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Lavoro e Diritto 6 5

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emergere dal sommerso la posizione lavorativa di cui si è illecitamente avvalso e, quindi, fermo restando l'obbligo di formalizzare l'assunzione del lavoratore “in nero”, si tratta di stabilire tempi e modalità di quanto il datore di lavoro deve all'erario sia a titolo sanzionatorio che a titolo contributivo. Più precisamente, si tratta di stabilire se, ai fini della revoca del provvedimento di sospensione, il datore di lavoro debba per forza estinguere l'intera posizione debitoria verso lo Stato o, almeno per alcune ipotesi particolari soltanto 208 , possa, invece, estinguerne subito una parte con obbligo di devolvere quella restante in rigoroso ossequio ad un piano di rateizzazione concordato con l'erario o anche da questi imposto. Al riguardo, l'intervento ministeriale citato ha chiarito che si ha “regolarizzazione” quando il datore di lavoro provveda ad assolvere non solo gli obblighi legati all'assunzione (allora vigenti e cioè comunicazione al Centro per l'Impiego 209 , denuncia nominativa degli assicurati all'Inail - cosiddetta D.N.A. -, consegna al lavoratore della lettera di assunzione, registrazione nei libri obbligatori – Libro Paga - Sezione Presenze - e Libro Matricola) 210 e quelli (di più immediata 208 Si pensi, a quei casi in cui gli importi dovuti all'erario sono particolarmente elevati, perché, ad esempio, la regolarizzazione comprende più lavoratori o periodi medio-lunghi, oppure, perché il destinatario del provvedimento di sospensione è un soggetto che versa in già comprovate difficoltà economico-finanziarie. 209 Con lo stesso art. 36 bis (comma 6), il Legislatore del 2006 riformula il comma 10 bis dell'art. 86 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, statuendo che nei casi di instaurazione di rapporti di lavoro nel settore edile, i datori di lavoro sono tenuti a dare la comunicazione di cui all'art. 9 bis, co. 2, del D.L. 1°ottobre 1996 n. 510, convertito con modificazioni, dalla L. 28 novembre 1996, n. 608 e successive modificazioni (e cioè la comunicazione alla “sezione circoscrizionale per l'impiego” contenente il nominativo del lavoratore assunto, la data di assunzione, la tipologia contrattuale, la qualifica ed il trattamento economico normativo comunicazioni) non più entro cinque giorni dall'assunzione, bensì il giorno antecedente a quello di instaurazione dei relativi rapporti, mediante documentazione avente data certa (dunque, con qualsiasi strumento atto a renderne inconfutabile tanto l'inoltro quanto i tempi in cui questo è stato compiuto, come, ad esempio, lettera raccomandata o fax). Attenta dottrina osserva come il comma 10 bis dell'art. 86 del D.Lgs. n. 276/2003, introdotto dal D. Lgs. 6 ottobre 2004 n. 251, già prevedesse tale obbligo, correlandolo, però, all'emanazione di un modello unico, postulato dal D. Lgs. n. 297/2002, che, nel 2006, però, non era stato ancora emanato, cfr. E. Massi, Le novità nel contrasto al lavoro nero e l'attività delle Direzioni Provinciali del Lavoro, 6 settembre 2006, 10 e 11, reperibile in http//www.dplmodena.it. L'A. afferma come la ragione sottesa alla previsione di un siffatto adempimento sia da ravvisarsi nell'azione di repressione del lavoro “nero” in edilizia, posto che ai sensi della precedente disposizione (art. 9 bis, co. 2, del D.L. n. 510/1996, conv. dalla L. n. 608/1996) molti infortuni accadevano proprio il giorno dell'assunzione (ossia, quando ancora il datore di lavoro ben poteva usufruire dei cinque giorni di tempo normativamente previsti per compiere la relativa comunicazione). 210 Sugli adempimenti allora vigenti e sulle relative sanzioni in ordine all'assunzione (comunicazione al Centro per l'impiego antecedente l'immissione al lavoro; consegna al lavoratore della dichiarazione di assunzione, anch'essa antecedente l'immissione al lavoro, o al più tardi, all'atto dell'immissione stessa; registrazione dei dati del lavoratore sul libro matricola in uso; inoltro del codice fiscale del lavoratore e dei dati identificativi del datore di lavoro - cosiddetto D.N.A. - all'Inail) e sugli adempimenti ad essa successivi e ricorrenti, con indicazione delle rispettive 83 83

attuazione) legati alla prevenzione (e cioè quelli relativi alla sorveglianza sanitaria, quindi, visite mediche preventive, formazione-informazione sui pericoli legati all'attività svolta in cantiere, fornitura dei dispositivi di protezione individuale), ma provveda, al contempo, anche al pagamento sia di tutte le sanzioni amministrative e civili sia di quanto dovuto a titolo contributivo tanto all'Ente previdenziale quanto a quello assicurativo 211 . L'incidenza di un'interpretazione di tal sorta sulle conseguenze sanzionatorie è ancora più pressante se si considera che, con lo stesso intervento legislativo che ha dato ingresso al provvedimento di sospensione dell'attività d'impresa nell'ordinamento punitivo giuslavoristico, il Legislatore del 2006 riscrive la norma sulla cosiddetta maxisanzione per lavoro nero, riformulando il comma 3 del D. L. 22 febbraio 2002, n. 12 (recante Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all'estero e di lavoro irregolare) convertito, con modificazioni, dalla L. 23 aprile 2002, n. 73 212 . sanzioni (annotazione nel libro paga – sezione presenze – delle ore di lavoro eseguite da ciascun lavoratore nel corso del giorno precedente; consegna al lavoratore di una tessera di riconoscimento corredata di fotografia e generalità del lavoratore e del datore di lavoro, quale ulteriore novità prevista dallo stesso art. 36 bis, co. 3, che ne impone l'obbligo anche ai lavoratori autonomi; possibilità di esenzione da tale obbligo dei datori di lavoro che occupano meno di dieci dipendenti, nei limiti in cui optano per un registro di cantiere, preventivamente vidimato dalla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente, da tenersi sul luogo di lavoro e sul quale vanno riportati gli estremi del personale giornalmente impiegato ex art. 36 bis, co. 4), si segnala V. Lippolis, Edilizia: Le tutele partono dall'assunzione in ItaliaOggi 7 del 4 settembre 2006, reperibile anche in http// www.dplmodena.it. 211 Cfr., Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, n. 29 del 28 settembre 2006 ... cit., 5. 212 M. R. Gheido, Cantieri: misure urgenti a tutela dei lavoratori in Diritto & Pratica del Lavoro, n. 37/2006, 2054, osserva che, in base al testo previgente alla novella del 2006, la maxisanzione per lavoro nero era calcolata dal duecento al quattrocento per cento del costo del lavoro dall'inizio dell'anno in cui era stata rilevata la presenza di lavoratori irregolari, fino al momento della verifica; tuttavia, a seguito di un intervento della Corte Costituzionale sul punto, il datore di lavoro ben poteva provare che il rapporto di lavoro irregolare era iniziato in corso d'anno. G. Palumbo, L'attività di contrasto al lavoro sommerso in http//www.fiscooggi.it, 13 giugno 2005, 1 e 2, precisa che

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