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Lavoro e Diritto 6 5

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legislativo 8 marzo

legislativo 8 marzo 2006, n. 139 328 ” (art. 14, co. 2). Tuttavia, anche tale disposizione suscita alcune perplessità in dottrina, in quanto il potere di sospensione dell'attività di impresa attribuito ai Vigili del Fuoco in materia anti incendio, pur essendo enunciato nell'art. 14, integra un istituto diverso da quello ivi descritto e trova la sua puntuale disciplina nell'art. 20 D. Lgs. n. 139/2006 329 . Ciò detto riguardo alla ripartizione della titolarità del potere di sospensione, resta da osservare un dato che solo apparentemente ha rilievo formale: il dettato legislativo, non reca più la locuzione “personale ispettivo”, come avveniva nelle precedenti formulazioni della norma, ma impiega quella di “organi di vigilanza”. L'espressione da ultimo impiegata nella nuova disposizione non è sinonimo della precedente: essa evoca l'idea della “spersonalizzazione” del provvedimento di sospensione dal funzionario che lo ha emanato e, quindi, della sua immediata riconducibilità all'Ufficio a cui il medesimo appartiene 330 . rilascio o del rinnovo del certificato di prevenzione incendi, attesti fatti non rispondenti al vero e' punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da 103 euro a 516 euro. La stessa pena si applica a chi falsifica o altera le certificazioni e dichiarazioni medesime. 3. Ferme restando le sanzioni penali previste dalle disposizioni vigenti, il prefetto può disporre la sospensione dell'attività nelle ipotesi in cui i soggetti responsabili omettano di richiedere: il rilascio ovvero il rinnovo del certificato di prevenzione incendi; i servizi di vigilanza nei locali di pubblico spettacolo ed intrattenimento e nelle strutture caratterizzate da notevole presenza di pubblico per i quali i servizi medesimi sono obbligatori. La sospensione e' disposta fino all'adempimento dell'obbligo. 328 Il D. Lgs. n. 139/2006 reca il Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del corpo nazionale dei vigili del fuoco, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 2006, Supplemento ordinario n. 83. 329 Di tale avviso sono V. Lippolis e G. Anastasio, La sospensione dell'attività d'impresa...cit., 7. In tal senso anche P. Pennesi e P. Rausei, La sospensione dell'attività imprenditoriale in M. Tiraboschi e L. Fantini (a cura di) Il Testo Unico della salute e sicurezza sul lavoro dopo il correttivo (D. Lgs. n. 106/2009)...cit., 1028, nota n. 7, osservano che “(...) non si può trascurare di osservare che le gravi violazioni elencate nell'Allegato I, allo stato attuale, non ineriscono direttamente alla materia della prevenzione incendi e, pertanto, si tratta del rinvio alla normativa di riassetto delle funzioni e dei compiti del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, esercitati attraverso il Comando provinciale dei vigili del fuoco, con speciale riferimento al rilascio del certificato di prevenzione incendi, all'adozione di provvedimenti di urgenza per la messa in sicurezza delle opere adottabili nell'esercizio dell'attività di vigilanza (art. 19, comma 3, d. lgs. 139/2006), nonché più miratamente alla sospensione dell'attività disposta dal Prefetto, fino all'adempimento degli obblighi inerenti al certificato di prevenzione incendi e alla presenza del servizio di vigilanza nei locali di spettacolo e intrattenimento e nelle strutture caratterizzate da notevole presenza di pubblico”. D. Papa, Provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale: novità dal CDM...cit., 11, nota n. 13, constata come il potere di sospensione previsto dall'art. 20 del d. lgs. n. 139/2006 sia un potere cautelare e, per questo, vicino al potere di sospensione previsto dall'art. 14 del T.U. Sicurezza. 330 In tal senso, Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit.,2. In dottrina è stata opportunamente evidenziata l'importanza del riferimento ad opera del Legislatore del 2009 agli “organi di vigilanza” e non al “personale ispettivo”: M. Pistoni, Discrezionalità nella sospensione dell'attività di impresa in Diritto & Pratica del Lavoro, 139 139

§ 4.1. La sospensione anche su “segnalazione”: un bisogno della finalità cautelare ed un invito alla solerzia delle Pubbliche Amministrazioni Da quando l'ordinamento giuridico ha iniziato a contemplare il provvedimento di sospensione, è sempre valsa la regola secondo cui l'ordine interdittivo può essere impartito dagli organi di vigilanza in forza al Ministero del Lavoro o presso le Aziende sanitarie locali non solo in via autonoma, quindi, durante lo svolgimento di un'ordinaria visita ispettiva, ma “anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze” (art. 14, co. 1, d. lgs. n. 81/2008) 331 . Il Dicastero del Lavoro sottolinea quanto sia particolarmente rilevante cogliere l'esatta portata di detta disposizione, perché, in caso contrario, si rischierebbe di vanificare lo spirito del potere di sospendere un'attività imprenditoriale, che, da sempre, vanta, anche natura cautelare. Ragion per cui, il Ministero del Lavoro non manca di riferire che allorquando soggetti pubblici rilevino la sussistenza dei presupposti per sospendere l'attività imprenditoriale sono tenuti ad inviare, tempestivamente, al Servizio Ispettivo della D.T.L. competente le relative segnalazioni, magari a mezzo di posta elettronica con scannerizzazione del verbale di accertamento o a mezzo fax, affinché venga formulato l'ordine di sospensione senza compiere ulteriori verifiche, purché – indica il Ministero – non siano trascorsi più di sette giorni dalla data del relativo accertamento. E' evidente che tale segnalazione può essere proficua solo se l'organo accertatore, oltre ad inviare al più presto il proprio verbale alla struttura normativamente designata all'esercizio del potere sospensivo, abbia, altresì, cura di specificare in modo esauriente tutti i presupposti indispensabili per l'adozione del provvedimento stesso 332 . Un sistema di tal sorta, per essere efficacemente attuato, presuppone che l'azione di ogni Amministrazione sia esplicata in un'ottica di collaborazione e di n. 38/2009, 2225, constata che “L'art. 11 del D.Lgs. n. 106/2009 incide in maniera significativa sull'attribuzione della responsabilità dell'adozione del provvedimento di sospensione: il riferimento agli organi di vigilanza e non al personale ispettivo, come è stato fino ad ora, esclude la responsabilità personale degli ispettori, per attribuirla all'ufficio cui essi appartengono”. 331 Per esattezza nel testo dell'art. 36 bis L. n. 248/2006 era previsto che il personale ispettivo (come ricordato, allora non si parlava di “organo di vigilanza”) del Ministero del lavoro poteva adottare il provvedimento di sospensione anche su segnalazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). Solo con l'art. 5 L. n. 123/2007, il Legislatore ha disposto che il personale ispettivo del Dicastero potesse sospendere “anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze”, allargando così il ventaglio dei soggetti da cui tali segnalazioni possono provenire e, di riflesso, ampliando le possibilità di adozione dell'atto. 332 Le indicazioni ministeriali riguardo all'adozione del provvedimento di sospensione su segnalazione vengono fornite nella Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 8. 140 140