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Lavoro e Diritto 6 5

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sottoposizione a sequestro ex art. 321 c.p.p. di quella particolare “porzione” dell'attività imprenditoriale, interessata dalle violazioni che hanno determinato l'assunzione del provvedimento di sospensione disatteso dal datore di lavoro, si rinvia a quanto si dirà sul reato di inottemperanza all'ordine di sospensione disposto per gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro 470 . § 4. L'inosservanza del provvedimento di sospensione: un nuovo (duplice) reato nella legislazione penale Si è già osservato come l'ingresso del provvedimento di sospensione dell'attività d'impresa nell'ordinamento giuslavoristico italiano abbia avuto luogo senza che il Legislatore si preoccupasse di disciplinare la reazione dello Stato nel caso in cui questi venisse disatteso. In ogni caso, dottrina e prassi amministrativa convenivano nel ritenere che la condotta violativa dell'ordine di sospensione legalmente dato integrasse il reato di inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità per ragioni di pubblica sicurezza, di cui all'art. 650 c.p. 471 . Al Legislatore ci vollero ben due anni per comprendere che il presidio penale contemplato dall'art. 650 c.p. non poteva ritenersi sufficiente a scoraggiare quei datori di lavoro che preferivano vedersi comminare le sanzioni previste dall'ordinamento per detto reato, anziché rispettare l'ordine di sospensione loro rivolto. 472 Infatti, anche a voler prescindere dagli effetti favorevoli prodotti dall'eventuale disapplicazione del provvedimento di sospensione ad opera del giudice in capo al datore di lavoro 473 , resta, comunque, fermo il fatto che al reato di inosservanza del provvedimento emanato dall'Autorità per ragioni di sicurezza è applicabile il procedimento di oblazione previsto dall'art. 162 bis c.p. (cosiddetta “oblazione speciale” 474 o “oblazione discrezionale” 475 o, anche, “oblazione 470 Vedi § 4.1 del presente Capitolo. 471 Al riguardo si richiama quanto esposto al Capitolo Secondo, § 3.4.. 472 D. Papa, Provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale: novità dal CDM...cit., 26. 473 Se il giudice dovesse ritenere che il provvedimento non fosse “legalmente dato” potrebbe disapplicarlo con conseguente proscioglimento dell'imputato, perché il fatto non costituisce reato. In ogni caso, per la ricostruzione del dibattito sul sindacato dell'atto amministrativo da parte del giudice penale si rinvia a quanto esposto nel Capitolo Secondo, § 3.4., in particolare, nota 234. 474 Si dice “speciale”, per distinguerla dall'ipotesi di oblazione “comune” contemplata dall'art. 162 c.p.. La ratio di quest'ultimo istituto viene tradizionalmente ravvisata “nell'esigenza dello Stato di definire con economia e sollecitudine i procedimenti concernenti i reati di minima importanza”. Sotto il profilo dogmatico essa va qualificata come causa estintiva del reato e trova applicazione in presenza delle seguenti condizioni: a) deve sussistere una contravvenzione per la quale la legge stabilisce la sola pena dell'ammenda di qualsiasi ammontare; b) il contravventore deve aver presentato domanda di ammissione all'oblazione prima dell'apertura del dibattimento o del decreto penale di condanna; c) il contravventore deve aver adempiuto tempestivamente all'obbligo di pagamento assunto, obbligo pari ad un terzo del massimo dell'ammenda previsto dalla legge. In 193 193

facoltativa”). In virtù di quest'ultimo procedimento il contravventore potrà essere ammesso a pagare una somma di denaro pari alla metà del massimo dell'ammenda prevista (che, nel caso di specie, ammonta ad una somma pari alla metà di duecentosei euro) oltre alle spese relative al giudizio: una volta presentata la domanda di oblazione (che a differenza di quella per l'ammissione all'oblazione “comune”, può essere riproposta sino all'inizio della discussione finale del dibattimento di primo grado) il Giudice può ammettere il contravventore all'oblazione speciale solo ove non ricorrano alcune ipotesi di esclusione; al contravventore, infatti, non deve essere stata contestata la recidiva reiterata (art. 99 c.p.) o l'abitualità nelle contravvenzioni (art. 104 c.p.) o la professionalità nel reato (art. 105 c.p.); non devono permanere le conseguenze dannose o pericolose del reato ed il giudice non deve ritenere il fatto “grave” 476 . Nel 2008, con la riscrittura della disciplina sul provvedimento di sospensione e cioè con la formulazione dell'art. 14 del T.U. Sicurezza, il Legislatore introduce una nuova figura di reato, mediante la quale persegue e sanziona con l'arresto (fino a sei mesi) il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione (art. 14, co. 10, D. Lgs. n. 81/2008). Successivamente, con il correttivo del 2009 (art. 11, co. 1, lett. c, D. Lgs. n. 106/2009) il Legislatore ripensa il reato di inosservanza del provvedimento di sospensione, distinguendo la condotta di inottemperanza del provvedimento di sospensione adottato per lavoro irregolare da quella di inosservanza del provvedimento di sospensione emanato per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, ritenendo, in tal modo, le due fattispecie di diverso disvalore. § 4.1. L'inottemperanza del provvedimento di sospensione adottato per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul presenza di tutte queste condizioni l'oblazione “comune” è automatica; ciò porta autorevole dottrina a ritenere che questo tipo di oblazione sia equivalente ad una depenalizzazione di fatto: in tal senso, G. Fiandaca e E. Musco, Diritto Penale, Parte Generale … cit., 746. In ogni caso l'oblazione “comune”, per effetto dell'art. 127 L. n. 689/1981, non sembra potersi applicare alle contravvenzioni (punite con la sola pena dell'ammenda) previste dalla legislazione in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro; in ordine a tale inapplicabilità cfr. D. Pulitanò, Diritto Penale … cit., 671; inoltre, sul punto si richiama quanto enunciato nel Capitolo Primo, Sezione Seconda, § 3.2.2., in particolare nota 117. 475 Il profilo discrezionale di detta ipotesi estintiva del reato deriva dal fatto che la sua ammissione è rimessa al potere decisorio del giudice. Infatti, l'oblazione speciale, se da un lato è prevista per le contravvenzioni punite con la pena alternativa dell'arresto e dell'ammenda, dall'altro è applicata discrezionalmente dal giudice, cfr. G. Fiandaca e E. Musco, Diritto Penale, Parte Generale … cit., 746. 476 La previsione della “gravità del fatto”, quale ipotesi di esclusione dell'oblazione “speciale” ha suscitano alcune perplessità in dottrina che ne ha criticato la sua eccessiva genericità, vedi cfr. G. Fiandaca e E. Musco, Diritto Penale, Parte Generale … cit., 747. 194 194