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Lavoro e Diritto 6 5

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propria del datore di

propria del datore di lavoro, posto che a quest'ultimo competono poteri decisionali e gestionali; da qui, il riconoscimento di tutti quei diritti e garanzie di tutela che l'Assemblea Costituente formula nel Titolo III della Carta Fondamentale, in particolare in quel gruppo di norme che va dall'art. 35 all'art. 40, la cui ragion d'essere è da ravvisarsi proprio nella necessità di far fronte alla minor forza contrattuale del lavoro, così da ricondurre il rapporto tra le parti a posizioni eque e paritarie. Dalla nozione di lavoro, di cui all'art. 35 Cost., quindi, esula necessariamente l'attività svolta in forma autonoma. Peraltro, se nel significato di “lavoro” da tutelare rientrasse qualsiasi attività lavorativa, compresa quella imprenditoriale, il contenuto dell'art. 35, 1°co., Cost. andrebbe a coincidere con quello dell'art. 2060 c.c. 45 , che come già precisato 46 , equipara il lavoro autonomo a quello subordinato. Ciò rievocherebbe l'ideologia corporativista propria del Regime Fascista, secondo cui l'esecuzione di ogni prestazione è svolta nel superiore interesse della Nazione; ogni attività produttiva, infatti, incrementa la produzione ed una maggiore produzione aumenta il prestigio e la potenza nazionale. Contrariamente, al Regime Fascista, nell'ordinamento repubblicano manca l'idea di equiparare il lavoro al capitale in vista di un unico interesse: il vanto della Nazione. Sicché, è evidente, come rilevato dallo stesso Giudice delle Leggi, che l'obbligo di tutelare il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni vincola la Repubblica solo nei riguardi del lavoratore e non già del datore di lavoro, “la cui libertà di iniziativa e di azione trova garanzia, su altro piano e con diverso regime, nell'art. 41 Cost.” 47 . Non a caso la Consulta precisa che sotto l'egida dell'art. 41 Cost. 48 rientra sia “l'iniziativa” economica strettamente intesa sia “l'azione” e cioè lo svolgimento dell'attività intrapresa; il significato della locuzione “iniziativa economica”, infatti, comprende tanto la decisione di avviare un'attività economica quanto l'esercizio della stessa; di conseguenza, i diritti ed i limiti previsti dalla norma per l' “iniziativa economica” trovano applicazione sia riguardo all'atto propulsivo della stessa (ovvero quello propriamente decisionale) sia riguardo agli atti esecutivi di questa. Secondo autorevole dottrina, infatti, la libertà economica è fonte di libertà tanto nell'organizzazione quanto nello svolgimento dell'attività lavorativa, purché 45 46 47 48 Art. 2060. Del lavoro - “Il lavoro è tutelato in tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali.” Vedi sopra § 1.1. Corte Cost. 15 dicembre 1967 n. 141 in http// www. giurcost. org. Art. 41. - “1. L'iniziativa economica privata è libera. 2. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. 3. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perchè l'attività economica privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.” 25 25

quest'ultima venga esercitata nel rispetto delle leggi dello Stato, posto che tra gli obblighi dell'azione pubblica vi è quello sia di assicurare il funzionamento e lo sviluppo del sistema economico sia quello coordinare le esigenze dello sviluppo dell'economia con i bisogni della giustizia sociale 49 e del pieno sviluppo della persona. La libertà economica è, per di più, non solo libertà del cittadino verso lo Stato, ma anche libertà del cittadino verso gli altri cittadini, in quanto essa può essere fruita nel medesimo settore da una pluralità illimitata di soggetti. Ciò denota il principio della libera concorrenza, che tutela l'uguale libertà di iniziativa economica di ciascuno ed, al contempo, stimola ed accresce la prosperità collettiva 50 . In un primo momento, durante il dibattito svoltosi in occasione delle sedute dell'Assemblea Costituente nell'ottobre del 1946 sull' “iniziativa economica” (allora testualmente detta “intrapresa economica”), si parlava indifferentemente di “iniziativa economica” e di “impresa” 51 , successivamente, le ragioni di uguaglianza e di giustizia sostanziale, che mano a mano andavano ad affermarsi, hanno determinato una differente impostazione: le garanzie di tutela apprestate dall'art. 41 sono da intendersi ad ampio spettro di operatività, in quanto l'impresa è solo una delle possibili forme con cui l'iniziativa economica può essere esercitata; sicché, la copertura costituzionale della norma non può essere ridotta alle sole ipotesi di attività economiche organizzate in forma di impresa 52 , ma deve estendersi anche alle attività economiche occasionali, al lavoro autonomo, fino a tutelare persino l'esercizio di attività economiche consistenti nelle professioni intellettuali 53 . In ogni caso, che le garanzie riconosciute dalla Carta Fondamentale al lavoratore ed al datore di lavoro trovino la loro fonte rispettivamente negli artt. 35 e 41, lo si evince anche dal criterio di raccordo, previsto dal Costituente, tra la libertà dell'iniziativa economica ed i limiti del suo esercizio: essa, seppur libera, non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o, comunque, in modo da recare 49 50 51 52 53 26 Per U. Coli, Proprietà e iniziativa privata, in Commentario sistematico alla Costituzione (diretto da) P. Calamandrei e A. Levi, Volume I, Barbera Editore, Firenze, 1950, 363-364, la giustizia sociale coincide con l'utilità sociale (che secondo la dottrina economica cattolica consente il conseguimento del bene comune): essa trova attuazione nel permettere a ciascuno di soddisfare le esigenze di conservazione, sviluppo e perfezionamento della persona umana. Ciò implicherebbe un'efficiente produzione dei beni ai minimi costi ed una giusta distribuzione di questi, affinché ciascuno possa ottenere la quantità di beni necessaria alla propria espansione personale. Vedi, F. Galgano, Rapporti Economici, Art. 41, in Commentario della Costituzione (a cura di G. Branca), Tomo II, Zanichelli Editore, Bologna – Soc. Ed. Foro Italiano, Roma, 1982, 11. I lavori preparatori alla Carta Fondamentale sono reperibili in http// legislature.camera.it Infatti, ai sensi dell'art. 2082 c.c., “E' imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.” Sul punto, più approfonditamente, vedi R. Niro, Art. 41, in Commentario alla Costituzione, (a cura di) R. Bifulco, A. Celotto, M. Olivetti ... cit., 851 e 852. 26

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    Finito di stampare nel mese di DICE