
Max Pezzali<br />
Renzo Arbore<br />
Max Gazzè<br />
ARTE<br />
Jackson Pollock in mostra<br />
al Palazzo Reale di Milano<br />
CINEMA<br />
ENRICO BRIGNANO<br />
E AMBRA ANGIOLINI<br />
IN “STAI LONTANA DA ME”<br />
TEATRO<br />
Teo Teocoli in<br />
“Restyling faccio tutto io”<br />
“AMORE PURO TOUR”<br />
il ritorno sul palco di<br />
Alessandra Amoroso
novembre 2013<br />
in questo numero<br />
8 12 24 37<br />
45<br />
12Arte<br />
8. Il volto del 900 / Milano<br />
12. Canaletto / Venezia<br />
18. Renoir / Torino<br />
22. Impressionismo / Roma<br />
26. Pollock / Milano<br />
27 Arturo Martini / Bologna<br />
66 74 85<br />
37<br />
30 Musica<br />
33 Roberto Vecchioni / Venezia<br />
35 Renato Zero / Torino<br />
37. Fabri Fibra / Roma<br />
39. Jim Paddok/ Milano<br />
40. Erald Voight / Bologna<br />
41 Classica<br />
42. James Levin / Milano<br />
43. Roberto Canali / Venezia<br />
45. Angelo Vitturn / Torino<br />
47. Riccardo Muri / Roma<br />
49. Pierre Pierlot / Milano<br />
50. Hans Holliger / Bologna<br />
45
15 34<br />
ita<br />
EVENTI<br />
Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale di Milano<br />
al numero 335 del 25/10/2013<br />
Direttore Responsabile<br />
Maurizio Costanzo<br />
Caporedattore<br />
Cristiana Zappoli<br />
56<br />
67<br />
51Teatro<br />
52. Sivio Orlando / Milano<br />
53. Commedia all’italian / Venezia<br />
57. Non respirare / Torino<br />
60. Vita di scena / Roma<br />
62. Non ti scordar di me / Milano<br />
65. Vivere di successo / Bologna<br />
66 Cinema<br />
67. Jasmin Jasmin / Milano<br />
73. Lasciami stare / Venezia<br />
77. L’ultimo tempo / Torino<br />
78. A casa di Freddy / Roma<br />
89. Tieni con te / Milano<br />
90. Dai ancora tu/ Bologna<br />
Art Director<br />
Laura Lebro<br />
Redazione<br />
Giacomo Ramundo, Marcello Cirillo, Iole<br />
Costanzo, Vinicio Angelo, Mario Cadore,<br />
Michelangelo Pellegrino, Susanna Amati<br />
Editore<br />
MediaAdv Srl<br />
Via A. Panizzi, 15 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
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Pubblicità<br />
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Via A. Panizzi, 15 - 20146 Milano<br />
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Centri Media<br />
Massimiliano Favari 388.1132324<br />
Turismo<br />
Luca Laura 338.2715774<br />
Moda<br />
Lori Solimeno 335.6750955<br />
86 Viaggiare<br />
87. Emila Romagna / Milano<br />
88. Sud Tirolo / Venezia<br />
89. Reggio Emilia / Torino<br />
90. In Tunisia / Roma<br />
91. Schede di viaggio / Milano<br />
92. Lago Ortes/ Bologna<br />
Via Antonio Panizzi, 15 / 20146 Milano<br />
Tel. 02.43986531 - 02.45506260<br />
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Point Z.E.R.O. è il magazine trimestrale del Consiglio Nazionale degli Architetti,<br />
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Vuole essere un osservatorio privilegiato<br />
dal quale guardare quello che succede nel mondo dell'architettura sostenibile a 360.°<br />
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Notes<br />
LA NATURA IN UN CLICK<br />
La mostra itinerante dedicata al Wildlife Photographer of The Year 2013 fa tappa a Milano.<br />
In esposizione 100 fotografie che descrivono la natura nelle sue declinazioni più affascinanti<br />
Sopra: Bumper life di Pal Hermansen.<br />
Sotto: Fluff-up di John<br />
E Marriott. A destra: Flight paths<br />
di Owen Hearn, foto vincitrice<br />
nella sezione 11-14 anni. In alto:<br />
Bubble-jetting emperors di Paul<br />
Nicklen, vincitore del concorso<br />
I<br />
l Wildlife Photographer of<br />
the Year è uno dei più prestigiosi<br />
concorsi di fotografia<br />
naturalistica del mondo, indetto<br />
dal Natural History Museum<br />
di Londra con il Bbc Wildlife<br />
Magazine. Grazie all’esclusiva<br />
concessa dal Museo londinese<br />
alla Pas Events di Torino, le 100<br />
immagini selezionate nell’edizione<br />
di quest’anno saranno tutte<br />
esposte al Museo Minguzzi di<br />
Milano, fino al 22 dicembre 2013.<br />
La mostra consente di immergersi<br />
in un viaggio affascinante negli<br />
aspetti più incontaminati e sorprendenti<br />
della natura che gli autori<br />
hanno catturato grazie alla<br />
loro conoscenza dell’ambiente,<br />
alla capacità di esprimersi con la<br />
macchina fotografica, alla creatività<br />
e alla passione. Tra le opere<br />
finaliste esposte spicca il premio<br />
più ambito, il Veolia Environnement<br />
Wildlife Photographer of<br />
the Year, assegnato al fotografo canadese<br />
Paul Nicklen per la sua fotografia<br />
Bubble-jetting emperor:<br />
un’immagine spettacolare di pinguini<br />
imperatori nel loro caotico<br />
mondo sottomarino, scattata nel<br />
Mar di Ross, in Antartide. Il fotografo<br />
è rimasto immobile, con<br />
le gambe bloccate nel ghiaccio,<br />
aspettando i pinguini. Lo stesso<br />
premio per la categoria junior, 11-<br />
14 anni, il Veolia Environnement<br />
Young Wildlife Photographer,<br />
è stato vinto dall’inglese<br />
Owen Hearn con Flight paths:<br />
un’aquila e sullo sfondo un aeroplano<br />
in lontananza. La foto è stata<br />
scattata nel luogo originariamente<br />
scelto per il terzo aeroporto<br />
di Londra, nel 1960, quando le<br />
aquile rischiavano l’estinzione.
Notes<br />
FRANCHISING IN FERMENTO<br />
Duecento opportunità di business per costruire impresa e futuro. Quattro giorni per investire,<br />
aggiornarsi, incontrarsi. Al Salone del Franchising Milano si parla di business e imprenditoria<br />
D<br />
opo il successo e i 13mila<br />
visitatori dell’anno scorso,<br />
il Salone del Franchising,<br />
dall’8 all’11 novembre torna a Milano<br />
con la sua 28a edizione. Dedicata<br />
al franchising, all’innovazione<br />
nel retail, alle nuove idee per<br />
la distribuzione, la fiera, organizzata<br />
da Rds con Fiera Milano,<br />
è al servizio di un settore di mercato<br />
che continua a tenere, a dispetto<br />
della situazione economica<br />
generale. «Il franchising è un<br />
comparto anticrisi - spiega Antonio<br />
Fossati, titolare di Rds e responsabile<br />
del Salone Franchising<br />
Sopra e sotto:<br />
foto della scorsa<br />
edizione del Salone<br />
del Fanchising.<br />
Quest’anno, la<br />
ventottesima<br />
edizione si<br />
svolgerà a<br />
Fieramilanocity<br />
Milano - negli ultimi tre anni con<br />
un Pil italiano in contrazione il<br />
franchising è cresciuto di circa il<br />
2%, fatturando oltre 23 miliardi di<br />
euro, l’1,2% del Pil italiano.<br />
Questo credo sia dovuto al fatto<br />
che è un modello di impresa<br />
coerente con l’attuale situazione<br />
complessa di mercato: è una soluzione<br />
che riduce la complessità<br />
suddividendo responsabilità e<br />
competenze tra i due attori, franchisor<br />
e franchisee, di cui uno si<br />
occupa della strategia, del brand<br />
e dei prodotti e il secondo della<br />
localizzazione e gestione sul territorio».<br />
Quattro i principali target<br />
cui il Salone si rivolge, i giovani<br />
e le giovani che vogliono diventare<br />
imprenditori, le donne<br />
che cercano un’ alternativa tagliata<br />
su misura, coloro che sono già impegnati<br />
nel commercio e che<br />
prendono in esame il franchising<br />
per evolvere, magari<br />
dopo una carriera in<br />
azienda; i grandi o medi<br />
investitori, cioè grandi<br />
aziende o fondi oppure<br />
dirigenti o manager<br />
che decidono di investire<br />
al termine della carriera.<br />
Sono quattro anche i filoni<br />
lungo cui si dipana il contenuto<br />
del salone 2013. Il presente<br />
del franchising: aziende, associazioni<br />
e il sistema di matching<br />
per la ricerca dei brand; il franchising<br />
del futuro: la Factory e<br />
l’Innovation Retail Lab; il franchising<br />
delle idee: convegni, incontri,<br />
aperitivi d’affari; il racconto<br />
del franchising: media partner<br />
& co! «Il Salone Franchising Milano<br />
- dice Fossati - rappresenta il<br />
luogo dove assorbire spunti e innovazioni<br />
del settore, opportunità<br />
di investimento e nuove soluzioni.<br />
È un luogo di fermenti, oggi<br />
in Italia così preziosi e rari».<br />
14 ITA EVENTI
Notes<br />
DESIGN AUTOPRODOTTO<br />
Oggetti di design e accessori per la moda. Una mostra – mercato riunisce<br />
designer internazionali che hanno fatto dell’autoproduzione il proprio must<br />
O<br />
pen Design Italia è, dal<br />
2010, la mostra-mercato<br />
sul design autoprodotto e<br />
di piccola serie più importante in<br />
Italia. Si tiene a Venezia, presso il<br />
Terminal San Basilio, dal 22 al<br />
24 novembre e vi partecipano 90<br />
designer selezionati, tenendo conto<br />
dell’originalità, funzionalità<br />
del progetto e capacità di risolvere<br />
una filiera produttiva. A seguire<br />
una selezione di alcuni dei prodotti<br />
esposti.<br />
1. Lampade Pie<br />
È realizzata da Camilla Brunelli,<br />
con un foglio di legno Beleaf, un<br />
materiale ecologico ottenuto dagli<br />
scarti della coltivazione del banano.<br />
Grazie a questo materiale<br />
è stato possibile giocare con il legno<br />
piegandolo e curvandolo.<br />
2. Bretelle<br />
Sedia realizzata da Georg Muehlmann<br />
con bretelle elastiche e<br />
struttura in legno massello di<br />
faggio, melo, rovere o noce. La seduta<br />
e la scocca sono rivestiti con<br />
gli elastici, fissati al loro inizio con<br />
una fibbia in legno appositamente<br />
creata e alla fine con clips<br />
originali di bretelle.<br />
3. Cotton Candy<br />
Tavolo in styrofoam e poliuretano<br />
liquido costruito da Rugter de<br />
Regt con Marlies van Putten. Le<br />
particolari texture del tavolo nascono<br />
da un processo guidato ma<br />
non controllato di fusione e<br />
amalgama tra i due materiali.<br />
4. Melk-1<br />
Sgabello in legno massello di<br />
pino cembro costruito da Georg<br />
Muehlmann. La seduta ricorda lo<br />
sgabello monogamba per la mungitura.<br />
Al pari delle palle da pilates,<br />
la seduta instabile costringe<br />
la colonna vertebrale a restare<br />
in equilibrio rafforzandosi.<br />
5. Foro<br />
Un sistema illimitato di montanti<br />
e piani che possono essere montati<br />
in differenti configurazioni<br />
espandendosi, riducendosi e reinventandosi.<br />
Realizzato da Foro<br />
Officina.<br />
6. Antenna<br />
La lampada nasce prendendo<br />
spunto dalle vecchie antenne per<br />
la radio. È una lampada da tavolo<br />
a led in marmo bianco. Realizzata<br />
da Emmepi Design<br />
7. Benvenuta Pioggia<br />
Un porta ombrelli dal design lineare,<br />
un oggetto d’uso che si è<br />
evoluto fino a diventare un’oggetto<br />
di arredamento utile e capace<br />
di attirare l’attenzione grazie<br />
al suo stile e alla sua eleganza.<br />
Di Valerio Tonel.<br />
16 ITA EVENTI
Notes<br />
PROGETTARE LA CULTURA<br />
Dalle arti visive ai nuovi linguaggi artistici. A Reggio Emilia la Fondazione Palazzo<br />
Magnani mette in campo una serie di iniziative culturali per valorizzare il territorio<br />
L<br />
a Fondazione Palazzo<br />
Magnani si è da tempo<br />
confermata nel panorama<br />
nazionale quale punto di riferimento<br />
per le attività espositive.<br />
Numerose sono le collaborazioni<br />
attive con importanti<br />
Musei e Istituzioni di<br />
tutto il mondo: tra queste si<br />
possono citare a titolo esemplificativo<br />
il Musée du Louvre<br />
di Parigi, il British Museum di<br />
Londra, il Solomon R. Guggenheim<br />
Museum e l’ICP International<br />
Center of Photogaphy<br />
di New York, la Galleria<br />
degli Uffizi di Firenze, i Musei<br />
Vaticani, la Galleria nazionale<br />
d’arte moderna di Roma e<br />
molti altri. La programmazione<br />
espositiva della Fondazione<br />
è realizzata grazie alla collaborazione<br />
di un prestigioso Comitato<br />
Scientifico costituito<br />
da Stefano Casciu - Soprintendente<br />
per i Beni Artistici di<br />
Modena e Reggio Emilia, Pier<br />
Giovanni Castagnoli - critico<br />
d’arte, Walter Guadagnini - docente<br />
presso Accademia di Belle<br />
Arti di Bologna, storico della<br />
fotografia, Piergiorgio Odifreddi<br />
- logico matematico,<br />
Giorgio Van Straten – scrittore,<br />
Elena Zanichelli - storica<br />
dell’arte, Berlino. Grazie alle<br />
competenze messe in campo, il<br />
progetto culturale della Fondazione<br />
si articola lungo alcune<br />
direttrici: arti visive (pittura,<br />
scultura, grafica), nuovi<br />
linguaggi della comunicazione<br />
artistica, fotografia e valorizzazione<br />
delle eccellenze artistiche<br />
e storiche del territorio.<br />
PROGETTI IN ELABORAZIONE<br />
◗ Ariosto 2014. Una mostra<br />
dallo sguardo attuale e contemporaneo<br />
al grande letterato<br />
nato in terra reggiana, nel 540°<br />
anniversario della nascita. Il<br />
progetto prevede il coinvolgimento<br />
di artisti contemporanei<br />
di fama mondiale, fumettisti e<br />
illustratori, fotografi.<br />
(Palazzo Magnani, Reggio Emilia<br />
- maggio/novembre 2014)<br />
◗ De Prospectiva Pingendi.<br />
Piero della Francesca. Arte<br />
e Scienza nel Rinascimento<br />
La mostra presenterà opere di<br />
grandi maestri quali ad esempio<br />
Piero della Francesca, Piero<br />
Perugino, Sebastiano Serlio,<br />
Albrecth Dürer, Michelangelo,<br />
Pisanello, Paolo Uccello. Il percorso<br />
espositivo si articola intorno<br />
al codice del De Prospectiva<br />
Pingendi, uno dei più<br />
importanti testimoni della fondamentale<br />
opera prospettica di<br />
Piero della Francesca.<br />
Sarà un evento unico per Reggio<br />
Emilia, nell’anno dell’Expo,<br />
che assegnerà un ruolo centrale<br />
a opere e luoghi straordinari<br />
della città, quali la Stazione<br />
Mediopadana di Santiago Calatrava,<br />
opere di straordinaria<br />
valenza artistica e di design che<br />
offrono occasione di dialogo<br />
tra le tematiche della mostra,<br />
incentrate sugli studi prospettici<br />
e architettonici del Rinascimento,<br />
e i diversi linguaggi<br />
della contemporaneità.<br />
(Palazzo Magnani, Reggio Emilia<br />
- marzo /giugno 2015<br />
ITA EVENTI 19
Notes<br />
DALLA PARTE DEGLI ATLETI<br />
L<br />
orenza Guerra Seragnoli,<br />
31 anni, laurea in scienza<br />
della comunicazione e numerosi<br />
master in psicologia e<br />
management dello sport, è fondatrice<br />
e presidente di LGS<br />
SportLab, società di riferimento<br />
nel management di atleti e nel<br />
supporto agli sport-maker. LGS<br />
SportLab affianca i propri campioni<br />
a 360° e offre loro servizi<br />
nelle aree riguardanti la gestione<br />
dell’immagine, la relazione con<br />
gli sponsor e i media, la partecipazione<br />
ad eventi, coaching e<br />
post-carriera. Affianca inoltre le<br />
aziende per ottimizzare gli investimenti<br />
nello sport e in progetti<br />
di formazione.<br />
Quando è nata l’idea<br />
di fondare LGS SportLab<br />
«L’idea è nata quando lavoravo<br />
nel 2002 alla Fortitudo basket e<br />
mi sono resa conto che tutte le<br />
figure che ruotano intorno agli<br />
atleti pensano all’aspetto tecnico<br />
escludendo quello umano, tralasciando<br />
elementi fondamentali<br />
per la crescita della persona. Ho<br />
visto tanti giovani talenti bruciati<br />
per non avere persone accanto<br />
che si accorgessero delle<br />
loro caratteristiche mentali e del<br />
loro potenziale umano, che si<br />
rendessero conto che ogni atleta<br />
è una persona diversa. Ho visto<br />
atleti infortunati che non riuscivano<br />
a uscirne perché mentalmente<br />
troppo deboli o atleti a<br />
fine carriera che non erano pronti<br />
a questa importante transizione<br />
della loro vita e hanno bruciato<br />
tutto ciò che avevano costruito.<br />
Perciò nel 2010 ho pensato di<br />
fondare LGS SportLab».<br />
Che ingredienti dovrebbe<br />
avere la ricetta perfetta<br />
per un’atleta.<br />
«A mio parere un mix equilibrato<br />
tra disciplina, rispetto delle<br />
regole, rispetto dell’altro, valori e<br />
benessere psicofisico».<br />
È importante l’aspetto<br />
manageriale di un atleta:<br />
immagine, eventi, relazioni<br />
con il pubblico. Senza<br />
trascurare il supporto<br />
emotivo e psicologico.<br />
Perché dietro una carriera<br />
di successo c’è sempre<br />
un’organizzazione capace di<br />
interpretare le esigenze del<br />
professionista. Ne parliamo<br />
con Lorenza Seragnoli,<br />
presidente di Lgs SportLab<br />
Lorenza Seragnoli<br />
Se facessimo la stessa<br />
domanda ad un’atleta come<br />
risponderebbe secondo lei?<br />
«La cosa più importante per uno<br />
sportivo è quella di capitalizzare<br />
al massimo i propri guadagni durante<br />
la carriera. Ma ci sono<br />
tante altre cose per gli sportivi<br />
che sono fondamentali. LGS<br />
SportLab segue i propri atleti<br />
nella gestione dell’immagine e<br />
nella ricerca degli sponsor, ma<br />
nello stesso tempo cerchiamo di<br />
iniziare con loro un percorso più<br />
ampio e completo che li accompagni<br />
durante l’intera carriera:<br />
dalla formazione nella comunicazione<br />
alla gestione delle interviste<br />
e public speaking in modo<br />
tale da essere preparati a gestire i<br />
rapporti con gli sponsor, media e<br />
fan, al supporto nutrizionale e<br />
mentale e alla consulenza assicurativa,<br />
fiscale e finanziaria».<br />
Qual è il suo giudizio<br />
dello sport in Italia oggi?<br />
«Purtroppo in Italia manca la<br />
cultura dello sport, i programmi<br />
scolastici prevedono ancora<br />
troppe poche ore dedicate all’attività<br />
fisica. Chi fa sport a livello<br />
agonistico spesso si trova davanti<br />
al bivio di dover scegliere tra lo<br />
sport e la scuola. Nella nostra società<br />
non vi è ancora una piena<br />
comprensione delle straordinarie<br />
potenzialità che lo sport può<br />
avere a livello educativo, sociale<br />
ed economico. Al tempo stesso<br />
vorrei sottolineare che chi opera<br />
a stretto contatto con gli sportivi<br />
ha un ruolo complesso quindi è<br />
necessario che il livello delle competenze<br />
in questo settore sia<br />
molto elevato. Spesso poi si pensa<br />
che lo sportivo debba solamente<br />
allenarsi e si trascura il ruolo strategico<br />
che possono avere distrazioni<br />
e svago nel garantire delle<br />
performance sportive di alto<br />
grado. Delle buone prestazioni<br />
agonistiche si ottengono sì con<br />
l’allenamento, ma anche curando<br />
la crescita dell’atleta».<br />
Come immagina LGS<br />
SportLab fra 10 anni? E<br />
come spera di migliorare<br />
il mondo dello sport<br />
con il suo contributo?<br />
«Mi auguro che con LGS SportLab<br />
si possa cambiare qualcosa.<br />
Sarò soddisfatta quando le società<br />
sportive e le federazioni<br />
penseranno anche alla formazione<br />
dei giovani e all’investimento<br />
nel futuro degli atleti che<br />
stanno per iniziare. E spero che<br />
la stessa cultura venga trasmessa<br />
agli atleti stessi che si dovranno<br />
rendere conto quanto sia importante<br />
crescere e investire in loro<br />
stessi per ottenere risultati e<br />
strutturare gli anni post carriera».<br />
20 ITA EVENTI
Notes<br />
IL CUORE DEL NOSTRO BASKET<br />
C<br />
’è il campionato di Serie A<br />
di pallacanestro, il vertice<br />
della piramide. Quello<br />
che assegna lo scudetto, quello<br />
che ha visto la Mens Sana Siena<br />
vincerlo ininterrottamente dal<br />
2007. Fanno sette volte consecutive,<br />
un record assoluto. E tale<br />
resterà a lungo, perché equivale a<br />
tratteggiare un’era, nello sport. Per<br />
il titolo 2013-2014 competono<br />
16 squadre, che possono tesserare<br />
fino a sette giocatori stranieri,<br />
sui dodici che possono andare in<br />
campo: quando si gioca al massimo<br />
livello, devono giocare i<br />
migliori e spesso (non sempre) i<br />
migliori vengono da fuori. È una<br />
legge del mercato. La stessa che ha<br />
portato i migliori italiani a giocare<br />
nella più forte lega del mondo, la<br />
Ai campionati di LNP partecipano<br />
178 club, diffusi in<br />
19 regioni, suddivisi in<br />
quattro campionati: Gold,<br />
Silver, DNB, DNC. Il 96.5%<br />
dei giocatori proviene dai<br />
vivai dei nostri club. E ci<br />
trovate di tutto: dai medagliati<br />
olimpici di Atene<br />
2004 ai neocampioni d’Europa<br />
Under 20<br />
di Stefano Valenti<br />
NBA: sono Andrea Bargnani<br />
(New York Knicks), Marco Belinelli<br />
(San Antonio Spurs), Danilo<br />
Gallinari (Denver Nuggets) e<br />
Luigi Datome (Detroit Pistons).<br />
Poi c’è lo sport del basket, quello<br />
dei grandi numeri: se sono questi<br />
a fare “il movimento” allora il<br />
vostro mondo è quello dei campionati<br />
di Lega Nazionale Pallacanestro.<br />
Li organizza la Federazione<br />
Italiana Pallacanestro (FIP),<br />
che dallo scorso gennaio ha visto<br />
tornare alla presidenza Gianni Petrucci,<br />
per quattro mandati presidente<br />
del Coni; lo sviluppo è affidato<br />
all’associazione delle Società<br />
(acronimo: LNP), che per questo<br />
nuovo corso hanno eletto la presidente<br />
Graziella Bragaglio (a sua<br />
volta già presidente della Leonessa<br />
Basket Brescia) e nominato direttore<br />
generale Claudio Coldebella,<br />
nel passato da giocatore 6<br />
trofei con la Virtus Bologna e 112<br />
presenze in Nazionale.<br />
LNP racchiude l’attività di ben<br />
178 società che si sfidano in<br />
quattro campionati nazionali:<br />
Gold, Silver, DNB e DNC. Pure<br />
se la formula, quando si arriverà<br />
a giocare per la vittoria, prevede<br />
che la prima classificata di Silver,<br />
oltre alla promozione nel campionato<br />
superiore, si meriti anche<br />
l’accesso ai playoff che assegnano<br />
l’unico posto in Serie A, ritrovandosi<br />
nel tabellone con le migliori<br />
sette di Gold. Un’idea che<br />
fa solo crescere l’adrenalina.<br />
Già messa in moto da alcune vicende<br />
estive. La PMS Torino, ad<br />
esempio, neopromossa in Gold ha<br />
firmato per tre anni Stefano<br />
Mancinelli, l’attuale capitano<br />
della Nazionale. Gianluca Basile,<br />
dopo annate luci ed ombre tra<br />
Cantù e Milano, ha accettato l’offerta<br />
di Capo d’Orlando. Nel suo<br />
passato glorie azzurre (due medaglie)<br />
e l’onore di aver giocato<br />
per ben sei stagioni nel Barcellona,<br />
vincendo una Coppa dei<br />
Campioni; nel suo present è allenato<br />
da Gianmarco Pozzecco,<br />
uno dei veri personaggi di questo<br />
mondo, nove anni dopo aver<br />
fatto parte assieme a lui della Nazionale<br />
argento olimpico ad Atene<br />
nel 2004. Il ruolo di Basile è<br />
1. Gianluca Basile, gioca<br />
all’Upea Capo d’Orlando.<br />
2.Jamarr Sanders, in forza a<br />
Veroli. 3. Leemire Goldwire, ex<br />
giocatore di Forlì, quest’anno<br />
è a Jesi. 4. Brandon Triche,<br />
arrivato a Trento dopo 4 anni<br />
di NCAA. 5. Dominque Archie,<br />
gioca a Capo d’Orlando<br />
22 ITA EVENTI
comunque rimasto lo stesso;<br />
mentre Pozzecco, da bravo regista<br />
com’era sul campo, s’è trasformato<br />
in quello della panchina.<br />
Ma certo non basta: sempre all’Orlandina<br />
è arrivato pure Matteo<br />
Soragna, altro ex azzurro e<br />
pure ex capitano, plurivincente<br />
con la Nazionale e con Treviso.<br />
Da Torino a Capo d’Orlando,<br />
provincia di Messina. Risaliamo<br />
l’Italia per approdare nella città di<br />
Verona. Dove ha trovato squadra<br />
un altro ex azzurro. E non uno<br />
qualunque: finché non sarà assegnato<br />
il prossimo scudetto, nel<br />
giugno 2014, il detentore del titolo,<br />
da capitano, resta Marco<br />
Carraretto. Che con Siena si è tolto<br />
grandi soddisfazioni ma poi ha<br />
deciso che gliene mancava una:<br />
tornare ad essere protagonista. Ed<br />
allora eccolo accettare l’ingaggio<br />
della Scaligera.<br />
Perché la ragione di questa parata<br />
di campioni che hanno deciso<br />
di rimettersi in gioco nel secondo<br />
campionato nazionale è semplicemente<br />
una: tornare a vivere<br />
l’adrenalina del pallone che “scotta”,<br />
del tiro decisivo. Basile, Soragna,<br />
Carraretto e Mancinelli<br />
quella sensazione l’avevano un po’<br />
persa al piano superiore, dove le<br />
stelle sono quelle d’oltreoceano.<br />
E allora eccoli in<br />
Gold,con allenatori pronti a<br />
rimetterli al centro del gioco. E<br />
tanti altri ce ne sono di italiani<br />
protagonisti: Valerio Amoroso a<br />
Torino, Michele Maggioli e Mason<br />
Rocca a Jesi, David Brkic a<br />
Napoli, Tommaso Fantoni a Barcellona<br />
Pozzo di Gotto, Fabio Di<br />
Bella e Robert Fultz e Brescia, Davide<br />
Pascolo a Trento, Niccolò<br />
Martinoni a Casale Monferrato.<br />
E tanti altri emergeranno, nel corso<br />
della stagione. Questo è un<br />
campionato che non ha età. E che<br />
soprattutto è accogliente con tutti,<br />
con chi ha già un vissuto, una<br />
storia, come con chi è desideroso<br />
di scriverla. Nello scorso luglio,<br />
a Tallinn in Estonia, la Nazionale<br />
Under 20 si è laureata campione<br />
d’Europa, battendo in finale<br />
la Lettonia. Un risultato<br />
inatteso e per questo ancora più<br />
bello. Due mesi dopo ecco che<br />
otto di quei dodici ragazzi li ritroviamo<br />
nei campionati di LNP,<br />
tra Gold e Silver. Tornei nei quali<br />
avranno la possibilità di continuare<br />
la loro maturazione, giovandosi<br />
dell’entusiasmo di quel<br />
successo maturato in 40 giorni di<br />
lavoro, e ben sapendo che le vicende<br />
emozionali saranno diverse<br />
e alterne negli otto mesi di un<br />
campionato intero.<br />
Il torneo Gold (16 squadre,<br />
fatte da 8 italiani<br />
e 2 stranieri) è la vetrina,<br />
il torneo Silver<br />
(stesse regole) è quello dell’entusiasmo<br />
di piazze importanti come<br />
Firenze, Bari e Reggio Calabria.<br />
Identico a quello di città di provincia<br />
e di grande tradizione<br />
come le abruzzesi Roseto e Chieti,<br />
che daranno vita ad un derby<br />
imperdibile. In tutti i sensi. O delle<br />
altre che non avevano mai visto<br />
la maglia della propria squadra<br />
indossata da un giocatore non<br />
italiano. Ed allora pure la semplice<br />
curiosità ha spinto ad andare a vedere<br />
un allenamento quanti non<br />
lo aveva mai fatto.<br />
La DNB è animata da 56 squadre,<br />
la DNC da 90: sono il cuore<br />
della pallacanestro italiana.<br />
Dove c’è passione autentica, più<br />
che denari, a fronteggiare le complessità<br />
del momento, dove si riversano<br />
tutte le ore di tempo libero<br />
per tenere in piedi una società,<br />
con l’aiuto non sempre di<br />
tanti, spesso di pochi. Società che<br />
sono anche quei club del settore<br />
giovanile, delle palestre di provincia,<br />
del minibasket, di quanti<br />
promuovendo lo sport svolgono<br />
un ruolo cruciale nella società.<br />
Anche questo è il mondo di<br />
Lega Nazionale Pallacanestro. Se<br />
volete arrivare al cuore di questo<br />
sport, in Italia, dove il 96.5% degli<br />
atleti che vanno in campo è<br />
prodotto dai vivai di casa nostra,<br />
l’indirizzo lo sapete già: è quello<br />
dei nostri 178 palasport.<br />
ITA EVENTI 23
POLLOCK• RODIN • RENOIR • CANALETTO • CAPA• GRECOANDARE PER MOSTRE NEI MUSEI PIÙ IMPORTANTI D’ITALIA<br />
Arte<br />
In questa pagina:<br />
La convalescente,<br />
1932, terra refrattaria,<br />
cm 96x138x58<br />
Sotto: Donna al sole,<br />
1930, terra refrattaria,<br />
cm 44,5x148x66<br />
UN PERCORSO ESPOSITIVO CHE SI SNODA TRA BOLOGNA E FAENZA<br />
LE SCULTURE DI<br />
Il percorso si divide in sue location e racconta<br />
una storia divisa in due atti: quello a Bologna<br />
rivolto all’analisi della scultura in terracotta di<br />
grandi dimensioni, e quello a Faenza attento<br />
alla ricerca estetica dell’artista attraverso la<br />
rappresentazione della figura femminile. A<br />
Bologna la mostra proporrà per la prima volta<br />
le grandi terrecotte ad esemplare unico realizzate<br />
dall’artista tra il 1928 e il 1932.<br />
A Faenza, invece, si potranno vedere una cinquantina<br />
di opere significative della sua poetica<br />
e della sua idea di “armonia”, sia attraverso<br />
l’interpretazione della figura femminile<br />
tra mito e realtà, con particolare attenzione<br />
alle opere degli ultimi anni, caratterizzate da<br />
una accentuata ricerca formale.<br />
‣<br />
Palazzo Fava, Bologna,<br />
fino al 12 gennaio 2014.<br />
‣<br />
MIC, Faenza, fino al 30 marzo 2014<br />
ITA EVENTI 25
Arte<br />
1<br />
L’IRASCIBILE POLLOCK...<br />
Un viaggio nel mondo<br />
artistico di Jackson Pollock<br />
e di altri artisti newyorkesi.<br />
Definiti “Irascibili” dopo un<br />
episodio di protesta verso il<br />
Metropolitan Museum of Art.<br />
La loro fu una pittura<br />
di rottura con il passato<br />
di Iole Costanzo<br />
S<br />
e cercate di immaginarlo<br />
pensate a un vero americano,<br />
non a un europeo<br />
trapiantato… un duro, di poche<br />
parole e se cowboy ancora meglio…<br />
non uno dell’Est o uno che<br />
abbia studiato ad Harvard. …<br />
Uno uscito dalle nostre terre,<br />
non da Picasso o Matisse, uno a<br />
cui sia concesso il gran vizio<br />
americano, … quello di bere”. Poche,<br />
secche, crude parole che descrivono<br />
pienamente la figura di<br />
Jackson Pollock. A dirle è l’artista<br />
statunitense contemporaneo<br />
Budd Hopkins. Parole in cui è facile<br />
riconoscere la complessa e<br />
controversa personalità dell’artista<br />
che ha segnato gli anni Quaranta<br />
del XX secolo. Carter E. Foster<br />
che insieme a Luca Beatrice<br />
ha curato la mostra su Pollock,<br />
inaugurata Palazzo Reale, a Milano,<br />
il 24 settembre scorso e che<br />
proseguirà fino al 16 febbraio<br />
2014, sottolinea la genialità di<br />
Jackson Pollock mettendo l’accento<br />
su quanto esso abbia, con<br />
la sua famosa “tecnica dello sgocciolamento”<br />
- il dripping - spin-<br />
1. Ad Reinhardt, Number 18,<br />
1948 - 1949, olio su lino<br />
2. Jackson Pollock, Number 27,<br />
1950, olio, smalto e pittura d’alluminio<br />
3. Adolph Gottlieb, The Crest,<br />
1959, olio su tela<br />
4. Hedda Sterne, New York, N.Y.,<br />
1955, aerografo e smalto su tela<br />
2<br />
26 ITA EVENTI
to il “fare arte” in una direzione<br />
decisamente nuova. E ricorda<br />
che Pollock è stato: “Altrettanto<br />
rivoluzionario nella metà degli<br />
anni Quaranta quanto lo furono<br />
Michelangelo e Raffaello nel Rinascimento”.<br />
Anche se Pollock è<br />
un artista che ha sempre colpito<br />
per il suo essere personaggio,<br />
forse abilmente costruito. Per essere<br />
“genio e sregolatezza”.<br />
La sua fama ha origini mediatiche.<br />
La si deve alle fotografie e al<br />
breve film che Hans Namuth ha<br />
diretto nel 1950 nello suo studio<br />
di Springs, nel Long Island. È lì<br />
che Pollock si rifugiava per lavorare<br />
fuori dal caos di Manhattan.<br />
Ed è lì che il regista Namuth ha<br />
compreso quanto potesse essere<br />
interessante e bello osservarlo<br />
mentre lavorava. E così lo riprende<br />
nel suo spazio e ne carpisce<br />
con la macchina da presa la<br />
gestualità. In quel momento opera<br />
e artista si fondono. E a diventare<br />
protagonista è l’esecuzione<br />
stessa dell’opera.<br />
Jackson Pollock ha un carattere<br />
difficile soprattutto a causa dell’alcolismo<br />
di cui è vittima. È un<br />
personaggio dalle sfaccettature<br />
romantiche e dal carattere molto<br />
fragile. È la reale trasposizione del<br />
mito americano, del solitario,<br />
dell’uomo che va avanti da solo.<br />
Un uomo eternamente in maglia<br />
nera e jeans da lavoro con l’orlo<br />
risvoltato, sigaretta in bocca e barba<br />
incolta. L’opposto di come è ripreso<br />
nella foto degli Irascibili. Un<br />
gruppo di artisti di quel periodo,<br />
di cui Polock fa parte insieme a<br />
Kooning, Rothko, Newman e<br />
Motherwell, Adolph Gottlieb,<br />
William Baziotes, James Brooks,<br />
Bradley Walker Tomlin, Jimmy<br />
Ernst, Ad Reinhardt, Richard<br />
Pousette-Dart, Theodoros Stamos,<br />
Clyfford Still e Hedda Sterne.<br />
Sono quelli che nel maggio del<br />
1950 non sono stati scelti dal Metropolitan<br />
Museum di New York<br />
per una mostra dedicata all’arte<br />
contemporanea americana. Occasione<br />
che li portò a scrivere sull’Herald<br />
Tribune una lettera inviata<br />
al presidente del Metropolitan,<br />
Roland L. Redmond, in cui<br />
dichiarano il loro dissenso per le<br />
scelte prese dal museo. Qualche<br />
mese più tardi è la <strong>rivista</strong> Life che<br />
pubblica la nota fotografia di<br />
Nina Leen che ritrae quindici dei<br />
Sopra: Mark Rothko, Senza titolo<br />
(Blue, Yellow, Green on Red), 1954,<br />
olio su tela, cm 197,5 x 166,4<br />
La fama di Pollock<br />
la si deve al breve<br />
film che Namuth<br />
ha diretto nel 1950<br />
diciotto “Irascibles” vestiti da<br />
banchieri.<br />
La mostra milanese è dedicata a<br />
loro. Il titolo è: Pollock e gli Irascibili.<br />
La scuola di New York. A<br />
curarla sono Carter E. Foster e<br />
Luca Beatrice. Vi si possono ammirare<br />
49 capolavori provenienti<br />
dal Whitney Museum di New<br />
York. Il museo che nel 1948 rinunciò<br />
alla fusione con il Metroplolitan<br />
per mantenere lo scopo<br />
originario per il quale la signora<br />
Whitney lo aveva fondato. Da<br />
quel momento il Whitney Museum<br />
acquistò un nuovo spazio al<br />
22 di West 54th Street e dichiarò<br />
la propria missione: curare<br />
mostre di artisti viventi trascurati<br />
dalle accademie tradizionali.<br />
Nella mostra di Milano vi sono<br />
solo opere del Whitney Museum,<br />
e una sala è dedicata a “Number<br />
27”, l’opera più nota di Pollock:<br />
un olio fragile, complesso, stratificato.<br />
Un dipinto lungo tre metri<br />
e difficile da trasportare.<br />
Pollock e gli Irascibili.<br />
La scuola di New York<br />
Palazzo Reale, Milano,<br />
fino al 16 febbraio 2014<br />
3 4<br />
ITA EVENTI 27
Arte<br />
L<br />
LA NUDA<br />
SENSUALITÀ<br />
DEL MARMO<br />
Nelle suggestive sale di Palazzo Reale è<br />
di scena Auguste Rodin, l’artista che insieme a<br />
Michelangelo è considerato uno dei più grandi<br />
rivoluzionari della tradizione plastica moderna<br />
di Iole Costanzo<br />
a poetica del “non finito”<br />
suscita un profondo fascino.<br />
Così la tecnica. È<br />
l’idea del non completo che attira,<br />
ammalia. È la materia che<br />
prende un’altra forma, lascia intravedere<br />
la propria natura, permette<br />
di farsi raccontare, ma mai<br />
completamente. Lascia scoprire<br />
ciò che ha in serbo, ciò che gli appartiene<br />
intimamente e che l’artista,<br />
vede, sente, trova, ascolta,<br />
proietta. Ma a volte, in alcune situazioni,<br />
si oppone e resiste.<br />
È stato così per i due scultori che<br />
hanno profondamente segnato<br />
il mondo dell’antica arte di dare<br />
forma, i due più grandi rivoluzionari<br />
della tradizione plastica<br />
moderna: Michelangelo Buonarroti<br />
e molto più tardi Auguste Rodin.<br />
Dal 17 ottobre 2013 al 26<br />
gennaio 2014, al Palazzo Reale di<br />
Milano, nella monumentale Sala<br />
delle Cariatidi, sarà allestita una<br />
grande mostra dedicata ad Auguste<br />
Rodin (Parigi 1840 - Meudon<br />
1917). La rassegna avrà un<br />
corpus formato da ben 60 opere,<br />
un vasto numero di sculture marmoree<br />
che costituiranno la più<br />
1. Rose Beuret, 1898 circa<br />
(foto di Christian Baraja);<br />
2. La Mano di Dio, 1896?<br />
(foto di Christian Baraja);<br />
3. L’uomo dal naso rotto, 1874-1875<br />
(foto di Christian Baraja);<br />
4. Il bacio, 1882 circa,<br />
(foto di Michel Bourguin)<br />
1<br />
28 ITA EVENTI
2<br />
4<br />
3<br />
completa rassegna mai allestita sui<br />
marmi dell’artista. Le opere esposte<br />
provengono da il Petit Palais-<br />
Musée des Beaux-Arts de la Ville<br />
di Parigi, il Musée Faure di Aixles-Bains<br />
e da il Musée de Picardie<br />
di Amiens.<br />
Rodin aveva un rapporto speciale<br />
con il marmo e i suoi contemporanei<br />
vedevano in lui un dominatore<br />
della materia, del marmo<br />
e non solo, perché l’artista si<br />
è anche provato con i metalli. La<br />
mostra, dunque, è un’occasione<br />
espositiva per approfondire i materiali<br />
usati dall’artista e per chiarire<br />
i rapporti che si sono creati tra<br />
lo scultore e i vari collaboratori.<br />
Perché così come si usava anticamente<br />
Rodin delegava agli aiutanti<br />
l’esecuzione dell’opera, mantenendone<br />
però inalterato il proprio<br />
progetto concettuale. Ciò che<br />
sarà possibile constatare in questa<br />
mostra è una sensibilità diversa,<br />
perché Rodin giungerà al non finito,<br />
ma prima ancora nella materia<br />
ha ricercato la sensualità. E<br />
nei nudi esposti si potrà leggere<br />
l’intensa carica erotica che ha<br />
reso unica e altamente innovativa<br />
tutta la sua arte. La mostra ha<br />
come titolo Rodin. Il marmo, la<br />
vita. Una vita, una sensibilità, che<br />
è stata illustrata in tre sezioni. L’illusione<br />
della carne e della sensualità<br />
è il tema della prima, nella<br />
quale sono raccolte alcune opere<br />
giovanili, di stampo classico. La<br />
seconda propone alcune fra le<br />
sculture più conosciute di Rodin<br />
e ne celebra la piena maturità. È<br />
la poetica dell’incompiuto a caratterizzare,<br />
invece, la terza sezione<br />
dove domina il “non finito”, l’artificio<br />
linguistico che rimanda a<br />
Michelangelo. Condizione doppiamente<br />
apprezzabile anche perché<br />
a pochi passi dalla sede della<br />
mostra, all’interno del Museo<br />
d’Arte Antica, è conservato uno<br />
dei capolavori non finiti michelangioleschi:<br />
la Pietà Rondanini.<br />
Rodin. Il marmo, la vita<br />
Palazzo Reale, Milano,<br />
fino al 26 gennaio 2014<br />
ITA EVENTI 29
Arte<br />
L’ENIGMA<br />
ESCHER<br />
Reggio Emilia dedica<br />
un’ampia antologica e un<br />
ciclo di conferenze a Maurits<br />
Cornelis Escher, uno dei più<br />
grandi artisti nel panorama<br />
della produzione grafica<br />
di Cristiana Zappoli<br />
L<br />
a mostra, promossa e organizzata<br />
dalla Fondazione<br />
Palazzo Magnani di Reggio<br />
Emilia, è curata da un Comitato<br />
scientifico d’eccezione coordinato<br />
da Piergiorgio Odifreddi, logico<br />
matematico di fama internazionale:<br />
ne fanno parte Marco<br />
Bussagli, storico dell’arte e docente<br />
all’Accademia di Belle Arti<br />
di Roma, il docente di Geometria<br />
e pro-rettore dell'Università<br />
di Modena e Reggio Emilia<br />
Luigi Grasselli e lo studioso e<br />
collezionista di Escher Federico<br />
Giudiceandrea. L’esposizione presenta<br />
la produzione dell'incisore<br />
e grafico olandese, dai suoi esordi<br />
alla maturità, raccogliendo ben<br />
130 opere provenienti da prestigiosi<br />
musei, biblioteche e istituzioni<br />
nazionali - tra i quali la Galleria<br />
d’Arte Moderna di Roma, la<br />
Fondazione Wolfsoniana di Genova<br />
ecc. - oltre che da importanti<br />
collezioni private. A Palazzo Magnani<br />
sono riunite xilografie e litografie<br />
che tendono a presentare<br />
le costruzioni di mondi impossibili,<br />
le esplorazioni dell’infinito,<br />
le tassellature del piano e dello<br />
spazio, i motivi a geometrie interconnesse<br />
che cambiano in forme<br />
via via differenti. Una sezione<br />
di mostra è dedicata al confronto<br />
della produzione di Escher<br />
con opere di altri importanti autori,<br />
per comprendere come le<br />
Sopra: Relatività, luglio 1953<br />
litografia. A sinistra: Maurits<br />
Cornelis Escher mentre scrive.<br />
Sotto: Nastro di Möbius II,<br />
febbraio 1963, xilografia.<br />
scelte di Escher siano in consonanza<br />
con una visione artistica<br />
che attraversa i secoli, che parte dal<br />
Medioevo e interseca Dürer, gli<br />
spazi dilatati di Piranesi, passa attraverso<br />
le linee armoniose del Liberty<br />
e si appunta sulle avanguardie<br />
del Cubismo, del Futurismo<br />
e del Surrealismo. La mostra<br />
è concepita come uno strumento<br />
e una “macchina didattica” che<br />
consente di entrare “dentro” la<br />
creatività di questo artista. Suggestive<br />
installazioni immergono il<br />
visitatore nel magico modo di<br />
Escher. Sono evidenti il rapporto<br />
che Escher ebbe con “il mondo<br />
dei numeri”, la sua ricerca su<br />
spazio reale e spazio virtuale, la conoscenza<br />
che dimostra delle leggi<br />
della percezione visiva messe in<br />
luce dalla Gestalt.<br />
L’enigma Escher. Paradossi<br />
grafici tra arte e geometria<br />
19 ottobre - 23 febbraio 2014<br />
Fondazione Palazzo Magnani,<br />
Corso Garibaldi 29, RE<br />
www.palazzomagnani.it<br />
30 ITA EVENTI
Arte<br />
Sopra: Paravento<br />
“Duomo sommerso”,<br />
legno, stampato,<br />
laccato e dipinto a<br />
mano. A sinistra:<br />
Fornasetti nella sua<br />
vasca da bagno privata.<br />
Sotto: Trumeau-bar<br />
Architettura, in<br />
legno e ottone, laccato<br />
a mano. In basso:<br />
piatto in porcellana<br />
Tema e Variazioni<br />
ECLETTICO<br />
FORNASETTI<br />
Rendere omaggio alla figura di Fornasetti<br />
significa ricollocarla correttamente nell’ambito<br />
del dibattito sull’ornamento come elemento<br />
strutturale del progetto di Cristiana Zappoli<br />
T<br />
riennale Design Museum in occasione del<br />
centenario dalla nascita presenta la prima<br />
grande e inedita mostra in Italia dedicata<br />
a Piero Fornasetti, a cura di Barnaba Fornasetti.<br />
Pittore, stampatore, progettista, collezionista, stilista,<br />
raffinato artigiano, decoratore, gallerista e<br />
ideatore di mostre, Fornasetti è stato una personalità<br />
estremamente ricca e complessa. Ha disegnato<br />
e realizzato circa 13mila tra oggetti e decorazioni:<br />
un universo fatto in egual misura di<br />
rigore progettuale, artistico e artigianale come di<br />
fantasia sfrenata, invenzione surrealista e poesia.<br />
Il percorso della mostra si articola in sezioni che<br />
spaziano dagli esordi pittorici vicini al Novecento<br />
alla stamperia di libri d’artista, dalla stretta collaborazione<br />
con Giò Ponti negli anni ’50 e ’60 ai<br />
più difficili anni ’70 e fino al 1988, anno della sua<br />
morte, un lungo periodo contrassegnato per la<br />
maggior parte dal dogma razionalista imperante<br />
della funzionalità nell’architettura e nel design che<br />
ha fatto di lui una figura marginale senza per questo<br />
spegnerne la creatività vulcanica. La mostra si<br />
compone di oltre 700 pezzi provenienti per la<br />
maggior parte dallo straordinario archivio curato<br />
da Barnaba Fornasetti, che prosegue ancora oggi<br />
l’attività avviata dal padre.<br />
Piero Fornasetti. 100 anni di follia pratica<br />
Triennale Design Museum , Milano,<br />
dal 13 novembre 2013 al 9 febbraio 2014<br />
32 ITA EVENTI
GEMME D’ARTE<br />
L<br />
a mostra degli impressionisti all’Ara<br />
Pacis raccoglie 68 opere e ha un percorso<br />
suddiviso in sezioni tematiche<br />
che vanno dal paesaggio al ritratto, dalla figura<br />
femminile alla natura morta, fino alle<br />
rappresentazioni della vita moderna. Sarà<br />
un excursus tematico ma anche temporale, a<br />
partire da Boudin - precursore dell’Impressionismo<br />
e maestro di Monet, celebre per<br />
aver raccontato la vita mondana dell’epoca -<br />
fino all’apertura dell’Impressionismo al<br />
nuovo secolo con i dipinti soprattutto<br />
di Bonnard e Vuillard.<br />
Il Museo dell’Ara Pacis<br />
di Roma sarà l’unica tappa<br />
europea del tour che porterà<br />
per la prima volta fuori dalle<br />
sale della National Gallery of<br />
Art di Washington la collezione<br />
impressionista e postimpressionista<br />
del museo.<br />
Gemme dell’Impressionismo<br />
Ara Pacis, Roma,<br />
fino al 23 febbraio 2014<br />
Arte<br />
Gli impressionisti e post impressionisti della National Gallery<br />
of Art di Washington in mostra a Roma. Unica tappa europea.<br />
In alto a sinistra: Henri de<br />
Toulouse-Lautrec, Ritratto<br />
di Carmen Gaudin 1885,<br />
olio su tavola. Di fianco:<br />
Edouard Manet, Oysters,<br />
1862. Sopra: Paul<br />
Gauguin, Autoritratto<br />
dedicato a Carrière, 1888<br />
DUCHAMP EL’ITALIA<br />
L’esposizione romana è un omaggio allʼartista più discusso<br />
del Novecento e al suo nuovo modo di intendere l’arte<br />
L<br />
a mostra verte sulle opere<br />
storiche facenti parte del lascito<br />
di Arturo Schwarz. È<br />
anche lʼoccasione per raccontare la<br />
storia del passaggio espositivo<br />
dellʼartista in Italia nel 1964, e<br />
delle conseguenze che questo ha<br />
comportato sul lavoro di alcuni<br />
artisti italiani entrati in contatto<br />
diretto con lui. Lʼalchimia del<br />
ready-made è un processo affascinante<br />
nel lavoro di Duchamp, ma<br />
forse non ancora del tutto indagato.<br />
I suoi celebri ready-made -<br />
tra i più conosciuti L’orinatoio del<br />
1917, (foto a destra) - definiti da<br />
Breton “oggetti di serie promossi<br />
dalla scelta dellʼartista alla dignità<br />
di oggetti dʼarte” sono il frutto<br />
del “rigore dellʼimmaginazione”,<br />
ed è proprio questo rigore che governa<br />
il processo di trasformazione<br />
dell’oggetto in opera dʼarte.<br />
Duchamp. Re-made in Italy<br />
Galleria nazionale<br />
d’arte moderna, Roma,<br />
fino al 9 febbraio 2014<br />
ITA EVENTI 33
Arte<br />
EMOZIONI CROMATICHE<br />
Il Musée d’Orsay e il Musée de<br />
l’Orangerie hanno accettato di privarsi<br />
per quattro mesi di circa 60<br />
capolavori, per dare vita a questa<br />
rassegna che documenta tutta<br />
l’attività di Renoir, testimoniando i<br />
momenti più significativi e le svolte<br />
che hanno portato l’artista a fine<br />
carriera a un progressivo allontanamento<br />
dall’Impressionismo.<br />
Renoir<br />
Gam, Torino,<br />
fino al 23 febbraio 2014<br />
ARCHITETTURA NASCOSTA<br />
Elemento cardine della produzione di Berardi è la compenetrazione tra<br />
ciò che offre la natura e quello che l’essere umano può cogliere da tale<br />
offerta. Il manufatto dell’uomo, e quindi la costruzione architettonica,<br />
deve nascondersi e diventare parte della natura stessa. In esposizione,<br />
plastici, fotografie e disegni di alcuni edifici progettati da Berardi.<br />
Pier Nicolò Berardi. Architetto e pittore<br />
Palazzo Medici Riccardi, Firenze, fino all’1 dicembre 2013<br />
SCATTI DI GUERRA<br />
Considerato il padre del fotogiornalismo,<br />
l’ungherese Robert Capa visse la maggior<br />
parte della sua vita nei campi di<br />
battaglia, seguendo i cinque maggiori<br />
conflitti mondiali. In questa mostra sono<br />
esposte 78 fotografie che colpiscono<br />
per la loro immediatezza e per l’empatia<br />
che scatenano in chi le guarda.<br />
Robert Capa in Italia 1943- 1944<br />
Museo di Roma Palazzo Braschi<br />
Roma, fino al 6 gennaio 2014<br />
SOLO GIALLO<br />
È la prima personale in Italia<br />
dell’artista iraniano Maziar<br />
Mokhtari. Al centro del suo lavoro<br />
il colore giallo della sua<br />
città natale, Esfahan. L’intento<br />
è presentare una città monocromatica,<br />
in cui tutto è rivestito<br />
dal colore giallo.<br />
Maziar Mokhtari<br />
galleria oltre dimore, Bologna<br />
15 novembre -11gennaio 2014<br />
CANALETTO TORNA A CASA<br />
Per meno di 50 giorni Canaletto torna, 270 anni dopo, nell’Abbazia di<br />
San Gregorio, il luogo in cui creò una delle sue opere più affascinanti,<br />
L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute. Il capolavoro è<br />
esposto là dove affascina pensare che l’artista l’abbia creato. Nell’incantevole<br />
loggiato dal quale egli trasse le precise linee delle architetture<br />
che tra il 1740 e il 1745 traspose nella sua celebre tela. I curatori propongono<br />
un’esperienza, un incontro, una suggestione emozionale.<br />
“Gero qua” Canaletto<br />
Abbazia di San Gregorio, Venezia, 10 novembre - 27 dicembre 2013<br />
34 ITA EVENTI
I MOLTEPLICI STILI DI POL<br />
È la prima personale di Nicolas Pol in<br />
Italia. In esposizione opere che rivelano<br />
l’analisi della cultura contemporanea perpetrata<br />
dall’artista francese, che combina<br />
diversi stili con una varietà di referenze<br />
artistiche che spaziano dai maestri del<br />
Rinascimento fino a Kippenberger. Le sue<br />
tele prendono spunti dalla street art e dal<br />
design grafico. Presentano colori intensi<br />
e rivelano una visione apocalittica del<br />
mondo. Pur apparentemente fantastiche,<br />
celano la preoccupazione nei confronti<br />
dei progressi scientifici e del fatto che<br />
non c’è più niente da scoprire.<br />
After Modern Vermin Control<br />
Galleria, Cardi Black Box,<br />
Milano, fino al 14 dicembre<br />
SUBLIMARE LE FORME FEMMINILI<br />
In occasione del centenario della nascita di Emilio<br />
Greco, Londra, Roma e Catania rendono omaggio al<br />
maestro con una serie di eventi organizzati dagli Archivi<br />
Emilio Greco. Il Museo di Roma Palazzo Braschi ospiterà<br />
nove sculture monumentali di Emilio Greco - sei nel cortile<br />
recentemente restaurato e riaperto al pubblico e tre<br />
nelle salette interne - e una selezione di circa trenta disegni.<br />
In contemporanea a questa inaugurazione, i Musei<br />
di San Salvatore in Lauro esporranno una selezione<br />
delle incisioni più significative del maestro catanese.<br />
Emilio Greco: i Segni e le Forme<br />
Museo di Roma Palazzo Braschi,<br />
Roma - fino al 12 gennaio 2014<br />
Musei di San Salvatore in Lauro<br />
Roma - fino al 12 gennaio 2014<br />
COLLEZIONE UNICREDIT<br />
L’esposizione ruota intorno all'idea<br />
della magia come “trama” che ricorre<br />
nella storia dell'arte. Magia<br />
intesa come trasformazione della<br />
materia vivificata in opera d'arte,<br />
come capacità di possedere la<br />
realtà in immagini, come forza simbolica<br />
di un sapere non scientifico e<br />
forma di seduzione per lo sguardo.<br />
La Grande Magia<br />
Museo d'Arte Moderna<br />
Bologna - 16 febbraio 2014<br />
L’ARTE DELL’ESISTENTE<br />
L’artista cipriota utilizza materiali<br />
preesistenti, quali immagini tratte<br />
da libri, di film o sculture, assemblandoli<br />
per creare opere,<br />
installazioni e video che evocano<br />
situazioni misteriose, che sfuggono<br />
ad ogni precisa classificazione,<br />
rinviando ad una situazione<br />
di sospensione.<br />
Haris Epaminonda<br />
Fondazione Querini Stampalia<br />
Venezia - fino al 2 marzo 2014<br />
OPERE DEL POMPIDOU<br />
La mostra racconta un periodo fondamentale<br />
per l’evoluzione del concetto<br />
stesso di ritratto e autoritratto, messo in<br />
discussione e trasformato dai più celebri<br />
maestri dell’epoca, in seguito ai<br />
grandi cambiamenti della società<br />
e alle tragedie della storia umana.<br />
Il volto del ’900. Da Matisse a Bacon<br />
Palazzo Reale, MI - fino al 9 febbraio 2014<br />
ITA EVENTI 35
POOH • AMOROSO • GAZZÈ • PEZZALI • PAUSINI • CARBONIPRINCIPALI CONCERTI DI MUSICA POP ROCK JAZZ IN ITALIA<br />
Musica<br />
Nuovi progetti<br />
Dodi, Roby e Red. Da<br />
pochi giorni in vendita,<br />
Poohbox, dvd, cd live,<br />
libro e cd dedicato al<br />
paroliere Valerio Negrini<br />
DA NOVEMBRE AL VIA L’ULTIMA PARTE DI “OPERA SECONDA IN TOUR”<br />
CONCERTI SINFONICI DEI POOH<br />
I Pooh tornano a novembre sui palchi dei teatri<br />
italiani con il loro “Opera Seconda in Tour”,<br />
la tournée che ha registrato uno straordinario<br />
successo di pubblico con più di 120 mila presenze<br />
durante le 70 date dell’ultimo anno: uno<br />
spettacolo con tutte le grandi canzoni della<br />
loro carriera, in cui Roby, Dodi e Red, con Danilo<br />
Ballo alle tastiere aggiunte e Phil Mer alla<br />
batteria, sono accompagnati dalla Ensemble<br />
Symphony Orchestra diretta dal maestro Giacomo<br />
Loprieno. Con queste date autunnali,<br />
alla fine delle quali i Pooh si prenderanno una<br />
lunga pausa dal mondo del live, si avvia alla<br />
conclusione un progetto, iniziato nell’ottobre<br />
2012 con la pubblicazione dell’album “Opera<br />
Seconda” e con la prima parte dei concerti di<br />
“Opera Seconda in Tour”, che ha riscosso un<br />
successo sorprendente. L’ultimo disco dei<br />
Pooh, è un “concept album” che contiene 11<br />
brani della carriera della band riarrangiati con<br />
un’orchestra sinfonica di 67 elementi.<br />
CONCERTI ◗ 5/11 Roma ◗ 7/11 Torino<br />
◗ 11/11 Varese ◗ 12/11 Milano ◗ 14/11 Brescia<br />
◗ 27/11 Napoli ◗ 30/11 Messina ◗ 1/12 Palermo<br />
(altre date: www.cosedimusica.it)<br />
ITA EVENTI 37
Musica<br />
UNA VOCE<br />
BLACK<br />
CHE METTE<br />
TUTTI<br />
D’ACCORDO<br />
Il successo l’ha investita<br />
all’improvviso, ma non si<br />
è fatta travolgere. La sua<br />
carriera è segnata da un<br />
incredibile numero di<br />
successi. L’ultimo è l’album<br />
“Amore Puro”. Ma lei fatica<br />
a credere in se stessa.<br />
Per fortuna è arrivato<br />
un certo Tiziano Ferro...<br />
di Cristiana Zappoli<br />
lessandra Amoroso è probabilmente<br />
la figlia che tutti<br />
vorrebbero avere: legata alla<br />
propria famiglia e alla propria terra,<br />
mai sopra le righe, i piedi per terra,<br />
niente colpi di testa dovuti al successo<br />
improvviso, sensibile (a volte<br />
troppo, i suoi pianti che arrivano puntuali<br />
quando sale su un palco sono ormai<br />
un tormentone) ma determinata,<br />
e come se tutto questo non bastasse,<br />
è ancora fidanzata con lo stesso ragazzo<br />
con cui stava prima di partecipare<br />
ad Amici (e sembra che senza di<br />
lui non possa proprio vivere). Ha persino<br />
smesso di fumare dopo l’ultima<br />
vittoria sul palco di Maria de Filippi.<br />
Il bello è che, genitori a parte, continua<br />
ad attirare consensi, e non solo<br />
dei comuni mortali ma anche da artisti<br />
icona della nostra musica: Laura<br />
Pausini, Claudio Baglioni, Gianni<br />
Morandi hanno avuto parole di stima<br />
nei suoi confronti e sono rimasti affascinati<br />
dalla sua voce. La produzione<br />
artistica del suo ultimo album è<br />
di Tiziano Ferro (insieme a Michele<br />
Canova). Biagio Antonacci ha voluto<br />
scrivere una canzone per lei, anche<br />
questa incisa nell’ultimo album,<br />
Amore Puro, che a sole due settimane<br />
dall’uscita era già Disco d’oro. L’album<br />
esce dopo un anno di lavoro in<br />
studio tra Milano e Los Angeles e rappresenta<br />
un’importante crescita a livello<br />
artistico e vocale per l’artista salentina,<br />
mettendo in evidenza<br />
sfumature nuove della sua voce, tra<br />
gospel e black. L’album è dedicato al<br />
suo pubblico, a cui, come lei stessa<br />
ama dichiarare, è legata da un “amore<br />
puro”, da un rapporto d’affetto sincero,<br />
che l’accompagna da anni. E i<br />
fan non dovranno aspettare molto per<br />
vederla esibirsi nuovamente dal vivo,<br />
l’Amore Puro tour, infatti, partirà a dicembre<br />
con due date: Milano e Roma<br />
Cosa si aspetta dal tour in partenza<br />
a dicembre?<br />
«Non mi aspetto nulla, spero solo che<br />
vada tutto per il meglio. Spero di fare<br />
un buon lavoro e di non deludere le<br />
aspettative dei miei fan».<br />
Il disco ha conquistato in fretta le<br />
vette delle classifiche ed è già disco<br />
d’oro. Si aspettava questo successo?<br />
«Assolutamente no…considerando<br />
anche il momento che sta vivendo il<br />
38 ITA EVENTI
Alessandra Amoroso,<br />
27 anni compiuti<br />
ad agosto, è già<br />
considerata nuova<br />
icona musicale<br />
del pop italiano<br />
CONCERTI<br />
◗ 3/12 MILANO<br />
Mediolanum Forum<br />
◗ 5/12 ROMA<br />
Palalottomatica<br />
ITA EVENTI 39
«L’umiltà è necessaria. Essere troppo<br />
convinti a volte fa sbagliare strada»<br />
IN DUPLICE VERSIONE<br />
“Amore Puro” è il nuovo album di<br />
inediti di Alessandra Amoroso, che<br />
vede la produzione artistica di Tiziano<br />
Ferro e Michele Canova. All’interno<br />
dell’album compare un’importante<br />
collaborazione, quella con Biagio<br />
Antonacci, che per la Amoroso ha<br />
scritto il brano “Non devi perdermi”,<br />
mentre l’inedito “Fuoco d’artificio”<br />
vede, nella versione inglese, la firma<br />
di Emeli Sandé. L’album è uscito<br />
il 24 settembre in una duplice versione:<br />
Cd Standard e Deluxe Edition<br />
(Cd + Dvd). Il Dvd include riprese<br />
esclusive della registrazione del disco,<br />
un’intervista inedita ad Alessandra, il<br />
backstage e il video di “Amore Puro”.<br />
40 ITA EVENTI
nostro Paese non pensavo che in tanti<br />
sarebbero corsi a comprare il disco».<br />
L’anno scorso è stata negli USA a<br />
studiare la musica gospel. Quanto<br />
c’è di quell’esperienza nell’album<br />
“Amore Puro”?<br />
«Direi che gran parte di quest’album<br />
nasce proprio da quell’esperienza.<br />
Sono stati mesi realmente molto formativi,<br />
che senza dubbio hanno segnato<br />
la mia crescita come artista».<br />
Com’è stato lavorare con Tiziano<br />
Ferro?<br />
«Direi unico e speciale e, come dico<br />
sempre, anche un po’ traumatico.<br />
Non mi sarei mai aspettata di poter<br />
collaborare con un’artista che ha sempre<br />
fatto parte della mia vita attraverso<br />
le sue canzoni. Ma mai, prima<br />
di questo album, come persona in<br />
carne e ossa. C’è stata una bella sintonia<br />
fra noi».<br />
Cosa le ha lasciato questa collaborazione?<br />
«Mi ha insegnato soprattutto a non<br />
avere paura, a credere di più nelle<br />
mie capacità. Di solito non mi piaccio<br />
abbastanza, difficilmente mi<br />
prendo dei meriti».<br />
Ci sarà stato un momento in cui ha<br />
pensato di avere abbastanza talento<br />
per farcela.<br />
«Mai pensato e continuo a non pensarlo<br />
neppure adesso».<br />
Nel disco canta una canzone con<br />
Biagio Antonacci, che per lei ha<br />
scritto il brano Non devi perdermi.<br />
Perché proprio lui? Con quale altro<br />
artista le piacerebbe duettare?<br />
«Devo essere sincera, è lui che ha<br />
scelto me e io sono caduta “tra le sue<br />
braccia”! Ora come ora mi piacerebbe<br />
arricchire il mio bagaglio di esperienze<br />
e apprendere da più artisti possibili,<br />
mi piacerebbe collaborare anche<br />
con artisti che lontani dal mio<br />
stile, perché penso di avere tanto da<br />
imparare…ma proprio tanto…».<br />
Il primo grazie a chi lo devi?<br />
«A mia madre…il primo in assoluto».<br />
Cosale manca della sua vita prima<br />
del successo?<br />
«La mia quotidianità. Sono attaccatissima<br />
alla mia famiglia e quando<br />
sono lontana mi manca, mi manca<br />
perfino casa mia, gli oggetti che ci<br />
sono dentro».<br />
Qual è stato il momento più emozionante<br />
della sua carriera?<br />
«Penso l’inizio, la vittoria ad Amici. È<br />
stato incredibile».<br />
Quando si viene catapultati giovanissimi<br />
nel mondo dello spettacolo<br />
come è successo a lei, come si fa<br />
a non perdere la testa?<br />
«Tenendo ben presente da dove si<br />
viene. Non dimenticando le proprie<br />
radici e le persone che ci sono sempre<br />
state vicine e che poi sono quelle che<br />
ci saranno sempre».<br />
Umiltà e convinzione: quale delle<br />
due è più importante per diventare<br />
un artista affermato?<br />
«Umiltà sicuramente. Non solo per<br />
essere un’artista o per farsi strada nel<br />
mondo dello spettacolo. L’umiltà è<br />
necessaria per essere uomini e donne,<br />
nella vita ci vuole sempre. Per quanto<br />
riguarda la convinzione, non so<br />
quanto possa essere costruttiva: essere<br />
troppo convinti a volte fa sbagliare<br />
strada».<br />
Quali sono le sue principali influenze<br />
musicali?<br />
«Amo molto il gospel, la musica r&b,<br />
l’hip hop e il reggae. Il gospel in particolare<br />
è la mia passione da sempre,<br />
per questo ho scelto di fare l’esperienza<br />
negli Stati Uniti».<br />
Per la prima volta, in questo disco,<br />
ha firmato un brano: Da casa mia.<br />
Ora diventerà una cantautrice?<br />
«Sinceramente non penso. Però ho<br />
un pubblico che crede in me e questo<br />
mi ha dato la spinta giusta per<br />
provarci. Inoltre con me c’era un<br />
maestro, Tiziano, quindi ci ho voluto<br />
provare. È un brano autobiografico,<br />
che parla della mia terra e della nostalgia<br />
che provo quando sono lontana<br />
da casa».<br />
Descriva Alessandra Amoroso in<br />
tre parole.<br />
«Troppo buona, estroversa<br />
e molto determinata».<br />
DA AMICI IN POI<br />
Nata a Galatina ma<br />
leccese di adozione<br />
ha già alle spalle<br />
11 dischi di platino.<br />
Partecipa e vince<br />
l’edizione 2008/2009<br />
del reality “Amici”.<br />
Segue la<br />
pubblicazione<br />
dell’ep Stupida e<br />
nel 2009 pubblica<br />
un nuovo album,<br />
Senza nuvole. L’anno<br />
successivo esce il<br />
suo terzo album,<br />
Il mondo in un<br />
secondo, che vincerà<br />
più volte il disco di<br />
platino. Nel 2012<br />
vince “Amici 11 -<br />
BIG”. Da circa un<br />
mese in vendita<br />
il suo ultimo lavoro<br />
discografico<br />
Amore Puro.<br />
«Quando sono lontana dalla<br />
mia famiglia mi manca»<br />
ITA EVENTI 41
Musica<br />
Max Pezzali<br />
è nato il 14 novembre<br />
a Pavia. Con Mauro<br />
Repetto fonda gli 883,<br />
e nel 1992 pubblicano<br />
il disco Hanno ucciso<br />
l’uomo ragno
Max Pezzali è tornato.<br />
Forte dei consensi<br />
che ha ricevuto dopo<br />
la pubblicazione del<br />
nuovo album. Intanto il<br />
tour registra il tutto<br />
esaurito per gran parte<br />
delle date. E l’attesa cresce<br />
di Cristiana Zappoli<br />
A<br />
lzi la mano chi se lo aspettava.<br />
Chi sia aspettava che<br />
ci sarebbe stata tanta attesa<br />
intorno all’ormai prossimo tour<br />
di Max Pezzali. Dall’annuncio, in<br />
luglio, del Max 20 live tour, in poco<br />
più di due mesi sono triplicate le<br />
date di Milano e Roma, sono state<br />
aggiunte nuove date per il mese<br />
di febbraio 2014, per soddisfare la<br />
richiesta di biglietti. Il primo a non<br />
alzare la mano è proprio lui, Max<br />
Pezzali. «Onestamente - ci racconta<br />
- non mi aspettavo niente del genere.<br />
Non mi so dare una spiegazione.<br />
Sarò il gradimento dell’album<br />
Max 20, la scoperta del mio repertorio<br />
da parte dei giovanissimi grazie<br />
alla reinterpretazione da parte dei<br />
rappers dell’album Hanno Ucciso<br />
l’Uomo Ragno 2012, la nostalgia per<br />
gli anni ‘90 dei 35/40enni di<br />
oggi...». Il tour segue l’uscita dell’album:<br />
un disco che contiene 5<br />
inediti e 14 duetti con i più grandi<br />
artisti della scena musicale italiana.<br />
Due degli inediti, Welcome<br />
Mr. President e Il Presidente di tutto<br />
il mondo, sono stati scritti insieme<br />
a Mauro Repetto e segnano<br />
quindi una nuova collaborazione fra<br />
i due artisti che non lavoravano insieme<br />
dal 1994. L’impressione è che<br />
in questo album ci sia tutto Pezzali,<br />
la sua “straordinarietà dell’essere<br />
normale” come ama dire lui<br />
parlando della propria storia.<br />
L’EX 883<br />
DI NUOVO<br />
SULLA CRESTA<br />
DELL’ONDA<br />
È emozionato all’idea di tornare<br />
sul palco dal vivo?<br />
«Cantare dal vivo è il momento di<br />
sintesi assoluta del mio lavoro. Si<br />
guardano le persone negli occhi e si<br />
canta insieme a loro, si verifica sul<br />
campo quanto le canzoni siano<br />
entrate nel loro cuore. L’emozione<br />
è immensa, figuriamoci in un tour<br />
così carico di aspettative».<br />
In Max 20 ha collaborato con<br />
tanti artisti italiani. Chi l’ha sorpreso<br />
maggiormente?<br />
«Ognuno di loro ha dato tanto nell’interpretazione<br />
delle mie canzoni,<br />
quindi non saprei chi scegliere;<br />
forse Lorenzo con Tieni il tempo è<br />
quello che ha reinventato maggiormente<br />
la canzone, aggiungendo<br />
strofe e incisi e facendola diventare<br />
qualcosa di nuovo».<br />
Come ha deciso quale canzone<br />
cantare con ognuno dei suoi colleghi?<br />
Perché ha duettato solo con<br />
artisti uomini?<br />
«Ho cantato solo con artisti uomini<br />
perché le canzoni sono scritte per<br />
una voce baritonale come la mia,<br />
quindi per le donne sarebbero state<br />
o troppo basse o troppo alte di tonalità.<br />
L’assegnazione dei pezzi è<br />
nata dall’ascolto e dalla conoscenza<br />
del repertorio degli artisti ospiti.<br />
Ho cercato di immaginare quale<br />
canzone fosse più vicina all’universo<br />
creativo di chi chiamavo».<br />
Visti i tanti duetti all’interno del<br />
MAX 20<br />
Anticipato in radio<br />
dal singolo L’universo<br />
tranne noi, l’album è<br />
stato pubblicato il 4<br />
giugno nei negozi e negli<br />
store digitali. Il disco<br />
contiene 5 inediti e 14<br />
duetti con Jovanotti,<br />
Ramazzotti, Sangiorgi,<br />
Cremonini, Baglioni,<br />
Fiorello, Venditti, Raf,<br />
Van De Sfroos, Nek,<br />
Renga, Bennato,<br />
Grignani, Elio.<br />
ITA EVENTI 43
«Cantare dal<br />
vivo è il momento<br />
di sintesi assoluta<br />
del mio lavoro»<br />
Grazie a Claudio!<br />
È stato Claudio<br />
Cecchetto il mentore<br />
e il regista degli 883.<br />
Da un sondaggio del<br />
2000 risultava che gli<br />
883 erano conosciuti<br />
dal 97.8% del pubblico<br />
interpellato. Dopo di<br />
loro... Madonna<br />
CONCERTI<br />
◗ 7/11 MORBEGNO (SO)<br />
◗ 9/11 MANTOVA<br />
◗ 10/11 TORINO<br />
◗ 12/11 GENOVA<br />
◗ 14/11 MONTICHIARI (BS)<br />
◗ 16/11 PADOVA<br />
◗ 18-19/11 MILANO<br />
◗ 21/11 CUNEO<br />
◗ 23/11 RIMINI<br />
◗ 26-27/11 ROMA<br />
◗ 28/11 BOLOGNA<br />
◗ 30/11 FIRENZE<br />
◗ 1/12 CONEGLIANO (TV)<br />
◗ 3/12 VERONA<br />
◗ 5/12 PERUGIA<br />
◗ 6/12 ANCONA<br />
◗ 8/12 ACIREALE (CT)<br />
◗ 10/12 NAPOLI<br />
◗ 12/12 LIVORNO<br />
◗ 14/12 TORINO<br />
disco, dobbiamo aspettarci qualche<br />
ospite inatteso?<br />
«Sicuramente in alcune date qualche<br />
amico verrà a trovarmi».<br />
Come è stato lavorare di nuovo<br />
con Mauro Repetto?<br />
«Per me è la cosa più naturale del<br />
mondo, come se non avessimo mai<br />
smesso di vederci e di collaborare».<br />
A quale canzone è più legato?<br />
«Ogni canzone rappresenta l’emozione<br />
di un momento. È difficile<br />
sceglierne una specifica. Forse Gli<br />
Anni è quella più universale».<br />
I cowboy non mollano mai - La<br />
mia storia è il suo ultimo libro.<br />
Che differenza c’è tra scrivere un<br />
libro e scrivere una canzone?<br />
«Il libro è nato da una conversazione<br />
con Massimo Coppola della<br />
ISBN Edizioni; parlando con lui<br />
ho capito che forse il mio percorso<br />
di vita rappresentava la straordinarietà<br />
dell’essere normali, e<br />
perciò poteva avere un senso provare<br />
a raccontarlo. Scrivere libri è<br />
molto diverso da scrivere canzoni:<br />
in un libro devi sviluppare e allargare<br />
concetti, in una canzone devi<br />
al contrario sintetizzare. Sono stato<br />
aiutato da una grande professionista<br />
come Sara Sedehi a tradurre<br />
in parole i miei ricordi».<br />
Che artista era 20 anni fa e che<br />
artista è oggi?<br />
«Penso di essere più o meno la stessa<br />
persona di 20 anni fa, forse con<br />
qualche anno e tanta esperienza in<br />
più e un’infinità di capelli in meno.<br />
L’entusiasmo è quello di allora».<br />
Come è cambiato il suo rapporto<br />
con il pubblico? In che modo<br />
influiscono i social network?<br />
«Oggi è molto più facile mantenere<br />
i contatti con i fans: in questo senso<br />
Twitter è uno strumento prezioso,<br />
per me molto più funzionale<br />
di Facebook grazie alla sintesi forzata<br />
cui costringe gli utilizzatori».<br />
Si sente ancora, un ragazzo inadeguato<br />
come canta in uno degli<br />
inediti del disco?<br />
«La mia inadeguatezza è la mia forza<br />
e il mio dono più prezioso.<br />
Guardare il mondo da outsider permette<br />
di avere un punto di vista più<br />
obiettivo e realistico».<br />
È passato tanto tempo da quando,<br />
insieme a Repetto, ha presentato<br />
a Cecchetto, Non me la<br />
menare. Come avete fatto a convincerlo<br />
ad ascoltarla?<br />
«Abbiamo lasciato la cassetta alla<br />
sua attenzione e lui l’ha ascoltata.<br />
Allora così: lui era un produttore,<br />
ed era alla ricerca di nuove idee».<br />
Da giovane lavorava nel negozio<br />
di fiori dei suoi genitori a Pavia.<br />
È vero che recapitava a Maria de<br />
Filippi, ogni giorno, 50 rose da<br />
parte di Maurizio Costanzo?<br />
«Non ricordo se fossero 50, ma è<br />
vero che la prima volta che Maurizio<br />
Costanzo inviò dei fiori a Maria,<br />
allora residente a Pavia, il fattorino<br />
incaricato fui io».<br />
44 ITA EVENTI
Musica<br />
LE MIE<br />
NUOVE<br />
CANZONI<br />
SENZA<br />
TEMPO<br />
Renzo Arbore<br />
è nato a Foggia, 76<br />
anni fa. Figura eclettica,<br />
è cantautore, conduttore<br />
radiofonico e televisivo,<br />
attore e anche regista<br />
Nonostante i 76 anni,<br />
Arbore affronta il<br />
palcoscenico con lo<br />
stesso entusiasmo di<br />
quando ne aveva 40<br />
di meno («ma con più<br />
esperienza»). L’ultimo<br />
disco racchiude tutto il<br />
suo amore per l’Italia<br />
e per la musica jazz<br />
di Clara Dalledonne<br />
M<br />
etti che ti presenti a una<br />
ragazza e dici, "Suono<br />
bene il clarinetto"». Era<br />
il 1986 quando Renzo Arbore<br />
cantava così sul palco di Sanremo,<br />
e alle spalle aveva già trasmissioni<br />
radiofoniche e televisive di<br />
grande successo, una su tutte,<br />
“Quelli della notte”. Sono passati<br />
più di vent’anni eppure il tempo,<br />
per Arbore, sembra essersi fermato:<br />
riempie ancora i teatri,<br />
quando va in tv registra un notevole<br />
successo di critica e pubblico,<br />
l’energia sembra ancora (e incredibilmente)<br />
quella di allora e,<br />
soprattutto, canta “Il clarinetto”…solo<br />
che lo fa in inglese, nel<br />
suo ultimo album …my American<br />
way. Quindici canzoni che<br />
rappresentano i brani della “memoria”,<br />
secondo l'insindacabile<br />
giudizio di Arbore, tutte arrangiate<br />
e cantate in inglese. Degli<br />
evergreen per dirla all’americana.<br />
Dopo un giro di presentazione<br />
dell’album, a novembre Arbore riprenderà<br />
il tour nei teatri con<br />
l’Orchestra Italiana.<br />
Nel suo show spazia dai classici<br />
della tradizione napoletana<br />
alle colonne sonore dei suoi celebri<br />
programmi televisivi. Qual<br />
è il momento più coinvolgente<br />
dello spettacolo?<br />
«Ce ne sono tanti. Mi viene però<br />
subito in mente la prima parte<br />
dello spettacolo dove c’è un omaggio<br />
a Roberto Murolo, che è stato<br />
il più moderno e rivoluzionario<br />
cantante della canzone napoletana<br />
classica e d’autore, quella<br />
che indico come categoria musicale<br />
che assolutamente si deve preservare<br />
a livello culturale».<br />
Che ruolo gioca l’improvvisazione<br />
nel suo spettacolo?<br />
«Abbiamo musicisti straordinari,<br />
ma non abbiamo invece comici e<br />
improvvisatori come erano quel-<br />
CONCERTI<br />
◗ 8/11 Teatro Liryc, ASSISI<br />
◗ 9/11 Gran Teatro Geox, PADOVA<br />
◗ 16-17/12 Teatro Alfieri, TORINO
li di natura jazzistica che ho frequentato<br />
in questi anni. Io sono<br />
fissato col jazz, inteso come improvvisazione.<br />
La grande rivoluzione<br />
della musica nel Novecento<br />
è stato il jazz, l’improvvisazione.<br />
È il segno della modernità. È<br />
un po’ quello che succede oggi<br />
con internet: devi inventare».<br />
Lei è conosciutissimo all’estero,<br />
ha fatto e continua a fare<br />
spettacoli in tutto il mondo con<br />
la sua Orchestra.<br />
«Il mio sogno nel cassetto è che<br />
gli italiani all’estero abbiano degli<br />
spettacoli che li facciano sentire<br />
più vicini al nostro Paese.<br />
Quello è un problema insoluto.<br />
Ci sono oltre 60 milioni di persone<br />
con origini italiane sparse nel<br />
mondo. Sentono di appartenere<br />
all’Italia, la amano. Persone andate<br />
via poverissime e che sono diventate<br />
importanti, lavorano e<br />
hanno incarichi di responsabilità<br />
in questi paesi. Noi a volte inviamo<br />
una banda durante le manifestazioni<br />
ufficiali, un politico<br />
che va a salutarli e tutto finisce lì.<br />
Io invece amo vederli ai miei concerti,<br />
perché mi identifico molto,<br />
da meridionale, in loro».<br />
Quando sale su un palco si diverte<br />
ancora come 30 anni fa?<br />
«Certo. Ma con una differenza<br />
importante: tanta esperienza in<br />
più che non guasta mai».<br />
Come nasce …my American<br />
way?<br />
«In questo album ci sono le<br />
“Canzoni”. Alle quali ho, a mio<br />
giudizio insindacabile, affibbiato<br />
la C maiuscola perché sono le mie<br />
canzoni della memoria. Gli americani<br />
le chiamano “evergreen”,<br />
perché non sono semplicemente<br />
una moda di un periodo, di una<br />
generazione, ma sono destinate a<br />
essere adottate, riviste e rilette nel<br />
tempo. Le mie canzoni, vista<br />
l’età (la mia) sono tante: vanno da<br />
quelle napoletane (che ho “riletto”<br />
tante volte) a quelle americane,<br />
messicane, francesi, cubane e<br />
a certe italiane. A proposito di<br />
quest’ultime, mi sento di affermare<br />
che oltre alle canzoni napoletane,<br />
made in Italy, sono<br />
molto affascinanti anche le ballad<br />
italiane scritte da nostri compositori<br />
che mescolavano la passione<br />
per il jazz, la grande musica<br />
americana, insieme alla vena melodiosa<br />
e sentimentale italiana».<br />
Le piacerebbe fare una grande<br />
show televisivo sullo stile di<br />
quello condotto da Gianni Morandi<br />
in onda su Canale 5 dall’Arena<br />
di Verona?<br />
«Io e la televisione abbiamo avuto<br />
un buon rapporto. Di esperienze<br />
sul piccolo schermo ne ho<br />
fatte davvero tante. Diciamo che<br />
spesso e volentieri sono “arrivato”<br />
prima degli altri. Non mi manca<br />
niente, almeno credo. La mia<br />
era una tv artigianale, improvvisata.<br />
Oggi ci sono ottimi professionisti,<br />
bravissimi attori comici<br />
che fanno satira, però la genia degli<br />
improvvisatori non c’è. Manca<br />
la tv improvvisata, quella che<br />
fa ridere di pancia. Non si sperimenta.<br />
Si obbedisce ciecamente<br />
alle leggi dell’Auditel. La tv è fatta<br />
per una massa che si accontenta<br />
di poco. Bisogna guardare al<br />
mondo dell’arte e se c’è un regista<br />
o un dirigente che ha una vocazione<br />
artistica bisogna utilizzarlo,<br />
anche se non ha protezioni<br />
politiche».<br />
All’anagrafe sostengono che lei<br />
abbia 76 anni, dica la verità, ha<br />
trovato un elisir di giovinezza?<br />
«L’applauso del pubblico per me<br />
è puro ossigeno».<br />
...my American way!<br />
«Roberto Murolo,<br />
è stato il più<br />
rivoluzionario<br />
cantante della<br />
musica napoletana»<br />
L’album (Gazebo Giallo/ Sony Music)<br />
mostra in pieno il lato crooner dell’artista:<br />
quindici canzoni che rappresentano i brani della memoria secondo<br />
Renzo Arbore. Canzoni che hanno lasciato un segno indelebile<br />
nel panorama musicale nazionale e non, destinate a<br />
essere personalizzate e rilette nel tempo, come accade nel jazz<br />
che vive di un repertorio senza tempo. Tra i tanti, nell’album ci<br />
sono, Domenico Modugno, Tony Renis, C.A. Bixio, C.A. Rossi,<br />
Pino Massara, Redi ai quali Arbore rende omaggio inserendo<br />
alcune canzoni preferite, con la complicità dei Swing Maniacs.<br />
ITA EVENTI 47
Musica<br />
Max Gazzè<br />
nasce a Roma il 6<br />
luglio del 1967. La<br />
sua carriera inizia<br />
come compositore<br />
di colonne sonore<br />
e collaboratore di<br />
Daniele Silvestri<br />
48 ITA EVENTI
METTI<br />
UNA SERA<br />
TRA AMICI<br />
SOTTO<br />
CASA<br />
Q<br />
In partenza il nuovo tour<br />
del cantautore romano<br />
che torna in teatro dopo<br />
aver riempito club<br />
e palazzetti in tutta<br />
Europa. Brani vecchi<br />
e nuovi riarrangiati<br />
e scenografie d’effetto<br />
daranno vita a uno<br />
spettacolo coinvolgente<br />
di Cristiana Zappoli<br />
uando si pensa a Max<br />
Gazzè lo si immagina in<br />
teatro. Non che abbia difficoltà<br />
a riempire di pubblico spazi<br />
più ampi. Tutt’altro. Subito<br />
dopo Sanremo, a cui ha partecipato<br />
con la canzone Sotto casa, è partito<br />
per l’European Live Club Tour:<br />
da Berlino a Bologna”, più di 80<br />
concerti che hanno collezionato<br />
sold out in Italia e in Europa. Il Sotto<br />
Casa Tour estivo ha macinato numeri<br />
da star nelle location più eleganti<br />
e prestigiose così come nei più<br />
importanti festival italiani, con il record<br />
di presenze al Carroponte di<br />
Milano. Ma non ci sono dubbi, un<br />
cantautore intenso come Max Gazzè<br />
con la sua surreale vena poetica,<br />
la sua personalità istrionica, la sua<br />
disinvoltura nel rapportarsi con il<br />
pubblico, trova a teatro il proprio<br />
palcoscenico d’elezione. In fondo<br />
lui è un cantante - teatrante. Quando<br />
sale sul palco è sempre un po’ attore,<br />
non perde occasione per mascherarsi<br />
(al festival di Sanremo ha<br />
cantato con un occhio azzurro e<br />
uno marrone) e anche nei suoi video<br />
interpreta sempre parti diverse.<br />
Fra i suoi prossimi impegni<br />
anche un cameo nel nuovo<br />
film di Asia Argento. Non ha<br />
meravigliato, quindi, l’annuncio<br />
di una nuova tournée<br />
teatrale che partirà a novembre<br />
e si chiamerà Al<br />
Teatro Sotto Casa. «Concludere<br />
questo lungo e fruttuoso<br />
tour nei teatri è fisiologico, è un<br />
percorso quasi consequenziale»,<br />
spiega Gazzè. «Dopo aver suonato<br />
in location importanti e affollate,<br />
mi piace qualcosa di diverso. A teatro,<br />
infatti, riarrangeremo tutti i<br />
brani, sarà presente un quartetto<br />
d’archi, la batteria sarà suonata<br />
con le spazzole. Ci saranno veri e<br />
propri momenti teatrali, daremo<br />
vita a qualcosa di più spettacolare,<br />
sfruttando, per esempio, anche il<br />
buio». Il teatro consentirà al cantautore<br />
romano di concentrarsi su<br />
una dimensione più intimistica, coniugando<br />
momenti acustici con arrangiamenti<br />
morbidi, incentrati<br />
sulle sonorità delicate degli archi,<br />
fino a una vera esplosione di suoni<br />
nella parte più energica e conclusiva<br />
del concerto.<br />
Il 2013 è stato un anno particolarmente<br />
fortunato e molto importante<br />
per il suo percorso artistico:<br />
Sotto Casa ha ottenuto la certificazione<br />
Platino con oltre 50miladownload,<br />
mentre l’album omonimo<br />
è disco d’oro. «I numeri - racconta<br />
Gazzè - sono sempre di stimolo,<br />
ma fanno piacere soprattutto<br />
quando si è fatto un buon lavoro,<br />
arrivano come un riconoscimento.<br />
È un disco che a me piace<br />
molto, un lavoro ben riuscito. Lo<br />
trovo vario, con pezzi molto orecchiabili<br />
come i due brani di Sanremo<br />
e altri più intimi e profondi».<br />
CONCERTI<br />
◗ 7/11 REGGIO CALABRIA<br />
◗ 9/11 ISERNIA<br />
◗ 10/11 PESCARA<br />
◗ 14/11 GENOVA<br />
◗ 15/11 VALDAGNO<br />
◗ 18/11 BOLOGNA<br />
◗ 21/11 TRENTO<br />
◗ 22/11 CREMONA<br />
◗ 9/12 TORINO<br />
◗ 10/12 MILANO<br />
◗ 14/12 FERMO<br />
◗ 16/12 PERUGIA<br />
◗ 20/12 FASANO<br />
◗ 18-21/12 ROMA<br />
ITA EVENTI 49
Musica<br />
Mario Biondi<br />
UNA VOCE CALDA<br />
Dopo il successo del tour estivo che ha entusiasmato<br />
le platee dei più importanti festival jazz italiani ed<br />
europei e delle location più prestigiose della penisola,<br />
Sun, il tour di Mario Biondi, dal 24 novembre<br />
approda nei teatri delle principali città italiane.<br />
Il cantante siciliano, voce emergente nel panorama<br />
musicale internazionale, proporrà una scaletta<br />
composta dai suoi più grandi successi oltre che dai<br />
brani dell’album Sun, disco d’oro in Italia, e già pubblicato<br />
in tutta Europa, Giappone e USA. Ad accompagnarlo<br />
sul palco “The Italian Jazz Players”<br />
CONCERTI ◗ 24/11 Roma ◗ 26/11 Napoli ◗ 29/11 Sanremo<br />
◗ 30/11 Brescia ◗ 2/12 Varese ◗ 3/12 Firenze ◗ 7/12 Padova<br />
◗ 10/12 Torino ◗ 13,14/12 Milano<br />
◗ 16/12 Bologna ◗ 23/12 Genova<br />
(altre date: www.fepgroup.it)<br />
Laura Pausini<br />
MILANO ‣ NEW YORK<br />
The Greatest Hits World Tour porterà la cantante<br />
emiliana nelle venue più prestigiose di tutto il<br />
mondo: da Roma a Parigi, da Milano a New York,<br />
da Madrid a Buenos Aires, solo per citare alcune delle<br />
città che toccherà in queste prime ventidue tappe,<br />
dove presenterà solo i suoi successi più importanti,<br />
numeri uno in tutti i Paesi che l’hanno consacrata<br />
come la voce italiana più amata nel mondo.<br />
Il 12 novembre uscirà in tutto il mondo “20 -<br />
The Greatest Hits”, l’album del ventennale della<br />
Pausini, che racchiuderà i brani più importanti della<br />
sua storia rivisitati e riarrangiati e vedrà la presenza<br />
di ospiti internazionali.<br />
CONCERTI ◗ 8,9,11,13 dicembre, Roma<br />
◗ 16,18,19,21 dicembre, Milano Mediolanum Forum<br />
(altre date: www.fepgroup.it)<br />
TRE BRANI INEDITI PER IL TOUR DI RENATO ZERO<br />
Dopo aver debuttato la scorsa primavera al Palalottomatica di Roma, l’Amo<br />
tour di Renato Zero è un successo annunciato anche nel resto dei palasport<br />
d’Italia, dove è già tutto esaurito nella stragrande maggioranza delle<br />
date in programma. Nel corso dello spettacolo, oltre a ripercorrere la sua<br />
storia musicale, dai suoi inizi ad Amo attraverso medley, videoclip<br />
e con lo sfondo di una scenografia spettacolare, Zero presenta in anteprima<br />
al pubblico anche tre dei brani inediti contenuti nel nuovo disco.<br />
CONCERTI ◗ 12,13/11 Bari ◗ 15,16/11 Acireale ◗ 13/11 Pesaro ◗ 16,18,19/11 Roma
IL RITORNO DEL PROF.<br />
Partirà il 7 novembre il nuovo tour teatrale<br />
di Roberto Vecchioni. Saranno<br />
15 i concerti che tra novembre e dicembre,<br />
toccheranno i teatri delle<br />
principali città italiane. Lo spettacolo<br />
vedrà Vecchioni esibirsi accompagnato<br />
dalla sua storica band: Lucio<br />
Fabbri (pianoforte, chitarre),<br />
Massimo Germini (chitarre),<br />
Roberto Gualdi (batteria) e Marco Mangelli<br />
(basso), oltre ad un Trio di Archi formato da<br />
Costanza Costantino, Riviera Lazzeri e Chiara<br />
Scopelliti. Il tour segue la pubblicazione di<br />
Io Non Appartengo Più, uscito l’8 ottobre.<br />
CONCERTI ◗ 13,14/11 Milano ◗ 18/11 Verona<br />
◗ 26/11 Torino ◗ 29/11 Bologna<br />
◗ 30/11 Cesena ◗ 14/12 Padova<br />
◗ 17/12 Roma ◗ 21/12 Firenze<br />
(altre date: www.vecchioni.org)<br />
Fabri Fibra<br />
A RITMO DI HIP-HOP<br />
Nei tre concerti evento del nuovo tour, per la prima<br />
volta Fabri Fibra porterà una carrellata di rime<br />
e di testi che pochi mc possono vantare, molti tratti<br />
da Guerra e Pace, ultimo album del rapper, ma<br />
anche da un repertorio che parte dall’underground<br />
degli inizi per arrivare fino all’oro e al platino dei<br />
lavori in major. Gli spettatori potranno godere di<br />
uno show unico, che pesca da un repertorio di oltre<br />
15 anni di rap. È questo concentrato di hip hop<br />
che sarà sui palchi di Roma, Milano e Napoli per<br />
un’occasione unica e irripetibile. Per i fan tre appuntamenti<br />
per ascoltare e vedere dal vivo la figura<br />
di spicco del rap italiano. Da ottobre il singolo<br />
Bisogna Scrivere, il brano che apre Guerra e Pace, il<br />
settimo album pubblicato dal rapper italiano, è in<br />
programma in tutte le radio. Nel testo una citazione<br />
di Baudelaire dei Baustelle (contenuta nell’album<br />
“Amen” del 2008), dove Fibra mutua riadattandolo,<br />
il vitale significato contenuto nella canzone di<br />
Francesco Bianconi. L’album contiene featuring<br />
con Al Castellana, Neffa ed Elisa<br />
e il 13 marzo 2013 è stato certificato<br />
disco d’oro per le oltre<br />
30mila copie vendute. È proprio<br />
la volontà di esserci, di<br />
testimoniare quanto si vede<br />
e si vive, la fonte cui attingono<br />
la scrittura e il suo<br />
flow. Fabri Fibra ha rivelato<br />
uno stile che nel tempo<br />
si è tramutato in una cifra, un marchio.<br />
La capacità si spostare limiti e<br />
confini dei suoi versi in continuo rinnovamento<br />
lo hanno fatto divenire riferimento<br />
assoluto della scena.<br />
CONCERTI ◗ 9 novembre, Roma<br />
◗ 12 novembre, Milano<br />
◗ 16 novembre, Napoli<br />
PER 30 ANNI DI SUCCESSI...<br />
Grande ritorno live per il cantante bolognese.<br />
Un’occasione per raccontare in questi magici 30<br />
anni di musica con lo sguardo rivolto sempre verso<br />
il futuro. Sull’onda del successo del suo nuovo album<br />
Fisico&Politico, Luca Carboni farà un concerto<br />
a Bologna nel quartiere in cui è cresciuto,<br />
nella città in cui sono nate le sue canzoni e dove ha<br />
condiviso con personaggi eccezionali della musica<br />
italiana una storia artistica in evoluzione. Il tour<br />
continuerà nel 2014, nelle principali città italiane.<br />
CONCERTO ◗ 20 dicembre, Bologna<br />
DEDICATO A NAPOLI<br />
Sulla scia dello straordinario successo<br />
dei sei concerti sold out dello scorso<br />
inverno Pino Daniele torna a suonare<br />
nella sua città per “Napule è -<br />
tutta n’ata storia”, 3 serate evento<br />
dedicate al progressive napoletano:<br />
quella corrente musicale<br />
e culturale che a partire dagli<br />
anni ’70 ha affermato Napoli<br />
come protagonista nel panorama<br />
della cultura pop<br />
contemporanea.<br />
CONCERT0 ◗ 28, 29, 30<br />
dicembre, Napoli
Musica<br />
A sinistra: Christian Mc Bride.<br />
Nato a Filadelfia 41 anni fa,<br />
ha vinto 3 volte il Grammy Award<br />
Christian Mc Bride<br />
UNA GIOVANE PROMESSA<br />
Bassista, compositore, arrangiatore,<br />
nonostante la giovane età<br />
(41 anni), Christian Mc Bride è<br />
già entrato nell’olimpo dei più<br />
grandi esponenti della musica<br />
jazz americana, vantando al suo<br />
attivo collaborazioni con Sonny<br />
Rollins, Herbie Hancock e Pat<br />
Metheny, con incursioni nel pop<br />
rock e rhythm & blues, in particolare<br />
con il grande Sting. A Padova,<br />
al Teatro Comunale Verdi,<br />
si esibirà in trio con Christian<br />
Sands (pianoforte) e Ulysses<br />
Owens (batteria). L’appuntamento<br />
fa parte del Padova Jazz<br />
Festival (www.padovajazz.com),<br />
uno degli eventi musicali di maggior<br />
prestigio e successo che si<br />
svolgono annualmente nella città<br />
veneta, che presenta la sua sedicesima<br />
edizione dall’11 al 16<br />
novembre 2013. Sul palco del<br />
Teatro Comunale Verdi si esibiranno<br />
gli ospiti di maggiore prestigio:<br />
la O.P.V. (Orchestra di Padova<br />
e del Veneto) diretta dal<br />
maestro Paolo Silvestri, il 14 novembre;<br />
Abdullah Ibrahim, piano<br />
solo, il 15 novembre e Antonio<br />
Faraò “American quartet”<br />
il 16 novembre.<br />
CONCERTO ◗ 15 novembre,<br />
Padova, Teatro Comunale Verdi<br />
NON SOLO JAZZ<br />
Torna l’X-MAS tour della New York Ska Jazz Ensemble, per festeggiare in<br />
tre appuntamenti live le festività natalizie. È un gruppo di musicisti eccezionali,<br />
di diverse estrazioni artistiche. Conosciuti a livello globale come i pionieri dello<br />
ska-jazz, il loro stile è stato imitato da migliaia di gruppi in tutto il mondo.<br />
CONCERTI ◗ 26/12, Torino ◗ 27/12, Mezzago (MB) ◗ 28/12, Firenze<br />
NEW TALENTS CON DI BATTISTA<br />
Alla Casa del Jazz di Roma,<br />
Stefano Di Battista, uno<br />
dei sassofonisti di punta della<br />
scena italiana, si esibirà insieme<br />
alla New Talents Jazz<br />
Orchestra, un’orchestra formata<br />
esclusivamente da ragazzi<br />
dai 19 ai 26 anni di età.<br />
Diretta da Mario Corvini,<br />
questa orchestra rappresenta<br />
una realtà inedita nel panorama<br />
italiano. L’evento si inserisce<br />
nel ciclo di serate<br />
chiamate Monday Night,<br />
che vede un grande musicista<br />
ospite della New Talents Jazz<br />
Orchestra presso la Casa<br />
della Musica ogni lunedì. Di<br />
Battista ha pubblicato il suo<br />
primo album nel 1997 e da<br />
allora ha collaborato con<br />
musicisti e cantanti di tutto il<br />
mondo. Si è esibito con<br />
Quincy Jones e con il pianista<br />
americano Herbie Hancock,<br />
oltre ad aver composto le musiche<br />
di diversi spettacoli teatrali.<br />
È uno tra i pochi italiani<br />
che sono riusciti ad affermarsi<br />
nei circuiti del jazz internazionale.<br />
Nel 2002 ha inciso un<br />
disco a cui ha partecipato Elvin<br />
Jones, batterista del mitico<br />
John Coltrane.<br />
CONCERTO ◗ 25 novembre, Roma<br />
52 ITA EVENTI
Musical<br />
UN GRANDE<br />
RITORNO<br />
Dopo il successo dell’anteprima al Teatro Fenaroli<br />
di Lanciano il 19 aprile 2013, la Compagnia dell’Alba,<br />
di Ortona sta portando in tour la celebre<br />
commedia musicale Aggiungi un posto a tavola,<br />
nella sua prima edizione italiana autorizzata dagli<br />
autori e dagli eredi. Un grande appuntamento per<br />
tutti gli appassionati, che possono godere del ritorno<br />
in scena della famosa commedia musicale di Garinei<br />
e Giovannini, scritta con Iaia Fiastri, con le<br />
musiche di Armando Trovajoli e le coreografie originali<br />
di Gino Landi. Il progetto e la direzione musicale<br />
sono curati da Gabriele De Guglielmo, mentre<br />
la regia e le coreografie sono riprodotte da Fabrizio<br />
Angelini. «Un monumento nazionale. Ecco<br />
cos’è questo spettacolo», afferma Fabrizio Angelini.<br />
«Il primo lavoro che ho visto a teatro, nella sua<br />
edizione originale (avevo 11 anni), e che probabilmente<br />
mi ha fatto decidere quello che avrei fatto<br />
da grande… Che in qualche modo mi ha accompagnato<br />
nel corso della vita, e che ora il destino<br />
ha voluto mettere nelle mie mani». Special guest<br />
nel ruolo di Clementina, Arianna, performer internazionale<br />
che ha dominato le vette della dance<br />
chart di Billboard con “Sexy people” cantato in<br />
duetto con Pitbull, giurata fissa e ospite canora del<br />
programma di giovani talenti “Io Canto” di Mediaset;<br />
Jacqueline Ferry è la prorompente Consolazione,<br />
Gabriele de Guglielmo Don Silvestro, Brunella<br />
Platania è Ortensia, moglie del sindaco Crispino,<br />
interpretato da Tommaso Bernabeo. Il<br />
ruolo di Toto è sostenuto da Gaetano Cespa e la<br />
voce di Lassù è di Tommaso di Giorgio.<br />
FOLLIE A<br />
SAINT TROPEZ<br />
Enzo Iacchetti e Marco<br />
Columbro sono i<br />
protagonisti de Il Vizietto<br />
- La Cage aux<br />
Folles, il musical firmato<br />
Massimo Romeo<br />
Piparo. La storia è<br />
quella di Renato e del<br />
suo compagno Albin: gestiscono uno sfavillante<br />
locale notturno per travestiti a Saint Tropez,<br />
dove Albin si esibisce come drag queen con il<br />
nome d’arte di Zazà. Uno spettacolo di grande<br />
impatto e pieno di glamour anni ’70, un mix di<br />
trasgressione e classicità, rigore e stravaganza.<br />
LE DATE ◗ 10/11, Varese ◗ 16,17/11 Bologna<br />
◗ 23/11 Brindisi ◗ 5/12 Forlì<br />
(altre date: www.lacageilmusical.it)<br />
SCOOBY-DOO TRA LE PIRAMIDI<br />
Per la gioia dei più piccoli, debutterà a dicembre<br />
il musical Scooby-doo: il mistero della piramide,<br />
un mix di umorismo e mistero ambientato in<br />
Egitto. Scooby Doo, Shaggy, Fred, Velma e Daphne<br />
dovranno risolvere il mistero della piramide<br />
del Faraone Hatcepsout. La banda avrà a che fare<br />
con misteriose mummie e con l’ira del Faraone<br />
che trasforma in pietra tutti quelli che osano avvicinarsi<br />
alla piramide.<br />
LE DATE ◗ 11,12/12 Catania, Teatro Metropolitan<br />
◗ 14,15/12 Palermo, Teatro Golden ◗ 6,7,8/12 Bologna,<br />
Teatro delle Celebrazioni ◗ 28,29/12 Firenze, Teatro<br />
Verdi (altre date: www.scoobydoomusical.it)<br />
LE DATE ◗ dal 6 al 17/11 Milano ◗ 21/11 Codroipo (UD)<br />
◗ 26/11 L’Aquila ◗ dal 7 al 9/12 Assisi ◗ 19/12 Lecce ◗<br />
21,22/12 Bologna (www.aupat.altervista.org)<br />
54 ITA EVENTI
DAL CINEMA AL TEATRO<br />
Ghost Il Musical è tratto dall’omonimo film della Paramount<br />
Pictures, un successo del 1990. È sceneggiatore del film, il<br />
premio Oscar Bruce Joel Rubin, che nel 2010 adatta il copione<br />
per una versione teatrale che debutta a Londra nel 2011. In Italia il<br />
musical arriva grazie alla produzione Mas - Poltronissima di Milano.<br />
LE DATE<br />
◗ fino al 31/12 Milano<br />
◗ dall’8 al 12/1 2014, Torino<br />
◗ dal 22/1/2014 al 9/2/2014, Roma<br />
FRANKESTEIN<br />
Tradotto in italiano da Franco<br />
Travaglio, Frankenstein Junior<br />
porta in teatro l’esilarante comicità<br />
dell’omonimo film, sottolineata<br />
dalle musiche originali composte<br />
da Mel Brooks. È Giampiero Ingrassia<br />
a vestire i panni del brillante<br />
e stimato dottor Frederick,<br />
al suo fianco Giulia Ottonello interpreta<br />
Elizabeth, egocentrica fidanzata<br />
di Frederick. Igor è interpretato<br />
da Mauro Simone.<br />
LE DATE ◗ dal 19/11 all’1/12 Roma<br />
◗ dal 21 al 22/12 Ancona<br />
◗ dal 31/12 al 6/1 2014 Imola (Bo)<br />
(altre date: www.www.frankensteinjuniorilmusical.it)<br />
IL PIGMALIONE<br />
My Fair Lady è uno dei<br />
classici più amati della<br />
storia del musical. Firmato<br />
da Massimo Romeo<br />
Piparo, con la direzione<br />
musicale di<br />
Emanuele Friello, è<br />
interpretato da Vittoria<br />
Belvedere nei<br />
panni della fair lady Eliza<br />
Doolittle e da Luca Ward<br />
nel ruolo del Pigmalione Prof.<br />
Higgins. Lo spettacolo, tratto<br />
dall’opera di George Bernard<br />
Shaw “Pygmalion”, è elegante<br />
e romantico: la favola di<br />
un’umile e rozza fioraia trasformata<br />
in principessa da un ostinato<br />
e burbero professore di<br />
fonetica. La cultura e gli<br />
strumenti per un’elevazione<br />
sociale, sono il fulcro<br />
narrativo dell spettacolo.<br />
LE DATE<br />
◗ 14,15,16/11 Udine<br />
◗ dal 29/11all’1/12 Reggio<br />
Emilia ◗ 6/12 Padova ◗ dal<br />
10/12 al 6/1/2014 Milano<br />
(altre date: www.myfairlady.it)
ABBADO • TAN DUN • CHAILLY • XIANG • GATTI • LA MALFAGRANDI INTERPRETI: MUSICA DA CAMERA, CLASSICA, OPERA<br />
Classica<br />
Claudio Abbado<br />
nato a Milano, il 26<br />
giugno 1933, come<br />
direttore d’orchestra<br />
è conosciuto in tutto<br />
il mondo. Nell’agosto<br />
scorso è stato nominato<br />
senatore a vita<br />
A ROMA DUE ORCHESTRE UNITE E DIRETTE DA ABBADO<br />
MENDELSSHON CELEBRA GUTENBERG<br />
Claudio Abbado non ha bisogno di presentazioni.<br />
Per gli appassionati di musica classica,<br />
il maestro milanese, che ha da poco compiuto<br />
80 anni, è un mito indiscusso. Dopo aver diretto<br />
le più importanti compagini del mondo<br />
(i Berliner Philharmoniker tanto per citarne<br />
una) ha deciso di creare una sua orchestra invitando<br />
i migliori musicisti con cui ha collaborato<br />
in anni di carriera. E proprio dirigendo la<br />
sua Orchestra Mozart insieme al Coro e alll’Orchestra<br />
dell’Accademia di Santa Cecilia,<br />
eseguirà, a Roma, un importante brano della<br />
musica romantica tedesca: la delicata e poetica<br />
Seconda Sinfonia Lobgesang di Felix Mendelssohn,<br />
in cui una lunga introduzione strumentale<br />
precede nove testi tratti dalla Bibbia<br />
affidati a coro e voci soliste. Mendelssohn<br />
compose questa sinfonia in occasione della<br />
commemorazione dei quattrocento anni dall'invenzione<br />
della stampa da parte di Johann<br />
Gutenberg, orafo e tipografo tedesco che inventò<br />
i caratteri mobili utilizzati per la stampa<br />
della prima Bibbia. E proprio le parole della<br />
Bibbia sono ispiratrici di questa Sinfonia-cantata<br />
eseguita per la prima volta a Lipsia, nella<br />
chiesa di San Tommaso, nel 1840.<br />
◗ ORCHESTRA MOZART,<br />
ORCHESTRA E CORO ACCADEMIA SANTA CECILIA,<br />
CLAUDIO ABBADO direttore, JULIA KLEITER soprano<br />
SARA MINGARDO soprano, MAXIMILIAN SCHMITT tenore<br />
23,25,26/11 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />
Felix Mendelssohn: Sinfonia n. 2 "Lobgesang"<br />
ITA EVENTI 57
Classica<br />
MUSICA<br />
AL RITMO<br />
DELLA<br />
NATURA<br />
a presenza di Tan Dun il 4 dicembre<br />
prossimo a Bologna per<br />
la ventisettesima stagione de I<br />
Concerti di Musica Insieme (Auditorium<br />
Manzoni, ore 20.30) alla guida dell’eccellente<br />
Orchestra della Toscana, sarà un<br />
avvenimento importante e raro. Compositore<br />
ufficiale delle Olimpiadi di Pechino<br />
2008 e dell’Expo di Shanghai del<br />
2010, Ambasciatore Unesco della Musica,<br />
Tan Dun ha saputo unire la millenaria<br />
tradizione musicale della natìa<br />
Cina e la potenza evocativa della scrittura<br />
per il cinema, con colonne sonore<br />
per titoli quali Hero o La tigre e il dragone<br />
(per la quale si è aggiudicato anche<br />
un Grammy e un Oscar nel 2000). E<br />
proprio i suoni ancestrali dell’acqua, della<br />
carta, della pietra saranno al centro dei<br />
tre suoi Concerti in programma, i tre elementi<br />
trasformati in strumenti a percussione,<br />
dove all’ascolto si unisce la gioia<br />
visiva di una vera e propria danza, da<br />
parte dei solisti che li faranno risuonare.<br />
Del resto, un altro grande intenditore<br />
di suoni (e silenzi) come John Cage<br />
ha detto un tempo di lui: «Nella sua musica<br />
sono centrali i suoni della natura in<br />
cui viviamo, ma che da troppo tempo<br />
non ascoltiamo più».<br />
Il nome di Tan Dun è assurto agli onori<br />
della cronaca mondiale nel 2008,<br />
quando gli fu affidata la “colonna sonora”<br />
delle Olimpiadi, che in quell’anno<br />
ebbero luogo a Pechino. Gli internauti,<br />
poi, lo conoscono anche perché<br />
è stato il primo compositore a scrivere<br />
una sinfonia apposta per la rete. Il titolo<br />
Alla direzione di una delle<br />
migliori orchestre italiane,<br />
esordisce a Bologna per<br />
Musica Insieme Tan Dun,<br />
vincitore di un Oscar<br />
e creatore della prima<br />
Internet Symphony, con<br />
un programma interamente<br />
costituito da sue partiture<br />
non lascia dubbi: The Internet Symphony<br />
n. 1. E neppure il nome del committente:<br />
si tratta della Google Inc., che poi,<br />
proprio per eseguirla nel 2009, creò la<br />
YouTube Symphony Orchestra, compagine<br />
costituita da musicisti selezionati<br />
(per la prima volta nella storia) da provini<br />
inviati tramite YouTube. Dunque,<br />
siamo di fronte ad un musicista al passo<br />
coi tempi.<br />
Classe 1957, Tan Dun dunque interpreta<br />
appieno il ruolo del compositore<br />
oggi. Dalla produzione sinfonica al<br />
teatro musicale, alla musica per il cinema,<br />
dirigendo e scrivendo, ha conquistato<br />
grazie al suo talento un meritato<br />
ed ampio successo. Così non stupisce<br />
certo che sia fra i compositori non solo<br />
più spesso presenti coi loro brani nei programmi<br />
delle stagioni di tutto il mondo,<br />
ma anche fisicamente, sul podio, nelle<br />
sale da concerto. Con l’Orchestra della<br />
Toscana presenterà tre dei suoi brani<br />
più importanti che costituiscono<br />
una trilogia che fin dai titoli parla del<br />
suo legame strettissimo con la cultura cinese:<br />
in ordine di esecuzione, Concerto<br />
dell’Acqua, Concerto della Carta,<br />
Concerto della Terra. I tre concerti hanno<br />
in comune una specifica caratteristica:<br />
la ricerca fisica sul suono, resa attraverso<br />
l’utilizzo di strumenti non convenzionali,<br />
connessi direttamente con l’acqua,<br />
la carta e la terra.<br />
Il cartellone novembre-dicembre dei<br />
Concerti di Musica Insieme si completa<br />
poi con altri due imperdibili appuntamenti:<br />
il 25 novembre Maria João Pi-<br />
58 ITA EVENTI
es torna a Bologna con un programma<br />
che la vede affiancata al violoncellista<br />
brasiliano Antonio Meneses. Sin dalla<br />
sua prima affermazione con la vittoria<br />
al Concorso internazionale “Beethoven”<br />
di Bruxelles nel 1970, la Pires<br />
ha tenuto concerti con le più prestigiose<br />
orchestre, dalla Royal Concertgebouw<br />
Orchestra di Amsterdam alla London<br />
Philharmonic, dall’Orchestre de Paris ai<br />
Wiener Philharmoniker e collaborato<br />
con direttori come Abbado, Gardiner,<br />
Pinnock, Dutoit, Prévin, Haitink. Interprete<br />
appassionata anche in ambito<br />
cameristico, ha preso parte ai più prestigiosi<br />
festival internazionali, da Tanglewood<br />
ai BBC Proms. Da sempre impegnata<br />
nella pedagogia musicale, nel<br />
2002 è stata insignita del prestigioso<br />
IMC-Unesco International Music Prize.<br />
L’11 dicembre protagoniste saranno<br />
le interpreti di una delle migliori formazioni<br />
cameristiche italiane, l’Estrio,<br />
compagine tutta al femminile, impegnata<br />
in un programma che comprenderà<br />
fra l’altro la prima esecuzione assoluta<br />
di Lassù... le stelle... si accorgano...<br />
di te di Adriano Guarnieri, che Musica<br />
Insieme ha commissionato all’autore,<br />
brano dedicato alla memoria del piccolo<br />
Devid, morto nel gennaio 2011, tragedia<br />
umana e sociale che ha scosso profondamente<br />
la città di Bologna.<br />
Tan Dun<br />
è nato in un<br />
villaggio della<br />
Cina. Da giovane<br />
ha appreso dallo<br />
shimao, il capo<br />
religioso locale,<br />
le regole ancestrali<br />
della musica eseguita<br />
con pietre e acqua<br />
◗ ORCHESTRA DELLA TOSCANA, TAN DUN (direttore)<br />
4/12/ 2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />
musiche di Tan Dun<br />
CONCERTI MUSICA INSIEME<br />
novembre / dicembre 2013<br />
◗ EMERSON QUARTET<br />
11/11/2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />
musiche di Haydn, Bartók, Beethoven<br />
◗ ANTONIO MENESES (violoncello),<br />
MARIA JOÃO PIRES (pianoforte)<br />
25/11/2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />
musiche di Schubert, Brahms, Mendelssohn<br />
◗ ESTRIO<br />
11/12/2013, Auditorium Manzoni, Bologna<br />
Musiche di Arenskij, Guarnieri, Smetana
Classica<br />
UN VIOLINO D’ECCEZIONE<br />
L’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia si esibirà per la prima volta con la violinista tedesca<br />
Isabelle Faust. La direzione sarà affidata al maestro Jonathan Nott di Francesco Boari<br />
Isabelle Faust<br />
nata il 19 marzo<br />
1972, a 15 anni<br />
vince il Leopold<br />
Mozart Competition<br />
novembre, all’Auditorium Parco della Musica di<br />
Roma, sono in programma tre serate dedicate a<br />
Beethoven, con il suo concerto per violino e orchestra<br />
e la sua Sesta Sinfonia, la “Pastorale”. La violinista<br />
Isabelle Faust, vincitrice giovanissima di importanti premi<br />
come il Concorso Mozart e il Concorso Paganini, si<br />
esibirà in queste occasioni per la prima volta insieme all’Orchestra<br />
dell’Accademia di Santa Cecilia, diretta dall’inglese<br />
Jonathan Nott. Nell’esecuzione di sonate e concerti<br />
Isabelle Faust, che suona lo Stradivari "Bella Addormentata"<br />
del 1704, concesso in uso dalla L-Bank Baden-Württemberg,<br />
cerca costantemente il dialogo e lo scambio<br />
di idee musicali. In Christoph Poppen, a lungo<br />
primo violino del Cherubini Quartet, ha trovato<br />
un insegnante che ha condiviso queste convinzioni<br />
musicali. L’unico concerto per violino<br />
fu composto da Beethoven nel giro di poche<br />
settimane nel 1806, lo stesso<br />
anno della Quarta sinfonia e uno<br />
dei rari periodi di serenità nella<br />
vita del compositore. Questo<br />
stato d'animo si riflette in tutta<br />
l’opera potenziato dal fascino<br />
esercitato dal lirismo del<br />
violino, la cui voce emerge dalla<br />
densità dell’orchestrazione.<br />
L’impressione di intimità prosegue<br />
con le note della Sesta Sinfonia,<br />
definita Pastorale da una didascalia<br />
dell’autore stesso: ricordo<br />
della vita dei campi (più espressione<br />
di sentimento che pittura).<br />
Nota al grande pubblico anche<br />
grazie all’utilizzo che ne fece Walt<br />
Disney nel film Fantasia, la Pastorale<br />
evoca scene bucoliche ma l’intenzione<br />
di Beethoven è quella di utilizzare<br />
le suggestioni della natura non più<br />
in senso descrittivo, ma per esprimere i sentimenti.<br />
La natura è vita e Beethoven nella sua musica porta<br />
la vita, inserendola nella struttura stessa delle sue<br />
composizioni.<br />
◗ ORCHESTRA ACCADEMIA SANTA CECILIA,<br />
JONATHAN NOTT direttore, ISABELLE FAUST violino<br />
16, 18, 19/11 Auditorium Parco della Musica, Roma<br />
Beethoven: Concerto per violino, Sinfonia n. 6 Pastorale
Classica<br />
UN RITORNO IN GRANDE STILE<br />
Il maestro Riccardo Chailly e l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano di nuovo<br />
insieme per un appuntamento davvero speciale che celebrerà il ventennale dell’orchestra.<br />
Eseguiranno l’opera più conosciuta e impegnativa di Gustav Mahler di Valerio Rispoli<br />
’Ottava Sinfonia di Mahler torna a Milano dopo ben 27 anni di assenza. La eseguirà l’Orchestra<br />
Sinfonica Giuseppe Verdi per la prima volta nella propria storia e sarà diretta, in un’occasione così<br />
speciale, dal maestro Riccardo Chailly. L’evento si svolgerà in una cornice particolare, il MiCo–Milano<br />
Congressi, nuova struttura congressuale, la più grande d’Europa, realizzata nei padiglioni del quartiere<br />
fieristico storico a Milano, che proprio l’Orchestra Verdi inaugurò con un concerto straordinario<br />
nel 2012. Riccardo Chailly, dal 2006 direttore onorario de laVerdi, dopo esserne stato direttore musicale<br />
per sette anni, oggi è alla guida della prestigiosa Gewandhaus Orchestra di Lipsia. Il maestro torna<br />
così a dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e lo fa nel modo più emozionante e<br />
coinvolgente. L’Ottava di Mahler è infatti universalmente conosciuta e riconosciuta come l’opera più imponente<br />
dell’intero repertorio sinfonico. È chiamata Sinfonia dei mille per via dell’impressionante numero<br />
di esecutori presenti alla prima dell’opera, il 12 settembre 1910, a Monaco<br />
di Baviera. Anziché nei tradizionali “movimenti”, la Sinfonia è<br />
divisa in due parti. Nella prima, Mahler mise in musica l’inno medievale<br />
in latino Veni creator spiritus. Nella seconda, la scena finale<br />
del Faust di Johann Wolfgang von Goethe. Entrambe costituiscono<br />
un affresco sonoro di straordinaria potenza, espressa<br />
fin dall’inizio dal solenne attacco del coro e via via accentuata<br />
da quella che viene definita “luminosità” del suono<br />
creato da Gustav Mahler.<br />
Riccardo Chailly<br />
milanese, 60 anni,<br />
dal 2017 sostituirà<br />
Barenboim alla direzione<br />
del Teatro alla Scala<br />
◗ ORCHESTRA SINFONICA GIUSEPPE VERDI,<br />
RICCARDO CHAILLY direttore,<br />
21,23/11 MICO - Milano Congressi<br />
Gustav Mahler: Sinfonia n. 8<br />
in mi bemolle magg. “Sinfonia dei mille”
Classica<br />
LIRISMO DI VIOLETTA<br />
La stagione de La Scala inaugurerà quest’anno<br />
con La Traviata di Verdi diretta da Daniele Gatti<br />
(foto a destra), che ha mostrato in tutto il mondo<br />
un invidiabile acume verdiano, per forza e lirismo.<br />
Così anche il tempio della lirica milanese<br />
rende omaggio al bicentenario della nascita di<br />
Giuseppe Verdi, e lo fa proprio con l’opera del<br />
compositore italiano più conosciuta all’estero.<br />
Come noto, per essere Violetta ci vogliono più<br />
voci e più anime in un solo cuore di soprano. La<br />
tedesca Diana Damrau, la più famosa Violetta<br />
dei nostri tempi, ha intuizione drammatica, presenza,<br />
carattere e “voci” in regola per un personaggio<br />
vivo e dolente fino all’ultimo sospiro.<br />
◗ LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi<br />
DANIELE GATTI direttore,<br />
DMITRI TCHERNIAKOV regia,<br />
DIANA DAMRAU (Violetta Valery),<br />
GIUSEPPINA PIUNTI (Flora Bervoix),<br />
MARA ZAMPIERI (Annina),<br />
PIOTR BECZALA (Alfredo Germont),<br />
ŽELJKO LUČIĆ (Giorgio Germont),<br />
ANTONIO CORIANÒ (Gastone)<br />
Teatro alla Scala (Milano)<br />
Dal 12 dicembre 2013 al 3 gennaio 2014<br />
A NAPOLI RITORNA L’AIDA<br />
Sarà Aida di Giuseppe Verdi, assente al<br />
Teatro San Carlo di Napoli dal 1998, a inaugurare<br />
la stagione lirica 2013-14, con una<br />
versione spettacolare del “grand-opèra” firmata<br />
dal regista Franco Dragone, ideatore del<br />
Cirque du Soleil, che approda per la prima<br />
volta all'opera. Accanto a lui Benito Leonori e<br />
Giusi Giustino che firma i costumi. Sul podio<br />
dell’orchestra, il direttore musicale del San<br />
Carlo, Nicola Luisotti, protagonista nel 2013-<br />
14 con tre opere e un concerto.<br />
◗ AIDA di Giuseppe Verdi<br />
NICOLA LUISOTTI direttore<br />
FRANCO DRAGONE regia<br />
BENITO LEONORI scene<br />
GIUSI GIUSTINO costumi<br />
FRANCO DRAGONE regista<br />
LUCRECIA GARCIA (Aida)<br />
JORGE DE LEÒN (Radames)<br />
EKATERINA SEMENCHUK (Amneris),<br />
MARCO VRATOGNA (Amonasro)<br />
FERRUCCIO FURLANETTO (Ramfis),<br />
ROBERTO TAGLIAVINI (Re d’Egitto)<br />
Teatro San Carlo (Napoli)<br />
5,7,10,11,12,13,14,15,17/12/2013<br />
CAPODANNO CON BEETHOVEN<br />
Un appuntamento post natalizio<br />
all’ Milano. L’Orchestra Sinfonica<br />
Giuseppe Verdi, guidata dalla bacchetta<br />
del suo direttore, la cinese<br />
Zhang Xian, intonerà le trascinanti<br />
note della Nona Sinfonia di Beethoven,<br />
culminante in quell’Inno<br />
alla Gioia che condensa<br />
in sé gli stilemi<br />
della musica assoluta. Sul<br />
palco, a completare uno<br />
scenario decisamente<br />
d’impatto con circa 200<br />
persone tra musicisti e<br />
orchestrali , ci sarà il<br />
Coro Sinfonico di Milano<br />
Giuseppe Verdi,<br />
sotto la guida di Erina<br />
Gambarini. La tradizione<br />
che lega la Verdi<br />
alla Nona cominciò<br />
nella stagione 1999/2000,<br />
per proseguire fino ad oggi,<br />
senza soluzione di continuità.<br />
◗ ORCHESTRA GIUSEPPE VERDI,<br />
ZHANG XIAN direttore<br />
dal 29/12 all’1/1/2014<br />
Auditorium di Milano<br />
Beethoven: Sinfonia n.9
ZAGROSEK A BOLOGNA<br />
La stagione sinfonica 2013 del Teatro Comunale<br />
di Bologna chiuderà con un doppio appuntamento<br />
ospitando il direttore d’orchestra tedesco<br />
Lothar Zagrosek, che negli anni ha diretto diverse<br />
orchestre nel mondo, fra le altre la Berliner e<br />
la Münchner Philharmoniker, la Wiener Symphoniker,<br />
l’Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia.<br />
◗ LOTHAR ZAGROSEK direttore<br />
13/12 Teatro Comunale di Bologna<br />
Musiche di Vaughan Williams,<br />
Adès, Beethoven<br />
◗ LOTHAR ZAGROSEK direttore<br />
19/12 Teatro Comunale di Bologna<br />
Musiche di Beethoven,<br />
Benjamin, Bruckner<br />
L’ULTIMA OPERA DI MEYERBEER<br />
La stagione lirica veneziana si aprirà con L’Africaine,<br />
opera in 5 atti di Giacomo Meyerbeer su libretto di<br />
Eugène Scribe, ultimo capolavoro postumo del compositore.<br />
Meyerbeer abbozza l’opera nel 1837 e sul<br />
progetto torna a più riprese nel 1841 e1863. Alla sua<br />
morte, nel 1864, tocca al musicologo François-Joseph<br />
Fétis completare il lavoro.<br />
◗ L’AFRICAINE di Giacomo Meyerbeer<br />
EMMANUEL VILLAUME direttore, LEO MUSCATO regia,<br />
JESSICA PRATT (Inès), VERONICA SIMEONI (Sélika)<br />
GREGORY KUNDE (Vasco de Gama),<br />
EMANUELE GIANNINO (Don Alvar)<br />
Teatro La Fenice (Venezia)<br />
23,26,27,29,30 novembre - 1 dicembre<br />
DIVERTIRSI CON<br />
L’ELISIR DI DONIZETTI<br />
Si dice che Gaetano Donizetti compose<br />
L’elisir d’amore in 15 giorni,<br />
commissionata da Alessandro Lanari,<br />
l’impresario del Teatro della Canobbiana<br />
di Milano, in tutta fretta. Donizetti<br />
si rivolse immediatamente al più<br />
celebre librettista dell’epoca, Felice<br />
Romani, che scrisse un libretto tratto<br />
da Le Philtre di Scribe e già musicato<br />
da Daniel Auber. L’opera, ambientata<br />
in un villaggio dei paesi baschi alla<br />
fine del XVIII secolo, andò in scena il<br />
12 maggio1832 con un enorme successo:<br />
alla prima seguirono ben 32 recite.<br />
L’Elisi d’amore rientra a pieno titolo<br />
nella tradizione dell’opera comica,<br />
anche se in essa trova ampio spazio<br />
l’elemento patetico, che raggiunge la<br />
sua punta più alta in Una furtiva lagrima,<br />
brano entrato nel cosiddetto repertorio<br />
e cantato anche da Enrico<br />
Caruso. Al Teatro Comunale di Firenze<br />
l’opera verrà diretta da Giuseppe La<br />
Malfa, in una produzione che riprende<br />
un allestimento del Teatro Comunale<br />
di Bologna e del Festival di Wexford.<br />
◗ L’ELISIR D’AMORE di Gaetano Donizetti<br />
GIUSEPPE LA MALFA direttore<br />
ROSETTA CUCCHI regia<br />
TIZIANO SANTI scene<br />
CLAUDIA PERNIGOTTI costumi<br />
DANIELE NALDI luci<br />
ROCIO IGNACIO (Adina)<br />
GIORGIO BERRUGI (Nemorino)<br />
MARIO CASSI (Belcore)<br />
MARCO CAMASTRA (Il Dottor Dulcamara)<br />
ELENA BORIN (Giannetta)<br />
Teatro Comunale (Firenze)<br />
15,16,17,19,20,21/11/ 2013
Teatro<br />
TEOCOLI • GASMANN • ORLANDO • FINOCCHIARO • SIANICABARET, COMMEDIE,TRAGEDIE SUI PALCOSCENICI ITALIANI<br />
Francesca Reggiani<br />
54 anni, si è fatta<br />
conoscere dal grande<br />
pubblico grazie ai<br />
programmi di satira<br />
di Serena Dandini<br />
FRANCESCA REGGIANI IRONIZZA SULLA CRISI CHE NON FINISCE MAI<br />
NON CI RESTA CHE RIDERE<br />
Il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani è un<br />
vademecum delo stile di vita discount: dopo<br />
una sobria colazione con le Briciole del Mulino<br />
Grigio, recuperate dallo sgrullo della tovaglia,<br />
si fa il bucato con Grigetto, che non toglie le<br />
macchie, le confonde. Cinquanta sfumature di<br />
Francesca più che uno spettacolo è un viaggio<br />
tra le tante sfaccettature della crisi che sta attraversando<br />
il nostro Paese. Tra governanti che<br />
intravedono la luce in fondo al tunnel e sindaci<br />
che fanno spegnere i lampioni della città, perché<br />
costano troppo. Tra chi vuole restituire<br />
l’Imu sulla prima casa e chi vuole restituita la<br />
prima casa, perché se l’è venduta. Tra chi dice<br />
che non c’è più il lavoro e chi dice che il lavoro<br />
c’è ancora, quello che non c’è più è lo<br />
stipendio. Un viaggio tra le sfumature della<br />
crisi spirituale, sociale, relazionale che sta attraversando<br />
l’Italia, confusa tra amore e sesso,<br />
tra Pil e sex appeal, tra import ed escort, tra<br />
donne che si chiedono: se non ora quando e<br />
donne che ti chiedono: “Per un’ora, quanto?”<br />
CINQUANTA SFUMATURE DI FRANCESCA<br />
◗ 9/11, Teatro Comunale, Nuoro<br />
◗ 13,14/11 Teatro Puccini, Firenze<br />
◗ 13,14/12 Teatro delle Celebrazioni, Bologna<br />
(altre date: www.abmanagement.it)<br />
ITA EVENTI 65
Teatro<br />
ANCORA<br />
A TEATRO<br />
CON GAG<br />
MONOLOGHI<br />
IMITAZIONI<br />
RESTYLING, FACCIO TUTTO<br />
◗ 8/11 LUGANO<br />
Palacongressi<br />
◗ 9/11 BASSANO DEL GRAPPA<br />
Palabruel<br />
◗ 15-16/11 GENOVA<br />
Teatro Politeama<br />
◗ 22 - 23/11 BOLOGNA<br />
Teatro delle Celebrazioni<br />
◗ 06/12 CONEGLIANO<br />
Teatro Accademia<br />
◗ 13-14/12 TORINO<br />
Teatro Colosseo<br />
◗ 27, 28, 29, 31/12 ROMA<br />
Auditorium Conciliazione<br />
Divertimento,<br />
improvvisazione e musica.<br />
Sono questi gli ingredienti<br />
del nuovo spettacolo<br />
Restyling, faccio tutto di Teo<br />
Teocoli. Non mancheranno le<br />
sue imitazioni più famose<br />
di Cristiana Zappoli
P<br />
enso sarà il mio ultimo show a teatro. Vorrei<br />
ritrovare il clima delle serate in discoteca<br />
e di quelle in piazza, gratis, con gente davvero<br />
entusiasta», parola di Teo Teocoli. Restyling, faccio<br />
tutto potrebbe, dunque, essere l’ultima tournée<br />
teatrale dello showman che negli ultimi 13 anni ha<br />
dedicato al teatro gran parte del suo lavoro. Se anche<br />
fosse l’ultima, Teocoli non deluderà sicuramente<br />
il suo pubblico: lo spettacolo è un susseguirsi di monologhi,<br />
gag e divertenti momenti musicali, e non<br />
mancheranno le imitazioni e le parodie più celebri<br />
che hanno reso popolare l’artista («il pubblico le vuole,<br />
- spiega Teocoli - fosse per me li eviterei. In teatro<br />
mi camuffo in modo approssimativo»).<br />
Teo Teocoli, ci parli di “Restyling, faccio tutto”.<br />
«Quest’anno l’argomento principale è la Spagna.<br />
Racconto dei miei 37 anni a Ibiza, la scoperta di<br />
un’isola fantastica. Ma anche dei miei anni precedenti<br />
sul continente, di come una sera mi trovai a<br />
cena a casa di Salvador Dalì a Figueres: la moglie<br />
si infatuò di me, ma aveva 93 anni… Il<br />
tutto tra monologhi, imitazioni e pezzi<br />
musicali con la Doctor Beat Band. Diciamo<br />
che il filo conduttore sono i<br />
miei viaggi, il mio amore per la solitudine.<br />
Penso a quello fatto su una 2 cavalli<br />
verso la Catalogna. Per la strada persi la<br />
capote: alla frontiera mi chiesero se ero marocchino.<br />
A Barcellona mi addormentai stravolto<br />
con le gambe fuori dall’auto. Al risveglio, accanto<br />
a me, avevano messo una statua di Cristoforo Colombo<br />
che sembrava indicarmi».<br />
A proposito dei pezzi musicali, la sua è una carriera<br />
musicale mancata.<br />
«Una storia, questa, che s’intreccia alla mia amicizia<br />
con Mario Lavezzi. Con lui, nel 1964, formammo<br />
i Trappers, per il nome ci ispirammo al fumetto<br />
Blek Macigno. Il primo debutto lo facemmo<br />
a Finale Ligure, un posto meraviglioso… prima che<br />
cementassero tutto».<br />
Che ricordi ha di quei tempi?<br />
«Succedevano cose incredibili. A Torino smontammo<br />
un palco e a mettere via tutto mi aiutò il chitarrista<br />
di Dallara: era Lucio Battisti. Si incontravano<br />
Mogol, Dalla. Finché, per fatalità, formai i Quelli:<br />
ero appena tornato da Parigi pieno di scoperte<br />
musicali. Poi mollai tutto e andai a fare il servizio<br />
militare. Una mattina facevo colazione in caserma<br />
e alla radio sentii “Impressioni di settembre”. Erano<br />
loro, avevano cambiato nome in Pfm. Avevo perso<br />
il treno. Tornai a Milano e ripresi a cantare in un<br />
locale, il Ciao Ciao, davanti a poche persone. Ma<br />
un giorno la svolta. Si avvicina un tipo con gli occhiali<br />
spessi e i capelli per aria: era Enzo Jannacci.<br />
Entrai in compagnia con lui e Cochi e Renato».<br />
Anni fantastici…<br />
«Sono stati anni formidabili, avevamo una grande<br />
libertà artistica. Per averla adesso devi cercartela in<br />
teatro o in radio, che infatti è quello che sto facendo.<br />
La mattina sono sempre a Radio MonteCarlo, dove<br />
ho scoperto un nuovo mondo che mi appassiona.<br />
È un mio limite: riesco a fare bene solo quello che<br />
mi piace. Qualcuno mi ha chiesto se non mi sono<br />
stancato di fare ancora le canzoni di Adriano Celentano<br />
dal vivo. Di imitarlo. Gli ho risposto che<br />
io non lo imito: lo sostituisco, visto che lui fa uno<br />
spettacolo ogni 15 anni».<br />
Vede ancora i colleghi di quegli anni?<br />
«Qualcuno, ma quelli della mia generazione sono<br />
oramai una banda di catorci. Penso al mio amico<br />
Massimo Boldi…».<br />
Boldi è stato il suo partner preferito?<br />
«È stato quello con cui c’era più feeling. Ma ho lavorato<br />
bene anche con Antonio Albanese. Con Gene<br />
Gnocchi invece ho fatto un po’ più di fatica. Con<br />
Massimo Lopez c’è un bel rapporto, ci sentiamo».<br />
Cosa pensa della tv di oggi?<br />
«Non è più fatta per chi amava fare il varietà, improvvisare.<br />
Oggi ci sono prodotti pensati a tavolino.<br />
Mi manca quel periodo creativo di un tempo».<br />
Oggi è difficile vederla in tv…<br />
«Non ho ancora capito il motivo, ma non me ne importa<br />
niente. E comunque credo di essere “meglio<br />
di molti che oggi transitano in tv”. Ho nostalgia,<br />
ma non saprei nemmeno cosa fare, vedo poco di<br />
adatto a me. Per i comici, come dice Maurizio Costanzo,<br />
ci sono solo posti in piedi. E poi io di talk,<br />
game e reality non ne voglio fare».<br />
Lavorava molto con Fabio Fazio: pensiamo a<br />
“Quelli che il calcio” e il primo Sanremo da lui<br />
condotto. E oggi?<br />
«Non parliamo da tempo. Per quel Sanremo diedi<br />
tutto me stesso. Devo dire la verità: pensavo di essere<br />
invitato l’anno scorso, solo per una stretta di<br />
mano. Niente. Ma va bene così. Faccio teatro come<br />
capita anche a tanti artisti di primo livello come Gigi<br />
Proietti e mi sento libero».<br />
ITA EVENTI 67
Teatro<br />
Anna Finocchiaro e Maria<br />
Amelia Monti sono le protagoniste<br />
della commedia<br />
La scena. Insieme a loro,<br />
sul palco, il giovane<br />
attore Stefano Annoni<br />
di Andrea Salerno<br />
FRAGILI<br />
AMORI<br />
E SCAMBI<br />
DI RUOLI<br />
C<br />
ristina Comencini scrive<br />
di donne da sempre:<br />
al cinema, a teatro e nei<br />
libri. La sua ultima commedia,<br />
La scena, non fa eccezione. È la<br />
storia di due amiche e di un …<br />
toy boy. Di un trentenne che<br />
si ritrova a fare i conti con i<br />
sentimenti femminili e di<br />
due donne mature che scoprono<br />
le pulsioni, le rabbie e<br />
le fragilità di un giovane<br />
uomo. Lucia (Angela Finocchiaro)<br />
e Maria (Maria Amelia<br />
Monti) si ritrovano una domenica<br />
mattina a leggere una<br />
scena che Lucia, attrice seria,<br />
razionale e separata, deve recitare<br />
il giorno dopo. Maria è<br />
molto diversa dall’amica, è dirigente<br />
di banca separata e madre<br />
di due bambini, e affronta la vita e<br />
gli uomini in maniera più “leggera”.<br />
Lucia ha rinunciato alla passione,<br />
si accontenta di amare i personaggi<br />
molto più interessanti che<br />
incontra sul palcoscenico. Maria invece<br />
senza un uomo non può stare,<br />
senza fare l’amore, senza illudersi<br />
di avere incrociato quello giusto. E<br />
proprio la sera prima, a una festa,<br />
ne ha conosciuto uno di cui non ricorda<br />
il nome né l'età ma che po-<br />
Maria Amelia Monti<br />
nata il 30 giugno 1962,<br />
oltre al suo lavoro di<br />
attrice è testimonial<br />
del Ciai, Centro italiano<br />
Aiuti per l’Infanzia,<br />
attraverso il quale<br />
ha anche adottato<br />
un bambino etiope<br />
Stefano Annoni<br />
è nato a Como<br />
30 anni fa.<br />
Ha frequentato<br />
l’Accademia<br />
Paolo Grassi e<br />
ha un passato<br />
come giocatore<br />
di pallanuoto<br />
68 ITA EVENTI
Angela Finocchiaro<br />
nata il 20 novembre 1955, ha già<br />
lavorato con Cristina Comencini nel<br />
film La bestia nel cuore, per il quale si<br />
è aggiudicata il Nastro d’Argento 2006<br />
trebbe essere proprio l’atteso. Anche<br />
se risvegliandosi al mattino, non<br />
l’ha più trovato nel suo letto. Eccolo,<br />
invece, apparire in mutande,<br />
un giovane ragazzo con meno di<br />
trent'anni (Stefano Annoni). Si era<br />
messo a dormire nella stanza dei<br />
bambini (fuori col padre per il<br />
fine settimana) perché la donna, di<br />
cui ricorda solo l’esuberanza fisica,<br />
russava. Davanti agli occhi esterrefatti<br />
di Lucia, il ragazzo la scambia<br />
per Maria. Un po’ per liquidarlo, un<br />
po’ per divertimento, Lucia interpreta<br />
la parte dell’amica disinibita<br />
e Maria, rientrata con il caffè, è costretta<br />
a recitare il ruolo della sua<br />
amica severa e moralista. Finché il<br />
gioco tra loro, sotto lo sguardo allucinato<br />
del ragazzo, non regge<br />
più e le due si rivelano a lui nelle<br />
loro vere identità. Il ragazzo è cresciuto<br />
con una madre imperiosa e<br />
assolutista: "Come voi due", rivela<br />
lui ingenuamente. Le due donne<br />
lo interrogano, lo prendono in<br />
giro, gli fanno scuola di vita. Ma<br />
non prevedono la sua reazione, la<br />
rabbia che ha in corpo, la consapevolezza<br />
della sua fragilità e della<br />
sua forza senza sbocco.<br />
LA SCENA<br />
◗ dal 7 al 24/11,<br />
Teatro Manzoni, Milano<br />
◗ dal 26 al 28/11,<br />
Teatro Novelli, Rimini<br />
◗ dal 5 al 7/11,<br />
Teatro Politeama, Genova<br />
ITA EVENTI 69
Teatro<br />
SENTIRSI DIVERSI<br />
In Beniamino, Ennio Fantastichini mette in scena The<br />
elocution of Benjamin Franklin , un monologo che affronta<br />
il tema dell’omossessualità e, soprattutto, dell’omofobia<br />
l monologo dell’australiano Steve<br />
J. Spears (1951-2007), che in originale<br />
si chiama The elocution of<br />
Benjamin Franklin, parte come una sorta<br />
di farsa scatenata intorno ad un professore<br />
di eloquenza shakespeariana<br />
che si scopre innamorato del suo tredicenne<br />
allievo balbuziente. Il professore<br />
nasconde i suoi sentimenti, confidandosi<br />
soltanto con un vecchio amico<br />
omosessuale, ma in solitudine si traveste<br />
e balla ascoltando i Rolling Stones,<br />
lasciandosi andare al desiderio di<br />
vivere appieno la sua difficile condizione.<br />
Perseguitato dalla piccola comunità<br />
in cui vive, che lo incolpa della<br />
scandalosa relazione con il minorenne,<br />
il professore va incontro a un drammatico<br />
epilogo in una casa di cura per<br />
malattie mentali. «Il testo è straordinario<br />
- racconta il regista Giancarlo Sepe - per<br />
capacità inventiva e descrittiva. Alterna<br />
momenti di grande comicità a momenti<br />
dove il dramma sembra non lasci<br />
respirare il povero protagonista, assediato<br />
da una società che lo respinge<br />
con disprezzo». Il monologo è andato<br />
in scena per la prima volta al Mayfair<br />
di Londra, nell′interpretazione di un attore<br />
australiano, Gordon Chater, che ha<br />
riscosso un esito trionfale, lanciando<br />
questa commedia nel mondo. «È un<br />
monologo che sembra contenere tematiche<br />
riguardanti la crescente omofobia<br />
dei nostri giorni, veri e propri attentati<br />
alla diversità sessuale interpretata<br />
come perversione o provocazione, che<br />
hanno mietuto vittime tra i giovani».<br />
BENIAMINO<br />
◗ dal 7 al 17/11, Teatro Ambra Jovinelli,<br />
Roma ◗ 23/11, Teatro Giotto, Vicchio (FI)<br />
◗ 26/11, Teatro Comunale, Cormons (GO)<br />
◗ 10/12, Teatro Cagnoni, Vigevano (PV)<br />
◗ 11,13/12 Teatro Miele, Trieste ◗ 14/12,<br />
Teatro Giacometti, Novi Ligure (AL) ◗ 15/12,<br />
Teatro Ives Montand, Monsummano Terme<br />
70 ITA EVENTI
Teatro<br />
TRISTE... SHYLOCK<br />
Il mercante di Venezia è un testo ancora<br />
attuale. Che tocca temi come l’intolleranza, l’etica<br />
e il razzismo. E, più in generale, il bene e il male<br />
Silvio Orlando<br />
Nato a Napoli nel<br />
1957, è uno degli<br />
attori italiani più<br />
affermati. Ha esordito<br />
suonando il flauto<br />
nel Centro Culturale<br />
Giovanile di Napoli<br />
a Popular Shakespeare Kompany<br />
insieme a Silvio Orlando<br />
(nel ruolo di Shylock), quest’anno<br />
porta nei teatri italiani Il Mercante<br />
di Venezia, di William Shakespeare,<br />
diretto da Valerio Binasco.<br />
Nella sua messa in scena si indaga<br />
profondamente nelle categorie del<br />
bene e del male fino a mescolarle<br />
tra di loro: fondamentale diventa<br />
lo scontro tra una moltitudine<br />
di uguali - i cristiani di<br />
Antonio -, e il singolo diverso<br />
- l’ebreo Shylock. Il male c’è,<br />
è presente e si percepisce, ma<br />
è il denaro in sé.<br />
«Nel Mercante, tutto gira intorno<br />
a un gruppo di amici»,<br />
ci spiega Valerio Binasco.<br />
«Gli eroi di questa storia<br />
non sono degli eroi. Stanno<br />
in seconda e terza fila nella<br />
vita. Ma hanno delle inquietudini.<br />
Una spinta che li porta<br />
al gesto rischioso. Tuttavia, il<br />
fatto che siano sempre avventure<br />
condivise con gli amici fa di loro degli<br />
eroi un po’ paesani, creatori di<br />
aneddoti più che di leggende».<br />
IL MERCANTE DI VENEZIA<br />
◗ dal 5 al 24/11, Teatro Giorgio Strehler,<br />
Milano ◗ 26/11, Teatro Metropolitan,<br />
Piombino ◗ dal 27 al 29/11, Teatro<br />
Politeama Genovese, Genova<br />
◗ 30/11, Teatro Sociale Giorgio Busca,<br />
Alba ◗ 1/12 Teatro Toselli, Cuneo<br />
◗ 3,4/12 Teatro Orfeo, Taranto<br />
◗ 5/11 Teatro Verdi, Brindisi<br />
◗ 6,7/12 Teatro Petruzzelli, Bari<br />
◗ dal 10 al 22/12 Teatro Carignano, (To)<br />
ITA EVENTI 71
Teatro<br />
LA STORIA DI UN COPISTA<br />
Ispirato all’omonimo racconto di Gogol, Il<br />
cappotto, ambientato nella Russia zarista, è la<br />
storia del piccolo funzionario Akàkij Akàkievic<br />
Bašmàckin che vive serenamente della propria<br />
anonima attività di copista, sino al momento in<br />
cui, costretto dalle convenzioni sociali più che<br />
dal freddo dell’inverno, deve comprarsi un<br />
nuovo cappotto, per sostituire il vecchio. L’arrivo<br />
del nuovo indumento, acquistato dal sarto<br />
Petròvic risparmiando fino all’ultimo centesimo,<br />
è per lui un evento importante, che sembra<br />
fargli guadagnare il rispetto dei colleghi,<br />
finché non gli viene rubato. Il testo è di Vittorio<br />
Franceschi, che è anche attore protagonista.<br />
la regia è affidata a Alessandro D’Alatri.<br />
IL CAPPOTTO<br />
◗ 12,13/11 Teatro Consorziale, Budrio (Bo)<br />
◗ 14,15/11 Teatro Asioli, Correggio (Re)<br />
◗ 19,24/11 Teatro della Corte, Genova<br />
◗ 1/12 Teatro Novelli, Rimini<br />
◗ 3,8/12 Teatro Mercadante, Napoli<br />
GOLDONI, IERI E OGGI<br />
Il Servitore di due padroni, nella versione diretta da<br />
Antonio Latella (nella foto in alto), è una totale riscrittura<br />
che prende forza dalla nostra tradizione per<br />
lanciarsi nel tempo che deve venire. Parlare con la forza<br />
della tradizione all’uomo contemporaneo per Latella<br />
è un dovere: «Goldoni è il nostro teatro scritto,<br />
la nostra origine... Arlecchino è il nostro Amleto, non<br />
si può non incontrarlo nel proprio cammino teatrale».<br />
La riscrittura del testo è stata affidata a Ken Ponzio,<br />
giovane autore e drammaturgo. Nel suo lavoro<br />
di riscrittura Ponzio è partito dalla considerazione che<br />
il teatro è vivo grazie al dialogo con il presente, sotto<br />
forma di critica dialettica, ha tenuto conto dei cambiamenti<br />
avvenuti nel corso di due secoli e mezzo.<br />
IL SERVITORE DI DUE PADRONI<br />
◗ dal 21 al 24/11 Teatro Bonci, Cesena<br />
◗ dal 27/11 al 1/12 Teatro Goldoni, Venezia ◗ dal 3 all’8/12<br />
Teatro Verdi, Padova ◗ 10,11/12 Teatro Asioli, Correggio<br />
◗ dal 12 al 18/12 Teatro Storchi, Modena<br />
LO SPECCHIO DELLA SOCIETÀ<br />
Film celeberrimo, alla sua uscita nel 1950 vinse ben sei<br />
Oscar. Eva contro Eva approda a teatro versione italiana<br />
di Maurizio Panici e Marzia G. Lea Pacella. Nel cast, Pamela<br />
Villoresi e Romina Mondello con Luigi Diberti e<br />
Massimiliano Franciosa. La sceneggiatura è specchio<br />
della società, con le sue ossessioni e il desiderio di arrivare<br />
a conquistare una posizione sociale rispettata.<br />
EVA CONTRO EVA<br />
◗ 17/11 Ivrea ◗ 19/11 San Benedetto del Tronto<br />
◗ 20,21/11 Pescara ◗ dal 22 al 24/11 Bologna ◗ 27/11, Osimo<br />
◗ 28,30/11 Siena ◗ 14,15/12, Lovere ◗ 16/12 Luino<br />
◗ 17,18/12 Vigevano ◗ 20,22/12 Saronno
BATTUTE, MUSICA<br />
E BREAKDANCE<br />
Sono l’energia scoppiettante<br />
e la simpatia contagiosa gli ingredienti<br />
principali di Sono in<br />
zona, lo spettacolo dell’attore<br />
comico napoletano Alessandro<br />
Siani. Monologhi inediti conditi<br />
da sketch irresistibili, per sfatare<br />
e dissacrare i luoghi comuni,<br />
che proprio perché comuni riguardano<br />
un po’ tutto il popolo<br />
italico. Due ore di show, in cui<br />
Siani è protagonista di un'escalation<br />
di risate insieme a Francesco<br />
Albanese, Claudia Miele<br />
e Salvatore Misticone, in arte<br />
Scapece. Il tutto completato<br />
dalla musica orchestrata dal dj<br />
Frank Carpentieri insieme ad<br />
altri musicisti con lui sul palco e<br />
5 scatenatissimi ballerini di breakdance,<br />
per un vero e proprio<br />
spettacolo nello spettacolo.<br />
SONO IN ZONA<br />
◗ 9/11 Palarossini, Ancona<br />
◗ 15/11 gran Teatro Geox, Padova<br />
◗ 16/11 Teatro Verdi, Montecatini<br />
◗ 23/11 Teatro Colosseo, Torino<br />
◗ 25,26/11 Arcimboldi, Milano<br />
CONFLITTI FEMMINILI<br />
Eleonora Danco (foto a sinistra), Sabrina Impacciatore,<br />
Paola Minaccioni sono le protagoniste dello<br />
spettacolo scritto e diretto dalla stessa Danco,<br />
Intrattenimento violento. La relazione tra città<br />
e adolescenza nella vita adulta è il fulcro della rappresentazione,<br />
interpretata da sole donne anche in<br />
ruoli maschili. «Si alternano - spiega l’autrice - come<br />
in un cd musicale, personaggi comici, schizzati, tra<br />
slang e italiano. Sfottò sul quotidiano, passaggi onirici<br />
e surreali, il grottesco della memoria. Lo sfondo<br />
è la città, Roma. Personaggi adulti intrisi nell’adolescenza,<br />
in perenne conflitto. In questo spettacolo la donna non è<br />
un elemento tranquillizzante o risanatore. Al contrario la donna<br />
tocca tanti punti della condizione umana. Creando<br />
un’energia provocatoria e fisica. Senza reticenze». I protagonisti<br />
sono intrisi di vitalità, hanno bisogno di affermarsi, ma<br />
alla fine non vanno da nessuna parte.<br />
INTRATTENIMENTO VIOLENTO<br />
◗ dal 28 novembre all’8 dicembre, Teatro Ambra Jovinelli, Roma<br />
GASSMANN È RICCARDO III<br />
Dopo il successo riscosso nella<br />
passata stagione, riprende<br />
a novembre la tournée di<br />
R III · Riccardo Terzo, il<br />
dramma shakespeariano diretto<br />
e interpretato da Alessandro<br />
Gassmann, su testo<br />
tradotto e adattato da Vitaliano<br />
Trevisan. « Il nostro Riccardo<br />
- dice Gassmann - col<br />
suo violento furore, la sua feroce<br />
brama di potere, la sua<br />
follia omicida, la sua diversità<br />
deve colpire al cuore, emozionare<br />
e coinvolgere il pubblico di<br />
oggi, trasportandolo in un viaggio affascinante<br />
e tragico, attraverso le pieghe<br />
oscure dell’inconscio e nelle deformità<br />
congenite dell’animo umano.<br />
Trevisan e io ci siamo trovati concordi<br />
nell’idea di trasmettere i molteplici significati<br />
di questo capolavoro attraverso<br />
una struttura lessicale diretta, che<br />
liberasse l’opera da ragnatele linguistiche<br />
e ne restituisse tutta la complessità,<br />
la forza, la bellezza e la sua straordinaria<br />
attualità».<br />
R III · RICCARDO TERZO<br />
◗ 24/11 Teatro Vespasiano, Rieti<br />
◗ dal 26/11 all’8/12 teatro Alfieri, Torino<br />
◗ dall’11 al 15/12 Teatro Toniolo, Mestre<br />
◗ dal 16 al 19/12 Lugo di Romagna<br />
ITA EVENTI 73
I FILM CHE PRESTO ARRIVERANNO SUL GRANDE SCHERMODE CARO • AMOROSO • GAZZÈ • PEZZALI • PAUSINI • CARBONI<br />
Cinema<br />
STORIE DI GIOVANI ADULTI<br />
Valerio (Valerio Di Benedetto) è un bravo attore,<br />
ma si arrangia con impieghi part-time<br />
nell’attesa di vivere del proprio lavoro. Il suo<br />
amico Scheggia (Cristian Di Sante) vive con la<br />
nonna, ma sa già come crearsi “una posizione”.<br />
Serena (Sara Tosti) è studentessa, ma<br />
vorrebbe costruire una famiglia con Valerio.<br />
Giovanna (Rossella D’Andrea) lavora come<br />
massoterapista, ma sogna di diventare chef di<br />
cucina cinese. Quattro giovani adulti dei nostri<br />
giorni, che sembrano avere le idee chiare su<br />
chi sono e cosa vogliono ma di fatto restano<br />
ingabbiati nei propri schemi mentali. Ognuno<br />
giudica l’altro, ed è cieco di fronte alle proprie<br />
potenzialità. Quando la giovane prostituta cinese<br />
Mei Mei entra a far parte delle loro vite<br />
tutto cambia. «Spaghetti Story - spiega il regista<br />
Ciro De Caro - entra nelle vite dei giovani<br />
adulti di oggi e ne fa un ritratto onesto<br />
e veritiero. Ragazzi che conducono vite dagli<br />
orizzonti circoscritti, che hanno animi non<br />
ancora corrotti e, seppur costretti in problemi<br />
più grandi di loro, scelgono di correre in aiuto<br />
di chi si trova in difficoltà». È un film indipendente,<br />
in cui De Caro ha voluto raccontare la<br />
propria generazione. «Film low budget - prosegue<br />
- anzi, sarebbe corretto dire no budget: ho<br />
preferito agire piuttosto che restare in attesa di<br />
un vero finanziamento, non ho voluto correre il<br />
rischio che il film non vedesse mai la luce».<br />
◗ Produzione PFA Films, Enjoy Movies<br />
Regia Ciro De Caro - Sceneggiatura Ciro De Caro,<br />
Rossella D’Andrea - Cast: Valerio Di Benedetto,<br />
Cristian Di Sante, Sara Tosti, Rossella D’Andrea,<br />
Deng Xueying, Tsang Wei Min<br />
Durata 82 minuti -<br />
Uscita 19 dicembre<br />
Sara Tosti<br />
diplomata nel 2005<br />
al Centro Sperimentale<br />
di Cinematografia di<br />
Roma, ha esordito al<br />
cinema nel 2008 nel film<br />
di Giuseppe Piccioni<br />
Giulia non esce la sera<br />
ITA EVENTI 75
Cinema<br />
TORNA L’IRONIA<br />
DISPERATA<br />
DI WOODY<br />
Il nuovo dramma di Woody Allen, Blue<br />
Jasmine, narra le conseguenze devastanti di chi<br />
distoglie lo sguardo dalla realtà e si nasconde<br />
di fronte alle certezze. Il ruolo della protagonista<br />
è affidato a Cate Blanchett di Angelo Conte<br />
W<br />
oody Allen il 5 dicembre<br />
torna nelle sale italiane<br />
presentando un<br />
altro dei suoi personaggi femminili<br />
versatili, complessi e travagliati:<br />
Jasmine. Di fronte al fallimento<br />
di tutta la sua vita, compreso<br />
il suo matrimonio con un<br />
ricco uomo d’affari Hal (Alec Baldwin),<br />
Jasmine (Cate Blanchett).<br />
una donna newyorchese elegante<br />
e mondana, decide di trasferirsi<br />
nel modesto appartamento della<br />
sorella Ginger (Sally Hawkins) a<br />
San Francisco, per dare un nuovo<br />
senso alla propria vita. Jasmine<br />
arriva a San Francisco in uno<br />
stato psicologico molto fragile, la<br />
sua mente è annebbiata dall’effetto<br />
dei cocktail di farmaci antidepressivi.<br />
Mal sopporta Chili<br />
(Bobby Cannavale), il fidanzato<br />
di Ginger. Accetta malvolentieri<br />
un lavoro come receptionist in<br />
uno studio dentistico, dove attira<br />
le attenzioni indesiderate del<br />
suo capo, il dottor Flicker (Michael<br />
Stuhlbarg) e intravede come<br />
una potenziale ancora di salvezza<br />
l’incontro con Dwight (Peter<br />
Sarsgaard), un diplomatico infatuato<br />
dalla sua bellezza e del suo<br />
stile. Il difetto di Jasmine è che<br />
vive del giudizio degli altri per aumentare<br />
la sua autostima, rimanendo<br />
cieca di fronte a ciò che accade<br />
intorno a lei. «Fin dal primo<br />
minuto del film si evince che Jasmine<br />
è una donna persa», afferma<br />
Allen che, come sempre accade,<br />
anche per Blue Jasmine ha<br />
riunito un cast stellare, capitanato<br />
da Cate Blanchett, che fin dall’inizio<br />
ha rappresentato la sua prima<br />
scelta per interpretare il ruolo<br />
Jasmine. «Cate è una delle più<br />
grandi attrici del mondo», dice<br />
Allen. «Ha una marcia in più. Il<br />
76 ITA EVENTI
film richiedeva una quantità infinita<br />
di profondità. Molte attrici sarebbero<br />
state in grado di esprimere<br />
il senso di frustrazione come<br />
Cate, ma lei è l’unica a saper trasmettere<br />
quel senso di profondità<br />
che ti risucchia dentro. Basta<br />
lasciarsi coinvolgere dalla<br />
sua interpretazione».<br />
◗ Produzione Perdido Production<br />
Regia Woody Allen - Sceneggiatura<br />
Woody Allen - Cast: Alec Baldwin,<br />
Cate Blanchett, Bobby Cannavale,<br />
Louis C.K., Andrew Dice Clay, Sally<br />
Hawkin - Durata 98 minuti -<br />
Uscita italiana 5 dicembre 2013<br />
Sopra e a destra: Alec Baldwin e<br />
Cate Blanchett, protagonisti del film.<br />
Sotto: sul set insieme a Woody Allen,<br />
che ritorna a girare negli Stati Uniti dopo<br />
gli ultimi tre film realizzati in Europa
Cinema<br />
Ambra Angiolini e Enrico<br />
Brignano sono i protagonisti<br />
del film “Stai lontana da<br />
me”, nelle sale dal 14<br />
novembre. Diretto Alessio<br />
Maria Federici, è una<br />
commedia divertente<br />
e imprevedibile<br />
di Cristiana Zappoli<br />
QUANDO<br />
SFORTUNA<br />
FA RIMA<br />
CON AMORE<br />
D<br />
icono che la fortuna è cieca<br />
ma che la “sfiga”, al<br />
contrario, ci vede benissimo.<br />
L’ultimo film diretto da<br />
Alessio Maria Federici sembra, a<br />
prima vista, dimostrare che chi lo<br />
dice ha ragione da vendere. Stai<br />
lontana da me, in uscita nelle sale<br />
italiane il 14 novembre e prodotto<br />
da Cattleya insieme a Rai Cinema,<br />
racconta la storia di Jacopo<br />
(Enrico Brignano), il miglior<br />
consulente matrimoniale su piazza:<br />
dategli una coppia ormai alla<br />
deriva e lui in men che non si dica<br />
ne farà un esempio di vita coniugale.<br />
Purtroppo l’unico caso<br />
che non riesce a risolvere è proprio<br />
il suo: da sempre, infatti, porta<br />
una sfortuna nera a tutte le<br />
donne che si fidanzano con lui.<br />
Alcune finiscono al pronto soccorso,<br />
altre ci rimettono la carriera<br />
e a un certo punto l’unico rimedio<br />
diventa la fuga. Jacopo lo sa<br />
e, proprio per evitare disastri, impara<br />
a fuggire per primo. Ma un<br />
giorno incontra Sara (Ambra<br />
Angiolini), una bella e ambiziosa<br />
architetta, della quale si innamora<br />
perdutamente. Lei lo ricambia,<br />
decisa ad amarlo e a resistere<br />
alle sventure che cominceranno<br />
a pioverle addosso, ma<br />
l’impresa non sarà facile. «Amore<br />
e sfortuna: ho trovato che fosse<br />
una sfida entusiasmante confrontarmi<br />
con due tematiche che<br />
hanno un fortissimo comun denominatore:<br />
l’inesistenza totale di<br />
regole», racconta il regista. «Nell’impossibilità<br />
di affrontare i due<br />
temi seguendo degli schemi, questo<br />
film mi ha permesso di dare<br />
spazio alla fantasia». Il protagonista,<br />
interpretato da un più che<br />
brillante Brignano, mantiene la<br />
sua vita su due binari paralleli: da<br />
una parte è il famoso psicologo<br />
che risolve le problematiche di<br />
coppia altrui, dall’altra è un playboy<br />
di bassa lega che per non impegnarsi<br />
in una storia seria utilizza<br />
avvenimenti sfortunati per tenere<br />
a distanza le potenziali fidanzate.<br />
Sara, la protagonista<br />
femminile, è una donna brillante<br />
e ambiziosa e al tempo stesso<br />
tanto innamorata da reagire con<br />
78 ITA EVENTI
Sopra: Enrico Brignano<br />
insieme ad<br />
Ambra Angiolini.<br />
Sotto: in compagnia<br />
di Fabio Troiano.<br />
leggerezza alle sfortune che le intralciano<br />
e stravolgono la vita. «In<br />
fase di scrittura - racconta Alessio<br />
Maria Federici - insieme agli<br />
sceneggiatori con cui ho adattato<br />
il testo dal film francese Chance<br />
de ma vie, ci siamo resi conto<br />
che grazie sia al carattere dei personaggi<br />
che allo sviluppo della trama<br />
potevamo forzare le situazioni<br />
fino a portarle ad un passo dall'irreale.<br />
Per fare tutto ciò è stato<br />
fondamentale poter contare su<br />
un cast generosissimo che ha accettato<br />
costantemente di mettersi<br />
in gioco (cadere quindici volte<br />
da una bici in corsa e farlo sempre<br />
con il sorriso non è da tutti!)<br />
e su un gruppo di lavoro strepitoso,<br />
come nella grande tradizione<br />
italiana, nella realizzazione degli<br />
effetti speciali e visivi del film».<br />
Dal punto di vista tecnico il regista<br />
ha scelto da una parte di attenersi<br />
alle dinamiche delle commedia<br />
all'italiana, girando in<br />
modo semplice dove riteneva di<br />
dover dar forza all’interpretazione<br />
degli attori, e dall’altra ha voluto<br />
dare spettacolarità al film inserendo<br />
delle scene in cui gli effetti<br />
speciali arricchiscono il tutto.<br />
«Ho avuto la possibilità, - prosegue<br />
il regista - grazie anche al sostegno<br />
dei produttori, di girare dal<br />
vero quasi tutte le cadute e gli incidenti<br />
ottenendo così quella verosimiglianza<br />
che è, come sappiamo,<br />
il segreto della situazione<br />
comica». Stai lontana da me è<br />
dunque una commedia divertente<br />
e imprevedibile sull’amore<br />
e la sua capacità di resistenza alla<br />
sfiga. L’unica domanda che rimane<br />
ancora senza risposta è: riuscirà<br />
l’amore di Jacopo e Sara a sopravvivere<br />
a tanta sfortuna? «Realizzare<br />
questo film - ci risponde<br />
il regista - è stata una bellissima<br />
esperienza umana e ha rafforzato<br />
le mie convinzioni rispetto al<br />
fatto che in amore non esistono<br />
regole e che la sfortuna non esiste…<br />
Forse!».<br />
◗ Produzione Cattleya e Rai Cinema<br />
Regia Alessio Maria Federici -<br />
Sceneggiatura Edoardo Falcone,<br />
Alessio Maria Federici, Davide Lantieri<br />
Cast: Enrico Brignano, Ambra Angiolini,<br />
Anna Galiena, Fabio Troiano,<br />
Giampaolo Morelli - Uscita italiana 14<br />
novembre 2013 - Durata 82 minuti
Cinema<br />
L’ULTIMA<br />
RUOTA<br />
DEL CARRO<br />
NELLE SALE DAL 14 NOVEMBRE 2013<br />
Ernesto (Elio Germano), è un<br />
uomo semplice che tenta di seguire<br />
le proprie ambizioni<br />
senza però mai perdere i valori<br />
veri della vita. Tappezziere,<br />
cuoco d’asilo, traslocatore, autista,<br />
comparsa del cinema. Insieme<br />
a lui e il suo migliore<br />
amico Giacinto (Ricky Memphis)<br />
riviviamo le fasi cruciali<br />
della storia del nostro paese dagli<br />
anni ’70 ad oggi. Con uno<br />
sguardo sempre attento e ironico<br />
sui vizi e le virtù dell’Italia<br />
e degli italiani, Giovanni Veronesi<br />
ci regala una nuova commedia<br />
corale incentrata sulle vicissitudini<br />
normali e al<br />
contempo eccezionali di un<br />
eroe dei nostri tempi. «è la storia<br />
di un uomo onesto, - ha<br />
spiegato il regista Giovanni Veronesi<br />
- un soldato semplice,<br />
che rimane fedele ai propri<br />
principi, anche alla moglie: il<br />
tutto sullo sfondo di un'Italia<br />
che va da metà anni '60 ai<br />
giorni nostri». Il film, che<br />
aprirà, fuori concorso, l’ottava<br />
edizione del festival Internazionale<br />
del film di Roma, racconta<br />
la vera storia di Ernesto<br />
Fioretti, tuttofare conosciuto da<br />
Veronesi perché autista di produzione:<br />
«è lui che mi ha raccontato<br />
ciò che gli è accaduto -<br />
prosegue il regista - certe coincidenze<br />
che ne hanno caratterizzato<br />
l'esistenza. Nascosta dietro<br />
questo uomo così candido c'è<br />
una vita incredibile».<br />
IL TERZO<br />
TEMPO<br />
NELLE SALE DAL 21 NOVEMBRE 2013<br />
Samuel (Lorenzo Richelmy) è<br />
un ragazzo nato e cresciuto in<br />
condizioni difficili e violente.<br />
Non ha mai conosciuto il padre,<br />
ha avuto un rapporto fugace<br />
con la madre tossica e ha<br />
trascorso già diversi anni entrando<br />
e uscendo dal carcere<br />
per furti e altri piccoli reati. Il<br />
magistrato di sorveglianza, finito<br />
l’ennesimo periodo di reclusione,<br />
lo inserisce in un programma<br />
di riabilitazione presso<br />
un’azienda agricola di un paese<br />
di provincia. Il suo supervisore<br />
è l'assistente sociale Vincenzo<br />
(Stefano Cassetti), il quale,<br />
dopo la morte della moglie, fatica<br />
a ristabilire un certo equilibrio<br />
nella sua esistenza: si divide<br />
tra il lavoro, una figlia<br />
adolescente e l'incarico di allenatore<br />
della squadra locale di<br />
rugby gestita da Teresa (Stefania<br />
Rocca). Vincenzo intuisce<br />
le potenzialità sportive di Samuel<br />
e lo convince a provare a<br />
giocare. I primi allenamenti<br />
sono un fallimento, Samuel<br />
non lega con i compagni e la<br />
mentalità del "gioco di squadra"<br />
non gli appartiene.<br />
Giorno dopo giorno, però, inizia<br />
a capire che lo sport può<br />
dargli una possibilità di rinascita<br />
e una nuova vita, sebbene<br />
ci siano ancora tanti ostacoli,<br />
interiori e non, da superare. Il<br />
rugby assume quindi un significato<br />
che va oltre il semplice<br />
agonismo sportivo: diventa metafora<br />
della vita e della voglia di<br />
tornare a sperare. “Il terzo<br />
tempo” è quello che si svolge al<br />
termine della partita tra le squadre<br />
avversarie e le diverse tifoserie.<br />
Si celebrano allo stesso<br />
tempo vincitori e vinti, riconoscendo<br />
il valore di entrambe le<br />
formazioni e la correttezza secondo<br />
le regole del gioco.<br />
80 ITA EVENTI
Cinema<br />
VENERE IN<br />
PELLICCIA<br />
NELLE SALE DAL 14 NOVEMBRE 2013<br />
In un teatro parigino, dopo<br />
una giornata passata a fare audizioni<br />
per trovare l’attrice che<br />
possa interpretare il lavoro che<br />
si prepara a mettere in scena,<br />
Thomas si lamenta al telefono<br />
del basso livello delle candidate.<br />
Nessuna di loro possiede<br />
lo stile necessario per il ruolo<br />
da protagonista. Mentre sta per<br />
uscire appare Vanda, un vero e<br />
proprio vortice di energia, sfrenata<br />
e sfrontata. Vanda incarna<br />
tutto quello che Thomas detesta.<br />
È volgare e stupida e non si<br />
fermerà davanti a niente pur di<br />
ottenere la parte. Praticamente<br />
costretto, Thomas decide di lasciarla<br />
provare e con stupore<br />
vede Vanda trasformarsi. Non<br />
solo la donna si procura oggetti<br />
di scena e costumi, ma capisce<br />
perfettamente il personaggio<br />
(che d’altronde ha il suo stesso<br />
nome), di cui conosce tutte le<br />
battute a memoria. L’audizione<br />
si prolunga e diventa più intensa<br />
e l’attrazione di Thomas<br />
si trasforma in ossessione. Il<br />
film, tratto Tratto dallo spettacolo<br />
di Broadway di David Ives<br />
e ispirato all'opera di Sacher<br />
Masoch, ha la particolarità di<br />
essere girato in un teatro e di<br />
servirsi di solo due attori. Per il<br />
regista, Roman Polanski è stata<br />
una sfida impegnativa, come ha<br />
avuto modo di dichiarare lui<br />
stesso dopo la presentazione del<br />
film al Festival di Cannes, in<br />
cui è stato aiutato dal suo<br />
amore di vecchia data per il<br />
teatro. Il film affronta il tema<br />
dell’amore inteso come atto di<br />
potere che si spinge fino al sadismo.<br />
«Non mi ha mai interessato<br />
il sessismo ne’ il masochismo<br />
- ha detto Polanski -<br />
mi interessava più il dibattito,<br />
le battute che si instaurano tra<br />
questi due personaggi».<br />
ALLA<br />
RICERCA<br />
DI JANE<br />
NELLE SALE DAL 21 NOVEMBRE 2013<br />
"Austenland" (titolo originale<br />
del film) è una commedia romantica<br />
sulla trentenne single<br />
Jane Hayes (Keri Russell), una<br />
giovane donna all’apparenza<br />
normale che nasconde però un<br />
segreto: la sua ossessione per<br />
Jane Austen e i suoi romanzi.<br />
Quando decide di spendere<br />
tutti i suoi risparmi per andare<br />
a trascorrere una vacanza in un<br />
resort britannico per donne appassionate<br />
di Jane Austen, le<br />
sue fantasie di incontrare il perfetto<br />
gentiluomo inglese nello<br />
stile dell’epoca dei romanzi<br />
della Austen diventano improvvisamente<br />
più reali di quanto<br />
avesse mai potuto immaginare.<br />
Basato su un romanzo di Shannon<br />
Hale (che ha anche coscritto<br />
la sceneggiatura), la regista<br />
ha detto di aver letto il libro<br />
in una serata e di aver cominciato<br />
a scrivere la sceneggiatura,<br />
insieme alla Hale, nel giro di<br />
un mese. «L’elemento del romanticismo<br />
nel libro è fondamentale,<br />
- spiega Jerusha Hessla<br />
quindi ho voluto mantenerlo<br />
nel film rendendolo il più “capriccioso”<br />
e leggero possibile. Il<br />
risultato è una commedia spassosa<br />
sul romanzo Regency, non<br />
solo sul periodo storico in cui è<br />
ambientato, ma anche sulle storie<br />
della Austen stessa. Anche se<br />
il film pungola con affetto i fan<br />
della scrittrice inglese, non<br />
vuole in nessun modo farli arrabbiare,<br />
anzi, lo scopo del film<br />
è celebrare il lato divertente dei<br />
romanzi». “Alla ricerca di Jane”<br />
è il debutto della Hess, già sceneggiatrice<br />
e costumista, alla<br />
regia. Inoltre vede, in veste di<br />
produttrice, Stephenie Meyer<br />
autrice della saga di “Twilight”.<br />
ITA EVENTI 81
Viaggiare<br />
Arte e cultura<br />
IN EMILIA ROMAGNA<br />
82 ITA EVENTI
Da Piacenza a Rimini la<br />
regione offre al visitatore<br />
musei, castelli, cattedrali,<br />
antichi resti romanici. Un<br />
persorso per conoscere le<br />
suggestive città di questa<br />
regione. Da visitare a piedi<br />
o in bicicletta, da soli o con<br />
la famiglia di Andrea Giuliani<br />
L<br />
’Emilia Romagna è una terra ricca di tradizioni<br />
e non solo dal punto di vista culinario<br />
e del divertimento. La regione è<br />
caratterizzata da città con una lunga storia alle<br />
spalle, decisamente fertili culturalmente e artisticamente.<br />
Le città d’arte dell’Emilia Romagna<br />
sembrano fatte apposta per regalare emozioni.<br />
E trasformare un piccolo viaggio, poco impegnativo,<br />
di pochi chilometri (e anche solo di una<br />
giornata) in un’esperienza da custodire per<br />
sempre nel cuore. Lungo la via Emilia le grandi<br />
sensazioni non mancano. Da Piacenza, volto<br />
austero e carattere raffinato, a Rimini, capitale<br />
del turismo balneare, queste magnifiche località<br />
si snodano come perle di una collana lungo<br />
il filo dell’antica via Aemilia, vero cuore pulsante<br />
della regione: la nobile Parma, sede della<br />
European Food Authority e indiscutibile capoluogo<br />
del gusto; la patriottica Reggio Emilia, in<br />
cui sventolò per la prima volta il nostro tricolore;<br />
la Modena di Enzo Ferrari e dei capolavori romanici;<br />
l’etrusca Bologna, colta e multiculturale;<br />
Faenza, il cui nome è diventato in molte lingue<br />
sinonimo di ceramica; Forlì e Cesena, regine<br />
dell’ospitalità romagnola distese ai piedi di dol-<br />
A sinistra: il Duomo di Faenza. Venne costruito tra il<br />
1474 e il 1515. A destra: particolare di un vicolo nel<br />
centro di Bologna. In alto: la facciata in marmo<br />
bianco, a tre cuspidi, del Duomo di Ferrara
Viaggiare<br />
ci colline. A far loro da cornice due autentici<br />
gioielli, che insieme alla Modena<br />
romanica brillano nella lista Unesco del<br />
Patrimonio Mondiale dell’Umanità: la<br />
Ravenna bizantina, già capitale dell’Impero<br />
Romano d’Occidente, e la Ferrara<br />
degli Este culla, tra il Po e la pianura, del<br />
Rinascimento europeo. Ammirarne le<br />
bellezze significa fare un viaggio nel<br />
passato e nel futuro: se da un lato si incontra<br />
una tradizione artistica e architettonica<br />
di valore inestimabile, magari<br />
da scoprire in sella a una bicicletta o passeggiando<br />
in piacevole compagnia sotto<br />
ai celebri portici, dall’altro ci si trova immersi<br />
in una cultura del benessere, della<br />
creatività e delle relazioni umane che<br />
rappresentano la promessa di un futuro<br />
nel quale tutti desidereremmo abitare.<br />
Scendendo lungo la via Emilia Piacenza<br />
s’incontra per prima, capitale dei Farnese.<br />
Il suo palazzo simbolo è il Gotico,<br />
bellissimo con tutti i merli e i portici, costruito<br />
in un periodo di accesissime lotte<br />
comunali fra guelfi e ghibellini. Le colline<br />
fra Piacenza e Parma sono punteggiate<br />
da infiniti castelli perfettamente tenuti.<br />
E a differenza di altri castelli all’estero<br />
la maggior parte sono abitati dalle<br />
famiglie nobili di “castellani” e sono<br />
spesso aperti al pubblico con possibilità<br />
di visita delle sale interne.<br />
Parma è la sensuale città di grandi piaceri:<br />
il cibo (benvenuti nella food valley<br />
dove nascono i cibi più buoni del mondo,<br />
Prosciutto di Parma Dop e il Parmigiano<br />
Reggiano Dop in primis), la musica<br />
(è la terra di Giuseppe Verdi e Arturo<br />
Toscanini, c’è anche il tour nelle terre verdiane)<br />
e l’arte. La Galleria Nazionale è ricchissima:<br />
Leonardo, Beato Angelico,<br />
Correggio, Tintoretto.<br />
Proseguendo sulla via Emilia si incontra<br />
Reggio Emilia che, in fondo, è la patria<br />
di tutti gli italiani: qui è nato il Tricolore.<br />
La città è cordiale, dinamica e si classifica<br />
sempre ai primi posti per qualità<br />
della vita (e per gli asili più belli del mondo).<br />
Sontuosa la barocca Basilica della<br />
Ghiara, panciuta e pomposa la Chiesa di<br />
San Prospero ricchissimi i Musei Civici.<br />
Giunti a Modena la prima cosa da vedere<br />
è la medioevale Piazza Grande, dove<br />
svetta la Torre della Ghirlandina: entrambe<br />
sono patrimonio mondiale dell’Umanità.<br />
Per il resto Modena è la ca-<br />
Sopra: Sala del Rinascimento, all’interno del Museo delle<br />
Ceramiche di Faenza. A destra: il Mausoleo di Teodorico a Ravenna<br />
84 ITA EVENTI
Sopra: il ponte<br />
Tiberio a Rimini,<br />
sul Marecchia.<br />
A sinistra: interno<br />
della Biblioteca<br />
Malatestiana<br />
di Cesena. A destra:<br />
la Torre Ghirlandina<br />
Dall’Unesco è stata<br />
riconosciuta<br />
patrimonio artistico<br />
dell’umanità<br />
pitale del Romanico, ricca di gioielli architettonici.<br />
Salite poi al Palazzo dei Musei<br />
a guardare quel che Guido Piovene definì<br />
“il più bel libro miniato d’Italia”: una<br />
Bibbia scritta e decorata a mano.<br />
Proseguendo si incontra Bologna, capoluogo<br />
di regione. Quanto a poesia anche<br />
Piazza Maggiore a Bologna non<br />
scherza: è una delle piazze più belle<br />
d'Europa. La cosa più divertente a Bologna<br />
è passeggiare sotto i portici: non finiscono<br />
mai! Dal centro si arrampicano<br />
persino in collina dove c’è il santuario di<br />
San Luca. Si vedono anche le due Torri,<br />
la Garisenda e quella degli Asinelli (la più<br />
alta). Fra gli scorci romantici: Piazza Santo<br />
Stefano, la chiesa di San Giovanni in<br />
Monte, Piazza Minghetti, il mercato<br />
dietro l'Archiginnasio.<br />
A pochi chilometri da Bologna si trova<br />
Ferrara, caratterizzata dal suo Castello<br />
Estense (1385), in posizione centrale rispetto<br />
al perimetro murario attuale. Bellissima<br />
la Cattedrale, poetico il ghetto<br />
ebreo, affascinanti gli edifici patrizi intorno<br />
a via Voltapaletto.<br />
Ravenna, invece, è stata la capitale del<br />
mondo, dell’Impero Romano d’Occidente:<br />
fra il V e il VI secolo d.c. Città<br />
d’oro come i suoi mosaici bizantini e paleocristiani.<br />
Gli 8 siti Unesco sono: la Basilica<br />
di San Vitale, il Mausoleo di Galla<br />
Placidia, il Mausoleo di Teodorico, la<br />
Basilica di S. Apollinare Nuovo e quella<br />
di S. Apollinare in Classe, il Battistero<br />
degli Ariani, il Battistero Neoniano,<br />
la Cappella di Sant’Andrea.<br />
Faenza è a due passi da Ravenna, piccola<br />
grande città di charme. Famosa in tutta<br />
Europa già nel Medioevo per le sue ceramiche<br />
d’arte. Faience è il termine che<br />
si utilizza all’estero per indicare la ceramica<br />
artistica. Da non perdere il Museo<br />
internazionale delle ceramiche, mentre in<br />
centro possiamo godere di una scenografica<br />
piazza monumentale.<br />
Poco distante da Faenza troviamo Forlì.<br />
Da qualche stagione è sede di mostre<br />
ed eventi d’arte straordinari ospitati nel<br />
restaurato complesso dei Musei di San<br />
Domenico. La sua Pinacoteca Civica offre<br />
opere del Beato Angelico, del Correggio<br />
e del Canova. E una chiesa, quella<br />
di san Mercuriale che è lì dal IV secolo.<br />
Arrivati a Cesena ci si accoge subito che<br />
tutto parla dei Malatesta. Affascinante è<br />
la Biblioteca Malatestiana, l’unica al<br />
mondo rimasta intatta dal 1447. Contiene<br />
340 delicatissimi codici miniati.<br />
E, infine, Rimini, che non è solo balli a<br />
piedi nudi sulla spiaggia e giri in pedalò.<br />
Rimini è anche una città d’arte fondata<br />
dai romani: basta vedere l’Arco<br />
d'Augusto, il ponte di Tiberio, l’anfiteatro<br />
romano. Poderoso il Castello di Sigismondo<br />
signore dei Malatesta che si fece<br />
costruire anche un Mausoleo, il Tempio<br />
Malatestiano. All’interno Giotto, Piero<br />
della Francesca e altre meraviglie.<br />
ITA EVENTI 85
Viaggiare<br />
Forlì/Cesena<br />
Ferrara<br />
ZURBARÁN (1598-1664)<br />
Per la prima volta in Italia, un protagonista<br />
del Seicento spagnolo, Francisco de<br />
Zurbarán. Una selezione di capolavori<br />
metterà in evidenza la forza delle sue invenzioni<br />
e la sua capacità di rileggere in<br />
forme moderne i soggetti tradizionali. A<br />
rendere unico il suo stile fu la capacità<br />
di tradurre gli ideali religiosi dell’età barocca<br />
con invenzioni grandiose<br />
◗ Palazzo dei Diamanti, fino al 6 gennaio 2014<br />
Info: IAT Ferrara 0532/299303-209370<br />
SANTARELLI, MAMBRINI, ALDINI:<br />
CURATORI DELLE ANTICHITÀ<br />
I Musei San Domenico ospitano in una mostra congiunta le<br />
figure dei direttori dei tre Musei archeologici più significativi<br />
del territorio forlivese: Antonio Santarelli, Monsignor Domenico<br />
Mambrini e Tobia Aldini, veri e propri pionieri dell’archeologia,<br />
numi tutelari delle memorie storiche delle loro comunità,<br />
che alla cura delle antichità hanno dedicato la loro<br />
vita. La mostra vuol fare conoscere il lavoro da loro svolto<br />
◗ Musei San Domenico, fino al 6 gennaio 2014<br />
Info: IAT FORLì 0543/712435<br />
Piacenza<br />
EVENTI D’ARTE<br />
IN EMILIA ROMAGNA<br />
GRAN PRIX<br />
Modena<br />
Saranno protagoniste della nuova mostra<br />
del MEF, le monoposto del Campionato<br />
Mondiale di Formula 1 che hanno corso<br />
dal 1950 fino al 1994. Macchine da<br />
corsa che hanno fatto la storia dell’automobilismo<br />
moderno e faranno riecheggiare<br />
il rombo dei motori delle gare di<br />
Formula 1. Un percorso espositivo d’eccezione<br />
che mette in scena l’evoluzione<br />
della specie, dove si coglie la strettissima<br />
relazione che c’è tra le prestazioni, la sicurezza<br />
e l’innovazione<br />
◗ Museo Casa Natale Enzo Ferrari, fino al 28<br />
gennaio 2014 - Info: IAT Modena059/2032660<br />
FUOCO: VITA ALLA MATERIA<br />
Mostra itinerante a carattere archeologico e naturalistico. Il<br />
fuoco dalla sua scoperta alle conseguenze sull’evoluzione sociale<br />
ed economica della vita dell’uomo. Presenti opere dell’artista<br />
tedesco Roland Tacke, dove la luce del fuoco è interpretata<br />
utilizzando una tecnica fotografica.<br />
◗ Spazio Mostre di Palazzo Farnese, fino al 24 novembre<br />
Info: IAT Piacenza 0523/492223-4<br />
BOTERO A PARMA<br />
Il percorso espositivo si compone<br />
di 47 opere di Fernando Botero,<br />
che da decenni realizza in Italia le<br />
famose sculture bronzee ospitate in<br />
grandi musei e nelle più importanti<br />
piazze del mondo. Un riassunto<br />
della produzione artistica dell’autore<br />
dal 1973 ad oggi. Di un materiale<br />
fragilissimo e un bianco lucente,<br />
i gessi di Botero sono le vere<br />
e proprie essenze di ogni sua scultura,<br />
capolavori unici al mondo.<br />
Parma<br />
◗ Palazzo del Governatore, fino all’8/12.<br />
Info: IAT Parma 0521/218889<br />
86 ITA EVENTI
Rimini<br />
MOSTRA ARTURO MARTINI<br />
Il più importante scultore del ‘900 italiano, è al centro<br />
di due importanti esposizioni a Bologna e a Faenza. A<br />
Bologna il percorso della mostra consente di ammirare<br />
quindici capolavori di Martini, provenienti dai grandi<br />
musei italiani e da importanti collezioni private. Per la<br />
prima volta il Museo Middelheim di Anversa effettua il<br />
prestito dei quattro capolavori conservati nel museo<br />
che, eccezionalmente, rientrano in Italia solo per<br />
questa occasione speciale .<br />
◗ Palazzo Fava, fino al 12 gennaio 2014<br />
Info: Genus Bononiae 051/19936305<br />
◗ Museo Internazionale delle Ceramiche, fino al 30 marzo 2014<br />
Info: IAT Faenza 0546/25231<br />
FELLINIANA 2013<br />
Un programma di eventi ideato e promosso<br />
per ricordare uno dei più grandi<br />
artisti del Novecento nel ventesimo anniversario<br />
della sua scomparsa e festeggiare<br />
i decennali di alcuni suoi capolavori,<br />
riempie l'intero anno di iniziative nel<br />
nome di Fellini. Durante tutto l’anno i più<br />
diversi spazi e luoghi della città, istituzionali<br />
e informali, strutturati e instabili,<br />
hanno assistito e assisteranno all’accadere<br />
di eventi di memoria e di ispirazione<br />
felliniane tra concerti, incontri, conversazioni,<br />
mostre, film, perfomance, balletti.<br />
◗ Varie sedi, fino al 31 dicembre.<br />
Info: IAT RIMINI 0541/56902<br />
L’ENIGMA ESCHER<br />
Reggio Emilia<br />
In mostra la produzione dell'incisore<br />
e grafico olandese, Maurits Cornelis<br />
Escher, tra i maggiori miti del ‘900 nel<br />
panorama della produzione grafica contemporanea<br />
europea. 150 opere, tra<br />
cui, oltre alle celebri incisioni, disegni,<br />
documenti inediti, filmati e interviste all’artista.<br />
La mostra è concepita come<br />
uno strumento e una “macchina didattica”<br />
che consente di entrare “dentro” la<br />
creatività di questo singolarissimo artista<br />
◗ Palazzo Magnani, fino al 23 febbraio 2014<br />
Info: IAT Reggio Emilia 0522/451152<br />
RAVENNAMOSAICO 2013<br />
Bologna/Faenza<br />
RavennaMosaico è il Festival Internazionale dedicato alle<br />
espressioni più contemporanee di un’arte antica. Esposizioni,<br />
nuove produzioni, convegni, accanto al patrimonio<br />
musivo paleocristiano e bizantino che fa parte della World<br />
Heritage List dell’Unesco. Il nucleo espositivo è collocato<br />
nella cornice degli Antichi Chiostri Francescani, dove è allestita<br />
Opere dal Mondo, selezione di 35 artisti stranieri.<br />
◗ Varie sedi, fino al 23 novembre<br />
Info: IAT Ravenna 0544/35755-404<br />
Ravenna<br />
ITA EVENTI 87
Viaggiare<br />
NOVELLARA È...<br />
Con la sua storia legata alla famiglia Gonzaga, Novellara mantiene alto il suo<br />
profilo di città rinascimentale. Di grande interesse il museo all’interno della Rocca<br />
Novellara è una città d’arte<br />
in provincia di Reggio Emilia,<br />
nota per la qualità della vita<br />
e per l’attenzione alle politiche<br />
sociali. Fiorita durante<br />
il regno della famiglia Gonzaga,<br />
Novellara accoglie i<br />
visitatori in un centro storico<br />
di disegno rinascimentale,<br />
i cui portici incorniciano botteghe<br />
e negozi di qualità. Vicino<br />
a Piazza Unità d’Italia,<br />
il cuore del paese, si erge la<br />
Rocca dei Gonzaga, imponente<br />
fortezza sede della<br />
corte della potente famiglia,<br />
costruita nel Quattrocento<br />
e trasformata in residenza<br />
signorile un secolo dopo.<br />
Al suo interno si trovano il<br />
museo Gonzaga, l’ottocentesco<br />
Teatro della Rocca intitolato<br />
a Franco Tagliavini, la<br />
biblioteca, l’Archivio storico,<br />
l’acetaia comunale e altre<br />
splendide sale anticamente<br />
decorate come la sala del<br />
Fico. Nel Museo Gonzaga -<br />
che ha sede nell’ex appartamento<br />
cinquecentesco dei<br />
conti, tra soffitti a cassettoni<br />
decorati, fregi e imponenti<br />
camini di marmo - sono<br />
esposte preziose testimonianze<br />
artistiche e storiche<br />
della città. Tra queste vanno<br />
segnalate soprattutto alcune<br />
opere di Lelio Orsi, uno degli<br />
artisti più importanti del<br />
Rinascimento padano, e la<br />
splendida collezione di vasi<br />
da farmacia appartenuti un<br />
tempo ai Gesuiti di Novellara.<br />
Ma la città è anche la<br />
patria di Augusto Daolio,<br />
cantante dei Nomadi, poeta<br />
e pittore: a lui è dedicata la<br />
sala civica nella Rocca, dove<br />
sono esposti alcuni dei suoi<br />
quadri. Non vanno poi dimenticati<br />
i prodotti tipici: di<br />
recente è stato riproposto il<br />
Chiocolato, l’antico cioccolato<br />
dei Gonzaga rinato grazie<br />
ad un progetto culturale<br />
del Comune, mentre all’anguria<br />
coltivata nelle valli è<br />
dedicata ogni anno una festa<br />
nel mese di luglio. Dal<br />
2010 Novellara è anche<br />
Cittàslow, e fa parte della<br />
rete internazionale delle città<br />
del buon vivere.<br />
www.comunedinovellara.gov.it<br />
88 ITA EVENTI
Viaggiare<br />
SULLA VIA DELLA CULTURA<br />
Un centro d’eccellenza, per la perfetta simbiosi tra cultura contadina e arte.<br />
A San Martino in Rio scopriamo il museo dell’automobile e quello dell’agricoltura<br />
◗ La Rocca (1)<br />
domenica 10-12,30 / 15-18,30<br />
www.comune.sanmartinoinrio.re.it<br />
Citata già nel 1050 tra i possedimenti di Bonifacio<br />
di Canossa, la Rocca venne ceduta<br />
ai Roberti di Reggio Emilia. Distrutta prima<br />
da Federico Barbarossa poi dai Gonzaga,<br />
fu ricostruita con torri poderose, e intorno<br />
al 1420 passò sotto il dominio degli Estensi<br />
fino alla seconda metà del Diciottesimo<br />
secolo con il marchese Paolo Rango d’Aragona.<br />
Oggi ospita la biblioteca e il Museo<br />
dell’Agricoltura e del mondo rurale.<br />
◗ Museo dell’Agricoltura<br />
e del mondo rurale (2)<br />
sabato 9-12,30; domenica 10-12,30/15-18,30<br />
www.museodellagricolturaedelmondorurale.it<br />
Nato nel 1968 e riorganizzato nel 1994, il<br />
museo conserva, studia e valorizza le testimonianze<br />
e l’esperienza di vita contadina e<br />
artigiana della pianura reggiana quale era<br />
fino all’inizio del Ventesimo secolo.<br />
◗ Anatomia del Sacro, crocefisso in cera (3)<br />
Allestita nelle sale della Rocca estense fino<br />
al 12 gennaio 2014, la mostra illustra l’intervento<br />
di restauro realizzato sul crocefisso<br />
in cera anatomico del XVII-XVIII secolo ad<br />
opera dell’Istituto dei Beni culturali della Regione:<br />
si tratta di un reperto molto raro nel<br />
patrimonio artistico italiano. Terminata la<br />
mostra, il crocefisso verrà ospitato nel Museo<br />
dell’Agricoltura e del mondo rurale.<br />
◗ Archivio Henghel Gualdi (4)<br />
martedì e giovedì 18-19;<br />
mercoledì e sabato: 11-12<br />
www.henghelgualdi.it<br />
Ritenuto il miglior clarinettista italiano di tutti i<br />
tempi, Hengel Gualdi rivive nell’archivio<br />
ospitato nella biblioteca civica: si tratta dell’unico<br />
centro di documentazione e ricerca<br />
nazionale dedicato al musicista, dove vengono<br />
raccolte fonti documentarie sulla figura<br />
del jazzista e si realizzano iniziative culturali.<br />
◗ Museo dell'Automobile (5)<br />
venerdì 21-24;<br />
domenica 10,30-12,30 e 15,30-18,30<br />
www.museodellauto.it<br />
Nato nel 1956 dalla collezione di Domenico<br />
Gentili grazie a Giulio Campari e Emilio<br />
Storchi Fermi, il museo ospita 40 vetture, 10<br />
moto e sidecar, una biblioteca storica, un archivio<br />
fotografico e supporti multimediali. È<br />
sede della Scuderia San Martino, club federato<br />
Asi. Molte le auto storiche esposte: vale<br />
la pena citare la Zedel Laundalet del 1910 di<br />
Margherita di Savoia, la Fiat Nsu Ardita del<br />
1935 utilizzata dal generale Kesserling nel<br />
suo soggiorno a Roma, una Ford T del 1916,<br />
un’Itala 50 del 1920. Fra le moto, un pezzo<br />
unico in Italia: una Indian Sidecar del 1918.<br />
2 3 4<br />
1<br />
5<br />
ITA EVENTI 89
Viaggiare<br />
VACANZE<br />
SUL LAGO<br />
TRA SPORT<br />
E RELAX<br />
I<br />
mmerso in uno scenario naturale mozzafiato,<br />
il lago Achen (Achensee) si trova in<br />
Austria, a quasi mille metri sul livello del<br />
mare, nel cuore delle montagne del parco naturale<br />
del Karwendel e di Rofan, la più grande area naturale<br />
protetta d’Europa. È il lago più grande del<br />
Tirolo, infatti viene chiamato anche “Mare del<br />
Tirolo”, e insieme alla valle Achental crea il confine<br />
naturale dei Monti del Karwendel ad ovest,<br />
mentre ad est confina con le Alpi di Brandenberg.<br />
La regione dell’Achensee tenta i visitatori<br />
con le sue tante proposte di vacanza, dedicate,<br />
in particolare, alle famiglie. Ha una lunga tradizione<br />
di turismo: già nel 1570 l’imperatore<br />
Massimiliano veniva a caccia proprio il queste<br />
zone. Le cinque località intorno al lago sono<br />
Achenkirch, Maurach, Pertisau, Steinberg am Rofan<br />
e Wiesing e insieme costituiscono un vero<br />
paradiso per gli sport invernali: appassionati di<br />
sci di fondo e di sci d’alpinismo, sciatori ed escursionisti<br />
invernali non potrebbero trovare zona migliore<br />
per le loro vacanze.<br />
SCI<br />
Le montagne che circondano il lago offrono 5<br />
comprensori sciistici per un totale di circa 58 chilometri<br />
di piste, alcune adatte agli sciatori più<br />
esperti altre perfette per mettere per la prima vol-<br />
90 ITA EVENTI
La regione dell’Achensee, in Austria, offre<br />
ai visitatori un soggiorno caratterizzato<br />
da attività sportiva, centri benessere e<br />
appuntamenti adatti a tutta la famiglia.<br />
In una cornice naturale di rara bellezza<br />
di Cristiana Zappol<br />
ITA EVENTI 91
ta gli sci ai piedi. Lo Snowpark<br />
Christlum, con la sua halfpipe,<br />
con un percorso boardercross, è<br />
diventato un punto fisso per la comunity<br />
degli snowboarders.<br />
SCI DI FONDO<br />
La regione dell’Achensee è conosciuta<br />
per essere una delle<br />
migliori stazioni di sci di fondo<br />
del Tirolo, con i suoi 200 Km di<br />
anelli da fondo tra cui una pista<br />
da fondo per gli utenti disabili e<br />
una per i cani. Per gli amanti del<br />
lato più selvaggio dello sci di fondo,<br />
la zone offre la possibilità di<br />
praticare il Nordic Cruising, disciplina<br />
che combina lo sci di<br />
fondo classico con gli elementi<br />
delle attività estive della corsa e<br />
del nordic walking.<br />
Intorno al lago, un vero paradiso per<br />
gli sport invernali: appassionati di sci<br />
di fondo, sci d’alpinismo, sciatori non<br />
potrebbero trovare zona migliore<br />
ESCURSIONI INVERNALI<br />
Sono presenti 150 km di percorsi<br />
escursionistici invernali da percorrere<br />
a piedi o a bordo di una<br />
slitta trainata da cavalli. Anche<br />
gli amanti dello slittino non rimarranno<br />
delusi: sono cinque le<br />
piste da slittino in zona, alcune<br />
adatte a discese veloci e altre a<br />
misura di bambino, tutte dotate<br />
di impianti di risalita: le seggiovie<br />
oppure lo slittino-express<br />
di Pertisau. Inoltre lo slittino notturno<br />
è praticabile tutte le sere<br />
della settimana su numerose piste<br />
illuminate.<br />
SCI D’ALPINISMO<br />
Il lago Achensee è circondato<br />
dalle montagne Rofan e Karwendel.<br />
Queste due catene montuose<br />
sono rinomate, ben al di là<br />
dei confini tirolesi, per offrire condizioni<br />
perfette per lo sci d’alpinismo.<br />
Per esempio, un percorso<br />
adatto ai principianti è il sentiero<br />
di Achenkirch che porta al valico<br />
Gröbner Hals. Un altro tour<br />
è quello che porta alla vetta del<br />
Monte Seekarl. Guide professioniste<br />
sono a disposizione per accompagnare<br />
anche gli sportivi<br />
più esperti. Da non perdere<br />
l’evento Achensee<br />
Xxtreme, una gara ctra i<br />
migliori sci-alpinisti (dal<br />
24 al 26 gennaio 2014).<br />
BENESSERE<br />
Dal 1902, a 1.500 metri sopra<br />
l’Achensee, si estrae l’olio minerale<br />
tirolese che viene poi trasformato<br />
in prodotti cosmetici.<br />
Nel centro visitatori Vitalberg si<br />
possono trovare tutte le informazioni<br />
sull’origine e la molteplicità<br />
di applicazioni di quest’olio<br />
che grazie al suo elevato contenuto<br />
di zolfo legato organicamente<br />
svolge una straordinaria<br />
azione curativa su pelle e capelli.<br />
APPUNTAMENTI<br />
Il paese di Steinberg am Rofan<br />
d’inverno, nel periodo pre natalizio,<br />
si trasforma in un calendario<br />
dell’avvento gigante. Ventiquattro<br />
case del paese vengono<br />
adornate con decorazioni natalizie,<br />
una ogni giorno. Tutte le case<br />
si trovano lungo il sentiero Winterwanderweg.<br />
In alcune di esse è<br />
possibile bere il vin brulé durante<br />
le passeggiate serali. La notte del<br />
24 dicembre, poi, tutto il paese è<br />
vestito in festa e i bambini vengono<br />
accompagnati da Gesù bambino<br />
fino alla parrocchia, dove li<br />
attende un presepe e il coro del<br />
paese. Da non perdere anche il<br />
presepe del museo civico Sixenhof<br />
di Achenkirch. Con figure a grandezza<br />
umana, si racconta la versione<br />
popolare del Natale nella<br />
stalla secolare del Sixenhof.
dove dormire<br />
Das<br />
Kronthaler<br />
Un posto perfetto per una vacanza all’insegna del benessere e dello<br />
sport, Das Kronthaler offre ospitalità a tutta la famiglia 365 giorni<br />
all’anno, in un amboente elegante e informale allo stesso tempo<br />
Di nuovissima costruzione, a<br />
mille metri sopra il livello del<br />
mare, Das Kronthaler presenta<br />
linee essenziali e raffinate.<br />
Si integra completamente<br />
nella natura e nel panorama<br />
attraverso l’uso di materiali locali.<br />
Per l’esterno sono stati<br />
usati il legno di larice e il granito,<br />
all’interno il legno di cembro<br />
dalle proprietà calmanti e<br />
ringeneranti. Elementi della tradizione<br />
si mescolano con<br />
un’architettura minimale per<br />
dare vita a una nuova interpretazione<br />
di spazio e natura dalla<br />
quale trarre nuova energia.<br />
Das Kronthaler è un elegante<br />
4 stelle superior con 96 stanze<br />
e 3 chalet, da 24 a 130 mq, la<br />
maggior parte delle quali dotate<br />
di pavimentazione in legno,<br />
grandi bagni, area living<br />
con vista sulla catena montuosa<br />
e il lago Achensee per rispondere<br />
al desiderio di lusso e<br />
relax in un ambiente elegante e<br />
informale allo stesso tempo.<br />
Ad accogliere l’ospite, superata<br />
la zona ricevimento, è un caminetto<br />
in metallo e pietra, ceppi<br />
di legna a vista e la Shopping<br />
Mall “LustBoxx”.<br />
Nel ristorante si gode del trattamento<br />
Gourmet All-Inclusive<br />
dall’alba a mezzanotte, bevande<br />
analcoliche comprese, a<br />
completare il tutto vi sono due<br />
bar, una Spa di 2.500 mq con<br />
piscina esterna e interna riscaldate,<br />
idromassaggi, ampia<br />
area sauna.<br />
Gli ambienti sono destinati a<br />
viaggiatori dinamici ma esigenti,<br />
che si lasciano sedurre<br />
dall’energia della linearità privata<br />
del superfluo.<br />
Con la sua accoglienza autentica,<br />
cordiale e mai invadente il<br />
Das Kronthaler coccola gli<br />
ospiti con atmosfere glamour e<br />
allo stesso tempo legata al territorio.<br />
La posizione è strategica:<br />
direttamente sulla pista<br />
da sci Christlum con 40 km di<br />
piste e 80 km di piste di sci di<br />
fondo innevate.<br />
A 40 minuti dagli imperdibili<br />
mercatini di Natale di Innsbruck<br />
(dal 15 novembre al 6<br />
gennaio) e di Hall in Tirol (dal<br />
22 novembre al 24 dicembre).<br />
www.daskronthaler.com<br />
ITA EVENTI 93
Angolo dei consigli<br />
SALVIAMO LE PENSIONI?<br />
Ecco come fare. Semplice: andare in qualche Paese che corteggia i pensionati,<br />
offrendo loro esenzioni, parziali o totali, sui prelievi fiscali. Non è comunque semplice<br />
È esplosa la mania, almeno a<br />
parole: fuggire dall’Italia! Ingrata,<br />
assatanata di tasse,<br />
inefficiente. E anche i pensionati<br />
sono preoccupati di non<br />
riuscire a sopravvivere con<br />
pensioni sempre più minate da<br />
tagli e prelievi fiscali. Intanto<br />
molti Paesi adottano agevolazioni<br />
per i pensionati stranieri,<br />
che sono un esercito, se si<br />
pensa che - secondo dati Inps<br />
- sarebbero oltre 400mila gli<br />
italiani titolari di assegni pensionistici<br />
residenti all’estero.<br />
In giro per il mondo<br />
Facciamo allora un tour per<br />
verificare quali sono le condizioni<br />
offerte nei Paesi più appetibili<br />
dal punto di vista fiscale<br />
e di competitività del<br />
costo della vita.<br />
Spagna<br />
Il peso tributario è rilevante,<br />
ma i residenti fiscali provenienti<br />
da altri Paesi godono di<br />
varie deduzioni, non previste<br />
per i cittadini spagnoli. I veri<br />
vantaggi riguardano in realtà<br />
il basso prezzo delle case e il<br />
costo della vita, più competitivo<br />
rispetto all’Italia. Alle Canarie,<br />
per esempio, l’Iva è al<br />
4% e in effetti su tale isola la<br />
presenza di connazionali è abbastanza<br />
elevata. Vantaggiose<br />
anche le polizze assicurative<br />
private, grazie alle quali si ha<br />
una copertura totale nel caso<br />
di interventi medici. Nella<br />
zona di Alicante c’è una forte<br />
concentrazione di stranieri, soprattutto<br />
nelle località di Torrevieja<br />
e di San Fulgencio. Da<br />
tempo si dice che anche la<br />
Spagna stia studiando - sull’esempio<br />
del Portogallo - una<br />
tassazione agevolata per i<br />
pensionati stranieri; per ora si<br />
tratta solo di un progetto. Con<br />
la Spagna è in vigore da parte<br />
dell’Italia una convenzione per<br />
evitare le doppie imposizioni.<br />
Marocco<br />
I residenti fiscali stranieri godono<br />
di agevolazioni importanti,<br />
a cominciare da una deduzione<br />
dell’80% sulle<br />
imposte riferite a pensioni versate<br />
da enti esteri, purché ciò<br />
avvenga su un conto corrente<br />
nella valuta locale, che non è<br />
convertibile. Il rimpatrio dei<br />
capitali è possibile solo perdendo<br />
la residenza fiscale e<br />
comunque con una ripartizione<br />
in vari anni. I vantaggi<br />
dal punto di vista economico<br />
risultano notevoli: si calcola<br />
che una coppia europea, proprietaria<br />
di un’abitazione in<br />
Marocco, spenda da 633 a<br />
1280 euro al mese, che significa<br />
circa la metà rispetto alle<br />
medie Ue. Con il Paese è in<br />
vigore una convenzione da<br />
parte dell’Italia per evitare le<br />
doppie imposizioni.<br />
Tunisia<br />
La complessa situazione politica<br />
ha allontanato gli europei,<br />
ma questa destinazione<br />
potrebbe tornare a essere<br />
molto popolare, grazie a vari<br />
vantaggi: la tassazione per<br />
i pensionati si limita infatti a<br />
un’aliquota progressiva su<br />
una quota soltanto del 20%<br />
di quanto versato dall’ente<br />
estero. Ciò vale per qualunque<br />
straniero che trasferisca il<br />
pagamento della pensione in<br />
Tunisia. Il mercato immobiliare<br />
è abbastanza attivo, sebbene<br />
negli ultimi anni abbia<br />
94 ITA EVENTI
subito pressioni al ribasso.<br />
Con il Paese è in vigore da<br />
parte dell’Italia una convenzione<br />
per evitare le doppie imposizioni.<br />
Costa Rica<br />
Le pensioni versate a stranieri<br />
sono “tax free”, con ulteriori<br />
agevolazioni riferite a capitali<br />
trasferiti nel Paese. Ottenere<br />
lo status di residente fiscale<br />
è abbastanza semplice, ma i<br />
prezzi immobiliari stanno crescendo,<br />
perché il Paese è divenuto<br />
meta di pensionati soprattutto<br />
statunitensi e<br />
canadesi. Con il Paese non<br />
è in vigore da parte dell’Italia<br />
alcuna convenzione per evitare<br />
le doppie imposizioni.<br />
Panama<br />
È la destinazione più consigliabile<br />
per chi vuole prendere<br />
residenza fiscale all’estero,<br />
perché i tempi imposti per la<br />
presenza sul territorio sono<br />
molto più corti rispetto a quasi<br />
tutti gli altri Paesi. Qui lo straniero<br />
trova il paradiso: niente<br />
tasse sulla pensione, ma c’è<br />
un minimo imposto del versamento<br />
proveniente dal Paese<br />
d’origine, equivalente a quasi<br />
1000 dollari, e nulla su eventuali<br />
redditi, né su interessi,<br />
dividendi e plusvalenze. Non<br />
solo: si gode anche di sconti<br />
riservati specificamente a chi<br />
prende la residenza: riguardano<br />
per esempio bollette telefoniche<br />
ed energetiche, assicurazioni<br />
mediche e perfino i<br />
biglietti aerei. L’acquisto di<br />
una casa comporta lo “status”<br />
di residente a vita. Con il<br />
Paese non è però in vigore<br />
da parte dell’Italia alcuna<br />
convenzione per evitare le<br />
doppie imposizioni.<br />
Messico<br />
In questo Paese il vantaggio è<br />
di ordine economico, poiché<br />
alle persone con età oltre i 60<br />
anni sono offerte agevolazioni<br />
su beni e servizi di vario tipo,<br />
con sconti che possono raggiungere<br />
il 55% dei relativi importi.<br />
È consigliabile per i cosiddetti<br />
“rentisti”, cioè gli stranieri<br />
che vivono di rendita.<br />
Con il Paese è in vigore da<br />
parte dell’Italia una convenzione<br />
per evitare le doppie imposizioni.<br />
Thailandia<br />
Piace molto agli italiani, ma il<br />
trattamento è molto più restrittivo<br />
rispetto ad altri Paesi. Per<br />
i pensionati stranieri vige l’obbligo<br />
di avere una rendita locale<br />
di almeno 1400 euro al<br />
mese, per ottenere un’autorizzazione<br />
di soggiorno, rilasciata<br />
a persone con età superiore<br />
a 50 anni e comunque<br />
valida per un anno, ma rinnovabile.<br />
Qualche problema si<br />
pone anche per la previdenza<br />
sanitaria; meglio stipulare una<br />
copertura assicurativa internazionale<br />
in Italia. Il costo della<br />
vita è comunque basso. Con<br />
la Thailandia è in vigore una<br />
convenzione per evitare le<br />
doppie imposizioni<br />
Mauritius<br />
È questa una destinazione da<br />
benestanti. Nel 2002 è stata<br />
approvata una normativa che<br />
consente agli stranieri di acquisire<br />
la residenza fiscale, a<br />
condizione di comprare una<br />
casa, con un investimento minimo<br />
equivalente a 375mila<br />
euro. Tutto il resto è semplice,<br />
soprattutto dal punto di vista<br />
amministrativo. I vantaggi?<br />
Nessuna imposta sui redditi,<br />
sulle plusvalenze immobiliari<br />
e sulle successioni. L’Iva è limitata<br />
al 15 per cento. Per chi<br />
non possa investire almeno<br />
375mila euro è prevista<br />
un’opzione consistente nel<br />
solo permesso di soggiorno.<br />
Chi, per esempio pensionato,<br />
trasferisca su un conto corrente<br />
locale una cifra base di<br />
32mila, ne ottiene uno per tre<br />
anni, rinnovabile in seguito.<br />
Con Mauritius è invigore una<br />
convenzione per evitare le<br />
doppie imposizioni.<br />
Facile, parole!<br />
Il sogno dell’italiano, che<br />
parte e va ad aprire il ristorantino<br />
sulla spiaggia di qualche<br />
località del Centro America<br />
sta tramontando, perché la<br />
concorrenza è spietata. Il miraggio<br />
dell’europeo, ormai in<br />
pensione, che va alla ricerca<br />
della destinazione fiscalmente<br />
conveniente e dal livello di costo<br />
della vita vantaggioso,<br />
persiste, pur fra mille difficoltà.<br />
Le normative in vigore<br />
sull’esenzione dei prelievi tributari<br />
in madrepatria sono in<br />
teoria abbastanza chiare, ma<br />
finiscono per scontrarsi con<br />
ostacoli non facili da risolvere:<br />
per esempio bisogna non possedere<br />
una prima casa o attività<br />
di alcun tipo nel Paese<br />
d’origine ed è necessario vivere<br />
almeno metà dell’anno<br />
nel Paese ospitante. Ciò appare<br />
semplice in Spagna o<br />
Portogallo, molto meno in<br />
Marocco o Thailandia. In ambito<br />
Ue alcuni aspetti sono più<br />
chiari e altri più complessi:<br />
l’idea “furbetta” della mezza<br />
fuga (vivo un po’ là e un po’<br />
qua) appare di difficile realizzazione,<br />
perché - per gli italiani<br />
- Inps, Agenzia delle Entrate,<br />
Comuni e quant’altro<br />
continueranno a monitorare<br />
la vostra situazione; quella del<br />
vendo tutto - salvo la seconda<br />
casa o qualche altro bene al<br />
sole - sembra essere quella<br />
più conveniente, ma complessa<br />
da realizzare.<br />
ITA EVENTI 95
Leggere<br />
1) Psyco killer, Ezio Guaitamacchi,<br />
Ultra novel. Nel<br />
giorno in cui a Londra muore Amy Winehouse, a Milano la<br />
polizia trova il corpo senza vita del più noto e potente ufficio<br />
stampa dello show business: si è impiccato nella cucina di<br />
casa. Dopo di lui, muoiono in circostanze misteriose altri<br />
personaggi importanti del mondo della musica. L’ispettore<br />
Marco Molteni è a capo delle indagini. Un ingegnoso rock<br />
thriller, ricco di aneddoti musicali e inquietanti tracce nascoste,<br />
che appassiona e diverte.<br />
2) Nessuno conosce il mio nome, Anna Grue, Marsilio Editori.<br />
Dan Sommerdahl vive nella tranquilla cittadina di Christianssund,<br />
affacciata su un fiordo pittoresco, con un delizioso<br />
porticciolo. È un quarantenne di successo in<br />
temporanea crisi esistenziale. Ma quando l’amico Flemming<br />
Torp, ispettore di polizia, lo coinvolge nell’inchiesta per l’omicidio<br />
di una giovane donna, Dan sembra ritrovare l’energia.<br />
Il primo caso di Dan Sommerdahl, il “detective calvo” protagonista<br />
di una nuova serie bestseller in Scandinavia.<br />
3) Ogni angelo è tremendo, Susanna Tamaro. Bompiani. È<br />
la storia di una bambina che diventa adulta. Che nasce a<br />
Trieste, mentre soffia una bora nera che spazza via ogni<br />
cosa e rende ogni equilibrio impossibile. Che cresce in una<br />
famiglia in cui sembra sia soffiato quello stesso vento impetuoso,<br />
squassandola. Quella bambina è Susanna Tamaro:<br />
un’autobiografia che è anche romanzo di formazione e inno<br />
alla vita nonostante ogni sua oscurità.<br />
4) Mamma voglio fare l’artista. Istruzioni per evitare delusioni,<br />
Francesco Bonami, Electa. Torna a farsi sentire la voce<br />
più irriverente della critica d’arte italiana con un libro dedicato<br />
agli aspiranti artisti, un vademecum che intreccia serio<br />
e faceto, pragmatismo e gusto del paradosso, con la consapevolezza<br />
di chi osserva il sistema dell’arte “da dentro”.<br />
5) Medichesse. La vocazione femminile alla cura, Erika Maderna,<br />
Edizioni Aboca. La vocazione femminile per la medicina<br />
ha una storia lunga e affascinante, che ci riporta alle<br />
radici delle civiltà. Le donne sono da sempre le custodi dei<br />
segreti delle erbe e delle piante officinali, e sono per natura<br />
e sensibilità inclini alla cura. Il libro ci mostra come la<br />
scienza medica sia stata soprattutto una fortezza della libertà<br />
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