Puoi scaricare una copia digitale di questo libro dal sito www.bastaeuro.org

web.lucia

libro

Puoi scaricare una copia digitale di questo libro dal sito:

www.bastaeuro.org


UN’ALTRA EUROPA È POSSIBILE

Tutta la verità sulla più grande truffa ai danni dell’Italia.

Come e perché è necessario superare l’Euro

per tornare a crescere.

A cura di:

Claudio Borghi Aquilini

Con prefazione di:

Alberto Bagnai

Con postfazione di:

Matteo Salvini

Illustrato dalle vignette di:

Alfio Krancic


Oltre l’Euro per tornare Prefazione grandi [ 5 ]

Mi è stato chiesto di scrivere una prefazione a “Oltre l’Euro per tornare grandi”:

compito gradito, che mi onora, ed è anche semplice da assolvere. Basterà

dire che chi crede seriamente nella democrazia ha un modo molto efficace per

dimostrarlo: diffondere informazioni corrette, mettere il demos, cioè tutti noi, in condizione

di conoscere per deliberare. “Oltre l’Euro per tornare grandi” fa esattamente questa

operazione.

La prefazione potrebbe finire qui, ma aggiungo qualche considerazione per evidenziare

alcune cose che forse non tutti i lettori intravedono fra le poche righe appena

lette.

Intanto, mi preme sottolineare, nella mia veste di economista accademico, che

ad oggi non risultano pervenute da parte dei miei colleghi confutazioni serie e argomentate

delle informazioni contenute in questo libriccino, e un motivo c’è: le tesi qui esposte

sono avvalorate da centinaia di lavori scientifici, il che costringe chi vuole controbattere

a ricorrere agli argomenti ad hominem, agli attacchi personali. Perché uno dei paradossi

del nostro meraviglioso e martoriato Paese è questo: che nel suo dibattito venga stigmatizzato

come “eretico” (e, non dimentichiamolo: “populista”) chi sta divulgando i risultati

di ricerche assolutamente ortodosse, svolte da docenti di Harvard, Cambridge, Oxford, e

così via.

La passione civile e la vocazione didattica di chi ha concepito l’opera si vedono

proprio da questo: invece di ricorrere all’autorità di autori tanto prestigiosi quanto

incomprensibili ai più, si è scelto di rendere accessibile la semplice logica economica di

argomenti che nella letteratura specialistica sono spesso presentati in modo complesso

per meri motivi di marketing accademico. Non sempre è così: l’articolo più importante

nella teoria delle unioni monetarie è di un tale (Mundell) che ha preso il Nobel per un lavoro

privo di formule. Ma gli epigoni, si sa, qualcosa devono pur fare per giustificare la propria

esistenza: di solito scrivono formule.

Il testo non è solo efficace nel presentare le basi economiche del ragionamento:

fa anche strame degli argomenti propagandistici, mettendo a nudo la vacuità di certe formule

(“le riforme”) e la slealtà con la quale i media prezzolati fanno leva su paure irrazionali

(“la benzina”).

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 6 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

Aggiungo che, con semplicità e umiltà, il testo propone temi di ricerca sui quali

sarebbe ora che cominciassero a interpellarsi certi paludati economisti accademici, abbandonando

per un attimo la loro occupazione favorita: farsi i complimenti a vicenda (per

dirla come l’immortale Mr. Wolf di Pulp fiction). Fra questi temi vorrei evidenziare lo studio

serio degli incentivi ad abbandonare l’Unione Europea da parte dei singoli Paesi membri.

Nelle mie parole noterete una certa amarezza. Mi pesa constatare come la dignità della

scienza economica venga vilipesa (non solo in Italia) da tanti colleghi accademici che danno

numeri a casaccio per motivi venali o per mero conformismo, e debba essere difesa

da un economista applicato come Claudio Borghi (per quanto dotato di una formidabile

esperienza di mercati): questo è per me un fallimento professionale. Mi duole ammettere

che questa operazione di verità, che nella sua essenza tutela gli interessi delle classi più

deboli, quelle che l’Euro ha ulteriormente impoverito, venga portata avanti da un partito

etichettato come “conservatore”: questo per me è un fallimento politico. Mi amareggia

sottolineare che una simile operazione molti l’hanno aspettata invano da certe forze che

a parole dicevano di voler combattere il progetto europeo. Li conoscerete dai loro frutti, è

scritto, e la vita politica italiana ci sta offrendo tanti esempi di questa limpida verità.

Verità: una parola profondamente e autenticamente politica, perché solo la verità

può renderci liberi. Ribadisco il punto: questo è un testo di verità. Approfondendolo

e diffondendolo contribuirete a rendere migliore, perché più libero, il mondo nel quale

conviviamo. Sono grato a chi vorrà farlo, esortandolo a non scoraggiarsi per le inevitabili

delusioni, come sono grato, e tutti dobbiamo essere grati, a chi ha concepito e realizzato

questo progetto.

Alberto Bagnai

@AlbertoBagnai

http://goofynomics.blogspot.it

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 7 ]

Una domanda al giorno per un mese

Basta €uro! Una domanda al giorno per un mese

1.

L’Euro è la causa principale della crisi?

Perché?

Per tanti motivi, ma i principali sono che un’unica moneta per Stati diversi non può

funzionare e crea disoccupazione. Senza il controllo sulla propria moneta, uno Stato

in difficoltà non può tentare di contrastare le crisi. Senza il controllo sulla propria

moneta, uno Stato non può avere nessuna autonomia e si riduce nella condizione di un

Paese del Terzo Mondo, costretto a supplicare per ottenere il denaro di cui ha bisogno.

La fine della democrazia e della libertà.

Nessun popolo può dirsi padrone a casa propria se non ha il controllo della moneta

e dei confini. Guarda caso, proprio ciò che l’Unione Europea, ha sottratto.

Vediamo il perché con qualche esempio.

Di solito, uno Stato con un’economia molto forte ha anche una moneta forte,

perché tutti la vogliono per poter acquistare i prodotti di quel Paese. La forza della moneta

fa “alzare i prezzi” dei prodotti di questo Stato che, quindi, diventano meno convenienti

e tutto torna in equilibrio. Uno Stato con un’economia debole, invece, avrà anche una

moneta debole perché i suoi prodotti sono meno richiesti. Se la moneta si svaluta è come

se scendesse tutto il “listino prezzi” dei prodotti di quello Stato, che diventano così più

convenienti e più richiesti, e si tende a ristabilire l’equilibrio anche in questo caso. Con

l’Euro si ha uno strano caso in cui un Paese debole (come la Grecia) si ritrova la stessa

moneta di un Paese forte (come la Germania): il “listino prezzi” della Grecia risulterà quindi

troppo caro mentre quello dei prodotti tedeschi sarà troppo basso. Il risultato è che in

Grecia si muore di fame mentre in Germania si registra il record di esportazioni. Un caso

simile fu quello dell’Argentina che bloccò per molti anni il prezzo della propria moneta a

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 8 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

quello del Dollaro, finendo nel 2001 al fallimento, con le conseguenze di quel disastro che

(unite ad altri errori) si fanno sentire ancora oggi, pensiamoci: tutti i Paesi dell’Europa per

i quali l’Euro rappresenta una valuta più forte del valore della propria moneta nazionale,

sono nelle stesse condizioni: povertà e disoccupazione da record, indipendentemente

dal colore dei governi, dal livello di tasse e spesa pubblica, o dal maggiore o minor livello

del debito pubblico. Se tante persone entrano in un ristorante e tutte quelle che hanno

ordinato una particolare pietanza finiscono all’ospedale è probabile che

la colpa sia del cibo. Nel “Ristorante Europa da Merkel”

stanno tutti male, tranne chi non ha ordinato

la “pietanza Euro”, come il Regno Unito o i gestori

del ristorante (Germania).

Prendiamo come esempio i due altri

Stati maggiori: l’Italia e la Francia. Fino ad ora

si sono difese ma la moneta troppo forte rende

ogni giorno meno convenienti i loro prodotti

(il “listino prezzi” è troppo alto) e la disoccupazione

è destinata irrimediabilmente a salire perché i loro

cittadini compreranno sempre più prodotti esteri

di quanto sarebbe giusto. E i

prodotti esteri - sembra una

banalità ma a volte non ci

pensiamo -, sono fabbricati

da aziende e operai esteri e

quindi in questi Stati il lavoro

scompare. Se scompare

il lavoro scompaiono

anche i soldi per

importare i prodotti

e pagare le pensioni,

e si finisce alla fame.

L’unico modo che

questi Stati hanno per

importare di meno è l’austerità, quindi comprimere i consumi con il bastone delle tasse e

dei tagli, politica suicida che porta a fallimenti e disoccupazione.

In pratica è come se gli Stati Europei, invece di “essere una squadra”, fossero

messi su un ring di pugilato gli uni contro gli altri indipendentemente dal peso. Il “peso

massimo”, cioè la Germania, vince, gli altri perdono. Sempre per rimanere in tema di

sport, è come se si mettesse un pesante zaino uguale per tutti sulle spalle dei concorrenti

di una corsa: chi è più grosso e forte sarà avvantaggiato, mentre chi è piccolo e agile sarà

in grossa difficoltà così appesantito e non potrà mai vincere.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 9 ]

Anche il controllo della moneta come “arma” contro le crisi è fondamentale. Uno

Stato che può “stampare moneta” e che ha un’industria ben sviluppata e prodotti normalmente

richiesti, se è in difficoltà, può spendere di più per sostenere la propria economia,

senza preoccuparsi di dover trovare il denaro a prestito. Può anche comperare i propri

titoli di debito evitando la salita dei tassi. Se quest’azione dovesse far scendere il tasso di

cambio della moneta, tanto meglio, perché, come abbiamo visto, una moneta più conveniente

significa una maggior richiesta per i prodotti di quel Paese che diventerebbero più

appetibili, creando così posti di lavoro e un nuovo equilibrio. Uno Stato che non ha una

moneta propria, come invece accade per chi ha scelto di avere l’Euro, se è in difficoltà si

ritrova a fare i conti con il famigerato “spread”, vale a dire che nessuno vuol comprare i

suoi titoli. Gli altri Paesi, quindi, per “salvarlo” e prestargli i soldi che non riesce a procurarsi

da solo, cominciano ad imporgli inutili e dannose politiche di austerità. Gli Stati in crisi

quindi si ritrovano sempre più tasse, sempre meno spese e con interessi sempre più alti

da pagare: vanno ancora di più in difficoltà e la crisi peggiora. La divergenza dei risultati

economici dei Paesi con o senza Euro, dopo gli shock è stata impressionante. Pensiamo

al Regno Unito: quando nel 2008 ci fu la crisi delle banche, a seguito del fallimento della

banca americana Lehman Brothers, era in forte difficoltà perché la sua principale industria

è proprio quella finanziaria. Ebbene, il Regno Unito riuscì ad assorbire la crisi facendo

comperare alla propria Banca Centrale i titoli di Stato necessari per finanziarsi, la Sterlina si

svalutò fortemente senza far salire lo spread sui titoli, e la sua economia si è ripresa senza

aver dovuto subire ordini e condizioni da alcuno. Gli Stati dell’Europa periferica, invece,

sono ancora in ginocchio, e chi non lo è lo sarebbe se non avesse ricevuto enormi somme

camuffate da “prestiti” via fondi salva-Stati.

2.

Senza l’Euro diventeremmo

tutti ricchi?

ovviamente per competere nei mercati internazionali occorre molto lavoro

e ci vogliono molti miglioramenti perché in ogni Stato ci sono grandi ineffi-

No, cienze. Se bastasse avere una moneta propria per essere ricchi sarebbe

troppo bello. Molte cose non semplici devono essere fatte, come ad esempio, rendere

la giustizia più rapida, abbassare le tasse, aiutare le imprese perché producano meglio,

ridurre la burocrazia, fare più ricerca e così via. Tuttavia, il peso di una moneta sbagliata è

notevolmente superiore rispetto a questi altri fattori. Si tratta di quella che si dice una “condizione

necessaria ma non sufficiente”. Non possiamo certo pensare di uscire dall’Euro e

metterci a prendere il sole: bisognerà faticare ma senza una nostra moneta correttamente

valutata, anche con la fatica, non otterremmo nulla.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 10 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

3.

Se eliminiamo l’Euro

usciamo anche dall’Europa?

Posto che le nazioni geograficamente e storicamente europee saranno sempre

in Europa con qualsiasi moneta, se si intende “Unione Europea” probabilmente

no. Un mercato di centinaia di milioni di persone è troppo importante per tutti. Non

dimentichiamo che sono tanti gli Stati che fanno parte dell’Unione Europea pur non avendo

l’Euro, dal Regno Unito, alla Svezia, alla Polonia. Se, però, poi una nazione dovesse

decidere di uscire anche dall’Unione Europea probabilmente non sarebbe una tragedia: il

Regno Unito, a seguito del referendum sull’uscita dalla UE, non ha subito nessuna delle

terribili conseguenze che venivano minacciate, anzi, tutti i dati economici (dalla spesa dei

consumatori alla produzione industriale) hanno fatto registrare forti incrementi e la Borsa è

rapidamente salita a valori massimi, al contrario degli altri mercati dei Paesi rimasti nell’UE.

Il caso della Brexit è indicativo delle enormi bugie che la propaganda “europeista”

diffonde: prima del referendum si era arrivati persino a dire che la vittoria dei favorevoli

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 11 ]

all’uscita dalla UE avrebbe causato “la fine della civiltà occidentale” (Donald Tusk, presidente

del Consiglio Europeo): ebbene, a novembre, dopo alcuni mesi dal referendum e

a seguito di una forte svalutazione della Sterlina, la disoccupazione in Gran Bretagna è

scesa al 4,8% (minimo da 11 anni), le vendite al dettaglio sono in crescita del 7,4%, il PIL

è in crescita del 2,4% e l’inflazione è ancora sotto l’1% annuo.

Del resto, anche Paesi come la Svizzera o la Norvegia, pur senza avere l’Euro

e non facendo parte dell’Unione Europea, non sono certo isolati dal mondo. Anzi, uscire

dall’Unione Europea restituirebbe finalmente a tutti le “mani libere” per poter gestire in

autonomia e libertà, sia ad esempio per le politiche sull’immigrazione, sia con le regole per

rendere più facile la vita alle imprese, penalizzate da vincoli europei necessariamente non

adatti alla particolarità di ogni singolo Stato. In buona sostanza, un accordo è auspicabile

e sicuramente molte cose possono essere meglio gestite insieme dai Paesi europei, ma

solo in caso di accordo unanime, senza che la libertà del singolo Stato debba essere

compromessa. Quello che mette in pericolo le relazioni pacifiche fra gli Stati è la privazione

della sovranità monetaria in presenza di bilanci statali separati. In pratica è la differenza fra

abitare in villette separate e in un condominio: mentre nel primo caso la piena proprietà

della propria casa consente di vivere tranquillamente con i vicini, nel secondo caso gli

interessi contrapposti sono origine di continue liti e cause legali. Le relazioni tra gli Stati

europei, una volta eliminato il sopruso di Bruxelles e Francoforte, potranno solo migliorare,

su una base di uguaglianza, dignità e libertà.

4.

Riprenderemmo la vecchia moneta?

Avrà ancora lo stesso valore del

2001?

No,

in

impedirebbe di mantenerne il nome. Quanto al valore, la cosa più

teoria potremmo chiamare la nuova moneta come preferiamo

perché tanto sarà una cosa diversa dalla vecchia, ma nulla ci

comoda sarebbe convertirla 1 a 1 con l’Euro, perché così non ci sarebbero problemi per

fare i conti, come invece ci furono quando si passò all’Euro e vennero decisi quei rapporti

confusi per la nuova moneta. Attenzione, la conversione non indica il “cambio” e può essere

decisa come preferiamo: 1 a 1 è semplice, ma se si volesse si potrebbe fare anche

10 a 1, 5.000 a 1 o 1.234 a 1. Poi, dopo la conversione, il valore della nuova moneta nei

confronti delle altre lo deciderà il mercato, ma per noi, a quel punto, il cambio non sarà

invasivo per la vita di tutti i giorni, come oggi non lo è più di tanto per un normale cittadino

il sapere quanto valga l’Euro nei confronti del Dollaro, della Sterlina o delle altre valute

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 12 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

mondiali. Quindi, in sostanza, se avevamo uno stipendio di 1.000 euro, esso diventerà

di 1.000 fiorini (o scudi o lire), un bicchiere di vino al ristorante invece di costare 4 euro

costerà 4 fiorini e, se pagavamo 300 Euro di mutuo al mese, pagheremo 300 fiorini.

5.

Se convertiamo 1 a 1 un euro con la

nuova moneta non è che allora non

cambierà niente?

Cambia moltissimo, invece, perché se dopo la conversione la nostra moneta troverà

il proprio valore di mercato corretto nei confronti di altre monete, i nostri prodotti

diventeranno più convenienti per un cliente estero, costerà di meno per gli stranieri

fare vacanze da noi, e diventerà più appetibile realizzare prodotti in Italia invece di delocalizzare

la produzione fuori dall’area Euro. Certo, costerà di più fare viaggi in Germania e i

prodotti esteri realizzati in Paesi a moneta forte diventeranno più cari (anche se, di solito,

dopo una svalutazione le imprese estere, pur di non perdere clienti, mantengono i prezzi

invariati). Sarà, però, più facile trovare lavoro e l’economia ripartirà. Meglio un portafoglio

pieno di monete di giusto valore che uno vuoto nella vana attesa di monete sopravvalutate.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 13 ]

6.

Ci sarà l’inflazione? Dovremo far la

spesa con la carriola di banconote che

valgono come carta straccia?

Assolutamente no, l’inflazione non è la svalutazione: in nessuno dei recenti

casi di svalutazione in Paesi evoluti è seguita l’iperinflazione. Lo Yen giapponese,

per esempio, si è svalutato fortemente nel 2012 nei confronti

dell’Euro e del Dollaro, ma non si è vista inflazione, così come non si è vista nel

Regno Unito o in Svezia quando svalutarono moltissimo nel 2008 e, neppure

nella stessa Italia, quando nel 1992 uscì dal Sistema Monetario Europeo con il

valore della Lira che calò bruscamente. L’inflazione, addirittura, si ridusse leggermente.

Lo stesso Euro si è svalutato fortemente nei confronti del Dollaro gli anni

scorsi, eppure non vi è stata traccia di inflazione.

Dopo il referendum sulla Brexit la Sterlina si è svalutata fortemente, i

dati economici sono migliorati ulteriormente e, nonostante la propaganda continuasse

a suggerire aumenti dei generi di prima necessità, la realtà è stata un’inflazione

inferiore all’1%, quindi meno di quell’obiettivo del 2% presentato come

“salutare” dalla stessa Unione Europea. In ogni caso, nessun Paese produttore/

trasformatore come quelli europei deve preoccuparsi di un’eccessiva svalutazione:

se la nuova moneta dovesse calare troppo, i suoi prodotti diventerebbero

così convenienti da invadere i mercati. Saranno gli stessi concorrenti a “sostenere”

il prezzo della nuova moneta per evitare di rendere troppo competitiva

l’industria dello Stato che sta svalutando. Ricordiamolo perché la differenza è

sostanziale: c’è inflazione quando i prezzi salgono ma, a meno di casi particolari

tipo gli shock petroliferi degli anni ’70 o le crisi dei Paesi in via di sviluppo, se i

prezzi salgono vuol dire che la gente ha i soldi per comprare cose. Viceversa, se

i prezzi rimangono stabili e gli stipendi scendono, come sta succedendo ora, per

un cittadino è come se i prezzi salissero ma con l’aggiunta di una situazione di

disoccupazione drammatica. La svalutazione misura semplicemente una discesa

del cambio della nostra moneta contro altre valute. Le due cose (inflazione e

svalutazione) non coincidono mai.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 14 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

7.

I miei risparmi si dimezzerebbero?

Diventerò più povero per colpa della

svalutazione?

Ovvio che no. Non si può fare un discorso generale, perché ognuno ha risparmi

investiti in modo diverso, però basti pensare alle tipiche forme di risparmio di cui

parliamo qui di seguito.

a) La casa

La casa è un bene reale, quindi non si “svaluta” cambiando moneta. Se noi domani

adottassimo una qualsiasi moneta scelta a caso fra mille, la casa sarebbe sempre

quella e il suo valore verrebbe semplicemente definito con una nuova unità di misura. È da

escludersi quindi che la casa “perda un pezzo” o che venga qualcuno a tirare su un muro

nel salotto per dimezzarla. C’è, anzi, da pensare che un’economia in ripresa possa far

ripartire il mercato ed aumentare il valore dei nostri appartamenti. Può essere che inizialmente

anche il prezzo delle case in zone non “internazionali” cali se rapportato ad un’altra

valuta, ma ciò potrebbe (eventualmente) danneggiare solo, ad esempio, un cittadino italiano

che volesse vendere la propria casa in Italia per acquistarne una in Germania. È invece

ovviamente assurdo pensare che la casa “si dimezzi” in rapporto al mercato domestico.

Frasi tipo: “il valore di una casa di 100mq si dimezzerà e con il ricavato della vendita si

potrà a malapena comperare una casa di 50mq” sono una palese sciocchezza perché, se

anche per caso scendesse il valore della nostra casa, scenderebbe anche il valore delle

altre case e in termini relativi non cambierebbe nulla. Vendendo una casa di 100mq si

potrà ancora comperare un’altra casa di 100mq. In ogni caso una ripresa dell’economia

anche dopo una svalutazione porta sempre benefici al valore degli immobili

b) Gli investimenti in titoli e fondi

I titoli possono essere azionari e obbligazionari, domestici ed esteri, spesso acquistati

per mezzo di fondi di investimento o di gestioni patrimoniali. Le azioni, come la

casa, sono beni reali e quindi non si svalutano: se ho 10 azioni di una società, che rappresentano

il 10% di quella società, ciò non cambia qualsiasi sia la moneta si scelga di

usare. Dobbiamo pensare alle azioni come a delle quote di possesso: l’industria di cui si

possiede una quota rimane uguale indipendentemente dal cambio di moneta in circolazione.

Anzi, è probabile che le azioni di società industriali possano apprezzarsi perché una

moneta corretta le renderebbe più competitive. Le obbligazioni e i titoli di Stato, invece ,

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 15 ]

rappresentano un credito in denaro e quindi la moneta in cui sono denominati è importante.

Le obbligazioni estere non verranno toccate e rimarranno come sono perché il debitore

è straniero. Pertanto, se noi cambiamo moneta non necessariamente lo farà anche lui, per

chi le detiene potrebbero addirittura rappresentare una rivalutazione verso la nuova moneta.

Stesso discorso per i fondi di investimento internazionali che, inoltre, essendo di solito

molto diversificati, avrebbero impatti minimi. Titoli di Stato e obbligazioni domestiche, invece,

verranno convertiti nella nuova valuta ma non necessariamente perderanno potere

d’acquisto, perché, come abbiamo ricordato prima, svalutazione non vuol dire inflazione

e anche il prezzo, una volta rimossa l’incertezza di una banca centrale che non garantisce

pienamente i titoli, potrebbe beneficiarne. Chi temesse in ogni caso l’arrivo dell’inflazione

può liberamente tutelarsi con l’acquisto di titoli ad essa indicizzati.

c) Oro e oggetti di valore

Anche in questo caso si tratta di beni reali per i quali è del tutto indifferente quale

sia la valuta nazionale. Una moneta d’oro ha lo stesso valore in tutto il mondo.

La verità è che è proprio con l’Euro che i risparmi stanno andando in fumo perché i valori

e i prezzi crollano a causa della depressione, perché aggrediti da continui aumenti di tasse

imposte dall’Europa e, ora, sotto la nuova minaccia del bail-in bancario.

Dopo aver impiegato centinaia di miliardi per salvare le proprie banche, la Germania (con

l’assenso di europarlamentari e governi di molti Stati, complici o ignoranti) ha imposto

che, d’ora in avanti, in caso di difficoltà per una banca debbano pagare i creditori: in apparenza

sembrerebbe un argomento ragionevole, se non fosse che i “creditori” in questo

caso sono i normali cittadini risparmiatori, che potrebbero vedersi espropriati dei propri

beni investiti in normalissime obbligazioni bancarie o, addirittura, dei soldi depositati nei

conti correnti. In sostanza si pareggiano le perdite della banca prelevando dai risparmi.

Come si è visto dai primi esperimenti della nuova regola sul modello Banca Etruria (decisi

in modo totalmente incurante dei disastri passati seguiti al fallimento di Lehman Brothers

e Washington Mutual) un sistema di questo tipo getta nel panico i risparmiatori che non

hanno modo di sapere se la loro banca sia sicura o meno e rischia di far partire una vera

e propria fuga dai titoli finanziari e dai depositi. Il risultato è in ogni caso distruttivo per i

risparmi che rischiano di essere espropriati dal bail-in o decimati dal crollo dei valori dei

titoli causato dal panico.

Un sistema ragionevole dovrebbe prevedere la totale garanzia per i risparmi non

speculativi, prestata dalla banca centrale che ha il compito e i poteri di vigilanza, prevedendo

al contempo pene severissime per i banchieri colpevoli di aver dolosamente dilapidato

denaro.

L’Euro ha espropriato gli Stati del controllo sulla moneta e quindi ha messo a

rischio i risparmi di centinaia di milioni di cittadini.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 16 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

Quando in Europa c’erano le monete nazionali, anche negli anni di forte inflazione, come

ad esempio gli anni ‘80, il tasso di risparmio era fra i primi al mondo. I record della borsa si

sono avuti nel 2001. Da quando c’è l’Euro la Borsa è ancora più un azzardo con volatilità

estreme. I prezzi delle case, che in molti Stati periferici erano illusoriamente saliti nei primi

anni della moneta unica, ormai scendono da anni. Persino i titoli di Stato sono diventati

meno sicuri e chi ha provato a venderli nei giorni in cui lo spread era ai massimi ha avuto

amare sorprese. Neppure il conto corrente bancario è più fonte di sicurezza perché si è

passati da un sistema in cui la Banca Centrale garantiva i risparmi dei cittadini ad uno in

cui i cittadini garantiscono con i propri risparmi la Banca Centrale. Ne vale la pena?

8.

Magari avessi risparmi! Ho un mutuo

e il conto in rosso. Le rate saliranno?

la stragrande maggioranza dei mutui sono a tasso fisso (e quindi non

cambiano) o a tasso variabile legato al tasso Euribor, che è una media eu-

No, ropea. In tutti e due i casi un cambio di moneta da parte di uno Stato non

avrebbe effetto, anzi, dato che anche il mutuo verrà convertito in nuova moneta come tutti

i contratti domestici, qualora dovesse verificarsi una moderata inflazione (cosa comunque

per nulla scontata, come si diceva prima), per chi ha un mutuo sarebbe molto conveniente

perché la quota residua da pagare varrebbe progressivamente sempre di meno.

9.

E le materie prime? E la benzina?

Dicono che se svalutiamo costeranno

una fortuna, è vero?

innanzitutto noi non usiamo mai “materie prime” e anche la benzina non è

petrolio greggio. Tutti i beni che consumiamo sono trasformati industrial-

No, mente e la maggior parte dei costi dei prodotti è data proprio da queste

trasformazioni e trasporti mentre il valore della “materia prima” è di solito minimo. È paradossale

che si faccia terrorismo su petrolio e materie prime ancora adesso quando i prezzi

di questi beni sono ai minimi di sempre. I prezzi delle materie prime oscillano normalmente

tantissimo, di solito con percentuali molto superiori a quella che sarebbe una svalutazione

pur forte, eppure non ce ne accorgiamo assolutamente. Pensiamo al petrolio: la quotazione

al barile è passata in breve tempo da oltre cento dollari a meno di 30. Una svalutazione

del 10% oggi porterebbe ad un’oscillazione del prezzo di acquisto di tre dollari a fronte di

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 17 ]

un movimento “naturale” di più di 70. Delle conseguenze dei prezzi se ne accorgono eccome,

invece, proprio i Paesi che hanno basato la loro economia solo sulle materie prime:

in caso di discesa dei prezzi sui mercati internazionali possono aversi crisi fortissime e non

facilmente sanabili nemmeno con forti svalutazioni.

La differenza fra uno Stato che realizza “prodotti” rispetto a uno che si basa sulle

materie prime è che mentre per il primo, in caso di difficoltà, la moneta ha, come detto prima,

una funzione equilibratrice, per il secondo non c’è modo di contrastare un eventuale

crollo del prezzo delle materie prime da cui dipende dato che, essendo le risorse minerali

prezzate in dollari, esse non risentono della svalutazione. La discesa del prezzo del petrolio

nel 2015 ha dimostrato proprio questo: mentre il prezzo dei prodotti finiti per noi non si

è certo dimezzato, i Paesi esportatori di petrolio come Russia, Venezuela e, persino Arabia

Saudita, hanno dovuto fare i conti con un crollo dei loro introiti.

La verità è che gli stati Europei sono Paesi trasformatori: importano materie

prime e/o energia ed esportano prodotti finiti. È il caso perfetto in cui il cambio flessibile

ha massimo impatto. Immaginiamo che nella realizzazione di un prodotto in un Paese

europeo il peso di energia e materie prime sia addirittura del 50% (difficilmente accade).

Supponiamo che la moneta di quello Stato svaluti del 20%. Ebbene, se fatto 100 euro il

costo di un prodotto, le materie prime e l’energia costassero il 20% in più, invece di 50

costerebbero 60 e quindi il prodotto complessivamente ora costerebbe 110. Per i mercati

esteri tuttavia questo prodotto costerebbe il 20% in meno perché 110 è il costo nella moneta

locale che si è svalutata del 20%, quindi il prodotto sui mercati esteri costerebbe 88

euro, diventando molto più competitivo, persino nel caso abbastanza estremo di un costo

delle materie prime pari alla metà del totale.

10.

Non è che l’Euro non c’entra nulla

e la colpa è di corruzione, casta e

evasione?

Le

cose che non vanno in Europa sono sicuramente tante, ma non tutte, per

odiose che possano essere, sono cause della crisi. Evasione, casta politica

inefficiente e corruzione ci sono sempre state anche quando le cose andavano

bene e affliggono Paesi che pure sono in forte crescita economica: assurdo pensare

che, per esempio, in Cina, Corea o India siano tutti dei santi. In particolar modo è ingenuo

sperare in scorciatoie, come fanno quelli che lasciano intendere che senza la corruzione

ci sarebbero decine di miliardi di PIL in più o, senza l’evasione, ce ne sarebbero centinaia:

semplicemente saremmo in un mondo più giusto, ma non ci sarebbe un centesimo in più

di gettito. Il perché è semplice: molti Stati europei, in particolare Francia e Italia, già incas-

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 18 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

sano con le tasse più di qualsiasi altro Stato al mondo in rapporto a quanto producono

(forse solo qualche piccolo Stato assistenziale nordico tassa di più i propri cittadini, a

fronte di servizi ottimi, ma nessuno dei grandi Stati) e sono al limite teorico dell’imposizione.

Non a caso i recenti aumenti di IVA in Italia hanno portato un calo del gettito. Se con

una bacchetta magica l’evasione scomparisse, con le attuali aliquote moltissime attività

chiuderebbero, annullando l’effetto della “magìa”.

L’unica cosa che si potrebbe fare è cercare di far pagare a tutti le tasse abbassando in

parallelo le aliquote: si avrebbe così una distribuzione più equa ma non ci sarebbe gettito

aggiuntivo.

Corruzione e altre nefandezze sono reati e, come tali, vanno perseguiti

ma allo stesso modo in cui vanno perseguiti i furti e gli omicidi: di certo

non sono le cause della crisi.

11.

Non può essere che la colpa sia della

spesa pubblica improduttiva?

Che gli Stati spesso spendano male le loro risorse è cosa nota, tuttavia se una spesa

è interna difficilmente diventa “improduttiva”: se anche si pagasse uno per non

fare nulla, costui alla fine con i soldi dello stipendio comprerebbe cibo, vestiti e altri

beni da produttivi lavoratori privati. Chi ha un negozio o una fabbrica non sa da dove vengono

i soldi dei clienti che gli comprano la merce, per loro la differenza è avere clienti o no.

Sarebbe molto meglio evitare questo passaggio e lasciare direttamente nelle tasche di chi

lavora i soldi o, quanto meno, spendere in modo assennato, tuttavia il semplice taglio della

spesa non compensato non aiuterà nessuno a vendere più prodotti e quindi a rimettere

in moto l’economia. La Francia, ad esempio, spende più della media ma, se si è in recessione,

tagliare la spesa e alzare le tasse è un sistema certo per far andare peggio le cose.

Pensare che le cose possano andare diversamente è assurdo: sarebbe come

pensare che una famiglia spenda di più se si riduce lo stipendio del capofamiglia. La

spesa pubblica va tagliata e le tasse vanno alzate quando si sta crescendo. L’America è

uscita dalla crisi facendo così: ha tagliato le tasse, ha aumentato la spesa pubblica e ha

fatto “stampare” denaro alla sua Banca Centrale. Solo in un secondo momento, una volta

“rimesso in moto il motore”, ha potuto procedere tagliando di nuovo la spesa. Stando

nell’Euro e con le regole europee non possiamo fare nessuna di queste cose e, per di più,

ci ritroviamo fuori mercato a causa della moneta sopravvalutata. Per noi, e soprattutto per

l’industria dei principali distretti produttivi, è come pensare di vincere una gara di corsa

con le gambe legate.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 19 ]

12.

La Germania va meglio perché è più

efficiente, mentre il resto d’Europa è

corrotto e pigro. È così?

Nessuno è titolato a dare lezioni di efficienza. L’impresa italiana (in particolare del

Nord, ma non solo) e le produzioni di eccellenza francesi sono sempre state un

modello per il mondo e, finché c’era la possibilità di competere ad armi pari, i lavoratori

hanno sempre fatto ogni tipo di orario e di turno battendo sistematicamente la concorrenza.

In compenso la società riconosciuta colpevole del più grande caso di corruzione

internazionale della storia è tedesca. La verità è semplicemente che la Germania ha una

moneta sottovalutata e, quindi, i suoi prodotti costano meno di quanto costerebbero in

Marchi, mentre noi abbiamo una moneta sopravvalutata e, quindi, i nostri prodotti costano

di più di quanto che costerebbero se avessimo la nostra moneta. Se un’impresa ha un

vantaggio vende di più e può permettersi di fare ricerca e innovazione, realizzando prodotti

più belli e solidi che vendono ancora di più. Se un’impresa è in svantaggio competitivo,

invece, deve tagliare i costi e risparmiare sui materiali, così che i suoi prodotti diventano di

minore qualità e vendono ancora di meno. Non dimentichiamo poi che le regole che l’Europa

fissa per fare impresa sono estremamente complesse e fatte su misura per imprese

di grandi dimensioni: per l’impresa medio-piccola italiana, ad esempio, gli obblighi sono

intollerabili e costosissimi da gestire.

Anche Stati con economie molto simili alla Germania, e che quindi non sarebbero

interessati da svalutazione ritornando alla propria moneta nazionale, sono a rischio

perché gli shock possibili sono molteplici e, senza possibilità di aggiustamento. Chiunque

è a rischio, basta vedere cosa accade alla Finlandia, in recessione cronica con l’Euro,

mentre la Svezia, andata in crisi nel 2008, ha potuto rimettersi subito in piedi grazie al

cambio flessibile della Corona svedese.

Gli aiuti di Stato poi sono sempre stati proibiti per noi e consentiti alla Germania: Berlino ha

salvato le sue banche con 300 miliardi di euro, mentre agli altri viene imposta l’esecuzione

dei risparmiatori. I tedeschi fanno i propri interessi e il loro punto di vista è comprensibile:

siamo noi che dobbiamo cominciare a fare i nostri!

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 20 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

13.

È vero che il debito pubblico è la causa

della crisi?

Tutti i Paesi che sono andati in difficoltà per primi, come l’Irlanda e la Spagna, non

avevano alcun problema di debito pubblico.

SPAIN GOVERNMENT DEBT TO GDP

Percentage of the GDP (Debito governativo della Spagna, percentuale rispetto al PIL)

60

59.3

60

55

55.5

55

50

45

52.5

48.7

46.2

50

45

40

43

39.6

40

35

2000

2002 2004 2006

35

In compenso, il Giappone che ha un debito pubblico più che doppio rispetto alla media

europea non è in crisi come noi, ha tassi negativi sul proprio debito e può permettersi

politiche di sviluppo aggressive. Anche la Germania ha un pesante debito pubblico, anzi,

sin dall’esordio della moneta unica la Germania lo aumentava infrangendo i trattati che la

obbligavano a mantenere il debito al di sotto di una certa soglia. Non dimentichiamo poi che

la Germania può “nascondere” molto del suo debito in una banca pubblica che si chiama

KFW: se si contasse anche quello non ci sarebbe una grande differenza tra il debito tedesco

e quello dei Paesi più indebitati e, in ogni caso, è superiore in valore assoluto.

Spesso facciamo l’errore di demonizzare il debito pubblico dimenticando che a

fronte di un debito c’è sempre un credito e il debito rappresenta il risparmio dei cittadini.

Se uno Stato ha un debito espresso nella propria moneta ed ha sovranità monetaria non

potrà mai non onorarlo, perché potrà sempre “stampare” il denaro necessario alla restituzione

del debito. Si pensi per esempio al “Quantitative Easing”: la BCE ha stampato sinora

1.100 miliardi per acquistare sul mercato titoli di Stato dell’Eurozona, questa cifra è

già entrata nell’economia senza provocare alcun aumento dell’inflazione. Ebbene, sarebbe

possibile per la BCE semplicemente cancellare il debito acquistato e non vi sarebbe alcuna

conseguenza: il debito sparirebbe nel nulla nello stesso modo in cui dal nulla è stato creato

il denaro per acquistarlo. Un titolo di Stato è come se fosse una banconota con un tasso

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 21 ]

di interesse: se i tassi sono zero non vi è differenza pratica fra le due cose e, infatti, il debito

può essere sostituito da denaro creato dalla BCE senza effetti pratici nell’economia. La Lega

ha presentato un atto al Parlamento Europeo proprio per domandare la cancellazione del

debito riacquistato dalla BCE sul mercato (ovviamente non quello ancora detenuto dagli

investitori) in modo da rendere palese a tutti il fatto che il debito pubblico non è un problema.

14.

Se in molti Stati la crisi è scoppiata

per lo spread evidentemente il debito

pubblico è importante. Non è così?

IN (questa volta privato). Lo spread dei Paesi periferici è esploso non certo per i

realtà eravamo in crisi già da prima, ma non ce ne accorgevamo perché la

debolezza delle nostre imprese era camuffata dall’afflusso di denaro a debito

livelli di debito, l’inizio del “domino” è stata la decisione di Sarkozy-Merkel di far “fallire” la

Grecia abbattendo il valore dei suoi titoli di Stato in mano ai risparmiatori. A quel punto tutti

gli investitori mondiali hanno cominciato a vendere i titoli irlandesi, poi quelli portoghesi,

poi quelli italiani e spagnoli semplicemente perché pensavano che avrebbero fatto la fine

dei titoli greci. Anche lo spread sui titoli francesi e finlandesi aveva cominciato a salire

mentre l’Inghilterra, grazie al fatto che aveva una Banca Centrale che garantiva il debito

ricomprandoselo, non ha mai avuto problemi di spread. Gli interventi di Monti e degli altri

governanti imposti da Bruxelles hanno poi peggiorato le cose: lo spread è sceso solo a

seguito delle azioni della Banca Centrale Europea che, seppur con gravissimo ritardo, ha

annunciato la propria intenzione di garantire il debito.

15.

Quindi se la BCE garantisse il debito

e gli spread si azzerassero saremmo a

posto?

Purtroppo no: il “quantitative easing” della BCE funge in pratica da pseudo-garanzia

per i titoli di Stato, che infatti hanno rendimenti addirittura negativi, ma gli effetti

di una moneta troppo forte rispetto a quello che sarebbe giusto permangono.

Ciò significa che, se i cittadini di uno Stato che normalmente avrebbe un valore corretto

della propria moneta inferiore a quello dell’Euro, invece di essere strozzati, tornassero a

spendere, comprerebbero in maggioranza prodotti esteri e la differenza fra importazioni e

esportazioni dovrebbe essere finanziata da ulteriore debito. In pratica si indebolirebbero

ancora di più e, se in futuro la BCE dovesse cambiare idea, sarebbero in ginocchio.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 22 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

16.

Neppure la Grecia e l’Irlanda vogliono

abbandonare l’Euro, perché noi sì?

Grecia e Irlanda hanno ricevuto cifre elevatissime sotto forma di prestiti in pratica a

fondo perduto, pagati anche da noi. Si è trattato di una specie di “risarcimento”

per evitare che il sistema andasse in pezzi. Se la Grecia fosse uscita dall’Euro

prima di ricevere gli aiuti avrebbe avuto solo il danno e non il risarcimento. Stati importanti

come l’Italia, la Francia o l’Austria invece pagano e basta e non ricevono nulla da nessuno.

Anche se il bilancio dell’Unione Europea è piccolo, le cifre pagate da molti Stati per

parteciparvi sono ingenti: negli ultimi 15 anni solo sommando le quote pagate da Italia e

Francia, al netto dei fondi ricevuti, si totalizzano quasi 200 miliardi. Non solo, la mutualizzazione

dei crediti verso i Paesi dell’Europa periferica è stata per molti un vero furto: l’Italia,

ad esempio, aveva solo circa il 3% dei crediti totali verso Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo

ma è stata chiamata a “salvare” questi Stati (in realtà abbiamo salvato soltanto i loro

creditori) con una quota pari al 20% perché l’Europa ha trovato conveniente mettere tutto

“sul conto del condominio”. Le risorse comuni impegnate per i “salvataggi” europei che

nulla hanno risolto sono state superiori ai 300 miliardi di Euro. Senza buttare questi soldi

(che probabilmente non verranno mai restituiti) quante cose si sarebbero potute realizzare

per il lavoro, l’istruzione e la sanità?

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 23 ]

17.

Perché l’Euro danneggia in

particolare le regioni industriali degli

Stati che avrebbero una moneta più

debole?

Con le valute nazionali le regioni industriali o in generale più avanzate (Catalogna,

Nord Italia, Rhône-Alpes, Provenza) di Stati mediamente più deboli avevano una

situazione bilanciata perché, a fronte di maggiori contribuzioni al bilancio generale,

potevano essere “aiutate” da una moneta più vantaggiosa. Consideriamo per esempio

il caso dell’Italia del Nord: qui l’industria ha sempre avuto un grande vantaggio dalla Lira

perché si trattava di una moneta sottovalutata rispetto alla forza economica e industriale

dele regioni settentrionali. In pratica il Nord Italia con la Lira era nella stessa posizione di

vantaggio che la Germania ha adesso con l’Euro.

Per semplicità diciamo che la forza economica del Nord era “dieci” mentre quella

del Sud era “due”. Una stessa moneta che valeva per queste due aree così diverse era

una media tra i valori che avrebbero avuto una moneta del Nord (10) e una moneta del

Sud (2). La Lira valeva quindi “sei”. Questo valore era troppo alto per il Sud che, quindi,

si deindustrializzava, mentre era molto basso per il Nord che, quindi, poteva esportare

molto facilmente i propri prodotti. Le industrie del Nord, grazie alla Lira, si presentavano

sui mercati internazionali con un “listino prezzi” scontato, i prodotti venivano acquistati da

tutti e la disoccupazione non esisteva. Il “costo” di questo vantaggio per il Nord era quello

di compensare il Sud (che non poteva competere) con forti trasferimenti fiscali. Con l’Euro

questo vantaggio è sparito, le imprese chiudono o spostano la produzione in Paesi più

convenienti ma le tasse e i trasferimenti fiscali sono rimasti perché, se per il Sud la Lira era

troppo cara, figuriamoci l’Euro.

La Germania in questo momento è come era il Nord Italia con la Lira, con la

differenza che non trasferisce nulla alle altre regioni, ossia agli altri Paesi europei, che si

stanno velocemente “meridionalizzando”. I trasferimenti fiscali non sono mai la soluzione

giusta: sebbene quelli interni degli Stati sovranazionali fornissero un equilibrio, essi non

possono certo essere presi come modello, dato che l’esperienza dimostra che gli squilibri

in questo modo si perpetuano anziché ridursi.

Per questo motivo, una volta riconquistata la sovranità monetaria, nulla impedisce di cogliere

la lezione dell’esperimento fallito dell’Euro per provare strade opposte, con monete

legate ad aree valutarie omogenee, anche se ciò dovesse significare due monete in uno

stesso Stato. In questo modo le regioni più povere diventerebbero competitive e non ci

sarebbe più bisogno di forti trasferimenti fiscali.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 24 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

18.

C’è relazione fra l’Euro

e l’invasione di immigrati?

Certo che c’è: il sistema dell’Eurozona ha come unico meccanismo di bilanciamento

degli squilibri di competitività la compressione del costo del lavoro, e l’importazione

di forza lavoro a basso costo è uno degli strumenti più brutali e efficaci di

compressione salariale.

Provate a pensarci: se un determinato prodotto viene realizzato da qualche parte

nel mondo ad un prezzo inferiore a quello in cui viene prodotto in uno Stato X, ecco che le

esportazioni di quello Stato diminuiscono, quindi vi è meno richiesta della sua moneta. La

richiesta inferiore fa scendere il prezzo della moneta di quello Stato verso la moneta dello

Stato più competitivo e quindi il “listino prezzi” dei prodotti dello Stato X scende, ripristinando

la parità e mantenendo conveniente la produzione domestica. Con l’Euro questo aggiustamento

è impossibile e quindi l’unico modo di recuperare competitività è quello di abbassare

i salari. Ovviamente non è facile convincere un lavoratore ad essere pagato di meno,

perciò, prima di riuscirci, i Paesi dell’Europa meridionale - e sempre più anche la Francia -,

sono costretti a sopportare altissimi livelli di disoccupazione. Il crollo della domanda interna

e il livello non ottimale delle esportazioni fa chiudere e delocalizzare molte fabbriche costrin-

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 25 ]

gendo milioni di lavoratori alla disoccupazione e quindi ad accettare, per disperazione, bassi

salari. La Germania, invece, avvantaggiata dalla moneta più debole, aveva una situazione di

piena occupazione, così rischiava di trovarsi dalla parte opposta di questa situazione, vale a

dire con la necessità di aumentare i salari data la forte richiesta di lavoro. Per evitare anche

questo minimo aggiustamento la Signora Merkel ha sempre incoraggiato progetti di immigrazione,

così da contenere i salari aumentando l’offerta di forza lavoro. Molte forze politiche

in tutta Europa hanno assecondato questo progetto destabilizzante convinti di poterne trarre

gli stessi vantaggi. Il risultato è stato il via libera ad una vera invasione, nata quindi da un

invito più o meno esplicito da parte dell’Europa a maree di disperati attirati qui dal miraggio

del lavoro e della ricchezza. Purtroppo quello che inizialmente sembra un vantaggio per lo

Stato più forte si rivela disastroso per tutti gli altri, e alla fine lo sarà per tutti. Se la Germania

dice: “Accettiamo un milione di immigrati all’anno e li faremo lavorare nelle nostre industrie”

non può pensare che dal mondo ne partirà solo il numero richiesto. Si metteranno in marcia

diversi milioni di persone che finiranno in Stati in cui il lavoro non c’è perché, come abbiamo

detto prima, a causa dell’Euro vi è un livello troppo alto di disoccupazione. Un immigrato che

arriva dove c’è disoccupazione può fare tre cose:

A)

Si sostituisce al lavoratore locale accettando una paga inferiore e costringendolo

alla disoccupazione o, a sua volta, ad emigrare. In questo

modo si realizza una sostituzione della popolazione distruttiva per il

tessuto sociale.

B)

Non trova lavoro e quindi per mantenersi deve essere sussidiato

con denaro pubblico, provocando quindi un aumento generalizzato

delle tasse necessarie per pagare cibo, casa e servizi a un

numero sempre maggiore di immigrati inattivi. Le tasse più alte

rendono il Paese meno competitivo e la situazione peggiora.

C)

Delinque. In questo caso la tassa per il mantenimento dell’immigrato

viene concentrata sulle vittime dei furti di questi disperati che, venendo

derubati, forniscono il denaro necessario al loro sostentamento.

In nessun caso vi è quindi un aspetto positivo di un flusso migratorio

incontrollato in uno Stato con già un’elevata disoccupazione.

Si capisce, quindi, perché, man mano che il flusso diventa ingestibile, gli Stati europei

stanno provando a chiudere le frontiere, realizzando così un sistema di dighe e tappi

all’interno del quale il flusso degli immigrati rimane intrappolato con forti rischi di rivolte e

disordini.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 26 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

Senza l’Euro gli Stati non avranno più bisogno di comprimere i salari ad ogni

costo e anche la Germania non sarà più tentata di “invitare” ancora i migranti per cercare

in ogni modo di svalutare il lavoro

I tecnocrati di Bruxelles sono certamente consci che ci sarebbero altre scelte

possibili ma volontariamente continuano ad insistere sul tema della svalutazione del lavoro.

Come detto prima, questo sistema però si traduce in una perdita fortissima del potere di acquisto

per chi lo subisce: una svalutazione fa perdere potere di acquisto (e non sempre) solo

nei confronti dei beni di importazione, il taglio dello stipendio lo fa perdere nei confronti di

ogni spesa, anche quelle che non c’entrano nulla con l’importazione, come il parrucchiere,

i vestiti, la pizza e la bolletta del telefono. Non solo, se ho dei debiti (ad esempio un mutuo)

con il cambio di moneta e la svalutazione non mi accadrà nulla di male, mentre se subisco

il taglio dello stipendio la rata rimarrà la stessa diventando in proporzione più pesante rispetto

ai miei guadagni. Infine va considerato che anche nel caso in cui io sia un lavoratore

autonomo, se tutti i lavoratori dipendenti si impoveriscono perché i loro stipendi vengono

tagliati, anche i miei guadagni si ridurranno perché avrò meno clienti per i miei prodotti o i

miei servizi.

È ciò che sta accadendo ora. “Quelli che comandano” (la famosa Troika: Commissione

Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale – nessuno

di essi eletto dai cittadini) stanno quindi imponendo una ricetta dolorosissima e piena di

controindicazioni gravissime. Ovviamente ci sono poi fortissimi interessi in gioco. Si pensi

per esempio a chi ha puntato sulla delocalizzazione o alle imprese che si sono specializzate

nell’importazione di prodotti fabbricati all’estero realizzando finora grandi profitti. Questi

soggetti si opporranno fortemente al recupero della competitività produttiva domestica

degli Stati dell’Eurozona, è comprensibile, ma accontentare le loro pretese sarebbe come

voler rimanere ammalati per compiacere il farmacista, che così può guadagnare di più.

19.

Se calassero anche i prezzi insieme

agli stipendi non sarebbe una

soluzione?

I

prezzi non si adeguano mai velocemente verso il basso e, come si diceva, i debiti

rimangono grandi come prima e quindi, in proporzione, più pesanti (il creditore è in

teoria avvantaggiato, ma se il debitore fallisce non è una buona notizia per chi gli ha

prestato denaro). Non solo: se si va stabilmente in deflazione, cioè in un periodo in cui i

prezzi delle cose scendono, i consumatori cercheranno di ridurre il più possibile le spese

attendendo i cali dei prezzi, ma così facendo i consumi calano ancora di più, aumentando

la recessione.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 27 ]

20.

Il problema è che adesso c’è la Cina.

Non possiamo competere con chi paga

i lavoratori un euro all’ora/mese/anno.

È vero?

A

parte che la Cina c’è sempre stata e che da sempre abbiamo convissuto con

oggetti a basso prezzo “made in Hong Kong” o simili. Tuttavia, numeri alla mano,

il principale esportatore interno dell’Eurozona è la Germania, non la Cina. Nella

maggior parte dei casi il diretto concorrente di un’industria europea è Berlino, non Pechino.

Conoscete qualcuno che nel commercio si metta ad eseguire quello che il suo concorrente

gli dice di fare? Poi non stupiamoci dei risultati. In ogni caso è paradossale che

chi denuncia l’eccessivo costo dei nostri prodotti sia poi favorevole all’Euro, che aggrava

questa differenza.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 28 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 29 ]

21.

Il costo del lavoro è solo una parte del

problema ma noi non abbiamo fatto

ricerca, innovazione, infrastrutture,

riforme ecc. È così?

Primo: non è vero. Le infrastrutture ci sono, e i dati sugli investimenti indicano che la

Germania ha fatto molto poco rispetto ad altri Stati europei in questo senso; inoltre

basta visitare moltissime aziende pur collocate Stati in difficoltà per trovare dei

modelli di organizzazione e innovazione. Tuttavia, la questione è un’altra: qualsiasi siano i

motivi per i quali buona parte dell’industria Europea non tedesca si è trovata fuori mercato

(veri come: Germania che ha compresso i salari, eccessiva inflazione e rigore mentre altri

spendevano a debito per riformare il lavoro e sostenere banche e industrie ecc., oppure

falsi come: gli altri sono biondi, noi siamo lazzaroni, c’è la Cina ecc. ecc.) è stupido pensare

di rimetterci in pari “facendo lo stesso” dei nostri concorrenti. La distanza da colmare è

troppa, e poi i concorrenti reagirebbero, col vantaggio ulteriore di poter beneficiare di tassi

di finanziamento molto più bassi dei nostri.

È sempre bene prendere esempi da chi ha avuto successo ma prima di poter

giocare ad armi pari occorre riallineare il cambio in modo da trovarci sulla stessa linea dei

nostri concorrenti. È giusto che un atleta si alleni, ma non ci si allena bene a stomaco

vuoto e, anche se, nonostante tutto, si fosse volenterosi e allenati, non si può pensare di

correre i cento metri partendo cinquanta metri indietro. Allo stesso modo ci sono tante

riforme che sarebbe corretto fare, ma ogni riforma seria necessita di tempo e denaro. Con

l’Euro non l’avremo mai.

22.

Se svalutassimo poi non risolveremmo

i nostri problemi, che verrebbero

messi sotto il tappeto. È vero?

In realtà è vero il contrario: i nostri problemi e difetti si sono moltiplicati con l’Euro. Se una

moneta propria costringesse davvero uno Stato a riforme benefiche, oggi, dopo quasi

quindici anni di Euro, saremmo riformatissimi. L’”anestesia” dell’Euro e dell’Europa, invece,

agisce proprio nel senso di rendere meno importanti le scelte dei governi nazionali.

I mercati finanziari, attentissimi a quello che fanno i governi dei Paesi indipendenti, non

hanno mai mandato alcun segnale ai governi europei e ancora adesso lo spread si muove

seguendo le parole della BCE, non certo di Renzi o Hollande... La Spagna è rimasta senza

governo per un anno eppure, finché la BCE compra il debito, nessuno spread la soffoca.

Per questo motivo i governi non saranno mai incentivati a prendere decisioni giuste ma

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 30 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

semplicemente a cercare di compiacere gli “eurodetentori” del vero potere, anche se essi

sono (come abbiamo visto) avversari commerciali. Se chi era al volante in passato ha

guidato male, la soluzione non è quella di costruire una macchina senza sterzo, altrimenti

alla prima curva si finisce contro il muro. È proprio quello che è successo all’economia

dell’Eurozona: impedire ad un governo la necessaria flessibilità comporta come risultato

che, finché non ci sono problemi sembra che “la macchina” vada bene anche se si stanno

facendo le cose sbagliate, mentre non appena si incrocia un problema, il sistema si rompe

e ne fanno le spese i cittadini. In ogni caso, se uno teme che poi, “stando bene” non

risolveremmo i nostri problemi, non capisce (o non vuol capire) che “stare male” è proprio

il problema che deve essere risolto.

23.

Se facessimo le riforme e se

tagliassimo il cuneo fiscale forse

diventeremmo competitivi senza

bisogno di uscire dall’Euro. Può essere?

“Fare le riforme” non vuol dire nulla, ogni volta che si cambia una legge o un regolamento

si sta facendo una riforma: alcune portano miglioramenti, altre fanno peggio.

Le riforme sostanziali costano molti soldi che con i vincoli europei non ci potremmo

mai permettere (la Germania per le sue riforme del mercato del lavoro ha aumentato il suo

rapporto debito/PIL di 5 punti in periodo di crescita, noi ci siamo già impegnati a ridurlo

anche in periodo di recessione con il fiscal compact) senza contare che è da ingenui pensare

che potremmo raggiungere i risultati di chi è in vantaggio di dieci anni. Non solo, non

è detto che dobbiamo per forza voler diventare tedeschi o cinesi: dobbiamo essere liberi

di poter vivere a modo nostro in casa nostra.

Per lo stesso motivo, con il taglio del cuneo fiscale (che pure sarebbe cosa utile)

non si otterrà nulla di sostanziale: i Paesi che sono andati per primi in crisi sono stati

quelli (come l’Irlanda) dove il cuneo fiscale era minimo: per ottenere un taglio sostanziale

a favore della competitività occorrerebbe azzerarlo, ed è impossibile perché sparirebbero

gettito fiscale e contributi in un sistema dove la mancanza di denaro, anche momentanea,

nelle casse dello Stato non può essere finanziata “stampando denaro”. Chi ha sovranità

monetaria può permettersi politiche di stimolo dell’economia con forti detassazioni, nel

nostro caso tali politiche ci sono precluse. Il taglio del cuneo fiscale potrebbe essere solo

irrilevante e finanziato con altre misure recessive.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 31 ]

24.

Magari “battendo i pugni sul tavolo” ci

consentirebbero di spendere senza bisogno

di uscire dall’Euro. È possibile?

A

parte che non c’è nessun tavolo su cui battere i pugni (e se ci fosse stata la volontà

da parte dell’Europa di evitare questa situazione l’avremmo evitata), se anche

ci dicessero di dimenticarci gli impegni e di ridurre le tasse (impossibile), avremmo

sempre il problema della moneta troppo forte. È la stessa questione prima accennata

quando si diceva del perché una BCE che garantisca il debito non risolverebbe il problema

di fondo della moneta artificialmente forte.

25.

Ma non è una bella cosa avere una

moneta “forte”?

No! talmente pesante da non riuscire nemmeno ad alzarla. L’ideale sarebbe

È una bella cosa se è forte anche l’economia, ma, come detto prima, un’economia

debole con una moneta forte è come un guerriero con una spada

averla del giusto peso: più leggera si può fare e consente maggior agilità, troppo pesante

è un suicidio. La moneta troppo forte fa sì che i prodotti esteri risultino molto convenienti.

Sembra una bella cosa ma i prodotti esteri hanno una spiacevole caratteristica: sono fatti

all’estero! Quindi è ovvio che all’interno poi si creerà disoccupazione. Risultano convenienti

anche i viaggi all’estero e ovviamente ogni viaggio rappresenta denaro che se ne va ad

arricchire qualche altro Paese. Se potessimo spendere di più compreremmo prodotti esteri

invece di prodotti domestici e si aprirebbe la forbice fra le nostre importazioni e le esportazioni:

questa differenza deve essere pagata da qualcuno e dovremmo cercare denaro

facendo altro debito. Nel frattempo sempre più imprese chiuderebbero o delocalizzerebbero

e alla prossima crisi saremmo in ginocchio, molto peggio di quanto già non lo siamo oggi.

Immaginiamo se con la Polonia si decidesse di fare un’operazione simile a quella

che fece la Germania Ovest con la Germania Est: allora ci volevano 4 marchi dell’Est per

un marco dell’Ovest e si utilizzò invece il cambio 1 a 1, incenerendo la competitiva industria

dell’Est per buttarla interamente nelle mani delle grandi industrie dell’Ovest. Anche lo Złoty

polacco ha al momento un valore simile a quello del Marco della Germania Est: se si decidesse

di far entrare la Polonia nell’Euro cambiando lo Złoty 1 a 1, l’effetto sarebbe quello di

una rivalutazione del 300%; ciò significa che qualsiasi prodotto realizzato in Polonia diventerebbe

del tutto fuori mercato dalla sera alla mattina. Le esportazioni crollerebbero, tutte le

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 32 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

fabbriche chiuderebbero venendo trasferite altrove e il Paese cadrebbe in ginocchio nel giro

di pochi mesi

26.

In molti dicono che la soluzione

potrebbe essere “Più Europa”. È Vero?

Come dire ad un avvelenato che ci vuole “più veleno”! Chi dice che ci vorrebbe

un’Unione Europea ancora più stretta, che diventasse in tutto e per tutto equivalente

ad uno Stato unitario, fa finta di non vedere che la Germania non si sogna

neppure di cedere la propria sovranità per dissolvere lo Stato in un’unione senza avere

garanzie di poter mantenere l’ultima parola su tutto. Non hanno voluto farlo quando erano

in posizione di debolezza, non lo vorranno mai fare ora che sono in posizione di forza. In

uno Stato unitario le regioni ricche trasferiscono denaro alle regioni povere, e mai e poi mai

la Germania accetterebbe di trasferire i soldi delle tasse dei cittadini tedeschi a favore di

greci, italiani, spagnoli, irlandesi o portoghesi. Anche se poi lo volessero (e non vogliono)

dovremmo essere uniti a rifiutare con forza quest’ipotesi! Abbiamo visto con l’esempio del

Sud Italia che i trasferimenti di denaro non funzionano, non creano sviluppo, incentivano la

criminalità e la rassegnazione porta a ricercare un posto di lavoro sussidiato. L’estensione

di queste dinamiche a tutta l’Europa non tedesca è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno.

27.

Non sarebbe meglio decidere con un

referendum?

È

possibile, e anzi auspicabile, decidere con un referendum l’adesione all’Unione

Europea come ha fatto la Gran Bretagna, ma tale consultazione deve poter essere

fatta esattamente nelle stesse condizioni in cui gli inglesi l’hanno affrontata, vale

a dire su un piano di parità e senza costrizioni esterne, e ciò implica che prima si deve

lasciare l’Euro e riprendere il controllo del sistema bancario.

Chi, come il Movimento 5 Stelle, dice di volere un referendum mentre si è ancora

nell’Euro, in realtà, probabilmente non vuol cambiare nulla esattamente, come ha

fatto Tsipras in Grecia. Innanzitutto in Italia non è possibile fare un referendum sui trattati

internazionali. Inoltre, anche supponendo per assurdo di farlo comunque, una campagna

referendaria su una questione così complessa sarebbe viziata da ogni genere di terrori-

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 33 ]

smo mediatico, tale per cui le bugie sull’Euro, che già normalmente si vedono sui media,

si moltiplicherebbero, con l’aggravante che i poteri finanziari europei non esiterebbero a

lanciare fortissimi attacchi speculativi contro il nostro debito. Ai cittadini verrebbe data

l’impressione che con il loro voto contro l’Euro provocherebbero un disastro e l’incertezza

del risultato in un simile clima comporterebbe terribili agitazioni sui mercati, oltre a fughe

incontrollate di capitali. Pensate alla differenza di condizioni fra lo svolgimento del referendum

britannico e quello greco.

L’unico modo per riconquistare la nostra sovranità monetaria è per mezzo di un

governo democraticamente eletto che agisca velocemente per decreto. Immaginate in

che modo un governo favorevole all’Euro potrebbe mai gestire le procedure di uscita se

un referendum dovesse indicare una volontà di uscita. Le azioni necessarie per cambiare

moneta minimizzando i danni non sono semplici, ma un governo determinato ad agire ha

tutti gli strumenti per poterlo fare, e sono noti tutti i passi necessari, compresi quelli legislativi.

Non dimentichiamo che cambiare moneta non è un evento mai accaduto, per cui

le procedure siano ignote: passare dalla Lira all’Euro non fu altro che questo. Ovviamente

il processo di uscita sarebbe tanto più semplice quanto più coordinato con altri Paesi. Per

questo è fondamentale allearsi con forze sovraniste di altri Stati europei.

28.

I partiti “sovranisti” in Europa sono di

ideologie molto diverse: come possono

accordarsi?

La battaglia contro l’Euro è una battaglia di indipendenza e libertà. Indipendenza e

libertà non sono né di destra, né di sinistra, bensì valori assoluti. Ritornare ad essere

padroni a casa nostra è la condizione indispensabile per qualsiasi altra politica,

sia per chi è nazionalista, sia per chi invece sogna il federalismo. Una volta liberi poi ci

sarà tutto il tempo per “rifare le squadre”. Chi non ha il controllo sulla propria moneta non

sarà mai libero. Se in Europa le forze contrarie all’Euro riuscissero ad ottenere una forte

affermazione, tutto diventerebbe più facile: a questo scopo ogni voto conta e un coordinamento

fra i partiti avversi all’Euro in tutta Europa è la prova più evidente che, senza

l’ostacolo della moneta unica, potrebbe esserci una diversa e sincera amicizia europea al

di fuori delle attuali contrapposizioni.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 34 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

29.

In molti dicono che l’Unione Europea

ha portato la pace. Se abbandoniamo

l’Euro ci sarà la guerra?

La pace c’è fra tutte le nazioni che si sono combattute nelle guerre mondiali e il

maggior rischio per il mantenimento di questa pace è proprio l’Euro. Un sistema

economico che mette popoli e nazioni gli uni contro gli altri, che costringe popoli a

pagare per altri ed impone sofferenze e privazioni con conseguenze economiche del tutto

simili a quelle di un conflitto armato, origina odio fra Stati che avevano dimenticato questa

parola. Fino a pochi anni fa nessun greco aveva alcun motivo di risentimento nei confronti

della Germania: oggi se la Merkel vuole visitare Atene deve essere circondata dall’esercito

schierato a difesa.

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare grandi [ 35 ]

30.

Sento dire che molti famosi economisti,

compresi alcuni premi Nobel sono

contrari all’Euro. È vero? Chi sono?

È

vero, sono almeno sette i premi Nobel per l’economia che hanno apertamente

criticato l’Europa dell’Euro (Mirrlees, Stiglitz, Sen, Tobin, Krugman, Friedman e

Pissarides). Ciascuno di essi ovviamente propone anche soluzioni alternative ma,

come abbiamo visto, le soluzioni alternative non sempre sono realisticamente possibili, e

non sempre sono desiderabili. Molti economisti hanno, ad esempio, firmato una proposta

(il “Manifesto di Solidarietà Europea”) dove si propone uno smantellamento “dall’alto”

dell’Eurozona, con l’uscita dall’Euro della Germania come prima mossa. Peccato però

che tutto ciò dipenda dalla volontà di altri Paesi. E se i tedeschi dicono di no? Tutti questi

scenari alternativi diventeranno tanto più fattibili quanto più forti saranno i consensi dei

movimenti totalmente contrari all’Euro.

31.

Esistono altrettanti premi Nobel e

famosi economisti convinti invece che

l’Europa dell’Euro sia perfetta così?

NO.

Claudio Borghi Aquilini

@borghi_claudio

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 36 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Oltre l’Euro per tornare Postfazione grandi [ 37 ]

Quando Robinson Crusoe torna sul relitto della nave per recuperare qualcosa di

utile alla sopravvivenza nell’isola deserta non sa che farsene del molto denaro

che trova in una cassettiera: “Spazzatura! - dice - Uno solo di questi coltelli mi è

molto più utile di questo mucchio di quattrini”.

Se non vogliamo anche noi ritrovarci presto nei panni del più famoso naufrago

della letteratura, è urgente ripensare senza dogmi la situazione in cui ci troviamo, anche

perché dalla nave dell’Unione Europea sono sempre più i passeggeri che si stanno affrettando

alle scialuppe di salvataggio: non solo gli inglesi con la Brexit, ma anche una larghissima

fetta degli spagnoli, dei greci, dei portoghesi, dei francesi e, addirittura dei tedeschi,

che stanno facendo la fortuna di movimenti politici molto diversi tra loro, ma accomunati

dall’urgenza di riprendere il controllo della moneta per tornare padroni del proprio destino.

Anche in Italia siamo di fronte alla medesima scelta: fidarci ciecamente del “nostromo”

Mario Draghi, del “fantasma” Gentiloni, di quel Renzi recentemente degradato a

“mozzo”, ma non per questo meno entusiasta di mandarci tutti alla deriva, oppure trovare

il coraggio di invertire radicalmente la rotta, come esposto nel libro che avete tra le mani.

Un’altra Europa è possibile!

Matteo Salvini

facebook.com/salviniofficial

@matteosalvinimi

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


[ 38 ] Oltre l’Euro per tornare grandi

BASTA €URO! UNA DOMANDA AL GIORNO PER UN MESE - WWW.BASTAEURO.ORG


Un ringraziamento particolare ad Alfio Krancic

@AlfioKrancic


Questa copia non è destinata alla vendita

Similar magazines