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Lavoro e Diritto 6 5

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specificatamente,

specificatamente, richiede il ripristino delle regolari condizioni lavorative. Ne deriva, quindi, il dovere della Pubblica Amministrazione procedente di disporre la sospensione ogni qualvolta riscontri la condizione legislativa posta a fondamento della sua adozione e cioè la presenza di lavoratori non regolari il cui numero superi il venti per cento del totale della manodopera regolarmente impiegata nell'unità produttiva. Inoltre - rilevano i giudici amministrativi - la titolarità del potere di sospensione è posta dal Legislatore direttamente in capo al “personale ispettivo” 371 che, in tal modo, deroga alla regola generale, secondo cui sono i dirigenti preposti agli uffici a detenere il potere di adozione dei provvedimenti amministrativi ( art. 17, co. 1, lett. b, D. Lgs., 30 marzo 2001, n. 165) 372 ; perciò, è del tutto evidente come il potere di sospensione sia funzionale ad una tutela immediata degli interessi pubblici e privati in considerazione. Infatti, in mancanza di tale esigenza i provvedimenti di sospensione avrebbero potuto essere emanati dal dirigente a conclusione di un articolato iter procedimentale, secondo le regole ordinarie; si tratta, infatti, di provvedimenti per i quali l'urgenza è insita nella loro stessa funzione. Del resto – insistono i giudici – sono gli stessi interessi sottesi al provvedimento di sospensione a non ammettere alcuna dilazione: “è invero del tutto comprensibile che il legislatore abbia voluto consentire l'adozione immediata, già in fase ispettiva, di provvedimenti che inibiscano la continuazione dell'attività imprenditoriale svolta in spregio alle norme di disciplina del lavoro subordinato” 373 . A fronte di dette ragioni, i giudici amministrativi non contestano l'operato dell'Amministrazione procedente, asserendo che il provvedimento impugnato non poteva non essere emanato: alcuna valutazione discrezionale poteva essere compiuta in merito all'eventuale sussistenza di pericoli per la sicurezza dei lavoratori ed alla possibilità di adottare provvedimenti meno incisivi per il datore di lavoro. Trattasi, quindi, di atto vincolato e predeterminato nel contenuto, con la conseguenza che non può essere lamentata né la violazione del principio di proporzionalità né può essere dedotta la carenza di motivazione, essendo a tal fine sufficiente che l'Amministrazione abbia dato atto nel provvedimento della 371 Si ricordi che l'art. 5 cit. faceva ancora riferimento “al personale ispettivo”, solo con l'entrata in vigore del T.U. sulla Sicurezza la norma conferirà la titolarità del potere di sospendere l'attività di impresa agli “organi di vigilanza”, con le conseguenze di cui si è detto al § 4 del presente capitolo. 372 L'art. 17 del T.U. Pubblico Impiego disciplina le funzioni dei dirigenti; in particolare il comma 2, lett. b, di detto articolo prevede che i dirigenti “curano l'attuazione dei progetti e delle gestioni ad essa assegnati dai dirigenti degli uffici dirigenziali generali, adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate”. 373 T.A.R. Lombardia – Milano – Sez. III – Sentenza 9 gennaio 2009, n. 2...cit., 9. 155 155

sussistenza dei presupposti che ne consentano l'adozione. Inoltre, l'urgenza insita nel provvedimento induce a ritenere privo di rilievo il mancato inoltro dell'avviso di avvio del procedimento (di cui alla L. n. 241/1990). Ora, a ben vedere, il caso di specie, sottoposto al vaglio della magistratura amministrativa, non presentava alcuna peculiarità tale da indurre a ritenere che la formulazione dell'ordine di sospensione potesse, in qualche modo, nuocere all'integrità dei lavoratori o di terzi o, addirittura alla stessa collettività. Quindi, la situazione in ordine alla quale l'organo accertatore adottò il provvedimento era una mera ipotesi di lavoro “nero” da doversi contrastare con lo strumento a tal fine predisposto dall'ordinamento: la sospensione dell'attività di impresa, con la previsione del quale il Legislatore ha formalizzato la presunzione “lavoro irregolare=lavoro insicuro” 374 . La portata cautelare del provvedimento non implica una verifica da parte dell'organo ispettivo circa la pericolosità della situazione oggetto dell'accertamento: la pericolosità delle situazioni poste a base della sospensione è presunta dal Legislatore. Il margine di valutazione entro cui possono muovere le determinazioni degli organi ispettivi non attiene al fine cautelare che l'emanando provvedimento intende perseguire (che è presunto dal Legislatore), bensì alla ragionevole opportunità di evitare che la sospensione possa recare più danni che benefici 375 . In ogni caso, anche a voler sostenere che la sospensione per lavoro nero, soprattutto in certi settori merceologici, prescinda da esigenze di tutela 376 , in quanto perseguirebbe solo finalità di pura emersione 377 , è pacifico che la sospensione si configuri, comunque, come “atto dovuto” (quindi, “atto vincolato e predeterminato nel contenuto”), nel senso che la sospensione si innesta al ricorrere dei presupposti normativamente previsti a presidio della sua legittima adozione: impiego di lavoratori irregolari in misura superiore alla percentuale- 374 L'equazione “lavoro irregolare = lavoro insicuro” è di P. Pennesi e P. Rausei, La sospensione dell'attività imprenditoriale in M. Tiraboschi e L. Fantini (a cura di) Il Testo Unico della salute e sicurezza sul lavoro dopo il correttivo (D. Lgs. n. 106/2009)...cit., 1023. 375 Al riguardano si vedano gli esempi formulati al § 6 ed al § 7.1.. 376 Tuttavia, se da un lato è possibile ritenere che per certe prestazioni il lavoro nero non minaccia la salute e la sicurezza dei lavoratori, non può, del pari escludersi, che l'accadimento di eventuali infortuni (anche in itinere), seppur non gravi, possano implicare costi che andranno a pesare sulla collettività, anziché sull'Ente assicurativo competente. 377 Per E. Gragnoli, La protezione della salute e della sicurezza e le disposizioni di contrasto al lavoro irregolare (art. 14, D. Lgs. 9.4.2008, n. 81 … cit., 226, il provvedimento di sospensione persegue vari scopi di pubblico interesse, che solo in apparenza sono tra loro coerenti, perché esso mira ad impedire la prosecuzione dell'attività di impresa svolta mediante ricorso al “lavoro sommerso e irregolare” ed, al contempo, mira a perseguire “la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”. L'A. osserva come nelle due fattispecie i valori citati non vengono messi in pericolo in modo simultaneo: si pensi a quelle attività commerciali nello svolgimento delle quali le prestazioni di “lavoro sommerso o irregolare” non comporta alcuna minaccia per la sicurezza del lavoro. 156 156

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