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Lavoro e Diritto 6 5

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prescrizione non poteva

prescrizione non poteva essere impartita. Accadeva, pertanto, che per le condotte ritenute dal Legislatore di minore gravità (in quanto sanzionate con la sola pena dell'ammenda) al contravventore venivano negati i benefici della prescrizione; benefici, che, per contro, venivano riconosciuti a quel contravventore autore di condotte più riprovevoli per l'ordinamento (in quanto sanzionate con la pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda): detto altrimenti, solo per le ipotesi contravvenzionali connotate da un maggior grado di riprovevolezza era ammessa l'estinzione del reato in sede amministrativa. Per rimediare a questa stortura del sistema la dottrina prevalente conveniva in ordine al fatto che per le contravvenzioni punite con la sola pena pecuniaria il contravventore poteva, comunque, usufruire dell'oblazione discrezionale (“speciale” o anche detta “facoltativa”) di cui all'art. 162 bis c.p., posto che ai sensi del combinato disposto degli artt. 127 e 34, lett. n), L. n. 689/1981 - come già precisato 498 - in materia di sicurezza, igiene e salute sul lavoro sarebbe esclusa la possibilità di beneficiare dell'oblazione comune (“semplice” o “ordinaria” che a dir si voglia) prevista dall'art. 162 c.p. 499 . Si trattava, però, di un rimedio certamente meno vantaggioso rispetto a quello contemplato dal D. Lgs. n. 758/1994, in quanto, anche laddove il Giudice avesse accolto l'istanza del contravventore, quest'ultimo sarebbe stato ammesso a pagare una somma pari alla metà (anziché ad un quarto) del massimo dell'ammenda prevista per la violazione commessa, oltre alle spese di giudizio 500 . Il Legislatore del 2009, presa coscienza di detta incongruenza modifica il testo dell'art. 301 così da estendere l'applicabilità delle disposizioni di cui agli artt. 20 e seguenti del D. Lgs. n. 758/1994 anche alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro punite con la sola ammenda. Per effetto di tale intervento correttivo, quindi, l'ingiustificata inapplicabilità dell'istituto nei casi avvertiti dal Legislatore come meno gravi, in quanto sanzionati con la sola pena pecuniaria, può dirsi definitivamente superata: proprio l'estensione del campo di applicazione dell'istituto è considerata da autorevole dottrina come la principale innovazione recata al Testo Unico Sicurezza 498 Si richiama quanto enunciato alla nota 17 del Presente Capitolo. 499 Vedi Cfr. P. Aldrovandi, Le misure premiali introdotte nel sistema sanzionatorio penale in Igiene e Sicurezza del Lavoro...cit., 339. Dello stesso avviso D. Guidi, Regime sanzionatorio e cause di estinzione degli illeciti sulla sicurezza del lavoro in F. Giunta e D. Micheletti (a cura di) Il nuovo diritto penale della sicurezza nei luoghi di lavoro … cit., 945. 500 In tal senso D. Guidi, Regime sanzionatorio e cause di estinzione degli illeciti sulla sicurezza del lavoro in F. Giunta e D. Micheletti (a cura di) Il nuovo diritto penale della sicurezza nei luoghi di lavoro … cit., 945. L'A. mette in luce come tutto ciò determinasse un'evidente contraddizione: il meccanismo di estinzione delle contravvenzioni punite con la sola pena pecuniaria era, certamente, meno vantaggioso rispetto a quello previsto per le ipotesi, comparativamente più gravi, di contravvenzioni punite con pena alternativa. 203 203

dal correttivo del 2009 501 . Ciò chiarito in ordine alla portata del meccanismo premiale contemplato dall'art. 301 cit., è agevole comprendere come l'atto di prescrizione adottato per la condotta di inosservanza del provvedimento di sospensione per lavoro irregolare non può non tradursi, a sua volta - secondo il Ministero del Lavoro - in un ordine di sospensione dell'attività imprenditoriale sino ad avvenuta regolarizzazione dei lavoratori; il Ministero, infatti, fa leva sul fatto che la prescrizione è legata necessariamente al conseguimento del fine ultimo sotteso all'istituto della sospensione, che lo stesso Dicastero definisce “strumentale” ad una rapida regolarizzazione delle violazioni riscontrate. Ne deriva, quindi, che l'adempimento alla prescrizione obbligatoria, mediante la completa regolarizzazione della manodopera irregolarmente impiegata ed il conseguimento della revoca della sospensione, attraverso il pagamento della somma aggiuntiva pari a millecinquecento euro, consentirà l'ammissione al pagamento di un quarto dell'ammenda (che, nel caso di specie, ammonterà ad una somma di denaro pari a milleseicento euro) 502 . Tuttavia, una parte della dottrina non ha esitato a manifestare perplessità in ordine all'applicazione del meccanismo di cui all'art. 301 T.U. Sicurezza al reato di inottemperanza al provvedimento di sospensione per lavoro irregolare. Innanzitutto, l'ordine impartito con l'atto di prescrizione rappresenterebbe una mera ripetizione dell'ordine di sospensione; inoltre, atteso che l'ambito applicativo dell'art. 301 è normativamente circoscritto alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, l'istituto verrebbe, di fatto, applicato ad una fattispecie (lavoro irregolare) estranea alla materia prevenzionistica. Peraltro, non va trascurata la possibilità che l'adozione di una prescrizione obbligatoria a seguito di inosservanza del provvedimento di sospensione potrebbe persino disincentivare alla revoca del provvedimento, svuotando così l'istituto della sua ratio volta ad una rapida regolarizzazione delle irregolarità riscontrate 503 . 501 Di tale avviso P. Pennesi, Potere di Prescrizione, in M. Tiraboschi e L. Fantini (a cura di) Il Testo Unico della salute e sicurezza sul lavoro dopo il correttivo (D. Lgs. n. 106/2009)...cit., 943. 502 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Circolare n. 33 del 10 novembre 2009...cit., 10. 503 In tal senso D. Papa, Il potere di sospensione dell'attività imprenditoriale dopo il correttivo al TU, in Working Paper Adapt, 5 ottobre 2009, n. 94, 7, reperibile in http//www.adapt.it. L'A. esemplifica il rischio di “demotivazione alla revoca” illustrando il caso di un cantiere sospeso per lavoro “nero”, la cui “ripresa” necessita (quali condizioni perché la sospensione venga revocata) la regolarizzazione di tutte le posizioni lavorative irregolarmente utilizzate ed il versamento della somma aggiuntiva pari a millecinquecento euro. Ora, a fronte di questi oneri certo, potrebbe esserci anche chi decida di terminare ugualmente i lavori, considerata, peraltro, l'incertezza di un ulteriore controllo che, comunque, anche laddove dovesse esserci, porterebbe comunque ad una sanzione di poco superiore alla somma richiesta ai fini della revoca (millesiecento euro, ossia la quarta parte del massimo dell'ammenda dovuta e cioè alla quarta parte di seimilaquattrocento 204 204

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