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Lavoro e Diritto 6 5

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di revoca; i contratti

di revoca; i contratti che richiedono la forma scritta ad substantiam 436 , infatti, hanno validità giuridica solo se consacrati in un documento, perciò la prova della loro esistenza deve essere data in giudizio mediante l'esibizione della relativa scrittura, la quale non può essere sostituita da nessun altro mezzo probatorio 437 . Detto altrimenti: “quando la forma scritta è richiesta dalla legge a pena di nullità, essa assurge ad elemento costitutivo del contratto e dato che il contratto nullo non può essere di regola né convalidato né sanato ma, al limite, per il principio di conservazione, convertito in altro contratto, nel rispetto dei presupposti di cui all'art. 1424 c.c., va da sé che la regolarizzazione del contratto di lavoro “ora per allora” non può avvenire ricorrendo a tipologie che richiedono la forma scritta ad substantiam” 438 . Inoltre, tale esclusione risponde, altresì, all'esigenza di contrastare regolarizzazioni solo strumentali al conseguimento della revoca, in tal modo precludendo al provvedimento di sospensione di intervenire in modo sostanziale e duraturo sul rapporto accertato; perciò, quella che appare un mero limite alla libertà contrattuale delle parti, in realtà, è un'opportuna previsione volta ad evitare possibili regolarizzazioni a termine, proiettate alla sola ripresa dell'attività imprenditoriale ed alla prosecuzione della stessa con manodopera che, da lì a poco, tornerà ad essere occupata in modo irregolare: da qui, il divieto di regolarizzare, appunto, anche con contratto di lavoro intermittente 439 . Quello della tipologia contrattuale è l'unico limite che il Dicastero impone per la regolarizzazione; infatti, contrariamente al passato 440 , l'estinzione dell'intera posizione debitoria con pagamento in unica soluzione gravante sul soggetto sospeso (per le somme dovute allo Stato ed agli Enti previdenziali ed assicurativi a titolo sanzionatorio e contributivo) non è più pretesa dalla prassi amministrativa ai fini dell'emanazione dell'atto di revoca. Vi è un solo caso in cui è dovuto il versamento dei contributi maturati in corso di prestazione: si tratta delle ipotesi di impiego di lavoratori non titolari di 436 437 438 439 440 La forma scritta ad substantiam è prevista, ad esempio, per il contratto di lavoro subordinato sportivo (art. 4 L. 23 marzo 1981, n. 91); per i contratti a termine ex D.Lgs. 6 settembre 2001, n.368); per l'apprendistato ed il contratto di inserimento (artt. 47 e 56 D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276). In particolare non può essere sostituita dalla prova testimoniale, né dal comportamento processuale delle parti, che abbiano concordemente ammesso, anche implicitamente, l'esistenza del diritto costituito con l'atto non esibito, così, V. Lippolis e G. Anastasio, La sospensione dell'attività d'impresa … cit., 19. I.V. Romano, La regolarizzazione dei lavoratori quale condizione per la revoca del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale in http//www.adapt.it, 11 gennaio 2010, 2. L'A. constata come in siffatta ipotesi l'impresa possa confidare sul fatto che un immediato successivo accertamento ispettivo non è, da un punto di vista strettamente probabilistico, usuale. In tal senso v. I. V. Romano, La regolarizzazione dei lavoratori quale condizione per la revoca del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale … cit., 2. Cfr. quanto riferito al Capitolo Secondo, § 3.1. 177 177

permesso di soggiorno e di lavoratori minori illegalmente occupati; in detti casi, infatti, l'impossibilità di procedere all'assunzione e l'eccezione al regime ordinario della nullità previsto dall'art. 2126 c.c. 441 inducono la prassi amministrativa ad esigere, ai fini della revoca, il versamento dei contributi previdenziali maturati in forza della prestazione irregolarmente resa. Per quanto concerne la revoca della sospensione per violazione delle norme prevenzionistiche (penali di natura contravvenzionale), “l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro” (art. 14, co. 4, lett. b), comporta la verifica dell'ottemperanza alla prescrizione impartita secondo quanto disposto dal D. Lgs. n. 758/1994, oltre, come si è detto, il pagamento della somma aggiuntiva pari, in tal caso, a 2.500 euro. §11.1.2. La revoca della sospensione adottata dagli organi di vigilanza delle Aziende sanitarie locali L'art. 14, co.5, D. Lgs. n. 81/2008 prevede che è condizione per la revoca del provvedimento di sospensione da parte dell'organo di vigilanza delle Aziende sanitarie locali: a) l'accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; b) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a 2.500 euro rispetto a quelle previste dal comma 6, che fa salva l'applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti. Se sotto il profilo soggettivo valgono le medesime riflessioni compiute per l'atto di revoca disposto dagli ispettori del lavoro, sotto il profilo oggettivo occorre osservare che la somma aggiuntiva unica prevista per la revoca della sospensione adottata dagli organi di vigilanza delle Aziende sanitarie locali è destinata ad integrare l'apposito capitolo regionale per finanziare l'attività di prevenzione nei luoghi di lavoro (art. 14, co. 8, D. Lgs. n. 81/2008). In dottrina non è mancato chi ha osservato che nell'ipotesi in cui, nei confronti della medesima realtà imprenditoriale ricorrano entrambi i presupposti per l'adozione della sospensione dei lavori, il trasgressore, al fine di conseguire la revoca, dovrà versare una somma aggiuntiva pari a 4.000 euro (2.500 più 1.500) 442 . 441 Sul punto si rinvia a quanto indicato nel Capitolo Secondo, nota 241. 442 Così, A. Del Torto, Sospensione dell'attività imprenditoriale: le novità introdotte al Tusic in Diritto & Pratica del Lavoro...cit., 2487. Secondo l'A. la descritta situazione può ricorrere, 178 178

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