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1 month ago

FuoriAsse #19

Officina della cultura

Quanto aos exemplos ao

Quanto aos exemplos ao serviço desta tese, remeto para alguns, portugueses, italianos e outros, que tratei, argumentandamente, em Luz & Sombras do Cânone Literário (2014), obra prefaciada por dois grandes mestres da Literatura e da sua teorização: Daniela Marcheschi e Fernando Cristóvão. Em sintonia, a reflexão e o diálogo sobre este assunto, continuará a fraternizar-nos. Enfim… … o levantamento destes e de outros problemas poderá promover profundas alterações nas pedagogias, nos modelos de bibliografia e de programas e, provavelmente, o plural terá de ser sempre usado… … o Cânone Literário, na proposta de Bloom e na revisão que ela sofre para adaptação aos diferentes corpus literários (nacionais, transnacionais, autorais, etc.) é inquestionavelmente um instrumento muito útil, estratégico, para a vida dessa mesma Literatura (criação, leitura, investigação, ensino) e todos os contributos são valiosos, mas o seu panorama é fluido, apesar de alguns pontos luminosos mais permanentes… O tempo se encarregará de responder a estas questões levantadas por hipóteses bem intencionadas… ©Anneke Balvert FUOR ASSE 50 Redazione Diffusa

INTERVISTA a IGORT di Faith Aganmwonyi e Mario Greco ©IGORT - Il capitano Folon, tratto da Le Long Adieu 1979 Igort, nome d’arte, fumettista, illustratore, saggista e musicista di origini sarde, abbandona lo stile dei graphic novels e ci guida nel suo primo romanzo my generation (Chiarelettere, 2016). Un percorso personale tutt’altro che lineare, in cui il contesto storico e sociale ha un rilievo non indifferente, e a tratti traumatico, in quello che si può definire la formazione di un uomo e artista internazionale. FA - Igort è uno dei personaggi, di livello internazionale, più conosciuti nel mondo del fumetto. Si scrive Igort e si legge fumetto o si scrive fumetto e si legge Igort. Insomma, cosa ti ha portato alla stesura del romanzo my generation? IGORT - Il mio lavoro ha, da sempre, una vocazione aperta. Da quando ho cominciato, pubblico storie disegnate, scrivo sceneggiature, racconti, piece tea - trali, lavoro alla radio. Non mi sento di osservare confini, l'immaginazione non ne ha. E io seguo la disciplina che risponde a una sola domanda: è vero? Nel senso di una verità profonda, una autenticità. Oppure non lo è? Provo a rispondere onestamente, nei miei limiti. E se non lo è occorre tagliare, selezionare. Rifare. FA - Nel romanzo my generation parli spesso di quell’onda chiamata eroina che, negli anni ’70-’80, come del resto ancora oggi, trascinava con sé le vite dei giovani, soprattutto di quei ragazzi annoiati per ingenuità e vuoto interiore. Cosa ti ha salvato e cosa pensi possa salvare i giovani di oggi, annoiati per sazietà e altrettanto per vuoto interiore? IGORT - Mi ha salvato la bellezza, come cerco di raccontare nei dettagli. E la forza dei sogni. Scrivere, raccontare, disegnare, sognare, riempiono l'esistenza di vita e interesse. È fondamentale, io credo, cercare di leggersi, cercare di capire cosa risuoni in profondità dentro di noi. Questa “ginnastica” sveglia forze importanti che possono aiutare a capire chi siamo. Nella mia vita i primi interessi forti si sono palesati quando avevo circa sei anni, e da allora non mi hanno mai FUOR ASSE 51 Redazione Diffusa