12_rivista_ITAeventi
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GLI OUTSIDER<br />
Antonino Cannavacciuolo<br />
Nicola Savino<br />
Giuseppe Cruciani<br />
Vladimir Luxuria<br />
Nico Colonna<br />
Bambolart<br />
Festival di Berchidda
sommario<br />
in questo numero<br />
10.<br />
22.<br />
34.<br />
40.<br />
44.<br />
48.<br />
56.<br />
58.<br />
67.<br />
70.<br />
74.<br />
76.<br />
82.<br />
86.<br />
91.<br />
Moda & Accessori<br />
Antonino Cannavacciuolo<br />
Nicola Savino<br />
Nico Colonna - Smemoranda<br />
Arte<br />
Bambol-Art<br />
Musica<br />
Berchidda<br />
Viaggiare<br />
Smart Japan<br />
Notes<br />
Cinema<br />
Vladimir Luxuria - Adamo & Eva<br />
Giuseppe Cruciani<br />
Libri<br />
n.<strong>12</strong><br />
Iscritta con l’autorizzazione del Tribunale<br />
di Milano al numero 335 del 25/10/2013<br />
www.itaeventi.it<br />
www.facebook.com/itaeventi<br />
twitter.com/itaeventi<br />
Direttore responsabile<br />
Guido Biondi<br />
Grafiche e impaginazione<br />
Massimiliano Pallai<br />
Hanno collaborato a questo numero:<br />
Armando Costantino, Bruno Quiriconi,<br />
Tommaso Bessi, LAmanu, Andrea Thomas,<br />
Erny Cat, San_drino<br />
Editore - Concessionaria di Pubblicità<br />
MediaAdv s.r.l.<br />
Via A. Panizzi, 6 - 20146 Milano<br />
Tel. +39 02 43986531<br />
info@mediaadv.it<br />
www.mediaadv.it<br />
Stampa<br />
Mediaprint s.r.l.<br />
Via Brenta, 7<br />
37047 San Giovanni Lupatoto (VR)<br />
finito di stampare ottobre 2015
editoriale<br />
Il sovraffollato mondo dei media è attualmente<br />
rappresentato – in gran parte - da<br />
personaggi “navigati” e consolidati. In un<br />
Paese come il nostro, nel quale diventa<br />
una notizia l’arrivo di un nuovo Direttore<br />
o un conduttore televisivo o un cantante capace<br />
di emergere e bucare un sistema ingessato<br />
e incapace di ricambio naturale, è inevitabile<br />
attribuire a chi riesce a ritagliarsi un suo spazio<br />
e una sua visibilità il ruolo di outsider. Spesso<br />
si tratta di artisti o personaggi capaci di arrivare<br />
al successo semplicemente essendo se<br />
stessi: l’esempio più eclatante è lo Chef Antonino<br />
Cannavacciuolo che ha meritato la nostra<br />
Cover. Con grande umiltà e umanità è riuscito a<br />
ottenere un grande successo mediatico da aggiungere<br />
alla sua brillante carriera di Chef senza<br />
dover recitare una parte; anzi è proprio la<br />
sua naturalezza la sua vera cifra stilistica. Nicola<br />
Savino è oggi – tra tutti i conduttori televisivi<br />
– il più naturale e spontaneo. Il suo passato<br />
radiofonico e la sua ironia sono determinanti<br />
per il ritmo della nuova edizione di Quelli che<br />
il calcio su Rai2. Osservandolo in modo non superficiale<br />
spicca, in particolare, la sua sensibilità<br />
nel comunicare con i suoi ospiti. Di diverso<br />
profilo è Vladimir Luxuria: le è stato affidato<br />
– una volta tanto con una scelta pertinente<br />
– un programma tagliato su misura: il nuovo<br />
format L’Isola di Adamo & Eva in onda su Deejay<br />
Tv; è l’occasione per interagire con i partecipanti<br />
e mostrare la sua grande comunicatività.<br />
Nel campo radiofonico il personaggio più<br />
interessante attualmente è Giuseppe Cruciani:<br />
oltre ad essere desiderato dalle donne lo è<br />
anche dai Direttori dei Network concorrenti a<br />
Radio24. Ci rivela nell’intervista il suo segreto,<br />
apparentemente semplice: coniugare vita privata<br />
e lavoro sino a renderli una cosa sola. Outsider<br />
sono anche coloro che hanno trasformato<br />
la loro passione nel creare bambole in una<br />
professione vera. E lo stesso vale per gli organizzatori<br />
del Festival di Berchidda diretto da<br />
Paolo Fresu: è diventato l’appuntamento musicale<br />
più “a misura d’uomo”, con una comunità<br />
di appassionati unica in Italia. Ed infine, il<br />
più intraprendente degli idealisti nostrani: Nico<br />
Colonna, patron insieme a Gino & Michele del<br />
successo di Smemoranda: è la dimostrazione<br />
che con tenacia e perseveranza (e un pizzico di<br />
incoscienza) è possibile realizzare “i sogni nel<br />
cassetto”. Buona lettura. (g.b.)<br />
8<br />
ITA EVENTI
moda&accessori
TOTAL LOOK<br />
Atos Lombardini<br />
FW 15/16<br />
Gli anni ’70, con le loro molteplici sfaccettature,<br />
ispirano la Pre Collezione Autunno/Inverno<br />
2015 di ATOS LOMBAR-<br />
DINI: un’interpretazione contemporanea<br />
dell’eleganza di quegli anni, uno stile rivoluzionario<br />
e anticonformista capace di<br />
mescolare raffinatezza e ironia, romanticismo<br />
e sensualità in un armonico equilibrio<br />
di opposti.<br />
Abito<br />
Borsa<br />
Concept: LAmanu<br />
Calzino<br />
Sandalo<br />
ITA EVENTI 11
ROCK<br />
STUFF<br />
BEATRICE B<br />
FW 15/16<br />
tinto in capo ad effetto goffrato<br />
CATERINA LUCCHI Handbag in vitello nero<br />
ATOS LOMBARDINI FW 15/16 Pre Collection<br />
SCARPE&SCARPE<br />
<strong>12</strong> ITA EVENTI
AUTUMN CHANGES<br />
Momonì FW 15/16<br />
Momonì sviluppa una collezione di abbigliamento<br />
dalle linee semplici e raffinate.<br />
La collezione è un total look per tutti i momenti<br />
della giornata caratterizzata da tessuti<br />
morbidi, decisi e arricchiti da dettagli<br />
inattesi che esprimono l’attenzione e la passione<br />
posta nella creazione di ogni capo.<br />
Le collezioni sono presenti nelle più belle<br />
vetrine italiane ed internazionali oltre che<br />
negli store Momonì.<br />
Stivali SCARPE&SCARPE<br />
ITA EVENTI 13
SPECIAL<br />
GIFT<br />
ESEMPLARE<br />
ALANRED Giacchino in pelle traforata<br />
JOSHUA SANDERS Red Tartan<br />
Calza STORY LORIS<br />
14 ITA EVENTI
MERÙ Tigre Ruggente Giroco<br />
lo montato in oro giallo 18 kt<br />
con 5,5 ct di smeraldi colombiani<br />
e 1,09 ct di diamanti<br />
MERÙ<br />
Lupo Girocollo montato in oro bianco 18 kt<br />
con 0,51 ct di diamanti blu<br />
KATHARINA LITZ<br />
Bracciale Acrobatica<br />
in bronzo dorato lucido<br />
LA VIA DELLE FORMICHE<br />
I gioielli di Katharina Litz<br />
Pensa le sue creazioni come esperienze emozionali<br />
da vivere sulla pelle.<br />
Cromia, funzionalità e organicità sono il melange<br />
che dà vita a gioielli made in Italy realizzati a mano<br />
con tecniche orafe tradizionali e innovative, impiegando<br />
metalli quali oro, argento, acciaio e bronzo.<br />
Orecchini in bronzo dorato rosa con diamanti<br />
Collana in bronzo dorato rosa con diamanti<br />
Bracciale in bronzo dorato rosa con diamanti<br />
16 ITA EVENTI
LOVELY LINGERIE<br />
Verdissima FW 15/16<br />
18 ITA EVENTI
MAKEUP<br />
FACTORY<br />
Lip Color<br />
Nail Color<br />
Deep Black Volume Mascara<br />
Smoky Liner<br />
Soft Blending Brush<br />
ITA EVENTI 19
MIRIAM QUEVEDO<br />
Glacial White Caviar<br />
Hydra-Pure Shampoo<br />
FARMACEUTICI<br />
DOTTOR CICCARELLI<br />
L’Officinale<br />
SOS LABBRA<br />
stick CTR<br />
MIRIAM QUEVEDO<br />
Glacial White Caviar<br />
Precious Elixir<br />
FARMACEUTICI DOTTOR CICCARELLI<br />
Cera di Cupra crema idratante<br />
FARMACEUTICI DOTTOR CICCARELLI<br />
Cera di Cupra salviettine pelli giovani<br />
20 ITA EVENTI
PIERRE MANTOUX Packaging speciale per collant VFNO<br />
LIMITED EDITION VFNO<br />
ANNARITA N special t-shirt limited edition<br />
BYBLOS<br />
cover limited edition<br />
Bracciale limited edition<br />
STROILI ORO Bling Bling Denim Collection<br />
GHERARDINI Magnetic<br />
piattina limited edition<br />
ELISABETTA FRANCHI<br />
pochette in pelle limited edition<br />
ITA EVENTI 21
cover<br />
CANNAVACCIUOLO,<br />
IL PESCATORE
Il suo ultimo libro l’ha intitolato Pure tu vuoi fare lo Chef? E in questa intervista spiega quali<br />
sono i sacrifici richiesti per un mestiere del quale si conosce solo la parte superficiale. E svela<br />
qual è il suo vero e unico obiettivo. di Guido Biondi<br />
Nel suo ristorante poco<br />
distante dalle rive del<br />
Lago D’Orta, Antonino<br />
Cannavacciuolo riceve clienti e,<br />
talvolta, giornalisti. Informale,<br />
curioso ma sempre sereno, svela<br />
solo nelle ultime battute una<br />
verve da entertainer, dopo aver<br />
fatto capire all’interlocutore che<br />
lui tutto quello che è l’ha conquistato<br />
con lavoro e passione. E<br />
poiché il suo secondo libro, edito<br />
da Mondadori Electa, si chiama<br />
Pure tu vuoi fare lo Chef decide<br />
di partire proprio dall’indicare<br />
le difficoltà di questo lavoro. “Il<br />
pro e contro: è un mestiere difficile,<br />
stai in un posto chiuso dentro<br />
una cucina per ore, lontano<br />
dalla famiglia” racconta lo Chef,<br />
“E devi trovare una famiglia che<br />
accetta queste privazioni: ho parecchi<br />
colleghi e amici pieni di<br />
problemi in questo senso, spesso<br />
hanno cambiato strada facendo<br />
altri lavori per andare incontro<br />
alle loro mogli. Faccio un esempio:<br />
il lunedì è il tuo giorno di<br />
riposo e tua moglie – invece<br />
– lavora; sabato e domenica lavori<br />
tantissimo con il ristorante<br />
strapieno e tua moglie sta a<br />
casa; quando il pomeriggio alle<br />
15 stacchi e fai una pausa lei lavora,<br />
quando lei torna alle 17.30<br />
tu stai preparandoti per andare a<br />
lavorare per il turno serale e per<br />
finire quando rientri a casa tardi<br />
di notte lei sta dormendo perché<br />
la mattina deve alzarsi presto<br />
per andare al lavoro o a accompagnare<br />
i figli a scuola. Anzi aggiungiamo<br />
che il mese di agosto<br />
tu lavori e lei normalmente ha<br />
preso le ferie. Quindi, traendo le<br />
conclusioni, non ci si vede mai.<br />
Leggendo il suo ultimo libro<br />
si evince che è riuscito nell’impresa<br />
di trovare un forte legame<br />
con sua moglie poiché<br />
condividete l’esperienza del<br />
lavoro.<br />
Nascono tanti amori negli alberghi,<br />
nel settanta per cento<br />
dei casi chi lavora in albergo si<br />
fidanza con la cameriera. Questo<br />
perché nell’ambiente sei te stesso,<br />
ti vedi tutti i giorni e scatta una<br />
molla per un matrimonio – d’intesa<br />
– molto forte. All’inizio non<br />
è un colpo di fulmine: della tua<br />
collega apprezzi più che la bellezza,<br />
l’impatto generato dal suo carattere.<br />
Ci lavori insieme, scopri<br />
cose piano piano e quando nasce<br />
l’amore è molto forte.<br />
Forse perché essendo all’interno<br />
dell’ambiente del lavoro il<br />
legame è viscerale.<br />
All’interno di ristoranti nascono<br />
dei progetti di coppia e possono<br />
spaccare. Io e mia moglie ci<br />
siamo conosciuti nel 1995 e ci<br />
siamo fidanzati alla fine di due<br />
anni dopo. Eravamo davvero<br />
buoni amici: non pensavo minimamente<br />
di fidanzarmi con lei e<br />
neppure lei con me.<br />
Nel libro si parla di un legame<br />
molto forte e determinante per<br />
la sua carriera.<br />
Cinzia lo è stata e lo è contemporaneamente<br />
per il successo lavorativo<br />
e per la vita privata. È il<br />
mio equilibrio. Sono andato via<br />
di casa a vent’anni e ho un carattere<br />
molto forte, lei è stata ed è<br />
tutt’ora importantissima per me.<br />
Ed è una mamma spettacolare<br />
con due figli meravigliosi: Elisa<br />
di nove anni e Andrea di tre.<br />
Come vivono i suoi figli il lavoro<br />
di Chef famoso? Sono incuriositi?<br />
C’è il bello e il brutto dell’essere<br />
famosi: sono un po’ preoccupato<br />
perché vivono di riflesso l’esposizione<br />
e negli ultimi tempi; ho<br />
Pure tu vuoi fare lo Chef?,<br />
Mondadori Electa, 119 pagine<br />
è il secondo libro pubblicato<br />
da Antonino Cannavacciuolo<br />
dopo In cucina comando io<br />
ITA EVENTI 23
Nella pagina successiva: visione<br />
dall’alto di Villa Crespi, sede<br />
del ristorante di Antonino<br />
Cannavacciuolo, a San Giulio<br />
sul Lago d’Orta<br />
la tendenza a creare una barriera<br />
tra il personaggio e loro. Se sento<br />
dire “mio papà è Cannavacciuolo”<br />
cerco di far capire loro che<br />
nella vita non è proprio così.<br />
Il pasticcere Ernst Knam, in<br />
una recente intervista a Itaeventi,<br />
ha detto che preferirebbe<br />
che i suoi figli intraprendessero<br />
un’altra attività.<br />
Nella vita non si calcola… Io lascio<br />
vivere, lascio crescere: se mio<br />
figlio/a vorrà fare un’altra cosa<br />
sicuramente non mi opporrò. Da<br />
papà posso solo aiutarli. Se vorranno<br />
fare il mio lavoro darò dei<br />
consigli giusti per farli crescere<br />
più velocemente e per evitare di<br />
commettere errori da me sperimentati.<br />
Sono un po’ spaventato<br />
dal figlio più piccolo che tre mesi<br />
fa si è alzato una mattina presto,<br />
ha guardato negli occhi la mamma<br />
e le ha detto determinato: ”io<br />
da grande voglio cucinare!”. O<br />
aveva appena fatto un sogno o<br />
non so che cosa, ma è sorprendente<br />
per un bambino di circa<br />
tre anni fare un ragionamento<br />
così netto. Io spero che si stia<br />
sbagliando (ride, ndr).<br />
Nel libro descrive suo padre<br />
come una figura estremamente<br />
importante per lei e per il<br />
percorso che ha intrapreso.<br />
Mio padre è stata una persona<br />
molto intelligente perché mi ha<br />
portato con se in cucina a 13-<br />
14 anni quando ha capito che<br />
volevo fare questo mestiere. Io<br />
quasi lo ricattavo: o mi fai fare la<br />
scuola alberghiera o non vado a<br />
nessuna. Quando ha capito che<br />
la mia era una scelta seria e ponderata<br />
al posto di insegnarmi le<br />
ricette ha preferito farmi vedere<br />
come si prepara la carne, come<br />
si tengono i coltelli e altre cose<br />
pratiche. Poi a un certo punto<br />
mi disse: “tu con me non devi<br />
lavorare” e mi ha mandato sotto<br />
gli altri. Infatti oggi sono a Vil-<br />
24 ITA EVENTI
ITA EVENTI 25
la Crespi perché lui conosceva<br />
degli Chef qui. Mi disse anche:<br />
“se vuoi fare il cuoco devi avere<br />
sempre la valigia pronta”.<br />
Voleva che lei facesse una<br />
“sana” gavetta e non il “figlio<br />
di”…<br />
Queste sue parole non le ho mai<br />
dimenticate: “se vuoi fare questo<br />
lavoro fallo bene o non lo fare”.<br />
Se vuoi fare il cuoco ordinario<br />
non ti conviene neppure economicamente.<br />
Lo sostiene chiaramente anche<br />
nel titolo del suo libro…<br />
Non lo dico per degradare il<br />
ruolo del cuoco sia chiaro. Immaginate<br />
una vita con gli orari<br />
che ho descritto prima con uno<br />
stipendio da 1.500 euro. Non è<br />
più come tempo fa che il cuoco<br />
veniva strapagato; oggi con le<br />
tassazioni e la concorrenza e la<br />
grande offerta tra ristoranti indiani,<br />
egiziani etc. è tutto più<br />
complicato.<br />
Ammetterà che c’è il culto della<br />
spettacolarizzazione oggi<br />
per il ruolo dello Chef, specialmente<br />
con la tv. Oggi sembrano<br />
loro le rockstar.<br />
Bene ci penso io ad aprire gli<br />
occhi: di quante persone stiamo<br />
parlano? Dieci? Io dico che è più<br />
facile giocare nella Serie A del<br />
campionato di calcio. Avete idea<br />
di quanti ristoranti ci sono dal<br />
Trentino alla Sicilia? Chi ce l’ha<br />
fatta? Dieci cuochi? Vedi che<br />
è un inganno… Ma non parlo<br />
solo dello spettacolo in tv ma<br />
pure di chi ha la stella Michelin.<br />
Capite che non stiamo parlando<br />
di milioni di nomi? Almeno dalla<br />
serie D alla serie A ce ne sono<br />
di giocatori…<br />
Una delle caratteristiche presenti<br />
nel programma Cucine<br />
da incubo è il suo disarmante<br />
realismo trasmesso ai cuochi e<br />
proprietari del ristorante oltre<br />
a una grande umanità. Non<br />
vende sogni.<br />
Quando entro in una cucina e<br />
28 ITA EVENTI
Antonino Cannavacciuolo<br />
conduce Cucine da incubo<br />
e dalla prossima stagione<br />
sarà il quarto giudice di<br />
Masterchef Italia<br />
termino poi il programma non è<br />
che dico ai presenti “adesso siete<br />
a posto”. Al contrario, dico “ora<br />
siete a un punto di partenza, prima<br />
era sbagliata mentre adesso vi<br />
ho rimesso in carreggiata”. Una<br />
volta trasmesso l’entusiasmo poi<br />
tocca a loro partire.<br />
Lei ha il report sugli sviluppi<br />
dei locali da voi visitati?<br />
Si. Ad alcuni il programma è<br />
servito pure a fare chiudere il locale.<br />
Nell’ultimo, ad esempio, di<br />
Livorno ho “bastonato” il cuoco<br />
e non gli ho perdonato nulla; si<br />
è reso conto da solo che questo<br />
non è il suo lavoro. A volte – invece<br />
– trovo dei ragazzi con tanta<br />
voglia di fare e idee pazzesche:<br />
uno in particolare, nella prima<br />
puntata assoluta del programma,<br />
lo seguo ancora adesso. Aveva<br />
18-19 anni e collaborava in una<br />
cucina: oggi lavora in un ristorante<br />
con due stelle Michelin.<br />
È un programma incentrato sul<br />
contatto fisico con me: la pacca,<br />
l’abbraccio etc. ed è il motivo<br />
per cui capisci che può nascere<br />
qualcosa. Spesso le persone che<br />
ho conosciuto restano in contatto<br />
con me, anche dopo tre anni.<br />
È una grande soddisfazione.<br />
Quando trasmetti l’emozione<br />
per far bene una cosa va al di là<br />
del rapporto professionale o del<br />
format televisivo.<br />
Nel libro si descrive come un<br />
moderno coach. Aggiungerei:<br />
sicuro di sé, con una grande<br />
umanità e una incredibile<br />
umiltà.<br />
Devi essere predisposto. Io non<br />
so recitare, io in tv sono me<br />
stesso. All’inizio qualcuno voleva<br />
farmi recitare una parte ma<br />
io quello non lo so fare e ho risposto<br />
che mi riesce meglio es-<br />
30 ITA EVENTI
sere me stesso. Io non scendo a<br />
compromessi. Se mi vogliono far<br />
fare una cosa che non mi piace ti<br />
dico di si per farti contento ma<br />
poi faccio di testa mia.<br />
È il motivo per il quale l’hanno<br />
chiamata a Masterchef ?<br />
Non lo so, ma certamente è<br />
un’opportunità che non si può<br />
rifiutare. È un programma che<br />
va bene e ha successo.<br />
Lei scrive che a cinquant’anni<br />
vuole andare in pensione.<br />
Si, confermo. Lo posso scrivere<br />
pure con il sangue. Quando<br />
parlo di pensione la gente pensa<br />
all’immagine di essere inattivo;<br />
invece per me significa essere<br />
libero. Fare altre cose che non<br />
necessariamente siano legate al<br />
lavoro. Oggi sono pieno di impegni,<br />
appuntamenti e devo essere<br />
presente al lavoro; in pensione<br />
non mi deve aspettare nessuno.<br />
Le viene voglia di tornare nel<br />
luogo in cui si è formato?<br />
Ma io non sono mai partito da<br />
Napoli, sono ancora lì col cuore.<br />
Quando torno a Napoli, anche<br />
solo per due giorni, ho la sensazione<br />
di non essermi mai spostato<br />
da lì. Inoltre mia moglie è<br />
innamorata di Napoli e questo<br />
è anche un problema: perché<br />
secondo me lei vorrebbe andare<br />
prima di me lì.<br />
Le hanno proposto di aprire<br />
ristoranti all’estero?<br />
Io sono nazionalista. Guadagnare<br />
un milione di euro in America<br />
o duecentomila euro in Italia<br />
scelgo la seconda. Io la vedo così.<br />
A me piace il pane italiano, la<br />
moda italiana, i panorami italiani;<br />
amo l’Italia nel male e nel<br />
bene. Un mio pensiero è questo:<br />
quando aspettiamo che gli altri<br />
facciano qualcosa per il nostro<br />
paese… Io rispondo sempre: facciamo<br />
noi qualcosa.<br />
Quasi una citazione di Kennedy.<br />
Sento dire: il Comune lì non<br />
pulisce mai. E chi ha sporcato?<br />
Se qualcuno non l’avesse fatto il<br />
problema non c’era. Invece di lamentarsi<br />
tutti quanti.<br />
Crede che suo padre sia orgoglioso<br />
di lei?<br />
Penso di si. Anche se non me<br />
l’ha detto ancora. Ho un legame<br />
fortissimo con lui: è la persona<br />
che sento di più. E ancora adesso<br />
prima di fare qualcosa di importante<br />
lo vado a cercare e ci parlo.<br />
Tra i colleghi Chef a livello televisivo,<br />
c’è invidia?<br />
No c’è un rapporto molto easy.<br />
Non dovrei dirlo io ma sono<br />
una persona molto accomodante.<br />
Cerco sempre un approccio<br />
positivo con tutti. Alcuni mi di-<br />
ITA EVENTI 31
L’incantevole Villa Crespi<br />
Per prenotare un tavolo:<br />
tel: 0322 911902<br />
info@villacrespi.it<br />
L’indirizzo è Via G. Fava 18,<br />
Orta San Giulio (Novara)<br />
verto proprio a stuzzicarli (ride,<br />
ndr). Un giornalista mi ha detto<br />
che sono il cuoco più amato tra<br />
i colleghi. Il parlare male è una<br />
perdita di tempo per la tua crescita.<br />
Preferisco sviluppare il mio<br />
tempo in positività. Chi parla<br />
male è insicuro.<br />
Ci sono delle attività che le interesserebbe<br />
sviluppare?<br />
Mica sono scemo… C’è anche il<br />
lato imprenditoriale di me stesso,<br />
senza mai ammazzare nessuno:<br />
ad esempio, prendere un locale<br />
finito all’asta non mi interessa.<br />
Ora sono in apertura a Novara<br />
con un nuovo ristorante, e me ne<br />
interessa uno a Torino… Io potrei<br />
anche fermarmi a dove sto,<br />
il locale va bene e non avrei bisogno<br />
di aprire nuovi ristoranti;<br />
ma voglio aprirne altri perché –<br />
come in Francia, in America, in<br />
Inghilterra – ogni Chef ha quattro-cinque<br />
e oltre ristoranti. Solo<br />
noi italiani non siamo capaci di<br />
aprirne più di uno a testa: vorrei<br />
rompere questo schema.<br />
Qual è la cosa che più la rilassa<br />
fuori dal lavoro?<br />
La pesca. L’altro giorno dalle<br />
quattro del pomeriggio fino alle<br />
otto io non ho pensato a niente.<br />
Dopo – al ritorno – mi sono<br />
chiesto: ma che cosa ho pensato?<br />
Al galleggiante, a qualcosa di<br />
inerente? No, a niente.<br />
Una meditazione.<br />
Non è che lo faccio apposta, viene<br />
naturale. Quando vado a Napoli<br />
vado subito su una barca a<br />
pescare: è la mia passione.<br />
Ecco cosa farà quando lascerà<br />
il lavoro.<br />
Ho una barca americana un po’<br />
larga con sei sette canne da pesca,<br />
la mia stanza per dormire,<br />
con tutto il necessario. Passerò<br />
così le mie giornate. Poi magari<br />
mi prenderà la voglia di aprire<br />
un negozio di pesce e di fare business<br />
(ride, ndr).<br />
32 ITA EVENTI
outsider<br />
L’UOMO<br />
DELLA<br />
STRADA<br />
Nicola Savino ha iniziato la sua carriera come Dj e poi<br />
come fonico in radio sino a diventare autore televisivo<br />
e conduttore di due programmi popolarissimi: Deejay<br />
chiama Italia e Quelli che il calcio. È riservato,<br />
si definisce “didascalico” e sogna una serata in teatro.<br />
di Guido Biondi<br />
L’<br />
uomo della strada (Uds)<br />
è l’acronimo che contraddistingue<br />
Nicola<br />
Savino, nato a Lucca ma cresciuto<br />
a Metanopoli alle porte<br />
di Milano. Un personaggio nato<br />
quale specchio della quotidianeità,<br />
quello che una volta sarebbe<br />
stato chiamato “del Bar sport”,<br />
ben diverso dal qualunquismo:<br />
l’opinione della persona comune,<br />
vicina ai “detti popolari” e al<br />
“buon senso comune”. Attraverso<br />
questa intuizione – come egli<br />
stesso racconta a Itaeventi – si è<br />
trasformato da fonico a Radio-<br />
Deejay a uno dei conduttori più<br />
popolari in radio e in tv, grazie<br />
soprattutto a Deejay Chiama Italia<br />
condotta insieme a Linus e a<br />
Quelli che il calcio su Rai2.<br />
Come è riuscito, attraverso<br />
l’escamotage dell’uomo<br />
della strada – che resta, ad<br />
oggi, la sua vera cifra stilistica<br />
-, ad emergere prima a<br />
RadioDeejay ed in seguito a<br />
Quelli che il calcio.<br />
Intanto preciso che non è un<br />
mio escamotage, la paternalità<br />
dell’etichetta va attribuita a Linus.<br />
La svolta importante nella<br />
mia carriera è stato il momento<br />
nel quale ho capito con chiarezza<br />
che dovevo a tutti i costi stare<br />
nell’ambiente della radio.<br />
C’erano poche voci qualificate<br />
in radio e spesso non<br />
erano inquadrate a livello<br />
economico, erano precari.<br />
Io venivo da una famiglia<br />
di laureati, persone che<br />
credevano nel pezzo di<br />
carta e nel “posto fisso”<br />
e mi chiedevo spesso:<br />
come posso ingannare i miei genitori<br />
con questa faccenda della<br />
radio? Semplice: facendo un<br />
passo indietro e proponendomi<br />
come fonico solo perché questa<br />
era la categoria degli assunti, del<br />
cartellino da timbrare ed erano<br />
regolarmente retribuiti. Insomma<br />
in questo modo ho reso<br />
sereni i miei genitori e contemporaneamente<br />
realizzavo il mio<br />
sogno di stare in radio. Ma non<br />
avrei mai immaginato di diventare<br />
speaker, figuriamoci il resto…<br />
Ci tengo anche a ricordare<br />
che mentre facevo il fonico non<br />
ho mai covato rancori, frustrazioni<br />
o altro nei confronti degli<br />
speaker: ci tenevo a fare bene il<br />
mio lavoro, a studiare gli ingranaggi<br />
e tutto il resto.<br />
Indubbiamente è stato utile<br />
per capire come funzionano<br />
i tempi e i movimenti “dietro<br />
le quinte”. Non ha fatto la<br />
“pianta” per usare una parola<br />
descritta da Cecchetto quale<br />
“stare seduti e vedere tutto<br />
quello che ti succede intorno<br />
ed imparare da questo”. E prima<br />
di fare il fonico di cosa si<br />
occupava?<br />
La pianta proprio no. Capire<br />
invece i meccanismi dietro le<br />
quinte a volte è penalizzante:<br />
ad esempio in tv mi trovo spesso<br />
a rompere le palle ai fonici e<br />
agli addetti ai lavori proprio in<br />
virtù del mio trascorso, è come<br />
un imprinting. Ricordo che il<br />
fonico della Rai all’inizio mi<br />
odiava perché mi intromettevo<br />
in ogni discussione. Prima di<br />
fare il fonico fui scartato da una<br />
piccola radio milanese e ci rimasi
Nicola Savino conduce<br />
Quelli che il calcio,<br />
ogni domenica<br />
pomeriggio su Rai 2<br />
malissimo; puntavo anche allora<br />
alla sussistenza. Avevo invece un<br />
rapporto continuativo con una<br />
discoteca e guadagnavo tanto<br />
facendo il Dj: arrivavo a fare diciotto<br />
serate in un mese. Considero<br />
– e il proprietario della discoteca<br />
Orsa Maggiore di Lecco<br />
me lo ricorda costantemente –<br />
che i due anni da Dj sono stati i<br />
più formativi della mia vita. Non<br />
so perché ma so che è così: forse<br />
il contatto con la gente… Io provengo<br />
da una famiglia di media<br />
borghesia, vengo da Metanopoli,<br />
una specie di esperimento sociale<br />
nel quale ingegneri e geometri<br />
da tutta Italia di stabilivano in<br />
questa cittadella, negli anni sessanta,<br />
per poi andare in giro per<br />
il mondo a lavorare. Mio padre<br />
era ingegnere e mia madre farmacista,<br />
una famiglia normale.<br />
La discoteca è stato il gancio per<br />
frequentare la “gente della notte<br />
che fa i lavori strani, baristi,<br />
spacciatori, puttane” per citare<br />
una famosa canzone, l’occasione<br />
per entrare in un mondo diverso<br />
da quello della mia famiglia<br />
e dalle persone che frequentavo.<br />
L’altro mondo formativo è stata<br />
la frequentazione dei Boys nerazzurri<br />
allo stadio durante la<br />
partita dell’Inter: ho imparato<br />
delle cose anche da quel mondo.<br />
Del resto io non avevo mai messo<br />
il naso fuori dal mio ambiente<br />
ovattato, dalla mia torre d’avorio<br />
in una città dormitorio.<br />
Parlando della sua esperienza<br />
in discoteca, recentemente<br />
ha riesumato i suoi vinili per<br />
una performance alla festa di<br />
ITA EVENTI 35
Dal lunedì al venerdì ogni<br />
mattina dalle ore 10 Nicola<br />
Savino conduce insieme a<br />
Linus Deejay Chiama Italia<br />
RadioDeejay, davvero impeccabile.<br />
Da fonico è diventato<br />
conduttore insieme a Linus…<br />
L’ho curata molto, ci ho lavorato<br />
tanto: era una specie di incontro<br />
con il passato, ho ripreso la mia<br />
valigetta e i mie dischi; non nego<br />
che la sensazione è stata un po’<br />
quella del vincitore, vedevo i sogni<br />
di ragazzino realizzati. Io in<br />
radio ero un fonico molto propositivo,<br />
costruttivo, direi quasi<br />
al confine con un regista. Davo<br />
spontaneamente consigli ed ero<br />
molto ben tollerato, tranne che<br />
da quelli scarsi; anzi dagli svegli<br />
ero saccheggiato (ride, ndr). Lo<br />
step successivo è stato quello di<br />
diventare autore televisivo: ho<br />
iniziato ad andare con Amadeus<br />
al Festivalbar e lì ho conosciuto<br />
Giorgio Gori e mi ha voluto alle<br />
Iene. Quando dopo un breve<br />
intervallo a RadioCapital sono<br />
tornato a RadioDeejay Linus<br />
da fonico mi ha promosso – in<br />
quanto autore televisivo – nella<br />
fascia oraria della mattina, come<br />
redattore, autore sino all’escamotage<br />
dell’uomo della strada.<br />
U. d.s. nasce dalla mia ossessione<br />
– ancora attuale – per la didascalia:<br />
ad esempio non puoi<br />
dire in radio “abbiamo con noi<br />
Ghemon” (artista rap, ndr) senza<br />
dire che è un rapper avellinese<br />
ovvero dare un’etichetta,<br />
spiegare sempre quello che stai<br />
facendo, chi è l’artista che è in<br />
onda. Devi essere il più possibile<br />
didascalico e questo è un punto<br />
spesso di conflitto con Linus; me<br />
l’ha insegnato Dennis Stucchi,<br />
non bisogna mai dare niente per<br />
scontato. Vado in onda pensando<br />
che uno che passa per la strada<br />
mi ascolta, me lo sono preso,<br />
almeno uno al giorno. Uno che<br />
non sa niente di Ghemon (e di<br />
noi) e magari lo scopre grazie<br />
a me. A volte cerco di spiegare<br />
anche chi siamo noi, come se<br />
parlassi di una serie tv di difficile<br />
comprensione: faccio qualche<br />
passo indietro e provo a dare<br />
qualche riferimento in più.<br />
È utile in radio parlare anche<br />
della propria giornata e dei<br />
propri stati d’animo secondo<br />
lei?<br />
36 ITA EVENTI
Dipende. Non mi piace l’autorefenzialità.<br />
Bisogna capire se<br />
quello che stai dicendo di personale<br />
non è pericoloso: non<br />
puoi mettere in piazza tutto di te<br />
pensando di essere generoso col<br />
pubblico.<br />
La percezione di Deejay Chiama<br />
Italia presso il pubblico è<br />
quella di una grande famiglia<br />
nella quale si è inclusi, non<br />
trova?<br />
Si è così. Io sto molto attento a<br />
parlare delle mie cose e a non<br />
coinvolgere i miei familiari.<br />
Sono strumenti che messi in<br />
mano ad altre persone sono pericolosi.<br />
Personalmente mi considero<br />
non riservato ma moltissimo<br />
riservato (ride, ndr). Sono<br />
gelosissimo della mia privacy<br />
sino quasi alla paranoia.<br />
Nella vostra conduzione lei<br />
rappresenta la parte più sensibile<br />
a livello musicale: non<br />
ha riserbo nel comunicare agli<br />
artisti anche un solo dettaglio<br />
di una canzone che, usando le<br />
sue parole, “è struggente da<br />
fare male” (citazione per commentare<br />
“Il Comico” di Cesare<br />
Cremonini). Per lei comunicare<br />
queste sensazioni è quasi<br />
viscerale.<br />
Certamente, non ho vergogna di<br />
questo. Anche se io stesso sono<br />
cauto tuttavia è sempre bellissimo<br />
fare i complimenti ad un<br />
artista. Ad esempio dopo aver<br />
visto Inside Out, il film, ne ho<br />
parlato senza risparmiarmi: è un<br />
film bello, profondo, un salto generazionale<br />
di qualità, di doppia<br />
lettura come piace a me. Non ho<br />
paura della mia parte sensibile e<br />
della mia parte femminile, figuriamoci<br />
dei miei gusti. Anche di<br />
cose pop nella musica: uno dei<br />
miei favoriti è Fabio Concato.<br />
Linus ogni tanto si imbarazza<br />
dei miei complimenti agli intervistati<br />
scambiandoli per piaggeria,<br />
ovviamente si tratta di altro.<br />
Il suo rapporto con Linus<br />
come si può definire? Solo<br />
professionale?<br />
È un rapporto senza grandi<br />
scazzi: abbiamo imparato a non<br />
farli accadere. Siamo molto intelligenti<br />
entrambi nel senso di<br />
come ci rapportiamo nella vita<br />
vera, quella privata. Non dovrei<br />
dirlo io, so che rischio l’autoreferenzialità<br />
ma ci sta. Riusciamo<br />
a preservare, come fosse un<br />
Sacro Graal, il nostro rapporto<br />
in onda. Ogni tanto andiamo<br />
a cena ma ogni tanto eh! Devo<br />
dire la verità: nel privato con<br />
persone con le quali sono in<br />
grandissima confidenza mi può<br />
capitare di fare qualche critica a<br />
Linus. Pero’ mi accorgo sempre<br />
quanto gli voglio bene e quanto<br />
mi emoziono perché se qualcuno<br />
non mi parla bene di lui mi<br />
incazzo davvero. Il nostro è un<br />
rapporto molto profondo come<br />
potrebbe esserlo tra marito e moglie<br />
o fratello e sorella. E questo<br />
non significa che non finirà: io<br />
ho ben chiaro che finirà perché<br />
succede questo nella vita. Potrà<br />
finire per vari motivi ma finché<br />
dura è meraviglioso, soprattutto<br />
in onda. Non solo credo di essere<br />
un buon reagente per lui ma,<br />
soprattutto, sa come farmi rendere<br />
al cento per mille.<br />
Tra la radio e i programmi<br />
televisivi c’è un abisso conferma?<br />
Confermo eccome. Un<br />
abisso. I confini della<br />
tv sono più marcati<br />
e nel mio caso ancora<br />
oggi vivo il<br />
territorio televisivo<br />
come qualcosa<br />
di misterioso<br />
del quale avere<br />
un timore reverenziale.<br />
Anche<br />
se sono più flu-
ido specialmente da quest’anno:<br />
ho avuto davvero un eccezionale<br />
team di lavoro in particolare un<br />
capoprogetto strepitoso (e grande<br />
regista), Massimo Venier; per<br />
lui è un ritorno dato che aveva<br />
già preso parte alle precedenti<br />
edizioni. Con lui se posso usare<br />
una frase divertente “mi lascio<br />
cadere all’indietro”, mi affido<br />
completamente e per me è davvero<br />
insolito. Inoltre abbiamo<br />
a Quelli che il calcio la Gialappa’s<br />
Band: una fucina, una cosa<br />
magica per me. Sin da ragazzo<br />
ascoltavo Bar Sport su Radio Popolare:<br />
questi ragazzi dicevano<br />
un sacco di parolacce; erano in<br />
quattro, a volte anche in cinque.<br />
Il giorno dopo a scuola tutti ripetevano<br />
le loro battute e le loro<br />
parolacce. Seguendoli dalle origini<br />
ho sviluppato con loro un<br />
rapporto viscerale e un’intesa<br />
perfetta. Per me è come se andassi<br />
in onda con Prince (ride,<br />
ndr).<br />
Per come si è descritto caratterialmente<br />
non deve essere<br />
facile navigare nell’ambiente<br />
televisivo.<br />
Non è semplice affatto; mi ha<br />
aiutato l’esperienza come autore<br />
ma non si finisce mai<br />
di imparare. Pensiamo a<br />
Maria De Filippi: non<br />
dice nemmeno buonasera<br />
e fa bingo, vincendo<br />
negli ascolti. La sua<br />
figura all’interno di C’è<br />
posta per te ti ipnotizza<br />
quale affabulatore, pur<br />
non avendo ritmo; non<br />
si può certo affermare che<br />
è la più bella donna in Italia<br />
eppure è la numero uno assoluta.<br />
Vedi com’è misteriosa<br />
la tv? Non ha dei codici.<br />
Mentre in radio quello<br />
che facciamo noi veleggia<br />
quasi con lo<br />
stesso successo che<br />
ha Maria De Filippi in tv.<br />
Ha il desiderio di fare delle serate<br />
in teatro?<br />
C’ho pensato, lo volevo fare,<br />
mi piacerebbe. È la stanzialità<br />
il vero problema: se tu vuoi fare<br />
il mio programma devi essere a<br />
Milano. Quindi queste serate<br />
dovrebbero essere qualcosa di<br />
fisso in città. Ammetto che mi<br />
manca molto questa esperienza.<br />
Parlo spesso con Linus di realizzare<br />
un musical su RadioDeejay…<br />
Si immagina come presentatore<br />
del Festival di Sanremo?<br />
Potrebbe essere… Tutto può essere,<br />
la vita è imprevedibile. In<br />
fondo Carlo Conti o Gerry Scotti<br />
hanno iniziato come comici…<br />
Oppure potrebbe concludersi<br />
l’avventura tv in un paio d’anni…<br />
Sta cambiando tutto molto<br />
rapidamente. Ma la vivo bene,<br />
ecco.<br />
Si riesce a conciliare vita privata<br />
e personaggio pubblico di<br />
successo?<br />
Io ogni giorno torno a casa dalla<br />
mia famiglia verso le 19. Se,<br />
come è successo, passo una sera a<br />
sentire il concerto di De Gregori,<br />
quella dopo sono tassativamente<br />
a casa. Ho più problemi come<br />
tifoso di calcio: a volte vorrei andare<br />
a vedere giocare l’Inter ma<br />
poi pigramente mi lascio sopraffare<br />
da mille cose e alla fine ci rinuncio.<br />
Per il resto ho imparato<br />
a convivere con le persone che ti<br />
vedono come personaggio televisivo:<br />
essere famosi ti fa sentire un<br />
bambino piccolo, ti salutano tutti.<br />
Devi evitare certi posti in un<br />
determinato periodo: ad esempio<br />
i posti di mare a Pasqua o a ferragosto,<br />
magari in Liguria; c’è<br />
un casino di gente e sei fottuto.<br />
Devi rinunciare ai riti collettivi.<br />
Mi chiedo: è una vera rinuncia?<br />
(ride, ndr) Meglio l’albergo<br />
nell’entroterra e mete alternative.
outsider<br />
SMEMORANDA,<br />
IDEALISTI<br />
E CONTENTI<br />
Insieme a Gino & Michele, Nico<br />
Colonna ha realizzato un sogno<br />
nato tanti anni fa, coinvolgendo<br />
artisti e personaggi di spicco<br />
nel sociale, aiutandoli spesso<br />
in silenzio. Con i suoi quadretti<br />
rivoluzionari oggi il Diario è stato<br />
inserito dall’Enciclopedia Treccani<br />
nei novanta oggetti di design più<br />
importanti degli ultimi novant’anni.<br />
di Guido Biondi<br />
“Questa storia ha inizio dagli<br />
anni ottanta, un periodo in cui<br />
faccio una scelta tranchant, forte<br />
e coraggiosa: abbandonare il posto<br />
fisso per tentare un’esperienza<br />
che potesse essere positiva, quella<br />
di Smemoranda”. Il flusso di coscienza<br />
è opera di Nico Colonna,<br />
autore – insieme a Gino &<br />
Michele e a un gruppo ristretto<br />
di veri idealisti – di una grande<br />
impresa, un sogno diventato realtà.<br />
Nico assomiglia a un indiano<br />
nativo, è un personaggio conosciuto<br />
tra artisti e personaggi<br />
attivi nella solidarietà: è un vero<br />
e proprio link umano capace di<br />
trasmettere forza e coraggio con<br />
grande umanità. La storia del<br />
diario più famoso della storia è<br />
anche quella della sua vita e della<br />
vita dei suoi amici: la racconta<br />
con passione e convinzione, quasi<br />
a incoraggiare chi ancora non<br />
si è rassegnato a non credere nei<br />
sogni. “Il progetto nasce dall’idea<br />
di un gruppo di amici milanesi,<br />
allora legati dal movimento<br />
degli studenti, di fare qualcosa<br />
di rivoluzionario nel mondo dei<br />
diari e delle agende. All’epoca gli<br />
studenti non avevano la possibilità<br />
di avere un diario decente;<br />
nel novanta per cento dei casi<br />
riciclavano l’agenda della banca<br />
o delle assicurazioni trovata in<br />
casa. La nostra idea di base era<br />
semplice: combinare un prodotto<br />
diario/agenda/libro che avesse<br />
al posto delle righe i quadretti<br />
– un atto, va detto, profondamente<br />
rivoluzionario in quegli<br />
anni – inserendo testi, vignette<br />
e disegni ad accompagnare il<br />
ritmo dell’anno dello studente e<br />
non solo, leggendo cose divertenti<br />
e serie. L’agenda diventava una<br />
sorta di scrigno: chi la utilizzava<br />
poteva scriverci i momenti della<br />
propria vita applicando ricordi<br />
nelle pagine. Col passare degli<br />
anni la Smemo è diventata un<br />
oggetto di culto: venticinque milioni<br />
di studenti nel nostro Paese<br />
hanno utilizzato la Smemoranda<br />
in questi 38 anni. Quest’anno<br />
con la 38esima edizione abbiamo<br />
raggiunto numeri importanti,<br />
circa 800.000 copie vendute;<br />
credo non esista una situazione<br />
simile in Italia e forse in nessun<br />
paese al mondo. Negli anni abbiamo<br />
sviluppato temi monografici:<br />
quasi cento personaggi di<br />
varia estrazione molto amati, dai<br />
comici ai cantanti; un universo<br />
bello che ci piace aggregare attorno<br />
alla Smemoranda. I nomi<br />
sono tantissimi, da Albanese a<br />
Bisio, Checco Zalone, Ligabue,<br />
Jovanotti, Pelù, J-Ax, Cremonini<br />
e, motivo di grande orgoglio,<br />
quest’anno ospitiamo Don Gino<br />
Rigoldi, Don Ciotti e Gino Strada,<br />
personaggi molto impegnati<br />
nel sociale. Io la chiamo entità<br />
collettiva costruita negli anni intorno<br />
al diario”.<br />
È nata come un gioco, una<br />
scommessa e poi è diventato<br />
anche un business…<br />
Assolutamente, sottolineo che<br />
eravamo senza una lira: non avevamo<br />
dietro nessuna start-up o<br />
finanziarie, solo un’idea forte<br />
portata avanti in modo artigianale<br />
con grande tenacia. All’ini-<br />
40 ITA EVENTI
zio ci siamo indebitati e vendevamo<br />
direttamente noi quasi porta<br />
a porta, scuola per scuola; con il<br />
ricavato pagavamo i fornitori e se<br />
avanzava qualcosa ci concedevamo<br />
le briciole.<br />
Ovviamente si lavora tutto<br />
l’anno non solo i mesi precedenti<br />
all’inizio delle scuole.<br />
Facciamo spesso riferimento<br />
al diario scolastico ma ci sono<br />
anche le versioni per adulti: c’è<br />
tutto un mondo che si muove intorno<br />
alla Smemo con decine di<br />
iniziative. Basta vedere il nostro<br />
sito Smemoranda.it o i social per<br />
capire quante iniziative nascono<br />
intorno al brand. Siamo parte<br />
della Gut Edizioni che gestisce<br />
– oltre a noi – altri 35 marchi.<br />
Attività collaterali legate a iniziative<br />
dei film quali i Minions,<br />
brand come Eastpak, Moleskine<br />
etc. è un impegno che ci occupa<br />
tredici dei dodici mesi dell’anno!<br />
Con quasi tutti gli artisti che<br />
collaborano alla Smemoranda<br />
ha legato anche al di fuori<br />
del rapporto professionale. Un<br />
esempio è la partecipazione<br />
all’evento di Ligabue a Campovolo<br />
con le tende messe a disposizione<br />
dei ragazzi oppure<br />
il suo rapporto con Emergency<br />
con le donazioni a favore della<br />
loro attività.<br />
Il punto è che è stato creato attorno<br />
alla Smemo un gruppo<br />
culturalmente omogeneo, con<br />
persone con una testa – se posso<br />
dirlo – molto simile; è evidente<br />
che nascono rapporti personali<br />
molto profondi: penso al mondo<br />
di Zelig ad esempio, all’Inter,<br />
ai concerti, al fantacalcio ma,<br />
soprattutto, al sociale. Abbiamo<br />
aiutato l’organizzazione di Don<br />
Gino Rigoldi, di Don Ciotti, di<br />
Gino Strada, comprando degli<br />
autobus sui quali fanno laboratori<br />
mobili d’intervento. Sono<br />
rapporti professionali, personali,<br />
amicali, tra iniziative serie e ludiche.<br />
Ci sono, in particolare, personaggi<br />
che vi hanno stupito?<br />
Avrei tantissime cose da raccontare<br />
ma voglio citarne solo<br />
Nico Colonna con Gino & Michele<br />
(Gino Vignali e Michele Mozzati)<br />
ideatori di Smemoranda<br />
ITA EVENTI 41
42 ITA EVENTI<br />
Nata nel 1978, la Smemo<br />
- come viene abitualmente<br />
chiamata - ha un tema annuale:<br />
Garibaldi, L’amore, L’avventura,<br />
Il gioco, Il sogno e l’utopia,<br />
Cattivi pensieri, Odi Et Amo,<br />
Che storia!, Friends e altri<br />
ancora. Quest’anno è stato<br />
scelto “Mi piace”.
due: un nostro collaboratore, un<br />
giornalista che operava negli scenari<br />
di guerra, è stato gratificato<br />
quando il suo nipote prediletto<br />
ha capito il mestiere di suo zio<br />
leggendo la Smemoranda e le sue<br />
imprese. L’altro aneddoto riguarda<br />
un progetto del quale solo in<br />
questi giorni si capisce il senso:<br />
io, Gino e Michele, sette anni<br />
fa, abbiamo cercato di sviluppare<br />
un diario a emissioni zero e prodotto<br />
al cento per cento in Italia;<br />
ci siamo fatti conteggiare quante<br />
tonnellate di anidride carbonica<br />
produciamo ogni anno e, per<br />
compensare, abbiamo fatto impiantare<br />
centottantamila alberi<br />
nella Provincia tra Milano e Pavia<br />
su terreni di proprietà dello<br />
Stato. Siamo andati a visitare<br />
questi boschi per decine di chilometri,<br />
alberi che costeggiano<br />
a sinistra e a destra il fiume Po,<br />
respirando l’ossigeno che respiriamo<br />
noi e respireranno i nostri<br />
figli. Siamo tornati a casa gasati e<br />
gratificati come mai prima d’ora:<br />
è vero che parliamo di un oggetto<br />
che è anche business, fatturato…<br />
Sarà anche business ma è la<br />
realizzazione di un’ideale nato<br />
tanti anni fa da un gruppo di<br />
sognatori…<br />
È così. L’essere riusciti a salvaguardare<br />
il territorio anche con<br />
un gesto piccolo per noi oggi e<br />
per le future generazioni è una<br />
gioia infinita che non ha prezzo.<br />
Non necessariamente fare business<br />
significa – per noi – essere<br />
disumani, cinici; fregarsene se<br />
dietro al lavoro ci siano bambini<br />
di sei anni sfruttati… Riuscire<br />
ad essere politically correct o<br />
perlomeno tentare di esserlo è<br />
una soddisfazione che ci ha sempre<br />
accompagnato nella nostra<br />
storia.<br />
All’interno di Smemoranda<br />
sono finite tutte le sue passioni,<br />
l’Inter ad esempio (il logo è<br />
stato ideato da Colonna, ndr)<br />
ma non solo.<br />
Non solo si è riversato su Smemoranda<br />
ma sulle nostre esistenze,<br />
la mia e quella di Gino<br />
e Michele e di tutto il gruppo.<br />
L’essere diventati un brand che<br />
ha fatto del bene un po’ ovunque<br />
ci ha fatto diventare un punto<br />
di riferimento: partendo e arrivando<br />
da Smemo ciascuno di noi<br />
ha aggiunto piccoli pezzi di un<br />
puzzle, con le sue gratificazioni.<br />
L’ultima, in ordine cronologico,<br />
ci riempie di orgoglio: la Treccani<br />
ci ha chiesto l’immagine della<br />
prima Smemoranda prodotta per<br />
inserirla in una mostra dei novanta<br />
oggetti più importanti degli<br />
ultimi novant’anni. Parliamo<br />
di oggetti di design che hanno<br />
fatto la storia…<br />
È quasi una Coppa intercontinentale<br />
per voi…<br />
Esatto (ride, ndr), proprio così.<br />
ITA EVENTI 43
arte<br />
L’ALIMENTAZIONE<br />
NELL’ANTICA GUBBIO:<br />
DAL CIBO<br />
AI VASI DA MENSA<br />
Fino al 31 Ottobre 2015<br />
Antiquarum del Teatro Romano, Gubbio<br />
info: 075 922 0 992<br />
La mostra è incentrata sul tema dell’alimentazione<br />
attraverso i reperti conservati<br />
nell’Antiquarium del Teatro Romano. Vengono<br />
descritte le forme ceramiche, il loro<br />
uso, i cibi contenuti e i vari momenti della<br />
giornata dedicati al mangiare.<br />
IL MANICHINO DELLA<br />
STORIA: L’ARTE DOPO<br />
LE COSTRUZIONI<br />
DELLA CRITICA<br />
E DELLA CULTURA<br />
Fino al 31 gennaio 2016<br />
Sale espositive Mata, Modena<br />
info: 059 20 32 883<br />
Curata da richard Milazzo la mostra presenta<br />
novanta capolavori appartenenti a<br />
collezioni private del territorio, realizzati<br />
nel periodo compreso tra gli anni Ottanta<br />
e i nostri giorni. Dipinti, sculture, fotografie<br />
e installazioni di Basquiat, Anastasi,<br />
Schifano, Boetti e tanti altri. Le opere mostrano<br />
una successione di stili e movimenti<br />
quali concettualismo, appropriation art,<br />
Neo-pop, Superkitsch, Transavanguardia,<br />
neo-espressionismo, figurazione, astrattismo,<br />
iperrealismo.<br />
CARLO MATTIOLI. RIPRESE<br />
Fino all’8 Dicembre 2015<br />
Palazzo Ducale, Sassuolo<br />
info: 0536 18 44 792<br />
La mostra si accosta all’opera di Mattioli<br />
cogliendone la sua propensione per l’antico<br />
e il suo ininterrotto dialogo con la pittura<br />
e le reliquie del tempo. Il particolare<br />
punto di vista, valorizzato dalle sale di Palazzo<br />
Ducale, illumina il senso comlessivo<br />
della singolare ricerca di Mattioli che attraversa<br />
il Novecento confrontandosi con vari<br />
movimenti artistici ma tenendosi ancorato<br />
alla forma e alla figurazione, anche quando<br />
pare diluirne il segno. Nella mostra<br />
emerge il suo personale processo creativo,<br />
sempre filtrato attraverso il deposito della<br />
memoria immaginativa e persino affidato<br />
a interventi compositivi su superfici già segnate<br />
da una vita precedente.<br />
44 ITA EVENTI
JAN FABRE.<br />
GLI ANNI DELL’ORA BLU<br />
Fino al 10 Novembre 2015<br />
Magazzino Arte Moderna, Roma<br />
info: 06 687 5951<br />
La mostra, intitolata Gli Anni<br />
dell’Ora Blu presenta per la prima<br />
volta in Italia la serie omonima<br />
di opere realizzate con la penna<br />
Bic negli anni Ottanta e Novanta<br />
dell’artista belga Jan Fibre. La<br />
bic-art, questo il termine con cui<br />
Fabre designa questo ramo della<br />
sua produzione, inizia alla fine degli<br />
anni Settanta con una serie di<br />
performance, in cui l’artista si relaziona,<br />
espandendo la tradizionale<br />
bidimensionalità del disegno,<br />
allo spazio e alla storia dell’arte.<br />
Pareti, oggetti, intere stanze ed<br />
edifici vengono trasformate attraverso<br />
il segno ossessivo della penna,<br />
annullate ma allo stesso tempo<br />
consacrate nelle loro forme dal<br />
passaggio dell’artista. In questo<br />
contesto si sviluppano alcune tra<br />
le opere più celebri di Fabre come<br />
la serie Ilad of the Bic-Art, Tivoli<br />
(il cui video è presentato in mostra)<br />
del 1991 o la Blaue Raum realizzata<br />
nel 1988 al Bethanien o<br />
il monumentale The Hour Blue<br />
in collezione allo SMAK di Gent,<br />
fino a Das Medium (una delle prime<br />
opere di bic Art, realizzata nel<br />
1979) in cui il disegno si materializza<br />
nell’oggetto, e il medium<br />
dell’opera diventa il corpo. Nella<br />
serie di opere presentate in mostra,<br />
Fabre sintetizza un universo<br />
di simboli, metafore, fantasie e realtà,<br />
che emergono, quasi senza<br />
contorno, dal blu profondo del disegno.<br />
L’ora crepuscolare è essa<br />
stessa una metafora di un passaggio,<br />
di una metamorfosi, un tema<br />
che ricorre nella produzione pluridecennale<br />
dell’artista fiammingo.<br />
Pugnali, spade, demoni, animali<br />
reali e fantastici, un immaginario<br />
che spesso attinge alla storia<br />
dell’arte e più in generale a una<br />
dimensione spirituale e mistica<br />
che si risolve però spesso nell’universo<br />
materiale della natura e<br />
dei suoi passaggi, guidano il nostro<br />
sguardo attraverso un mondo-momento<br />
(la metafora del crepuscolo)<br />
in cui le figure emergono<br />
sulla superficie scarabocchiata,<br />
sembrano prevalere e al contempo<br />
essere risucchiate dal gesto invasivo<br />
tracciato dalla penna.<br />
ITA EVENTI 45
GIUSEPPE TERRAGNI A ROMA<br />
Fino al 18 Dicembre 2015<br />
Archivio Centrale dello Stato<br />
Archivio Capitolino, Milano<br />
info: 333 425 18 25<br />
Ideata La mostra, già presentata alla Casa<br />
dell’Architettura di Roma, verrà spostata<br />
nella Sala Maria Serio dell’Archivio Centrale<br />
dello Stato. Si avrà la possibilità di vedere<br />
gli originali dei progetti di Terragni custoditi<br />
presso l’Archivio. La visita è anche l’occasione<br />
per visionare plastici e grafici di altri Maestri<br />
dell’Architettura contemporanea quali Luigi<br />
Moretti, Riccardo Morandi, Guido Fiorini,<br />
Francesco Palpacelli, Cesare Ligini e altri. Di Giuseppe<br />
Terragni sono presenti i progetti che l’architetto comasco<br />
ha realizzato per la città di Roma. Sposò con determinazione<br />
la battaglia per l’avanguardia architettonica italiana.
arte<br />
BAMBOL-ART,<br />
BELLEZZA<br />
IN MINIATURA<br />
Cresce l’interesse per i creatori di bambole:<br />
il Muvi ha riunito in una mostra i maggiori<br />
protagonisti di questa forma d’arte con le sue<br />
intriganti sfumature. di Andrea Thomas<br />
Bambol-Art è un’esposizione unica nel suo<br />
genere: sono state protagoniste le bambole<br />
create da 18 diversi artisti. Presentate a<br />
Milano presso lo spazio espositivo Museo Vitaloni<br />
- MUVI e curata di Raffaele Piscitelli le diverse<br />
Bambole in esposizione sono state create da Laura<br />
Scattolini, Nickis Fabbrocile, Magia2000, Natascia<br />
Raffio, Selena Leardini, Vincenzo Colella,<br />
Idrusa, Alessandra Nicolin, Lantis Kelly, Lorenzo<br />
Tamburini, Daniele Colombo, Teomorpho & Mr<br />
Buffe, Veronica Tanzi, Janka + Creator, Clara Fornari,<br />
Noemi Bracchi, Donatella Murru e Maria<br />
Cristina Bisulli. Veri outsider, la scommessa di creare<br />
bambole sottintende un florido mercato di appassionati,<br />
pronti a comprare le opere d’arte spesso<br />
attraverso la rete. Abbiamo incontrato Raffaele Piscitelli,<br />
curatore della prima edizione della mostra,<br />
già richiesta in altre parti d’Italia e all’estero: “Mi<br />
occupo di regia lirica, cinematografica e comunicazione-marketing<br />
in diversi settori del mercato, tutti<br />
sensibili al bello quindi chirurgia plastica, medicina<br />
estetica oltre all’arte a 360°. Quando decisi di<br />
portare in mostra qualcosa di bello, mi confrontai<br />
con il nostro Chirurgo estetico certificato più interessante<br />
d’Italia, non solo per il lifting facciale,<br />
Dr. Antonio Distefano. Parlammo di plastica e<br />
suoi simili, quindi resina, cernit etc... Cominciai a<br />
contattare gli artisti più poliedrici che avessero potuto<br />
sbalordirmi con creazioni ad hoc; le bambole,<br />
create proprio per questa prima edizione di Bambol-Art,<br />
hanno incuriosito – solo nella prima settimana<br />
- più di ottocento visitatori. L’evento ha un
Foto di gruppo dei curatori<br />
e degli artisti della mostra<br />
risultato mediatico fortissimo, tanto che sono stato<br />
contattato da più di duecento artisti che si sono<br />
proposti per la seconda edizione. Un ringraziamento<br />
speciale va ai quattro sponsor che con piccolissime<br />
partecipazioni ci ha dato modo di uscire<br />
con affissioni in tutta Milano, e sono: San Carlo,<br />
Tortefinte.com, Radio23.it, Drantoniodistefano.it<br />
e Elettrosystem”.<br />
Il MUVI è un gruppo di artisti, un’associazione culturale, un luogo d’arte che nasce dalla necessità dello<br />
scultore Michele Vitaloni di creare uno spazio espositivo per la sua produzione artistica e dal desiderio<br />
di condividere la propria arte con quella di altri artisti, specialmente con coloro che abbracciano la sua<br />
stessa filosofia estetica, legata anche alla natura e ad uno spirito libero e indipendente.<br />
Via Andrea Maria Ampère 27, Milano
NOEMI BRACCHI horrorparty.deviant.com<br />
VINCENZO COLELLA<br />
vincenzocolella.com<br />
50 ITA EVENTI
LAURA SCATTOLINI<br />
NATASCIA RAFFIO<br />
natasciaraffo.com<br />
NICKYS FABBROCILE<br />
freefantasydolls.com
Magia2000<br />
(Mario Paglino<br />
& Gianni Grossi)<br />
magia2000.com<br />
IDRUSA<br />
(Patrizia Miele)<br />
SELENA LEARDINI
ALESSANDRA<br />
NICOLIN<br />
LORENZO<br />
TAMBURINI<br />
DANIELE<br />
COLOMBO<br />
VERONICA TANZI<br />
veronicatanzi.com
TEOMORPHO & MR. BUFFE<br />
LANTIS KELLY (Giulia Britti & Martina Meacci)<br />
lantis-kelly.com
JANKA + CREATOR<br />
jankacreator.com<br />
MARIA CRISTINA<br />
BISULLI<br />
CLARA<br />
FORNARI<br />
DONATELLA<br />
MURRU<br />
puparium.com
musica<br />
CESARE<br />
CREMONINI<br />
27 ottobre<br />
PalaLottomatica<br />
Roma<br />
MALIKA AYANE<br />
28 ottobre<br />
Teatro Verdi<br />
Firenze<br />
3 novembre<br />
Auditorium Conciliazione<br />
Roma<br />
MAX PEZZALI<br />
24 e 25 ottobre<br />
PalaAlpitour<br />
Torino<br />
27 ottobre<br />
105 Stadium<br />
Genova<br />
con Orchestra sinfonica<br />
Affinis Consort<br />
24 Ottobre, Teatro Sociale, Como<br />
LORENZO<br />
FRAGOLA<br />
22 ottobre<br />
Afterlife Live Club<br />
Perugia<br />
23 ottobre<br />
Mammamia<br />
Senigallia<br />
CLUB TO CLUB ft. THOMYORKE<br />
4/8 novembre (www.clubtoclub.it)<br />
31 ottobre<br />
Teatro Colosseo<br />
Torino<br />
56 ITA EVENTI
itinerari<br />
BERCHIDDA,<br />
UNA GRANDE FAMIGLIA JAZZ<br />
58 ITA EVENTI
Da anni in Sardegna si celebra il jazz attraverso un Festival<br />
nel paese di Berchidda e nei comuni limitrofi. Tra castelli,<br />
casati, rocce e ambienti mozzafiato si esibiscono i migliori<br />
artisti italiani ed internazionali. di Bruno Quiriconi<br />
Con la direzione artistica<br />
di Paolo Fresu, Berchidda<br />
è diventato un appuntamento<br />
irrinunciabile anche<br />
grazie al clima informale e alle<br />
bellezze della natura circostante,<br />
oltre a una grande umanità tra<br />
tutti coloro che dedicano il loro<br />
tempo per assistere il pubblico e<br />
migliorare la logistica. Giunto<br />
alla ventottesima edizione e patrocinato<br />
dall’Unesco, il Festival<br />
è un appuntamento consolidato<br />
ogni estate a Berchidda, con<br />
tre-quattro proposte quotidiane<br />
tra i nomi del gotha del jazz<br />
internazionale oltre ai migliori<br />
artisti italiani. La particolarità –<br />
fortemente voluta da Fresu – è la<br />
volontà di coinvolgere i comuni<br />
limitrofi, in modo di garantire<br />
al pubblico emozioni e panorami<br />
altrimenti difficilmente fruibili:<br />
la Pineta di Sant’Anna vicino a<br />
Budoni, la Chiesa di Santa Maria<br />
di Coros e di San Giovanni a<br />
Pattada, l’ottocentesca Cattedrale<br />
dell’Immacolata di Ozieri, il<br />
Convento dei Cappuccini, il castello<br />
dei Doria a Chiaramonti,<br />
il Nuraghe Funtuna di Ittireddu<br />
oltre a un appendice a Sassari.<br />
Alle performance musicali dal<br />
vivo si aggiunge il Pav, progetto<br />
arti visive: rassegna di film e documentari<br />
selezionati dal regista<br />
Gianfranco Cabiddu oltre alla<br />
presentazione di libri, conferenze,<br />
degustazioni, laboratori e una<br />
mostra fotografica su Pier Paolo<br />
Pasolini; per l’occasione è stato<br />
trasformato un ex caseificio in un<br />
centro culturale. Gli appassionati<br />
hanno ascoltato, tra gli altri,<br />
Stefano Bollani, Manu Katché,<br />
Keny Barron e Dave Holland,<br />
Dino Rubino, Oren Marshall,<br />
Louis Moholo-Moholo, Lars<br />
Danielsson, Michel Godard,<br />
Nguyên Lê, Giovanni Guidi.<br />
Fresu, in particolare, si è esibito<br />
su un aereo di linea della Meridania,<br />
oltre ad aver improvvisato<br />
un duetto con Stefano Bollani.<br />
Tra i protagonisti abbiamo scelto<br />
di proporvi, in particolare, Paolo<br />
Angeli e la sua Orchestra Gagarin<br />
e Michele Rabbia.<br />
ITA EVENTI 59
Foto di: Roberto Chiovitti
Partecipare al Festival di Berchidda significa soprattutto relazionarsi con gli abitanti del paese,<br />
molti dei quali volontari per l’organizzazione dell’evento. Dall’ufficio stampa agli autisti per gestire<br />
gli spostamenti nelle varie location dei comuni limitrofi si ha la possibilità – durante il tragitto –<br />
di approfondire la conoscenza del luogo, la sua storia, le sue malizie e gli usi e costumi degli abitanti.<br />
Memorabili – in tal senso – i viaggi con il veterano Francesco Ledda (foto 1), nella vita di tutti<br />
i giorni membro del Corpo forestale. Se vi fermate a prendere un gelato o bere un caffè o semplicemente<br />
chiedere un’indicazione sarete accolti dalla disponibilità dei berchiddesi, molti dei quali<br />
vi intratterranno con anedotti sulla vita di Paolo Fresu o delle passate edizioni del Festival. Per chi<br />
desidera arricchire la giornata con un tuffo nelle acque limpide di Pittulongu, nei pressi di Olbia,<br />
vi è un comodo autobus a/r in circa quaranta minuti: inutile aggiungere che avrete modo di chiacchierare<br />
anche con l’autista (foto 2); le informazioni sugli orari potete chiederle alla tabaccaia vicino<br />
alla piazza centrale (foto 3). Nella spiaggia merita un soggiorno il Mamabeach, con la simpatia<br />
di Ester e Cysa (foto 4).<br />
ITA EVENTI 61
Paolo Angeli, la metamorfosi<br />
di uno strumento<br />
Lo strumento di Paolo è un<br />
ibrido tra chitarra e contrabbasso,<br />
con una sezione<br />
elettronica e ritmica. Angeli è<br />
stato una rivelazione del Festival:<br />
oltre a suonare da solo si è<br />
esibito con la Piccola Orchestra<br />
Gagarin, con il violoncellista Sasha<br />
Agranov e il batterista Oriol<br />
Roca. “Cerchiamo di portare il<br />
nostro pubblico in un’altra dimensione<br />
mentale”, sottolinea<br />
Paolo, “suoniamo una lunga<br />
unica suite come un vero viaggio,<br />
senza sapere dove andremo<br />
ad atterrare. L’ensemble è nato<br />
quasi per caso in una bettola di<br />
Barcellona dove risiedo e poco<br />
dopo abbiamo registrato l’album<br />
Platos Combinados al quale<br />
presto ne seguirà un altro”. Il<br />
sound della Piccola Orchestra è<br />
un mix di sfumature mediterranee,<br />
arabe e tradizionali. La<br />
carriera di Angeli è iniziata pra-<br />
ticamente da bambino partendo<br />
da una semplice chitarra, poi<br />
un violoncello e altri strumenti<br />
sino all’intuizione della svolta:<br />
perché non fondere tutto in un<br />
unico strumento? “Desideravo<br />
averne solo uno che li racchiudesse<br />
tutti, compresa la batteria,<br />
le corde da mandolino, i pedali<br />
e le launeddas. L’ho chiamata<br />
Chitarra sarda preparata perché<br />
di fatto, sino al 2003, continuavo<br />
a suonarci musica tradizionale;<br />
è uno strumento “in progress”,<br />
cambio continuamente<br />
ingredienti e attualmente sto<br />
cercando di riprodurre il sitar e<br />
un basso”. Una sera durante una<br />
sua esibizione è stato notato da<br />
Pat Metheny: desiderava uno<br />
strumento identico da utilizzare<br />
per i suoi concerti e in poco<br />
tempo Angeli ne ha ricostruito<br />
uno simile appositamente per<br />
l’artista americano.<br />
62 ITA EVENTI
Via Pantanello, II Trav DX<br />
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Sinfonia al Limone
Michele Rabbia, lo sciamano delle percussioni<br />
Michele Rabbia<br />
si è esibito al<br />
Festival di Berchidda<br />
con Giovanni Guidi<br />
e Luca D’Aquino<br />
Raramente si osserva un<br />
musicista essere talmente<br />
all’interno della sua<br />
funzione nel momento di suonare,<br />
tra spontaneità, improvvisazione,<br />
metodo, sperimentazione:<br />
dall’esterno si percepisce<br />
chiaramente che Rabbia durante<br />
il live è in una sua dimensione,<br />
spersonalizzato completamente<br />
dal senso del tempo e del<br />
luogo, incline a non lesinare nessuna<br />
forza fisica, spendendo ogni<br />
energia con movimenti spesso irrazionali,<br />
con l’urgenza di esprimere<br />
visceralmente ogni sfumatura.<br />
Qualcosa di spettacolare<br />
da vedere e da sentire ma altrettanto<br />
originale quale figura di<br />
moderno sciamano dei suoni.<br />
Condensa tutto se stesso nell’esibizione<br />
dal vivo. “Sicuramente al<br />
mio interno ci sono altre componenti<br />
non necessariamente musicali;<br />
se, ad esempio, mi rapporto<br />
con il coreografo Virgilio Sieni<br />
per una performance di danza,<br />
o Stefano Battaglia o altri ancora,<br />
comunque con altre forme<br />
d’arte, ne assorbo e elaboro dettagli<br />
e sfumature. Questo a sottolineare<br />
quanto è importante il<br />
gesto, l’espressione, la profondità<br />
di un movimento del corpo. Per<br />
me il creare suoni nasce soprattutto<br />
dal gesto fisico, dalla spontaneità.<br />
A volte è stancante per<br />
il coinvolgimento. All’impegno<br />
mentale è corrisposto quello fisico,<br />
sempre.<br />
È mai stato contattato da<br />
qualche popstar per un tour?<br />
Credo che il pop abbia delle regole<br />
solidificate: non è il mio<br />
ambiente e non frequento le star<br />
italiane: non so neppure se sono<br />
conosciuto da loro. Quando nella<br />
vita si fa una scelta musicale ri-
gorosa si cerca di essere coerenti<br />
ed infatti mi muovo nel circuito<br />
al quale sento di appartenere.<br />
Come è arrivato ad elaborare<br />
la sua unicità nel suono e nelle<br />
performance dal vivo?<br />
Ho iniziato a quindici anni ad<br />
appassionarmi di musica grazie<br />
a mio fratello, il quale aveva<br />
una classica band da cantina;<br />
poi ho frequentato il Conservatorio<br />
a Torino e sono andato negli<br />
Stati Uniti per alcune lezioni.<br />
Negli anni novanta mi presentavo<br />
come batterista anche se ero<br />
attratto dalle percussioni e dalla<br />
musica classica, etnica e contemporanea<br />
e piano piano ne ho<br />
acquisito i suoni. Ma avevo sempre<br />
un occhio all’improvvisazione<br />
radicale americana ed europea:<br />
ho frullato tutto quanto e<br />
cercato una mia strada. Al centro<br />
della mia ricerca c’è sempre e<br />
solo il suono: è la madre, la radice<br />
di tutto quello che faccio. Ultimamente,<br />
grazie alla tecnologia<br />
riesco ad abbinare – nelle mie<br />
performance – la musica elettronica:<br />
ma inizio sempre l’approccio<br />
con la matrice acustica. Mi<br />
ha molto aiutato il ruolo all’interno<br />
del gruppo Aires Tango,<br />
di Javier Girotto: ho potuto sempre<br />
sperimentare ed evolvermi<br />
grazie alla enorme libertà avuta<br />
all’interno del quartetto. Non<br />
mi sono mai considerato un jazzista<br />
anche se la mia provenienza<br />
in qualche modo è parte della<br />
famiglia jazz e classica: mi ha<br />
giovato ogni incontro con i protagonisti<br />
indiscussi di queste due<br />
aree. Oggi, quando mi chiamano<br />
a collaborare per l’incisione di<br />
un album o per un tour o anche<br />
per installazioni e performance<br />
live, mi dicono semplicemente<br />
“abbiamo bisogno di quelli<br />
che sai fare tu”, quasi ad indicare<br />
che il mio approccio al suono<br />
e il modo nel quale mi esibisco<br />
sono riconosciuti come singolari.<br />
Questo, è in assoluto, il maggior<br />
riconoscimento per me come<br />
musicista.<br />
ITA EVENTI 65
viaggiare<br />
A BORDO DI UN WESTFALIA<br />
Porto: un viaggio enogastronomico<br />
È la città ideale per conoscere il Paese: tra ricette tradizionali<br />
e degustazione di vino. Una città da visitare scoprendo<br />
i suoi vicoli e le sue bellezze nascoste.<br />
di Armando Costantino<br />
66 ITA EVENTI
Un’Oasi di Benessere nel cuore di Abano Terme<br />
Hotel Helvetia è un elegante albergo 4 stelle situato<br />
nel cuore di Abano Terme, a soli 30 metri<br />
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il nostro hotel vi offre una cucina ricca di sapore<br />
ed il riposo nelle nostre accoglienti camere,<br />
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Entrare in Portogallo direttamente<br />
nella bellissima<br />
città di Porto è il modo<br />
migliore per entrare in contatto<br />
con una nuova nazione e la<br />
gente locale. Porto ha una storia<br />
interessante che si può ancora<br />
ammirare attraverso le suggestive<br />
meraviglie che la città offre.<br />
Abbiamo trovato un luogo<br />
adatto per noi all’ingresso del<br />
fiume Douro vicino al faro, nel<br />
quartiere di Matoshinio. Dalla<br />
nostra base è stato facile visitare<br />
in lungo e in largo la città, a piedi,<br />
in bicicletta e con i trasporti<br />
locali, lungo gli ultimi chilometri<br />
del fiume e sulle colline<br />
che lo attorniano. Subito la mia<br />
attenzione è stata rapita dalla<br />
bellezza delle molte facciate delle<br />
abitazioni, completamente<br />
ricoperte da piastrelle colorate<br />
con diversi patterns. Le vie e gli<br />
stetti vicoli sembrano dipinti da<br />
lontano e riescono a dare una<br />
percezione quasi incantata di<br />
questa città. La prima visita è<br />
stata al quartiere Ribeira - lungo<br />
il fiume -, dagli inconfodibili<br />
tratti medioevali degli edifici e<br />
delle architetture. Questo quartiere,<br />
a ridosso delle colline, è il<br />
cuore storico della città, dichiarato<br />
patrimono dell’umanità da<br />
parte dell’Unesco. È diventato<br />
il principale obiettivo dei turisti,<br />
con ottimi ristoranti e locali, con<br />
le loro ricette tradizionali quali<br />
il baccalau, cucinato in piu di<br />
365 maniere oltre al vino Porto,<br />
famoso in tutto il mondo. Nella<br />
stessa zona si puo approfittare<br />
per fare una crociera sul fiume a<br />
borde dei rabelos (le imbarcazioni<br />
locali che anticamente trasportavano<br />
il vino dall’entroterra<br />
fino alla città). E parlando di<br />
vino, basta attraversare il ponte<br />
Luis I per arrivare sull’altra sponda<br />
del fiume nel quariere di Vila<br />
68 ITA EVENTI
Nova de Gaia, dove molte aziende<br />
vinicole hanno aperto al pubblico<br />
le loro cantine colme fino<br />
al soffitto di botti e pregne del<br />
profumo acre del vino, per visite<br />
e degustazioni. Oltre al vino non<br />
poteva mancare una visita ad un<br />
ristorante molto particolare in<br />
centro: Regaleira. Qui, nel lontano<br />
1952, un cameriere - dopo<br />
aver vissuto lunghi anni a Parigi<br />
-, ha inventato una ricetta che<br />
ancora oggi rimane la specialità<br />
di Porto: la francesinha. Partendo<br />
dai famosi sandwich francesi<br />
croque monsieur e madame, sono<br />
stati aggiunti altri ingredienti<br />
locali e completati con una salsa<br />
tutt’oggi segreta; un piatto<br />
adorato da autocnoni e turisti,<br />
parte integrante della cultura<br />
della città. Per visitare Porto è<br />
conveniente utilizzare i trasporti<br />
locali: gli autobus, la metropolitan<br />
o la vecchia linea di tram.<br />
Una volta arrivati nel centro<br />
della città si sale attraverso le vie<br />
strette per scoprirne le bellezze<br />
celate. Si parte dalla stazione di<br />
Sao Bento, importante per le sue<br />
decorazioni interne raffiguranti<br />
la storia e la nascita del Portogallo.<br />
Lo stesso tipo di tecnica<br />
la ritoviamo sulla facciata di diverse<br />
chiese, in particolare Santo<br />
Ildefonso. Una visita alla famosa<br />
libreria neogotica Lello e Irmao<br />
stupirà le vostre aspettative: è<br />
stata la location per alcune scene<br />
del film Harry Potter; ha aperto<br />
i battenti nel lontano 1869, gli<br />
interni in legno intagliato e la<br />
scala a chiocciola al centro della<br />
grande stanza vi toglieranno il<br />
respiro. Altri luoghi, meno maestosi<br />
ma sicuramente interessanti<br />
da visitare, sono il tipico mercato<br />
di Bolhao e i bellissimi giardini<br />
del palazzo di cristallo, da dove si<br />
puo ammirare la città dall’alto in<br />
tutta la sua bellezza. Obrigado!<br />
ITA EVENTI 69
viaggiare<br />
SMART<br />
JAPAN<br />
Una terra lontana e<br />
sconosciuta ideale<br />
per giovani e famiglie.<br />
di Erny Cat<br />
Sopra: All’esterno dei negozi<br />
delle ragazze vestite a tema<br />
richiamano i clienti; 1. Selfie<br />
col cerbiatto a Hiroshima;<br />
2. Vestiti classici durante le<br />
giornate di festa; 3. Classico<br />
si, ma senza rinunciare allo<br />
smartphone; 4. Le statue<br />
votive sono cave ed ognuna<br />
porta all’interno<br />
una preghiera o un augurio<br />
(Foto: San_drino)<br />
Chiunque desideri andare in<br />
Giappone sa che deve affrontare<br />
una spesa non indifferente.<br />
Eppure organizzandosi<br />
con largo anticipo vi è la<br />
possibilità di trovare i voli a un<br />
prezzo contenuto; inoltre – nonostante<br />
il luogo comune dei<br />
prezzi alti -, si possono scegliere<br />
hotel e piccoli ristoranti economici<br />
alla portata di tutte le<br />
tasche. Quindi se v’interessa questo<br />
tipo di vacanza smart seguite<br />
le nostre indicazioni. Una terra<br />
lontana e sconosciuta ideale per<br />
giovani e famiglie. Così è iniziato<br />
il nostro viaggio, meta Tokyo,<br />
Kyoto Wakayama e Hiroshima.<br />
Il primo impatto con il Giappone<br />
è da brivido: tecnologia unita<br />
ad efficienza e gentilezza, il passato<br />
imponente con i suoi templi<br />
e palazzi unito al presente dei<br />
manga e i mercati di pesce fresco<br />
coperti. Si possono incontrare<br />
facilmente intere famiglie che<br />
passeggiano in kimono ma con<br />
lo smartphone in mano e trovare<br />
venditori di cibo ad ogni angolo.<br />
Se si vuole avere una panoramica<br />
della città moderna bisogna salire<br />
sulla City tower o prendere<br />
il treno super-rapido. Dal punto<br />
di vista alberghiero i giapponesi<br />
sono ossessionati per la pulizia;<br />
di conseguenza anche un ostello<br />
con una stella come il Khaosan<br />
World Asakusa Ryokan & Hostel<br />
70 ITA EVENTI
isulta essere estremamente pulito<br />
e confortevole. Ovviamente<br />
bisogna essere disposti a dormire<br />
sui futon, i tipici materassi/<br />
letti giapponesi. La città più bella<br />
in assoluto è Kyoto, molto accogliente<br />
e infinitamente ricca di<br />
templi; l’unico problema è il clima,<br />
sembra di stare all’equatore.<br />
A Kyoto ci si muove normalmente<br />
in bicicletta e una delle tappe<br />
obbligatorie è il bellissimo palazzo<br />
imperiale: ci si entra rigorosamente<br />
scalzi, passeggiando tra<br />
templi invasi da scimmie. Noleggiare<br />
una bicicletta costa poco,<br />
circa otto euro al giorno. A Wakayama<br />
trovate il Buddha d’oro<br />
più grande del Giappone, ha tante<br />
mani per poter elargire felicità<br />
a più persone possibili. I giapponesi,<br />
essendo scintoisti, non<br />
hanno un vero e proprio Dio ma<br />
molti spiriti guida ai quali si rivolgono<br />
attraverso le preghiere<br />
contenute in statuette a forma<br />
di volpe. Hiroshima è la vera sorpresa:<br />
tutti la ricordano per l’attacco<br />
nucleare subito e quindi<br />
come un posto apparentemente<br />
triste ed invece a prima vista lo<br />
spettacolo è meraviglioso: si erge<br />
su un bellissimo golfo pieno di<br />
isolotti. Quello più grande ospita<br />
l’unico tempio costruito sull’acqua<br />
ed è una riserva naturale per<br />
i cerbiatti che convivono con la<br />
popolazione.<br />
ITA EVENTI 71
1. Mercato coperto tipico;<br />
2. Mercatino al tempio;<br />
3. Lo street food in Giappone;<br />
4. Il Treno “proiettile” da 300<br />
Km/h della linea Shinkansen;<br />
5. I dintorni di Wakayama<br />
ospitano il più grande<br />
Buddha d’oro del Giappone;<br />
6. La fortezza di Kyoto<br />
ed il suo fossato;<br />
7. Dai 300 metri di Abeno<br />
Harukas a Osaka, il più<br />
alto grattacielo residenziale<br />
del Giappone
notes<br />
JOBS ACT: IL RUOLO<br />
DELL’AGENZIA NAZIONALE<br />
PER LE POLITICHE ATTIVE<br />
E IL LAVORO<br />
Spada: «Sì alla vigilanza ma non al controllo dei fondi interprofessionali»<br />
Nei giorni scorsi sono stati<br />
definiti i decreti legislativi<br />
che mancavano per<br />
rendere attuative le misure previste<br />
dal Jobs Act. Tra questi,<br />
anche quello relativo al riordino<br />
della normativa in materia di<br />
servizi per il lavoro e di politiche<br />
attive, così come previsto nella<br />
legge n. 183/2014, che definisce<br />
un nuovo modello di organizzazione<br />
del mercato del lavoro nel<br />
quale vengono coinvolti anche i<br />
fondi paritetici interprofessionali.<br />
Ne abbiamo parlato con Rossella<br />
Spada, direttore del fondo<br />
Formazienda.<br />
Dato che tra i decreti legislativi<br />
licenziati c’è quello che<br />
riguarda la riforma dei servizi<br />
per il lavoro e le politiche attive,<br />
vorremmo sapere da lei<br />
quali sono le principali novità<br />
previste da quest’ultimo?<br />
Ritengo che il governo voglia<br />
giungere a un’armonizzazione di<br />
tutti i servizi offerti dagli attori<br />
che svolgono un ruolo nell’ambito<br />
delle politiche attive e che<br />
sono: il ministero del lavoro e<br />
delle politiche sociali, le regioni e<br />
le strutture regionali per le politiche<br />
attive, le agenzie per il lavoro,<br />
l’Inps, l’Inail, le camere di commercio,<br />
ma anche i fondi bilaterali<br />
e interprofessionali. L’attività<br />
di coordinamento di tutti questi<br />
soggetti pubblici o privati viene<br />
affidata all’Agenzia nazionale per<br />
Rossella Spada<br />
Direttore del<br />
Fondo Formazienda<br />
le politiche attive e il lavoro (Anpal)<br />
che svolgerà una funzione di<br />
coordinamento al fine di favorire<br />
una maggiore fluidità tra i servizi<br />
offerti nell’ambito delle politiche<br />
attive. Inoltre, l’Agenzia eserciterà<br />
la sua vigilanza sull’attività<br />
svolta dai fondi interprofessionali,<br />
ma non avrà più la funzione<br />
di controllo sui fondi stessi, che<br />
resta – invece – ancora in capo al<br />
ministero del lavoro e delle politiche<br />
sociali.<br />
Come accogliete il fatto che<br />
all’Anpal venga affidata una<br />
funzione di vigilanza sui fondi<br />
e non anche di controllo?<br />
Positivamente, in quanto un<br />
eventuale controllo statale esercitato<br />
dall’Agenzia nei confronti<br />
dei fondi avrebbe rischiato di<br />
alterare la natura privatistica dei<br />
fondi stessi e di attrarli, di fatto,<br />
nella fattispecie degli organismi<br />
di diritto pubblico. Tra l’altro,<br />
questo avrebbe potuto minare la<br />
fluidità dei processi e la sburocratizzazione<br />
delle procedure attuate<br />
dal nostro fondo nell’ambito<br />
degli strumenti di finanziamento<br />
resi disponibili alle imprese aderenti.<br />
La fluidità dei processi e la<br />
sburocratizzazione delle procedure<br />
di cui parla vi hanno<br />
permesso di dare un migliore<br />
servizio alle imprese aderenti?<br />
Senza dubbio. Le imprese aderenti,<br />
così come gli enti di for-<br />
74 ITA EVENTI
mazione che ci presentano i loro<br />
piani formativi, sono molto soddisfatte<br />
degli strumenti di finanziamento<br />
da noi ideati proprio<br />
per la fluidità e la sburocratizzazione<br />
che li caratterizzano. Credo<br />
che anche l’alto numero delle imprese<br />
aderenti – numero che nel<br />
2015 sta avendo un incremento<br />
importante - comprovi quanto<br />
sia importante per le imprese<br />
avere risposte in tempi rapidi.<br />
Ed è quanto il nostro fondo sta<br />
facendo da ormai 4 anni. Ricordo,<br />
infatti, che le proposte progettuali<br />
che pervengono al fondo<br />
sono valutate nell’arco massimo<br />
di venti giorni e che tale tempestività<br />
consente alle imprese di<br />
programmare – anche nel breve<br />
periodo - delle azioni formative<br />
volte alla crescita, alla riqualificazione<br />
e alla riconversione dei propri<br />
lavoratori dipendenti. Tutto<br />
questo permette all’impresa di<br />
puntare a una maggiore competitività<br />
e al tempo stesso di offrire<br />
ai lavoratori un’ulteriore garanzia<br />
di occupabilità.<br />
Come può aderire a Formazienda<br />
l’impresa non ancora<br />
iscritta?<br />
Aderire a Formazienda è semplice<br />
e non comporta nessun costo<br />
per l’impresa. E’ sufficiente inserire<br />
il codice FORM nella denuncia<br />
contributiva e retributiva<br />
mensile (modello Uniemens).<br />
L’adesione, ricordiamo, può<br />
essere espressa anche da parte<br />
della aziende agricole (modello<br />
DMAG). Il fondo Formazienda<br />
accoglie anche il contributo versato<br />
dalle imprese per le figure<br />
dirigenziali. Per ulteriori informazioni<br />
si può visitare il nostro<br />
sito internet e contattare i nostri<br />
uffici.<br />
COS’È IL FONDO FORMAZIENDA Formazienda è uno dei 19 fondi paritetici interprofessionali nazionali per la<br />
formazione continua. Il Fondo Formazienda è stato autorizzato ad operare con decreto del Ministero del Lavoro<br />
e delle Politiche Sociali del 31 ottobre 2008. Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi<br />
aziendali, territoriali, settoriali e individuali concordati tra le parti sociali – la confederazione generale dei sindacati<br />
autonomi dei lavoratori (Confsal) e la confederazione autonoma italiana del commercio, del turismo,<br />
dei servizi, delle professioni e delle PMI (Sistema Commercio e Impresa) - nonché eventuali ulteriori iniziative<br />
propedeutiche e comunque direttamente connesse a detti piani concordate tra le parti. Il Fondo è l’unico ad<br />
aver sede nel nord Italia, in Lombardia, a Crema (CR).<br />
COSA FINANZIA Il Fondo Formazienda promuove e finanzia piani formativi aziendali, territoriali, settoriali e<br />
individuali concordati tra le parti sociali.<br />
I DESTINATARI L’obiettivo principale di Formazienda è rendere semplice ed accessibile alle aziende (anche<br />
quelle di piccolissime dimensioni) l’utilizzo della formazione come leva strategica per favorire l’innovazione e<br />
lo sviluppo. Sono destinatari della formazione finanziata: apprendisti, operai, impiegati, quadri, dirigenti, collaboratori.<br />
ACCESSO AI FINANZIAMENTI Le aziende che hanno aderito a Formazienda possono accedere ai finanziamenti<br />
partecipando agli Avvisi che il Fondo emanerà durante l’anno o presentando piani formativi a valere sui<br />
propri Conto Formazione Impresa o Conto Formazione di Rete.<br />
Via Olivetti, 17 - 26013 Crema | Tel. 0373.472168 | Fax. 0373.472163<br />
info@formazienda.com | www.formazienda.com<br />
ITA EVENTI 75
cinema<br />
THE WALK<br />
Biografico, 2015, U.S.A., dal 22/10<br />
Regia di Robert Zemeckis<br />
Con Joseph Gordon-Levitt, Ben Kingsley<br />
La vera storia di Philippe Petit, l’uomo che ha camminato su un filo d’acciaio<br />
tra le due Torri gemelle a quattrocento metri d’altezza. Il funambolo, sfidando<br />
le autorità e le guardie, attraverso un piano studiato sin nei più piccoli dettagli,<br />
si è insinuato nella struttura sino a compiere il gesto più estremo: perché<br />
come egli stesso sostiene, “i limiti esistono soltanto nell’anima di chi è a corto<br />
di sogni”.<br />
A cura di: Andrea Thomas<br />
TUTTO PUÒ ACCADERE A BROADWAY<br />
Commedia, 2014, U.S.A., dal 29/10<br />
Regia di Peter Bogdanovich<br />
Con Jennifer Aniston, Quentin Tarantino<br />
Una ragazza di Brooklyn sogna di recitare e, per sbancare il lunario, lavora<br />
in una agenzia di prostitute. In uno degli appuntamenti conosce un regista disposto<br />
a offrirle trentamila euro per cambiare vita e non fare più la ragazza<br />
squillo. La beffa arriverà durante un provino per recitare nel quale dovrà interpretare<br />
proprio una prostituta.<br />
SPECTRE<br />
Spionaggio, 2015, U.S.A., dal 5/11<br />
Regia di Dam Mendes<br />
Con Daniel Craig, Léa Seydoux<br />
Il nuovo film della saga 007 vede protagonista – ancora una volta – Daniel<br />
Craig. In questo episodio l’agente dovrà scoprire una organizzazione criminale<br />
attraverso un messaggio proveniente dal passato. Il film è stato girato a<br />
Londra, Città del Messico, Marocco, Austria, Tangeri, Roma.<br />
SNOOPY & FRIENDS – IL FILM DEI PEANUTS<br />
Animazione, 2015, U.S.A., dal 5/11<br />
Regia di Steve Martino<br />
Con Francesca capaldi, Noah Schnapp<br />
Esordio assoluto sul grande schermo del celebre personaggio inventato da<br />
Charles M. Schulz, Snoopy, insieme ai suoi amici Charlie Brown, Lucy e Linus.<br />
Peanuts è una grande famiglia con un successo senza precedenti nella storia<br />
del fumetto d’autore; per l’occasione il film è in 3D. Nel film Snoopy lotta<br />
contro il suo nemico Barone rosso.<br />
76 ITA EVENTI
notes<br />
IL RITORNO DI PLAYBOY<br />
Nuovo corso per il mensile delle conigliette, da sempre l’outsider tra i magazine dedicati al<br />
pubblico maschile.<br />
Leggendo l’intervista di Andrea<br />
Minoia di Kytori, Editore<br />
del nuovo corso di<br />
Playboy – da quest’estate in edicola<br />
dopo un intervallo di diversi<br />
mesi -, non sembra di avventurarsi<br />
in una storia italiana: “è<br />
iniziato tutto nel più strano dei<br />
modi” racconta Minoia, “noi siamo<br />
nati come agenzia pubblicitaria<br />
e cercavamo un maschile<br />
per inserire un prodotto; abbiamo<br />
contattato la concessionaria<br />
di Playboy e ci hanno risposto<br />
che stavano rifacendo il layout<br />
del giornale e pertanto – in quel<br />
momento – non stavano uscendo<br />
in edicola. Non ci hanno del<br />
tutto convinti e pertanto approfondendo<br />
bene abbiamo scoperto<br />
che avevano dei problemi con<br />
la licenza e che c’era di mezzo un<br />
fallimento del precedente Editore.<br />
Così da buon spregiudicato<br />
giovane ho deciso di scrivere una<br />
email a info@playboy.com nella<br />
quale informavo la casa madre<br />
che una giovane casa editrice<br />
emergente desiderava richiedere<br />
la licenza di pubblicazione in<br />
Italia. Dopo un giorno riceviamo<br />
una risposta nel pieno spirito<br />
americano con la richiesta di una<br />
proposta e un concept editoriale.<br />
La nostra agenzia per due settimane<br />
si è occupata solo di questo<br />
con la creazione di un progetto<br />
di 190 pagine: lo abbiamo<br />
inviato e ci hanno risposto che il<br />
loro Vicepresidente stava organizzando<br />
un giro nelle sedi europee<br />
e avrebbe incluso anche noi.<br />
Il resto è storia: siamo in edicola<br />
con una nuova veste e nuovi<br />
contenuti, tra innovazione e<br />
rispetto per la formula originaria.<br />
La conclusione è che queste<br />
cose succedono in tutto il resto<br />
del mondo tranne che in Italia<br />
a parte, forse, in questa occasione”.<br />
(b.q.)<br />
78 ITA EVENTI
Una New Entry nel Gruppo RP:<br />
B&B La Ruota<br />
a San Giuliano Milanese<br />
Il Gruppo RP amplia la sua presenza a livello nazionale<br />
portando un piccolo pezzo della Toscana a Milano.<br />
Casa Fondata nel 1964, con ormai 50 anni di<br />
storia alle spalle La Ruota si amplia con il piccolo<br />
ma comodo Bed & Breakfast, situato in una palazzina<br />
sopra la tipica Trattoria, affacciata sulla Via Emilia,<br />
antica strada romana dove è possibile usufruire del<br />
servizio di ristorazione.<br />
Ampie camere con soggiorno e bagno privato con<br />
doccia. A pochi minuti dall’uscita dell’autostrada A1<br />
di Melegnano, nelle vicinanze dell’Aeroporto di Linate<br />
e dal centro di Milano. Parcheggio Riservato.<br />
20098 S. GIULIANO MILANESE (MI)<br />
Via Roma 57<br />
Tel. +39 02 984.8394<br />
Fax +39 02 982.41.914<br />
laruota@rphotels.com<br />
www.rphotels.com
notes<br />
L’OLIO? SUPREMO!<br />
Tono e lucentezza solo con ingredienti naturali.<br />
L’<br />
Olio Supremo Erbaflor nasce dallo studio<br />
della ricetta ideale di un cosmetico naturale<br />
per la pelle di tutto il corpo; un prodotto di<br />
facile utilizzo e di sperimentata efficacia. Per ottenere<br />
questo risultato Erbaflor ha utilizzato quattro<br />
oli naturali e riconosciuti per<br />
le loro proprietà elasticizzanti,<br />
nutrienti e tonificanti. Opportunatamente<br />
miscelati sino a otenere un super olio:<br />
facile da stendere, leggermente profumato e di rapido<br />
assorbimento. L’Olio Supremo può essere applicato<br />
sul viso la sera come trattamento anti-age; sul<br />
corpo prima e dopo il bagno, per un finish effetto<br />
seta; infine sui capelli come impacco,<br />
per guadagnare in tono<br />
e lucentezza. (b.q.)<br />
80 ITA EVENTI
zapping<br />
82 ITA EVENTI
BENVENUTI ADAMO ED EVA<br />
Un format di grande successo all’estero trova la sua naturale conduttrice, Vladimir Luxuria.<br />
In onda ogni mercoledì su Deejay Tv. di Andrea Thomas<br />
Dal 7 ottobre sintonizzatevi su Deejay Tv<br />
(canale 9 del digitale terrestre, Sky 145) per<br />
partecipare all’esperienza più intrigante e<br />
irriverente tra i format televisivi attuali: L’ isola di<br />
Adamo ed Eva con sottotitolo Alle origini dell’amore<br />
è condotto da Vladimir Luxuria. La puntata inizierà<br />
alle 21.15 e avrà una versione non censurata<br />
alle 23.05. All’estero è un grande successo: piace<br />
l’idea di due persone che si conoscono completamente<br />
nudi, senza condizionamenti sociali, abiti,<br />
macchine, reddito e altre forme di pregiudizio. Vladimir<br />
Luxuria, star televisiva è la perfetta ciliegina<br />
sulla torta e condurrà con la sua consueta ironia il<br />
programma tv.<br />
Non poteva esserci personaggio più indicato<br />
per presentare un programma così.<br />
Intanto mi sono divertita a farlo, questa è la cosa<br />
più importante. Inoltre ho imparato molto facendo<br />
la conduttrice del programma: sono una grande<br />
osservatrice e, di fatto, sono stata l’occhio esterno<br />
di queste coppie che si incontrano per la prima<br />
volta completamente nude. E poi diciamo la verità:<br />
Mljet è un posto di mare bellissimo, un isola<br />
dalmata in Croazia tra le più selvagge e non poteva<br />
non scapparci una nuotatina. Ma attenzione è stato<br />
comunque un duro lavoro: le puntate sono dieci, il<br />
ruolo di conduttrice è stato più impegnativo delle<br />
passate edizioni. Sono stata molto più presente nel<br />
programma e c’è stata sicuramente maggior interazione<br />
tra me e i vari Adamo ed Eva; spesso ho fatto<br />
loro delle sorprese.<br />
“L’Italia dovrebbe guardare questo programma<br />
per imparare a togliersi tutta quella morbosità,<br />
quel vouyerismo, quella lente deformata della<br />
nudità vissuta come peccato. Siamo nati nudi,<br />
tutto il resto è travestimento”. Questo è l’incipit<br />
di presentazione della trasmissione, vuole aggiungere<br />
qualcosa in merito?<br />
Basta sondare la reazione della gente verso il naturismo,<br />
il nudismo sulle spiagge: sono considerati in<br />
ITA EVENTI 83
Italia rispetto al resto dell’Europa come sporcaccioni.<br />
Nel nostro Paese manca ancora una legge che<br />
regoli questa attività. Di fatto nelle nostre spiagge<br />
il naturismo viene tollerato. Per questi concorrenti<br />
della trasmissione che aspirano a diventare coppia,<br />
vedersi nudi spinge anche poi a togliersi di dosso<br />
quelle sovrastrutture, quelle formalità tipiche di chi<br />
si conosce per la prima volta. Ognuno tende a sembrare<br />
migliore di quello che è realmente: l’uomo fa<br />
lo spaccone, la donna la gattina… Invece sull’isola<br />
il rapporto è molto più schietto. Ora, non è che sto<br />
dicendo che le persone dovrebbero incontrarsi nude<br />
in un bar del centro di Milano (ride, ndr), pero’ a<br />
pensarci bene è un piccolo dettaglio antropologico<br />
della razza umana.<br />
Ha detto di essere una grande osservatrice: le<br />
coppie si conoscono nude e poi si incontrano<br />
vestite; cosa succede quando si ritrovano vestite,<br />
ciascuno con la sua “corazza”?<br />
Intanto va detto che si riconoscono (ride, ndr) che<br />
non è un dettaglio da poco. Se la coppia non si è<br />
formata ognuno prosegue per i fatti suoi; se invece<br />
si è formata noi diamo la possibilità di farli dormire<br />
insieme e se son rose fioriranno. Quando si ritrovano<br />
per la prima volta vestiti ormai il ghiaccio si è<br />
rotto inevitabilmente. Quindi non è che una volta<br />
che si rivedono con degli abiti si comportano da attori;<br />
ho notato che mantengono quella freschezza<br />
di quando si sono visti vestiti solo della loro pelle.<br />
Nel primo approccio sull’isola totalmente nudi<br />
vi è imbarazzo?<br />
Ognuno ha una reazione diversa: c’è chi fa finta<br />
di non vedere e aspetta che l’altro si volti dall’altra<br />
parte e poi vi è anche lo sfacciato e quello che resta<br />
deluso o indifferente. Tra le donne è diffusa la reazione<br />
“Oddio adesso sta vedendo il mio difetto”<br />
salvo poi scoprire che in realtà è solo il frutto di una<br />
paranoia personale. È veramente molto interessante<br />
osservare tutte le reazioni dei partecipanti.<br />
Secondo lei quale sarà la reazione del pubblico<br />
italiano?<br />
Credo che sarà positiva; all’inizio ci sarà la curiosità
per la nudità e la reazione dei protagonisti ad incontrarsi<br />
senza veli. Ma poi saranno avvincenti soprattutto<br />
le dinamiche che si creano tra le coppie. Credo<br />
che il pubblico tiferà per l’amore, a sperare che<br />
la coppia si formi, ad aspettar la fine della puntata<br />
per sapere quale delle coppie è riuscita nell’impresa.<br />
Il format è aperto solo a coppie eterosessuali?<br />
Beh chiamandosi Adamo ed Eva il programma<br />
non può che essere rivolto a loro ma nelle prossime<br />
edizioni mi auguro che la produzione si rivolgerà<br />
anche a due Adami o due Eve. Posso già annunciare<br />
che tra i concorrenti di quest’anno ci sono state<br />
persone bisessuali.<br />
La ritroveremo ancora in radio la mattina?<br />
Si sempre su Radio Capital, dal lunedì al venerdì<br />
dalle 9, nel programma Il Geco e la farfalla.<br />
ITA EVENTI 85
Scende sotto casa e si siede nel primo bar utile,<br />
sfodera la mazzetta dei quotidiani appena<br />
acquistati: Corriere della sera, Repubblica,<br />
Il Giornale, Libero e la Gazzetta dello sport. Su<br />
quest’ultimo segna con una penna numeri di telefono<br />
da richiamare e appuntamenti segnalati<br />
dai suoi collaboratori. Dopo lo scherzo con<br />
Monsignor Paglia e il finto Renzi (coinvolgendo<br />
il Sindaco di Roma Marino) è su<br />
tutti i giornali e blog. Viene interrotto durante<br />
l’intervista da molte telefonate e, in<br />
particolare, per un collegamento in diretta<br />
con un noto programma radiofonico<br />
nel quale – scherzando – dice una mezza<br />
verità ovvero che si trova sotto casa sua<br />
a Milano anche se non circondato dalla<br />
polizia e dal Vaticano. È sincero nelle risposte,<br />
non cerca di apparire diverso da<br />
quello che è: un appassionato di radio e<br />
di politica, con qualche divagazione sul<br />
giornalismo. Non si prende sul serio,<br />
non parla male degli altri, non cerca il<br />
gossip se non nel lavoro che svolge e, in<br />
definitiva, è una persona realizzata. E,<br />
ciliegina sulla torta, nell’arco di quaranta<br />
minuti riceve diversi sguardi<br />
ammiccanti da alcune signore e signorine<br />
di passaggio al bar: verrebbe<br />
da pensare che è quasi pedinato vista<br />
la sua fama col genere femminile.<br />
Partiamo dagli esordi.<br />
Il primo approccio è stato con alcuni<br />
giornali di quartiere a Roma, non<br />
sapevo che cazzo fare della mia vita.<br />
La passione per il mezzo della radio<br />
si è sviluppata col tempo, progressivamente.<br />
Io non sono mai stato uno<br />
precoce: è per questo che dico sempre<br />
di fare ogni volta tabula rasa del passato per<br />
ricominciare da capo; non sono un nostalgico.<br />
La zanzara è arrivata in modo casuale semplicezapping<br />
IL RE DEL<br />
MICROFONO<br />
La Zanzara è la trasmissione più<br />
provocante e irriverente in radio, la più<br />
ascoltata tra politici e giornalisti. Merito<br />
di Giuseppe Cruciani, pungente e arguto<br />
come pochi altri. di Guido Biondi
mente scoprendo se stessi: nella<br />
vita e nel lavoro – e in questo<br />
caso coincidono – non sono mai<br />
riuscito a separare queste due<br />
cose. Non ho mai considerato<br />
il lavoro come un appendice “e<br />
poi la vita è un’altra cosa”. Non<br />
saprei concepire in altro modo<br />
me stesso, vivere diversamente.<br />
Mi stimola la curiosità e la radio<br />
soprattutto. Ho iniziato nel 1992<br />
a RadioRadicale per quasi un<br />
anno facendo la stagista; mi ha<br />
introdotto un amico di Marco<br />
Pannella. Facevo molto poco ma<br />
in compenso imparavo molto.<br />
Era il periodo della seconda serie<br />
di Radioparolaccia, Pannella era<br />
ricco di idee in quel periodo; ci<br />
trovavamo all’inizio di Tangentopoli.<br />
Poi sono andato all’Indipendente<br />
diretto da Vittorio Feltri:<br />
aprirono la cronaca di Roma<br />
e cercavano qualcuno che seguisse<br />
la sfida Rutelli-Fini per le elezioni<br />
comunali. Sono riuscito ad<br />
entrare grazie ad un amico che è<br />
stato Direttore di RadioRadicale,<br />
Giancarlo Loquenzi, lo stesso<br />
che mi ha introdotto a Radio24.<br />
Ricordo che mi presentai da lui<br />
dicendogli che volevo scrivere su<br />
un quotidiano. La cosa divertente<br />
è che da “Rutelliano” facevo<br />
l’anti-Rutelli. Ad un certo punto<br />
la vita e il lavoro coincidevano: la<br />
radio per me è stata una scoperta,<br />
qualcosa che avevo già dentro<br />
e non lo sapevo finché non ha<br />
trovato modo di esprimersi. Poi<br />
ho collaborato anche al Foglio,<br />
scrivevo di analisi politica: mi<br />
sono laureato in Scienze politiche<br />
e ho sempre avuto la tendenza<br />
di occuparmi degli esteri. Poi<br />
ancora c’è stata la parentesi della<br />
televisione con Euronews a Lione<br />
in Francia, sono rimasto quasi<br />
cinque anni. All’inizio ero contento<br />
perché credevo di realizzare<br />
la mia passione per gli esteri,<br />
mi sembrava di tornare all’Università<br />
per il carattere istituzionale<br />
del canale tv. Il mondo che<br />
ruotava intorno era affascinante:<br />
ho conosciuto un sacco di donne<br />
bellissime di tutta Europa, di<br />
ogni lingua straniera, pensavo<br />
solo a loro (ride, ndr).<br />
È stato il suo Erasmus.<br />
Si, dal punto di vista professionale<br />
non è stato così importante<br />
ma è stata una bella esperienza.<br />
A un certo punto ho deciso di<br />
tornare in Italia poiché mi avevano<br />
assunto a Liberal, il settimanale<br />
di Adornato. In realtà<br />
capisco poco dopo che non me<br />
ne fregava nulla di fare questo<br />
lavoro tanto che alle prime difficoltà<br />
del giornale ho iniziato<br />
a viaggiare in Tunisia. Parlavo<br />
francese molto bene e ne ho approfittato<br />
per scrivere per l’Ufficio<br />
del Turismo tunisino e sulle<br />
guide turistiche locali. Vengo<br />
a sapere, nel frattempo, che ha<br />
aperto Radio24 da Loquenzi.<br />
È noto che Linus, direttore di<br />
RadioDeejay, le avrebbe proposto<br />
di passare con lui.<br />
Sono cose riservate; posso solo<br />
dire che abbiamo parlato molto e<br />
anche di questo. Ho deciso di restare<br />
dove sono. Ma la vita è lunga,<br />
in radio si può cambiare…<br />
Ho una grande stima di Linus:<br />
ha fama di antipatico ma non<br />
bisogna mai fidarsi di quello che<br />
si sente dall’esterno, soprattutto<br />
dalle persone del tuo ambiente.<br />
Ci sono persone tonde e persone<br />
aguzze: lui fa parte della seconda<br />
specie, ha delle asperità; mi sembra<br />
una persona di fondo molto<br />
corretta e intellettualmente onesta,<br />
e quello che conta è questo.<br />
Parliamo della trasmissione<br />
La Zanzara.<br />
È una trasmissione che è cambiata<br />
nel corso del tempo; si è<br />
trasformata in un programma<br />
di intrattenimento nel quale il<br />
divertissment, la satira hanno<br />
preso il sopravvento rispetto ad<br />
altre cose. Sempre con l’elemento<br />
dell’alto/basso. Io sono il motore<br />
principale e ideatore degli scherzi<br />
e delle intemerate, insieme ai<br />
collaboratori. Il segreto di una<br />
trasmissione – se si può parlare<br />
di segreto – è l’imprevedibilità.<br />
Non bisogna mai dare per scontato<br />
nulla, deve avvertirsi che da<br />
un momento all’altro potrebbe<br />
succedere qualcosa di nuovo.<br />
Credo sia questa la spiegazione<br />
dello zoccolo duro che segue La<br />
Zanzara da molto tempo…<br />
Nonostante sia la radio di<br />
Confindustria, un contrasto.<br />
Molti dicono che è proprio questo<br />
uno dei motivi del successo<br />
ITA EVENTI 87
del programma. Nel senso che<br />
è un po’ come bestemmiare in<br />
Chiesa. Questo è il grande dilemma:<br />
può funzionare da un’altra<br />
parte oppure no.<br />
Molte volte dopo la trasmissione<br />
avete un grande eco<br />
mediatico: quotidiani, blog,<br />
Dagospia riprendono spesso<br />
parte delle vostre interviste<br />
senza filtri o scherzi e gag diventati<br />
poi retroscena.<br />
Diciamo subito che questa ricaduta<br />
mediatica non è importante<br />
per l’ascolto. Se valutiamo le<br />
ultime cose uscite da noi quali<br />
il nipote di Casamonica che<br />
canta in radio e afferma di aver<br />
votato il Sindaco Marino oppure<br />
l’Assessore del Comune di<br />
Roma Esposito che ripropone il<br />
coro “Roma merda” che faceva<br />
allo stadio si capisce che quando<br />
il gioco è scoperto diventa sempre<br />
più difficile stupire. Si corre<br />
anche il pericolo di fare qualche<br />
scivolata. È interessante secondo<br />
me vedere quante imitazioni ha<br />
La Zanzara: dalle radio piccole<br />
alle grandi ci sono molti tentativi<br />
di clonazione ma l’originale<br />
– se resiste e si rinnova - è sempre<br />
meglio della copia. Altrimenti è<br />
parodia dell’incazzatura.<br />
Quando ospitate un personaggio<br />
e sapete già che il giorno<br />
dopo sarà ripreso mediaticamente<br />
grazie al fatto che da<br />
voi si apre e parla senza filtri<br />
capita anche di concordare<br />
con lui una parte dell’intervento?<br />
Nulla di tutto questo. Non ho<br />
mai concordato qualcosa con<br />
qualcuno, mai. Non sopporto<br />
l’idea di mettermi d’accordo per<br />
qualcosa. Mi piace molto di più<br />
improvvisare anche se ammetto<br />
che c’è da parte mia e della redazione<br />
una preparazione sulle<br />
domande. Se so che viene in<br />
trasmissione Galan e penso che<br />
ha passato un momento difficile<br />
difficilmente gli chiederò se<br />
ha mai pensato di farla finita.<br />
Anche se fosse solo una provocazione<br />
il rischio è che ti risponda<br />
che ci ha veramente pensato. E<br />
lì verrebbe fuori la notizia. Ma<br />
non ci parlerei mai prima della<br />
diretta. Anche se in radio paga<br />
l’esperienza, la costruzione del<br />
programma, la scelta delle domande<br />
e dei tempi quando hai<br />
una persona e la trasmetti in<br />
diretta è meglio se non hai un<br />
copione.<br />
In seguito ai vostri scherzi che<br />
poi si trasformano in retroscena<br />
politici e successive notizie<br />
avete poi pressioni da chi avete<br />
in qualche modo colpito?<br />
Nel corso degli anni da La Zanzara<br />
abbiamo messo in difficoltà<br />
il Quirinale con le rivelazioni di<br />
Onida sui saggi di Napolitano<br />
“che non contavano un cazzo”<br />
o il Governo Renzi con la spifferata<br />
di Barca sulle presunte<br />
pressioni di De Benedetti sulla<br />
scelta dei ministri. O ancora<br />
Oddifreddi che si definiva anticlericale<br />
e davanti al Papa si<br />
prostrava come un baciapile o lo<br />
stesso Vaticano dopo lo scherzo<br />
del finto Renzi… Quando hai<br />
questo materiale qui ti prepari a<br />
ricevere le reazioni: i protagonisti<br />
non chiamano mai e comunque<br />
vanno diretti dalla proprietà della<br />
radio o dal Direttore.<br />
Vi sentite protetti dalla proprietà<br />
della radio?<br />
Protetti finché facciamo ascolti.<br />
E, aggiungo, fintanto che funzioniamo.<br />
Se sei in una fase debole<br />
questo genere di cose è difficile<br />
farle. È evidente quindi che<br />
nel nostro caso andiamo bene e<br />
i numeri sono ottimi nonostante<br />
la concorrenza, le innumerevoli<br />
pause pubblicitarie, il notiziario<br />
e il meteo.<br />
Ha altre esperienze che desidererebbe<br />
fare? Tornare in tv?<br />
Nel caso specifico di Radiobelva<br />
probabilmente non era adatta<br />
in prima serata e in Rai: discorsi<br />
postumi che uno avrebbe dovuto<br />
fare prima.<br />
Non desidera continuare a<br />
scrivere su un giornale?<br />
Assolutamente no. Non mi<br />
manca per nulla. Ognuno deve<br />
fare le cose che sa fare e limitare<br />
al minimo quelle di cui non<br />
è convinto al cento per cento.<br />
Ovviamente la necessità potrebbe<br />
portarti a fare queste cose<br />
ma non è il mio caso. Faccio ciò<br />
che mi piace fare. Secondo me<br />
sdoppiarsi su più cose non paga.<br />
Deejay chiama Italia, Lo Zoo di<br />
105 sono fatte da persone che si<br />
occupano di radio ventiquattrore.<br />
Ogni cosa fatta bene è impegnativa.<br />
La disturbano i gossip sulle<br />
sue relazioni vere o presunte?<br />
Se tu chiedi trasparenza o fai domande<br />
sulla vita privata dei tuoi<br />
ospiti devi essere pronto a tua<br />
volta ad essere trasparente, esclusi<br />
i paletti che decidi di tenere.<br />
Non ho problemi a parlare di<br />
cose anche molto intime: lo faccio<br />
sempre volontariamente non<br />
mi è mai sottratto. L’unica cosa<br />
che non ho mai fatto e non farò<br />
mai è parlare dei dettagli delle<br />
mie relazioni.<br />
Qual è secondo lei la paura<br />
maggiore di un suo ospite?<br />
Di trovare domande vere e spesso<br />
scomode e imbarazzanti.<br />
88 ITA EVENTI
libri<br />
LADRA DI PIANTE (Daniela Alimenta, Baldini & Castoldi)<br />
L’esordio letterario di Daniela Amenta colpisce nel<br />
segno: c’è il desiderio esplicito di coinvolgere il lettore<br />
nelle passioni dichiarate dell’autrice. In primis<br />
la musica, attraverso soprattutto il gruppo punk rock<br />
dei Clash. I tre protagonisti del romanzo sono rispettivamente<br />
una donna di 33 anni precaria e psicologa,<br />
un cronista cinquantenne ex critico musicale e<br />
un ex informatore di giornalisti oggi appassionato<br />
difensore dei gatti del quartiere. Al centro c’è la ricerca<br />
spasmodica di trovare un contatto umano in<br />
una città - Roma - ormai disumanizzata. Quotidianità,<br />
sconforto, amore, amicizia, solidarietà sono il<br />
sale del racconto: il dettaglio di prendersi cura delle<br />
piante più trascurate è anche il tentativo - non dichiarato<br />
- di accendere i riflettori su ciò che pare<br />
ordinario ed invece racchiude metaforicamente il bisogno<br />
di attenzioni e di affetto in una comunità di<br />
persone che vivono troppo di fretta e troppo in superficie.<br />
Ma è la musica, ancora una volta, ad essere<br />
la chiave di lettura: “Perché la musica non si<br />
ascolta da soli. La musica è roba che si taglia a pezzi<br />
e si mangia assieme, sporcandosi le mani. Non vale<br />
la rete, non valgono i social network. Bisogna guardare<br />
in faccia chi ascolta musica con te, guardarlo,<br />
spiarlo, vedere le espressioni che fa. Costrizioni,<br />
estasi, disgusto, sbuffi di noia. Perché la musica è un<br />
dono”. (LAmanu)<br />
DA UNA NOTTE ALL’ALTRA (Carlo Fruttero, Mondadori)<br />
La nuova generazione conosce l’autore soprattutto per i divertenti siparietti<br />
andati in onda qualche anno fa su Rai Tre insieme al suo partner Lucentini.<br />
Questo libro, uscito postumo dopo la scomparsa di Fruttero nel 20<strong>12</strong>, è stato<br />
curato dalla figlia: è un tentativo – riuscito – di un dialogo serrato tra l’autore<br />
e un interlocutore con oggetto la rassegna dei libri più interessanti e più amati<br />
nella sua vita. Di ogni libro citato Fruttero svela un particolare, un aneddoto<br />
rendendo intrigante anche i classici senza tempo. Da Madame Bovary a Pinocchio<br />
l’autore descrive e disegna la sua Spoon River letteraria, senza fa mai<br />
mancare un pizzico di ironia, cifra stilistica di una vita sempre in prima linea<br />
per divulgare, diffondere e far amare i preziosi testi. (g.b.)<br />
LA RESURREZIONE DELLA CARNE<br />
(Francesco Bianconi, Mondadori)<br />
Merita un grande elogio Francesco, leader del gruppo alternativo Baustelle,<br />
nonché autore si alcune canzoni pop “regalate” ai colleghi più famosi. Nella<br />
musica leggera contemporanea sono difatti pochissimi i nuovi autori brillanti<br />
rispetto al passato; Bianconi ha dimostrato di avere urgenza di raccontare la<br />
realtà con la sua lente d’ingrandimento e i suoi libri (questo è il secondo dopo<br />
l’esordio nel 2011 con Regno animale) lo dimostrano. Nel romanzo il protagonista<br />
è un poeta-autore famoso grazie a una sceneggiatura televisiva sugli<br />
zombie. Tutto si complica con l’esperienza dell’incontro di una donna, viatico<br />
per una riflessione interiore; il rischio è il trovarsi in sincrono proprio con<br />
la natura degli zombie inventati. Tra le righe vi è anche una critica feroce alla<br />
dolce vita milanese, mai abbastanza sazia di superficialità. (b.q.)<br />
90 ITA EVENTI
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LE FEDELTÀ (Diane Brasseur, Sonzogno)<br />
A differenza de L’altra, scritto da Elvira Serra, La fedeltà è un romanzo decisamente<br />
più sfrontato. Il canovaccio narra del classico triangolo marito-moglie-amante,<br />
con una ricchezza di sfumature psicologiche da poter essere<br />
considerato un prontuario per comprendere le motivazioni che spingono una<br />
relazione nel caos. Il protagonista ha 54 anni, lavora a Parigi e torna dalla<br />
sua famiglia a Marsiglia solo il week-end. La sua giovane amante è il desiderio<br />
inconscio di vivere una seconda opportunità nonostante i rapporti con la<br />
moglie abbiano ancora una grande intensità, anche sotto le lenzuola. Il protagonista<br />
ha un problema etico: non accetta l’infedeltà o perlomeno non riesce<br />
a viverla serenamente. Si troverà al bivio inevitabile: scegliere di proseguire<br />
la relazione clandestina o chiuderla bruscamente; il pretesto sarà un viaggio<br />
programmato a Natale, periodo di grande tormento per ogni relazione extraconiugale<br />
che si rispetti. (a.t.)<br />
LE MIE TELE-VISIONI (Maurizio Costanzo, Salani)<br />
I libri di Costanzo sono l’occasione per rivisitare il periodo d’oro della televisione<br />
italiana. Con una serie di aneddoti e con una pungente ironia l’autore<br />
commenta vari episodi collegati alle sue trasmissioni più popolari: da Bontà<br />
loro con cui ha esordito nel 1976 sino ad Acquario, Grand’Italia e, ovviamente,<br />
il Maurizio Costanzo Show. Con oltre 25 anni di dirette e con una serata su<br />
Rete 4 recentemente ripristinata, Costanzo è ad oggi insuperabile in quanto a<br />
curiosità e a tessitura e scelta degli ospiti. Nel libro si parla anche delle attività<br />
collaterali: oltre ai libri, la sceneggiatura per i film, teatro e persino canzoni.<br />
Un gigante rispetto ai nuovi arrivati. (g.b.)<br />
È ANDATA COSÌ (Gérard Depardieu, Bompiani)<br />
È andata così è la prima e unica autobiografia del noto attore. Depardieu racconta<br />
la sua infanzia e la sua adolescenza, non omette particolari oscuri ed<br />
infatti il libro sta facendo discutere critici e blogger. Ci sono episodi che raccontano<br />
le bravate di un ragazzo di strada come ama farsi chiamare l’attore,<br />
legate alla scoperta della sessualità sino ai primi furti per arrivare ad un ruolo<br />
di gigolò. Senza nessuna reticenza si leggono i periodi di miseria e le amicizie<br />
altolocate (uno tra tutti Putin).<br />
Ma la verità più tremenda è senza dubbio la descrizione del tentativo della<br />
madre di abortirlo, senza risparmiarci nessun particolare. Un libro sfrontato,<br />
senza filtri, piacevole quanto inquietante. (b.q.)<br />
SOTTO LE CUFFIE (Favij, Electa)<br />
Un successo sorprendente quello di Lorenzo Ostuni in arte Favij, diciannovenne<br />
youtuber con oltre un milione e mezzo di iscritti alla sua pagina. Diventato<br />
un idolo per i ragazzini grazie ai suoi gameplay ovvero video con le impressioni<br />
dell’autore durante la prova dei videogiochi. Una sorta di recensione<br />
animata e divertente che ha attratto seguaci e ha convinto la casa editrice a<br />
pubblicare il suo primo libro (mentre la Panini ha realizzato un album di figurine).<br />
Sotto le cuffie è il racconto disarmante e frizzante del percorso di Ostuni<br />
da amatore a protagonista indiscusso grazie a You Tube, con qualche divagazione<br />
su alcuni tratti del suo carattere e aneddoti che faranno la gioia dei<br />
suoi fan. (a.t.)<br />
92 ITA EVENTI
EFFICIENZA, CELERITÀ e FLESSIBILITÀ<br />
a servizio del cliente<br />
La Sorrento Logistica S.r.l. dal 2008<br />
si occupa di trasporto merci conto<br />
terzi. Il nostro parco veicolare è<br />
composto da 11 mezzi di nuova fabbricazione<br />
tra i quali 8 bilici, 1 autotreno<br />
e 2 motrici.
notes<br />
L’INTRATTENIMENTO<br />
FIRMATO HIT<br />
Le strutture del Gruppo Hit sono aperte 365 giorni l’anno e sono situate in Slovenia, a Nova<br />
Gorica, Kobarid, Kranjska Gora, Rogaska Slatina e Sentilj, e in Bosnia ed Erzegovina, con il<br />
Coloseum Club di Sarajevo.<br />
Nova Gorica in Slovenia viene comunemente<br />
definita la “Las Vegas europea”, per l’alta<br />
concentrazione di casinò e sale da gioco.<br />
Il Gruppo Hit è stato il primo a proporre in Europa,<br />
personalizzandolo, lo stile di casa da gioco su<br />
modello americano, che si esplicita in un ambiente<br />
più casual e meno formale, dove diventano parte<br />
integrante dell’offerta anche l’intrattenimento,<br />
con spettacoli di cantanti ed entertainer di calibro<br />
internazionale, la buona cucina e il wellness, con<br />
trattamenti specifici per il benessere sia fisico che<br />
mentale. Non solo gioco, ma un vero e proprio<br />
“Universo del Divertimento” che rende uniche le<br />
strutture. (a.t.)<br />
PERLA, CASINÒ & HOTEL<br />
Il complesso, a forma di nave transoceanica,<br />
è ad oggi il centro di gioco ed intrattenimento<br />
più grande in Europa e comprende<br />
un albergo 4 stelle, il casinò, la discoteca,<br />
la sala spettacoli Arena, il centro convegni,<br />
quattro ristoranti, il Caffè Dolce Vita, un<br />
negozio e una splendida SPA.<br />
Kidriceva, 7 – 5000 Nova Gorica, Slovenia<br />
Tel. +386 5 336 30 00<br />
www.thecasinoperla.com<br />
PARK, CASINÒ & HOTEL<br />
Il Park, Casinò & Hotel è stato il primo centro di gioco e intrattenimento inaugurato<br />
dal Gruppo Hit nel 1984. Dallo stile armonioso, si lega al fiore simbolo di<br />
Nova Gorica: la rosa, a cui sono dedicati i nomi delle sale e dei ristoranti.<br />
Delpinova, 5 - 5000 Nova Gorica, Slovenia<br />
Tel. +386 5 336 20 00 - www.thecasinopark.com<br />
DRIVE-IN, CASINÒ<br />
Il Casinò Drive-In è un luogo familiare ed accogliente, arredato in stile americano<br />
anni ‘50, dove divertirsi sulle ben 200 postazioni di gioco diventa un’avventura.<br />
Mednarodni prehod, 4 - 5290 Šempeter pri Gorici, Slovenia<br />
Tel. +386 5 338 45 60 - www.thecasinodrivein.com<br />
94 ITA EVENTI
KORONA, CASINÒ & HOTEL<br />
Al casinò del Korona la fortuna gira su 380 slot machine di ultima generazione<br />
e su 23 tavoli da gioco. La sala spettacoli Teater con 220 posti a sedere ospita<br />
artisti nazionali ed internazionali per spettacoli e concerti. Il ristorante à la carte<br />
Montana, il self-service Garden e un hotel dotato di 25 camere e 4 suite completano<br />
l’offerta, a garanzia di un soggiorno piacevole e rilassante.<br />
Vršiška, 23 -4280 Kranjska Gora, Slovenia<br />
Tel. +386 4 58 78 000 - www.thecasinokorona.com<br />
LARIX, CASINÒ<br />
Al Casinò Larix il divertimento è assicurato da 200 slot machine, incluse 2 roulette<br />
elettroniche con 16 posti gioco e da un ricco programma di giochi a premi ed<br />
animazioni, tra cui anche la trasmissione degli eventi sportivi sul maxischermo.<br />
Borovška, 99 - 4280 Kranjska Gora, Slovenia<br />
Tel. +386 4 588 47 18 - www.hitholidays-kg.si<br />
AURORA, CASINÒ<br />
Al casinò Aurora sono disponibili 280 slot machine, 8 tavoli da gioco e un programma<br />
continuo di estrazioni e giochi a premi.<br />
Staro selo, 60a - 5222 Kobarid, Slovenia<br />
Tel.+386 5 388 45 00 - www.aurora-hitstars.si<br />
MOND, CASINÒ & CABARET<br />
Il centro di gioco ed intrattenimento Mond si trova nella località di Šentilj, vicino al<br />
confine sloveno con l’Austria.<br />
Sadjarska pot 15 – 22<strong>12</strong> Šentilj, Slovenia<br />
Tel. +386 2 65 55 524 - www.mond-hitstars.si<br />
FONTANA, CASINÒ<br />
Il casinò Fontana si trova all’interno dell’albergo Donat, nel cuore del centro termale<br />
di Rogaška Slatina, che attira da decenni numerosi ospiti internazionali.<br />
Zdraviliški trg 10 - 3250 Rogaška Slatina, Slovenia<br />
Tel. +386 3 581 62 88 - www.thecasinokorona.com<br />
COLOSEUM, CASINÒ & ENTERTAINMENT<br />
Il Coloseum Club si trova nelle immediate vicinanze del centro storico di Sarajevo,<br />
vicino al celebre e coloratissimo quartiere Bašcaršija.<br />
Terezije bb, KSC Skenderija - 71000 Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina<br />
Tel. +387 33250860 - www.coloseum-club.com<br />
ITA EVENTI 95
notes<br />
CAPRI WATCH JEWELS,<br />
LA NUOVA SFIDA<br />
Una grande inaugurazione per il nuovo store dedicato ai preziosi.<br />
Una grande festa per celebrare<br />
i primi vent’anni di<br />
Capri Watch, il brand che<br />
in due decenni ha valicato i confini<br />
isolani raggiungendo i vertici<br />
del successo facendosi conoscere<br />
in ogni angolo del globo. Tutto<br />
iniziò il 1 Agosto di vent’anni fa,<br />
alle undici di sera, quando nelle<br />
vetrine della casa madre, il negozio<br />
boutique Asperula Stellina,<br />
Silvio Staiano e sua sorella Alba<br />
esposero in vetrina il primo orologio<br />
che portava sul quadrante il<br />
nome dell’isola. Iniziò così l’avventura<br />
che nell’arco del tempo è<br />
diventata un successo consolidato.<br />
Adesso Silvio Staiano, vuole<br />
bissare con Capri Watch Jewels:<br />
“l’ambizione di rimettermi in<br />
gioco ancora una volta, affrontando<br />
una delicata sfida che ci<br />
è stata lanciata dai nostri stessi<br />
clienti, che da alcuni anni ci richiedono<br />
di realizzare creazioni<br />
preziose ed ancora più esclusive.<br />
Voglio chiarire però che entreremo<br />
senza alcuna presunzione e<br />
in punta di piedi nel mondo dei<br />
preziosi, ma allo stesso tempo<br />
siamo sicuri di riuscire ad esprimere<br />
le nostre idee anche ad un<br />
livello più alto”. Per festeggiare la<br />
data dell’apertura della new entry<br />
Capri Watch Jewels, posizionata<br />
proprio di fronte al flagship store,<br />
Silvio Staiano ha organizzato un<br />
elegante cocktail coinvolgendo<br />
l’intera strada dello shopping di<br />
lusso, Via Camerelle. (b.q.)<br />
PER INFORMAZIONI<br />
Capri Watch & Co.<br />
Via Camerelle, 21 - 80073 Capri<br />
Tel: +39 081. 837 7148<br />
Fax: +39 081. 838 9010<br />
www.capricapri.com<br />
96 ITA EVENTI
Hotel Plaza Padova è l’hotel 4 stelle<br />
del centro. Costruito proprio a ridosso<br />
della zona pedonale di Padova, è facilmente<br />
raggiungibile con ogni mezzo,<br />
nel cuore della città. 140 camere<br />
dotate di ogni comfort, Ristorante interno,<br />
5 sale meeting per congressi ed<br />
incontri di lavoro, palestra e garage<br />
privati. Da più di 40 anni, l’hotel di Padova.<br />
Non è un caso che sia in centro.<br />
A pochi passi dall’Hotel Plaza si trova<br />
il centro pedonale di Padova con le<br />
sue principali attrazioni che rendono<br />
Padova “la città dei senza”: Il Santo<br />
senza nome, ovvero la Basilica di<br />
Sant’Antonio, conosciuta però come Il<br />
Santo; il Prato senza erba ovvero Prato<br />
della Valle è una grande piazza e non<br />
un giardino; il Caffè senza porte, ovvero<br />
il Caffè Pedrocchi, storico luogo<br />
di incontro per intellettuali e studenti,<br />
costruito agli inizi dell’Ottocento senza<br />
porte proprio per permettere ad ogni<br />
studente di passaggio in città di trovarvi<br />
ristoro.<br />
PRENOTA ORA! 049 65 68 22 info@plazapadova.it<br />
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Aperto tutti i giorni* anche a pranzo<br />
• Menu del giorno a partire da € 14,50<br />
* chiuso il sabato a pranzo