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Lavoro e Diritto 6 5

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quello della revoca

quello della revoca della sospensione nel caso in cui il destinatario del provvedimento elimini le irregolarità che ne hanno determinato l'adozione. “Non parrebbe, quindi, razionale, indebolire tale meccanismo di incentivazione alla regolarizzazione, consentendo al datore di lavoro che non se ne sia avvalso di continuare nella propria attività, per poi ricorrere, con riferimento al reato integrato violando il provvedimento sospensivo, allo strumento estintivo contemplato dall'art. 302” 488 . In effetti, è come se l'ordinamento inseguisse il contravventore: dapprima, promettendogli la revoca della sospensione e poi consentendogli, pur a fronte della sua totale indifferenza per le violazioni compiute e ad un passo dalla pena, di usufruire dei benefici previsti dall'art. 302 T. U. Sicurezza, che tra l'altro - come rilevato da attenta dottrina – dopo il correttivo del 2009 ha “acquisito un volto troppo indulgenzialista” 489 . Ora, innanzi ad un quadro sanzionatorio così delineato l'applicazione dell'art. 302 al datore di lavoro che disattende il provvedimento di sospensione appare soddisfare più l'esigenza di deflazionare i processi penali piuttosto che l'esigenza di incentivare il ripristino delle norme violate. § 4.2. L'inottemperanza del provvedimento di sospensione adottato per lavoro irregolare Per effetto del correttivo del 2009 il datore di lavoro che viola l'ordine di 488 Così, P. Aldrovandi, Le misure premiali introdotte nel sistema sanzionatorio penale in Igiene e Sicurezza del Lavoro, n. 6/2008, 340, nota n. 6. Si precisa che l'A. esprime la sua posizione in riferimento alle norme ante decreto correttivo del 2009; tuttavia, posto che già allora era sostenuta l'operatività dell'art. 302 al reato di inottemperanza al provvedimento di sospensione e posto, altresì, che anche dopo la novella del 2009 la pena prevista per l'inottemperanza del provvedimento di sospensione per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro la pena prevista è la stessa (arresto fino a sei mesi) non vi sono ragioni di ritenere che detta impostazione non sia ancora attuale. 489 Così, testualmente, V. Valentini, La del diritto penale della sicurezza sul lavoro: due pseudo-riforme in F. Basenghi, L. E. Golzio, A. Zini (a cura di), La prevenzione dei rischi e la tutela della salute in azienda. Il testo Unico e il decreto correttivo n. 106/2009 … cit., 286. L'A. argomenta la sua affermazione, constatando che il decreto correttivo del 2009 elimina dal testo della norma l'indicazione del termine entro cui ricondurre la situazione a conformità giuridica, riconoscendo, in tal modo, al contravventore un “margine di manovra” addirittura più ampio di quello riconosciutogli in precedenza, cosicché, questi “con tutta calma” potrà regolarizzare e, quindi, beneficiare della sostituzione della pena detentiva, fino alla conclusione del giudizio di secondo grado. Inoltre, viene altresì espunta la clausola ostativa inerente all'aver precedentemente riportato condanne definitive per reati in materia di salute e sicurezza, con la conseguenza che del meccanismo della sostituzione della pena dell'arresto con quella pecuniaria possono beneficiare anche soggetti recidivi. In terzo luogo – continua l'A. - la procedura premiale in parola non è consentita ove la violazione commessa abbia avuto un contributo causale ad un infortunio mortale o ad un infortunio da cui sia derivata un'incapacità del lavoratore superiore a quaranta giorni; ne deriva, quindi, che nei casi in cui dall'infortunio consegua un'incapacità pari a quaranta giorni, il meccanismo premiale è fruibile anche se l'evento infortunistico, in casi siffatti, vada ben oltre le mere “bagatelle”. 199 199

sospensione adottato per lavoro irregolare è punito con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da duemilacinquecento euro a seimilaquattrocento euro. Alcuni in dottrina osservano come detta condotta sia da un lato punita meno severamente rispetto a quella violativa dell'ordine di sospensione emanato per irregolarità prevenzionistiche (attesa la sua minore gravità), dall'altro con la massima pena prevista per il datore di lavoro all'interno del quadro sanzionatorio di cui al T.U. Sicurezza novellato dal correttivo del 2009 490 . § 4.2.1. L'applicazione delle misure premiali contemplate dal D.Lgs. n. 81/2008: un possibile disincentivo alla revoca del provvedimento di sospensione? Innanzitutto, va considerato che il reato di inottemperanza al provvedimento di sospensione previsto per lavoro irregolare si sostanzia in una contravvenzione punita con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda. Ciò induce il Ministero del Lavoro a ritenere applicabile a detta fattispecie l'istituto della prescrizione obbligatoria previsto dall'art. 301 T.U. Sicurezza 491 , il quale, come modificato dal decreto correttivo del 2009 492 , sancisce l'applicabilità delle disposizioni in materia di prescrizione ed estinzione del reato di cui agli artt. 20 e seguenti del D. Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758 493 alle contravvenzioni in 490 P. Rausei, L'inottemperanza al provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, in F. Giunta e D. Micheletti (a cura di), Il nuovo diritto penale della sicurezza nei luoghi di lavoro...cit., 364. 491 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 9. 492 Per esattezza la modifica legislativa è avvenuta ad opera dell'art. 142, co. 1, D. Lgs. n. 106/2009. 493 Il D. Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758, che reca “Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro”, disciplina un peculiare meccanismo di “estinzione” di una serie di contravvenzioni in ambito di sicurezza ed igiene del lavoro, punite con la pena detentiva in alternativa a quella pecuniaria (elencate nell'Allegato I a detto decreto): esso incontra il favore anche della dottrina più ostile ai meccanismi “premiali”, in quanto la logica che informa questa fattispecie “estintiva” è quella di un'efficace reintegrazione dell'offesa penale arrecata; così N. Mazzacuva e E. Amati, Il diritto penale del lavoro in F. Carinci (diretto da) Commentario Diritto del Lavoro, Utet, Torino, 2007, 421. In ordine alla disciplina del meccanismo estintivo contemplato e disciplinato dal D. Lgs. n. 758/1994 si deve osservare che proprio la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria consente al funzionario ispettivo (del Ministero del Lavoro o dell'Azienda Sanitaria Locale), ove accerti una violazione integrante un reato in materia di sicurezza e di igiene del lavoro, punito con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda, di adottare nei confronti del contravventore un atto detto “prescrizione”, mediante il quale gli intima di sanare le violazioni rilevate entro un termine congruo, cioè tecnicamente necessario alla regolarizzazione (artt. 19 e 20 D.Lgs. 758/94). Tale atto consente, altresì, all'organo procedente di vigilanza di imporre tutte quelle specifiche misure dirette a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro (art. 20, co. 1 e 3, D.Lgs. 758/94), come la cessazione immediata delle (sole) lavorazioni inerenti alle violazioni accertate, sino al tempo della loro regolarizzazione. In ogni caso, proprio perché la violazione accertata integra, comunque, un fatto penalmente rilevante, resta fermo l'obbligo a carico del funzionario ispettivo di riferire alla Procura della Repubblica la relativa notizia di reato secondo il disposto di cui all'art. 347 c.p.p. (art. 20, co. 5, D. Lgs. n. 758/1994). L'atto di prescrizione impartito dall'organo di controllo al contravventore sospende il procedimento penale (art. 23, D. Lgs. n. 758/1994): la ratio di tale 200 200

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