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Lavoro e Diritto 6 5

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proposes investing more

proposes investing more in this area. The examples show that Member States which are more concerned with quality in work perform better as regards employment and productivity. (...)” 88 . Non basta, quindi, che il lavoro sia solo dignitoso e che, quindi, siano garantite quelle condizioni minime di dignità e sicurezza per la persona umana, dovendo, il lavoro, pregiarsi anche del connotato della qualità, che va ben oltre l'abbattimento della povertà: il lavoro di qualità obbliga a percorsi formativi che riducono il rischio di disoccupazione e garantiscono una proficua competitività che, se svolta in ossequio a regole giuslavoristiche e prevenzionistiche comuni, ottimizza anche il livello di produttività. § 3.4. L'esigenza di una maggiore cogenza dei diritti sociali La crescente consapevolezza dell'Unione sul ruolo dei diritti sociali e l'apertura di questa all'adesione di Paesi terzi hanno spinto la Comunità ad avviare un processo globale di revisione dei Trattati istitutivi in vista dell'elaborazione di una Costituzione europea. La Conferenza Intergovernativa (d'ora in poi CIG), che fu a tal fine convocata, lavorò dall'ottobre del 2003 al giugno del 2004 e, con particolare riguardo ai diritti sociali, dovette assolvere all'arduo compito di determinare il rango della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Fu così che il 29 ottobre 2004 venne sottoscritto a Roma il Trattato di adozione della Costituzione per l'Europa, che si proponeva di sostituire tutti i Trattati precedenti. L'entrata in vigore della Costituzione era subordinata all'espletamento delle procedure 89 previste dalle norme costituzionali vigenti nei vari Stati membri e proprio dette procedure ne impedirono l'adozione; in Francia ed in Olanda, infatti, le consultazioni referendarie sulla sua ratifica diedero esito negativo. Naufragato il progetto di una Costituzione per l'Europa, la CIG venne incaricata di elaborare un progetto di Trattato di riforma, che, a differenza della Costituzione, non avrebbe abrogato i Trattati in vigore (TCE e TUE) 90 ; così, il Consiglio europeo di Lisbona approvò, il 18-19 ottobre 2007, il testo del Trattato di 88 89 90 Al riguardo, cfr. Communication from the COMMISSION to the Council, the European Parliament, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions of 26 November 2003, Improving quality in work: a review of recent progress (Commission, Bruxelles, 2003, 728), reperibile in http//europa.eu Da doversi concludere entro il 1° novembre 2006. Una scelta di tal sorta rispondeva all'esigenza di ottenere un consenso più generalizzato da parte dei Paesi membri; la possibilità per l'Unione, di vantare una propria Carta Costituzionale, aveva, infatti, generato alcune diffidenze, in quanto, a torto o a ragione, la Costituzione europea aveva evocato in alcuni Stati membri l'idea dell'affermazione di un'autorità sovranazionale. In tal senso cfr. L. Galantino, Diritto Comunitario del Lavoro … cit., 17. 39 39

iforma del TUE e del TCE, poi sottoscritto il 13 dicembre 2007 dai Paesi membri ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009. Il Trattato di Lisbona reca numerose novità e tra le più rilevanti deve essere annoverata la modifica dei due documenti fondamentali: il TUE ed il TCE (quest'ultimo viene ridenominato Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, d'ora in poi TFUE). Inoltre, straordinaria portata innovativa vanta anche la riformulazione dell'art. 6 TUE, in quanto con il nuovo dettato della norma, l'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi proclamati nella Carta dei diritti fondamentali del 2 dicembre 2000 (cosiddetta Carta di Nizza) e ne afferma il carattere vincolante al pari dei Trattati (art. 6, co. 1), superando in tal modo l'efficacia giuridica “debole” che da sempre ha afflitto la vincolatività delle sue disposizioni. Di analogo pregio è la riconosciuta adesione dell'Unione alla CEDU (art. 6, co. 2). L'Unione Europea, quindi, dopo un complesso percorso evolutivo, definisce i suoi valori, ponendo a base della sua struttura organizzativa non solo ambizioni economiche, ma anche sociali; l'Unione, infatti, con il tempo ha progressivamente maturato la convinzione secondo cui i diritti sociali fondamentali oltre a costituire la base di ogni ordine democratico, rappresentano, altresì, il mezzo per acquisire buoni livelli di stabilità economica e, quindi, anche ampia visibilità e forza a livello internazionale. § 3.5. Le conseguenze applicative della “comunitarizzazione” dei diritti sociali Dal tenore letterale del dettato dell'art. 6, co. 1, TUE si evince che la Carta di Nizza viene “comunitarizzata”, avendo acquisito, per effetto del Trattato di Lisbona, la stessa valenza giuridica dei Trattati. La Carta di Nizza, quindi, diviene diritto comunitario a tutti gli effetti, cosicché, la norma interna che con essa confligge, potrà essere disapplicata dal giudice; invece, con riferimento alla CEDU, la novella recata dal Trattato di Lisbona nulla dice in ordine al suo rango: da qui il problema della sua collocazione nel sistema delle fonti. Prima del Trattato di Lisbona, il Giudice delle Leggi 91 si è pronunciato sulla questione, ritenendo la CEDU fonte di produzione normativa da collocarsi al di sopra della legge ordinaria in quanto convenzione internazionale. Muovendo dal presupposto che, per espressa disposizione della Carta Fondamentale, la potestà legislativa deve essere esercitata nel rispetto anche degli obblighi internazionali (art. 117, 1°co., Cost.), nel caso di contrasto tra la norma interna e quella CEDU, il giudice non potrà disapplicare la norma nazionale (come 91 40 Corte Cost., 19 ottobre 2007 n. 347 e 24 ottobre 2007 n. 348 in http//www.giurcost.org 40

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