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Lavoro e Diritto 6 5

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introdotto dal

introdotto dal Legislatore: in tal caso la misura di cui all'art. 301 non eserciterebbe più la funzione premiale prevista nei riguardi di chi si attiva per “riconciliarsi” con la legalità, andando ad esercitare un'azione di favore nei riguardi di chi, completamente indifferente agli interventi della “mano pubblica”, ha deliberato di perseverare nei propri interessi “confidando” nella “bontà” dell'ordinamento. Resta da chiedersi se tutto ciò corrisponda ad una logica incentivante al ripristino della regolarità in un'ottica di diffusione della cultura legale o sia un percorso che consenta al datore di lavoro che voglia perseguire il massimo profitto possibile di barattare con lo Stato la pena più conveniente, così da sminuire il ruolo sotteso ai meccanismi premiali oltre a ridurre la forza deterrente della sanzione. § 5. Gli aspetti comuni alle due fattispecie criminose In ordine all'accertamento del reato di inosservanza del provvedimento di sospensione occorre precisare che presso gli uffici ispettivi è invalsa la pratica, a seguito di precise indicazioni ministeriali sul punto, di trasmettere copia del provvedimento di sospensione al presidio territoriale dell'Arma dei Carabinieri, alla Questura ed alla Polizia Municipale 508 : ciò, in un'ottica di collaborazione tra le varie Autorità presenti sul territorio, consente di impiegare al meglio tutte le possibili risorse in grado di accertare eventuali violazioni; nulla vieta agli ispettori di verificare direttamente che l'ordine impartito non sia violato. In ogni caso, l'eventuale riscontro, diretto o indiretto, della condotta violitiva del provvedimento emanato obbliga il funzionario ispettivo, quale funzionario di polizia giudiziaria, a darne notizia alla Procura della Repubblica (art. 347 c.p.p.). Per entrambe le fattispecie di reato, il soggetto attivo non può che essere il datore di lavoro – imprenditore: quindi, posto che la condotta di inosservanza del provvedimento è riferibile solo ed esclusivamente al soggetto che riveste detta qualifica, ciascuna delle due contravvenzioni considerate configura un'ipotesi di reato “comune”. Del pari, entrambe le fattispecie si sostanziano in reati istantanei con effetti permanenti: in ambedue le ipotesi, infatti, il reato si perfeziona con l'inottemperanza all'ordine di sospensione e gli effetti di tale inadempimento non sono destinati ad esaurirsi, stante il perdurare dello svolgimento dell'attività imprenditoriale (oggetto dell'ordine di sospensione leso). Posto che ciascuna fattispecie di inosservanza al provvedimento di sospensione ha natura contravvenzionale, l'elemento psicologico che sorregge entrambe le condotta violitive dell'ordine impartito può essere, 508 Cfr. A. Del Torto, Sospensione dell'attività imprenditoriale: le novità introdotte dal Tusic … cit., 2487. 207 207

indifferentemente, tanto il dolo quanto la colpa. La più accorta dottrina 509 sostiene che le fattispecie di reato in ordine alla violazione del provvedimento che impone la sospensione dell'attività di impresa sia da escludersi qualora l'imprenditore dimostri di aver ripreso la propria attività per stato di necessità (art. 54 c.p.p.), per caso fortuito o forza maggiore (art. 45 c.p.), ovvero dopo aver tempestivamente presentato ricorso amministrativo non espressamente rigettato nei termini (decorsi inutilmente quindici giorni dalla notifica del ricorso avverso provvedimento di sospensione all'organo preposto alla decisione del ricorso gerarchico, questi perde efficacia), ovvero, quando, a seguito di intervenuta completa regolarizzazione, il datore di lavoro abbia ripreso l'attività successivamente alla formulazione dell'apposita istanza di revoca. Con particolare riguardo allo “stato di necessità” preme osservare come l'operatività di detta esimente incentivi gli organi ispettivi a valutare che nel singolo caso concreto non siano coinvolti interessi di rilievo primario che possano subire pregiudizio dall'adozione del provvedimento di sospensione, così come innanzi osservato sulla natura discrezionale di detto provvedimento 510 . L'eventuale adozione del provvedimento, che non tenga conto di possibili interessi superiori rischia di non aver alcuna presa sotto il profilo pratico dal momento che la sua inosservanza potrebbe anche non rilevare ove il datore di lavoro dimostri la causa di giustificazione dello stato di necessità che gli ha impedito di osservare l'ordine impartitogli. In simili casi, quindi, il provvedimento si sostanzierebbe in un intervento inutile della Pubblica Amministrazione, il cui unico effetto sarebbe quello di sottrarre risorse, in termini di tempo investito e sforzi profusi, alla res publica. § 6. L'esposizione a pericolo per l'incolumità del lavoratore: nell'intervento cautelare del provvedimento amministrativo di sospensione e nella repressione penale del “caporalato” (603 bis c.p.) Si è visto 511 come nel percorso intrapreso dal Legislatore avverso il lavoro illegale e la tutela della persona del lavoratore debba essere collocato anche il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito in L. 14 settembre 2011, n. 148 512 , che 509 P. Rausei, L'inottemperanza al provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, in F. Giunta e D. Micheletti (a cura di), Il nuovo diritto penale della sicurezza nei luoghi di lavoro...cit., 362; A. Del Torto, Sospensione dell'attività imprenditoriale: le novità introdotte dal Tusic … cit., 2487; R. Acquaroli, L'inadempimento del provvedimento di sospensione in G. Insolera (a cura di), Norme penali e processuali … cit., 81. 510 Sul punto si richiama quanto esposto nel Capitolo Terzo, §§ 7 e seguenti. 511 Vedi Capitolo Terzo, § 1. 512 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 16 settembre 2011 ed entrata in vigore il 17 settembre 2011 208 208

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