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Lavoro e Diritto 6 5

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provvedimento di

provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale; più specificatamente, induce a chiedersi se nel computo del calcolo percentuale di cui al cit. art. 14 si continuano a considerare tutti i rapporti di lavoro a nero, indipendentemente dalla loro natura giuridica, o solo quelli aventi valenza subordinata. La questione è stata affrontata dal Ministero del Lavoro, il quale ha evidenziato come la natura, anche cautelare della sospensione dell'attività d'impresa, imponga di prescindere dalla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro: con il provvedimento di sospensione l'ordinamento presta tutela a qualsiasi rapporto di lavoro intercorrente tra datore di lavoro/committente e lavoratore 426 . Il “Collegato Lavoro”, quindi, non ha in alcuna misura influito sulla disciplina della sospensione dell'attività imprenditoriale (per lavoro “nero”): la novella, quindi, si è limitata “a riformare la sola maxisanzione, vale a dire l'ipotesi di sanzione pecuniaria amministrativa che aggrava il quadro sanzionatorio per chi occupa lavoratori “in nero”, ritenendo maggiormente meritevole di specifica reazione punitiva, ferma restando la repressione per tutte le forme di lavoro sommerso comunque sanzionate con le ordinarie sanzioni amministrative e previdenziali, per il lavoro subordinato irregolarmente instaurato” 427 . Ciò chiarito, va considerato che le somme aggiuntive versate, ai fini della revoca del provvedimento di sospensione adottato dagli organi ispettivi del Ministero del Lavoro, incrementano il Fondo per l'occupazione 428 e vengono destinate al finanziamento degli interventi di contrasto al lavoro sommerso ed irregolare 429 . § 11.1.1.c) La regolarizzazione delle violazioni accertate Stante la finalità cautelare del provvedimento di sospensione, la regolarizzazione delle violazioni accertate non può non porsi quale condizione imprescindibile per il conseguimento della revoca. Per quanto concerne la revoca del provvedimento di sospensione per lavoro “nero”, si sono in precedenza affrontate le problematiche poste dalla rigida e severa lettura della nozione di “regolarizzazione” 430 . Sicché, muovendo dal presupposto che il Legislatore impone “la 426 427 428 429 430 Cfr. Ministero del Lavoro che con Circolare n. 38 del 12 novembre 2010, 3, reperibile in http//www.lavoro.gov.it Così, A. Casotti, M. R. Gheido, E. Massi, L.C. Natali, P. Rausei, R. Schiavone, A. Sica, Collegato Lavoro, L. 4 novembre 2010, n. 183, Ipsoa, Milano, 2010, 148. Previsto dall'art. 1, comma 7, D.L. 20 maggio 1993, n. 148, convertito con modificazioni dalla L. 19 luglio 1993, n. 236 Individuati con con decreto del Ministro del Lavoro, di cui all'art. 1, co. 1156, lett. g) della L. 27 dicembre 2006, n. 296. Per la quale si rinvia a quanto esposto nel Capitolo Secondo, § 3.1. 175 175

egolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria” 431 , la prassi amministrativa 432 sembra convincersi che un'impostazione eccessivamente ed ingiustificatamente rigorosa potrebbe compromettere la sopravvivenza delle imprese con inevitabili ripercussioni sul piano socio-economico: ragion per cui, l'obbligo di regolarizzare la manodopera impiegata al “chiaro di luna” implicherà unicamente il compimento da parte del datore di lavoro di tutti quegli atti normativamente legati all'assunzione (quali la comunicazione di assunzione al Centro per l'impiego, la denuncia agli enti previdenziali, la registrazione sul libro unico del lavoro) nonché l'assolvimento di quei doveri minimi in materia di sicurezza ove previsti 433 (quali la formazione, l'informazione e la sorveglianza sanitaria, in base a quanto disposto rispettivamente dagli artt. 37, co.1, 36 co.1 e 18, co. 1, lett. g, D. Lgs. n. 81/2008) 434 ; fermo restando, si intende, il pagamento della somma aggiuntiva (pari a 1.500 euro). L'unico limite previsto dal Dicastero del Lavoro alla regolarizzazione di manodopera “in nero” si sostanzia nella negazione del contratto di lavoro intermittente e di tutte quelle tipologie contrattuali per le quali la forma scritta è richiesta ad substantiam 435 . Tale esclusione, innanzitutto, trova la sua ragion d'essere nel fatto che è impossibile la regolarizzazione postuma di un lavoratore mediante l'impiego di forme contrattuali, per la cui esistenza, la forma scritta rappresenta un requisito essenziale: in siffatte ipotesi, il datore di lavoro non avrebbe alcuna possibilità di dimostrare l'esistenza del rapporto contrattuale ai fini del conseguimento dell'atto 431 Sensibile dottrina coglie subito come il correttivo del 2009 ha mancato di adeguare detta espressione a quella formulata nel comma 1 del medesimo art. 14 ove si parla semplicemente di “documentazione obbligatoria” e non di “scritture o altra documentazione obbligatoria”, così P. Pascucci, L'interpello, la vigilanza e la sospensione dell'attività imprenditoriale in L. Zoppoli, P. Pascucci e G. Natullo (a cura di) Le nuove regole per la salute e la sicurezza dei lavoratori...cit., 231 e 232. 432 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 8. 433 Si pensi, a titolo esemplificativo, al lavoro in edilizia, al lavoro minorile (L. 17 ottobre 1967, n. 977) ed al lavoro notturno (D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66). 434 In riferimento a detti obblighi prevenzionistici, aventi rilievo penale contravvenzionale, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009 ...cit., 12 sollecita il personale ispettivo ad adottare il provvedimento di prescrizione obbligatoria (artt. 20 ss., D. Lgs. n. 758/1994) relativo a dette violazioni e verificare, conseguentemente, l'ottemperanza alla prescrizione impartita. A questo proposito sembrerebbe sufficiente, da un lato, il certificato di visita medica redatto dal medico competente (per la sorveglianza sanitaria), dall'altro, un piano di apprendimento di tutti i rischi connessi allo svolgimento delle mansioni a cui il lavoratore è adibito (per l'obblighi di formazione e informazione), così, V. Lippolis e G. Anastasio, La sospensione dell'attività d'impresa … cit., 19. 435 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009 … cit., 8. 176 176

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