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Lavoro e Diritto 6 5

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destati dalla drammatica

destati dalla drammatica catena di morti bianche, che ebbe a verificarsi all'alba del nuovo Millennio in Italia, indussero il Legislatore a pensare ad un istituto nuovo, in grado di fronteggiare il problema con una forza diversa da quella spiegata dagli istituti già in vigore 193 . La pregnanza del bene giuridico da preservare imponeva un'anticipazione della soglia di tutela da parte del potere ordinamentale, soprattutto nel settore edile, che, più di ogni altro, presentava una maggiore frequenza infortunistica (cosiddetta “probabilità frequentista”) 194 : il Legislatore ha così individuato e codificato tassative situazioni di pericolo, in cui il coefficiente di probabilità, circa l'accadimento dell'evento infortunistico, poteva ritenersi prossimo alla certezza 195 . Tali situazioni sono state ravvisate nell'impiego di personale “a nero” (cioè non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria), in misura pari o superiore al venti per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati in cantiere 196 , e nella reiterata violazione 197 della disciplina sui tempi di lavoro, sul riposo giornaliero e su quello settimanale 198 (art. 36 bis, co.1). Del resto, un sistema normativo che fonda le proprie radici in una Carta Costituzionale, che sceglie la “formazione” (in luogo dell' “istruzione”) quale mezzo per creare professionalità ragionate e consapevoli (e non semplicemente istruite) 199 ; un sistema che fa della valutazione del rischio e della formazioneinformazione gli strumenti principi per la lotta agli infortuni; un sistema che, obbligato ad integrarsi in un ordinamento sovraordinato (quello comunitario), 193 La Relazione Eurostat per l'anno 2005, rinvenibile in http//www.inail.it, indica come il tasso di incidenza di infortuni mortali in Italia sia superiore a quello europeo, così come, superiore rispetto alla media europea, sia anche il tasso di incidenza di infortuni per traumi cranici (nonostante l'obbligo normativo di indossare il relativo dispositivo di protezione individuale). Si tenga conto, peraltro, che i dati indicati nella citata Relazione corrispondono a dati ufficiali, quindi a dati dalla cui elaborazione esulano quelli rinvenibili nel settore dell'economia cosiddetta “sommersa”. 194 Vedi Capitolo Primo, Sezione Seconda, § 3.1. nota 108. 195 L'art. 36 bis reca Misure urgenti per il contrasto del lavoro nero e per la promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro; esso è dettato dal D.L. 4 luglio 2006 n. 223 che prevede Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale ed è convertito in Legge 4 agosto 2006, n. 248. 196 Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nella Circolare interpretativa n. 29 del 28 settembre 2006, 4, reperibile in http// lavoro.gov.it, chiarisce che il calcolo percentuale della manodopera “a nero”deve essere compiuto in relazione alla totalità dei lavoratori della singola impresa operanti nel cantiere all'atto dell'accesso ispettivo e non in relazione all'intero personale in forza all'azienda. 197 Lo stesso Dicastero nella medesima Circolare n. 29 del 28 settembre 2006... cit., 4, precisa che per “reiterate violazioni” debba intendersi la ripetizione di una o più delle condotte illecite previste dalla disciplina indicata, in riferimento ad almeno un lavoratore, in uno spazio temporale delimitato (ultimi cinque anni ex art. 8 bis L. n. 689/1981) così da poter fondatamente escludere la mera occasionalità della condotta. 198 Come disciplinati dagli artt. 4, 7 e 9 del D. Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 e successive modificazioni. 199 Sull'art. 35, co. 2, Cost., si rimanda a quanto detto nel Capitolo Primo, Sezione Prima, § 1.2.3., in particolare, nota 41. 79 79

imposta la sua politica in materia di sicurezza sul lifelong learning, quale strumento indispensabile per realizzare il quality work 200 ; un sistema che partecipa sul piano internazionale a strutture come l'OIL, le quali pongono la sicurezza a fondamento del decent work 201 , non può non ritenere verosimile che, in un ambito particolarmente rischioso, quale è – come noto - quello edile, il personale occupato “in nero” non sia adeguatamente preparato a far fronte sia ai pericoli insiti nell'attività svolta sia alle insidie proprie del luogo di lavoro (il cantiere); del pari, un sistema siffatto, inoltre, non può non riconoscere che il lavoratore, il quale non fruisca dei tempi di pausa, ha una soglia di attenzione più bassa, che, inevitabilmente, esaspera il pericolo infortunistico 202 . Di talché, nell'auspicato tentativo di conciliare l'esigenza repressiva, che connota ogni ordinamento punitivo, con l'esigenza preventiva, che nobilita gli ordinamenti punitivi evoluti, il Legislatore, con esplicito riferimento all'attività edile, ha conferito al personale ispettivo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale il potere di adottare il provvedimento di sospensione dei lavori nei cantieri edili 203 , qualora riscontri una della due fattispecie indicate o qualora 200 Al riguardo, si rinvia a quanto esposto nel Capitolo Primo, Sezione Prima, § 3.3. 201 Sotto tale profilo, si richiama quanto illustrato nel Capitolo Primo, Sezione Prima, § 2. 202 P. Pennesi e D. Papa, Lotta al sommerso e sicurezza del lavoro: primi orientamenti interpretativi in Guida al Lavoro, n. 36 – 8 settembre 2006, 13 e 14, mettono in rilievo come, sebbene, già da tempo, fosse stato accertato il dato secondo cui le imprese che occupano manodopera irregolare sono proprio quelle che presentano tassi infortunistici più elevati, solo con l'entrata in vigore dell'art. 36 bis D.L. n. 223/2006, conv. L. n. 248/2006 l'ordinamento si dota di una norma che espressamente mette in correlazione i due fenomeni, determinando così una vera e propria presunzione di legge alla stregua della quale il lavoro irregolare determina in modo automatico una condizione di scarsa sicurezza sul lavoro. Ad avviso degli AA. in tale presunzione deve essere ravvisata la ragion d'essere della norma. L'opinione è condivisa dallo stesso Dicastero del Lavoro, il quale sostiene che la ratio del citato art. 36 bis individua una “presunzione” da parte dell'ordinamento circa la situazione di pericolosità che si verifica in cantiere in conseguenza del ricorso a manodopera “non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria”, giacché la stessa, oltre a non essere regolare sotto il profilo strettamente lavoristico, non ha verosimilmente ricevuto alcuna “formazione ed informazione” sui pericoli che caratterizzano l'attività svolta nel settore edile”, così testualmente Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, n. 29 del 28 settembre 2006...cit., 2. 203 Come chiarito dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Circolare n. 29 del 28 settembre 2006 … cit., 3, la locuzione “ambito dei cantieri” delimita l'applicazione del provvedimento di sospensione a quelle imprese che svolgono una delle attività descritte dall'Allegato I del D. Lgs. n. 494/1996, nel quale sono ricomprese tanto le aziende inquadrate o inquadrabili previdenzialmente come imprese edili quanto quelle che operano comunque nell'ambito delle realtà di cantiere e cioè imprese che svolgono: 1) lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee elettriche, le parti strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di bonifica, di sistemazione forestale e di sterro; 2) scavi, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per i lavori edili o di ingegneria civile. Inoltre, 80 80

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