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Lavoro e Diritto 6 5

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Sulla scorta di queste

Sulla scorta di queste considerazioni, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a brevissima distanza dalla Direttiva del Ministro, interviene con la Circolare n. 30 del 12 novembre 2008, affermando che il “riferimento alla microimpresa, contenuto nella Direttiva” sembra evocare quella “realtà organizzativa minima composta da un solo dipendente. Ove ricorra tale circostanza, pertanto, si ribadisce l'opportunità di non adottare il provvedimento di sospensione, ferma restando l'adozione dei provvedimenti sanzionatori e fatta salva l'ipotesi in cui il lavoratore interessato svolga attività particolarmente rischiose (es. attività edili o altre attività comportanti rischi specifici).” 303 Successivamente, il Legislatore coglie le osservazioni della prassi amministrativa e con il correttivo del 2009 (art. 11, co.1, lett. e, d. lgs. n. 106/2009) aggiunge nel corpo dell'art. 14 del T.U. Sicurezza, il comma 11 bis, ai sensi del quale “Il provvedimento di sospensione nelle ipotesi di lavoro irregolare non si applica nel caso in cui il lavoratore irregolare risulti l'unico occupato dall'impresa”: la posizione ministeriale viene così codificata 304 . Dunque, se prima del correttivo del 2009 la non sospensione dell'attività delle micro-imprese era una mera indicazione sorretta da ragioni di opportunità, dopo il correttivo, invece, va ad integrare un vero e proprio divieto normativo. Tuttavia – chiarisce il Dicastero del Lavoro – nel caso in cui ricorra la fattispecie della micro-impresa con lavoratore “in nero” è preclusa la sospensione dell'attività svolta, ma non è precluso l'allontanamento dello stesso lavoratore fino a quando il datore di lavoro non abbia provveduto a regolarizzarne la posizione, anche e soprattutto sotto il profilo della sicurezza (visite mediche, formazione ed informazione) 305 . Riguardo a tale allontanamento, in dottrina vi è chi ritiene che ciò possa suscitare perplessità a causa del silenzio della legge sul punto; tuttavia, gli stessi, che riferiscono l'assenza di precise disposizioni normative in tal senso, ritengono non doversi trascurare che lo stesso T.U. Sicurezza, in riferimento alle misure generali di tutela circa la gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro, prevede l'ipotesi dell' “allontanamento del lavoratore dall'esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona” (art. 15, co. 1, lett. m): si tratta di un potere che 303 Così, testualmente, Ministero del Lavoro, della Salute e delle politiche Sociali, Circolare n. 30 del 12 novembre 2008, 2, reperibile in http//www.lavoro.gov.it 304 E. Gragnoli, La protezione della salute e della sicurezza e le disposizioni di contrasto al lavoro irregolare (art. 14, D. Lgs. 9.4.2008, n. 81...cit., 226 e 227, evidenzia come nella situazione delle “micro-imprese” la sospensione rischi di diventare inevitabile solo perché il lavoratore assunto in modo irregolare è l'unico del datore di lavoro; ciò comporterebbe un'irragionevole incidenza repressiva sull'impresa, dal momento che la percentuale – soglia sarebbe stata superata per le dimensioni oggettive dell'azienda, più che per la gravità del comportamento. 305 Cfr. Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 4, che precisa, altresì, che per lavoratore “occupato” deve intendersi qualsiasi prestatore di lavoro, anche autonomo, a prescindere dalla tipologia contrattuale utilizzata (es. collaboratore familiare, socio lavoratore, associato in partecipazione con apporto di lavoro ecc.) 129 129

en può rientrare tra quelli di cui gli ispettori del lavoro dispongono ai sensi dell'art. 55 c.p.p., in quanto ufficiali di polizia giudiziaria. Del pari non deve, altresì, trascurarsi che l'art. 20, co. 3, D. Lgs. n. 758/1994 prevede che, impartendo l'ordine prescrittivo, l'organo di vigilanza può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la salute e per la sicurezza dei lavoratori. Sicché, potrebbe concludersi che l'allontanamento troverebbe la sua fonte di legittimazione nelle violazioni antinfortunistiche aventi rilievo penale; quindi, a prescindere dal fatto che i lavoratori siano o meno “in nero”; del resto, occorre non dimenticare che la fattispecie del lavoro irregolare integra un illecito amministrativo e non un reato contravvenzionale 306 . Non è un caso, infatti, che ove venga accertato che un lavoratore, seppur regolarmente assunto, non è stato sottoposto a visita medica preventiva, non potrà continuare ad essere impiegato fino a quando il datore di lavoro non assolverà al relativo obbligo normativo. § 3.2. Le violazioni della disciplina protezionistica: i requisiti della gravità e della reiterazione “nel bene e nel male” La sospensione dell'attività di impresa può essere disposta anche nel caso in cui siano accertate “gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate con decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, adottato sentito il Ministero dell'interno e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In attesa della adozione del citato decreto, le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro che costituiscono il presupposto per l'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale sono quelle individuate nell'Allegato I 307 ” del D. Lgs. n. 81/2008. Perciò, a fronte di violazioni antinfortunistiche non contemplate nel citato Allegato, l'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale non è consentita 308 . 306 Per tutti, cfr. P. Pascucci, L'interpello, la vigilanza e la sospensione dell'attività imprenditoriale in L. Zoppoli, P. Pascucci e G. Natullo (a cura di) Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori, Commentario al D. Lgs. 9 aprile 2008 n. 81. Aggiornato al D. Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, Ipsoa, Milano, 2010, 228. 307 Il contenuto dell'Allegato I al D. Lgs. n. 81/2008, riportato nel Secondo Capitolo, nota 278 è stato in parzialmente modificato dal correttivo del 2009; infatti, per quanto riguarda le violazioni relative ai cantieri non figurano più la mancata elaborazione del piano di sicurezza e coordinamento, la mancata nomina del coordinatore per la progettazione e la mancata nomina del coordinatore per l'esecuzione. 308 A tal proposito P. Soprani, Indicazioni ministeriali sulla sospensione della attività imprenditoriale 130 130