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Lavoro e Diritto 6 5

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lavoro Il Legislatore

lavoro Il Legislatore del 2009 conferma la pena dell'arresto fino a sei mesi per il datore di lavoro che non osserva il provvedimento di sospensione emesso nei suoi confronti dagli ispettori ministeriali o dagli organi di controllo delle Aziende Sanitarie Locali per gravi e reiterate violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In dottrina non manca chi constata come con tale previsione il Legislatore punisca più severamente la condotta di inottemperanza ad un provvedimento cautelare che condotte ritenute più pericolose per la persona del lavoratore, come, ad esempio, l'occupazione di manodopera in locali non conformi ai requisiti di salute e sicurezza, sanzionata con la (più lieve) pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda (art. 68, co. 1, lett. b, D. Lgs. n. 81/2008) 477 . In ogni caso, resta fermo il fatto che, proprio perché l'ordine di sospensione è adottato per gravi e reiterate violazioni aventi rilievo penale 478 , la sua inottemperanza può dar luogo a quei presupposti (fumus boni juris, cioè la sussistenza di un illecito penale ed il periculum in mora, cioè il pericolo imminente per il bene meritevole di tutela) in presenza dei quali l'ordinamento consente l'adozione di misure cautelari sui beni (per questo dette “reali”) come il sequestro preventivo disciplinato dall'art. 321 c.p.p.; l'adozione di detta misura, peraltro, non è preclusa all'ufficiale di polizia giudiziaria neppure durante la sospensione del procedimento penale purché sia stato impartito al contravventore relativo atto di prescrizione 479 . Da qui, emerge, ancora una volta, come la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria consenta al funzionario ispettivo di impiegare tutti quegli strumenti previsti dall'ordinamento per garantire una tutela piena ed effettiva a quei valori aventi valenza primaria. § 4.1.1. L'applicazione delle misure premiali contemplate dal D.Lgs. n. 81/2008: un'ipotesi giuridicamente ammissibile, ma sostanzialmente discutibile Nella ricostruzione del contesto storico giuridico in cui è stato emanato il T.U. Sicurezza, si ha avuto modo di osservare 480 come la Legge delega n. 123/2007, 477 Così, P. Rausei, L'inottemperanza al provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, in F. Giunta e D. Micheletti (a cura di), Il nuovo diritto penale della sicurezza nei luoghi di lavoro...cit., 361. 478 Si ricorda che nel caso in cui il provvedimento di sospensione sia adottato dagli ispettori del lavoro per gravi e reiterate violazioni della materia prevenzionistica, le ipotesi di adozione si riducono a quelle previste dall'Allegato I al D.Lgs. n. 81/2008. 479 In tal senso, P. Soprani, Indicazioni ministeriali sulla sospensione della attività imprenditoriale...cit. 60 e P. Rausei, L'inottemperanza al provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, in F. Giunta e D. Micheletti (a cura di), Il nuovo diritto penale della sicurezza nei luoghi di lavoro...cit., 361. 480 Si rinvia a quanto enunciato al Capitolo Primo, Sezione Seconda, § 3.2.1. 195 195

tra le linee guida dettate al Legislatore delegato ai fini della redazione del tanto atteso T.U., prevedesse l'impiego di misure atte a favorire la regolarizzazione delle situazioni illecite accertate e l'eliminazione del pericolo che valorizzassero il sistema premiale di cui al d. lgs. n. 758/1994 (art. 1, lett. f, n. 1). In ossequio a tale criterio orientativo, il Legislatore del 2008 detta una norma di carattere generale (art. 302) che contempla una forma di definizione delle contravvenzioni punite con la sola pena dell'arresto: autorevole dottrina ha subito constatato che questo istituto, se da un lato non è di agevole inquadramento sistematico, dall'altro presenta più di qualche assonanza con la figura dell'oblazione codicistica 481 . Infatti, in virtù di questa disposizione il Giudice può, su richiesta dell'imputato, sostituire la pena detentiva irrogata (nel limite di dodici mesi) con il pagamento di una somma di denaro (che non può mai essere inferiore ai duemila euro) determinata in base ai criteri di ragguaglio previsti dall'art. 135 c.p. 482 ; la sostituzione della pena dell'arresto con la sanzione pecuniaria, però, può avvenire soltanto quando siano state eliminate tutte le fonti di rischio e le conseguenze dannose del reato; inoltre essa è consentita ove la contravvenzione non abbia avuto un contributo causale nel verificarsi di un infortunio sul lavoro, da cui sia derivata la morte ovvero una lesione personale o da cui sia derivata l'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un periodo superiore a quaranta giorni. Le conseguenze favorevoli prodotte dalla sostituzione della pena detentiva, prevista dal cit. art. 302 T.U. Sicurezza, sono ancora più rilevanti se si considera che il reato si estingue nell'ipotesi in cui, nei tre anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza con cui è stata compiuta la sostituzione di pena, l'imputato non ha più commesso reati (tra quelli contemplati dal T.U. della Sicurezza, ovvero i reati di cui all'art. 589, co. 2 483 , e 590, co. 3, c.p. 484 , 481 Cfr. R. Bricchetti e L. Pistorelli, La sospensione non preclude l'archiviazione in Inserto a Guida al Diritto n. 21- 24 maggio 2008, XII. 482 Art. 135 c.p. Ragguaglio tra pene pecuniarie e pene detentive - Quando, per qualsiasi effetto giuridico, si deve eseguire un ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo ha luogo calcolando duecentocinquanta euro o frazione di duecentocinquanta euro, di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva. La norma è stata così modificata dall'art. 3, co. 62, L. 15 luglio 1993, n. 402, Nuovo pacchetto sicurezza che ha rivalutato il coefficiente di ragguaglio tra pene detentive e pene pecuniarie di cui all'art. 135 c.p., portandolo da trentotto euro a duecentocinquanta euro. Secondo A. Scarcella, Il mutato quadro sanzionatorio in P. R. Pais (a cura di) La nuova normativa di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D. Lgs. n. 81/2008 coordinato con le modifiche introdotte da D. Lgs. n. 106/2009), EPC Libri, Roma, 2009, 325, sotto il profilo pratico, questo “aumento di oltre sei volte del valore di cambio (…) rischia di incidere sull'efficienza del procedimento per decreto penale di condanna in tutti quei casi in cui lo stesso viene adottato previa conversione della pena detentiva in pena pacuniaria: infatti è ragionevole attendersi che il sensibile aumento di quest'ultima faccia registrare un maggior numero di opposizioni”. 483 Art. 589 c.p. Omicidio colposo – 1. Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme 196 196