Views
1 year ago

Lavoro e Diritto 6 5

dHTbNFb

almeno dovrebbe

almeno dovrebbe garantire) standars elevati di preparazione e di approfondimento a tutto vantaggio delle stesse istituzioni e, soprattutto, della stessa collettività. Muovendo da tale presupposto, però, se per un verso la competenza settoriale delimita l'area di intervento di ogni organo, per altro verso, vi sono ambiti in cui il dialogo tra le varie Amministrazioni è funzionale al “successo” dell'istituto: si pensi, a titolo esemplificativo, a tutte le difficoltà pratiche legate all'accertamento del requisito della “reiterazione” della violazione in materia protezionistica, come, più genericamente alla verifica circa l'esistenza di un legittimo titolo abilitativo a permanere sul territorio dello Stato. La tutela del bene giuridico non può essere subordinata ai “tempi burocratici” con cui le Amministrazioni si parlano, specialmente se, a quel bene, l'ordinamento ha “promesso” una tutela cautelare: se un bene giuridico dovesse fare i conti con eventuali incongruenze o inadeguatezze relative all'organizzazione e al funzionamento del sistema, verrebbe meno la ragion d'essere del precetto normativo che gli riconosce la dovuta tutela. Sarebbe auspicabile e proficuo, quindi, che, pur mantenendo inalterata la ripartizione delle competenze settoriali, le istituzioni trovassero il modo di parlarsi e, quindi, di scambiarsi quelle informazioni necessarie ad una coerente e corretta gestione del sistema: magari mediante l'accesso ad uno spazio telematico, fatto di banche dati accessibili dai vari funzionari (con le dovute precauzioni e con tutti gli accorgimenti del caso) che, peraltro, andrebbe a conciliare l'esigenza di celerità dell'azione amministrativa con quella di contenimento dei costi pubblici. Ad ogni buon conto, il provvedimento di sospensione dell'attività di impresa è l'espressione di un istituto nuovo, connotato di peculiarità ed effetti tali da renderlo, come indicato in sede di introduzione, un istituto “audace”, a cui è sottesa una scelta “coraggiosa” da parte dell'ordinamento. Esso presenta profili che inducono a confidare nella capacità dei poteri dello Stato di saper cogliere quegli aspetti di criticità che ben possono affliggere ogni istituto all'atto della sua entrata in vigore: più volte si è, infatti, avuto occasione di riconoscere che la disciplina della sospensione dell'attività di impresa è andata via via affinandosi grazie al confronto costruttivo tra Legislatore e prassi amministrativa. Ciò fa confidare nel fatto che le questioni segnalate come “aperte” possano trovare ben presto un punto di definizione. Del resto le Convenzioni tra il Ministero del Lavoro, il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, il Comando Generale della Guardia di Finanza, l'Agenzia delle Entrate, l'Inps e l'Inail, a cui si è fatto riferimento nel percorso esegetico svolto, rappresentano un buon punto di partenza. Inoltre, l'opzione del Legislatore per l'introduzione del provvedimento di sospensione sembra una vera e propria scelta di campo destinata a sorreggere una 225 225

politica legislativa che si concretizza in interventi normativi volti su più fronti: si pensi, ad esempio, all'interdizione alla contrattazione pubblica in caso di sospensione, prevista dapprima direttamente nella disciplina di questo istituto, che è stata poi contemplata anche nel codice dei contratti pubblici (art. 38 del D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, come successivamente modificato); ancora, la stessa sanzione è stata elencata tra le pene accessorie del nuovo reato di “caporalato” (artt. 603 bis e ter c.p.) nella struttura del quale, tra l'altro, il pericolo per la sicurezza e la salute dei lavoratori è elemento di ampio respiro sia sul piano della sussistenza dello sfruttamento di manodopera sia su quello del riconoscimento delle circostanza aggravanti. E' innegabile, però, il sospetto che detta politica, talvolta, pare “destarsi” quando la realtà sembra “sfuggire di mano” al controllo della sicurezza pubblica: ora, se è vero che le dinamiche storico - sociali si attuano, a volte, con ritmi così impetuosi da renderle difficilmente governabili è, altresì, vero, però, che un intervento tempestivo da parte dello Stato ai primi segnali d'allarme eviterebbe a certe situazioni di conoscere l'angoscia dell'esasperazione. 226 226

Volume 3 – Lavoro, famiglia, disabilità. I diritti del ... - ASL TO 1
Sulle categorie del diritto del lavoro "riformate"
1. Stress-lavoro correla - PuntoSicuro
sicurezza e salute nei luoghi di lavoro in friuli venezia giulia - Cgil Fvg
DIRITTI IN CRESCITA - Ministero del lavoro, salute e politiche sociali
“Novissime” modifiche alla disciplina delle s.r.l.s. - Diritto Societario ...
Paolo De Stefani, Profili di diritto penale internazionale nella ...
I provvedimenti disciplinari in azienda - API - Teramo
llaccesso alle cure: un diritto non rispettato in europa
IL MOBBING NEL RAPPORTO DI LAVORO - Camera Penale di Monza
Regolamento del Calcio a 5 2011 - Diritto Calcistico
RLS e Sicurezza sul lavoro - Nursind
Broszura - Budownictwo_IT_1.indd - Ministero del Lavoro e delle ...
"Demo" n. 5: Il Garante dei diritti dei detenuti (pdf) - Mattia Civico
conciliazione lavoro-famiglia le leggi ha sostegno ... - Cisl Lombardia
62° consiglio nazionale Falcri sicurezza sul lavoro UniParthenope ...
Il coordinatore in materia di salute e sicurezza nei cantieri ai ... - INFN
Tesi dottorato Jean-Paule Castagno_stampata - BOA Bicocca Open ...
Diamo gambe ai diritti - Regione Piemonte
Alleggerisci il carico - Lavoro e Politiche Sociali
00 - Copertina n. 9-2009.indd - Centro Studi Lavoro e Previdenza
Raccomandazioni per ambienti di lavoro liberi dal ... - OED Piemonte
i diritti fondamentali e la direttiva sull'orario di lavoro - ETUC
Sicurezza sul lavoro OSS - Studio Tecnico di Ingegneria - Marco ...