Views
1 year ago

Lavoro e Diritto 6 5

dHTbNFb

amministrativa coglie,

amministrativa coglie, nell'espressione testuale “attività imprenditoriale”, una duplice valenza: una soggettiva, in quanto l'istituto troverà applicazione solo nei riguardi dei datori di lavoro imprenditori, con conseguente non applicabilità dello stesso a quei soggetti che non esercitano attività di impresa 236 ; l'altra oggettiva, posto che l'istituto andrà “misurato” in relazione alla specifica “unità produttiva” (e non all'impresa interamente considerata) con conseguente verifica dei presupposti per l'applicazione dello stesso all'interno della singola unità 237 . § 4.2. L'ampliamento dei presupposti di adozione e l'obbligo al dialogo interistituzionale Ai presupposti previsti dall'art. 36 bis L. n. 248/2006 (impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati 238 o 236 Cfr. Capitolo Primo, Sezione Seconda, § 3.2.3. nota n. 131, ove si è detto che, ad avviso del prevalente orientamento dottrinale e giurisprudenziale, l'obbligazione di sicurezza vincola qualsiasi datore di lavoro (anche non imprenditore). Non è un caso, infatti che - come si riferirà più dettagliatamente nel prossimo § 4.5. - i vertici politici del Dicastero del Lavoro, con un comunicato stampa del 23 agosto 2006, ribadiscono quanto già asserito nella Nota 12 luglio 2007 e cioè che la disciplina prevista dall'art. 36 bis L. n. 248/2006 troverà applicazione residuale in tutte le attività di natura non imprenditoriale. 237 Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Lettera Circolare 10797 del 22 agosto 2007, 2, reperibile in http// www.lavoro.gov.it. 238 Con specifico riguardo al calcolo percentuale – soglia per l'adozione del provvedimento di sospensione il Ministero del Lavoro nella Lettera Circolare 10797 del 22 agosto 2007 … cit, 3, richiamando quanto in precedenza indicato nella Nota del 4 luglio 2007, fornisce un'indicazione di gran rilievo, precisando che, nel computo della percentuale dei lavoratori “in nero” deve essere ricompreso anche il personale extracomunitario clandestino, per l'occupazione del quale, quindi, troverà applicazione anche la maxisanzione di cui all'art. 36 bis della L. n. 223/2006. Vien da sé, che non potendo aver luogo l'assunzione di detti lavoratori, stante l'assenza di un titolo che ne legittimi la permanenza sul territorio nazionale, sussiste, comunque, sia l'obbligo di versamento all'erario delle relative sanzioni sia l'obbligo di corrispondere i relativi contributi che, l'Istituto di competenza, provvederà a destinare ad un apposito Fondo. Sull'argomento, sembra consolidata la posizione dei Giudici della Suprema Corte di Cassazione, secondo cui l'illegittimità del contratto di lavoro per violazione di norme imperative (T.U. immigrazione), poste a tutela del prestatore di lavoro nei casi di prestazione lavorativa lecita, non esclude l'obbligazione retributiva e contributiva a carico del datore di lavoro. Se così non fosse il datore di lavoro, che viola la legge sull'immigrazione, fruirebbe di condizioni più vantaggiose rispetto a quel datore di lavoro che, invece, osserva la disciplina in tema di immigrazione: il reato di aver favorito la permanenza di clandestini nel territorio dello Stato non impedisce l'emersione degli effetti propri del contratto di lavoro e l'obbligo di pagare i contributi evasi: cfr. in tal senso, Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, 26 marzo 2010, n. 7380, il cui testo è reperibile in http//www.altalex.com. Su detta decisione M. Ferrone, Obbligo al pagamento dei contributi agli imprenditori che impiegano lavoratori extracomunitari sprovvisti di permesso di soggiorno: sentenza della Suprema Corte in rivista telematica immigrazione.it n. 122/2010. L'A. osserva che l'art. 2126 c.c. (secondo cui la nullità o l'annullamento del contratto di lavoro non produce effetto per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione, salvo che la nullità derivi dall'illiceità dell'oggetto o della causa; ove il lavoro sia 95 95

eiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dell'orario dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni), la novella del 2007 aggiunge quello delle “gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro” (art. 5, co.1, L. n. 123/2007), rafforzando, così, l'efficacia interdittivo-ablatoria dello strumento della sospensione, soprattutto in quelle realtà lavorative caratterizzate da rischi rilevanti e, quindi, da un'alta incidenza del fenomeno infortunistico 239 . Al fine di definire l'esatta portata di questo nuovo presupposto e garantire così un'azione ispettiva mirata ed uniforme, il Dicastero del Lavoro 240 prende le mosse da un dato oggettivo: considera le disposizioni sanzionatorie più severe (sia sul versante detentivo che su quello pecuniario) sulla base del convincimento che queste reprimono le condotte più gravi. Una volta individuate le violazioni connotate dal requisito della “gravità”, occorre definire la nozione “reiterazione”, posto che il dato normativo esige non solo che che la violazione sia “grave”, ma anche “reiterata” 241 ; ciò significa che deve aver luogo una sorta di “recidiva aggravata”, la quale si concretizza a fronte dell'inosservanza di disposizioni legislative “della stessa indole” e, quindi a fronte dell'inosservanza delle norme più rigide in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, commesse nei cinque anni antecedenti all'ultima condotta oggetto di prescrizione obbligatoria (D. Lgs. n. 758/1994) o di giudicato penale (art. 648 c.p.p.). Lo stesso Ministero del Lavoro ammette come la verifica del nuovo presupposto imponga necessariamente uno scambio di informazioni con gli altri prestato con violazione di norme poste a tutela del prestatore di lavoro, questi ha in ogni caso diritto alla retribuzione) costituisce una norma eccezionale e derogatoria della disciplina generale delle nullità dei contratti, volta a salvaguardare il sinallagma del rapporto di lavoro e di tutelare il lavoratore per le prestazioni di lavoro eseguite; nel caso di impiego di manodopera clandestina, quindi, pur essendo il rapporto di lavoro nullo, sono salvi i diritti patrimoniali del lavoratore nonché l'obbligo dei versamenti contributivi. Infatti, se il sistema giuridico pretendesse soltanto dal datore di lavoro che non ha utilizzato manodopera clandestina l'adempimento dei relativi obblighi previdenziali ed assicurativi, è come se consentisse un trattamento di favore nei confronti di chi commette detto reato, a scapito del datore di lavoro che, invece, non si avvale di personale sprovvisto di permesso di soggiorno. Nello stesso senso, cfr. Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, 5 novembre 2010, n. 22559, il cui testo è rinvenibile in http//www.stranieriinitalia.it 239 In tal senso, Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Circolare n. 24 del 14 novembre 2007, 2, in http//www.lavoro.gov.it 240 Vedi, Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Lettera Circolare n. 10797 del 22 agosto 2007 … cit., 3. 241 Come osserva R. Acquaroli, L'inadempimento del provvedimento di sospensione in G. Insolera (a cura di), Norme penali e processuali, Volume III, in L. Montuschi (Commentario diretto da), La nuova sicurezza sul lavoro, Zanichelli Editore, Bologna, 2011, 78, la “reiterazione” deve essere accertata facendo riferimento alla figura dell'imprenditore, da doversi intendere come struttura imprenditoriale e non come persona fisica che in quel particolare momento storico rappresenta l'azienda. 96 96

Sulle categorie del diritto del lavoro "riformate"
1. Stress-lavoro correla - PuntoSicuro
“Novissime” modifiche alla disciplina delle s.r.l.s. - Diritto Societario ...
Paolo De Stefani, Profili di diritto penale internazionale nella ...
i diritti fondamentali e la direttiva sull'orario di lavoro - ETUC
20141229-101932_rusciano_zoppoli_n3-2014pdf
IL MOBBING NEL RAPPORTO DI LAVORO - Camera Penale di Monza
Regolamento del Calcio a 5 2011 - Diritto Calcistico
RLS e Sicurezza sul lavoro - Nursind
Broszura - Budownictwo_IT_1.indd - Ministero del Lavoro e delle ...
"Demo" n. 5: Il Garante dei diritti dei detenuti (pdf) - Mattia Civico
Il coordinatore in materia di salute e sicurezza nei cantieri ai ... - INFN
Tesi dottorato Jean-Paule Castagno_stampata - BOA Bicocca Open ...
Bollettino num.5 Diritti & Lavoro - Falcri
00 - Copertina n. 9-2009.indd - Centro Studi Lavoro e Previdenza
VIETATO L'ACCESSO... AL LAVORO INSICURO - Anmil
Atti Primo Seminario Nazionale Sociologia del Diritto a - Ristretti.it
Volume 3 – Lavoro, famiglia, disabilità. I diritti del ... - ASL TO 1
Linee guida al lavoro frontaliero - CCIAA di Varese
Avv. Raffaele Bergaglio - Ordine degli Ingegneri della Provincia di ...
1. Stress-lavoro correla - PuntoSicuro
Luglio 1999 - Snop
Numero 68 settembre 2006 - Snop
Nr. 08 del 05/06/2008 - SGB - CISL