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WOMEN FOR EXPO<br />
Lidia Bastianich Barbara Stefanelli Paola Turci<br />
n.<strong>11</strong>
sommario<br />
10. Moda & accessori<br />
20. Women For Expo<br />
22. Lidia Bastianich<br />
34. Barbara Stefanelli<br />
40. Paola Turci<br />
44. Eventi<br />
48. Roxy Paine e Meg Webster<br />
52. Drosdera<br />
57. Musica<br />
59. Mika<br />
62. Estathemarketsound<br />
67. Giorgio Moroder<br />
70. Sinfonie d’autore<br />
72. Alessandro Borghese<br />
75. Cinema<br />
76. La Dolce Vita<br />
80. Notes<br />
83. Giallo Zafferano<br />
89. Viaggiare<br />
n.<strong>11</strong><br />
Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />
di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />
www.itaeventi.it<br />
www.facebook.com/itaeventi<br />
twitter.com/itaeventi<br />
Direttore responsabile<br />
Guido Biondi<br />
Grafiche e impaginazione<br />
Massimiliano Pallai<br />
Hanno collaborato a questo numero:<br />
Armando Costantino, Bruno Quiriconi,<br />
Tommaso Bessi, LAmanu, Andrea Thomas<br />
Editore - Concessionaria di Pubblicità<br />
MediaAdv s.r.l.<br />
Vi A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
www.mediaadv.it<br />
Stampa<br />
Antoniana Grafiche s.r.l.<br />
Via Flaminia, 2937<br />
00067 Morlupo (RM)<br />
finito di stampare luglio 2015
editoriale<br />
Women For Expo è l’occasione per<br />
dedicare un numero alle donne.<br />
Abbiamo scelto tra le Ambassador<br />
Lidia Bastianich per la<br />
sua straordinaria carriera di Chef<br />
e imprenditrice di successo e per la sua grande<br />
umanità. Ci siamo fatti raccontare la sua storia e<br />
il suo percorso tra l’Italia e gli Stati Uniti. Un personaggio<br />
indomito, sempre pronto a raccogliere<br />
le sfide della vita. Barbara Stefanelli è il Vicedirettore<br />
vicario del Corriere della Sera: ha creato<br />
il blog La ventisettesima ora, un luogo aperto<br />
ai confronti per discutere di tematiche femminili<br />
ma non solo.<br />
E Paola Turci, una straordinaria cantante: ha da<br />
poco pubblicato un album con inediti e brani rivisitati<br />
e ci ha raccontato come la sua voce sia<br />
più vicina alla sua vera essenza. Sono tre testimonianze,<br />
tre caratteri – si direbbe “tosti” –<br />
di donne di forte carattere e di grande capacità.<br />
Inoltre ci occupiamo anche di Sonia Peronaci,<br />
autrice di Giallo Zafferano, il blog più autorevole<br />
di cucina sul web. Sono storie di donne molto<br />
determinate, che hanno scommesso unicamente<br />
sulle loro forze coniugando vita professionale<br />
e privata. Sono esempi utili per una boccata di<br />
ottimismo; il loro esempio è fonte di ispirazione.<br />
(g.b.)<br />
ITA EVENTI 9
moda&accessori<br />
“ROUGE ET NOIR”<br />
GABRIELE COLANGELO - Spring Summer 2015<br />
Concept: LAmanu<br />
10 ITA EVENTI
GIFTS<br />
COCCINELLE - Pochette Vitello Stampa Alce<br />
COCCINELLE - bracciali o<br />
tone/smalto<br />
con applicazione di elastici sotto la linguetta,<br />
La 2750 unisex SUPERGA SUPERLIGHT con tomaia in cotone<br />
fodera in cotone e suola leggerissima in Phylon.<br />
PAS DE ROUGE<br />
Mary Jane in suede con inserto in rete<br />
ITA EVENTI <strong>11</strong>
moda&accessori<br />
BLUES<br />
MASSIMO REBECCHI - Toy Couture<br />
12 ITA EVENTI
LUIGI BIANCHI MANTOVA La giacca in lana seta.<br />
Leggera, fresca , ingualcibile ed estrem a m e n t e f unzionale,<br />
con tasche e finiture che permettono d i p o r t a r e con sé<br />
tutto il necessario (dal telefono , agli o c c h i a li da sole...)<br />
ROLEX<br />
Oyster Perpetual - MILGAUSS<br />
BROOKSFIELD<br />
Camicie con collo aperto morbido con stecche<br />
estraibili in cotone ritorto con effetti dobby,<br />
microjacquard e stampe su base tinto in filo<br />
ITA EVENTI 13
moda&accessori<br />
MARYLING:<br />
FASHION<br />
IS ART<br />
AND<br />
CULTURE<br />
La moda Maryling incontra l’arte in un nuovo<br />
e inedito concept store che ha inaugurato il<br />
16 luglio nel prestigioso contesto offerto da<br />
piazza Gae Aulenti a Milano.<br />
Uno spazio in cui le collezioni Maryling accolgono<br />
a rotazione opere e mostre a cura della prestigiosa<br />
galleria di arte contemporanea e moderna Abc di<br />
Genova. Un luogo nuovo, un’idea progettuale che<br />
va oltre il concetto di negozio e di showroom per<br />
offrire uno spazio vivo per l’arte proponendo ai visitatori<br />
e ai clienti un’esperienza di shopping, cultura<br />
e relax davvero unica, versatile, a 360°.<br />
14 ITA EVENTI
L’ampia superficie di 350 metri quadrati è articolata<br />
in aree che integrano e ridisegnano il concetto<br />
di boutique monomarca e quello di galleria d’arte.<br />
L’insieme è uno store a grande “valore aggiunto”<br />
che comprende anche un dehor esterno e ospita il<br />
Maryling Caffè, accogliente struttura conviviale<br />
ispirata al tema dell’Expo di Milano, che proporrà<br />
cibi e bevande freschi e salutari organizzando<br />
anche degustazioni e iniziative a tema. Quello realizzato<br />
grazie alla sinergia tra Maryling Fashion,<br />
Maryling Lifesyle e Maryling Caffè con la galleria<br />
Abc è un “momento” multisensoriale che mixa<br />
vista, tatto, gusto, udito ed olfatto e che supporta<br />
anche il lancio della nuova fragranza di profumo<br />
per la casa firmata Maryling.<br />
Il risultato, inedito anche sotto il profilo architettonico,<br />
è uno spazio fruibile sotto molteplici profili,<br />
un progetto di avanguardia culturale fondato<br />
sulla creatività come “ingrediente” imprescindibile<br />
nell’arte così come nella moda e nel Food.<br />
Maryling sceglie l’arte come interlocutore dialettico<br />
e investe energia e risorse in un progetto del<br />
tutto nuovo sia dal punto di vista formale che concettuale,<br />
con l’obiettivo di condividere e valorizzare<br />
i principi comuni dell’estetica, della qualità, del<br />
bello e del buono.<br />
ITA EVENTI 15
16 ITA EVENTI
ITA EVENTI 17
moda&accessori<br />
ALTALEN<br />
Antonina Nafì De Luca ed Elena<br />
Todros nel 2012 hanno creato<br />
un brand che unisce in simbiosi<br />
due visioni distinte: quella della<br />
bellezza - l’arma più importante<br />
per combattere in un mondo<br />
che ne è spesso privo - e quella<br />
del gioco, gioco bambinesco<br />
che offre uno sguardo incantatore<br />
Il progetto ha avuto come fine<br />
quello di creare un atelier<br />
di cappelli, e altri accessori<br />
su richiesta.<br />
Tutti Pezzi unici su misura con<br />
rivisitazioni di materiali di ogni<br />
genere, usando anche tecniche di<br />
pittura e tintura per ogni singolo<br />
pezzo: la sperimentazione su<br />
materiali e forme è una loro<br />
caratteristica; è anche possibile<br />
noleggiare per eventi speciali.<br />
Organizzano sedute di “hat<br />
therapy”, il potere benefico che ha<br />
un cappello sulla testa. Essendo<br />
l’alto artigianato il principio<br />
dell’arte cercano costantemente<br />
condivisioni nell’ambito dell’arte<br />
e della fotografia, con auterovoli<br />
artisti quali Settimio Benedusi,<br />
Giovann Gastel, Toni Thorimbert,<br />
Brigitte Niedermair, e molti altri.
ITA EVENTI 19
cover<br />
LE AMBASSADOR DI<br />
WOMEN FOR EXPO<br />
La cultura femminile è al centro dell’esposizione universale di Expo: ogni donna è depositaria<br />
di conoscenze, tradizioni e pratiche legate al cibo, alla capacità di nutrire. di Andrea Thomas<br />
Tanti volti, molti dei quali celebri: sono le Ambassador<br />
di Women For Expo, un progetto di<br />
Expo Milano 2015 in collaborazione con il<br />
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione<br />
internazionale e Fondazione Arnoldo e Alberto<br />
Mondadori. Presidente di Women for Expo è Federica<br />
Mogherini, Presidente Onorario è Emma<br />
Bonino e Presidente Esecutivo è Marta Dassù. Le<br />
donne dei paesi partecipanti a Expo testimonieranno<br />
sulle tematiche del nutrimento del corpo e nutrimento<br />
della libertà e dell’intelligenza; le Ambassador<br />
sono artiste, scrittrici, imprenditrici, ciascuna<br />
con un ruolo importante nella società. WE-Women<br />
for Expo International ha creato il documento-manifesto<br />
Women for Expo Alliance, la nuova Alleanza<br />
globale delle donne contro lo spreco alimentare per<br />
il rafforzamento del ruolo femminile nell’agricoltura<br />
nel mondo. <strong>ITAeventi</strong> ha incontrato le Ambassador<br />
Lidia Bastianich, Barbara Stefanelli e Paola<br />
Turci. www.we.expo2015.org/it<br />
20 ITA EVENTI
ITA EVENTI 21
cover<br />
LIDIA BASTIANICH:<br />
“ITALIANS DO IT BETTER”<br />
Con la sua grinta ha lasciato un solco nella ristorazione: dal Buonavia al Felidia a New York<br />
sino all’Orsone di Cividale del Friuli. Cuoca, mamma, nonna (così ama definirsi) grazie ai libri,<br />
i social network e, soprattutto, la tv la sua popolarità è globale. È Amabassador di Women<br />
For Expo. di Guido Biondi<br />
Joe dice troppe parolacce. Non le ha mandate<br />
a dire a suo figlio Lidia Bastianich dopo aver<br />
letto il contenuto dei suoi libri Restaurant Man<br />
e Giuseppino. Ma da buona mamma ovviamente lo<br />
adora: “Ha successo in Italia, si gode un bel momento.<br />
Posso solo dire che ama davvero il suo paese”.<br />
Quale? L’Italia ovviamente. Lidia ha avuto una<br />
vita incredibilmente in salita: dalla fuga di Pola<br />
al campo profughi sino all’arrivo negli Stati Uniti<br />
senza conoscere una parola d’inglese. Attraverso<br />
il sacrificio dei genitori ha voluto strenuamente impegnarsi<br />
nel lavoro senza riserve, ottenendo un successo<br />
strepitoso: dal primo ristorante Buonavia sino<br />
all’avventura condivisa di Eataly oltre a una popolarità<br />
mediatica globale. Lidia è stata scelta quale<br />
Ambassador di Women For Expo e sarà presente<br />
all’Esposizione di Milano. Nell’intervista di copertina<br />
abbiamo cercato di raccontare la sua storia cercando<br />
di far emergere la sua indomita volontà e la<br />
sua grande umanità.<br />
Nella precedente edizione di Masterchef Junior<br />
tra i tre giudici il suo parere è stato – in assoluto<br />
– quello più equilibrato tra competenza e<br />
umanità. Scoprire e valutare il lato umano delle<br />
persone sembra una delle ricette segrete di Lidia<br />
Bastianich, la sua cifra stilistica.<br />
Essendo mamma, nonna e professionista cerco<br />
sempre di abbinare questi tre ruoli insieme: i bambini<br />
sono speciali e hanno tanta voglia di fare bene;<br />
sono una vera gioia per me. Al termine di ogni sfida,<br />
una volta stabilito chi passa il turno, noto delle<br />
reazioni più serene nei bambini piuttosto che negli<br />
22 ITA EVENTI
Mi piacerebbe vedere le donne coinvolte al tavolo dei negoziati<br />
di pace, cosi come vederle cucinare per le varie etnie coinvolte<br />
nei dibattiti. Spezzare il pane o condividere il cibo con gli altri<br />
partecipanti ai negoziati contribuirebbe ad ottenere una migliore<br />
conoscenza delle diverse culture e molto probabilmente aiuterebbe<br />
a portare a termine i dibattiti con meno difficoltà, aiutando, forse,<br />
ad arrivare ad una conclusione pacifica. Lida Bastianich
24 ITA EVENTI<br />
adulti. I più piccoli sanno che sono a Masterchef Junior<br />
per vincere, ma se non succede capiscono che<br />
la cosa più importante è l’amicizia guadagnata sul<br />
campo. Inoltre io mi diverto moltissimo con loro.<br />
Cosa significa essere investita della carica di<br />
ambasciatrice di Women For Expo?<br />
Ci sono parecchie figure autorevoli a rappresentare<br />
l’esposizione; è un soggetto contemporaneo e necessario<br />
e sono contenta di farne parte. Oltre a rappresentare<br />
il progetto sarò fisicamente presente a<br />
Milano: in particolare mi interessa promuovere il<br />
dibattito sulla riduzione dello spreco del cibo. L’informazione<br />
deve iniziare dai bambini: è un tema<br />
ancora poco sviluppato, anche negli Stati Uniti<br />
ove risiedo. La terra ci consegna il cibo che ci nutre<br />
e dobbiamo apprezzarlo: il flusso di informazioni<br />
che parte da Expo raggiungerà tutto il mondo.<br />
Prima ancora di essere ambassador di Women<br />
For Expo lei lo è soprattutto della cucina italiana,<br />
attraverso i suoi libri e le trasmissioni televisive<br />
e, ovviamente, grazie ai ristoranti aperti<br />
negli Stati Uniti.<br />
Io credo che non esista altra cultura di cucina<br />
come quella italiana. Le grandi culture sono la cinese<br />
e l’indiana ma l’Italia eccelle in qualità come<br />
del resto nell’arte, nella musica, in tutto. Al cittadino<br />
italiano piace stare bene, vivere bene, mangia-
e bene in altre parole gli<br />
piace una vita bilanciata. I<br />
prodotti italiani sono unici<br />
nel mondo: io sono fiera<br />
di sentirmi italiana e di<br />
far conoscere il cibo italiano.<br />
Quando sono venuta<br />
in America avevo dodici<br />
anni e già capivo che le mie<br />
radici italiane erano un valore<br />
enorme. Questo valore<br />
l’ho fatto entrare nella mia<br />
vita americana. Gli americani<br />
amano l’Italia e considerano<br />
il cibo italiano il<br />
numero uno nel mondo.<br />
Ha accennato alla sua<br />
adolescenza: il percorso<br />
della sua vita è stato<br />
piuttosto difficile ma l’ha<br />
forgiata nel suo lavoro;<br />
ce lo può raccontare?<br />
È stato tutto difficile, ero – di fatto – una profuga<br />
ospitata dalla Caritas in seguito alla fuga dall’Istria.<br />
Non conoscevamo nessuno ma siamo stati<br />
accolti in questa terra con rispetto, anche se nessuno<br />
di noi quattro della nostra famiglia parlava<br />
inglese. Mio padre aveva cinquant’anni, ma madre<br />
quaranta e mio fratello sedici: io - come accennato<br />
- appena dodici. Mia madre era un’insegnante<br />
ma non sapeva parlare l’inglese: iniziò a fare la<br />
sarta e poco dopo mio padre il meccanico. Per noi<br />
ragazzi è stato più facile: dopo sei mesi parlavamo<br />
abbastanza bene la lingua degli Stati Uniti. Il mio<br />
rammarico era quello di vedere i sacrifici dei miei<br />
genitori con il rancore di aver lasciato la loro terra<br />
per assicurare un futuro a noi figli. Il loro imegno<br />
mi ha senza dubbio spinto a dare il massimo nella<br />
mia vita: io e mio fratello dovevamo dimostrare<br />
a noi stessi e ai nostri genitori di saper meritare i<br />
loro sacrifici. Oggi io sono nel business della ristorazione<br />
e mio fratello è ingegnere: ciascuno di noi<br />
figli ha raggiunto importanti traguardi. Stare due<br />
anni in un campo profughi a Trieste, dopo la fuga<br />
dall’Istria ci ha senz’altro plasmati. A me ha creato<br />
una grande umanità: impari a capire il significato<br />
della vita e ti senti vicina a chi ha bisogno. Al<br />
campo profughi ho fatto la fila con il mio piattino<br />
per ricevere il cibo: pasta al pomodoro, una mela e<br />
un formaggino. Queste persone che lavoravano al<br />
campo mi hanno insegnato ad impegnarmi, a ringraziare<br />
sempre del cibo che abbiamo e a condividerlo.<br />
Ho costruito sulla mia cultura, l’italianità.<br />
Quando siamo andati via da Pola io non immaginavo<br />
che non ci saremmo tornati per tanto tempo:<br />
Buonavia, il primo ristorante aperto da Lidia Bastianich<br />
nel 1971 nel Queens District di New York<br />
ITA EVENTI 25
Lidia e i suoi due figli<br />
Lidia Bastianich è una delle Chef più amate della televisione americana, autrice di best-seller<br />
di cucina e ristoratrice affermata sia negli Stati Uniti che in Italia. Lidia Matticchio Bastianich<br />
nasce a Pola, capoluogo dell’Istria nel 1947. Per sfuggire alle persecuzioni che coinvolsero<br />
le popolazioni istriane, nel 1956 si trasferisce - insieme alla sua famiglia - a Trieste. Dal<br />
1958 vive negli Stati Uniti. Da sempre amante della cucina e della buona alimentazione apre<br />
nel 1971 a New York il Buonavia, il suo primo ristorante. Ad oggi, insieme ai suoi due figli,<br />
è proprietaria di 27 ristoranti. Da sempre vicina alle tradizioni culinarie del nostro Paese,<br />
ha pubblicato numerosi libri di cucina quali Lidia’s Favorite Recipes, Lidia’s Italy in<br />
America, Lidia Cooks from the Heart of Italy, Lidia’s Italy, Lidia’s commonsense italian<br />
cooking e per bambini (Nonna’s birthday surprise e Nonna tell me a story: Lidia’s<br />
Christmas kitchen). Nel 2014 ha ricevuto un Emmy (gli oscar della televisione statunitense)<br />
come host del suo seguitissimo programma L’Italia di Lidia.<br />
26 ITA EVENTI
Lidia Bastianich stringe<br />
il Primetime Emmy Award<br />
consegnatole dal presentatore<br />
della cerimonia Neil Patrick<br />
Harris il 22 settembre 2013<br />
a Los angeles<br />
ITA EVENTI 27
28 ITA EVENTI
Lidia Bastianich<br />
in una puntata<br />
di Junior<br />
MasterChef Italia<br />
ITA EVENTI 29
30 ITA EVENTI<br />
i ricordi più belli – ancora oggi – sono i momenti<br />
passati con mia nonna in cucina nella casetta di<br />
Pola, nel nostro campetto a raccogliere piselli e patate,<br />
a mungere la mucca, a cogliere le uova. Quando<br />
ho capito che per molto tempo non sarei tornata<br />
in quel luogo, il cibo è rimasto il collegamento con<br />
la mia infanzia: i nonni ci danno sempre una certa<br />
sicurezza.<br />
Oggi per lei tornare a Pola è certamente possibile.<br />
Adesso si. Ci torno sempre volentieri e adesso abbiamo<br />
anche una bella casetta a Cividale del Friuli<br />
dove amo stare vicino al nostro ristorante Orsone,<br />
spesso con i miei nipoti. A Pola ci torno ogni estate<br />
per rivivere i momenti della mia infanzia: la musica<br />
delle cicale, gli odori e l’ebbrezza del mare. La<br />
casetta dove c’era la nonna è rimasta intatta con<br />
le stesse cose ancora disposte come un tempo.<br />
Paradossalmente guardando l’Italia dall’esterno,<br />
negli Stati Uniti, si riesce ad essere<br />
più obiettivi e, forse, ad apprezzarla di più.<br />
Avendo lasciato l’Italia per fare una nuova vita<br />
in America ho sentito poi il bisogno di ritornare<br />
e visitare a dovere tutto il nostro paese<br />
d’origine. Anche per imparare e prendere<br />
delle nuove idee. Credo che dagli Stati Uniti<br />
riesco a vedere in modo maggiormente positivo<br />
lo stato dell’Italia rispetto a molti opinionisti<br />
sempre pessimisti; l’Italia è talmente bella<br />
e c’è tanto da offrire: bisogna “aggiustare”<br />
un po’ solo la politica. I giovani hanno tante<br />
possibilità: deve essere il Governo a dare loro<br />
le opportunità di crescita. Dalla scuola sino<br />
alla possibilità di fare un piccolo business.<br />
Troppo menagrami nel nostro paese?<br />
Vorrebbe dare una scossa ai politici?<br />
Quando guardo la tv e vedo i talk show a<br />
volte ho proprio la voglia di scuotere chi<br />
ascolto: sembra che molti non apprezzino le<br />
tante belle cose che ci sono in Italia, il darsi<br />
da fare e il gioire di quello che c’è. Bisogna<br />
ricordare che gli americani amano tutto<br />
ciò che è italiano. Gli italiani non devono<br />
preoccuparsi dei nuovi competitor, la Cina<br />
ad esempio; bisogna solamente che si occupino<br />
delle cose che sanno fare bene, soprattutto<br />
i prodotti artigianali. Lavorare la pelle, la ceramica,<br />
il cashmere, il tessuto… In America<br />
c’è il mercato per questo tipo di cose: le persone<br />
desiderano questi prodotti e sono disposti<br />
a pagarle bene se vengono dall’Italia. Quindi<br />
nessuna paura della competizione: soprattutto<br />
quella di quantità.<br />
In questo contesto l’Expo può<br />
aiutare il Belpaese a dare
un’immagine diversa nonostante i guai giudiziari<br />
prima dell’inaugurazione?<br />
Io credo che in ogni evento di queste proporzioni<br />
succedono sempre dei casini. Ma Expo è una vetrina<br />
e una grande opportunità verso tutto il mondo.<br />
I milioni di persone che verranno a Milano assaggeranno<br />
il nostro cibo e ne parleranno nei loro paesi;<br />
è un kickstart come diciamo noi negli U.s.a., un<br />
motore per migliorare l’economia del paese. Anche<br />
sull’accoglienza abbiamo molto da insegnare<br />
ai 230 paesi presenti: siamo famosi per la premura<br />
verso il prossimo, per l’ospitalità e avremo modo di<br />
dimostrarlo. Rinforzeremo l’immagine dei nostri<br />
prodotti e delle nostre tecniche di preparazione.<br />
Quali saranno le sue partecipazioni a Expo?<br />
Con Oscar Farinetti nel padiglione Eataly faremo<br />
Identità golose: cene con cibo proveniente dai diversi<br />
mondi. Europa, Asia, Africa e, naturalmente<br />
l’America rappresentata da me. Per quanto concerne<br />
Women For Expo vorrei occuparmi principalmente<br />
del riciclaggio del cibo, contro lo spreco<br />
continuo in cucina.<br />
Lei che lo conosce da vicino, come lo descrive<br />
Oscar Farinetti? In Italia come saprà ci<br />
sono in egual misura sostenitori e detrattori.<br />
È una persona eccezionale, con una grande<br />
umanità. Ha una visione e sa proiettare in avanti<br />
progetti e idee con grande determinazione. Io<br />
con lui mi trovo benissimo e anche con la sua famiglia,<br />
la moglie e i suoi tre figli: non è solo business<br />
è anche amicizia. Anzi, va detto che per<br />
me fare solo business non basta, ci deve sempre<br />
essere anche amicizia.<br />
In tutta la sua carriera ha aperto molti ristoranti<br />
oltre ad essere una scrittrice e una<br />
presentatrice televisiva affermata: quale<br />
momento – in particolare – le è rimasto<br />
particolarmente nel cuore?<br />
Senza dubbio quando ho avuto l’opportunità<br />
di cucinare a New York per Papa Benedetto<br />
XVI, su sua richiesta. Io mi considero<br />
una persona piuttosto semplice e questo<br />
incontro mi ha riempito di gioia, anche<br />
professionalmente. Io non sono particolarmente<br />
osservante anche se ho fatto una<br />
mia ricerca spirituale; ho “sentito” questo<br />
incontro con il Papa l’apice della mia carriera.<br />
Ho collegato il mio incontro con il<br />
Papa alla Caritas che ci ha ospitato tanti<br />
anni fa, mi sono detta: Dio ti prende<br />
ma ti ridà tutto. Credo che ci sia una<br />
linea misteriosa in Dio: anche le<br />
esperienze che ho avuto, apparentemente<br />
negative,<br />
in realtà sono servite.<br />
ITA EVENTI 31
I tre giudici di MasterChef: Joe Bastianich, Carlo Cracco e Bruno Barbieri<br />
JOE BASTIANICH, RESTAURANT MAN<br />
Nel libro Giuseppino si evince che in passato la sua vita non è stata molto facile.<br />
Sono un figlio di immigranti arrivati a New York senza un centesimo. Sono andati<br />
in America perché in Istria non si mangiava, avevano fame. È una storia che inizia<br />
da zero. Le persone che hanno fatto questo percorso hanno una vita molto diversa<br />
dagli altri: ti cambia in modo profondo. Io penso a quando non riesci a dare da<br />
mangiare - nel modo adeguato - ai tuoi bambini: questo fatto ti segna con grande<br />
severità. L’unico problema che sento è come trasmettere tutto questo ai miei figli.<br />
In Restaurant Man descrive - uno ad uno – la nascita e lo sviluppo di ogni singolo<br />
ristorante che ha creato ma sembra particolarmente legato al Babbo, è così?<br />
Si è vero. È la prima volta in cui io mi sono sentito cambiato: non più il ristoratore<br />
immigrato, schiavo dei clienti; attraverso il rapporto con il mio socio Mario Batali<br />
abbiamo costruito un ambiente pieno di cultura, ricco di frequentazione di artisti.<br />
Quindi per la prima volta noi eravamo sullo stesso piano dei clienti, degli<br />
artisti, questa è la differenza di Babbo. È questo è stato un grande passo.<br />
Si sente innamorato della ristorazione, della gastronomia?<br />
Io mi sono innamorato del cibo lavorato dalle donne della mia vita: amore, famiglia,<br />
oscurità… Torno a parlare degli immigrati: quando non ne hai abbastanza<br />
il cibo diventa la tua religione. Per mio padre poter mangiare bene era la<br />
sfida contro tutto ciò che aveva passato: per lui mangiare il caviale, le ostriche era<br />
definire un punto di arrivo. E queste sono cose molto semplici ma anche moltobelle,<br />
reali. Mi piace il cibo anche se il vino è più emozionale per me.<br />
32 ITA EVENTI
women for expo<br />
34 ITA EVENTI
ALLA VENTISETTESIMA ORA<br />
Barbara Stefanelli, Vicedirettore vicario del Corriere della Sera, ha ideato un blog di<br />
successo, crocevia di tematiche femminili e della coppia, della famiglia e del lavoro.<br />
Perché alle donne 24 ore non sono mai sufficienti. di Guido Biondi<br />
Il suo ufficio è poco distante dalla sala Albertini,<br />
stanza deputata alle riunioni di redazione, un<br />
piccolo tempio del giornalismo italiano. Vicino<br />
alla sua scrivania ci sono alcuni disegni di sua figlia<br />
Mila, qualche email stampata, comunicati del<br />
giornale, idee da sviluppare e, soprattutto, un quadro<br />
di Indro Montanelli, storica firma del Corriere.<br />
Barbara Stefanelli è una mosca bianca nel giornalismo<br />
italiano: è una rarità vedere una donna arrivare<br />
ai vertici, dopo un grande impegno profuso nella<br />
sezione esteri. Oltre al supplemento La lettura, uno<br />
dei fiori all’occhiello del giornale, vero successo editoriale,<br />
Barbara ha ideato la Ventisettesima ora, l’anima<br />
femminile più visibile e realizzata all’interno<br />
del quotidiano di Via Solferino a Milano. È anche<br />
ambassador di Women For Expo; l’abbiamo intervistata<br />
durante un week-end, perché più si sale di<br />
livello più aumentano le responsabilità e i sacrifici.<br />
Partiamo dalla Ventisettesima ora, il blog al<br />
femminile del Corriere, indubbiamente un’intuizione<br />
di successo. È stata una sua idea?<br />
Si. Nel 20<strong>11</strong> quando è stato creato il blog ero ossessionata<br />
da questa definizione di essere il primo<br />
Vicedirettore donna (nominata nel 2009, ndr) dal<br />
1876. Eppure non mi sembrava una cosa così importante:<br />
avevo una lunga esperienza nel giornale<br />
alla sezione esteri. I vice direttori uomini venivano<br />
definiti in quanto specialisti di politica, di economia<br />
etc. Per un paio d’anni non dico che io abbia<br />
scalciato ma quasi e quindi ho cercato di portare<br />
questa mia esperienza femminile di Vicedirettrice<br />
donna in un progetto che poteva essere utile al giornale<br />
e interessante per i lettori e le lettrici (e magari<br />
sensato per me). Così è nato il blog, ideato come<br />
uno spazio in più del Corriere della Sera nel quale<br />
potessero esprimersi soprattutto le firme femminili.<br />
Perché ha scelto il web e non il giornale cartaceo?<br />
Nel giornale cartaceo ci sono più problemi di spazio;<br />
si trattava di un progetto sperimentale: un test<br />
che avrebbe potuto portare le tematiche del blog<br />
anche sul quotidiano nei suoi spazi istituzionali.<br />
Inoltre mi divertiva molto l’idea di provare un blog<br />
atipico del Corriere che non fosse di una persona<br />
sola: un luogo di discussione aperto, che chiamasse<br />
direttamente le firme del giornale in modo non<br />
gerarchico, dalla collaboratrice al Direttore. Uno<br />
spazio completamente libero che avesse come scelta<br />
un codice molto limitato di principi nei quali io<br />
credo e tutte crediamo, con la possibilità di portare<br />
spunti in contraddizione l’uno con l’altro.<br />
Ha stabilito lei le principali tematiche del blog?<br />
Si e no, sono arrivate strada facendo; non doveva<br />
ripercorrere i temi già presenti sul giornale. Era abbastanza<br />
naturale andare di più verso la società, le<br />
questioni d’identità che fossero femminili e anche<br />
maschili. L’idea iniziale molto forte era quella della<br />
conciliazione – una parola sulla quale abbiamo a<br />
lungo lavorato – dei tempi: della vita professionale,<br />
privata, personale. Una delle cose più importanti<br />
per le donne. La Ventisettesima ora era uno studio<br />
della Camera di Commercio di Milano del 20<strong>11</strong><br />
che diceva che la giornata delle donne, di una popolazione<br />
urbana, impegnate su più fronti, arrivava<br />
a durare ventisette ore e non ventiquattro. Quindi<br />
tre ore di multitasking. Di fatto, pero’, questa idea<br />
di creare uno spazio vicino al Corriere della Sera, è<br />
diventata un’apertura anche su questioni di identità<br />
sessuale, di riflessione sentimentale: non solo lavoro,<br />
famiglia e maternità. Sono entrate molte firme<br />
maschili in questi anni: più di settecento autori –<br />
quasi tutti i giornalisti e collaboratori del Corriere<br />
– oltre alle lettrici. Con spunti non esclusivamente<br />
femminili anche la stessa parola conciliazione tutto<br />
sommato si è modificata e si è spostata verso quella<br />
che noi definiamo la condivisione, secondo me più<br />
centrata sui nostri tempi. La conciliazione porta in<br />
sé una traccia, un retaggio negativo, quasi di rassegnazione<br />
e di limitazione mentre la condivisione<br />
significa che per conciliare i tempi hai bisogno di<br />
un sacco di cose, di mettere in mezzo molte delle<br />
attività che vengono definite femminili e che sono<br />
sempre di più maschili. Difatti uno dei temi più<br />
presenti del blog è diventato quello dei nuovi padri:<br />
come sono, cosa fanno, quanto lavorano, quanto<br />
vogliono andare a prendere i figli all’asilo; il padre<br />
che stira, fa i compiti e magari impiega meno tempo<br />
per far carriera. Piace a quelle donne che da una<br />
parte lo chiamano e lo vogliono – la parte razionale<br />
-, e dall’altra – quella inconscia – lo desiderano<br />
meno.<br />
ITA EVENTI 35
Il maschio alfa e beta è stato un tema molto discusso<br />
sul blog.<br />
Il giornale si è aperto moltissimo a questi temi in<br />
generale, che sono “le cose della vita” come canta<br />
Eros Ramazzotti e come ha detto una volta anche<br />
Claudio Magris. Il blog ovviamente non è stato<br />
solo le cose della vita – diciamo più intima -, perché<br />
una delle cose più presenti è il dibattito sul velo per<br />
citare un tema più politicamente sensibile. Ha sempre<br />
a che fare con quello che tu vedi e fai durante<br />
le giornate ma tocca anche elementi di discussione<br />
che sono legati a delle politiche.<br />
Qual’è il feedback con i lettori del blog? Ci sono<br />
haters e estremismo tipico dei social network?<br />
L’estremismo c’è. All’inizio avevamo una predisposizione<br />
a pubblicare tutto, ci sembrava insensato<br />
aprire uno spazio, chiamare alla circolazione delle<br />
idee e poi censurare dei commenti. Poi ci siamo resi<br />
conto che era indispensabile farlo.<br />
Ci sono haters che pensano<br />
che un blog che si definisce<br />
più femminile, di una te-<br />
stata istituzionale quale il Corriere sia uno spazio<br />
ideale per sparare sugli spalti o sui giocatori; quindi<br />
abbiamo dovuto cambiare policy.<br />
Immagino che il blog avrà portato nuovi utenti<br />
unici al sito del Corriere oltre ad essere alfiere<br />
di iniziative per organizzare dibattiti aperti alla<br />
società.<br />
Si, soprattutto è fortemente riconosciuta la Ventisettesima<br />
ora nel senso che viene chiamata per<br />
partecipare a molti convegni. Quello che abbiamo<br />
tentato è di non precluderci nessuna rete di donne<br />
attive: attorno al blog ci sono associazioni di manager<br />
e imprenditrici quale ad esempio la Fondazione<br />
Bellisario; da Valeria Fedeli alla suora di clausura<br />
- che pero’ scrive per noi -, da ragazze molto giovani<br />
che detestano l’otto marzo a una femminista<br />
storica come Lea Melandri. Questa diversità di opinioni<br />
è il nostro punto fermo, per nulla scontato:<br />
quando ti presenti nella società reale come la Ventisettesima<br />
ora non sei identificabile come una parte<br />
sola, hai un’identità più vasta – per scelta -, quindi<br />
non sei riconosciuta e assorbita negli schieramenti<br />
presenti.<br />
Ha avuto supporto dal giornale, dalla Direzione?<br />
Devo dire che il Corriere ne ha fatto uno dei suoi<br />
punti di forza. Mi sono sempre chiesta: “Chissà<br />
quanti Direttori sopporterebbero di avere il gruppo<br />
delle giornaliste organizzate e attive sotto di sé”.<br />
Ma non c’è mai stato un problema.<br />
Nel giornalismo italiano le donne spesso non<br />
arrivano ai vertici se escludiamo poche realtà –<br />
e non attuali -, ad esempio Concita De Gregorio<br />
all’Unità, come mai?<br />
Il motivo è probabilmente quello più semplice: perché<br />
tutto sommato noi abbiamo sostenuto la legge<br />
sulle quote Golfo-Mosca che pure molte donne<br />
non vogliono perché la considerano una sconfitta.<br />
Una legge che imponga alle società quotate in borsa<br />
pubbliche e private un graduale innalzamento<br />
della presenza di donne nei board; graduale perché<br />
deve arrivare seguendo il rinnovo dei Cda ad avere<br />
il 33% di presenza femminile. Se tu non arrivi a<br />
forzare i sistemi…<br />
Nata a Milano nel 1965 è giornalista al Corriere della Sera. Dal 2009 è Vicedirettore,<br />
è stata caporedattore centrale e caporedattore Esteri. Nel 20<strong>11</strong> ha curato il lancio<br />
dell’inserto culturale “La Lettura”. Ha progettato il Blog collettivo La Ventisettesima<br />
ora, nato con una prevalenza femminile ma aperto a tutte le firme del Corriere. Con La<br />
Ventisettesima ora ha pubblicato con Marsilio il libro Questo non è amore, inchiesta sulla<br />
violenza contro le donne. Sullo stesso modello ha progettato i blog Solferino28/anni, dedicato<br />
ai ventenni di Italia, e Gli Invisibili, uno spazio sulla disabilità. Nella serie Storie dal Quotidiano,<br />
una collana di libri Bompiani dedicati ai ragazzi che vede impegnate alcune firme del Corriere, ha scritto<br />
Piccole Coraggiose Donne pubblicato nel 2013. Ha vinto il premio “Marisa Belisario” edizione 2010 e il premio<br />
“Matilde Serao” edizione 2013. Laureata in Germanistica, ha studiato a Heidelberg e Vienna.<br />
36 ITA EVENTI
Perché sostiene che le donne non sono d’accordo<br />
con questa battaglia?<br />
Perché pochissime donne amano e capiscono la<br />
legge sulle quote. Il lavoro che abbiamo fatto anche<br />
noi è spiegare che non ci piace questa legge perché<br />
impone comunque una forzatura del sistema ma<br />
sono graditi i suoi effetti. I sistemi tendono a riprodurre<br />
se stessi cercando di limitare i cambiamenti<br />
perché questo è rassicurante per chi sta già al vertice<br />
del sistema; è evidente che quando tu fai una scelta<br />
e metti degli elementi di varietà – se condivisione<br />
mi sembra meglio di conciliazione, varietà la preferisco<br />
a diversità -, crei un effetto di smottamento<br />
rispetto a chi già è in pieno controllo della situazione.<br />
Quindi è una cosa più o meno inconsapevole<br />
nominare persone che ti somigliano maggiormente<br />
accanto a te ai vertici di qualunque organizzazione<br />
e istituzione. Portar dentro le donne significa<br />
chiamare un equilibrio diverso, meno asimmetrico<br />
rispetto a quello precedente; non è una scelta facile.<br />
Da qui l’idea che una legge come quella sulle quote<br />
potesse esser utile all’Italia, a un sistema che non si<br />
muoveva da molti anni. E l’abbiamo sostenuta con<br />
de Bortoli e con gli economisti di questo giornale<br />
con grande convinzione e penso che in qualche<br />
modo abbiamo contribuito a farla passare.<br />
All’estero la situazione è la medesima per quanto<br />
concerne la direzione delle testate e dei media?<br />
Ci sono state due donne Direttrici che sono cadute<br />
rapidamente (Jill Abramson del New York Times e<br />
Natalie Nougayrède di Le Monde), sono state nomine<br />
fatte in periodi particolarmente problematici<br />
che poi non hanno tenuto alla prova del tempo. Attualmente<br />
ci sono Zanny Minton Beddoes dell’Economist<br />
e Katharine Viner del Guardian e sono<br />
probabilmente una realtà di fasi successive alla<br />
grandissima crisi che ha investito i giornali anglosassoni:<br />
penso che queste ultime nomine sono destinate<br />
a tenere. In Italia – come sempre – con maggiore<br />
lentezza le cose stanno andando nella stessa<br />
direzione: in un sistema dove non c’è equilibrio tra<br />
la partecipazione degli uomini e delle donne ma ci<br />
sono stati dei punti di accelerazione. Abbiamo un<br />
Governo che è partito con la parità assoluta poi c’è<br />
stato il cambiamento di Federica Mogherini, un<br />
Parlamento in cui – grazie all’impegno di alcuni<br />
partiti quali il Pd e il M5s – la presenza delle donne<br />
è molto aumentata. Ci sono state le nomine nelle<br />
società quotate pubbliche importanti fatte volutamente<br />
cercando di avere in testa una forma di equilibrio.<br />
È un Paese che chiaramente ha avuto delle<br />
spinte – secondo me positive -, anche se è un sistema<br />
che ancora in equilibrio non è arrivato. Tutti<br />
quei luoghi dove un’accelerazione non è stata spinta<br />
il processo è più lento, anche nei giornali.<br />
sopra: la sala Albertini, sede delle riunioni dei<br />
giornalisti del Corriere della Sera; sotto: il blog della<br />
Ventisettesima ora, http://27esimaora.corriere.it<br />
Gli editori hanno un comportamento diverso<br />
rispetto a una figura femminile all’interno del<br />
Corriere?<br />
Non ho mai riscontrato una differenza, neppure<br />
economica.<br />
Ad alcuni uomini fa paura una donna al vertice?<br />
Può essere che faccia “strano” più che paura. Io<br />
sono cresciuta qui dentro e non ho avvertito nulla<br />
di anomalo e non penso di aver fatto mai paura;<br />
sono entrata al Corriere da praticante e sono Vicedirettore<br />
vicario.<br />
Spieghiamo ai lettori cosa significa questa carica.<br />
Di fatto sei il numero due. Ci sono tanti vicedirettori<br />
e uno è vicario: la sua funzione è quella – in<br />
assenza del Direttore – di farne le veci. C’è una gerarchia<br />
come in tutti i gruppi di lavoro organizzati:<br />
soprattutto in questa direzione – e anche in quella<br />
precedente – c’è un rapporto molto armonioso. L’ex<br />
ITA EVENTI 37
Un ritratto di Indro Montanelli, storica firma del Corriere<br />
Direttore era stato chiamato ad uscire e, nonostante<br />
questo, c’è stata molta serenità in questi mesi.<br />
Il saluto alla redazione dell’ex Direttore de Bortoli<br />
– come testimonia il video girato nella sala<br />
Albertini – è stato commovente e applaudito<br />
per diversi minuti. Qualcosa di più di un atto<br />
formale. Stando a Dagospia si era fatto anche il<br />
suo nome per la nuova Direzione sino all’avvento<br />
di Luciano Fontana.<br />
Ci siamo schierati in moltissimi accanto alla candidatura<br />
di Fontana che era il Condirettore di de<br />
Bortoli; non c’è mai stato qui dentro il dubbio che<br />
la partita fosse la sua.<br />
Candidatura unanime quindi.<br />
Assolutamente. In totale sincerità mi sono augurata<br />
che andasse a finire esattamente in questo modo.<br />
Anche nell’inserto domenicale La lettura c’è<br />
il suo imprinting; da poco è venduta separatamente<br />
dal quotidiano…<br />
Si, è alla vigilia di un cambiamento con lo scopo<br />
di potenziarla; esce la domenica che è il giorno di<br />
maggior vendita del quotidiano ed ha portato delle<br />
copie in più rispetto al sabato e al venerdì, giorni<br />
con altri supplementi sul Corriere. La formula de<br />
La lettura è simile a la Ventisettesima ora: aprire<br />
delle cose che nascono o vengono concepite o percepite<br />
come chiuse nei mondi culturali con innesti<br />
molto più liberi. La caratteristica a cui il Corriere<br />
sta attaccato con consapevolezza: far si che sia una<br />
piazza molto libera, con punti fermi ma mai prevedibile.<br />
Diventerà un sistema nel senso che sarà su<br />
carta ma avrà uno sviluppo digitale più forte con<br />
focus sugli eventi e avrà anche una produzione di<br />
libri collegati alla testata.<br />
Quanto ha influito il suo impegno su La lettura?<br />
Il progetto mi è stato affidato da Ferruccio de<br />
Bortoli nel 20<strong>11</strong>, ho partecipato all’ideazione sin<br />
dall’inizio; la realizzazione è tutta della redazione<br />
Cultura guidata da Antonio Troiano. La lettura<br />
per noi è stata fondamentale perché ha portato una<br />
moltitudine di scrittori lontani dal Corriere al suo<br />
interno: penso a Piperno, Trevi, Genovesi, Paolo<br />
Giordano, Veronesi, Silvia Avallone… Sono alcuni<br />
nomi ma l’elenco è lunghissimo: autori entrati dalla<br />
finestra de La lettura.<br />
Tornando al Corriere della Sera come si svolge<br />
il suo lavoro nell’arco della giornata?<br />
Ci sono giorni in cui si fa tutto, partiamo comunque<br />
tutti insieme. Ci sono delle aree nelle quali i<br />
vicedirettori sono più presenti: ad esempio Daniele<br />
Manca che è stato a lungo caporedattore dell’economia<br />
chiaramente ha un mandato molto forte<br />
nella sezione, anche se la discussione è collegiale.<br />
Alla fine il bello del quotidiano è il lavoro di gruppo<br />
su tutto.<br />
E come inizia la giornata “privata” di Barbara<br />
Stefanelli?<br />
(Ride, ndr) Mi alzo presto, leggo i quotidiani<br />
sull’iPad - che è molto più semplice -, così si evita<br />
l’arrivo della mazzetta e puoi archiviare facilmente.<br />
Questa è una notizia, niente cartaceo… Solo<br />
quotidiani italiani?<br />
Più alcuni esteri, in particolare il New York Times,<br />
Financial Times, Die Zeit…<br />
Anche settimanali e mensili?<br />
Pochi… The Atlantic, i francesi soprattutto.<br />
La prima riunione al giornale a che ora inizia?<br />
Alle undici; alle dieci e mezza c’è una pre-riunione.<br />
Uno dei progetti da attuare dopo l’estate è quello di<br />
anticipare la riunione alle nove circa.<br />
Qual è l’ultimo periodo utile per cambiare una<br />
notizia “in corsa”?<br />
Alle dieci e mezza, undici.<br />
Chiusura definitiva?<br />
Alle undici, undici e mezza la prima edizione,<br />
all’una di notte la seconda. La seconda edizione è<br />
quella che si trova sull’iPad e in gran parte delle<br />
edicole. (Poco dopo questa risposta viene urgentemente<br />
chiamata in sala Albertini per decidere la<br />
composizione delle pagine sulla crisi della Grecia in<br />
una domenica pomeriggio intorno alle 18.00).<br />
38 ITA EVENTI
women for expo<br />
LA SECONDA VITA<br />
DI PAOLA TURCI<br />
La svolta artistica con la pubblicazione dell’album Io sono con alcune versioni<br />
acustiche dei suoi brani di repertorio e inediti. Il percorso di una cantante sempre<br />
alla ricerca del santo graal nella musica. di Guido Biondi<br />
Sedicesimo album, trent’anni di carriera rivisitati<br />
in chiave elettroacustica quasi acapella,<br />
gospel, soul. Paola Turci ha una nuova<br />
luce, si avverte ascoltando la sua voce mai così<br />
intensa. Dopo un grave lutto ha deciso di non avere<br />
più paura e si è lasciata andare – anche attraverso<br />
l’aiuto del produttore Federico Dragogna – reinventandosi.<br />
L’abbiamo incontrata alla viglia del suo<br />
tour estivo.<br />
Perché proprio questo progetto, per niente autocelebrativo,<br />
quasi un sottrarre.<br />
È un’idea primordiale, l’ho sempre avuta dentro di<br />
me. Sin da quando ero bambina passavo le giornate<br />
intere chiusa dentro il bagno ad ascoltare la chitarra<br />
e la mia voce. Era l’unico posto libero e aveva<br />
una buona acustica; io dividevo la mia stanza con<br />
mia sorella. Questa esigenza si è acutizzata in seguito<br />
alla mia attività dal vivo: provavo sempre più il<br />
desiderio di esprimermi con voce e chitarra; anche<br />
se seguito ad avere sul palco un trio con basso batteria<br />
e chitarra elettrica. Questo è il disco che non<br />
ho mai avuto, con la voce al centro. E dovevo proprio<br />
incontrare Federico Dragogna, il mio produttore,<br />
con idee opposte alla mia voglia di destrutturare<br />
i brani.<br />
Il primo pensiero va al suo lavoro con Vasco<br />
Brondi: solo l’essenziale, con un risultato sorprendente.<br />
c’è l’urgenza della voce, sembra provenire<br />
dalle viscere, quasi un seguito dell’album<br />
dei Goldfrapp…<br />
Sono figlia degli anni ottanta e sono legata all’acustica:<br />
De Gregori e le cantautrici americane. Il mio<br />
40 ITA EVENTI
punto di riferimento resta Blue di Joni Mitchell.<br />
Questo disco è una porta d’ingresso in un nuovo<br />
mondo che potrebbe anche portarmi verso qualcosa<br />
di folle. Certamente sto andando nella direzione<br />
di sperimentare con la musica elettronica; mi ha<br />
influenzato molto vivere gli ultimi due anni a Milano,<br />
i miei amici bazzicano tutti in questo genere<br />
di cose. Tre anni fa ho scoperto Fink. L’ho anche<br />
contattato e gli ho chiesto di fare qualcosa insieme<br />
e mi ha risposto che potrebbe scrivermi una canzone.<br />
Quando ascolto un suo brano trovo la perfetta<br />
coniugazione di acustica ed elettronica, mi affascina<br />
moltissimo; ho divorato Perfect Darkness.<br />
Tutti fanno a gara a definirti il simbolo del<br />
rock italiano insieme alla Nannini…<br />
Ma per niente. Se per questo scrivono anche che<br />
sono una cazzara. Non è che non mi piaccia il rock,<br />
ma non c’entro nulla, faccio altro. Non mi conoscevo<br />
così bene come con questo mio nuovo album<br />
e probabilmente con il prossimo mi conoscerò ancora<br />
meglio. L’unica cosa che non so fare è la produzione<br />
ed è per questo che adoro lavorare con<br />
Dragogna: insieme a lui sto immaginando un album<br />
di canzoni di Leo Ferre’ in versione acustica.<br />
Non so come procederà il futuro ma so che ho mostrato<br />
la mia fragilità già da questo album e non<br />
solo attraverso il mio viso. Ho dichiarato “Io sono”:<br />
ho portato il mio bagaglio, leggero, snello; non volevo<br />
fare un doppio disco. Ho ristrutturato il mio<br />
repertorio e l’ho portato a guardare avanti.<br />
Nel testo di “Io sono” scrivi “sei sicuro che io<br />
sia solo quello che tu sai/nella vita l’abitudine<br />
non fa vedere mai la verità”. L’autrice A.s.a.<br />
Harrison - purtroppo scomparsa poco dopo la<br />
pubblicazione - ne La sposa silenziosa descrive<br />
molto bene questa tua frase, la dipana, la<br />
sviluppa portandola all’estremo. L’uomo non<br />
conosce la sua donna, ne ha una versione stereotipata,<br />
non approfondisce per questioni<br />
di comodo. È una tematica di molte delle tue<br />
canzoni: relazioni contrastate, attriti, sfoghi e<br />
– in definitiva – tanta fatica di essere veramente<br />
compresi. Parli spesso anche di accettazione<br />
come se fosse la reale prerogativa di un amore,<br />
quello fuori dai fotoromanzi (“Ti amerò lo stesso”).<br />
Non ci riesco ad avere una relazione normale.<br />
Qualche giorno fa ho cantato per la prima volta<br />
“Ti amerò lo stesso” con la chitarra senza nessun<br />
altro accompagnamento. Ero al Roxy Bar da Red<br />
Ronnie, sono salita sul palco, e mi è venuta fuori<br />
una forza, una potenza quasi incontrollabile. Questa<br />
canzone si è trasformata da ciò che era inizialmente<br />
quasi trent’anni fa. È una nuova dentro me,<br />
sto mutando.<br />
“Attraversami il cuore” evoca una voce di dentro,<br />
una forte ispirazione in solitudine.<br />
È un bisogno di tenerezza in mezzo a una guerra, a<br />
ITA EVENTI 41
Io Sono, il nuovo album di Paola Turci che celebra i suoi<br />
30 anni di carriera. Disponibile dal 21 aprile<br />
una forma di inquietudine che viene da fuori. Una<br />
dimensione di interiorità: si spara in guerra e poi ci<br />
si ritrova nell’intimità nella quale può scaturire un<br />
raggio di luce dall’incontrarsi.<br />
Nell’antroposofia si direbbe che sei collegata<br />
alla tua anima.<br />
È il mio intento, è ciò che volevo fare. Mettere al<br />
centro la mia voce significa proprio questo: andare<br />
alla radice di me stessa. Mentre registravo ascoltavo<br />
l’album di Björk, Vulnicultura: duro, tosto, scarno<br />
e poi gli archi così rarefatti… Mi ha commosso di<br />
più la storia dietro l’album da come l’ho letta nelle<br />
interviste (la separazione dal suo compagno, ndr)<br />
rispetto alle canzoni. La musica è questo: il racconto<br />
di un’emozione.<br />
Il tour è appena partito, come ti senti dopo l’assenza<br />
di un lungo periodo?<br />
Ho persino paura a capire se sarò ancora la stessa<br />
o no. Il timore c’è sempre, soprattutto a cantare<br />
determinate canzoni: la paura di affrontarle con<br />
il pilota automatico. Prima ero molto condizionata<br />
dal pubblico, dal suo sentire; adesso è diverso, cerco<br />
sintonia, sono meno sfuocata.<br />
Hai acquistato sicurezza ed è aumentata a dismisura<br />
la tua voce, come una lama affilata.<br />
Emerge la tua passione.<br />
Il cambiamento, grazie a Dragogna, è avvenuto<br />
proprio perché lui non è solo indie-dipendente: se<br />
fosse stato così l’avrei mandato in quel posto. Invece<br />
ha una mente aperta e una grande sensibilità<br />
ed è stato capace di affrontare le canzoni del mio<br />
repertorio senza pregiudizio. Ho tolto tutto quello<br />
che era concettuale, ad esempio dal disco Candido<br />
dedicato a Voltaire. Questo lavoro – talvolta difficile<br />
– io lo faccio perché amo la musica. Notorietà<br />
e televisione sono elementi che mi hanno spiazzato:<br />
non faccio la cantante perché mi piace lo spettacolo.<br />
La musica sin da bambina, prima ancora di<br />
leggere e scrivere, è stato lo strumento, il mezzo che<br />
mi ha capita e mi ha fatto crescere. Senza la musica<br />
mi sarei suicidata, depressa, incartata. I miei<br />
14 anni sono stati costellati da Patti Smith; poi ho<br />
avuto un periodo di metallo pesante quindi i Clash,<br />
B52’s, Talking Heads. Posso raccontare la mia<br />
vita attraverso tre figure femminili: la prima è Patty<br />
Pravo che comprende anche Mina e Ornella Vanoni.<br />
La seconda è Patti Smith e la terza è Lhasa.<br />
Ho perso mio padre qualche settimana fa quindi<br />
non posso dire di essere felice. C’è un vuoto troppo<br />
lacerante. Credo che questa voglia di scrivere che<br />
ho magicamente ritrovato, dopo un vero e proprio<br />
blocco dal 2009, sia avvenuta dopo questo tragico<br />
fatto. È come se volessi sperimentare anche il peggio<br />
che ho dentro di me, senza più filtri.<br />
42 ITA EVENTI
eventi<br />
FESTIVAL DELLE STORIE 2015<br />
Valle di Comino, 22 – 29 agosto<br />
Dal 22 al 29 agosto torna<br />
il Festival delle Storie<br />
per far vivere la magia dei<br />
racconti di attori, scrittori, cantautori,<br />
filosofi, musicisti, giornalisti,<br />
scienziati, imprenditori,<br />
registi, sceneggiatori, artisti, intellettuali,<br />
italiani e stranieri, nel<br />
palcoscenico naturale della Valle<br />
di Comino, immersa nel Parco<br />
Nazionale d’Abruzzo, Lazio<br />
e Molise. E’ un festival itinerante<br />
che racconta una storia fatta di<br />
storie. Otto giorni di viaggio attraverso<br />
piazze medievali, vicoli,<br />
castelli, conventi, ville ottocentesche<br />
e roccaforti. Ogni giorno<br />
un paese diverso, ogni giorno<br />
una carta diversa detta il canovaccio<br />
del festival. La novità di<br />
quest’anno è che il ritmo e i contenuti<br />
ruotano intorno ai frutti<br />
della valle e non più, come negli<br />
anni passati, attorno ai tarocchi.<br />
Immaginate allora la Valle<br />
di Comino come un’antica città,<br />
circondata da nemici invisibili<br />
che vogliono spegnerla, lasciarla<br />
al buio. Questa città ha otto porte,<br />
ogni porta ha il nome di un<br />
frutto e ogni frutto è il simbolo<br />
di un valore, che può avere il<br />
volto e la personalità di un eroe<br />
antico. Ogni porta rappresenta<br />
quindi l’antidoto al buio. Ecco i<br />
paesi che saranno lo scenario del<br />
romanzo di quest’anno e le porte<br />
per accedervi e per accendere<br />
le luci sull’antica città, la Valle<br />
di Comino, che ancora una volta<br />
prende vita e si illumina delle sue<br />
storie. La sesta edizione del Festival<br />
delle Storie apre il 22 agosto a<br />
Campoli Appennino con la carta<br />
del Fico: è l’immortalità, il superamento<br />
della paura della morte,<br />
la comunicazione tra i mondi,<br />
la voce che arriva ovunque, la<br />
metamorfosi. Il giorno successivo,<br />
23 agosto, si prosegue a Villa<br />
Latina con l’Uva spina, che<br />
rappresenta chi sfida gli dei e va<br />
oltre i limiti dell’uomo. E’ l’impossibile.<br />
E’ il talento e la hybris.<br />
E’ il dono e il costo da pagare.<br />
Il 24 agosto le torce si accendono<br />
su San Donato Val di Comino<br />
con la Mela selvatica: è il<br />
divergente, chi si ribella al potere<br />
e alle leggi della città. E’ An-<br />
44 ITA EVENTI
tigone. E’ la legge degli uomini<br />
che resiste alle follie del legislatore.<br />
Sono i cattivi, ma che poi così<br />
cattivi non sono mai. La Susina<br />
è la carta di Casalvieri il 25 agosto:<br />
è il doppio, il sosia, è uno,<br />
nessuno e centomila. E’ la ricerca<br />
dell’altro, come amore, passione,<br />
identità. E’ che non tutte<br />
le cose hanno un solo nome.<br />
E’ la susina e la prugna. Il cammino<br />
continua il 26 agosto a<br />
Fontechiari con il Melograno: è<br />
ricchezza e abbondanza. E’ il deragliamento<br />
dionisiaco dei sensi<br />
e chi lavora ogni giorno per la<br />
ricchezza. E’ il mercato e la ricerca<br />
della felicità. E’ il frutto rosso<br />
della crescita. Il 27 agosto si accendono<br />
le luci di Alvito con un<br />
frutto raro e proprio per questo<br />
delizioso, la Visciola, che rappresenta<br />
il rispetto dei patti, la fiducia.<br />
E’ il maestro. E’ la storia. E’<br />
quello su cui si fonda la memoria<br />
condivisa di una città. Il nostro<br />
tempo e le sue contraddizioni.<br />
Il Gelso fa da protagonista il<br />
28 agosto nella giornata di Atina:<br />
è la strada che non conosci.<br />
E’ l’altrove. E’ andare lontano e<br />
superare i confini. E’ navigare e<br />
salire. E’ Ulisse e Marco Polo.<br />
E’ una corda lanciata nella roccia.<br />
Chiude il festival il 29 agosto<br />
a Picinisco la carta del Sambuco<br />
nero: è l’indovino. E’ Tiresia. E’<br />
la sfida dell’uomo all’architettura<br />
di Dio. E’ riconoscere chi siamo,<br />
i nostri miti ed eroi, le nostre<br />
leggende. E’ la scienza e la fantascienza.<br />
Ecco alcuni degli ospiti<br />
di quest’anno: Massimo Arcangeli<br />
ed Edoardo Boncinelli,<br />
Luca Bianchini, Diego Bianchi<br />
(in arte Zoro), Francesco Bianconi,<br />
Zvonimir Boban, Franco<br />
Cardini, Angelo Carotenuto, Paolo<br />
Del Debbio, Fabio Genovesi,<br />
Zap Mangusta, Giuseppe Peveri<br />
(in arte Dente) e Alessandra Sardoni.<br />
Il Festival delle Storie, nasce<br />
nel 2010 da un’idea di Vittorio<br />
Macioce e Rachele Brancatisano.<br />
E’ l’idea di portare la cultura<br />
nelle piazze, nelle strade, in spazi<br />
storici da recuperare per offrire<br />
cultura a tutti.<br />
www.festivaldellestorie.org<br />
ITA EVENTI 45
eventi<br />
FESTIVAL<br />
GIORGIO<br />
GABER<br />
Fino al<br />
3 agosto<br />
La terza edizione del festival Gaber itinerante – dopo i dieci<br />
anni storici alla Cittadella del Carnevale di Viareggio –<br />
si sviluppa in ben 21 Comuni della Toscana. Di Lucca<br />
e di altre regioni italiane, grazie ai vari assessorati municipali.<br />
30 luglio, Livorno<br />
Giulio Casale<br />
Polli di allevamento<br />
Presentato dal Piccolo Teatro<br />
di Milano nella stagione<br />
78/79, Polli di allevamento è<br />
fra i più importanti spettacoli<br />
del teatro gaberiano. Giulio<br />
Casale ha coraggiosamente<br />
accettato la sfida di<br />
riallestirlo integralmente,<br />
riproponendolo con successo<br />
per tre stagioni consecutive.<br />
31 luglio, Fosdinovo<br />
Mario Capanna<br />
e Giulio Casale<br />
Libertà Obbligatoria.<br />
La resistenza del mercato<br />
Il tema del Festival Lunatica<br />
è in perfetta sintonia con<br />
le riflessioni di Gaber e<br />
Luporini. Mario Capanna,<br />
amico personale di Gaber,<br />
farà rivivere il loro pensiero<br />
affiancato dal talento<br />
interpretativo di Giulio<br />
Casale.<br />
1 agosto, Carrara<br />
Claudia Pinelli, Paolo Finzi,<br />
Les Anarchistes - Anarchia e<br />
resistenza<br />
Resistenza. Concetto affine<br />
al pensiero anarchico.<br />
Ne daranno testimonianza<br />
Claudia Pinelli, Paolo<br />
Finzi, Paolo Dal Bon, con<br />
il supporto musicale del<br />
gruppo Les Anarchistes.<br />
46 ITA EVENTI
Hotel Plaza Padova è l’hotel 4 stelle<br />
del centro. Costruito proprio a ridosso<br />
della zona pedonale di Padova, è facilmente<br />
raggiungibile con ogni mezzo,<br />
nel cuore della città. 140 camere<br />
dotate di ogni comfort, Ristorante interno,<br />
5 sale meeting per congressi ed<br />
incontri di lavoro, palestra e garage<br />
privati. Da più di 40 anni, l’hotel di Padova.<br />
Non è un caso che sia in centro.<br />
A pochi passi dall’Hotel Plaza si trova<br />
il centro pedonale di Padova con le<br />
sue principali attrazioni che rendono<br />
Padova “la città dei senza”: Il Santo<br />
senza nome, ovvero la Basilica di<br />
Sant’Antonio, conosciuta però come Il<br />
Santo; il Prato senza erba ovvero Prato<br />
della Valle è una grande piazza e non<br />
un giardino; il Caffè senza porte, ovvero<br />
il Caffè Pedrocchi, storico luogo<br />
di incontro per intellettuali e studenti,<br />
costruito agli inizi dell’Ottocento senza<br />
porte proprio per permettere ad ogni<br />
studente di passaggio in città di trovarvi<br />
ristoro.<br />
PRENOTA ORA! 049 65 68 22 info@plazapadova.it<br />
HOTEL PLAZA PADOVA<br />
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• 10% sconto sul Menu à la carte Ristorante Verdi<br />
* previa disponibilità dell’hotel via mail o telefono<br />
Ristorante Verdi<br />
Corso Milano 38 (accanto all’Hotel Plaza)<br />
Aperto tutti i giorni* anche a pranzo<br />
• Menu del giorno a partire da € 14,50<br />
* chiuso il sabato a pranzo
arte<br />
NATURA NATURANS:<br />
ROXY PAINE E MEG WEBSTER<br />
(Opere dal 1982 al 2015)<br />
Il Fai - Fondo Ambiente italiano – presenta una doppia personale dedicata a due artisti<br />
americani di linguaggio e generazione diversi, che partono da punti di vista opposti.Nella<br />
splendida cornice di Villa Panza a Varese. di Bruno Quiriconi<br />
Villa Panza prosegue il suo viaggio alla scoperta<br />
del senso della vita, della spiritualità<br />
e dell’universo con una mostra sulla natura.<br />
Mai come oggi è attuale il tema di come l’uomo<br />
si relazioni a essa: madre o matrigna, entità che<br />
mettiamo in pericolo o pericolo che può anche ferirci?<br />
La sostenibilità dell’ambiente è resa sempre<br />
più difficile dall’intervento dell’uomo, che non sa<br />
rinunciare a modificarlo per migliorare la qualità<br />
della propria esistenza. È su questi problemi, che<br />
toccano anche la sfera della relazione uomo-cosmo,<br />
che si incentra la mostra Natura naturans:<br />
una doppia personale dedicata a due artisti americani<br />
di linguaggio e generazione diversi, che partono<br />
da punti di vista opposti. Li accomuna un’idea<br />
della natura come ciclo continuo di crescita e decadimento,<br />
come descritta dall’espressione del filosofo<br />
Baruch Spinoza che dà il titolo all’esposizione.<br />
Roxy Paine lavora seguendo il principio dell’imitazione<br />
e della trasformazione, con materiali sintetici<br />
di provenienza industriale, colonizzando gli<br />
ambienti con opere che riproducono fedelmente<br />
fiori, piante e funghi. Meg Webster declina questa<br />
stessa tematica realizzando veri e propri monumenti<br />
dedicati alla terra, vista come sorgente instancabile<br />
di vita. Ventotto grandi opere e installazioni,<br />
realizzate tra il 1982 e il 2015, sono ospitate lungo<br />
un percorso che si snoda tra gli spazi interni ed<br />
esterni della villa, cercando un<br />
armonioso equilibrio fra natura,<br />
architettura e opere della collezione<br />
permanente. Alcuni lavori<br />
sono stati appositamente costruiti<br />
in villa, in diretta simbiosi con<br />
gli spazi esistenti, mentre altri provengono da istituzioni<br />
internazionali come il Solomon R. Guggenheim<br />
Museum, il The New School Art Collection<br />
e il Whitney Museum of American Art di<br />
New York, il Museo Cantonale di Lugano, l’Israel<br />
Museum di Gerusalemme e altri ancora da collezioni<br />
private e dalla Panza Collection di Mendrisio.<br />
Roxy Paine (New York, 1966) ha compiuto gli<br />
studi al College of Santa Fe in New Mexico, quindi<br />
al Pratt Institute di New York e dal 1990 a oggi<br />
ha tenuto numerose collettive e personali in musei<br />
e gallerie di tutto il mondo. Esplorando da tempo<br />
le relazioni e i confini fra creatività dell’uomo, crescita<br />
naturale e produzione industriale, Paine coglie<br />
nello sviluppo dendritico della natura (ramificazioni,<br />
reti neurali, reti vascolari) il modello poi replicato<br />
nella progettazione di impianti artificiali. Ha<br />
programmato macchine in grado di produrre disegni,<br />
dipinti e sculture in pezzi unici, spesso evocanti<br />
paesaggi o sedimenti geologici. Le opere pubbliche<br />
più celebri di Paine (presenti in fondazioni e<br />
musei europei e americani) sono i Dendroids, iniziati<br />
nel 1999, sculture-albero fatte di tubi di acciaio<br />
inossidabile. Uno di essi, Maelstrom, è stato<br />
installato nel 2009 nel giardino sul tetto del Metropolitan<br />
Museum of Art di New York. A Villa<br />
Panza espone alcuni lavori della serie Replicants,<br />
Meg Webster, Cone of Water, 2015<br />
Ferro, acqua<br />
Courtesy of the artist,<br />
Paula Cooper Gallery,<br />
New York and Anne Mosseri-Marlio<br />
Galerie, Basel - 101,6 x 426,72 cm<br />
48 ITA EVENTI
Roxy Paine, Psilocybe Cubensis<br />
Field, 1997 - Polimero<br />
termoindurente, lacca, pittura<br />
ad olio, acciaio - The Israel<br />
Museum Collection, Jerusalem<br />
Dimensione variabile<br />
iniziata nel 1997, opere realizzate a mano dall’artista<br />
con resine sintetiche, lacche, polimeri e vernici<br />
industriali. Riproduce così con verosimiglianza,<br />
seguendo i principi di traslazione e trasformazione,<br />
alghe, funghi velenosi, muffe e fiori, disposti nello<br />
spazio in veri e propri “campi” - come l’artista stesso<br />
ama definirli - sia in orizzontale, sul pavimento,<br />
che in verticale, sulle pareti. Tra le opere in mostra,<br />
Amanita Virosa Wall del 2001, proveniente dal<br />
Whitney Museum di New York, Psilocybe Cubensis<br />
Field del 1997, di proprietà del The Israel Museum<br />
Collection di Gerusalemme, e l’elaborata Dinner of<br />
the Dictators (1993-1995), nella quale si cristallizzano<br />
sotto una teca trasparente i piatti preferiti di dodici<br />
personaggi storici, identificati da Paine come<br />
dittatori.<br />
Meg Webster (San Francisco, California 1944),<br />
artista di origini californiane ma newyorkese d’adozione,<br />
ha studiato in Virginia e alla Yale University<br />
ed è stata assistente di Michael Heizer. Da<br />
sempre interessata alla percezione fisica e psichica<br />
dello spazio e alla bellezza intrinseca dei materiali,<br />
Webster è principalmente scultrice e creatrice<br />
di installazioni, ma non trascura il disegno e l’opera<br />
su carta. Forme ancestrali e volumi minimalisti<br />
sono costruiti a partire da semplici elementi naturali,<br />
sollecitando tutti i sensi dello spettatore.<br />
L’artista ama utilizzare elementi provenienti dalla<br />
natura come sale, acqua, muschio, cera vergine, arbusti,<br />
vetro e rame, ma la principale materia della<br />
sua ispirazione è la terra, utilizzata nel suo stato primordiale,<br />
con grandi installazioni all’aperto o, più<br />
spesso, in ambienti chiusi. Esemplare in tal senso è<br />
l’opera Slipped Cone with Flat Top (1983), presente<br />
nella collezione permanente del museo varesino<br />
e installata in una delle Scuderie dallo stesso Giuseppe<br />
Panza, che ha definito così il lavoro di Webster:<br />
“[...] I suoi tumuli non fanno pensare al sepolcro<br />
e alla morte, ma alla nostra madre, alla natura che ci<br />
nutre con i suoi frutti […]. È un omaggio alla sua silenziosa<br />
e umile presenza. Esiste da sempre. Dimentichiamo<br />
la sua importanza, senza di lei non potremmo<br />
vivere […] Usare la terra per<br />
fare arte è un evento unico, non ricordo<br />
qualcosa di simile avvenuto<br />
in passato”. In occasione di Natura<br />
naturans l’artista ha realizzato,<br />
appositamente per gli spazi della<br />
villa, alcune delle sue opere più importanti tra cui<br />
Stick Spiral del 1996, il cui progetto è di proprietà<br />
del Solomon R. Guggenheim Museum di New<br />
York, Mother Mound del 1990, di proprietà della<br />
Panza Collection di Mendrisio e, infine, l’installazione<br />
interattiva Solar Piece (2015). L’artista ha trasformato<br />
una stanza in un vero e proprio ecosistema,<br />
dove nel corso dei mesi si alterneranno colture<br />
differenti, sulla base del naturale evolversi dell’ambiente<br />
così ricreato. Alcuni temi emergenti nella<br />
mostra - il ruolo della natura come forza generatrice<br />
e fonte di vita o l’uso inconsapevole e spesso<br />
distruttivo delle sue risorse ed energie perpetrato<br />
quotidianamente dall’uomo - sono fra i motivi di<br />
riflessione proposti da Expo Milano 2015 Nutrire<br />
il Pianeta, Energia per la Vita e per questo il FAI ha<br />
ritenuto di realizzare questa mostra in concomitanza<br />
con l’esposizione universale.<br />
La mostra è a cura di Anna Bernardini, direttore<br />
di Villa e Collezione Panza e Angela Vettese, critica<br />
d’arte. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale.<br />
Il progetto espositivo è reso possibile grazie a JTI<br />
(Japan Tobacco International), partner istituzionale<br />
di Villa e Collezione Panza; con il Patrocinio<br />
del Ministero dei beni e delle attività culturali e del<br />
turismo, della Regione Lombardia, della Provincia<br />
di Varese, del Comune di Varese e di Expo Milano<br />
2015 (La mostra è inserita nel progetto “Grand<br />
Tour EXPO nelle prestigiose location della terre<br />
dei laghi”).<br />
Durante il periodo della mostra sono previste attività<br />
collaterali dedicate a famiglie e bambini, visite<br />
speciali e attività didattiche per le scuole.<br />
Natura naturans. Roxy Paine e Meg Webster<br />
(Opere del 1982 al 2015)<br />
Dal 12 giugno 2015 al 28 febbraio 2016<br />
Villa e Collezione Panza<br />
Piazza Litta 1, Varese<br />
Orari: tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi,<br />
dalle 10 alle 18.<br />
ITA EVENTI 49
itinerari<br />
DROSDERA,<br />
IL MEGLIO DELLA LIVE-ART<br />
Un festival unico in uno scenario mozzafiato, nella Centrale idroelettrica di Fies a Dro,<br />
in provincia di Trento. Un hub culturale sui linguaggi del contemporaneo, con un sostegno<br />
ai giovani artisti. di Andrea Thomas<br />
Un festival unico, che riunisce in un magnifico<br />
scenario naturale tutto il meglio della live-art<br />
contemporanea: ritorna - dal 26 luglio<br />
al 2 agosto nella Centrale Idroelettrica di Fies<br />
a Dro (Trento) -, uno degli appuntamenti più attesi<br />
della stagione con performance, danza, teatro ed<br />
arti visive internazionali. Giunto alla trentacinquesima<br />
edizione, Drodesera sceglie quest’anno di dividere<br />
i propri giorni di programmazione seguendo<br />
i due filoni principali che animano l’attività di<br />
Centrale Fies, non solo luogo fisico straordinario,<br />
ma hub culturale attiva 365 giorni all’anno sui linguaggi<br />
del contemporaneo, attraverso il sostegno di<br />
giovani artisti e realtà imprenditoriali legate all’innovazione.<br />
Dopo l’opening di domenica 26 luglio,<br />
da lunedì 27 a mercoledì 29 il festival sarà interamente<br />
dedicato alla terza edizione di Live Works<br />
Performance Act Award, il premio ideato da Centrale<br />
Fies e rivolto ad artisti provenienti da tutto il<br />
mondo. Il team curatoriale - composto da Barbara<br />
Boninsegna (Art Director del festival), Simone<br />
Frangi (ViaFarini, Milano), Daniel Blanga Gubbay<br />
(Aleppo.eu, Bruxelles) e Dennis Isaia (MART,<br />
Rovereto) - selezionerà 9 progetti attraverso un<br />
bando (link, scadenza), e li accompagnerà lungo<br />
tutto il percorso di sviluppo in un periodo di residenza<br />
negli spazi della Centrale.<br />
Dal 26 al 29 i progetti saranno mostrati nella forma<br />
definitiva al pubblico ed alla Giuria Internazionale<br />
del Premio (presieduta da Michelangelo Pistoletto<br />
e composta da Nico Vascellari, Danjel Andersson,<br />
Marwa Arsanios, Dora Garcìa), che ne decreterà<br />
il vincitore assegnandogli un premio in denaro<br />
ed un ulteriore supporto tecnico/logistico. Padrini<br />
della Manifestazione, presenti al festival con lavori<br />
inediti nei tre giorni di Live Works, tre tra i più importanti<br />
protagonisti nei diversi abiti della live art<br />
mondiale: Jérôme Bel, Santiago Sierra e Alessan-<br />
52 ITA EVENTI
dro Sciarroni. Dal 30 luglio al 1 agosto spazio alla<br />
programmazione “classica” con alcuni dei migliori<br />
artisti attivi nel campo della performance e della<br />
danza in Italia (Compagnia Abbondanza/Bertoni,<br />
Cosmesi, | OHT office for a human theatre, Curandi<br />
Katz, Fanny & Alexander, Motus Mali Weil,<br />
Mara Cassiani, Marta Cuscunà Teatro Sotterraneo,<br />
Matteo Angius e Riccardo Festa) e nel mondo<br />
- France Distraction (FR/BE), Jérôme Bel (FR),<br />
Navaridas & Deutinger (ES/AT), Alma Söderberg<br />
& Hendrik Willekens (SE/BE), Philippe Quesne<br />
(FR), Roger Bernat (ES). Il festival si concluderà<br />
domenica 2 agosto con una giornata dedicata alle<br />
Studio Visit, mutuando una pratica che arriva dalle<br />
arti visive per adattarla al contesto performativo<br />
e teatrale: protagonisti di questo originale esperimento<br />
saranno Marta Cuscunà, Mara Cassiani e<br />
Filippo Andreatta, che apriranno le porte dei propri<br />
“laboratori creativi” al pubblico per stabilire<br />
con gli spettatori/visitatori un rapporto di confronto<br />
e di stimolo reciproco che possa aprire nuove<br />
prospettive. Il tema di questa 35esima edizione di<br />
Drodesera è Motherlode, vena madre. Questa vena<br />
è costituita da uno dei metalli più preziosi al quale<br />
l’arte può e deve attingere per restituire una visione<br />
utile, complessa, stratificata, in una parola “aumentata”:<br />
la realtà. L’arte tenta anche oggi di mantenere<br />
il suo compito primario di rivelare ciò che<br />
non è ancora visibile e che lo diventerà in futuro<br />
o, al contrario, di cambiare i paradigmi riappropriandosi<br />
di un presente che guarda avanti attingendo<br />
dal passato. Motherlode intende farsi dispositivo<br />
generatore di connessioni dove la pratica del<br />
re-enactment non si esaurisce nell’atto di rievocare,<br />
ma genera forme temporanee di realtà, restituendo<br />
azioni, parole ed elementi destinati ad un’assenza<br />
o a una lateralità e rendendoli utili ad una azione<br />
quotidiana, all’oggi. All’adesso.<br />
COME ARRIVARE<br />
Per chi arriva in treno, scendere a Trento e raggiungere<br />
Centrale Fies e Dro tramite gli autobus del servizio<br />
Trentino Trasporti facilmente consultabili dal loro<br />
sito internet: www.ttspa.it<br />
Per chi arriva in auto, Autostrada A22<br />
Da Sud: Uscita a Rovereto Sud - Seguire le indicazioni<br />
per Riva del Garda - Arrivati a Nago, immettersi<br />
nella strada di destra che porta ad Arco - Ad Arco,<br />
svoltare ancora a destra seguendo le indicazioni per<br />
Trento - Dro dista 5 Km da Arco.<br />
Da Nord: Uscita Trento Centro - Seguire le indicazioni<br />
per Riva del Garda - Dro dista 31 Km da Trento.<br />
Gli aeroporti più vicini sono Verona Catullo e Milano<br />
Bergamo.<br />
BUS NAVETTA / SHUTTLE<br />
Nel rispetto dell’ambiente, non è permesso raggiungere<br />
Centrale Fies con mezzi privati. L’organizzazione<br />
mette a disposizione del pubblico un servizio di<br />
bus navetta gratuito, attivo tutte le sere, partenza da<br />
Piazza Repubblica Dro dalle 18.00 alle 03.00 (pausa<br />
22.15-23.00). Considerando che i biglietti vanno<br />
ritirati 30 minuti prima dello spettacolo e il viaggio<br />
in bus navetta richiede 15 minuti, vi preghiamo di<br />
fare attenzione ai tempi. Parcheggio gratuito presso<br />
le Scuole Elementari, Piazza Repubblica, Dro.<br />
Prevendita: Vivaticket<br />
Prenotazioni: tel. 0464 504700 email: prenotazioni@centralefies.it<br />
La prenotazione è richiesta per tutti gli spettacoli.<br />
THEATERMUTTER<br />
Servizio gratuito dalle 20.30 alle 22.30 per bambini<br />
dai 3 anni in su.<br />
LOUNGE ZONE<br />
Tutte le sere nel parco di Centrale Fies food e dj set.<br />
UFFICI DEL FESTIVAL / MAIN OFFICE<br />
Centrale Fies<br />
Località Fies 1<br />
38074 Dro, TN<br />
tel. 0464 504700<br />
Il sito web della manifestazione:<br />
bit.do/drodesera35<br />
ITA EVENTI 53
Dro e dintorni<br />
Torbole sul Garda - Nago<br />
Torbole, situato sul golfo nord<br />
del Lago di Garda, è la destinazione<br />
più ricercata dagli appassionati<br />
di windsurf. Torbole<br />
affascinò anche Goethe, che descrisse<br />
i suoi venti come una meraviglia<br />
della natura e uno spettacolo<br />
incantevole.<br />
Arco<br />
È rinomata come<br />
località di riposo<br />
e cure, grazie al<br />
clima mite, all’aria<br />
pulita e salubre<br />
e alla posizione<br />
panoramica sul<br />
Lago.<br />
Riva del Garda<br />
Clima mediterraneo, spiagge libere<br />
ampie e assolate, panorama<br />
incantevole sono gli ingredienti<br />
per una vacanza a tutto tondo<br />
sul Lago di Garda.<br />
Drena<br />
A soli 15 km dal Lago di Garda,<br />
Drena gode del clima mediterraneo<br />
e di un paesaggio tipico<br />
montano: nei suoi boschi<br />
si trovano i secolari castagneti,<br />
che producono i famosi Marroni<br />
di Drena. L’attrazione principale<br />
di Drena è il suo castello. Castel<br />
Drena è un castello medioevale<br />
del XII secolo, che domina<br />
la valle del Sarca e le Marocche.<br />
Tenno<br />
Il lago di Tenno, balneabile,<br />
è un’oasi di tranquillità,<br />
con acque limpidissime<br />
e paesaggi incontaminati. Il<br />
borgo di Canale di Tenno è uno<br />
dei borghi più belli d’Italia.<br />
Dro<br />
Situato tra il Lago di Garda, il<br />
lago di Cavedine e il lago di Toblino,<br />
a sud della Paganella, Dro<br />
è una delle più antiche comunità<br />
della valle del Sarca. I tradizionali<br />
portali scolpiti di pietra, le<br />
torri, i piccoli archi e le stradine<br />
irregolari sono testimonianze del<br />
periodo medioevale. Di notevole<br />
interesse storico architettonico<br />
sono: la chiesa sconsacrata dei<br />
S.S. Sisinio, Martirio e Alessandro,<br />
la chiesa Barocca di S. Antonio,<br />
il ponte romano di Ceniga<br />
e la torre Guaita di Pietramurata.<br />
Dro è conosciuta tra gli appassionati<br />
di free climbing e arrampicata,<br />
è il punto di partenza<br />
di alcune tra le più belle pareti<br />
rocciose. La sua posizione offre<br />
la possibilità di escursioni e passeggiate,<br />
sia a piedi che in mountain<br />
bike.<br />
ITA EVENTI 55
EFFICIENZA, CELERITÀ e FLESSIBILITÀ<br />
a servizio del cliente<br />
La Sorrento Logistica S.r.l. dal 2008<br />
si occupa di trasporto merci conto<br />
terzi. Il nostro parco veicolare è<br />
composto da <strong>11</strong> mezzi di nuova fabbricazione<br />
tra i quali 8 bilici, 1 autotreno<br />
e 2 motrici.
musica<br />
CARMEN CONSOLI<br />
9 agosto, Arena Magna<br />
Grecia, Catanzaro<br />
3 agosto<br />
Teatro Gabriele<br />
D’Annunzio<br />
Pescara<br />
MARIO BIONDI<br />
7 agosto, Monopoli (BA)<br />
<strong>11</strong> agosto, San Pancrazio<br />
Salentino (LE)<br />
PAOLA TURCI<br />
7 agosto<br />
Frequenze<br />
Mediterranee<br />
di Miglionico<br />
Matera<br />
GIOVANNI ALLEVI<br />
31 luglio<br />
Piazza San Nicolò<br />
Pietra Ligure (SV)<br />
2 agosto<br />
Colle Gilba<br />
Festival “I Suoni<br />
del Monviso”,<br />
Sandront (Cn)<br />
CAPAREZZA<br />
15 agosto<br />
Festambiente<br />
Rispescia (GR)<br />
NOMADI<br />
7 agosto, Piazza XX Settembre<br />
Civitanova Marche (MC)<br />
1 agosto, Località Laghetti, Vermiglio (TN)<br />
MANU CHAO<br />
31 Luglio<br />
Parco<br />
Archeologico<br />
Vulci (VT)<br />
ITA EVENTI 57
musica<br />
MIKA, UN GOOD GUY<br />
Un disco nuovo, un libro in uscita, X-factor in arrivo e tante collaborazioni<br />
nella moda e nel design. Il cantante libanese si ispira alle icone irriverenti<br />
del secolo scorso alle quali, in fondo, assomiglia. di Bruno Quiriconi<br />
ITA EVENTI 59
Mika è intelligente, brillante<br />
e – a modo suo<br />
– sobrio. All’incontro<br />
con i giornalisti per presentare il<br />
suo nuovo album si dimostra sicuro<br />
di sé, in grande confidenza<br />
con la lingua italiana ma, soprattutto,<br />
con i nostri slang e i luoghi<br />
comuni. Ha imparato dall’italiano<br />
tutto quello che bisogna<br />
sapere per essere “cool”, smart,<br />
simpatico. Ha la faccia da bravo<br />
ragazzo, una personalità apolide:<br />
di origine libanese ma sempre in<br />
giro per il mondo soprattutto in<br />
Francia e nel nostro paese. Una<br />
star internazionale, con molti<br />
album di successo: l’istrionico<br />
Mika si reinventa nel nuovo album<br />
No Place In Heaven con un<br />
mood più adulto, un suono più<br />
maturo, una stella polare a cavallo<br />
tra Billy Joel e Steely Dan:<br />
“L’ho registrato in California<br />
nel Lauren Canyon, dove viveva<br />
Carole King” racconta Mika,<br />
“l’ispirazione è l’epoca d’oro del<br />
pop, dei cantautori, di artisti<br />
quali Elton John, David Bowie o<br />
Freddie Mercury al quale è dedicata<br />
una canzone. Ma non solo i<br />
cantanti: anche icone quali Andy<br />
Wharol e James Dean e tutti<br />
coloro che ho voluto chiamare<br />
Good Guys; sono personalità<br />
che hanno lasciato una grande<br />
impronta e sono sempre stati se<br />
stessi”. L’album ha richiesto due<br />
anni di intenso lavoro ed è stato<br />
prodotto con l’ausilio di Gregg<br />
Wells; i nuovi brani saranno<br />
eseguiti nel tour già iniziato<br />
che si concluderà il 27, 28 e 29<br />
settembre rispettivamente a Assago<br />
(Mi), Roma e Firenze nei<br />
palasport: “La mia idea è di fare<br />
qualcosa fatto a mano, semplice<br />
ma efficace, qualcosa che arriva<br />
dalla strada. Per questo non uso<br />
schermi LED. Preferisco la scenografia<br />
di un balletto a quella<br />
di un concerto”. Oltre all’attività<br />
musicale, Mika è stato impegnato<br />
nelle ultime due edizioni di<br />
X-Factor e si appresta a tornare<br />
sugli schermi ancora in veste di<br />
giudice; in Francia, invece, ha<br />
partecipato come coach in The<br />
voice. Ma non basta: è in arrivo<br />
un nuovo libro per Rizzoli e<br />
prosegue la collaborazione con<br />
l’azienda di orologi Swatch e<br />
con la casa di moda Valentino.<br />
Ma attenzione, come lui stesso<br />
ammette: “tutte queste attività<br />
collaterali mi servono per elevare<br />
al massimo la produzione<br />
delle mie canzoni”. Una curiosità:<br />
nell’album Mika ha scelto di<br />
collaborare con Benny Benassi e<br />
suo cugino Alle e con Lucio Fabbri:<br />
“Ho comprato un computer,<br />
ho chiamato i miei musicisti e ci<br />
siamo trasferiti in una casa degli<br />
anni cinquanta a Los Angeles,<br />
ma non sapevo che era quella di<br />
Orlando Bloom; avevo sempre i<br />
turisti fuori dalla porta”. Il titolo<br />
sottolinea l’intero concept di<br />
questo progetto: non uso metafore<br />
in questo disco, sono diretto<br />
e svelo me stesso senza filtri. Il<br />
titolo è ironico, volevo far capire<br />
che non sono alla disperata ricerca<br />
di un posto in paradiso: se lo<br />
troverò sarò contento altrimenti<br />
pazienza”.
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L’EXPLOIT DI<br />
ESTATHÉ MARKET SOUND<br />
Itaeventi incontra Tommaso Cavanna, ideatore dell’Estathe Market Sound di Milano. Un ex<br />
discografico innamorato del suo lavoro e delle location impensabili; ma secondo lui è tutto<br />
frutto di una congiuntura astrale. di Guido Biondi<br />
C’è sempre una prima<br />
volta. Una manifestazione-evento<br />
di oltre<br />
sei mesi – in concomitanza con<br />
l’Expo - a Milano con un cartellone<br />
ricco di concerti sia gratuiti<br />
che a pagamento in una location<br />
ideale – uno spazio creato dal<br />
nulla senza abitazioni nei paraggi<br />
per non disturbare – e l’offerta di<br />
cibo garantito dal Gambero rosso<br />
e uno spazio per i bambini. L’Estathé<br />
Market Sound è tutto questo<br />
e molto di più e si appresta a<br />
diventare l’evento più sorprendente<br />
in una città ricca di eventi<br />
come Milano. Un successo di<br />
numeri e presenze che, come leggerete<br />
nell’intervista all’ideatore<br />
Tommaso Cavanna, si rinnoverà<br />
anche il prossimo anno. “Intan-<br />
to specifico che io non sono un<br />
promoter” specifica Tommaso,<br />
“non ne ho l’esperienza e nemmeno<br />
vorrei averla. A me piace<br />
fare altro: regalare emozioni. Organizzare<br />
eventi con la mia agenzia<br />
Punk For Business”.<br />
Un nome che è tutto un programma…<br />
È nato dopo un evento – col<br />
nome della precedente agenzia<br />
– di un vertical stage della Samsung<br />
in Corso Europa a Milano<br />
dai balconi dei nostri uffici,<br />
anzi ex-uffici. Sedici artisti<br />
che si sono esibiti durante un’ora<br />
e mezza: Motel Connection,<br />
Negrita, Irene Grandi, Saturnino<br />
e molti altri. Creare un evento<br />
da un balcone in una strada in<br />
62 ITA EVENTI
pieno centro a Milano con cinque<br />
ambasciate è stata un’impresa<br />
epica: abbiamo cablato sette<br />
piani di un palazzo. Il mio socio<br />
Massimo Babini, al termine<br />
dello show è entrato nei camerini<br />
degli artisti: mi ha trovato<br />
abbracciato a ciascuno di loro<br />
in preda a un’emozione totale<br />
in seguito al successo dell’evento;<br />
ricordo che Massimo Orlando<br />
mi disse: “Tommaso sarai anche<br />
un visionario ma io sono un<br />
punk che per il business ti viene<br />
dietro”. Da quel giorno e sino a<br />
quando Marco Balich è arrivato<br />
a chiederci di entrare in un<br />
pool di agenzie con all’interno la<br />
sua, il nome Punk For Business si<br />
è imposto. Come agenzia ci rappresenta<br />
perfettamente. Siamo<br />
punk nella creazione: ci piacciono<br />
rompere gli schemi. Oltra a<br />
me e Babini c’è Simona Mutti<br />
per la parte commerciale.<br />
Quali sono state le sue esperienze<br />
prima di approdare a<br />
questa agenzia?<br />
Ho lavorato come discografico<br />
per dodici anni come in Universal<br />
e quattro in Sony; prima ho<br />
fondato una società che si chiama<br />
Trident Entertainment consociata<br />
con la Trident Management<br />
di Maurizio Salvadori. Anche in<br />
questo caso ci siamo occupati di<br />
eventi e comunicazione. Abbiamo<br />
anche organizzato in piazza<br />
Duomo un evento con Kasabian<br />
e Subsonica oltre ad un evento<br />
con Elio e Le Storie Tese per il<br />
Comune di Milano. Adesso abbiamo<br />
pensato a una chiatta galleggiante<br />
sulla darsena – uno<br />
dei luoghi preferiti dai milanesi<br />
– per il brand Becks con ogni<br />
sera un evento dal vivo o dj set:<br />
trenta giorni trenta eventi. E, ciliegina<br />
sulla torta, l’Estathé Market<br />
Sound. Facciamo eventi per le<br />
aziende, poi ho un pensiero fisso:<br />
creare format.<br />
Da sinistra a destra: Martin Garrix<br />
e Skrillex<br />
ITA EVENTI 63
Come è stato creato Estathé<br />
Market Sound?<br />
Io sognavo fin da bambino di<br />
fare un Festival e la mia socia<br />
Simona Muti ha sempre avuto<br />
in mente la stessa idea abbinata<br />
a proposte culinarie: Simona<br />
ha intuito prima di tutti che gli<br />
Chef sarebbero diventate le nuove<br />
rockstar. Voleva fare un Festival<br />
a Ternana – ne abbiamo discusso<br />
molto – finché è accaduta<br />
quella che definisco congiunzione<br />
astrale. Noi abbiamo in agenzia<br />
una persona che si occupa di<br />
bandi: ha trovato quello di Sogemi<br />
di Milano. Metteva a disposizione<br />
un’area di tredicimila<br />
metri quadrati, con grandi<br />
potenzialità e con i mercati generali<br />
più grandi di Europa. Bisognava<br />
valorizzare quell’area,<br />
specialmente in tempi di Expo.<br />
Il settanta per cento dei milanesi<br />
si reca ai mercati il fine settimana<br />
sia per risparmiare che per la<br />
eccellente qualità. Da buon veneziano<br />
so che il Ponte Rialto è<br />
il maggior punto di aggregazione<br />
della città: come ad Amburgo,<br />
Rotterdam e New York si<br />
crea un polo. Oltre alla centralità<br />
della location ci siamo accorti<br />
che avevamo intorno una città<br />
dormiente, sette chilometri di<br />
negozi di ortofrutta che di giorno<br />
lavorano ma di notte sono<br />
chiusi. Quindi non disturbiamo<br />
nessuno con la musica. La congiuntura<br />
astrale nasce dalla richiesta<br />
di Ferrero di fare un format<br />
per Estathé: ci chiedevano<br />
un’area per eventi e siamo entrati<br />
in gara con altre agenzie. L’abbiamo<br />
spuntata spostando l’interesse<br />
dell’azienda per un unico<br />
grande evento al sud con il progetto<br />
dell’aera di Sogemi: con<br />
l’aggiunta di sei mesi di Festival<br />
64 ITA EVENTI
e cento giorni di attività. Un’idea<br />
punk: anche se siamo partiti tardi<br />
con il booking (ci vuole almeno<br />
un anno di tempo per far le<br />
cose per bene), siamo riusciti –<br />
grazie alla stima che ci tributano<br />
i promoter italiani – a fissare<br />
Skrillex, Toto, Martin Garrix,<br />
Nicky Minaj e tanti altri. Generi<br />
diversi ma non è solo un Festival<br />
musicale: oltre ai concerti gratuiti<br />
e a pagamento, ogni weekend<br />
ci sono tante attività: ad esempio<br />
l’area kindergarden per i bambini<br />
accuditi dai pedagoghi. L’attenzione<br />
verso il food è totale:<br />
partnership con il Gambero rosso<br />
che ha certificato le sedici Apicar<br />
che rappresentano tutte le cucine<br />
dell’Italia, il brunch domenicale<br />
- una volta al mese - con il Blue<br />
Note e, ciliegina sulla torta, un<br />
accordo con Uci cinema per l’arena<br />
più grande in tutta Europa<br />
per vedere film all’aperto. Fino<br />
a 3.500 posti per i film e 15.000<br />
per i concerti: siamo già a quota<br />
centomila presenze al mese. E<br />
anche un tocco di originalità con<br />
il dettaglio dei materiali riciclabili<br />
e l’uso delle cassette di frutta.<br />
E ci stanno chiamando anche<br />
all’estero per i format che abbiamo<br />
realizzato.<br />
Qual è l’evento che vi ha più<br />
sorpreso?<br />
Inaspettatamente è stato Holy<br />
Dance Festival, ispirato a una festività<br />
indiana, dove ci si tira addosso<br />
palloncini colorati ballando:<br />
la gente si è divertita<br />
enormemente. Il fotografo Francesco<br />
Prandoni ha detto che non<br />
ha mai visto le facce della gente<br />
così felici. E un altro momento<br />
è stato vedere George Clooney<br />
duettare con i Toto durante<br />
“Africa”. Stiamo già mettendo<br />
in cantiere le proposte per l’anno<br />
prossimo e non escludiamo di<br />
avere una “coda” invernale.<br />
Colpisce un dettaglio: il parcheggio<br />
è gratuito; spesso è un<br />
costo aggiuntivo.<br />
Sopra: i Toto, Subsonica e Tommaso<br />
Cavanna<br />
Tutte le attività da noi sono gratuite:<br />
dal beach volley, al calcio<br />
balilla, etc. Perché ci vuole<br />
un’area a Milano dove divertirsi<br />
e regalare emozioni ai milanesi.<br />
Gratuite grazie al brand.<br />
È evidente che a questa mentalità<br />
ha contribuito – grazie al<br />
suo impegno nella discografia<br />
– l’essere stato anche “utente”.<br />
Sicuramente è così: il mio è un<br />
lavoro che si basa quasi unicamente<br />
sulla passione e sui rischi<br />
del’economia. E, aggiungerei,<br />
a sacrifici della vita privata.<br />
Se fai quello che ti piace è difficile<br />
pero’ esaurirsi: io ogni mattina<br />
quando entro in ufficio ho<br />
il sorriso stampato sulle labbra. E<br />
aggiungo: il vero miracolo l’hanno<br />
fatto i sedici ragazzi che lavorano<br />
con me.<br />
ITA EVENTI 65
musica<br />
IL RITORNO<br />
DEL RE<br />
DELLA<br />
DANCE<br />
ITA EVENTI 67
Giorgio Giovanni Moroder torna alla ribalta dopo trent’anni dalla sua ultima produzione<br />
discografica. Rinato grazie alla partecipazione dell’ultimo album dei Daft Punk.<br />
di Bruno Quiriconi<br />
Ritorna l’inventore incontrastato della discomusic, Giorgio Moroder,<br />
con un nuovo album ricco di ospiti prestigiosi. Il produttore,<br />
nato a Ortisei, oggi vive a Los Angeles da molti anni.<br />
Con Donna Summer ha raggiunto il successo in tutto il mondo con<br />
una serie di brani dance e l’uso del sintetizzatore. Con “Love To Love<br />
You Baby” ha inventato una suite di venti minuti con la cantante alle<br />
prese con la sua sensualità. Ha lavorato con i nomi più prestigiosi<br />
del pop, da David Bowie a Freddy Mercury, ha realizzato importanti<br />
colonne sonore quali Flashdance e Top Gun. Infine nel 2013<br />
i francesi Daft Punk gli hanno dedicato “Giorgio By Moroder”<br />
ed è stata una vera rinascita artistica: dj set in ogni parte del pianeta<br />
e una serie di remix prestigiosi, uno per tutti “Midnight”<br />
dei Coldplay. Moroder nell’incontro con i giornalisti ha spiegato<br />
come ha realizzato il nuovo disco Deja Vu: “La Sony mi ha<br />
messo a disposizione budget, artisti e contatti per le collaborazioni<br />
presenti, da Kelis a Kylie Minogue a Britney Spears. All’inizio<br />
ho pensato di realizzare il suono al quale ho abituato tutti<br />
ma ho cambiato idea e – grazie anche ai contatti della casa discografica<br />
– ho puntato su un suono Edm (Electrionic Dance Music)<br />
più moderno, sulla falsariga dei nuovi divi della dance David<br />
Guetta e Calvin Harris. Del resto non c’è un nuovo sound<br />
al momento, non c’è un sintetizzatore nuovo”.<br />
Moroder sarà a Roma a Villa Ada il 24 luglio<br />
e a Milano all’Estathe Market Sound il 25.<br />
Nel frattempo sta scrivendo la musica per il<br />
prossimo videogame di Tron della Disney<br />
e un musical sulla sua vita e il periodo d’oro<br />
della discomusic: “Lana Del Rey mi<br />
chiama ogni tre mesi per fare qualcosa<br />
insieme ma poi – con tutti questi manager<br />
che ci sono oggi intorno agli artisti<br />
– ci vuole un sacco di tempo anche per<br />
una semplice telefonata”.<br />
68 ITA EVENTI
eventi<br />
In alto: Panoramica<br />
Anfiteatro Maiori;<br />
In basso: Gianluca<br />
Grignani; Il Presidente<br />
di Trame Africane<br />
Pasquale Coppola<br />
con Enzo Fischetti;<br />
Selma Hernandes;<br />
Veronica Maya<br />
e Annalaura di Luggo;<br />
Sfilata 1969 Versace;<br />
Luigi Snichelotto -<br />
McDonald’s<br />
Provincia di Salerno;<br />
L’organizzatrice<br />
Luana Ferraioli;<br />
Foto: Cerzosimo<br />
70 ITA EVENTI
SINFONIE D’AUTORE<br />
La sesta edizione del Premio, nella cornice della Costa<br />
d’Amalfi ha ospitato Gianluca Grignani, Antonello Cascone,<br />
i soprani Le loving, Salma Hernandes, Enzo Fischetti,<br />
Carla Palumbo e Annalauro di Luggo. di Andrea Thomas<br />
Dal suggestivo Anfiteatro al Porto Turistico di Maiori si è svolta<br />
la sesta edizione del Premio Sinfonie D’Autore, format consolidato<br />
in Costa d’Amalfi promosso dall’Associazione Culturale<br />
Lune Crescenti e trasmesso in Eurovisione Sky con la conduzione<br />
di Veronica Maya. Patrocinato da Regione Campania, Provincia di<br />
Salerno, Comune di Maiori, Upi Campania, Ept Salerno, Azienda<br />
Autonoma Soggiorno e Turismo di Maiori l’evento premia da anni<br />
personaggi della musica, dell’arte, della cultura e della moda in una<br />
location d’eccezione. Tra i protagonisti dell’edizione il cantautore<br />
Gianluca Grignani, il Direttore d’orchestra Antonello Cascone, il trio<br />
di soprani Le Loving, la cantante Selma Hernandes, il comico Enzo<br />
Fischetti, la ballerina Carla Palumbo e Annalaura di Luggo, imprenditrice<br />
partenopea impegnata nel sociale e nell’arte. Un premio solidale<br />
che abbraccia e sostiene i Progetti di Trame Africane Onlus con<br />
una lotteria di beneficenza il cui ricavato servirà ad ampliare il reparto<br />
di maternità e di pediatria e chirurgia del St. Therese Hospital di<br />
Kiirua in Kenya. Solidarietà anche da parte dei numerosi partner della<br />
Manifestazione quali McDonalds Provincia di Salerno, che ha devoluto<br />
un numero consistente di pasti completi ai bambini delle Case<br />
famiglia presenti sul territorio. Trionfo del Made in Italy in passerella<br />
con le linee Opera beachwear, Versace 1969 Abbigliamento Sportivo,<br />
Mastro Moda Positano, il brand Kuea e le incantevoli Top model<br />
acconciate e truccate per l’occasione dal Make up artist delle dive Luciano<br />
Carino. La direzione artistica è siglata dall’ideatrice e organizzatrice<br />
internazionale di grandi eventi Luana Ferraioli.
zapping<br />
KITCHEN<br />
SOUND,<br />
LO CHEF<br />
MUSICALE<br />
Un programma con protagonista lo Chef<br />
Alessandro Borghese in una inedita formula<br />
su diversi media e con un’idea a base di ritmo<br />
di Bruno Quiriconi<br />
Kitchen Sound<br />
Nasce tutto da un’idea poliedrica che coinvolge lo<br />
spettatore in un’inedita avventura enogastronomica.<br />
Sono uno Chef rock’n’social e mi piaceva l’idea<br />
di mettere insieme le mie passioni: cucina, musica e<br />
web. La mia società l’AB Normal, oltre al Banqueting<br />
e al Catering con il brand AB il lusso della semplicità<br />
si occupa di Food Consulting e Licensing;<br />
Alessandro Borghese Kitchen Sound è un progetto<br />
crossmediale unico nel suo genere. Abbiamo voluto<br />
coniugare editori multipiattaforma: Sky, radio Rds<br />
e Yahoo! L’appuntamento quotidiano è su Sky Uno<br />
alle 13, dove preparo le mie ricette italiane in un<br />
ritmo da videoclip con la mia playlist musicale scelta<br />
in collaborazione con la selezione 100% grandi<br />
successi di RDS. A ritmo di sound, viaggiamo insieme<br />
in un’esperienza unica che abbina la percezione<br />
uditiva della musica a quella del gusto e olfattiva<br />
del cibo, che esalta i piatti e imprime il loro ricordo.<br />
A fine puntata, ognuna delle 200 ricette, è condita<br />
in salsa rap e per chi volesse rivederle, sono su<br />
Sky On Demand e la settimana successiva anche<br />
su Yahoo.it.<br />
Lo chef<br />
Alla domanda su cosa avrei voluto fare da grande,<br />
ai tempi della scuola, ho sempre risposto: lo Chef.<br />
Sono cresciuto aiutando mio padre in cucina la<br />
domenica mattina per preparare il gustoso ragù,<br />
tipico della tradizione partenopea. Sono nato a<br />
San Francisco, e ancora adesso ci torno spesso per<br />
lavoro e per salutare i miei zii. Dopo il diploma<br />
all’American Overseas School di Roma mi sono<br />
imbarcato sulle navi da crociera e per i successivi<br />
tre anni ho lavorato tra fornelli e piatti da lavare. La<br />
mia sveglia iniziava a suonare alle 5.30 del mattino<br />
e dovevo abituarmi fin da subito agli odori della cucina<br />
e agli ordini del capo Chef da eseguire senza<br />
sgarrare! Una volta sulla terra ferma, ho continuato<br />
la mia esperienze come cuoco nelle cucine europee,<br />
americane e italiane. Ho avuto tanti maestri e di<br />
ognuno ricordo qualcosa in particolare; a ventidue<br />
anni ho seguito alcuni stage di cucina nella capitale<br />
francese, uno proprio presso un ristorante molto<br />
importante di Parigi. Ricordo bene il discorso di<br />
benvenuto del capo Chef basato sull’umiltà, il talento<br />
deve essere condito con lo studio e la passione;<br />
sono parole che mi accompagnano tutti i giorni<br />
ancora oggi. Nel 2006 ho fondato la mia società<br />
dedicata al Catering per eventi privati, pubblici e<br />
aziendali; la mia cucina, inventiva e generosa, soddisfa<br />
con gusto i palati di chi ama le cose ricercate,<br />
ma non vuole rinunciare alla tradizione con un servizio<br />
completo in Italia e all’estero. E ci occupiamo<br />
di Food Consulting e Licensing; il nostro modello<br />
di business innovativo, fortemente integrato e caratterizzato<br />
da una struttura supportata dall’attività<br />
di marketing, svolta dalla divisione Multimedia &<br />
Publishing attraverso i propri canali: ufficio stampa,<br />
programmi Tv, internet.<br />
72 ITA EVENTI
La TV<br />
Ho iniziato a parlare di cucina in televisione dieci<br />
anni fa con i miei primi programmi televisivi,<br />
trasmettendo la passione verso il mio lavoro; amo<br />
ripetere sempre che cucinare è un atto d’amore, soprattutto<br />
se lo stai facendo per qualcuno. Una volta,<br />
e neanche tanto tempo fa, se volevi conoscere il<br />
cuoco, dovevi recarti al suo ristorante e se non eri<br />
esperto di cucina, diventava difficile replicare i suoi<br />
piatti. Oggi invece il cuoco puoi averlo nella tua<br />
cucina, che prepara una cena per te e i tuoi ospiti.<br />
Puoi seguire uno dei suoi corsi e imparare, aggiornarti,<br />
sperimentare. Attraverso la televisione, internet,<br />
la stampa, impari i procedimenti e segui consigli<br />
del tuo cuoco preferito senza perdere neanche<br />
un passaggio della preparazione. In Italia abbiamo<br />
una lunga tradizione gastronomica, ed è un dovere<br />
per chi fa il mio mestiere comunicarlo e principalmente<br />
far avvicinare i ragazzi alla buona e sana cucina.<br />
È fondamentale comunicare l’agroalimentare<br />
italiano sia a casa nostra e nel commercio mondiale;<br />
era ora che oltre all’arte, alla storia, al turismo, alla<br />
moda e pure al calcio, oggi nel nostro Paese ci fosse<br />
molta attenzione alla cultura gastronomica che è<br />
l’anima degli italiani e un grande biglietto da visita<br />
nel mondo. È importante mettere passione, ma la<br />
parola d’ordine deve essere talento e semplicità ed<br />
essere giudice a Junior MasterChef consente di trasmettere<br />
ai giovani Chef emozioni ed esperienza. A<br />
me piace essere connesso con il mondo, mi piace<br />
ispirare, insegnare e intrattenere attraverso i miei<br />
programmi televisivi e canali web: dal mio sito alessandroborghese.com<br />
si può accedere direttamente<br />
ai miei social network e comunicare liberamente<br />
con una community capace di condividere una<br />
passione comune, attraverso i miei piatti, il mio<br />
quotidiano e chiedere: “Ehi ragazzi, vi piace questo<br />
piatto?” “Questa canzone?” e ricevere partecipazione<br />
immediata del tipo: “Chef mandaci la ricetta<br />
del piatto” oppure “Ci mandi una tua playlist musicale”!<br />
Sono affascinato dal web, che farà sempre<br />
più parte della nostra vita e ho un rapporto diretto<br />
con chi mi segue ogni giorno, li aggiorno sul mio<br />
lavoro, carico le mie foto, della mia brigata, dei miei<br />
menu, i video dei miei piatti e quelli musicali che<br />
preferisco. Posso far sapere loro quando parte un<br />
mio nuovo programma televisivo o quando esce<br />
un’intervista come questa. Sono tra i pionieri del<br />
“social” culinario e mi affascina la maniera in cui,<br />
attraverso Facebook, Twitter, Instagram, Flickr,<br />
Youtube e Pinterest, possa comunicare direttamente<br />
con le persone che mi seguono e apprezzano il<br />
mio lavoro e la mia professionalità.
Credits foto selezionate da Alessandro Borghese:<br />
AB Normal SRL<br />
propria carriera e sviluppare nuovi progetti e assicurarsi<br />
di fare il proprio lavoro sempre nel migliori<br />
dei modi. Se a quel punto vuoi indossare la casacca<br />
oppure aprire il tuo pastificio di pasta fresca a<br />
Milano. Durante i miei banchetti la richiesta di<br />
tonnarelli trafilati al bronzo o dei tortelli ripieni è<br />
sempre molto presente, nel mio pastificio di vendita<br />
al pubblico, le bravissime “sfogline” seguono le mie<br />
ricette e quando posso sono al banco anch’io per<br />
raccontare ai miei clienti una tradizione italiana,<br />
gustosa e molto saporita!<br />
Temporary restaurant<br />
Abbiamo aperto le porte della cucina di AB Il lusso<br />
della semplicità con il temporary restaurant nel<br />
dehor dell’hotel Enteprise (Corso Sempione, 91); i<br />
menu si rinnovano ogni settimana entra in scena<br />
l’estro e la raffinata semplicità dei piatti, con la mia<br />
brigata siamo sempre ben disposti a sviluppare nuove<br />
idee in cucina. Spesso arrivo al mattino e dico:<br />
“sapete, ho avuto stanotte l’ispirazione per un nuovo<br />
piatto”. Insieme impostiamo le linee generali e<br />
poi testiamo i piatti direttamente con tutto il team,<br />
ho una squadra straordinaria dalla cucina alla sala.<br />
Dovevamo fermarci per metà luglio, ma sono molto<br />
contento delle tante prenotazioni ricevute per cui<br />
restiamo aperti fino ai primi di agosto. Durante<br />
le serate mi ritaglio sempre dei momenti di chiacchiera<br />
con gli ospiti a cena, mi piace mantenere un<br />
rapporto ravvicinato con il mio pubblico e sapere<br />
se la cena è stata di gradimento. Perché dopo tanto<br />
lavoro è emozionante verificarne il risultato.<br />
Barbara bouchet<br />
Ricordo che da bambino ci divertivamo a preparare<br />
insieme dei dolci tipici della sua tradizione. Oggi<br />
li prepara con mia figlia, a me resta il compito di<br />
assaggiare e giudicare! Mia madre ha fatto sognare<br />
un’epoca, ancora oggi è una attrice che continua a<br />
studiare per il suo lavoro. È da ragazzo che ho scelto<br />
la cucina, amo cucinare e adoro mangiare, mi lascio<br />
trasportare dagli odori e dai ricordi che generano,<br />
non riesco a non far trasparire le mie emozioni<br />
e da buon rocker non riesco a seguire un copione<br />
già delineato. C’è sempre spazio per essere seri nella<br />
La musica<br />
Amo tutta la musica, cucino con la musica, posto<br />
le mie playlist sul mio sito, sui miei social e nei miei<br />
programmi televisivi. Nei miei dischi si puo’ trovare<br />
hardcore, jazz, ballate più classiche e blues. E<br />
poi c’è il rock, che sento più vicino, t’invade e forse<br />
a qualcuno, come me, rapisce anche l’anima e la<br />
fa sua. Non c’è vita senza “ritmo” e senza cibo. Il<br />
suono del cibo in cottura ti comunica l’armonia tra<br />
gli ingredienti, e il loro equilibrio ti fa assaporare le<br />
note del gusto che rivelano meravigliose sensazioni.<br />
Sembra un “riff”: quando il cibo è cucinato bene,<br />
regala un piacere immediato.<br />
La cucina per me è un’arte che risveglia lo spirito,<br />
apporta cambiamenti e rivoluziona, saziando anche<br />
lo stomaco. Come la musica, come il rock, che non<br />
puoi certo toccare, e nemmeno “mangiare”, ma che<br />
stranamente ti resta dentro, facendoti sentire appagato.<br />
Pensa al tuo piatto preferito mentre ascolti la<br />
tua canzone, non è una combinazione perfetta?<br />
Joe Bastianich<br />
Sono un motociclista in “shuffle” che voleva fare la<br />
rock star! La musica è parte del mio lavoro e della<br />
mia vita. Uno Chef che ama il “sano” rock’n’roll,<br />
legge gli autori della Beat Generation e adora i<br />
motori. Con Sony è uscita la compilation musicale:<br />
Kitchen Shuffle, il mio primo esperimento che<br />
condisce cucina e sound, in un doppio cd di buona<br />
musica e con un libro fotografico che racconta di<br />
me e dei miei piatti.<br />
Con Bastianich abbiamo in comune l’amore per il<br />
buon cibo e la passione per la musica. Joe è un ottimo<br />
musicista, invece ho smesso di suonare il sax<br />
per le ore dedicate ai fornelli. Magari... posso cantare!<br />
Ecco, penso ad un bellissimo concerto live pieno<br />
di melodie soul e blues e un pizzico di jazz, più che<br />
a un programma di musica; ci sarebbe da divertirsi!<br />
Com’on Joe parliamo la stessa lingua!<br />
74 ITA EVENTI
cinema<br />
LEFT BEHINF – La profezia<br />
Azione, 2015, U.S.A<br />
Regia di Vic Armstrong<br />
Con Nicolas Cage, Chad Michael Murray, Cassi Thompson<br />
Un incubo a ciel sereno: senza un motivo logico milioni di individui<br />
scompaiono misteriosamente lasciando come unico indizio i loro abiti.<br />
Alcune persone si mettono in cerca dei loro cari scoprendo un nesso<br />
tra le strane sparizioni e le sacre scritture. Il libro ha venduto oltre cento<br />
milioni di copie nel mondo.<br />
PIXELS<br />
Commedia, U.S.A<br />
Regia di Chris Columbus<br />
Con Michelle Monaghan, Peter Dinklage,Adam Sandler<br />
Una rivisitazione dei classici arcade games in voga negli anni ottanta<br />
in una storia basata su un improbabile attacco alla terra da parte<br />
di una razza aliena. Al posto delle astronavi da guerra ci sono le icone<br />
amate dalla generazione arcade; sarà l’amico d’infanzia del Presidente<br />
degli Stati Uniti – un ex campione di videogames – a difenderci insieme<br />
al suo staff di ex giocatori.<br />
EX MACHINA<br />
Drammatico, U.S.A. / Gran Bretagna<br />
Regia di Alex Garland<br />
Con Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander<br />
Un film di fantascienza incentrato su un personaggio di nome Caleb,<br />
impiegato nel più grande motore di ricerca globale: verrà invitato<br />
dal fondatore della società e scoprirà di essere il predestinato per<br />
un esperimento di intelligenza artificiale. Caleb si confronterà<br />
con un robot dotato di pelle umana e coscienza sino a realizzare<br />
che non tutto sta girando per il verso giusto…<br />
A cura di: Andrea Thomas<br />
ANT-MAN<br />
Fantascienza, U.S.A. / Gran Bretagna<br />
Regia di Peyton Reed<br />
Con Hayley Atwell, Evangeline Lilly, Judy Greer<br />
Ancora un supereroe sul grande schermo, nato dalla fantasia di Stan Lee<br />
della Marvel (quasi in contemporanea con il nuovo capitolo dei Fantastici<br />
Quattro), questa volta è l’uomo formica. Ant-Man è stato uno dei<br />
fondatori dei Vendicatori, è lo scienziato Hank Pym, capace di rimpicciolirsi<br />
e aumentare la sua forza.<br />
ITA EVENTI 75
cinema<br />
LA DOLCE VITA:<br />
LA MUSICA<br />
DEL CINEMA<br />
ITALIANO<br />
È il più prestigioso omaggio mai realizzato<br />
alle colonne sonore del cinema italiano.<br />
I grandi capolavori sono eseguiti dalla<br />
Filarmonica Arturo Toscanini con l’apporto<br />
di Morgan, Tosca, Alice, Rapheal Gualazzi<br />
e molti altri. di Bruno Quiriconi<br />
zampino di Caterina Caselli in questo<br />
progetto ambizioso di portare nel mondo i<br />
C’è lo<br />
brani celebri dei grandi maestri della musica<br />
da cinema, da Nino Rota a Ennio Morricone,<br />
da Luis Bacalov a Nicola Piovani. Le colonne sonore<br />
di 8 e mezzo, La dolce vita, Amarcord, La vita è<br />
bella, Il postino, Il gattopardo, Nuovo cinema paradiso<br />
eseguite dall’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini<br />
(diretta dal Maestro Steven Mercurio) in uno<br />
spettacolo di grande impatto emotivo accompagnate<br />
dalle immagini dei capolavori cinematografici<br />
italiani curate da Giuseppe Ragazzini, il tutto con<br />
la regia di Giampiero Solari. Il format è stato inaugurato<br />
a New York il 16 e 17 settembre 2014 all’Avery<br />
Fisher Hall del Lincoln Center con un ospite<br />
d’eccezione: Martin Scorsese (e, tra il pubblico, c’era<br />
un entusiasta Woody Allen). Dopo le prime date<br />
italiane (Parma, Spoleto, Milano) questi i prossimi<br />
appuntamenti: il 23 agosto a Rimini al Palazzo dei<br />
congressi e il 30 novembre a Milano Auditorium<br />
Fondazione Cariplo. Nel cast sono stati invitati alcuni<br />
prestigiosi cantanti italiani quali Alice, Morgan,<br />
Raphael Gualazzi, Tosca oltre a Andrea Obiso<br />
e Federico Paciotti.
Gualazzi<br />
Obiso<br />
Alice<br />
Tosca<br />
Morgan<br />
Paciotti
notes<br />
CONTO FORMAZIONE<br />
DI RETE<br />
Spada: «Uno strumento ad hoc per consorzi<br />
e distretti industriali per accrescere la competitività<br />
anche delle forme aggregate d’impresa»<br />
Per accrescere la competitività delle imprese è<br />
importante rafforzare il dialogo tra il mondo<br />
del lavoro e un’offerta formativa che produca<br />
le competenze che servono al mercato. Ciò<br />
vale anche per le forme aggregate di impresa, che<br />
rappresentano un “luogo” di sperimentazione, di<br />
produzione e di scambio: di merci, di competenze,<br />
di know-how, di capitale umano. Ed è in questo<br />
ambito che la formazione può svolgere un ruolo<br />
strategico e favorire veri e propri investimenti per<br />
l’aggregazione in sé. Come? Aumentando la consapevolezza<br />
delle potenzialità del “fare rete”, valorizzando<br />
il capitale umano di ciascuna impresa<br />
e favorendo la crescita della forma aggregata, sia<br />
nell’ambito dei mercati internazionali sia in quello<br />
delle filiere produttive territoriali. Ne abbiamo<br />
parlato con Rossella Spada, direttore del fondo, in<br />
quanto Formazienda ha lo strumento che consente<br />
alle reti di imprese di accedere alla formazione<br />
finanziata.<br />
COS’E’ IL FONDO FORMAZIENDA Formazienda è uno dei 22 fondi paritetici interprofessionali nazionali per la<br />
formazione continua. Il Fondo Formazienda è stato autorizzato ad operare con decreto del Ministero del Lavoro<br />
e delle Politiche Sociali del 31 ottobre 2008. Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi aziendali,<br />
territoriali, settoriali e individuali concordati tra le parti sociali – la confederazione generale dei sindacati<br />
autonomi dei lavoratori (Confsal) e la confederazione autonoma italiana del commercio, del turismo, dei servizi,<br />
delle professioni e delle PMI (Sistema Commercio e Impresa) - nonché eventuali ulteriori iniziative propedeutiche<br />
e comunque direttamente connesse a detti piani concordate tra le parti. Il Fondo è l’unico ad aver sede nel<br />
nord Italia, in Lombardia, a Crema (CR).<br />
COSA FINANZIA Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi aziendali, territoriali, settoriali e individuali<br />
concordati tra le parti sociali.<br />
Qual è lo strumento che Formazienda mette a<br />
disposizione delle forme aggregate di impresa,<br />
come i consorzi di impresa e i distretti industriali?<br />
Il fondo Formazienda ha ideato uno strumento<br />
specifico di finanziamento, il Conto formazione di<br />
rete, con cui consente alle imprese aderenti legate<br />
da un vincolo associativo - o accomunate dagli<br />
stessi obiettivi di sviluppo (come per esempio reti<br />
d’impresa, consorzi, gruppi aziendali, raggruppamenti<br />
di imprese di una stessa filiera, settore, territorio)<br />
- di programmare e di utilizzare percorsi formativi<br />
finanziati.<br />
Come funziona questo particolare conto?<br />
Il Conto formazione di rete prevede l’individuazione<br />
di un soggetto capofila della forma aggregata, di<br />
norma l’impresa più strutturata. Sarà questo soggetto<br />
a occuparsi della gestione del Conto e a favorire<br />
il coinvolgimento di tutte le aziende aderenti<br />
alla forma aggregata. Possiamo comparare questo<br />
strumento a un conto corrente bancario su cui confluiscono<br />
le risorse versate dalle imprese da usarsi<br />
per finanziare piani formativi ad hoc ideati per rispondere<br />
alle necessità formative delle imprese stesse.<br />
Quali tipologie di imprese possono avvalersi<br />
del Conto formazione di rete?<br />
Possono aderire tutte le tipologie (micro, piccola,<br />
media e grande impresa) che facciano parte, o che<br />
si riconoscano, nella forma aggregata d’impresa.<br />
Quali sono le principali caratteristiche di questo<br />
strumento?<br />
Il Conto formazione di rete accoglie l’80% delle ri-<br />
80 ITA EVENTI
I DESTINATARI L’obiettivo principale di Formazienda è rendere semplice ed accessibile alle aziende (anche<br />
quelle di piccolissime dimensioni) l’utilizzo della formazione come leva strategica per favorire l’innovazione e lo<br />
sviluppo. Sono destinatari della formazione finanziata: apprendisti, operai, impiegati, quadri, dirigenti, collaboratori.<br />
ACCESSO AI FINANZIAMENTI Le aziende che hanno aderito a Formazienda possono accedere ai finanziamenti<br />
partecipando agli Avvisi che il Fondo emanerà durante l’anno. Le imprese aderenti potranno inoltrare l’istanza<br />
di finanziamento del progetto formativo direttamente al Fondo o delegando le strutture formative accreditate<br />
allo stesso.<br />
Via Olivetti, 17 - 26013 Crema | Tel. 0373.472168 | Fax. 0373.472163 | info@formazienda.com | www.formazienda.com<br />
sorse versate dalle imprese aderenti, risorse che possono<br />
essere impiegate per azioni formative nell’arco<br />
di 24 mesi. Sul conto confluiscono anche le risorse<br />
versate dalle imprese per le figure dirigenziali e ciò<br />
consente di finanziare anche la formazione per i dirigenti<br />
attraverso interventi mirati e/o integrati con<br />
le altre figure professionali dell’azienda.<br />
Altra caratteristica del conto è la possibilità di comunicare<br />
l’avvio dei progetti formativi con un preavviso<br />
di sole 12 ore rispetto al reale inizio delle<br />
attività corsuali. Così, grazie a procedure di semplificazione<br />
e attraverso l’utilizzo dell’unità di costo<br />
standard definita dal fondo, l’accesso alla formazione<br />
diventa particolarmente efficace e snello.<br />
Infine, e nonostante si tratti di una procedura già<br />
consolidata del fondo per tutti gli strumenti, considero<br />
particolarmente interessante per le aziende la<br />
possibilità di candidare le proprie proposte progettuali<br />
in qualsiasi momento dell’anno e con valutazione<br />
mensile delle candidature inoltrate.<br />
Cosa deve fare l’impresa che vuole accedere a<br />
questa opportunità?<br />
Semplice, per prima cosa la singola impresa dovrà<br />
iscriversi al fondo indicando il codice FORM nella<br />
denuncia contributiva e retributiva mensile (modello<br />
UNIEMENS) e, in un momento successivo,<br />
ovvero una volta creata o individuata una rete di<br />
imprese di cui far parte, potrà fruire del Conto formazione<br />
di rete. Il tutto senza nessun costo.<br />
ITA EVENTI 81
gourmet<br />
UNA VITA COLOR<br />
GIALLO ZAFFERANO<br />
L’idea vincente e lungimirante di Sonia Peronaci oggi è una realtà con numeri impressionanti<br />
sul web sconfinata in una serie di libri e una trasmissione televisiva. E nei momenti di relax<br />
non si fa mai mancare un piatto di spätzle. di Guido Biondi<br />
Un percorso iniziato per puro diletto?<br />
In realtà non solo; io e Francesco - il mio compagno<br />
- abbiamo unito una passione comune per il<br />
cibo e per il web. Abbiamo immaginato qualcosa<br />
che potesse diventare il nostro futuro lavoro: il web<br />
nel 2006 non era ancora un business come oggi;<br />
noi avevamo già una visione di quello che sarebbe<br />
potuto essere GialloZafferano e siamo ufficialmente<br />
partiti il 6/6/2006.<br />
Più che una data casuale pare un trattato di<br />
Cabala.<br />
Esatto (ride, ndr). Il supporto sul web me l’ha dato<br />
il mio compagno, che aveva già all’attivo il sito più<br />
importante sul fisco – del resto faceva il commercialista<br />
-, quindi aveva un discreto know-how. A lui<br />
l’hardware a me il contenuto: cibo e cucina.<br />
Una coppia che condivide il lavoro ha una marcia<br />
in più?<br />
Sono assolutamente convinta di questo. Tra l’altro<br />
non siamo solo una coppia perché anche nostra figlia<br />
Debora lavora con noi già dal progetto iniziale.<br />
Sembra davvero la storia del “mulino bianco”,<br />
rallegramenti!<br />
È vero! Ci credevamo tutti quanti. Mia figlia,<br />
quando abbiamo iniziato, aveva 22 anni: insieme<br />
a me si è occupata - da subito - dei contenuti. Nel<br />
frattempo il mio compagno si dedicava all’indicizzazione<br />
e al Seo (il posizionamento dei link sui motori<br />
di ricerca, ndr) e seguiva, attraverso un programmatore,<br />
l’impaginazione del sito.<br />
Il primo input è stato proporre le ricette?<br />
La prima cosa che ci è venuta in mente guardando i<br />
contenuti sul web, nel 2006, è stata la pessima raffigurazione<br />
delle ricette: non c’erano immagini, foto,<br />
video, dettagli ma solo qualche dato dozzinale. Ricordo<br />
che parliamo di un periodo ancora lontano<br />
dall’esplosione dei blog. Mancava, inoltre, completamente<br />
la spiegazione visiva della preparazione di<br />
un piatto: se ad esempio volevo fare una gubana,<br />
un dolce tipico friuliano, non trovavo nulla in rete.<br />
ITA EVENTI 83
Sonia Peronaci<br />
ha fondato nel 2006,<br />
col marito<br />
Francesco Lopes,<br />
il sito web e video<br />
blog di cucina<br />
GialloZafferano
Sonia Peronaci è la chef più amata del web da quando, alcuni anni<br />
fa, ha cominciato a deliziare i suoi utenti inventandosi Giallozafferano.it.<br />
È stata protagonista di un programma televisivo, In cucina<br />
con Giallozafferano, andato in onda su FoxLife. Ha pubblicato<br />
tre libri per Mondadori: Le mie migliori ricette, Divertiti cucinando e<br />
Guarda che buono! Giallozafferano è il più seguito e importante<br />
sito italiano di cucina: sono oltre un milione e mezzo i visitatori che<br />
lo frequentano ogni giorno, 7.000 i blogger che pubblicano sotto<br />
il suo cappello e innumerevole la community fedelissima di persone<br />
che animano e commentano le ricette con grande passione.<br />
Quindi all’inizio il blog aveva un profilo soprattutto<br />
divulgativo.<br />
Senza dubbio. E anche di avvicinare le persone che<br />
non sapevano cucinare mostrando loro la preparazione,<br />
le immagini e il percorso per fare un piatto.<br />
Con una specifica: noi siamo molto pignoli con<br />
le dosi, non usiamo le frasi “quanto basta”, “a piacere”,<br />
preferiamo essere precisi indicando la giusta<br />
quantità e i tempi di cottura. Anche nella preparazione<br />
non diamo niente per scontato: non troverete<br />
mai la frase “con la crema pasticcera” ma “come<br />
fare la crema pasticcera”, con un video apposito (i<br />
video sono stati aggiunti dal 2009, ndr).<br />
Partecipano anche grandi aziende al vostro<br />
blog?<br />
Quando abbiamo visto che c’era una massiccia<br />
adesione delle persone e stava iniziando a funzionare<br />
bene ci siamo resi conto che mancavano gli investimenti<br />
delle aziende: nel 2006 il web non era – da<br />
loro – minimamente considerato.<br />
E non c’era Masterchef, la grande ondata mediatica<br />
degli Chef e tutto il condotto, a differenza<br />
della Francia. Vi siete ispirati oltralpe?<br />
In realtà ci siamo ispirati a Marta Stewart e al suo<br />
sito, ci piaceva moltissimo. Non nascondo che all’inizio<br />
volevamo fare un sito che parlasse non solo di<br />
cucina ma di tutto quello che gravita intorno alla<br />
casa: la Stewart oltre alle ricette ha la sezione giardinaggio,<br />
cucito e hobbistica varia. Ma alla fine ci<br />
siamo dedicati interamente alle ricette che andavano<br />
fortissimo: per prepararle siamo in ventisette in<br />
redazione.<br />
Ventisette persone? Possibile?<br />
Confermo. Nel 2009 siamo stati acquisiti da un<br />
gruppo editoriale web chiamato Banzai, il quale ha<br />
finanziato una struttura nella quale rendere professionale<br />
ciò che avevamo iniziato a fare nella mia cucina.<br />
Adesso abbiamo due cucine vere, una redazione,<br />
luci, videocamere e tutto quanto occorre per<br />
i video delle ricette.<br />
Definirvi un blog forse è limitativo… Meglio<br />
un portale, quasi un giornale.<br />
Si. Noi nasciamo come sito e siamo esattamente<br />
come un giornale di cucina online. Abbiamo un’agenzia<br />
pubblicitaria esterna per i banner online, per<br />
valorizzare i prodotti delle aziende o fare delle videoricette<br />
apposite.<br />
Oggi che siete diventati leader del vostro settore<br />
è possibile che le grandi aziende vi considerino<br />
insider?<br />
Certo, succede. Spesso desiderano parlare direttamente<br />
con me per condividere la loro filosofia<br />
aziendale; quasi tutti i brand capiscono la potenzialità<br />
del web e adesso questo flusso è più semplice.<br />
Ci viene riconosciuta la qualità, l’impegno e il<br />
dettaglio nel nostro lavoro. Anche aziende poco conosciute<br />
ci affidano il loro prodotto per farlo conoscere.<br />
Vi siete cimentati anche nella ricerca del biologico?<br />
Ci stiamo dedicando soprattutto al mondo delle<br />
intolleranze: noi diciamo sempre di iniziare a cucinare<br />
dagli ingredienti e non dai preparati. Ad<br />
esempio consigliamo di preparare la besciamella e<br />
non di comprare quella pronta; la buccia di un limone<br />
deve essere non trattata e così via. Oltre a me<br />
ci sono dei volti nuovi nel blog, ciascuno con la sua<br />
competenza: ad esempio la cucina vegana, la cucina<br />
senza glutine, la cucina etnica e l’ultima novità è<br />
la cucina veloce che non significa cibi preparati, ma<br />
piatti da preparare in venti minuti.<br />
Siete stati contattati da Masterchef o dalla Parodi<br />
o altre realtà televisive?<br />
In realtà abbiamo già fatto un format televisivo –<br />
In cucina con GialloZafferano - su FoxLife, oltre<br />
120 puntate da dodici minuti l’una facendo delle<br />
ricette con una narrazione più composita. Abbiamo<br />
anche all’attivo tre libri usciti per Mondadori,<br />
tutti andati piuttosto bene.<br />
ITA EVENTI 85
86 ITA EVENTI
Parliamo di numeri e di utenti unici.<br />
Nei momenti di tranquillità il sito arriva a<br />
1.500.000 di utenti unici al giorno con picchi di<br />
2.200.000. E visto che parlavamo dei libri il primo<br />
ha sorpassato le cinquantamila copie.<br />
Essendo un vero team, un collettivo, non vi volete<br />
cimentare nell’apertura di un ristorante?<br />
Ce l’hanno chiesto in tanti pero’ il tempo che impieghiamo<br />
per realizzare GialloZafferano è molto:<br />
dalle 9 di mattina alle 18.30; avere un locale significherebbe<br />
delegare qualcuno in redazione o nel ristorante.<br />
Un locale è molto impegnativo, lo so per<br />
esperienza perché i miei genitori hanno avuto un<br />
ristorante a Milano. A me l’idea piace, non lo nego;<br />
non escludo di pensarci in futuro.<br />
Dalla risposta si evince che per lei il blog non è<br />
solo business ma soprattutto passione.<br />
Senza la passione GialloZafferano non esisterebbe.<br />
Abbiamo lavorato davvero tantissimo<br />
e affrontato tante cose;<br />
poi è comodo guadagnare un<br />
bello stipendio nella vita ma la<br />
cosa che ci rende più orgogliosi<br />
è che siamo noi oggi a poter<br />
pagare lo stipendio alle persone<br />
che collaborano con noi, in un<br />
momento storico non propriamente<br />
facile.<br />
Com’è il rapporto con il vostro<br />
pubblico?<br />
Quando le persone che seguono<br />
il blog mi incontrano per<br />
strada mi fermano e hanno l’atteggiamento<br />
di incontrare una<br />
amica vera e questo mi rende<br />
felice; la frase più ricorrente è<br />
“grazie che mi salvi sempre la<br />
cena”. Noi abbiamo un target abbastanza giovane,<br />
in maggioranza dai 25 ai 45 e quindi persone che<br />
spesso iniziano a voler imparare a cucinare. L’interazione<br />
è anche sulle ricette: c’è un “botta e risposta”<br />
continuo sul blog, dialoghiamo ogni giorno in<br />
mille modi diversi anche facendo presentazioni e<br />
raduni per vederci di persona.<br />
Avete molta concorrenza? Vi guardate le spalle?<br />
In fondo siete anche un modello di business…<br />
Dopo la grande moda dei blog adesso stanno nascendo<br />
diversi siti di cucina basati sul nostro modello.<br />
Penso sia una cosa fisiologica: c’è sempre uno<br />
che parte e gli altri copiano.<br />
Quanto ha influito che una realtà come Banzai?<br />
Tantissimo. Senza il loro supporto non saremmo<br />
arrivati dove siamo oggi. Banalmente quando andavamo<br />
a bussare alle porte ci dicevano: voi cosa<br />
fate? E noi rispondevamo, il web. E la reazione era<br />
tagliente: ah ma quelli che hanno fatto web sono<br />
falliti.<br />
Avete scommesso in tempi nei quali nessuno<br />
investiva o aveva lungimiranza.<br />
Sicuramente: bisogna anche tenere presente che<br />
per quattro anni non abbiamo preso un centesimo.<br />
E quando è entrata Banzai abbiamo preferito continuare<br />
un anno senza ritorni economici ma investendo<br />
sui collaboratori.<br />
Secondo lei questo vostro “modello” è esportabile<br />
anche in altri settori quali musica, libri,<br />
film o no? E avete pensato anche a un magazine<br />
cartaceo?<br />
Io credo che si possa guardare tutto ciò che ci circonda<br />
con occhi diversi ed inventarsi un lavoro.<br />
Quindi in qualsiasi campo. Dico sempre ai ragazzi<br />
di capire come vedono una cosa oggi e come<br />
potrebbe essere domani, che è quello che ho fatto<br />
io all’epoca. Per il magazine<br />
ci vorrebbe una redazione per<br />
poter fare un mensile accurato<br />
e in Italia si tende più ad acquistare<br />
un giornale di cucina straniero<br />
o comunque “importato”<br />
e “italianizzato”; sono magazine<br />
con budget di multinazionali.<br />
I grandi Chef come vi considerano?<br />
Non lo so. Ma so che il nostro<br />
blog lo consultano un po’ tutti<br />
più che altro per le idee. Con<br />
alcuni di loro ho parlato spesso,<br />
mi dicono che nei loro ristoranti<br />
guardano qualche ricetta<br />
per prendere spunto. Ci hanno<br />
chiamato da Mastechef per<br />
ospitarci nella fascia quotidiana<br />
della trasmissione, sono andata come ospite nelle<br />
prime due edizioni. Sottolineo che il nostro target<br />
sono le famiglie, le persone semplici che amano<br />
la cucina, noi parliamo a tutti anche e soprattutto a<br />
chi vuole imparare a cucinare.<br />
Domanda finale: a quale piatto in particolare<br />
non rinuncerebbe mai?<br />
Secondo me sono sempre quelli che ti ricordano<br />
la tua infanzia. Io avevo la nonna austriaca<br />
che mi preparava gli spätzle, conosciuti molto anche<br />
in Trentino e Alto adige. Sono molto veloci da<br />
fare, con erba cipollina, burro e parmigiano o con<br />
gli spinaci e ogni volta che li preparo torno davvero<br />
bambina. Ho preso da mia madre altoatesina<br />
la precisione e da mio padre calabrese l’ospitalità<br />
e l’allegria.<br />
È sempre dall’unione dei contrasti che vengono i<br />
successi.<br />
ITA EVENTI 87
notes<br />
L’ECCELLENZA DEL LIMONE<br />
DI SORRENTO<br />
La Costiera è un’azienda da sempre impegnata nella valorizzazione dei prodotti tipici<br />
della Penisola Sorrentina, missione a cui dedica cura e passione seguendo tutta<br />
la filiera produttiva, dalla coltivazione alla commercializzazione. di Bruno Quiriconi<br />
La Costiera è stata<br />
creata a Sorrento negli<br />
anni ’60 dalla Fami-<br />
L’azienda<br />
glia Vinaccia. All’inizio come<br />
vera e propria impresa famigliare<br />
specializzata nella produzione<br />
e distribuzione del Limone<br />
di Sorrento, una delle eccellenze<br />
italiane. Nel 1997, La Costiera<br />
si trasferisce al Centro Agroalimentare<br />
di Fondi (LT): diventa<br />
azienda leader nel mercato della<br />
produzione e vendita di agrumi,<br />
soprattutto limoni, garantendo<br />
al cliente un prodotto finale<br />
genuino, di qualità e presente<br />
con continuità durante tutti i<br />
mesi dell’anno. Oggi il quartier<br />
generale è nella zona industriale<br />
di Fondi, in una struttura più<br />
ampia con a disposizione un magazzino<br />
capace e attrezzato con<br />
macchinari e celle frigorifere. La<br />
rete vendita si sviluppa nel Centro-Nord<br />
Italia e fornisce ipermercati<br />
e catene di supermercati,<br />
esportando anche in Europa,<br />
principalmente in Inghilterra,<br />
Germania e nord Europa; è anche<br />
importatrice dall’Argentina,<br />
dal Sud Africa e dalla Spagna.<br />
Attualmente, l’azienda campana<br />
ha in corso la definizione di<br />
importanti accordi commerciali<br />
con lo scopo di allargare la propria<br />
presenza sui mercati esteri.<br />
L’obiettivo principale è costruire<br />
e consolidare rapporti<br />
commerciali con clienti e distributori,<br />
assicurando loro professionalità<br />
e affidabilità. Le piantagioni<br />
si trovano principalmente<br />
a Piano di Sorrento, Sant’Agnello<br />
e altre zone della Campania,<br />
oltre che in Calabria e in Sicilia.<br />
L’azienda desidera valorizzare<br />
e promuovere la qualità del Limone<br />
di Sorrento - alimento non<br />
trattato chimicamente -, e portare<br />
sulle tavole il profumo, il sapore<br />
e l’aroma delle terre sorrentine.<br />
Il Limone di Sorrento vanta peculiari<br />
caratteristiche che vengono<br />
esaltate da particolari tecniche<br />
di produzione rimaste immutate<br />
nel corso dei secoli: per evitare<br />
il contatto diretto dei limoni<br />
con la terra, la raccolta dei frutti<br />
si esegue con estrema cura esclusivamente<br />
a mano. In cucina, il<br />
“Limone di Sorrento IGP” viene<br />
consumato in tantissime varianti:<br />
al naturale, oppure per preparare<br />
spremute e succhi o aromatizzare<br />
dolci, marmellate e bevande tra le<br />
quali il famoso Limoncello.<br />
La Costiera<br />
Via Pantanello, II trav. DX<br />
Zona Industriale - 04022 Fondi (LT)<br />
Tel. 0771 531807<br />
www.la-costiera.com<br />
88 ITA EVENTI
viaggiare<br />
A BORDO<br />
DI UN<br />
WESTFALIA<br />
Camargue: tra le saline e i fenicotteri<br />
Vivere la nostra vita a bordo di un piccolo camper ci permette<br />
di essere nel luogo giusto al momento giusto. È esattamente<br />
quello che è capitato in questo periodo. Siamo in Francia, sulle<br />
splendide spiagge della costa Azzurra diretti verso i Pirenei e, successivamente,<br />
in Spagna. Avremmo dovuto passare diversi giorni nel<br />
canyon del Verdon, luogo consigliato da molti, ma guardando le previsioni<br />
del tempo che davano pioggia e freddo abbiamo deciso di continuare<br />
lungo la costa. Siamo arrivati fino in Camargue, altro luogo<br />
imperdibile per chi come noi ama stare in mezzo alla natura. Il delta<br />
del fiume Rhone offre dei paesaggi alquanto unici e una fauna di<br />
grande interesse: le saline, i laghi all’interno del delta, i fenicotteri e i<br />
tori. Abbiamo scoperto, una volta arrivati, di poter assistere per uno<br />
degli eventi più importanti della comunità gitana in Europa: la celebrazione,<br />
ogni anno il 25 di aprile, di Santa Sara, protettrice dei gitani<br />
e dei viaggiatori. Tutto iniziò nel lontano 1869, con la nascita di<br />
Folco de Baroncelli, marchese di Javon. Un discendente di un’illustre<br />
famiglia fiorentina stabilitasi in Provenza dal XIV Secolo. Si appassiona<br />
subito alla sua terra, la Camargue. All’età di 30 anni decide<br />
di rinunciare alla sua vita aristocratica, bisognoso di spazio e di libertà,<br />
per dedicarsi alla dura vita da Gardian (i cowboys Provenzali).<br />
Successivamente comincia una lunga attività da parte di Folco de<br />
Baroncelli che lo porterà a creare il suo allevamento di tori, la croce<br />
della Camargue e lanciare l’idea di un parco nazionale per promuovere<br />
la sua terra in tutto il mondo. Oltre alla terra, sposerà la causa<br />
dei popoli oppressi: nativi d’America, Boeri e Gitani. Grazie a lui e al<br />
suo impegno è stato creato un giorno di festeggiamento per i Gitani e<br />
per celebrare Santa Sara, con il rituale trasporto fino al mare a partire<br />
dal 1935: abbiamo avuto l’opportunità di essere testimoni di questa<br />
animata e colorata tradizione. Tre giorni non solo di celebrazioni<br />
spirituali ma di musica, folklore, animazione, cibo tipico della zona.<br />
Un’esperienza per riscattare questi popoli nomadi, contro il razzismo<br />
verso di loro: l’uguaglianza dell’essere umano prima di tutto, indifferentemente<br />
da religione, colore della pelle, cultura e sesso. Oltre a<br />
questo evento, la Camargue si presta ad essere visitata tutto l’anno:<br />
senza dubbio la fine della primavera è il periodo migliore per poter<br />
ammirare stormi di fenicotteri posarsi sulle basse acque delle saline e<br />
per essere inebriati dai primi profumi delle erbe della Provenza.<br />
Il sito web di Armando e della<br />
sua compagna Mel è<br />
www.westfaliadigitalnomads.com<br />
ITA EVENTI 89
letture<br />
L’UNIVERSO<br />
DI BANANA<br />
YOSHIMOTO<br />
La scrittrice giapponese ha da poco<br />
pubblicato il suo ultimo romanzo<br />
Il lago (Feltrinelli) nel quale affronta<br />
un tema complesso e oscuro.<br />
E ci racconta dove nasce la sua<br />
ispirazione e i suoi personaggi.<br />
di Andrea Thomas<br />
Il lago<br />
Questo romanzo l’ho scritto un po’ di tempo fa;<br />
subito dopo sono diventata madre di un bambino.<br />
E mi sono resa conto che ancor prima di vivere l’esperienza<br />
della maternità le cose che avevo scritto<br />
erano corrette. Questo non è chiaro immediatamente<br />
quando si legge il romanzo, non è il tema<br />
che ho narrato. L’argomento dal quale ho tratto<br />
ispirazione è il tema dei rapimenti dei giapponesi<br />
da parte della Corea del nord durante la guerra.<br />
Ed è un tema che all’epoca della scrittura del romanzo<br />
è tornato ad essere presente nei media giapponesi.<br />
In quel periodo, tutti i giorni mi capitava<br />
di ascoltare al telegiornale persone che erano state<br />
rapite dal Giappone che ritornavano a casa; ero<br />
ovviamente profondamente colpita. C’è anche un<br />
film con Angelina Jolie che affronta il tema dei rapimenti.<br />
Diventando madre ho capito che i propri<br />
bambini anche quando avranno dieci anni o cento<br />
o quando saranno morti rimarranno sempre bambini<br />
per le mamme. Ho voluto trasferire in questo<br />
romanzo la carica di affetto che unisce i genitori e<br />
i figli come se passasse attraverso il fondo del lago.<br />
L’odore<br />
Così come nell’ultimo libro il tema dei rapimenti<br />
della Corea del nord non è immediatamente comprensibile<br />
ma soltanto evocato piuttosto che descritto<br />
altrettanto succede nei miei libri precedenti:<br />
io cerco sempre di nascondere i temi che tratto.<br />
Questo perché credo che per far comprendere veramente<br />
qualcosa, una realtà, un argomento, non<br />
bisogna descriverlo dettagliatamente ma sia necessario<br />
farne sentire l’odore.<br />
I personaggi<br />
Come costruisco i miei personaggi? Penso che noi<br />
tutti custodiamo dentro qualcosa che non è cambiato<br />
minimamente da quando eravamo bambini.<br />
C’è ancora una parte di bambini dentro di noi ed è<br />
forse la cosa più vicina alla nostra sensibilità.<br />
Nella vita di tutti i giorni quando ci dedichiamo<br />
al nostro lavoro, quando viviamo delle relazioni<br />
complicate, quando siamo in competizione con le<br />
altre persone dentro di noi è riposta una sensibilità<br />
che non dobbiamo dimenticarci. È importantissimo<br />
tenere gli occhi aperti su questa sensibilità. Essa<br />
racchiude e custodisce la maggior parte dei nostri<br />
ricordi. Io scrivo i miei romanzi proprio nel tentativo<br />
di dare conforto e consolazione alla nostra<br />
parte sensibile. Quando mi chiedono quanto di<br />
personale e autobiografico vi è in quello che scrivo<br />
rispondo che il cento per cento è basato sulla mia<br />
esperienza. Ma potrei anche rispondere che niente<br />
di quello che scrivo si basa sulla mia esperienza.<br />
Una cosa è certa: io faccio in modo di non scrivere<br />
mai nulla che non rifletta quello che provo, una<br />
parte dei miei sentimenti. Considero i miei romanzi<br />
come una scatola: ci metto dentro tutto ciò che<br />
sento e che ho provato personalmente e poi cerco di<br />
ricucire tutto quanto in una trama.<br />
ITA EVENTI 91
92 ITA EVENTI
Il prossimo libro<br />
Oggi in Giappone i ragazzi stanno leggendo sempre<br />
meno, la lettura nel mio paese sta diventando<br />
un hobby per pochi. Sin da quando ero bambina<br />
i miei migliori amici erano i libri ed è un peccato<br />
vedere come i giovani oggi li ignorino. Ed è per<br />
questo che sto scrivendo un libro composto da tanti<br />
piccoli testi brevi e quindi facilmente leggibile da<br />
tutti, anche da chi non è abituato a leggere.<br />
Il rapporto con la morte<br />
Io credo che tutti gli scrittori abbiano alcuni temi<br />
a loro cari. Scrittori che prediligono ad esempio<br />
l’amore come punto di partenza di una storia. Nei<br />
miei libri ricorre il tema della morte: ciò che interessa<br />
a me è la sua elaborazione da parte di coloro<br />
che sono vicini alla persona deceduta. Io conosco<br />
una persona che faceva parte di una famiglia<br />
composta da madre, padre e bambino. Un giorno<br />
mentre il bambino era fuori casa, nel corso di una<br />
rapina, fu ucciso. Mi è capitato successivamente<br />
di incontrare sua madre e non sono riuscita a fare<br />
nulla se non abbracciarla per consolarla. Nell’immediato<br />
non sono riuscita a trovare parole adatte<br />
per aiutarla a superare questo momento ma so che<br />
ci sono riusciti i miei libri secondo quanto mi hanno<br />
riferito. E io spero sempre che questo avvenga:<br />
che i miei lettori riescano a trarre dai miei libri una<br />
consolazione.<br />
Il cibo<br />
Quando io guardo dei programmi televisivi, film e<br />
telefilm nei quali i protagonisti non mangiano mai<br />
rimango basita. Ma fatemi il piacere di mangiare<br />
almeno un biscottino! Vi troverei più reali! Anche<br />
se fatte molto bene alcune serie televisive peccano<br />
di non far mai vedere le persone che nell’arco<br />
della storia assaggino uno snack. E quindi faccio<br />
in modo che almeno i miei personaggi mangino e<br />
bevino in sazietà. Io ero convinta di amare molto il<br />
riso ma oggi preferisco la zuppa di miso.<br />
Quando non sto molto bene è sufficiente una piccola<br />
porzione e sto subito meglio.<br />
ITA EVENTI 93
LIMONE<br />
DI SORRENTO<br />
IGP<br />
Via Pantanello, II Trav DX - Zona Industriale - 04022 Fondi (LT)<br />
0771 531807 - limonilacostiera@tiscali.it - www.la-costiera.com
libri<br />
QUANDO IL MONDO<br />
ERA IN ORDINE<br />
Un nuovo romanzo di Isabella Bossi Fedrigotti<br />
racconta usanze e costumi della sua<br />
generazione, oggi inesorabilmente perduti.<br />
Itaeventi l’ha intervistata approfondendo<br />
i temi trattati. di Guido Biondi<br />
Scritto per i figli<br />
Non pensavo di pubblicare il libro ma di<br />
consegnarlo esclusivamente ai miei figli. Loro<br />
leggono pochissimo e mai i miei libri quindi<br />
ho deciso di scrivere come mi trovo io che<br />
non ho più nessuno a cui chiedere com’era il<br />
passato. Ho resistito due anni ma l’Editore mi<br />
ha fatto cambiare idea e, alla fine, è stato pubblicato.<br />
È un racconto – non è un autobiografia<br />
– inventato dal vero perché io so solo<br />
inventare storie, non so fare saggi o manuali.<br />
L’età dell’oro<br />
Non esiste, è solo la gioventù. Tutte le generazioni<br />
hanno sempre pensato che ai loro<br />
tempi tutto fosse migliore.<br />
Rimpianti<br />
La cosa che più rimpiango è la neve abbondante,<br />
oggi ne cade sempre meno. Ovviamente<br />
è una battuta. Manca un rispetto per<br />
se stessi e gli altri.<br />
“Rimettere il<br />
mondo in ordine<br />
è troppo difficile,<br />
come costringere<br />
un fiume ad<br />
andare in salita”<br />
Il mondo esclude l’ordine, lo viviamo nel<br />
quotidiano; è una frase che sovente diceva<br />
mia nonna in modo ironico. Se qualcuno arrivava<br />
vestito in un modo improbabile o se la<br />
temperatura non era confacente alla stagione<br />
– per delle cose del genere – lei diceva “il<br />
mondo non è più in ordine” con grande ironia<br />
e questa frase mi è rimasta dentro.<br />
ITA EVENTI 95
“Tramandare”<br />
Una cosa molto concreta e reale e abbastanza<br />
insopportabile è la mancanza di educazione;<br />
da una generazione a questa parte i genitori<br />
hanno smesso di educare. Perché è difficile, è<br />
faticoso: si torna a casa la sera e non si ha voglia<br />
di mettersi a questionare e il risultato è<br />
spiacevole. L’esempio viene dall’alto: vediamo<br />
come si comportano i politici, come si insultano.<br />
La maleducazione è dilagante e insidiosissima.<br />
Se parliamo di educazione e di tramandare<br />
i valori più delle parole serve l’esempio.<br />
Le storie d’amore<br />
Il mio libro racconta la scoperta del consumismo:<br />
prima i cibi si mangiavano solo nelle<br />
stagioni, i vestiti si riparavano. Quando questa<br />
economia familiare è terminata è arrivato<br />
il negozio e si è cominciato a comprare. È stata<br />
la scoperta elettrizzante e eccitante del consumismo<br />
ma sappiamo i danni che ha portato<br />
con sé. Ha persino invaso il campo dei<br />
sentimenti: il consumismo in amore è deleterio.<br />
Non si riesce più a desiderare nulla. Non<br />
posso avere tutto come in un grande emporio<br />
di sentimenti: uccide il desiderio. E non posso<br />
più aspettarmi nulla, non c’è più l’attesa per<br />
un regalo o per un incontro o per un bacio.<br />
96 ITA EVENTI