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Lavoro e Diritto 6 5

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nell'ambito di

nell'ambito di organizzazioni internazionali; devono, quindi, costituire il risultato concreto di politiche aperte alla collaborazione continua ed al confronto costante con gli altri Stati e non il risultato sporadico di accordi conclusi in sede diplomatica. L'adempimento di un obbligo di tal sorta postula l'adesione dell'Italia alle organizzazioni internazionali e, dunque, anche all'OIL. § 2.2. Il lavoro e le principali Convenzioni internazionali Muovendo dal presupposto che dalla regolamentazione del lavoro e, quindi, dalla sua tutela, derivano garanzie di protezione, prima di tutto, della persona umana, sono state elaborate a livello internazionale varie Convenzioni. Già nel 1948, l'Assemblea generale dell'ONU ha proclamato la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, in attuazione della quale sono stati approvati nel 1966 61 i Patti relativi ai diritti economici, sociali e culturali ed ai diritti civili e politici, secondo cui ad ogni individuo deve essere riconosciuto il diritto al lavoro senza alcuna discriminazione, oltre ai fondamentali diritti inerenti alla condizione di lavoratore subordinato, quali salario equo ed uguale per prestazioni analoghe, sicurezza sul lavoro, limitazione dell'orario di lavoro nonché libertà sindacale e, di riflesso, libertà di sciopero. Solo due anni più tardi, viene siglata a Roma, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (d'ora in poi, CEDU) 62 che vieta il lavoro forzato o obbligatorio (art. 4) e riconosce “il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi” (art. 11). Per assicurare il rispetto degli impegni derivanti dalla Convenzione, la CEDU istituisce la Corte europea dei diritti dell'uomo, quale organo di giustizia sovranazionale con sede a Strasburgo (artt. 19 e ss.). Nel 1961 a Torino viene firmata la Carta sociale europea 63 , che prevede una serie consistente di diritti rivolti al lavoratore (tra cui, quello all'igiene ed alla sicurezza sul lavoro), alla famiglia di questi ed a qualsiasi persona sprovvista di risorse necessarie. 61 62 63 Tali Patti sono stati ratificati dall'Italia con L. 25 ottobre 1977, n. 881, cfr. L. Galantino, Diritto Comunitario del Lavoro ... cit., 4. Precisamente, la Convenzione EDU è stata siglata il 4 novembre 1950; la sua versione ufficiale è stata pubblicata, in lingua francese ed inglese, in allegato alla L. 4 agosto 1955, n. 848 di ratifica ed esecuzione della Convenzione e del relativo Protocollo addizionale, firmato a Parigi il 20 marzo 1952. Per una versione della CEDU che tenga conto delle modifiche intervenute in seguito all'adozione del Protocollo n. 2 (firmato a Strasburgo il 6 maggio 1963), del Protocollo n. 11 (firmato a Strasburgo l'11 maggio 1994 e ratificato con L. 28 agosto 1997, n. 296), nonché del Protocollo n. 14, del 13 maggio 2004 (entrato in vigore il 1° giugno 2010), vedi G. Tesauro, Codice dell'Unione Europea, Dike, Roma, 2011, 1179 ss. La Carta sociale europea è stata ratificata dall'Italia con L. 22 ottobre 1965, n. 929, cfr. L. Galantino, Diritto Comunitario del Lavoro ... cit., 6. 29 29

La Carta sociale europea ha, in qualche modo, un legame con il Preambolo della Costituzione OIL: quest'ultimo è ispirato al principio secondo cui senza giustizia sociale non può esservi una pace universale e durevole; detto convincimento non può non condurre al ripudio ed alla condanna di quelle condizioni di lavoro che implicano situazioni di ingiustizia, miserie e privazioni. Sensibile dottrina constata come sia proprio l'ispirazione etica sottesa al contenuto del Preambolo della Costituzione OIL ad accompagnare non solo le successive Convenzioni internazionali, ma anche la Carta sociale europea, che, per l'ampio catalogo di diritti sociali proclamati, si pone come base giuridica internazionale dei diritti sociali dei lavoratori 64 . Particolarmente prolifica la produzione normativa dell'OIL; numerosissime, infatti, le convenzioni emanate in seno all'OIL, soprattutto in tema di sicurezza del lavoro, orario di lavoro e libertà sindacale. Peraltro, dal dettato di alcune disposizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, emerge come già da alcuni decenni l'OIL concepisca la persona del lavoratore non solo come titolare del diritto a pretendere condizioni di lavoro che garantiscano igiene e sicurezza, ma anche, al contempo, come titolare del dovere di concorrere, nei limiti delle sue possibilità, a rendere effettivo quel diritto per sé e per gli altri lavoratori; anzi, nell'ottica dell'OIL, ogni lavoratore deve pretendere il diritto di contribuire alla sicurezza 65 . 64 In tal senso, D. Bifulco, Art. 35, in Commentario alla Costituzione, (a cura di) R. Bifulco, A. Celotto, M. Olivetti ... cit., 732. 65 Infatti, ad esempio, ai sensi dell'art. 6 della Convenzione OIL - 152 del 25 giugno 1979 sulla sicurezza e l'igiene nelle operazioni portuali, reperibile in http// www.ilo.org, devono essere adottate misure affinché i lavoratori: “1. a) siano tenuti a non ostacolare indebitamente il funzionamento di un dispositivo di sicurezza concepito per la loro tutela o quella di altre persone, o comunque a non utilizzarlo correttamente; b) prendano opportunamente cura della loro sicurezza e di quella di altre persone che possano essere danneggiate dal loro comportamento od omissione nel lavoro; c) segnalino tempestivamente al loro diretto superiore qualsiasi situazione che ritengano possa presentare un rischio al quale non sono in grado di rimediare allo scopo di permettere l'adozione di misure di correzione. 2. I lavoratori dovranno avere il diritto, in qualsiasi luogo di lavoro, di contribuire alla sicurezza del lavoro nei limiti del controllo che essi possono esercitare sui materiali ed i metodi di lavoro e di esprimere opinioni che vertano sulla sicurezza dei processi di lavoro adottati. Nella misura in cui ciò è appropriato e conforme alla legislazione ed alla pratica nazionali, tale diritto verrà esercitato a mezzo di comitati per la sicurezza e l'igiene creati ai sensi dell'art. 37 della presente convenzione”, secondo cui “1. I Comitati di sicurezza e d'igiene in cui siano rappresentati i datori di lavoro ed i lavoratori dovranno essere istituiti in tutti i porti che dispongano di un elevato numero di lavoratori. Se opportuno, tali comitati verranno istituiti anche negli altri porti che dispongano di un elevato numero di lavoratori. 2. Il funzionamento, la composizione e le funzioni dei comitati dovranno essere stabiliti per legge o in altra forma adeguata conforme alla pratica e alle condizioni nazionali dopo consultazioni con le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori interessate e tenuto conto delle condizioni locali”. Inoltre, gli obblighi di cooperazione del lavoratore con il datore di lavoro per rendere effettiva la sicurezza nei luoghi di lavoro sono ribaditi nella Convenzione OIL – 155 del 22 giugno 1981 sulla salute e sicurezza dei lavoratori, anch'essa reperibile in http// www.ilo.org 30 30

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