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Lavoro e Diritto 6 5

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indole”, oggetto di

indole”, oggetto di prescrizione obbligatoria o di sentenza passata in giudicato, con la conseguenza che in caso di almeno due violazioni, anche contestuali, nei cinque anni successivi rispetto alla prima violazione accertata, con prescrizione obbligatoria ottemperata o con sentenza definitiva, potrà essere adottato il provvedimento di sospensione 313 . In ordine all'efficacia temporale della descritta disposizione, così come novellata dal correttivo del 2009, il Dicastero fornisce precise indicazioni operative, stabilendo che, in ossequio al principio di legalità, le violazioni da prendere in considerazione ai fini dell'adozione del provvedimento sono quelle commesse dopo l'entrata in vigore del D. Lgs. n. 106/2009 (quindi, dopo il 20 agosto 2009) e riferibili alla medesima impresa, a prescindere dalla persona fisica sanzionata 314 . Tale impostazione è stata accolta con favore dalla dottrina sulla base del fatto che l'Allegato I è stato in parte modificato dal D. Lgs. n. 106/2009; perciò, ai fini della “reiterazione” di cui al novellato art. 14 non possono assurgere a “gravi violazioni” normative quelle previste nel testo originario dell'Allegato I, ma non più contemplate nel testo dell'Allegato ora in vigore, come, ad esempio, la mancata nomina del coordinatore per la progettazione o del coordinatore per l'esecuzione, o la mancata elaborazione del piano di sicurezza e coordinamento 315 . Il Ministero del Lavoro non manca di precisare, altresì, che in caso di adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale per gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza ed in caso, quindi, di adozione dei relativi provvedimenti di prescrizione obbligatoria per il ripristino delle misure di protezione, il personale ispettivo può consentire la prosecuzione dell'attività di impresa per il tempo strettamente necessario all'eliminazione delle irregolarità accertate ed all'adempimento delle prescrizioni impartite 316 . Permangono, comunque, immutate le difficoltà a carico del personale ispettivo sull'accertamento del requisito della “reiterazione” e, quindi, sulle precedenti violazioni in materia ad opera del contravventore 317 . 313 In tal senso, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 6. 314 Cfr. Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 6. 315 Così, P. Pascucci, P. Pascucci, L'interpello, la vigilanza e la sospensione dell'attività imprenditoriale in L. Zoppoli, P. Pascucci e G. Natullo (a cura di) Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori...cit., 222. 316 In tal senso, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 6 e 7. 317 Sulle difficoltà in menzione si richiama quanto riferito nel Capitolo Secondo, § 4.2.. In particolare, al riguardo, V. Lippolis e G. Anastasio, La sospensione dell'attività d'impresa...cit., 15, rilevano come tali difficoltà riguardino, soprattutto, l'accertamento dei precedenti giudiziali, poiché la verifica di questi riguarda l'impresa ispezionata in qualità di datore di lavoro, mentre l'accertamento dei carichi presso il casellario giudiziale (stante il sistema penalistico italiano essere improntato sulla responsabilità personale) non potrà che essere eseguito sui singoli individui che, in passato, si sono resi responsabili delle violazioni in materia. Ciò, secondo gli 133 133

§ 4. I detentori del potere interdittivo: tra “i dubbi che vanno e le perplessità che restano” Anche sotto il profilo della competenza ad adottare il provvedimento di sospensione, l'art. 14 cit. sembra eliminare alcune incongruenze sorte a causa del cosiddetto “doppio binario”, cioè dalla duplice fonte normativa che ha disciplinato l'istituto fino al 15 maggio 2008, quando il Testo Unico sulla Sicurezza è entrato in vigore: l'art. 36 bis L. n. 248/2006 e art. 5 L. n. 123/2007 318 . In sintesi si è visto che con l'art. 5 L. n. 123/2007 sono state estese le condizioni per l'emanazione dell'ordine interdittivo: non più lavoro nero e superamento dell'orario di lavoro, ma anche violazioni gravi e reiterate delle norme antinfortunistiche. Questo ampliamento ha avuto ripercussioni sul piano delle competenze, in quanto legittimava, almeno apparentemente, il personale ispettivo del Ministero del Lavoro ad adottare il provvedimento di sospensione anche in quegli ambiti della materia prevenzionistica rispetto ai quali era istituzionalmente incompetente; in altri termini, gli ispettori ministeriali venivano investiti del potere di sospensione anche rispetto a quei settori, in riferimento ai quali non erano titolari di alcuna competenza. Gli sforzi interpretativi della prassi amministrativa si sono, quindi, orientati nel senso di consentire un'applicazione delle norme che evitasse ogni possibile conflitto di competenza tra i diversi organi ispettivi 319 ; il Legislatore, una volta presa coscienza delle illogicità del sistema (anche) sotto tale profilo, ha riformulato la disciplina del provvedimento di sospensione, sostituendola integralmente a quella vigente (art. 14, D. Lgs. n. 81/2008). Il Legislatore del 2008, quindi, fermo restando che il potere di ordinare la sospensione dell'attività imprenditoriale spetta agli organi di vigilanza del Ministero del Lavoro (art. 14, co. 1) e che, con riguardo alle ipotesi di gravi e reiterate violazioni della disciplina sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, detto potere spetta anche agli organi di vigilanza delle aziende sanitarie locali (art. 14, co. 2), si preoccupa di precisare che, in riferimento alla disciplina prevenzionistica, l'accertamento delle violazione deve avvenire da parte degli organi procedenti nel rispetto delle proprie competenze in materia di vigilanza (art. 14, co.11). AA., potrebbe determinare una scarsa applicazione dell'istituto, salvi i casi in cui sia constatata la “plateale” violazione di due o più disposizioni fra quelle tabellate. 318 Cfr. D. Papa, Provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale: novità dal CDM in Working Paper n. 80/2009, 7 ss, reperibile in http//www.adapt.it e M. Lanotte, Il sistema istituzionale, la vigilanza e i suoi attori in L. Galantino (a cura di) Il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro il d.lg. n. 81/2008 e il d. lg. n. 106/2009...cit., 215. 319 Sulle posizioni assunte in via interpretativa dal Ministero del Lavoro, si rinvia al Capitolo Secondo § 4.2. 134 134

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