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Lavoro e Diritto 6 5

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contro la persona che le ha rese; alla stessa logica risponde, altresì, l'inutilizzabilità delle dichiarazioni fornite da chi doveva essere ascoltato sin dall'inizio come imputato o come persona sottoposta alle indagini (art. 63 c.p.p.). In ogni caso è pacifico che la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria conferita dall'ordinamento agli organi di vigilanza nei termini anzidetti si sostanzia nell'attribuzione in mano a questi di un'arma indispensabile all'esercizio di un'attività di controllo efficace ed incisiva, che assicuri il perseguimento delle condotte illecite e, soprattutto, assicuri una tutela piena ed esaustiva dei beni giuridici che le norme violate si prefiggono di tutelare. Infatti, come riconosciuto da autorevole dottrina, se da un lato è pacifico che l'ordinamento penale contribuisce a prevenire i reati, dall'altro è altrettanto pacifico che la sola esistenza delle leggi non è di per sé sufficiente a realizzare il fine general preventivo che l'ordinamento si propone di conseguire: occorrono, a tal scopo, efficienti apparati di law enforcement ed un funzionamento di questi che sia di fatto conforme agli obiettivi ed ai criteri legali. L'efficacia deterrente della legge penale dipende da una molteplicità di fattori e tra questi rientra proprio l'effettiva applicazione delle sanzioni (quindi la loro certa e tempestiva applicazione) e la loro concreta percezione da parte dei consociati 466 . Sulla scorta di quanto detto è possibile comprendere come la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria attribuisca all'azione di vigilanza quella enforcement necessaria a dare effettività a tutte quelle regole che l'ordinamento detta nella legislazione del lavoro e della salute e sicurezza. § 3. I rapporti tra il provvedimento di sospensione e il sequestro, quale misura cautelare reale A fronte di violazioni normative che integrano ipotesi di reato ed in presenza del pericolo che i beni e le cose afferenti alla situazione penalmente rilevante possano disperdersi o alterarsi in attesa dell'intervento del Pubblico Ministero, agli organi di controllo, proprio perché Ufficiali di Polizia Giudiziaria, è riconosciuto un potere di iniziativa d'urgenza, l'esercizio del quale consente loro di adottare provvedimenti provvisori, suscettibili di perdere efficacia se non convalidati dall'Autorità Giudiziaria entro i termini normativamente previsti. Si tratta delle cosiddette “pre-cautele reali”, quali il sequestro preventivo d'urgenza ed il sequestro probatorio d'urgenza: il primo ha luogo quando gli ufficiali di polizia giudiziaria, stante la situazione d'urgenza, dispongono il sequestro della cosa pertinente al reato, laddove la libera disponibilità della stessa possa aggravare o protrarre le conseguenze dello stesso o agevolare la 466 In tal senso, D. Pulitanò, Diritto Penale … cit., 25 e 26. L'A. in ordine al fatto che la mera esistenza della legislazione penale non possa e non debba ritenersi sufficiente a prevenire fatti penalmente rilevanti, ricorda come le pagine della letteratura manzoniana contengano un valido esempio di ciò: le “grida”, che, seppur ripetutamente emanate, non venivano mai applicate. 191 191

commissione di altri fatti di rilievo penale (art. 321 c.p.p.); il secondo ha luogo quando l'ufficiale di polizia giudiziaria, nel compiere accertamenti sullo stato dei luoghi e delle cose, in attesa che intervenga il magistrato del pubblico ministero, non potendo altrimenti impedire alterazioni o modificazioni, procede direttamente al sequestro del corpo del reato e delle cose a questi pertinenti (art. 354 c.p.p.) 467 . Attese le finalità cautelari che queste misure hanno in comune con il provvedimento di sospensione si pone la necessità di valutarne i rapporti: in particolare, si pone spontanea la questione in merito alla compatibilità del provvedimento penale con il provvedimento amministrativo, di cui all'art. 14 T.U. Sicurezza per violazioni prevenzionistiche; più specificatamente, occorre chiarire se la predisposizione di un sequestro escluda a priori l'emanazione dell'ordine di sospensione per violazioni della disciplina antinfortunistica. Il Dicastero del Lavoro prende posizione sul punto, escludendo che il provvedimento di sospensione dell'attività d'impresa possa sovrapporsi al provvedimento di sequestro quando i rispettivi “spazi” di applicazione coincidano; a titolo esemplificativo il Ministero considera l'ipotesi in cui il sequestro incide su tutta l'area di cantiere oppure incide soltanto in una zona del cantiere in cui, comunque, opera l'impresa nei cui confronti “andrebbe” notificato il provvedimento di sospensione. In casi siffatti è pacifico che, una volta disposto il sequestro, lo svolgimento dell'attività d'impresa ivi esercitata è, comunque, preclusa anche se il provvedimento di sospensione non viene disposto. Vien da sé, quindi, che, ove gli ambiti operativi delle relative misure (sequestro e sospensione) siano diversi, riaffiorano quelle esigenze cautelari che possono e devono essere garantite mediante l'adozione di entrambi i provvedimenti; del pari, la stessa esigenza di tutela persiste anche nel caso in cui l'Autorità Giudiziaria non convalidi il sequestro 468 : limitatamente, quindi, a questa duplice ipotesi, il Ministero ammette l'adozione del provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale “stante la natura anche sanzionatoria dello stesso” 469 . Per quanto riguarda, invece, la particolare ipotesi della possibile 467 Cfr. A.A. Dalia e M. Ferraioli, Manuale di diritto processuale penale, Padova, Cedam, 2001, 268 e 269. 468 Il verbale di sequestro disposto prima dell'intervento del pubblico ministero dagli ufficiali di polizia giudiziaria deve essere, nelle quarantotto ore successive, trasmesso al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito, il quale, a sua volta, ove non disponga la restituzione delle cose sequestrate, richiede al giudice la convalida entro quarantotto ore dalla ricezione del verbale; il sequestro, inoltre, perde efficacia quando non vengono osservati i termini predetti ovvero quando il giudice non emette l'ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta (art. 321, co. 3 bis e 3 ter, c.p.p.), cfr. G. Lozzi, Lezioni di procedura penale, Giappichelli Editore, Torino, 2011, 335. 469 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 10. 192 192

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