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finale_condividere_marzo_2017

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DIOCESI DI<br />

MAZARA DEL VALLO<br />

LA STORIA<br />

DEL MESE<br />

Nadia Asaro<br />

Imprenditrice mazarese<br />

tra i pescherecci<br />

Mensile della Diocesi di Mazara del Vallo - MARZO <strong>2017</strong><br />

NELLA FOTO DI SALVINO MARTINCIGLIO: Michela e Giuseppe Pantaleo,<br />

Enzo e Teresa Laudicina, insieme alla figlia Emanuela.<br />

La famiglia<br />

Ascolto e relazioni<br />

CLEMENZI ALLE PAGINE 4 E 5


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 2<br />

L’EDITORIALE<br />

di DOMENICO MOGAVERO<br />

Una veste editoriale aggiornata<br />

per il nuovo Condividere<br />

Se qualcuno non si è neanche accorto<br />

che Condividere non esce da<br />

poco più di due mesi, altri - forse più<br />

numerosi - si sono rammaricati di non<br />

averlo più trovato. In verità il giornale non<br />

è scomparso senza darne neanche notizia,<br />

ma ha sospeso le pubblicazioni. Oggi ritorna<br />

dai suoi lettori in un modello diverso,<br />

allineato alle mutate esigenze della comunicazione.<br />

Infatti, mossi anche da una attenta<br />

valutazione dei costi di gestione<br />

(stampa e spedizione), la direzione e l’associazione<br />

responsabile dell’edizione si<br />

sono orientati verso l’elaborazione di un<br />

nuovo progetto editoriale su piattaforma<br />

web, alla luce di alcune considerazioni<br />

concernenti il supporto cartaceo e il formato<br />

fin qui<br />

Multicanale:<br />

web, social,<br />

TV e digital<br />

newspaper<br />

utilizzati. Il<br />

nuovo Condividere<br />

è ora<br />

multicanale:<br />

sul web col<br />

nostro sito<br />

sempre aggiornato,<br />

sui social network (Facebook e<br />

Twitter) per interagire con i navigatori della<br />

rete, su Youtube col canale #CondividereTV<br />

e con questa edizione del digital<br />

newspaper per gli approfondimenti.<br />

Abbiamo rilevato, anzitutto, uno scarso<br />

interesse di diverse comunità parrocchiali<br />

nell’accoglienza e valorizzazione del giornale<br />

e anche nella comunicazione di eventi<br />

e notizie. E ciò nonostante il giornale fosse<br />

recapitato a domicilio e distribuito gratuitamente<br />

e si fossero ricercate delle collaborazioni<br />

non occasionali. Una seconda<br />

annotazione riguarda la pubblicazione<br />

quindicinale. La rapidità e l’immediatezza<br />

dell’informazione attraverso i social network<br />

hanno evidenziato l’inadeguatezza di<br />

tale periodicità, troppo statica rispetto alle<br />

potenzialità di internet e di whatsapp. Analizzando<br />

l’evoluzione dei moduli informativi<br />

delle testate giornalistiche, abbiamo<br />

notato, peraltro, che il formato cartaceo,<br />

collegato sistematicamente con il sito corrispondente,<br />

è diventato gradualmente<br />

uno strumento di approfondimento e di<br />

commenti e sempre meno un canale di informazione<br />

esauriente e tempestiva, meglio<br />

garantita dal sito con l’aggiornamento<br />

in tempo reale.<br />

Da ultimo, è ormai acquisita una ampia<br />

tendenza all’intervento da parte degli<br />

utenti dell’informazione che solo attraverso<br />

la rete hanno modo di esternare le<br />

loro opinioni, dando luogo spesso a dibattiti<br />

a più voci, serrati e coinvolgenti. Queste<br />

e altre considerazioni, come quella di ridurre<br />

e razionalizzare le voci di spesa,<br />

hanno consigliato una sosta di riflessione,<br />

effettuata in questi primi mesi del <strong>2017</strong>,<br />

per valutare ipotesi alternative al giornale<br />

cartaceo e decidere il da farsi. È nata così<br />

l’idea di un Condividere rimodernato nel<br />

supporto, pubblicato da oggi con il primo<br />

numero di una nuova serie.<br />

Domenico Mogavero<br />

Il giornale d’ora in<br />

avanti avrà diffusione online<br />

in formato sfogliabile,<br />

con periodicità mensile e<br />

non più quindicinale. È stata rivisitata la testata<br />

ed è stato aumentato il numero delle<br />

pagine da 8 a 12. Con queste innovazioni<br />

abbiamo inteso allinearci alle nuove frontiere<br />

dell’informazione, aprendoci a una fascia<br />

di lettori molto più ampia e anzi<br />

all’intera platea degli internauti.<br />

La nostra è sicuramente una sfida che<br />

intraprendiamo volentieri e con entusiasmo,<br />

convinti come siamo che la nostra<br />

Chiesa deve avere una voce che oltrepassi<br />

i profili del campanile per giungere<br />

fin dove arrivano i confini della rete.<br />

Siamo oltremodo interessati a conoscere<br />

l’opinione e le valutazioni dei nostri<br />

lettori, nell’ottica di un loro più<br />

convinto gradimento e di un perfezionamento<br />

e potenziamento del nuovo<br />

Condividere.<br />

Mensile<br />

della Diocesi<br />

di Mazara del Vallo<br />

Distribuzione gratuita<br />

Anno XV - n. 01 del 12 <strong>marzo</strong> <strong>2017</strong><br />

Registrazione Tribunale<br />

di Marsala n. 140/7-2003<br />

Editore<br />

Associazione “Orizzonti Mediterranei”<br />

Piazza della Repubblica, 6<br />

91026 - Mazara del Vallo<br />

Direttore editoriale<br />

mons. Domenico Mogavero<br />

Direttore responsabile<br />

Max Firreri<br />

Redazione<br />

Piazza della Repubblica, 6<br />

91026 - Mazara del Vallo<br />

tel. 393.9276843<br />

<strong>condividere</strong>@diocesimazara.it<br />

Hanno collaborato<br />

Ilaria Ampola, Rosario Atria, Pietro<br />

Clemenzi, Erina Ferlito, Maria Cristina<br />

Gallo, Roberto Marrone, Francesco<br />

Mezzapelle, Dora Polizzi, Mario<br />

Tumbiolo.<br />

Questo numero è stato chiuso in redazione<br />

il 10 <strong>marzo</strong> <strong>2017</strong>. È vietata la riproduzione<br />

integrale o parziale.<br />

Periodico associato alla:


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 3<br />

LA STORIA<br />

DI ILARIA AMPOLA<br />

Da Marsala ad Alcamo<br />

un giorno in monastero<br />

per una intensa catechesi<br />

Dapprima la messa nella chiesa di Pastorella,<br />

nella nostra Diocesi, poi via verso<br />

Alcamo per vivere un momento di formazione<br />

molto particolare. Lì ci aspettavano le<br />

clarisse del monastero “Sacro Cuore” per <strong>condividere</strong><br />

l’ora liturgica di Nona. Noi della Gioventù<br />

Francescana abbiamo scelto di<br />

trascorrere una domenica diversa e così, accompagnati<br />

da fra Stefano, abbiamo vissuto<br />

una esperienza intensa di catechesi intensa,<br />

guidata da suor Chiara Miriam, fondata su due<br />

punti fondamentali, collegati tra loro: le relazioni<br />

nutrienti e la benedizione.<br />

Le prime non sono quelle semplici relazioni<br />

che si instaurano tra amici e conoscenti, ma<br />

sono quelle molto più profonde che, appunto,<br />

ci nutrono; come avviene in famiglia, nel legame<br />

che si instaura tra genitori e figli. Su questa<br />

scia si sono ricollegati a uno dei rapporti più<br />

importanti per i francescani, quello tra fra Francesco<br />

e fra Leone. Quest’ultimo fu il primo a<br />

seguire Francesco e a essere chiamato per partecipare<br />

a ogni avvenimento importante del<br />

Santo (ad esempio quando lui ricevette le sacre<br />

stimmate). Fu poi Francesco a scrivere su un<br />

pezzo di carta, firmato da lui stesso sul retro (in<br />

realtà a quei tempi si usava la pelle di animale),<br />

chiamato “Cartula” (oggi reliquia importantissima),<br />

a scrivere una benedizione per fra Leone,<br />

ponendo il nome di quest’ultimo al centro di<br />

una croce.<br />

La benedizione, secondo punto della catechesi,<br />

è stata, perciò, introdotta dall’ascolto della<br />

canzone di Fiorella Mannoia “Che sia benedetta”,<br />

seconda classificata al Festival di Sanremo<br />

<strong>2017</strong>. È stata suor Chiara Miriam a invitarci<br />

a immaginare il nostro nome scritto al centro<br />

di quella croce e, poi sul retro, come avvenne<br />

La catechesi<br />

guidata da<br />

suor Chiara<br />

Miriam<br />

per fra Leone, la firma di San Francesco. Così<br />

abbiamo compreso quanto sia importante riuscire<br />

a guardare l’altro con occhi nuovi e diversi,<br />

fino a guardarlo con gli occhi di Dio. Ciò non è<br />

per nulla semplice, in quanto ogni giorno noi<br />

uomini siamo messi a dura prova, ma per volere<br />

il bene<br />

dell’altro dobbiamo<br />

saper<br />

ricorrere a Dio.<br />

Si è ritornati<br />

così al primo<br />

punto, perché<br />

adesso è diventato<br />

molto<br />

più chiaro e concreto il significato di “relazioni<br />

nutrienti”. Il legame della nostra fraternità Gi.Fra.<br />

con suor Chiara Miriam è solido e d’amore. È<br />

stata lei a fondare il gruppo del quale oggi facciamo<br />

parte. Grazie a lei è stata creata questa<br />

www.gifra.org<br />

www.ofmsicilia.it<br />

NELLA FOTO: il gruppo Gi.Fra. di Strasatti,<br />

insieme a suor Chiara Miriam nel<br />

monastero “Sacro Cuore” di Alcamo.<br />

fantastica realtà di giovani che, accompagnati<br />

dalla sua preghiera e da alcuni suoi consigli, è<br />

ormai presente nel territorio da tantissimi anni.<br />

Proprio in seno a essa sono nate alcune delle<br />

più belle vocazioni lavorative, ma soprattutto<br />

spirituali, come quelle di suor Chiara Miriam e<br />

don Daniele Donato.<br />

Grazie a questa particolare giornatasiamo<br />

tornati a casa con cuori colmi di amore e gioia.<br />

E abbiamo capito che «siamo eterno, siamo<br />

passi, siamo storie. Siamo figli della nostra verità<br />

e se è vero che c’è un Dio e non ci abbandona,<br />

che sia fatta adesso la sua volontà. In<br />

questo traffico di sguardi senza meta, in quei<br />

sorrisi spenti per la strada. Quante volte condanniamo<br />

questa vita, illudendoci di averla già<br />

capita. Non basta, non basta. Che sia benedetta,<br />

per quanto assurda e complessa ci sembri,<br />

la vita è perfetta».<br />

DIRETTA FBLIVE<br />

Primo Festival<br />

vocazionale<br />

#CONDIVIDERETV<br />

Il racconto di<br />

sr. Chiara Miriam<br />

LUNEDÌ 13 MARZO, alle<br />

ore 21, dalla redazione<br />

del nostro<br />

giornale, si terrà la<br />

diretta FbLive con<br />

don Davide Chirco e don Giuseppe<br />

Inglese per parlare dell’Ufficio<br />

diocesano per le<br />

vocazioni e per presentare il<br />

primo Festival vocazionale dei<br />

giovani, che si terrà sabato 25<br />

<strong>marzo</strong> a Mazara del Vallo.<br />

LA SCELTA di entrare<br />

nel monastero di<br />

clausura, l’adolescenza<br />

vissuta a Marsala.<br />

Suor Chiara<br />

Miriam Governale si racconta a<br />

#CondividereTV, il canale Youtube<br />

della nostra redazione. Già<br />

nel maggio 2014 Condividere<br />

ha dedicato la copertina a lei,<br />

che ha frequentato il liceo a<br />

Marsala.


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 4<br />

IN PRIMO PIANO<br />

di PIETRO CLEMENZI<br />

Famiglia<br />

ascolto e relazione<br />

L’AMORE<br />

deve manifestarsi<br />

in gesti e segni concreti,<br />

solo così si cresce<br />

Papa Francesco in questi pochi anni<br />

di pontificato è stato chiaro: farsi<br />

prossimo verso chiunque, senza steccati<br />

e barriere. La sua esortazione Amoris<br />

laetitia è un contributo straordinario nel<br />

cammino che ci vede impegnati nelle nostre<br />

vite. «Ciascuno può entrare nell’abbraccio<br />

della Misericordia di Dio» spiega don Antonio<br />

Carcanella, direttore dell’Ufficio regionale<br />

di pastorale familiare (che è stato ospite<br />

nella nostra Diocesi qualche settimana fa).<br />

Il contenuto del capitolo IV, “L’amore nel<br />

matrimonio”, è una mirabile esegesi della<br />

Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi. Partendo<br />

dalle domande: «Quanto gioiamo<br />

nelle nostre famiglie? Quanto questa gioia<br />

è legata alla carità?» don Carcanella ha esaminato<br />

l’inno alla carità, trasponendo la bellezza<br />

e la ricchezza del suo significato sulla<br />

famiglia. La carità è paziente (lenta all’ira).<br />

Mentre nell’Antico Testamento riscontriamo<br />

un Dio “punitivo”, nel nuovo Testamento<br />

Cristo si pone come modello di infinita misericordia,<br />

divenendo modello della relazione<br />

coniugale. La carità è benevola e in<br />

forza di ciò si è capaci di perdonare infinitamente:<br />

tutto scusa, tutto spera, tutto sopporta.<br />

La manifestazione di un amore<br />

sincero deve sempre tener conto del bene<br />

dell’altro.<br />

La benevolenza si sostanzia nel mostrare<br />

la buona volontà con le azioni, cioè con<br />

gesti concreti, reali, attraverso i quali si dimostra<br />

il bene che si vuole. Il bene è capace<br />

di abbracciare tutto perché ci fa sentire parte<br />

della bellezza del creato. La carità tutto sostiene<br />

(supporta): nella famiglia ciascuno si<br />

fa carico degli altri, di ciò che sono, di ciò<br />

che vivono, prendendosene cura. Inoltre la<br />

carità è anche amabilità (rendersi gradevoli<br />

nelle relazioni). La carità è ascolto costante,<br />

tentativo concreto di realizzazione di un<br />

progetto comune, di costante valutazione<br />

della metodologia e dei tempi per conoscersi<br />

bene, nella consapevolezza che il progetto<br />

comune cambia nel tempo e che con<br />

distacco generoso, amando prima se stessi,<br />

con l’aiuto di Dio è possibile cercare l’interesse<br />

dell’altro prima del proprio.<br />

Ma cosa significa essere caritatevoliin famiglia?<br />

Porsi nella condizione di avere la<br />

ferma volontà di amare più che pretendere<br />

di essere amati, senza violenza interiore<br />

(adiratevi ma non peccate!). La carità è perdono,<br />

capacità/volontà<br />

di comprendere<br />

la debo-<br />

Amare,<br />

più che<br />

pretendere di<br />

essere amati<br />

lezza altrui.<br />

Solo perdonando<br />

noi<br />

stessi possiamo<br />

donarci con gioia all’altro. La carità<br />

tutto scusa nella consapevolezza che tutti<br />

siamo una complessa combinazione di luci


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 5<br />

www.vatican.va<br />

www.famiglia.chiesacattolica.it<br />

A MARSALA IL MUSICAL SULLA FAMIGLIA<br />

DOPO IL SUCCESSO della messa in scena a Mazara del Vallo, il musical “Famiglia è”<br />

torna sui palchi della provincia di Trapani. Il prossimo 18 <strong>marzo</strong> (ore 21) andrà in<br />

scena al teatro Impero di Marsala. “Famiglia è” è una tappa del progetto “Chiesa,<br />

famiglia di famiglie”, promosso dalla Fondazione San Vito Onlus e dalla Caritas<br />

Diocesana, in collaborazione con la Commissione diocesana per la pastorale familiare.<br />

Questo progetto, in linea con il Piano pastorale di quest’anno, intende<br />

porre l’attenzione sulla famiglia affinché risplenda nel suo protagonismo pastorale<br />

rispondente alla sua missione di essere luogo ed esperienza di relazioni forti<br />

sotto il profilo umano, ecclesiale e spirituale. Prenotazione posti: 3319751562.<br />

e ombre. La carità è fiducia: significa non<br />

controllare l’altro, non abitare il suo tempo,<br />

il suo spazio, le sue passioni, i suoi desideri,<br />

i suoi sogni. Essere fiduciosi significa scegliere<br />

la speranza, perché l’amore tutto<br />

spera, tutto sopporta.<br />

Cosa non è la carità?«La carità non si vanta<br />

– spiega don Carcanella – non ha interessi,<br />

non si gonfia, non si adira e non tiene conto<br />

del male ricevuto. L’amore non può vantarsi.<br />

Inoltre, non si ama per ottenere qualcosa in<br />

cambio perché nella pretesa viene a mancare<br />

la libertà dell’amore. Non si gonfia di<br />

orgoglio: chi ha capacità di amare di più lo<br />

deve fare nella mitezza, nel silenzio e nell’umiltà.<br />

L’altro, inoltre, va rispettato affinché<br />

attraverso graduali passaggi via via possano<br />

raggiungersi stadi più alti dell’amore». Nella<br />

famiglia non può esserci invidia: non si può<br />

provare dispiacere per il bene dell’altro.<br />

Senza vantarsi e gonfiarsi, chi ama comprende,<br />

si prende cura, è capace di sostenere<br />

e non si pone al centro della relazione.<br />

Crescere nella carità coniugale significa<br />

mettere tutta la vita in comune, mettere la<br />

propria vita nelle mani dell’altro e, nel contempo,<br />

divenire custodi della bellezza<br />

dell’altro. «Questo continuo dono di sé<br />

all’altro, questa costante dilatazione del<br />

cuore, nel matrimonio si traduce in una<br />

continua combinazione di gioie e di fatiche,<br />

di tensioni e di riposi, di atteggiamenti<br />

e di manifestazioni di cura verso l’altro»<br />

spiega don Carcanella. L’amore deve manifestarsi<br />

in segni e gesti concreti, solo così<br />

cresce e si nutre.<br />

Chiari segni di amore sono la non invadenza<br />

(permesso), la gratitudine (grazie) e<br />

riconoscere i propri sbagli (scusa).<br />

Fondamentale è per la coppia darsi<br />

tempi in cui realizzare dialoghi di qualità,<br />

rafforzando la propria capacità di ascolto,<br />

rispettando i tempi e l’identità dell’altro e<br />

coltivando la dimensione erotica dell’amore.<br />

Solo così migliora la capacità di<br />

donarsi e, nonostante la trasformazione<br />

dell’amore e i fisiologici cambiamenti che<br />

i n t e r v e n -<br />

gono nella<br />

relazione, la<br />

coppia può<br />

continuare a<br />

scegliersi nel<br />

tempo.<br />

Permesso,<br />

grazie, scusa:<br />

i segni<br />

dell’amore<br />

VITA DI CHIESA<br />

CASTELVETRANO<br />

Carnevale “speciale”<br />

UN GRUPPO DI AMICI “speciali” ha condiviso<br />

il Carnevale dei ragazzi presso<br />

l’oratorio della parrocchia Santa Lucia<br />

di Castelvetrano. “Gli amici del Colibrì”<br />

hanno dedicato una serata di ballo ad<br />

alcuni amici “speciali”: Fabio, Tiziana,<br />

Marco, Davide, Giovanni, Paolo, diversamente<br />

abili. «Si può rendere felici<br />

dei ragazzi “speciali”, che in questi<br />

giorni di Carnevale, in caso contrario,<br />

rimarrebbero soli a casa. Tutto ciò è<br />

possibile grazie all’amore e alla sensibilità<br />

dimostrata dagli “Amici del Colibrì”<br />

che hanno saputo animare la<br />

serata coinvolgendo anche noi genitori»<br />

ha detto Giovanni Quarrato, papà<br />

di un diversamente abile e presidente<br />

dell’associazione “Con noi dopo di<br />

noi”.<br />

MAZARA DEL VALLO<br />

In ricordo del Vescovo<br />

SABATO 4 MARZO nella Cattedrale di Mazara<br />

del Vallo è stata celebrata la santa<br />

messa nel 29° anniversario della morte<br />

di monsignor Costantino Trapani, che<br />

fu Vescovo della Diocesi dal 1977 al<br />

1987. Dopo la celebrazione, il Vescovo<br />

Mogavero e un gruppo di fedeli si<br />

sono recati nella cappella dell’Immacolata,<br />

dove è tumulato monsignor<br />

Trapani, per un momento di preghiera.<br />

MAZARA DEL VALLO<br />

Parla sr. Maria Goretti<br />

IN OCCASIONE del<br />

Giubileo d’oro carismatico,<br />

inaugurato<br />

da Papa Francesco<br />

che culminerà nella<br />

Pentecoste di questo<br />

<strong>2017</strong>, è stata<br />

ospite presso la<br />

parrocchia Santa Maria di Gesù di<br />

Mazara del Vallo, suor Maria Goretti<br />

(nella foto) che ha guidato un<br />

momento di preghiera sul tema<br />

“La bellezza delle donne cristiane”.<br />

La suora, di origini palermitane, è<br />

stata missionaria in Africa ed è un<br />

autentico esempio di testimonianza<br />

cristiana. Ha fondato a Trapani<br />

la comunità “Servi di Gesù<br />

povero”.


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 6<br />

NEL TERRITORIO<br />

di MAX FIRRERI<br />

www.diocesimazara.eu<br />

MAZARA DEL VALLO<br />

Riunione a Roma<br />

per il porto canale<br />

U<br />

LTERIORE PASSO avanti – non certo risolutivo<br />

– per la questione del dragaggio del<br />

porto canale di Mazara del Vallo. Si è tenuta<br />

al Ministro dell’ambiente la riunione tecnica<br />

finalizzata a chiarire le ambiguità<br />

giuridico-burocratiche che hanno di fatto bloccato<br />

l’inizio dei lavori di dragaggio. Numerose<br />

sono state in questi mesi le richieste da parte<br />

del comparto produttivo per dare inizio al<br />

primo stralcio dei lavori di escavazione del<br />

porto canale, ormai non navigabile perché non<br />

dragato da anni. Il farraginoso iter, di competenza<br />

dell’Ufficio del Commissario straordinario<br />

delegato per l’attuazione degli interventi per la<br />

mitigazione del rischio idrogeologico<br />

presso il Dipartimento<br />

regionale della<br />

Protezione Civile, si trova<br />

bloccato, nonostante la gara<br />

di appalto sia stata già espletata.<br />

Questo a causa del parere<br />

negativo del<br />

Dipartimento regionale dell’ambiente<br />

per lo sversamento<br />

delle sabbie presso la cosiddetta<br />

area portuale denominata<br />

“Colmata B”. Il Comune di<br />

Mazara del Vallo, col vice sindaco<br />

Silvano Bonanno, ha manifestato<br />

la disponibilità a effettuare in tempi<br />

rapidi la valutazione di incidenza ambientale<br />

prevista dalla legge. Il Comune si è altresì impegnato<br />

a richiedere all’Ispra una nuova valutazione<br />

sullo stato dell’arte circa la presenza di<br />

specie ornitiche di rilevante interesse conservazionistico<br />

e oggetto di tutela.<br />

Marsala<br />

Donati corpetti<br />

ai migranti<br />

LA DIOCESI E LA PRO LOCO Marsala<br />

2.0. hanno donato 900 corpetti<br />

catarifrangenti ai migranti ospiti<br />

delle comunità di Marsala e Petrosino,<br />

occasione per sensibilizzare<br />

gli organi competenti sul<br />

delicato tema della sicurezza<br />

sulle strade del nostro territorio.<br />

Strade che, specie negli ultimi<br />

tempi, sono state luogo di incidenti<br />

mortali. L’ultimo circa venti<br />

giorni fa, quando un giovane nigeriano<br />

è rimasto ucciso dopo<br />

essere stato investito mentre<br />

viaggiava in bicicletta sulla via<br />

Trapani. «Questo incontro non<br />

può toglierci il dolore per il nostro<br />

fratello che non c’è più - ha<br />

commentato il Vescovo – ma certamente<br />

può essere produttivo<br />

affinché, insieme, possano essere<br />

trovate piccole soluzioni al fine di<br />

minimizzare il verificarsi di tali incidenti».<br />

«Il corpetto catarifrangente<br />

– ha detto il presidente<br />

della Pro Loco Marsala 2.0, Mario<br />

Ottoveggio – è un dono che ha il<br />

suo valore, ma se non vengono<br />

messe in atto tante altre piccole<br />

misure serve a poco». «Il poco<br />

messo insieme – ha detto ancora<br />

il Vescovo – può diventare davvero<br />

molto. Di certo non si può<br />

più accettare che ci siano persone<br />

“invisibili” sulle nostre<br />

strade: è inammissibile sia dal<br />

punto di vista civile, ma ancor più<br />

dal punto di vista umano». Alla<br />

cerimonia di consegna è anche<br />

intervenuta, tra gli altri, Michela<br />

Cupini, comandante della Polizia<br />

Municipale a Marsala: «Non dobbiamo<br />

dimenticare che il reato di<br />

omicidio stradale, da poco introdotto<br />

nel Codice penale italiano,<br />

prevede la corresponsabilità<br />

anche di coloro che non si sono<br />

dotati di tutti gli strumenti di sicurezza<br />

previsti dal Codice della<br />

strada. È, dunque, importante<br />

che chi viaggia in bicicletta con<br />

lampadine, indossi un corpetto<br />

catarifrangente nelle ore serali».<br />

LA FOTO<br />

IZI-TRAVEL<br />

le audioguide per<br />

Selinunte realizzate<br />

dagli alunni<br />

Anche Selinunte sbarca sulla piattaforma<br />

Izi-Travel, ma stavolta le audioguide<br />

sono state realizzate dagli<br />

alunni dell’Istituto comprensivo “Lombardo<br />

Radice-Vito Pappalardo” diretto da Maria<br />

Rosa Barone. Le audioguide per bambini<br />

sono impostate sotto forma di gioco (caccia<br />

al tesoro, con quiz a risposta multipla), basate<br />

sullo storytellinge sull’esperienzialità diretta<br />

del sito archeologico. Tutti gli alunni<br />

sono stati coinvolti in attività di scrittura cooperativa,<br />

attività digitali, speakeraggio, produzioni<br />

di immagini e video. Il progetto<br />

Izi-Travel è una piattaforma multimediale<br />

per la valorizzazione partecipata della cultura<br />

in Sicilia, coordinata da Elisa Bonacini<br />

per la nostra isola e avviata grazie a una<br />

convenzione attuativa fra Dipartimento regionale<br />

dei beni culturali e dell’identità siciliana<br />

e Università di Catania.


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 7<br />

LA STORIA<br />

di FRANCESCO MEZZAPELLE<br />

Nel cantiere<br />

in gonnella<br />

tra i pescherecci<br />

www.mecanavsrl.com<br />

www.distrettopesca.it<br />

NADIA ASARO<br />

guida l’azienda di<br />

famiglia dove i dipendenti<br />

sono tutti uomini<br />

il mio lavoro ma lo considero<br />

soltanto un mezzo per<br />

«Amo<br />

stare bene con me stessa e con<br />

gli altri». Nadia Asaro è un’imprenditrice,<br />

proprietaria del Cantiere navale Me.Ca.Nav.<br />

di Mazara del Vallo che si affaccia sul porto<br />

canale, luogo storico dove affondano le radici<br />

storiche e culturali della città. Dal suo ufficio,<br />

attraverso una finestra, si può ben<br />

osservare il cantiere dove vengono effettuati<br />

lavori di costruzione, manutenzione ordinaria<br />

e straordinaria di imbarcazioni da pesca<br />

e anche da diporto. In questo ufficio, fino a<br />

qualche anno fa, c’era seduto il padre Salvatore,<br />

trasferitosi in Tunisia dove ha aperto un<br />

altro cantiere.<br />

Nadia Asaro è ora un imprenditore in<br />

gonnella, in un settore dove, storicamente,<br />

hanno lavorato di più gli uomini. «Avevo<br />

venti anni, frequentavo la facoltà di Economia<br />

a Palermo e ho avuto il primo dei miei<br />

tre figli. Allora ho deciso di lavorare nell’azienda<br />

di famiglia. L’inizio è stato molto<br />

complesso, facevo lavori di segreteria. Non<br />

è stato facile essere considerata soltanto la<br />

figlia del proprietario. Lavoravo accanto a<br />

mio padre che mi ha fatto capire l’importanza<br />

di lavorare in<br />

team, del lavoro di<br />

squadra. Talvolta ho<br />

adottato delle ruvidezze<br />

e atteggiamenti<br />

maschili per far capire<br />

che essere donna non<br />

significa debolezza».<br />

Nadia ha due fratelli,<br />

lei però ha preso in mano la guida del cantiere.<br />

«Si, per me è stata una cosa naturale.<br />

Sono io che coordino il team di lavoro e<br />

parlo con i clienti. Mio fratello Simone lavora<br />

nel cantiere con altre mansioni. Francesco, il<br />

più piccolo, ha 20 anni, frequenta l’Università<br />

a Milano». Il cantiere navale rappresenta una<br />

delle eccellenze della filiera ittica mazarese<br />

che in questi anni<br />

sta registrando una<br />

drammatica crisi: circa<br />

15 anni fa erano 300 i<br />

pescherecci, oggi appena<br />

una settantina.<br />

«Con me – spiega<br />

Nadia Asaro - lavorano<br />

15 dipendenti, la loro<br />

competenza è riconosciuta<br />

al di fuori del<br />

contesto mazarese. A<br />

noi si rivolgono imprese<br />

marittime di altri porti siciliani, italiani ma<br />

anche da Malta.<br />

Nonostante la crisi Mazara del Vallo rappresenta<br />

ancora un’eccellenza nel settore<br />

della cantieristica. Oggi costruiamo soprattutto<br />

piccole imbarcazioni per la pesca locale<br />

e da diporto. La demolizione dei pescherecci<br />

è stata politica assolutamente negativa, almeno<br />

per come è stata concepita. Ci siamo<br />

occupati anche della demolizione di pescherecci,<br />

non è stato bello osservare le lacrime<br />

di chi ha vissuto gran parte della propria vita<br />

a bordo; un peschereccio rappresenta un<br />

collante familiare e generazionale: la demolizione<br />

di un peschereccio<br />

è come la<br />

perdita di un casa, una<br />

vita di sacrifici. La vocazione<br />

naturale di un<br />

cantiere è però quella<br />

di costruire imbarcazioni,<br />

di guardare al futuro».<br />

Nel cantiere lavorano anche due nigeriani<br />

di religione musulmana, grazie a un progetto<br />

di collaborazione con una onlus:<br />

«Sono due gran lavoratori che hanno dimostrato<br />

fin da subito grande spirito di collaborazione<br />

e sacrificio; il loro rapporto con gli<br />

altri dipendenti è ottimo. Credo che l’emergenza,<br />

come quella che si registra con l’immigrazione,<br />

deumanizzi gli individui; il prevalere<br />

dell’istinto della sopravvivenza genera<br />

i problemi; al contrario quando si dà un po’<br />

di speranza e lì che si ritrova la dimensione<br />

umana. Sono cristiana praticante, cioè nel<br />

senso che nella vita cerco di mettere in pratica<br />

i valori cristiani. Coltivo i valori della comunità,<br />

dell’onestà e della legalità. Il lavoro<br />

deve farci stare bene per prima con noi<br />

stessi. La trasparenza<br />

nei<br />

rapporti è<br />

fondamentale».<br />

Nadia Asaro<br />

è madre di<br />

«Con la speranza<br />

si ritrova la<br />

dimensione<br />

umana»<br />

tre bimbi<br />

(Alessandro di<br />

12 anni, Giorgio di 8 e Gabriele di 6) ma riesce<br />

molto bene a conciliare gli impegni familiari<br />

con la professione: «Servono molti<br />

sacrifici ma anche una grande elasticità. Mi<br />

sono ritagliata una sfera personale, pur non<br />

smettendo di lavorare. Non hanno mai sofferto<br />

il distacco. Vi è un grande spirito di collaborazione.<br />

È stata dura ma sono riuscita a<br />

far loro capire che è necessario l’aiuto reciproco.<br />

Un esempio semplice: se io cucino,<br />

loro apparecchiano la tavola. Ho cercato loro<br />

di far capire che nella vita servono l’impegno<br />

e i sacrifici per potere ottenere dei risultati».


n. 01/12<strong>marzo</strong>2016, pag. 8<br />

VOCE DAI SOCIAL<br />

CONDIVIDERE@DIOCESIMAZARA.IT<br />

MARSALA<br />

Il gruppo Men Alive<br />

si presenta al Vescovo<br />

AL SANTUARIO Nostra Signora<br />

di Fatima a Birgi (Marsala), è<br />

nato il gruppo giovanile Men<br />

Alive. Sulla pagina Facebook<br />

Diocesi Mazara/Condividere,<br />

è online il video col quale il gruppo si è<br />

presentato al Vescovo, in occasione della<br />

Visita pastorale (#movipastor). È stato<br />

Gianvito Conticello a leggere la storia del<br />

gruppo: le paure degli adolescenti, le<br />

escursioni sul territorio, i momenti di fraternità.<br />

«Cerchiamo di andare controcorrente,<br />

anche se non sempre ci riusciamo»<br />

ha detto Gianvito.<br />

#CONDIVIDERETV/AGRICOLTURA IN SICILIA<br />

Dati in crescita e giovani<br />

sempre più protagonisti<br />

L’AGRICOLTURA nel Mezzogiorno, secondo il rapporto Svimez,<br />

ha fatto registrare un dato in crescita del Pil. A Sud<br />

l’incremento si è attestato allo 0,8%, contro lo 0,5% del<br />

Centro-Nord. Contestualmente più giovani si avvicinano<br />

all’agricoltura. «Un dato che fa ben sperare» dice Alfonso<br />

Luzzi di FederAgri nell’intervista su #CondividereTV.<br />

12 MARZO<br />

Ultimo incontro di<br />

Pastorale inclusiva<br />

DOMENICA 12 MARZO, alle ore 16, presso il<br />

salone delle conferenze della parrocchia<br />

Maria Ss. della Confusione (Cappuccini)<br />

a Salemi, si terrà l’incontro<br />

conclusivo del percorso formativo di<br />

pastorale inclusiva “Io, tu, l’altro”. Tema<br />

dell’incontro sarà “Amoris laetitia:<br />

l’amore nella famiglia con disabilità”,<br />

catechesi di Anita Gabriele e Donatello<br />

Aldorino (nella foto), coppia di catechisti<br />

sordi dell’Arcidiocesi di Pescara-<br />

Penne. Verrà garantito il servizio di<br />

interpretariato LIS. A seguire santa<br />

messa animata dal coro “Sicut lilium”.<br />

12 MARZO<br />

Castelvetrano, si proietta<br />

“Il caso Spotlight”<br />

SI CONCLUDE “LA BELLEZZA DELLA VERITÀ”, il percorso<br />

cinematografico sul tema dell’Anno pastorale<br />

che ha organizzato l’Unità pastorale chiesa<br />

madre-San Giovanni Battista di Castelvetrano.<br />

Domenica 12 <strong>marzo</strong>, alle ore 17, nel teatrino<br />

della parrocchia San Giovanni Battista, si proietta<br />

il film “Il caso Spotlight”, regia di Thomas<br />

Mcarthty. Presentazione a cura di don Alessandro<br />

Palermo.<br />

L’AGENDA<br />

WWW.DIOCESIMAZARA.IT<br />

31 MARZO<br />

Si presenta il libro<br />

di Ernesto Maria Ponte<br />

NELL’AMBITO di “Quale bellezza salverà il<br />

mondo: dalla scrittura al teatro”, – rassegna<br />

promossa dalla Biblioteca del<br />

Seminario Vescovile, dal Museo diocesano,<br />

dall’Archivio storico diocesano e<br />

dalla libreria “Il Colombre” – venerdì 31<br />

<strong>marzo</strong>, alle ore 11, presso l’aula San<br />

Carlo Borromeo del Seminario a Mazara<br />

del Vallo, si terrà l’incontro con Ernesto<br />

Maria Ponte (nella foto) che<br />

presenterà<br />

il<br />

suo libro<br />

“Cecio<br />

Felicio e<br />

Agata<br />

Patata”,<br />

scritto<br />

insieme<br />

allo<br />

scrittore<br />

Salvo Rinaudo. Interverranno: don Pietro<br />

Pisciotta, Maria Cristina Gallo, Roberto<br />

Gallo. Presenta Vita Renda.<br />

PUBBLICITÀ<br />

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<strong>2017</strong><br />

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concorso<br />

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per<br />

la Promozione<br />

del<br />

Sostegno<br />

Economicoo<br />

alla Chiesa<br />

cattolica.


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 9<br />

LE RUBRICHE<br />

GRANI<br />

DI VANGELO<br />

CONDIVIDERE@DIOCESIMAZARA.IT<br />

DI ERINA FERLITO<br />

CULTURA<br />

ARABA<br />

CONDIVIDERE@DIOCESIMAZARA.IT<br />

DI DORA POLIZZI<br />

La ragnatela del tempo<br />

ha il suo momento, e ogni<br />

evento ha il suo tempo sotto il<br />

«Tutto<br />

cielo» (Qo 3,1). È l’inizio, di una<br />

splendida meditazione sul tempo e sullo<br />

scorrere degli eventi dentro cui si compone<br />

l’esistenza umana. Stupenda lirica, segnata da<br />

un affascinante e monotono martellare, che<br />

disegna l’implacabile snodarsi della vita. Con<br />

inesorabile realismo, Qoelet si immerge nel<br />

fluire del tempo e contempla l’intrecciarsi di<br />

incomprensibili contraddizioni. Scopre così<br />

che ogni accadimento è avviluppato nella ragnatela<br />

del tempo. Il vocabolo, nel testo originale,<br />

è espresso con il termine ebraico<br />

zeman e tradotto con chronos in greco. Si<br />

tratta del momento, della stagione, dell’ora,<br />

della fugace dimensione cronologica, che<br />

scorre come il fluire della sabbia nella clessidra.<br />

Differente è invece il termine ‘et, reso nel<br />

greco con kairós, che rimanda al tempo opportuno,<br />

all’occasione favorevole, all’istante<br />

decisivo da cogliere. Su quest’ultimo Qoelet<br />

pone l’accento: zeman è infatti una sorta di<br />

“contenitore” cronologico dove rintracciare<br />

ogni ‘et, ogni momento nel quale si compongono<br />

i “gesti” dell’esistere. Il testo litanico si<br />

compone di pochi versetti (cfr Qo 3,2-8), nei<br />

quali si scolpiscono quattordici coppie di<br />

verbi, che esprimono situazioni antitetiche.<br />

Abbiamo così ventotto elementi, che possono<br />

essere scomposti in due totalità simboliche:<br />

il sette, numero della totalità temporale,<br />

a somiglianza dei sette giorni della creazione;<br />

il quattro, numero della totalità spaziale, raffigurata<br />

nei quattro punti cardinali. I ventotto<br />

elementi, posti in coppie antitetiche, rappresentano<br />

dunque la pienezza del tempo e<br />

dello spazio, il sempre e il dovunque, segnati<br />

da indelebili contraddizioni, che ne oscurano<br />

La lingua del Corano<br />

il senso fino a renderlo incomprensibile. «C’è<br />

un tempo per nascere e un tempo per morire»<br />

(Qo 3,2a): è il segmento dell’esistere,<br />

dentro cui si pongono i “tempi” del flusso storico:<br />

piantare e sradicare, uccidere e curare,<br />

demolire e costruire, piangere e ridere, fare<br />

lutto e danzare, tacere e parlare, amare e<br />

odiare, e poi altro ancora: tempi incastonati<br />

nel testo come grani di un rosario. Sono verbi<br />

che ricamano emozioni, sentimenti e scelte<br />

degli uomini. A tale lunga lista fa eco un gemito:<br />

«Che guadagno ha chi si dà da fare con<br />

fatica?» (Qo 3,9). Qual è il senso, il valore, il risultato<br />

di questo oscuro groviglio, che si annoda<br />

nel segmento tracciato fra il nascere e il<br />

morire? «Ho considerato l’occupazione che<br />

Dio ha dato agli uomini perché vi si affatichino»<br />

(Qo 3,10): all’incalzare della domanda<br />

prosegue la ricerca, sola vera occupazione<br />

che pungola inesorabilmente l’uomo. Tutto<br />

proviene da Dio, afferma Qoelet: la fatica<br />

dell’esistere e l’affascinante bellezza di ogni<br />

cosa (cfr Qo 3,11a). Ma egli ha posto nel cuore<br />

degli uomini la “durata dei tempi”, l’ineluttabile<br />

desiderio di ‘olam, di totalità, che però è<br />

come un tarlo, poiché mai potranno «trovare<br />

la ragione di ciò che Dio compie dal principio<br />

alla fine» (Qo 3,11b). Inesorabile tragedia e<br />

fascino del vivere, che si intrecciano e si confondono!.<br />

Imprigionato nella contraddizione<br />

fra senso e non senso, l’uomo può solo accogliere<br />

le felicità disseminate nel tempo, senza<br />

pretendere di leggervi una soluzione alla vita,<br />

le gioie disperse e il rosicante desiderio di<br />

‘olam, l’anelito alla comprensione della totalità,<br />

in un sapiente gustare l’‘et, il fugace momento<br />

opportuno. E finalmente la risposta: il<br />

senso della vita consiste non nel trovare, ma<br />

nel perenne cercare.<br />

L’arabo è la lingua parlatada oltre 160 milioni<br />

di persone native di dialetti diversi, appartenenti<br />

al ramo semitico della famiglia<br />

afro-asiatica. Il mondo arabo è essenzialmente<br />

identificabile nell’ampia zona geografica estesa<br />

su due continenti, Asia e Africa, nella quale si<br />

parla la lingua araba. Sono ufficialmente paesi<br />

arabi le nazioni che aderiscono alla “Lega degli<br />

Stati arabi” un organismo politico internazionale<br />

(ar. Gāmi ‘at ad – Duwal al - Arabiyya). In riferimento<br />

agli studi condotti dai geografi arabi medioevali,<br />

all’interno dello stesso mondo arabo si<br />

distingue fra un Occidente e un Oriente. Per Occidente<br />

il termine arabo magrib è divenuto abbastanza<br />

noto ed è reso con la grafìa Maghreb,<br />

in cui talvolta sulla e nell’ultima sillaba cade un<br />

accento francese. Il termine arabo māgrib traduce<br />

la parola Ponente e si riferisce a quei territori<br />

che si estendono a Ovest dell’Egitto quali:<br />

Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania. Per<br />

Oriente si impiega il termine māsriqche traduce<br />

Levante, intendendo tutti i paesi arabi che si<br />

estendono dall’Egitto fino all’Iraq. Il māsriq è la<br />

zona del mondo arabo più importante perché<br />

in essa si collocano Damasco e Bagdad, due capitali<br />

storiche.


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 10<br />

CULTURA<br />

di MARIO TUMBIOLO<br />

Un territorio del Mediterraneo<br />

dal sincretismo possibile<br />

LE NOSTRE COSTE<br />

“cerniera culturale”<br />

tra la vicina Africa<br />

e l’isola di Sicilia<br />

Ho studiato nella mia infanzia alla<br />

scuola elementare “Daniele Ajello”<br />

della mia città. La nostra era una<br />

scuola semplice, si era contenti di cose<br />

spontanee, i maestri e le maestre ci educavano<br />

alla ritualità delle feste e delle consuetudini.<br />

Proprio in una delle rare passeggiate<br />

all’aperto, si celava il rito della conoscenza<br />

dell’altro continente che gli insegnanti del<br />

tempo praticavano, accompagnandoci sul<br />

nostro meraviglioso lungomare. Qui ci invitavano<br />

a osservare bene la linea dell’orizzonte<br />

dove per prima cosa avremmo<br />

intercettato le doppie gobbe della camelide<br />

Pantelleria, sapendo che oltre c’era l’Africa. Il<br />

maestro, per farci raggiungere virtualmente<br />

l’altro continente, cominciava la sua tiritera<br />

ripetendo (questa volta a essere ritmico era<br />

lui) camina, camina, camina, camina e cosi<br />

via, cadenza questa, che veniva interrotta dal<br />

simpatico compagno che gridava: ma un si<br />

arriva cchiù?. Non so se gli insegnanti di oggi<br />

conducano gli alunni a prendere coscienza<br />

del prezioso particolare spazio fisico dove<br />

viviamo: limite estremo di un continente a<br />

fronte di un altro continente.<br />

Questa riva, posta a fronte dell’Africa, si<br />

può considerare la soglia d’invito della città<br />

e del suo territorio per essere stata nello<br />

scorrere del tempo approdo delle diverse<br />

culture che hanno frequentato l’Isola, facendola<br />

diventare la “cerniera culturale” tra la<br />

vicina Africa e la Sicilia . Negli anni Sessanta,<br />

a volere segnare questa peculiarità della<br />

costa occidentale dell’isola è stato il grande<br />

scultore del Novecento Pietro Consagra. In<br />

piazza Mokarta realizzò la monumentale<br />

opera in bronzo poggiante su un tau in cemento<br />

armato, il cui traverso otticamente<br />

collima con la linea dell’orizzonte e su cui si<br />

ergono le quattro sculture che rappresentano<br />

Uomini che vengono dal mare quasi a<br />

volere cristallizzare gli arrivi di queste genti<br />

evocandone gli apporti delle contaminazioni<br />

culturali provenienti dai quattro punti<br />

cardinali della terra.<br />

Già nel mondo anticola fascia costiera che<br />

va dalla foce del Modione sino alla spiaggia<br />

di Pizzolungo, alle pendici di Monte Erice,<br />

rappresentava la base d’inizio da dove intraprendere<br />

le vie che conducevano a quei poli<br />

sacri comuni alle antiche genti del Mediterraneo.<br />

Così a Oriente, sulla sponda destra<br />

del Modione, vi era il santuario della Demetra<br />

Malophoros.<br />

L’esistenza<br />

Da Selinunte<br />

a Pizzolungo<br />

testimonianze<br />

di convivenza<br />

di questo<br />

luogo sacro<br />

nella metropoli<br />

di Selinunte,<br />

città di<br />

frontiera, garantiva<br />

e favoriva la convivenza tra le diverse<br />

popolazioni. Poi il tempio dedicato a Ecate,<br />

l’antico pozzo di vaticinio, divenuto in epoca


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 11<br />

www.archeologia.com<br />

www.accademiaselinuntina.blogspot.com<br />

NELLA FOTO: il Santuario della Malophoros<br />

nell’antica città di Selinunte.<br />

cristiana il pozzo di San Giovanni sul litorale<br />

mazarese.<br />

A Marsala troviamo la fonte della Sibilla<br />

Lilibetana che fu, in epoca cristiana, inglobata<br />

nella chiesa di San Giovanni Battista.<br />

Dalla spiaggia di Pizzolungo gli antichi pellegrini<br />

si avviavano per il percorso che portava<br />

al tempio prima dedicato alla fenicia<br />

Astarte, poi alla greca Afrodite e, infine, alla<br />

A MAZARA DEL VALLO<br />

oltre 45 mila volumi<br />

e il Fondo antico che<br />

custodisce opere di pregio<br />

latina Venere. È questo, dunque, un<br />

territorio da sempre vocato al pluralismo<br />

religioso per la sua natura<br />

di terra di confine, dove sono stati<br />

agevolati gli incontri di civiltà con<br />

il vantaggio della crescita della<br />

propria identità culturale.<br />

Così nel tempo, sempre da<br />

Mamma Africa, arriverà il giudaismo,<br />

il cristianesimo e l’islamismo.<br />

Della presenza giudaica in Mazara<br />

nel XII secolo ci dà notizia il viaggiatore<br />

giudeo Beniamino da Tudela<br />

nella sua opera Itinerarium,<br />

che costituisce il primo documento<br />

che attesta la presenza<br />

israelitica a Mazara del Vallo, anche<br />

se la venuta degli ebrei è da datare<br />

in tempi molto remoti. Sebbene<br />

esistano scarse testimonianze sul<br />

cristianesimo dei primi secoli in Sicilia,<br />

il diffuso culto di San Vito su<br />

tutto il territorio diocesano ci porta<br />

a congetturare che nel nostro contesto territoriale<br />

esso si sia diffuso dopo il 300, ipotesi<br />

questa supportata dalla documentazione<br />

dello sviluppo dell'architettura funeraria cristiana<br />

presente nel nostro territorio.<br />

Nell’ambito della cittàdi Mazara del Vallo,<br />

in quell’area oggi urbanizzata che ricade<br />

nell’antica contrada Rota che si estende sino<br />

a piazza Macello, in parte sono ancora presenti<br />

gallerie sotterranee. Sulle pareti sono<br />

incise molte raffigurazioni: fra le tante spiccano<br />

quelle di un modellino del prospetto<br />

di una chiesa, forse realizzata da maestri picconieri,<br />

e quelle di alcune grandi croci.<br />

La zona di questi sotterraneiè vicina all’area<br />

dove un<br />

tempo fu la<br />

Casa degli A Mazara del Vallo<br />

Esercizi Spirituali<br />

o “Casa raffigurazioni<br />

cunicoli con<br />

Santa “ impiantata<br />

dai<br />

incise<br />

gesuiti nel<br />

XVII secolo e demolita nel 1968 per realizzare<br />

il nuovo Seminario dei Chierici. Queste aree<br />

ipogee sono testimonianza della fase della religione<br />

nascosta e, in seguito, con l'editto Costantiniano<br />

del 313 che promulgò la libertà di<br />

culto parificando il cristianesimo agli altri culti,<br />

si estese velocemente.<br />

Successivamente con la fine dell'Impero<br />

Romano d'Occidente la Chiesa siciliana dipenderà<br />

da Costantinopoli, anche per il forte<br />

legame con la tradizione greca. Testimonianza<br />

del singolare sincretismo della città<br />

mazarese è comunque l’aver essa dato i natali<br />

a un santo cristiano come Vito, a un imam<br />

musulmano come Abu Abd Allah Muhammad<br />

ibn Ali ibn Ibrahim at-Tamini al Mazari e<br />

a un poeta umanista giudeo come Angelo<br />

Callimaco Monteverdi.<br />

Seminario vescovile<br />

La Biblioteca da vivere<br />

di MARIA CRISTINA GALLO<br />

ROSARIO ATRIA<br />

La Bibliotecadel Seminario<br />

Vescovile fu istituita da<br />

mons. La Cava, vescovo<br />

della Diocesi di Mazara del<br />

Vallo tra il 1605 e il 1626 e vanta oggi una<br />

consistenza complessiva di oltre 45.000 volumi,<br />

dei quali ben 6.500 editi tra il 1660 e il<br />

1850. Di straordinario interesse è il Fondo antico,<br />

che custodisce le opere di maggior pregio:<br />

tra queste, 4 pergamene (risalenti ai secc.<br />

XIII e XIV), 20 manoscritti, 5 incunaboli, 120<br />

cinquecentine.<br />

Il patrimonio librario si è arricchito nel<br />

tempo grazie a significative donazioni e all’acquisto<br />

di importanti collezioni: meritevoli<br />

di menzione sono il Bullarium Romanum, la<br />

Patrologia latinadell’abate francese Jacques-<br />

Paul Migne, la Storia dei Papi di Ludwig von<br />

Pastor.<br />

Nell’ottica di un continuoaggiornamento, la<br />

Biblioteca riceve numerose pubblicazioni periodiche<br />

e incrementa annualmente il proprio<br />

patrimonio di circa 600 unità, offrendo servizi<br />

altamente qualificati di consulenza biblioteconomica<br />

e informatizzazione bibliografica e permettendo<br />

agli<br />

utenti sia la<br />

consultazione<br />

in loco che il<br />

prestito per<br />

motivi di studio<br />

e di ricerca.<br />

Anche quattro<br />

pergamene<br />

nel patrimonio<br />

librario


n. 01/12<strong>marzo</strong><strong>2017</strong>, pag. 12<br />

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0<br />

€ *PRIMO PREMIO<br />

15.000 €<br />

I Il l concorso è organizzato a dal<br />

Servizio C.E.I. E .I. per<br />

la Promozione del Sostegno Economico o a alla Chiesa cattolica. .

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