settimanale AQUILE del 17 marzo 2017

cuoredilazio

L’editoriale

di Rodolfo Casentini

«Grazie Bielsa» firmato Inzaghi

La sorte o il destino come ognuno preferisce chiamarlo,

questa estate ha sorriso a Simone Inzaghi che era praticamente

già a Salerno ad organizzare la nuova stagione

di serie B della squadra granata con tutto il suo

staff, quando Lotito lo chiamò al telefono dicendogli

«Simone vieni a Roma, per te c’è la panchina della

Lazio». A Simone non pareva vero, e senza pensarci su

ha riacceso di corsa la macchina e in tre ore era già davanti

ai cancelli di Formello per andare a firmare il contratto

che lo avrebbe finalmente realizzato. La

sostituzione di Pioli nel finale della scorsa stagione

sempre sulla panchina della Lazio, era si una grande

soddisfazione, ma poter finalmente preparare e avere

una squadra fin dal principio, insegnare ciò che lui

crede, è qualcosa di incredibile per chi come lui, ha la

Lazio nel sangue, nel cuore , nel midollo. Diciassette

anni fatti con questa maglia biancoceleste, prima a sudare

sul campo, a segnare gol, a far vincere questa

squadra, poi a insegnare calcio ai giovani, prima allievi,

poi la primavera, vincendo anche qui qualcosa d’importante.

La prima squadra è però tutto un altro mondo, un

mondo affascinante ma al tempo stesso cinico e crudele,

dove non si aspetta nessuno, dove spesso viene

fagocitata e bruciata, una intera reputazione costruita

nel tempo, figuriamoci per un esordiente che ne ha appena

annusato l’odore con le sette partite di qualche

mese addietro. Ma il destino è beffardo qualche volta

anche in positivo. La vicenda Bielsa la conosciamo tutti

quindi è inutile stare qui a ripeterla per l’ennesima volta,

quello che invece vogliamo sottolineare è come la rinuncia

del maestro argentino abbia spalancato le porte a un

maestro giovane che nessuno conosceva e a cui pochissimi

hanno dato la fiducia vera, quella che si sente.

Anche la Lazio in questo senso non è esente da colpe,

aveva Inzaghi già dentro le sue fila e lo aveva inviato a

Salerno a farsi le ossa perché probabilmente per quanto

bravo, non lo riteneva ancora pronto per questo oceano

infestato dagli squali quale la serie A, cercando di fare

la corte a un personaggio mediaticamente molto affascinante

ma che tecnicamente aveva e ha tutt’ora, idee

intransigenti e talmente rigide da pensare che certe

volte litighi e sia insoddisfatto perfino di se stesso.

Bielsa non aveva però solo idee ferree ma anche molti

capricci che indubbiamente non fanno di lui un personaggio

tra virgolette “Normale” anzi, spesso il tifoso lo

vede come uno schizofrenico, come un visionario. I successi

sul campo effettivamente non sono stati così tanti

al tal punto da avere il titolo di guru o maestro come se

nel panorama calcistico mondiale, Bielsa fosse quello

che ha dimostrato più di tutti come si gioca al calcio.

Però proprio questo suo modo anomalo di impattarsi

nel calcio, che diventa di difficile interpretazione per chi

invece vive quotidianamente una sorta di normalità calcistica,

ha fatto si che tutti lo ritenessero un maestro di

calcio da dove attingere perle di saggezza strategica.

Quindi la piazza di Roma sponda Lazio, nel momento in

cui “il Loco” ufficialmente rinuncia alla panchina, insorge

contro la dirigenza colpevole secondo loro di essersi

fatto sfuggire una figura calcistica mondiale, e

tutto per i soliti motivi che da anni inducono una parte

della tifoseria a contestare sempre e comunque , qualsiasi

cosa faccia questa società. Immaginate quindi che

tipo di ambiente potesse esserci quel 9 luglio del 2016

e immaginate la società che sotto massiccia contestazione,

annunciava al popolo laziale l’ingaggio di Simone

Inzaghi come prossimo allenatore. Subito le reazioni furono

veementi, Inzaghi dovette subire di tutto e di più

dai tifosi che erano sospinti a piè paro dalla stampa locale

che aveva fiutato il sangue della ferita ancora

aperta nella società e voleva dare il morso finale per arrivare

magari a far deporre lo scettro al nemico giurato.

Ma Inzaghi in realtà era l’unica figura che poteva reggere

l’urto di tutto questo. Era l’unica persona che con 17

anni di Lazio sulle spalle, con la conoscenza come

pochi dell’ambiente Lazio, forse più del presidente

stesso, con la Lazialità dentro al cuore, che poteva far

si che si potesse ricominciare una nuova stagione isolando

la squadra e chiedendo loro di darsi un obiettivo

ben preciso, riportare la Lazio nell’Europa, magari

quella che conta di più, e ricreare fiducia in un ambiente

devastato e esacerbato come quello laziale. Molti giocatori

sono alla Lazio da diversi anni quindi sapevano già

perfettamente, il significato delle parole del tecnico piacentino,

e cosa Inzaghi voleva da loro, collaborazione,

rimettersi in gioco, avere le palle belle forti e resistenti

oltre che immensamente grosse. Solo così c’erano speranze

di poter riuscire nell’intento. Nessuno dava due

soldi a Inzaghi all’inizio di questa avventura, ma il destino

lo ha premiato in questo senso perché gli ha permesso

di far vedere a tutti che anche se si è giovani per

questo mestiere, si può insegnare calcio e motivare giocatori

dal carisma e dalla reputazione importante, e lo

si può fare bene. Ed è questo che ha convinto tutta la

rosa a remare nella stessa direzione in un mondo del

calcio dove parliamoci chiaro, i giocatori spesso riescono

a fare e disfare a loro piacimento anche le annate

delle squadre e le carriere degli allenatori. Oggi ammiriamo

la nostra Lazio sul campo combattere per un

posto al sole, speriamo di festeggiare insieme posizioni

finali di campionato prestigiose e magari anche la

Coppa Italia. Sarebbe una gran bella soddisfazione per

uno come lui con la Lazio nel sangue.


Lazio - To

Post

Stagione 20

a cura di Car

Di Rodolfo Casentini

PIÙ E ME

IL MIGLIORE

Felipe Anderson

IL PEGGIORE

se si può dire peggiore...

Milinkovic

PIÙ:

KIA: A grande richiesta la fenomenale macchina gri

battaglia (esatto opposto rispetto alla gara contro l

MOLINARO: L’esterno del Toro attribuisce i giusti m

CINQUANTASEI: punti rappresentano il secondo sc

FELIPE: pensare che un fenomeno del genere è ap

BALDE: ormai avviato sulla strada dei top players.

CIRO: E sono diciassette. Il suo numero fortunato c

JORDAN E FORTUNA: che rosa ragazzi… e c’era c

MENO:

18:000: Ancora deserto dei tartari all’Olimpico. Il la

non meritano nulla.

ITURBE: La pippa da 30 ml dimostra tutta la sua inf


16/2017

Partita

rino 3-1

lo Cagnetti

NO DI LAZIO - TORINO

ffata Keita Immobile Anderson timbra una vittoria fondamentale contro un Toro da

a roma).

eriti alla prestazione stellare della Lazio. Bravo e Good luck.

ore della storia della Lazio dopo ventotto gare. Meditate gufi meditate.

pena al terzo gol stagionale lascia di stucco.

oincide con il gol alla sua ex…e il record dei bomber lotitiani…

i diceva che era ristretta…uhauhauhauhau

ziale resta uno spettacolare tifoso da pantofole e patatine. Vergogna. Gli assenti

eriorità in campo cercando solamente le gambe biancocelesti. Piccolo giocatore.


di Arianna Michettoni

I Precedenti

Contando i soli precedenti nella massima serie e, nello specifico, soltanto le sfide giocate nel capoluogo

sardo, la sfida è sostanzialmente bilanciata: 11 vittorie per parte e 9 le volte in cui il match si è concluso in

parità. Impossibile non fare un salto indietro nel tempo: prima metà degli anni ’70, Cagliari e Lazio sono

fra le grandi del campionato e vincono i loro primi scudetti – il Cagliari nella stagione 1969-70, la Lazio nel

1973-74. Le due squadre costruirono le rispettive vittorie finali grazie anche alle doppie affermazioni dell’una

sull’altra. Mentre, nelle sole gare giocate a Cagliari, il risultato 4-1 coincide sia con la migliore vittoria

casalinga per i sardi che con la migliore affermazione esterna per la Lazio – prima di campionato della stagione

2008-09: la doppietta di Mauro Zarate, unita alle reti di Foggia e Pandev, affonda un Cagliari che era

passato in vantaggio con Larrivey. Ancora meglio nel passato recente: due le vittorie consecutive dei biancocelesti,

l’ultima, il 4 Aprile 2015, arrivata con un 1 a 3 firmato Klose, Biglia e Parolo.

Le Statistiche

– Al Cagliari non resta che onorare il campionato, la Lazio ha molto più in palio: lo dimostra l’opposto stato

di forma delle due formazioni. I sardi sono reduci da due sconfitte consecutive, la Lazio ha inanellato 4 vittorie

di fila – dal computo è escluso il successo in Coppa Italia. Le 58 reti subite finora fanno del Cagliari

la seconda peggior difesa del campionato: un dato che letto in ottica occasioni d’attacco create dalla Lazio

può lasciar ben sperare al comparto offensivo dei biancocelesti. Immobile e Keita detengono la miglior

media biancoceleste tra marcature (o partecipazioni ad esse) e minuti giocati, record che ha contribuito

alla conquista dei 56 punti – secondo miglior risultato della storia della Lazio. Il Cagliari,invece, ha sempre

subito gol nelle ultime 24 gare giocate in Serie A.


di Arianna Michettoni

Ad analizzarlo oggi, il campionato,

si potrebbe avere la tentazione

di lasciarsi trascinare

dall'ovvietà che alcuni verdetti

suggeriscono. Per prevenire

una certa vacuità di pensiero,

allora, e soprattutto per tenere

vivo l'interesse oltre la serenità

di giudizio, è bene costruire. Insomma,

i mattoncini sono i soliti,

quelli dati in dotazione ad

ogni inizio di campionato: cambia

giusto qualche pezzetto tra

retrocessioni e promozioni, pur

tuttavia restando immutata la

sostanza – ovvio che, salvo exploit,

chi mette piede in Serie A

ha come fine primario il restarci.

Quindi, recuperando il filo del

discorso, ecco spiegati i proclami

al ritorno di Zeman: il Pescara

vince tanto e bene e

allora, nonostante la classifica

lo condanni brutalmente, meglio

insinuare il dubbio: può la

nuova guida tecnica portare il

Pescara ad una miracolosa salvezza?

Dovrebbe – ma il condizionale

è d'obbligo – seguire un

serio e perentorio diniego, non

fosse che la speranzella (con

connotazione negativa) alimenta

non solo la Serie A, ma

anche l'economia ad essa legata

– per cui si spinge la nascita

di un nuovo interesse nelle

prodezze di undici ragazzetti impelagati

nel fondo della classifica.

Con cotanto antefatto, tutto

quel che segue è di facile ed immediata

interpretazione: la Juventus

vince ancora, per giunta

contro una delle poche squadre

sulla carta capace di impensierirla.

Cosa fare dunque: ammettere

che il campionato sia

davvero finito a Marzo, con partite

che precipitano nei dati

d'ascolto, o inventare ad arte un

caso atto a suscitare scalpore e

distrarre i tifosi dandogli in

pasto il finto litigio sportivo?

Stante lo schieramento di opinionisti,

volti noti e figuranti balzati

agli onori della cronaca per

aver espresso un parere sulla

vicenda rigore-Juventus-Milan,

diventa ridondante denunciare

la mistificazione della realtà calcistica.

Poi ancora, a gettare

benzina sul fuoco, si assegnano

penalties dubbi al Napoli, si

scrollano le spalle di fronte al risultato

tennistico tra Inter ed

Atalanta, e si mente sapendo di

mentire sul momento negativo

della roma, ancor più aggravato

da una vittoria viziata dal solito

favore arbitrale. Da questo lugubre

prospetto ne emerge, come

luce nella notte, la Lazio: una

squadra che, di tutte le sorprese,

ne mostra sempre la penultima.

È lecito aspettarsi che

ci sia ancora altro, qualcosa che

travalichi l'unità tra gruppo ed

allenatore – e la ritrovata compattezza

con parte dei suoi sostenitori;

qualcosa che sfondi le

più rosee aspettative. Una forza

che ha già costretto, seppur a

denti stretti, i più noti format

pallonari a dedicare la giusta attenzione

ai biancocelesti – una

piccola rivincita verso chi voleva

la squadra di Inzaghi già

spacciata ancor prima di iniziare.

E invece, passo dopo

passo, imparando prima a camminare

e poi a correre, i biancocelesti

sono già quarti. Adagio

ma non troppo, adagio maestoso:

la Lazio è una sinfonia, al

tempo definirla un capolavoro.


KIAmatela Lazio

di Carlo Cagnetti

Contro il Toro battagliero di Sinisa (a differenza del Toro scansatosi contro la roma….)

la Lazio arpiona la quarta vittoria consecutiva, la quinta in sei gare (e se non c’era il

furto rossonero staremmo a parlare di sei vittorie consecutive…), si riappropria del

quarto posto temporaneamente scippato dall’Inter super pubblicizzata dai giornali

(chissà se i cinesi sono amici dei direttori o degli editori…) e super aiutata da avversari

in tenuta balneare come l’Atalanta, e ammucchia ben 56 punti, secondo miglior risultato

di sempre dopo 28 gare. Insomma, tutto bene madama la marchesa, anche riguardo alla

terrificante macchina da gol firmata KIA, ovvero Keita (meraviglioso il suo docile shoot

all’angolino), Immobile (17 gol alla faccia di chi rimpiangeva Klose…), Anderson (altra

gara da urlo, finalmente impreziosita dal gol che inseguiva da tanto tempo). Lo ripeterò

fino allo struggimento: non si è raggiunto nulla, bisognerà lottare alla morte in queste

dieci guerre che ci separano dalla fine del campionato e poi si tireranno le fatidiche

somme. Nessun rimorso, nessun lamento, linea di condotta combattimento…

Riguardo al nostro premio Cuore di Lazio la gara contro i granata ha confermato i primi

tre (Immobile, Parolo e Anderson) al comando della classifica generale; nelle votazioni

della partita il migliore è risultato Immobile, con Keita e Anderson a stretto giro di posta.

Unica nota stonata l’incomprensibile insufficienza affibbiata a Wallace da parte della

Gazzetta, evidentemente abituata a fenomeni come Murillo e Miranda…


Specifichiamo che in merito ai criteri di valutazione abbiamo preferito scegliere la sommatoria

dei voti piuttosto che la media per premiare il giocatore che assomma più presenze

e che quindi dimostra di avere maggiore continuità di rendimento e minore

morbilità. Ricordiamo inoltre che la classifica del nostro premio è la risultante delle votazioni

dei quotidiani sportivi più venduti, e cioè il Corriere dello Sport e la Gazzetta

dello Sport, e che la classifica la potete anche trovare nel numero del settimanale

Aquile, e che uscirà venerdì 10 marzo, come al solito ricchissimo di servizi, tra cui

quelli sulla partita contro il Torino, oltre ad inchieste importanti, in attesa della trasferta

sarda da vincere ad ogni costo. Per chi volesse leggerlo è sufficiente visitare il sito

www.cuoredilazio.it ed andare alla sezione magazine.

Intanto ecco i prospetti, sia generale che quello relativo alla classifica di marzo, limitati

alle prime posizioni dopo le ventotto gare giocate dalla Lazio.

CLASSIFICA GENERALE

AGGIORNATA ALLA 28esima GIORNATA

GIOCATORE PARTITE GIOCATE PUNTI TOTALI

1) Immobile 27 351

2) Parolo 27 338

3) F.Anderson 26 331,5

CLASSIFICA DEL MESE DI MARZO 2017

GIOCATORE PARTITE GIOCATE PUNTI MESE

1) Immobile 2 30

2) Keita 2 27,5

3) Lulic 2 26,5


Il sonno della ragione

genera opinionisti

di Arianna Michettoni

C’è bisogno di una sorta di attitudine all’indignazione:

lo sdegno si nutre di una sapiente

gestualità, e bisogna imparare a

storcere il naso, a mostrare il giusto sconcerto.

Va dosato, riletto di situazione in situazione;

mai sciupato, mai banalizzato.

L’indignazione è quasi elitaria: non tutti possono

esibirla, tanto che a volte quella di

pochi basta per tutti. L’indignazione trova la

sua essenza nell’opinione che ne segue, anch’essa,

il più delle volte, nient’affatto spontanea:

ogni parola viene pronunciata con la

sapiente arte dell’affabulatore, una pratica

tanto simile al tessere la tela del ragno dove

poi intrappolare le proprie vittime. L’indignazione,

l’opinione e, ultimo tassello ma più

importante, la diffusione, sono quindi costruite

certamente secondo un obiettivo o un

tornaconto: ne sono la prova le polemiche

strumentalizzate che tengono in pugno il dibattito

nostrano. Chi è che decide? Usando

i sempre cari tecnicismi, l’esatta definizione

sta nell’opinion leader: un utente attivo del

network che interpreta il significato – o il

contenuto dei messaggi mediatici – per

utenti medio-bassi dei media. Tipicamente

l’opinion leader è tenuto in grande considerazione

da coloro che accettano le sue opinioni,

sebbene la leadership sia solitamente

limitata ad alcuni argomenti: ad esempio, il

calcio.

Gli opinion leaders biancocelesti son noti

alla maggioranza: il più delle volte è a loro

che ci si rivolge, e soprattutto loro hanno

l’onore e l’onere di filtrare e contestualizzare.

Un potere tanto grande in poche, piccole

mani: può sollevare proteste o creare entu-


siasmi, dal nulla o porzionando – mistificando

– la realtà; può chiedere il sostegno

per una causa, la preferenza di una scelta, la

fiducia incondizionata che si accorda ad un

condottiero. Può – ed è tanto ingenuo sperare

che se ne astenga quanto è lecito esercitare,

piegandola, questa forza – inventare

o causare l’indignazione. Che è un sentimento

assai potente: tocca corde di malcontento

o acuisce la frustrazione del fruitore,

ridotto a mero colino di una situazione frammentata

e che mai potrà percepire nella sua

interezza. Il comunicatore (o opinionista)

biancoceleste preferisce, attualizzando al

fatto odierno, inarcare un sopracciglio al

presunto accordo tra De Vrij e l’Inter: con

due o tre aggettivi ad esprimere sorpresa,

sdegno e disapprovazione per la condotta

societaria la notizia è già pronta e il ricevente,

l’utente medio-basso, spacchetta

l’idea che gli viene regalata e che non tarda

a fare sua. Così per l’ingaggio sull’ipotesi di

rinnovo Keita, così per le sirene spagnole

(Villarreal, che tanto non serve spaziare con

la fantasia per creare scompiglio) per Inzaghi.

Tutto è frutto di una costruzione dell’indignazione,

cui segue la formulazione di

un’opinione da diffondere, verso il basso,

alle masse – impreparate o incapaci di arginare

tale fenomeno. Perché la massa ha insita

una sorta di addormentamento della

coscienza: si ha insomma la consapevolezza

di dover esprimere un parere o un giudizio

su questo o quell’argomento, ma è un diritto/dovere

che felicemente si delega – per

inadeguatezza, forza del gruppo o, semplicemente,

noia – al prossimo. Quante volte, nel

momento in cui ci si deve esprimere, si usa

la felice formula: “son d’accordo con chi mi

ha preceduto”?

E molto spesso l’opinion leadership si accompagna

ad una seconda pratica, difficile

da riconoscere ma ancora più invasiva: la distrazione

di massa, ovvero l’attenzione del

pubblico deviata – in questo caso dai meriti

e dallo stato di forma della Lazio. Sfruttare

l’emozione è un buon metodo per provocare

un corto circuito su un’analisi razionale e, in-

fine, sul senso critico dell’individuo. Qualcosa

di aberrante, soprattutto se osservato

nelle discrepanze comunicative delle realtà

calcistiche romane: da un lato vi è la bistrattata

squadra di Lotito, di cui è fatto emergere

sempre il lato negativo – secondo una prassi

di gradimento ormai consolidata – e dall’altra

si notano gli sfacciati favoreggiamenti ai

giallorossi, non ultima la vicenda legata a

Sky (il cui interesse è certamente legato alla

permanenza romanista nella coppa i cui diritti

sono in esclusiva) che, pur di appoggiare

Totti & Co., avalla e si fa carico di

iniziative promozionali per i tifosi (il costo

scontato del biglietto ha come obiettivo lo

stadio pieno, tanto più che per tale motivo è

stata cancella la diretta in chiaro dell’evento)

– in barba agli abbonati di fede diversa, e

con il benestare degli… opinionisti.

Non esiste una reale alternativa all’opinion

leading, se non il limitare il pensiero eterodiretto

e credere e far valere la bontà della

propria opinione, basata sulla capacità di discernimento

di ognuno. È proprio quel che

una volta si esortava nel prossimo: pensa

con la tua testa!, gli si diceva; e differire con

una reazione imprevista, credere nel proprio

disaccordo e, soprattutto, proporsi una

chiave di lettura libera da ogni condizionamento.

Dietro ogni categoria – che sia il giornalista,

l’opinionista o la semplice persona

informata sui fatti – c’è, in fin dei conti, un

essere umano – e l’essere umano può sbagliare,

tanto più nella sua condiscendenza;

non è un demerito scorgere l’errore altrui ed

allontanarsi dal suo punto di vista. Nella vita

come nel calcio – che della vita è solo un divertissement:

oltre Sky, oltre la firma sul cartaceo,

oltre chi, dotato di microfono,

catechizza l’ascoltatore. Poi il resto vien da

se: il leader in questione minimizzerà il pensiero

libero, proponendo la sua voce come

unica via percorribile – al contrario di chi, allontanandosene,

si è smarrito; avrà ancora

il suo fedele seguito, ma diminuito da un numero

di risvegli.


LAZIO D'ACCIAO

TORO DOMATO

di Orlando De Rossi

Termina con un netto 3-1 il volteggio delle aquile

nella 28^ giornata di campionato Serie A TIM, le vittime

sportive dei biancocelesti oggi sono i granata

del Torino che subiscono le marcature di Ciro Immobile,

Keita Balde Diao, Felipe Anderson.

Inizia il volo famelico dei rapaci con carattere e determinazione,

squadra posizionata in campo dalla

supercoppia Inzaghi Massimiliano Farris con il solito

3/4/1/2, con massima interscambiabilità dei ruoli, tra

i giocatori della S.S. Lazio c'e' magia c'e' complicità

c'e' carattere.

S.S. Lazio che piomba subito sulla sua preda e la

chiude, come fa quasi sempre all'Olimpico, dentro la

propria metà campo, non c'e' partita non c'e' ragione

di esserci in virtù anche delle differenze plateali tecnico

tattiche che le due compagini propongono in

campo, il Toro concede diverse categorie ai biancocelesti.

Bello l'impostazionismo difensivo che richiama il

pressing delle punte granata e le rende inermi, Stefan

de Vrij con Wesley Hoedt rendono partecipe Thomas

Strakosha nel gioco arretrato, e da li inizia l'azione

con Biglia che richiama il pallone ormai in fase solitaria

pronto a velocizzare la manovra ed aprire le

varie soluzioni di gioco.

Bella come sempre la nostra S.S. Lazio, noi non abbiamo

bisogno di battere squadre che si fermano, a

noi piace la battaglia, ed il Toro ci ha onorato di questo

e rendiamo grazie a Mihajlovic.

Toro che comunque riesce a restare indenne fino alla

fine del primo tempo, anche se le occasioni per passare

in vantaggio le aquile ne hanno create diverse,

soprattutto con Ciro Immobile che spreca un po per

colpa sua ed un po per sfortuna.

Radu deve cedere il campo a Lukaku per infortunio,

sorte che poteva capitare anche a Biglia, per un

brutto colpo preso da Iturbe, arbitro Mazzoleni insufficiente

da subito e per tutta la gara con scelte a dir

poco oscene.

Dunque primo tempo che si chiude con reti inviolate,

si riparte con Wallace al posto di Stefan de Vrij, che

resta negli spogliatoi per un problema fisico.

S.S. Lazio che riprende da dove aveva lasciato, ovvero

dalla pressione continua che costringe il toro

nei 35 metri difensivi.

I frutti vengono raccolti quando ormai non il Toro non

riesce più a venirne fuori in nessun modo, aquile ancora

più decise e determinate che portano vari mucchioni

dentro l'area di rigore di Hart.

Palla che viene messa in area di rigore, spizzata di

Moretti, e Ciro Immobile, spunta come un "rapace"

alle spalle di tutti sul palo opposto e la butta in fondo

alla rete.

Curva Nord esplode con tutta la sua lazialità, e soprattutto

con il suo LAZIALISMO ATTIVO, ovvero

tutto quello che serve ad essere partecipi attivamente

alla vita della nostra amata S.S. Lazio.

Partita che normalmente si sarebbe spenta, anche

perchè dopo aver spaccato una partita dominata gli

avversari potrebbero avere avuto un contraccolpo

psicologico.

Invece che ti fà il Toro, graffiato nell'animo, si butta


in avanti generosamente, e dopo che Liajc cede il

posto a Maxi Lopez, proprio quest'ultimo mette in

pari la gara sugli sviluppi di un calcio piazzato, dove

di testa approfitta della copertura approssimativa di

Milinkovic e Senad Lulic, non è il primo gol del genere

che si prende in questa stagione.

Ma quando parlavo di valori impari tra i biancoceleti

ed i granata, mi riferivo al fatto che Inzaghi ha potuto

mettere in campo un giocatore come Keita Balde

Diao.

Il canovaccio non cambia mai, è sempre la squadra

capitolina a tenere il pallino del gioco in mano, e comunque

sugli sviluppi di un'azione di ripartenza la

palla viene servita a Keita Balde Diao che con un tiro

a giro mette alle spalle di Hart una palla disegnata

dal Parmigianino.

Partita e tifosi che riprendono fiato dopo la doccia

gelata subita , al minuto numero 87 (una volta c'era

uno che aveva quel numero con noi, me ne sono ampiamente

dimenticato) la S.S. Lazio deve solo far scivolare

il tempo.

Invece no, di birra in corpo i ragazzi di Inzaghi ne

hanno da vendere, e continuano nella loro supremazia

fin quando anche Felipe Anderson trova il gol con

un'azione che lo porta a tu per tu con il povero Hart,

3-1 e partita chiusa.

Strakosha in continua escaletion vero capo della sua

area, li comanda lui ed i suoi compagni lo sanno, cresce

anche con il gioco con i piedi, sicurezza.

Difesa veramente ermetica, soprattutto con Stefan de

Vrij nel primo tempo, Belotti al cospetto di questo

maestoso difensore sembra un gattino batuffoloso

che ha bisogno di coccole,ministro della difesa con

incarichi agli affari interni.

Wallace subentra a Stefan de Vrij, paga in principio

qualche minuto di poco affiatamento con Wesley

Hoedt ma il ragazzo ci sa fare e recupera, gran fisico,

grande tenacia, e Belotti prende il coraggio di uscire

dalla cesta a prendere un po di lattuccio, ma sempre

ben controllato, muro.

Wesley Hoedt quello che ha più margine di miglioramento

di tutti, e continua a dimostrarlo, gasato dalla

convocazione orange a volte esagera e imposterebbe

tutti i palloni anche quelli che passano dai

piedi di Biglia, a tutto c'e' un limite, alla tua crescita

no, fosforo difensivo.

Radu gioca poco purtroppo ma era in palla, peccato

per il suo infortunio, gli subentra Lukaku che viene

messo come esterno basso nelle primissime battute,

ma poi spinge come un'ala corsa, potenza, e qualche

distrazione, in generale prestazione di valore, predatore

esterno.

Centrocampo che è composto da calciatori di assoluto

valore, cosi com'e' è il più completo dell'intero

campionato, anche per rendimento dei suoi interpreti.

Biglia prende una brutta botta da iturbe, nonostante

claudichi per tutto il match riesce a dare il suo contributo,

guerriero dal grande cuore, capitano insostituibile.

Parolo, ma che Parolo fatti, tanti fatti, corre come

sempre si inserisce come sempre e come sempre

aiuta tutta la barca ad uscire fuori da ondate improvvise,

Parolo è musica Metal, spacca.

Senad Lulic, un pistone di una macchina di alta cilindrata,

avanti e indietro, e poi sotto e poi sopra, e poi

cross e poi si torna a difendere, e ala, e mezz'ala, essenziale

.

Basta vera spina nel fianco della difesa granata,

spinge come un forsennato partendo da una posizione

altissima, spesso e volentieri più alto di felipe,

il miglior campionato da quando indossa l'aquila sul

petto, puntuale.

Milinkovic, messo in una morsa da una gabbia, Mihajlovic

ossessionato dalla sua posizione gli concede

poco ma quello che gli riesce lo fa bene, non

proprio la sua partita ma tanto lavoro oscuro, supermontagnaessenziale.

Attacco irritante nelle scelte di interpretazione e di

sviluppo della manovra, spesso si concede un tempo

in più alla giocata e si sbaglia, ma alla distanza esce

fuori e vince la partita.

Ciro Immobile innervosito dal questo dualismo

creato a dovere dalla stampa, non c'e' dualismo Ciro,

quello forte sei tu, magari il gallo lo diventerà, ma ora

sei il più forte attaccante italiano, non sono il numero

di gol che contano, ma anche quello che fai per la tua

squadra.

Sei un vero leader e la squadra te lo riconosce, mettitelo

in testa tu ora, sei fortissimo, bomber azzurro.

Felipe Anderson oggi torna su livelli eccellenti, a

volte è come leggere una poesia incantevole, ma

quando sbaglia le scelte è come se ti tirassero un

secchio di acqua gelata, alla lunga però ha la meglio

sulla fascia, ha la meglio quando si mette trequartista,

ha la meglio quando imposta vicino a biglia, ma

quanto sei poliedrico Pipe, il gol è il giusto premio a

tutti i km che hai fatto, in fiducia.

Keita Balde Diao, subentra al posto di Biglia, come

sempre spacca, stravolge distrugge la partita.

Non era al massimo della condizione, e per fortuna

pensa se fosse stato in forma, si inventa un gol che

il miglior Del Piero potrebbe stringergli la mano, ed

in barba ai soloni si mette sotto la curva a godersi i

decibel che salgono, mentre commenta esterefatto

la sua perla, bambino d'oro.

Oggi la grande bellezza si chiama S.S. Lazio, sono

contento che oggi si accorgono di Inzaghi, e poco

conta se in ritardo, l'Inzaghismo prende piede a

Marzo ma è nato a Luglio.

Trenta sono i punti che mancano alla termine, perchè

porsi limiti? Io credo in questa squadra che dimostra

di avere un carattere infinito, e un'amalgama di spogliatoio

un'alchimia magica, noi vi amiamo, e il LA-

ZIALISMO CON L'INZAGHISMO SONO PRONTI A

STUPIRE ANCORA. FORZA LAZIO SEMPRE!!


il voto d

ai giornalisti d

Perchè i giornalisti sportivi non possono subire il giudizio dei tifosi che sono

vogliamo dare voce ai tifosi e dargli la possibilità di esprimere loro dei voti ne

Prenderemo in considerazione tutti quei giornalisti attivi che seguono la Lazio

registrati. Ci limiteremo solamente a menzionare quei giornalisti regolarment

non ufficialmente giornalisti che collaborano con realtà locali consolidate. Ten

giornalisti) è un giornalista che non ha bisogno di sostenere degli esami speci

regolarmente renumerati su testate registrate. Il giornalista professionista inve

lavoro,deve avere una laurea e aver sostenuto un esame specifico presieduto

e voi tifosi potrete votarli liberamente inviandoci una mail con i voti a: redazione

e le testate scritte. Noi ci limiteremo solamente a scrivere i voti arrivati met

arrivano 5 voti di cui 2 voti sono 7 e 3 voti sono 6, noi scriveremo il prevalente

ELENCO DEI GIORNALISTI RAGGRUPPATI PER TESTATA, RADIO, TV SITI INTERNET

CORRIERE DELLO SPORT STADIO

PATANIA (1/1998)

RINDONE (1/2002)

VOCALELLI (1/1983)

GAZZETTA DELLO SPORT

CIERI (1/1994)

BERARDINO (1/1996)

IL MESSAGGERO

ABBATE (2/2010-3/2016)

MAGLIOCCHETTI (1/2001)

CASSETTA (2/2012)

DE BARI (1/1986)

BERNARDINI (1/2013)

IL TEMPO

SALOMONE (1/1994)

CHERUBINI (2/2013)

BALDINACCI (2/2014)

PIERETTI (1/2009)

REPUBBLICA

ERCOLE (2/2014)

CARDONE (1/1995)

RADIO RADIO

CERICOLA (2/1996)

GIANNANTONIO (1/2008)

FOCOLARI (1/1972)

MELLI(1/1969)

MORETTI (1/1993)

CITTACELESTE.IT

BENEDETTI (1/2003)

TERENZI (2/2015)

SKY SPORT

PETRUCCI (1/2003)

DE GRANDIS (1/1990)

TOMEI (2/2008)

BAIOCCHINI (1/2011)

LAZIO CHANNEL

SPERATI (2/2009)

LAZIO PRESS

DI IORIO (2/2014)

LAZIOPOLIS

CERRACCHIO (1/1983)

CERRACCHIO SERENA (2/2010)

L’ULTIMA RIBATTUTA

SIGNORELLI (2/2016)

ELLE RADIO

GALDINO (2/2014)

MP NEWS

STAITI (2/1984)

RETE ORO

LACAGNINA (2/1990)

calcio d’autore

RADIO INCONTRO OLYMPIA

TURCO (1/2003)

CAPODAGLIO (2/1992)

COLANTONI (2/2004)

CACIALLI (2/2000)

SIMONCELLI (2/2004)

VENANZANGELI (2/2010)


l tifoso

i fede laziale

i primi fruitori del loro servizio attraverso un voto? Con questa rubrica noi

confronti dei giornalisti sportivi e anche le loro testate,che seguono la Lazio.

attraverso le testate di giornale, radio e tv private, siti internet riconosciuti e

e iscritti all’albo sia come pubblcisti , sia come professionisti, e gli opinionisti

iamo a specificare che il giornalista pubblicista ( categoria 2 per l’ordine dei

fici ma basta aver raccolto nell’arco di due anni, un minimo di 60 articoli scritti

ce (categoria 1 per l’ordine dei giornalisti) oltre a fare esclusivamente questo

dallo stesso ordine. Noi qui cercheremo di fare un elenco dei giornalisti attivi

@cuoredilazio.it Vi preghiamo di votare solo i giornalisti presenti nell’elenco

tendo mano mano settimanalmente, il voto prevalente ( esempio: se a tizio

e cioè 6)

ROSCITO (2/2014)

BORGHESI (2/2012)

RADIO SEI

ZAPPULLA (2/2005)

BALDINI (2/2008)

ANSELMI (2/2011)

BUZZANCA (1/2011)

DE DILECTIS (2/2013)

DE ANGELIS (2/1989)

LA PENNA (1/2004)

RAI

ORSINI (1/1997)

TOLFA (1/1988)

BUTTAFUOCO (1/1988)

RADIO DIMENSIONE SUONO

SARZANINI (1/2003)

CERTO (1/1997)

TELEROMA 56

PLASTINO (2/1986)

goal di notte

GOLD TV

GALASSO (2/1981)

quelli di meeting

GAZZETTA BIANCOCELESTE

GARGINI (2/2004)

FUSILLO (2/1997)

ESPOSITO (2/1995)

LEGENDA

1: GIORNALISTA PROFESSIONISTA

2: GIORNALISTA PUBBLICISTA

ANNO: ISCRIZIONE ALL’ALBO

Alcuni giornalisti sono stati

inseriti solo nelle testate dei

quotidiani per cui lavorano

principalmente e non nelle radio

con cui collaborano.

CONDUTTORI, OSPITI, OPINIONISTI

NON ISCRITTI ALL’ALBO

DEI GIORNALISTI

ARTIBANI (radio incontro olympia)

DITTA (radio incontro olympia)

SCARCELLI (radio incontro olympia)

GRECO STEFANO (sito millenovecento)

GRIFANTINI (radio incontro olympia)

PEDONE ENRICO (radio incontro olympia)

RASTELLI (radiosei)

PANTANO (radiosei)

ODDI (radiosei)

FACCO (radiosei)

WILSON (radiosei)

D’AMICO ( rai- goal di notte)

GIORDANO (radiosei)

MORABITO (free)

ANELLUCCI (radio incontro olympia)

DI GIOVAMBATTISTA (radio radio)

ORSI (radio radio)


il voto d

ai giornalisti d

ELENCO DEI GIORNALISTI RAGGRUPPATI PER TESTATA, RADIO, TV SITI INTERNET

CORRIERE DELLO SPORT STADIO

PATANIA (1/1998)

RINDONE (1/2002)

VOCALELLI (1/1983)

GAZZETTA DELLO SPORT

CIERI (1/1994)

BERARDINO (1/1996)

IL MESSAGGERO

ABBATE (2/2010-3/2016)

MAGLIOCCHETTI (1/2001)

CASSETTA (2/2012)

DE BARI (1/1986)

BERNARDINI (1/2013)

IL TEMPO

SALOMONE (1/1994)

CHERUBINI (2/2013)

BALDINACCI (2/2014)

PIERETTI (1/2009)

REPUBBLICA

ERCOLE (2/2014)

CARDONE (1/1995)

RADIO RADIO

CERICOLA (2/1996)

GIANNANTONIO (1/2008)

FOCOLARI (1/1972)

MELLI(1/1969)

MORETTI (1/1993)

CITTACELESTE.IT

BENEDETTI (1/2003)

TERENZI (2/2015)

SKY SPORT

PETRUCCI (1/2003)

DE GRANDIS (1/1990)

TOMEI (2/2008)

BAIOCCHINI (1/2011)

LAZIO CHANNEL

SPERATI (2/2009)

LAZIO PRESS

DI IORIO (2/2014)

LAZIOPOLIS

CERRACCHIO (1/1983)

CERRACCHIO SERENA (2/2010)

L’ULTIMA RIBATTUTA

SIGNORELLI (2/2016)

ELLE RADIO

GALDINO (2/2014)

MP NEWS

STAITI (2/1984)

RETE ORO

LACAGNINA (2/1990)

calcio d’autore

RADIO INCONTRO OLYMPIA

TURCO (1/2003)

CAPODAGLIO (2/1992)

COLANTONI (2/2004)

CACIALLI (2/2000)

SIMONCELLI (2/2004)

VENANZANGELI (2/2010)

In questa prima settimana di questa nuova rubrica da noi istituita, abbiamo raggiunto i 400

voti attraverso le vostre mail giunte in redazione. Un grazie veramente sincero perchè ci

permette di postare il vostro esclusivo voto prevalente e il vostro pensiero in merito.

TOP

Questa settimana per voto prevalente raccolto troviamo nella

Top:

FRANCO MELLI: voto prevalente 6,5

tifosi sembrano aver apprezzato il suo piglio nel difendere l’operato

di Inzaghi contro l’esaltazione di tutto ciò che è sponda opposta.

GIANLUCA CHERBINI: voto prevalente 6,5

Molti tifosi ci fanno ossevare la crescita di questo giornalista in

forza al quotidiano “Il Tempo” e inviato di Radio Olympia, rispetto

al passato.

VINCENZO CERRACCHIO: voto prevalente 6,5

Molti tifosi motivano il buon voto facendo notare la differenza di

professionalità della vecchia generazione di giornalisti come lui,

con la nuova, spesso superficiale.

FLOP

Questa settimana per voto prevalente raccolto troviamo nella

Flop:

FURIO FOCOLARI: voto prevalente 4,5

A molti tifosi non sta bene il suo continuo cambiamento di giudizio

a seconda di come tira il vento della classifica.

ALBERTO ABBATE: voto prevalente 4

Viene giudicato negativamente per la sua “ troppa attenzione”

alle cose negative della Lazio, quasi fossero scientemente preparate.

STEFANO BENDETTI: voto prevalente 3,5

A lui principalmente non viene perdonato questo modo di scrivere

news sul suo sito dove diciamo cosi, ci sono le news a

“telenovela” cioè a puntate. scucita davvero molta irritazione.


l tifoso

i fede laziale

ROSCITO (2/2014)

BORGHESI (2/2012)

RADIO SEI

ZAPPULLA (2/2005)

BALDINI (2/2008)

ANSELMI (2/2011)

BUZZANCA (1/2011)

DE DILECTIS (2/2013)

DE ANGELIS (2/1989)

LA PENNA (1/2004)

RAI

ORSINI (1/1997)

TOLFA (1/1988)

BUTTAFUOCO (1/1988)

RADIO DIMENSIONE SUONO

SARZANINI (1/2003)

CERTO (1/1997)

TELEROMA 56

PLASTINO (2/1986)

goal di notte

GOLD TV

GALASSO (2/1981)

quelli di meeting

GAZZETTA BIANCOCELESTE

GARGINI (2/2004)

FUSILLO (2/1997)

ESPOSITO (2/1995)

LEGENDA

1: GIORNALISTA PROFESSIONISTA

2: GIORNALISTA PUBBLICISTA

ANNO: ISCRIZIONE ALL’ALBO

Alcuni giornalisti sono stati

inseriti solo nelle testate dei

quotidiani per cui lavorano

principalmente e non nelle radio

con cui collaborano.

CONDUTTORI, OSPITI, OPINIONISTI

NON ISCRITTI ALL’ALBO

DEI GIORNALISTI

ARTIBANI (radio incontro olympia)

DITTA (radio incontro olympia)

SCARCELLI (radio incontro olympia)

GRECO STEFANO (sito millenovecento)

GRIFANTINI (radio incontro olympia)

PEDONE ENRICO (radio incontro olympia)

RASTELLI (radiosei)

PANTANO (radiosei)

ODDI (radiosei)

FACCO (radiosei)

WILSON (radiosei)

D’AMICO ( rai- goal di notte)

GIORDANO (radiosei)

MORABITO (free)

ANELLUCCI (radio incontro olympia)

DI GIOVAMBATTISTA (radio radio)

ORSI (radio radio)

CASENTINI (sito cuoredilazio- quelli di meeting)

CAGNETTI (sito cuoredilazio- quelli di meeting)

MICHETTONI(sito cuoredilazio- quelli di meeting)

TOP

Questa settimana per voto prevalente raccolto troviamo nella

Top:

FERNANDO ORSI: voto prevalente 6,5

I tifosi apprezzano molto la sua obiettività di giudizio e il lottare

duramente per difendere la Lazio quando merita, contro tutti gli

altri nell’emittente romana dove collabora.

RICCARDO RASTELLI: voto prevalente 7

Il rappresentante della Curva Nord in quest’ultimo periodo è

stato molto apprezzato per la chiarezza dei suoi interventi in

radio nella trasmissione “ La Voce della Nord” e per la lotta alla

stampa rea secondo molti, di attaccare gratuitamente la Lazio

quando dovrebbe sospingerla di più.

CRISTIANO DITTA: voto prevalente 6

per molti è un conduttore obiettivo, pacato, lucido nei giudizi.

CONDUTTORI, OSPITI, OPINIONISTI

NON ISCRITTI ALL’ALBO

DEI GIORNALISTI

FLOP

Questa settimana per voto prevalente raccolto troviamo nella

Flop:

FRANCESCO SCARCELLI: voto prevalente 4,5

Molti scrivono che il conduttore radiofonico rimane troppo prevenuto

verso l’operato della Lazio nel complessivo e dovrebbe riuscire

a giudicare certi aspetti a prescindere dalla sua battaglia

verso Lotito.

STEFANO GRECO: media voto 3

Molti ci hanno scritto questo (testuale) “ Ancora qualcuno va dietro

a Greco?” detto questo, detto tutto.

VINCENZO MORABITO: voto prevalente 3,5

Anche qui viene giudcato il personaggio come troppo prevenuto

verso la dirigenza della Lazio e spesso si lascia andare a scritti

sui social verso i tifosi che si contrappongono a lui, non degni di

un professionista come lui. Molti poi gli rinfacciano qualche giocatore

non troppo positivo portato alla Lazio


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