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Lavoro e Diritto 6 5

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la giusta e doverosa

la giusta e doverosa finalità di tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, non è in alcun modo compromessa dall’esigenza che l’amministrazione procedente dia conto, con apposita motivazione, dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che ne hanno determinato la decisione, con riferimento alle risultanze dell’istruttoria” 401 . La pronuncia della Consulta non ha lasciato indifferente il Ministero del Lavoro, che, a distanza di soli tre giorni dal suo deposito 402 , è intervenuto con la Nota 18802 dell'8 novembre 2010 attraverso cui ha ribadito l'obbligo per il personale ispettivo di motivare (anche sinteticamente) 403 l'eventuale adozione del provvedimento di sospensione (fermi restando i contenuti più esaustivi del verbale conclusivo di accertamento) così da consentire al destinatario del provvedimento un controllo di correttezza, coerenza e logicità dello stesso 404 . In realtà, dunque, l'intervento del Giudice delle Leggi sembra correggere quella che è stata una “grossolana” distrazione del Legislatore 405 . 401 402 403 404 405 Così, testualmente, Corte Costituzionale n. 310 del 5 novembre 2010...cit. La decisione è del 2 novembre 2010, il deposito del 5 novembre 2010 e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 10 novembre 2010. V. Lippolis, Aziende sospensioni motivate. Il provvedimento amministrativo senza le ragioni è illegittimo in ItaliaOggi7 del 15 novembre 2010, 15, esemplifica come debba essere soddisfatto tale obbligo di motivazione anche sintetica: per quanto attiene alle ragioni di fatto, si dovranno indicare il numero e le generalità dei lavoratori trovati in nero; per quanto, invece, attiene alle ragioni di diritto dovranno essere indicate, per esempio la carenza di obblighi che documentino la regolarità dell'assunzione, la percentuale d'irregolarità, ecc. Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nota n. 18802 dell'8 novembre 2010, 2 reperibile in http//www.federtrsporto.it Di contrario avviso A. D'Oro, I provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale vanno motivati ... cit., 619, secondo il quale l'interpretazione della Corte Costituzionale resa con la Sentenza n. 310/2010 potrebbe essere estesa anche al caso di soggetti privati che, nell'operare nel settore della sicurezza sul lavoro, si contrappongano all'interesse dell'imprenditore alla prosecuzione della propria attività d'impresa. Al riguardo, l'A. fa riferimento ai poteri del coordinatore per l'esecuzione dei lavori, il quale, in forza dell'art. 92, co. 1, lett. e) del D. Lgs. n. 81/2008, senza fornire idonea motivazione comunica l'inadempienza del committente o del responsabile dei lavori all'Azienda unità sanitaria locale ed alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competenti: secondo l'A. se, da un lato, è vero che l'istanza del coordinatore per l'esecuzione è un atto “privato”, d'altro lato, è anche vero che tale comunicazione è diretta al conseguimento di un provvedimento autoritativo di natura pubblica, il quale non può non essere motivato anche sulla base delle argomentazioni che quell'istanza deve necessariamente rendere. Peraltro, secondo l'A., deve osservarsi che con riferimento all'ordinanza-ingiunzione, la giurisprudenza ha stabilito che la motivazione è sufficiente se reca il mero richiamo agli atti accertativi. In ogni caso, per l'A. “Quel che è certo, è che l'interesse pubblico a un rapido svolgimento dell'attività ispettiva trova un freno nella sentenza in argomento, che, richiamando l'obbligo di un'adeguata motivazione, impone anche un miglioramento del servizio a favore delle imprese”. 167 167

§ 10. L'incidenza della sospensione sull'autonomia contrattuale delle imprese: la (possibile) sanzione accessoria e la sua “pressione” alla regolarizzazione Che il provvedimento di sospensione dell'attività d'impresa non abbia solo natura cautelare, ma anche afflittiva lo si evince da una conseguenza che il medesimo (potenzialmente) produce nella sfera del destinatario: l'adozione di un provvedimento di interdizione alla contrattazione con la Pubblica Amministrazione; detto effetto sanzionatorio, che implica l'esclusione dalla pubblica contrattazione, è spiegato non direttamente dal provvedimento di sospensione, ma da un atto a questo conseguente, quindi ad esso accessorio, che va ad aggiungersi al quadro punitivo generale derivante dall'attività di vigilanza svolta (art. 14, co. 6, D. Lgs. n. 81/2008) 406 . Tuttavia, per comprendere la portata di tale sanzione occorre muovere da una premessa: ogni ordinamento fondato sulla libera economia di mercato sancisce il principio dell'autonomia contrattuale, secondo cui ogni soggetto (purché capace di agire ex art. 2 c.c.) può liberamente determinare il contenuto del contratto (art. 1322 c.c.), con cui intende costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321 c.c.) nel rispetto dei limiti imposti dalla legge (1322 c.c.). L'unico vincolo che l'autodeterminazione contrattuale, come si è visto, incontra è rappresentato unicamente dall'utilità sociale, posto che nessun ordinamento democratico può tollerare che tale libertà possa essere esercitata a discapito della sicurezza, della libertà e della dignità umana (art. 41, co. 1 e co. 2, Cost.). Tuttavia, a tenore del citato art. 14, in linea con quanto già stabilito dall'art. 36 bis L. n. 248/2006 407 , l'adozione del provvedimento di sospensione deve essere comunicato all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture 408 ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (per gli aspetti di rispettiva competenza), affinché quest'ultimo adotti nei confronti del soggetto sospeso un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche 409 . 406 Vedi, P. Pennesi e P. Rausei, La sospensione dell'attività imprenditoriale in M. Tiraboschi e L. Fantini (a cura di) Il Testo Unico della salute e sicurezza sul lavoro dopo il correttivo (D. Lgs. n. 106/2009) … cit., 1032. 407 Si consideri però che tale norma prevedeva che il provvedimento di sospensione doveva essere tempestivamente comunicato solo ai competenti uffici del Ministero delle Infrastrutture. 408 Tale Autorità è quella indicata all'art. 6 del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163). 409 Si osserva che mentre il dato letterale della norma impiega la congiunzione “e” inducendo a ritenere che detta comunicazione debba essere inoltrata sia all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sia al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; il Ministero del Lavoro, nel dare indicazioni sul punto, afferma che “il provvedimento è comunicato 168 168

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