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Lavoro e Diritto 6 5

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contenuto è dato dalla descrizione precisa di tutto ciò che l'Ispettore vede in sede di visita ispettiva e di tutto ciò che avviene in sua presenza. La circostanziata redazione del Verbale di primo accesso ispettivo è determinante per il successo dell'azione di controllo (indipendentemente dalla natura amministrativa o penale delle violazioni che verranno accertate al termine del procedimento), poiché, in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 2700 c.c. e 10, co. 5, D. Lgs. n. 124/2004, i verbali ispettivi, quali atti pubblici, fanno fede fino a querela di falso della loro provenienza, delle dichiarazioni delle parti 542 e degli altri fatti che il sanzionatorio limitatamente alle inosservanze oggetto di diffida e a condizione dell'effettiva ottemperanza alla diffida stessa. 4. All'ammissione alla procedura di regolarizzazione di cui ai commi 2 e 3, nonché alla contestazione delle violazioni amministrative di cui all'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, si provvede da parte del personale ispettivo esclusivamente con la notifica di un unico verbale di accertamento e notificazione, notificato al trasgressore e all'eventuale obbligato in solido. Il verbale di accertamento e notificazione deve contenere: a) gli esiti dettagliati dell'accertamento, con indicazione puntuale delle fonti di prova degli illeciti rilevati; b) la diffida a regolarizzare gli inadempimenti sanabili ai sensi del comma 2; c) la possibilità di estinguere gli illeciti ottemperando alla diffida e provvedendo al pagamento della somma di cui al comma 3 ovvero pagando la medesima somma nei casi di illeciti già oggetto di regolarizzazione; d) la possibilità di estinguere gli illeciti non diffidabili, ovvero quelli oggetto di diffida nei casi di cui al comma 5, attraverso il pagamento della sanzione in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689; e) l'indicazione degli strumenti di difesa e degli organi ai quali proporre ricorso, con specificazione dei termini di impugnazione. 5. L'adozione della diffida interrompe i termini di cui all'articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e del ricorso di cui all'articolo 17 del presente decreto, fino alla scadenza del termine per compiere gli adempimenti di cui ai commi 2 e 3. Ove da parte del trasgressore o dell'obbligato in solido non sia stata fornita prova al personale ispettivo dell'avvenuta regolarizzazione e del pagamento delle somme previste, il verbale unico di cui al comma 4 produce gli effetti della contestazione e notificazione degli addebiti accertati nei confronti del trasgressore e della persona obbligata in solido ai quali sia stato notificato. 6. Il potere di diffida nei casi previsti dal comma 2, con gli effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5, e' esteso anche agli ispettori e ai funzionari amministrativi degli enti e degli istituti previdenziali per le inadempienze da essi rilevate. Gli enti e gli istituti previdenziali svolgono tale attività con le risorse umane e finanziarie esistenti a legislazione vigente. 7. Il potere di diffida di cui al comma 2 è esteso agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria che accertano, ai sensi dell'articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689, violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale. Qualora rilevino inadempimenti dai quali derivino sanzioni amministrative, essi provvedono a diffidare il trasgressore e l'eventuale obbligato in solido alla regolarizzazione delle inosservanze comunque materialmente sanabili, con gli effetti e le procedure di cui ai commi 3, 4 e 5». 542 Con particolare riguardo alla dichiarazioni dei lavoratori il senso della realtà non può non indurre una riflessione: può accadere che la non conoscenza delle istituzioni da parte di un lavoratore, specie se immigrato e clandestino, le difficoltà della lingua e la comprensibile preoccupazione per le sue sorti, generano in questi un atteggiamento di diffidenza e, talvolta, di reticenza. Sulla possibilità di raccogliere informazioni, è opportuno ricordare quanto indicato nella la macro Direttiva dell'on. Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi del 18 settembre 2008...cit., 5:

pubblico ufficiale attesti essere avvenuti in sua presenza 543 . Per quanto attiene, in particolare, al processo penale è vero che la prova deve essere acquisita nella fase dibattimentale, ma è altrettanto vero che il verbale di primo accesso costituisce un elemento importante in ordine alla situazione “fotografata” dagli ispettori all'atto dell'accesso anche ai fini della promozione dell'azione penale: più i fatti constatati ed ivi descritti sono puntuali e circostanziati maggiore peso probante acquisirà il contenuto dell'atto. In ogni caso, ciò che in questa sede conta evidenziare è come anche l'efficacia probatoria cosiddetta “privilegiata” che l'ordinamento riconosce al Verbale di primo accesso dipende proprio dalla qualifica di pubblico ufficiale attribuita all'ispettore del lavoro. E' bene precisare che un solo contesto, o meglio, una sola condotta può integrare la violazione di più norme; pertanto, innanzi ad una situazione di fatto da cui potrebbe scaturire anche un'informativa di reato alla Procura della Repubblica occorre che non sia trascurato alcunché; per il reato di caporalato, in particolar modo, è determinante un'indagine accurata già in sede di primo accesso cosicché i fatti che l'Ispettore constata al suo ingresso nel luogo di lavoro devono essere fedelmente riferiti nel relativo Verbale senza che venga tralasciato nessun elemento utile anche in ordine agli aspetti relativi alla sussistenza degli indici di sfruttamento. Sulla scorta delle considerazioni sin qui svolte pare potersi ragionevolmente sostenere che il reato di “caporalato” ed il provvedimento di sospensione dell'attività d'impresa offrano uno spunto di riflessione comune: un sistema improntato unicamente su precetti normativi, per quanto tecnicamente ben redatti, non è comunque sufficiente a perseguire gli obiettivi a loro sottesi; occorre, infatti, un apparato di forze, che si preoccupi di attuare tutte le competenze di cui è investito, cosicché la legge non solo abbia a vivere nei testi di diritto, ma sia vera garanzia a tutela degli interessi che si propone di presidiare. Per quanto attiene al contesto della legislazione del lavoro, la figura dell'Ispettore del lavoro è ciò che attribuisce alla legge quella enforcement necessaria perché oltre che scritta sia anche effettiva. relativamente al lavoratore che rilascia la dichiarazione, specie quando trattasi di situazioni di illegalità o di sommerso, deve essere vissuto al contrario, nel senso di “chiedere aiuto” al lavoratore e non già di rivolgersi a lui come a qualcuno che ha bisogno di aiuto>. 543 Sul punto e sull'attività ispettiva come riformata dal Collegato Lavoro (L. n. 183/2010) cfr. A. Casotti – M. R. Gheido, Attività ispettiva in azienda, Giuffrè, Milano, 2011, 52. 222 222

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