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GLI OUTSIDER<br />

Antonino Cannavacciuolo<br />

Nicola Savino<br />

Giuseppe Cruciani<br />

Vladimir Luxuria<br />

Nico Colonna<br />

Bambolart<br />

Festival di Berchidda


sommario<br />

in questo numero<br />

10.<br />

22.<br />

34.<br />

40.<br />

44.<br />

48.<br />

56.<br />

58.<br />

67.<br />

70.<br />

74.<br />

76.<br />

82.<br />

86.<br />

91.<br />

Moda & Accessori<br />

Antonino Cannavacciuolo<br />

Nicola Savino<br />

Nico Colonna - Smemoranda<br />

Arte<br />

Bambol-Art<br />

Musica<br />

Berchidda<br />

Viaggiare<br />

Smart Japan<br />

Notes<br />

Cinema<br />

Vladimir Luxuria - Adamo & Eva<br />

Giuseppe Cruciani<br />

Libri<br />

n.<strong>12</strong><br />

Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />

di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />

www.itaeventi.it<br />

www.facebook.com/itaeventi<br />

twitter.com/itaeventi<br />

Direttore responsabile<br />

Guido Biondi<br />

Grafiche e impaginazione<br />

Massimiliano Pallai<br />

Hanno collaborato a questo numero:<br />

Armando Costantino, Bruno Quiriconi,<br />

Tommaso Bessi, LAmanu, Andrea Thomas,<br />

Erny Cat, San_drino<br />

Editore - Concessionaria di Pubblicità<br />

MediaAdv s.r.l.<br />

Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />

Tel. +39 02 43986531<br />

info@mediaadv.it<br />

www.mediaadv.it<br />

Stampa<br />

Mediaprint s.r.l.<br />

Via Brenta, 7<br />

37047 San Giovanni Lupatoto (VR)<br />

finito di stampare ottobre 2015


editoriale<br />

Il sovraffollato mondo dei media è attualmente<br />

rappresentato – in gran parte - da<br />

personaggi “navigati” e consolidati. In un<br />

Paese come il nostro, nel quale diventa<br />

una notizia l’arrivo di un nuovo Direttore<br />

o un conduttore televisivo o un cantante capace<br />

di emergere e bucare un sistema ingessato<br />

e incapace di ricambio naturale, è inevitabile<br />

attribuire a chi riesce a ritagliarsi un suo spazio<br />

e una sua visibilità il ruolo di outsider. Spesso<br />

si tratta di artisti o personaggi capaci di arrivare<br />

al successo semplicemente essendo se<br />

stessi: l’esempio più eclatante è lo Chef Antonino<br />

Cannavacciuolo che ha meritato la nostra<br />

Cover. Con grande umiltà e umanità è riuscito a<br />

ottenere un grande successo mediatico da aggiungere<br />

alla sua brillante carriera di Chef senza<br />

dover recitare una parte; anzi è proprio la<br />

sua naturalezza la sua vera cifra stilistica. Nicola<br />

Savino è oggi – tra tutti i conduttori televisivi<br />

– il più naturale e spontaneo. Il suo passato<br />

radiofonico e la sua ironia sono determinanti<br />

per il ritmo della nuova edizione di Quelli che<br />

il calcio su Rai2. Osservandolo in modo non superficiale<br />

spicca, in particolare, la sua sensibilità<br />

nel comunicare con i suoi ospiti. Di diverso<br />

profilo è Vladimir Luxuria: le è stato affidato<br />

– una volta tanto con una scelta pertinente<br />

– un programma tagliato su misura: il nuovo<br />

format L’Isola di Adamo & Eva in onda su Deejay<br />

Tv; è l’occasione per interagire con i partecipanti<br />

e mostrare la sua grande comunicatività.<br />

Nel campo radiofonico il personaggio più<br />

interessante attualmente è Giuseppe Cruciani:<br />

oltre ad essere desiderato dalle donne lo è<br />

anche dai Direttori dei Network concorrenti a<br />

Radio24. Ci rivela nell’intervista il suo segreto,<br />

apparentemente semplice: coniugare vita privata<br />

e lavoro sino a renderli una cosa sola. Outsider<br />

sono anche coloro che hanno trasformato<br />

la loro passione nel creare bambole in una<br />

professione vera. E lo stesso vale per gli organizzatori<br />

del Festival di Berchidda diretto da<br />

Paolo Fresu: è diventato l’appuntamento musicale<br />

più “a misura d’uomo”, con una comunità<br />

di appassionati unica in Italia. Ed infine, il<br />

più intraprendente degli idealisti nostrani: Nico<br />

Colonna, patron insieme a Gino & Michele del<br />

successo di Smemoranda: è la dimostrazione<br />

che con tenacia e perseveranza (e un pizzico di<br />

incoscienza) è possibile realizzare “i sogni nel<br />

cassetto”. Buona lettura. (g.b.)<br />

8<br />

ITA EVENTI


moda&accessori


TOTAL LOOK<br />

Atos Lombardini<br />

FW 15/16<br />

Gli anni ’70, con le loro molteplici sfaccettature,<br />

ispirano la Pre Collezione Autunno/Inverno<br />

2015 di ATOS LOMBAR-<br />

DINI: un’interpretazione contemporanea<br />

dell’eleganza di quegli anni, uno stile rivoluzionario<br />

e anticonformista capace di<br />

mescolare raffinatezza e ironia, romanticismo<br />

e sensualità in un armonico equilibrio<br />

di opposti.<br />

Abito<br />

Borsa<br />

Concept: LAmanu<br />

Calzino<br />

Sandalo<br />

ITA EVENTI 11


ROCK<br />

STUFF<br />

BEATRICE B<br />

FW 15/16<br />

tinto in capo ad effetto goffrato<br />

CATERINA LUCCHI Handbag in vitello nero<br />

ATOS LOMBARDINI FW 15/16 Pre Collection<br />

SCARPE&SCARPE<br />

<strong>12</strong> ITA EVENTI


AUTUMN CHANGES<br />

Momonì FW 15/16<br />

Momonì sviluppa una collezione di abbigliamento<br />

dalle linee semplici e raffinate.<br />

La collezione è un total look per tutti i momenti<br />

della giornata caratterizzata da tessuti<br />

morbidi, decisi e arricchiti da dettagli<br />

inattesi che esprimono l’attenzione e la passione<br />

posta nella creazione di ogni capo.<br />

Le collezioni sono presenti nelle più belle<br />

vetrine italiane ed internazionali oltre che<br />

negli store Momonì.<br />

Stivali SCARPE&SCARPE<br />

ITA EVENTI 13


SPECIAL<br />

GIFT<br />

ESEMPLARE<br />

ALANRED Giacchino in pelle traforata<br />

JOSHUA SANDERS Red Tartan<br />

Calza STORY LORIS<br />

14 ITA EVENTI


MERÙ Tigre Ruggente Giroco<br />

lo montato in oro giallo 18 kt<br />

con 5,5 ct di smeraldi colombiani<br />

e 1,09 ct di diamanti<br />

MERÙ<br />

Lupo Girocollo montato in oro bianco 18 kt<br />

con 0,51 ct di diamanti blu<br />

KATHARINA LITZ<br />

Bracciale Acrobatica<br />

in bronzo dorato lucido<br />

LA VIA DELLE FORMICHE<br />

I gioielli di Katharina Litz<br />

Pensa le sue creazioni come esperienze emozionali<br />

da vivere sulla pelle.<br />

Cromia, funzionalità e organicità sono il melange<br />

che dà vita a gioielli made in Italy realizzati a mano<br />

con tecniche orafe tradizionali e innovative, impiegando<br />

metalli quali oro, argento, acciaio e bronzo.<br />

Orecchini in bronzo dorato rosa con diamanti<br />

Collana in bronzo dorato rosa con diamanti<br />

Bracciale in bronzo dorato rosa con diamanti<br />

16 ITA EVENTI


LOVELY LINGERIE<br />

Verdissima FW 15/16<br />

18 ITA EVENTI


MAKEUP<br />

FACTORY<br />

Lip Color<br />

Nail Color<br />

Deep Black Volume Mascara<br />

Smoky Liner<br />

Soft Blending Brush<br />

ITA EVENTI 19


MIRIAM QUEVEDO<br />

Glacial White Caviar<br />

Hydra-Pure Shampoo<br />

FARMACEUTICI<br />

DOTTOR CICCARELLI<br />

L’Officinale<br />

SOS LABBRA<br />

stick CTR<br />

MIRIAM QUEVEDO<br />

Glacial White Caviar<br />

Precious Elixir<br />

FARMACEUTICI DOTTOR CICCARELLI<br />

Cera di Cupra crema idratante<br />

FARMACEUTICI DOTTOR CICCARELLI<br />

Cera di Cupra salviettine pelli giovani<br />

20 ITA EVENTI


PIERRE MANTOUX Packaging speciale per collant VFNO<br />

LIMITED EDITION VFNO<br />

ANNARITA N special t-shirt limited edition<br />

BYBLOS<br />

cover limited edition<br />

Bracciale limited edition<br />

STROILI ORO Bling Bling Denim Collection<br />

GHERARDINI Magnetic<br />

piattina limited edition<br />

ELISABETTA FRANCHI<br />

pochette in pelle limited edition<br />

ITA EVENTI 21


cover<br />

CANNAVACCIUOLO,<br />

IL PESCATORE


Il suo ultimo libro l’ha intitolato Pure tu vuoi fare lo Chef? E in questa intervista spiega quali<br />

sono i sacrifici richiesti per un mestiere del quale si conosce solo la parte superficiale. E svela<br />

qual è il suo vero e unico obiettivo. di Guido Biondi<br />

Nel suo ristorante poco<br />

distante dalle rive del<br />

Lago D’Orta, Antonino<br />

Cannavacciuolo riceve clienti e,<br />

talvolta, giornalisti. Informale,<br />

curioso ma sempre sereno, svela<br />

solo nelle ultime battute una<br />

verve da entertainer, dopo aver<br />

fatto capire all’interlocutore che<br />

lui tutto quello che è l’ha conquistato<br />

con lavoro e passione. E<br />

poiché il suo secondo libro, edito<br />

da Mondadori Electa, si chiama<br />

Pure tu vuoi fare lo Chef decide<br />

di partire proprio dall’indicare<br />

le difficoltà di questo lavoro. “Il<br />

pro e contro: è un mestiere difficile,<br />

stai in un posto chiuso dentro<br />

una cucina per ore, lontano<br />

dalla famiglia” racconta lo Chef,<br />

“E devi trovare una famiglia che<br />

accetta queste privazioni: ho parecchi<br />

colleghi e amici pieni di<br />

problemi in questo senso, spesso<br />

hanno cambiato strada facendo<br />

altri lavori per andare incontro<br />

alle loro mogli. Faccio un esempio:<br />

il lunedì è il tuo giorno di<br />

riposo e tua moglie – invece<br />

– lavora; sabato e domenica lavori<br />

tantissimo con il ristorante<br />

strapieno e tua moglie sta a<br />

casa; quando il pomeriggio alle<br />

15 stacchi e fai una pausa lei lavora,<br />

quando lei torna alle 17.30<br />

tu stai preparandoti per andare a<br />

lavorare per il turno serale e per<br />

finire quando rientri a casa tardi<br />

di notte lei sta dormendo perché<br />

la mattina deve alzarsi presto<br />

per andare al lavoro o a accompagnare<br />

i figli a scuola. Anzi aggiungiamo<br />

che il mese di agosto<br />

tu lavori e lei normalmente ha<br />

preso le ferie. Quindi, traendo le<br />

conclusioni, non ci si vede mai.<br />

Leggendo il suo ultimo libro<br />

si evince che è riuscito nell’impresa<br />

di trovare un forte legame<br />

con sua moglie poiché<br />

condividete l’esperienza del<br />

lavoro.<br />

Nascono tanti amori negli alberghi,<br />

nel settanta per cento<br />

dei casi chi lavora in albergo si<br />

fidanza con la cameriera. Questo<br />

perché nell’ambiente sei te stesso,<br />

ti vedi tutti i giorni e scatta una<br />

molla per un matrimonio – d’intesa<br />

– molto forte. All’inizio non<br />

è un colpo di fulmine: della tua<br />

collega apprezzi più che la bellezza,<br />

l’impatto generato dal suo carattere.<br />

Ci lavori insieme, scopri<br />

cose piano piano e quando nasce<br />

l’amore è molto forte.<br />

Forse perché essendo all’interno<br />

dell’ambiente del lavoro il<br />

legame è viscerale.<br />

All’interno di ristoranti nascono<br />

dei progetti di coppia e possono<br />

spaccare. Io e mia moglie ci<br />

siamo conosciuti nel 1995 e ci<br />

siamo fidanzati alla fine di due<br />

anni dopo. Eravamo davvero<br />

buoni amici: non pensavo minimamente<br />

di fidanzarmi con lei e<br />

neppure lei con me.<br />

Nel libro si parla di un legame<br />

molto forte e determinante per<br />

la sua carriera.<br />

Cinzia lo è stata e lo è contemporaneamente<br />

per il successo lavorativo<br />

e per la vita privata. È il<br />

mio equilibrio. Sono andato via<br />

di casa a vent’anni e ho un carattere<br />

molto forte, lei è stata ed è<br />

tutt’ora importantissima per me.<br />

Ed è una mamma spettacolare<br />

con due figli meravigliosi: Elisa<br />

di nove anni e Andrea di tre.<br />

Come vivono i suoi figli il lavoro<br />

di Chef famoso? Sono incuriositi?<br />

C’è il bello e il brutto dell’essere<br />

famosi: sono un po’ preoccupato<br />

perché vivono di riflesso l’esposizione<br />

e negli ultimi tempi; ho<br />

Pure tu vuoi fare lo Chef?,<br />

Mondadori Electa, 119 pagine<br />

è il secondo libro pubblicato<br />

da Antonino Cannavacciuolo<br />

dopo In cucina comando io<br />

ITA EVENTI 23


Nella pagina successiva: visione<br />

dall’alto di Villa Crespi, sede<br />

del ristorante di Antonino<br />

Cannavacciuolo, a San Giulio<br />

sul Lago d’Orta<br />

la tendenza a creare una barriera<br />

tra il personaggio e loro. Se sento<br />

dire “mio papà è Cannavacciuolo”<br />

cerco di far capire loro che<br />

nella vita non è proprio così.<br />

Il pasticcere Ernst Knam, in<br />

una recente intervista a Itaeventi,<br />

ha detto che preferirebbe<br />

che i suoi figli intraprendessero<br />

un’altra attività.<br />

Nella vita non si calcola… Io lascio<br />

vivere, lascio crescere: se mio<br />

figlio/a vorrà fare un’altra cosa<br />

sicuramente non mi opporrò. Da<br />

papà posso solo aiutarli. Se vorranno<br />

fare il mio lavoro darò dei<br />

consigli giusti per farli crescere<br />

più velocemente e per evitare di<br />

commettere errori da me sperimentati.<br />

Sono un po’ spaventato<br />

dal figlio più piccolo che tre mesi<br />

fa si è alzato una mattina presto,<br />

ha guardato negli occhi la mamma<br />

e le ha detto determinato: ”io<br />

da grande voglio cucinare!”. O<br />

aveva appena fatto un sogno o<br />

non so che cosa, ma è sorprendente<br />

per un bambino di circa<br />

tre anni fare un ragionamento<br />

così netto. Io spero che si stia<br />

sbagliando (ride, ndr).<br />

Nel libro descrive suo padre<br />

come una figura estremamente<br />

importante per lei e per il<br />

percorso che ha intrapreso.<br />

Mio padre è stata una persona<br />

molto intelligente perché mi ha<br />

portato con se in cucina a 13-<br />

14 anni quando ha capito che<br />

volevo fare questo mestiere. Io<br />

quasi lo ricattavo: o mi fai fare la<br />

scuola alberghiera o non vado a<br />

nessuna. Quando ha capito che<br />

la mia era una scelta seria e ponderata<br />

al posto di insegnarmi le<br />

ricette ha preferito farmi vedere<br />

come si prepara la carne, come<br />

si tengono i coltelli e altre cose<br />

pratiche. Poi a un certo punto<br />

mi disse: “tu con me non devi<br />

lavorare” e mi ha mandato sotto<br />

gli altri. Infatti oggi sono a Vil-<br />

24 ITA EVENTI


ITA EVENTI 25


la Crespi perché lui conosceva<br />

degli Chef qui. Mi disse anche:<br />

“se vuoi fare il cuoco devi avere<br />

sempre la valigia pronta”.<br />

Voleva che lei facesse una<br />

“sana” gavetta e non il “figlio<br />

di”…<br />

Queste sue parole non le ho mai<br />

dimenticate: “se vuoi fare questo<br />

lavoro fallo bene o non lo fare”.<br />

Se vuoi fare il cuoco ordinario<br />

non ti conviene neppure economicamente.<br />

Lo sostiene chiaramente anche<br />

nel titolo del suo libro…<br />

Non lo dico per degradare il<br />

ruolo del cuoco sia chiaro. Immaginate<br />

una vita con gli orari<br />

che ho descritto prima con uno<br />

stipendio da 1.500 euro. Non è<br />

più come tempo fa che il cuoco<br />

veniva strapagato; oggi con le<br />

tassazioni e la concorrenza e la<br />

grande offerta tra ristoranti indiani,<br />

egiziani etc. è tutto più<br />

complicato.<br />

Ammetterà che c’è il culto della<br />

spettacolarizzazione oggi<br />

per il ruolo dello Chef, specialmente<br />

con la tv. Oggi sembrano<br />

loro le rockstar.<br />

Bene ci penso io ad aprire gli<br />

occhi: di quante persone stiamo<br />

parlano? Dieci? Io dico che è più<br />

facile giocare nella Serie A del<br />

campionato di calcio. Avete idea<br />

di quanti ristoranti ci sono dal<br />

Trentino alla Sicilia? Chi ce l’ha<br />

fatta? Dieci cuochi? Vedi che<br />

è un inganno… Ma non parlo<br />

solo dello spettacolo in tv ma<br />

pure di chi ha la stella Michelin.<br />

Capite che non stiamo parlando<br />

di milioni di nomi? Almeno dalla<br />

serie D alla serie A ce ne sono<br />

di giocatori…<br />

Una delle caratteristiche presenti<br />

nel programma Cucine<br />

da incubo è il suo disarmante<br />

realismo trasmesso ai cuochi e<br />

proprietari del ristorante oltre<br />

a una grande umanità. Non<br />

vende sogni.<br />

Quando entro in una cucina e<br />

28 ITA EVENTI


Antonino Cannavacciuolo<br />

conduce Cucine da incubo<br />

e dalla prossima stagione<br />

sarà il quarto giudice di<br />

Masterchef Italia<br />

termino poi il programma non è<br />

che dico ai presenti “adesso siete<br />

a posto”. Al contrario, dico “ora<br />

siete a un punto di partenza, prima<br />

era sbagliata mentre adesso vi<br />

ho rimesso in carreggiata”. Una<br />

volta trasmesso l’entusiasmo poi<br />

tocca a loro partire.<br />

Lei ha il report sugli sviluppi<br />

dei locali da voi visitati?<br />

Si. Ad alcuni il programma è<br />

servito pure a fare chiudere il locale.<br />

Nell’ultimo, ad esempio, di<br />

Livorno ho “bastonato” il cuoco<br />

e non gli ho perdonato nulla; si<br />

è reso conto da solo che questo<br />

non è il suo lavoro. A volte – invece<br />

– trovo dei ragazzi con tanta<br />

voglia di fare e idee pazzesche:<br />

uno in particolare, nella prima<br />

puntata assoluta del programma,<br />

lo seguo ancora adesso. Aveva<br />

18-19 anni e collaborava in una<br />

cucina: oggi lavora in un ristorante<br />

con due stelle Michelin.<br />

È un programma incentrato sul<br />

contatto fisico con me: la pacca,<br />

l’abbraccio etc. ed è il motivo<br />

per cui capisci che può nascere<br />

qualcosa. Spesso le persone che<br />

ho conosciuto restano in contatto<br />

con me, anche dopo tre anni.<br />

È una grande soddisfazione.<br />

Quando trasmetti l’emozione<br />

per far bene una cosa va al di là<br />

del rapporto professionale o del<br />

format televisivo.<br />

Nel libro si descrive come un<br />

moderno coach. Aggiungerei:<br />

sicuro di sé, con una grande<br />

umanità e una incredibile<br />

umiltà.<br />

Devi essere predisposto. Io non<br />

so recitare, io in tv sono me<br />

stesso. All’inizio qualcuno voleva<br />

farmi recitare una parte ma<br />

io quello non lo so fare e ho risposto<br />

che mi riesce meglio es-<br />

30 ITA EVENTI


sere me stesso. Io non scendo a<br />

compromessi. Se mi vogliono far<br />

fare una cosa che non mi piace ti<br />

dico di si per farti contento ma<br />

poi faccio di testa mia.<br />

È il motivo per il quale l’hanno<br />

chiamata a Masterchef ?<br />

Non lo so, ma certamente è<br />

un’opportunità che non si può<br />

rifiutare. È un programma che<br />

va bene e ha successo.<br />

Lei scrive che a cinquant’anni<br />

vuole andare in pensione.<br />

Si, confermo. Lo posso scrivere<br />

pure con il sangue. Quando<br />

parlo di pensione la gente pensa<br />

all’immagine di essere inattivo;<br />

invece per me significa essere<br />

libero. Fare altre cose che non<br />

necessariamente siano legate al<br />

lavoro. Oggi sono pieno di impegni,<br />

appuntamenti e devo essere<br />

presente al lavoro; in pensione<br />

non mi deve aspettare nessuno.<br />

Le viene voglia di tornare nel<br />

luogo in cui si è formato?<br />

Ma io non sono mai partito da<br />

Napoli, sono ancora lì col cuore.<br />

Quando torno a Napoli, anche<br />

solo per due giorni, ho la sensazione<br />

di non essermi mai spostato<br />

da lì. Inoltre mia moglie è<br />

innamorata di Napoli e questo<br />

è anche un problema: perché<br />

secondo me lei vorrebbe andare<br />

prima di me lì.<br />

Le hanno proposto di aprire<br />

ristoranti all’estero?<br />

Io sono nazionalista. Guadagnare<br />

un milione di euro in America<br />

o duecentomila euro in Italia<br />

scelgo la seconda. Io la vedo così.<br />

A me piace il pane italiano, la<br />

moda italiana, i panorami italiani;<br />

amo l’Italia nel male e nel<br />

bene. Un mio pensiero è questo:<br />

quando aspettiamo che gli altri<br />

facciano qualcosa per il nostro<br />

paese… Io rispondo sempre: facciamo<br />

noi qualcosa.<br />

Quasi una citazione di Kennedy.<br />

Sento dire: il Comune lì non<br />

pulisce mai. E chi ha sporcato?<br />

Se qualcuno non l’avesse fatto il<br />

problema non c’era. Invece di lamentarsi<br />

tutti quanti.<br />

Crede che suo padre sia orgoglioso<br />

di lei?<br />

Penso di si. Anche se non me<br />

l’ha detto ancora. Ho un legame<br />

fortissimo con lui: è la persona<br />

che sento di più. E ancora adesso<br />

prima di fare qualcosa di importante<br />

lo vado a cercare e ci parlo.<br />

Tra i colleghi Chef a livello televisivo,<br />

c’è invidia?<br />

No c’è un rapporto molto easy.<br />

Non dovrei dirlo io ma sono<br />

una persona molto accomodante.<br />

Cerco sempre un approccio<br />

positivo con tutti. Alcuni mi di-<br />

ITA EVENTI 31


L’incantevole Villa Crespi<br />

Per prenotare un tavolo:<br />

tel: 0322 911902<br />

info@villacrespi.it<br />

L’indirizzo è Via G. Fava 18,<br />

Orta San Giulio (Novara)<br />

verto proprio a stuzzicarli (ride,<br />

ndr). Un giornalista mi ha detto<br />

che sono il cuoco più amato tra<br />

i colleghi. Il parlare male è una<br />

perdita di tempo per la tua crescita.<br />

Preferisco sviluppare il mio<br />

tempo in positività. Chi parla<br />

male è insicuro.<br />

Ci sono delle attività che le interesserebbe<br />

sviluppare?<br />

Mica sono scemo… C’è anche il<br />

lato imprenditoriale di me stesso,<br />

senza mai ammazzare nessuno:<br />

ad esempio, prendere un locale<br />

finito all’asta non mi interessa.<br />

Ora sono in apertura a Novara<br />

con un nuovo ristorante, e me ne<br />

interessa uno a Torino… Io potrei<br />

anche fermarmi a dove sto,<br />

il locale va bene e non avrei bisogno<br />

di aprire nuovi ristoranti;<br />

ma voglio aprirne altri perché –<br />

come in Francia, in America, in<br />

Inghilterra – ogni Chef ha quattro-cinque<br />

e oltre ristoranti. Solo<br />

noi italiani non siamo capaci di<br />

aprirne più di uno a testa: vorrei<br />

rompere questo schema.<br />

Qual è la cosa che più la rilassa<br />

fuori dal lavoro?<br />

La pesca. L’altro giorno dalle<br />

quattro del pomeriggio fino alle<br />

otto io non ho pensato a niente.<br />

Dopo – al ritorno – mi sono<br />

chiesto: ma che cosa ho pensato?<br />

Al galleggiante, a qualcosa di<br />

inerente? No, a niente.<br />

Una meditazione.<br />

Non è che lo faccio apposta, viene<br />

naturale. Quando vado a Napoli<br />

vado subito su una barca a<br />

pescare: è la mia passione.<br />

Ecco cosa farà quando lascerà<br />

il lavoro.<br />

Ho una barca americana un po’<br />

larga con sei sette canne da pesca,<br />

la mia stanza per dormire,<br />

con tutto il necessario. Passerò<br />

così le mie giornate. Poi magari<br />

mi prenderà la voglia di aprire<br />

un negozio di pesce e di fare business<br />

(ride, ndr).<br />

32 ITA EVENTI


outsider<br />

L’UOMO<br />

DELLA<br />

STRADA<br />

Nicola Savino ha iniziato la sua carriera come Dj e poi<br />

come fonico in radio sino a diventare autore televisivo<br />

e conduttore di due programmi popolarissimi: Deejay<br />

chiama Italia e Quelli che il calcio. È riservato,<br />

si definisce “didascalico” e sogna una serata in teatro.<br />

di Guido Biondi<br />

L’<br />

uomo della strada (Uds)<br />

è l’acronimo che contraddistingue<br />

Nicola<br />

Savino, nato a Lucca ma cresciuto<br />

a Metanopoli alle porte<br />

di Milano. Un personaggio nato<br />

quale specchio della quotidianeità,<br />

quello che una volta sarebbe<br />

stato chiamato “del Bar sport”,<br />

ben diverso dal qualunquismo:<br />

l’opinione della persona comune,<br />

vicina ai “detti popolari” e al<br />

“buon senso comune”. Attraverso<br />

questa intuizione – come egli<br />

stesso racconta a Itaeventi – si è<br />

trasformato da fonico a Radio-<br />

Deejay a uno dei conduttori più<br />

popolari in radio e in tv, grazie<br />

soprattutto a Deejay Chiama Italia<br />

condotta insieme a Linus e a<br />

Quelli che il calcio su Rai2.<br />

Come è riuscito, attraverso<br />

l’escamotage dell’uomo<br />

della strada – che resta, ad<br />

oggi, la sua vera cifra stilistica<br />

-, ad emergere prima a<br />

RadioDeejay ed in seguito a<br />

Quelli che il calcio.<br />

Intanto preciso che non è un<br />

mio escamotage, la paternalità<br />

dell’etichetta va attribuita a Linus.<br />

La svolta importante nella<br />

mia carriera è stato il momento<br />

nel quale ho capito con chiarezza<br />

che dovevo a tutti i costi stare<br />

nell’ambiente della radio.<br />

C’erano poche voci qualificate<br />

in radio e spesso non<br />

erano inquadrate a livello<br />

economico, erano precari.<br />

Io venivo da una famiglia<br />

di laureati, persone che<br />

credevano nel pezzo di<br />

carta e nel “posto fisso”<br />

e mi chiedevo spesso:<br />

come posso ingannare i miei genitori<br />

con questa faccenda della<br />

radio? Semplice: facendo un<br />

passo indietro e proponendomi<br />

come fonico solo perché questa<br />

era la categoria degli assunti, del<br />

cartellino da timbrare ed erano<br />

regolarmente retribuiti. Insomma<br />

in questo modo ho reso<br />

sereni i miei genitori e contemporaneamente<br />

realizzavo il mio<br />

sogno di stare in radio. Ma non<br />

avrei mai immaginato di diventare<br />

speaker, figuriamoci il resto…<br />

Ci tengo anche a ricordare<br />

che mentre facevo il fonico non<br />

ho mai covato rancori, frustrazioni<br />

o altro nei confronti degli<br />

speaker: ci tenevo a fare bene il<br />

mio lavoro, a studiare gli ingranaggi<br />

e tutto il resto.<br />

Indubbiamente è stato utile<br />

per capire come funzionano<br />

i tempi e i movimenti “dietro<br />

le quinte”. Non ha fatto la<br />

“pianta” per usare una parola<br />

descritta da Cecchetto quale<br />

“stare seduti e vedere tutto<br />

quello che ti succede intorno<br />

ed imparare da questo”. E prima<br />

di fare il fonico di cosa si<br />

occupava?<br />

La pianta proprio no. Capire<br />

invece i meccanismi dietro le<br />

quinte a volte è penalizzante:<br />

ad esempio in tv mi trovo spesso<br />

a rompere le palle ai fonici e<br />

agli addetti ai lavori proprio in<br />

virtù del mio trascorso, è come<br />

un imprinting. Ricordo che il<br />

fonico della Rai all’inizio mi<br />

odiava perché mi intromettevo<br />

in ogni discussione. Prima di<br />

fare il fonico fui scartato da una<br />

piccola radio milanese e ci rimasi


Nicola Savino conduce<br />

Quelli che il calcio,<br />

ogni domenica<br />

pomeriggio su Rai 2<br />

malissimo; puntavo anche allora<br />

alla sussistenza. Avevo invece un<br />

rapporto continuativo con una<br />

discoteca e guadagnavo tanto<br />

facendo il Dj: arrivavo a fare diciotto<br />

serate in un mese. Considero<br />

– e il proprietario della discoteca<br />

Orsa Maggiore di Lecco<br />

me lo ricorda costantemente –<br />

che i due anni da Dj sono stati i<br />

più formativi della mia vita. Non<br />

so perché ma so che è così: forse<br />

il contatto con la gente… Io provengo<br />

da una famiglia di media<br />

borghesia, vengo da Metanopoli,<br />

una specie di esperimento sociale<br />

nel quale ingegneri e geometri<br />

da tutta Italia di stabilivano in<br />

questa cittadella, negli anni sessanta,<br />

per poi andare in giro per<br />

il mondo a lavorare. Mio padre<br />

era ingegnere e mia madre farmacista,<br />

una famiglia normale.<br />

La discoteca è stato il gancio per<br />

frequentare la “gente della notte<br />

che fa i lavori strani, baristi,<br />

spacciatori, puttane” per citare<br />

una famosa canzone, l’occasione<br />

per entrare in un mondo diverso<br />

da quello della mia famiglia<br />

e dalle persone che frequentavo.<br />

L’altro mondo formativo è stata<br />

la frequentazione dei Boys nerazzurri<br />

allo stadio durante la<br />

partita dell’Inter: ho imparato<br />

delle cose anche da quel mondo.<br />

Del resto io non avevo mai messo<br />

il naso fuori dal mio ambiente<br />

ovattato, dalla mia torre d’avorio<br />

in una città dormitorio.<br />

Parlando della sua esperienza<br />

in discoteca, recentemente<br />

ha riesumato i suoi vinili per<br />

una performance alla festa di<br />

ITA EVENTI 35


Dal lunedì al venerdì ogni<br />

mattina dalle ore 10 Nicola<br />

Savino conduce insieme a<br />

Linus Deejay Chiama Italia<br />

RadioDeejay, davvero impeccabile.<br />

Da fonico è diventato<br />

conduttore insieme a Linus…<br />

L’ho curata molto, ci ho lavorato<br />

tanto: era una specie di incontro<br />

con il passato, ho ripreso la mia<br />

valigetta e i mie dischi; non nego<br />

che la sensazione è stata un po’<br />

quella del vincitore, vedevo i sogni<br />

di ragazzino realizzati. Io in<br />

radio ero un fonico molto propositivo,<br />

costruttivo, direi quasi<br />

al confine con un regista. Davo<br />

spontaneamente consigli ed ero<br />

molto ben tollerato, tranne che<br />

da quelli scarsi; anzi dagli svegli<br />

ero saccheggiato (ride, ndr). Lo<br />

step successivo è stato quello di<br />

diventare autore televisivo: ho<br />

iniziato ad andare con Amadeus<br />

al Festivalbar e lì ho conosciuto<br />

Giorgio Gori e mi ha voluto alle<br />

Iene. Quando dopo un breve<br />

intervallo a RadioCapital sono<br />

tornato a RadioDeejay Linus<br />

da fonico mi ha promosso – in<br />

quanto autore televisivo – nella<br />

fascia oraria della mattina, come<br />

redattore, autore sino all’escamotage<br />

dell’uomo della strada.<br />

U. d.s. nasce dalla mia ossessione<br />

– ancora attuale – per la didascalia:<br />

ad esempio non puoi<br />

dire in radio “abbiamo con noi<br />

Ghemon” (artista rap, ndr) senza<br />

dire che è un rapper avellinese<br />

ovvero dare un’etichetta,<br />

spiegare sempre quello che stai<br />

facendo, chi è l’artista che è in<br />

onda. Devi essere il più possibile<br />

didascalico e questo è un punto<br />

spesso di conflitto con Linus; me<br />

l’ha insegnato Dennis Stucchi,<br />

non bisogna mai dare niente per<br />

scontato. Vado in onda pensando<br />

che uno che passa per la strada<br />

mi ascolta, me lo sono preso,<br />

almeno uno al giorno. Uno che<br />

non sa niente di Ghemon (e di<br />

noi) e magari lo scopre grazie<br />

a me. A volte cerco di spiegare<br />

anche chi siamo noi, come se<br />

parlassi di una serie tv di difficile<br />

comprensione: faccio qualche<br />

passo indietro e provo a dare<br />

qualche riferimento in più.<br />

È utile in radio parlare anche<br />

della propria giornata e dei<br />

propri stati d’animo secondo<br />

lei?<br />

36 ITA EVENTI


Dipende. Non mi piace l’autorefenzialità.<br />

Bisogna capire se<br />

quello che stai dicendo di personale<br />

non è pericoloso: non<br />

puoi mettere in piazza tutto di te<br />

pensando di essere generoso col<br />

pubblico.<br />

La percezione di Deejay Chiama<br />

Italia presso il pubblico è<br />

quella di una grande famiglia<br />

nella quale si è inclusi, non<br />

trova?<br />

Si è così. Io sto molto attento a<br />

parlare delle mie cose e a non<br />

coinvolgere i miei familiari.<br />

Sono strumenti che messi in<br />

mano ad altre persone sono pericolosi.<br />

Personalmente mi considero<br />

non riservato ma moltissimo<br />

riservato (ride, ndr). Sono<br />

gelosissimo della mia privacy<br />

sino quasi alla paranoia.<br />

Nella vostra conduzione lei<br />

rappresenta la parte più sensibile<br />

a livello musicale: non<br />

ha riserbo nel comunicare agli<br />

artisti anche un solo dettaglio<br />

di una canzone che, usando le<br />

sue parole, “è struggente da<br />

fare male” (citazione per commentare<br />

“Il Comico” di Cesare<br />

Cremonini). Per lei comunicare<br />

queste sensazioni è quasi<br />

viscerale.<br />

Certamente, non ho vergogna di<br />

questo. Anche se io stesso sono<br />

cauto tuttavia è sempre bellissimo<br />

fare i complimenti ad un<br />

artista. Ad esempio dopo aver<br />

visto Inside Out, il film, ne ho<br />

parlato senza risparmiarmi: è un<br />

film bello, profondo, un salto generazionale<br />

di qualità, di doppia<br />

lettura come piace a me. Non ho<br />

paura della mia parte sensibile e<br />

della mia parte femminile, figuriamoci<br />

dei miei gusti. Anche di<br />

cose pop nella musica: uno dei<br />

miei favoriti è Fabio Concato.<br />

Linus ogni tanto si imbarazza<br />

dei miei complimenti agli intervistati<br />

scambiandoli per piaggeria,<br />

ovviamente si tratta di altro.<br />

Il suo rapporto con Linus<br />

come si può definire? Solo<br />

professionale?<br />

È un rapporto senza grandi<br />

scazzi: abbiamo imparato a non<br />

farli accadere. Siamo molto intelligenti<br />

entrambi nel senso di<br />

come ci rapportiamo nella vita<br />

vera, quella privata. Non dovrei<br />

dirlo io, so che rischio l’autoreferenzialità<br />

ma ci sta. Riusciamo<br />

a preservare, come fosse un<br />

Sacro Graal, il nostro rapporto<br />

in onda. Ogni tanto andiamo<br />

a cena ma ogni tanto eh! Devo<br />

dire la verità: nel privato con<br />

persone con le quali sono in<br />

grandissima confidenza mi può<br />

capitare di fare qualche critica a<br />

Linus. Pero’ mi accorgo sempre<br />

quanto gli voglio bene e quanto<br />

mi emoziono perché se qualcuno<br />

non mi parla bene di lui mi<br />

incazzo davvero. Il nostro è un<br />

rapporto molto profondo come<br />

potrebbe esserlo tra marito e moglie<br />

o fratello e sorella. E questo<br />

non significa che non finirà: io<br />

ho ben chiaro che finirà perché<br />

succede questo nella vita. Potrà<br />

finire per vari motivi ma finché<br />

dura è meraviglioso, soprattutto<br />

in onda. Non solo credo di essere<br />

un buon reagente per lui ma,<br />

soprattutto, sa come farmi rendere<br />

al cento per mille.<br />

Tra la radio e i programmi<br />

televisivi c’è un abisso conferma?<br />

Confermo eccome. Un<br />

abisso. I confini della<br />

tv sono più marcati<br />

e nel mio caso ancora<br />

oggi vivo il<br />

territorio televisivo<br />

come qualcosa<br />

di misterioso<br />

del quale avere<br />

un timore reverenziale.<br />

Anche<br />

se sono più flu-


ido specialmente da quest’anno:<br />

ho avuto davvero un eccezionale<br />

team di lavoro in particolare un<br />

capoprogetto strepitoso (e grande<br />

regista), Massimo Venier; per<br />

lui è un ritorno dato che aveva<br />

già preso parte alle precedenti<br />

edizioni. Con lui se posso usare<br />

una frase divertente “mi lascio<br />

cadere all’indietro”, mi affido<br />

completamente e per me è davvero<br />

insolito. Inoltre abbiamo<br />

a Quelli che il calcio la Gialappa’s<br />

Band: una fucina, una cosa<br />

magica per me. Sin da ragazzo<br />

ascoltavo Bar Sport su Radio Popolare:<br />

questi ragazzi dicevano<br />

un sacco di parolacce; erano in<br />

quattro, a volte anche in cinque.<br />

Il giorno dopo a scuola tutti ripetevano<br />

le loro battute e le loro<br />

parolacce. Seguendoli dalle origini<br />

ho sviluppato con loro un<br />

rapporto viscerale e un’intesa<br />

perfetta. Per me è come se andassi<br />

in onda con Prince (ride,<br />

ndr).<br />

Per come si è descritto caratterialmente<br />

non deve essere<br />

facile navigare nell’ambiente<br />

televisivo.<br />

Non è semplice affatto; mi ha<br />

aiutato l’esperienza come autore<br />

ma non si finisce mai<br />

di imparare. Pensiamo a<br />

Maria De Filippi: non<br />

dice nemmeno buonasera<br />

e fa bingo, vincendo<br />

negli ascolti. La sua<br />

figura all’interno di C’è<br />

posta per te ti ipnotizza<br />

quale affabulatore, pur<br />

non avendo ritmo; non<br />

si può certo affermare che<br />

è la più bella donna in Italia<br />

eppure è la numero uno assoluta.<br />

Vedi com’è misteriosa<br />

la tv? Non ha dei codici.<br />

Mentre in radio quello<br />

che facciamo noi veleggia<br />

quasi con lo<br />

stesso successo che<br />

ha Maria De Filippi in tv.<br />

Ha il desiderio di fare delle serate<br />

in teatro?<br />

C’ho pensato, lo volevo fare,<br />

mi piacerebbe. È la stanzialità<br />

il vero problema: se tu vuoi fare<br />

il mio programma devi essere a<br />

Milano. Quindi queste serate<br />

dovrebbero essere qualcosa di<br />

fisso in città. Ammetto che mi<br />

manca molto questa esperienza.<br />

Parlo spesso con Linus di realizzare<br />

un musical su RadioDeejay…<br />

Si immagina come presentatore<br />

del Festival di Sanremo?<br />

Potrebbe essere… Tutto può essere,<br />

la vita è imprevedibile. In<br />

fondo Carlo Conti o Gerry Scotti<br />

hanno iniziato come comici…<br />

Oppure potrebbe concludersi<br />

l’avventura tv in un paio d’anni…<br />

Sta cambiando tutto molto<br />

rapidamente. Ma la vivo bene,<br />

ecco.<br />

Si riesce a conciliare vita privata<br />

e personaggio pubblico di<br />

successo?<br />

Io ogni giorno torno a casa dalla<br />

mia famiglia verso le 19. Se,<br />

come è successo, passo una sera a<br />

sentire il concerto di De Gregori,<br />

quella dopo sono tassativamente<br />

a casa. Ho più problemi come<br />

tifoso di calcio: a volte vorrei andare<br />

a vedere giocare l’Inter ma<br />

poi pigramente mi lascio sopraffare<br />

da mille cose e alla fine ci rinuncio.<br />

Per il resto ho imparato<br />

a convivere con le persone che ti<br />

vedono come personaggio televisivo:<br />

essere famosi ti fa sentire un<br />

bambino piccolo, ti salutano tutti.<br />

Devi evitare certi posti in un<br />

determinato periodo: ad esempio<br />

i posti di mare a Pasqua o a ferragosto,<br />

magari in Liguria; c’è<br />

un casino di gente e sei fottuto.<br />

Devi rinunciare ai riti collettivi.<br />

Mi chiedo: è una vera rinuncia?<br />

(ride, ndr) Meglio l’albergo<br />

nell’entroterra e mete alternative.


outsider<br />

SMEMORANDA,<br />

IDEALISTI<br />

E CONTENTI<br />

Insieme a Gino & Michele, Nico<br />

Colonna ha realizzato un sogno<br />

nato tanti anni fa, coinvolgendo<br />

artisti e personaggi di spicco<br />

nel sociale, aiutandoli spesso<br />

in silenzio. Con i suoi quadretti<br />

rivoluzionari oggi il Diario è stato<br />

inserito dall’Enciclopedia Treccani<br />

nei novanta oggetti di design più<br />

importanti degli ultimi novant’anni.<br />

di Guido Biondi<br />

“Questa storia ha inizio dagli<br />

anni ottanta, un periodo in cui<br />

faccio una scelta tranchant, forte<br />

e coraggiosa: abbandonare il posto<br />

fisso per tentare un’esperienza<br />

che potesse essere positiva, quella<br />

di Smemoranda”. Il flusso di coscienza<br />

è opera di Nico Colonna,<br />

autore – insieme a Gino &<br />

Michele e a un gruppo ristretto<br />

di veri idealisti – di una grande<br />

impresa, un sogno diventato realtà.<br />

Nico assomiglia a un indiano<br />

nativo, è un personaggio conosciuto<br />

tra artisti e personaggi<br />

attivi nella solidarietà: è un vero<br />

e proprio link umano capace di<br />

trasmettere forza e coraggio con<br />

grande umanità. La storia del<br />

diario più famoso della storia è<br />

anche quella della sua vita e della<br />

vita dei suoi amici: la racconta<br />

con passione e convinzione, quasi<br />

a incoraggiare chi ancora non<br />

si è rassegnato a non credere nei<br />

sogni. “Il progetto nasce dall’idea<br />

di un gruppo di amici milanesi,<br />

allora legati dal movimento<br />

degli studenti, di fare qualcosa<br />

di rivoluzionario nel mondo dei<br />

diari e delle agende. All’epoca gli<br />

studenti non avevano la possibilità<br />

di avere un diario decente;<br />

nel novanta per cento dei casi<br />

riciclavano l’agenda della banca<br />

o delle assicurazioni trovata in<br />

casa. La nostra idea di base era<br />

semplice: combinare un prodotto<br />

diario/agenda/libro che avesse<br />

al posto delle righe i quadretti<br />

– un atto, va detto, profondamente<br />

rivoluzionario in quegli<br />

anni – inserendo testi, vignette<br />

e disegni ad accompagnare il<br />

ritmo dell’anno dello studente e<br />

non solo, leggendo cose divertenti<br />

e serie. L’agenda diventava una<br />

sorta di scrigno: chi la utilizzava<br />

poteva scriverci i momenti della<br />

propria vita applicando ricordi<br />

nelle pagine. Col passare degli<br />

anni la Smemo è diventata un<br />

oggetto di culto: venticinque milioni<br />

di studenti nel nostro Paese<br />

hanno utilizzato la Smemoranda<br />

in questi 38 anni. Quest’anno<br />

con la 38esima edizione abbiamo<br />

raggiunto numeri importanti,<br />

circa 800.000 copie vendute;<br />

credo non esista una situazione<br />

simile in Italia e forse in nessun<br />

paese al mondo. Negli anni abbiamo<br />

sviluppato temi monografici:<br />

quasi cento personaggi di<br />

varia estrazione molto amati, dai<br />

comici ai cantanti; un universo<br />

bello che ci piace aggregare attorno<br />

alla Smemoranda. I nomi<br />

sono tantissimi, da Albanese a<br />

Bisio, Checco Zalone, Ligabue,<br />

Jovanotti, Pelù, J-Ax, Cremonini<br />

e, motivo di grande orgoglio,<br />

quest’anno ospitiamo Don Gino<br />

Rigoldi, Don Ciotti e Gino Strada,<br />

personaggi molto impegnati<br />

nel sociale. Io la chiamo entità<br />

collettiva costruita negli anni intorno<br />

al diario”.<br />

È nata come un gioco, una<br />

scommessa e poi è diventato<br />

anche un business…<br />

Assolutamente, sottolineo che<br />

eravamo senza una lira: non avevamo<br />

dietro nessuna start-up o<br />

finanziarie, solo un’idea forte<br />

portata avanti in modo artigianale<br />

con grande tenacia. All’ini-<br />

40 ITA EVENTI


zio ci siamo indebitati e vendevamo<br />

direttamente noi quasi porta<br />

a porta, scuola per scuola; con il<br />

ricavato pagavamo i fornitori e se<br />

avanzava qualcosa ci concedevamo<br />

le briciole.<br />

Ovviamente si lavora tutto<br />

l’anno non solo i mesi precedenti<br />

all’inizio delle scuole.<br />

Facciamo spesso riferimento<br />

al diario scolastico ma ci sono<br />

anche le versioni per adulti: c’è<br />

tutto un mondo che si muove intorno<br />

alla Smemo con decine di<br />

iniziative. Basta vedere il nostro<br />

sito Smemoranda.it o i social per<br />

capire quante iniziative nascono<br />

intorno al brand. Siamo parte<br />

della Gut Edizioni che gestisce<br />

– oltre a noi – altri 35 marchi.<br />

Attività collaterali legate a iniziative<br />

dei film quali i Minions,<br />

brand come Eastpak, Moleskine<br />

etc. è un impegno che ci occupa<br />

tredici dei dodici mesi dell’anno!<br />

Con quasi tutti gli artisti che<br />

collaborano alla Smemoranda<br />

ha legato anche al di fuori<br />

del rapporto professionale. Un<br />

esempio è la partecipazione<br />

all’evento di Ligabue a Campovolo<br />

con le tende messe a disposizione<br />

dei ragazzi oppure<br />

il suo rapporto con Emergency<br />

con le donazioni a favore della<br />

loro attività.<br />

Il punto è che è stato creato attorno<br />

alla Smemo un gruppo<br />

culturalmente omogeneo, con<br />

persone con una testa – se posso<br />

dirlo – molto simile; è evidente<br />

che nascono rapporti personali<br />

molto profondi: penso al mondo<br />

di Zelig ad esempio, all’Inter,<br />

ai concerti, al fantacalcio ma,<br />

soprattutto, al sociale. Abbiamo<br />

aiutato l’organizzazione di Don<br />

Gino Rigoldi, di Don Ciotti, di<br />

Gino Strada, comprando degli<br />

autobus sui quali fanno laboratori<br />

mobili d’intervento. Sono<br />

rapporti professionali, personali,<br />

amicali, tra iniziative serie e ludiche.<br />

Ci sono, in particolare, personaggi<br />

che vi hanno stupito?<br />

Avrei tantissime cose da raccontare<br />

ma voglio citarne solo<br />

Nico Colonna con Gino & Michele<br />

(Gino Vignali e Michele Mozzati)<br />

ideatori di Smemoranda<br />

ITA EVENTI 41


42 ITA EVENTI<br />

Nata nel 1978, la Smemo<br />

- come viene abitualmente<br />

chiamata - ha un tema annuale:<br />

Garibaldi, L’amore, L’avventura,<br />

Il gioco, Il sogno e l’utopia,<br />

Cattivi pensieri, Odi Et Amo,<br />

Che storia!, Friends e altri<br />

ancora. Quest’anno è stato<br />

scelto “Mi piace”.


due: un nostro collaboratore, un<br />

giornalista che operava negli scenari<br />

di guerra, è stato gratificato<br />

quando il suo nipote prediletto<br />

ha capito il mestiere di suo zio<br />

leggendo la Smemoranda e le sue<br />

imprese. L’altro aneddoto riguarda<br />

un progetto del quale solo in<br />

questi giorni si capisce il senso:<br />

io, Gino e Michele, sette anni<br />

fa, abbiamo cercato di sviluppare<br />

un diario a emissioni zero e prodotto<br />

al cento per cento in Italia;<br />

ci siamo fatti conteggiare quante<br />

tonnellate di anidride carbonica<br />

produciamo ogni anno e, per<br />

compensare, abbiamo fatto impiantare<br />

centottantamila alberi<br />

nella Provincia tra Milano e Pavia<br />

su terreni di proprietà dello<br />

Stato. Siamo andati a visitare<br />

questi boschi per decine di chilometri,<br />

alberi che costeggiano<br />

a sinistra e a destra il fiume Po,<br />

respirando l’ossigeno che respiriamo<br />

noi e respireranno i nostri<br />

figli. Siamo tornati a casa gasati e<br />

gratificati come mai prima d’ora:<br />

è vero che parliamo di un oggetto<br />

che è anche business, fatturato…<br />

Sarà anche business ma è la<br />

realizzazione di un’ideale nato<br />

tanti anni fa da un gruppo di<br />

sognatori…<br />

È così. L’essere riusciti a salvaguardare<br />

il territorio anche con<br />

un gesto piccolo per noi oggi e<br />

per le future generazioni è una<br />

gioia infinita che non ha prezzo.<br />

Non necessariamente fare business<br />

significa – per noi – essere<br />

disumani, cinici; fregarsene se<br />

dietro al lavoro ci siano bambini<br />

di sei anni sfruttati… Riuscire<br />

ad essere politically correct o<br />

perlomeno tentare di esserlo è<br />

una soddisfazione che ci ha sempre<br />

accompagnato nella nostra<br />

storia.<br />

All’interno di Smemoranda<br />

sono finite tutte le sue passioni,<br />

l’Inter ad esempio (il logo è<br />

stato ideato da Colonna, ndr)<br />

ma non solo.<br />

Non solo si è riversato su Smemoranda<br />

ma sulle nostre esistenze,<br />

la mia e quella di Gino<br />

e Michele e di tutto il gruppo.<br />

L’essere diventati un brand che<br />

ha fatto del bene un po’ ovunque<br />

ci ha fatto diventare un punto<br />

di riferimento: partendo e arrivando<br />

da Smemo ciascuno di noi<br />

ha aggiunto piccoli pezzi di un<br />

puzzle, con le sue gratificazioni.<br />

L’ultima, in ordine cronologico,<br />

ci riempie di orgoglio: la Treccani<br />

ci ha chiesto l’immagine della<br />

prima Smemoranda prodotta per<br />

inserirla in una mostra dei novanta<br />

oggetti più importanti degli<br />

ultimi novant’anni. Parliamo<br />

di oggetti di design che hanno<br />

fatto la storia…<br />

È quasi una Coppa intercontinentale<br />

per voi…<br />

Esatto (ride, ndr), proprio così.<br />

ITA EVENTI 43


arte<br />

L’ALIMENTAZIONE<br />

NELL’ANTICA GUBBIO:<br />

DAL CIBO<br />

AI VASI DA MENSA<br />

Fino al 31 Ottobre 2015<br />

Antiquarum del Teatro Romano, Gubbio<br />

info: 075 922 0 992<br />

La mostra è incentrata sul tema dell’alimentazione<br />

attraverso i reperti conservati<br />

nell’Antiquarium del Teatro Romano. Vengono<br />

descritte le forme ceramiche, il loro<br />

uso, i cibi contenuti e i vari momenti della<br />

giornata dedicati al mangiare.<br />

IL MANICHINO DELLA<br />

STORIA: L’ARTE DOPO<br />

LE COSTRUZIONI<br />

DELLA CRITICA<br />

E DELLA CULTURA<br />

Fino al 31 gennaio 2016<br />

Sale espositive Mata, Modena<br />

info: 059 20 32 883<br />

Curata da richard Milazzo la mostra presenta<br />

novanta capolavori appartenenti a<br />

collezioni private del territorio, realizzati<br />

nel periodo compreso tra gli anni Ottanta<br />

e i nostri giorni. Dipinti, sculture, fotografie<br />

e installazioni di Basquiat, Anastasi,<br />

Schifano, Boetti e tanti altri. Le opere mostrano<br />

una successione di stili e movimenti<br />

quali concettualismo, appropriation art,<br />

Neo-pop, Superkitsch, Transavanguardia,<br />

neo-espressionismo, figurazione, astrattismo,<br />

iperrealismo.<br />

CARLO MATTIOLI. RIPRESE<br />

Fino all’8 Dicembre 2015<br />

Palazzo Ducale, Sassuolo<br />

info: 0536 18 44 792<br />

La mostra si accosta all’opera di Mattioli<br />

cogliendone la sua propensione per l’antico<br />

e il suo ininterrotto dialogo con la pittura<br />

e le reliquie del tempo. Il particolare<br />

punto di vista, valorizzato dalle sale di Palazzo<br />

Ducale, illumina il senso comlessivo<br />

della singolare ricerca di Mattioli che attraversa<br />

il Novecento confrontandosi con vari<br />

movimenti artistici ma tenendosi ancorato<br />

alla forma e alla figurazione, anche quando<br />

pare diluirne il segno. Nella mostra<br />

emerge il suo personale processo creativo,<br />

sempre filtrato attraverso il deposito della<br />

memoria immaginativa e persino affidato<br />

a interventi compositivi su superfici già segnate<br />

da una vita precedente.<br />

44 ITA EVENTI


JAN FABRE.<br />

GLI ANNI DELL’ORA BLU<br />

Fino al 10 Novembre 2015<br />

Magazzino Arte Moderna, Roma<br />

info: 06 687 5951<br />

La mostra, intitolata Gli Anni<br />

dell’Ora Blu presenta per la prima<br />

volta in Italia la serie omonima<br />

di opere realizzate con la penna<br />

Bic negli anni Ottanta e Novanta<br />

dell’artista belga Jan Fibre. La<br />

bic-art, questo il termine con cui<br />

Fabre designa questo ramo della<br />

sua produzione, inizia alla fine degli<br />

anni Settanta con una serie di<br />

performance, in cui l’artista si relaziona,<br />

espandendo la tradizionale<br />

bidimensionalità del disegno,<br />

allo spazio e alla storia dell’arte.<br />

Pareti, oggetti, intere stanze ed<br />

edifici vengono trasformate attraverso<br />

il segno ossessivo della penna,<br />

annullate ma allo stesso tempo<br />

consacrate nelle loro forme dal<br />

passaggio dell’artista. In questo<br />

contesto si sviluppano alcune tra<br />

le opere più celebri di Fabre come<br />

la serie Ilad of the Bic-Art, Tivoli<br />

(il cui video è presentato in mostra)<br />

del 1991 o la Blaue Raum realizzata<br />

nel 1988 al Bethanien o<br />

il monumentale The Hour Blue<br />

in collezione allo SMAK di Gent,<br />

fino a Das Medium (una delle prime<br />

opere di bic Art, realizzata nel<br />

1979) in cui il disegno si materializza<br />

nell’oggetto, e il medium<br />

dell’opera diventa il corpo. Nella<br />

serie di opere presentate in mostra,<br />

Fabre sintetizza un universo<br />

di simboli, metafore, fantasie e realtà,<br />

che emergono, quasi senza<br />

contorno, dal blu profondo del disegno.<br />

L’ora crepuscolare è essa<br />

stessa una metafora di un passaggio,<br />

di una metamorfosi, un tema<br />

che ricorre nella produzione pluridecennale<br />

dell’artista fiammingo.<br />

Pugnali, spade, demoni, animali<br />

reali e fantastici, un immaginario<br />

che spesso attinge alla storia<br />

dell’arte e più in generale a una<br />

dimensione spirituale e mistica<br />

che si risolve però spesso nell’universo<br />

materiale della natura e<br />

dei suoi passaggi, guidano il nostro<br />

sguardo attraverso un mondo-momento<br />

(la metafora del crepuscolo)<br />

in cui le figure emergono<br />

sulla superficie scarabocchiata,<br />

sembrano prevalere e al contempo<br />

essere risucchiate dal gesto invasivo<br />

tracciato dalla penna.<br />

ITA EVENTI 45


GIUSEPPE TERRAGNI A ROMA<br />

Fino al 18 Dicembre 2015<br />

Archivio Centrale dello Stato<br />

Archivio Capitolino, Milano<br />

info: 333 425 18 25<br />

Ideata La mostra, già presentata alla Casa<br />

dell’Architettura di Roma, verrà spostata<br />

nella Sala Maria Serio dell’Archivio Centrale<br />

dello Stato. Si avrà la possibilità di vedere<br />

gli originali dei progetti di Terragni custoditi<br />

presso l’Archivio. La visita è anche l’occasione<br />

per visionare plastici e grafici di altri Maestri<br />

dell’Architettura contemporanea quali Luigi<br />

Moretti, Riccardo Morandi, Guido Fiorini,<br />

Francesco Palpacelli, Cesare Ligini e altri. Di Giuseppe<br />

Terragni sono presenti i progetti che l’architetto comasco<br />

ha realizzato per la città di Roma. Sposò con determinazione<br />

la battaglia per l’avanguardia architettonica italiana.


arte<br />

BAMBOL-ART,<br />

BELLEZZA<br />

IN MINIATURA<br />

Cresce l’interesse per i creatori di bambole:<br />

il Muvi ha riunito in una mostra i maggiori<br />

protagonisti di questa forma d’arte con le sue<br />

intriganti sfumature. di Andrea Thomas<br />

Bambol-Art è un’esposizione unica nel suo<br />

genere: sono state protagoniste le bambole<br />

create da 18 diversi artisti. Presentate a<br />

Milano presso lo spazio espositivo Museo Vitaloni<br />

- MUVI e curata di Raffaele Piscitelli le diverse<br />

Bambole in esposizione sono state create da Laura<br />

Scattolini, Nickis Fabbrocile, Magia2000, Natascia<br />

Raffio, Selena Leardini, Vincenzo Colella,<br />

Idrusa, Alessandra Nicolin, Lantis Kelly, Lorenzo<br />

Tamburini, Daniele Colombo, Teomorpho & Mr<br />

Buffe, Veronica Tanzi, Janka + Creator, Clara Fornari,<br />

Noemi Bracchi, Donatella Murru e Maria<br />

Cristina Bisulli. Veri outsider, la scommessa di creare<br />

bambole sottintende un florido mercato di appassionati,<br />

pronti a comprare le opere d’arte spesso<br />

attraverso la rete. Abbiamo incontrato Raffaele Piscitelli,<br />

curatore della prima edizione della mostra,<br />

già richiesta in altre parti d’Italia e all’estero: “Mi<br />

occupo di regia lirica, cinematografica e comunicazione-marketing<br />

in diversi settori del mercato, tutti<br />

sensibili al bello quindi chirurgia plastica, medicina<br />

estetica oltre all’arte a 360°. Quando decisi di<br />

portare in mostra qualcosa di bello, mi confrontai<br />

con il nostro Chirurgo estetico certificato più interessante<br />

d’Italia, non solo per il lifting facciale,<br />

Dr. Antonio Distefano. Parlammo di plastica e<br />

suoi simili, quindi resina, cernit etc... Cominciai a<br />

contattare gli artisti più poliedrici che avessero potuto<br />

sbalordirmi con creazioni ad hoc; le bambole,<br />

create proprio per questa prima edizione di Bambol-Art,<br />

hanno incuriosito – solo nella prima settimana<br />

- più di ottocento visitatori. L’evento ha un


Foto di gruppo dei curatori<br />

e degli artisti della mostra<br />

risultato mediatico fortissimo, tanto che sono stato<br />

contattato da più di duecento artisti che si sono<br />

proposti per la seconda edizione. Un ringraziamento<br />

speciale va ai quattro sponsor che con piccolissime<br />

partecipazioni ci ha dato modo di uscire<br />

con affissioni in tutta Milano, e sono: San Carlo,<br />

Tortefinte.com, Radio23.it, Drantoniodistefano.it<br />

e Elettrosystem”.<br />

Il MUVI è un gruppo di artisti, un’associazione culturale, un luogo d’arte che nasce dalla necessità dello<br />

scultore Michele Vitaloni di creare uno spazio espositivo per la sua produzione artistica e dal desiderio<br />

di condividere la propria arte con quella di altri artisti, specialmente con coloro che abbracciano la sua<br />

stessa filosofia estetica, legata anche alla natura e ad uno spirito libero e indipendente.<br />

Via Andrea Maria Ampère 27, Milano


NOEMI BRACCHI horrorparty.deviant.com<br />

VINCENZO COLELLA<br />

vincenzocolella.com<br />

50 ITA EVENTI


LAURA SCATTOLINI<br />

NATASCIA RAFFIO<br />

natasciaraffo.com<br />

NICKYS FABBROCILE<br />

freefantasydolls.com


Magia2000<br />

(Mario Paglino<br />

& Gianni Grossi)<br />

magia2000.com<br />

IDRUSA<br />

(Patrizia Miele)<br />

SELENA LEARDINI


ALESSANDRA<br />

NICOLIN<br />

LORENZO<br />

TAMBURINI<br />

DANIELE<br />

COLOMBO<br />

VERONICA TANZI<br />

veronicatanzi.com


TEOMORPHO & MR. BUFFE<br />

LANTIS KELLY (Giulia Britti & Martina Meacci)<br />

lantis-kelly.com


JANKA + CREATOR<br />

jankacreator.com<br />

MARIA CRISTINA<br />

BISULLI<br />

CLARA<br />

FORNARI<br />

DONATELLA<br />

MURRU<br />

puparium.com


musica<br />

CESARE<br />

CREMONINI<br />

27 ottobre<br />

PalaLottomatica<br />

Roma<br />

MALIKA AYANE<br />

28 ottobre<br />

Teatro Verdi<br />

Firenze<br />

3 novembre<br />

Auditorium Conciliazione<br />

Roma<br />

MAX PEZZALI<br />

24 e 25 ottobre<br />

PalaAlpitour<br />

Torino<br />

27 ottobre<br />

105 Stadium<br />

Genova<br />

con Orchestra sinfonica<br />

Affinis Consort<br />

24 Ottobre, Teatro Sociale, Como<br />

LORENZO<br />

FRAGOLA<br />

22 ottobre<br />

Afterlife Live Club<br />

Perugia<br />

23 ottobre<br />

Mammamia<br />

Senigallia<br />

CLUB TO CLUB ft. THOMYORKE<br />

4/8 novembre (www.clubtoclub.it)<br />

31 ottobre<br />

Teatro Colosseo<br />

Torino<br />

56 ITA EVENTI


itinerari<br />

BERCHIDDA,<br />

UNA GRANDE FAMIGLIA JAZZ<br />

58 ITA EVENTI


Da anni in Sardegna si celebra il jazz attraverso un Festival<br />

nel paese di Berchidda e nei comuni limitrofi. Tra castelli,<br />

casati, rocce e ambienti mozzafiato si esibiscono i migliori<br />

artisti italiani ed internazionali. di Bruno Quiriconi<br />

Con la direzione artistica<br />

di Paolo Fresu, Berchidda<br />

è diventato un appuntamento<br />

irrinunciabile anche<br />

grazie al clima informale e alle<br />

bellezze della natura circostante,<br />

oltre a una grande umanità tra<br />

tutti coloro che dedicano il loro<br />

tempo per assistere il pubblico e<br />

migliorare la logistica. Giunto<br />

alla ventottesima edizione e patrocinato<br />

dall’Unesco, il Festival<br />

è un appuntamento consolidato<br />

ogni estate a Berchidda, con<br />

tre-quattro proposte quotidiane<br />

tra i nomi del gotha del jazz<br />

internazionale oltre ai migliori<br />

artisti italiani. La particolarità –<br />

fortemente voluta da Fresu – è la<br />

volontà di coinvolgere i comuni<br />

limitrofi, in modo di garantire<br />

al pubblico emozioni e panorami<br />

altrimenti difficilmente fruibili:<br />

la Pineta di Sant’Anna vicino a<br />

Budoni, la Chiesa di Santa Maria<br />

di Coros e di San Giovanni a<br />

Pattada, l’ottocentesca Cattedrale<br />

dell’Immacolata di Ozieri, il<br />

Convento dei Cappuccini, il castello<br />

dei Doria a Chiaramonti,<br />

il Nuraghe Funtuna di Ittireddu<br />

oltre a un appendice a Sassari.<br />

Alle performance musicali dal<br />

vivo si aggiunge il Pav, progetto<br />

arti visive: rassegna di film e documentari<br />

selezionati dal regista<br />

Gianfranco Cabiddu oltre alla<br />

presentazione di libri, conferenze,<br />

degustazioni, laboratori e una<br />

mostra fotografica su Pier Paolo<br />

Pasolini; per l’occasione è stato<br />

trasformato un ex caseificio in un<br />

centro culturale. Gli appassionati<br />

hanno ascoltato, tra gli altri,<br />

Stefano Bollani, Manu Katché,<br />

Keny Barron e Dave Holland,<br />

Dino Rubino, Oren Marshall,<br />

Louis Moholo-Moholo, Lars<br />

Danielsson, Michel Godard,<br />

Nguyên Lê, Giovanni Guidi.<br />

Fresu, in particolare, si è esibito<br />

su un aereo di linea della Meridania,<br />

oltre ad aver improvvisato<br />

un duetto con Stefano Bollani.<br />

Tra i protagonisti abbiamo scelto<br />

di proporvi, in particolare, Paolo<br />

Angeli e la sua Orchestra Gagarin<br />

e Michele Rabbia.<br />

ITA EVENTI 59


Foto di: Roberto Chiovitti


Partecipare al Festival di Berchidda significa soprattutto relazionarsi con gli abitanti del paese,<br />

molti dei quali volontari per l’organizzazione dell’evento. Dall’ufficio stampa agli autisti per gestire<br />

gli spostamenti nelle varie location dei comuni limitrofi si ha la possibilità – durante il tragitto –<br />

di approfondire la conoscenza del luogo, la sua storia, le sue malizie e gli usi e costumi degli abitanti.<br />

Memorabili – in tal senso – i viaggi con il veterano Francesco Ledda (foto 1), nella vita di tutti<br />

i giorni membro del Corpo forestale. Se vi fermate a prendere un gelato o bere un caffè o semplicemente<br />

chiedere un’indicazione sarete accolti dalla disponibilità dei berchiddesi, molti dei quali<br />

vi intratterranno con anedotti sulla vita di Paolo Fresu o delle passate edizioni del Festival. Per chi<br />

desidera arricchire la giornata con un tuffo nelle acque limpide di Pittulongu, nei pressi di Olbia,<br />

vi è un comodo autobus a/r in circa quaranta minuti: inutile aggiungere che avrete modo di chiacchierare<br />

anche con l’autista (foto 2); le informazioni sugli orari potete chiederle alla tabaccaia vicino<br />

alla piazza centrale (foto 3). Nella spiaggia merita un soggiorno il Mamabeach, con la simpatia<br />

di Ester e Cysa (foto 4).<br />

ITA EVENTI 61


Paolo Angeli, la metamorfosi<br />

di uno strumento<br />

Lo strumento di Paolo è un<br />

ibrido tra chitarra e contrabbasso,<br />

con una sezione<br />

elettronica e ritmica. Angeli è<br />

stato una rivelazione del Festival:<br />

oltre a suonare da solo si è<br />

esibito con la Piccola Orchestra<br />

Gagarin, con il violoncellista Sasha<br />

Agranov e il batterista Oriol<br />

Roca. “Cerchiamo di portare il<br />

nostro pubblico in un’altra dimensione<br />

mentale”, sottolinea<br />

Paolo, “suoniamo una lunga<br />

unica suite come un vero viaggio,<br />

senza sapere dove andremo<br />

ad atterrare. L’ensemble è nato<br />

quasi per caso in una bettola di<br />

Barcellona dove risiedo e poco<br />

dopo abbiamo registrato l’album<br />

Platos Combinados al quale<br />

presto ne seguirà un altro”. Il<br />

sound della Piccola Orchestra è<br />

un mix di sfumature mediterranee,<br />

arabe e tradizionali. La<br />

carriera di Angeli è iniziata pra-<br />

ticamente da bambino partendo<br />

da una semplice chitarra, poi<br />

un violoncello e altri strumenti<br />

sino all’intuizione della svolta:<br />

perché non fondere tutto in un<br />

unico strumento? “Desideravo<br />

averne solo uno che li racchiudesse<br />

tutti, compresa la batteria,<br />

le corde da mandolino, i pedali<br />

e le launeddas. L’ho chiamata<br />

Chitarra sarda preparata perché<br />

di fatto, sino al 2003, continuavo<br />

a suonarci musica tradizionale;<br />

è uno strumento “in progress”,<br />

cambio continuamente<br />

ingredienti e attualmente sto<br />

cercando di riprodurre il sitar e<br />

un basso”. Una sera durante una<br />

sua esibizione è stato notato da<br />

Pat Metheny: desiderava uno<br />

strumento identico da utilizzare<br />

per i suoi concerti e in poco<br />

tempo Angeli ne ha ricostruito<br />

uno simile appositamente per<br />

l’artista americano.<br />

62 ITA EVENTI


Via Pantanello, II Trav DX<br />

Zona Industriale - 04022 Fondi (LT)<br />

Tel : 0771. 531 807<br />

limonilacostiera@tiscali.it<br />

www.la-costiera.com<br />

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Tiziano Muccitelli su www.la-costiera.com<br />

Sinfonia al Limone


Michele Rabbia, lo sciamano delle percussioni<br />

Michele Rabbia<br />

si è esibito al<br />

Festival di Berchidda<br />

con Giovanni Guidi<br />

e Luca D’Aquino<br />

Raramente si osserva un<br />

musicista essere talmente<br />

all’interno della sua<br />

funzione nel momento di suonare,<br />

tra spontaneità, improvvisazione,<br />

metodo, sperimentazione:<br />

dall’esterno si percepisce<br />

chiaramente che Rabbia durante<br />

il live è in una sua dimensione,<br />

spersonalizzato completamente<br />

dal senso del tempo e del<br />

luogo, incline a non lesinare nessuna<br />

forza fisica, spendendo ogni<br />

energia con movimenti spesso irrazionali,<br />

con l’urgenza di esprimere<br />

visceralmente ogni sfumatura.<br />

Qualcosa di spettacolare<br />

da vedere e da sentire ma altrettanto<br />

originale quale figura di<br />

moderno sciamano dei suoni.<br />

Condensa tutto se stesso nell’esibizione<br />

dal vivo. “Sicuramente al<br />

mio interno ci sono altre componenti<br />

non necessariamente musicali;<br />

se, ad esempio, mi rapporto<br />

con il coreografo Virgilio Sieni<br />

per una performance di danza,<br />

o Stefano Battaglia o altri ancora,<br />

comunque con altre forme<br />

d’arte, ne assorbo e elaboro dettagli<br />

e sfumature. Questo a sottolineare<br />

quanto è importante il<br />

gesto, l’espressione, la profondità<br />

di un movimento del corpo. Per<br />

me il creare suoni nasce soprattutto<br />

dal gesto fisico, dalla spontaneità.<br />

A volte è stancante per<br />

il coinvolgimento. All’impegno<br />

mentale è corrisposto quello fisico,<br />

sempre.<br />

È mai stato contattato da<br />

qualche popstar per un tour?<br />

Credo che il pop abbia delle regole<br />

solidificate: non è il mio<br />

ambiente e non frequento le star<br />

italiane: non so neppure se sono<br />

conosciuto da loro. Quando nella<br />

vita si fa una scelta musicale ri-


gorosa si cerca di essere coerenti<br />

ed infatti mi muovo nel circuito<br />

al quale sento di appartenere.<br />

Come è arrivato ad elaborare<br />

la sua unicità nel suono e nelle<br />

performance dal vivo?<br />

Ho iniziato a quindici anni ad<br />

appassionarmi di musica grazie<br />

a mio fratello, il quale aveva<br />

una classica band da cantina;<br />

poi ho frequentato il Conservatorio<br />

a Torino e sono andato negli<br />

Stati Uniti per alcune lezioni.<br />

Negli anni novanta mi presentavo<br />

come batterista anche se ero<br />

attratto dalle percussioni e dalla<br />

musica classica, etnica e contemporanea<br />

e piano piano ne ho<br />

acquisito i suoni. Ma avevo sempre<br />

un occhio all’improvvisazione<br />

radicale americana ed europea:<br />

ho frullato tutto quanto e<br />

cercato una mia strada. Al centro<br />

della mia ricerca c’è sempre e<br />

solo il suono: è la madre, la radice<br />

di tutto quello che faccio. Ultimamente,<br />

grazie alla tecnologia<br />

riesco ad abbinare – nelle mie<br />

performance – la musica elettronica:<br />

ma inizio sempre l’approccio<br />

con la matrice acustica. Mi<br />

ha molto aiutato il ruolo all’interno<br />

del gruppo Aires Tango,<br />

di Javier Girotto: ho potuto sempre<br />

sperimentare ed evolvermi<br />

grazie alla enorme libertà avuta<br />

all’interno del quartetto. Non<br />

mi sono mai considerato un jazzista<br />

anche se la mia provenienza<br />

in qualche modo è parte della<br />

famiglia jazz e classica: mi ha<br />

giovato ogni incontro con i protagonisti<br />

indiscussi di queste due<br />

aree. Oggi, quando mi chiamano<br />

a collaborare per l’incisione di<br />

un album o per un tour o anche<br />

per installazioni e performance<br />

live, mi dicono semplicemente<br />

“abbiamo bisogno di quelli<br />

che sai fare tu”, quasi ad indicare<br />

che il mio approccio al suono<br />

e il modo nel quale mi esibisco<br />

sono riconosciuti come singolari.<br />

Questo, è in assoluto, il maggior<br />

riconoscimento per me come<br />

musicista.<br />

ITA EVENTI 65


viaggiare<br />

A BORDO DI UN WESTFALIA<br />

Porto: un viaggio enogastronomico<br />

È la città ideale per conoscere il Paese: tra ricette tradizionali<br />

e degustazione di vino. Una città da visitare scoprendo<br />

i suoi vicoli e le sue bellezze nascoste.<br />

di Armando Costantino<br />

66 ITA EVENTI


Un’Oasi di Benessere nel cuore di Abano Terme<br />

Hotel Helvetia è un elegante albergo 4 stelle situato<br />

nel cuore di Abano Terme, a soli 30 metri<br />

dalla zona pedonale, che accoglie i vostri desideri<br />

di relax e benessere.<br />

Camere elegantemente arredate e dotate di ogni<br />

comfort, cucina creativa fatta di colori, profumi e<br />

sapori della nostra terra, giochi d’acqua nelle piscine<br />

e giochi di luce nei giardini che circondano<br />

l’hotel, reparto salute ed estetica con personale<br />

altamente qualificato. Immergetevi nelle nostre<br />

acque termali… e sarà finalmente benessere!<br />

Hotel Terme Helvetia Via Marzia, 49 - 35031 Abano Terme (PD)<br />

Tel.+39 049 86 698 11 - Fax.+39 049 86 66 348 - E-mail info@termehelvetia.it<br />

Prego accomodatevi… Benvenuti nel relax!<br />

Hotel Terme Roma è un elegante e confortevole 4 stelle situato all’inizio della zona<br />

pedonale di Abano Terme. Circondato da un territorio ricco di sorprese e verdi colline,<br />

il nostro hotel vi offre una cucina ricca di sapore<br />

ed il riposo nelle nostre accoglienti camere,<br />

esperienze wellness nella nostra nuovissima SPA<br />

con esperti qualificati e trattamenti dermocosmetici<br />

di ultimissima generazione, rigeneranti<br />

immersioni nelle nostre piscine ad acqua termale,<br />

tutta la salute che solo il nostro fango maturo e<br />

le nostre antiche acque termali possono donarvi.<br />

Accomodatevi dunque, benvenuti nel relax!<br />

Hotel Terme Roma Via Mazzini, 1 - 35031 Abano Terme (PD)<br />

Tel. +39 049 86 69 <strong>12</strong>7 - Fax. +39 049 863 02 11 - E-mail roma@termeroma.it


Entrare in Portogallo direttamente<br />

nella bellissima<br />

città di Porto è il modo<br />

migliore per entrare in contatto<br />

con una nuova nazione e la<br />

gente locale. Porto ha una storia<br />

interessante che si può ancora<br />

ammirare attraverso le suggestive<br />

meraviglie che la città offre.<br />

Abbiamo trovato un luogo<br />

adatto per noi all’ingresso del<br />

fiume Douro vicino al faro, nel<br />

quartiere di Matoshinio. Dalla<br />

nostra base è stato facile visitare<br />

in lungo e in largo la città, a piedi,<br />

in bicicletta e con i trasporti<br />

locali, lungo gli ultimi chilometri<br />

del fiume e sulle colline<br />

che lo attorniano. Subito la mia<br />

attenzione è stata rapita dalla<br />

bellezza delle molte facciate delle<br />

abitazioni, completamente<br />

ricoperte da piastrelle colorate<br />

con diversi patterns. Le vie e gli<br />

stetti vicoli sembrano dipinti da<br />

lontano e riescono a dare una<br />

percezione quasi incantata di<br />

questa città. La prima visita è<br />

stata al quartiere Ribeira - lungo<br />

il fiume -, dagli inconfodibili<br />

tratti medioevali degli edifici e<br />

delle architetture. Questo quartiere,<br />

a ridosso delle colline, è il<br />

cuore storico della città, dichiarato<br />

patrimono dell’umanità da<br />

parte dell’Unesco. È diventato<br />

il principale obiettivo dei turisti,<br />

con ottimi ristoranti e locali, con<br />

le loro ricette tradizionali quali<br />

il baccalau, cucinato in piu di<br />

365 maniere oltre al vino Porto,<br />

famoso in tutto il mondo. Nella<br />

stessa zona si puo approfittare<br />

per fare una crociera sul fiume a<br />

borde dei rabelos (le imbarcazioni<br />

locali che anticamente trasportavano<br />

il vino dall’entroterra<br />

fino alla città). E parlando di<br />

vino, basta attraversare il ponte<br />

Luis I per arrivare sull’altra sponda<br />

del fiume nel quariere di Vila<br />

68 ITA EVENTI


Nova de Gaia, dove molte aziende<br />

vinicole hanno aperto al pubblico<br />

le loro cantine colme fino<br />

al soffitto di botti e pregne del<br />

profumo acre del vino, per visite<br />

e degustazioni. Oltre al vino non<br />

poteva mancare una visita ad un<br />

ristorante molto particolare in<br />

centro: Regaleira. Qui, nel lontano<br />

1952, un cameriere - dopo<br />

aver vissuto lunghi anni a Parigi<br />

-, ha inventato una ricetta che<br />

ancora oggi rimane la specialità<br />

di Porto: la francesinha. Partendo<br />

dai famosi sandwich francesi<br />

croque monsieur e madame, sono<br />

stati aggiunti altri ingredienti<br />

locali e completati con una salsa<br />

tutt’oggi segreta; un piatto<br />

adorato da autocnoni e turisti,<br />

parte integrante della cultura<br />

della città. Per visitare Porto è<br />

conveniente utilizzare i trasporti<br />

locali: gli autobus, la metropolitan<br />

o la vecchia linea di tram.<br />

Una volta arrivati nel centro<br />

della città si sale attraverso le vie<br />

strette per scoprirne le bellezze<br />

celate. Si parte dalla stazione di<br />

Sao Bento, importante per le sue<br />

decorazioni interne raffiguranti<br />

la storia e la nascita del Portogallo.<br />

Lo stesso tipo di tecnica<br />

la ritoviamo sulla facciata di diverse<br />

chiese, in particolare Santo<br />

Ildefonso. Una visita alla famosa<br />

libreria neogotica Lello e Irmao<br />

stupirà le vostre aspettative: è<br />

stata la location per alcune scene<br />

del film Harry Potter; ha aperto<br />

i battenti nel lontano 1869, gli<br />

interni in legno intagliato e la<br />

scala a chiocciola al centro della<br />

grande stanza vi toglieranno il<br />

respiro. Altri luoghi, meno maestosi<br />

ma sicuramente interessanti<br />

da visitare, sono il tipico mercato<br />

di Bolhao e i bellissimi giardini<br />

del palazzo di cristallo, da dove si<br />

puo ammirare la città dall’alto in<br />

tutta la sua bellezza. Obrigado!<br />

ITA EVENTI 69


viaggiare<br />

SMART<br />

JAPAN<br />

Una terra lontana e<br />

sconosciuta ideale<br />

per giovani e famiglie.<br />

di Erny Cat<br />

Sopra: All’esterno dei negozi<br />

delle ragazze vestite a tema<br />

richiamano i clienti; 1. Selfie<br />

col cerbiatto a Hiroshima;<br />

2. Vestiti classici durante le<br />

giornate di festa; 3. Classico<br />

si, ma senza rinunciare allo<br />

smartphone; 4. Le statue<br />

votive sono cave ed ognuna<br />

porta all’interno<br />

una preghiera o un augurio<br />

(Foto: San_drino)<br />

Chiunque desideri andare in<br />

Giappone sa che deve affrontare<br />

una spesa non indifferente.<br />

Eppure organizzandosi<br />

con largo anticipo vi è la<br />

possibilità di trovare i voli a un<br />

prezzo contenuto; inoltre – nonostante<br />

il luogo comune dei<br />

prezzi alti -, si possono scegliere<br />

hotel e piccoli ristoranti economici<br />

alla portata di tutte le<br />

tasche. Quindi se v’interessa questo<br />

tipo di vacanza smart seguite<br />

le nostre indicazioni. Una terra<br />

lontana e sconosciuta ideale per<br />

giovani e famiglie. Così è iniziato<br />

il nostro viaggio, meta Tokyo,<br />

Kyoto Wakayama e Hiroshima.<br />

Il primo impatto con il Giappone<br />

è da brivido: tecnologia unita<br />

ad efficienza e gentilezza, il passato<br />

imponente con i suoi templi<br />

e palazzi unito al presente dei<br />

manga e i mercati di pesce fresco<br />

coperti. Si possono incontrare<br />

facilmente intere famiglie che<br />

passeggiano in kimono ma con<br />

lo smartphone in mano e trovare<br />

venditori di cibo ad ogni angolo.<br />

Se si vuole avere una panoramica<br />

della città moderna bisogna salire<br />

sulla City tower o prendere<br />

il treno super-rapido. Dal punto<br />

di vista alberghiero i giapponesi<br />

sono ossessionati per la pulizia;<br />

di conseguenza anche un ostello<br />

con una stella come il Khaosan<br />

World Asakusa Ryokan & Hostel<br />

70 ITA EVENTI


isulta essere estremamente pulito<br />

e confortevole. Ovviamente<br />

bisogna essere disposti a dormire<br />

sui futon, i tipici materassi/<br />

letti giapponesi. La città più bella<br />

in assoluto è Kyoto, molto accogliente<br />

e infinitamente ricca di<br />

templi; l’unico problema è il clima,<br />

sembra di stare all’equatore.<br />

A Kyoto ci si muove normalmente<br />

in bicicletta e una delle tappe<br />

obbligatorie è il bellissimo palazzo<br />

imperiale: ci si entra rigorosamente<br />

scalzi, passeggiando tra<br />

templi invasi da scimmie. Noleggiare<br />

una bicicletta costa poco,<br />

circa otto euro al giorno. A Wakayama<br />

trovate il Buddha d’oro<br />

più grande del Giappone, ha tante<br />

mani per poter elargire felicità<br />

a più persone possibili. I giapponesi,<br />

essendo scintoisti, non<br />

hanno un vero e proprio Dio ma<br />

molti spiriti guida ai quali si rivolgono<br />

attraverso le preghiere<br />

contenute in statuette a forma<br />

di volpe. Hiroshima è la vera sorpresa:<br />

tutti la ricordano per l’attacco<br />

nucleare subito e quindi<br />

come un posto apparentemente<br />

triste ed invece a prima vista lo<br />

spettacolo è meraviglioso: si erge<br />

su un bellissimo golfo pieno di<br />

isolotti. Quello più grande ospita<br />

l’unico tempio costruito sull’acqua<br />

ed è una riserva naturale per<br />

i cerbiatti che convivono con la<br />

popolazione.<br />

ITA EVENTI 71


1. Mercato coperto tipico;<br />

2. Mercatino al tempio;<br />

3. Lo street food in Giappone;<br />

4. Il Treno “proiettile” da 300<br />

Km/h della linea Shinkansen;<br />

5. I dintorni di Wakayama<br />

ospitano il più grande<br />

Buddha d’oro del Giappone;<br />

6. La fortezza di Kyoto<br />

ed il suo fossato;<br />

7. Dai 300 metri di Abeno<br />

Harukas a Osaka, il più<br />

alto grattacielo residenziale<br />

del Giappone


notes<br />

JOBS ACT: IL RUOLO<br />

DELL’AGENZIA NAZIONALE<br />

PER LE POLITICHE ATTIVE<br />

E IL LAVORO<br />

Spada: «Sì alla vigilanza ma non al controllo dei fondi interprofessionali»<br />

Nei giorni scorsi sono stati<br />

definiti i decreti legislativi<br />

che mancavano per<br />

rendere attuative le misure previste<br />

dal Jobs Act. Tra questi,<br />

anche quello relativo al riordino<br />

della normativa in materia di<br />

servizi per il lavoro e di politiche<br />

attive, così come previsto nella<br />

legge n. 183/2014, che definisce<br />

un nuovo modello di organizzazione<br />

del mercato del lavoro nel<br />

quale vengono coinvolti anche i<br />

fondi paritetici interprofessionali.<br />

Ne abbiamo parlato con Rossella<br />

Spada, direttore del fondo<br />

Formazienda.<br />

Dato che tra i decreti legislativi<br />

licenziati c’è quello che<br />

riguarda la riforma dei servizi<br />

per il lavoro e le politiche attive,<br />

vorremmo sapere da lei<br />

quali sono le principali novità<br />

previste da quest’ultimo?<br />

Ritengo che il governo voglia<br />

giungere a un’armonizzazione di<br />

tutti i servizi offerti dagli attori<br />

che svolgono un ruolo nell’ambito<br />

delle politiche attive e che<br />

sono: il ministero del lavoro e<br />

delle politiche sociali, le regioni e<br />

le strutture regionali per le politiche<br />

attive, le agenzie per il lavoro,<br />

l’Inps, l’Inail, le camere di commercio,<br />

ma anche i fondi bilaterali<br />

e interprofessionali. L’attività<br />

di coordinamento di tutti questi<br />

soggetti pubblici o privati viene<br />

affidata all’Agenzia nazionale per<br />

Rossella Spada<br />

Direttore del<br />

Fondo Formazienda<br />

le politiche attive e il lavoro (Anpal)<br />

che svolgerà una funzione di<br />

coordinamento al fine di favorire<br />

una maggiore fluidità tra i servizi<br />

offerti nell’ambito delle politiche<br />

attive. Inoltre, l’Agenzia eserciterà<br />

la sua vigilanza sull’attività<br />

svolta dai fondi interprofessionali,<br />

ma non avrà più la funzione<br />

di controllo sui fondi stessi, che<br />

resta – invece – ancora in capo al<br />

ministero del lavoro e delle politiche<br />

sociali.<br />

Come accogliete il fatto che<br />

all’Anpal venga affidata una<br />

funzione di vigilanza sui fondi<br />

e non anche di controllo?<br />

Positivamente, in quanto un<br />

eventuale controllo statale esercitato<br />

dall’Agenzia nei confronti<br />

dei fondi avrebbe rischiato di<br />

alterare la natura privatistica dei<br />

fondi stessi e di attrarli, di fatto,<br />

nella fattispecie degli organismi<br />

di diritto pubblico. Tra l’altro,<br />

questo avrebbe potuto minare la<br />

fluidità dei processi e la sburocratizzazione<br />

delle procedure attuate<br />

dal nostro fondo nell’ambito<br />

degli strumenti di finanziamento<br />

resi disponibili alle imprese aderenti.<br />

La fluidità dei processi e la<br />

sburocratizzazione delle procedure<br />

di cui parla vi hanno<br />

permesso di dare un migliore<br />

servizio alle imprese aderenti?<br />

Senza dubbio. Le imprese aderenti,<br />

così come gli enti di for-<br />

74 ITA EVENTI


mazione che ci presentano i loro<br />

piani formativi, sono molto soddisfatte<br />

degli strumenti di finanziamento<br />

da noi ideati proprio<br />

per la fluidità e la sburocratizzazione<br />

che li caratterizzano. Credo<br />

che anche l’alto numero delle imprese<br />

aderenti – numero che nel<br />

2015 sta avendo un incremento<br />

importante - comprovi quanto<br />

sia importante per le imprese<br />

avere risposte in tempi rapidi.<br />

Ed è quanto il nostro fondo sta<br />

facendo da ormai 4 anni. Ricordo,<br />

infatti, che le proposte progettuali<br />

che pervengono al fondo<br />

sono valutate nell’arco massimo<br />

di venti giorni e che tale tempestività<br />

consente alle imprese di<br />

programmare – anche nel breve<br />

periodo - delle azioni formative<br />

volte alla crescita, alla riqualificazione<br />

e alla riconversione dei propri<br />

lavoratori dipendenti. Tutto<br />

questo permette all’impresa di<br />

puntare a una maggiore competitività<br />

e al tempo stesso di offrire<br />

ai lavoratori un’ulteriore garanzia<br />

di occupabilità.<br />

Come può aderire a Formazienda<br />

l’impresa non ancora<br />

iscritta?<br />

Aderire a Formazienda è semplice<br />

e non comporta nessun costo<br />

per l’impresa. E’ sufficiente inserire<br />

il codice FORM nella denuncia<br />

contributiva e retributiva<br />

mensile (modello Uniemens).<br />

L’adesione, ricordiamo, può<br />

essere espressa anche da parte<br />

della aziende agricole (modello<br />

DMAG). Il fondo Formazienda<br />

accoglie anche il contributo versato<br />

dalle imprese per le figure<br />

dirigenziali. Per ulteriori informazioni<br />

si può visitare il nostro<br />

sito internet e contattare i nostri<br />

uffici.<br />

COS’È IL FONDO FORMAZIENDA Formazienda è uno dei 19 fondi paritetici interprofessionali nazionali per la<br />

formazione continua. Il Fondo Formazienda è stato autorizzato ad operare con decreto del Ministero del Lavoro<br />

e delle Politiche Sociali del 31 ottobre 2008. Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi<br />

aziendali, territoriali, settoriali e individuali concordati tra le parti sociali – la confederazione generale dei sindacati<br />

autonomi dei lavoratori (Confsal) e la confederazione autonoma italiana del commercio, del turismo,<br />

dei servizi, delle professioni e delle PMI (Sistema Commercio e Impresa) - nonché eventuali ulteriori iniziative<br />

propedeutiche e comunque direttamente connesse a detti piani concordate tra le parti. Il Fondo è l’unico ad<br />

aver sede nel nord Italia, in Lombardia, a Crema (CR).<br />

COSA FINANZIA Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi aziendali, territoriali, settoriali e<br />

individuali concordati tra le parti sociali.<br />

I DESTINATARI L’obiettivo principale di Formazienda è rendere semplice ed accessibile alle aziende (anche<br />

quelle di piccolissime dimensioni) l’utilizzo della formazione come leva strategica per favorire l’innovazione e<br />

lo sviluppo. Sono destinatari della formazione finanziata: apprendisti, operai, impiegati, quadri, dirigenti, collaboratori.<br />

ACCESSO AI FINANZIAMENTI Le aziende che hanno aderito a Formazienda possono accedere ai finanziamenti<br />

partecipando agli Avvisi che il Fondo emanerà durante l’anno o presentando piani formativi a valere sui<br />

propri Conto Formazione Impresa o Conto Formazione di Rete.<br />

Via Olivetti, 17 - 26013 Crema | Tel. 0373.472168 | Fax. 0373.472163<br />

info@formazienda.com | www.formazienda.com<br />

ITA EVENTI 75


cinema<br />

THE WALK<br />

Biografico, 2015, U.S.A., dal 22/10<br />

Regia di Robert Zemeckis<br />

Con Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley<br />

La vera storia di Philippe Petit, l’uomo che ha camminato su un filo d’acciaio<br />

tra le due Torri gemelle a quattrocento metri d’altezza. Il funambolo, sfidando<br />

le autorità e le guardie, attraverso un piano studiato sin nei più piccoli dettagli,<br />

si è insinuato nella struttura sino a compiere il gesto più estremo: perché<br />

come egli stesso sostiene, “i limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto<br />

di sogni”.<br />

A cura di: Andrea Thomas<br />

TUTTO PUÒ ACCADERE A BROADWAY<br />

Commedia, 2014, U.S.A., dal 29/10<br />

Regia di Peter Bogdanovich<br />

Con Jennifer Aniston, Quentin Tarantino<br />

Una ragazza di Brooklyn sogna di recitare e, per sbancare il lunario, lavora<br />

in una agenzia di prostitute. In uno degli appuntamenti conosce un regista disposto<br />

a offrirle trentamila euro per cambiare vita e non fare più la ragazza<br />

squillo. La beffa arriverà durante un provino per recitare nel quale dovrà interpretare<br />

proprio una prostituta.<br />

SPECTRE<br />

Spionaggio, 2015, U.S.A., dal 5/11<br />

Regia di Dam Mendes<br />

Con Daniel Craig, Léa Seydoux<br />

Il nuovo film della saga 007 vede protagonista – ancora una volta – Daniel<br />

Craig. In questo episodio l’agente dovrà scoprire una organizzazione criminale<br />

attraverso un messaggio proveniente dal passato. Il film è stato girato a<br />

Londra, Città del Messico, Marocco, Austria, Tangeri, Roma.<br />

SNOOPY & FRIENDS – IL FILM DEI PEANUTS<br />

Animazione, 2015, U.S.A., dal 5/11<br />

Regia di Steve Martino<br />

Con Francesca capaldi, Noah Schnapp<br />

Esordio assoluto sul grande schermo del celebre personaggio inventato da<br />

Charles M. Schulz, Snoopy, insieme ai suoi amici Charlie Brown, Lucy e Linus.<br />

Peanuts è una grande famiglia con un successo senza precedenti nella storia<br />

del fumetto d’autore; per l’occasione il film è in 3D. Nel film Snoopy lotta<br />

contro il suo nemico Barone rosso.<br />

76 ITA EVENTI


notes<br />

IL RITORNO DI PLAYBOY<br />

Nuovo corso per il mensile delle conigliette, da sempre l’outsider tra i magazine dedicati al<br />

pubblico maschile.<br />

Leggendo l’intervista di Andrea<br />

Minoia di Kytori, Editore<br />

del nuovo corso di<br />

Playboy – da quest’estate in edicola<br />

dopo un intervallo di diversi<br />

mesi -, non sembra di avventurarsi<br />

in una storia italiana: “è<br />

iniziato tutto nel più strano dei<br />

modi” racconta Minoia, “noi siamo<br />

nati come agenzia pubblicitaria<br />

e cercavamo un maschile<br />

per inserire un prodotto; abbiamo<br />

contattato la concessionaria<br />

di Playboy e ci hanno risposto<br />

che stavano rifacendo il layout<br />

del giornale e pertanto – in quel<br />

momento – non stavano uscendo<br />

in edicola. Non ci hanno del<br />

tutto convinti e pertanto approfondendo<br />

bene abbiamo scoperto<br />

che avevano dei problemi con<br />

la licenza e che c’era di mezzo un<br />

fallimento del precedente Editore.<br />

Così da buon spregiudicato<br />

giovane ho deciso di scrivere una<br />

email a info@playboy.com nella<br />

quale informavo la casa madre<br />

che una giovane casa editrice<br />

emergente desiderava richiedere<br />

la licenza di pubblicazione in<br />

Italia. Dopo un giorno riceviamo<br />

una risposta nel pieno spirito<br />

americano con la richiesta di una<br />

proposta e un concept editoriale.<br />

La nostra agenzia per due settimane<br />

si è occupata solo di questo<br />

con la creazione di un progetto<br />

di 190 pagine: lo abbiamo<br />

inviato e ci hanno risposto che il<br />

loro Vicepresidente stava organizzando<br />

un giro nelle sedi europee<br />

e avrebbe incluso anche noi.<br />

Il resto è storia: siamo in edicola<br />

con una nuova veste e nuovi<br />

contenuti, tra innovazione e<br />

rispetto per la formula originaria.<br />

La conclusione è che queste<br />

cose succedono in tutto il resto<br />

del mondo tranne che in Italia<br />

a parte, forse, in questa occasione”.<br />

(b.q.)<br />

78 ITA EVENTI


Una New Entry nel Gruppo RP:<br />

B&B La Ruota<br />

a San Giuliano Milanese<br />

Il Gruppo RP amplia la sua presenza a livello nazionale<br />

portando un piccolo pezzo della Toscana a Milano.<br />

Casa Fondata nel 1964, con ormai 50 anni di<br />

storia alle spalle La Ruota si amplia con il piccolo<br />

ma comodo Bed & Breakfast, situato in una palazzina<br />

sopra la tipica Trattoria, affacciata sulla Via Emilia,<br />

antica strada romana dove è possibile usufruire del<br />

servizio di ristorazione.<br />

Ampie camere con soggiorno e bagno privato con<br />

doccia. A pochi minuti dall’uscita dell’autostrada A1<br />

di Melegnano, nelle vicinanze dell’Aeroporto di Linate<br />

e dal centro di Milano. Parcheggio Riservato.<br />

20098 S. GIULIANO MILANESE (MI)<br />

Via Roma 57<br />

Tel. +39 02 984.8394<br />

Fax +39 02 982.41.914<br />

laruota@rphotels.com<br />

www.rphotels.com


notes<br />

L’OLIO? SUPREMO!<br />

Tono e lucentezza solo con ingredienti naturali.<br />

L’<br />

Olio Supremo Erbaflor nasce dallo studio<br />

della ricetta ideale di un cosmetico naturale<br />

per la pelle di tutto il corpo; un prodotto di<br />

facile utilizzo e di sperimentata efficacia. Per ottenere<br />

questo risultato Erbaflor ha utilizzato quattro<br />

oli naturali e riconosciuti per<br />

le loro proprietà elasticizzanti,<br />

nutrienti e tonificanti. Opportunatamente<br />

miscelati sino a otenere un super olio:<br />

facile da stendere, leggermente profumato e di rapido<br />

assorbimento. L’Olio Supremo può essere applicato<br />

sul viso la sera come trattamento anti-age; sul<br />

corpo prima e dopo il bagno, per un finish effetto<br />

seta; infine sui capelli come impacco,<br />

per guadagnare in tono<br />

e lucentezza. (b.q.)<br />

80 ITA EVENTI


zapping<br />

82 ITA EVENTI


BENVENUTI ADAMO ED EVA<br />

Un format di grande successo all’estero trova la sua naturale conduttrice, Vladimir Luxuria.<br />

In onda ogni mercoledì su Deejay Tv. di Andrea Thomas<br />

Dal 7 ottobre sintonizzatevi su Deejay Tv<br />

(canale 9 del digitale terrestre, Sky 145) per<br />

partecipare all’esperienza più intrigante e<br />

irriverente tra i format televisivi attuali: L’ isola di<br />

Adamo ed Eva con sottotitolo Alle origini dell’amore<br />

è condotto da Vladimir Luxuria. La puntata inizierà<br />

alle 21.15 e avrà una versione non censurata<br />

alle 23.05. All’estero è un grande successo: piace<br />

l’idea di due persone che si conoscono completamente<br />

nudi, senza condizionamenti sociali, abiti,<br />

macchine, reddito e altre forme di pregiudizio. Vladimir<br />

Luxuria, star televisiva è la perfetta ciliegina<br />

sulla torta e condurrà con la sua consueta ironia il<br />

programma tv.<br />

Non poteva esserci personaggio più indicato<br />

per presentare un programma così.<br />

Intanto mi sono divertita a farlo, questa è la cosa<br />

più importante. Inoltre ho imparato molto facendo<br />

la conduttrice del programma: sono una grande<br />

osservatrice e, di fatto, sono stata l’occhio esterno<br />

di queste coppie che si incontrano per la prima<br />

volta completamente nude. E poi diciamo la verità:<br />

Mljet è un posto di mare bellissimo, un isola<br />

dalmata in Croazia tra le più selvagge e non poteva<br />

non scapparci una nuotatina. Ma attenzione è stato<br />

comunque un duro lavoro: le puntate sono dieci, il<br />

ruolo di conduttrice è stato più impegnativo delle<br />

passate edizioni. Sono stata molto più presente nel<br />

programma e c’è stata sicuramente maggior interazione<br />

tra me e i vari Adamo ed Eva; spesso ho fatto<br />

loro delle sorprese.<br />

“L’Italia dovrebbe guardare questo programma<br />

per imparare a togliersi tutta quella morbosità,<br />

quel vouyerismo, quella lente deformata della<br />

nudità vissuta come peccato. Siamo nati nudi,<br />

tutto il resto è travestimento”. Questo è l’incipit<br />

di presentazione della trasmissione, vuole aggiungere<br />

qualcosa in merito?<br />

Basta sondare la reazione della gente verso il naturismo,<br />

il nudismo sulle spiagge: sono considerati in<br />

ITA EVENTI 83


Italia rispetto al resto dell’Europa come sporcaccioni.<br />

Nel nostro Paese manca ancora una legge che<br />

regoli questa attività. Di fatto nelle nostre spiagge<br />

il naturismo viene tollerato. Per questi concorrenti<br />

della trasmissione che aspirano a diventare coppia,<br />

vedersi nudi spinge anche poi a togliersi di dosso<br />

quelle sovrastrutture, quelle formalità tipiche di chi<br />

si conosce per la prima volta. Ognuno tende a sembrare<br />

migliore di quello che è realmente: l’uomo fa<br />

lo spaccone, la donna la gattina… Invece sull’isola<br />

il rapporto è molto più schietto. Ora, non è che sto<br />

dicendo che le persone dovrebbero incontrarsi nude<br />

in un bar del centro di Milano (ride, ndr), pero’ a<br />

pensarci bene è un piccolo dettaglio antropologico<br />

della razza umana.<br />

Ha detto di essere una grande osservatrice: le<br />

coppie si conoscono nude e poi si incontrano<br />

vestite; cosa succede quando si ritrovano vestite,<br />

ciascuno con la sua “corazza”?<br />

Intanto va detto che si riconoscono (ride, ndr) che<br />

non è un dettaglio da poco. Se la coppia non si è<br />

formata ognuno prosegue per i fatti suoi; se invece<br />

si è formata noi diamo la possibilità di farli dormire<br />

insieme e se son rose fioriranno. Quando si ritrovano<br />

per la prima volta vestiti ormai il ghiaccio si è<br />

rotto inevitabilmente. Quindi non è che una volta<br />

che si rivedono con degli abiti si comportano da attori;<br />

ho notato che mantengono quella freschezza<br />

di quando si sono visti vestiti solo della loro pelle.<br />

Nel primo approccio sull’isola totalmente nudi<br />

vi è imbarazzo?<br />

Ognuno ha una reazione diversa: c’è chi fa finta<br />

di non vedere e aspetta che l’altro si volti dall’altra<br />

parte e poi vi è anche lo sfacciato e quello che resta<br />

deluso o indifferente. Tra le donne è diffusa la reazione<br />

“Oddio adesso sta vedendo il mio difetto”<br />

salvo poi scoprire che in realtà è solo il frutto di una<br />

paranoia personale. È veramente molto interessante<br />

osservare tutte le reazioni dei partecipanti.<br />

Secondo lei quale sarà la reazione del pubblico<br />

italiano?<br />

Credo che sarà positiva; all’inizio ci sarà la curiosità


per la nudità e la reazione dei protagonisti ad incontrarsi<br />

senza veli. Ma poi saranno avvincenti soprattutto<br />

le dinamiche che si creano tra le coppie. Credo<br />

che il pubblico tiferà per l’amore, a sperare che<br />

la coppia si formi, ad aspettar la fine della puntata<br />

per sapere quale delle coppie è riuscita nell’impresa.<br />

Il format è aperto solo a coppie eterosessuali?<br />

Beh chiamandosi Adamo ed Eva il programma<br />

non può che essere rivolto a loro ma nelle prossime<br />

edizioni mi auguro che la produzione si rivolgerà<br />

anche a due Adami o due Eve. Posso già annunciare<br />

che tra i concorrenti di quest’anno ci sono state<br />

persone bisessuali.<br />

La ritroveremo ancora in radio la mattina?<br />

Si sempre su Radio Capital, dal lunedì al venerdì<br />

dalle 9, nel programma Il Geco e la farfalla.<br />

ITA EVENTI 85


Scende sotto casa e si siede nel primo bar utile,<br />

sfodera la mazzetta dei quotidiani appena<br />

acquistati: Corriere della sera, Repubblica,<br />

Il Giornale, Libero e la Gazzetta dello sport. Su<br />

quest’ultimo segna con una penna numeri di telefono<br />

da richiamare e appuntamenti segnalati<br />

dai suoi collaboratori. Dopo lo scherzo con<br />

Monsignor Paglia e il finto Renzi (coinvolgendo<br />

il Sindaco di Roma Marino) è su<br />

tutti i giornali e blog. Viene interrotto durante<br />

l’intervista da molte telefonate e, in<br />

particolare, per un collegamento in diretta<br />

con un noto programma radiofonico<br />

nel quale – scherzando – dice una mezza<br />

verità ovvero che si trova sotto casa sua<br />

a Milano anche se non circondato dalla<br />

polizia e dal Vaticano. È sincero nelle risposte,<br />

non cerca di apparire diverso da<br />

quello che è: un appassionato di radio e<br />

di politica, con qualche divagazione sul<br />

giornalismo. Non si prende sul serio,<br />

non parla male degli altri, non cerca il<br />

gossip se non nel lavoro che svolge e, in<br />

definitiva, è una persona realizzata. E,<br />

ciliegina sulla torta, nell’arco di quaranta<br />

minuti riceve diversi sguardi<br />

ammiccanti da alcune signore e signorine<br />

di passaggio al bar: verrebbe<br />

da pensare che è quasi pedinato vista<br />

la sua fama col genere femminile.<br />

Partiamo dagli esordi.<br />

Il primo approccio è stato con alcuni<br />

giornali di quartiere a Roma, non<br />

sapevo che cazzo fare della mia vita.<br />

La passione per il mezzo della radio<br />

si è sviluppata col tempo, progressivamente.<br />

Io non sono mai stato uno<br />

precoce: è per questo che dico sempre<br />

di fare ogni volta tabula rasa del passato per<br />

ricominciare da capo; non sono un nostalgico.<br />

La zanzara è arrivata in modo casuale semplicezapping<br />

IL RE DEL<br />

MICROFONO<br />

La Zanzara è la trasmissione più<br />

provocante e irriverente in radio, la più<br />

ascoltata tra politici e giornalisti. Merito<br />

di Giuseppe Cruciani, pungente e arguto<br />

come pochi altri. di Guido Biondi


mente scoprendo se stessi: nella<br />

vita e nel lavoro – e in questo<br />

caso coincidono – non sono mai<br />

riuscito a separare queste due<br />

cose. Non ho mai considerato<br />

il lavoro come un appendice “e<br />

poi la vita è un’altra cosa”. Non<br />

saprei concepire in altro modo<br />

me stesso, vivere diversamente.<br />

Mi stimola la curiosità e la radio<br />

soprattutto. Ho iniziato nel 1992<br />

a RadioRadicale per quasi un<br />

anno facendo la stagista; mi ha<br />

introdotto un amico di Marco<br />

Pannella. Facevo molto poco ma<br />

in compenso imparavo molto.<br />

Era il periodo della seconda serie<br />

di Radioparolaccia, Pannella era<br />

ricco di idee in quel periodo; ci<br />

trovavamo all’inizio di Tangentopoli.<br />

Poi sono andato all’Indipendente<br />

diretto da Vittorio Feltri:<br />

aprirono la cronaca di Roma<br />

e cercavano qualcuno che seguisse<br />

la sfida Rutelli-Fini per le elezioni<br />

comunali. Sono riuscito ad<br />

entrare grazie ad un amico che è<br />

stato Direttore di RadioRadicale,<br />

Giancarlo Loquenzi, lo stesso<br />

che mi ha introdotto a Radio24.<br />

Ricordo che mi presentai da lui<br />

dicendogli che volevo scrivere su<br />

un quotidiano. La cosa divertente<br />

è che da “Rutelliano” facevo<br />

l’anti-Rutelli. Ad un certo punto<br />

la vita e il lavoro coincidevano: la<br />

radio per me è stata una scoperta,<br />

qualcosa che avevo già dentro<br />

e non lo sapevo finché non ha<br />

trovato modo di esprimersi. Poi<br />

ho collaborato anche al Foglio,<br />

scrivevo di analisi politica: mi<br />

sono laureato in Scienze politiche<br />

e ho sempre avuto la tendenza<br />

di occuparmi degli esteri. Poi<br />

ancora c’è stata la parentesi della<br />

televisione con Euronews a Lione<br />

in Francia, sono rimasto quasi<br />

cinque anni. All’inizio ero contento<br />

perché credevo di realizzare<br />

la mia passione per gli esteri,<br />

mi sembrava di tornare all’Università<br />

per il carattere istituzionale<br />

del canale tv. Il mondo che<br />

ruotava intorno era affascinante:<br />

ho conosciuto un sacco di donne<br />

bellissime di tutta Europa, di<br />

ogni lingua straniera, pensavo<br />

solo a loro (ride, ndr).<br />

È stato il suo Erasmus.<br />

Si, dal punto di vista professionale<br />

non è stato così importante<br />

ma è stata una bella esperienza.<br />

A un certo punto ho deciso di<br />

tornare in Italia poiché mi avevano<br />

assunto a Liberal, il settimanale<br />

di Adornato. In realtà<br />

capisco poco dopo che non me<br />

ne fregava nulla di fare questo<br />

lavoro tanto che alle prime difficoltà<br />

del giornale ho iniziato<br />

a viaggiare in Tunisia. Parlavo<br />

francese molto bene e ne ho approfittato<br />

per scrivere per l’Ufficio<br />

del Turismo tunisino e sulle<br />

guide turistiche locali. Vengo<br />

a sapere, nel frattempo, che ha<br />

aperto Radio24 da Loquenzi.<br />

È noto che Linus, direttore di<br />

RadioDeejay, le avrebbe proposto<br />

di passare con lui.<br />

Sono cose riservate; posso solo<br />

dire che abbiamo parlato molto e<br />

anche di questo. Ho deciso di restare<br />

dove sono. Ma la vita è lunga,<br />

in radio si può cambiare…<br />

Ho una grande stima di Linus:<br />

ha fama di antipatico ma non<br />

bisogna mai fidarsi di quello che<br />

si sente dall’esterno, soprattutto<br />

dalle persone del tuo ambiente.<br />

Ci sono persone tonde e persone<br />

aguzze: lui fa parte della seconda<br />

specie, ha delle asperità; mi sembra<br />

una persona di fondo molto<br />

corretta e intellettualmente onesta,<br />

e quello che conta è questo.<br />

Parliamo della trasmissione<br />

La Zanzara.<br />

È una trasmissione che è cambiata<br />

nel corso del tempo; si è<br />

trasformata in un programma<br />

di intrattenimento nel quale il<br />

divertissment, la satira hanno<br />

preso il sopravvento rispetto ad<br />

altre cose. Sempre con l’elemento<br />

dell’alto/basso. Io sono il motore<br />

principale e ideatore degli scherzi<br />

e delle intemerate, insieme ai<br />

collaboratori. Il segreto di una<br />

trasmissione – se si può parlare<br />

di segreto – è l’imprevedibilità.<br />

Non bisogna mai dare per scontato<br />

nulla, deve avvertirsi che da<br />

un momento all’altro potrebbe<br />

succedere qualcosa di nuovo.<br />

Credo sia questa la spiegazione<br />

dello zoccolo duro che segue La<br />

Zanzara da molto tempo…<br />

Nonostante sia la radio di<br />

Confindustria, un contrasto.<br />

Molti dicono che è proprio questo<br />

uno dei motivi del successo<br />

ITA EVENTI 87


del programma. Nel senso che<br />

è un po’ come bestemmiare in<br />

Chiesa. Questo è il grande dilemma:<br />

può funzionare da un’altra<br />

parte oppure no.<br />

Molte volte dopo la trasmissione<br />

avete un grande eco<br />

mediatico: quotidiani, blog,<br />

Dagospia riprendono spesso<br />

parte delle vostre interviste<br />

senza filtri o scherzi e gag diventati<br />

poi retroscena.<br />

Diciamo subito che questa ricaduta<br />

mediatica non è importante<br />

per l’ascolto. Se valutiamo le<br />

ultime cose uscite da noi quali<br />

il nipote di Casamonica che<br />

canta in radio e afferma di aver<br />

votato il Sindaco Marino oppure<br />

l’Assessore del Comune di<br />

Roma Esposito che ripropone il<br />

coro “Roma merda” che faceva<br />

allo stadio si capisce che quando<br />

il gioco è scoperto diventa sempre<br />

più difficile stupire. Si corre<br />

anche il pericolo di fare qualche<br />

scivolata. È interessante secondo<br />

me vedere quante imitazioni ha<br />

La Zanzara: dalle radio piccole<br />

alle grandi ci sono molti tentativi<br />

di clonazione ma l’originale<br />

– se resiste e si rinnova - è sempre<br />

meglio della copia. Altrimenti è<br />

parodia dell’incazzatura.<br />

Quando ospitate un personaggio<br />

e sapete già che il giorno<br />

dopo sarà ripreso mediaticamente<br />

grazie al fatto che da<br />

voi si apre e parla senza filtri<br />

capita anche di concordare<br />

con lui una parte dell’intervento?<br />

Nulla di tutto questo. Non ho<br />

mai concordato qualcosa con<br />

qualcuno, mai. Non sopporto<br />

l’idea di mettermi d’accordo per<br />

qualcosa. Mi piace molto di più<br />

improvvisare anche se ammetto<br />

che c’è da parte mia e della redazione<br />

una preparazione sulle<br />

domande. Se so che viene in<br />

trasmissione Galan e penso che<br />

ha passato un momento difficile<br />

difficilmente gli chiederò se<br />

ha mai pensato di farla finita.<br />

Anche se fosse solo una provocazione<br />

il rischio è che ti risponda<br />

che ci ha veramente pensato. E<br />

lì verrebbe fuori la notizia. Ma<br />

non ci parlerei mai prima della<br />

diretta. Anche se in radio paga<br />

l’esperienza, la costruzione del<br />

programma, la scelta delle domande<br />

e dei tempi quando hai<br />

una persona e la trasmetti in<br />

diretta è meglio se non hai un<br />

copione.<br />

In seguito ai vostri scherzi che<br />

poi si trasformano in retroscena<br />

politici e successive notizie<br />

avete poi pressioni da chi avete<br />

in qualche modo colpito?<br />

Nel corso degli anni da La Zanzara<br />

abbiamo messo in difficoltà<br />

il Quirinale con le rivelazioni di<br />

Onida sui saggi di Napolitano<br />

“che non contavano un cazzo”<br />

o il Governo Renzi con la spifferata<br />

di Barca sulle presunte<br />

pressioni di De Benedetti sulla<br />

scelta dei ministri. O ancora<br />

Oddifreddi che si definiva anticlericale<br />

e davanti al Papa si<br />

prostrava come un baciapile o lo<br />

stesso Vaticano dopo lo scherzo<br />

del finto Renzi… Quando hai<br />

questo materiale qui ti prepari a<br />

ricevere le reazioni: i protagonisti<br />

non chiamano mai e comunque<br />

vanno diretti dalla proprietà della<br />

radio o dal Direttore.<br />

Vi sentite protetti dalla proprietà<br />

della radio?<br />

Protetti finché facciamo ascolti.<br />

E, aggiungo, fintanto che funzioniamo.<br />

Se sei in una fase debole<br />

questo genere di cose è difficile<br />

farle. È evidente quindi che<br />

nel nostro caso andiamo bene e<br />

i numeri sono ottimi nonostante<br />

la concorrenza, le innumerevoli<br />

pause pubblicitarie, il notiziario<br />

e il meteo.<br />

Ha altre esperienze che desidererebbe<br />

fare? Tornare in tv?<br />

Nel caso specifico di Radiobelva<br />

probabilmente non era adatta<br />

in prima serata e in Rai: discorsi<br />

postumi che uno avrebbe dovuto<br />

fare prima.<br />

Non desidera continuare a<br />

scrivere su un giornale?<br />

Assolutamente no. Non mi<br />

manca per nulla. Ognuno deve<br />

fare le cose che sa fare e limitare<br />

al minimo quelle di cui non<br />

è convinto al cento per cento.<br />

Ovviamente la necessità potrebbe<br />

portarti a fare queste cose<br />

ma non è il mio caso. Faccio ciò<br />

che mi piace fare. Secondo me<br />

sdoppiarsi su più cose non paga.<br />

Deejay chiama Italia, Lo Zoo di<br />

105 sono fatte da persone che si<br />

occupano di radio ventiquattrore.<br />

Ogni cosa fatta bene è impegnativa.<br />

La disturbano i gossip sulle<br />

sue relazioni vere o presunte?<br />

Se tu chiedi trasparenza o fai domande<br />

sulla vita privata dei tuoi<br />

ospiti devi essere pronto a tua<br />

volta ad essere trasparente, esclusi<br />

i paletti che decidi di tenere.<br />

Non ho problemi a parlare di<br />

cose anche molto intime: lo faccio<br />

sempre volontariamente non<br />

mi è mai sottratto. L’unica cosa<br />

che non ho mai fatto e non farò<br />

mai è parlare dei dettagli delle<br />

mie relazioni.<br />

Qual è secondo lei la paura<br />

maggiore di un suo ospite?<br />

Di trovare domande vere e spesso<br />

scomode e imbarazzanti.<br />

88 ITA EVENTI


libri<br />

LADRA DI PIANTE (Daniela Alimenta, Baldini & Castoldi)<br />

L’esordio letterario di Daniela Amenta colpisce nel<br />

segno: c’è il desiderio esplicito di coinvolgere il lettore<br />

nelle passioni dichiarate dell’autrice. In primis<br />

la musica, attraverso soprattutto il gruppo punk rock<br />

dei Clash. I tre protagonisti del romanzo sono rispettivamente<br />

una donna di 33 anni precaria e psicologa,<br />

un cronista cinquantenne ex critico musicale e<br />

un ex informatore di giornalisti oggi appassionato<br />

difensore dei gatti del quartiere. Al centro c’è la ricerca<br />

spasmodica di trovare un contatto umano in<br />

una città - Roma - ormai disumanizzata. Quotidianità,<br />

sconforto, amore, amicizia, solidarietà sono il<br />

sale del racconto: il dettaglio di prendersi cura delle<br />

piante più trascurate è anche il tentativo - non dichiarato<br />

- di accendere i riflettori su ciò che pare<br />

ordinario ed invece racchiude metaforicamente il bisogno<br />

di attenzioni e di affetto in una comunità di<br />

persone che vivono troppo di fretta e troppo in superficie.<br />

Ma è la musica, ancora una volta, ad essere<br />

la chiave di lettura: “Perché la musica non si<br />

ascolta da soli. La musica è roba che si taglia a pezzi<br />

e si mangia assieme, sporcandosi le mani. Non vale<br />

la rete, non valgono i social network. Bisogna guardare<br />

in faccia chi ascolta musica con te, guardarlo,<br />

spiarlo, vedere le espressioni che fa. Costrizioni,<br />

estasi, disgusto, sbuffi di noia. Perché la musica è un<br />

dono”. (LAmanu)<br />

DA UNA NOTTE ALL’ALTRA (Carlo Fruttero, Mondadori)<br />

La nuova generazione conosce l’autore soprattutto per i divertenti siparietti<br />

andati in onda qualche anno fa su Rai Tre insieme al suo partner Lucentini.<br />

Questo libro, uscito postumo dopo la scomparsa di Fruttero nel 20<strong>12</strong>, è stato<br />

curato dalla figlia: è un tentativo – riuscito – di un dialogo serrato tra l’autore<br />

e un interlocutore con oggetto la rassegna dei libri più interessanti e più amati<br />

nella sua vita. Di ogni libro citato Fruttero svela un particolare, un aneddoto<br />

rendendo intrigante anche i classici senza tempo. Da Madame Bovary a Pinocchio<br />

l’autore descrive e disegna la sua Spoon River letteraria, senza fa mai<br />

mancare un pizzico di ironia, cifra stilistica di una vita sempre in prima linea<br />

per divulgare, diffondere e far amare i preziosi testi. (g.b.)<br />

LA RESURREZIONE DELLA CARNE<br />

(Francesco Bianconi, Mondadori)<br />

Merita un grande elogio Francesco, leader del gruppo alternativo Baustelle,<br />

nonché autore si alcune canzoni pop “regalate” ai colleghi più famosi. Nella<br />

musica leggera contemporanea sono difatti pochissimi i nuovi autori brillanti<br />

rispetto al passato; Bianconi ha dimostrato di avere urgenza di raccontare la<br />

realtà con la sua lente d’ingrandimento e i suoi libri (questo è il secondo dopo<br />

l’esordio nel 2011 con Regno animale) lo dimostrano. Nel romanzo il protagonista<br />

è un poeta-autore famoso grazie a una sceneggiatura televisiva sugli<br />

zombie. Tutto si complica con l’esperienza dell’incontro di una donna, viatico<br />

per una riflessione interiore; il rischio è il trovarsi in sincrono proprio con<br />

la natura degli zombie inventati. Tra le righe vi è anche una critica feroce alla<br />

dolce vita milanese, mai abbastanza sazia di superficialità. (b.q.)<br />

90 ITA EVENTI


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LE FEDELTÀ (Diane Brasseur, Sonzogno)<br />

A differenza de L’altra, scritto da Elvira Serra, La fedeltà è un romanzo decisamente<br />

più sfrontato. Il canovaccio narra del classico triangolo marito-moglie-amante,<br />

con una ricchezza di sfumature psicologiche da poter essere<br />

considerato un prontuario per comprendere le motivazioni che spingono una<br />

relazione nel caos. Il protagonista ha 54 anni, lavora a Parigi e torna dalla<br />

sua famiglia a Marsiglia solo il week-end. La sua giovane amante è il desiderio<br />

inconscio di vivere una seconda opportunità nonostante i rapporti con la<br />

moglie abbiano ancora una grande intensità, anche sotto le lenzuola. Il protagonista<br />

ha un problema etico: non accetta l’infedeltà o perlomeno non riesce<br />

a viverla serenamente. Si troverà al bivio inevitabile: scegliere di proseguire<br />

la relazione clandestina o chiuderla bruscamente; il pretesto sarà un viaggio<br />

programmato a Natale, periodo di grande tormento per ogni relazione extraconiugale<br />

che si rispetti. (a.t.)<br />

LE MIE TELE-VISIONI (Maurizio Costanzo, Salani)<br />

I libri di Costanzo sono l’occasione per rivisitare il periodo d’oro della televisione<br />

italiana. Con una serie di aneddoti e con una pungente ironia l’autore<br />

commenta vari episodi collegati alle sue trasmissioni più popolari: da Bontà<br />

loro con cui ha esordito nel 1976 sino ad Acquario, Grand’Italia e, ovviamente,<br />

il Maurizio Costanzo Show. Con oltre 25 anni di dirette e con una serata su<br />

Rete 4 recentemente ripristinata, Costanzo è ad oggi insuperabile in quanto a<br />

curiosità e a tessitura e scelta degli ospiti. Nel libro si parla anche delle attività<br />

collaterali: oltre ai libri, la sceneggiatura per i film, teatro e persino canzoni.<br />

Un gigante rispetto ai nuovi arrivati. (g.b.)<br />

È ANDATA COSÌ (Gérard Depardieu, Bompiani)<br />

È andata così è la prima e unica autobiografia del noto attore. Depardieu racconta<br />

la sua infanzia e la sua adolescenza, non omette particolari oscuri ed<br />

infatti il libro sta facendo discutere critici e blogger. Ci sono episodi che raccontano<br />

le bravate di un ragazzo di strada come ama farsi chiamare l’attore,<br />

legate alla scoperta della sessualità sino ai primi furti per arrivare ad un ruolo<br />

di gigolò. Senza nessuna reticenza si leggono i periodi di miseria e le amicizie<br />

altolocate (uno tra tutti Putin).<br />

Ma la verità più tremenda è senza dubbio la descrizione del tentativo della<br />

madre di abortirlo, senza risparmiarci nessun particolare. Un libro sfrontato,<br />

senza filtri, piacevole quanto inquietante. (b.q.)<br />

SOTTO LE CUFFIE (Favij, Electa)<br />

Un successo sorprendente quello di Lorenzo Ostuni in arte Favij, diciannovenne<br />

youtuber con oltre un milione e mezzo di iscritti alla sua pagina. Diventato<br />

un idolo per i ragazzini grazie ai suoi gameplay ovvero video con le impressioni<br />

dell’autore durante la prova dei videogiochi. Una sorta di recensione<br />

animata e divertente che ha attratto seguaci e ha convinto la casa editrice a<br />

pubblicare il suo primo libro (mentre la Panini ha realizzato un album di figurine).<br />

Sotto le cuffie è il racconto disarmante e frizzante del percorso di Ostuni<br />

da amatore a protagonista indiscusso grazie a You Tube, con qualche divagazione<br />

su alcuni tratti del suo carattere e aneddoti che faranno la gioia dei<br />

suoi fan. (a.t.)<br />

92 ITA EVENTI


EFFICIENZA, CELERITÀ e FLESSIBILITÀ<br />

a servizio del cliente<br />

La Sorrento Logistica S.r.l. dal 2008<br />

si occupa di trasporto merci conto<br />

terzi. Il nostro parco veicolare è<br />

composto da 11 mezzi di nuova fabbricazione<br />

tra i quali 8 bilici, 1 autotreno<br />

e 2 motrici.


notes<br />

L’INTRATTENIMENTO<br />

FIRMATO HIT<br />

Le strutture del Gruppo Hit sono aperte 365 giorni l’anno e sono situate in Slovenia, a Nova<br />

Gorica, Kobarid, Kranjska Gora, Rogaska Slatina e Sentilj, e in Bosnia ed Erzegovina, con il<br />

Coloseum Club di Sarajevo.<br />

Nova Gorica in Slovenia viene comunemente<br />

definita la “Las Vegas europea”, per l’alta<br />

concentrazione di casinò e sale da gioco.<br />

Il Gruppo Hit è stato il primo a proporre in Europa,<br />

personalizzandolo, lo stile di casa da gioco su<br />

modello americano, che si esplicita in un ambiente<br />

più casual e meno formale, dove diventano parte<br />

integrante dell’offerta anche l’intrattenimento,<br />

con spettacoli di cantanti ed entertainer di calibro<br />

internazionale, la buona cucina e il wellness, con<br />

trattamenti specifici per il benessere sia fisico che<br />

mentale. Non solo gioco, ma un vero e proprio<br />

“Universo del Divertimento” che rende uniche le<br />

strutture. (a.t.)<br />

PERLA, CASINÒ & HOTEL<br />

Il complesso, a forma di nave transoceanica,<br />

è ad oggi il centro di gioco ed intrattenimento<br />

più grande in Europa e comprende<br />

un albergo 4 stelle, il casinò, la discoteca,<br />

la sala spettacoli Arena, il centro convegni,<br />

quattro ristoranti, il Caffè Dolce Vita, un<br />

negozio e una splendida SPA.<br />

Kidriceva, 7 – 5000 Nova Gorica, Slovenia<br />

Tel. +386 5 336 30 00<br />

www.thecasinoperla.com<br />

PARK, CASINÒ & HOTEL<br />

Il Park, Casinò & Hotel è stato il primo centro di gioco e intrattenimento inaugurato<br />

dal Gruppo Hit nel 1984. Dallo stile armonioso, si lega al fiore simbolo di<br />

Nova Gorica: la rosa, a cui sono dedicati i nomi delle sale e dei ristoranti.<br />

Delpinova, 5 - 5000 Nova Gorica, Slovenia<br />

Tel. +386 5 336 20 00 - www.thecasinopark.com<br />

DRIVE-IN, CASINÒ<br />

Il Casinò Drive-In è un luogo familiare ed accogliente, arredato in stile americano<br />

anni ‘50, dove divertirsi sulle ben 200 postazioni di gioco diventa un’avventura.<br />

Mednarodni prehod, 4 - 5290 Šempeter pri Gorici, Slovenia<br />

Tel. +386 5 338 45 60 - www.thecasinodrivein.com<br />

94 ITA EVENTI


KORONA, CASINÒ & HOTEL<br />

Al casinò del Korona la fortuna gira su 380 slot machine di ultima generazione<br />

e su 23 tavoli da gioco. La sala spettacoli Teater con 220 posti a sedere ospita<br />

artisti nazionali ed internazionali per spettacoli e concerti. Il ristorante à la carte<br />

Montana, il self-service Garden e un hotel dotato di 25 camere e 4 suite completano<br />

l’offerta, a garanzia di un soggiorno piacevole e rilassante.<br />

Vršiška, 23 -4280 Kranjska Gora, Slovenia<br />

Tel. +386 4 58 78 000 - www.thecasinokorona.com<br />

LARIX, CASINÒ<br />

Al Casinò Larix il divertimento è assicurato da 200 slot machine, incluse 2 roulette<br />

elettroniche con 16 posti gioco e da un ricco programma di giochi a premi ed<br />

animazioni, tra cui anche la trasmissione degli eventi sportivi sul maxischermo.<br />

Borovška, 99 - 4280 Kranjska Gora, Slovenia<br />

Tel. +386 4 588 47 18 - www.hitholidays-kg.si<br />

AURORA, CASINÒ<br />

Al casinò Aurora sono disponibili 280 slot machine, 8 tavoli da gioco e un programma<br />

continuo di estrazioni e giochi a premi.<br />

Staro selo, 60a - 5222 Kobarid, Slovenia<br />

Tel.+386 5 388 45 00 - www.aurora-hitstars.si<br />

MOND, CASINÒ & CABARET<br />

Il centro di gioco ed intrattenimento Mond si trova nella località di Šentilj, vicino al<br />

confine sloveno con l’Austria.<br />

Sadjarska pot 15 – 22<strong>12</strong> Šentilj, Slovenia<br />

Tel. +386 2 65 55 524 - www.mond-hitstars.si<br />

FONTANA, CASINÒ<br />

Il casinò Fontana si trova all’interno dell’albergo Donat, nel cuore del centro termale<br />

di Rogaška Slatina, che attira da decenni numerosi ospiti internazionali.<br />

Zdraviliški trg 10 - 3250 Rogaška Slatina, Slovenia<br />

Tel. +386 3 581 62 88 - www.thecasinokorona.com<br />

COLOSEUM, CASINÒ & ENTERTAINMENT<br />

Il Coloseum Club si trova nelle immediate vicinanze del centro storico di Sarajevo,<br />

vicino al celebre e coloratissimo quartiere Bašcaršija.<br />

Terezije bb, KSC Skenderija - 71000 Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina<br />

Tel. +387 33250860 - www.coloseum-club.com<br />

ITA EVENTI 95


notes<br />

CAPRI WATCH JEWELS,<br />

LA NUOVA SFIDA<br />

Una grande inaugurazione per il nuovo store dedicato ai preziosi.<br />

Una grande festa per celebrare<br />

i primi vent’anni di<br />

Capri Watch, il brand che<br />

in due decenni ha valicato i confini<br />

isolani raggiungendo i vertici<br />

del successo facendosi conoscere<br />

in ogni angolo del globo. Tutto<br />

iniziò il 1 Agosto di vent’anni fa,<br />

alle undici di sera, quando nelle<br />

vetrine della casa madre, il negozio<br />

boutique Asperula Stellina,<br />

Silvio Staiano e sua sorella Alba<br />

esposero in vetrina il primo orologio<br />

che portava sul quadrante il<br />

nome dell’isola. Iniziò così l’avventura<br />

che nell’arco del tempo è<br />

diventata un successo consolidato.<br />

Adesso Silvio Staiano, vuole<br />

bissare con Capri Watch Jewels:<br />

“l’ambizione di rimettermi in<br />

gioco ancora una volta, affrontando<br />

una delicata sfida che ci<br />

è stata lanciata dai nostri stessi<br />

clienti, che da alcuni anni ci richiedono<br />

di realizzare creazioni<br />

preziose ed ancora più esclusive.<br />

Voglio chiarire però che entreremo<br />

senza alcuna presunzione e<br />

in punta di piedi nel mondo dei<br />

preziosi, ma allo stesso tempo<br />

siamo sicuri di riuscire ad esprimere<br />

le nostre idee anche ad un<br />

livello più alto”. Per festeggiare la<br />

data dell’apertura della new entry<br />

Capri Watch Jewels, posizionata<br />

proprio di fronte al flagship store,<br />

Silvio Staiano ha organizzato un<br />

elegante cocktail coinvolgendo<br />

l’intera strada dello shopping di<br />

lusso, Via Camerelle. (b.q.)<br />

PER INFORMAZIONI<br />

Capri Watch & Co.<br />

Via Camerelle, 21 - 80073 Capri<br />

Tel: +39 081. 837 7148<br />

Fax: +39 081. 838 9010<br />

www.capricapri.com<br />

96 ITA EVENTI


Hotel Plaza Padova è l’hotel 4 stelle<br />

del centro. Costruito proprio a ridosso<br />

della zona pedonale di Padova, è facilmente<br />

raggiungibile con ogni mezzo,<br />

nel cuore della città. 140 camere<br />

dotate di ogni comfort, Ristorante interno,<br />

5 sale meeting per congressi ed<br />

incontri di lavoro, palestra e garage<br />

privati. Da più di 40 anni, l’hotel di Padova.<br />

Non è un caso che sia in centro.<br />

A pochi passi dall’Hotel Plaza si trova<br />

il centro pedonale di Padova con le<br />

sue principali attrazioni che rendono<br />

Padova “la città dei senza”: Il Santo<br />

senza nome, ovvero la Basilica di<br />

Sant’Antonio, conosciuta però come Il<br />

Santo; il Prato senza erba ovvero Prato<br />

della Valle è una grande piazza e non<br />

un giardino; il Caffè senza porte, ovvero<br />

il Caffè Pedrocchi, storico luogo<br />

di incontro per intellettuali e studenti,<br />

costruito agli inizi dell’Ottocento senza<br />

porte proprio per permettere ad ogni<br />

studente di passaggio in città di trovarvi<br />

ristoro.<br />

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HOTEL PLAZA PADOVA<br />

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* previa disponibilità dell’hotel via mail o telefono<br />

Ristorante Verdi<br />

Corso Milano 38 (accanto all’Hotel Plaza)<br />

Aperto tutti i giorni* anche a pranzo<br />

• Menu del giorno a partire da € 14,50<br />

* chiuso il sabato a pranzo

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