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Lavoro e Diritto 6 5

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Si tratta di una

Si tratta di una disposizione legislativa, la cui disamina, seppur sintetica, ci porterebbe lontano dal tema della sospensione d'impresa; ai fini della presente trattazione è sufficiente considerare che, per effetto della citata novella, l'impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria è punito con la sanzione amministrativa, irrogata dal personale ispettivo della Direzione Provinciale del Lavoro 213 , da euro millecinquecento a euro dodicimila per ciascun lavoratore; tale importo viene maggiorato di euro centocinquanta per ciascuna giornata di lavoro effettivo. Secondo la novella, inoltre, l'importo delle sanzioni civili 214 connesse all'omesso versamento dei contributi e dei premi, riferiti a ciascun lavoratore, non può essere inferiore a euro tremila, indipendentemente dalla durata della prestazione lavorativa accertata. La norma fa salva l'applicazione delle sanzioni già previste dalla legislazione in vigore, che vanno, così, a sommarsi. Il quantum dovuto a titolo di sanzioni amministrative, quindi, può raggiungere importi che se, a sua volta, sommati al totale degli importi contributivi ed assicurativi spettanti agli Istituti di competenza ed agli importi delle relative sanzioni civili, diventano di entità tale da renderne particolarmente gravosa la corresponsione in un'unica soluzione. Anche a non voler considerare le difficoltà connesse alla “liquidità” dell'azienda al tempo della sospensione, devono, in ogni caso, rilevarsi le diffuse ed inquietanti difficoltà economico-finanziarie (in cui allora versavano le imprese italiane): come rilevato dalla Banca d'Italia, nel 2005 il PIL nell’area dell’euro ha visto rallentare la sua crescita all’1,3 per cento e ciò ha creato un ampio divario tra i Paesi dell'area euro non solo con gli Stati Uniti, ma anche con i Paesi emergenti dell’Asia. In particolare, per quanto concerne la situazione italiana, la dinamica del PIL non ha subito un semplice rallentamento, ma un vero e proprio arresto, posto che in Italia l’anno 2005 si è chiuso con una crescita nulla; peraltro, al ristagno della spesa delle famiglie si sono aggiunte la contrazione degli investimenti e la stazionarietà delle esportazioni, sottolineando, quest’ultima, le difficoltà 4 della L. 4 novembre 2010, n. 183 (cosiddetto “Collegato Lavoro”) 213 La competenza alla contestazione della maxisanzione per lavoro nero, resta in capo all'Agenzia delle Entrate per le condotte esaurite prima del 12 agosto 2006 e constatate entro tale data, per le quali la relativa sanzione non sia stata ancora irrogata, così come chiarito dalla Nota del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Direzione generale per l'Attività Ispettiva del 28 dicembre 2007 n. 17431, reperibile in htpp//www.eryx.it 214 “Le sanzioni civili si distinguono dalle le sanzioni amministrative (di cui alla legge n. 689 del 1981) e da quelle tributarie (di cui alla legge n. 472 del 1997), non avendo un carattere afflittivo ed una destinazione di carattere generale ed essendo sanzioni aggiuntive, destinate a risarcire il danno ed a rafforzare l'obbligazione con funzione di deterrente per scoraggiare l´inadempimento, sicché, non trovando applicazione per le sanzioni civili il principio della personalità della responsabilità, esse sono trasmissibili agli eredi”, cfr. Corte di Cassazione, udienza 12 marzo 2008, n. 1734/2006 R.G., così come riportata in http//www.lavoroprevidenza.com 85 85

strutturali dell’economia ad adeguarsi al nuovo contesto tecnologico e competitivo internazionale 215 . Dato ancora più preoccupante per l'economia italiana è quello relativo alla produzione industriale, che, se nell’area euro è aumentato dell’1,2 per cento, in Italia è diminuito del meno 0,8 per cento, con ciò generando un ampliamento del divario negativo di crescita rispetto agli altri paesi dell’area 216 . Tuttavia - rileva sempre la Banca d'Italia - secondo le previsioni della Commissione europea, l’economia italiana dovrebbe crescere nella media del 2006 a un tasso di poco superiore all’1 per cento; un tale risultato, però presupporrebbe un ritorno, già nel primo trimestre dell'anno 2006, a ritmi di sviluppo prossimi all’1,5 per cento in ragione d’anno. Sulla situazione del Paese, la Banca d'Italia non ha mancato di osservare come lo sviluppo economico, nel corso dell’ultimo decennio, abbia rallentato sino ad arrestarsi, indipendentemente dallo svolgersi del ciclo mondiale: a fermarlo sono stati i nodi strutturali che riducono la capacità del nostro sistema produttivo di trarre beneficio dalle opportunità insite nei nuovi assetti del commercio internazionale e nelle tecnologie innovative, affermatesi nel mondo. Si tratta di sciogliere o, quantomeno, allentare quei nodi, così da poter far ritrovare alle imprese italiane la capacità di incrementare la produttività quanto e più dei concorrenti, in modo da competere efficacemente su tutti i mercati 217 . In un contesto, siffatto, quindi, la sospensione dovrebbe essere il mezzo più immediato, non solo per apprestare una tutela diretta ai lavoratori secondo gli standard minimi del decent work, ma anche per diffondere nelle imprese il convincimento che il ricorso al sommerso non conviene; per contro, esigere che l'impresa paghi “tutto e subito” ai fini della revoca può apparire, alla luce dei dati in cui versa(va) l'economia italiana nel 2006, una vera e propria forzatura del sistema, il quale, mosso dall'intento di garantire il recupero della legalità, sembra, ad un certo punto, sviare verso obiettivi particolarmente repressivi, con ciò esasperando il profilo sanzionatorio, comunque presente, nell'istituto. La sospensione dell'attività di impresa, infatti, se da un lato soddisfa in modo tempestivo le doverose e primarie esigenze di tutela di chi mette se stesso al servizio degli altri (in cambio di un corrispettivo), dall'altro affligge le imprese tanto sotto il profilo dell'immagine quanto sotto il versante economico, stante sia il “blocco” dell'attività operativa in cantiere (con tutto ciò che ne consegue) sia 215 Vedi, Banca d'Italia, Bollettino Economico n. 46 del marzo 2006, 20, reperibile in http//www.bancaditalia.it 216 Così Banca d'Italia, Bollettino Economico n. 46 del marzo 2006 cit., 23, quale, in prospettiva comparatistica, rileva come nel 2005 l’indice della produzione industriale, corretto per il diverso numero di giornate lavorative, sia aumentato del 3,5 per cento in Germania, dello 0,7 per cento in Spagna e come sia rimasto stazionario in Francia. 217 Così Banca d'Italia, Bollettino Economico n. 46 del marzo 2006 ...cit., 92 e 93. 86 86