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Lavoro e Diritto 6 5

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di utilità sociale 341

di utilità sociale 341 ad eccezione delle ipotesi in cui queste siano organizzate in cooperative sociali secondo la disciplina dettata dalla L. 8 novembre 1991, n. 381 342 , perché, in tal caso, esse svolgono attività imprenditoriale; alle organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, purché non forniscano servizi anche a terzi, posto che in questa ipotesi l'attività non può ritenersi certo priva di rilievo economico, il quale, invece, sussisterebbe ove l'organizzazione sindacale o l'associazione datoriale si limitasse a riscuotere le quote dei propri iscritti; ai partiti politici ed alle organizzazioni culturali e religiose, purché i servizi prestati ed i beni prodotti siano da queste collocati sul mercato ad un prezzo insufficiente a coprire i costi di produzione, perché, in caso contrario, le relative attività acquisirebbero il carattere dell'economicità 343 . La scelta operata dal Legislatore del 2008, ovvero la scelta di eliminare il “doppio binario” e di limitare l'ambito operativo dell'ordine di sospensione alle sole attività imprenditoriali, sembra escludere che il fermo dei lavori possa essere disposto anche per le attività svolte non in forma d'impresa 344 . L'uso del condizionale è dovuto alla disposizione legislativa contenuta nel quinto periodo del comma 1 dell'art. 14, a tenore della quale “Le disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimento ai lavori nell'ambito dei cantieri edili”. Ora, se da un lato in dottrina vi è chi ravvisa l'inutilità di tale specificazione, attesa l'unicità della previsione normativa sul punto e le abrogazioni (del cosiddetto “doppio binario”) ad opera del T.U. sulla Sicurezza, così da non poter non riconoscere che non vi sono dubbi in ordine all'applicazione dell'ordine di natura imprenditoriale; perciò, nel caso in cui il professionista impieghi in modo non occasionale lavoratori dipendenti o collaboratori e si avvalga di beni strumentali che, per quantità o valore, eccedono le necessità minime per l'esercizio dell'attività stessa, dovrà necessariamente parlarsi di attività imprenditoriale. A titolo esemplificativo, gli AA. richiamano la decisione della Corte di Cassazione n. 1149 del 24 febbraio 1986, secondo cui “i farmacisti, pur rientrando nel novero delle professioni protette, svolgendo un'attività prevalentemente commerciale, sono da considerare imprenditori a tutti gli effetti”. 341 Il D. Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, pubblicato nella G. U. n. 1 del 2 gennaio 1998, Supplemento Ordinario n. 1, dispone il Riordino delle discipline tributarie degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale. 342 Ai sensi dell'art. 1 L. n. 381/1991, pubblicata nella G.U. Del 3 dicembre 1991, n. 283, “1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. 2. Si applicano alle cooperative sociali, in quanto compatibili con la presente legge, le norme relative al settore in cui le cooperative stesse operano. 3. La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di "cooperativa sociale". 343 Sulle tipologie di attività escluse dall'ordine di sospensione, cfr. V. Lippolis e G. Anastasio, La sospensione dell'attività d'impresa … cit., 7 e 8. 344 Sul punto si richiama quanto enunciato nel Capitolo Secondo, nota 239 e § 4.5. 145 145

sospensione alla sola attività organizzata in forma d'impresa 345 ; dall'altro, vi è chi sostiene che il principio, secondo cui il provvedimento di sospensione vada applicato soltanto alle attività imprenditoriali, soffre un'eccezione nel settore edile, proprio alla stregua del citato inciso contenuto nel testo dell'art. 14, co. 1: l'impiego del termine “lavori” in luogo della parola “attività”, pare evocare l'applicazione del provvedimento in esame anche alle ipotesi in cui il committente affidi una delle attività elencate dall'art. 13, co.2, lett. a), D. Lgs. n. 81/2008 ad uno o più manovali privi di un'organizzazione d'impresa. Ad avviso dei sostenitori di detta impostazione, una diversa interpretazione striderebbe con la stessa ragion d'essere del provvedimento interdittivo, posto che i lavori cosiddetti “in economia” presentano gli stessi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, di quelli riconducibili ad attività imprenditoriali 346 . Senonché, seppur condivisibili le esigenze di protezione addotte da quest'ultima posizione, sembra potersi condividere l'orientamento di coloro i quali sostengono l'applicazione dell'istituto in esame alle sole attività imprenditoriali, senza alcuna eccezione: la puntualizzazione del Legislatore in merito all'applicazione dell'ordine di sospensione anche al settore edile, appare un eccesso di zelo che potrebbe essere giustificato dalla volontà di porre un punto fermo alle problematiche sorte per effetto della contemporanea vigenza dell'art. 36 bis L. n. 248/2006 e dell'art. 5 L. n. 123/2007 (cosiddetto “doppio binario”); difficoltà venute meno per effetto dell'abrogazione di dette norme ad opera del Testo Unico della Sicurezza, che ex novo ha riscritto la disciplina sul provvedimento di sospensione. Del resto, il silenzio della prassi amministrativa sul punto sembra significativo del fatto che non vi siano dubbi circa l'esclusiva applicazione dell'istituto all'imprenditoria; infatti, la storia normativa del provvedimento di sospensione è testimone del fatto che indicazioni ministeriali sono puntualmente intervenute laddove dubbi interpretativi sul dato normativo potessero in qualche modo ostacolare l'uniforme applicazione dell'istituto. 345 Di tale avviso, P. Pennesi e P. Rausei, La sospensione dell'attività imprenditoriale in M. Tiraboschi e L. Fantini (a cura di) Il Testo Unico della salute e sicurezza sul lavoro dopo il correttivo (D. Lgs. n. 106/2009)...cit, 1025, nota n. 3. Anche M. Lanotte, L'attività di vigilanza e i poteri di sospensione dell'attività imprenditoriale in F. Basenghi, L. E. Golzio, A. Zini (a cura di), La prevenzione dei rischi e la tutela della salute in azienda. Il testo Unico e il decreto correttivo n. 106/2009, Ipsoa, Milano, 2009, 255, sostiene che “In base all'attuale formulazione, il provvedimento di sospensione ha ad oggetto la “parte dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni” e, di conseguenza, si applica soltanto ai soggetti che esercitano attività di impresa. 346 In tal senso, V. Lippolis e G. Anastasio, La sospensione dell'attività d'impresa...cit.,8. 146 146

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