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Lavoro e Diritto 6 5

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Ciò detto, non può non far sorgere perplessità sulla “debolezza” della tutela che l'ordinamento appresta a presidio dell'ordine di sospensione. § 4. L'art. 5, L. n. 123/2007: come innova un istituto già nuovo A nemmeno un anno dall'ingresso del provvedimento di sospensione nell'ordinamento punitivo italiano, i rilievi statistici registrano, nel settore delle costruzioni, un calo progressivo del fenomeno infortunistico, soprattutto di quello mortale, come illustrato nella seguente tabella 233 : COSTRUZIONI: INFORTUNI ANNI 2006 – 2007 SETTORE COSTRUZIONI Valori assoluti INFORTUNI DENUNCIATI 110 100 104.376 101.898 90 80 60 X 1000 2006 2007 VARIAZ. % INFORTUNI MORTALI 400 350 300 329 250 275 200 150 100 50 - 2,4% - 16,7% 2006 2007 VARIAZ. % 233 La tabella “Costruzioni: infortuni anni 2006-2007” è di elaborazione dell'Inail ed è integralmente reperibile in http//www.inail.it 93 93

Acclarata la realizzazione della finalità preventivo-cautelare sottesa all'istituto della sospensione dell'attività di impresa nel settore edile, il Legislatore non tarda ad intervenire per “massimizzare” gli effetti protettivi dell'istituto e, per certi versi, garantirne un “migliore” perseguimento 234 ; a tal fine, formula l'art. 5 L. n. 123/2007 235 : norma con cui reca “Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”. § 4.1. L'ambito applicativo dell'ordine di sospensione: oltre i confini di ogni “preferenza” Stante il “successo” del provvedimento nel settore edile, il Legislatore conferisce al “personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze” la possibilità di adottare “provvedimenti di sospensione di un'attività imprenditoriale” (art. 5, co.1, L. n. 123/2007). Dal tenore letterale della norma traspare l'inequivocabile intento del Legislatore di estendere l'ambito di applicazione del provvedimento di sospensione dell'attività di impresa ad ogni settore merceologico: l'istituto, a nemmeno un anno dalla sua codificazione, non conosce più spazi di confine. In ordine all'interpretazione del nuovo dettato legislativo la stessa prassi 234 Al riguardo, M. Lai, Flessibilità, emersione e regolarizzazione in Diritto & Pratica del Lavoro, n. 7/2007, 455 ss, constata come il Legislatore, con la Legge Finanziaria per l'anno 2007 (L. 27 dicembre 2006, n. 296), si sia preoccupato di dettare una serie di previsioni concernenti principalmente l'emersione e la promozione del lavoro regolare, generalizzando, tra l'altro, alcune norme già in vigore per il settore edile: tra queste, quella che obbliga il datore di lavoro a comunicare le assunzioni al Centro per l'Impiego territorialmente competente (mediante modalità tali da rendere certa la data di trasmissione) il giorno antecedente a quello di instaurazione dei rapporti di lavoro. Tale obbligo sussiste per il lavoro subordinato, per il lavoro autonomo in forma coordinata e continuativa, anche nella modalità a progetto, per il lavoro sia dei soci lavoratori in cooperativa sia degli associati in partecipazione con apporto lavorativo. In caso di urgenza è richiesta la comunicazione anticipata delle generalità dei lavoratori e del datore di lavoro, mentre gli altri dati possono essere trasmessi entro cinque giorni (art. 1, co. 1180). Su detta legge, P. Rausei, Ispezioni, sanzioni e “mini-riforma” del collocamento in Diritto & Pratica del Lavoro, n. 4/2007, 248 ss., in premessa alla ricostruzione della “mini-riforma” da questa recata, osserva come tale novella sia contenuta in un solo articolo, caratterizzato da un “marasma” di “commi non agevolmente intellegibili”. Il Ministero, comunque, non manca di fornire tempestive istruzioni operative in materia, cfr. Comunicazioni obbligatorie: modifiche alla disciplina - Nota n. 440 del 4 gennaio 2007 in Diritto & Pratica del Lavoro, n. 4/2007, 303 ss. 235 Si rammenta che con la Legge 3 agosto 2007, n. 123 il Legislatore prevede apposite misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e detta una delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia; dall'attuazione dell'art. 1 di detta Legge Delega nasce il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (cosiddetto, Testo Unico Sicurezza sul Lavoro). Sulla portata della citata legge e sull'importanza dell'art. 5 nell'evoluzione della disciplina dell'istituto in esame si rinvia a quanto indicato nel Capitolo Primo, Sezione Seconda, rispettivamente § 3.2. e § 3.2.4. 94 94

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