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Lavoro e Diritto 6 5

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organi di vigilanza

organi di vigilanza competenti in materia, in particolare, con le Aziende Sanitarie Locali; senonché, il Dicastero, nonostante tale esplicito riconoscimento, ritiene opportuno, almeno in sede di prima applicazione della normativa, suggerire ai propri funzionari ispettivi di richiedere al datore di lavoro copia dei verbali redatti dagli organi di controllo delle AA.SS.LL. nell'ultimo quinquennio oppure di acquisire una dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. n. 445/2000 (recante disposizioni in materia di documentazione amministrativa) in merito all'assenza di provvedimenti prescrittivi o di sentenze penali passate in giudicato aventi ad oggetto le ipotesi di reato in materia 242 . Un'indicazione di tal sorta sembra celare un recondito timore sulle conseguenze di possibili “inceppamenti” nella dinamica del dialogo tra Amministrazioni; sicché, pare potersi individuare proprio nell'intento di ovviare ad eventuali ed anche solo remote “disfunzioni” quelle “ragioni di opportunità” che inducono il Ministero del Lavoro a spostare la “fonte dell'informazione” dall'organo accertatore (Azienda Sanitaria Locale) al soggetto accertato (azienda ispezionata). Dopo breve tempo dalla diffusione delle predette indicazioni operative il Dicastero torna sul punto precisando che “La verifica del requisito della reiterazione impone, evidentemente, una ricerca delle violazioni pregresse da svolgersi nel modo più rigoroso e, quindi, in particolare, sia all'interno della Amministrazione di appartenenza sia mediante lo scambio di informazioni con gli altri organi di vigilanza competenti in materia, sia tramite l'accertamento dell'esistenza di sentenze penali passate in giudicato, sia presso l'impresa soggetta ad ispezione” 243 . Resta da chiedersi che incidenza possa avere il tempo necessario all'espletamento dei vari accertamenti presso le diverse Amministrazioni sulla tempestività del provvedimento di sospensione e, quindi, sulla tempestività della tutela: più lo scambio di informazioni è celere, prima verrà garantita la protezione del bene esposto a pericolo; per contro, più i “tempi della burocrazia” saranno lunghi, più il bene resterà senza le previste garanzie. In ogni caso, l'introduzione della possibilità di sospendere l'attività d'impresa per gravi e reiterate violazione della disciplina prevenzionistica può dare adito al riconoscimento (ad opera dell'art. 5 L. n. 123/2007) di una generalizzata competenza in capo al personale ispettivo ministeriale in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Sul punto è tempestivamente intervenuta la prassi amministrativa 244 , 242 Cfr. Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Lettera Circolare n. 10797 del 22 agosto 2007 … cit., 3. 243 Così, testualmente, Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Circolare n. 24 del 14 novembre 2007 … cit., 3. 244 Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, Circolare n. 24 del 14 novembre 2007...cit., 3. 97 97

escludendo modifiche nell'assetto complessivo della disciplina delle competenze dei vari organi ispettivi ad opera dell'art. 5 L. n. 123/2007. Di talché, restano immutate le competenze di vigilanza e controllo in materia di prevenzione, di igiene sullo stato di salute dei lavoratori in capo alle Aziende Sanitarie Locali, come disciplinate dalla Legge n. 833 del 23 dicembre 1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale 245 , per effetto della quale, dal 1° gennaio 1980, alla competenza tecnica “generale” delle ASL si affianca quella “concorrente” degli ispettori del lavoro, limitata (per questo detta “settoriale”) a quelle attività che presentano rischi assai elevati per la salute e sicurezza dei lavoratori, individuate con il D.P.C.M. n. 412 del 14 ottobre 1997, emanato sulla scorta della previsione enunciata dall'art. 23, co. 2, D. Lgs. n. 626/1994 246 . Unico pacifico mutamento disposto dal Legislatore del 2007, in ambito di competenze, è l'estensione dei compiti istituzionali propri degli ispettori del lavoro circa l'adozione del provvedimento di sospensione, ai funzionari di vigilanza delle Aziende Sanitarie Locali; tale estensione, però, è circoscritta alle sole ipotesi concernenti violazioni in materia di salute e della sicurezza sul lavoro e nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali complessivamente disponibili (art. 5, comma 6, L. n. 123/2007). Sicché, per effetto della novella legislativa del 2007, l'ambito applicativo, la titolarità del potere ed i presupposti per l'adozione del provvedimento, risultano innovati come schematicamente descritto nella tabella di seguito riportata 247 : 245 Pubblicata nella G.U. n. 360 del 28 dicembre 1978, Supplemento Ordinario. 246 Il Regolamento reca “l'individuazione delle attività lavorative comportante rischi particolarmente elevati, per le quali l'attività di vigilanza può essere esercitata dagli ispettorati del lavoro delle Direzioni Provinciali del Lavoro” e statuisce che “Le attività comportanti rischi particolarmente elevati, per le quali la vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro può essere esercitata anche dai Servizi di Ispezione del Lavoro delle Direzioni Provinciali del Lavoro sono: a) attività nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori di costruzioni, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee in muratura e in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati. Lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti l'impiego di esplosivi; b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei”. Il D.P.C.M. dispone, altresì, che la vigilanza degli organi ispettivi ministeriali in questi settori “è esercitata previa informazione al dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria locale competente per territorio e secondo i programmi concordati periodicamente anche al fine di evitare sovrapposizione di interventi”. Tale Regolamento è stato emanato alla stregua del dettato di cui all'art. 23, co. 2, D. Lgs. n. 626/1994, secondo il quale, ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente all'ispettorato del lavoro, per quelle attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, da doversi individuare con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri del Lavoro e della Previdenza Sociale e della Sanità, sentita la Commissione consultiva permanente, l'attività di vigilanza sull'applicazione della legislazione in materia di sicurezza, può essere esercitata anche dall'ispettorato del lavoro che ne informa preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell'unità sanitaria locale competente per territorio. 247 La Tabella illustrativa riportata è tratta da P. Pennesi, D. Papa, G. De Sanctis, G. Lella, P. Rausei, 98 98