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Lavoro e Diritto 6 5

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senza inutili divagazione che possano distogliere l'attenzione dal fine principale da perseguire: l'effettiva garanzia di protezione per la persona che lavora. L'impostazione adottata dall'XI Commissione Lavoro della Camera dei Deputati trova riscontro già nella macro-direttiva sui servizi ispettivi e sull'attività di vigilanza del 18 settembre 2008, emanata dall'onorevole Ministro Maurizio Sacconi; con essa, infatti, il capo del Dicastero intende rilanciare la filosofia preventiva e promozionale delle funzioni ispettive, così come delineata nella nota Legge Biagi e nel relativo decreto di attuazione. 284 Questa macro-direttiva, infatti, esige un'azione ispettiva che sia “diretta essenzialmente a prevenire gli abusi e a sanzionare i fenomeni di irregolarità sostanziale, abbandonando, per contro, ogni residua impostazione di carattere puramente formale e burocratico, che intralcia inutilmente l'efficienza del sistema produttivo senza portare alcun minimo contributo concreto alla tutela della persona che lavora” 285 . Alla stregua dei contenuti della Direttiva del Ministro, quindi, la Commissione rileva come gli sforzi dell'Amministrazione e degli Enti siano decisamente orientati alla verifica di violazioni di carattere sostanziale, consentendo, così, di concentrare l’azione ispettiva e l’intervento sanzionatorio (unitamente a quello cautelare in caso di adozione del provvedimento di sospensione) verso quei fenomeni connotati da una maggiore gravità sul piano economico-sociale, quale il lavoro “in nero” che - come noto - compromette l’effettiva tutela dei diritti dei lavoratori ed altera la competizione tra le imprese. Tuttavia, non può non considerarsi come un'efficace azione di accertamento e repressione avverso rilevanti fenomeni distorsivi presuma un lavoro “di squadra” tra tutti coloro i quali hanno un ruolo o una funzione, dal cui esercizio dipende l'attuazione del dovere istituzionale di garantire la legalità. L'analisi della disciplina dettata dall'art. 14 D. Lgs. n. 81/2008, come modificata dalla L. n. 133/2008 e dal D. Lgs. n. 109/2009, alla luce della sua evoluzione normativa, mostra sotto molti aspetti, come, nel tempo, le regole sul 284 Il D. Lgs. 23 aprile 2004, n. 124, contiene misure di razionalizzazione delle funzioni ispettive e di vigilanza in materia di previdenza sociale e di lavoro (a norma dell'art. 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30). 285 Così, testualmente, si legge nella Direttiva del Ministro, della Salute e delle Politiche Sociali del 18 settembre 2008, 1 e 2, rinvenibile in http//www.lavoro.gov.it. Quest'ultima è adottata ai sensi dell'art. 2 (rubricato “Direzione generale con compiti di direzione e coordinamento delle attività ispettive”) co., 2, D. Lgs. n. 124/2004, secondo cui “La direzione generale fornisce, sulla base di direttive emanate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, direttive operative e svolge l'attività di coordinamento della vigilanza in materia di rapporti di lavoro e legislazione sociale e dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali in materia di lavoro, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, al fine di assicurare l'esercizio unitario della attività ispettiva di competenza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e degli enti previdenziali, nonché l'uniformità di comportamento degli organi di vigilanza nei cui confronti la citata direzione esercita, ai sensi del comma 1, un'attività di direzione e coordinamento” 121 121

provvedimento di sospensione si siano affinate grazie alla capacità del Legislatore di ascoltare le considerazioni e anche le difficoltà di chi ha il potere e dovere di applicare quanto il Legislatore detta: il dialogo tra i poteri e le Autorità dello Stato è lo strumento più adatto per migliorare i mezzi di tutela che l'ordinamento appresta a garanzia dei suoi valori. Ciò è quello che insegna la disciplina del provvedimento di sospensione dell'attività di impresa, resta ora da vedere, passaggio per passaggio, come, muovendo dal dato letterale della norma, si articola tale iter. § 2. La pacifica convivenza della finalità sanzionatoria con quella cautelare, di tipo prevenzionistico Mentre i Legislatori (del 2006, 2007 e 2008), che si sono nel tempo susseguiti nel disciplinare l'istituto, hanno conferito (agli organi competenti) il potere di adottare provvedimenti di sospensione al precipuo scopo di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, senza null'altro indicare in ordine alla finalità del provvedimento, il Legislatore del 2009, con l'art. 11, co.1, lett. a), D. Lgs. n. 106/2009, introduce nel testo dell'art. 14, co.1, D. Lgs. n. 81/2008 una duplice specificazione: il potere di sospensione è previsto e, perciò attribuito, “Al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché” (al fine) “di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare”. In dottrina, taluni osservano come questa specificazione (“al fine di far cessare il pericolo”) esalti la natura cautelare del provvedimento sospensivo dell'attività imprenditoriale, lasciando immutata nella sostanza e nella forma, la finalità di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare attribuita all'istituto in esame 286 ; alcuni, in particolare, pur criticando l'impiego del termine “pericolo” riferito alla “tutela”, anziché direttamente al bene tutelato, sottolineano come, sottesa a questa specificazione, vi sia l'intenzione del Legislatore di definire l'ordine di sospensione come uno strumento di “natura cautelare, di tipo prevenzionistico” (perché fa cessare l'attività in un'ottica preventiva), che si affianca, comunque, a quella propriamente sanzionatoria 287 . 286 In tal senso A. Del Torto, Sospensione dell'attività imprenditoriale: le novità introdotte al Tusic in Diritto & Pratica del Lavoro n. 43/2009, 2481 e 2482. 287 Di tale avviso, P. Pennesi e P. Rausei, La sospensione dell'attività imprenditoriale in M. Tiraboschi e L. Fantini (a cura di), Il Testo Unico della salute e sicurezza sul lavoro dopo il correttivo (D. Lgs. n. 106/2009). Commentario al decreto legislativo n. 81/2008 come modificato e integrato dal decreto legislativo n. 106/2009, Giuffrè, Milano, 2009, 1024. In senso critico, invece, si pone E. Gragnoli, La protezione della salute e della sicurezza e le disposizioni di contrasto al lavoro irregolare (art. 14, D. Lgs. 9.4.2008, n. 81)...cit., 226. Secondo l'A. la precisazione operata dal Legislatore del 2009 comporta uno “sconfinamento” dell'oggetto tipico del D. Lgs. n. 81/2008; sicché, il provvedimento di sospensione persegue vari scopi di pubblico interesse, che solo in apparenza sono tra loro coerenti, perché esso mira ad impedire la 122 122

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