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Lavoro e Diritto 6 5

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queste gli siano

queste gli siano segnalate dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) o dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), (art. 36 bis, co.1). Gli effetti di un provvedimento di tale portata sono ancora più dirompenti se si considera l'obbligo per gli uffici del Ministero del Lavoro di informare “tempestivamente” i competenti uffici del Ministero delle Infrastrutture circa il provvedimento di sospensione adottato 204 , atteso che quest'ultimo Dicastero dovrà, a sua volta, emanare un altro provvedimento alla stregua del quale, l'impresa edile sospesa, verrà interdetta dalla contrattazione con le Pubbliche Amministrazioni e dalla partecipazione a gare pubbliche, per un periodo pari alla durata della sospensione della relativa attività, nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della stessa sospensione e, comunque, per un periodo che non può mai essere superiore a due anni 205 . precisato l'ambito operativo del provvedimento, detta Circolare chiarisce che l'oggetto del provvedimento di sospensione non è il cantiere nella sua interezza, ma la singola azienda che nel cantiere presenta uno dei presupposti di irregolarità (tranne, ovviamente le ipotesi in cui nel cantiere si trovi ad operare una sola impresa). 204 Per M. Parisi, La sospensione dei lavori del cantiere (scheda illustrativa), in Lotta al sommerso e sicurezza del lavoro: primi orientamenti interpretativi, in (a cura di) P. Pennesi e D. Papa, Lotta al sommerso e sicurezza del lavoro: primi orientamenti interpretativi … cit., 22, l'ordine di sospensione dei lavori nell'ambito del cantiere edile dovrebbe essere oggetto di comunicazione anche alla Pubblica Amministrazione che ha concesso all'impresa sospesa i titoli abilitanti alla costruzione e ciò ai fini di un'eventuale sospensione di efficacia del titolo abilitativo. 205 La possibilità di prevedere un periodo interdittivo, che sia pari al doppio del periodo in cui l'attività dell'azienda in cantiere è rimasta sospesa, può ricorrere nelle ipotesi di recidiva o nelle ipotesi ritenute più gravi dall'Amministrazione e cioè in quelle in cui i lavoratori irregolari siano in misura pari o superiore al cinquanta per cento degli addetti al cantiere o in quelle in cui le ipotesi di violazione delle norme di sicurezza siano di non lieve entità. In ogni caso l'applicazione della misura interdittiva, superiore a quello di effettiva sospensione, deve essere sempre adeguatamente motivata. Laddove il provvedimento di sospensione non venga mai revocato, la misura interdittiva non può certo essere permanente; quest'ultima, infatti, non potrà spiegare effetti per un periodo superiore a due anni, cfr. Circolare Ministero Infrastrutture n. 1733 del 3 novembre 2006, 2, in G.U. n. 261 del 9 novembre 2006 reperibile in http//www.lavoro.gov.it. Attraverso l'appena citata Circolare, il Dicastero regolamenta anche l'iter procedimentale che culmina con l'adozione del relativo provvedimento, prevedendo che “A livello operativo, ciascun provveditorato regionale e interregionale alle opere pubbliche competente per territorio, dopo aver ricevuto il provvedimento di sospensione del cantiere emesso dall'ispettore del lavoro, deve attivare, nel rispetto delle garanzie e delle prerogative previste dalla normativa vigente (comunicazione dell'avvio del procedimento, eventuale partecipazione del destinatario, ecc.), un procedimento amministrativo volto alla predisposizione di una relazione illustrativa sintetica recante gli elementi essenziali per l'emanazione del provvedimento interdittivo, che deve essere trasmessa corredata di tutta la documentazione utile, alla Direzione generale per la regolazione al fine della adozione dell'atto stesso. Per quanto concerne le modalità operative per l'emanazione del provvedimento interdittivo, si forniscono le seguenti indicazioni. Il procedimento avviato da parte della struttura decentrata deve essere normalmente concluso entro 45 giorni dalla data di ricezione del provvedimento di sospensione; la Direzione generale per la regolazione emana tempestivamente il provvedimento finale una volta acquisita la documentazione, ivi compresa la relazione illustrativa sintetica di cui sopra, trasmessa dal competente provveditorato regionale e 81 81

§ 3.1. La revoca del provvedimento di sospensione: un premio per il “recupero” del decent work, ma a fronte di una prova che, talvolta, diviene ostacolo Il provvedimento di sospensione, quindi, sembra vantare un duplice profilo: uno, di carattere strettamente cautelare 206 , stante il potere degli organi di controllo ministeriali di “congelare” le situazioni di pericolo legislativamente previste; l'altro, di carattere premiale-incentivante, atteso il potere del datore di lavoro di determinare la durata del provvedimento stesso, dal momento che prima regolarizza prima può formulare istanza di revoca. Per espresso dettato normativo, infatti, la revoca del provvedimento, che sospende l'attività dell'impresa nel cantiere ove ha avuto luogo l'accesso ispettivo, è subordinata all'accertamento da parte degli organi di vigilanza del Ministero del Lavoro dell'avvenuta regolarizzazione delle posizioni dei lavoratori (nel caso di sospensione per lavoro “nero”) o del ripristino delle regolari condizioni di lavoro (nel caso di sospensione per reiterate violazioni del d. lgs. n. 66/2003), (art. 36 bis, co.2). Stante il silenzio del dato normativo sulla portata dei presupposti propedeutici all'atto di revoca da parte dell'Amministrazione procedente, un intervento chiarificatorio si è avuto dal Ministero del Lavoro con la nota Circolare n. 29 del 28 settembre 2006. In realtà, la questione interpretativa sembra attenere al solo presupposto della “regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o altra documentazione obbligatoria” e non a quello del “ripristino delle regolari condizioni di lavoro”, in quanto in quest'ultimo caso – per consolidata prassi amministrativa – la portata commissiva delle condotte illecite renderebbe impossibile la reintegrazione dell'ordine giuridico violato con la conseguenza che il “ripristino” va, inevitabilmente, a coincidere con il pagamento delle relative sanzioni 207 . Vero cruccio interpretativo pare, quindi, rappresentato solo dal significato da attribuire alla locuzione “regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o altra documentazione obbligatoria”, in quanto, a seconda che si restringa o si estenda la sua concreta portata, varia il peso afflittivo del provvedimento; infatti, fermo restando l'obbligo a carico del datore di lavoro di far interregionale alle opere pubbliche”. 206 La finalità cautelare del provvedimento di sospensione è stata sin da subito colta in dottrina: il provvedimento de quo “mira sostanzialmente ad evitare che il comportamento illegittimo del datore di lavoro produca ulteriori conseguenze negative”, così V. Lippolis, Lavoro nero, stretta sulle aziende in ItaliaOggi7 del 14 agosto 2006, 12. 207 Tale posizione interpretativa è stata illustrata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nella Circolare n. 8 del 3 marzo 2005 sulla disciplina dell'orario di lavoro, reperibile in http//www.lavoro.gov.it ed è stata ribadita nella Circolare n. 29 del 28 settembre 2006 ...cit., 6. Tuttavia, come si indicherà nel § 4.3., il Dicastero muterà orientamento. 82 82