19.12.2016 Visualizzazioni

11_ITAeventi_rivista

Trasformi i suoi PDF in rivista online e aumenti il suo fatturato!

Ottimizzi le sue riviste online per SEO, utilizza backlink potenti e contenuti multimediali per aumentare la sua visibilità e il suo fatturato.

WOMEN FOR EXPO<br />

Lidia Bastianich Barbara Stefanelli Paola Turci<br />

n.<strong>11</strong>


sommario<br />

10. Moda & accessori<br />

20. Women For Expo<br />

22. Lidia Bastianich<br />

34. Barbara Stefanelli<br />

40. Paola Turci<br />

44. Eventi<br />

48. Roxy Paine e Meg Webster<br />

52. Drosdera<br />

57. Musica<br />

59. Mika<br />

62. Estathemarketsound<br />

67. Giorgio Moroder<br />

70. Sinfonie d’autore<br />

72. Alessandro Borghese<br />

75. Cinema<br />

76. La Dolce Vita<br />

80. Notes<br />

83. Giallo Zafferano<br />

89. Viaggiare<br />

n.<strong>11</strong><br />

Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />

di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />

www.itaeventi.it<br />

www.facebook.com/itaeventi<br />

twitter.com/itaeventi<br />

Direttore responsabile<br />

Guido Biondi<br />

Grafiche e impaginazione<br />

Massimiliano Pallai<br />

Hanno collaborato a questo numero:<br />

Armando Costantino, Bruno Quiriconi,<br />

Tommaso Bessi, LAmanu, Andrea Thomas<br />

Editore - Concessionaria di Pubblicità<br />

MediaAdv s.r.l.<br />

Vi A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it<br />

Stampa<br />

Antoniana Grafiche s.r.l.<br />

Via Flaminia, 2937<br />

00067 Morlupo (RM)<br />

finito di stampare luglio 2015


editoriale<br />

Women For Expo è l’occasione per<br />

dedicare un numero alle donne.<br />

Abbiamo scelto tra le Ambassador<br />

Lidia Bastianich per la<br />

sua straordinaria carriera di Chef<br />

e imprenditrice di successo e per la sua grande<br />

umanità. Ci siamo fatti raccontare la sua storia e<br />

il suo percorso tra l’Italia e gli Stati Uniti. Un personaggio<br />

indomito, sempre pronto a raccogliere<br />

le sfide della vita. Barbara Stefanelli è il Vicedirettore<br />

vicario del Corriere della Sera: ha creato<br />

il blog La ventisettesima ora, un luogo aperto<br />

ai confronti per discutere di tematiche femminili<br />

ma non solo.<br />

E Paola Turci, una straordinaria cantante: ha da<br />

poco pubblicato un album con inediti e brani rivisitati<br />

e ci ha raccontato come la sua voce sia<br />

più vicina alla sua vera essenza. Sono tre testimonianze,<br />

tre caratteri – si direbbe “tosti” –<br />

di donne di forte carattere e di grande capacità.<br />

Inoltre ci occupiamo anche di Sonia Peronaci,<br />

autrice di Giallo Zafferano, il blog più autorevole<br />

di cucina sul web. Sono storie di donne molto<br />

determinate, che hanno scommesso unicamente<br />

sulle loro forze coniugando vita professionale<br />

e privata. Sono esempi utili per una boccata di<br />

ottimismo; il loro esempio è fonte di ispirazione.<br />

(g.b.)<br />

ITA EVENTI 9


moda&accessori<br />

“ROUGE ET NOIR”<br />

GABRIELE COLANGELO - Spring Summer 2015<br />

Concept: LAmanu<br />

10 ITA EVENTI


GIFTS<br />

COCCINELLE - Pochette Vitello Stampa Alce<br />

COCCINELLE - bracciali o<br />

tone/smalto<br />

con applicazione di elastici sotto la linguetta,<br />

La 2750 unisex SUPERGA SUPERLIGHT con tomaia in cotone<br />

fodera in cotone e suola leggerissima in Phylon.<br />

PAS DE ROUGE<br />

Mary Jane in suede con inserto in rete<br />

ITA EVENTI <strong>11</strong>


moda&accessori<br />

BLUES<br />

MASSIMO REBECCHI - Toy Couture<br />

12 ITA EVENTI


LUIGI BIANCHI MANTOVA La giacca in lana seta.<br />

Leggera, fresca , ingualcibile ed estrem a m e n t e f unzionale,<br />

con tasche e finiture che permettono d i p o r t a r e con sé<br />

tutto il necessario (dal telefono , agli o c c h i a li da sole...)<br />

ROLEX<br />

Oyster Perpetual - MILGAUSS<br />

BROOKSFIELD<br />

Camicie con collo aperto morbido con stecche<br />

estraibili in cotone ritorto con effetti dobby,<br />

microjacquard e stampe su base tinto in filo<br />

ITA EVENTI 13


moda&accessori<br />

MARYLING:<br />

FASHION<br />

IS ART<br />

AND<br />

CULTURE<br />

La moda Maryling incontra l’arte in un nuovo<br />

e inedito concept store che ha inaugurato il<br />

16 luglio nel prestigioso contesto offerto da<br />

piazza Gae Aulenti a Milano.<br />

Uno spazio in cui le collezioni Maryling accolgono<br />

a rotazione opere e mostre a cura della prestigiosa<br />

galleria di arte contemporanea e moderna Abc di<br />

Genova. Un luogo nuovo, un’idea progettuale che<br />

va oltre il concetto di negozio e di showroom per<br />

offrire uno spazio vivo per l’arte proponendo ai visitatori<br />

e ai clienti un’esperienza di shopping, cultura<br />

e relax davvero unica, versatile, a 360°.<br />

14 ITA EVENTI


L’ampia superficie di 350 metri quadrati è articolata<br />

in aree che integrano e ridisegnano il concetto<br />

di boutique monomarca e quello di galleria d’arte.<br />

L’insieme è uno store a grande “valore aggiunto”<br />

che comprende anche un dehor esterno e ospita il<br />

Maryling Caffè, accogliente struttura conviviale<br />

ispirata al tema dell’Expo di Milano, che proporrà<br />

cibi e bevande freschi e salutari organizzando<br />

anche degustazioni e iniziative a tema. Quello realizzato<br />

grazie alla sinergia tra Maryling Fashion,<br />

Maryling Lifesyle e Maryling Caffè con la galleria<br />

Abc è un “momento” multisensoriale che mixa<br />

vista, tatto, gusto, udito ed olfatto e che supporta<br />

anche il lancio della nuova fragranza di profumo<br />

per la casa firmata Maryling.<br />

Il risultato, inedito anche sotto il profilo architettonico,<br />

è uno spazio fruibile sotto molteplici profili,<br />

un progetto di avanguardia culturale fondato<br />

sulla creatività come “ingrediente” imprescindibile<br />

nell’arte così come nella moda e nel Food.<br />

Maryling sceglie l’arte come interlocutore dialettico<br />

e investe energia e risorse in un progetto del<br />

tutto nuovo sia dal punto di vista formale che concettuale,<br />

con l’obiettivo di condividere e valorizzare<br />

i principi comuni dell’estetica, della qualità, del<br />

bello e del buono.<br />

ITA EVENTI 15


16 ITA EVENTI


ITA EVENTI 17


moda&accessori<br />

ALTALEN<br />

Antonina Nafì De Luca ed Elena<br />

Todros nel 2012 hanno creato<br />

un brand che unisce in simbiosi<br />

due visioni distinte: quella della<br />

bellezza - l’arma più importante<br />

per combattere in un mondo<br />

che ne è spesso privo - e quella<br />

del gioco, gioco bambinesco<br />

che offre uno sguardo incantatore<br />

Il progetto ha avuto come fine<br />

quello di creare un atelier<br />

di cappelli, e altri accessori<br />

su richiesta.<br />

Tutti Pezzi unici su misura con<br />

rivisitazioni di materiali di ogni<br />

genere, usando anche tecniche di<br />

pittura e tintura per ogni singolo<br />

pezzo: la sperimentazione su<br />

materiali e forme è una loro<br />

caratteristica; è anche possibile<br />

noleggiare per eventi speciali.<br />

Organizzano sedute di “hat<br />

therapy”, il potere benefico che ha<br />

un cappello sulla testa. Essendo<br />

l’alto artigianato il principio<br />

dell’arte cercano costantemente<br />

condivisioni nell’ambito dell’arte<br />

e della fotografia, con auterovoli<br />

artisti quali Settimio Benedusi,<br />

Giovann Gastel, Toni Thorimbert,<br />

Brigitte Niedermair, e molti altri.


ITA EVENTI 19


cover<br />

LE AMBASSADOR DI<br />

WOMEN FOR EXPO<br />

La cultura femminile è al centro dell’esposizione universale di Expo: ogni donna è depositaria<br />

di conoscenze, tradizioni e pratiche legate al cibo, alla capacità di nutrire. di Andrea Thomas<br />

Tanti volti, molti dei quali celebri: sono le Ambassador<br />

di Women For Expo, un progetto di<br />

Expo Milano 2015 in collaborazione con il<br />

Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione<br />

internazionale e Fondazione Arnoldo e Alberto<br />

Mondadori. Presidente di Women for Expo è Federica<br />

Mogherini, Presidente Onorario è Emma<br />

Bonino e Presidente Esecutivo è Marta Dassù. Le<br />

donne dei paesi partecipanti a Expo testimonieranno<br />

sulle tematiche del nutrimento del corpo e nutrimento<br />

della libertà e dell’intelligenza; le Ambassador<br />

sono artiste, scrittrici, imprenditrici, ciascuna<br />

con un ruolo importante nella società. WE-Women<br />

for Expo International ha creato il documento-manifesto<br />

Women for Expo Alliance, la nuova Alleanza<br />

globale delle donne contro lo spreco alimentare per<br />

il rafforzamento del ruolo femminile nell’agricoltura<br />

nel mondo. <strong>ITAeventi</strong> ha incontrato le Ambassador<br />

Lidia Bastianich, Barbara Stefanelli e Paola<br />

Turci. www.we.expo2015.org/it<br />

20 ITA EVENTI


ITA EVENTI 21


cover<br />

LIDIA BASTIANICH:<br />

“ITALIANS DO IT BETTER”<br />

Con la sua grinta ha lasciato un solco nella ristorazione: dal Buonavia al Felidia a New York<br />

sino all’Orsone di Cividale del Friuli. Cuoca, mamma, nonna (così ama definirsi) grazie ai libri,<br />

i social network e, soprattutto, la tv la sua popolarità è globale. È Amabassador di Women<br />

For Expo. di Guido Biondi<br />

Joe dice troppe parolacce. Non le ha mandate<br />

a dire a suo figlio Lidia Bastianich dopo aver<br />

letto il contenuto dei suoi libri Restaurant Man<br />

e Giuseppino. Ma da buona mamma ovviamente lo<br />

adora: “Ha successo in Italia, si gode un bel momento.<br />

Posso solo dire che ama davvero il suo paese”.<br />

Quale? L’Italia ovviamente. Lidia ha avuto una<br />

vita incredibilmente in salita: dalla fuga di Pola<br />

al campo profughi sino all’arrivo negli Stati Uniti<br />

senza conoscere una parola d’inglese. Attraverso<br />

il sacrificio dei genitori ha voluto strenuamente impegnarsi<br />

nel lavoro senza riserve, ottenendo un successo<br />

strepitoso: dal primo ristorante Buonavia sino<br />

all’avventura condivisa di Eataly oltre a una popolarità<br />

mediatica globale. Lidia è stata scelta quale<br />

Ambassador di Women For Expo e sarà presente<br />

all’Esposizione di Milano. Nell’intervista di copertina<br />

abbiamo cercato di raccontare la sua storia cercando<br />

di far emergere la sua indomita volontà e la<br />

sua grande umanità.<br />

Nella precedente edizione di Masterchef Junior<br />

tra i tre giudici il suo parere è stato – in assoluto<br />

– quello più equilibrato tra competenza e<br />

umanità. Scoprire e valutare il lato umano delle<br />

persone sembra una delle ricette segrete di Lidia<br />

Bastianich, la sua cifra stilistica.<br />

Essendo mamma, nonna e professionista cerco<br />

sempre di abbinare questi tre ruoli insieme: i bambini<br />

sono speciali e hanno tanta voglia di fare bene;<br />

sono una vera gioia per me. Al termine di ogni sfida,<br />

una volta stabilito chi passa il turno, noto delle<br />

reazioni più serene nei bambini piuttosto che negli<br />

22 ITA EVENTI


Mi piacerebbe vedere le donne coinvolte al tavolo dei negoziati<br />

di pace, cosi come vederle cucinare per le varie etnie coinvolte<br />

nei dibattiti. Spezzare il pane o condividere il cibo con gli altri<br />

partecipanti ai negoziati contribuirebbe ad ottenere una migliore<br />

conoscenza delle diverse culture e molto probabilmente aiuterebbe<br />

a portare a termine i dibattiti con meno difficoltà, aiutando, forse,<br />

ad arrivare ad una conclusione pacifica. Lida Bastianich


24 ITA EVENTI<br />

adulti. I più piccoli sanno che sono a Masterchef Junior<br />

per vincere, ma se non succede capiscono che<br />

la cosa più importante è l’amicizia guadagnata sul<br />

campo. Inoltre io mi diverto moltissimo con loro.<br />

Cosa significa essere investita della carica di<br />

ambasciatrice di Women For Expo?<br />

Ci sono parecchie figure autorevoli a rappresentare<br />

l’esposizione; è un soggetto contemporaneo e necessario<br />

e sono contenta di farne parte. Oltre a rappresentare<br />

il progetto sarò fisicamente presente a<br />

Milano: in particolare mi interessa promuovere il<br />

dibattito sulla riduzione dello spreco del cibo. L’informazione<br />

deve iniziare dai bambini: è un tema<br />

ancora poco sviluppato, anche negli Stati Uniti<br />

ove risiedo. La terra ci consegna il cibo che ci nutre<br />

e dobbiamo apprezzarlo: il flusso di informazioni<br />

che parte da Expo raggiungerà tutto il mondo.<br />

Prima ancora di essere ambassador di Women<br />

For Expo lei lo è soprattutto della cucina italiana,<br />

attraverso i suoi libri e le trasmissioni televisive<br />

e, ovviamente, grazie ai ristoranti aperti<br />

negli Stati Uniti.<br />

Io credo che non esista altra cultura di cucina<br />

come quella italiana. Le grandi culture sono la cinese<br />

e l’indiana ma l’Italia eccelle in qualità come<br />

del resto nell’arte, nella musica, in tutto. Al cittadino<br />

italiano piace stare bene, vivere bene, mangia-


e bene in altre parole gli<br />

piace una vita bilanciata. I<br />

prodotti italiani sono unici<br />

nel mondo: io sono fiera<br />

di sentirmi italiana e di<br />

far conoscere il cibo italiano.<br />

Quando sono venuta<br />

in America avevo dodici<br />

anni e già capivo che le mie<br />

radici italiane erano un valore<br />

enorme. Questo valore<br />

l’ho fatto entrare nella mia<br />

vita americana. Gli americani<br />

amano l’Italia e considerano<br />

il cibo italiano il<br />

numero uno nel mondo.<br />

Ha accennato alla sua<br />

adolescenza: il percorso<br />

della sua vita è stato<br />

piuttosto difficile ma l’ha<br />

forgiata nel suo lavoro;<br />

ce lo può raccontare?<br />

È stato tutto difficile, ero – di fatto – una profuga<br />

ospitata dalla Caritas in seguito alla fuga dall’Istria.<br />

Non conoscevamo nessuno ma siamo stati<br />

accolti in questa terra con rispetto, anche se nessuno<br />

di noi quattro della nostra famiglia parlava<br />

inglese. Mio padre aveva cinquant’anni, ma madre<br />

quaranta e mio fratello sedici: io - come accennato<br />

- appena dodici. Mia madre era un’insegnante<br />

ma non sapeva parlare l’inglese: iniziò a fare la<br />

sarta e poco dopo mio padre il meccanico. Per noi<br />

ragazzi è stato più facile: dopo sei mesi parlavamo<br />

abbastanza bene la lingua degli Stati Uniti. Il mio<br />

rammarico era quello di vedere i sacrifici dei miei<br />

genitori con il rancore di aver lasciato la loro terra<br />

per assicurare un futuro a noi figli. Il loro imegno<br />

mi ha senza dubbio spinto a dare il massimo nella<br />

mia vita: io e mio fratello dovevamo dimostrare<br />

a noi stessi e ai nostri genitori di saper meritare i<br />

loro sacrifici. Oggi io sono nel business della ristorazione<br />

e mio fratello è ingegnere: ciascuno di noi<br />

figli ha raggiunto importanti traguardi. Stare due<br />

anni in un campo profughi a Trieste, dopo la fuga<br />

dall’Istria ci ha senz’altro plasmati. A me ha creato<br />

una grande umanità: impari a capire il significato<br />

della vita e ti senti vicina a chi ha bisogno. Al<br />

campo profughi ho fatto la fila con il mio piattino<br />

per ricevere il cibo: pasta al pomodoro, una mela e<br />

un formaggino. Queste persone che lavoravano al<br />

campo mi hanno insegnato ad impegnarmi, a ringraziare<br />

sempre del cibo che abbiamo e a condividerlo.<br />

Ho costruito sulla mia cultura, l’italianità.<br />

Quando siamo andati via da Pola io non immaginavo<br />

che non ci saremmo tornati per tanto tempo:<br />

Buonavia, il primo ristorante aperto da Lidia Bastianich<br />

nel 1971 nel Queens District di New York<br />

ITA EVENTI 25


Lidia e i suoi due figli<br />

Lidia Bastianich è una delle Chef più amate della televisione americana, autrice di best-seller<br />

di cucina e ristoratrice affermata sia negli Stati Uniti che in Italia. Lidia Matticchio Bastianich<br />

nasce a Pola, capoluogo dell’Istria nel 1947. Per sfuggire alle persecuzioni che coinvolsero<br />

le popolazioni istriane, nel 1956 si trasferisce - insieme alla sua famiglia - a Trieste. Dal<br />

1958 vive negli Stati Uniti. Da sempre amante della cucina e della buona alimentazione apre<br />

nel 1971 a New York il Buonavia, il suo primo ristorante. Ad oggi, insieme ai suoi due figli,<br />

è proprietaria di 27 ristoranti. Da sempre vicina alle tradizioni culinarie del nostro Paese,<br />

ha pubblicato numerosi libri di cucina quali Lidia’s Favorite Recipes, Lidia’s Italy in<br />

America, Lidia Cooks from the Heart of Italy, Lidia’s Italy, Lidia’s commonsense italian<br />

cooking e per bambini (Nonna’s birthday surprise e Nonna tell me a story: Lidia’s<br />

Christmas kitchen). Nel 2014 ha ricevuto un Emmy (gli oscar della televisione statunitense)<br />

come host del suo seguitissimo programma L’Italia di Lidia.<br />

26 ITA EVENTI


Lidia Bastianich stringe<br />

il Primetime Emmy Award<br />

consegnatole dal presentatore<br />

della cerimonia Neil Patrick<br />

Harris il 22 settembre 2013<br />

a Los angeles<br />

ITA EVENTI 27


28 ITA EVENTI


Lidia Bastianich<br />

in una puntata<br />

di Junior<br />

MasterChef Italia<br />

ITA EVENTI 29


30 ITA EVENTI<br />

i ricordi più belli – ancora oggi – sono i momenti<br />

passati con mia nonna in cucina nella casetta di<br />

Pola, nel nostro campetto a raccogliere piselli e patate,<br />

a mungere la mucca, a cogliere le uova. Quando<br />

ho capito che per molto tempo non sarei tornata<br />

in quel luogo, il cibo è rimasto il collegamento con<br />

la mia infanzia: i nonni ci danno sempre una certa<br />

sicurezza.<br />

Oggi per lei tornare a Pola è certamente possibile.<br />

Adesso si. Ci torno sempre volentieri e adesso abbiamo<br />

anche una bella casetta a Cividale del Friuli<br />

dove amo stare vicino al nostro ristorante Orsone,<br />

spesso con i miei nipoti. A Pola ci torno ogni estate<br />

per rivivere i momenti della mia infanzia: la musica<br />

delle cicale, gli odori e l’ebbrezza del mare. La<br />

casetta dove c’era la nonna è rimasta intatta con<br />

le stesse cose ancora disposte come un tempo.<br />

Paradossalmente guardando l’Italia dall’esterno,<br />

negli Stati Uniti, si riesce ad essere<br />

più obiettivi e, forse, ad apprezzarla di più.<br />

Avendo lasciato l’Italia per fare una nuova vita<br />

in America ho sentito poi il bisogno di ritornare<br />

e visitare a dovere tutto il nostro paese<br />

d’origine. Anche per imparare e prendere<br />

delle nuove idee. Credo che dagli Stati Uniti<br />

riesco a vedere in modo maggiormente positivo<br />

lo stato dell’Italia rispetto a molti opinionisti<br />

sempre pessimisti; l’Italia è talmente bella<br />

e c’è tanto da offrire: bisogna “aggiustare”<br />

un po’ solo la politica. I giovani hanno tante<br />

possibilità: deve essere il Governo a dare loro<br />

le opportunità di crescita. Dalla scuola sino<br />

alla possibilità di fare un piccolo business.<br />

Troppo menagrami nel nostro paese?<br />

Vorrebbe dare una scossa ai politici?<br />

Quando guardo la tv e vedo i talk show a<br />

volte ho proprio la voglia di scuotere chi<br />

ascolto: sembra che molti non apprezzino le<br />

tante belle cose che ci sono in Italia, il darsi<br />

da fare e il gioire di quello che c’è. Bisogna<br />

ricordare che gli americani amano tutto<br />

ciò che è italiano. Gli italiani non devono<br />

preoccuparsi dei nuovi competitor, la Cina<br />

ad esempio; bisogna solamente che si occupino<br />

delle cose che sanno fare bene, soprattutto<br />

i prodotti artigianali. Lavorare la pelle, la ceramica,<br />

il cashmere, il tessuto… In America<br />

c’è il mercato per questo tipo di cose: le persone<br />

desiderano questi prodotti e sono disposti<br />

a pagarle bene se vengono dall’Italia. Quindi<br />

nessuna paura della competizione: soprattutto<br />

quella di quantità.<br />

In questo contesto l’Expo può<br />

aiutare il Belpaese a dare


un’immagine diversa nonostante i guai giudiziari<br />

prima dell’inaugurazione?<br />

Io credo che in ogni evento di queste proporzioni<br />

succedono sempre dei casini. Ma Expo è una vetrina<br />

e una grande opportunità verso tutto il mondo.<br />

I milioni di persone che verranno a Milano assaggeranno<br />

il nostro cibo e ne parleranno nei loro paesi;<br />

è un kickstart come diciamo noi negli U.s.a., un<br />

motore per migliorare l’economia del paese. Anche<br />

sull’accoglienza abbiamo molto da insegnare<br />

ai 230 paesi presenti: siamo famosi per la premura<br />

verso il prossimo, per l’ospitalità e avremo modo di<br />

dimostrarlo. Rinforzeremo l’immagine dei nostri<br />

prodotti e delle nostre tecniche di preparazione.<br />

Quali saranno le sue partecipazioni a Expo?<br />

Con Oscar Farinetti nel padiglione Eataly faremo<br />

Identità golose: cene con cibo proveniente dai diversi<br />

mondi. Europa, Asia, Africa e, naturalmente<br />

l’America rappresentata da me. Per quanto concerne<br />

Women For Expo vorrei occuparmi principalmente<br />

del riciclaggio del cibo, contro lo spreco<br />

continuo in cucina.<br />

Lei che lo conosce da vicino, come lo descrive<br />

Oscar Farinetti? In Italia come saprà ci<br />

sono in egual misura sostenitori e detrattori.<br />

È una persona eccezionale, con una grande<br />

umanità. Ha una visione e sa proiettare in avanti<br />

progetti e idee con grande determinazione. Io<br />

con lui mi trovo benissimo e anche con la sua famiglia,<br />

la moglie e i suoi tre figli: non è solo business<br />

è anche amicizia. Anzi, va detto che per<br />

me fare solo business non basta, ci deve sempre<br />

essere anche amicizia.<br />

In tutta la sua carriera ha aperto molti ristoranti<br />

oltre ad essere una scrittrice e una<br />

presentatrice televisiva affermata: quale<br />

momento – in particolare – le è rimasto<br />

particolarmente nel cuore?<br />

Senza dubbio quando ho avuto l’opportunità<br />

di cucinare a New York per Papa Benedetto<br />

XVI, su sua richiesta. Io mi considero<br />

una persona piuttosto semplice e questo<br />

incontro mi ha riempito di gioia, anche<br />

professionalmente. Io non sono particolarmente<br />

osservante anche se ho fatto una<br />

mia ricerca spirituale; ho “sentito” questo<br />

incontro con il Papa l’apice della mia carriera.<br />

Ho collegato il mio incontro con il<br />

Papa alla Caritas che ci ha ospitato tanti<br />

anni fa, mi sono detta: Dio ti prende<br />

ma ti ridà tutto. Credo che ci sia una<br />

linea misteriosa in Dio: anche le<br />

esperienze che ho avuto, apparentemente<br />

negative,<br />

in realtà sono servite.<br />

ITA EVENTI 31


I tre giudici di MasterChef: Joe Bastianich, Carlo Cracco e Bruno Barbieri<br />

JOE BASTIANICH, RESTAURANT MAN<br />

Nel libro Giuseppino si evince che in passato la sua vita non è stata molto facile.<br />

Sono un figlio di immigranti arrivati a New York senza un centesimo. Sono andati<br />

in America perché in Istria non si mangiava, avevano fame. È una storia che inizia<br />

da zero. Le persone che hanno fatto questo percorso hanno una vita molto diversa<br />

dagli altri: ti cambia in modo profondo. Io penso a quando non riesci a dare da<br />

mangiare - nel modo adeguato - ai tuoi bambini: questo fatto ti segna con grande<br />

severità. L’unico problema che sento è come trasmettere tutto questo ai miei figli.<br />

In Restaurant Man descrive - uno ad uno – la nascita e lo sviluppo di ogni singolo<br />

ristorante che ha creato ma sembra particolarmente legato al Babbo, è così?<br />

Si è vero. È la prima volta in cui io mi sono sentito cambiato: non più il ristoratore<br />

immigrato, schiavo dei clienti; attraverso il rapporto con il mio socio Mario Batali<br />

abbiamo costruito un ambiente pieno di cultura, ricco di frequentazione di artisti.<br />

Quindi per la prima volta noi eravamo sullo stesso piano dei clienti, degli<br />

artisti, questa è la differenza di Babbo. È questo è stato un grande passo.<br />

Si sente innamorato della ristorazione, della gastronomia?<br />

Io mi sono innamorato del cibo lavorato dalle donne della mia vita: amore, famiglia,<br />

oscurità… Torno a parlare degli immigrati: quando non ne hai abbastanza<br />

il cibo diventa la tua religione. Per mio padre poter mangiare bene era la<br />

sfida contro tutto ciò che aveva passato: per lui mangiare il caviale, le ostriche era<br />

definire un punto di arrivo. E queste sono cose molto semplici ma anche moltobelle,<br />

reali. Mi piace il cibo anche se il vino è più emozionale per me.<br />

32 ITA EVENTI


women for expo<br />

34 ITA EVENTI


ALLA VENTISETTESIMA ORA<br />

Barbara Stefanelli, Vicedirettore vicario del Corriere della Sera, ha ideato un blog di<br />

successo, crocevia di tematiche femminili e della coppia, della famiglia e del lavoro.<br />

Perché alle donne 24 ore non sono mai sufficienti. di Guido Biondi<br />

Il suo ufficio è poco distante dalla sala Albertini,<br />

stanza deputata alle riunioni di redazione, un<br />

piccolo tempio del giornalismo italiano. Vicino<br />

alla sua scrivania ci sono alcuni disegni di sua figlia<br />

Mila, qualche email stampata, comunicati del<br />

giornale, idee da sviluppare e, soprattutto, un quadro<br />

di Indro Montanelli, storica firma del Corriere.<br />

Barbara Stefanelli è una mosca bianca nel giornalismo<br />

italiano: è una rarità vedere una donna arrivare<br />

ai vertici, dopo un grande impegno profuso nella<br />

sezione esteri. Oltre al supplemento La lettura, uno<br />

dei fiori all’occhiello del giornale, vero successo editoriale,<br />

Barbara ha ideato la Ventisettesima ora, l’anima<br />

femminile più visibile e realizzata all’interno<br />

del quotidiano di Via Solferino a Milano. È anche<br />

ambassador di Women For Expo; l’abbiamo intervistata<br />

durante un week-end, perché più si sale di<br />

livello più aumentano le responsabilità e i sacrifici.<br />

Partiamo dalla Ventisettesima ora, il blog al<br />

femminile del Corriere, indubbiamente un’intuizione<br />

di successo. È stata una sua idea?<br />

Si. Nel 20<strong>11</strong> quando è stato creato il blog ero ossessionata<br />

da questa definizione di essere il primo<br />

Vicedirettore donna (nominata nel 2009, ndr) dal<br />

1876. Eppure non mi sembrava una cosa così importante:<br />

avevo una lunga esperienza nel giornale<br />

alla sezione esteri. I vice direttori uomini venivano<br />

definiti in quanto specialisti di politica, di economia<br />

etc. Per un paio d’anni non dico che io abbia<br />

scalciato ma quasi e quindi ho cercato di portare<br />

questa mia esperienza femminile di Vicedirettrice<br />

donna in un progetto che poteva essere utile al giornale<br />

e interessante per i lettori e le lettrici (e magari<br />

sensato per me). Così è nato il blog, ideato come<br />

uno spazio in più del Corriere della Sera nel quale<br />

potessero esprimersi soprattutto le firme femminili.<br />

Perché ha scelto il web e non il giornale cartaceo?<br />

Nel giornale cartaceo ci sono più problemi di spazio;<br />

si trattava di un progetto sperimentale: un test<br />

che avrebbe potuto portare le tematiche del blog<br />

anche sul quotidiano nei suoi spazi istituzionali.<br />

Inoltre mi divertiva molto l’idea di provare un blog<br />

atipico del Corriere che non fosse di una persona<br />

sola: un luogo di discussione aperto, che chiamasse<br />

direttamente le firme del giornale in modo non<br />

gerarchico, dalla collaboratrice al Direttore. Uno<br />

spazio completamente libero che avesse come scelta<br />

un codice molto limitato di principi nei quali io<br />

credo e tutte crediamo, con la possibilità di portare<br />

spunti in contraddizione l’uno con l’altro.<br />

Ha stabilito lei le principali tematiche del blog?<br />

Si e no, sono arrivate strada facendo; non doveva<br />

ripercorrere i temi già presenti sul giornale. Era abbastanza<br />

naturale andare di più verso la società, le<br />

questioni d’identità che fossero femminili e anche<br />

maschili. L’idea iniziale molto forte era quella della<br />

conciliazione – una parola sulla quale abbiamo a<br />

lungo lavorato – dei tempi: della vita professionale,<br />

privata, personale. Una delle cose più importanti<br />

per le donne. La Ventisettesima ora era uno studio<br />

della Camera di Commercio di Milano del 20<strong>11</strong><br />

che diceva che la giornata delle donne, di una popolazione<br />

urbana, impegnate su più fronti, arrivava<br />

a durare ventisette ore e non ventiquattro. Quindi<br />

tre ore di multitasking. Di fatto, pero’, questa idea<br />

di creare uno spazio vicino al Corriere della Sera, è<br />

diventata un’apertura anche su questioni di identità<br />

sessuale, di riflessione sentimentale: non solo lavoro,<br />

famiglia e maternità. Sono entrate molte firme<br />

maschili in questi anni: più di settecento autori –<br />

quasi tutti i giornalisti e collaboratori del Corriere<br />

– oltre alle lettrici. Con spunti non esclusivamente<br />

femminili anche la stessa parola conciliazione tutto<br />

sommato si è modificata e si è spostata verso quella<br />

che noi definiamo la condivisione, secondo me più<br />

centrata sui nostri tempi. La conciliazione porta in<br />

sé una traccia, un retaggio negativo, quasi di rassegnazione<br />

e di limitazione mentre la condivisione<br />

significa che per conciliare i tempi hai bisogno di<br />

un sacco di cose, di mettere in mezzo molte delle<br />

attività che vengono definite femminili e che sono<br />

sempre di più maschili. Difatti uno dei temi più<br />

presenti del blog è diventato quello dei nuovi padri:<br />

come sono, cosa fanno, quanto lavorano, quanto<br />

vogliono andare a prendere i figli all’asilo; il padre<br />

che stira, fa i compiti e magari impiega meno tempo<br />

per far carriera. Piace a quelle donne che da una<br />

parte lo chiamano e lo vogliono – la parte razionale<br />

-, e dall’altra – quella inconscia – lo desiderano<br />

meno.<br />

ITA EVENTI 35


Il maschio alfa e beta è stato un tema molto discusso<br />

sul blog.<br />

Il giornale si è aperto moltissimo a questi temi in<br />

generale, che sono “le cose della vita” come canta<br />

Eros Ramazzotti e come ha detto una volta anche<br />

Claudio Magris. Il blog ovviamente non è stato<br />

solo le cose della vita – diciamo più intima -, perché<br />

una delle cose più presenti è il dibattito sul velo per<br />

citare un tema più politicamente sensibile. Ha sempre<br />

a che fare con quello che tu vedi e fai durante<br />

le giornate ma tocca anche elementi di discussione<br />

che sono legati a delle politiche.<br />

Qual’è il feedback con i lettori del blog? Ci sono<br />

haters e estremismo tipico dei social network?<br />

L’estremismo c’è. All’inizio avevamo una predisposizione<br />

a pubblicare tutto, ci sembrava insensato<br />

aprire uno spazio, chiamare alla circolazione delle<br />

idee e poi censurare dei commenti. Poi ci siamo resi<br />

conto che era indispensabile farlo.<br />

Ci sono haters che pensano<br />

che un blog che si definisce<br />

più femminile, di una te-<br />

stata istituzionale quale il Corriere sia uno spazio<br />

ideale per sparare sugli spalti o sui giocatori; quindi<br />

abbiamo dovuto cambiare policy.<br />

Immagino che il blog avrà portato nuovi utenti<br />

unici al sito del Corriere oltre ad essere alfiere<br />

di iniziative per organizzare dibattiti aperti alla<br />

società.<br />

Si, soprattutto è fortemente riconosciuta la Ventisettesima<br />

ora nel senso che viene chiamata per<br />

partecipare a molti convegni. Quello che abbiamo<br />

tentato è di non precluderci nessuna rete di donne<br />

attive: attorno al blog ci sono associazioni di manager<br />

e imprenditrici quale ad esempio la Fondazione<br />

Bellisario; da Valeria Fedeli alla suora di clausura<br />

- che pero’ scrive per noi -, da ragazze molto giovani<br />

che detestano l’otto marzo a una femminista<br />

storica come Lea Melandri. Questa diversità di opinioni<br />

è il nostro punto fermo, per nulla scontato:<br />

quando ti presenti nella società reale come la Ventisettesima<br />

ora non sei identificabile come una parte<br />

sola, hai un’identità più vasta – per scelta -, quindi<br />

non sei riconosciuta e assorbita negli schieramenti<br />

presenti.<br />

Ha avuto supporto dal giornale, dalla Direzione?<br />

Devo dire che il Corriere ne ha fatto uno dei suoi<br />

punti di forza. Mi sono sempre chiesta: “Chissà<br />

quanti Direttori sopporterebbero di avere il gruppo<br />

delle giornaliste organizzate e attive sotto di sé”.<br />

Ma non c’è mai stato un problema.<br />

Nel giornalismo italiano le donne spesso non<br />

arrivano ai vertici se escludiamo poche realtà –<br />

e non attuali -, ad esempio Concita De Gregorio<br />

all’Unità, come mai?<br />

Il motivo è probabilmente quello più semplice: perché<br />

tutto sommato noi abbiamo sostenuto la legge<br />

sulle quote Golfo-Mosca che pure molte donne<br />

non vogliono perché la considerano una sconfitta.<br />

Una legge che imponga alle società quotate in borsa<br />

pubbliche e private un graduale innalzamento<br />

della presenza di donne nei board; graduale perché<br />

deve arrivare seguendo il rinnovo dei Cda ad avere<br />

il 33% di presenza femminile. Se tu non arrivi a<br />

forzare i sistemi…<br />

Nata a Milano nel 1965 è giornalista al Corriere della Sera. Dal 2009 è Vicedirettore,<br />

è stata caporedattore centrale e caporedattore Esteri. Nel 20<strong>11</strong> ha curato il lancio<br />

dell’inserto culturale “La Lettura”. Ha progettato il Blog collettivo La Ventisettesima<br />

ora, nato con una prevalenza femminile ma aperto a tutte le firme del Corriere. Con La<br />

Ventisettesima ora ha pubblicato con Marsilio il libro Questo non è amore, inchiesta sulla<br />

violenza contro le donne. Sullo stesso modello ha progettato i blog Solferino28/anni, dedicato<br />

ai ventenni di Italia, e Gli Invisibili, uno spazio sulla disabilità. Nella serie Storie dal Quotidiano,<br />

una collana di libri Bompiani dedicati ai ragazzi che vede impegnate alcune firme del Corriere, ha scritto<br />

Piccole Coraggiose Donne pubblicato nel 2013. Ha vinto il premio “Marisa Belisario” edizione 2010 e il premio<br />

“Matilde Serao” edizione 2013. Laureata in Germanistica, ha studiato a Heidelberg e Vienna.<br />

36 ITA EVENTI


Perché sostiene che le donne non sono d’accordo<br />

con questa battaglia?<br />

Perché pochissime donne amano e capiscono la<br />

legge sulle quote. Il lavoro che abbiamo fatto anche<br />

noi è spiegare che non ci piace questa legge perché<br />

impone comunque una forzatura del sistema ma<br />

sono graditi i suoi effetti. I sistemi tendono a riprodurre<br />

se stessi cercando di limitare i cambiamenti<br />

perché questo è rassicurante per chi sta già al vertice<br />

del sistema; è evidente che quando tu fai una scelta<br />

e metti degli elementi di varietà – se condivisione<br />

mi sembra meglio di conciliazione, varietà la preferisco<br />

a diversità -, crei un effetto di smottamento<br />

rispetto a chi già è in pieno controllo della situazione.<br />

Quindi è una cosa più o meno inconsapevole<br />

nominare persone che ti somigliano maggiormente<br />

accanto a te ai vertici di qualunque organizzazione<br />

e istituzione. Portar dentro le donne significa<br />

chiamare un equilibrio diverso, meno asimmetrico<br />

rispetto a quello precedente; non è una scelta facile.<br />

Da qui l’idea che una legge come quella sulle quote<br />

potesse esser utile all’Italia, a un sistema che non si<br />

muoveva da molti anni. E l’abbiamo sostenuta con<br />

de Bortoli e con gli economisti di questo giornale<br />

con grande convinzione e penso che in qualche<br />

modo abbiamo contribuito a farla passare.<br />

All’estero la situazione è la medesima per quanto<br />

concerne la direzione delle testate e dei media?<br />

Ci sono state due donne Direttrici che sono cadute<br />

rapidamente (Jill Abramson del New York Times e<br />

Natalie Nougayrède di Le Monde), sono state nomine<br />

fatte in periodi particolarmente problematici<br />

che poi non hanno tenuto alla prova del tempo. Attualmente<br />

ci sono Zanny Minton Beddoes dell’Economist<br />

e Katharine Viner del Guardian e sono<br />

probabilmente una realtà di fasi successive alla<br />

grandissima crisi che ha investito i giornali anglosassoni:<br />

penso che queste ultime nomine sono destinate<br />

a tenere. In Italia – come sempre – con maggiore<br />

lentezza le cose stanno andando nella stessa<br />

direzione: in un sistema dove non c’è equilibrio tra<br />

la partecipazione degli uomini e delle donne ma ci<br />

sono stati dei punti di accelerazione. Abbiamo un<br />

Governo che è partito con la parità assoluta poi c’è<br />

stato il cambiamento di Federica Mogherini, un<br />

Parlamento in cui – grazie all’impegno di alcuni<br />

partiti quali il Pd e il M5s – la presenza delle donne<br />

è molto aumentata. Ci sono state le nomine nelle<br />

società quotate pubbliche importanti fatte volutamente<br />

cercando di avere in testa una forma di equilibrio.<br />

È un Paese che chiaramente ha avuto delle<br />

spinte – secondo me positive -, anche se è un sistema<br />

che ancora in equilibrio non è arrivato. Tutti<br />

quei luoghi dove un’accelerazione non è stata spinta<br />

il processo è più lento, anche nei giornali.<br />

sopra: la sala Albertini, sede delle riunioni dei<br />

giornalisti del Corriere della Sera; sotto: il blog della<br />

Ventisettesima ora, http://27esimaora.corriere.it<br />

Gli editori hanno un comportamento diverso<br />

rispetto a una figura femminile all’interno del<br />

Corriere?<br />

Non ho mai riscontrato una differenza, neppure<br />

economica.<br />

Ad alcuni uomini fa paura una donna al vertice?<br />

Può essere che faccia “strano” più che paura. Io<br />

sono cresciuta qui dentro e non ho avvertito nulla<br />

di anomalo e non penso di aver fatto mai paura;<br />

sono entrata al Corriere da praticante e sono Vicedirettore<br />

vicario.<br />

Spieghiamo ai lettori cosa significa questa carica.<br />

Di fatto sei il numero due. Ci sono tanti vicedirettori<br />

e uno è vicario: la sua funzione è quella – in<br />

assenza del Direttore – di farne le veci. C’è una gerarchia<br />

come in tutti i gruppi di lavoro organizzati:<br />

soprattutto in questa direzione – e anche in quella<br />

precedente – c’è un rapporto molto armonioso. L’ex<br />

ITA EVENTI 37


Un ritratto di Indro Montanelli, storica firma del Corriere<br />

Direttore era stato chiamato ad uscire e, nonostante<br />

questo, c’è stata molta serenità in questi mesi.<br />

Il saluto alla redazione dell’ex Direttore de Bortoli<br />

– come testimonia il video girato nella sala<br />

Albertini – è stato commovente e applaudito<br />

per diversi minuti. Qualcosa di più di un atto<br />

formale. Stando a Dagospia si era fatto anche il<br />

suo nome per la nuova Direzione sino all’avvento<br />

di Luciano Fontana.<br />

Ci siamo schierati in moltissimi accanto alla candidatura<br />

di Fontana che era il Condirettore di de<br />

Bortoli; non c’è mai stato qui dentro il dubbio che<br />

la partita fosse la sua.<br />

Candidatura unanime quindi.<br />

Assolutamente. In totale sincerità mi sono augurata<br />

che andasse a finire esattamente in questo modo.<br />

Anche nell’inserto domenicale La lettura c’è<br />

il suo imprinting; da poco è venduta separatamente<br />

dal quotidiano…<br />

Si, è alla vigilia di un cambiamento con lo scopo<br />

di potenziarla; esce la domenica che è il giorno di<br />

maggior vendita del quotidiano ed ha portato delle<br />

copie in più rispetto al sabato e al venerdì, giorni<br />

con altri supplementi sul Corriere. La formula de<br />

La lettura è simile a la Ventisettesima ora: aprire<br />

delle cose che nascono o vengono concepite o percepite<br />

come chiuse nei mondi culturali con innesti<br />

molto più liberi. La caratteristica a cui il Corriere<br />

sta attaccato con consapevolezza: far si che sia una<br />

piazza molto libera, con punti fermi ma mai prevedibile.<br />

Diventerà un sistema nel senso che sarà su<br />

carta ma avrà uno sviluppo digitale più forte con<br />

focus sugli eventi e avrà anche una produzione di<br />

libri collegati alla testata.<br />

Quanto ha influito il suo impegno su La lettura?<br />

Il progetto mi è stato affidato da Ferruccio de<br />

Bortoli nel 20<strong>11</strong>, ho partecipato all’ideazione sin<br />

dall’inizio; la realizzazione è tutta della redazione<br />

Cultura guidata da Antonio Troiano. La lettura<br />

per noi è stata fondamentale perché ha portato una<br />

moltitudine di scrittori lontani dal Corriere al suo<br />

interno: penso a Piperno, Trevi, Genovesi, Paolo<br />

Giordano, Veronesi, Silvia Avallone… Sono alcuni<br />

nomi ma l’elenco è lunghissimo: autori entrati dalla<br />

finestra de La lettura.<br />

Tornando al Corriere della Sera come si svolge<br />

il suo lavoro nell’arco della giornata?<br />

Ci sono giorni in cui si fa tutto, partiamo comunque<br />

tutti insieme. Ci sono delle aree nelle quali i<br />

vicedirettori sono più presenti: ad esempio Daniele<br />

Manca che è stato a lungo caporedattore dell’economia<br />

chiaramente ha un mandato molto forte<br />

nella sezione, anche se la discussione è collegiale.<br />

Alla fine il bello del quotidiano è il lavoro di gruppo<br />

su tutto.<br />

E come inizia la giornata “privata” di Barbara<br />

Stefanelli?<br />

(Ride, ndr) Mi alzo presto, leggo i quotidiani<br />

sull’iPad - che è molto più semplice -, così si evita<br />

l’arrivo della mazzetta e puoi archiviare facilmente.<br />

Questa è una notizia, niente cartaceo… Solo<br />

quotidiani italiani?<br />

Più alcuni esteri, in particolare il New York Times,<br />

Financial Times, Die Zeit…<br />

Anche settimanali e mensili?<br />

Pochi… The Atlantic, i francesi soprattutto.<br />

La prima riunione al giornale a che ora inizia?<br />

Alle undici; alle dieci e mezza c’è una pre-riunione.<br />

Uno dei progetti da attuare dopo l’estate è quello di<br />

anticipare la riunione alle nove circa.<br />

Qual è l’ultimo periodo utile per cambiare una<br />

notizia “in corsa”?<br />

Alle dieci e mezza, undici.<br />

Chiusura definitiva?<br />

Alle undici, undici e mezza la prima edizione,<br />

all’una di notte la seconda. La seconda edizione è<br />

quella che si trova sull’iPad e in gran parte delle<br />

edicole. (Poco dopo questa risposta viene urgentemente<br />

chiamata in sala Albertini per decidere la<br />

composizione delle pagine sulla crisi della Grecia in<br />

una domenica pomeriggio intorno alle 18.00).<br />

38 ITA EVENTI


women for expo<br />

LA SECONDA VITA<br />

DI PAOLA TURCI<br />

La svolta artistica con la pubblicazione dell’album Io sono con alcune versioni<br />

acustiche dei suoi brani di repertorio e inediti. Il percorso di una cantante sempre<br />

alla ricerca del santo graal nella musica. di Guido Biondi<br />

Sedicesimo album, trent’anni di carriera rivisitati<br />

in chiave elettroacustica quasi acapella,<br />

gospel, soul. Paola Turci ha una nuova<br />

luce, si avverte ascoltando la sua voce mai così<br />

intensa. Dopo un grave lutto ha deciso di non avere<br />

più paura e si è lasciata andare – anche attraverso<br />

l’aiuto del produttore Federico Dragogna – reinventandosi.<br />

L’abbiamo incontrata alla viglia del suo<br />

tour estivo.<br />

Perché proprio questo progetto, per niente autocelebrativo,<br />

quasi un sottrarre.<br />

È un’idea primordiale, l’ho sempre avuta dentro di<br />

me. Sin da quando ero bambina passavo le giornate<br />

intere chiusa dentro il bagno ad ascoltare la chitarra<br />

e la mia voce. Era l’unico posto libero e aveva<br />

una buona acustica; io dividevo la mia stanza con<br />

mia sorella. Questa esigenza si è acutizzata in seguito<br />

alla mia attività dal vivo: provavo sempre più il<br />

desiderio di esprimermi con voce e chitarra; anche<br />

se seguito ad avere sul palco un trio con basso batteria<br />

e chitarra elettrica. Questo è il disco che non<br />

ho mai avuto, con la voce al centro. E dovevo proprio<br />

incontrare Federico Dragogna, il mio produttore,<br />

con idee opposte alla mia voglia di destrutturare<br />

i brani.<br />

Il primo pensiero va al suo lavoro con Vasco<br />

Brondi: solo l’essenziale, con un risultato sorprendente.<br />

c’è l’urgenza della voce, sembra provenire<br />

dalle viscere, quasi un seguito dell’album<br />

dei Goldfrapp…<br />

Sono figlia degli anni ottanta e sono legata all’acustica:<br />

De Gregori e le cantautrici americane. Il mio<br />

40 ITA EVENTI


punto di riferimento resta Blue di Joni Mitchell.<br />

Questo disco è una porta d’ingresso in un nuovo<br />

mondo che potrebbe anche portarmi verso qualcosa<br />

di folle. Certamente sto andando nella direzione<br />

di sperimentare con la musica elettronica; mi ha<br />

influenzato molto vivere gli ultimi due anni a Milano,<br />

i miei amici bazzicano tutti in questo genere<br />

di cose. Tre anni fa ho scoperto Fink. L’ho anche<br />

contattato e gli ho chiesto di fare qualcosa insieme<br />

e mi ha risposto che potrebbe scrivermi una canzone.<br />

Quando ascolto un suo brano trovo la perfetta<br />

coniugazione di acustica ed elettronica, mi affascina<br />

moltissimo; ho divorato Perfect Darkness.<br />

Tutti fanno a gara a definirti il simbolo del<br />

rock italiano insieme alla Nannini…<br />

Ma per niente. Se per questo scrivono anche che<br />

sono una cazzara. Non è che non mi piaccia il rock,<br />

ma non c’entro nulla, faccio altro. Non mi conoscevo<br />

così bene come con questo mio nuovo album<br />

e probabilmente con il prossimo mi conoscerò ancora<br />

meglio. L’unica cosa che non so fare è la produzione<br />

ed è per questo che adoro lavorare con<br />

Dragogna: insieme a lui sto immaginando un album<br />

di canzoni di Leo Ferre’ in versione acustica.<br />

Non so come procederà il futuro ma so che ho mostrato<br />

la mia fragilità già da questo album e non<br />

solo attraverso il mio viso. Ho dichiarato “Io sono”:<br />

ho portato il mio bagaglio, leggero, snello; non volevo<br />

fare un doppio disco. Ho ristrutturato il mio<br />

repertorio e l’ho portato a guardare avanti.<br />

Nel testo di “Io sono” scrivi “sei sicuro che io<br />

sia solo quello che tu sai/nella vita l’abitudine<br />

non fa vedere mai la verità”. L’autrice A.s.a.<br />

Harrison - purtroppo scomparsa poco dopo la<br />

pubblicazione - ne La sposa silenziosa descrive<br />

molto bene questa tua frase, la dipana, la<br />

sviluppa portandola all’estremo. L’uomo non<br />

conosce la sua donna, ne ha una versione stereotipata,<br />

non approfondisce per questioni<br />

di comodo. È una tematica di molte delle tue<br />

canzoni: relazioni contrastate, attriti, sfoghi e<br />

– in definitiva – tanta fatica di essere veramente<br />

compresi. Parli spesso anche di accettazione<br />

come se fosse la reale prerogativa di un amore,<br />

quello fuori dai fotoromanzi (“Ti amerò lo stesso”).<br />

Non ci riesco ad avere una relazione normale.<br />

Qualche giorno fa ho cantato per la prima volta<br />

“Ti amerò lo stesso” con la chitarra senza nessun<br />

altro accompagnamento. Ero al Roxy Bar da Red<br />

Ronnie, sono salita sul palco, e mi è venuta fuori<br />

una forza, una potenza quasi incontrollabile. Questa<br />

canzone si è trasformata da ciò che era inizialmente<br />

quasi trent’anni fa. È una nuova dentro me,<br />

sto mutando.<br />

“Attraversami il cuore” evoca una voce di dentro,<br />

una forte ispirazione in solitudine.<br />

È un bisogno di tenerezza in mezzo a una guerra, a<br />

ITA EVENTI 41


Io Sono, il nuovo album di Paola Turci che celebra i suoi<br />

30 anni di carriera. Disponibile dal 21 aprile<br />

una forma di inquietudine che viene da fuori. Una<br />

dimensione di interiorità: si spara in guerra e poi ci<br />

si ritrova nell’intimità nella quale può scaturire un<br />

raggio di luce dall’incontrarsi.<br />

Nell’antroposofia si direbbe che sei collegata<br />

alla tua anima.<br />

È il mio intento, è ciò che volevo fare. Mettere al<br />

centro la mia voce significa proprio questo: andare<br />

alla radice di me stessa. Mentre registravo ascoltavo<br />

l’album di Björk, Vulnicultura: duro, tosto, scarno<br />

e poi gli archi così rarefatti… Mi ha commosso di<br />

più la storia dietro l’album da come l’ho letta nelle<br />

interviste (la separazione dal suo compagno, ndr)<br />

rispetto alle canzoni. La musica è questo: il racconto<br />

di un’emozione.<br />

Il tour è appena partito, come ti senti dopo l’assenza<br />

di un lungo periodo?<br />

Ho persino paura a capire se sarò ancora la stessa<br />

o no. Il timore c’è sempre, soprattutto a cantare<br />

determinate canzoni: la paura di affrontarle con<br />

il pilota automatico. Prima ero molto condizionata<br />

dal pubblico, dal suo sentire; adesso è diverso, cerco<br />

sintonia, sono meno sfuocata.<br />

Hai acquistato sicurezza ed è aumentata a dismisura<br />

la tua voce, come una lama affilata.<br />

Emerge la tua passione.<br />

Il cambiamento, grazie a Dragogna, è avvenuto<br />

proprio perché lui non è solo indie-dipendente: se<br />

fosse stato così l’avrei mandato in quel posto. Invece<br />

ha una mente aperta e una grande sensibilità<br />

ed è stato capace di affrontare le canzoni del mio<br />

repertorio senza pregiudizio. Ho tolto tutto quello<br />

che era concettuale, ad esempio dal disco Candido<br />

dedicato a Voltaire. Questo lavoro – talvolta difficile<br />

– io lo faccio perché amo la musica. Notorietà<br />

e televisione sono elementi che mi hanno spiazzato:<br />

non faccio la cantante perché mi piace lo spettacolo.<br />

La musica sin da bambina, prima ancora di<br />

leggere e scrivere, è stato lo strumento, il mezzo che<br />

mi ha capita e mi ha fatto crescere. Senza la musica<br />

mi sarei suicidata, depressa, incartata. I miei<br />

14 anni sono stati costellati da Patti Smith; poi ho<br />

avuto un periodo di metallo pesante quindi i Clash,<br />

B52’s, Talking Heads. Posso raccontare la mia<br />

vita attraverso tre figure femminili: la prima è Patty<br />

Pravo che comprende anche Mina e Ornella Vanoni.<br />

La seconda è Patti Smith e la terza è Lhasa.<br />

Ho perso mio padre qualche settimana fa quindi<br />

non posso dire di essere felice. C’è un vuoto troppo<br />

lacerante. Credo che questa voglia di scrivere che<br />

ho magicamente ritrovato, dopo un vero e proprio<br />

blocco dal 2009, sia avvenuta dopo questo tragico<br />

fatto. È come se volessi sperimentare anche il peggio<br />

che ho dentro di me, senza più filtri.<br />

42 ITA EVENTI


eventi<br />

FESTIVAL DELLE STORIE 2015<br />

Valle di Comino, 22 – 29 agosto<br />

Dal 22 al 29 agosto torna<br />

il Festival delle Storie<br />

per far vivere la magia dei<br />

racconti di attori, scrittori, cantautori,<br />

filosofi, musicisti, giornalisti,<br />

scienziati, imprenditori,<br />

registi, sceneggiatori, artisti, intellettuali,<br />

italiani e stranieri, nel<br />

palcoscenico naturale della Valle<br />

di Comino, immersa nel Parco<br />

Nazionale d’Abruzzo, Lazio<br />

e Molise. E’ un festival itinerante<br />

che racconta una storia fatta di<br />

storie. Otto giorni di viaggio attraverso<br />

piazze medievali, vicoli,<br />

castelli, conventi, ville ottocentesche<br />

e roccaforti. Ogni giorno<br />

un paese diverso, ogni giorno<br />

una carta diversa detta il canovaccio<br />

del festival. La novità di<br />

quest’anno è che il ritmo e i contenuti<br />

ruotano intorno ai frutti<br />

della valle e non più, come negli<br />

anni passati, attorno ai tarocchi.<br />

Immaginate allora la Valle<br />

di Comino come un’antica città,<br />

circondata da nemici invisibili<br />

che vogliono spegnerla, lasciarla<br />

al buio. Questa città ha otto porte,<br />

ogni porta ha il nome di un<br />

frutto e ogni frutto è il simbolo<br />

di un valore, che può avere il<br />

volto e la personalità di un eroe<br />

antico. Ogni porta rappresenta<br />

quindi l’antidoto al buio. Ecco i<br />

paesi che saranno lo scenario del<br />

romanzo di quest’anno e le porte<br />

per accedervi e per accendere<br />

le luci sull’antica città, la Valle<br />

di Comino, che ancora una volta<br />

prende vita e si illumina delle sue<br />

storie. La sesta edizione del Festival<br />

delle Storie apre il 22 agosto a<br />

Campoli Appennino con la carta<br />

del Fico: è l’immortalità, il superamento<br />

della paura della morte,<br />

la comunicazione tra i mondi,<br />

la voce che arriva ovunque, la<br />

metamorfosi. Il giorno successivo,<br />

23 agosto, si prosegue a Villa<br />

Latina con l’Uva spina, che<br />

rappresenta chi sfida gli dei e va<br />

oltre i limiti dell’uomo. E’ l’impossibile.<br />

E’ il talento e la hybris.<br />

E’ il dono e il costo da pagare.<br />

Il 24 agosto le torce si accendono<br />

su San Donato Val di Comino<br />

con la Mela selvatica: è il<br />

divergente, chi si ribella al potere<br />

e alle leggi della città. E’ An-<br />

44 ITA EVENTI


tigone. E’ la legge degli uomini<br />

che resiste alle follie del legislatore.<br />

Sono i cattivi, ma che poi così<br />

cattivi non sono mai. La Susina<br />

è la carta di Casalvieri il 25 agosto:<br />

è il doppio, il sosia, è uno,<br />

nessuno e centomila. E’ la ricerca<br />

dell’altro, come amore, passione,<br />

identità. E’ che non tutte<br />

le cose hanno un solo nome.<br />

E’ la susina e la prugna. Il cammino<br />

continua il 26 agosto a<br />

Fontechiari con il Melograno: è<br />

ricchezza e abbondanza. E’ il deragliamento<br />

dionisiaco dei sensi<br />

e chi lavora ogni giorno per la<br />

ricchezza. E’ il mercato e la ricerca<br />

della felicità. E’ il frutto rosso<br />

della crescita. Il 27 agosto si accendono<br />

le luci di Alvito con un<br />

frutto raro e proprio per questo<br />

delizioso, la Visciola, che rappresenta<br />

il rispetto dei patti, la fiducia.<br />

E’ il maestro. E’ la storia. E’<br />

quello su cui si fonda la memoria<br />

condivisa di una città. Il nostro<br />

tempo e le sue contraddizioni.<br />

Il Gelso fa da protagonista il<br />

28 agosto nella giornata di Atina:<br />

è la strada che non conosci.<br />

E’ l’altrove. E’ andare lontano e<br />

superare i confini. E’ navigare e<br />

salire. E’ Ulisse e Marco Polo.<br />

E’ una corda lanciata nella roccia.<br />

Chiude il festival il 29 agosto<br />

a Picinisco la carta del Sambuco<br />

nero: è l’indovino. E’ Tiresia. E’<br />

la sfida dell’uomo all’architettura<br />

di Dio. E’ riconoscere chi siamo,<br />

i nostri miti ed eroi, le nostre<br />

leggende. E’ la scienza e la fantascienza.<br />

Ecco alcuni degli ospiti<br />

di quest’anno: Massimo Arcangeli<br />

ed Edoardo Boncinelli,<br />

Luca Bianchini, Diego Bianchi<br />

(in arte Zoro), Francesco Bianconi,<br />

Zvonimir Boban, Franco<br />

Cardini, Angelo Carotenuto, Paolo<br />

Del Debbio, Fabio Genovesi,<br />

Zap Mangusta, Giuseppe Peveri<br />

(in arte Dente) e Alessandra Sardoni.<br />

Il Festival delle Storie, nasce<br />

nel 2010 da un’idea di Vittorio<br />

Macioce e Rachele Brancatisano.<br />

E’ l’idea di portare la cultura<br />

nelle piazze, nelle strade, in spazi<br />

storici da recuperare per offrire<br />

cultura a tutti.<br />

www.festivaldellestorie.org<br />

ITA EVENTI 45


eventi<br />

FESTIVAL<br />

GIORGIO<br />

GABER<br />

Fino al<br />

3 agosto<br />

La terza edizione del festival Gaber itinerante – dopo i dieci<br />

anni storici alla Cittadella del Carnevale di Viareggio –<br />

si sviluppa in ben 21 Comuni della Toscana. Di Lucca<br />

e di altre regioni italiane, grazie ai vari assessorati municipali.<br />

30 luglio, Livorno<br />

Giulio Casale<br />

Polli di allevamento<br />

Presentato dal Piccolo Teatro<br />

di Milano nella stagione<br />

78/79, Polli di allevamento è<br />

fra i più importanti spettacoli<br />

del teatro gaberiano. Giulio<br />

Casale ha coraggiosamente<br />

accettato la sfida di<br />

riallestirlo integralmente,<br />

riproponendolo con successo<br />

per tre stagioni consecutive.<br />

31 luglio, Fosdinovo<br />

Mario Capanna<br />

e Giulio Casale<br />

Libertà Obbligatoria.<br />

La resistenza del mercato<br />

Il tema del Festival Lunatica<br />

è in perfetta sintonia con<br />

le riflessioni di Gaber e<br />

Luporini. Mario Capanna,<br />

amico personale di Gaber,<br />

farà rivivere il loro pensiero<br />

affiancato dal talento<br />

interpretativo di Giulio<br />

Casale.<br />

1 agosto, Carrara<br />

Claudia Pinelli, Paolo Finzi,<br />

Les Anarchistes - Anarchia e<br />

resistenza<br />

Resistenza. Concetto affine<br />

al pensiero anarchico.<br />

Ne daranno testimonianza<br />

Claudia Pinelli, Paolo<br />

Finzi, Paolo Dal Bon, con<br />

il supporto musicale del<br />

gruppo Les Anarchistes.<br />

46 ITA EVENTI


Hotel Plaza Padova è l’hotel 4 stelle<br />

del centro. Costruito proprio a ridosso<br />

della zona pedonale di Padova, è facilmente<br />

raggiungibile con ogni mezzo,<br />

nel cuore della città. 140 camere<br />

dotate di ogni comfort, Ristorante interno,<br />

5 sale meeting per congressi ed<br />

incontri di lavoro, palestra e garage<br />

privati. Da più di 40 anni, l’hotel di Padova.<br />

Non è un caso che sia in centro.<br />

A pochi passi dall’Hotel Plaza si trova<br />

il centro pedonale di Padova con le<br />

sue principali attrazioni che rendono<br />

Padova “la città dei senza”: Il Santo<br />

senza nome, ovvero la Basilica di<br />

Sant’Antonio, conosciuta però come Il<br />

Santo; il Prato senza erba ovvero Prato<br />

della Valle è una grande piazza e non<br />

un giardino; il Caffè senza porte, ovvero<br />

il Caffè Pedrocchi, storico luogo<br />

di incontro per intellettuali e studenti,<br />

costruito agli inizi dell’Ottocento senza<br />

porte proprio per permettere ad ogni<br />

studente di passaggio in città di trovarvi<br />

ristoro.<br />

PRENOTA ORA! 049 65 68 22 info@plazapadova.it<br />

HOTEL PLAZA PADOVA<br />

OFFERTA CLIENTI ITALOTRENO 2015<br />

• 10% sconto sulla migliore tariffa del giorno<br />

• 10% sconto sul Menu à la carte Ristorante Verdi<br />

* previa disponibilità dell’hotel via mail o telefono<br />

Ristorante Verdi<br />

Corso Milano 38 (accanto all’Hotel Plaza)<br />

Aperto tutti i giorni* anche a pranzo<br />

• Menu del giorno a partire da € 14,50<br />

* chiuso il sabato a pranzo


arte<br />

NATURA NATURANS:<br />

ROXY PAINE E MEG WEBSTER<br />

(Opere dal 1982 al 2015)<br />

Il Fai - Fondo Ambiente italiano – presenta una doppia personale dedicata a due artisti<br />

americani di linguaggio e generazione diversi, che partono da punti di vista opposti.Nella<br />

splendida cornice di Villa Panza a Varese. di Bruno Quiriconi<br />

Villa Panza prosegue il suo viaggio alla scoperta<br />

del senso della vita, della spiritualità<br />

e dell’universo con una mostra sulla natura.<br />

Mai come oggi è attuale il tema di come l’uomo<br />

si relazioni a essa: madre o matrigna, entità che<br />

mettiamo in pericolo o pericolo che può anche ferirci?<br />

La sostenibilità dell’ambiente è resa sempre<br />

più difficile dall’intervento dell’uomo, che non sa<br />

rinunciare a modificarlo per migliorare la qualità<br />

della propria esistenza. È su questi problemi, che<br />

toccano anche la sfera della relazione uomo-cosmo,<br />

che si incentra la mostra Natura naturans:<br />

una doppia personale dedicata a due artisti americani<br />

di linguaggio e generazione diversi, che partono<br />

da punti di vista opposti. Li accomuna un’idea<br />

della natura come ciclo continuo di crescita e decadimento,<br />

come descritta dall’espressione del filosofo<br />

Baruch Spinoza che dà il titolo all’esposizione.<br />

Roxy Paine lavora seguendo il principio dell’imitazione<br />

e della trasformazione, con materiali sintetici<br />

di provenienza industriale, colonizzando gli<br />

ambienti con opere che riproducono fedelmente<br />

fiori, piante e funghi. Meg Webster declina questa<br />

stessa tematica realizzando veri e propri monumenti<br />

dedicati alla terra, vista come sorgente instancabile<br />

di vita. Ventotto grandi opere e installazioni,<br />

realizzate tra il 1982 e il 2015, sono ospitate lungo<br />

un percorso che si snoda tra gli spazi interni ed<br />

esterni della villa, cercando un<br />

armonioso equilibrio fra natura,<br />

architettura e opere della collezione<br />

permanente. Alcuni lavori<br />

sono stati appositamente costruiti<br />

in villa, in diretta simbiosi con<br />

gli spazi esistenti, mentre altri provengono da istituzioni<br />

internazionali come il Solomon R. Guggenheim<br />

Museum, il The New School Art Collection<br />

e il Whitney Museum of American Art di<br />

New York, il Museo Cantonale di Lugano, l’Israel<br />

Museum di Gerusalemme e altri ancora da collezioni<br />

private e dalla Panza Collection di Mendrisio.<br />

Roxy Paine (New York, 1966) ha compiuto gli<br />

studi al College of Santa Fe in New Mexico, quindi<br />

al Pratt Institute di New York e dal 1990 a oggi<br />

ha tenuto numerose collettive e personali in musei<br />

e gallerie di tutto il mondo. Esplorando da tempo<br />

le relazioni e i confini fra creatività dell’uomo, crescita<br />

naturale e produzione industriale, Paine coglie<br />

nello sviluppo dendritico della natura (ramificazioni,<br />

reti neurali, reti vascolari) il modello poi replicato<br />

nella progettazione di impianti artificiali. Ha<br />

programmato macchine in grado di produrre disegni,<br />

dipinti e sculture in pezzi unici, spesso evocanti<br />

paesaggi o sedimenti geologici. Le opere pubbliche<br />

più celebri di Paine (presenti in fondazioni e<br />

musei europei e americani) sono i Dendroids, iniziati<br />

nel 1999, sculture-albero fatte di tubi di acciaio<br />

inossidabile. Uno di essi, Maelstrom, è stato<br />

installato nel 2009 nel giardino sul tetto del Metropolitan<br />

Museum of Art di New York. A Villa<br />

Panza espone alcuni lavori della serie Replicants,<br />

Meg Webster, Cone of Water, 2015<br />

Ferro, acqua<br />

Courtesy of the artist,<br />

Paula Cooper Gallery,<br />

New York and Anne Mosseri-Marlio<br />

Galerie, Basel - 101,6 x 426,72 cm<br />

48 ITA EVENTI


Roxy Paine, Psilocybe Cubensis<br />

Field, 1997 - Polimero<br />

termoindurente, lacca, pittura<br />

ad olio, acciaio - The Israel<br />

Museum Collection, Jerusalem<br />

Dimensione variabile<br />

iniziata nel 1997, opere realizzate a mano dall’artista<br />

con resine sintetiche, lacche, polimeri e vernici<br />

industriali. Riproduce così con verosimiglianza,<br />

seguendo i principi di traslazione e trasformazione,<br />

alghe, funghi velenosi, muffe e fiori, disposti nello<br />

spazio in veri e propri “campi” - come l’artista stesso<br />

ama definirli - sia in orizzontale, sul pavimento,<br />

che in verticale, sulle pareti. Tra le opere in mostra,<br />

Amanita Virosa Wall del 2001, proveniente dal<br />

Whitney Museum di New York, Psilocybe Cubensis<br />

Field del 1997, di proprietà del The Israel Museum<br />

Collection di Gerusalemme, e l’elaborata Dinner of<br />

the Dictators (1993-1995), nella quale si cristallizzano<br />

sotto una teca trasparente i piatti preferiti di dodici<br />

personaggi storici, identificati da Paine come<br />

dittatori.<br />

Meg Webster (San Francisco, California 1944),<br />

artista di origini californiane ma newyorkese d’adozione,<br />

ha studiato in Virginia e alla Yale University<br />

ed è stata assistente di Michael Heizer. Da<br />

sempre interessata alla percezione fisica e psichica<br />

dello spazio e alla bellezza intrinseca dei materiali,<br />

Webster è principalmente scultrice e creatrice<br />

di installazioni, ma non trascura il disegno e l’opera<br />

su carta. Forme ancestrali e volumi minimalisti<br />

sono costruiti a partire da semplici elementi naturali,<br />

sollecitando tutti i sensi dello spettatore.<br />

L’artista ama utilizzare elementi provenienti dalla<br />

natura come sale, acqua, muschio, cera vergine, arbusti,<br />

vetro e rame, ma la principale materia della<br />

sua ispirazione è la terra, utilizzata nel suo stato primordiale,<br />

con grandi installazioni all’aperto o, più<br />

spesso, in ambienti chiusi. Esemplare in tal senso è<br />

l’opera Slipped Cone with Flat Top (1983), presente<br />

nella collezione permanente del museo varesino<br />

e installata in una delle Scuderie dallo stesso Giuseppe<br />

Panza, che ha definito così il lavoro di Webster:<br />

“[...] I suoi tumuli non fanno pensare al sepolcro<br />

e alla morte, ma alla nostra madre, alla natura che ci<br />

nutre con i suoi frutti […]. È un omaggio alla sua silenziosa<br />

e umile presenza. Esiste da sempre. Dimentichiamo<br />

la sua importanza, senza di lei non potremmo<br />

vivere […] Usare la terra per<br />

fare arte è un evento unico, non ricordo<br />

qualcosa di simile avvenuto<br />

in passato”. In occasione di Natura<br />

naturans l’artista ha realizzato,<br />

appositamente per gli spazi della<br />

villa, alcune delle sue opere più importanti tra cui<br />

Stick Spiral del 1996, il cui progetto è di proprietà<br />

del Solomon R. Guggenheim Museum di New<br />

York, Mother Mound del 1990, di proprietà della<br />

Panza Collection di Mendrisio e, infine, l’installazione<br />

interattiva Solar Piece (2015). L’artista ha trasformato<br />

una stanza in un vero e proprio ecosistema,<br />

dove nel corso dei mesi si alterneranno colture<br />

differenti, sulla base del naturale evolversi dell’ambiente<br />

così ricreato. Alcuni temi emergenti nella<br />

mostra - il ruolo della natura come forza generatrice<br />

e fonte di vita o l’uso inconsapevole e spesso<br />

distruttivo delle sue risorse ed energie perpetrato<br />

quotidianamente dall’uomo - sono fra i motivi di<br />

riflessione proposti da Expo Milano 2015 Nutrire<br />

il Pianeta, Energia per la Vita e per questo il FAI ha<br />

ritenuto di realizzare questa mostra in concomitanza<br />

con l’esposizione universale.<br />

La mostra è a cura di Anna Bernardini, direttore<br />

di Villa e Collezione Panza e Angela Vettese, critica<br />

d’arte. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale.<br />

Il progetto espositivo è reso possibile grazie a JTI<br />

(Japan Tobacco International), partner istituzionale<br />

di Villa e Collezione Panza; con il Patrocinio<br />

del Ministero dei beni e delle attività culturali e del<br />

turismo, della Regione Lombardia, della Provincia<br />

di Varese, del Comune di Varese e di Expo Milano<br />

2015 (La mostra è inserita nel progetto “Grand<br />

Tour EXPO nelle prestigiose location della terre<br />

dei laghi”).<br />

Durante il periodo della mostra sono previste attività<br />

collaterali dedicate a famiglie e bambini, visite<br />

speciali e attività didattiche per le scuole.<br />

Natura naturans. Roxy Paine e Meg Webster<br />

(Opere del 1982 al 2015)<br />

Dal 12 giugno 2015 al 28 febbraio 2016<br />

Villa e Collezione Panza<br />

Piazza Litta 1, Varese<br />

Orari: tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi,<br />

dalle 10 alle 18.<br />

ITA EVENTI 49


itinerari<br />

DROSDERA,<br />

IL MEGLIO DELLA LIVE-ART<br />

Un festival unico in uno scenario mozzafiato, nella Centrale idroelettrica di Fies a Dro,<br />

in provincia di Trento. Un hub culturale sui linguaggi del contemporaneo, con un sostegno<br />

ai giovani artisti. di Andrea Thomas<br />

Un festival unico, che riunisce in un magnifico<br />

scenario naturale tutto il meglio della live-art<br />

contemporanea: ritorna - dal 26 luglio<br />

al 2 agosto nella Centrale Idroelettrica di Fies<br />

a Dro (Trento) -, uno degli appuntamenti più attesi<br />

della stagione con performance, danza, teatro ed<br />

arti visive internazionali. Giunto alla trentacinquesima<br />

edizione, Drodesera sceglie quest’anno di dividere<br />

i propri giorni di programmazione seguendo<br />

i due filoni principali che animano l’attività di<br />

Centrale Fies, non solo luogo fisico straordinario,<br />

ma hub culturale attiva 365 giorni all’anno sui linguaggi<br />

del contemporaneo, attraverso il sostegno di<br />

giovani artisti e realtà imprenditoriali legate all’innovazione.<br />

Dopo l’opening di domenica 26 luglio,<br />

da lunedì 27 a mercoledì 29 il festival sarà interamente<br />

dedicato alla terza edizione di Live Works<br />

Performance Act Award, il premio ideato da Centrale<br />

Fies e rivolto ad artisti provenienti da tutto il<br />

mondo. Il team curatoriale - composto da Barbara<br />

Boninsegna (Art Director del festival), Simone<br />

Frangi (ViaFarini, Milano), Daniel Blanga Gubbay<br />

(Aleppo.eu, Bruxelles) e Dennis Isaia (MART,<br />

Rovereto) - selezionerà 9 progetti attraverso un<br />

bando (link, scadenza), e li accompagnerà lungo<br />

tutto il percorso di sviluppo in un periodo di residenza<br />

negli spazi della Centrale.<br />

Dal 26 al 29 i progetti saranno mostrati nella forma<br />

definitiva al pubblico ed alla Giuria Internazionale<br />

del Premio (presieduta da Michelangelo Pistoletto<br />

e composta da Nico Vascellari, Danjel Andersson,<br />

Marwa Arsanios, Dora Garcìa), che ne decreterà<br />

il vincitore assegnandogli un premio in denaro<br />

ed un ulteriore supporto tecnico/logistico. Padrini<br />

della Manifestazione, presenti al festival con lavori<br />

inediti nei tre giorni di Live Works, tre tra i più importanti<br />

protagonisti nei diversi abiti della live art<br />

mondiale: Jérôme Bel, Santiago Sierra e Alessan-<br />

52 ITA EVENTI


dro Sciarroni. Dal 30 luglio al 1 agosto spazio alla<br />

programmazione “classica” con alcuni dei migliori<br />

artisti attivi nel campo della performance e della<br />

danza in Italia (Compagnia Abbondanza/Bertoni,<br />

Cosmesi, | OHT office for a human theatre, Curandi<br />

Katz, Fanny & Alexander, Motus Mali Weil,<br />

Mara Cassiani, Marta Cuscunà Teatro Sotterraneo,<br />

Matteo Angius e Riccardo Festa) e nel mondo<br />

- France Distraction (FR/BE), Jérôme Bel (FR),<br />

Navaridas & Deutinger (ES/AT), Alma Söderberg<br />

& Hendrik Willekens (SE/BE), Philippe Quesne<br />

(FR), Roger Bernat (ES). Il festival si concluderà<br />

domenica 2 agosto con una giornata dedicata alle<br />

Studio Visit, mutuando una pratica che arriva dalle<br />

arti visive per adattarla al contesto performativo<br />

e teatrale: protagonisti di questo originale esperimento<br />

saranno Marta Cuscunà, Mara Cassiani e<br />

Filippo Andreatta, che apriranno le porte dei propri<br />

“laboratori creativi” al pubblico per stabilire<br />

con gli spettatori/visitatori un rapporto di confronto<br />

e di stimolo reciproco che possa aprire nuove<br />

prospettive. Il tema di questa 35esima edizione di<br />

Drodesera è Motherlode, vena madre. Questa vena<br />

è costituita da uno dei metalli più preziosi al quale<br />

l’arte può e deve attingere per restituire una visione<br />

utile, complessa, stratificata, in una parola “aumentata”:<br />

la realtà. L’arte tenta anche oggi di mantenere<br />

il suo compito primario di rivelare ciò che<br />

non è ancora visibile e che lo diventerà in futuro<br />

o, al contrario, di cambiare i paradigmi riappropriandosi<br />

di un presente che guarda avanti attingendo<br />

dal passato. Motherlode intende farsi dispositivo<br />

generatore di connessioni dove la pratica del<br />

re-enactment non si esaurisce nell’atto di rievocare,<br />

ma genera forme temporanee di realtà, restituendo<br />

azioni, parole ed elementi destinati ad un’assenza<br />

o a una lateralità e rendendoli utili ad una azione<br />

quotidiana, all’oggi. All’adesso.<br />

COME ARRIVARE<br />

Per chi arriva in treno, scendere a Trento e raggiungere<br />

Centrale Fies e Dro tramite gli autobus del servizio<br />

Trentino Trasporti facilmente consultabili dal loro<br />

sito internet: www.ttspa.it<br />

Per chi arriva in auto, Autostrada A22<br />

Da Sud: Uscita a Rovereto Sud - Seguire le indicazioni<br />

per Riva del Garda - Arrivati a Nago, immettersi<br />

nella strada di destra che porta ad Arco - Ad Arco,<br />

svoltare ancora a destra seguendo le indicazioni per<br />

Trento - Dro dista 5 Km da Arco.<br />

Da Nord: Uscita Trento Centro - Seguire le indicazioni<br />

per Riva del Garda - Dro dista 31 Km da Trento.<br />

Gli aeroporti più vicini sono Verona Catullo e Milano<br />

Bergamo.<br />

BUS NAVETTA / SHUTTLE<br />

Nel rispetto dell’ambiente, non è permesso raggiungere<br />

Centrale Fies con mezzi privati. L’organizzazione<br />

mette a disposizione del pubblico un servizio di<br />

bus navetta gratuito, attivo tutte le sere, partenza da<br />

Piazza Repubblica Dro dalle 18.00 alle 03.00 (pausa<br />

22.15-23.00). Considerando che i biglietti vanno<br />

ritirati 30 minuti prima dello spettacolo e il viaggio<br />

in bus navetta richiede 15 minuti, vi preghiamo di<br />

fare attenzione ai tempi. Parcheggio gratuito presso<br />

le Scuole Elementari, Piazza Repubblica, Dro.<br />

Prevendita: Vivaticket<br />

Prenotazioni: tel. 0464 504700 email: prenotazioni@centralefies.it<br />

La prenotazione è richiesta per tutti gli spettacoli.<br />

THEATERMUTTER<br />

Servizio gratuito dalle 20.30 alle 22.30 per bambini<br />

dai 3 anni in su.<br />

LOUNGE ZONE<br />

Tutte le sere nel parco di Centrale Fies food e dj set.<br />

UFFICI DEL FESTIVAL / MAIN OFFICE<br />

Centrale Fies<br />

Località Fies 1<br />

38074 Dro, TN<br />

tel. 0464 504700<br />

Il sito web della manifestazione:<br />

bit.do/drodesera35<br />

ITA EVENTI 53


Dro e dintorni<br />

Torbole sul Garda - Nago<br />

Torbole, situato sul golfo nord<br />

del Lago di Garda, è la destinazione<br />

più ricercata dagli appassionati<br />

di windsurf. Torbole<br />

affascinò anche Goethe, che descrisse<br />

i suoi venti come una meraviglia<br />

della natura e uno spettacolo<br />

incantevole.<br />

Arco<br />

È rinomata come<br />

località di riposo<br />

e cure, grazie al<br />

clima mite, all’aria<br />

pulita e salubre<br />

e alla posizione<br />

panoramica sul<br />

Lago.<br />

Riva del Garda<br />

Clima mediterraneo, spiagge libere<br />

ampie e assolate, panorama<br />

incantevole sono gli ingredienti<br />

per una vacanza a tutto tondo<br />

sul Lago di Garda.<br />

Drena<br />

A soli 15 km dal Lago di Garda,<br />

Drena gode del clima mediterraneo<br />

e di un paesaggio tipico<br />

montano: nei suoi boschi<br />

si trovano i secolari castagneti,<br />

che producono i famosi Marroni<br />

di Drena. L’attrazione principale<br />

di Drena è il suo castello. Castel<br />

Drena è un castello medioevale<br />

del XII secolo, che domina<br />

la valle del Sarca e le Marocche.<br />

Tenno<br />

Il lago di Tenno, balneabile,<br />

è un’oasi di tranquillità,<br />

con acque limpidissime<br />

e paesaggi incontaminati. Il<br />

borgo di Canale di Tenno è uno<br />

dei borghi più belli d’Italia.<br />

Dro<br />

Situato tra il Lago di Garda, il<br />

lago di Cavedine e il lago di Toblino,<br />

a sud della Paganella, Dro<br />

è una delle più antiche comunità<br />

della valle del Sarca. I tradizionali<br />

portali scolpiti di pietra, le<br />

torri, i piccoli archi e le stradine<br />

irregolari sono testimonianze del<br />

periodo medioevale. Di notevole<br />

interesse storico architettonico<br />

sono: la chiesa sconsacrata dei<br />

S.S. Sisinio, Martirio e Alessandro,<br />

la chiesa Barocca di S. Antonio,<br />

il ponte romano di Ceniga<br />

e la torre Guaita di Pietramurata.<br />

Dro è conosciuta tra gli appassionati<br />

di free climbing e arrampicata,<br />

è il punto di partenza<br />

di alcune tra le più belle pareti<br />

rocciose. La sua posizione offre<br />

la possibilità di escursioni e passeggiate,<br />

sia a piedi che in mountain<br />

bike.<br />

ITA EVENTI 55


EFFICIENZA, CELERITÀ e FLESSIBILITÀ<br />

a servizio del cliente<br />

La Sorrento Logistica S.r.l. dal 2008<br />

si occupa di trasporto merci conto<br />

terzi. Il nostro parco veicolare è<br />

composto da <strong>11</strong> mezzi di nuova fabbricazione<br />

tra i quali 8 bilici, 1 autotreno<br />

e 2 motrici.


musica<br />

CARMEN CONSOLI<br />

9 agosto, Arena Magna<br />

Grecia, Catanzaro<br />

3 agosto<br />

Teatro Gabriele<br />

D’Annunzio<br />

Pescara<br />

MARIO BIONDI<br />

7 agosto, Monopoli (BA)<br />

<strong>11</strong> agosto, San Pancrazio<br />

Salentino (LE)<br />

PAOLA TURCI<br />

7 agosto<br />

Frequenze<br />

Mediterranee<br />

di Miglionico<br />

Matera<br />

GIOVANNI ALLEVI<br />

31 luglio<br />

Piazza San Nicolò<br />

Pietra Ligure (SV)<br />

2 agosto<br />

Colle Gilba<br />

Festival “I Suoni<br />

del Monviso”,<br />

Sandront (Cn)<br />

CAPAREZZA<br />

15 agosto<br />

Festambiente<br />

Rispescia (GR)<br />

NOMADI<br />

7 agosto, Piazza XX Settembre<br />

Civitanova Marche (MC)<br />

1 agosto, Località Laghetti, Vermiglio (TN)<br />

MANU CHAO<br />

31 Luglio<br />

Parco<br />

Archeologico<br />

Vulci (VT)<br />

ITA EVENTI 57


musica<br />

MIKA, UN GOOD GUY<br />

Un disco nuovo, un libro in uscita, X-factor in arrivo e tante collaborazioni<br />

nella moda e nel design. Il cantante libanese si ispira alle icone irriverenti<br />

del secolo scorso alle quali, in fondo, assomiglia. di Bruno Quiriconi<br />

ITA EVENTI 59


Mika è intelligente, brillante<br />

e – a modo suo<br />

– sobrio. All’incontro<br />

con i giornalisti per presentare il<br />

suo nuovo album si dimostra sicuro<br />

di sé, in grande confidenza<br />

con la lingua italiana ma, soprattutto,<br />

con i nostri slang e i luoghi<br />

comuni. Ha imparato dall’italiano<br />

tutto quello che bisogna<br />

sapere per essere “cool”, smart,<br />

simpatico. Ha la faccia da bravo<br />

ragazzo, una personalità apolide:<br />

di origine libanese ma sempre in<br />

giro per il mondo soprattutto in<br />

Francia e nel nostro paese. Una<br />

star internazionale, con molti<br />

album di successo: l’istrionico<br />

Mika si reinventa nel nuovo album<br />

No Place In Heaven con un<br />

mood più adulto, un suono più<br />

maturo, una stella polare a cavallo<br />

tra Billy Joel e Steely Dan:<br />

“L’ho registrato in California<br />

nel Lauren Canyon, dove viveva<br />

Carole King” racconta Mika,<br />

“l’ispirazione è l’epoca d’oro del<br />

pop, dei cantautori, di artisti<br />

quali Elton John, David Bowie o<br />

Freddie Mercury al quale è dedicata<br />

una canzone. Ma non solo i<br />

cantanti: anche icone quali Andy<br />

Wharol e James Dean e tutti<br />

coloro che ho voluto chiamare<br />

Good Guys; sono personalità<br />

che hanno lasciato una grande<br />

impronta e sono sempre stati se<br />

stessi”. L’album ha richiesto due<br />

anni di intenso lavoro ed è stato<br />

prodotto con l’ausilio di Gregg<br />

Wells; i nuovi brani saranno<br />

eseguiti nel tour già iniziato<br />

che si concluderà il 27, 28 e 29<br />

settembre rispettivamente a Assago<br />

(Mi), Roma e Firenze nei<br />

palasport: “La mia idea è di fare<br />

qualcosa fatto a mano, semplice<br />

ma efficace, qualcosa che arriva<br />

dalla strada. Per questo non uso<br />

schermi LED. Preferisco la scenografia<br />

di un balletto a quella<br />

di un concerto”. Oltre all’attività<br />

musicale, Mika è stato impegnato<br />

nelle ultime due edizioni di<br />

X-Factor e si appresta a tornare<br />

sugli schermi ancora in veste di<br />

giudice; in Francia, invece, ha<br />

partecipato come coach in The<br />

voice. Ma non basta: è in arrivo<br />

un nuovo libro per Rizzoli e<br />

prosegue la collaborazione con<br />

l’azienda di orologi Swatch e<br />

con la casa di moda Valentino.<br />

Ma attenzione, come lui stesso<br />

ammette: “tutte queste attività<br />

collaterali mi servono per elevare<br />

al massimo la produzione<br />

delle mie canzoni”. Una curiosità:<br />

nell’album Mika ha scelto di<br />

collaborare con Benny Benassi e<br />

suo cugino Alle e con Lucio Fabbri:<br />

“Ho comprato un computer,<br />

ho chiamato i miei musicisti e ci<br />

siamo trasferiti in una casa degli<br />

anni cinquanta a Los Angeles,<br />

ma non sapevo che era quella di<br />

Orlando Bloom; avevo sempre i<br />

turisti fuori dalla porta”. Il titolo<br />

sottolinea l’intero concept di<br />

questo progetto: non uso metafore<br />

in questo disco, sono diretto<br />

e svelo me stesso senza filtri. Il<br />

titolo è ironico, volevo far capire<br />

che non sono alla disperata ricerca<br />

di un posto in paradiso: se lo<br />

troverò sarò contento altrimenti<br />

pazienza”.


Un’Oasi di Benessere nel cuore di Abano Terme<br />

Hotel Helvetia è un elegante albergo 4 stelle situato<br />

nel cuore di Abano Terme, a soli 30 metri<br />

dalla zona pedonale, che accoglie i vostri desideri<br />

di relax e benessere.<br />

Camere elegantemente arredate e dotate di ogni<br />

comfort, cucina creativa fatta di colori, profumi e<br />

sapori della nostra terra, giochi d’acqua nelle piscine<br />

e giochi di luce nei giardini che circondano<br />

l’hotel, reparto salute ed estetica con personale<br />

altamente qualificato. Immergetevi nelle nostre<br />

acque termali… e sarà finalmente benessere!<br />

Hotel Terme Helvetia Via Marzia, 49 - 35031 Abano Terme (PD)<br />

Tel.+39 049 86 698 <strong>11</strong> - Fax.+39 049 86 66 348 - E-mail info@termehelvetia.it<br />

Prego accomodatevi… Benvenuti nel relax!<br />

Hotel Terme Roma è un elegante e confortevole 4 stelle situato all’inizio della zona<br />

pedonale di Abano Terme. Circondato da un territorio ricco di sorprese e verdi colline,<br />

il nostro hotel vi offre una cucina ricca di sapore<br />

ed il riposo nelle nostre accoglienti camere,<br />

esperienze wellness nella nostra nuovissima SPA<br />

con esperti qualificati e trattamenti dermocosmetici<br />

di ultimissima generazione, rigeneranti<br />

immersioni nelle nostre piscine ad acqua termale,<br />

tutta la salute che solo il nostro fango maturo e<br />

le nostre antiche acque termali possono donarvi.<br />

Accomodatevi dunque, benvenuti nel relax!<br />

Hotel Terme Roma Via Mazzini, 1 - 35031 Abano Terme (PD)<br />

Tel. +39 049 86 69 127 - Fax. +39 049 863 02 <strong>11</strong> - E-mail roma@termeroma.it


itratti<br />

L’EXPLOIT DI<br />

ESTATHÉ MARKET SOUND<br />

Itaeventi incontra Tommaso Cavanna, ideatore dell’Estathe Market Sound di Milano. Un ex<br />

discografico innamorato del suo lavoro e delle location impensabili; ma secondo lui è tutto<br />

frutto di una congiuntura astrale. di Guido Biondi<br />

C’è sempre una prima<br />

volta. Una manifestazione-evento<br />

di oltre<br />

sei mesi – in concomitanza con<br />

l’Expo - a Milano con un cartellone<br />

ricco di concerti sia gratuiti<br />

che a pagamento in una location<br />

ideale – uno spazio creato dal<br />

nulla senza abitazioni nei paraggi<br />

per non disturbare – e l’offerta di<br />

cibo garantito dal Gambero rosso<br />

e uno spazio per i bambini. L’Estathé<br />

Market Sound è tutto questo<br />

e molto di più e si appresta a<br />

diventare l’evento più sorprendente<br />

in una città ricca di eventi<br />

come Milano. Un successo di<br />

numeri e presenze che, come leggerete<br />

nell’intervista all’ideatore<br />

Tommaso Cavanna, si rinnoverà<br />

anche il prossimo anno. “Intan-<br />

to specifico che io non sono un<br />

promoter” specifica Tommaso,<br />

“non ne ho l’esperienza e nemmeno<br />

vorrei averla. A me piace<br />

fare altro: regalare emozioni. Organizzare<br />

eventi con la mia agenzia<br />

Punk For Business”.<br />

Un nome che è tutto un programma…<br />

È nato dopo un evento – col<br />

nome della precedente agenzia<br />

– di un vertical stage della Samsung<br />

in Corso Europa a Milano<br />

dai balconi dei nostri uffici,<br />

anzi ex-uffici. Sedici artisti<br />

che si sono esibiti durante un’ora<br />

e mezza: Motel Connection,<br />

Negrita, Irene Grandi, Saturnino<br />

e molti altri. Creare un evento<br />

da un balcone in una strada in<br />

62 ITA EVENTI


pieno centro a Milano con cinque<br />

ambasciate è stata un’impresa<br />

epica: abbiamo cablato sette<br />

piani di un palazzo. Il mio socio<br />

Massimo Babini, al termine<br />

dello show è entrato nei camerini<br />

degli artisti: mi ha trovato<br />

abbracciato a ciascuno di loro<br />

in preda a un’emozione totale<br />

in seguito al successo dell’evento;<br />

ricordo che Massimo Orlando<br />

mi disse: “Tommaso sarai anche<br />

un visionario ma io sono un<br />

punk che per il business ti viene<br />

dietro”. Da quel giorno e sino a<br />

quando Marco Balich è arrivato<br />

a chiederci di entrare in un<br />

pool di agenzie con all’interno la<br />

sua, il nome Punk For Business si<br />

è imposto. Come agenzia ci rappresenta<br />

perfettamente. Siamo<br />

punk nella creazione: ci piacciono<br />

rompere gli schemi. Oltra a<br />

me e Babini c’è Simona Mutti<br />

per la parte commerciale.<br />

Quali sono state le sue esperienze<br />

prima di approdare a<br />

questa agenzia?<br />

Ho lavorato come discografico<br />

per dodici anni come in Universal<br />

e quattro in Sony; prima ho<br />

fondato una società che si chiama<br />

Trident Entertainment consociata<br />

con la Trident Management<br />

di Maurizio Salvadori. Anche in<br />

questo caso ci siamo occupati di<br />

eventi e comunicazione. Abbiamo<br />

anche organizzato in piazza<br />

Duomo un evento con Kasabian<br />

e Subsonica oltre ad un evento<br />

con Elio e Le Storie Tese per il<br />

Comune di Milano. Adesso abbiamo<br />

pensato a una chiatta galleggiante<br />

sulla darsena – uno<br />

dei luoghi preferiti dai milanesi<br />

– per il brand Becks con ogni<br />

sera un evento dal vivo o dj set:<br />

trenta giorni trenta eventi. E, ciliegina<br />

sulla torta, l’Estathé Market<br />

Sound. Facciamo eventi per le<br />

aziende, poi ho un pensiero fisso:<br />

creare format.<br />

Da sinistra a destra: Martin Garrix<br />

e Skrillex<br />

ITA EVENTI 63


Come è stato creato Estathé<br />

Market Sound?<br />

Io sognavo fin da bambino di<br />

fare un Festival e la mia socia<br />

Simona Muti ha sempre avuto<br />

in mente la stessa idea abbinata<br />

a proposte culinarie: Simona<br />

ha intuito prima di tutti che gli<br />

Chef sarebbero diventate le nuove<br />

rockstar. Voleva fare un Festival<br />

a Ternana – ne abbiamo discusso<br />

molto – finché è accaduta<br />

quella che definisco congiunzione<br />

astrale. Noi abbiamo in agenzia<br />

una persona che si occupa di<br />

bandi: ha trovato quello di Sogemi<br />

di Milano. Metteva a disposizione<br />

un’area di tredicimila<br />

metri quadrati, con grandi<br />

potenzialità e con i mercati generali<br />

più grandi di Europa. Bisognava<br />

valorizzare quell’area,<br />

specialmente in tempi di Expo.<br />

Il settanta per cento dei milanesi<br />

si reca ai mercati il fine settimana<br />

sia per risparmiare che per la<br />

eccellente qualità. Da buon veneziano<br />

so che il Ponte Rialto è<br />

il maggior punto di aggregazione<br />

della città: come ad Amburgo,<br />

Rotterdam e New York si<br />

crea un polo. Oltre alla centralità<br />

della location ci siamo accorti<br />

che avevamo intorno una città<br />

dormiente, sette chilometri di<br />

negozi di ortofrutta che di giorno<br />

lavorano ma di notte sono<br />

chiusi. Quindi non disturbiamo<br />

nessuno con la musica. La congiuntura<br />

astrale nasce dalla richiesta<br />

di Ferrero di fare un format<br />

per Estathé: ci chiedevano<br />

un’area per eventi e siamo entrati<br />

in gara con altre agenzie. L’abbiamo<br />

spuntata spostando l’interesse<br />

dell’azienda per un unico<br />

grande evento al sud con il progetto<br />

dell’aera di Sogemi: con<br />

l’aggiunta di sei mesi di Festival<br />

64 ITA EVENTI


e cento giorni di attività. Un’idea<br />

punk: anche se siamo partiti tardi<br />

con il booking (ci vuole almeno<br />

un anno di tempo per far le<br />

cose per bene), siamo riusciti –<br />

grazie alla stima che ci tributano<br />

i promoter italiani – a fissare<br />

Skrillex, Toto, Martin Garrix,<br />

Nicky Minaj e tanti altri. Generi<br />

diversi ma non è solo un Festival<br />

musicale: oltre ai concerti gratuiti<br />

e a pagamento, ogni weekend<br />

ci sono tante attività: ad esempio<br />

l’area kindergarden per i bambini<br />

accuditi dai pedagoghi. L’attenzione<br />

verso il food è totale:<br />

partnership con il Gambero rosso<br />

che ha certificato le sedici Apicar<br />

che rappresentano tutte le cucine<br />

dell’Italia, il brunch domenicale<br />

- una volta al mese - con il Blue<br />

Note e, ciliegina sulla torta, un<br />

accordo con Uci cinema per l’arena<br />

più grande in tutta Europa<br />

per vedere film all’aperto. Fino<br />

a 3.500 posti per i film e 15.000<br />

per i concerti: siamo già a quota<br />

centomila presenze al mese. E<br />

anche un tocco di originalità con<br />

il dettaglio dei materiali riciclabili<br />

e l’uso delle cassette di frutta.<br />

E ci stanno chiamando anche<br />

all’estero per i format che abbiamo<br />

realizzato.<br />

Qual è l’evento che vi ha più<br />

sorpreso?<br />

Inaspettatamente è stato Holy<br />

Dance Festival, ispirato a una festività<br />

indiana, dove ci si tira addosso<br />

palloncini colorati ballando:<br />

la gente si è divertita<br />

enormemente. Il fotografo Francesco<br />

Prandoni ha detto che non<br />

ha mai visto le facce della gente<br />

così felici. E un altro momento<br />

è stato vedere George Clooney<br />

duettare con i Toto durante<br />

“Africa”. Stiamo già mettendo<br />

in cantiere le proposte per l’anno<br />

prossimo e non escludiamo di<br />

avere una “coda” invernale.<br />

Colpisce un dettaglio: il parcheggio<br />

è gratuito; spesso è un<br />

costo aggiuntivo.<br />

Sopra: i Toto, Subsonica e Tommaso<br />

Cavanna<br />

Tutte le attività da noi sono gratuite:<br />

dal beach volley, al calcio<br />

balilla, etc. Perché ci vuole<br />

un’area a Milano dove divertirsi<br />

e regalare emozioni ai milanesi.<br />

Gratuite grazie al brand.<br />

È evidente che a questa mentalità<br />

ha contribuito – grazie al<br />

suo impegno nella discografia<br />

– l’essere stato anche “utente”.<br />

Sicuramente è così: il mio è un<br />

lavoro che si basa quasi unicamente<br />

sulla passione e sui rischi<br />

del’economia. E, aggiungerei,<br />

a sacrifici della vita privata.<br />

Se fai quello che ti piace è difficile<br />

pero’ esaurirsi: io ogni mattina<br />

quando entro in ufficio ho<br />

il sorriso stampato sulle labbra. E<br />

aggiungo: il vero miracolo l’hanno<br />

fatto i sedici ragazzi che lavorano<br />

con me.<br />

ITA EVENTI 65


musica<br />

IL RITORNO<br />

DEL RE<br />

DELLA<br />

DANCE<br />

ITA EVENTI 67


Giorgio Giovanni Moroder torna alla ribalta dopo trent’anni dalla sua ultima produzione<br />

discografica. Rinato grazie alla partecipazione dell’ultimo album dei Daft Punk.<br />

di Bruno Quiriconi<br />

Ritorna l’inventore incontrastato della discomusic, Giorgio Moroder,<br />

con un nuovo album ricco di ospiti prestigiosi. Il produttore,<br />

nato a Ortisei, oggi vive a Los Angeles da molti anni.<br />

Con Donna Summer ha raggiunto il successo in tutto il mondo con<br />

una serie di brani dance e l’uso del sintetizzatore. Con “Love To Love<br />

You Baby” ha inventato una suite di venti minuti con la cantante alle<br />

prese con la sua sensualità. Ha lavorato con i nomi più prestigiosi<br />

del pop, da David Bowie a Freddy Mercury, ha realizzato importanti<br />

colonne sonore quali Flashdance e Top Gun. Infine nel 2013<br />

i francesi Daft Punk gli hanno dedicato “Giorgio By Moroder”<br />

ed è stata una vera rinascita artistica: dj set in ogni parte del pianeta<br />

e una serie di remix prestigiosi, uno per tutti “Midnight”<br />

dei Coldplay. Moroder nell’incontro con i giornalisti ha spiegato<br />

come ha realizzato il nuovo disco Deja Vu: “La Sony mi ha<br />

messo a disposizione budget, artisti e contatti per le collaborazioni<br />

presenti, da Kelis a Kylie Minogue a Britney Spears. All’inizio<br />

ho pensato di realizzare il suono al quale ho abituato tutti<br />

ma ho cambiato idea e – grazie anche ai contatti della casa discografica<br />

– ho puntato su un suono Edm (Electrionic Dance Music)<br />

più moderno, sulla falsariga dei nuovi divi della dance David<br />

Guetta e Calvin Harris. Del resto non c’è un nuovo sound<br />

al momento, non c’è un sintetizzatore nuovo”.<br />

Moroder sarà a Roma a Villa Ada il 24 luglio<br />

e a Milano all’Estathe Market Sound il 25.<br />

Nel frattempo sta scrivendo la musica per il<br />

prossimo videogame di Tron della Disney<br />

e un musical sulla sua vita e il periodo d’oro<br />

della discomusic: “Lana Del Rey mi<br />

chiama ogni tre mesi per fare qualcosa<br />

insieme ma poi – con tutti questi manager<br />

che ci sono oggi intorno agli artisti<br />

– ci vuole un sacco di tempo anche per<br />

una semplice telefonata”.<br />

68 ITA EVENTI


eventi<br />

In alto: Panoramica<br />

Anfiteatro Maiori;<br />

In basso: Gianluca<br />

Grignani; Il Presidente<br />

di Trame Africane<br />

Pasquale Coppola<br />

con Enzo Fischetti;<br />

Selma Hernandes;<br />

Veronica Maya<br />

e Annalaura di Luggo;<br />

Sfilata 1969 Versace;<br />

Luigi Snichelotto -<br />

McDonald’s<br />

Provincia di Salerno;<br />

L’organizzatrice<br />

Luana Ferraioli;<br />

Foto: Cerzosimo<br />

70 ITA EVENTI


SINFONIE D’AUTORE<br />

La sesta edizione del Premio, nella cornice della Costa<br />

d’Amalfi ha ospitato Gianluca Grignani, Antonello Cascone,<br />

i soprani Le loving, Salma Hernandes, Enzo Fischetti,<br />

Carla Palumbo e Annalauro di Luggo. di Andrea Thomas<br />

Dal suggestivo Anfiteatro al Porto Turistico di Maiori si è svolta<br />

la sesta edizione del Premio Sinfonie D’Autore, format consolidato<br />

in Costa d’Amalfi promosso dall’Associazione Culturale<br />

Lune Crescenti e trasmesso in Eurovisione Sky con la conduzione<br />

di Veronica Maya. Patrocinato da Regione Campania, Provincia di<br />

Salerno, Comune di Maiori, Upi Campania, Ept Salerno, Azienda<br />

Autonoma Soggiorno e Turismo di Maiori l’evento premia da anni<br />

personaggi della musica, dell’arte, della cultura e della moda in una<br />

location d’eccezione. Tra i protagonisti dell’edizione il cantautore<br />

Gianluca Grignani, il Direttore d’orchestra Antonello Cascone, il trio<br />

di soprani Le Loving, la cantante Selma Hernandes, il comico Enzo<br />

Fischetti, la ballerina Carla Palumbo e Annalaura di Luggo, imprenditrice<br />

partenopea impegnata nel sociale e nell’arte. Un premio solidale<br />

che abbraccia e sostiene i Progetti di Trame Africane Onlus con<br />

una lotteria di beneficenza il cui ricavato servirà ad ampliare il reparto<br />

di maternità e di pediatria e chirurgia del St. Therese Hospital di<br />

Kiirua in Kenya. Solidarietà anche da parte dei numerosi partner della<br />

Manifestazione quali McDonalds Provincia di Salerno, che ha devoluto<br />

un numero consistente di pasti completi ai bambini delle Case<br />

famiglia presenti sul territorio. Trionfo del Made in Italy in passerella<br />

con le linee Opera beachwear, Versace 1969 Abbigliamento Sportivo,<br />

Mastro Moda Positano, il brand Kuea e le incantevoli Top model<br />

acconciate e truccate per l’occasione dal Make up artist delle dive Luciano<br />

Carino. La direzione artistica è siglata dall’ideatrice e organizzatrice<br />

internazionale di grandi eventi Luana Ferraioli.


zapping<br />

KITCHEN<br />

SOUND,<br />

LO CHEF<br />

MUSICALE<br />

Un programma con protagonista lo Chef<br />

Alessandro Borghese in una inedita formula<br />

su diversi media e con un’idea a base di ritmo<br />

di Bruno Quiriconi<br />

Kitchen Sound<br />

Nasce tutto da un’idea poliedrica che coinvolge lo<br />

spettatore in un’inedita avventura enogastronomica.<br />

Sono uno Chef rock’n’social e mi piaceva l’idea<br />

di mettere insieme le mie passioni: cucina, musica e<br />

web. La mia società l’AB Normal, oltre al Banqueting<br />

e al Catering con il brand AB il lusso della semplicità<br />

si occupa di Food Consulting e Licensing;<br />

Alessandro Borghese Kitchen Sound è un progetto<br />

crossmediale unico nel suo genere. Abbiamo voluto<br />

coniugare editori multipiattaforma: Sky, radio Rds<br />

e Yahoo! L’appuntamento quotidiano è su Sky Uno<br />

alle 13, dove preparo le mie ricette italiane in un<br />

ritmo da videoclip con la mia playlist musicale scelta<br />

in collaborazione con la selezione 100% grandi<br />

successi di RDS. A ritmo di sound, viaggiamo insieme<br />

in un’esperienza unica che abbina la percezione<br />

uditiva della musica a quella del gusto e olfattiva<br />

del cibo, che esalta i piatti e imprime il loro ricordo.<br />

A fine puntata, ognuna delle 200 ricette, è condita<br />

in salsa rap e per chi volesse rivederle, sono su<br />

Sky On Demand e la settimana successiva anche<br />

su Yahoo.it.<br />

Lo chef<br />

Alla domanda su cosa avrei voluto fare da grande,<br />

ai tempi della scuola, ho sempre risposto: lo Chef.<br />

Sono cresciuto aiutando mio padre in cucina la<br />

domenica mattina per preparare il gustoso ragù,<br />

tipico della tradizione partenopea. Sono nato a<br />

San Francisco, e ancora adesso ci torno spesso per<br />

lavoro e per salutare i miei zii. Dopo il diploma<br />

all’American Overseas School di Roma mi sono<br />

imbarcato sulle navi da crociera e per i successivi<br />

tre anni ho lavorato tra fornelli e piatti da lavare. La<br />

mia sveglia iniziava a suonare alle 5.30 del mattino<br />

e dovevo abituarmi fin da subito agli odori della cucina<br />

e agli ordini del capo Chef da eseguire senza<br />

sgarrare! Una volta sulla terra ferma, ho continuato<br />

la mia esperienze come cuoco nelle cucine europee,<br />

americane e italiane. Ho avuto tanti maestri e di<br />

ognuno ricordo qualcosa in particolare; a ventidue<br />

anni ho seguito alcuni stage di cucina nella capitale<br />

francese, uno proprio presso un ristorante molto<br />

importante di Parigi. Ricordo bene il discorso di<br />

benvenuto del capo Chef basato sull’umiltà, il talento<br />

deve essere condito con lo studio e la passione;<br />

sono parole che mi accompagnano tutti i giorni<br />

ancora oggi. Nel 2006 ho fondato la mia società<br />

dedicata al Catering per eventi privati, pubblici e<br />

aziendali; la mia cucina, inventiva e generosa, soddisfa<br />

con gusto i palati di chi ama le cose ricercate,<br />

ma non vuole rinunciare alla tradizione con un servizio<br />

completo in Italia e all’estero. E ci occupiamo<br />

di Food Consulting e Licensing; il nostro modello<br />

di business innovativo, fortemente integrato e caratterizzato<br />

da una struttura supportata dall’attività<br />

di marketing, svolta dalla divisione Multimedia &<br />

Publishing attraverso i propri canali: ufficio stampa,<br />

programmi Tv, internet.<br />

72 ITA EVENTI


La TV<br />

Ho iniziato a parlare di cucina in televisione dieci<br />

anni fa con i miei primi programmi televisivi,<br />

trasmettendo la passione verso il mio lavoro; amo<br />

ripetere sempre che cucinare è un atto d’amore, soprattutto<br />

se lo stai facendo per qualcuno. Una volta,<br />

e neanche tanto tempo fa, se volevi conoscere il<br />

cuoco, dovevi recarti al suo ristorante e se non eri<br />

esperto di cucina, diventava difficile replicare i suoi<br />

piatti. Oggi invece il cuoco puoi averlo nella tua<br />

cucina, che prepara una cena per te e i tuoi ospiti.<br />

Puoi seguire uno dei suoi corsi e imparare, aggiornarti,<br />

sperimentare. Attraverso la televisione, internet,<br />

la stampa, impari i procedimenti e segui consigli<br />

del tuo cuoco preferito senza perdere neanche<br />

un passaggio della preparazione. In Italia abbiamo<br />

una lunga tradizione gastronomica, ed è un dovere<br />

per chi fa il mio mestiere comunicarlo e principalmente<br />

far avvicinare i ragazzi alla buona e sana cucina.<br />

È fondamentale comunicare l’agroalimentare<br />

italiano sia a casa nostra e nel commercio mondiale;<br />

era ora che oltre all’arte, alla storia, al turismo, alla<br />

moda e pure al calcio, oggi nel nostro Paese ci fosse<br />

molta attenzione alla cultura gastronomica che è<br />

l’anima degli italiani e un grande biglietto da visita<br />

nel mondo. È importante mettere passione, ma la<br />

parola d’ordine deve essere talento e semplicità ed<br />

essere giudice a Junior MasterChef consente di trasmettere<br />

ai giovani Chef emozioni ed esperienza. A<br />

me piace essere connesso con il mondo, mi piace<br />

ispirare, insegnare e intrattenere attraverso i miei<br />

programmi televisivi e canali web: dal mio sito alessandroborghese.com<br />

si può accedere direttamente<br />

ai miei social network e comunicare liberamente<br />

con una community capace di condividere una<br />

passione comune, attraverso i miei piatti, il mio<br />

quotidiano e chiedere: “Ehi ragazzi, vi piace questo<br />

piatto?” “Questa canzone?” e ricevere partecipazione<br />

immediata del tipo: “Chef mandaci la ricetta<br />

del piatto” oppure “Ci mandi una tua playlist musicale”!<br />

Sono affascinato dal web, che farà sempre<br />

più parte della nostra vita e ho un rapporto diretto<br />

con chi mi segue ogni giorno, li aggiorno sul mio<br />

lavoro, carico le mie foto, della mia brigata, dei miei<br />

menu, i video dei miei piatti e quelli musicali che<br />

preferisco. Posso far sapere loro quando parte un<br />

mio nuovo programma televisivo o quando esce<br />

un’intervista come questa. Sono tra i pionieri del<br />

“social” culinario e mi affascina la maniera in cui,<br />

attraverso Facebook, Twitter, Instagram, Flickr,<br />

Youtube e Pinterest, possa comunicare direttamente<br />

con le persone che mi seguono e apprezzano il<br />

mio lavoro e la mia professionalità.


Credits foto selezionate da Alessandro Borghese:<br />

AB Normal SRL<br />

propria carriera e sviluppare nuovi progetti e assicurarsi<br />

di fare il proprio lavoro sempre nel migliori<br />

dei modi. Se a quel punto vuoi indossare la casacca<br />

oppure aprire il tuo pastificio di pasta fresca a<br />

Milano. Durante i miei banchetti la richiesta di<br />

tonnarelli trafilati al bronzo o dei tortelli ripieni è<br />

sempre molto presente, nel mio pastificio di vendita<br />

al pubblico, le bravissime “sfogline” seguono le mie<br />

ricette e quando posso sono al banco anch’io per<br />

raccontare ai miei clienti una tradizione italiana,<br />

gustosa e molto saporita!<br />

Temporary restaurant<br />

Abbiamo aperto le porte della cucina di AB Il lusso<br />

della semplicità con il temporary restaurant nel<br />

dehor dell’hotel Enteprise (Corso Sempione, 91); i<br />

menu si rinnovano ogni settimana entra in scena<br />

l’estro e la raffinata semplicità dei piatti, con la mia<br />

brigata siamo sempre ben disposti a sviluppare nuove<br />

idee in cucina. Spesso arrivo al mattino e dico:<br />

“sapete, ho avuto stanotte l’ispirazione per un nuovo<br />

piatto”. Insieme impostiamo le linee generali e<br />

poi testiamo i piatti direttamente con tutto il team,<br />

ho una squadra straordinaria dalla cucina alla sala.<br />

Dovevamo fermarci per metà luglio, ma sono molto<br />

contento delle tante prenotazioni ricevute per cui<br />

restiamo aperti fino ai primi di agosto. Durante<br />

le serate mi ritaglio sempre dei momenti di chiacchiera<br />

con gli ospiti a cena, mi piace mantenere un<br />

rapporto ravvicinato con il mio pubblico e sapere<br />

se la cena è stata di gradimento. Perché dopo tanto<br />

lavoro è emozionante verificarne il risultato.<br />

Barbara bouchet<br />

Ricordo che da bambino ci divertivamo a preparare<br />

insieme dei dolci tipici della sua tradizione. Oggi<br />

li prepara con mia figlia, a me resta il compito di<br />

assaggiare e giudicare! Mia madre ha fatto sognare<br />

un’epoca, ancora oggi è una attrice che continua a<br />

studiare per il suo lavoro. È da ragazzo che ho scelto<br />

la cucina, amo cucinare e adoro mangiare, mi lascio<br />

trasportare dagli odori e dai ricordi che generano,<br />

non riesco a non far trasparire le mie emozioni<br />

e da buon rocker non riesco a seguire un copione<br />

già delineato. C’è sempre spazio per essere seri nella<br />

La musica<br />

Amo tutta la musica, cucino con la musica, posto<br />

le mie playlist sul mio sito, sui miei social e nei miei<br />

programmi televisivi. Nei miei dischi si puo’ trovare<br />

hardcore, jazz, ballate più classiche e blues. E<br />

poi c’è il rock, che sento più vicino, t’invade e forse<br />

a qualcuno, come me, rapisce anche l’anima e la<br />

fa sua. Non c’è vita senza “ritmo” e senza cibo. Il<br />

suono del cibo in cottura ti comunica l’armonia tra<br />

gli ingredienti, e il loro equilibrio ti fa assaporare le<br />

note del gusto che rivelano meravigliose sensazioni.<br />

Sembra un “riff”: quando il cibo è cucinato bene,<br />

regala un piacere immediato.<br />

La cucina per me è un’arte che risveglia lo spirito,<br />

apporta cambiamenti e rivoluziona, saziando anche<br />

lo stomaco. Come la musica, come il rock, che non<br />

puoi certo toccare, e nemmeno “mangiare”, ma che<br />

stranamente ti resta dentro, facendoti sentire appagato.<br />

Pensa al tuo piatto preferito mentre ascolti la<br />

tua canzone, non è una combinazione perfetta?<br />

Joe Bastianich<br />

Sono un motociclista in “shuffle” che voleva fare la<br />

rock star! La musica è parte del mio lavoro e della<br />

mia vita. Uno Chef che ama il “sano” rock’n’roll,<br />

legge gli autori della Beat Generation e adora i<br />

motori. Con Sony è uscita la compilation musicale:<br />

Kitchen Shuffle, il mio primo esperimento che<br />

condisce cucina e sound, in un doppio cd di buona<br />

musica e con un libro fotografico che racconta di<br />

me e dei miei piatti.<br />

Con Bastianich abbiamo in comune l’amore per il<br />

buon cibo e la passione per la musica. Joe è un ottimo<br />

musicista, invece ho smesso di suonare il sax<br />

per le ore dedicate ai fornelli. Magari... posso cantare!<br />

Ecco, penso ad un bellissimo concerto live pieno<br />

di melodie soul e blues e un pizzico di jazz, più che<br />

a un programma di musica; ci sarebbe da divertirsi!<br />

Com’on Joe parliamo la stessa lingua!<br />

74 ITA EVENTI


cinema<br />

LEFT BEHINF – La profezia<br />

Azione, 2015, U.S.A<br />

Regia di Vic Armstrong<br />

Con Nicolas Cage, Chad Michael Murray, Cassi Thompson<br />

Un incubo a ciel sereno: senza un motivo logico milioni di individui<br />

scompaiono misteriosamente lasciando come unico indizio i loro abiti.<br />

Alcune persone si mettono in cerca dei loro cari scoprendo un nesso<br />

tra le strane sparizioni e le sacre scritture. Il libro ha venduto oltre cento<br />

milioni di copie nel mondo.<br />

PIXELS<br />

Commedia, U.S.A<br />

Regia di Chris Columbus<br />

Con Michelle Monaghan, Peter Dinklage,Adam Sandler<br />

Una rivisitazione dei classici arcade games in voga negli anni ottanta<br />

in una storia basata su un improbabile attacco alla terra da parte<br />

di una razza aliena. Al posto delle astronavi da guerra ci sono le icone<br />

amate dalla generazione arcade; sarà l’amico d’infanzia del Presidente<br />

degli Stati Uniti – un ex campione di videogames – a difenderci insieme<br />

al suo staff di ex giocatori.<br />

EX MACHINA<br />

Drammatico, U.S.A. / Gran Bretagna<br />

Regia di Alex Garland<br />

Con Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander<br />

Un film di fantascienza incentrato su un personaggio di nome Caleb,<br />

impiegato nel più grande motore di ricerca globale: verrà invitato<br />

dal fondatore della società e scoprirà di essere il predestinato per<br />

un esperimento di intelligenza artificiale. Caleb si confronterà<br />

con un robot dotato di pelle umana e coscienza sino a realizzare<br />

che non tutto sta girando per il verso giusto…<br />

A cura di: Andrea Thomas<br />

ANT-MAN<br />

Fantascienza, U.S.A. / Gran Bretagna<br />

Regia di Peyton Reed<br />

Con Hayley Atwell, Evangeline Lilly, Judy Greer<br />

Ancora un supereroe sul grande schermo, nato dalla fantasia di Stan Lee<br />

della Marvel (quasi in contemporanea con il nuovo capitolo dei Fantastici<br />

Quattro), questa volta è l’uomo formica. Ant-Man è stato uno dei<br />

fondatori dei Vendicatori, è lo scienziato Hank Pym, capace di rimpicciolirsi<br />

e aumentare la sua forza.<br />

ITA EVENTI 75


cinema<br />

LA DOLCE VITA:<br />

LA MUSICA<br />

DEL CINEMA<br />

ITALIANO<br />

È il più prestigioso omaggio mai realizzato<br />

alle colonne sonore del cinema italiano.<br />

I grandi capolavori sono eseguiti dalla<br />

Filarmonica Arturo Toscanini con l’apporto<br />

di Morgan, Tosca, Alice, Rapheal Gualazzi<br />

e molti altri. di Bruno Quiriconi<br />

zampino di Caterina Caselli in questo<br />

progetto ambizioso di portare nel mondo i<br />

C’è lo<br />

brani celebri dei grandi maestri della musica<br />

da cinema, da Nino Rota a Ennio Morricone,<br />

da Luis Bacalov a Nicola Piovani. Le colonne sonore<br />

di 8 e mezzo, La dolce vita, Amarcord, La vita è<br />

bella, Il postino, Il gattopardo, Nuovo cinema paradiso<br />

eseguite dall’Orchestra Filarmonica Arturo Toscanini<br />

(diretta dal Maestro Steven Mercurio) in uno<br />

spettacolo di grande impatto emotivo accompagnate<br />

dalle immagini dei capolavori cinematografici<br />

italiani curate da Giuseppe Ragazzini, il tutto con<br />

la regia di Giampiero Solari. Il format è stato inaugurato<br />

a New York il 16 e 17 settembre 2014 all’Avery<br />

Fisher Hall del Lincoln Center con un ospite<br />

d’eccezione: Martin Scorsese (e, tra il pubblico, c’era<br />

un entusiasta Woody Allen). Dopo le prime date<br />

italiane (Parma, Spoleto, Milano) questi i prossimi<br />

appuntamenti: il 23 agosto a Rimini al Palazzo dei<br />

congressi e il 30 novembre a Milano Auditorium<br />

Fondazione Cariplo. Nel cast sono stati invitati alcuni<br />

prestigiosi cantanti italiani quali Alice, Morgan,<br />

Raphael Gualazzi, Tosca oltre a Andrea Obiso<br />

e Federico Paciotti.


Gualazzi<br />

Obiso<br />

Alice<br />

Tosca<br />

Morgan<br />

Paciotti


notes<br />

CONTO FORMAZIONE<br />

DI RETE<br />

Spada: «Uno strumento ad hoc per consorzi<br />

e distretti industriali per accrescere la competitività<br />

anche delle forme aggregate d’impresa»<br />

Per accrescere la competitività delle imprese è<br />

importante rafforzare il dialogo tra il mondo<br />

del lavoro e un’offerta formativa che produca<br />

le competenze che servono al mercato. Ciò<br />

vale anche per le forme aggregate di impresa, che<br />

rappresentano un “luogo” di sperimentazione, di<br />

produzione e di scambio: di merci, di competenze,<br />

di know-how, di capitale umano. Ed è in questo<br />

ambito che la formazione può svolgere un ruolo<br />

strategico e favorire veri e propri investimenti per<br />

l’aggregazione in sé. Come? Aumentando la consapevolezza<br />

delle potenzialità del “fare rete”, valorizzando<br />

il capitale umano di ciascuna impresa<br />

e favorendo la crescita della forma aggregata, sia<br />

nell’ambito dei mercati internazionali sia in quello<br />

delle filiere produttive territoriali. Ne abbiamo<br />

parlato con Rossella Spada, direttore del fondo, in<br />

quanto Formazienda ha lo strumento che consente<br />

alle reti di imprese di accedere alla formazione<br />

finanziata.<br />

COS’E’ IL FONDO FORMAZIENDA Formazienda è uno dei 22 fondi paritetici interprofessionali nazionali per la<br />

formazione continua. Il Fondo Formazienda è stato autorizzato ad operare con decreto del Ministero del Lavoro<br />

e delle Politiche Sociali del 31 ottobre 2008. Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi aziendali,<br />

territoriali, settoriali e individuali concordati tra le parti sociali – la confederazione generale dei sindacati<br />

autonomi dei lavoratori (Confsal) e la confederazione autonoma italiana del commercio, del turismo, dei servizi,<br />

delle professioni e delle PMI (Sistema Commercio e Impresa) - nonché eventuali ulteriori iniziative propedeutiche<br />

e comunque direttamente connesse a detti piani concordate tra le parti. Il Fondo è l’unico ad aver sede nel<br />

nord Italia, in Lombardia, a Crema (CR).<br />

COSA FINANZIA Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi aziendali, territoriali, settoriali e individuali<br />

concordati tra le parti sociali.<br />

Qual è lo strumento che Formazienda mette a<br />

disposizione delle forme aggregate di impresa,<br />

come i consorzi di impresa e i distretti industriali?<br />

Il fondo Formazienda ha ideato uno strumento<br />

specifico di finanziamento, il Conto formazione di<br />

rete, con cui consente alle imprese aderenti legate<br />

da un vincolo associativo - o accomunate dagli<br />

stessi obiettivi di sviluppo (come per esempio reti<br />

d’impresa, consorzi, gruppi aziendali, raggruppamenti<br />

di imprese di una stessa filiera, settore, territorio)<br />

- di programmare e di utilizzare percorsi formativi<br />

finanziati.<br />

Come funziona questo particolare conto?<br />

Il Conto formazione di rete prevede l’individuazione<br />

di un soggetto capofila della forma aggregata, di<br />

norma l’impresa più strutturata. Sarà questo soggetto<br />

a occuparsi della gestione del Conto e a favorire<br />

il coinvolgimento di tutte le aziende aderenti<br />

alla forma aggregata. Possiamo comparare questo<br />

strumento a un conto corrente bancario su cui confluiscono<br />

le risorse versate dalle imprese da usarsi<br />

per finanziare piani formativi ad hoc ideati per rispondere<br />

alle necessità formative delle imprese stesse.<br />

Quali tipologie di imprese possono avvalersi<br />

del Conto formazione di rete?<br />

Possono aderire tutte le tipologie (micro, piccola,<br />

media e grande impresa) che facciano parte, o che<br />

si riconoscano, nella forma aggregata d’impresa.<br />

Quali sono le principali caratteristiche di questo<br />

strumento?<br />

Il Conto formazione di rete accoglie l’80% delle ri-<br />

80 ITA EVENTI


I DESTINATARI L’obiettivo principale di Formazienda è rendere semplice ed accessibile alle aziende (anche<br />

quelle di piccolissime dimensioni) l’utilizzo della formazione come leva strategica per favorire l’innovazione e lo<br />

sviluppo. Sono destinatari della formazione finanziata: apprendisti, operai, impiegati, quadri, dirigenti, collaboratori.<br />

ACCESSO AI FINANZIAMENTI Le aziende che hanno aderito a Formazienda possono accedere ai finanziamenti<br />

partecipando agli Avvisi che il Fondo emanerà durante l’anno. Le imprese aderenti potranno inoltrare l’istanza<br />

di finanziamento del progetto formativo direttamente al Fondo o delegando le strutture formative accreditate<br />

allo stesso.<br />

Via Olivetti, 17 - 26013 Crema | Tel. 0373.472168 | Fax. 0373.472163 | info@formazienda.com | www.formazienda.com<br />

sorse versate dalle imprese aderenti, risorse che possono<br />

essere impiegate per azioni formative nell’arco<br />

di 24 mesi. Sul conto confluiscono anche le risorse<br />

versate dalle imprese per le figure dirigenziali e ciò<br />

consente di finanziare anche la formazione per i dirigenti<br />

attraverso interventi mirati e/o integrati con<br />

le altre figure professionali dell’azienda.<br />

Altra caratteristica del conto è la possibilità di comunicare<br />

l’avvio dei progetti formativi con un preavviso<br />

di sole 12 ore rispetto al reale inizio delle<br />

attività corsuali. Così, grazie a procedure di semplificazione<br />

e attraverso l’utilizzo dell’unità di costo<br />

standard definita dal fondo, l’accesso alla formazione<br />

diventa particolarmente efficace e snello.<br />

Infine, e nonostante si tratti di una procedura già<br />

consolidata del fondo per tutti gli strumenti, considero<br />

particolarmente interessante per le aziende la<br />

possibilità di candidare le proprie proposte progettuali<br />

in qualsiasi momento dell’anno e con valutazione<br />

mensile delle candidature inoltrate.<br />

Cosa deve fare l’impresa che vuole accedere a<br />

questa opportunità?<br />

Semplice, per prima cosa la singola impresa dovrà<br />

iscriversi al fondo indicando il codice FORM nella<br />

denuncia contributiva e retributiva mensile (modello<br />

UNIEMENS) e, in un momento successivo,<br />

ovvero una volta creata o individuata una rete di<br />

imprese di cui far parte, potrà fruire del Conto formazione<br />

di rete. Il tutto senza nessun costo.<br />

ITA EVENTI 81


gourmet<br />

UNA VITA COLOR<br />

GIALLO ZAFFERANO<br />

L’idea vincente e lungimirante di Sonia Peronaci oggi è una realtà con numeri impressionanti<br />

sul web sconfinata in una serie di libri e una trasmissione televisiva. E nei momenti di relax<br />

non si fa mai mancare un piatto di spätzle. di Guido Biondi<br />

Un percorso iniziato per puro diletto?<br />

In realtà non solo; io e Francesco - il mio compagno<br />

- abbiamo unito una passione comune per il<br />

cibo e per il web. Abbiamo immaginato qualcosa<br />

che potesse diventare il nostro futuro lavoro: il web<br />

nel 2006 non era ancora un business come oggi;<br />

noi avevamo già una visione di quello che sarebbe<br />

potuto essere GialloZafferano e siamo ufficialmente<br />

partiti il 6/6/2006.<br />

Più che una data casuale pare un trattato di<br />

Cabala.<br />

Esatto (ride, ndr). Il supporto sul web me l’ha dato<br />

il mio compagno, che aveva già all’attivo il sito più<br />

importante sul fisco – del resto faceva il commercialista<br />

-, quindi aveva un discreto know-how. A lui<br />

l’hardware a me il contenuto: cibo e cucina.<br />

Una coppia che condivide il lavoro ha una marcia<br />

in più?<br />

Sono assolutamente convinta di questo. Tra l’altro<br />

non siamo solo una coppia perché anche nostra figlia<br />

Debora lavora con noi già dal progetto iniziale.<br />

Sembra davvero la storia del “mulino bianco”,<br />

rallegramenti!<br />

È vero! Ci credevamo tutti quanti. Mia figlia,<br />

quando abbiamo iniziato, aveva 22 anni: insieme<br />

a me si è occupata - da subito - dei contenuti. Nel<br />

frattempo il mio compagno si dedicava all’indicizzazione<br />

e al Seo (il posizionamento dei link sui motori<br />

di ricerca, ndr) e seguiva, attraverso un programmatore,<br />

l’impaginazione del sito.<br />

Il primo input è stato proporre le ricette?<br />

La prima cosa che ci è venuta in mente guardando i<br />

contenuti sul web, nel 2006, è stata la pessima raffigurazione<br />

delle ricette: non c’erano immagini, foto,<br />

video, dettagli ma solo qualche dato dozzinale. Ricordo<br />

che parliamo di un periodo ancora lontano<br />

dall’esplosione dei blog. Mancava, inoltre, completamente<br />

la spiegazione visiva della preparazione di<br />

un piatto: se ad esempio volevo fare una gubana,<br />

un dolce tipico friuliano, non trovavo nulla in rete.<br />

ITA EVENTI 83


Sonia Peronaci<br />

ha fondato nel 2006,<br />

col marito<br />

Francesco Lopes,<br />

il sito web e video<br />

blog di cucina<br />

GialloZafferano


Sonia Peronaci è la chef più amata del web da quando, alcuni anni<br />

fa, ha cominciato a deliziare i suoi utenti inventandosi Giallozafferano.it.<br />

È stata protagonista di un programma televisivo, In cucina<br />

con Giallozafferano, andato in onda su FoxLife. Ha pubblicato<br />

tre libri per Mondadori: Le mie migliori ricette, Divertiti cucinando e<br />

Guarda che buono! Giallozafferano è il più seguito e importante<br />

sito italiano di cucina: sono oltre un milione e mezzo i visitatori che<br />

lo frequentano ogni giorno, 7.000 i blogger che pubblicano sotto<br />

il suo cappello e innumerevole la community fedelissima di persone<br />

che animano e commentano le ricette con grande passione.<br />

Quindi all’inizio il blog aveva un profilo soprattutto<br />

divulgativo.<br />

Senza dubbio. E anche di avvicinare le persone che<br />

non sapevano cucinare mostrando loro la preparazione,<br />

le immagini e il percorso per fare un piatto.<br />

Con una specifica: noi siamo molto pignoli con<br />

le dosi, non usiamo le frasi “quanto basta”, “a piacere”,<br />

preferiamo essere precisi indicando la giusta<br />

quantità e i tempi di cottura. Anche nella preparazione<br />

non diamo niente per scontato: non troverete<br />

mai la frase “con la crema pasticcera” ma “come<br />

fare la crema pasticcera”, con un video apposito (i<br />

video sono stati aggiunti dal 2009, ndr).<br />

Partecipano anche grandi aziende al vostro<br />

blog?<br />

Quando abbiamo visto che c’era una massiccia<br />

adesione delle persone e stava iniziando a funzionare<br />

bene ci siamo resi conto che mancavano gli investimenti<br />

delle aziende: nel 2006 il web non era – da<br />

loro – minimamente considerato.<br />

E non c’era Masterchef, la grande ondata mediatica<br />

degli Chef e tutto il condotto, a differenza<br />

della Francia. Vi siete ispirati oltralpe?<br />

In realtà ci siamo ispirati a Marta Stewart e al suo<br />

sito, ci piaceva moltissimo. Non nascondo che all’inizio<br />

volevamo fare un sito che parlasse non solo di<br />

cucina ma di tutto quello che gravita intorno alla<br />

casa: la Stewart oltre alle ricette ha la sezione giardinaggio,<br />

cucito e hobbistica varia. Ma alla fine ci<br />

siamo dedicati interamente alle ricette che andavano<br />

fortissimo: per prepararle siamo in ventisette in<br />

redazione.<br />

Ventisette persone? Possibile?<br />

Confermo. Nel 2009 siamo stati acquisiti da un<br />

gruppo editoriale web chiamato Banzai, il quale ha<br />

finanziato una struttura nella quale rendere professionale<br />

ciò che avevamo iniziato a fare nella mia cucina.<br />

Adesso abbiamo due cucine vere, una redazione,<br />

luci, videocamere e tutto quanto occorre per<br />

i video delle ricette.<br />

Definirvi un blog forse è limitativo… Meglio<br />

un portale, quasi un giornale.<br />

Si. Noi nasciamo come sito e siamo esattamente<br />

come un giornale di cucina online. Abbiamo un’agenzia<br />

pubblicitaria esterna per i banner online, per<br />

valorizzare i prodotti delle aziende o fare delle videoricette<br />

apposite.<br />

Oggi che siete diventati leader del vostro settore<br />

è possibile che le grandi aziende vi considerino<br />

insider?<br />

Certo, succede. Spesso desiderano parlare direttamente<br />

con me per condividere la loro filosofia<br />

aziendale; quasi tutti i brand capiscono la potenzialità<br />

del web e adesso questo flusso è più semplice.<br />

Ci viene riconosciuta la qualità, l’impegno e il<br />

dettaglio nel nostro lavoro. Anche aziende poco conosciute<br />

ci affidano il loro prodotto per farlo conoscere.<br />

Vi siete cimentati anche nella ricerca del biologico?<br />

Ci stiamo dedicando soprattutto al mondo delle<br />

intolleranze: noi diciamo sempre di iniziare a cucinare<br />

dagli ingredienti e non dai preparati. Ad<br />

esempio consigliamo di preparare la besciamella e<br />

non di comprare quella pronta; la buccia di un limone<br />

deve essere non trattata e così via. Oltre a me<br />

ci sono dei volti nuovi nel blog, ciascuno con la sua<br />

competenza: ad esempio la cucina vegana, la cucina<br />

senza glutine, la cucina etnica e l’ultima novità è<br />

la cucina veloce che non significa cibi preparati, ma<br />

piatti da preparare in venti minuti.<br />

Siete stati contattati da Masterchef o dalla Parodi<br />

o altre realtà televisive?<br />

In realtà abbiamo già fatto un format televisivo –<br />

In cucina con GialloZafferano - su FoxLife, oltre<br />

120 puntate da dodici minuti l’una facendo delle<br />

ricette con una narrazione più composita. Abbiamo<br />

anche all’attivo tre libri usciti per Mondadori,<br />

tutti andati piuttosto bene.<br />

ITA EVENTI 85


86 ITA EVENTI


Parliamo di numeri e di utenti unici.<br />

Nei momenti di tranquillità il sito arriva a<br />

1.500.000 di utenti unici al giorno con picchi di<br />

2.200.000. E visto che parlavamo dei libri il primo<br />

ha sorpassato le cinquantamila copie.<br />

Essendo un vero team, un collettivo, non vi volete<br />

cimentare nell’apertura di un ristorante?<br />

Ce l’hanno chiesto in tanti pero’ il tempo che impieghiamo<br />

per realizzare GialloZafferano è molto:<br />

dalle 9 di mattina alle 18.30; avere un locale significherebbe<br />

delegare qualcuno in redazione o nel ristorante.<br />

Un locale è molto impegnativo, lo so per<br />

esperienza perché i miei genitori hanno avuto un<br />

ristorante a Milano. A me l’idea piace, non lo nego;<br />

non escludo di pensarci in futuro.<br />

Dalla risposta si evince che per lei il blog non è<br />

solo business ma soprattutto passione.<br />

Senza la passione GialloZafferano non esisterebbe.<br />

Abbiamo lavorato davvero tantissimo<br />

e affrontato tante cose;<br />

poi è comodo guadagnare un<br />

bello stipendio nella vita ma la<br />

cosa che ci rende più orgogliosi<br />

è che siamo noi oggi a poter<br />

pagare lo stipendio alle persone<br />

che collaborano con noi, in un<br />

momento storico non propriamente<br />

facile.<br />

Com’è il rapporto con il vostro<br />

pubblico?<br />

Quando le persone che seguono<br />

il blog mi incontrano per<br />

strada mi fermano e hanno l’atteggiamento<br />

di incontrare una<br />

amica vera e questo mi rende<br />

felice; la frase più ricorrente è<br />

“grazie che mi salvi sempre la<br />

cena”. Noi abbiamo un target abbastanza giovane,<br />

in maggioranza dai 25 ai 45 e quindi persone che<br />

spesso iniziano a voler imparare a cucinare. L’interazione<br />

è anche sulle ricette: c’è un “botta e risposta”<br />

continuo sul blog, dialoghiamo ogni giorno in<br />

mille modi diversi anche facendo presentazioni e<br />

raduni per vederci di persona.<br />

Avete molta concorrenza? Vi guardate le spalle?<br />

In fondo siete anche un modello di business…<br />

Dopo la grande moda dei blog adesso stanno nascendo<br />

diversi siti di cucina basati sul nostro modello.<br />

Penso sia una cosa fisiologica: c’è sempre uno<br />

che parte e gli altri copiano.<br />

Quanto ha influito che una realtà come Banzai?<br />

Tantissimo. Senza il loro supporto non saremmo<br />

arrivati dove siamo oggi. Banalmente quando andavamo<br />

a bussare alle porte ci dicevano: voi cosa<br />

fate? E noi rispondevamo, il web. E la reazione era<br />

tagliente: ah ma quelli che hanno fatto web sono<br />

falliti.<br />

Avete scommesso in tempi nei quali nessuno<br />

investiva o aveva lungimiranza.<br />

Sicuramente: bisogna anche tenere presente che<br />

per quattro anni non abbiamo preso un centesimo.<br />

E quando è entrata Banzai abbiamo preferito continuare<br />

un anno senza ritorni economici ma investendo<br />

sui collaboratori.<br />

Secondo lei questo vostro “modello” è esportabile<br />

anche in altri settori quali musica, libri,<br />

film o no? E avete pensato anche a un magazine<br />

cartaceo?<br />

Io credo che si possa guardare tutto ciò che ci circonda<br />

con occhi diversi ed inventarsi un lavoro.<br />

Quindi in qualsiasi campo. Dico sempre ai ragazzi<br />

di capire come vedono una cosa oggi e come<br />

potrebbe essere domani, che è quello che ho fatto<br />

io all’epoca. Per il magazine<br />

ci vorrebbe una redazione per<br />

poter fare un mensile accurato<br />

e in Italia si tende più ad acquistare<br />

un giornale di cucina straniero<br />

o comunque “importato”<br />

e “italianizzato”; sono magazine<br />

con budget di multinazionali.<br />

I grandi Chef come vi considerano?<br />

Non lo so. Ma so che il nostro<br />

blog lo consultano un po’ tutti<br />

più che altro per le idee. Con<br />

alcuni di loro ho parlato spesso,<br />

mi dicono che nei loro ristoranti<br />

guardano qualche ricetta<br />

per prendere spunto. Ci hanno<br />

chiamato da Mastechef per<br />

ospitarci nella fascia quotidiana<br />

della trasmissione, sono andata come ospite nelle<br />

prime due edizioni. Sottolineo che il nostro target<br />

sono le famiglie, le persone semplici che amano<br />

la cucina, noi parliamo a tutti anche e soprattutto a<br />

chi vuole imparare a cucinare.<br />

Domanda finale: a quale piatto in particolare<br />

non rinuncerebbe mai?<br />

Secondo me sono sempre quelli che ti ricordano<br />

la tua infanzia. Io avevo la nonna austriaca<br />

che mi preparava gli spätzle, conosciuti molto anche<br />

in Trentino e Alto adige. Sono molto veloci da<br />

fare, con erba cipollina, burro e parmigiano o con<br />

gli spinaci e ogni volta che li preparo torno davvero<br />

bambina. Ho preso da mia madre altoatesina<br />

la precisione e da mio padre calabrese l’ospitalità<br />

e l’allegria.<br />

È sempre dall’unione dei contrasti che vengono i<br />

successi.<br />

ITA EVENTI 87


notes<br />

L’ECCELLENZA DEL LIMONE<br />

DI SORRENTO<br />

La Costiera è un’azienda da sempre impegnata nella valorizzazione dei prodotti tipici<br />

della Penisola Sorrentina, missione a cui dedica cura e passione seguendo tutta<br />

la filiera produttiva, dalla coltivazione alla commercializzazione. di Bruno Quiriconi<br />

La Costiera è stata<br />

creata a Sorrento negli<br />

anni ’60 dalla Fami-<br />

L’azienda<br />

glia Vinaccia. All’inizio come<br />

vera e propria impresa famigliare<br />

specializzata nella produzione<br />

e distribuzione del Limone<br />

di Sorrento, una delle eccellenze<br />

italiane. Nel 1997, La Costiera<br />

si trasferisce al Centro Agroalimentare<br />

di Fondi (LT): diventa<br />

azienda leader nel mercato della<br />

produzione e vendita di agrumi,<br />

soprattutto limoni, garantendo<br />

al cliente un prodotto finale<br />

genuino, di qualità e presente<br />

con continuità durante tutti i<br />

mesi dell’anno. Oggi il quartier<br />

generale è nella zona industriale<br />

di Fondi, in una struttura più<br />

ampia con a disposizione un magazzino<br />

capace e attrezzato con<br />

macchinari e celle frigorifere. La<br />

rete vendita si sviluppa nel Centro-Nord<br />

Italia e fornisce ipermercati<br />

e catene di supermercati,<br />

esportando anche in Europa,<br />

principalmente in Inghilterra,<br />

Germania e nord Europa; è anche<br />

importatrice dall’Argentina,<br />

dal Sud Africa e dalla Spagna.<br />

Attualmente, l’azienda campana<br />

ha in corso la definizione di<br />

importanti accordi commerciali<br />

con lo scopo di allargare la propria<br />

presenza sui mercati esteri.<br />

L’obiettivo principale è costruire<br />

e consolidare rapporti<br />

commerciali con clienti e distributori,<br />

assicurando loro professionalità<br />

e affidabilità. Le piantagioni<br />

si trovano principalmente<br />

a Piano di Sorrento, Sant’Agnello<br />

e altre zone della Campania,<br />

oltre che in Calabria e in Sicilia.<br />

L’azienda desidera valorizzare<br />

e promuovere la qualità del Limone<br />

di Sorrento - alimento non<br />

trattato chimicamente -, e portare<br />

sulle tavole il profumo, il sapore<br />

e l’aroma delle terre sorrentine.<br />

Il Limone di Sorrento vanta peculiari<br />

caratteristiche che vengono<br />

esaltate da particolari tecniche<br />

di produzione rimaste immutate<br />

nel corso dei secoli: per evitare<br />

il contatto diretto dei limoni<br />

con la terra, la raccolta dei frutti<br />

si esegue con estrema cura esclusivamente<br />

a mano. In cucina, il<br />

“Limone di Sorrento IGP” viene<br />

consumato in tantissime varianti:<br />

al naturale, oppure per preparare<br />

spremute e succhi o aromatizzare<br />

dolci, marmellate e bevande tra le<br />

quali il famoso Limoncello.<br />

La Costiera<br />

Via Pantanello, II trav. DX<br />

Zona Industriale - 04022 Fondi (LT)<br />

Tel. 0771 531807<br />

www.la-costiera.com<br />

88 ITA EVENTI


viaggiare<br />

A BORDO<br />

DI UN<br />

WESTFALIA<br />

Camargue: tra le saline e i fenicotteri<br />

Vivere la nostra vita a bordo di un piccolo camper ci permette<br />

di essere nel luogo giusto al momento giusto. È esattamente<br />

quello che è capitato in questo periodo. Siamo in Francia, sulle<br />

splendide spiagge della costa Azzurra diretti verso i Pirenei e, successivamente,<br />

in Spagna. Avremmo dovuto passare diversi giorni nel<br />

canyon del Verdon, luogo consigliato da molti, ma guardando le previsioni<br />

del tempo che davano pioggia e freddo abbiamo deciso di continuare<br />

lungo la costa. Siamo arrivati fino in Camargue, altro luogo<br />

imperdibile per chi come noi ama stare in mezzo alla natura. Il delta<br />

del fiume Rhone offre dei paesaggi alquanto unici e una fauna di<br />

grande interesse: le saline, i laghi all’interno del delta, i fenicotteri e i<br />

tori. Abbiamo scoperto, una volta arrivati, di poter assistere per uno<br />

degli eventi più importanti della comunità gitana in Europa: la celebrazione,<br />

ogni anno il 25 di aprile, di Santa Sara, protettrice dei gitani<br />

e dei viaggiatori. Tutto iniziò nel lontano 1869, con la nascita di<br />

Folco de Baroncelli, marchese di Javon. Un discendente di un’illustre<br />

famiglia fiorentina stabilitasi in Provenza dal XIV Secolo. Si appassiona<br />

subito alla sua terra, la Camargue. All’età di 30 anni decide<br />

di rinunciare alla sua vita aristocratica, bisognoso di spazio e di libertà,<br />

per dedicarsi alla dura vita da Gardian (i cowboys Provenzali).<br />

Successivamente comincia una lunga attività da parte di Folco de<br />

Baroncelli che lo porterà a creare il suo allevamento di tori, la croce<br />

della Camargue e lanciare l’idea di un parco nazionale per promuovere<br />

la sua terra in tutto il mondo. Oltre alla terra, sposerà la causa<br />

dei popoli oppressi: nativi d’America, Boeri e Gitani. Grazie a lui e al<br />

suo impegno è stato creato un giorno di festeggiamento per i Gitani e<br />

per celebrare Santa Sara, con il rituale trasporto fino al mare a partire<br />

dal 1935: abbiamo avuto l’opportunità di essere testimoni di questa<br />

animata e colorata tradizione. Tre giorni non solo di celebrazioni<br />

spirituali ma di musica, folklore, animazione, cibo tipico della zona.<br />

Un’esperienza per riscattare questi popoli nomadi, contro il razzismo<br />

verso di loro: l’uguaglianza dell’essere umano prima di tutto, indifferentemente<br />

da religione, colore della pelle, cultura e sesso. Oltre a<br />

questo evento, la Camargue si presta ad essere visitata tutto l’anno:<br />

senza dubbio la fine della primavera è il periodo migliore per poter<br />

ammirare stormi di fenicotteri posarsi sulle basse acque delle saline e<br />

per essere inebriati dai primi profumi delle erbe della Provenza.<br />

Il sito web di Armando e della<br />

sua compagna Mel è<br />

www.westfaliadigitalnomads.com<br />

ITA EVENTI 89


letture<br />

L’UNIVERSO<br />

DI BANANA<br />

YOSHIMOTO<br />

La scrittrice giapponese ha da poco<br />

pubblicato il suo ultimo romanzo<br />

Il lago (Feltrinelli) nel quale affronta<br />

un tema complesso e oscuro.<br />

E ci racconta dove nasce la sua<br />

ispirazione e i suoi personaggi.<br />

di Andrea Thomas<br />

Il lago<br />

Questo romanzo l’ho scritto un po’ di tempo fa;<br />

subito dopo sono diventata madre di un bambino.<br />

E mi sono resa conto che ancor prima di vivere l’esperienza<br />

della maternità le cose che avevo scritto<br />

erano corrette. Questo non è chiaro immediatamente<br />

quando si legge il romanzo, non è il tema<br />

che ho narrato. L’argomento dal quale ho tratto<br />

ispirazione è il tema dei rapimenti dei giapponesi<br />

da parte della Corea del nord durante la guerra.<br />

Ed è un tema che all’epoca della scrittura del romanzo<br />

è tornato ad essere presente nei media giapponesi.<br />

In quel periodo, tutti i giorni mi capitava<br />

di ascoltare al telegiornale persone che erano state<br />

rapite dal Giappone che ritornavano a casa; ero<br />

ovviamente profondamente colpita. C’è anche un<br />

film con Angelina Jolie che affronta il tema dei rapimenti.<br />

Diventando madre ho capito che i propri<br />

bambini anche quando avranno dieci anni o cento<br />

o quando saranno morti rimarranno sempre bambini<br />

per le mamme. Ho voluto trasferire in questo<br />

romanzo la carica di affetto che unisce i genitori e<br />

i figli come se passasse attraverso il fondo del lago.<br />

L’odore<br />

Così come nell’ultimo libro il tema dei rapimenti<br />

della Corea del nord non è immediatamente comprensibile<br />

ma soltanto evocato piuttosto che descritto<br />

altrettanto succede nei miei libri precedenti:<br />

io cerco sempre di nascondere i temi che tratto.<br />

Questo perché credo che per far comprendere veramente<br />

qualcosa, una realtà, un argomento, non<br />

bisogna descriverlo dettagliatamente ma sia necessario<br />

farne sentire l’odore.<br />

I personaggi<br />

Come costruisco i miei personaggi? Penso che noi<br />

tutti custodiamo dentro qualcosa che non è cambiato<br />

minimamente da quando eravamo bambini.<br />

C’è ancora una parte di bambini dentro di noi ed è<br />

forse la cosa più vicina alla nostra sensibilità.<br />

Nella vita di tutti i giorni quando ci dedichiamo<br />

al nostro lavoro, quando viviamo delle relazioni<br />

complicate, quando siamo in competizione con le<br />

altre persone dentro di noi è riposta una sensibilità<br />

che non dobbiamo dimenticarci. È importantissimo<br />

tenere gli occhi aperti su questa sensibilità. Essa<br />

racchiude e custodisce la maggior parte dei nostri<br />

ricordi. Io scrivo i miei romanzi proprio nel tentativo<br />

di dare conforto e consolazione alla nostra<br />

parte sensibile. Quando mi chiedono quanto di<br />

personale e autobiografico vi è in quello che scrivo<br />

rispondo che il cento per cento è basato sulla mia<br />

esperienza. Ma potrei anche rispondere che niente<br />

di quello che scrivo si basa sulla mia esperienza.<br />

Una cosa è certa: io faccio in modo di non scrivere<br />

mai nulla che non rifletta quello che provo, una<br />

parte dei miei sentimenti. Considero i miei romanzi<br />

come una scatola: ci metto dentro tutto ciò che<br />

sento e che ho provato personalmente e poi cerco di<br />

ricucire tutto quanto in una trama.<br />

ITA EVENTI 91


92 ITA EVENTI


Il prossimo libro<br />

Oggi in Giappone i ragazzi stanno leggendo sempre<br />

meno, la lettura nel mio paese sta diventando<br />

un hobby per pochi. Sin da quando ero bambina<br />

i miei migliori amici erano i libri ed è un peccato<br />

vedere come i giovani oggi li ignorino. Ed è per<br />

questo che sto scrivendo un libro composto da tanti<br />

piccoli testi brevi e quindi facilmente leggibile da<br />

tutti, anche da chi non è abituato a leggere.<br />

Il rapporto con la morte<br />

Io credo che tutti gli scrittori abbiano alcuni temi<br />

a loro cari. Scrittori che prediligono ad esempio<br />

l’amore come punto di partenza di una storia. Nei<br />

miei libri ricorre il tema della morte: ciò che interessa<br />

a me è la sua elaborazione da parte di coloro<br />

che sono vicini alla persona deceduta. Io conosco<br />

una persona che faceva parte di una famiglia<br />

composta da madre, padre e bambino. Un giorno<br />

mentre il bambino era fuori casa, nel corso di una<br />

rapina, fu ucciso. Mi è capitato successivamente<br />

di incontrare sua madre e non sono riuscita a fare<br />

nulla se non abbracciarla per consolarla. Nell’immediato<br />

non sono riuscita a trovare parole adatte<br />

per aiutarla a superare questo momento ma so che<br />

ci sono riusciti i miei libri secondo quanto mi hanno<br />

riferito. E io spero sempre che questo avvenga:<br />

che i miei lettori riescano a trarre dai miei libri una<br />

consolazione.<br />

Il cibo<br />

Quando io guardo dei programmi televisivi, film e<br />

telefilm nei quali i protagonisti non mangiano mai<br />

rimango basita. Ma fatemi il piacere di mangiare<br />

almeno un biscottino! Vi troverei più reali! Anche<br />

se fatte molto bene alcune serie televisive peccano<br />

di non far mai vedere le persone che nell’arco<br />

della storia assaggino uno snack. E quindi faccio<br />

in modo che almeno i miei personaggi mangino e<br />

bevino in sazietà. Io ero convinta di amare molto il<br />

riso ma oggi preferisco la zuppa di miso.<br />

Quando non sto molto bene è sufficiente una piccola<br />

porzione e sto subito meglio.<br />

ITA EVENTI 93


LIMONE<br />

DI SORRENTO<br />

IGP<br />

Via Pantanello, II Trav DX - Zona Industriale - 04022 Fondi (LT)<br />

0771 531807 - limonilacostiera@tiscali.it - www.la-costiera.com


libri<br />

QUANDO IL MONDO<br />

ERA IN ORDINE<br />

Un nuovo romanzo di Isabella Bossi Fedrigotti<br />

racconta usanze e costumi della sua<br />

generazione, oggi inesorabilmente perduti.<br />

Itaeventi l’ha intervistata approfondendo<br />

i temi trattati. di Guido Biondi<br />

Scritto per i figli<br />

Non pensavo di pubblicare il libro ma di<br />

consegnarlo esclusivamente ai miei figli. Loro<br />

leggono pochissimo e mai i miei libri quindi<br />

ho deciso di scrivere come mi trovo io che<br />

non ho più nessuno a cui chiedere com’era il<br />

passato. Ho resistito due anni ma l’Editore mi<br />

ha fatto cambiare idea e, alla fine, è stato pubblicato.<br />

È un racconto – non è un autobiografia<br />

– inventato dal vero perché io so solo<br />

inventare storie, non so fare saggi o manuali.<br />

L’età dell’oro<br />

Non esiste, è solo la gioventù. Tutte le generazioni<br />

hanno sempre pensato che ai loro<br />

tempi tutto fosse migliore.<br />

Rimpianti<br />

La cosa che più rimpiango è la neve abbondante,<br />

oggi ne cade sempre meno. Ovviamente<br />

è una battuta. Manca un rispetto per<br />

se stessi e gli altri.<br />

“Rimettere il<br />

mondo in ordine<br />

è troppo difficile,<br />

come costringere<br />

un fiume ad<br />

andare in salita”<br />

Il mondo esclude l’ordine, lo viviamo nel<br />

quotidiano; è una frase che sovente diceva<br />

mia nonna in modo ironico. Se qualcuno arrivava<br />

vestito in un modo improbabile o se la<br />

temperatura non era confacente alla stagione<br />

– per delle cose del genere – lei diceva “il<br />

mondo non è più in ordine” con grande ironia<br />

e questa frase mi è rimasta dentro.<br />

ITA EVENTI 95


“Tramandare”<br />

Una cosa molto concreta e reale e abbastanza<br />

insopportabile è la mancanza di educazione;<br />

da una generazione a questa parte i genitori<br />

hanno smesso di educare. Perché è difficile, è<br />

faticoso: si torna a casa la sera e non si ha voglia<br />

di mettersi a questionare e il risultato è<br />

spiacevole. L’esempio viene dall’alto: vediamo<br />

come si comportano i politici, come si insultano.<br />

La maleducazione è dilagante e insidiosissima.<br />

Se parliamo di educazione e di tramandare<br />

i valori più delle parole serve l’esempio.<br />

Le storie d’amore<br />

Il mio libro racconta la scoperta del consumismo:<br />

prima i cibi si mangiavano solo nelle<br />

stagioni, i vestiti si riparavano. Quando questa<br />

economia familiare è terminata è arrivato<br />

il negozio e si è cominciato a comprare. È stata<br />

la scoperta elettrizzante e eccitante del consumismo<br />

ma sappiamo i danni che ha portato<br />

con sé. Ha persino invaso il campo dei<br />

sentimenti: il consumismo in amore è deleterio.<br />

Non si riesce più a desiderare nulla. Non<br />

posso avere tutto come in un grande emporio<br />

di sentimenti: uccide il desiderio. E non posso<br />

più aspettarmi nulla, non c’è più l’attesa per<br />

un regalo o per un incontro o per un bacio.<br />

96 ITA EVENTI

Hooray! Your file is uploaded and ready to be published.

Saved successfully!

Ooh no, something went wrong!