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Lavoro e Diritto 6 5

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sviluppo (OCSE).

sviluppo (OCSE). Autorevoli uomini di Stato, oggi considerati i “padri dell'Europa”, come Adenauer, Schuman e De Gasperi, assieme ad influenti privati, come Jean Monnet, si sono adoperati per realizzare un ente di carattere federale, attraverso il quale poter attuare, a livello istituzionale, forme di cooperazione. Il 9 maggio 1950, Robert Schumann, Ministro degli Esteri francese, su ispirazione del connazionale Monnet, ha proposto la creazione graduale di una federazione europea, dichiarando che l'Europa Unita avrebbe consentito a potenze, come Francia e Germania di superare storiche inimicizie, oltre a garantire la pace anche a livello mondiale 74 . Dalla celebre dichiarazione di Schuman 75 , nasce un ambizioso processo di integrazione che ha condizionato la storia non solo dell'Europa, ma anche del mondo: tale percorso inizia con la negoziazione del Trattato istitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA), firmato a Parigi il 18 aprile 1951 ed entrato in vigore il 25 luglio 1952, che rappresentò la definitiva affermazione, all'interno del movimento per l'unità europea, della cosiddetta “tendenza funzionale”, tesa a realizzare un'integrazione completa settore per settore 76 ; il Trattato CECA, infatti, poneva sotto il controllo di un'Alta Autorità la produzione francese e tedesca del carbone e dell'acciaio (materia prima per la produzione di armi belliche). Tuttavia, solo qualche anno più tardi si affermò la tendenza “costituzionalistica” volta a creare appositi organi dotati di competenze politiche di carattere generale. L'Italia, sin dall'inizio, ha partecipato al processo di integrazione assieme ad altri Paesi dell'Europa occidentale, quali Francia, Repubblica federale tedesca, Belgio, Olanda e Lussemburgo, a cui, successivamente, hanno preso parte anche altri Stati. § 3.1. La Comunità Economica Europea: in origine era solo mercato comune Fu, così, che il 1°gennaio 1958 entrò in vigore il Trattato istitutivo della Comunità economica europea (d'ora in poi TCE), firmato il 25 marzo 1957, a Roma e per questo, anche detto Trattato di Roma. Quest'ultimo si proponeva di riallineare le politiche economiche degli Stati membri al fine di creare un'unione economica e monetaria; in particolare, la Comunità si prefissava il compito di promuovere, mediante l'instaurazione di un 74 75 76 Il 9 maggio, giorno in cui Schuman rese la sua storica dichiarazione, viene celebrata la festa dell'Europa, cfr. http// europa.eu Per il testo integrale della dichiarazione, vedi G. Tesauro, Codice dell'Unione Europea ... cit., 5 ss. Cfr. T. Ballarino, Lineamenti di diritto comunitario e dell'Unione europea, Cedam, Padova, 1997, 3 ss. 33 33

mercato comune ed il graduale ravvicinamento delle politiche economiche degli Stati membri, uno sviluppo armonioso delle attività, un'espansione continua ed equilibrata, un miglioramento del tenore di vita e l'instaurazione di sempre più strette relazioni fra Stati (art. 2 TCE). Dunque, gli sforzi istituzionali della CEE erano principalmente rivolti all'unificazione dei mercati: ogni azione doveva volgere all'instaurazione di un'unica area economica, fondata sulla concorrenza 77 : ogni azione politica che non fosse diretta alla realizzazione di tale obiettivo acquisiva rilievo secondario. Perciò, in origine, le politiche sociali, e, quindi, anche le problematiche inerenti al lavoro, non costituivano certo la principale priorità dell'Europa; il TCE non contemplava per queste un'apposita e dettagliata disciplina 78 , ritenendo che il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli Stati membri dipendeva dal funzionamento del mercato comune e dal riavvicinamento delle disposizioni nazionali (art. 117 TCE). Tuttavia, nel tempo si è avvertita la necessità di intervenire anche in ambito sociale: sicché, con il vertice di Parigi del 1972, si è incominciato a ritenere che il ricorso al dettato dell'art. 235 TCE 79 avrebbe permesso alla Comunità di agire in modo mirato anche in quei particolari settori in cui il TCE non avesse previsto poteri di azione, proprio come nel settore sociale ed industriale 80 ; ciò significa che ogni azione della CEE in ambiti di sua non esclusiva competenza è ammissibile “se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque (…) essere meglio realizzati a livello comunitario” (cosiddetto “principio di sussidiarietà”, art. 5, co. 2, TCE) ed, ogni azione, non può andare al di là “di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del presente Trattato” (cosiddetto “principio di proporzionalità”, art. 5, co. 3 , TCE). 77 Già il TCE, infatti, vietava le intese tra imprese e gli aiuti di Stato in grado di condizionare gli scambi tra i Paesi membri, i cui effetti avrebbero impedito, limitato e falsato la concorrenza (artt. 87 ss. TCE). 78 Il testo originario del TCE, invece, dettava specifiche disposizioni in materia di politica agricola comune (artt. 38-47), di politica commerciale comunitaria (artt. 110-116) e di politica comunitaria dei trasporti (artt. 74-84), cfr. http//europa.eu. 79 Art. 235 TCE: “quando un'azione della comunità risulti necessaria per raggiungere, nel funzionamento del mercato comune, uno degli scopi della Comunità, senza che il presente Trattato abbia previsto i poteri d'azione a tal uopo richiesti, il consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione e dopo aver consultato l'Assemblea, prende le disposizioni del caso.” 80 Secondo L. Galantino, Diritto Comunitario del Lavoro … cit., 54 e 55, l'art. 235 TCE prevede competenze che possono definirsi “di arrotondamento”, che permettono non certo di estendere la sfera di azione della CEE oltre le finalità indicate dal trattato, ma di perseguire la realizzazione di queste nel modo migliore possibile. 34 34

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