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normalizzato in ciclo misto: 5.0 l / 100 km, categoria di efficienza energetica: F, emissioni CO₂: 114 g / km; emissioni CO₂ da messa

a disposizione carburante e/o corrente: 25 g / km; valore di emissioni medie CO₂ di tutti i veicoli immatricolati in Svizzera: 134 g / km.

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LA NUOVA

BMW SERIE 5 TOURING.

PRIMA MONDIALE NEL PADIGLIONE 6.


SOMMARIO

Editoriale

8

Pietro Supino

Editore e presidente del consiglio

di amministrazione del gruppo

di editori svizzero Tamedia

10

Attualità

10

12/13

20

28

Le hostess del Salone

Perché sono importanti?

20

I responsabili del Salone di Ginevra

Intervista con il Presidente

del GIMS Maurice Turrettini

14

e il Direttore André Hefti

Generazione selfie

Gliten ambasciatori dei marchi

mostrano il loro lato migliore

(alle pagine 20, 34, 46 and 56)

Morten Hannesbo

La crisi rappresenta anche

un’opportunità

Novità

14–18

Storia

30

Novità 2017

Prime impressioni del

Geneva International Motor Show

Storia

Le perle sportive nella storia

del Salone dell’auto

30

Intervista

22

58

Reportage

38

42

52

Politica

36/37

Walter Frey

L’ultimo patron

Iouri Podladtchikov

L’ambasciatore della

campagna co2ribassato

Sguardo al futuro

Come guideremo nel 2050?

Donne al potere

Due donne alla direzione di FCA

Il progetto «DriveMe» di Volvo

L’uomo è il punto debole

Automobilismo

48

Servizio

64/66

auto-schweiz

«Svolta a quattro ruote»

e le cifre del 2016

Alla velocità dell’elettricità

Sébastian Buemi, campione

della Formula E

Le informazioni sul «Salone»

52

22

42

28

7


EDITORIALE

Teniamo alto l’onore della

nostra libertà

Care lettrici, cari lettori,

Tra i ricordi più dolci della mia

infanzia annovero il giorno

in cui mio padre mi mostrò

lo stabilimento Alfa Romeo

di Arese, vicino a Milano, e

quando, ancora bambino, mi

potevo sedere sul cockpit

della leggendaria 33 Stradale

disegnata da Franco

Scaglione. Questi ricordi

mi fanno rendere conto del

progresso costante che ha

caratterizzato l’industria

automobilistica.

In collaborazione con il

Geneva International Motor

Show, siamo molto lieti di

presentarvi questa rivista

dedicata all’87esima edizione

del Salone dell’auto di

Ginevra. Questo tradizionale

appuntamento, con la sua risonanza

a livello internazionale,

e Tamedia, gruppo editoriale

leader in Svizzera,

sono un’accoppiata molto

ben assortita. Come i nostri

strumenti media vi informano

su quanto succede nelle

vostre regioni, nel nostro Paese

e nel mondo analizzando

i detti avvenimenti, allo stesso

modo il Salone dell’auto

offre una panoramica del tutto

unica sulle ultime tendenze

e sui modelli più recenti,

presentandoci un universo

8

dell’auto affascinante e ricco

di sfaccettature.

Sono sempre stato un appassionato

di auto sportive,

e quando osservo la piccola

auto elettrica che guido oggi

sono convinto che la varietà

di concetti e offerte non farà

che evolversi ulteriormente

negli anni a venire. Per questa

ragione, trovo particolarmente

interessanti le nuovissime

conquiste della tecnologia

e lo sguardo al futuro

proposti dal Geneva International

Motor Show. I veicoli

a guida autonoma saranno

presto una realtà e chi lo sa,

magari un giorno saranno

addirittura in grado di volare.

Questa varietà, la possibilità

di personalizzare il proprio

modo di spostarsi e il piacere

di guidare sono anche

espressione della nostra libertà.

Dobbiamo tenere alto

l’onore di questa libertà, assaporandola

con rispetto e

nella consapevolezza delle

nostre responsabilità con

lo spirito del filosofo ginevrino

Jean-Jacques Rousseau.

Con queste parole vi auguro,

care lettrici e cari lettori,

buon divertimento nella

lettura della nostra rivista e

un’appassionante visita del

Geneva International Motor

Show.

Pietro Supino

Editore e presidente del

consiglio di amministrazione

del gruppo di editori svizzero

Tamedia


TUTTI SVILUPPANO

VEICOLI AUTONOMI.

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Con Mazda chi sta seduto al

volante è ancora il guidatore e

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ATTUALITÀ

Tradizione sexy

Secondo la giornalista Nina Vetterli,

le hostess sensuali sono imprescindibili dai saloni

automobilistici. O forse i tempi sono cambiati?

Ce n’è uno

con lo sguardo

inebetito,

come se

fosse appena

stato liberato

dopo

vent’anni in isolamento, l’altro si accontenta

di uno sguardo rubato,

quasi tutti estraggono la fotocamera

(«solo per le auto!»). E poi ci sono

i visitatori che si eccitano al pensiero

della pelle nuda e delle pose lascive.

E io? Io resto concentrata sulle

bellezze a quattro ruote, rifletto forse

sulla possibilità di sottopormi a un

intervento chirurgico per allungare le

mie gambe, anche se resto pragmatica:

è sempre stato così ai saloni automobilistici,

e rimarrà sempre così.

O forse mi sbaglio? Di fatto, da alcuni

anni si può osservare una svolta.

Le gonne si allungano, gli hot pants

diventano sempre più completi da

lavoro e le hostess si trasformano in

padrone di casa o cosiddette «illustratrici»

che, grazie a un corso intensivo,

spiegano abilmente il torque

vectoring e l'ibrido plug-in e il cui bell’

aspetto è puramente secondario. Nei

minuscoli stand dei produttori di auto

sportive e tuning, lo stiracchiarsi sul

cofano sortisce ancora il suo effetto,

mentre con i produttori in serie sembra

che nessuno voglia finire tacciato

di sessismo.

Si tratta di un fattore positivo perché

corrisponde all’immagine della

donna moderna? Dobbiamo dispiacerci

di questo cambio di tradizioni?

Ci si può illudere che il visitatore medio,

manager, ingegnere, progettista

e giornalista del settore sia sempre e

solo uomo? Non lo so. Ma ci rifletterò

in occasione dell’87esimo Salone

Internazionale dell’auto di Ginevra,

in quanto la questione allungamento

delle gambe non sembra più così

10

Simbiosi tradizionale a Ginevra tra novità a quattro ruote e

bellezze a due gambe.


IL PRINCIPIO

DEI CINQUE OCCHI.

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– Sistema di mantenimento della corsia con intervento attivo sullo sterzo.

– Sistema di avviso di uscita dalla corsia.

– Assistente alla frenata d’emergenza.

– Sistema anticollisione/assistente nelle partenze.

– Premiato dall’IIHS come sistema di prevenzione delle collisioni più

sicuro in assoluto.

Il quinto occhio:

Advanced Safety Package*.

– Assistente dell’angolo cieco.

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in retromarcia.

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AWD Advantage, cambio Lineartronic, 5 porte, 170 CV, categoria di efficienza energetica F, emissioni di CO 2 159 g/km (35 g/km 1) ), consumo nel ciclo misto di 6,9 l/100 km, Fr. 29450.– (in tinta Pure Red). Media di tutte le vetture nuove (di tutte le marche)

proposte in Svizzera: CO 2 134 g/km. 1) Emissioni di CO 2 generate dalla produzione industriale di carburante e/o di elettricità.


ATTUALITÀ

I responsabili

del Salone

di Ginevra

Auto ecologiche per tutti i giorni, vetture high tech

da sogno completamente automatiche e bolidi mozzafiato:

al Geneva International Motor Show, dal 9 al 19 marzo, però,

il rombo non proviene solo dal cofano.

Trovatemi un oggetto

che usiamo quotidianamente

dotato di un

così alto valore pratico

e capace di offrire

enormi emozioni»,

chiede il Presidente

del Salone Maurice Turrettini. «E qual

è l’oggetto che ogni svizzero pulisce,

strofina e cura con così tanto amore

e dedizione al sabato mattina davanti

a casa?», vorrebbe sapere André

Hefti, Direttore generale del Salone.

Le automobili ci toccano nel profondo,

le automobili risvegliano le emozioni.

Entrambi gli amanti dell’auto

hanno il lavoro più bello nel mondo a

quattro ruote: sono responsabili dello

spettacolo che si tiene ogni anno

a Ginevra e che presenta la massima

espressione ingegneristica e le ultime

tendenze di design.

12

Al Salone dell’auto di Ginevra –

chiedo scusa, al Geneva International

Motor Show (GIMS) – è possibile

scoprire pratiche auto familiari, i bolidi

più potenti e veicoli rispettosi dell'ambiente.

Ciascun produttore oggi si impegna

nella riduzione delle emissioni

di CO 2 , offrendo veicoli ibridi ed elettrici

e cercando di aumentarne sempre

di più l’autonomia. Nell'ambito

della campagna «co2ribassato» di

SvizzeraEnergia è stata sviluppata appositamente

per il Salone di Ginevra

l’app gratuita «Salon Car Collector».

I visitatori possono scaricare l’app sul

proprio smartphone. Passando accanto

a un’automobile con un’emissione

di CO 2 inferiore ai 95 grammi per

chilometro, si riceve una notifica tramite

Bluetooth relativa a questi veicoli

a elevata efficienza energetica.

Tuttavia, il futuro dell’automobile

ha già fatto un passo avanti: «Grazie

alle concept car e alle loro esposizioni,

possiamo guardare al futuro»,

rivela Hefti. «La nuova sfida riguarda

le auto a guida autonoma», afferma

Turrettini. I veicoli a guida autonoma

e le strade digitali in grado di «parlare»

con le nostre automobili animeranno

il settore per i prossimi anni.

Per André Hefti, già questa pluralità

di tematiche rappresenta uno stimolo

per il Salone dell’auto di Ginevra.

In 106 000 metri quadrati – che corrispondono

alla superficie di 12 campi

da calcio – il visitatore troverà sotto

un unico tetto emozioni e conoscenza,

divertimento e ragione.

Lo stesso Turrettini è un tipico rappresentante

del moderno mix di mobilità:

se deve spostarsi velocemente

nel centro di Ginevra sovraffollato dal

traffico sale in sella al proprio scooter.

Per andare comodamente a fare acquisti

è sufficiente la bicicletta elettrica.

Utilizza invece l'automobile e il

treno per spostarsi durante il lavoro.

«E per staccare cosa c’è di più bello

di un’uscita con la mia Mercedes

190 SL del 1959? Ovunque, le persone

mi fanno un cenno oppure suonano

entusiaste il clacson.»

Ginevra è il miglior esempio di

come, nell’era digitale di Internet e

dei social media, una fiera possa avere

più fondatezza che mai. «Persino

le immagini più fantastiche e i video

più esagerati non sono in grado di

sostituire una visita al salone», ne è

convinto André Hefti. Va matto per i

selfie davanti alla sua auto dei sogni.

Come pure adora sedersi al volante

della sua auto preferita e toccare

la leva del cambio. Oppure notare

il suono generato dalla chiusura del

bagagliaio o dalle portiere delle varie

automobili, ogni volta diverso. A volte

è delicato, altre potente.

Per lui, la percezione aptica in

un’auto ha un ruolo decisivo. «L’immagine

più bella di un delicato menù

non è di certo paragonabile al piacere

che provo quando addento una succosa

cotoletta.» Non c’è da stupirsi

che Ginevra, con i suoi 700 000 visitatori,

sia la più grande manifestazione

in tutta la Svizzera. E che faccia parte

dei Big Five dei saloni internazionali

dell’auto, insieme a Francoforte, Parigi,

Detroit e Tokyo. Essendo l’unica

su «suolo neutrale», vale a dire in un

Paese privo di un’industria automobilistica

propria, Ginevra è l’unico luogo

in cui tutti i produttori più importanti

esibiscono le proprie creazioni.

In cifre: nel 2017, i 180 espositori hanno

in programma oltre 100 anteprime

mondiali al Geneva International Motor

Show. La domanda più importante:

come approfittare in modo ottima-


Duo al potere il Direttore GIMS André Hefti (a sinistra) e il Presidente del Salone Maurice Turrettini.

© Photopro.Event D. Keller

le della visita al GIMS? «Le giornate

ideali sono lunedì e martedì», spiega

André Hefti. Si gode di una maggiore

libertà visiva per l’oggetto della propria

passione e l’attesa per un selfie

è minore. E chi visita il Salone dopo le

16 paga soltanto la metà del biglietto

di ingresso e ha a sua completa disposizione

tutto il Salone. Troppo tardi?

«Assolutamente no», ribatte Hefti.

«Un giro per i sette padiglioni, incluse

pause intermedie e caffè, dura all’incirca

tre ore.»

Tuttavia, nella metropoli svizzera il

rombo non proviene solo dal cofano.

Visitare il quartiere di Pâquis con i suoi

ristoranti esotici, i suoi bar e nightclub,

ammirare il Jet d’eau, la fontana d’acqua

con un getto alto 140 metri, oppure

fare shopping di lusso nella famosissima

Rue du Rhône sono opzioni

stimolanti. E per la delizia del palato:

un must sono i filets de perche (filetti

di pesce persico) del Lago di Ginevra.

E a Ginevra negli anni Trenta è stata

inventata anche la leggendaria salsa

Café de Paris nell’omonimo ristorante

la cui specialità è l’entrecôte. Con

un’offerta straordinaria, il turismo ginevrino

confuta il pregiudizio secondo

cui la città non sarebbe alla portata

del portafoglio di un consumatore

normale: una persona può alloggiare

nella città sul Rodano a partire da

83 franchi a notte con ingresso al Salone

incluso. Chi se la vuole godere

senza stress o caos cittadino può arrivare

comodamente con i mezzi pubblici:

dalla stazione FFS dell’aeroporto

di Ginevra, il Salone dista tre minuti

a piedi. La linea 5 collega il centro cit

direttamente con la fiera. Una visita

al più importante salone dell’auto del

mondo non potrebbe davvero essere

più comoda di così.

13


NOVITÀ

Si alzi il sipario

In nessun altro salone dell’auto al mondo vengono presentate

così tante anteprime come al Geneva International Motor Show.

Si va in scena Nei giorni di presentazione alla stampa del 7 e 8 marzo, a Ginevra saranno svelate circa 150 anteprime. © Keystone

Serve qualcosa in più?

Per gli appassionati

di auto alla ricerca

degli ultimi modelli

in circolazione,

ogni anno si tiene un

evento imperdibile:

il Salone Internazionale dell'auto di

Ginevra a inizio marzo. Ora, il Salone

dell’auto si chiama Geneva International

Motor Show – acronimo GIMS

14

– ma ciò non cambia il fatto che a

Ginevra, anche nel 2017, verranno

rivelate molte più anteprime rispetto

agli altri saloni.

In cifre: nei giorni di presentazione

alla stampa del 7 e 8 marzo, nei

padiglioni del Palexpo saranno svelate

circa 150 première a livello mondiale,

europeo e svizzero. Anteprime

che attireranno anche quest’anno,

alla mecca dell’auto a Ginevra, oltre

700 000 visitatori provenienti da tutto

il mondo. Alcune anteprime ve le

mostriamo già nelle pagine seguenti.

Tuttavia, le première principali ci

vengono comunicate solo a redazione

conclusa oppure resteranno in

segreto fino all’apertura del Salone,

come in passato.


Masterpiece of Intelligence.

La nuova Classe E Coupé.

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Lo S

è iniz

Opel Insignia

Con la Grand Sport (immagine) e la Sports Tourer,

Opel porta a Ginevra due anteprime mondiali.

Subaru XV AWD

I pionieri giapponesi della trazione integrale

propongono la nuova XV come

veicolo di serie. Nel 2016, a Ginevra, era

ancora in fase di studio.

BMW Serie 5 Touring

Per la gioia di tutti gli svizzeri, uomini e donne: BMW presenta

la nuova Serie 5 Touring, il connubio tra dinamicità e sportività.

Mercedes-Benz classe E coupé

Presentata per la prima volta in Europa: la nuova ed elegante

coupé E in effetti nasce dal progetto della Classe E.

La versione cabrio, invece, sarà una novità assoluta.

Toyota Yaris Sport

Basta pensare che sia solo divertente, la

Yaris può essere anche una vettura sporti-

a un restyling ben riuscito. Per i dettagli,

appuntamento al Salone di

va. Questa piccola auto è stata sottoposta

Ginevra.

16

Noble M600 Speedster

Sono solo 50 gli esemplari della supercar

da 650 cavalli prodotti in Inghilterra. Trazione

posteriore di serie, sistemi di assistenza no!


how

iato!

VW

Tiguan Allspace

Anteprima

europea per la VW Tiguan XL – o

meglio, la Allspace. Grazie ai 22 centimetri

in più può diventare anche una sette posti.

Suzuki Swift

La quinta generazione

della Suzuki Swift

è ai nastri di partenza,

pronta per la sua anteprima

a Ginevra.

Kia Stinger

I coreani svelano a Ginevra la variante

europea della Stinger. Una vettura di

tutto rispetto, che può arrivare ad avere

anche 370 cavalli.

991 Stinger GTR II

Gli specialisti russi di tuning della TopCar

svelano a Ginevra la seconda generazione

della Porsche Stinger GTR, divenuta un cult.

Dendrobium

Non è una Batmobile ma una hypercar

di Singapore che punta sulle tecnologie

della Formula 1 e sui motori

elettrici nel mozzo ruota.

17


NOVITÀ

Il futuro è Rinspeed Con il suo progetto futuristico «Oasis», Frank M. Rinderknecht mostra come sarà, secondo la

sua visione, la mobilità connessa del futuro: autonoma, agile, mutevole e con un piccolo giardino nell’abitacolo. © Rinspeed

Visioni svizzere

Da decenni, il visionario zurighese Frank M. Rinderknecht

stupisce i visitatori del Salone dell’auto e i media con i suoi progetti.

18

«Chi le ha inventate?» L’azienda svizzera

Ricola è famosa per questo slogan.

E non è da escludere che in un

futuro non molto lontano, nonostante

l’assenza di un’industria automobilistica,

potremo fregiarci anche del

titolo di inventori delle soluzioni più

disparate per la mobilità. Dopotutto,

Frank M. Rinderknecht, visionario

e spirito libero, lavora da tempo nella

sua azienda Rinspeed a Zumikon

(Zurigo) al futuro dell’automobile e

alla mobilità delle persone negli anni

a venire. La sua ultima idea si chiama

«Oasis» e ha suscitato grande entusiasmo

tra i visitatori del CES (Consumer

Electronics Show) di Las Vegas

e tra la stampa specializzata al North

American International Auto Show di

Detroit.

Rinderknecht, infatti, si inserisce

laddove le grandi menti delle multinazionali

si fermano. Dove i budget e

i limiti realizzativi bloccano gli spiriti

liberi. Con l’auto elettrica che si guida

da sola in città e in periferia, si oppone

al concetto attuale di giungla metropolitana

in cui per la lotta per la

sopravvivenza si utilizzano SUV che

pesano tonnellate. La sua alternativa:

un piccolo bolide agile con un

giardino in miniatura integrato dietro

il parabrezza. Grazie a questa

oasi verde, ma non solo, all’interno

dell’auto si ricrea un nuovo habitat:

poltrone, credenza e televisore fanno

sentire i passeggeri come se fossero

comodamente seduti nel loro

moderno salotto di casa. «Tutto è accogliente

e invitante», ride Rinderknecht,

la cui inventiva non sempre si

riesce a tradurre in parole. Chi vuole

vedere come sarà il futuro, non deve

far altro che andare direttamente allo

stand 6240. (lie)

www.rinspeed.eu


TAG Heuer ha la velocità nel sangue

3 veri mastini: Monaco Calibre 12 (in alto a sinistra), Monaco GP RRB Watch

e la vettura di Formula 1 della scuderia Red Bull Racing.

© TAG Heuer

Un viaggio nel passato di 25 anni

1992-2003: cronometrista ufficiale

per la Formula 1 – con una precisione

al 1/1000 di secondo.

2004-2006 e dal 2014:

cronometrista ufficiale della Indy

Racing League e della leggendaria

500 Miglia di Indianapolis –

con una precisione al 1/10.000

di secondo.

Dal 2011 a oggi: partner ufficiale

del Gran Premio di Monaco.

Dal 2014: cronometrista ufficiale

della Formula E. Dal 2015: cronometrista

ufficiale e orologio ufficiale

della Nissan Motorsport.

Dal 2016: partner ufficiale della

scuderia Red Bull Racing di

Formula 1 e della mitica Pikes Peak.

Dopo il successo dello scorso anno,

TAG Heuer ripropone a Ginevra un’esposizione

unica nel suo genere di

automobili eccezionali. È l’occasione

perfetta per scoprire i diversi partenariati

del marchio svizzero di orologi

nell’universo delle quattro ruote. Ma è

davvero necessario ricordare lo stretto

legame nato nel 1911 tra TAG Heuer

e il mondo delle competizioni automobilistiche?

L’azienda svizzera ha

costruito l’intesa tra queste due realtà

sviluppando cronografi capaci di

spingere sempre più in là i limiti del

cronometraggio con una precisione al

1/10, 1/100, 1/1000 e al 5/10.000 di

secondo.

www.tagheuer.com

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ATTUALITÀ

Generazione

selfie

(Quasi) Tutti i marchi hanno un ambasciatore. Nell’era di

«Facebook», «Instagram» e affini, alcune personalità svizzere si sono

messe in scena con un selfie. Più selfie sono disponibili

alle pagine 34, 46 e 56.

Stefanie Heinzmann (cantante)

«La Hyundai Ioniq Hybrid 1.6 GDi è la mia prima auto ibrida.

Mi piace guidare e lo faccio spesso: è giusto che abbia anche

un occhio di riguardo per l’ambiente. A mio parere la velocità

non conta – nella mia auto riesco a staccare la spina.»

Neel Jani (pilota automobilistico)

«La Porsche 911 Turbo S, il mio ‹mostro›

invernale – è l’auto migliore per i mesi

più freddi. Almeno finché non avrò figli!»

Renzo Blumenthal (ex mister Svizzera)

«Essendo un coltivatore bio di montagna, ho bisogno di

un’auto affidabile con trazione integrale. La Renault Kadjar

dCi 130 4WD è l’alleata ideale – ed è anche bella!»


INTERVISTA

L’ultimo

patron

Le auto sono la sua passione: Walter Frey parla del Salone

dell’auto di Ginevra, della digitalizzazione nell’industria automobilistica,

del contratto pubblicitario che lo lega a vita a Bernhard Russi

e infine del nuovo Toyota C-HR.

Appartiene a una

specie in via di

estinzione: Walter

Frey, il settantatreenne

imprenditore

zurighese

di razza, politico

UDC e presidente dello ZSC è un patron

della vecchia scuola. Al centro

della sua azienda di famiglia mette i

collaboratori, che per lui costituiscono

il più grande capitale della ditta.

Ha voce in capitolo in quanto patron e

non come azionista o banca. Il fatto di

riuscire a garantire un successo duraturo

alle cose di cui si occupa, rientra

nel suo «stile conservatore». Nel 1975

ha acquistato dal padre la Emil Frey

AG, azienda attiva a livello nazionale

e internazionale nel commercio e

nella vendita di automobili. Inoltre,

da più di trent’anni ricopre un ruolo

determinante nell’UDC. Per 18 anni,

infatti, è stato presidente dell’UDC

della città di Zurigo ed è stato consigliere

nazionale per 14 anni, due dei

quali come capogruppo parlamentare.

In qualità di vice dell’UDC, dal

2008 è responsabile delle comunicazioni.

Walter Frey inoltre è un appassionato

di sport: negli anni Ottanta,

l’ex pilota di auto da corsa e giocatore

di hockey su ghiaccio è entrato

nella sezione di hockey su ghiaccio

del Grasshopper Club Zürich come

presidente. E quest’anno festeggia i

suoi primi vent’anni come presidente

degli ZSC Lions. Il motto che ha scelto

per la sua vita è lo stesso adottato

dal padre Emil: «sono un ottimista

e continuerò a esserlo!»

Signor Walter Frey, 50 anni fa è

stato il primo a importare auto

giapponesi in Svizzera: Toyota.

Questo colpo da maestro le ha

procurato dei nemici ma anche

tanti successi.

Già nel 1966 si importava qualche

auto dal Giappone.

Via, non sia così modesto!

É vero. In effetti, la prima apparizione

ufficiale di Toyota ha rappresentato

l’inizio del commercio vero e proprio

con le vetture giapponesi in Svizzera.

Una settimana dopo però seguiva

già la presentazione di Datsun (oggi

Nissan). . . (ride)

Si ricorda ancora del suo debutto

nel 1967 al Salone dell’auto di

Ginevra? Come hanno reagito

i visitatori?

Eccome se mi ricordo! Un piccolissimo

stand con i mobili presi a noleggio

e quattro collaboratori come

personale dello stand. E si davano

un gran da fare per soddisfare il

grande interesse e la curiosità dei

visitatori.

Ciononostante ha dovuto

combattere anche con alcuni

problemi d’immagine: c’è stata

la campagna di opposizione

«Garantire i posti di lavoro –

Gli europei guidano le europee».

Questa campagna diffamatoria feroce

e senza precedenti è iniziata a

metà degli anni Settanta dopo che

le macchine giapponesi avevano ottenuto

successi straordinari nelle

vendite e dopo che per la prima volta,

a causa della crisi del petrolio,

l’industria automobilistica registrava

fatturati negativi.

Uno dei suoi concorrenti pagava

cinquanta franchi agli autisti dei

pullman perché raccontassero

ai passeggeri barzellette sulle

«giapponesi» ogni volta che i

pullman in autostrada passavano

davanti al deposito di Safenwil.

Se ne ricorda qualcuna?

Sì, certo, erano davvero esagerate.

Ce ne racconti una per favore.

Papà Emil Frey ha cercato di suicidarsi

gettandosi dal quarto piano

della sede centrale appena costruita.

Ma riusciva ancora a respirare,

non era caduto molto lontano e stava

bene perché il colpo era stato attutito

dalla pila di auto accatastate

fino al terzo piano dell’edificio. Non

è divertente.

No, ma anche nel settore delle

automobili a quanto pare vale

il detto «ride bene chi ride

ultimo».

In effetti, Toyota è stata per molti

anni la numero 1 al mondo.

Cinquant’anni fa avrebbe pensato

che uno sviluppo simile sarebbe

stato possibile?

Ho sempre avuto molta fiducia in

Toyota. Ma non mi sarei mai immaginato

che quest’azienda sarebbe

diventata la numero 1 al mondo per

cifre di produzione.

© Dieter Liechti/Textlab Media SL

22


«Vogliamo

essere i migliori,

non necessariamente

i più grandi.»


Anteprima del 1967 Il primo stand di Toyota al Salone dell’auto di Ginevra.

© Toyota

Celica GT, mentre in Francia, dove

ho potuto vendere queste macchine,

senza dubbio la Land Cruiser.

Il mondo intero, e non solo

l’industria automobilistica, sta

vivendo una fase di cambiamento.

Dieci anni fa l’arrivo dell’iPhone

è stato un evento sensazionale,

oggi sembra quasi impossibile

vivere senza uno smartphone.

Come giudica questo sviluppo?

La digitalizzazione naturalmente non

conosce sosta, né per l’auto in quanto

prodotto né per il settore automobilistico

e per i servizi.

Quali conseguenze ha questo fenomeno

sulla sua attività chiave?

Il nostro compito consiste nello

sfruttare in maniera adeguata le

nuove opportunità per i nostri clienti.

A fine 2016, al primo posto c’era

la Volkswagen. Nonostante il

dieselgate, uno scandalo di

portata globale. La sorprende?

No. Evidentemente, prodotto, prezzo

e distribuzione continuano ad avere

la massima priorità in tutto il mondo.

Bisogna anche ricordare che il Gruppo

Volkswagen ha sicuramente tratto

vantaggio, a livello internazionale,

dalla convenienza dell’Euro.

Cosa deve cambiare Toyota

per tornare a essere la numero 1

nel 2017?

Per amor del cielo, non deve proprio

cambiare nulla.

Ci dica la verità: lei non

può di certo accontentarsi

del secondo posto?

Non la metterei in questi termini:

Toyota non deve cambiare nulla,

deve solo continuare a produrre auto

di qualità e convenienti e tener sempre

fede al suo motto. vogliamo essere

i migliori, non necessariamente

i più grandi.

Prima le giapponesi erano

ritenute affidabili e convenienti,

ma non molto sexy. Sembra che

le cose ora siano cambiate.

È soddisfatto di questa nuova

direzione?

Personalmente ho sempre pensato

che le Toyota fossero anche sexy.

Pensi alla Celica, al primo RAV4 e

alla tecnologia utilizzata per la Prius,

24

modello pioniere tra le soluzioni ibride.

E se ora qualità e sicurezza abbinate

a uno styling più accattivante

conquistano altre fasce di potenziali

acquirenti, ben venga!

In concreto: quanto le piace, per

esempio, il carattere provocante

del nuovo C-HR?

Lo trovo bello ed elegante e spero

che il pubblico non pensi che sia

irriverente.

Ci dica qual è la sua Toyota

preferita.

La mia preferita in Svizzera è la

Velocità Walter Frey, pilota di

auto da corsa.

Oggi la prima fonte di informazione

per le persone è Internet. Per

quale motivo, quindi, una manifestazione

come il Geneva International

Motor Show continua

ad attirare centinaia di migliaia

di visitatori?

Per questa domanda mi viene in

mente una frase comune tratta dalla

letteratura del management: «one

time see is better than ten times

hear» oppure, secondo la libera interpretazione

della famiglia Frey: vedere

e sentire qualcosa dal vivo permette

di conoscerla meglio e suscita

molte più emozioni che non vederla

o sentirne parlare oppure leggere

qualcosa al riguardo.

Sarà presente anche al Geneva

International Motor Show?

Naturalmente! Non manco mai al

Salone dell’auto di Ginevra. Dal momento

che lavoro con le automobili,

per me è molto importante sapere

cosa si dice. Inoltre, ci tengo a vedere

con i miei occhi cosa succede nel

settore.

Si prenderà tempo per l’intera

durata dell’evento?

Rimarrò lì fino all’apertura al pubblico.

In questo periodo visiterò il maggior

numero possibile di stand per

tenermi aggiornato. Ginevra è l’ideale

perché qui si riuniscono tutti i marchi

sotto un unico tetto. In questo

modo, ho la possibilità di farmi un’idea

generale in poco tempo. Cosa

molto importante e necessaria.


L A

N O V I T À

I L G I O I E L L O T O Y O T A .

D I S P O N I B I L E I N V E R S I O N E

4 x 4 O P P U R E I B R I D A .

V E N I T E A T R O V A R C I N E L P A D I G L I O N E 4 , A L L O S T A N D 4 1 1 1 .

T O Y O T A . C H

C-HR Hybrid Style, trazione anteriore, 1.8 HSD, 90 kW, cons. Ø 3,9 l/100 km, CO ₂

87 g/km, eff. en. A. Emissioni di CO ₂

derivanti dalla messa a disposizione di carburanti e/o di elettricità: 20 g/km. Ø delle emissioni di CO ₂

di

tutti i modelli di veicoli immatr. in Svizzera: 134 g/km. La foto mostra opzioni disponibili con sovrapprezzo.


A proposito di marchi: Emil Frey

importa dieci marchi, ma ne vende

anche altri. A Toyota non dà

fastidio che teniate in assortimento

praticamente l’intera

gamma di case giapponesi?

Spero che questo non infastidisca

Toyota. I singoli marchi sono gestiti

dai propri amministratori e dalle relative

aziende e ognuno si impegna

al cento per cento per la propria casa

automobilistica. Credo che Toyota si

fidi del nostro Gruppo.

Nel portfolio Frey c’è anche la

Subaru. In questo caso specifico,

nel 1979 le è riuscito un vero colpo

di mano con l’ingaggio del

campione olimpico Bernhard

Russi come ambasciatore del

marchio. Come ha fatto?

È venuto da me per proporsi come

testimonial della Jaguar. Tuttavia,

quando in gran segreto gli feci vedere

la pressoché sconosciuta Subaru

4 x 4 Leone, abbiamo capito subito

che quel marchio era perfetto

per Bernhard, sarebbe stato un ambasciatore

credibile e lo è ancora ora

dopo tanti anni.

Quando scade il contratto?

Me lo ha già chiesto anche Bernhard.

Ci siamo messi d’accordo per tutta

la vita . . . (ride)

Nel 1975 ha acquistato la ditta

di suo padre. Perché la ditta oggi

non si chiama Walter Frey AG?

Mio padre ha fondato l’azienda nel

1924 e si è fatto un’ottima fama. Il

mio obiettivo era conservare questa

buona nomea e possibilmente migliorarla.

Sarei stato davvero stupido

a intralciare questo processo cambiando

nome.

Molti non sanno che Emil Frey

opera anche all’estero e dà lavoro

a migliaia di persone. Quando ha

avuto inizio questa «conquista»

e quali sono i suoi obiettivi?

Già nel 1970 mi era stata affidata

l’importazione di Toyota per la Francia.

Così è iniziata la nostra avventura

all’estero. Poi siamo sbarcati in Germania

e dalla caduta del muro anche

in alcuni Paesi dell’Europa centrale.

Vorrei che l’azienda rimanesse

un gruppo indipendente anche in futuro

proprio come sancito dai valori

fondamentali definiti nella lettera

di Emil Frey.

Questa lettera è affissa in ogni

ufficio, tutti i collaboratori ne

hanno una copia. Quali sono

questi valori fondamentali?

Mio padre ha scritto questa lettera

indirizzata ai clienti nel 1935. Ed è

ancora valida oggi. In questa lettera

parla di come i clienti ricevano un

vero controvalore per il denaro speso.

Di come debbano essere serviti

in maniera pronta e scrupolosa da

personale esperto. E di come ottengano

solo i prodotti migliori, più vantaggiosi

e di maggior pregio.

In Svizzera, un posto di lavoro su

dieci ha a che fare direttamente

o indirettamente con le auto.

Ciononostante, nel nostro Paese

c’è un atteggiamento di fondo

piuttosto ostile verso le auto,

perché?

Sarebbe meglio domandarlo a uno

psichiatra che studia i fenomeni di

massa.

Essendo da molti anni un impren-

Bellezza ed eleganza Walter Frey in posa con il nuovo Toyota C-HR a Zurigo.

© Dieter Liechti

26


ditore di razza, un politico e uno

sportivo, conosce la Svizzera e i

suoi abitanti come le sue tasche.

La questione è molto semplice: la

circolazione delle auto e il traffico

stradale servono a tutti. L’ostilità di

natura politica forse deriva dal fatto

che un secolo fa le automobili erano

accessibili solo ai benestanti mentre

le fasce più ampie della popolazione

erano tagliate fuori. Oggi non è

più così. Oggi l’auto supporta il carico

maggiore nel trasporto delle persone

e delle merci.

Come politico, si occupa da

decenni di politica del traffico in

Svizzera. Com’è cambiata l’eterna

lotta tra strada e rotaia?

Ho notato che la discussione è stata

riportata su un piano concreto. Rotaia

e strada sanno che solo insieme è

possibile gestire il traffico.

Quali sono i punti più critici

in Svizzera? E dove sarebbe

opportuno intervenire con

tempestività?

La situazione più precaria è quella

dell’agglomerato urbano di Zurigo,

a Egerkingen/Härkingen e intorno a

Losanna/Ginevra.

Il mercato automobilistico Svizzera/

Liechtenstein ha chiuso il 2016

molto meglio rispetto alle aspettative.

Con 317 318 auto nuove

immatricolate, il risultato è nettamente

superiore rispetto alle

305 000 unità previste. Cosa si

aspetta quindi per il 2017?

Prevedo all’incirca 310 000 autovetture.

Decisioni politiche come la Brexit

o l’elezione di Trump hanno conseguenze

dirette sul mercato?

Una conseguenza diretta, non direi.

Tuttavia, è possibile che vi siano effetti

indiretti nel lungo termine.

Cosa ne pensa dello slogan

«Mobilità senza possesso» che

piace molto alla generazione

più giovane? Ha qualche idea

o visione al riguardo?

È possibile che anche nella benestante

Svizzera prenda piede la tendenza

di condividere la proprietà

(own to share). Questo fenomeno

può coinvolgere tanto le generazioni

più giovani quanto quelle meno giovani.

Qualche anno fa abbiamo investito

anche nella società di noleggio

Hertz e naturalmente abbiamo idee

da proporre per questo settore.

E per le sue visioni?

Quando avrò delle visioni, andrò subito

a farmi vedere da un dottore.

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ATTUALITÀ

«Per me, lacrisi

rappresenta anche

un’opportunità»

In occasione del Geneva International Motor Show,

VW svelerà il modello Arteon. Per il CEO del gruppo Amag,

Morten Hannesbo ,la nuova chicca di casa Volkswagen non

può però essere la risposta allo scandalo dieselgate.

Vede, quest’auto era

già in produzione

molto prima dello

scandalo del diesel:

non ha niente ache

vedere con ititoloni

che hanno riempito i

giornali nel corso degli ultimi mesi. Si

tratta piuttosto diuna moderna eattraente

evoluzione della Passat CC.»

Questo èquanto afferma il CEO del

gruppo Amag Morten Hannesbo nella

nostra intervista che data due mesi

prima dell’apertura del Geneva International

Motor Show. Eildanese,

un amante dello sport che da agosto

2007 dirige il gruppo Amag, non

ha in ogni caso intenzione di lasciarsi

intimidire dal dieselgate. «Potrebbe

sembrare strano per chi non èdel

mestiere, ma a mio parere le cose

stanno così: il dieselgate èun’opportunità.

Quando si verificano tali battute

d’arresto, ècompito dell’azienda

gestire daun lato la crisi nell’attività

lavorativa quotidiana, dall’altro è

anche bene guardare alfuturo eandare

oltre. Equesto èquello che fa

VW – come gruppo e come marca.

In effetti, ora tutti sono aperti al

cambiamento.»

Il CEO diAmag percepisce questo

cambiamento anche sul mercato locale,

nel quale l’azienda importatrice

ha immesso lo scorso anno 92 920

autovetture delle marche VW, Audi,

Seat eSkoda. Con una quota di mercato

del 13,3 percento e42142 auto

vendute, anche nel 2016 Volkswagen

28

èstata la numero uno incontrastata

e, nonostante lo scandalo, la quota di

mercato ha addirittura registrato un

lieve aumento. «Con questi risultati,

per la diciassettesima volta di fila VW

èstata la numero 1inSvizzera. Egrazie

allo sprint finale, la Golf ha continuato

la sua marcia trionfale: per la

quarantunesima volta èstata eletta

l’auto più acquistata dagli svizzeri.»

«Consideriamo la questione EA 189

come un'opportunità!»

Per Morten Hannesbo non è un

caso: «La seconda auto nuova che

ho acquistato, nel 1982, era una Golf

GTI con motore 1,8 litri da quattro cilindri.

Aquesto modello non mancava

niente: bellezza esteriore, prestazioni,

radio, portiere, luce, sedili, il pomello

del cambio dotato della tipica sfera

Golf egli interni quadrettati» ricorda.

«Con quest’auto, a21anni ero già

il capo.» Anche quando lavorava per

altre marche, Morten Hannesbo non

ha mai abbandonato lasua passione

per laVWGolf. «Trovo che sia unmodello

sempre fantastico, anche oggi.

Al contrario dimolti concorrenti, VW

èsempre rimasta fedele al concetto

iniziale della Golf, con tutte leconseguenze

che ne derivavano. Non ci

sono stati esperimenti, siètrattato di

una vera epropria evoluzione. Questa

scelta continua avalere la pena anche

oggi.» Èquesta laragione principale

per cui, almeno in Svizzera, il

marchio non haminimamente perso

terreno nonostante iracconti negativi

nei giornali? «Di questonon possoesserecerto.Mamisono

sempreimmaginato

la Volkswagen come un’amica

che èstata vittima diuna disavventura.

Eladomanda sorge spontanea: le

rimango vicino ola lascio sprofondare?

InSvizzera, lagente ha deciso di

continuare adare fiducia al marchio.

Ha sicuramente ache vedere anche

con laforza del gruppo Amag: in altri

Paesi, infatti, VWhasofferto molto di

più che da noi.»

Oltre adare fiducia aVolkswagen,

per il 2017 l’ambizioso CEO hadovuto

rivedere gli obiettivi Amag fissati

nel 2014 –una quota di mercato del

33%. «Non si può da un lato superare

uno scandalo edall’altra far crescere

ivolumi», così Hannesbo spiega

la decisione di modificare gli obiettivi.

«Dopo il 29,7 registrato nel 2016,


Foto: Dieter Liechti

Ottimismo Il CEO del gruppo Amag Morten Hannesbo (sullo sfondo gli schizzi della VW Arteon) intende continuare

afar crescere lequote di mercato.

con inostri cinque mercati quest’anno

vogliamo raggiungere una quota

tra il28,5 eil29,5 percento.»

Con questi marchi, Hannesbo si

comporta come farebbe un padre

con ipropri figli: «Non hounpreferito:

sono tutti ‘figli’ con caratteristiche e

obiettivi diversi.» Per essere più chiari:

«Che Audi sia un grande marchio

lo sappiamo tutti. Lo stesso vale per

Volkswagen –posizione eprodotti lo

confermano. Skoda èimpressionante:

la gamma èimpostata per far sìche

i clienti non cambino marca invecchiando.

Si tratta anche di una marca

simpatica –conosce forse qualcuno

che la trova antipatica? Inoltre, mi

colpisce ogni volta di più con isuoi

dettagli intelligenti. Per questo produttore

di auto, Simply Clever non

èsolo lo slogan ma una vera epropria

filosofia. Con il nuovo SUV Ateca,

Seat riceverà quest’anno un forte

slancio. La quota di mercato dell’anno

scorso pari al 3,2 percento vagià

bene, ma gli spagnoli hanno il potenziale

per crescere molto dipiù.»

Nonostante l’euforia alivello globale

per le auto elettriche eildieselgate, il

CEO diAmag resta convinto che il cosiddetto

motore adautoaccensione è

ben lontano dallo scomparire. «Il dieselnon

èmorto», ammonisce Hannesbo

che nella vita privata giuda una

VW Tiguan (a benzina) eunT6California

(diesel). «I motori diesel hanno

tantissimi vantaggi. Èuna tecnologia

pulita emolto moderna.»

Nonostante nella nostra ultima intervista

del 2014 Morten Hannesbo

abbia confermato che l’elettromobilità

lo affascina molto eche ammira

Tesla per le sue prestazioni, trova

che il +11,5 percento (15 020 veicoli)

registrato per i motori alternativi

nel 2016 in Svizzera sia molto scarso.

«Si tratta di un aumento della

quota di mercato dal 4,2 al 4,7%. Resta

un risultato abbastanza esiguo.»

E come pensa che si svilupperanno

le opportunità del marchio californiano

Tesla in futuro? «Tutto sembra

perfetto. Ma, rispetto almercato

complessivo, i1800 modelli venduti

in Svizzera sono pochi. Inoltre, attualmente

Tesla vende nel segmento

delle auto costose ealivello operativo

non vi èguadagno.» Il CEOappassionato

di ciclismo ha provato ilmodello

SdiTesla ed èrimasto colpito

dall’esperienza di guida edai dettagli

dell’auto. Èanche un perfezionista

però, esedili, qualità della plastica o

iriflessi sull’enorme schermo tattile

non gli sono affatto piaciuti. «Considerato

ilprezzo elevato, sono aspetti

che andrebbero migliorati. Ma a

parte questo: massimo rispetto per

Elon Musk eilsuo team!» Parlando

di team: il CEO, tifoso del Chelsea,

nel 2014 si era definito, riprendendo

il soprannome del celebre allenatore

José Mourinho («the special one»),

«the lucky one». Eora come si definirebbe?

«The busy one».

29


STORIA

Terreno

fertile per le

auto sportive

Ci sono tanti buoni motivi per cui da decenni le automobili più belle

vengono presentate al mondo intero in anteprima a Ginevra.

La ragione per cui in

Svizzera il primo salone

dell’auto è stato

organizzato proprio a

Ginevra dipende principalmente

dal fatto

che all’inizio del XX secolo

nella città di Calvino circolavano

più auto che nel resto del Paese.

È tuttavia inverosimile che nel 1905,

anno in cui l’esposizione si svolse per

la prima volta in quello che un tempo

era un seggio elettorale, si potessero

già ammirare anteprime mondiali.

Solo alla fine degli anni Venti, quando

Mercedes presentò il modello SSK

sul Lago Lemano, Ginevra conquistò

la nomea di terreno fertile per le anteprime

mondiali. E un anno più tardi,

il concorrente Maybach mostrava

a quel pubblico ormai ben abituato

la straordinaria Zeppelin. Persino gli

americani non seppero resistere: nel

1934 attraversarono l’Atlantico e a Ginevra

fecero conoscere agli europei

la bellissima Chrysler Airflow.

30

La proverbiale neutralità della Svizzera

così come la presenza di una

clientela dai notevoli mezzi finanziari

hanno di sicuro aiutato il «Salone»

dopo la seconda guerra mondiale.

Prima che simili eventi riprendessero

piede negli altri Paesi, Ginevra si era

già affermata da tempo e a partire dagli

anni Cinquanta era senza dubbio il

punto di riferimento per le novità più

belle, più sportive e più costose. Gli

italiani ne apprezzavano la vicinanza

e gli inglesi la posizione, mentre

il pubblico internazionale premiava

i produttori di auto sportive e i maestri

del design con estremo interesse

e un grande afflusso. Tuttavia, quando

nel 1958 Studebaker e Arbel annunciarono

di voler presentare a Ginevra

le prime autovetture al mondo dotate

di propulsione nucleare, gli spettatori

mostrarono una certa freddezza e

alla fine i due veicoli arrivarono senza

«motore».

Ginevra ha sempre avuto il grosso

vantaggio di saper coniugare con maestria

lavoro e divertimento. Lo Scià di

Persia, per esempio, poteva dedicarsi

prima alle questioni politiche e poi

recarsi al Salone per arricchire ulteriormente

il proprio parco auto. Anche

l’Aga Khan faceva così e come lui diversi

potentati un po’ discutibili di Paesi

lontani. Ginevra, infatti, non era

soltanto una vetrina ma anche una

fiera particolare in cui era consentito

vendere e acquistare. Il Salone di Ginevra

ha assicurato la sopravvivenza

a diversi piccoli produttori almeno

fino all’edizione successiva. Anche

i giornalisti hanno sempre mostrato di

apprezzare il Salone, perché i contatti

sono diretti, perché nessuno gioca

in casa e perché vi partecipano anche

tanti produttori minori.

Da tempo ormai non si contano

nemmeno più le anteprime mondiali

ospitate a Ginevra: in questo decennio,

ce ne sono state dalle 30 alle 50

o forse più ogni anno. Colpisce il fatto

che i marchi tedeschi non preferiscano

per le loro premiere il Salone

dell’automobile di Francoforte o i

produttori francesi il Salone di Parigi,

ma Ginevra. Ciò si spiega in parte con

il fatto che questo grande show, ora

il Salone dell’auto di Ginevra si chiama

International Motor Show, si tiene

in Svizzera ogni anno e non con cadenza

biennale come le altre importanti

manifestazioni.

Le perle sportive nella storia del Salone di

Ginevra a pagina 32 e 33

Nel 1961, la Jaguar E-Type è stata presentata per la prima volta

al mondo a Ginevra.

© Jaguar


Dal 9 al 19 marzo 2017 si svolgerà a Ginevra l’87° Salone Internazionale dell’Automobile.

Audi presenterà un’affascinante mix di nuovissimi modelli e highlight sportivi nonché numerose

prime mondiali e svizzere.

audi.ch/a5


Sei sp

tra le più

Citroën SM (1970)

Ancora oggi non è del tutto chiaro il motivo per cui Citroën ha rilevato

la Maserati alla fine degli anni Sessanta. Da questa fusione

non sono nati grandi risultati, se non la SM presentata a Ginevra

nel 1970. Come capita spesso con i francesi, il design era piuttosto

estroso, davanti l’auto era molto più larga rispetto a dietro ed

era motorizzata con un V6, progettato da Giulio Alfieri, un mito in

casa Maserati.

Mercedes-Benz 230 SL (1963)

Nel 1963, la Mercedes 230 SL meglio conosciuta come «Pagoda»

(così soprannominata per via del suo tetto hard-top concavo)

ha accettato a Ginevra una difficile eredità dovendo affrontare

contemporaneamente la 300 SL (in versione con portiere ad ali

di gabbiano e roadster) e la 190 SL. Una sfida vinta, soprattutto

quando più avanti venne dotata di motori più potenti.

32

Ferrari 288 GTO (1984)

In realtà, la 288 GTO sarebbe dovuta essere un’auto da rally. Ma

non venne pronta per tempo così passò alla storia come la prima

Ferrari equipaggiata con motore turbo. Con i suoi 400 cavalli era

l’autovettura stradale più veloce dell’epoca, capace di raggiungere

una velocità di punta di 305 km/h. Oggi una 288 GTO costa

svariati milioni di franchi.


ortive

amate

Lamborghini Miura (1966)

Chiamata così in onore di un allevatore spagnolo di tori da combattimento,

la Lamborghini Miura è stata la prima auto sportiva

di serie con un motore centrale V12 montato trasversalmente.

Grazie ai suoi 350 cavalli, a metà anni Sessanta era tra le vetture

più veloci del mondo. E il design ideato dall’allora ventisettenne

Marcello Gandini la trasformò in un’icona intramontabile.

Jaguar E-Type (1961)

Nel 1961, l’E-Type è stata la protagonista indiscussa a Ginevra: un

design incredibilmente bello e una velocità equiparabile a una

Ferrari ma molto più accessibile, costava infatti la metà. Jaguar

presentò tre auto sullo stand, due coupé e una cabrio. Si dice che

l'allora membro del Consiglio federale Wahlen non poté far altro

che innamorarsi di questi «felini rampanti».

Audi quattro (1980)

Quando nel 1980 l’Audi quattro venne presentata con la sua

trazione integrale di serie (perfettamente funzionante), fece scalpore.

Questo particolare è il motivo che spiega il successo riscosso

da questo marchio fino a oggi. Audi ha vinto per ben due volte

il campionato del mondo di rally proprio con questa vettura.

All’inizio l’Audi quattro originale aveva 200 cavalli ed è stata

prodotta fino al 1991.

33


GENERAZIONE SELFIE

Jo Vonlanthen (ex pilota automobilistico)

«Per il trasporto dei miei simulatori di guida per la Formula

1 ho bisogno di auto con alte capacità di trazione. Ssang-

Yong mi offre fino a 3,5 t a un prezzo imbattibile!»

Marc Storace (cantante)

«Il Nissan X-Trail ha un grande stile: come

me quando salgo sul palco con i Krokus!»

Marc Sway (cantante)

«La mia Volvo XC90 è la mia

isola, il mio regno, il mio porto

sicuro. È qui che mi rifugio per

ascoltare musica nella migliore

qualità, per riflettere, per

fare progetti o semplicemente

per guidare e basta.»

Giulia Steingruber

(atleta di ginnastica artistica)

«Con i suoi 150 CV, la mia Opel ADAM ROCKS S è

molto sportiva. È perfetta per me: grazie alle numerose

possibilità di connessione multimediale,

è una sorta di smartphone su quattro ruote!»

Matthias Sempach (ex re della lotta)

«Apprezzo molto l’affidabilità e il volume di

carico della mia Toyota RAV4 Hybrid. Mi fanno

sentire bene.»

Didier Cuche

(ex campione di sci)

«Purtroppo, quando

mi sono scattato

questo selfie sul

passo dello Julier

c’era ancora troppa

poca neve per poter

testare al meglio

la mia nuovissima

Audi SQ7 e le sue

prestazioni.»


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POLITICA

La svolta

François Launaz, Presidente di auto-schweiz (Associazione degli

importatori svizzeri di automobili) sulla «svolta a quattro ruote».

Il settore dell’automobile si trova in una

fase di enorme cambiamento. Il direttore

di un marchio tedesco ha delineato

un quadro secondo cui l’economia

nel comparto auto potrebbe modificarsi

molto più nei prossimi cinque anni rispetto

a quanto non abbia fatto negli

ultimi 50. Anche se in realtà non sono

un fan di simili rappresentazioni drammatiche,

condivido questa affermazione.

Diversi fattori, infatti, contribuiscono

a trainare il nostro settore su vari livelli.

Innanzitutto, il settore si ritrova a

dover raggiungere gli obiettivi climatici

prefissati dalla politica. L’Accordo

di Parigi porterà sicuramente a un ulteriore

inasprimento delle norme sulle

emissioni. Tuttavia, a Parigi abbiamo

anche imparato che le particelle

di CO 2 non conoscono confini. Ancora

più incomprensibile è la reazione

individuale della Svizzera alle disposizioni

in materia di CO 2 per i nuovi

veicoli commerciali e destinati al trasportodipersone.MentrelaNorvegiae

l’Islanda, in qualità di Paesi non UE,

ricevono incentivi in base al valore

medio di tutte le vetture nuove vendute

in Europa, agli importatori svizzeri

viene chiesto di raggiungere i

valori prefissati da soli. Ciò risulta praticamente

impossibile se si considerano

l’elevatissima quantità di auto

con trazione integrale, oggi pari quasi

al 50 percento, e gli equipaggiamenti

legati al potere d’acquisto. È urgente

intervenire correggendo i prezzi da

una prospettiva paneuropea.

Ciononostante appare sempre più

chiaro che i valori limite per le emissioni

di CO 2 potranno essere raggiunti

soltanto con motori alternativi.

Tuttavia, è opportuno che la politica

eviti di mettere paletti alla tecnologia,

limitando così le innovazioni.

Anche nel motore a combustione

si nasconde un alto potenziale per

l’incremento dell’efficienza, per non

parlare delle possibilità offerte dai

36

François Launaz «La politica deve evitare di mettere paletti alla tecnologia»

combustibili sintetici. Ma soprattutto

sarà la mobilità elettrica a ricoprire

senza dubbio in futuro una fetta

sempre crescente del mercato. Il futuro

ci dirà se ad avere il sopravvento

sarà un vettore energetico (come

una batteria, l’idrogeno, ecc.).

Per generare un effetto positivo

sulla domanda di veicoli a trazione

elettrica a batteria, la politica

svizzera deve abbandonare al più

presto la propria attitudine passiva

e piuttosto coordinare e incentivare

l’ampliamento delle stazioni di ricarica.

La promozione della riduzione

delle emissioni di CO 2 non è sufficiente.

Una rapida costruzione di infrastrutture

di ricarica renderebbe

l’utilizzo quotidiano dei veicoli elettrici

più semplice e il loro acquisto più

interessante. Infine, negli anni a venire

potremo ammirare una molteplicità

di modelli elettrici.

La tematica delle infrastrutture ci

terrà occupati anche su un altro piano,

vale a dire la costruzione di

strade. Parlando di ottimizzazione

dell’utilizzo delle nostre infrastrutture

di trasporto, a mio parere si sopravvaluta

un’altra tendenza del futuro.

Mi riferisco alla guida autonoma.

Tecnicamente abbiamo fatto

passi da gigante, ma ci vorrà ancora

molto prima che ci possiamo mettere

al volante di un’auto – sempre

che ne sia ancora dotata – potendo

distogliere completamente lo sguardo

dal traffico che ci scorre accanto.

Secondo Roland Siegwart, professore

al Politecnico Federale di Zurigo

e attivo ricercatore in questo ambito,

per l’integrazione completa di

questa tecnologia nella nostra quotidianità

ci sarà da attendere ancora

qualche decennio. Solo allora gli

effetti positivi di un trasporto completamente

automatico andranno a

buon fine e potremo sfruttare al meglio

le nostre strade. Fino ad allora,

l’economia soprattutto necessita di

un’infrastruttura di trasporto efficiente

che, se necessario, dovrà essere

garantita anche con ampliamenti.

Come è possibile notare, nel settore

automobilistico continua a pulsare

una pluralità di tematiche. In

questo senso vi auguro un’esperienza

avvincente durante la visita all’87°

Geneva International Motor Show.

© Dieter Liechti


Tre tendenze

Nel 2016, il mercato delle auto svizzero ha superato le aspettative.

Meno 2,0 percento oppure una flessione

di 6465 nuove immatricolazioni:

il mercato automobilistico in Svizzera

e nel Principato del Liechtenstein ha

chiuso il 2016 molto meglio di quanto

ci si aspettasse. Con 317318 autovetture

nuove, il risultato è nettamente

superiore rispetto alle 305000 unità

stimate da auto-schweiz.

«Lo scorso anno, il mercato delle auto

svizzero ha mostrato un buon lato di

sé», con queste parole il Direttore di

auto-schweiz Andreas Burgener riassume

il risultato ottenuto nel 2016.

«All’inizio dell’anno non ci saremmo

mai aspettati di superare quota 310

000 automobili nuove.» Tuttavia, questo

andamento estremamente positivo

del mercato non deve far dimenticare

i margini in drastico calo per gli importatori

e i concessionari ufficiali, Burgener

mette in guardia da un’eccessiva

euforia. Partendo dalle cifre relative al

2016, gli esperti di auto-schweiz delineano

le tre seguenti tendenze:

1. Il boom della trazione integrale

persiste. Con una nuova quota di

mercato record pari al 44,2 percento,

la Svizzera si è classificata di nuovo

al primo posto in Europa per le auto

a trazione integrale. Non si interrompe

quindi la grande richiesta di un equipaggiamento

ad alta sicurezza. Tuttavia,

il maggior peso dei veicoli e i corrispondenti

consumi più elevati rendono

più difficile per gli importatori svizzeri rispettare

i valori limite medi di CO 2 .

2. Il diesel è sempre più richiesto,

a dispetto delle più nere previsioni. Nel

2016, quasi quattro auto nuove su dieci

avevano un motore alimentato a diesel

nel cofano. Anche in questo caso si registra

un altro record con una quota di

mercato del 39,2 percento. Il diesel ricopre

un ruolo importante per raggiungere

gli obiettivi climatici fissati a Parigi.

3. I sistemi di trazione alternativi

guadagnano terreno ma non riescono

a spiccare il volo. Con una quota di

mercato del 4,7 percento è stato sicuramente

raggiunto il valore più alto di

sempre. Il numero di questi veicoli in

circolazione è aumentato nettamente

rispetto all’anno precedente ma solo

per gli ibridi a benzina (+2496 oppure

33,9 percento). Le auto elettriche hanno

segnato il passo e come nel 2015

hanno raggiunto una quota dell’1,0

percento (3295 veicoli).

www.auto.swiss

Pubblicità

IL VOSTRO CREDITO: SEMPLICEMENTE CEMBRA.

«Quando ci vuole una nuova auto…»

Esempio di calcolo: credito di CHF 10 000.–. Sulla base di un interesse annuo effettivo tra il

7,95 % e il 9,95 %, per una durata di 12 mesi risulta un costo complessivo degli interessi che va

da CHF 421.– a CHF 524.–. Il creditore è Cembra Money Bank SA con sede a Zurigo. La concessione

di un credito è vietata se conduce al sovraindebitamento del consumatore.


REPORTAGE

Il futuro

rimane

un'emozione

Quando non dovremo più utilizzare il volante? Quando decolleranno

le prime auto-drone? Ecco il viaggio nel tempo immaginario di

Markus Kramer del think tank Tomorrow Today.

Giovedì 25 giugno 2020

Mio figlio questo fine settimana compie

14 anni. Il tempo è bellissimo, il

sole picchia sull’asfalto bollente – e

mi sono appena concesso una Ferrari

207 MM Barchetta! Un vero omaggio

agli esordi del marchio del cavallino

rampante. Va bene, ha più dei

166 cavalli originali – ma ha pur sempre

un motore V12. L’auto dei miei

desideri è dotata di turbo, emette

un rombo fantastico e ha un aspetto

ancora migliore. Non c’è dubbio,

la Ferrari è rimasta Ferrari anche se

ora posso commutare in elettricità

la potenza di quasi 900 cavalli per la

guida in città comodamente tramite

un’app. Il motore elettrico è pienamente

sufficiente. Una Ferrari con

un motore elettrico? Pochi anni fa era

ancora impensabile.

In città non è più necessario pensare

al piacere di guida, nonostante

le molte conquiste tecnologiche

nelle auto di classe media. Da noi

nessuno utilizza ancora la guida autonoma.

Tuttavia, potrebbero passare

solo un paio d’anni prima di poter

inserire ufficialmente il «pilota automatico»

qui da noi. Funziona già

molto bene, manca solo il permesso

– ho addirittura preso una multa

di recente perché l’ho utilizzato sulla

mia auto aziendale. Quindi è vero

che l’auto sa guidare meglio del sottoscritto

– e io posso utilizzare il mio

tempo in maniera produttiva. Finalmente

niente più distrazioni men-

38

tre scriverò i messaggi su WhatsApp

andando in ufficio! La polizia naturalmente

sa che funziona così, ma mi

hanno comunque spillato 120 franchi.

In Svezia, oltre il 20% delle persone

non guida più: la joint venture del

2016 tra Volvo e Uber vi manda i suoi

saluti. Nel frattempo, la sicurezza è

divenuta sempre meno una questione

di cintura. Si parla piuttosto di sicurezza

intelligente, super connessa

e quindi passiva. Già oggi è possibile

evitare quasi il 30% degli incidenti

prima che accadano.

Finalmente è mia, la Barchetta. Almeno

per i prossimi 4 giorni. Vi dirò

la verità: non è di mia proprietà. L’ho

noleggiata tramite Car E&D pagando

praticamente nulla. Non da un rivenditore,

bensì da un titolare di un’azienda

che questo fine settimana si trova

Markus Kramer

Markus Kramer è partner di Brand

Affairs AG, un’agenzia per lo sviluppo

di marchi e la comunicazione

strategica. Nella sua carriera ha

lavorato per aziende internazionali

come Mazda, Honda, Harley-Davidson

e Aston Martin. Markus Kramer

è inoltre associato del think

tank futuristico Tomorrow Today

(UK), insegna gestione strategica

del marchio alla Cass Business

School di Londra e partecipa attivamente

a Blue-Automotive, una

start-up con base negli USA per

«Connected Cars».

www.brandaffairs.ch

Emozione e passione Markus Kramer


all’estero. Cinque anni fa si offrivano o

persino scambiavano vacanze, hotel,

soggiorni e molto altro. Naturalmente

c’è sempre Airbnb, come anche Ebay

e Ricardo. Tuttavia, oggi il noleggio di

auto esclusive non è più un problema

e funziona alla perfezione. Puro divertimento,

senza che debba curarmi di

assicurazione, manutenzione e ovviamente

delle tasse.

Partiamo. Io e mio figlio percorriamo

il passo del Klausen nella Svizzera

centrale. Impossibile andare

troppo veloce – siamo pressoché

costantemente monitorati, e questa

misura è già stata integrata in precedenza.

Posso capirlo, soprattutto

nei confronti dell’effettivo proprietario

della Barchetta. Una trasparenza

radicale. Ma l’accelerazione in uscita

dalle curve è semplicemente incredibile:

il sistema ibrido è perfettamente

bilanciato e garantisce

accelerazioni brucianti anche a basse

velocità. Naturalmente la capote è

abbassata e il sorriso sul viso di mio

figlio è meraviglioso.

Lunedì 7 ottobre 2030

Un caffè veloce per iniziare la giornata,

almeno questo è rimasto tale.

La mia iCar è lì che mi aspetta: preriscaldata

e pronta a portarmi al lavoro.

Dopo 5 minuti arriva la prima telefonata,

nel giro di un millisecondo

compare sul parabrezza un display

HD a contrasto elevato. Sono Joline,

la mia assistente, e un cliente di

Sydney. Posso utilizzare i 30 minuti

di viaggio verso l’ufficio per questa

videochiamata inattesa. La sera, tornando

a casa, mi guardo un episodio

di «Friends»: penso sia del 1995, ma

è pur sempre divertente. E se non nascondo

le pubblicità vengo persino

pagato. Certo, Google esiste ancora.

Il traffico si è ridotto sensibilmente

dato che le leggi e le compagnie di

assicurazioni private hanno scoperto

soluzioni per la guida autonoma. È

dal 2025 che non guido più. È efficace

e costa meno. Non è più possibile

guidare la mia iCar, non ha il volante.

Solo un paio di ritardatari continuano

a guidare. Ho l’impressione che

sia soprattutto una questione di ego.

Naturalmente, nessuno ha affermato

che la guida autonoma diventerà

normalità dall’oggi al domani. Tuttavia,

da tempo non è più la tecnologia

a impedire questo cambiamento

bensì l'uomo stesso.

Come passa il tempo: Rafael ha

compiuto 24 anni all’inizio dell’estate.

è convinto che, anche nel 2050, le auto potranno risvegliare le nostre emozioni.

39


© Infiniti

Infiniti Synaptiq Ecco come i designer di Infiniti immaginano un possibile quadro comandi nel 2029.

Conosce la «guida vecchio stile» solo

come divertimento, sicuramente non

grazie a me. Ha acquistato una nuova

BMW xAI – non da un rivenditore,

ma se l’è fatta consegnare comodamente

a casa tramite VR (Virtual Reality).

Dopotutto, il nome del modello,

AI, sta per «Artificial Intelligence» (intelligenza

artificiale). E l’auto si è consegnata

da sola – ha guidato direttamente

fino a casa e poi ci ha chiamati

al telefono.

Quest’auto è geniale. Una pila a

combustibile fornisce energia per

il motore elettrico. Naturalmente i

180 cavalli sono più che sufficienti

per un’autonomia di quasi 1500 chilometri.

Il mio preferito è il pulsante

«All Off»: dopo averlo premuto, il sistema

avvisa che l’assicurazione sarà

adeguata in maniera dinamica durante

la guida e subirà un aumento

del 50%, il fattore divertimento quindi

è esponenzialmente alto. Per 100

franchi al giorno è possibile noleggiare

rapidamente tramite un software

di tuning 360 cavalli e quasi

400 Nm. Naturalmente vanno goduti

con cautela. Anche perché non è

possibile permetterseli ogni giorno,

per fortuna.

Sabato 9 luglio 2050

Oggi è il mio compleanno, ne compio

77. Mi ritengo ancora quasi giovane,

data l’aspettativa di vita media

giunta nel frattempo a 104 anni.

Se mi devo spostare da A a B, ordino

con un comando vocale una Xter. La

vettura a guida autonoma con sette

posti nel frattempo è disponibile

in ogni momento anche nel mio piccolo

comune. La maggior parte delle

volte arriva in cinque minuti e oltre

a me salgono altre due o tre (vere)

persone. Un cambiamento ben accetto

in un mondo totalmente virtua-

le e connesso. Nel frattempo, il problema

dell’immagazzinamento di

energia potrebbe essere quasi completamente

risolto. Le nuove pile a

combustibile sono sicure, leggere e

di piccole dimensioni – e forniscono

un’energia quasi illimitata per le auto.

Per questo giorno particolare mi

sono fatto rilasciare un permesso

speciale dall’Ufficio della circolazione

stradale: viaggio sul Gottardo in

direzione Ticino a bordo di una Aston

Martin DB5 – quella autentica, con

286 cavalli guidata da James Bond

nel film Goldfinger degli anni Sessanta.

Oltre a me ci sono mio figlio Rafael

e mio nipote Luca. Luca è nato nel

2043. Un biondino di sette anni pieno

di energia, che non aveva mai

viaggiato su un’auto accesa e guidata

manualmente. Non c’è da stupirsi:

i primi esemplari di auto-drone multifunzione

disponibili sul mercato, con

volo e guida autonomi – i cosiddetti

Vtools – caratterizzeranno la sua

generazione.

Decollo Dal 2050 si viaggerà anche con i droni.

40

© Ehang

Sfrecciamo a tre sulla vecchia

Tremola in direzione Airolo. Con i

finestrini aperti, il vento che fischia da

tutte le fenditure, il 4 litri a benzina

romba a ogni curva con voce grossa

– sui nostri volti si legge la gioia

di guidare. Trasmette belle sensazioni,

anche nel 2050. Tra 30 anni, Rafael

insieme a Luca e alla sua progenie

magari guideranno di nuovo verso il

Ticino su una DB5 – probabilmente

senza di me, ma sicuramente con un

sorriso stampato sul viso. Perché le

emozioni e la passione per le auto

resteranno in noi.


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La nuova Golf non la si guida.

La si dirige.

Nuova Golf con comandi gestuali in opzione.

Provatela a partire da metà marzo.

Eccola in dirittura d’arrivo! La nuova Golf, nientemeno che in 7 irresistibili versioni. Con un design

affinato e fino a 14 sistemi d’assistenza che sulla strada non lasciano nulla al caso. L’innovativo

controllo gestuale del navigatore opzionale “Discover Pro” vi permette non solo di guidare semplicemente

la nuova Golf, bensì di dirigerla. Una sensazione fantastica: venite a scoprirla al Salone

dell’automobile di Ginevra. Maggiori informazioni al sito www.volkswagen.ch o direttamente presso

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Golf 1.4 TSI BMT, 125 CV, cambio DSG a 7 rapporti, consumo energetico: 5.2l/100km, emissioni di CO 2 : 121g/km (media di tutte le vetture nuove vendute: 134g/km), emissioni di CO 2 derivanti dalla fornitura

di energia: 26g/km, categoria di efficienza energetica: D. Con riserva di modifiche.


REPORTAGE

Donne

al

potere

Maria Grazia Davino è la «capa» di FCA Switzerland e Serenella

Artioli De Feo è la sua PR Director. Che il marchio Fiat-Chrysler sia

guidato da donne non è, in ogni caso per loro, niente di particolare.

Il capo d’azienda sotto il casco

dalla parrucchiera, la direttrice

delle relazioni pubbliche che

si fa mettere lo smalto sulle

unghie e una cosiddetta auto

da donne come la Fiat 500

sullo sfondo: è così che sarebbero

dovuto essere fotografate Maria

Grazia Davino e Serenella Artioli

De Feo. Questa rappresentazione

un po’ eccessiva riunirebbe tutti gli

stereotipi: la moda e il dolce far niente.

In breve, l’eccezionalità dell’essere

donna in un settore dominato da

uomini. Chiunque avesse il coraggio

di meravigliarsi del fatto che i vertici

di Fiat Chrysler Automobiles Switzerland

siano donne avrebbe riso guardando

questa immagine.

42

A dire il vero, anche alle due donne

scappa da ridere quando vengono

a sapere di questa idea. Ridono

e si mettono le mani nei capelli.

Giocare con gli stereotipi? Certo che

no! «Quando si tratta di lavoro, bisogna

rimanere seri», afferma Serenella

Artioli De Feo. Disagio anche da

parte di Maria Grazia Davino: «Posso

capire l’approccio, ma non mi

sentirei a mio agio.» Torniamo allora

all’immagine standard: ambiente

neutro, donne d’affari serie e una Fiat

124 Spider, che potrebbe benissimo

essere un’Abarth 124 Spider, un’Alfa

Romeo Giulia o una Jeep Wrangler.

Il fotografo potrebbe non trovare la

scena originale, ma dalla prospettiva

dell’intervistatore è quella giusta.

Nessuna delle due italiane cerca

la provocazione. Svolgono diligentemente

il proprio lavoro, a cui sono

giunte per conseguenza logica grazie

alle loro carriere. «Mi trovo qui

perché so fare bene quello che faccio»,

mette in chiaro la PR Director

senza superbia.

Maria Grazia Davino, napoletana,

è capitata per caso nel settore

automobilistico. Durante la sua tesi

di dottorato sullo sviluppo del prodotto,

si è liberato un posto di stage

nell’industria automobilistica. «Un

settore interessante» constata, «molto

complesso, molto dinamico.» Ci è

rimasta. Nel 2005 ha iniziato il suo

percorso presso Lamborghini, raccogliendo

esperienze nelle aree Vendite,

Marketing e Finanza. Nel 2012

è passata al gruppo Fiat-Chrysler, di

cui è stata Managing Director in Austria

prima di prendere la guida di

FCA Switzerland – puntuale per il Geneva

International Motor Show 2016.

La posizione di top manager non le

fa però montare la testa: «Oggi mangio

caviale, domani magari tonno in

scatola. Non bisogna mai credere di

essere arrivati. Bisogna semplicemente

fare il proprio lavoro. Ciò che

conta sono i fatti.»

Serenella Artioli De Feo, al contrario,

è nata in questo settore, girovagando

già da bambina nei garage.

«La mia famiglia importava

Suzuki, Subaru e anche Ferrari nella

Germania meridionale», racconta.

Dettaglio segreto: proviene dalla dinastia

Bugatti. Non ha però menzionato

questo fatto durante il colloquio

di lavoro: voleva ottenere il posto di

PR Director presso FCA Switzerland

esclusivamente grazie alle proprie

competenze. La sua esperienza professionale

è iniziata semplicemente,

lavando auto, e dopo aver frequentato

alcuni corsi di lingua e marketing

durante l’università è passata

alla traduzione di manuali d’uso. Ha

esercitato varie attività di comunicazione

nell’azienda di famiglia, ha lavorato

per conto proprio come importatrice

Kia in Italia, ha fatto una

breve incursione nel settore dell’arte

e dell’informatica per poi fare la consulente

per un’azienda commerciale

cinese prima di tornare al suo primo

grande amore: le automobili. «Posso

avere a che fare con i motori ed essere

comunque donna e mamma.»

Per i loro spostamenti privati, sia

Maria Grazia Davino sia Serenella Artioli

De Feo utilizzano una Jeep Cherokee.

Quando le si domanda se trova

che il produttore di fuoristrada americano

sia un marchio da macho, la

PR Director sorride: «Un marchio da

macho? Sul serio?» Il marchio Jeep

è amato soprattutto dalle donne. La

trazione 4x4 garantisce sicurezza e

consente di partire per la montagna

nel fine settimana con la famiglia

senza preoccuparsi delle previsioni

meteo. Persino lei utilizza la Cherokee

soprattutto come auto da viaggio,

per fare visita a suo marito e a

suo figlio diciottenne a Bolzano durante

il weekend. «I lunghi viaggi per

me hanno un che di meditativo», afferma.

La Direttrice, a sua volta, par-


Donne al potere Serenella Artioli De Feo (a sinistra) e Maria Grazia Davino di FCA Switzerland.

© Stefan Jermann

47


miei nervi sono al limite.» Il suo compito

non è criticare i collaboratori, ma

spronarli a dare il massimo. «Non significa

che io non sia tosta», aggiunge,

e Serenella Artioli De Feo sorride.

«Sì, a volte sgrida.» «Non è questione

di sgridare le persone», ribatte

Maria Grazia Davino: «È solo questione

di mostrare la direzione giusta da

seguire. La pressione in questo settore

è enorme.»

Maria Grazia Davino «La pressione nel settore automobilistico è enorme.»

la della libertà tanto evocata: «Il solo

fatto di sapere che in ogni momento

posso partire per qualsiasi destinazione

mi trasmette un vero senso

di libertà.»

Ma le italiane non dovrebbero preferire

piuttosto una Fiat? «Mi sento

legata a tutti i marchi del gruppo»,

puntualizza Maria Grazia Davino. È

proprio questo il bello: ciascun marchio

ha le sue caratteristiche e lei

stessa si riconosce in questa versatilità.

L’Alfa Romeo Giulia le ha tuttavia

rubato il cuore, in particolare nella

versione a quattro ruote motrici Veloce.

E anche per Serenella Artioli De

Feo è amore a prima vista: «Veloce e

stabile in ogni situazione – mi ci posso

proprio identificare!»

Ma torniamo al lavoro, all’essere

donna. «Non sono mai stata discriminata

nel mio lavoro», assicura Serenella

Artioli De Feo. Maria Grazia

Davino concorda: «Spesso sono le

stesse donne a discriminarsi.» Solo

raramente devono confrontarsi con

gli stereotipi. Per due volte le è stato

rimproverato di essere materna.

«Materna!», esclama con un certo

tono, «È una percezione davvero

molto superficiale della leadership

femminile.» In cosa consisterebbe lo

stile di gestione femminile? «Credo di

saper gestire più informazioni, spesso

riesco a guardare oltre rispetto ai

più e prima di prendere una decisione

considero più aspetti», racconta

Maria Grazia Davino. Inoltre non

alza mai la voce. «Tutt’al più quando i

La pressione è alta anche in vista

del Geneva Motor Show – in particolare

per un’impresa multibrand

con vari stand, come evidenzia Maria

Grazia Davino. Stand in cui si potranno

ammirare anche le modelle?

«Logico!», esclama. «Sono parte

dello spettacolo!» Le hostess tuttavia

devono essere all’altezza: «C’è

un limite. Ma non è definito dalla lunghezza

di una gonna. Si supera il limite

quando le hostess perdono la

propria eleganza.» Inoltre vengono

assunti sempre più modelli di sesso

maschile, precisa Serenella Artioli De

Feo. E a Maria Grazia Davino viene in

mente un aneddoto: «L’anno scorso,

al Salone di Vienna, ho presentato ai

miei collaboratori un modello uomo

particolarmente attraente sostenendo

che fosse mio marito. Le loro reazioni

mi hanno molto divertita.» Le

piace giocare con gli stereotipi, ma

non al punto da farsi fotografare sotto

un casco da parrucchiera. «In tutta

la mia vita non mi ci sono mai ritrovata!»,

afferma.

FCA Switzerland SA

Dal 1921, Fiat Chrysler Automobiles

Switzerland SA è importatore

svizzero dei marchi Fiat, Alfa

Romeo, Lancia, Fiat Professional,

Abarth e Jeep. Inclusi i Motor Village

di Zurigo e Ginevra, lavorano

per l’azienda circa 180 collaboratori.

Da quasi dieci anni, il modello

di successo è l’utilitaria Fiat 500.

Il marchio Alfa Romeo ha ricevuto

uno slancio dal ritorno della

berlina sportiva nel 2016. Per Jeep,

è Grand Cherokee a costituire la

parte preponderante dei volumi

di vendita nazionali.

Serenella Artioli De Feo «Non sono mai stata discriminata nel mio lavoro.»

fiatchryslerautomobiles.ch

44


Hotelcard – il metà prezzo per hotel

Con la Hotelcard avete la possibilità di

pernottare in centinaia di ottimi hotel

a metà prezzo. Prenotate con la vostra

esclusiva Hotelcard i numerosi hotel che

offrono wellness, attività sportive e sport

invernali nelle zone più belle. Pagherete

solo la metà e potrete utilizzare la Hotelcard

tutte le volte che lo desiderate. Il potenziale

di risparmio è enorme!

Fate escursioni partendo dalla stazione a monte

della funivia di Holzegg fino al Grande Mythen

e osservate, dalla vetta della montagna, lo

spettacolare panorama a 360 gradi, oppure,

dopo una passeggiata nei caratteristici vicoli

di Ascona, godetevi la «Dolce Vita» sul famoso

lungolago. La Svizzera è, sotto molteplici

aspetti, la meta ideale per una gita. Rendete

indimenticabile il vostro soggiorno: prolungate

la vostra esperienza pernottando in un hotel a

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Il concetto funziona

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sull‘abbonamento metà prezzo delle FFS, che

Hotelcard AG, otto anni fa, ha trasferito con

grande successo nel settore alberghiero. Il

concetto di base affascina, tra le altre cose, per

la sua grande semplicità. Molto velocemente si

arriva a un soggiorno a ½ prezzo in un hotel

da sogno: basta trovare l‘hotel desiderato su

www.hotelcard.ch, inviare la richiesta di

prenotazione e al momento del Check-in in hotel

presentare la Hotelcard ci servono soltanto!

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600 hotel. Potete scegliere tra i migliori hotel di

montagna, per gli sport invernali, del benessere

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lusso a cinque stelle, troverete la struttura che fa

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Utilizzabile quante volte si desidera

Non ci sono limiti al potenziale di risparmio,

poiché la Hotelcard è utilizzabile quante volte

si desidera all‘interno del periodo di validità.

La cosa più importante: potrete portare con

voi la vostra/il vostro partner, poiché per

pernottare in una camera doppia basta una

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Questi sono solo quattro degli oltre 600 hotel di prima classe a ½ prezzo:

Les Sources Des Alpes

Dorint Blüemlisalp

Beatenberg | Oberland bernese

Camera doppia standard incl. colazione da

CHF122.– anziché CHF 244.– (per camera)

Leukerbad | Vallese

Camera doppia superiore sud incl. colazione da

CHF197.50 anziché CHF 395.– (per camera)

Wellness Hotel Rössli

Hotel Sonne

Weggis | Svizzera centrale

Camera doppia superiore incl. colazione da

CHF180.– anziché CHF 360.– (per camera)

Wildhaus | Suisse orientale

Camera doppia nord incl. colazione da

CHF100.– anziché CHF 200.– (per camera)

I vantaggi di Hotelcard:

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prim’ordine in Svizzera e nei paesi

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ammortizzati al primo o secondo

pernottamento.

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anziché CHF 119.–

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0800 083 083 (Per favore indicare il codice sconto salon)


GENERAZIONE SELFIE

Anna Känzig (cantante)

«Nel 2016, a bordo della mia Ford EcoSport ho sudato sette

camicie – ma ne è valsa la pena: ho passato l’esame di guida!»

Nino Schurter

(campione olimpionico e campione del mondo di mountain bike)

«Il mio prossimo campione si chiama Honda Civic!»

Mathias Beche (pilota automobilistico)

«In pista corro per Rebellion. In strada per Mazda.»

DJ Bobo (cantante)

«Per me l’auto è sinonimo di mobilità. Qualità molto importanti

a mio avviso sono comfort, affidabilità e sicurezza. Con la marca

pioniera nella trazione integrale Subaru trovo quello che cerco.»

Viktor Röthlin (ex maratoneta)

«Trovo che il concetto plug-in ibrido sia attualmente

quanto di meglio si trovi sul mercato. Il Mitsubishi

Outlander Plug-in Hybrid mi consente di rilassarmi

ogni volta che guido.»

Gölä (cantante)

«Il VW Amarok

rappresenta per me

il veicolo ideale per il

lavoro e il tempo libero.

Con l’Amarok vado

ovunque! In qualsiasi

condizione stradale,

l’Amarok può trainare

senza problemi il

mio rimorchio da 3,5

tonnellate su fango,

ghiaccio e neve!»

Gian Simmen (ex campione di snowboard)

«La Seat Leon X-Perience è sinonimo di libertà e flessibilità

totale. E la pratica auto spagnola è al contempo

ufficio, mezzo di trasporto, isola di tranquillità e creatività,

tempio della musica e del divertimento.»

Seven

(cantante)

«La mia meraviglia

nera, la

Lexus RX450h F

SPORT, è la mia

isola di pace. Ascolto

tantissima

musica in auto

e non cambierei

la mia Lexus

con nessun’altra

auto al mondo!»


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riduce le conseguenze di una collisione. Se l’auto è dotata di un regolatore di velocità adattivo, l’assistenza alla frenata è attiva

a tutte le velocità. La figura mostra equipaggiamenti speciali.


AUTOMOBILISMO

Il

«Mister E»

svizzero

Sébastien Buemi è un pilota di Formula E della prima ora che ha

concluso l’ultima stagione addirittura come campione del mondo.

Oltre all’elettricità, cosa spinge questo vodese 28enne verso

massime prestazioni?

Ibolidi corrono quasi in totalele

silenzio davanti agli spettatori e

Sébastien Buemi

una ricarica della batteria non

è sufficiente per una gara di 50

minuti, per cui a metà competizione

è necessario cambiare

veicolo. E questo sarebbe uno

sport automobilistico? In ogni caso è

quello che è successo nel 2014 all’inizio

la prima stagione di Formula E

a Pechino! Sébastien Buemi, pilota

sin dall’inizio del team Renault e.

dams, può comprendere lo scetticismo

– specialmente quando si tratta

del rumore. «Ma questo è il futuro»,

dice. «Si nota anche nella Formula 1,

dove i turbo V6 emettono un rumore

sensibilmente inferiore rispetto ai

precedenti motori V8 e V10». Il folgorante

successo del campionato –

da un bizzarro fenomeno di secondo

piano a un evento in piena regola con

un ampio coinvolgimento dei grandi

costruttori e dei piloti professionisti in

sole tre stagioni – sorprende anche

lui. «Non avrei mai creduto che la

Formula E avrebbe acquisito una tale

professionalità in così poco tempo.»

In effetti, sembra che le case automobilistiche

desiderose di sviluppare

modelli elettrici non siano interessate

alle corse. Renault, Citroën-DS,

Audi, BMW, il gruppo indiano Mahindra

e Jaguar sono già a bordo, e

quando dal 2018 le batterie più potenti

renderanno superfluo il cambio

di veicolo, saranno molti di più. Il fattore

immagine è enorme: grazie al ridotto

inquinamento acustico e ambientale,

il campionato potrà avere

48

luogo nel centro di pulsanti metropoli

come Hong Kong, Berlino e New

York. Non raggiungerà solo i veri e

propri fan degli sport automobilistici,

bensì potenzialmente ognuno di noi.

Oltre alla sua impronta ambientale

favorevole, sarà in grado di accelerare

la transizione verso una mobilità

senza l’uso di combustibili fossili. In

effetti, nessun’altra piattaforma lo afferma

in modo così chiaro e convincente:

una guida senza emissioni non

è sinonimo di rinuncia, ma di adrenalina,

suspense ed entusiasmo!

Anche nella Formula E ha luogo il

trasferimento di tecnologia da cui le

Sébastien Buemi è nato a Aigle

nel 1988. Già dall’età di sei anni

partecipava a competizioni di kart.

Nelle serie Formula 3 e GP2, si è

fatto notare da Red Bull e ha ricevuto

un contratto. Ha debuttato

nella Formula 1 a soli 21 anni. Dal

2009 al 2011 ha raccolto punti per

la Toro Rosso; dal 2012 è collaudatore

e pilota sostitutivo per Red

Bull Racing. Inoltre, dal 2012 corre

nel Campionato del Mondo Endurance

(WEC), in cui ha vinto il titolo

mondiale nel 2014 con la Toyota.

Dal 2014 corre in Formula E per la

scuderia Renault e.dams, con la

quale nel 2016 ha vinto il titolo di

campione assoluto.

www.renaultsport.com

corse traggono da sempre la propria

fondatezza. «Più della Formula 1»,

sottolinea Buemi, che da collaudatore

per Red Bull Racing è ben al corrente

del fatto che «Il lavoro di sviluppo

investito nel motore di un’auto

da corsa di Formula 1 non trova mai

sblocco nelle auto di serie.» Il regolamento

della Formula E offrirebbe

ai produttori, invece, un’opportunità

vera e propria per utilizzare le proprie

scoperte per le automobili comuni.

L’aerodinamica del telaio è infatti

la stessa per tutti i modelli mentre è

possibile lavorare meticolosamente

su propulsione e batteria, i componenti

principali di una vettura elettrica.


List of 2017

international

Motor Shows

registered in

OICA

DETROIT * 14.01/22.01

Motorcars

BRUSSELS 14.01/22.01

Commercial vehicles

CHICAGO 11.02/20.02

Motorcars, commercial vehicles

VERONA 23.02/25.02

Commercial vehicles

GENEVA * 09.03/19.03

Motorcars

CAIRO 17.03/20.03

Commercial vehicles

BELGRADE 24.03/02.04

Motorcars, commercial vehicles

SEOUL 31.03/09.04

Motorcars, commercial vehicles

NEW-YORK 14.04/23.04

Motorcars

BIRMINGHAM 26.04/27.04

Commercial vehicles

ISTANBUL 21.04/30.04

Motorcars, commercial vehicles

BARCELONA 13.05/21.05

Motorcars, commercial vehicles

BUENOS AIRES 10.06/20.06

Motorcars, commercial vehicles

MOSCOW 05.09/09.09

Motorcars, commercial vehicles

FRANKFURT * 14.09/24.09

Motorcars

BUCHAREST 07.10/15.10

Motorcars, commercial vehicles

SOFIA 14.10/22.10

Motorcars

SAO PAULO 16.10/20.10

Commercial vehicles

TOKYO * 27.10/05.11

Commercial vehicles

* Most important international Motor Shows

(subject to alteration)

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«L’efficienza del motore, i materiali e

la gestione della batteria sono temi

che riguardano anche una Renault

Zoe», racconta.

Al contrario del ritmo di sviluppo

nel campionato, la velocità massima

sul circuito è di 225 km/h. Che le

monoposto pesino in realtà 880 chili,

di cui 350 chili solo per la batteria

collocata dietro al pilota, la dice

lunga. «Non sono auto semplici da

guidare», conferma Buemi: «Il carico

posteriore talvolta crea una certa

instabilità e gli pneumatici all-season

hanno minore aderenza rispetto

alle gomme slick.» Inoltre c’è la sfida

di recuperare quanta più energia

possibile in fase di frenata e di consumarne

il meno possibile durante

l’accelerazione. I piloti di auto ibride

del Campionato del Mondo Endurance

sono già abituati a questo concetto.

Buemi corre in questa serie prestigiosa

già dal 2012 per la Toyota. È

possibile che la sua auto elettrica di

servizio Renault Z.E. 16 possa procurare

un tale divertimento a un pilota

della 24 ore di Le Mans? Lo svizzero

francese ci riflette. Per quanto riguarda

le velocità in curva, sicuramente

no. D’altro canto, sarebbe fantastico

poter gareggiare nel centro di una

città contro i migliori piloti al mondo.

«Di norma, piace soprattutto vincere»,

aggiunge con un sorriso.

Finora, Buemi ha mostrato grande

amore nei confronti della Formula E.

In particolare dopo la delusione sperimentata

la scorsa estate a Le Mans,

quando la sua Toyota si è fermata tre

minuti prima della fine della gara e

con la vittoria in tasca. La competizione

di Formula E nella battaglia per

il titolo contro Lucas di Grassi del reparto

Audi si è conclusa nel 2016 a

suo vantaggio, e anche nella stagione

attuale, che terminerà a fine giugno,

è a buon punto. Che cosa riesce

meglio al 28enne rispetto ai concorrenti

Nick Heidfeld o al collega di

squadra Nico Prost? «Non c’è alcun

segreto», risponde: «Ho un team eccezionale

e un’auto fantastica che si

adatta al mio stile di guida. In fin dei

conti, si tratta sempre della combinazione

di più fattori.» Il fatto di essere

diventato papà di un maschietto

l’anno scorso non lo ha fatto rallentare

neanche visti i numerosi incidenti

che accadono lungo il percorso:

«Sembra brutto quando lo dico, ma

durante un fine settimana di corse mi

dimentico di essere padre. Sono così

concentrato sul mio lavoro da nascondere

ogni altro aspetto.» L’unica

differenza rispetto a prima: «Quando

sono a casa, dormo di meno.»

Per i suoi spostamenti privati,

Sébastien Buemi non usa veicoli

elettrici. «Almeno non ancora», come

sottolinea – alla fine tutti guideremo

auto elettriche prima o poi. Nonostante

i miglioramenti, l’autonomia

della Renault Zoe a oggi è di 300

chilometri. Non abbastanza per i suoi

Renault Z.E.16 Il costruttore francese partecipa alla Formula E con questo bolide elettrico.

© Renault

50


Vincitore Nel 2016 Sébastien Buemi è stato il più veloce.

Trasferimento Nella Renault Zoé si nasconde

la competenza racing.

regolari lunghi viaggi. Il pilota preferisce

dunque spostarsi con la sua

Mégane R.S. o con una delle Lexus

messe a disposizione da Toyota. E

anche sul circuito non rinuncia ancora

ai motori a combustione. «Vorrei

tanto vincere a Le Mans», afferma. Se

4801898_PALEXPO_ANNONCE_PRINT_IT.pdf 1 19.01.17 13:44

dovesse raggiungere questo obiettivo

oltre a vincere per la seconda volta

il titolo con la Formula E, ne sarebbe

felice. Attende anche curioso di

sapere se anche Zurigo sarà inclusa

nel calendario del campionato delle

auto elettriche. La candidatura vie-

ne attualmente valutata a Londra; le

località future saranno rese note a

giugno. «Come pilota svizzero, ne

sarei davvero orgoglioso», conclude

Buemi.

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REPORTAGE

Errare

è

umano

Dal punto di vista tecnico, la guida autonoma non sarebbe

un problema. Se solo l’uomo non ci fosse.

Il prossimo autunno, quando

nell’ambito del progetto

«DriveMe» le prime famiglie

svedesi potranno percorrere

le strade intorno a Göteborg

a bordo della Volvo XC90

con funzionalità di guida autonoma,

sette telecamere saranno

puntate sui passeggeri. In questo

modo, qualunque movimento, tremito

dell’occhio, qualsiasi gesto insolito

del conducente ma anche dei

passeggeri verrà trasmesso direttamente

al centro di ricerca Volvo. Qui,

Trent Victor, Senior Technical Leader

Crash Avoidance, insieme ai suoi colleghi

studierà attentamente il comportamento

delle persone all’interno

dell’abitacolo. L’esperto psicologo

canadese tuttavia non si interesserà

ai discorsi dei familiari ma solo ed

esclusivamente a come reagiscono

alla loro Volvo che si guida da sola.

Cosa piace e cosa invece dà fastidio

e, soprattutto, le fonti di stress.

Già ora Volvo propone vetture a

guida semi-autonoma: i veicoli della

serie SPA (S90, V90, XC90) possono

viaggiare quasi autonomamente

sulle autostrade e persino compiere

manovre di sorpasso. Il conducente

non deve fare altro che tenere le

mani sul volante perché le auto svedesi

sono in grado di fare molte cose

in autonomia. Il passo successivo

ora è rappresentato dal programma

«DriveMe» con cui famiglie selezionate

verranno letteralmente scarrozzate

all’inizio solo sulla XC90 e solo

nei dintorni di Göteborg. Volvo intende

portare avanti il proprio progetto

con un totale di 100 veicoli che devono

essere in grado di fare tutto quello

che viene richiesto a un’automobile

nel traffico pendolare, compreso

parcheggiare in modo autonomo in

un determinato posto.

Con il suo progetto, il marchio svedese

decide di percorrere una strada

diversa rispetto a tutti gli altri operatori

del settore. I costruttori tedeschi

sviluppano il loro software in collaborazione

con fornitori noti quali Bosch

o Schaeffler in gran segreto, effettuano

i test in luoghi nascosti e, a

quanto si dice, sono molto vicini al

loro obiettivo. La domanda da farsi

sarebbe: qual è il loro obiettivo? Guida

parzialmente automatica, altamente

automatica o addirittura completamente

automatica? Per quanto

riguarda l’ultima opzione, vale a dire

la guida completamente autonoma

senza intervento da parte del conducente,

Mercedes, Audi e Co. non vogliono

ancora fissare una tabella di

marcia.

Per il programma «DriveMe» vengono impiegate 100 Volvo XC90.

52

Tesla invece fa una scelta diversa:

il lavoro di sviluppo procede spedito

e i clienti vengono usati quasi come

«cavie». Con gli aggiornamenti pressoché

settimanali dei software, non

si caricano solo gli ultimissimi sviluppi

sulle vetture ma da queste si raccolgono

anche le «esperienze». In

questo modo, Tesla ha la possibilità

di testare direttamente su strada

quali sono le esigenze dei proprietari,

dove si verificano eventuali erro-


© Volvo

Visione o realtà? Quando l’uomo potrà farsi scarrozzare dalla propria auto e impiegare questo tempo in modo più utile?

ri e come vengono utilizzati i sistemi.

Il vantaggio: Tesla accede facilmente

a grandi quantitativi di informazioni

effettivamente rilevanti, ricavate dalla

quotidianità degli utenti. Lo svantaggio:

non è possibile prevedere in

anticipo cosa potrebbe succedere

se i sistemi non fossero programmati

in maniera corretta o non dovessero

proprio funzionare. In Paesi come gli

Stati Uniti, ciò potrebbe significare la

rovina di un’azienda.

In controtendenza rispetto a tutti

gli altri produttori, Volvo si assume

piena responsabilità per i suoi veicoli.

Un aspetto decisamente importante.

Mentre Tesla, Mercedes e Co. per

il momento si tutelano ancora quando

si tratta di eventuali responsabilità,

il marchio svedese ha annunciato

di avere una tale fiducia nei propri

hardware e software da poter rispondere

anche per questi. Parole che

hanno un peso notevole, ma entro

il 2020 Volvo vuole che nessuno più

possa perdere la vita in un incidente

a bordo di una Volvo (nuova). Ovviamente

gli standard di sicurezza

già molto elevati imposti dalla casa

svedese aiutano in tal senso, tuttavia

per riuscire a raggiungere veramente

questo obiettivo non bastano certo

airbag di ogni tipo e sistemi elettronici

di assistenza. Lo sa molto bene

Trent Victor: «Da diversi anni ormai

analizziamo tutti gli incidenti accaduti

sulle strade svedesi con i nostri

team e per questo conosciamo molto

bene dove si annidano i punti deboli.»

E si tratta quasi sempre del fattore

umano. Velocità troppo elevate,

guida in stato di ebrezza, stress e distrazioni.

Ovviamente, anche le condizioni

delle strade e quelle meteorologiche

hanno il loro peso: neve,

ghiaccio, nebbia, pioggia battente.

Se l’auto si guida da sola, potrebbe

adattare la velocità in qualsiasi momento

e i computer non alzano mai

troppo il gomito! Più alto è il livello di

automatizzazione e più facile sarebbe

eliminare le fonti di errore, almeno

in teoria.

Ed è proprio su questo aspetto

che punta il progetto «DriveMe»:

gli psicologi del team Volvo vogliono

osservare con attenzione cosa fanno

i passeggeri quando vengono sollevati

dal compito di guidare. Cercano

di intervenire comunque quando intravedono

una situazione di pericolo

oppure si fidano del computer? E ancora,

cosa serve affinché possano fidarsi

ciecamente?

Trent Victor è perfettamente consapevole

del fatto che ogni persona

reagisce in modo diverso. Ci sono le

mamme rilassate che accompagnano

i figli agli allenamenti di calcio,

ci sono gli uomini d’affari stressati e

sempre di fretta, ci sono le persone

più in là con gli anni che hanno piena

fiducia nelle tecnologie moderne

e i giovani che invece non riescono

proprio a capacitarsi di come possa

funzionare una soluzione simile.

Ma, come dice Victor, è proprio questo

che rende così interessante questo

modello sperimentale, perché:

«Deve funzionare sempre, per tutti,

in qualsiasi momento della giornata,

con qualsiasi condizione climatica.

Più dati abbiamo e meglio riusciamo

a calcolare le reazioni delle persone.»

Ma allora 100 auto non sono un

po’ pochine? Victor: «È un buon inizio

e non appena lo riterremo opportuno

53


potenzieremo il progetto. Seguiranno

gli USA e la Cina, dove sappiamo

già che troveremo situazioni completamente

diverse rispetto alla Svezia.»

Il progetto «DriveMe» naturalmente

coinvolge anche sviluppatori di

software, fornitori, l’Ente dei Trasporti

svedese e il Ministero dei Trasporti

svedese. Qui è Anders Lie il responsabile

per la collaborazione con Volvo

che segue sempre con grande

attenzione gli sviluppi. «Dal nostro

punto di vista, sono diversi gli elementi

interessanti di questo progetto»,

afferma l’esperto di traffico, «prevenire

il maggior numero possibile di

incidenti dovrebbe essere la priorità.

Ma non bisogna nemmeno dimenticare

aspetti quali il miglioramento

del flusso del traffico e la riduzione

delle emissioni.»

Come procede la collaborazione

con le case automobilistiche? «Benissimo»,

spiega Lie, «anche se siamo

un po’ sorpresi dal fatto che Volvo

non abbia voluto accettare nessuna

delle nostre proposte. Avremmo potuto

aprire corsie extra oppure una

sorta di rotaia magnetica che avrebbe

potuto condurre le auto, ma Volvo

ha voluto impiegare le sue vetture

nel traffico normale.» La presenza

di tanti veicoli a guida autonoma implica

la ristrutturazione delle strade?

«No, non è necessario,» afferma Lie,

«queste automobili hanno una guida

più precisa, non abbandonano la

corsia e non compiono manovre inutili.

Quello che invece bisognerà fare,

è ritoccare i limiti di velocità, verso il

basso.»

Volvo gioca in casa «DriveMe» inizierà in Svezia, in un secondo

momento seguiranno USA e Cina.

Sempre a destinazione Basta inserire la destinazione e la Volvo

raggiungerà il luogo stabilito in autonomia.

Mani sul volante Durante la prima fase, il conducente dovrà

tenere le mani sul volante.

Volvo DriveMe

Quest’anno Volvo lancerà il progetto

pilota con 100 Volvo XC90

capaci di viaggiare in completa

autonomia sulle strade nei dintorni

di Göteborg; 100 famiglie svedesi

possono prendere in leasing una

di queste vetture a prezzi di favore

ma verranno analizzate e studiate

con attenzione. Con questa iniziativa,

Volvo intende indagare come si

comportano le persone all’interno

di auto a guida autonoma.

www.volvocars.com

Big Brother Sette telecamere analizzano il comportamento di

chi occupa l’abitacolo.

54


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fissa svizzera). Ulteriori informazioni, compresi gli orari, sono disponibili

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GENERAZIONE SELFIE

Max Heinzer (schermidore)

«La mia auto deve avere abbastanza spazio per la mia

attrezzatura da scherma e da pesca. E se il design è quello

della mia Jaguar F-TYPE SVR, allora è perfetta!»

Bianca Gubser (modella)

«Quando voglio staccare la spina dallo stress del

lavoro, durante la pausa pranzo mi capita spesso

di rifugiarmi nel mio Nissan Juke e fare qualche

esercizio di meditazione trascendentale.»

Urs Freuler (ex ciclista)

«Per un ex ciclista professionista e appassionato di

ŠKODA come me, la Superb Combi SportLine è senz’altro

il compromesso ideale tra quotidianità, viaggio e

divertimento. E a un prezzo imbattibile!»

Köbi Kuhn (ex calciatore ed ex allenatore della nazionale svizzera)

«Guido una Kia Soul EV perché ci tengo a ridurre al minimo inquinamento

e rumorosità, ma al contempo non voglio rinunciare al piacere

di guidare.»

© Amassadoren

Nicola Spirig (triatleta, sposata e con un figlio)

«La mia Land Rover Discovery non è fantastica solo

all'interno. A bordo di quest'auto, anche quello che

vedo fuori è uno spettacolo!»

Patricia Schmid (modella, sposata e con un figlio)

«Abbiamo acquistato recentemente una BMW 225XE.

Quest’auto è la nostra seconda casa – non è troppo grande

ma neanche troppo piccola. Inoltre, grazie al sistema

ibrido plug-in, rispettiamo l’ambiente: è perfetta.»


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INTERVISTA

«Per un obiettivo

così importante mi assumo

volentieri ogni responsabilità»

Iouri Podladtchikov ama accelerare sulle piste e non solo.

Ciononostante, il campione olimpico di snowboard spiega

in un’intervista per quale motivo ha accettato di diventare

ambasciatore per la campagna co2ribassato di SvizzeraEnergia.

Iouri, lei ama la velocità e l’azione.

Anche quando è in strada?

Un tempo sì, ma con il passare degli

anni ho cambiato atteggiamento.

Quando un bel giorno mi sono ritrovato

senza fidanzata fuori Zurigo, ho

realizzato che non aveva alcun senso

girare per la città con un motore

V8. Quando consumi 10 litri di benzina

per andare a fare shopping, non

rispecchi per nulla il trend attuale.

Ovviamente avrò sempre un debole

per le auto veloci. L’Audi e-Tron ha

«solo» un motore da 1,4 litri supportato

da uno elettrico.

È vero che possiede una Ferrari?

Purtroppo no. Avevo una Audi R8,

mentre oggi guido un’Audi A3 e-tron.

Le hanno mai ritirato la licenza

di condurre?

Certo. Non con l’auto ma con la Vespa.

Lungo la Seestrasse a Zurigo,

c’è un tratto in cui bisogna ridurre la

velocità da 80 a 50, è lì che mi hanno

beccato.

Qual è l’auto dei suoi sogni?

Ne ho più di una. Da guidare: una

Porsche 911 GT3 RS4.0. Da esibire:

una Ferrari 250 GTO.

58

Come concilia la sua passione per

le auto veloci con il suo impegno

a favore di co2ribassato? Non è

proprio il candidato più evidente

per questa iniziativa.

Si tratta di un impegno orientato al

futuro. Per un obiettivo così importante

mi assumo volentieri ogni responsabilità,

e penso: in futuro anche

nel mio garage non vedrete nessun

motore V8.

co2ribassato.ch

co2ribassato è il nome della campagna

volta a promuovere i veicoli

a basso consumo energetico, con

emissioni di CO 2 non superiori a

95 g/km e appartenenti alla

classe di efficienza energetica A.

In Svizzera, i trasporti sono responsabili

del 31% delle emissioni

di CO 2 , due terzi delle quali sono

prodotti dalle autovetture. Per

permettere una riduzione significativa

delle emissioni di CO 2 ,

quindi, è fondamentale prestare

attenzione all’efficienza energetica

quando si acquista un’automobile.

Il committente del progetto

co2ribassato è SvizzeraEnergia.

Un’idea realizzata in partnership

con Movi-Mento e TCS.

co2ribassato.ch

Quanto peso ha la sostenibilità

nella sua quotidianità?

Questo è un argomento molto interessante.

La luce potrebbe essere

un buon esempio: le persone spengono

la luce ma non si rendono conto

che sarebbe molto più sensato lasciarla

accesa perché con il calore si

risparmierebbe energia da riscaldamento.

Ancor meglio sarebbe passare

a lampadine a risparmio energetico

oppure LED. Quello che intendo

dire è che ci sono tanti modi per condurre

uno stile di vita sostenibile. In

ogni caso, cerco di assumere un atteggiamento

consapevole anche per

via della mia professione.

In che senso?

Per esempio, mi basta mangiare

qualche cibo poco salutare e appena

vado in montagna ne pago subito

le conseguenze. Ogni chilo ha un

ruolo enorme all’aria aperta. Agilità,

dinamismo ed equilibrio sono fondamentali

nel mio sport. Se non utilizzo

le mie energie in modo intelligente,

corro il rischio di collassare.

Cosa pensa in generale della

campagna co2ribassato?

Per me, co2ribassato è sinonimo di

lungimiranza e sono orgoglioso di

fare da testimonial a una campagna

di questo tipo e metterci la faccia

per un cambiamento che apre nuove

prospettive.

Come vede il futuro? Ha dei timori?

Adesso vedo il futuro con ottimismo,

ma un tempo avevo un atteggiamento

più nostalgico. Oggi guardo con

entusiasmo a quello che succederà

un domani e provo una grande gioia

per tutte le cose che spero possano

ancora accadermi. In una sola frase:

la gioia dell’attesa è il piacere più

bello! Non sono tormentato da alcun

timore.

Cosa ne pensa della sicurezza

sulle strade?

Credo che il lavoro di sviluppo fatto

per elaborare sistemi di assistenza a

sostegno della sicurezza sia eccezionale.

Il sistema per la regolazione


«In futuro nel

mio garage

non vedrete

più nessun

motore V8.»

47


Iouri Podladtchikov «Credo che il lavoro di sviluppo fatto per elaborare sistemi di assistenza a sostegno

della sicurezza sia eccezionale.»

automatica della velocità e il sistema

di monitoraggio degli angoli morti

sono due strumenti dei quali non

potrei più fare a meno. A mio parere,

l’idea che un domani le auto possano

guidarsi da sole è sorprendente

e penso che sia un buon punto di

partenza per un futuro sicuro sulle

strade.

Nello spot televisivo la si vede

andare a tutta velocità su una

strada di montagna. Che reazioni

ha riscontrato?

Molto divertite e positive. Sono rimasto

sorpreso, perché le persone

amano criticare le performance

pubblicitarie.

Va sullo skateboard, pratica

snowboard ed è anche un artista.

Dove concentra maggiormente

le sue energie?

La mia vita ruota intorno allo snowboard

e dalle Olimpiadi non è cambiato

nulla in tal senso. E non potrebbe

essere diversamente, visto che mi

sono posto l’obiettivo di difendere il

mio titolo.

I prossimi giochi olimpici saranno

in Corea del Sud nel 2018. Cosa

farà quest’anno?

This month’s diet is next month’s

body. Un bel proverbio. Coniato pensando

al mio sport, lo si può applicare

anche per un anno intero. Ora

sono immerso in questa fase e il

tempo corre via.

Quest’anno troverà il tempo

per andare a vedere il Salone

dell’auto?

Se ce la farò, ci andrò molto volentieri.

Ma siccome mi sposto tra Laax e

Zurigo, il Salone di Ginevra purtroppo

non è proprio di strada. Il periodo in

cui le montagne sono innevate ormai

si è ridotto, per cui bisogna sfruttare

ogni singolo giorno. Inoltre dovrò tornare

almeno una volta in America e il

mio metabolismo energetico non fa

di certo i salti di gioia.

«Salon Car Collector»: una ricerca ecologica con un’app rossa

A Ginevra, con l’app di co2ribassato non solo trovate

le automobili meno inquinanti ma potete anche vincere

una Ford Mondeo Hybrid.

Anche quest’anno, in collaborazione con il presenting

partner SvizzeraEnergia, al Salone dell’auto sarà disponibile

l’app per Android e iOS «Salon Car Collector».

Come funziona: basta attivare l’app e il Bluetooth e

«Salon Car Collector» inizierà subito a indicare in ogni

stand le auto che non superano il limite di emissioni fissato

a 95 grammi di CO 2 e con classe di efficienza energetica

A. Per aiutare gli utenti a orientarsi, l’app contiene

le piantine dei padiglioni con indicazione della

propria posizione.

Chi compila diligentemente il proprio «Collector», parteciperà

all’estrazione di una Ford Mondeo Hybrid.

Download: co2ribassato.ch/saloncarcollector

60


10-11 GIUGNO 2017


autoricardo.ch è il mercato svizzero per eccellenza dedicato

alle auto.

Da noi trovate una vasta scelta di veicoli interessanti, nuovi e d‘occasione,

e la migliore offerta di pezzi di ricambio e di accessori di tutta la Svizzera.

Sia che desideriate acquistare o vendere:

• Vendete con modalità asta o con offerta fissa - ricevete in ogni caso il

prezzo migliore.

• Vendete con un annuncio privato gratuito senza costi di pubblicazione.

• Approfittate dei vantaggi di traffico online e di un ampio raggio di

copertura.

Numero

offerte

al mese

570

Numero visitatori

2‘800‘000

al mese

15‘350

220‘000

640


16‘000

15‘500

Veicoli nuovi

al mese

Aste

al mese

Sie finden uns in der

Halle 7

La vendita all‘asta più alta:

Bugatti Veyron

8.0 W16

CHF 253‘900

Numero accessori

per veicoli:

400‘000

al mese

Venite a trovarci

al salone dell‘auto

di Ginevra presso

il padiglione 7

205‘000

Occasioni

al mese

« autoricardo ci offre la possibilità di

raggiungere l‘acquirente tramite modalità

diverse. In questo modo, siamo certi di

assegnare il giusto veicolo al cliente giusto. »

Marco Emmenegger titolare e direttore amministrativo

della Felix Emmenegger AG a Windisch e Hettenschwil

si affida a autoricardo.ch

90%

I nostri dipendenti sono a sua disposizione

in tutta la Svizzera!

del nostro inventario proviene

da operatori professionisti

autoricardo.ch - di casa in Svizzera


SERVIZIO

Edizione

Giacomo Salvioni, editore

I M P R E S S U M

GIMS – Rivista ufficiale del

Geneva International Motor Show

Allegato speciale di sabato

25 febbraio 2017.

TIRATURA 36000

Buon appetito al GIMS

REDAZIONE E PRODUZIONE

Dieter Liechti (Direzione), Markus Cavelti,

Andreas Faust, Max Fischer, Peter Ruch,

Lukas Rüttimann, Nina Vetterli, Matteo

Caratti, Benjiamin Albertalli, Susanne

Messerli, Claudia von Mentlen

Con quasi 700 000 visitatori, l’offerta

gastronomica del Salone dell’auto assomiglia

a quella di una città. È infatti

molto importante soddisfare le diverse

esigenze e offrire una vasta selezione

affinché tutti i visitatori possano trovare

il menù che fa al caso loro. Ecco che

l’offerta propone quindi niente meno

che 8 ristoranti diversi, che accolgono

gli ospiti dell’esposizione proponendo

tutti gli stili di ristorazione. Per chi preferisce

ottimizzare il tempo a disposizione

con un pasto più frugale, lo spazio

allestito nel padiglione H6 offre una

varietà di food truck e una grande tenda

con un fast-food.

IMMAGINE DI COPERTINA GIMS

TRADUZIONE Comtexto AG

Direzione, amministrazione

e redazione centrale

Via Ghiringhelli 9, 6500 Bellinzona

Tel. 091 821 11 21, info@laregione.ch

2017 - Tutti i diritti riservati

1 LE CENTRAL Nel corridoio d’ingresso.

È un ristorante di prezzo

medio che propone piatti del giorno

e cucina semplice.

2 LE TARTARE All’entrata del padiglione

H3 (sala P). Per tutti gli

amanti della tartare: di manzo, di

salmone e di verdure.

3 LE VILLAGE CUISINES DU MONDE

Grande spazio self-service nelle sale

A e B del centro congressi. Qui si può

trovare un vasto assortimento di cucine

dal mondo. Per soddisfare tutti i

desideri. Rapido ed economico.

4 LE POULET ROTI Farà la gioia

delle famiglie e dei visitatori che

desiderano gustare un pasto seduti

a tavola senza però sforare il budget

della giornata.

4

5 LE TERROIR Dietro l’esposizione

TAG Heuer nel padiglione H3, propone

un menù tradizionale svizzero.

6 LE PANORAMIQUE All’entrata del

padiglione H7, questo ristorante

propone piatti del giorno e cucina

semplice in un ambiente piacevole

e con una vista eccezionale sulla

pista di decollo dell’aeroporto.

7 LE POIVRIER Nel corridoio d’ingresso.

Atmosfera soffusa e raffinata

per una ristorazione molto attenta

ai dettagli.

8 LA VILLA SARASIN Affascinante

magione a 200 metri dai padiglioni,

propone una vera e propria isola di

pace a due passi dall’esposizione e

una ristorazione di altissimi livelli.

2

7

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Auto, emozioni

e novità.

AUTO

Nr. 1/2016 6. Mai 2016

Il 24 giugno 2017 verranno

svelate maggiori novità dal mondo

delle auto. La rivista dedicata

all’universo automobilistico

apparirà infatti come allegato

di quotidiani selezionati in

Svizzera tedesca e francese,

con informazioni sui modelli, le

tecnologie e le innovazioni più

recenti. Una divertente lettura

per gli amanti delle auto con

racconti di lifestyle e personaggi.

EMOTIONEN /// MENSCHEN /// NEUHEITEN

*24heures, Basler Zeitung, Berner Oberländer, BZ Berner Zeitung, BZ Langenthaler

Tagblatt, Der Bund, Der Landbote, Tages-Anzeiger, Tribune de Genève, Thuner Tagblatt,

Zürcher Oberländer, Zürcher Unterländer, Zürichsee-Zeitung

Inserire qui

advertising.tamedia.ch


SERVIZIO

Informazioni sul GIMS

Orari di apertura

Da lunedì a venerdì:

dalle 10.00 alle 20.00

Sabato e domenica:

dalle 9.00 alle 19.00

Prezzi dei biglietti

d’ingresso

Adulti CHF 16

Bambini dai 6 ai 16 anni,

beneficiari AVS e AI CHF 9

Gruppi (più di 20 persone con

accompagnamento/pers.) CHF 11

A partire dalle ore 16, 50%

di sconto su tutti i biglietti

d’ingresso direttamente sul

posto, per un accesso nella

stessa giornata. Non cumulabile

con altre offerte speciali.

Biglietti disponibili online

all’indirizzo: gims.swiss

Informazioni generali

PALEXPO

Segreteria centrale

del Salone dell’auto

CH–1218 Le Grand-Saconnex

Tel +41 22 761 11 11

info@palexpo.ch

gims.swiss

Arrivo con i trasporti pubblici

Le FFS propongono biglietti

combinati a prezzi di favore per

il GIMS.

Offerta combinata RailAway:

10% di sconto sul viaggio

con i trasporti pubblici per

l’aeroporto di Ginevra e ritorno.

30% di sconto sull’ingresso alla

manifestazione.

10% di sconto sul viaggio anche

per i visitori già in possesso di

un’entrata.

Offerta ottenibile presso gli

sportelli di vendita nelle stazioni,

i distributori di biglietti

e online.

Ulteriori informazioni su:

ffs.ch/gims

Alloggio più ingresso

Offerta combinata a partire

da CHF 83!

Questa promozione include

1 pernottamento a Ginevra e

1 biglietto d’ingresso per il

GIMS. Si consiglia di prenotare

quanto prima l’albergo.

Ulteriori informazioni su:

geneve.com

www.gims.swiss

Arrivo in auto

I visitatori del GIMS hanno a

disposizione 12 parcheggi per

un totale di 10.000 posti auto.

Basterà seguire le indicazioni

per «P Salon». I parcheggi sono

a pagamento. Il servizio di

navetta gratuito accompagna i

visitatori dal parcheggio all’area

fieristica e viceversa.

Al parcheggio P12 si trovano

posteggi a pagamento per le

persone portatrici di handicap.

Per informazioni: +41 22 761 11 11

Ulteriori informazioni su:

www.palexpo.ch/en/

access-parking

Servizi

Ufficio oggetti smarriti:

all’ingresso E2 del Palexpo,

tel. +41 22 761 33 00

Guardaroba: presso il centro

congressi (ingresso principale)

e all’ingresso dei padiglioni 5 e 7.

Area bimbi: nell’aula L del

centro congressi (piano interrato

del padiglione 1).

Polizia: tel. 117 per emergenze e

incidenti oppure +41 22 427 92 20

Infermeria: padiglioni 6 e 7,

tel. +41 22 761 13 18

Padiglione 7: da vetrina per gli accessori a fiera specializzata ricca di eventi

Le attività ospitate nel padiglione 7 del

Geneva International Motor Show sono a

un punto di svolta: grazie a nuovi impulsi,

ora il padiglione 7 è senza dubbio molto

più accattivante, tanto per gli espositori

quanto per il pubblico di esperti. Insieme

a Swiss Automotive Aftermarket (SAA),

in futuro l’esposizione verrà studiata più

come una vera e propria fiera specializzata

e diventerà una sorta di galleria ricca

di eventi per l’industria automobilistica e i

suoi partner. Alla base di questa rinascita

c’è un concetto che prevede conferenze

di settore e altre attività quotidiane organizzate

nel corso della prima settimana.

66

Una nuova idea Il SAA-Expo (padiglione 7) è aperto dal 9 al 13 marzo.


Tutto sul Salone dell’Auto

GenevaInternational

MotorShow

dal 24 febbraio su 20 minuti

Tutte le novità e le informazioni su: tio.ch/motori


Nuovo

Renault KOLEOS

Il nuovo 4x4.

Scoprite la prima svizzera al padiglione 4.

Renault raccomanda

www.renault.ch

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